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La scheggia impazzita Salvini, ma c'è una logica





La ventilata rimozione della scorta a Roberto Saviano è un segno di debolezza del contaballe Salvini. Ma farà marcia indietro.

Il suo comportamento conferma ciò che ho letto recentemente: i dirigenti anziani della Lega Nord l’hanno sempre giudicato una scheggia impazzita.

Ma c'è una logica: rinviare il redde rationem sulle sue mirabolanti promesse elettorali, irrealizzabili perché finanziariamente insostenibili, in particolare (i) la flat tax, ora già diventata dual tax, 60 mld, che si tradurrebbe in un enorme regalo ai ricchi, aumentando la disuguaglianza;[1] (ii) l'espulsione di 600.000 immigrati irregolari; e (iii) l'abolizione della Riforma delle pensioni Fornero.

Mi limito a quest’ultima. Ora Salvini, non a caso, parla di revisione o di graduale smontaggio, e fa riferimento alla “quota 100”.

Osservo: (i) prima della riforma Fornero (2011) si era a quota 97 e nel 2013 a quota 98 e 3 mesi; se non ci fosse stata la riforma Fornero (che ha abolito le quote, somma di età anagrafica e anzianità contributiva), nel 2019 si sarebbe a quota 99, per effetto dell'adeguamento automatico SACCONI all'aspettativa di vita introdotto dalla L.102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art.12, comma 12bis (che peraltro il furbo e bugiardo Salvini, come gli ho contestato in diretta a Radio1-Zapping, nonché i parlamentari della Lega Nord in un DdL (sic!), come ho contestato loro per lettera, e quasi tutti, inclusi - da ultimo, di nuovo, Il Sole 24 ore e gli altri media, oltre a famosi esperti previdenziali e notissimi Organismi interni e internazionali (negli ultimi mesi ho scritto 45 lettere circolari, le trovate nel mio blog) - attribuiscono alla riforma Fornero(!)); cioè un anno in meno della, tanto decantata, mirabolante “quota 100” salvinian-dimaiana.

Inoltre, (ii) l’età anagrafica minima, nell’ipotesi prospettata da Alberto Brambilla, consigliere previdenziale della Lega Nord, è di 64 anni, mentre, senza la riforma Fornero, includendo l’adeguamento automatico alla speranza di vita, essa sarebbe stata inferiore a 63.

Infine (iii), come spiega anche l’articolo del Sole 24 ore linkato sopra, si aggiungono due ulteriori peggioramenti (a) il calcolo dell’assegno pensionistico verrebbe fatto col metodo contributivo dall’1.1.1996 (quando fu introdotto dalla riforma Dini (L. 335/1995), ma escludendo coloro che al 31.12.1995 avevano già almeno 18 anni di contributi); e (b) verrebbe abolita l’APE sociale, riservata a categorie svantaggiate, cioè quelle più povere (sic!).[2]

In definitiva, quello che da Salvini (e Di Maio) viene contrabbandato come abolizione della riforma Fornero è in realtà un netto peggioramento della situazione pensionistica come si sarebbe evoluta se non ci fosse stata la riforma Fornero.


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Note:


[1] Con la flat tax metà dei risparmi sull’Irpef vanno alla fascia più ricca

Sino a 20 mila euro di reddito nessun vantaggio: le famiglie dovranno invocare la clausola di salvaguardia. Da 35 mila euro in su iniziano i vantaggi

PAOLO BARONI - 19/05/2018


"La flat tax? Farebbe tornare l'Italia indietro di 100 anni"

L'analisi di due ricercatori, Salvatore Morelli e Giacomo Gabbuti. Con la "tassa piatta" l'aliquota tornerebbe a livelli del 1918

di BARBARA ARDU'  -  19 Giugno 2018


[2] Per la Lega Nord non è una novità. In questo documento di 18 pagine, narro ciò che combinò assieme a Berlusconi nella XVI legislatura.

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione



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Fucile, carabina e moschetto




E’ strano, ma almeno io non sono riuscito a trovare in Internet la spiegazione corretta del criterio distintivo tra il fucile, la carabina e il moschetto. Allora ho pensato di scrivere questo post, frutto di un dialogo.


Citazione: “era andato in guerra col moschetto Mannlicher Carcano modello 91 che poi fù usato per uccidere Kennedy”.


Il Carcano mod. 91 usato per uccidere John Kennedy a Dallas non era un moschetto ma un fucile.

Poiché non si trova il criterio distintivo in Internet, lo spiego volentieri.

Come insegnavano sotto la naja, il criterio per distinguere un fucile da una carabina e da un moschetto è la lunghezza della parte metallica rispetto alla lunghezza totale.

Il fucile ha la parte metallica maggiore della metà della lunghezza totale (adatto alle lunghe distanze, come il Garand, una volta in dotazione all’Esercito italiano e che poteva sparare fino a quasi 1 Km).

La carabina ha la parte metallica la metà della lunghezza totale (come il Winchester, anch’esso una volta in dotazione all’Esercito italiano, più corta e meno potente rispetto al fucile, poteva sparare fino a 300 metri).

Il moschetto ha la parte metallica minore della metà e della parte in legno (il mitra è un moschetto, adatto alle brevi distanze, come il MAB=Moschetto automatico Beretta, una volta in dotazione all’Esercito italiano).


@vmvinceskij ,grazie io non ho fatto il servizio militare e pensavo a moschetto come un vezzeggiativo affettuoso dei militari.


In questo post, ho spiegato, tra l’altro, la differenza tra obice, cannone e mortaio.

Quella volta che le mucche fermarono il tiro degli obici



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permalink | inviato da magnagrecia il 20/6/2018 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Immigrazione, i falsi scopi degli intelligentoni benaltristi di estrema sinistra che favoriscono la destra




I giornali e i blog di estrema sinistra sostengono a spada tratta l’immigrazione, e a proposito delle azioni giudiziarie contro le ONG che soccorrono gli immigrati in mare, dicono che l’Italia abbia inventato il reato di solidarietà.

Io penso che la materia sia estremamente delicata e vada affrontata in maniera non ideologica ma pragmatica, anche – e soprattutto - per non fare un assist ai partiti di destra come la Lega Nord, che finora hanno lucrato elettoralmente dal sentimento montante anti-immigrazione. Ora possiamo vedere all’opera il neo-ministro dell’Interno del governo Conte, il leghista Matteo Salvini, il cui successo elettorale si fonda anche su promesse mirabolanti e bugie (flat tax, che è un regalo di alcune decine di miliardi ai ricchi, forse a spese dei poveri, visto che tra le ipotesi di copertura, molto parziale, smentita poi dal ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, si ventila l’aumento dell’IVA facendo scattare, il prossimo primo gennaio, la clausola di salvaguardia, che risale al governo Berlusconi-Tremonti nel 2011, con il DL 138 del 13.8.2011, convertito dalla Legge 148/2011, di 60 mld cumulati, la seconda delle due pesantissime manovre correttive estive chieste, o sarebbe meglio dire imposte, dall’Unione Europea al periclitante governo[1]), che è una misura regressiva poiché colpisce nella stessa misura i ricchi e i poveri; l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero, ma ora parlano di revisione, con la mirabolante “quota 100”, che è di 12 mesi maggiore di quella che ci sarebbe stata se non avessimo avuto la riforma Fornero, e con età minima di 64 anni, mentre senza la riforma Fornero l’età di pensionamento, agganciata alla speranza di vita, sarebbe stata di 63 anni circa; e, appunto, il blocco dell’immigrazione e l'espulsione dei 600 mila immigrati clandestini, che suscita lo scetticismo del leghista ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni), e vedremo che cosa riuscirà a fare in concreto, al di là della propaganda, condita di vere e proprie bugie, in cui è bravissimo.[2]  

Io ho già scritto in passato sul tema immigrazione,[3] quando il fenomeno ha cominciato a diventare macroscopico per l’Italia a causa della caduta di Muammar Gheddafi, dittatore della Libia.[4] Ed ho scritto che il problema va affrontato con una visione pragmatica. Ho conservato, come scrivevo all'inizio, tale visione, che ora dovrebbe includere nel novero delle variabili da considerare anche la riforma della cornice normativa (Convenzione di Dublino) e la sostanziale incapacità dell’Unione Europea di gestire il problema in un’ottica di solidarietà e condivisione effettive.

Riporto il breve dialogo tra me e uno degli organi di stampa di estrema sinistra, in calce ad un articolo del marzo scorso, che a mio avviso hanno invece un approccio troppo ideologico, che è un riflesso condizionato della tipica struttura psicologica degli intelligentoni di estrema sinistra, incuranti del sentire diffuso, che sta portando milioni di voti alla destra.


***


Io

Un esperto su Radio1 ha spiegato che, studiando il tracciato della rotta, emerge che la nave spagnola, di stanza abitualmente a Malta, è andata all'appuntamento con la barca dei profughi, li ha presi a bordo e poi, dopo aver rifiutato di ottemperare all'ordine della Guardia Costiera libica di riconsegnarli, anziché portarli a Malta, porto più vicino, li ha portati in Italia.

Ci sono delle norme generali e delle disposizioni particolari che hanno carattere cogente per TUTTI e quindi anche per la nave spagnola.

Dallo stesso servizio di Radio1, risulta che a Malta le bellissime strutture d'accoglienza dei profughi sono completamente vuote.

Dunque, ricapitolando, la Libia ha giurisdizione esclusiva nel suo territorio e nelle sue acque territoriali, sull'ambito delle quali - come dovrebbe essere noto - dà un'interpretazione estensiva, sub iudice, ma tant'è. Malta ha giurisdizione nel proprio territorio, e rifiuta i profughi. La nave spagnola se ne è fottuta delle norme generali, delle disposizioni particolari e degli accordi, a giudicare dalla rotta, è andata all'appuntamento, non è che li ha incrociati per caso, il che integra un'ipotesi di dolo, e anziché portarli a Malta li ha portati come al solito in Italia. Peraltro, perché non li porta in Spagna? L'Italia, anche per il tramite della sua Magistratura, ha giurisdizione esclusiva sul proprio territorio, e deve far rispettare le norme generali e le disposizioni particolari, checché diciate voi intelligentoni di estrema sinistra, refrattari alle norme del vostro Stato, perché non avete risolto il rapporto edipico, che non è materia politica ma da psicanalisti. Peraltro, storicamente, quando gli intelligentoni sono andati al potere sono diventati tutti autoritari e guerrafondai...


Lui

Le 281 persone sono state soccorse in acque internazionali. Inoltre per farsi un'idea più corrispondente al vero le suggeriamo di guardare il video girato a bordo della Proactiva in cui si vede in che modo la guardia costiera libica abbia "invitato" a consegnare i profughi. Non occorre essere intelligentoni per prendere la decisione giusta anche a costo di rischiare la propria vita. A questo dovrebbe arrivarci anche lei. Certo, occorre essere di sinistra per restare umani e qui le cose si fanno più difficili...


Io

Mi dispiace, io sono da vari decenni un riformista razionale e pragmatico, non mi lascio soverchiare dal complesso edipico come gli intelligentoni di estrema sinistra, intrisi di ideologia benaltristica. Che aborrono le regole, perché rifiutano l'autorità paterna o materna. E se la prendono con sostituti e falsi scopi, come la TAV (che è un buco in una montagna, che servirà per i prossimi secoli), i gassificatori (che riducono il ricatto dei produttori di petrolio e gas), le trivelle (lasciando il gas agli adriatici dirimpettai, che inquinano lo stesso anche noi). Roba, ripeto, da psicoanalisti. Non c'entra niente la pietà, in un discorso politico. Voi, siete spietati - concretamente - perché, ostinatamente irrazionali, state portando alla maggioranza di governo uno sfaticato bugiardo e furbo come SALVINI.

Siamo in uno Stato di diritto, i 3 spagnoli dell'ONG sono indagati per complicità nel reato di immigrazione clandestina e per associazione a delinquere (oltre che per violazione del Codice di condotta Minniti). Il 31 marzo prossimo ci sarà la decisione del Gip.


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Note:


[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


[2] Immigrazione nel mare di Lampedusa


[3] Salvini è un contaballe furbo (il prof. Sapelli, di cui è stato uno studente universitario, forse per gratitudine per averlo Salvini indicato come candidato alla presidenza del Consiglio, lo considera molto intelligente) e sfaticato. Raccontando balle, essendo campione di assenteismo sul lavoro e di presenzialismo sui media, e muovendosi prima con furbizia e poi con spietatezza tra i maggiorenti della Lega Nord, è riuscito a diventare prima segretario del suo partito (cambiandogli il nome e la missione) e ora addirittura vice presidente del Consiglio e ministro dell'Interno. Perché dovrebbe ora cambiare e andare in ufficio a faticare? Delegherà il più possibile, occuperà stabilmente i media e i “social”, si venderà quel poco di buono che eventualmente riuscirà ad ottenere, e per il resto sopperirà con le balle, in cui eccelle.

Tre cose vale forse la pena di aggiungere: la prima, che oltre ai bar ha un filo diretto con i suoi "amici" di Facebook, le cui critiche severe lo hanno convinto alla fine a fare il governo con M5S; la seconda, che (a differenza di Berlusconi, lui sì bugiardo sincero, poiché - come diceva Montanelli - era il primo a credere alle sue menzogne) Salvini è un bugiardo sciente, in funzione del ritorno elettorale; la terza, che ho letto che i senatori (nel senso di anziani preminenti) della Lega Nord lo considerano una scheggia impazzita, il che rende il tutto, se possibile, ancora più preoccupante.


[4] La cricca libica


[5] Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’


*** 

Appendice 

Attività Sar nelMediterraneo Centrale connesse al Fenomeno Migratorio
1991 = 20.000
1992= 31
1993= 218
1994= 1.602
1995= 872
1996= 1.655
1997= 5.464
1998= 6.620
1999= 12.215
2000= 8.115
2001= 7.349
2002= 11.781
2003= 9.262
2004= 12.485
2005= 20.687
2006= 12.016
2007= 19.858
2008= 34.827
2009= 9.249
2010= 3.342
2011= 61.767
2012= 12.897
2013= 42.925
2014= 170.011
2015= 154.018
2016= 181.337
http://www.guardiacostiera.gov.it/attivita/Documents/attivita-sar-immigrazione-2016/rapporto-sull-attivita-sar-nel-mediterraneo-centrale-anno-2016.pdf  



Post e articoli collegati:


Analisi quali-quantitative/13/TAV


Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero


Su cosa si basano le accuse alla nave di soccorso Open Arms

22 marzo 2018 - MARINA PETRILLO, LORENZO BAGNOLI E CLAUDIA TORRISI


Caso Open Arms parte seconda: le nuove carte e Malta

4 aprile 2018 - MARINA PETRILLO E LORENZO BAGNOLI


Dissequestrata la nave Proactiva Open Arms: "La Libia non è in grado di accogliere migranti"

L'imbarcazione è ormeggiata a Pozzallo dal 18 marzo dopo il salvataggio di 218 persone. Secondo il gip di Ragusa l'equipaggio ha agito in "stato di necessità"

di ALESSANDRA ZINITI  -  16 aprile 2018


Migranti, la Cassazione conferma il sequestro: la nave Iuventa resta bloccata a Trapani

Il 2 agosto la decisione del gip. Intanto l'indagine catanese su Open Arms prosegue nonostante la competenza sia stata trasferita a Ragusa

di ALESSANDRA ZINITI  -  24 aprile 2018


Migranti, Salvini a Malta: "Accolga la nave Aquarius, porti italiani chiusi". La replica: "Non è nostra competenza"

Messaggio alle autorità maltesi: "Il porto più sicuro è il vostro". La risposta è negativa: "Il soccorso è stato coordinato da Roma". Il premier Conte: "Inviamo motovedette con medici". Alle 22.50 arrivano nuove istruzioni: fermarsi in mezzo al mare a 35 miglia dalla Sicilia

di CARMELO LOPAPA  -  10 giugno 2018


Aquarius, il premier di Malta: "Il governo italiano non rispetta le regole e crea una situazione pericolosa"

Joseph Muscat conferma che non farà attraccare la nave ong con 629 persone a bordo. I consulenti della Difesa de La Valletta: "Roma sta cercando l'incidente"

di GIULIANO FOSCHINI  -  11 giugno 2018


Contributo dell’UE all’Italia per i migranti

In sintesi, poco rispetto alla spesa complessiva, ma ci ha autorizzati a sforare il deficit (aumentando il debito pubblico).


Quanto spendono Italia ed Europa per l’immigrazione

Pubblicato: 09.08.2017

Il verdetto

Luigi Di Maio ha dichiarato che le spese per gestire l’attuale aumento dei flussi migratori sono di 4,5 miliardi di euro. Si tratta di una stima contenuta nel DEF per il 2017, che oscilla tra i 4,2 e i 4,6 miliardi a seconda dell’aumento o meno degli arrivi rispetto allo scorso anno (al momento, il totale è leggermente in calo). Non è dunque una cifra sicura. Di Maio ha aggiunto che l’Unione Europea vi contribuisce solo per 100 milioni di euro. In effetti, la partecipazione alle spese italiane è di 91 milioni per il 2017, anche se bisogna precisare che quei soldi non sono il totale dell’impegno finanziario UE per gestire la situazione migratoria. “C’eri quasi” per il vicepresidente della Camera.


Profughi: 7 miliardi di fondi Ue, ma all'Italia solo pochi milioni

di Cristiana Mangani  -  20 Marzo 2018

Poiché l’articolo del Messaggero è riservato agli abbonati, allego quest’altro del Giornale che ne cita i dati.


Quanto spende davvero l'Italia per l'accoglienza dei migranti?

E qual è il reale contributo dell'Unione Europea? Abbiamo verificato le ultime affermazioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini

di PAGELLA POLITICA DI AGI 

05 giugno 2018


Aggiornamento


Segnalo volentieri questa puntata di Radio1-Zapping di ieri, con gli interventi di Juan Fernando Lopez Aguilar, che rileva le inadempienze dell’UE sia rispetto all’art. 80 del Trattato europeo (TFUE)*, sul principio di solidarietà (vedi anche il fondamentale art. 3 del TUE), sia rispetto alla legge sull’asilo emanata dal Parlamento Europeo; e di Francesco Cancellato, che osserva che sia la Convenzione di Dublino, sia gli altri accordi e la legge Bossi-Fini   (approfondimento), che costringe alla clandestinità, sono stati sottoscritti o emanati dal governo Berlusconi-Bossi.

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* Articolo 80 Le politiche dell'Unione di cui al presente capo e la loro attuazione sono governate dal principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario. Ogniqualvolta necessario, gli atti dell'Unione adottati in virtù del presente capo contengono misure appropriate ai fini dell'applicazione di tale principio.

Crisi migranti, la Spagna accoglierà l'Aquarius. Ne discutiamo con Marco Bertotto, responsabile advocacy di Medici senza Frontiere, Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta e Juan Fernando Lopez Aguilar, professore di diritto costituzionale, eurodeputato del gruppo "Alleanza progressista di Socialisti e Democratici " al Parlamento europeo. È stato deputato socialista e ministro della Giustizia tra il 2004 e il 2007 del governo Zapatero. 



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Osservazioni al documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU”





Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa a fiuggi.maggio2018@gmail.com e p.c. a  redazione@eguaglianzaeliberta.it, dopo aver letto un documento di Stefano Fassina, pubblicato dal sito Eguaglianza&Libertà.   


Osservazioni al documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU”

Da:  v

6/6/2018 13:20


Buongiorno,

Ho letto con interesse il documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU. Non sono un esperto, ma ho letto i Trattati UE e lo Statuto della BCE (credo di essere uno dei pochi ad averlo fatto, su 500 milioni di Europei) e rifletto su di essi da alcuni anni, discutendone anche sui siti con sedicenti esperti. In passato, ho provato anche ad esplicitare osservazioni analoghe in calce al blog di Stefano Fassina su Huffington Post, ma vedo invano (come, peraltro, succede per la normativa pensionistica in cui anche Fassina fa confusione tra la riforma Fornero e la ben più severa riforma Sacconi).

Fatta questa doverosa premessa, mi permetto di formulare alcune brevi osservazioni puntuali sul documento.


1.      Di conseguenza, in relazione a tali principi, la nostra ragione fondativa dovrebbe essere un patriottismo costituzionale come articolazione del nesso nazionale-sovranazionale alternativa sia alla declinazione nazionalista della de-globalizzazione in corso, sia all’europeismo liberista dominante nel consolidato assetto regolativo e di policy dell’Ue e dell’eurozona.

I Trattati ospitano molteplici e mutualmente contraddittori principi, in un apparente sincretismo. Ma i principi prevalenti sono la concorrenza e la stabilità dei prezzi. (pag. 5)


E’ vero che i Trattati dicono tutto e il contrario di tutto, ma la missione dell’UE è definita ed esplicitata, oltre che nel preambolo, nel fondamentale art. 3 del TUE http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf. E’ l’art. 3 del TUE la bussola di qualunque lavoro di interpretazione ed applicazione dei Trattati. Non è vero che la stabilità dei prezzi sia un principio prevalente della politica economica, esso lo è soltanto della politica monetaria (BCE, cfr. art. 2 statuto https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf). Peraltro, la stabilità dei prezzi diventa un obiettivo (sub-obiettivo, vedi appresso) dell’UE soltanto col trattato di Lisbona (2007, in vigore dal 2009).


2.      Domina il principio della concorrenza, non tra imprese, ma tra ordinamenti costituzionali e tra welfare state. (pag. 5)


Interpretazione “stirata”. Il principio della concorrenza attiene alla politica economica. Estenderlo meccanicamente al welfare appare, almeno a me, un modo surrettizio ed aprioristico di rifiutare il principio della sostenibilità finanziaria, dell’equità intergenerazionale e dell’efficacia ed efficienza della spesa.


3.      È un europeismo consapevole del primato della concorrenza e della stabilità dei prezzi scolpito delle normative della UE e nella fisiologia dell'eurozona e il primato del lavoro e della solidarietà sociale affermato nella nostra Carta fondamentale. (pag. 6)


Se non si fa l’errore di estrarre ciò che è coerente soltanto con la tesi che si intende affermare, non c’è dualismo assoluto tra la missione dell’UE definita dall’art. 3 del TUE e la nostra Costituzione. A ben vedere, è in gran parte un problema di interpretazione e di applicazione delle regole, influenzate abnormemente dalla Germania. Occorre accogliere la tesi che spesso sono la Commissione e la BCE a violare i Trattati, come conferma il Prof. Daniele Ciravegna dell’Università di Torino.


4.      i Trattati che prevedono "una moneta unica, l'euro, nonché la definizione e la conduzione di una politica monetaria e del cambio uniche, che abbiano l'obiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi e, fatto salvo questo obiettivo, di sostenere le politiche economiche generali dell'Unione conformemente al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza" (Tuef, art. 119, comma 2). (pag. 6)


Osservo: (i) l’art. 119 TFUE ha un incipit che fa riferimento agli obiettivi indicati nell’art. 3 del TUE (“Ai fini enunciati all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea,”); (ii) la stabilità dei prezzi – ribadisco - è l’obiettivo principale soltanto della politica monetaria; e (iii) la politica monetaria, di pertinenza esclusiva della BCE, ha, appunto, anche un secondo obiettivo, anche se subordinato al primo, cioè di “sostenere le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea” cfr. art. 2 Statuto BCE   https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf, che, quindi, fa anch’esso riferimento al fondamentale art. 3 del TUE (vedi anche punto 5).


5.      “è difficile accettare con animo leggero il fatto che l'obiettivo della stabilità dei prezzi sia indicato senza alcun riferimento al livello occupazionale e, dunque, al benessere delle comunità che si sono date questa Costituzione monetaria.” (pag. 7)


Il riferimento – ripeto - c’è (cfr. art. 2 statuto BCE, vedi sopra), anche se indiretto e subordinato a quello principale, a meno che non si sia in deflazione o con tasso di inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%), quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti, convergenti e complementari, e il secondo ha le stesse dignità e cogenza del primo”.


6.      4. Va ampliato il mandato della Bce, in analogia a quanto scritto nello statuto della Federal Reserve degli Stati Uniti, al fine di includere l'obiettivo di un tasso di occupazione qualificato, a pari rilevanza con l'obiettivo di inflazione. Perché? Perché il diritto al lavoro è un diritto fondamentale. Non può essere sotto-ordinato all'inflation target. (pag. 8)


Va bene l'allineamento della BCE allo statuto della FED, ma, per quanto riguarda la missione dell'UE, questo è già scritto nell’art. 3 del TUE. Anzi, in esso è scritto che la stabilità dei prezzi è anch’esso un sub-obiettivo che, assieme agli altri, “mira alla piena occupazione e al progresso sociale”, che è l’obiettivo strategico (missione) dell’UE (cfr. link al punto 3).


7.      senza incorrere in conseguenze “punitive”. (pag. 9)


E’ inutile sperarlo se, privi della difesa da parte della BCE stanti i vincoli dei Trattati, non si affronta con coraggio e determinazione il problema dell’elevato debito pubblico, con un mix di misure che contemplino un’imposta patrimoniale sui ricchi, che si sono arricchiti con la terribile crisi, anche perché hanno contribuito poco al mastodontico risanamento dei conti pubblici (manovre correttive per 330 mld cumulati varate nella XVI legislatura, e le misure strutturali valgono tuttora, l’81% da Berlusconi, scandalosamente inique, e il 19% da Monti, molto più eque (vedi IMU, patrimonialina sui depositi e TTF). Ma, nel caso la si decida, occorrerà essere saggi nel messaggio sulla patrimoniale, perché milioni di poveri appoggiano misure che vanno contro il proprio interesse (cfr. il dialogo tra Einstein e Freud in “Perché la guerra”) o sono istintivamente e pervicacemente contrari a quelle che colpiscono i ricchi.


Cordialmente,

V.


Allego:

-         gli URL del mio blog, dove sono reperibili decine di post sui temi accennati all’inizio (BCE, Trattati e pensioni): http://vincesko.ilcannocchiale.it oppure, se in avaria, http://vincesko.blogspot.it;

-         tra i quali questo, che riguarda la BCE e la sua politica monetaria:      

      Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2859155.html oppure (se in avaria)   http://vincesko.blogspot.com/2017/12/replica-alla-seconda-risposta-della-bce_20.html



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Dossier Imposta Patrimoniale


Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari


I difetti strutturali dell’Euro


L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


Crisi di governo, un’imposta patrimoniale sui ricchi per liberare il gioco democratico



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Crisi di governo, un’imposta patrimoniale sui ricchi per liberare il gioco democratico



Carlo Clericetti  -  28 MAG 2018

Eurodisastro


Sono d'accordo con Carlo Clericetti. Sia sul giudizio su M5S e Lega Nord e sui rispettivi leader, due contaballe, sia sui loro programmi contraddittori, insostenibili e iniqui, sia sul veto del presidente Mattarella  al professor Paolo Savona come ministro dell'Economia, perché critico verso l'Euro e la Germania. Critica del tutto condivisibile, poiché l'attuale assetto dell'Euro è monco e squilibrato a favore della Germania (e suoi satelliti) e svantaggioso per i Paesi deboli dell'EUZ, inclusa l'Italia.[1 o 2

Ma ritengo vada aggiunto che l'Italia è oggettivamente un Paese a sovranità limitata. Prima, dal dopoguerra, a causa del dominio USA; e, dal 1992, anche a causa dell'adesione all'Unione Europea, con i noti vincoli economico-finanziari “stupidi” perché prociclici, resi via via, su pressione della arrogante ed egoistica Germania, più stringenti e penalizzanti per i Paesi deboli dell'UE, tra cui l'Italia, appesantita dal fardello del Sud.

Io penso che ci sia un solo modo per uscire dal cul-de-sac ed è rappresentato dall'affrancamento da un debito pubblico di 2.300 mld, detenuto per un terzo da investitori esteri, che - come si è visto sia nel 2011, sia in questi giorni - con la dinamica automatica dello spread inficia e condiziona il gioco democratico.

Di norma, potendo contare sulla protezione di una banca centrale degna di questo nome, il debito pubblico non costituisce, per un Paese come l'Italia che fa registrare da 27 anni un avanzo primario  talvolta consistente, un grosso problema. Purtroppo, questa protezione non è assicurata dalla BCE, che opera con limiti statutari dettati dai trattati.[1 o 2Occorre quindi realizzare per altra strada questa precondizione perché la vita democratica si possa dispiegare pienamente, o almeno in misura molto meno condizionante di quella attuale.

Ci sono vari modi per ridurre il debito pubblico, differenti per i tempi di attuazione. Ad esempio, la proposta di Carlo Cottarelli (analoga a quella della Banca d'Italia) è quella di aumentare per 10 anni l'avanzo primario al 4%, in maniera che si possa mettere il rapporto debito/Pil su un sentiero di graduale riduzione fino al 100% e sotto al 100%.

Ma questo rischierebbe di sottrarre ancor più risorse all'economia reale, con effetti recessivi.

Se si vuole fare in fretta ed evitando gli effetti recessivi, a mio avviso occorre pensare ad altri strumenti, come ad esempio l'introduzione di un'imposta patrimoniale sui ricchi, a bassa propensione al consumo, e che si sono arricchiti con la crisi economica, anche perché hanno contribuito pochissimo al risanamento mastodontico dei conti pubblici.[1 o 2]   

Ma sono consapevole che è una strada impervia, visto che i ricchi controllano i media, influenzano i decisori politici e possono contare sull'ausilio autolesionistico di milioni di poveri.[1 o 2


  

Post e articolo collegati:


Dossier Imposta Patrimoniale


Brancaccio: “Ecco come fermare la dittatura dello spread e l'attacco dei mercati”
(30 maggio 2018)
intervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena
http://temi.repubblica.it/micromega-online/brancaccio-ecco-come-fermare-la-dittatura-dello-spread-e-lattacco-dei-mercati/ 



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Lettera a Der Spiegel: il solito vizio dei furbi Tedeschi




Il solito vizio dei furbi Tedeschi: imbrogliare, chiagnere e fottere, e sentirsi superiori, proiettando le loro colpe sugli altri, preferibilmente gli Italiani. Ah, Herr Freud…


Pubblico il commento che ho inviato ieri a Der Spiegel. Non potendo commentare in calce all'articolo di Jan Fleischhauer, ho utilizzato la funzione Contatti:

Kontakt - - > Ihre Nachricht wurde versandt (Your message has been sent).


Good evening,

How clever and tough you Germans! And what a long straw tail [guilty conscience]! Now that you fear that some Italian minister will tell you on the nose, that you are the scroungers of the Eurozone being able to profit on the structural imbalances of the Euro, put your hands on, and pull out the usual cosmic lies: that Italy lives above its possibilities or that it receives aid from other EU partners or does not intend to honor its debts. Italy has a primary surplus, at times substantial, for 25 years; and is a net contributor to both the EU and the state-saving funds, whose money was also used to pay Greece's debts to French, German and Dutch private banks; so far he has always paid. Apart from the cretin of the crazy splinter Borghi, economic manager of the Northern League (which in any case concerned the debt held by the ECB, which then 80% is held by the Bank of Italy), no one said that it does not intend to pay interest on the debt. Shut up!


(Traduzione:

Che furbi e faccia tosta Voi Tedeschi! E che lunga coda di paglia! Ora che temete che un ministro italiano vi dica sul muso che siete gli scrocconi dell’Eurozona potendo lucrare sugli squilibri strutturali dell’Euro, mettete le mani avanti, e tirate fuori le solite bugie cosmiche: che l'Italia vive al di sopra delle sue possibilità o che riceve aiuti dagli altri partner UE o che non intende onorare i suoi debiti. L'Italia ha un avanzo primario, talora consistente, da 25 anni; è contributrice netta sia dell'UE che dei fondi salva-Stato, i cui soldi sono serviti anche per pagare i debiti della Grecia verso le banche private francesi, tedesche e olandesi; finora ha sempre pagato. A parte la cretinata della scheggia impazzita Borghi (che comunque riguardava il debito detenuto dalla BCE, che poi all'80% è detenuto dalla Banca d'Italia), nessuno ha detto che non intende pagare gli interessi sul debito. State zitti!).



Aggiornamento


E-mail all’Ambasciata italiana di Berlino_Messaggio ad articolo di Der Spiegel


Messaggio di commento all'articolo di Der Spiegel.

Da: v

26/5/2018 23:02

A segreteria.berlino@esteri.it


Buonasera,

Nel complimentarmi, da riformista di sinistra, con l’Ambasciatore per il messaggio inviato al settimanale Der Spiegel, del quale ho ricavato la notizia dal quotidiano “La Repubblica”, ma di cui non ho trovato traccia nel sito di Codesta Ambasciata, trasmetto, qui di seguito, il messaggio che ho inviato ieri a Der Spiegel e al giornalista Jan Fleischhauer, autore dell’articolo vergognoso (per la Germania e lui stesso) contro l’Italia, chiarissimo indizio - come tutte le esagerazioni - di coda di paglia.

Distinti saluti,

V.


Rif. articolo “Die Schnorrer von Rom” http://www.spiegel.de/politik/ausland/italien-die-schnorrer-von-rom-kolumne-a-1209266.html.

Good evening,

How clever and tough you Germans! And what a long straw tail [guilty conscience]! Now that you fear that some Italian minister will tell you on the nose, that you are the scroungers of the Eurozone being able to profit on the structural imbalances of the Euro, put your hands on, and pull out the usual cosmic lies: that Italy lives above its possibilities or that it receives aid from other EU partners or does not intend to honor its debts. Italy has a primary surplus, at times substantial, for 25 years; and is a net contributor to both the EU and the state-saving funds, whose money was also used to pay Greece's debts to French, German and Dutch private banks; so far he has always paid. Apart from the cretin of the crazy splinter Borghi, economic manager of the Northern League (which in any case concerned the debt held by the ECB, which then 80% is held by the Bank of Italy), no one said that it does not intend to pay interest on the debt. Shut up!


(Traduzione:

Che furbi e faccia tosta Voi Tedeschi! E che lunga coda di paglia! Ora che temete che un ministro italiano vi dica sul muso che siete gli scrocconi dell’Eurozona potendo lucrare sugli squilibri strutturali dell’Euro, mettete le mani avanti, e tirate fuori le solite bugie cosmiche: che l'Italia vive al di sopra delle sue possibilità o che riceve aiuti dagli altri partner UE o che non intende onorare i suoi debiti. L'Italia ha un avanzo primario, talora consistente, da 25 anni; è contributrice netta sia dell'UE che dei fondi salva-Stato, i cui soldi sono serviti anche per pagare i debiti della Grecia verso le banche private francesi, tedesche e olandesi; finora ha sempre pagato. A parte la cretinata della scheggia impazzita Borghi (che comunque riguardava il debito detenuto dalla BCE, che poi all'80% è detenuto dalla Banca d'Italia), nessuno ha detto che non intende pagare gli interessi sul debito. State zitti!).



I: Messaggio di commento all'articolo di Der Spiegel.

Trapassi Lorenzo<lorenzo.trapassi@esteri.it>(lorenzo.trapassi@esteri.it)

29/5/2018  11:24

Gentile Signor V,

sono lieto di ringraziarla, a nome dell’Ambasciatore Pietro Benassi, per la sua cortese mail in calce.

Con molti cordiali saluti

Lorenzo Trapassi



Post collegati:


N. 20 post sulla Germania, lo spread ed altro


(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel

(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro

(3) L’Europa riparte da qui

(4) Le determinanti dello spread

(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi

(6) I facitori dello spread

(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’

(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancellieraMerkel

(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra

(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco

(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania

(12) Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi

(13) L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca

(14) Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?

(15) Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria

(16) False opinioni sull’Italia e la Germania

(17) Tedeschi, anche i popoli hanno una psicologia

(18) La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord

(19) L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.html  oppure  

(20) Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari



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Savona o non Savona





Si discute animatamente in questi giorni della ventilata nomina del professor Paolo Savona a ministro dell’Economia del governo Conte.

Savona o non Savona, il nocciolo della questione - detto da europeo convinto - è che l'attuale struttura dell'Euro è squilibrata e monca,[1 o 2] o la si completa in senso federale, com'era inizialmente previsto, prevedendo gli aggiustamenti conseguenti (in particolare i trasferimenti fiscali dai Paesi forti a quelli deboli), oltre a quelli causati dall'egoismo ottuso della Germania (parametro più severo circa il surplus commerciale e sanzioni severe per chi lo sfora[1 o 2]) o l'Euro, moneta unica per 19 Paesi troppo eterogenei, non può reggere. Elementare, mi pare.


In più, domina in UE l'ideologia neo-liberista, [1 o 2] teoria economica strampalata e spietata al soldo dei ricchi, con una fede mal riposta nella capacità del mercato di autoregolarsi e, di conseguenza, il principio incorporato stupido di (quasi) escludere una politica economica anti-ciclica. Il che - come si è visto con la crisi - rende l'EUZ estremamente vulnerabile e ancor più squilibrata e iniqua tra Paesi forti e Paesi deboli.


La BCE (gestione Trichet) è stata l'unica banca centrale al mondo ad aumentare (per ben 2 volte) il tasso di sconto in piena crisi economica, per paura della fantomatica inflazione, che infatti dopo un po’ si trasformò in deflazione. Presidente della BCE era Trichet, nel Consiglio direttivo sedeva Bini Smaghi, che anche ieri pontificava con un editoriale sul Corriere.  

In violazione del proprio statuto (art. 7-Indipendenza, che dev'essere reciproca con gli Stati), si permise di impartire prescrizioni di politica economica al governo italiano (lettera del 5/8/2011).   

La politica monetaria espansiva della BCE, condizionata dalla Germania, è cominciata nel marzo 2015, esattamente con 6 (sei) anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoJ. Nel frattempo, in Italia c'è stato un calo del Pil di quasi il 10%, la distruzione di quasi il 25% della capacità industriale, la perdita di 1 milione di posti di lavoro e alcune centinaia di suicidi.[1 o 2]  



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Lettera a Ugo Magri: le bufale elettorali di Salvini e Di Maio continuano, la mirabolante ‘quota 100’



Dopo le reboanti e in gran parte menzognere promesse elettorali sia della Lega Nord che di M5S, anche sulle pensioni con la preannunciata abolizione della odiata riforma Fornero, alla quale vengono attribuite erroneamente ed essi stessi attribuivano scientemente misure severe della ben più severa riforma SACCONI,[*] è necessario che l’inganno continui e i nodi non arrivino al pettine. Pubblico la lettera che ho inviato ieri a Ugo Magri de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo con una bufala sulle pensioni; e, di seguito, la sua risposta.


[*] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Lettera all’On. Carla Ruocco di M5S sulle sue fake news sulla riforma Fornero e sul Governo Monti



Le bufale elettorali di Salvini e Di Maio continuano: la mirabolante quota 100.

Da:  v

15/5/2018  14:37


Egr. Dott. Magri,

Traggo dal Suo articolo di oggi «Il Colle non dà alibi a chi cerca pretesti: “Altre 48 ore purché sia la volta buona”» la seguente frase: “c’è un intero paese che attende «quota 100» per le pensioni”.

Lei è da sei mesi uno dei destinatari di alcune delle mie numerose lettere circolari volte a contrastare la generale DISINFORMAZIONE sulle pensioni, operata da sei anni dal centrodestra, col contributo di alcuni noti esperti previdenziali, inclusa la millantatrice professoressa Fornero, e di tutti i media.

Le bufale elettorali dei due candidati Salvini e Di Maio, a beneficio di milioni di allocchi, ovviamente continuano. Cerchi di non alimentarle, anche se - presumo - inconsapevolmente. Le segnalo che prima della riforma Fornero si era a quota 98. Se non ci fosse stata la riforma Fornero (che ha abolito le quote, somma di età anagrafica e anzianità contributiva), nel 2019 si sarebbe a quota 99, per effetto dell'adeguamento automatico SACCONI all'aspettativa di vita, cioè un anno in meno della, da Lei tanto decantata, mirabolante quota 100 salvinian-dimaiana.[1]

[1] La Normativa in Materia di Pensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

Cordiali saluti,

V.


***


Riporto la risposta di Ugo Magri.


Re: Le bufale elettorali di Salvini e Di Maio continuano: la mirabolante quota 100.

Da:  Magri Ugo<ugo.magri@lastampa.it>(Ugo.MAGRI@lastampa.it)

15/5/2018  15:26

A:  v  


Gentile V., “quota 100” in verità è ciò che stanno ipotizzando Di Maio e Salvini. Io mi limito a riferire quanto loro vanno promettendo, senza ovviamente la competenza che ha lei.

Grazie della lettera. Cordialmente

Ugo Magri 

Inviato da iPhone


***


Destinatari:


15/5/2018 14:37

CC

(n. 49)


15/5/2018 14:41

(n. 45)


15/5/2018 14:44

(n. 50)



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Lettera al Prof. Mario Baldassarri sulla sua intervista, con qualche imprecisione e una strana omissione, sul sorpasso della Spagna a danno dell’Italia




Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa al professor Mario Baldassarri sulla sua intervista al programma radiofonico di Radio1 Tra poco in edicola, sul sorpasso dell’Italia da parte della Spagna in termini di prodotto pro capite, al quale ho partecipato anche io, come radioascoltatore, con un commento. In fondo all'articolo, pubblico la sua cortese, breve risposta e la mia breve replica.


Egr. Prof. Baldassarri,

Ho ascoltato ieri notte le Sue dichiarazioni alla trasmissione Tra Poco in edicola su RAI-Radio1, secondo argomento in scaletta, in merito al sorpasso della Spagna a danno dell’Italia in termini di reddito pro capite PPA (per parità di potere d’acquisto), in ordine alle quali mi permetto di osservare quanto segue, ripetendo e integrando il mio breve commento reso in diretta.


Debito pubblico

Lei ha esordito citando il debito pubblico dell’Italia, che sarebbe il doppio di quello della Spagna. Che a me è parsa subito un’evidente défaillance mnemonica, che può capitare a tutti, poiché il debito italiano è pari a circa il 132% del Pil, quello spagnolo al 99%, mentre al 60% (che evidentemente la Sua memoria ha “traslato” ad oggi) lo era prima della crisi, come ho segnalato all’inizio del mio commento (in realtà, ricordavo male, era al 40%).

Nella successiva replica, anziché scusarsi e ringraziarmi della correzione, Lei ha aggiunto che il debito italiano sia arrivato al 132% mentre quello spagnolo al 98, lasciando pensare che sia cresciuto dopo la crisi più di quello spagnolo, il che è il contrario di ciò che è avvenuto, peraltro rispetto a tutti i Paesi di confronto, poiché l’Italia ha speso molto meno degli altri sia per il salvataggio delle banche, sia per la crescita (vedi appresso). Infatti, il debito italiano è passato dal 103% nel 2008 (2° governo Prodi) al 119% nel 2011 (4° governo Berlusconi, durato quasi 3 anni e mezzo) aumentando di circa 300 mld, passando da 1.600 a 1.900 mld, e al 132% attuale (2.286 mld al 28.2.2018), quindi è ulteriormente aumentato in sei anni di 390 mld, con un incremento percentuale dal 2008 pari al +28,2%; mentre quello spagnolo è cresciuto dal 40% pre-crisi al 99% attuale, con un incremento percentuale del +147,5%, ossia più del quintuplo dell’Italia. Nonostante ciò, l’ammontare degli interessi, grazie alla politica monetaria della BCE, è sceso (inclusi gli swap) dal picco di 86 mld nel 2012 a 66, ma il dato anomalo non è 66 bensì 86 (vedi appresso), anzi, a ben vedere è anomalo anche 66, poiché l'Italia col 4% ha il primato (escluso il Portogallo) dell'incidenza percentuale della spesa degli interessi passivi sul Pil, anche per il mancato controllo del tasso d’interesse prima da parte della Banca d’Italia e poi della BCE, variabile fondamentale atteso che l'unica determinante dell'aumento del debito pubblico, da 25 anni, è la spesa per interessi passivi. 

Aggiungo, come segnalavo nel mio sms di replica (che il conduttore Stefano Mensurati non ha letto), che considerando anche il debito privato (dati OCSE) la situazione dell’Italia (172,5% del Pil) è migliore della Spagna (207,9), della Francia (233,9) e, soprattutto, dell’Olanda (261,3), uno dei maggiori censori abituali dell’Italia, in particolare del suo debito pubblico. Al riguardo, vale la pena di osservare che il FMI, nel recente report sul debito globale, sostiene che occorre contenere il debito pubblico per tenersi pronti agli interventi di salvataggio del settore privato, a fronte di una nuova crisi che si sta profilando all'orizzonte, invertendo preventivamente il focus dal debito privato al debito pubblico, come successe ex post per la crisi 2007-2008.

Inoltre, il rapporto debito/Pil dell’Italia risente della perdita, al denominatore, di circa 150 mld di prodotto a causa della grande recessione.

Infine, va considerato che:

1. Il debito pubblico italiano include attualmente delle poste straordinarie:

(a) aiuti a titolo oneroso agli altri Paesi in difficoltà (circa 60 mld), sui quali l’Italia incassa interessi;

(b) pagamento debiti pregressi PA (oltre 40 mld);

(c) disponibilità liquide del Tesoro (accantonamenti quando i tassi sono molto favorevoli), che variano mese per mese.

2. A fronte di un debito pubblico elevato, l’Italia ha una ricchezza privata elevata e, come abbiamo visto, un debito privato relativamente basso.

3. Infine, avendo un avanzo primario elevato (a differenza della Spagna) e avendo messo sotto controllo la spesa pensionistica (l’età di pensionamento di vecchiaia italiana è benchmark in UE con 67 anni nel 2019), il debito pubblico italiano è giudicato dalla Commissione Europea e da Centri Studi internazionali il più sostenibile nel lungo periodo.


BCE

Lei, poi, ha menzionato la riduzione dell’ammontare degli interessi passivi, grazie alla politica monetaria della BCE (“santo Mario Draghi”, ha detto). Nulla di più immeritato. E’ vero che poteva anche andare peggio con un tedesco al posto di Draghi, ma la politica monetaria espansiva della BCE è cominciata con ben sei anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoY.[1] Nel frattempo, fino al risolutivo “whatever it takes” del luglio 2012, e poi al QE, deciso in gennaio 2015 e implementato nel marzo successivo, c’è stato, in alcuni Paesi dell’Eurozona, il massacro figurato di centinaia di milioni di poveri cristi e il massacro letterale di centinaia di suicidi.

__________

[1] Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE


Politica economica

Come segnalavo nel mio commento radiofonico, (i) il sorpasso è il frutto della politica economica divergente consentita dalla Commissione Europea: restrittiva all’Italia (fino al 2014), alla quale poi è stata concessa con difficoltà una relativamente misera e tardiva flessibilità rispetto al fabbisogno; molto espansiva, invece, alla Spagna, alla quale è stato permesso di sforare, e di parecchio, il limite del 3% per 10 anni, come è facilmente ricavabile da questa tabella comparativa su dati EUROSTAT[2]:

__________

[2] EUROSTAT – Deficit/Pil
...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Italia...........-1,5...-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4
Francia…...-2,5...-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4
Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5
Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7...-9,6...-7,7...-8,3..-5,6..-5,6..-4,4...-3,0
Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1..+0,3..+0,7.+0,8
Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4...-5.0...-4,3..-3,9...-2,4...-2,3..-2,1..+0,4
Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7..-5,9..+0,7
Irlanda.......+0,3..-7,0..-13,8.-32,1.-12,6..-8,0...-5,7..-3,7..-2,0..-0,6
Portogallo..-3,0..-3,8…-9,8..-11,2..-7,4...-5,7...-4,8..-7,2..-4,4..-2,0
http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200


E (ii) l’Italia è stata costretta a varare manovre correttive mastodontiche per un ammontare complessivo di ben 330 mld (e le misure strutturali valgono tuttora), 4/5, pari a 267 mld, dal governo Berlusconi e 1/5, pari a 63 mld, dal governo Monti,[3] anche per input (eufemismo) della BCE (vedasi la lettera del 5.8.2011), con prescrizioni dettagliate, in palese violazione dell’art. 7-Indipendenza Statuto BCE, poiché l’indipendenza tra la BCE e gli Stati membri deve essere reciproca.[1]

__________

[3] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


Su questo, che è un dato fondamentale per comprendere e spiegare ciò che è successo, incluso il sorpasso da parte della Spagna, Lei inspiegabilmente ha omesso di pronunciarsi.

Mi permetto di ri-rammentargliele. Traggo dal documento[3] (fonti: Il Sole 24 ore e CGIA di Mestre):

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.[1 o 2]

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è anche peggio.

E poi (fonte ISTAT):

Politica fiscale del Governo italiano

In definitiva, la politica fiscale durante la crisi, in parte scelta dal Governo Berlusconi-Tremonti ed in parte imposta al Governo italiano dall’Unione Europea e dalla BCE, anche a causa delle debolezze extratecniche del PdC Berlusconi e della perdita di immagine del Paese (Placebo di Peter: Un grammo di immagine vale più di un chilo di fatti), che si riverberò sul Governo Monti, fu contrassegnata da fattori univoci nel senso della recessione:

a) la quasi assenza di misure anticicliche (meno dello 0,5% fu destinato alla crescita, contro il 2-3% medio negli altri Paesi);

b) l’avanzo primario, tranne il 2009-2010, culmine della crisi, fu consistente: “L’Italia ha registrato nei cinque anni considerati (2008-2012) un avanzo primario cumulato pari a circa il 5,4 per cento del Pil 2012, contro un disavanzo medio del 7,4 per cento nell’area dell’euro. La Germania ha conseguito un avanzo primario, pari a 4,7 punti percentuali di Pil, mentre la Francia ha conseguito un disavanzo primario per 7,4 punti percentuali. Eccezionali livelli di disavanzo si sono registrati in Irlanda (59 punti percentuali di Pil), Spagna (35 punti percentuali) e Grecia (30 punti percentuali)”;

c) una politica fiscale divergente rispetto a tutti gli altri Paesi[6]: “Nel confronto complessivo, si evidenzia il grande sforzo di consolidamento fiscale compiuto dall’Italia nel periodo della crisi: il nostro è stato l’unico paese della Uem a non aver attuato nel complesso politiche espansive, presentando effetti cumulati restrittivi per oltre 5 punti di Pil. Nell’area dell’euro l’impatto è risultato espansivo per 13 punti di Pil, in Francia per 14 e in Germania per 6.”; e sprecando d) [...]


Salvataggio banche

Lei ha, invece, criticato l’assenza di interventi a favore delle banche italiane, ripetendo la vulgata che imputa questi mancati interventi alla responsabilità del governo in carica, che come è noto era il governo Monti. Ma rilevo: a differenza della Spagna che, come ho affermato in diretta, ha beneficiato di aiuti del Fondo salvataggio europeo per oltre 40 mld (di cui una decina dell’Italia), come segnalato nel predetto sms, l’Italia non l’ha fatto perché, come ha confermato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, le sofferenze bancarie sono cresciute gradualmente e notevolmente solo dopo il 2011, correlativamente al prolungarsi della grande recessione, a causa della quasi assenza di misure anticicliche.

Traggo di nuovo dal documento[3]:

d) l’assenza della necessità di interventi di salvataggio delle banche - esclusa dalle stesse banche (a ragione, poiché le sofferenze quadruplicarono nell'arco di 6 anni soltanto per il prolungarsi della crisi, come ha confermato il Governatore Visco nel corso dell’audizione citata) -, allora in regime di bail-out (salvataggio esterno con soldi pubblici): “L’Italia ha attuato solo piccoli interventi a sostegno del settore finanziario, meno di due decimi di punto in termini di Pil del 2012 rispetto a un ammontare complessivo nell’area dell’euro pari a 5,5 punti. I governi che hanno finanziato in misura maggiore le banche con emissioni di debito pubblico sono stati l’Irlanda (28 per cento del Pil), la Grecia (20 per cento), la Germania e Cipro (10 per cento)”.


Conclusione

Com’è noto, il convitato di pietra di qualunque analisi riguardi l’Italia è, secondo l'opinione dei Tedeschi e quindi dell'UE, il debito pubblico (anche parecchi Italiani, incluso il conduttore Stefano Mensurati, la pensano così, però a differenza degli stranieri non citano mai tra le misure da prendere per ridurlo l'imposizione sulla ricchezza dei ricchi); dall’altra parte, dal punto di vista dell’interesse italiano, secondo l'esperienza di questi decenni, incide la scarsa schiena dritta (il prof. Sapelli adombra una sottomissione che rasenta la fellonìa) dei politici italiani quando sottoscrivono impegni dannosi per l'Italia (si veda, ad esempio, l’Unione Bancariamonca finora del terzo pilastro, ossia l’assicurazione dei depositi bancari). Per il primo – il debito pubblico -, a mio avviso, occorre riesumare le vecchie proposte di piani taglia-debito che prevedono un ruolo chiave dell'imposta patrimoniale sui ricchi (che si sono ulteriormente arricchiti con la crisi, anche attraverso la via surrettizia di addossare il risanamento dei conti pubblici sui non ricchi), che sono argomento, com’è noto, molto delicato e ostico, che vede una folta schiera di agit-prop ben retribuiti e, purtroppo, anche milioni di UTILI IDIOTI poveri prendere le difese dei ricchi (fenomeno bizzarro che incuriosì molto Einstein, che chiese lumi a Freud, cfr. “Perché la guerra?”); per il secondo - la schiena dritta -, forse è addirittura più difficile, poiché bisognerebbe fare assegnamento su esponenti sovranisti e quindi si rischierebbe di dover contare su populisti incapaci e sfaticati alla Salvini, sempre che questi non faccia una marcia indietro peggiore di quella che vide protagonista il tosto Renzi.

Quindi, a mio avviso, è giusto come Lei propone da anni tagliare la spesa corrente improduttiva, ma è necessaria anche l’assunzione di responsabilità da parte dei nostri ricchi per riparare la grossa perdita dell’impianto idraulico e rafforzare i muri maestri. Linevitabile domanda conseguente è: ci sentiranno da quest’orecchio o ripeteranno la finzione del 2011 quando, col governo Berlusconi, la casa bruciava e poi lasciarono che a provvedere fossero soprattutto i poveri cristi?[3] 

Anche per farsi perdonare le misure scandalosamente inique adottate dal governo Berlusconi-Tremonti, quando Lei era presidente della Commissione Finanze (lungi da me, beninteso, l’intenzione di sottovalutare il ruolo della ben più strategica Commissione Bilancio del Senato, retta allora dal Sen. Antonio Azzollini, fedele esecutore del ministro dell’Economia Giulio Tremonti[3]), perché, egregio Professore, quando parla del debito pubblico, non riorienta leggermente il suo focus di accurato analista economico nel senso dell’equità delle misure secondo capacità di reddito e consistenza patrimoniale?

Cordiali saluti,

V.


PS: E’ la seconda volta che Le scrivo, la prima fu nel 2011 in merito all’errore che faceste quasi tutti sul raggiungimento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2026, in luogo del corretto 2021, errore che forse costò caro all’Italia.[3]


***


Riporto la risposta del prof. Baldassarri e la mia replica.


Radio RAI Tra poco in edicola del 21 aprile 2018

Pres. Mario Baldassarri<presidente@economiareale.it>(presidente@economiareale.it)

23/4/2018  14:17

A:  v  


Caro V.,

ho letto con attenzione le sue osservazioni. Come può ben capire è difficile argomentare in modo completo e preciso in una trasmissione di pochi minuti.

Se mi manda un suo indirizzo postale avrò piacere di farle avere i miei ultimi due o tre libri nei quali potrà meglio valutare le mie analisi e le mie posizioni.

Cordiali saluti,

Mario Baldassarri



Re: Radio RAI Tra poco in edicola del 21 aprile 2018

Da:  v

23/4/2018  22:16


Caro Presidente Baldassarri, 

Non ho letto i Suoi libri, ma ho letto o ascoltato e apprezzato in passato le Sue analisi accurate e so che Lei è stato allievo di Franco Modigliani. Proprio per questi due motivi, ho ascoltato con qualche comprensibile sorpresa le Sue dichiarazioni alla radio e mi sono permesso di commentare. Ma ha ragione, la sede, il tempo insufficiente e forse anche l'ora tarda giustificano un approccio non approfondito e qualche imprecisione. 

La ringrazio per l'offerta dei Suoi libri, in linea con la Sua abituale gentilezza, ma ometto di comunicarLe il mio indirizzo postale, perché mi sembrerebbe di abusare della Sua generosità. Se mi posso permettere, Le chiedo invece di contribuire, Lei che conta molto più di me, a fare chiarezza sui temi da me affrontati nella lettera e nei documenti linkati, che hanno fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime, oltre all'estero, e sui quali faccio controinformazione da sette anni, una vera fatica di Sisifo.

Cordiali saluti,

V.



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I modelli economici ed econometrici utilizzati per programmare e valutare le politiche economiche da governi e banche centrali derivano dall’adozione di un paradigma teorico fallace e obsoleto. Ma che continua a produrre enormi danni sulla vita di noi tutti



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Lettera a Carolin Nerlich e Joachim Schroth della BCE sulle pensioni italiane





Pubblico la lettera che ho inviato in data 11.4 a due economisti della BCE, in merito ad un loro articolo contenuto nel Bollettino n. 2 della BCE, nel quale hanno sollecitato, similmente al FMI, l’ennesima riforma delle pensioni nei Paesi della Zona Euro, di cui l’Italia fa parte, e che ha avuto una ampia eco sui media italiani. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera a Carolin Nerlich e Joachim Schroth della BCE sulle pensioni italiane

Da:  v

11/4/2018  14:50


Egregi Dr. Carolin Nerlich e Dr. Joachim Schroth,

Vi inoltro, per Vostra opportuna conoscenza, la lettera che ho inviato recentemente al FMI,[1] che ha analizzato le pensioni italiane e, basandosi sui soliti dati errati, ha formulato delle proposte estremistiche di riduzione della spesa pensionistica.

Poiché anche dal Vostro recente articolo incluso nel Bollettino della BCE del marzo 2018 che ha avuto, in abbinamento a quello del FMI, anch’esso una eco notevole in Italia e suscitato generali preoccupazioni, si desumerebbe la necessità di ulteriori interventi sulle pensioni nei Paesi dell’Eurozona, ritengo opportuno formulare, anche al riguardo delle Vostre proposte, alcune, brevi osservazioni critiche.

Citazione1: “Gli interventi previdenziali sono stati particolarmente intensi nei paesi sottoposti ai programmi di aggiustamento, quali Grecia, Spagna, Cipro e Portogallo” (4.1 Pension reforms in the euro area   https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/other/ebart201802_02.en.pdf oppure https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-eco-bce/2018/bol-eco-2-2018/bolleco-BCE-2-2018.pdf#page=105).

Vi segnalo, a meri fini informativi, che andrebbe aggiunta l’Italia, la quale, anche se non è stata sottoposta formalmente a programmi di aggiustamento, dopo la crisi del debito greco, ha varato (i) nell’arco di due anni, ben due severe riforme pensionistiche (SACCONI, 2010 e 2011, e Fornero, 2011), che facevano seguito ad altre cinque precedenti riforme dal 1992, per un totale di sette; e (ii) manovre finanziarie correttive per ben 330 mld cumulati (4/5, pari a 267 mld, dal Governo Berlusconi e 1/5, pari a 63 mld, dal Governo Monti, e le misure strutturali valgono tuttora),[2] in parte per scelta autonoma, in gran parte per input (eufemismo) dell’Unione Europea - Commissione Europea e BCE -, per quest’ultima vedi la lettera del 5/8/2011 al Governo italiano, con prescrizioni dettagliate sugli interventi da adottare, inclusa la ulteriore revisione delle pensioni (“È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”), in palese violazione dell’art. 7-Indipendenza, Statuto BCEmutuato dall’art. 130 del TFUE, poiché l’indipendenza tra la BCE e gli Stati membri deve essere reciproca.[3]

Ma, purtroppo, sulle riforme delle pensioni italiane  si registra da sei anni una notevole DISINFORMAZIONE, sia in Italia (soltanto negli ultimi quattro mesi ho scritto a 46 destinatari, cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it  oppure   http://vincesko.blogspot.it) che all’estero (vedi, appunto, le mie lettere a OCSE e FMI), poiché alla riforma Fornero, che è soltanto la settima e ultima riforma dal 1992, e non la più severa, vengono attribuite anche le misure della ben più severa riforma SACCONI.[4]

Quello delle pensioni, però, non è il solo caso di scuola di DISINFORMAZIONE generale, va aggiunto – come scrivevo - quello delle manovre correttive decise nella scorsa legislatura e delle responsabilità della grande recessione, con un ruolo decisivo dell’Unione Europea (Commissione e BCE).[2]

Citazione2: “L’implementazione di ulteriori riforme in questa area si rivela essenziale e non deve essere differita, anche in vista di considerazioni di economia politica” (pag. 112).

Per quanto riguarda l’Italia, oggetto di ricorrenti, preoccupate analisi da parte dell’OCSE,[5] del FMI e, stranamente, dall’interno dell’UE, basate su dati errati e fuorvianti, è una richiesta infondata e oggettivamente estremistica:

(i) dopo le sette riforme dal 1992, il sistema pensionistico italiano è in equilibrio e giudicato tra i più sostenibili nel lungo periodo;[4]

(ii) l’età di pensionamento di vecchiaia, con 67 anni per tutti dall’1.1.2019, è la più alta in UE assieme alla Grecia, superiore a quella della Germania e della Spagna e molto superiore a quella della Francia; l’età di pensionamento anticipato (che prescinde dall’età anagrafica) è, dall’1.1.2019, di 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne;

(iii) essa è agganciata alla speranza di vita, quindi si adegua automaticamente;

(iv) dalle quattro riforme dal 2004 (Maroni, Damiano, SACCONI e Fornero), è stato stimato dalla Ragioneria Generale dello Stato (RGS) un risparmio cumulato al 2060 di 60 punti di Pil, pari a 1.000 mld;[1]

(v) al netto delle voci spurie, la spesa pensionistica sul Pil scende dal 16% attuale (influenzato, peraltro, dal calo di 150 mld del denominatore a causa della lunga e grave crisi economica e con gli effetti delle riforme non esplicati pienamente) al 12%; nel 2060, dal 13,8% al 9,5%.

Spero di esserVi stato utile.

Cordiali saluti

V.


________________



Note:

[1] Lettera a FMI su working paper con fake news sulle pensioni italiane

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti (anche sulle pensioni), contro le fake news sul governo Berlusconi e il governo Monti propalate da sette anni, che hanno fatto, in Italia, quasi 60 milioni di vittime, oltre all’estero.

[2] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[3] Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[4] Questo articolo mi è stato chiesto da un sito, dopo una mia segnalazione rettificativa (il titolo e alcune piccole modifiche sono redazionali). Vi analizzo anche il risparmio stimato dalla RGS.

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko - 27 October 2017

[5] Lettera a Stefano Scarpetta dell’OCSE sulla sua fake news sulla spesa pensionistica italiana, sua risposta e mia replica



***


Destinatari: BCE, Parlamento, Altre Istituzioni, Media, Sindacati

NB: Poiché ho ricostruito gli indirizzi e-mail, prego inoltrare a quelli eventualmente errati.



(n.48) Ho poi chiesto a info@ecb.europa.eu di inoltrare la lettera ai destinatari in colore rosso.


11/4/2018 14:59

(n. 50)


11/4/2018 15:05

(n. 50)


11/4/2018 15:07

(n. 50)



11/4/2018 15:08

(n. 50)


11/04/2018  15:10

(n. 50)


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(n. 50)


11/04/2018  15:13  

(n. 50)


11/04/2018  15:24 

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11/04/2018  15:25

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(n. 49)


***


Ricevo e pubblico volentieri, non solo perché l'apprezzamento mi ha fatto piacere (anche per la sua rarità), ma anche perché un collega di Stefano Lucarelli (di altro ateneo) molto stranamente ha minacciato di denunciarmi se non lo avessi cancellato dall’elenco dei destinatari (cosa che non ho fatto, come ho raccontato nel blog).

Re: Lettera a Carolin Nerlich e Joachim Schroth della BCE sulle pensioni italiane

Da:  Stefano Lucarelli<stefano.lucarelli@unibg.it>(stefano.lucarelli@unibg.it)

11/4/2018 18:24

A:  v

Grazie, apprezzo il lavoro che stai facendo.


***


RISPOSTA DELLA BCE


Pubblico la lettera che ho ricevuto oggi dalla BCE, in riferimento alla mia dell’11.4 scorso.


Lettera a Carolin Nerlich e Joachim Schroth della BCE sulle pensioni italiane (#4 - 70242)

ECB Information (info@ecb.int)

17/4/2018  16:22


Egregio Signor V.,

Le confermiamo di aver ricevuto le Sue email dell’11 aprile 2018 e La ringraziamo di aver condiviso con noi i suoi commenti sull’articolo “L’impatto economico dell’invecchiamento della popolazione e delle riforme pensionistiche”, pubblicato sul Bollettino Economico della Banca centrale europea (BCE) il 22 marzo scorso.

I Suoi commenti e le Sue osservazioni sono state condivise con i nostri colleghi e autori dell’articolo, Carolin Nerlich e Joachim Schroth, per loro opportuna conoscenza.

La ringraziamo per il Suo interesse nell’argomento e nella BCE.

Cordiali saluti,

Veronica Venturini

Internal and External Engagement Division 
Directorate General Communications
EUROPEAN CENTRAL BANK
Tel: +49 69 1344 1300
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4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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