.
Annunci online

Ho visto due volte Milva da vicino




PREMIO ALLA CARRIERA: FRA BUONI AUSPICI E STORTURE

19 gennaio 2018



Ho visto due volte Milva da vicino. La prima volta fu a Milano, nei primi anni ’70. Era una sera d’estate. Nel cortile del Castello Sforzesco, Carlo Mazzarella recitava una pièce teatrale (non ricordo quale), e Milva era una spettatrice e sedeva una o due file sotto la mia, a poca distanza, sulla mia destra. Era seduta, ma vidi lo stesso che aveva una bella figura, alta e snella, belle spalle; era diversa, più magra e più fine di come l’avevo vista in un film.

Ricordo nitidamente che era accompagnata da due uomini, giovani quasi quanto me, seduti uno a fianco all’altro, alla destra di Milva. Mi colpì il fatto che, nell’intervallo, chiacchierarono a lungo tra loro due, disinteressandosi di lei, che stava in silenzio. Ma più di tutto mi colpì la bellezza dei suo capelli: rossi, folti e vaporosi.

La seconda volta che l’ho vista è stata a Napoli, più di 25 anni dopo, alla fine degli anni ’90, d’estate. Passeggiavo sul lungomare, procedendo verso Mergellina, di pomeriggio avanzato. Sentivo della musica in lontananza. Giunto alla Rotonda Diaz, la vidi su un piccolo palco che cantava (o, meglio, faceva finta di cantare), ripresa dalle telecamere di una troupe tedesca (c’erano dei cartelli), con la quale stava girando – penso - uno spot pubblicitario. Quando fui quasi sotto il palco, centralmente, la vidi innervosirsi sempre più e poi interrompere più volte la ripresa, ad alta voce, causando una discreta apprensione nella troupe.

Quasi intuendo che fossi io la causa, mi spostai dal punto centrale, sotto il palco, al mio lato sinistro. Ella mi dava, perciò, il suo profilo destro. Il suo nervosismo sparì d’incanto, confermando la mia intuizione. E riprese a cantare. Osservai la sua figura snella ed elegante e i suoi lunghi capelli rossi. E il suo viso di profilo, non più giovane. Dopo poco, me ne andai.

Passò un’oretta. Tornando indietro, la rividi. Questa volta la scena dello spot si era spostata nella villa comunale: lei era in piedi, in penombra, una ventina di metri oltre la cancellata che, da alcuni anni prima, delimita la villa, e, sola, aspettava in silenzio che preparassero le apparecchiature di ripresa. Mi fermai e la osservai per alcuni secondi. Lei alzò la testa e mi rivolse lo sguardo. 

Mi venne per un attimo il desiderio di andare a parlarle, per - o, meglio, con la scusa di - rammentarle lo spettacolo cui avevamo assistito casualmente “insieme” a Milano, e chiederle chi fosse il suo accompagnatore, e perché la trascurasse mentre discorreva col suo amico... Ma avrei dovuto raggiungere uno dei varchi, e temetti di darle fastidio, e che avrei fatto la figura dello stupido, per cui rinunciai. E proseguii.



**********





Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. milano napoli diario milva carlo mazzarella

permalink | inviato da magnagrecia il 21/1/2018 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Lettera a Diodato Pirone de Il Mattino sulla sua notizia falsa-fake news-bufala sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato pochi giorni fa a Diodato Pirone de Il Mattino di Napoli, sulla sua bufala riguardante l’importante meccanismo dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che anche lui, come quasi 60 milioni di Italiani, attribuisce alla riforma delle pensioni Fornero. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Fwd: Notizia falsa-fake news sulle pensioni

Da:  v

15/1/2018 23:43


Egr. Dott. Pirone,

Traggo con raccapriccio dal Suo articolo «Fornero? Sbagliato abolirla»: Berlusconi smentisce Salvini https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/fornero_sbagliato_abolirla_berlusconi_smentisce_salvini-3479033.html “Insomma nessuna abolizione è la linea adottata dal leader azzurro, semmai una revisione tenendo però ben saldo uno dei punti cardine della riforma e cioè l'avanzamento dell'età per andare in pensione”.

Osservo (a) che né il Suo direttore né Corrado Castiglione, né Pietro Perone fanno circolare le mie numerose e-mail; e (b) che anche Lei, come quasi tutti i 60 milioni di Italiani, è vittima della disinformazione berlusconiana e del cdx, e ignora che l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita è stato introdotto dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis (riforma SACCONI).

Tra i disinformatori del cdx spicca l’on. Salvini, che è un bugiardo e fa finta da anni di prendersela pesantemente con la povera professoressa Fornero, che è una coraggiosa millantatrice, anziché con se stesso, che votò la severissima riforma SACCONI, 2010 e 2011.

L’ultima mia email sulle pensioni è stata proprio la lettera che ho inviato recentemente all’on. Salvini, dove potrà trovare tutte le spiegazioni e le prove documentali che l’allungamento dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da SACCONI che da Fornero:
Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Spero che in futuro vorrà contribuire a chiarire chi ha deciso che cosa in materia pensionistica.

Cordiali saluti

V.


Allego:

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, dove troverà notizie e nessi forse sorprendenti:  

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

PS: Ho avuto un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI sulla spesa pensionistica italiana. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta (che può trovare anche nella mia lettera a Matteo Salvini):

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.



**********





Lettera a Salvo Intravaia de La Repubblica sulla sua notizia falsa-fake news sulle pensioni



Pubblico la lettera che ho inviato qualche giorno fa a Salvo Intravaia, insegnante e collaboratore di Repubblica, sul suo articolo contenente una notizia falsa-fake news-bufala sulle pensioni. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Notizia falsa-fake news sulle pensioni

Da:  v

15/1/2018 23:32


ALLA C.A. DEL PROF. SALVO INTRAVAIA

Egr. Prof. Intravaia,

Traggo con raccapriccio dal Suo articolo “Scuola, boom di pensionamenti: + 26 per cento in 12 mesi. Prof e maestri temono l'innalzamento dell'età di uscita”  http://www.repubblica.it/scuola/2018/01/13/news/scuola_boom_pensionamenti_26_per_cento_in_12_mesi-186413620/: “Per passare la mano "a richiesta" quest'anno occorrevano quasi 43 anni di contribuzione e 66 anni e 7 mesi di età. Tre gli aspetti che, probabilmente, hanno influito su questi dati: l'invecchiamento della categoria, che ha avvicinato i paletti della legge Fornero”.

La Fornero, anche per voi che scrivete di previdenza, è come il prezzemolo, la mettete dappertutto. Mai uno che citi SACCONI. Evidentemente non avete mai letto né la legge Fornero, né, soprattutto, la legge SACCONI.

Constatato che il direttore non fa circolare le mie e-mail p.c. (questa è l’ultima lettera sulle pensioni inviata ad uno dei maggiori disinformatori: Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lettera-n-2-allon-matteo-salvini-sulle.html), mi permetto di informarLa che con i pensionandi della scuola la riforma Fornero non c’entra affatto (che vuol dire per nulla); è tutto ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI (2010 e 2011), vittima dal 2013 di una damnatio memoriae, da parte di quasi 60 milioni di Italiani, per colpa soprattutto della coraggiosa millantatrice piangente professoressa Fornero, del Sen. Maurizio Sacconi, che fa lo gnorri da 6 anni, di noti esperti di previdenza (veda il secondo allegato) e di voi giornalisti, oltre che, a cascata, di ISTAT, EUROSTAT, UPB e INPS.

Per non ripetermi, allego tre miei post (dei vari sul tema), dove trova le prove documentali. Aggiungo soltanto che il settore della scuola fu escluso, in parte (l’equiparazione uomini-donne dell’età di pensionamento, in applicazione della sentenza della CGUE del 2008, fu applicata ovviamente anche nel comparto scuola), dalla applicazione della riforma SACCONI sia dal primo (DL 78/2010, L.122/2010, art. 12 comma 1 lettera c: “c) per il personale del comparto scuola si applicano le disposizioni di cui al comma 9 dell'articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449” http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=) che dal secondo decreto (DL 98/2011, L.111/2011), ma non dal terzo, emanato dopo la famigerata lettera della BCE del 5.8.2011 (DL 138/2011, L.148/2011 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf).

Spero che in futuro vorrà contribuire a chiarire chi ha deciso che cosa in materia pensionistica.

Cordiali saluti

V.

Allego:

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, dove troverà notizie e nessi forse sorprendenti:  

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

PS: Ho avuto un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI sulla spesa pensionistica italiana. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta (che può trovare anche nella mia lettera a Matteo Salvini):

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.



**********




Lettera al Sen. Alessandro Malan sul suo articolo “Diario della ‘lunga legislatura’” pieno di fake news




Pubblico la lettera che ho inviata pochi giorni fa al senatore del PD Alessandro Malan, con osservazioni critiche su un suo articolo. Chi legge questo mio blog sa che uso scrivere che quasi 60 milioni di Italiani sono stati vittima del potente sistema disinformativo berlusconiano e del centrodestra; come vedete, anche un parlamentare come Malan è anch’egli vittima di tale DISINFORMAZIONE. Ad oggi, non ho ricevuto risposta.


Osservazioni al Suo articolo "Diario della 'lunga legislatura'".

Da:  v

15/1/2018 15:30


Egr. Sen. Maran,

Ho appena letto il Suo articolo sul Foglio, rilanciato dal sito del Sen. Pietro Ichino DIARIO DELLA “LUNGA LEGISLATURA”, che a mio avviso contiene parecchie inesattezze, sorprendenti (ma non tanto per me, visto che accomunano da sei anni quasi 60 milioni di Italiani, inclusi i docenti universitari) in un parlamentare.

Scusandomi per non avere inviato anche a Lei le mie varie e-mail, che forse Le avrebbero evitato di scrivere tante affermazioni imprecise, faccio un esame puntuale delle affermazioni per me salienti e vi allego le prove documentali (inclusi i post accennati).

Citazione1: “Quel che accadde allora è tutto nelle cronache dei giornali dell’epoca”.

Sì, forse, ma le persone, inclusi i parlamentari (vedi appresso), sono di memoria corta oppure “catturati” dai loro pregiudizi o condizionati e fuorviati dalla loro malafede.

Citazione2: “dalla celebre lettera della Ue che impose al Paese la cura da cavallo anticrisi”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei). La cura da cavallo è cominciata un anno e mezzo prima, nel 2010, col DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010, di ben 62 mld cumulati, la più scandalosamente iniqua, quella che all’art. 12 reca la severissima riforma delle pensioni SACCONI (vedi appresso), e poi si è sviluppata con una seconda manovra finanziaria correttiva pesantissima (oltre la legge finanziaria o di stabilità), vale a dire il DL 98 del 6.7.2011 convertito dalla L. 111/2011, di 80 mld cumulati, che riscosse l’apprezzamento sia del Consiglio Europeo, che della cancelliera Merkel. Dopo appena pochi giorni, invece, arrivò la lettera della BCE (Trichet e Draghi), con varie prescrizioni dettagliate e la richiesta di anticipare il pareggio di bilancio al 2013 (in contrasto con l'apprezzamento della Banca d'Italia, nel maggio precedente, del pareggio di bilancio nel 2014), che portò al varo di una seconda manovra estiva pesante, il DL 138 del 13.8.2011, convertito dalla L. 148/2011, di 60 mld cumulati. Ma neppure bastarono a salvare il governo Berlusconi-Tremonti, che a furor di popolo e dell’Europa (cioè del duo Merkel Sarkozy, dopo l’accordo di Deauville, citato non a caso come spartiacque dal governatore Ignazio Visco nel corso della sua lunghissima audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche[1]) fu sostituito dal governo d’emergenza Monti, un’emergenza creata ad arte e smentita dai fondamentali.

E’ sufficiente riportare le cifre per dedurlo:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Trova tutte le prove documentali nel documento di 18 pagine linkato alla nota1, in cui ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura e dove forse troverà notizie e nessi sorprendenti.[1]

Citazione3: “perché i partiti preferiranno lasciare ai «tecnici» la responsabilità delle misure impopolari”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei), veda il punto precedente e appresso.

Citazione4: “Di più: da allora, riforme strutturali e riforme istituzionali tracciano il campo da gioco. Fin dall’inizio, si stabilisce che il governo Monti avrebbe cercato di mettere il bilancio pubblico su una dinamica sostenibile e di rianimare la capacità di crescita attraverso incisive riforme strutturali”.

Inesattezza al quadrato, smentita dai dati, che invece attestano che il Sen. Prof. Mario Monti è, in gran parte, un millantatore di fatto.[1] [2]

Citazione5: “dei firmatari verranno ricandidati solo Gentiloni, grazie a Renzi, e Tonini”.

Io sono stato per tre anni un assiduo lettore e commentatore degli articoli di “Europa”, organo della Margherita, e ho potuto constatare con mia grande sorpresa la doppiezza dei cosiddetti “montiani” alla Tonini, esigua minoranza spietata e sleale che, per veder affermato nel PD il proprio punto di vista minoritario, sosteneva l’estraneo Monti contro il Segretario del proprio partito Bersani.[3]

Citazione6: “Poi vengono gli errori. Aumentano gli screzi con l’Europa”.

Frase sgradevole che rivela la solita inclinazione autolesionistica, che talvolta arriva alla fellonìa, di tantissimi Italiani. Nella fase iniziale, il tosto Renzi cercò solo di far valere giustamente anche gli interessi dell’Italia, gravemente discriminata in materia di rispetto del rapporto deficit/Pil (veda [1], nota 6) e perfino oggetto di manovre “golpiste”, anche se sui generis e quasi alla luce del sole.[1] Poi Renzi si scontra col muro tedesco per le risorse e fa una virata destrorsa di 180 gradi, alleandosi con gli Squinzi e i Marchionne e tradendo e il proprio elettorato e il programma elettorale “Italia Bene Comune”.

Citazione7: “In altre parole: senza le leggi Fornero e il Jobs Act oggi non potrebbe esserci il Quantitative Easing di Draghi”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei): (i) la legge Fornero è molto meno severa della legge SACCONI, 2010 e 2011,[4] della quale (per colpa della stessa millantatrice Fornero, di politici bugiardi come Matteo Salvini,[5] che votò la severa riforma SACCONI, di noti esperti di previdenza, quali Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano, Sacconi, e poi a cascata ISTAT, EUROSTAT, UPB, INPS e, dal 2013, tutti i media, dimentichi di ciò che scrivevano nel 2012)[6] vengono attribuite misure severe alla legge Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che nel 2019 porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni, e poi via via a 70 e oltre, e l’età di pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e a 42 anni e 3 mesi per le donne. Altro che la millantatrice Fornero!; (ii) peraltro, nella lettera BCE è stato solo chiesto, relativamente alle pensioni, un'ulteriore revisione delle pensioni di anzianità e l'allineamento delle donne del settore privato a tutti gli altri, già regolati dalla riforma SACCONI: “È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012.”) e impediti dal veto del Ministro Bossi,[1] solo l’eccessivo zelo e soprattutto il pianto della professoressa Fornero, assieme alle millanterie sue e del Prof. Monti, che volevano passare come i salvatori dell’Italia dal default, hanno confuso enormemente le acque; (iii) il QE è stato colpevolmente varato dalla BCE a trazione tedesca con 6 anni di ritardo rispetto agli USA e alla GB, per non parlare del Giappone, violando il proprio statuto (art. 2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza, che deve essere reciproca tra la BCE e gli organi politici, violata patentemente e scandalosamente dalla famigerata lettera del 5.8.2011) e costringendo i governi a mastodontiche manovre finanziarie correttive per far fronte alla speculazione finanziaria megagalattica, lasciata quasi libera di scorrazzare dalla colpevole quasi inerzia della BCE, fino al famoso e risolutivo “whatever it takes” del 26.7.2012 di Draghi; (iv) perfino la BCE afferma che le cosiddette riforme strutturali (ammesso e non concesso che siano benefiche) lo sono nel lungo periodo; (v) quelle del lavoro e del welfare a scapito dei salari e dei diritti, imposte dalla Germania ordoliberista, sono obbligate dal ristabilimento del riequilibrio infra UE tra economie strutturalmente eterogenee, che la moneta unica esclude possa avvenire operando sul cambio; e (vi) stante questa imposizione, pare ci sia stato un accordo tra Draghi e Renzi per uno scambio riforme strutturali-allentamento finanziario, che era osteggiato dalla Bundesbank e da Schaeuble.[7]

Citazione8: “Il 7 marzo 2015 con l’entrata in vigore dei primi due decreti attuativi del Jobs Act, il nostro diritto del lavoro ha compiuto una svolta di portata probabilmente più grande di quella compiuta nel 1970 con l’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori”.

Fesseria esagerata, il prof. Pietro Ichino confonde il suo sogno con la realtà (gli capita talvolta…): (i) gli effetti sono drogati dai sussidi miliardari agli imprenditori; e (ii) manca la terza gamba, quella del welfare europeo: reddito minimo garantito, alloggio pubblico (in Italia, sono in totale 500.000 e ne servirebbero 10 volte tante per allinearci a Paesi come GB, Danimarca, Olanda, ecc.); e congrui servizi efficaci/efficienti/di qualità per il ricollocamento. Perché – come al solito - non si è fatto tutto insieme, buttando nei guai milioni di persone?

Citazione9: “(produttività, ha ricordato Francesco Giavazzi…)”.

Francesco Giavazzi è come il prezzemolo quando si devono fregare i poveri cristi e salvaguardare i ricchi. Dopo le fesserie che ha scritte sull’ossimorica “austerità espansiva” e i moltiplicatori, avrebbe dovuto ritirarsi in un salutare silenzio almeno per un secolo.

Citazione10: “Ma a modo suo, Renzi ricorda un pò il Napoleone che porta in tutta Europa, con le sue incessanti guerre, le grandi idee della Rivoluzione”.

Ecco il solito stravolgimento lessicale da parte degli agit-prop dei ricchi. Paradigmatico l’abuso da parte dei reazionari e dei ricchi del termine “riforma”, che una volta voleva dire il miglioramento delle condizioni della maggioranza del popolo; oggi l’opposto. D’altronde, si sa che i ricchi egoisti-bulimici-spietati, che sono 4 gatti, stravincono e dettano legge perché, oltre a risorse enormi, al controllo dei media e da 20 anni anche delle università, all’influenza potente sui decisori politici, possono contare sull’ausilio di agit-prop ben retribuiti e un 20% di popolazione che viene fatto partecipare alla spartizione disuguale della torta.[8] Buon appetito.

Egr. Sen. Maran,

Spero di esserLe stato utile e che voglia in futuro contribuire a chiarire chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, di manovre finanziarie e di BCE (sulla quale ho in preparazione un altro documento, che Le invierò).

Distinti saluti,

V.

PS: La informo che pubblicherò questa lettera - e l'eventuale Sua risposta - nel mio blog e la inoltrerò a vari destinatari oltre quelli compresi nella presente e-mail.

______________________________

Note:

[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[2] Il Prof. Mario Monti, il millantatore

Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’

[4] Pensioni: notizie false (fake news)

[5] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[6] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero



**********




Lettera a Luca Cifoni de Il Messaggero sulle sue notizie false-fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato a Luca Cifoni de Il Messaggero, con delle osservazioni su un suo articolo sul tema pensioni contenente qualche fake news.


Pensioni

Da:  v

12/1/2018 16:19


Buongiorno,

Ho letto ora l’inizio del Suo articolo:

La previdenza/ Ma si può abolire la riforma Fornero?

di Luca Cifoni

ROMA Cosa vuol dire abolire la riforma Fornero? Alla lettera, significa tornare alle norme in vigore nel 2011: trattamento di vecchiaia per le lavoratrici del settore privato a 60 anni, pensione di anzianità con 35 anni di contributi e il meccanismo delle quote, assegno calcolato integralmente con il sistema retributivo almeno per chi ha iniziato a lavorare prima del 1978. Mentre l’adeguamento dei requisiti previdenziali ci sarebbe ancora ma in una forma più blanda di quella attualmente in vigore. Tutto ciò ha un...

Le chiedo: è sicuro di conoscere bene la normativa pensionistica ante-Fornero? Se ha scritto anche quest’altro articolo http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/legge_fornero_pregi_difetti_cosa_prevede-3470434.html, temo di no. Se mi invia l’articolo completo, mi permetterò di commentarlo puntualmente, come ho già fatto con vari Suoi colleghi, e, per Il Messaggero, un paio di mesi fa, con Marco Conti:

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento

Ho inviato finora le mie email al direttore e al caporedattore economia (?) Roberto Stigliano, che evidentemente non le fanno circolare. L’ultima, di ieri sera, è questa (poi travasata nel mio blog):

Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Cordiali saluti

V.



Post collegati:


Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento


Lettera a Paolo Baroni de La Stampa sulle sue notizie false-fake news sulle pensioni


Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni



**********





Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni



Pubblico la lettera che ho inviato a Davide Colombo de Il Sole 24 ore di critica ad un suo articolo, nel quale ha esagerato gli effetti della riforma delle pensioni Fornero e obliterato completamente la riforma delle pensioni Sacconi.


Pensioni: riforma Sacconi e riforma Fornero

Da: v

10/01/2018 23:08


ALLA C.A. DEL DOTT. DAVIDE COLOMBO

P.C. DIRETTORE E CAPOREDATTORE


Egr. Dott. Colombo,

Sorprende che Il Sole 24 ore contribuisca alla DISINFORMAZIONE sulle pensioni e alla damnatio mamoriae della riforma SACCONI. Neppure nel citare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita (introdotto dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis), viene menzionata la riforma SACCONI. E’ già successo in passato.


Premessa. Ricavo dalla relazione tecnica della legge: Sul piano metodologico si precisa che la valutazione degli effetti delle diverse disposizioni di cui ai commi da 1 a 20 non può che essere complessiva attesa la interazione tra i diversi istituti afferenti sia i requisiti di accesso sia il sistema di calcolo. 

Ardisco ipotizzare che questo avvenga anche tra le varie riforme (vedi appresso).


Citazione1. “Il contributo della riforma Fornero alla sostenibilità del sistema pensionistico […] Da sola questa riforma vale un terzo dei risparmi cumulati fino al 2060”.

No, meno di un terzo, poiché vi è compreso il DL 98/2011, riforma SACCONI.


Citazione2: “Se guardiamo dentro il famoso articolo 24 del Dl 201/2011 incontriamo sei voci principali di interventi cui corrispondono, in relazione tecnica, i risparmi anno per anno. Quest’anno le nuove regole sui pensionamenti anticipati (che superano il precedente schema di quote) valgono 10,9 miliardi, la nuova vecchiaia delle donne e il nuovo anticipo per gli autonomi 2,8 miliardi, il “pro-rata” contributivo 200 milioni, dalla perequazione vengono 4,7 miliardi e dalle nuove aliquote per autonomi e fondi speciali arrivano altri 1,5 miliardi. Totale 19,9 miliardi di minor spesa. Risparmi che l’anno prossimo salgono per arrivare attorno ai 22 miliardi nel 2020. Poi la curva scende, con risparmi attorno allo 0,8% del Pil nel 2030, per azzerarsi nel 2045, quando ai minori pensionamenti corrispondono assegni più pesanti”.

(a) Ok per le “quote”, abolite dalla riforma Fornero, ma “la nuova vecchiaia” riguarda soltanto le donne del settore privato ed è solo un’accelerazione dell’adeguamento a tutti gli altri deciso dalla riforma SACCONI (DL 98/2011) entro il 2026 (2023, considerando l’adeguamento automatico) http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf;

(b) il blocco della perequazione recato dalla L. 214/2011, art. 24 (Fornero), che riguardava le pensioni superiori a 3 volte il minimo (i) è stato giudicato incostituzionale con la sentenza n. 70/2015; e (ii) aveva abrogato un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca [1 o 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI.


Citazione3: “il “pro-rata” contributivo 200 milioni”.

Ecco, questo è il dato forse più clamoroso, poiché la vulgata, che ha fatto anch’essa quasi 60 milioni di vittime, è che la riforma Fornero abbia sostituito il contributivo al retributivo per tutti, mentre in realtà ha solo esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo, introdotto dalla riforma Dini  nel 1995, a coloro che ne erano esclusi, vale a dire coloro che al 31.12.1995 avevano almeno 18 anni di anzianità contributiva.


Citazione4: “Poi la curva scende, con risparmi attorno allo 0,8% del Pil nel 2030, per azzerarsi nel 2045, quando ai minori pensionamenti corrispondono assegni più pesanti”.

Invece la curva (duplice) della riforma SACCONI – mai citata da nessuno - è bella gagliarda fino al 2060.


Citazione5: “Da sola questa riforma vale un terzo dei risparmi cumulati fino al 2060, ovvero 60 punti di prodotto se si considerano anche gli effetti delle riforme varate dal 2004 in poi”.

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo – tanto strombazzato dai media anche in questi giorni, è ascrivibile alla riforma Fornero, il che significa che gli altri 2/3 sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI, di cui però nessuno parla. Non sembra anche a Lei che ci troviamo di fronte a un caso di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana, analoghi - aggiungo - a quelli coevi delle manovre correttive della scorsa legislatura (l’81% dei 330 mld cumulati delle manovre finanziarie è stato deciso dal governo Berlusconi, distribuito in maniera scandalosamente iniqua, ma tutto viene imputato al 19% del governo Monti, più equo, cfr. il mio post duplice già allegato [1 o 2]) e degli obiettivi statutari e dei poteri/doveri della BCE, per colpa soprattutto dei media e di Voi giornalisti?

Cordiali saluti

V.


PS: Ho in corso un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta:

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.


PPS: Allego:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni

Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento



Pensioni: riforma Sacconi e riforma Fornero

Lettere al Sole (letterealsole@ilsole24ore.com)

11/1/2018 16:37

A:  v  


Risposta dal nostro giornalista Davide Colombo

Grazie della mail e soprattutto del tono ultimativo che utilizza. Fortunatamente  tra gli esperti di welfare (sono molti e variamente autorevoli) circolano più dubbi che certezze.



Re: Pensioni: riforma Sacconi e riforma Fornero

Da: v

11/1/2018 18:03


Grazie della cortese risposta. La piccola dose - mi pare - di tono "ultimativo" - in parte giustificata dalla terribile fatica di Sisifo alla quale mi sto volontariamente sobborcando da 6 anni per chiarire chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, di manovre correttive e di obiettivi statutari BCE - era voluta e strumentale a provocare ed ottenere da un esperto come Lei risposte che colmassero i numerosi dubbi che laicamente coltivo in materia previdenziale, ambito in cui 6 anni fa ero del tutto ignorante.

Al di là di questo, se ha letto il mio primo articolo nel poscritto, lì ci sono prove documentali inoppugnabili sulla evidenza della DISINFORMAZIONE sistematica sulle riforme delle pensioni SACCONI e Fornero. 

Per i giornalisti, invece, a parte forse quelli facenti parte del potente sistema (dis)informativo berlusconiano, in generale propendo per l'ignoranza (dolo o ignoranza, l'effetto è il medesimo). Però, ho notato che, dopo aver saputo (un campione in questo è Massimo Giannini), sono quasi tutti inclini a farsi "ricatturare" dalla vulgata e continuare a dare voce a bugiardi e incompetenti come Salvini, che addirittura si candida a premier. Spero che Lei - che conta molto più di me - sia un'eccezione ed eventualmente convinca anche i Suoi colleghi.

In conclusione, visto che Le piace approfondire e verificare, Le regalo questo documento di 18 pagine in cui (sviluppando il post già allegato) ho ricostruito la vicenda politico-economica della scorsa legislatura, dove forse troverà notizie e nessi sorprendenti:

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

Cordialmente,

V.



**********




Dialogo con Enrico Marro del Corriere della Sera su un suo articolo sulle pensioni



Pubblico il dialogo con Enrico Marro del Corriere della Sera su un suo articolo sulle pensioni, che conteneva qualche imprecisione, giustificata data la complessità della materia, che richiede una frequentazione costante, a pena di dimenticarne qualche aspetto. Io sono avvantaggiato dal fatto che, avendo dovuto recentemente scrivere spesso di pensioni, data l'ignoranza diffusissima anche dei giornalisti, ho dovuto rinfrescare la memoria sulla normativa. Enrico Marro è, tra i giornalisti che scrivono di previdenza, uno dei più preparati e gentili.


Osservazioni all'articolo sulla legge Fornero.

Da: v

11/1/2018 23:14

A  emarro@corriere.it  


Egr. Dott. Marro,

Ho appena letto il Suo articolo “Legge Fornero, cosa cambia se si cancella? In pensione prima, ma si apre un buco di 350 miliardi di euro”. Mi permetto di fare qualche osservazione puntuale.

Citazione1: “La riforma Fornero… fu decisa alla fine del 2011 per inasprire le riforme già prese dal governo Berlusconi, con due riforme Maroni-Sacconi, rispettivamente ministro (della Lega) e sottosegretario al Lavoro del governo guidato dal leader del centrodestra.

No, Maroni non c’entra più, è ministro dell’Interno; è Sacconi il ministro del Lavoro.

Citazione2: “La quota era soggetta all’adeguamento alla speranza di vita che, contrariamente a quanto molti credono, non è stato introdotto dalla Fornero ma dalla legge Maroni-Sacconi del 2010 (a partire dal 2014 con cadenza triennale) e anticipato (al 2013) dalla riforma Maroni-Sacconi”.

Dal DL 78/2010, convertito dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis (riforma Maroni [è un refuso, ndr], 2010); anticipato al 2013 dal DL 98/2011, L. 111/2011 (riforma Sacconi, 2011).

Citazione3: “potevano comunque andare in pensione anzianità, indipendentemente dall’età anagrafica, con 40 anni di contributi, che diventavano 41 sommando la “finestra” di pensionamento allora vigente che poteva allungare di 12 mesi la decorrenza dell’assegno”.

Non “poteva”, doveva. La ‘finestra’ mobile di 12 o 18 mesi (che include Damiano 4 mesi in media) era un modo levantino per allungare l’età di pensionamento senza dirlo esplicitamente (vedi appresso).

Citazione4: “adeguamenti che la Fornero ha solo disposto che dal 2019 siano biennali anziché triennali”.

Non dal 2019, ma “agli incrementi successivi a quello [triennale, ndr] con decorrenza 1° gennaio 2019” (che varrà ovviamente per il triennio 2019-2021), e cioè dal “2022, a valere per il biennio 2022-2023”, e così ogni 2 anni.

1   13  Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.

Citazione5: “(il prossimo nel 2021) ce ne sarebbe appunto uno ogni tre (il prossimo nel 2022)”.

No, nel 2022, a valere per il triennio 2022-2024.

Citazione6: “la riforma Fornero inasprì i requisiti d’età portandoli , dal primo gennaio 2012 a 66 anni per gli uomini (dipendenti ed autonomi) e per le lavoratrici del pubblico impiego (un anno in più rispetto a prima, dove però c’era la “finestra” di 12 mesi che poteva allungare appunto di un anno l’età effettiva di pensionamento, portandola comunque a 66)”.

L’allungamento operato dalla Fornero è solo formale, poiché era compensato dall’abolizione (opportuna) della “finestra” fissa obbligatoria di 12 mesi (di 18 mesi per gli autonomi, che perciò furono allineati a tutti gli altri).

Al netto del taglio di 6 mesi per gli autonomi, la riforma Fornero non ha toccato la pensione di vecchiaia per gli uomini e per le dipendenti pubbliche, già regolati da Sacconi. Ha solo accelerato l’allineamento delle donne, che Sacconi (DL 98/2011) aveva previsto entro il 2026 (2023, includendo l’adeguamento automatico).

Citazione7: “Blocco della perequazione”.

Riporto dalla lettera a Matteo Salvini, che le ho inviato stasera[1 o 2]:

Blocco perequazione

La sentenza n. 70/2015 della Corte Cost. ha dichiarato incostituzionale il blocco della contingenza per le pensioni superiori a 3 volte il minimo deciso dal DL 201/2011 Salva-Italia (Governo Monti-Fornero), ma lo stesso DL abrogò un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca[1 o 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI.

Citazione8: “Quanto vale la Fornero”

Sono meno di 300 mld, poichè il terzo di 900 (non 1.000) mld include le modifiche 2011 Sacconi (DL 98 e DL 138). Se controlla la relazione tecnica (come ho osservato a Davide Colombo del Sole 24 ore http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-08/pensioni-senza-legge-fornero-spesa--20-miliardi-piu-all-anno-211127.shtml), i quasi 5 mld del blocco sono un di cui dei 20 mld ascritti alla riforma della Fornero dal report di RGS. Traggo dalla lettera a Salvini:

Risparmio al 2060

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo – tanto strombazzato dai media anche in questi giorni, è ascrivibile alla riforma Fornero, i cui effetti, se legge il report e guarda il grafico della RGS, si esauriranno nel 2045, mentre la curva (duplice: DL 78 e DL 98) SACCONI è bella gagliarda fino al 2060; il che significa che gli altri 2/3 e più sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, che introdusse le cosiddette “quote”, abolite da Fornero; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI - che Lei votò -, della quale però Lei (né nessun altro) parla mai, anzi nasconde accuratamente, come se fosse un reato di furto, che poi per giunta attribuisce slealmente alla professoressa Fornero.

Cordiali saluti,

V.


R: Osservazioni all'articolo sulla legge Fornero.

Da: Marro Enrico (emarro@rcs.it)

12/1/2018 11:11

A  v   


Egregio V.,

la ringrazio delle sue puntualissime osservazioni. Lettori come lei sono preziosissimi per il mio lavoro. Ho corretto gli errori di cui mi scuso. L’unico punto sul quale non sono convinto sono i mille euro anziché novecento: il Pil in Italia è stato di 1680 miliardi di euro nel 2016 e viene stimato in oltre 1.700 miliardi nel 2017. Un punto sta quindi intorno ai 17 miliardi e 21 punti oltre 350 miliardi. Comunque ho citato integralmente le stime della Rgs e ho specificato che nel decennio 2020-2030 il “buco” viene valutato tra 0,8 e 1,4 punti di Pil all’anno. Spero che così sia più chiaro.

Le auguro una buona giornata, Enrico Marro.

Ecco il link col pezzo aggiornato



1. Segnalo che ha omesso di cancellare “Maroni” nella frase: “Quelle del pubblico lo erano già state con la prima riforma Maroni-Sacconi”.

2. L’aumento dell’età base, senza menzionare l’abolizione della “finestra”, fu uno dei casi di “appropriazione indebita” di misure precedenti operata dalla coraggiosa millantatrice Fornero.

3. Entità del risparmio. Premessa: Sul piano metodologico si precisa che la valutazione degli effetti delle diverse disposizioni di cui ai commi da 1 a 20 non può che essere complessiva attesa la interazione tra i diversi istituti afferenti sia i requisiti di accesso sia il sistema di calcolo.

https://democraticieriformisti.files.wordpress.com/2011/12/relazione-tecnica.pdf. Ardisco ipotizzare che questo avvenga anche tra le varie riforme.

La mia fonte originaria – da vari anni - è stata la newsletter di Cesare Damiano, che da un paio d’anni scrive di 900 mld (“le riforme, dal 2004 ad oggi, come ha certificato il Governo lo scorso aprile, produrranno un risparmio previdenziale di 900 miliardi di euro nel periodo 2004-2050” http://www.cesaredamiano.org/2016/10/28/inps-damiano-boeri-irrituale-da-cifre-personali-o-ufficiali/, anche se a giudicare dal Pil attuale ha ragione lei. Però aggiungo: (i) la “quota” di Fornero non è comunque di 350 mld, sia perché 1/3 di 1.000 è 330 (e vabbé, l’approssimazione), sia perché il terzo – scrive la RGS - include il risparmio dal DL 98 (e dal DL 138, che non è presente nel grafico della RGS http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2017/NARP2017-08.pdf#page=89questo è lo stesso grafico preso dall’articolo di Davide Colombo, che si legge meglio http://www.ilsole24ore.com/images2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/Immagini/_Oggetti_Embedded/Grafici/2018/01/09/Primo%20Piano-002-colombo-GRA-0027-01.png), che anche visivamente non sembra poco e, a differenza del DL 201/Fornero, arriva al 2060.

Il che significa che (ii) c’è un’incoerenza nel commento di RGS e, come scrivevo, (iii) che il risparmio complessivo di SACCONI (DL 78, 98 e 138) – la quota parte prevalente del residuo pari a 650 mld - è sensibilmente superiore. Però (anche da parte di RGS e Corte dei Conti) si cita sempre e soltanto la riforma Fornero. Perché, lei che conta molto più di me, non fa prima o poi un bell’articolo sulla severa riforma di SACCONI (che ha fatto lo gnorri per 6 anni e poi recentemente ha cercato di imbrogliare le carte[*]), visto che il Corrierone non pubblica i miei “articoli” di CONTROINFORMAZIONE su chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, come invece ha fatto Affari Italiani?[1]

Cordialmente,

VB


[1]

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito la vicenda politico-economica della scorsa legislatura, dove forse troverà notizie e nessi sorprendenti, anche sulle pensioni:

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lassassinio-della-verita-chi-ha-davvero.html



R: R: Osservazioni all'articolo sulla legge Fornero.

Da: Marro Enrico (emarro@rcs.it)

12/1/2018 15:54

A: v    



Grazie ancora, e.m.



Re: R: R: Osservazioni all'articolo sulla legge Fornero.

Da: v

12/1/2018 23:34

A  Marro Enrico  


Rileggendo, mi sono accorto ora che nella mia prima email ho commesso un errore: al punto 'Citazione2', per il DL 78/2010 ho scritto (riforma Maroni, 2010), in luogo di (riforma Sacconi, 2010). Chiedo scusa.

Buonanotte,

VB



R: R: R: Osservazioni all'articolo sulla legge Fornero.

Da: Marro Enrico (emarro@rcs.it)

12/1/2018 23:36

A  v


Sì me ne ero accorto, capita a tutti. ‘notte, e.m.



**********




Lettera a Paolo Baroni de La Stampa sulle sue notizie false-fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa a Paolo Baroni, de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo contenente notizie false sulle pensioni, la sua breve risposta e la mia replica.


Errori sulle pensioni

Da:  v

10/01/18  00:29


Buonanotte,

Traggo con raccapriccio dal Suo articolo “Gli italiani vivono più a lungo e così dal 2019 l’età pensionabile balza in automatico a 67 anni http://www.lastampa.it/2017/10/24/economia/gli-italiani-vivono-pi-a-lungo-cos-let-pensionabile-pu-arrivare-a-quota-anni-GhTiOOkBv3nInrMfyqH8BN/pagina.html:

Citazione1: “Si allunga l’aspettativa di vita degli italiani, che sale a 82,8 anni di media (85 le donne, 80,6 gli uomini), ma questa è una notizia positiva solo a metà. Perché in virtù dell’ultima riforma delle pensioni [riforma Fornero, ndr] questo dato a partire dal 2019 fa scattare un ulteriore aumento dell’età pensionabile.

No, l’adeguamento automatico è stato introdotto dalla L. 122/2010, art, 12, comma 12bis (riforma SACCONI) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=

Citazione2: “La legge prevede che il governo adegui ogni tre anni (ogni due a partire dal 2019)”.

No, la cadenza diverrà biennale dal 2022, a valere per il biennio 2022-2023.

Citazione3: “Per questo Damiano e Sacconi si aspettano un calcolo «che tenga conto di questo calo e non solo degli aumenti»”.

Che ipocrisia! Il comma 12ter dell’art. 12 della L. 122/2010 (riforma SACCONI) obbliga l’ISTAT a considerare nel calcolo soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni.


Cordiali saluti,

V.


Allego:

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione



R: Errori sulle pensioni

Da:  Baroni Paolo (Paolo.BARONI@lastampa.it)

10/1/2018 00:46

A  v

buona notte, fa piacere avere lettori così attenti. ricontrolli però bene le sue fonti vedrà che l'ultima ad intervenire nel 2011è stata la fornero che ha anticipato ed accelerato il meccanismo.

poi, il 2019 è l'anno in cui su decide l'eventuale salto biennale come prevede il meccanismo, non l'entrata in vigore.

cordiali saluti

pb



Re: R: Errori sulle pensioni

Da:  v

10/1/2018 16:10

(NB: Laura Danzi è la segretaria del direttore Maurizio Molinari)


Egr. Dott. Baroni,

Non resista all'evidenza anche Lei, come quasi tutti gli altri 60 milioni di Italiani.

Anche perché, più che di attenzione, nel mio caso si tratta di conoscenza approfondita delle norme di legge delle riforme delle pensioni SACCONI e Fornero, come avrebbe facilmente potuto dedurre se, prima di rispondermi, si fosse preso la briga di leggere i miei articoli che ho allegato, proprio allo scopo di evitare l’ennesimo ping pong che mi tocca ingaggiare da 6 anni. Ma evidentemente a Lei (come a tantissimi) non piace… “leggere” per scoprire la verità quando confligge con le Sue convinzioni radicate.

Provo a riepilogare.

1. Da ciò che Lei ha scritto nel Suo articolo da me richiamato, si deduce, al di là di ogni ragionevole dubbio, che Lei ignorava (come quasi 60 milioni di Italiani) che l’importantissima misura dell'adeguamento automatico all’aspettativa di vita è stata introdotta dalla riforma SACCONI, col comma 12bis dell’art. 12 del DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010.

«12-bis. In attuazione dell’articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1º gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all’articolo 1, comma 20, e all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento è effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

2. Anziché ammettere la Sua ignoranza, scusarsi e ringraziarmi, Lei ora lo ammette implicitamente (ahi ahi), ma argomenta che la riforma Fornero avrebbe “anticipato ed accelerato” tale meccanismo, senza allegare alcuna prova documentale, che certamente l’avrebbero smentita.

Da ciò che ha aggiunto, infatti, si deduce anche che Lei ignora (a) che l’anticipazione al 2013, data dalla quale è decorsa l’applicazione di tale meccanismo, è stata decisa dal DL 98/2011 convertito dalla L. 111/2011 (riforma SACCONI);

Art. 18 comma 4 All'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 12-bis, la parola: "2015" e' sostituita dalla seguente: "2013" e sono soppresse le parole: ", salvo quanto indicato al comma 12-ter,"; b) al comma 12-ter, primo periodo, le parole: "2013" e "30 giugno" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "2011" e "31 dicembre" ed e' soppresso l'ultimo periodo.))

(b) che è vero che l’accelerazione è stata decisa dalla riforma Fornero (L. 214/2011, art. 24), ma appunto si tratta di una mera accelerazione di un meccanismo preesistente, deciso in precedenza dalla riforma SACCONI (2010 e 2011), che Lei non cita; e (c) che Lei ignora anche che tale accelerazione non decorrerà “a partire dal 2019”, come ha erroneamente scritto nell’articolo, ma, come recita la norma della riforma Fornero, “agli incrementi successivi a quello [triennale, ndr] con decorrenza 1° gennaio 2019” (che varrà ovviamente per il triennio 2019-2021), e cioè, come ho già rilevato, dal “2022, a valere per il biennio 2022-2023”.

((13. Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201~art24!vig=

Aggiungo, per parare un’eventuale Sua obiezione, fattami da Rosaria Amato (vedi anche appresso), che la clausola di salvaguardia prevista dalla riforma Fornero dei 67 anni entro il 2021 è del tutto superflua, dal momento che a 67 anni si arriverà già nel 2019, in forza dell’adeguamento automatico triennale SACCONI, e la sua automaticità era stata già prevista dalla riforma SACCONI (comma 12bis), assegnando alla burocrazia ministeriale Lavoro e MEF di attuare il meccanismo con decreto direttoriale, a pena di sanzione erariale.

Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo – tanto strombazzato dai media anche in questi giorni, è ascrivibile alla riforma Fornero, il che significa che gli altri 2/3 sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano; e SACCONI), quindi il grosso dei 2/3, maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla severa riforma SACCONI, di cui però nessuno parla (cfr. https://www.sinistrainrete.info/spesa-pubblica/10826-vincesko-pensioni-l-estremismo-di-bankitalia-e-corte-dei-conti.html). Non sembra anche a Lei che ci troviamo di fronte a un caso di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana, analogo - aggiungo - a quelli coevi delle manovre correttive della scorsa legislatura (l’81% dei 330 mld cumulati delle manovre finanziarie è stato deciso dal governo Berlusconi, distribuito in maniera scandalosamente iniqua, ma tutto viene imputato al 19% del governo Monti, più equo, cfr. il mio terzo articolo della prima email) e degli obiettivi statutari e dei poteri/doveri della BCE, per colpa soprattutto dei media e di Voi giornalisti?

Spero di averLa ora convinta e di voler tener conto in futuro delle mie osservazioni, contribuendo alla mia fatica di Sisifo di chiarire chi ha fatto che cosa in materia di norme pensionistiche, ad esempio – data la DISINFORMAZIONE generale che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, inclusi l’ISTAT, EUROSTAT e l’UPB - convincendo il direttore Molinari (che forse non ha letto le mie email) e il capo redattore Flavio Corazza a intervistare collettivamente, in una seduta congiunta presso la redazione de La Stampa, la coraggiosa millantatrice professoressa Elsa Fornero e il Sen. Maurizio Sacconi (entrambi tra i destinatari delle mie plurime email), il quale si è rifugiato nel silenzio per 6 anni senza denunciare il plagio di sue norme importanti da parte della professoressa Fornero (non solo l'adeguamento automatico, si veda ad esempio l'aumento formale dell'età di pensionamento base, che è compensato però dall'eliminazione delle “finestre” SACCONI e Damiano) e rivendicarne la paternità, per poi uscirne recentemente in una conferenza stampa congiunta con l’On. Cesare Damiano presso una sala del Parlamento italiano (!), durante la quale ha distribuito un manifesto nel quale – per iscritto - attribuiva la maternità dell’adeguamento automatico alla professoressa Fornero, ma poi – verbalmente (cfr. l'articolo di Rosaria Amato di Repubblica) - ammetteva di esserne l’autore: trova tutte le prove documentali inoppugnabili nel mio post già allegato:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

Cordiali saluti,

V.


PS: Ho in corso un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta:

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.


PPS: Allego:

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni

Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento



**********







Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero




Sue notizie false, fake news, bufale sulla riforma delle pensioni Fornero.

Da:  v

11/01/2018 19:50


Egr. On. Salvini,

Ricavo dai media che Lei, dopo aver chiesto per anni l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero, ora ha fatto un mezzo passo indietro e si accontenta di eliminarne gli “effetti perversi”.  

Alla trasmissione Zapping di ieri sera, Lei ha detto che tutti gli aspetti della riforma Fornero sono perversi. Io sono intervenuto in diretta alla medesima trasmissione per rammentarLe ciò che Le scrissi 3 anni fa: che la Sua ossessione contro la riforma Fornero è finta, è solo una cortina fumogena per nascondere la ben più severa riforma SACCONI che Lei votò nel 2010 e 2011, della quale attribuisce misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita.

Inganno

Io penso che Lei non ce li dirà mai, questi effetti perversi, perché se ce li dicesse certamente si riscoprirebbe (cfr. la mia precedente Lettera[1 2]) il Suo inganno: che per lo più si tratta di misure recate dalla ben più severa riforma delle pensioni SACCONI, che Lei votò nel 2010 e 2011, assieme a Berlusconi e Meloni, in particolare l’infernale meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita introdotto dalla riforma SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, legge che, per soprammercato, prescrive crudelmente e strampalatamente all’ISTAT, al comma 12ter che Lei votò, di considerare nel calcolo soltanto gli aumenti dell’aspettativa di vita e non anche le diminuzioni, e che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 e poi via via a 70 anni e oltre; e che Lei da allora tenta pervicacemente e vergognosamente di obliterare e rimuovere dalla Sua coscienza, incolpando ossessivamente la professoressa Fornero, e minacciandole perfino l’esilio.

Complicità

Lei riceve, purtroppo, l’aiuto disinformativo di tutti i media, che la intervistano e le consentono da anni di diffondere indefessamente le sue notizie false o fake news bufale sulle pensioni, di noti esperti di previdenza, di Sindacati inclusa la CGIL (!), e di enti terzi, supposti imparziali e attendibili, quali: l’ISTAT, EUROSTAT (che secondo il Prof. Alberto Brambilla riprende pari pari i dati dell’ISTAT), l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), che a sua volta riprende i dati errati di EUROSTAT, Bankpedia, ma non Wikipedia che in questo caso dà informazioni corrette, e, talora, lo stesso INPS, i quali hanno in parte o completamente obliterato la molto severa riforma SACCONI, semplicemente chiamandola Fornero (sic!). Un vero caso di scuola.

Trova tutte le prove documentali in questo mio lungo articolo, già inviato a centinaia di destinatari, inclusi Lei e gli interessati:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero[1 2]


Età di pensionamento

Lei ora cambia di nuovo versione e dice che 41 anni debbono bastare per andare in pensione, imputando evidentemente il di più alla riforma Fornero. Per smentire gli ignoranti in buona fede delle norme o sbugiardare quanti disinformano scientemente, è sufficiente esaminare la situazione (norme e dati) relativamente all’età di pensionamento per dedurne che anche Lei è o un ignorante o un bugiardo.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate (ex anzianità):

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, da Lei votato, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, da Lei votato, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI 2010 e 2011, da Lei votata.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti alla riforma SACCONI, da Lei votata, e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI, da Lei votata.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata finora da 60 a 66 anni (di botto, senza gradualità) e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore privato, da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, considerando l’adeguamento automatico) col DL 98/2011, da Lei votato, è stato solo accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI, quindi l’ha diminuita di 6 mesi.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 12bis), da Lei votata.


Esodati

Premesso che anche la riforma SACCONI, da Lei votata, ebbe i suoi esodati (gli eccedenti i 10.000 soggetti in mobilità che venivano esclusi dall’applicazione della nuova riforma e tutti gli altri inattivi a reddito zero, che furono decine o forse centinaia di migliaia, ma a causa del potente apparato (dis)informativo berlusconiano e del centrodestra fecero molto meno rumore), lo stesso problema degli esodati: (i) che fu causato da un'errata stima della burocrazia INPS e RGS; (ii) ed il cui numero, nell’arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale; (iii) fu aggravato dalle misure della riforma SACCONI, da Lei votata, in particolare dall’adeguamento automatico, cosa che anche gli stessi esodati ignorano (veda i commenti).

Blocco perequazione

La sentenza n. 70/2015 della Corte Cost. ha dichiarato incostituzionale il blocco della contingenza per le pensioni superiori a 3 volte il minimo deciso dal DL 201/2011 Salva-Italia (Governo Monti-Fornero), ma lo stesso DL abrogò un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca[1 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI, da Lei votato.


Risparmio al 2060

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo - tanto strombazzato dai media anche in questi giorni - è ascrivibile alla riforma Fornero, i cui effetti, se legge il report e guarda il grafico della RGS, si esauriranno nel 2045, mentre la curva (duplice: DL 78 e DL 98) SACCONI è bella gagliarda fino al 2060; il che significa che gli altri 2/3 e più sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, che introdusse le cosiddette “quote”, abolite da Fornero; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI, che Lei votò, della quale però Lei (né nessun altro) parla mai, anzi nasconde accuratamente, come se fosse un reato di furto, che poi per giunta attribuisce slealmente alla professoressa Fornero.


Conclusione

In conclusione, dai dati e dalle norme consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani, tra cui spicca Lei - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e non merita l’esilio; (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente da Lei, che non può non conoscere ciò che votò, e dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI; e (iv) che, se fosse coerente e consequenziale, in esilio ci dovrebbe andare Lei.

Distinti saluti,

V.



**********





Lettera al direttore de LINKIESTA, Francesco Cancellato, su sue notizie false su Elsa Fornero



Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa al direttore del giornale on-line LINKIESTA, Francesco Cancellato, dopo aver letto un suo articolo pieno di notizie false o fake news o bufale su Elsa Fornero e il governo Monti, oggetto negli ultimi mesi di varie mie email di controinformazione inviate anche a LINKIESTA. Come strumento di pressione, l’ho inviata per conoscenza ai presidenti di Senato e Camera, ai principali parlamentari e a tutti i media.


Notizie false o fake news o bufale in un articolo de L'Inkiesta su Elsa Fornero

Da: v

5/1/2018 14:42


ALLA C.A. DEL DIRETTORE FRANCESCO CANCELLATO

Egr. Direttore Cancellato,

In riferimento al Suo articolo “Evviva Elsa Fornero, gigante di dignità tra i nani e i pavidi della politica” , che ho appena letto, linkato da Gli Stati Generali (http://www.glistatigenerali.com/macroeconomia_previdenza/quello-che-fornero-non-ha-fatto/), mi permetto di osservare che Lei è un instancabile propalatore di notizie false o fake news o BUFALE.

1.     Elsa Fornero – Lei, Direttore Cancellato, lo sa, o almeno lo dovrebbe sapere, poiché gliel’ho scritto e dimostrato, sulla base di dati e di prove documentali inoppugnabili, più volte[*] – è una coraggiosa millantatrice (gliel’ho anche scritto direttamente, proprio dopo aver letto una sua intervista a LinkiestaLettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html.

2.     Lei è ostinato, quasi quanto la coraggiosa millantatrice Elsa Fornero. E la commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager una ignorante dei dati (come quasi 60 milioni di Italiani, anche per colpa di voi giornalisti). Sulla base dei dati, Monti – con 63 mld cumulati - non ha salvato quasi un bel niente. Quando è arrivato, lo aveva già fatto Berlusconi – con 267 mld cumulati -, in maniera scandalosamente iniqua e perciò ancor più recessiva, anche perché vi è stato costretto dalla Commissione Europea e dalla BCE.[iv] Mi scusi, anche un bambino capisce che 267 è più del quadruplo di 63.

3.     Il numero degli esodati è noto. Esso, come dichiarò la professoressa Elsa Fornero a “In mezz’ora”fu prima sottostimato (la prima salvaguardia riguardò 65.000 persone) e poi, come riportato da varie fonti (tra cui i Deputati PD e l'On. Damianopresidente della Commissione Lavoro della Camera), sovrastimato dalla burocrazia di RGS e INPS, che, nell'arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, «ridetermina il numero massimo degli esodati a 153.389 soggetti», contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale.

4.     L’Ufficio Parlamentare di Bilancio, che Lei cita, è uno dei propalatori (presumo in buonafede) di notizie false o fake news o BUFALE sulle pensioni, assieme all’ISTAT, all’EUROSTAT ed a sette esperti: Giuliano Cazzola, Oscar Giannino, Tito Boeri, Pietro Garibaldi, Pietro Ichino, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi (tutti, tranne EUROSTAT ma provvederò, tra i destinatari delle mie email).[iii]

5.     Per gli insulti e le minacce (in particolare dal bugiardo Matteo Salvini, che votò la riforma delle pensioni SACCONI e anche lui tra i destinatari di una mia lettera e delle mie email), deve prendersela soprattutto con se stessa, sia per essersi appropriata di norme SACCONI, sia per non ammettere ancora oggi il plagio e rinviare al suo vero autore: SACCONI!

Nella speranza di vincere finalmente la Sua ostinazione colpevole, propalatrice di notizie false o fake news o BUFALE, Le reinvio (li ho già inviati sia a Linkiesta francesco.cancellato@linkiesta.it che a Elsa Fornero   elsa.fornero@unito.ita tutti i media e ad altre centinaia di destinatari):

(i) Pensioni: notizie false (fake news)

(ii) Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

(iii) Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

(iv) L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lassassinio-della-verita-chi-ha-davvero.html

Cordiali saluti,

V.


PS: Anche il Sen. Prof. Mario Monti è un millantatore (il primo post è del 2012).

Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2854069.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2017/02/lettera-al-prof-sen-mario-monti-sulle.html



**********




Sfoglia dicembre   <<  1 | 2  >>  
temi della settimana

germania ue monti bce sviluppo intellettuale berlusconi pensioni sesso psicologia curiosita' sessuali pd economia renzi sessualità banca d'italia draghi imu bersani imposta patrimoniale debito pubblico



ultimi commenti
1/19/2018 6:07:46 PM
magnagrecia in Lettera al Sen. Alessandro Malan sul suo articolo “Diario della ‘lunga legislatura’” pieno di fake news
"No. Di solito lo scrivevo all'inizio, quando non ricevo risposta; nelle ultime lettere non l'ho ..."
1/19/2018 5:01:23 PM
Fort in Lettera al Sen. Alessandro Malan sul suo articolo “Diario della ‘lunga legislatura’” pieno di fake news
"Naturalmente ha risposto immediatamente scusandosi..O no?"
1/12/2018 11:35:15 AM
http://royalediting.com/blog/services?page=6&per-page=10 in Pensioni: notizie false (fake news)
"It is also the subject of information distortions of some data that can be very easily verified."
1/12/2018 11:33:37 AM
http://resumeperk.com/blog/page/15 in Lettera al direttore de LINKIESTA, Francesco Cancellato, su sue notizie false su Elsa Fornero
"It was very interesting for me to read your letter, and I can say with certainty that I am ready to ..."
1/12/2018 11:31:28 AM
what to pack for camping useful tips in Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero
"To refute the ignorant of good faith standards or to deny those who deliberately misinform, it is ..."


links


archivio

Blog letto1174338 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0