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Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido


Ricerca Asili nido e Progetto educativo

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Da:

v

22 dic 2016 - 19:38 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

<andrea.ichino@unibo.it> http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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C

<andrea.ichino@eui.eu> 

 Egr. Prof. Andrea Ichino,

Le scrivo con notevole ritardo in riferimento alla ricerca da Lei condotta, assieme a Margherita Fort e Giulio Zanella, intitolata “SIAMO SICURI CHE L’ASILO-NIDO FACCIA BENE AI BAMBINI?”,[1] la cui notizia ho ricavato dal sito del Prof. Pietro Ichino.

Io sono un profano della materia, però per ragioni personali ho cominciato a riflettere da diversi anni sul tema dell’educazione come determinante dello sviluppo intellettivo e di una personalità “forte”, non problematica e sono arrivato, attraverso poche buone letture e l'osservazione empirica, ad alcune conclusioni, che ho riportato, prima in alcuni forum (ormai chiusi) e poi, una volta che me lo sono creato, nel mio blog.

Ed essendo un pragmatico, l'ho trasformato in un progetto, che poi ho scoperto era stato già lanciato – quasi simile - e realizzato, in pochissimi casi, dalla Regione Campania con fondi europei, ma limitato ai bambini a rischio (famiglie di drogati, ecc.).

La conclusione principale cui sono pervenuto è che il MATTONE fondamentale per la costruzione di una personalità “forte”, equilibrata, sicura di sé è (a) (mutuata da Alice Miller) l'AMORE della madre e del padre durante la gravidanza e nei primi anni di vita (quando si sviluppano le sinapsi e gli assoni); alla quale ho aggiunto come mio apporto (b) una DISCIPLINA CONGRUA; e (mutuata da Freud) (c) la NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA' SESSUALI, come paradigma di un'educazione non repressiva, fatta di un mix equilibrato di sì e di no.

Debbo dire che l'ho applicato "artigianalmente" con mia figlia e pare funzionare. Ma purtroppo, per ragioni di residenza, a distanza. Ed invece, appunto, dovrebbe far parte di un PROGETTO EDUCATIVO rivolto alle madri in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli, con l'assistenza a domicilio di Health Visitor, sulla falsariga di quanto viene fatto, ad esempio, in Finlandia.

Ho raccontato tutto in dettaglio nel quarto - lunghissimo - di questi miei 4 post, ma, se Lei è interessato, preavvertendola che non c'è alcuna mia pretesa di scientificità, Le suggerisco di arrivarci attraverso gli altri 3 (ho dovuto crearmi un secondo blog, poiché il primo è spesso in avaria).

N. 4 post sull’educazione:

1. Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni

2. L’istruzione è alleanza famiglia-scuola

3. Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo

4. Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo


Cordialmente,

V.



Re: Ricerca Asili nido e Progetto educativo

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Da:

Ichino, Andrea (Andrea.Ichino@EUI.eu) http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

26 dic 2016 - 11:07 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A:

"v

 Mille grazie per il commento. Cerchero’ di leggere i suoi blog.

Intanto qui trova il testo originale della ricerca.

Cordiali saluti,

Andrea Ichino



I: Rivoluzione culturale e Progetto educativo

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Da:

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26 dic 2016 - 21:48

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A:

<andrea.ichino@unibo.it>http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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CC:

<andrea.ichino@eui.eu> 

Egr. Prof. Ichino,

Dopo aver ricevuto la Sua cortese risposta, ho riletto il mio post n. 4 Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo ed ho ritrovato questa mia vecchia e-mail in esso riportata (nell'ultima parte), che ho inviato in data 11 ottobre 2010 alla Sen. Anna Maria Serafini, prima firmataria della proposta di legge (Atto Senato n. 812 http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&leg=16&id=31770) sugli asili nido intitolata “Un nuovo piano straordinario per un’educazione di qualita’ 0-6”, nella quale affermavo: “Io credo che non basti partire dall'asilo nido, e lo credo proprio sulla base delle acquisizioni della scienza (inclusi supporti strumentali come l'ecografo ed ora il “brain imaging”), ma basterebbe solo una capacità congrua di osservazione empirica, sorretta da quel che scrive, ad esempio, Alice Miller o da quel che fanno all'estero. Io credo che occorra partire prima, fin dalla gravidanza, e poi nei primi 3 anni di vita dei figli, periodo in cui il cervello è come una spugna ed assorbe tutto – di bene e di male - con grandissima facilità, e con un lavoro di assistenza a domicilio, rivolto alla figura cruciale dell'educazione: la madre (ed al padre), per una vera rivoluzione culturale”.
Gliela inoltro. La Sen. Serafini non mi ha risposto. In calce al mio post n. 4, ho riportato, in fondo, l'articolo della vostra ricerca. Se non ha niente in contrario, riporterò probabilmente questo nostro breve scambio di e-mail in un post nel mio blog.
Cordiali saluti,
V.


UNA RICERCA OSSERVA UN EFFETTO NEGATIVO DELLA SUA FREQUENTAZIONE A 0-2 ANNI SUL QI DELLE BAMBINE CON FAMIGLIE PIÙ AGIATE – POTREBBE ESSERE CHE NEI PRIMI ANNI DI VITA LE INTERAZIONI “UNO A UNO” CON GLI ADULTI SIANO ESSENZIALI PER LO SVILUPPO COGNITIVO E CHE A QUELL’ETÀ LE BAMBINE SIANO PIÙ IN GRADO DI BENEFICIARNE

Sono qui disponibili in formato pdf alcuni documenti relativi alla ricerca svolta da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella il cui titolo nella versione italiana è La “meglio infanzia”: effetti dell’asilo nido sulle capacità cognitive, non cognitive e la salute dei bambini, presentata per la prima volta a Siracusa, a un convegno della Fondazione Rodolfo De Benedetti, il 23 giugno 2016: A) il testo originale in lingua inglese; B) il rapporto sintetico in lingua italiana; C) le slides della presentazione svolta a Siracusa; D-E) i servizi pubblicati in proposito dal Corriere della Sera nell’edizione nazionale del 28 giugno e nel dorso bolognese del giorno successivo; F) l’articolo comparso in proposito sul quotidiano The Times il 1° luglio; G) la risposta dei tre Autori, sul Corriere della Sera del 30 giugno, ad alcuni commenti critici ricevuti, a seguito della pubblicazione degli servizi dello stesso quotidiano sui risultati della ricerca


Il divorzio Tesoro-Banca d’Italia del 1981 e l’indipendenza delle banche centrali


Carlo Clericetti  -  1 GEN 2017

Lettera aperta a Pier Luigi Bersani


Citazione: “Poi, all'inizio degli anni '80, con il "divorzio" Tesoro-Bankitalia si è privata di uno strumento di intervento sui tassi d'interesse, cosa che già allora, per un paese con un debito pubblico elevato, appariva poco prudente”.


L’Italia è un Paese immaturo, per cui c’è molto spazio per i comportamenti esagerati e/o autolesionisti e/o stupidi. Vedi anche, ad esempio, gli abusi in campo di diritti del lavoro, a seconda del pendolo dei rapporti di forza, che ora è tutto dalla parte dei datori di lavoro.

Il cosiddetto divorzio Tesoro-Bankitalia, deciso nel 1981 da Andreatta e Ciampi, non vietava gli acquisti di titoli pubblici italiani sul mercato primario da parte della Banca d'Italia, stampando moneta (che infatti continuarono per vari anni anche dopo il divorzio), ma si limitava a togliere l’obbligatorietà.

Anche tra il Tesoro inglese e la BoE vige il divorzio ( = indipendenza della BoE), ma la BoE persegue l’interesse nazionale (come è scritto nel suo sito: “Promoting the good of the people) e, quando è necessario, acquista massicciamente titoli pubblici e controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso.

Anche tra il Tesoro USA e la FED vige il divorzio e il divieto per la FED di acquistare titoli del Tesoro sul mercato primario, ma la FED persegue l’interesse nazionale e non solo controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso, ma “orchestra” gli acquisti di titoli del Tesoro sul mercato aperto in accordo con i dealer, che sono gli unici abilitati ad acquistarli sul mercato primario.

Anche tra il Tesoro giapponese e la BoJ vige il divorzio, nel senso che è indipendente (art. 3 Statuto), ma la BoJ persegue l’interesse nazionale e deve coordinarsi col Governo (art. 4) e acquista massicciamente titoli pubblici e controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso.

Anche la BCE è formalmente e sostanzialmente indipendente dal potere politico (art. 7 Statuto) e, se e quando vuole, a sua completa discrezione, acquista titoli pubblici sul mercato aperto e controlla il tasso d’interesse passivo, che comunque è differenziato per Paese.

La Banca d’Italia, in quanto membro del SEBC, segue le regole ed esegue le disposizioni della BCE.


Appendice


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Caro Carlo Clericetti,
Grazie, anche per i suoi 4 articoli che mi sono permesso di utilizzare (v. note nn. 75, 105, 106 e 109). Aggiungo due osservazioni importanti.
1. La prima è che debbo confessare che il problema più grosso che ho dovuto risolvere è stato trovare le pezze d’appoggio documentali alla mia tesi - elementare, direi, a leggere il testo dell'art. 2 dello statuto BCE - della gerarchia degli obiettivi della BCE, che ha come corollario l’altra mia tesi che in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target del poco sotto il 2% cade la condizione sospensiva e il secondo obiettivo (crescita economica e piena occupazione) ha le stesse dignità e cogenza del primo (stabilità dei prezzi) e la BCE ha gli stessi poteri della FED.
Erano tre anni che le cercavo, poiché sono 3 anni che ne discuto, anche con docenti universitari, che erano di parere diverso (v., ad esempio, il dialogo tra il prof. Paolo Pini e me, alla nota 71); altri avvenuti per lo più su Sbilanciamoci – ritenuti evidentemente “scomodi”, ad esempio quello con Francesco Sylos Labini, che ho riportato nel mio post “Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)”, v. la nota 70 - sono stati cancellati dalla redazione in occasione della ristrutturazione del sito; l’unico non cancellato è quello tra me e Thomas Fazi, ma lui non è professore... Dopo tanti tentativi, la soluzione l’ho trovata cambiando la chiave di ricerca e inserendo – guarda caso – quella più ovvia, la parola “gerarchia”. Ed allora, per miracolo, si sono materializzati i 2 documenti dell’Università di Bari (nota 54) e della Luiss (nota 55).
2. La seconda osservazione riguarda la mia intuizione[*] che la FED, stante il divieto anche per essa di acquisto dei titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro, cioè sul mercato primario (v. la prova - che mi fu segnalata 2 anni fa dal prof. Andrea Terzi quando feci la petizione nel nov. 2014 contro la BCE - alla nota 60), organizzi ad arte le aste, cioè le “aggiusti” con i dealer, e suggerivo che la BCE facesse altrettanto. Tale intuizione ha trovato conferma nell’intervista di P. Gavronski (che mi pare uno dei pochissimi che la sa lunga in tema di BCE e connessi), che ho allegato alla nota 118.
Vincesko

PS: Ho trovato adesso dove l’ho scritto, usando la chiave “dealer” nel motore di ricerca interno di Word (peraltro, avevo per un altro motivo riportato l’articolo alla nota 91):
[*] Commento del 19 novembre 2014 alle 17:59
La FED acquista sul mercato aperto (mercato secondario) titoli a bassissimo interesse e a lunga scadenza di solito subito dopo l'emissione, attraverso i “dealer”. E’ chiaro che la BCE dovrebbe fare la stessa cosa “mascherata”, anche noi abbiamo i “dealer”, per l’Italia, ad esempio, sono una ventina: cinque banche americane (Goldman Sachs, Merril Lynch, JP Morgan, Morgan Stanley, Citigroup), due banche tedesche (Deutsche Bank e Commerzbank), due banche svizzere (UBS Bank e Credit Suisse), una banca olandese (ING Bank), una banca giapponese (Nomura), tre banche britanniche (HSBC, Barclays e Royal Bank of Scotland), tre banche italiane (Banca Intesa, Unicredit e Banca Montepaschi di Siena), e tre banche francesi (Credit Agricole, BNP Paribas e Societe Generale).
La contraddizione del banchiere centrale
Pubblicato da keynesblog il 19 novembre 2014

http://keynesblog.com/2014/11/19/la-contraddizione-del-banchiere-centrale/



Articoli collegati:


Alberto Bagnai  -  giovedì 17 maggio 2012

La spesa pubblica al bar dello Sport


Il Divorzio Banca d’Italia-Tesoro: un falso mito. Studiare lo Sme per capire l’Euro

22 aprile 2014

Ancora sui falsi miti del Divorzio tra Banca Italia e Ministero del Tesoro del Luglio 1981.

(edizione Filippo Abbate, revisione Marco Cavedon)


“Il divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro (1981)”

di Luca Cancelliere

Pubblicato da Ereticamente il 23 marzo 2014


Carlo Azeglio Ciampi e il divorzio tra Banca d'Italia e ministero del Tesoro del 1981


Nino Galloni su: divorzio Tesoro-BI e Verità del declino Italiano


Intervento del Governatore Mario Draghi alla conferenza dell’AREL

15 febbraio 2011

Una riflessione a trent’anni dalla lettera del Ministro Andreatta al Governatore Ciampi che avviò il “divorzio” tra il Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia


Questa sinossi contiene delle inesattezze.


“Andreatta e Ciampi seppero guardare avanti”, condannando l’Italia alla deindustrializzazione.

Paolo Raffone  -  04/12/2013


SINOPSI DELLE BANCHE CENTRALI

ITALIA

La Banca d’Italia fu creata da tre banchieri privati nel 1865 e poi autorizzata con legge nel 1893. Essa diventò un istituto di diritto pubblico con una legge del 1936 che escluse i privati dalla partecipazione al suo capitale.

Dal Dizionario di Diritto Amministrativo (Guarino, 1978) si legge che la Banca d’Italia ha “il compito di regolare la circolazione monetaria ed il fabbisogno creditizio dell’economia nazionale. Nell’esercizio di tale funzione la Banca persegue il fine di salvaguardare la stabilità del potere d’acquisto della moneta, in modo che siano assicurati, entro i limiti della compatibilità delle diverse esigenze, un elevato livello di occupazione ed un adeguato saggio di sviluppo del reddito nazionale. Inoltre, alla Banca sono attribuiti compiti generali di direzione e vigilanza sul sistema bancario e creditizio. […] L’estensione che ha raggiunto l’intervento dello Stato in campo economico e sociale ha determinato un’incidenza sempre maggiore del Tesoro volta a reperire i mezzi finanziari necessari a colmare il deficit tra le entrate e le spese dello Stato”.

Il d.lgs 10 marzo 1998 n. 43 sottrasse la Banca d’Italia dalla gestione da parte del governo italiano, sancendo l’appartenenza della stessa al sistema europeo delle banche centrali (SEBC). Da questa data quindi la quantità di moneta circolante viene decisa in autonomia dalla Banca centrale. Solo nel 2005, il governatore Antonio Fazio, decise di rendere note ufficialmente le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia: il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private, e il 5,66% di enti pubblici (INPS e INAIL).

Il 13 giugno 1999 il Senato della Repubblica, nel corso della XIII Legislatura discusse il disegno di legge n. 4083 “Norme sulla proprietà della Banca d’Italia e sui criteri di nomina del Consiglio superiore della Banca d’Italia”. Tale disegno di legge prevedeva di far acquisire dallo Stato tutte le azioni dell’istituto, ma non venne mai approvato.

Il 19 dicembre 2005, dopo intense campagne di stampa e critiche al suo operato nell’ambito dello scandalo di “Bancopoli”, il governatore Antonio Fazio si dimise. Pochi giorni dopo, fu nominato al suo posto Mario Draghi, che si insediò il 16 gennaio 2006.

Lo Statuto della Banca d’Italia fu modificato con il D.P.R. del 12 dicembre 2006, firmato dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, che abrogò il vincolo del controllo pubblico sulla Banca d’Italia, e sui soggetti che possono possedere delle quote, la cui titolarità resta disciplinata dalla legge. Tuttavia, non sono in vigore norme che disciplinano i soggetti ammessi alla partecipazione del capitale della Banca d’Italia.

GERMANIA

La Deutsches Bundesbank è la banca centrale dello Stato federale della Germania. La storia delle due Guerre Mondiali ha notevolmente influito sulla struttura e sugli obiettivi della Bundesbank che fu creata nel 1957, in sostituzione della Banca degli Stati Tedeschi (1948) che a sua volta aveva sostituito la banca statale della Germania (Reichsbank) dichiarata fallita. Il modello della Bundesbank fu mutuato da quello della Federal Reserve statunitense e le fu attribuita un’assoluta indipendenza dallo Stato tedesco. Infatti, nel 2012 gli azionisti della Banca erano per il 75% investitori istituzionali (banche) e per il 25% privati. Diversamente dalla FED, lo statuto della Banca prevede che non è prestatore di ultima istanza, non è responsabile per il mantenimento della stabilità finanziaria, e non può prestare credito al settore pubblico. Dal 2001, le funzioni di politica monetaria sono state cedute alla Banca Centrale Europea (BCE). Invece, la Banca mantiene la responsabilità di supervisore del sistema bancario e del rispetto dei limiti della massa monetaria rispetto alle riserve (in chiave anti inflattiva).

BANCA CENTRALE EUROPEA

La Banca Centrale Europea (BCE) è stata istituita in base al Trattato sull’Unione europea e allo “statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea”, il 1º giugno 1998. Essa ha iniziato ad essere funzionale dal 1º gennaio 1999, quando tutte le funzioni di politica monetaria e del tasso di cambio delle allora undici banche centrali nazionali sono state trasferite alla BCE. Nella stessa data sono stati sanciti irrevocabilmente i tassi di conversione delle monete nazionali rispetto all’euro. Inoltre, ai sensi del diritto pubblico internazionale, la Banca ha propria personalità giuridica autonoma.
Scopo principale della BCE è quello di mantenere sotto controllo l’andamento dei prezzi mantenendo il potere d’acquisto nell’area dell’euro. La BCE esercita, infatti, il controllo dell’inflazione nell'”area dell’euro” badando a contenere, tramite opportune politiche monetarie (controllando la base monetaria o fissando i tassi di interesse a breve), il tasso di inflazione di medio periodo a un livello inferiore (ma tuttavia prossimo) al 2%.
Un ruolo analogo di contenimento dell’inflazione è svolto negli USA dalla Federal Reserve che però, a differenza della BCE, deve contemporaneamente perseguire l’obiettivo politico del pieno impiego.
La BCE non è prestatore di ultima istanza. Tuttavia, dopo le crisi dell’eurozona, dal 2010 la BCE ha modificato il suo orientamento attraverso un complesso sistema che le permette di intervenire con operazioni sul mercato secondario obbligazionario dei titoli emessi dai paesi membri. Tuttavia, sia la complessità che gli oneri di tale sistema non hanno incontrato il favore dei paesi in difficoltà.
L’azionariato della BCE è composto per quote delle banche centrali della zona euro (i primi tre paesi senza deroga sono: Germania 18.9%; Francia 14.2%; Italia 12.5%) e da alcune banche centrali di paesi ‘con deroga’ non aderenti all’euro, tra cui il Regno Unito con il 14.5%. Il capitale interamente versato costituisce la riserva di cambio per un valore di 40 miliardi di euro, ripartito al 15% in oro e all’85% in Yen e dollari americani.

REGNO UNITO

A titolo di esempio, vale la pena richiamare che, diversamente dall’Italia, la Banca d’Inghilterra (BoE) è la banca centrale del governo britannico. Costituita nel 1646 come banca privata fu nazionalizzata nel 1946 e dal 1998 è un ente pubblico indipendente la cui proprietà è interamente posseduta dal Ministero del Tesoro britannico rappresentato dal Treasury Solicitor. Tra le responsabilità della BoE figurano il mantenimento della stabilità dei prezzi e il sostegno alle politiche economiche del governo, che sono orientate alla promozione della crescita economica. Quindi la BoE può agire in qualità di prestatore di ultima istanza, cioè può intervenire con operazioni sul mercato primario e secondario dei titoli obbligazionari del Regno Unito, privati e pubblici.

STATI UNITI D’AMERICA

La Federal Reserve (FED) degli USA fu creata dal Congresso nel 1913 per mettere fine al disordine monetario che derivava dalle emissioni di valuta dei vari Stati membri. Gli obiettivi che il Congresso attribuì alla FED sono tutt’ora in vigore: massimo impiego; stabilità dei prezzi; tassi di interesse moderati sul lungo termine. Sebbene la FED si consideri una banca centrale indipendente, la nomina del suo presidente e vicepresidente spetta al presidente degli USA e deve essere confermata dal Senato. Da un lato la FED ha la prerogativa della politica monetaria, ma dall’altro il Dipartimento del Tesoro dell’amministrazione USA ha ancora la prerogativa del conio, ovvero può decidere sulla massa di moneta circolante. La FED può agire in qualità di prestatore di ultima istanza, cioè può intervenire con operazioni sul mercato primario e secondario dei titoli obbligazionari americani, privati e pubblici. Nonostante il nome, la FED è una società interamente privata che è posseduta da banche e consorzi bancari statunitensi, ma anche britannici e israeliani.



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Luigi de Magistris vs Roberto Saviano



Tomaso Montanari  -  6 GEN 2017

Dire la verità su Napoli: Saviano e il potere


Il mio Sindaco de Magistris è permalosissimo. E' un vero meridionale, in questo. La permalosità eccessiva è sempre indizio, insieme, di coda di paglia e di complesso di inferiorità. E’ un dato cultural-antropologico, perciò profondo, che accomuna la stragrande maggioranza dei Napoletani (e non solo), senza distinzione di classi, e che provoca una reazione istintiva, un riflesso condizionato, che favorisce la conservazione e perpetua lo status quo.

Napoli è una città difficile da amministrare. A mio avviso, i Napoletani somigliano ai Russi, hanno bisogno della sferza, pena l'anarchia, e sentono il "polso" di chi comanda. Dovendo vivere da secoli in un contesto senza regole, la loro qualità più peculiare – e più necessaria per chi vive a Napoli - è la tolleranza, che – anch’essa – trascende i ceti sociali. 

A Napoli, i miglioramenti esteriori della città ci sono fin dal tempo di Bassolino, l'inizio fu il G7 organizzato a Napoli nel 1994, per volontà di Ciampi.

La prima sindacatura di Bassolino fu severamente "paterna", rammento - dopo che fu ristrutturata e recintata - la gestione della Villa comunale, diventò un esempio di ordine ed efficienza amministrativa teutonica, incredibile a Napoli: dopo un po’ di tempo, bastò il semplice suono del fischietto in dotazione ai vari guardiani che giravano in bicicletta per tenere alla larga i malintenzionati e gli indisciplinati; la seconda sindacatura fu "maternamente" lassista, e i Napoletani, dipendenti pubblici in primis, se ne accorsero subito e ne approfittarono. La gestione della spazzatura diede il colpo di grazia.

Poi arrivò l'onesta e molto materna Iervolino e fu un disastro.

Il Sindaco de Magistris, che beneficia di quanto fatto in precedenza, è severamente "paterno" con i poteri forti, molto "materno", invece, con i Napoletani, e i loro difetti, anche degli addetti pubblici; surreale la sua polemica, sfociata in una querela, con Giletti sul degrado della zona attorno a Piazza Garibaldi; la gestione della Villa comunale, ormai quasi abbandonata al degrado, è forse l'emblema in negativo dell'Amministrazione. Forse mancano i soldi; i quali per fortuna sono stati trovati nell'indubbio miglioramento della gestione del ciclo dei rifiuti urbani, con l'incremento della raccolta differenziata, che funziona abbastanza nonostante la scarsa collaborazione dei soliti furbi e indisciplinati.

Napoli, tutto sommato, è una città sicura, a meno che non si resti vittima di quel numero limitato giornaliero di scippi e borseggi (pericolose alcune linee di bus), che avvengono in tutte le città. Ma basta stare un po' attenti, evitare di indossare articoli preziosi, guardarsi ogni tanto di lato o alle spalle e non disprezzare quel pizzico di adrenalina che la sensazione di pericolo - più percepito che reale - può dare.


Ma, purtroppo, assieme al volto un po’ oleografico della Napoli generosa ed accogliente, coesiste una Napoli poco solidale e talvolta feroce. A me sono capitati alcuni tentativi di borseggio passeggiando in pieno giorno nei mercatini intorno a Piazza Garibaldi o alla Pignasecca, mai una volta che qualcuno dei commercianti presenti davanti ai loro negozi mi abbia avvertito. O la scarsa propensione a dare la precedenza alle ambulanze, che per fortuna negli ultimi anni sta lentamente migliorando. 

E perfino poco distante dal Municipio pare succedano cose incredibili. Mi è stato confidato recentemente che in un palazzo in pieno centro della città (quartiere popolare-misto) abita e opera da 4 anni, nel proprio appartamento, un’intera famiglia di spacciatori, con un traffico continuo di “clienti” che comincia la sera e va avanti per tutta la notte, per tutte le notti, per 365 giorni all'anno, con tutti gli inconvenienti del caso. Tutti lo sanno, pare anche la Polizia (?!), ma la cosa va avanti “normalmente”, senza che nessuno intervenga, bloccati dalla citata tolleranza, che trattandosi di un reato diventa omertà. Casi analoghi pare siano presenti in vari quartieri, e non mi riferisco a Scampia.

Ma questo forse succede in tutte le città, anche se nelle altre, a differenza di Napoli che è un unicum da questo punto di vista, i centri hanno subito la gentrificazione  ed espulso i non ricchi, ed è più materia di Pubblica Sicurezza che di Amministrazione comunale.



Citazione: “Per Bassolino e De Luca dopo un primo mandato di rinascita e grandi cambiamenti/miglioramenti, questa svolta personalistica e di potere (altro che patriarcale/matriarcale caro vmvinceskij)”.


Noi “siamo” la nostra psiche, che è frutto dei geni e soprattutto dell’educazione ( =interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale). Per Bassolino (e De Luca), l’ambizione e la “svolta personalistica e di potere” del secondo mandato non esclude affatto – ovviamente - la dimensione psicologica, anzi.

Parlando in generale, da semplice elettore (di sinistra), che giudica quindi soprattutto per sensazioni la qualità e l’efficacia delle amministrazioni pubbliche locali e nazionale (per il Governo, mi baso soprattutto sui numeri), io utilizzo la chiave interpretativa psico-politica per valutare i politici e le amministrazioni pubbliche.

Tradizionalmente, il padre rappresenta l’autorità (anche come tramite della legge esterna), la madre l’affettività (da ciò che scrivi, ipotizzo tu abbia qualche problema soggettivo a riconoscere questa funzione al padre).

Per quanto riguarda in particolare l’amministrazione napoletana, io definisco, perciò, “paterna” (cioè severa in misura adeguata: la severità congrua si propaga positivamente per li rami, con effetti benefici sia sulla burocrazia sia sulla cittadinanza), l’amministrazione Bassolino del primo mandato da sindaco; “materna”, quella del Bassolino successivo e quella della Iervolino (per quest’ultima, vedasi, ad esempio, il caso macroscopico del cambio del comandante della polizia municipale). Io credo fermissimamente che Napoli (e l’Italia) abbia molto bisogno di padri – quasi assenti - e non di mamme - onnipresenti. (“Esiste, nelle estreme e più lucenti terre del Sud, un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione, un genio materno, d’illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni.” - Anna Maria Ortese, “Il mare non bagna Napoli”).


Ma il discorso è molto più lungo. Per spiegarmi meglio, poiché da profano “studio” da vari anni le cause dell’arretratezza del Sud, che sono in primo luogo culturali (in senso antropologico e non), le ho esplicitate in vari post del mio blog, tra i quali questa lunga lettera all’allora direttore di un importante giornale, nella cui conclusione c’è qualche ulteriore spiegazione (ma non tutte) sul perché ho definito “materna” la seconda sindacatura di Bassolino (ma non fa eccezione da governatore della Campania).




@goikolaketic (7 gennaio 2017 alle 1:46)

Hai dimenticato, appunto, Sant’Antimo, il paese di origine di Luigi Cesaro, alias “Giggino ‘a purpetta”, l’ineffabile politico dall’eloquio forbito in odore di Camorra, già autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata, ed attuale deputato della Repubblica per Forza Italia, che una maggioranza relativa di Napoletani (di fede e osservanza berlusconiana) elesse nel 2009 presidente della Provincia di Napoli, preferendolo al Prof. Luigi Nicolais, già ministro e successivamente presidente del CNR.



Checché se ne dica, dopo una cura da cavallo decennale, l'obbligo del casco, tranne in alcune zone off-limits (ad esempio, nel dedalo dei vicoli dei Quartier Spagnoli, che per chi non lo sapesse sono in pieno centro (a monte di Via Toledo), o alla Sanità) è abbastanza rispettato.

Invece, i motorini che circolano sui marciapiedi sono una delle piaghe di Napoli. Ecco, a questo riguardo, un esempio di educazione per niente “paterna”.

Napoli – Galleria Umberto: insegna al figlio a guidare lo scooter elettrico

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/guardate_succede_nella_galleria_umberto_i-2181409.html 



Attilio Bolzoni è un giornalista che si occupa di criminalità organizzata.
Penso che leggere il suo contributo sia utile ala nostra riflessione.
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/01/07/news/titolo_non_esportato_da_hermes_-_id_articolo_5668398-155540210/



@elisfra1971 (8 gennaio 2017 alle 11:28)

Attilio Bolzoni ha ragione, sia su de Magistris, sia su Napoli come città feroce, sia su Napoli mangiatoia per le classi alte e quelle basse, che non può non produrre, da una parte, complicità diffusa, peraltro molto consentanea alla cultura del luogo; dall'altra, attenzione del potere ad evitare la mano pesante sulla classe bassa e criminale, pena la deflagrazione dello status quo.

Come scrivevo nel mio primo commento, le reazioni esagerate sono sempre spia infallibile di coda di paglia. Il sindaco de Magistris, come tutti gli “ottusi” ( = intelligentoni) di estrema sinistra, non ha ancora elaborato completamente il complesso edipico e perde tempo ad “ammazzare” tutti i giorni il proprio padre. Egli per giunta ha la presunzione di declinarlo in modo unidirezionale: si sente libero e in diritto di contestare l'autorità degli altri, in particolare di coloro che lo “controllano”, ma non ammette – per debolezza caratteriale - che altri possano contestare la sua. In più, vista la sua reazione esagerata, è agevole dedurne che egli teme intimamente che le critiche di Saviano alla città di Napoli malata mettano a nudo la sua inadeguatezza come amministratore di una città difficilissima, che egli si illude di nascondere e risolvere diventandone avvocato difensore senza se e senza ma, anche delle cause perse.

Poiché sono in gioco pulsioni profonde dell'animo umano, malamente controllate, io credo sia difficile che il conflitto de-Magistris-Saviano (come quello de Magistris-Napolitano o de Magistris-Renzi) possa trovare una composizione razionale ed utile per il bene di Napoli (e dell’Italia). 




L'attacco di de Magistris: "Saviano specula sulla pelle di Napoli"

Il lungo post del sindaco su Facebook contro lo scrittore

06 gennaio 2017


Saviano: "Per il sindaco di Napoli il problema non sono i killer che sparano, ma io che ne parlo"

Lo scrittore risponde all'attacco su Facebook di Luigi de Magistris e lo definisce "populista"

06 gennaio 2017


De Magistris: basta polemica, con Saviano, non è un duello

Lunedì 9 Gennaio 2017


Il suk di piazza Garibaldi quartiere dell'illegalità tra spaccio, truffe e droga

Sparatoria alla Duchesca, tornano gli ambulanti Residenti e commercianti: “Qui nulla è cambiato”

di ANTONIO DI COSTANZO

08 gennaio 2017


Villa Comunale di Napoli, degrado e rifiuti


Viaggio nella villa Comunale di Napoli tra degrado e abbandono

di Gennaro Pelliccia

Sabato 1 Ottobre 2016


Napoli, petizione e raccolta firme per salvare la Villa Reale

di  | 24 ottobre 2016


Uno sguardo al passato: la ristrutturazione della Villa Comunale suscitò molte polemiche, per le aggiunte (in particolare, la recinzione e gli chalet in stile moderno e la pavimentazione) ad un monumento storico. Sarà stato il ’99 o il 2000, colpito dell’efficienza, interrogai uno dei guardiani della Villa sull’organizzazione. Mi disse che erano una settantina di dipendenti comunali tra guardiani e addetti alla manutenzione ordinaria, divisi in turni, diretti da un responsabile; a una mia domanda specifica, mi disse che il direttore era capace e severo.



**********


M5S, dilettanti allo sbaraglio


Carlo Clericetti  -  18 DIC 2016

5Stelle e un mare di problemi


Come si usa dire, il pesce puzza dalla testa. Nonostante (a) tutte le buone intenzioni di questo mondo palesate dal loro leader, (b) la ventata di aria nuova in un campo appestato per 20 anni dall'incompetente e fuori di testa miliardario narciso e schizoide Berlusconi; e (c) il merito, tutto sommato, di aver irreggimentato nell'ambito politico potabile quote di elettori turpiloquenti e facile preda di imbonitori di destra, non ci voleva Einstein per dedurre che un movimento politico capeggiato da un buffone ignorante eterodiretto da un paranoico avrebbe dato cattiva prova di sé proprio per la drammatica inadeguatezza delle qualità degli stessi leader e - inevitabile corollario - dei criteri di selezione dei vari dirigenti politici di seconda e terza fascia. La politica è un’arte nobile e molto difficile, adatta a relativamente pochi. E tra questi pochi non tutti sono onesti e sono pochissimi quelli in grado di amministrare entità complesse, come le Regioni o grandi Comuni, per la cui bisogna va apprestata e diretta un’intera squadra (assessori e staff di primo livello) all’altezza del compito.

Per questi motivi, avevo visto con favore il parziale defilamento di Grillo, condizione necessaria, alla quale si era poi aggiunta la morte di Casaleggio, per agevolare l’emersione di figure più competenti e la ridefinizione delle regole statutarie, in primis il divieto di allearsi con chicchessia.

Purtroppo, i dirigenti di prima fascia (Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi) mi sembrano drammaticamente inadeguati non soltanto a rivestire ruoli amministrativi diretti, ma, quel che è peggio, anche incapaci di coinvolgere e mantenere stabilmente figure esterne di qualità.

Il pesce, ripeto, puzza dalla testa: una leadership forte per un partito di massa che aspiri a ruoli di governo è fondamentale, la democraticità per un partito politico è una condizione necessaria (ma entro certi limiti formali, ché nella realtà nessun partito è davvero democratico) ed insufficiente, è dunque nella leadership attuale la chiave di volta per l’esito delle sorti di M5S.


PS: Segnalo questo articolo sullo stesso tema, ma molto più severo e drastico:

PERCHÉ VIRGINIA RAGGI DOVREBBE DIMETTERSI E GRILLO DOVREBBE SCIOGLIERE IL M5S

FABIO SALAMIDA  -  17 dicembre 2016


Appendice


... abbiamo letto l'articolo! (plurale maiestatico) ... e con ciò cosa ci svilupperebbe l'articolo!?

... solo un facile rimando a : e quelli prima della raggi cosa minkia avrebbero fatto per non far montare la sfiducia nelle istituzioni con la i maiuscola?

caro vmvinceskij il suo parrebbe un chiaro operar villano, roba da "spanocista"* , senza costrutto atto solo a indicar la busca e non la trave. Ne conviene!? 

Quale alternativa di gioco proporrebbe visto che è universalmente riconosciuto che è molto meglio criticare che fare?

* = raccogliere pannocchie da terra


• vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 14:27

@ thread (19 dicembre 2016 alle 12:12)
Le domande che terminano con un punto esclamativo sono un segno di prepotenza.
Che cos'è la "busca"?
Io sono molto pigro, ma sono concreto e pragmatico e quando devo fare qualcosa che mi intriga, soprattutto quando non è in gioco il denaro (che per me è sempre un elemento perturbatore), divento efficiente come un tedesco. Ma in questo caso io mi dichiaro inadeguato alla bisogna: primo, perché non sono un adepto del buffone ignorante; secondo, perché la questione è fuori dal mio controllo; terzo, perché sono un liberale-libertario e quindi rispettoso della libertà (lecita) altrui.
Sono, però, molto interessato all'evolversi della situazione di M5S, date le implicazioni future in termini di possibili alleanze, a condizione, come dicevo, che il buffone ignorante ed il suo nuovo socio provvedano a modificare il loro statuto, che le vieta.
Nutrendo, in ogni caso, - mi ripeto - qualche dubbio sulla effettiva volontà di M5S di voler perseguire obiettivi riformisti, il che in soldoni significa aumentare le tasse sui ricchi da investire in settori mirati (investimenti e welfare) e fare redistribuzione. E li nutro sulla base di una scelta concreta passata di M5S, cioè di espungere dalle coperture, nella seconda versione della loro proposta di legge sul reddito di cittadinanza, un'imposta patrimoniale, che invece era prevista nella prima versione.[
1 e 2] Ed è proprio sull'imposta patrimoniale sui ricchi (il decile o la metà del decile più ricco) che, secondo me, si parrà la nobilitade di un qualunque partito che si dichiari riformista. Vincendo le terribili resistenze "culturali" che allignano, non tanto nelle file dei ricchi - che è normale -, quanto nella maggioranza del popolo, che normale non è.
Rilevo, infatti, da diversi anni il paradosso (constatato recentemente in un suo articolo da Romano Prodi[*]) che sono i poveri ad opporsi autolesionisticamente ad una politica autenticamente riformista, o a sostenere, come scriveva Einstein nel suo carteggio con Freud, politiche che vanno contro il proprio interesse (cfr. "Perché la guerra?").
Questa renitenza culturale è, a ben vedere, insieme, lo specchio della natura profondamente conservatrice dell'elettorato italiano e il più grosso ostacolo alla sua maturazione in senso socialdemocratico (nella sua accezione europea, in particolare scandinava).
Vincesko

[*] I riformisti possono tornare a vincere solo se ritrovano le loro radici
L’onda anti-sistema – I riformisti ritrovino la bussola (e gli elettori)
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 dicembre 2016
http://www.romanoprodi.it/strillo/i-riformisti-possono-tornare-a-vincere-solo-se-ritrovano-le-loro-radici_13674.html

PS: Attenzione, sia il plurale maiestatico che i punti esclamativi incongrui sono un segno di debolezza...


Ho letto l'articolo, grazie! ... il relatore parla di radici appese al cielo... ... è chiara la sua visione figlia di un baden powell ormai datato.   ... il Professore non considera affatto che sia il singolo albero a immedesimarsi componente della foresta. Lui auspica la foresta coltivata ad arte non consapevole del significato di latitudine, per lui tutto fa brodo. Mi sembra semplifichi un po' troppo la complesità del sistema umano.

 ... per quanto riguarda il PS ... prenda nota di questo filmetto : Il 13° guerriero.

Come sempre devo ringraziare un mio amico... sempre un gallo dobbiamo! 


• vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 19:12

@ thread
Prego. Non bisognerebbe commettere l'errore di sottovalutare l'intelligenza altrui, soprattutto se si tratta di un docente universitario.
1. Ci sono - lo spiegava anche Adam Smith 250 anni fa - essenzialmente tre ideologie economiche: quella liberista, quella statalista e quella intermedia, cosiddetta mista. Tutte le altre sono derivazioni di queste.
2. Romano Prodi, come me, è per la terza, ormai obnubilata, obliterata quasi completamente dal quarantennio di esistenza dell'Unione europea a trazione ordoliberista (non tragga in inganno la dismissione dell'IRI, che fu una decisione politica italiana ed europea susseguente al Trattato di Maastricht, che l'allora tecnico Prodi eseguì[*]).
3. Quando si affronta, si analizza e si descrive un problema complesso, è buona norma "semplificarlo", tenendo beninteso sempre presente la sua complessità.
4. Soprattutto, non bisogna complicare le cose semplici. I ricchi ci sguazzano, nell’AMMUINA fatta dagli UTILI IDIOTI poveri che lo fanno gratis, la alimentano ad arte, ma di solito non ne hanno bisogno, ci pensano indefessamente già i poveri.
5. Ecco, questo è il succo che va estratto dal mio commento e dall’articolo del prof. Prodi, a cui eventualmente replicare: (a) la sinistra deve fare la sinistra, non copiare – come è successo negli ultimi 25 anni - la destra; e (b) i poveri devono smettere l’abitudine masochistica plurimillenaria di difendere l’interesse dei ricchi, e fare il loro, che CON-FLIG-GE con quello dei ricchi.
Il resto è noia intellettualistica ( =AMMUINA).
[*] Un’illustrazione molto critica di Nino Galloni
https://www.youtube.com/watch?v=GMY15_RRX4g
Vincesko


@ vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 19:12

non ho capito perchè m'hai fatto vedere quel video. E questo se puoi me lo devi spiegare.

Dal mio punto di vista, Nino Galloni non ha sbagliato una parola che sia una. 


NB: Ho evitato di replicare al “matto” thread.



Articoli collegati:


M5s in Ue divorzia da Ukip dopo Brexit: voto online a sorpresa per decidere alleanze. Salvini: "Che tristezza passare da barricate a poltrone"

Urne aperte senza preavviso oggi e due ore domani mattina. Grillo cambia rotta e spinge per i liberali dell'Alde. Parlamentari 5 stelle sorpresi: "Meglio soli che male accompagnati". I Verdi: "Con noi nessun accordo per le loro posizioni su immigrazione, integrazione europea e le relazioni con Casaleggio associati"

08 gennaio 2017


8 GENNAIO 2017

Giannini: "Grillo fa politica, novità eversiva per M5s"



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Lettera al Direttore Mario Calabresi


Censura di un mio commento su Draghi

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da:

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

15 dic 2016 - 16:08http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<m.calabresi@repubblica.it> 


Egr. Direttore Calabresi,

Io sono un lettore di “Repubblica” dalla sua nascita, ma ho sempre trovato insopportabile la Vostra inclinazione censoria di commenti non in linea con la Vostra “politica” contingente. Da ultimo, oggi, in calce al video con le dichiarazioni dell’ex PdC Enrico Letta,[1] che Le segnalo per protesta.

Aggiungo che le bugie che raccontate da qualche tempo sul “salvatore” Draghi – oggettivamente in base ai dati e ai fatti prono anche lui, assieme al Consiglio direttivo della BCE, per 3 anni e mezzo alla volontà della egemone Germania, che tanti danni ha arrecato ai poveri cristi italiani, quorum ego – le ho già confutate da tempo a Eugenio Scalfari, da quando ha smesso i suoi editoriali vigorosi del 2010 contro le disuguaglianze e l’egoismo dei ricchi[2] ed è diventato un insopportabile conservatore (gliel’ho anche scritto privatamente[3]).

Infine, per dimostrarLe la fondatezza dei miei rilievi, che prescindono dalla considerazione che con un altro al posto di Draghi poteva capitarci di peggio, La informo che ho presentato una petizione contro gli inadempimenti statutari della BCE al Parlamento europeo,[4] che è attualmente al vaglio della Commissione PETI ed ha ricevuto una risposta della BCE, che mi è stata trasmessa dalla stessa PETI, alla quale ho replicato puntualmente.[5]


[1] Le segnalo la censura del seguente mio commento:

vmvinceskij

E’ il ribaltamento della verità, perché è esattamente l’opposto: questa volta non c’è stata la quasi latitanza della BCE che ci fu nel 2011. Com’è noto, la BCE ha varato il QE nel marzo 2015, con un ritardo di 6 anni rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoJ. Il risanamento dei conti pubblici è stato mastodontico: nella scorsa legislatura, sono state varate manovre correttive per 330 mld cumulati, ¾ dal governo Berlusconi, pari a 267mld cumulati, distribuiti in maniera molto iniqua, e ¼ dal governo Monti, paria 63 mld cumulati, ripartiti in modo più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), per far fronte soprattutto agli accresciuti oneri per interessi passivi, proprio a causa della quasi latitanza della BCE, i cui interventi a favore degli Stati in crisi si sono limitati agli SMP per 209 mld, di cui 99 all’Italia, sterilizzando ogni volta gli importi. Vincesko

in calce al seguente video recante le dichiarazioni dell’ex PdC Enrico Letta:

14 DICEMBRE 2016 Referendum, Letta: “Dopo vittoria del No abbiamo evitato il tracollo per merito di Draghi”

(di Francesco Gilioli e Antonio Nasso)

[2] L’involuzione di Eugenio Scalfari

[3] Lettera a Eugenio Scalfari

[4] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE [ivi la risposta della BCE]

Cordialmente,

V.


Appendice

Com’è noto, la BCE ha varato il QE nel marzo 2015, con un ritardo di 6 anni rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoJ.

E’ falso, come scriveva Bini Smaghi, ex membro del Consiglio direttivo della BCE, in un recente articolo sul Corriere della Sera,[*] che “In sintesi, come avevano sottolineato gli oppositori alla politica monetaria espansiva della Bce, questa non è stata seguita da un’azione strutturale di risanamento delle finanze pubbliche”.

E’ una doppia bugia: (a) il risanamento dei conti pubblici in Italia è iniziato nel 2010 (la prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia è stata il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla Legge 122/2010, di 62 mld cumulati) ed è stato mastodontico: nella scorsa legislatura, sono state varate manovre correttive per 330 mld cumulati, ¾ dal governo Berlusconi, pari a 267 mld cumulati, distribuiti in maniera molto iniqua, e ¼ dal governo Monti, pari a 63 mld cumulati, ripartiti in modo più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF),[**] per far fronte soprattutto agli accresciuti oneri per interessi passivi, proprio a causa della quasi latitanza della BCE, i cui interventi a favore degli Stati in crisi si sono limitati all’SMP per 209 mld, di cui 99 all’Italia (tra il maggio 2010 e il marzo 2011, la BCE ha acquistato titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi; da agosto 2011 a gennaio 2012, titoli italiani e spagnoli), al famoso e decisivo “whatever it takes” di Draghi del luglio del 2012, che non è costato 1 solo € alla BCE, e agli OMTmai implementati finora; in più, a differenza della FED (i cui interventi invece sono stati massicci), sterilizzando ogni volta gli importi, cioè riducendo di un pari importo la massa monetaria, per paura della (fantomatica) inflazione; (b) all’azione della BCE, doveva essere accompagnata, non tanto o almeno non solo le cosiddette riforme strutturali, che, se sono utili, lo sono soltanto nel medio-lungo periodo, ma anche una politica fiscale espansiva anticiclica da parte degli Stati, come suggerito anche sia dal FMI che dalla metà buona del presidente Draghi (vedi, ad esempio, il suo intervento a Jackson Hole, nell’agosto del 2014, considerato eterodosso da tutti i commentatori, per cui Draghi telefonò alla cancelliera Merkel per giustificarsi). Purtroppo, la Germania, per bocca della Commissione europea, l’ha impedito, discriminando l’Italia (e non solo), come attestano i dati EUROSTAT,[***] e quanto ha scritto la Corte dei Conti europea.[****]

Forse non è irrilevante aggiungere 2 notazioni:

La prima è che, nell’ambito del programma SMP, gli acquisti da parte della BCE di titoli di Stato italiani cominciarono il 22 agosto 2011, cioè 17 giorni dopo l’invio della famosa (o famigerata) lettera del 5.8.2011 della BCE, firmata da Trichet e Draghi, e 9 giorni dopo il varo da parte del governo Berlusconi-Tremonti del DL 138 del 13.8.2011, di 60 mld cumulati, contenente una buona parte delle misure chieste nella predetta lettera, e che faceva seguito, a distanza di neppure 40 giorni, al DL 98 del 6.7.2011, di 80 mld cumulati;

La seconda è che tutte le misure strutturali (cioè permanenti) delle manovre correttive, tra cui, ad esempio, la riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011), ben più severa e incisiva della tanto vituperata riforma delle pensioni Fornero, valgono tuttora.

In dettaglio, gli interventi di politica monetaria non convenzionali della BCE hanno contemplato:
(a) l’SMP (Securities Markets Programm); con l’annuncio delle caratteristiche tecniche delle ODM il 6 settembre 2012, è stato posto termine all’SMP;
(b) gli OMT (Outright Monetary Transactions), cioè l’acquisto illimitato di titoli di Stato, sul mercato secondario, con contestuale sterilizzazione, mai implementati.
“Nell’agosto 2012, la BCE ha annunciato la predisposizione delle OMT (in italiano ODM), (OPERAZIONI DEFINITIVE MONETARIE (ODM), specificandone ulteriormente le caratteristiche tecniche in settembre. Queste ODM sono tese a salvaguardare un’appropriata trasmissione della politica monetaria e l’unicità della politica monetaria nell’area dell’euro. […]”
https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/annrep/ar2012it.pdf
Non sono mai stati implementati, ma erano talmente reali ed effettivi che la Corte Cost. tedesca fece contro di essi ricorso alla Corte di Giustizia Europea, perdendolo com’è noto, poiché sono stati dichiarati compatibili con la normativa UE dalla Corte di Giustizia europea.
(c) Le Open market operations (Operazioni di mercato aperto), cioè LTROs e TLTROs, destinate alle banche;
(d) l’APP (Asset purchases programme), cioè il QE (Quantitative Easing); in italiano, Programma di acquisto di attività (PAA): titoli di Stato, titoli emessi da istituzioni sovranazionali europee, obbligazioni societarie, titoli derivanti da cartolarizzazioni e obbligazioni garantite a un ritmo di 80 miliardi di euro al mese (da marzo 2015 fino a marzo 2016 l’importo era pari a 60 miliardi di euro).

Il QE è stato varato nel marzo 2015, quando era PdC Renzi. Pier Giorgio Gavronski sostiene che c’è un patto riservato tra Draghi e Renzi: sostegno della BCE contro riforme strutturali dell’Italia, per premere sulla Germania affinché faccia una politica economica espansiva.

Il Piano Draghi ideato per salvare l’euro e imporre l’Unione Politica non è sostenibile
Intervista a Piergiorgio Gawronski* – 17 Gennaio 2015
http://www.sinistrainrete.info/europa/4588-piergiorgio-gawronski-qil-piano-draghi-ideato-per-salvare-leuro-e-imporre-lunione-politica-non-e-sostenibileq.html

Incontro segreto Renzi-Draghi a Città della Pieve. Il premier conferma: lo vedo spesso. L’Italia non è osservato speciale
con articoli di Guido Gentili e di Alessandro Merli 13 agosto 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-08-13/incontro-segreto-renzi-draghi-citta-pieve-132401.shtml  


[*] I decimali sembrano piccoli ma alla fine pesano

di Lorenzo Bini Smaghi  26 ottobre 2016 – pagina 22

[**] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

[***] EUROSTAT – Deficit/Pil

.................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

Italia.........-1,5...-2,7..-5,3...-4,2...-3,5..-2,9...-2,9…-3,0..-2,6

Francia.....-2,5...-3,2...-7,2…-6,8..-5,1..-4,8...-4,0…-4,0...-3,5

Spagna.....+2,0..-4,4..-11,0...-9.4..-9,6.-10,4..-6,9…-5,9..-5,1

Gran Br.....-3,0..-5,0..-10,7...-9,6..-7,7...-8,3..-5,6…-5,6..-4,4

Germania.+0,2..-0,2....-3,2...-4,2..-1,0...-0,1..-0,1...+0,3..+0,7

[****] Commissione UE, due pesi e due misure


Un mio commento critico è stato considerato un regalo di Natale


Da 5 anni, ormai, tento di contrastare la vulgata che è stato il Governo Monti a causare la recessione economica, e lo faccio opponendo le nude cifre, le quali attestano che, nella scorsa legislatura, in un quasi equivalente lasso di tempo, cioè un anno e mezzo, il Governo Berlusconi ha varato manovre correttive (maggiori tasse e minori spese, su più anni o permanenti) per un ammontare quadruplo di quelle di Monti. E’ come dire, tradotto in termini calcistici, che Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1, ma la vittoria viene assegnata a Monti!

Da 5 anni, faccio lo stesso con le riforme delle pensioni, dimostrando attraverso un esame puntuale delle norme e dei documenti, inclusi articoli di giornale pubblicati nel corso degli anni, che la più severa riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011) è stata via via completamente obliterata, fino ad arrivare al punto che non solo i giornali, ma anche i siti dei sindacati e perfino l’INPS parlano soltanto della supposta severissima riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie ragioni, inclusa una stesura fuorviante del testo della legge, il DL 201/2011, art. 24, da parte della sua promotrice, vengono attribuite erroneamente anche misure recate dalle riforme precedenti (Dini, 1995; Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011).

Da quasi 4 anni, svolgo un’analoga opera di divulgazione controcorrente sull’attività della BCE durante la crisi economica, evidenziando sia una quasi universale ignoranza dei suoi compiti, sia la violazione del suo statuto, sia la natura restrittiva della sua politica monetaria nel corso dei primi 6 anni della crisi.

Su questi tre argomenti, mi è capitato di scrivere un commento critico anche in calce ad un articolo del quotidiano on-line Gli Stati Generali, che il suo autore, con mia piacevole sorpresa poiché di solito debbo registrare reazioni negative, ha addirittura giudicato un regalo di Natale, dedicandogli un intero articolo.


REGALO DI NATALE

GIOVANNI PASTORE  -  26 dicembre 2016

Voglio con questo articolo ringraziare Vincesko un, a me, ignoto lettore degli Stati Generali che 18 ore fa, il giorno di Natale ha postato un commento al mio articolo del 24 dicembre: http://www.glistatigenerali.com/banche/un-new-deal-nei-rapporti-fra-banche-imprese-famiglie/.

Non si tratta da parte mia di un episodio di narcisismo “commentano un mio articolo, sono importante” ma di cogliere finalmente un piccolo segnale, la speranza che ritorni un minimo di approfondimento nel dibattito sulle questioni economiche ed in generale nel dibattito culturale. […]

ECCO PERCHÉ IL COMMENTO DI VINCESKO È STATO PER ME UN REGALO DI NATALE. A prescindere dal condividerne o meno i contenuti che mi costringono, prima di ogni risposta, ad un approfondimento.


Riporto il mio commento in calce.


La ringrazio, faccio del mio meglio. In effetti, cerco di fare CONTROINFORMAZIONE da 8 anni (da quando frequento Internet), basandomi rigorosamente sui dati e sui fatti, che è davvero difficile se si è intellettualmente onesti non condividere. In temi economici, da 5 anni, cerco di combattere – ma è una vera fatica di Sisifo - la DISINFORMAZIONE imperante, quasi universale, che include anche docenti universitari, in particolare su 3 temi importanti, dallo scoppio nella crisi economica:

1. CHI HA MESSO DI PIU’ LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI E TAGLIATO DI PIU’ LA SPESA PUBBLICA, CAUSANDO L’AUSTERITA’;

2. CHI HA RIFORMATO DI PIU’ LE PENSIONI; e

3. LE RESPONSABILITA’ DELLA BCE, della quale il 99% almeno degli Italiani (e forse Europei e mondiali), inclusi professori di Economia famosi, ignorano o non conoscono bene lo statuto.

Le rispettive risposte, in breve, sono: 1. Di gran lunga, Berlusconi; poi SB, coi suoi potentissimi megafoni, ha addossato tutta la colpa sul cattivissimo Monti, e 60 milioni di Italiani allocchi – che in stragrande maggioranza odiano i numeri e tengono in non cale i fatti e la logica - gli hanno creduto: Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%) - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%), cfr., per il dettaglio, “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html; 2. Di gran lunga, Sacconi (non Fornero!), cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html; e 3. La BCE ha disatteso per anni i suoi obiettivi statutari (che sono 2, non uno soltanto!) e aggravata e prolungata la crisi economica con la sua politica monetaria restrittiva: cfr. Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html, con, all’interno, l’“Allegato alla petizione contro la BCE” (con il testo dello statuto BCE) e “Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)”. Per un’analisi complessiva della politica monetaria della BCE durante la crisi, corredata dalle prove, allego la modifica da me elaborata della relativa voce di Wikipedia (poi annullata da un volontario-amministratore per ragioni strampalate): (scorrere la lunga pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 8) 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061.


PS: E’ curioso osservare che ad alimentare la DISINFORMAZIONE sul cosiddetto consolidamento fiscale (manovre correttive con più tasse e minore spesa pubblica) e sulle pensioni abbiano contribuito e contribuiscano tuttora lo stesso Prof. Monti (vedi post n. 243 del 04-12-12 “Il Prof. Mario Monti, il millantatore”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html) e la stessa Professoressa Fornero (v. post n. 669 del 10-11-16 “Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html). Entrambi, evidentemente, pur di passare alla storia come i salvatori dell’Italia (fin dal nome del loro primo DL 201/2011-“Salva-Italia”), hanno la debolezza di millantare meriti esagerati, pagando il prezzo salato delle critiche feroci e delle maledizioni da parte di tanti Italiani.




Riformismo vs liberismo


Salvare il liberismo dai liberisti (ideologici)

–di Carlo Calenda  -  20 dicembre 2016


Mi posso senz’altro sbagliare, ma constato che forse non è un caso che, eliminata (per il momento) la presenza ingombrante del liberista Renzi, sotto la cui Presidenza del Consiglio si è consumata la scelta poco lungimirante di far cadere la nostra strategica TELECOM dalla padella spagnola alla brace francese,[1] il ministro del MISE Carlo Calenda mostri una volontà interventista negli assetti dei cosiddetti campioni nazionali, come avviene, in grado ben maggiore, fin dalla nascita dell’Unione europea, in Francia o in Germania.


Ci sono - lo spiegava anche Adam Smith 250 anni fa - essenzialmente tre ideologie economiche: quella liberista, quella statalista e quella intermedia, cosiddetta mista. Tutte le altre sono derivazioni di queste.

Da riformista, io sono favorevole alla terza, che assegna allo Stato un compito di programmazione economica, ormai obnubilata, obliterata quasi completamente dal quarantennio di esistenza dell'Unione europea a trazione ordoliberista, interpretata dai nostri governanti in maniera ottusa ed autolesionistica, e perciò occorre fare i conti con la mentalità imperante che vede lo Stato quasi esclusivamente come un soggetto inefficiente e corrotto.


Anche il riformista Romano Prodi (non tragga in inganno la dismissione dell'IRI, che fu una decisione politica italiana ed europea susseguente al Trattato di Maastricht, che l'allora tecnico Prodi eseguì[2]) sostiene da molto tempo la necessità di una politica industriale nel quadro dell'attuazione di una politica economica autenticamente di sinistra. Vincendo le terribili resistenze "culturali" che allignano, non tanto nelle file dei ricchi - che è normale -, quanto nella maggioranza del popolo, che normale non è. Rilevo, infatti, da diversi anni il paradosso (constatato recentemente in un suo articolo proprio da Romano Prodi[3]) che sono i poveri ad opporsi autolesionisticamente ad una politica autenticamente riformista, o a sostenere, come scriveva Einstein nel suo carteggio con Freud, politiche che vanno contro il proprio interesse (cfr. "Perché la guerra?").[4]
Questa renitenza culturale è, a ben vedere, insieme, lo specchio della natura profondamente conservatrice dell'elettorato italiano e il più grosso ostacolo alla sua maturazione in senso socialdemocratico (nella sua accezione europea, in particolare scandinava).


Dei tre principali partiti (PD, M5S e FI), il PD (fusione di ex comunisti ed ex democristiani di sinistra), superata la torsione destrorsa impressa da Renzi, dovrebbe essere ascrivibile “naturalmente” al campo riformista. Per M5S, il discorso è più complesso. Io non voto per M5S, ma sono molto interessato all'evolversi della situazione di M5S, date le implicazioni future in termini di possibili alleanze, a condizione che il buffone ignorante ed il suo nuovo socio provvedano a modificare il loro statuto, che le vieta. Ma nutro, in ogni caso, qualche dubbio sulla effettiva volontà di M5S di voler perseguire obiettivi riformisti, il che in soldoni significa, da una parte, affermare il ruolo dello Stato in economia; e, dall'altra, aumentare le tasse sui ricchi da investire in settori mirati (investimenti e welfare) e fare redistribuzione. E li nutro sulla base di una scelta concreta passata di M5S, cioè di espungere dalle coperture, nella seconda versione della loro proposta di legge sul reddito di cittadinanza, un'imposta patrimoniale, che invece era prevista nella prima versione.[5] Ed è proprio sull'imposta patrimoniale sui ricchi (il decile o la metà del decile più ricco)anche per un fatto di semplice equità vista la loro scarsa partecipazione al mastodontico risanamento dei conti pubblici effettuato nella scorsa legislatura (4/5 da Berlusconi, pari a 267 mld cumulati, in maniera scandalosamente iniqua, ed 1/5 da Monti, pari a 63 mld, in modo più equo)che, secondo me, si parrà la nobilitade di un qualunque partito che si dichiari riformista.


In definitiva, il succo che va estratto dal mio commento e dall’articolo del prof. Prodi è il seguente: (a) la sinistra deve fare la sinistra, non copiare – come è successo negli ultimi 25 anni - la destra; e (b) i poveri devono smettere l’abitudine masochistica plurimillenaria di fare AMMUINA e di difendere l’interesse dei ricchi, e fare il loro, che CON-FLIG-GE con quello dei ricchi.


[1] Telecom


[2] Un’illustrazione molto critica di Nino Galloni


[3] I riformisti possono tornare a vincere solo se ritrovano le loro radici
L’onda anti-sistema – I riformisti ritrovino la bussola (e gli elettori)
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 dicembre 2016
http://www.romanoprodi.it/strillo/i-riformisti-possono-tornare-a-vincere-solo-se-ritrovano-le-loro-radici_13674.html


[4] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi


[5] Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S


Appendice


Prodi ha le sue idee, che di solito condivido. Fanno eccezione: (1) il giudizio molto positivo su Draghi (gli ho anche scritto e francamente ho trovato la sua risposta insoddisfacente) e (2) il sì al referendum costituzionale, ma su questo ha detto che la riforma faceva schifo ma che la votava per altri motivi (che ha spiegato).

Sulla questione dell’ingresso nell’Euro, ho trovato questa incoerenza tra quanto Prodi afferma sulla stupidità della regola del 3% (fissata dal Trattato di Maastricht, del febbraio 1992, assieme all’adozione dell’Euro come moneta unica, firmatario il ministro del Tesoro Guido Carli del VII Governo Andreotti) e l’accettazione dei Regolamenti 1466 e 1467 che rendono più stringente quella regola, approvati il 17 giugno del 1997 da parte del Ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi del I Governo Prodi (poi sostituiti, prima, dal Reg. 1175/2011 e, poi, nel 2012, dal fiscal compact). Vedi questa ricostruzione (severa e insinuante nei riguardi di Prodi):

L’ingresso dell’Italia nell’euro: è stato veramente un golpe?

04/11/2015 - Simone Nastasi

PS: Quando allego un documento, non vuol dire necessariamente che ne condivido le tesi.


La risposta, credo, la dà questo lungo e interessante documento di analisi dei due regolamenti e del fiscal compact, del Prof. Giuseppe Guarino, laddove scrive: “L’adesione al regolamento fu formalmente volontaria. Sostanzialmente, almeno per alcuni degli Stati membri, coatta. Ottenere consensi formalmente volontari, sostanzialmente coatti, è un metodo che anche in seguito sarebbe stato praticato”. (pag. 11)

NB: Al termine del par. 31, pag. 18, c’è un “non” di troppo. Al par. 72, “Gli obiettivi fondamentali sono enunciati all’art. 2, n. 3” va corretto in “art. 3, n. 3”.


Per chi vuole confrontare quanto scrive Giuseppe Guarino col testo del Trattato di Lisbona (TUE e TFUE), allego:

Trattato di Lisbona

Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (pubblicati on line il 27 febbraio 2013)


Segnalo, perché contiene considerazioni sulla politica monetaria della BCE:


Lectio magistralis in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Scienze Statistiche per le Decisioni

Università degli Studi di Napoli Federico II

Modelli e metodi quantitativi per le decisioni di politica monetaria: limiti e nuove prospettive

 Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia

Napoli, 19 dicembre 2016



Post e articolo collegati:


Bersani vs Renzi: economia mista o liberismo?


Il governo corre ai ripari: fermare i francesi con Telecom

Cdp nel capitale dell’azienda di Tlc per bloccarne la vendita a Orange e costringere il finanziere bretone a trattare su Mediaset e Generali

FRANCESCO BEI

Pubblicato il 23/12/2016



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Governo, staffetta Renzi-Gentiloni



Il Governo Renzi (come quello Letta) non ha avuto quasi nessun merito, ha campato di rendita sul risanamento mastodontico effettuato nella scorsa legislatura (330 mld cumulati)[1] per 4/5 dal Governo Berlusconi (267 mld cumulati), in maniera scandalosamente iniqua, e per 1/5 dal Governo Monti (63 mld cumulati), in maniera più equa (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF). E le cui misure strutturali valgono tuttora (vedi, in particolare, la severissima riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011, e la riforma delle pensioni Fornero, 2011[2]), che procurano risparmi di una ventina di miliardi l'anno e che hanno reso possibile la politica monetaria espansiva della BCE,[3] che procura anch’essa un risparmio di circa 20 mld annui di interessi passivi. 

Renzi è tosto, non c'è dubbio, ma si è opposto all'UE solo a chiacchiere, ha fatto solo scena: l'Italia è il Paese che rispetta di più il parametro deficit/Pil[4] (durante la crisi, gli altri Paesi se ne sono altamente fregati delle richieste dell'UE; come ora nella ripartizione dei migranti); ha l'avanzo primario più alto, che toglie risorse all'economia reale e perpetua la recessione-stagnazione. Renzi è stato solo interessato ad ottenere dall'UE una miserevole flessibilità, da distribuire e sprecare in mance elettorali o in regali costosi ed inefficaci agli imprenditori (22 mld) e non in provvedimenti più idonei (vedi l'ultimo rapporto OCSE, che suggerisce di investire in opere pubbliche in settori mirati[5]), tesi alla crescita economica, che intervengano congruamente sul denominatore del rapporto debito/Pil, che è l'unico che conta per la valutazione della sostenibilità del debito pubblico, che ovviamente finché c’è un deficit non può che crescere in valore assoluto. Va aggiunto che Renzi ci ha messo del suo per meritarsi la benevolenza dell'UE e della BCE: ha varato la riforma del lavoro, giudicata severa perfino dalla Professoressa Fornero.[6]

Infine, last but not least, l'anno prossimo è prevista l'approvazione dell'inserimento dello stupido (copyright Prodi, riferito già al 3%) fiscal compact nei trattati UE, che come si vede impedisce politiche economiche anticicliche: l'Italia dovrà dire NO! Però, intanto, Renzi l'aveva confermato nell'art. 81 della "sua" Costituzione, bocciata sonoramente dal popolo italiano.[7]

Ecco, il Governo Gentiloni non dovrà ripetere gli stessi errori e, soprattutto, dovrà, assieme a Renzi, che rimane segretario del PD ed ha i numeri al Parlamento europeo per far cadere la Commissione Juncker,[8] affrontare la questione fondamentale delle regole europee, sapendo, come conferma purtroppo il lavoro fatto dai parlamentari europei Mercedes Bresso e Elmar Brok nell’ambito della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo che ha approvato il loro rapporto[9], che va fatto un duro lavoro perché esse, dall’approvazione del Trattato di Lisbona, vadano finalmente interpretate ed applicate NON in senso ordoliberista, secondo l'ottica e nell'interesse della Germania e dei suoi satelliti, ma mirate alla piena occupazione e al progresso sociale dell'intero popolo dell'Unione europea (vedi Preambolo e art. 3 del TUE).

Infine, il nuovo Governo ha ripristinato il Ministero per il Mezzogiorno, decisione sicuramente molto positiva che riporta sul tavolo l’annosa e dirimente per l’Italia questione meridionale, in parte “sporcata” dall’affidamento del CIPE al nuovo Ministero dello Sport, retto dal renziano Lotti, perché è di tutta evidenza che la chiave di volta per cominciare a risolverla è anche, ma non soltanto, l’entità delle risorse e la qualità del loro utilizzo.[10]


[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


[3] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] EUROSTAT – Deficit/Pil

.................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

Italia........ -1,5...-2,7..-5,3..-4,2...-3,5..-2,9...-2,9…-3,0..-2,6

Francia.....-2,5...-3,2...-7,2..-6,8..-5,1..-4,8...-4,0…-4,0...-3,5

Spagna.....+2,0..-4,4..-11,0..-9.4..-9,6.-10,4..-6,9…-5,9..-5,1

Gran Br.... -3,0..-5,0..-10,7..-9,6..-7,7...-8,3..-5,6…-5,6..-4,4

Germania +0,2..-0,2....-3,2..-4,2..-1,0...-0,1..-0,1...+0,3..+0,7


[5] Ocse: “Più investimenti pubblici per evitare trappola della bassa crescita. Il pil dell’Italia aumenterebbe fino al 2%”

L'organizzazione parigina ha calcolato di quanto salirebbe il prodotto interno dei diversi Paesi se abbandonassero l'austerity e aumentassero la spesa pubblica produttiva dello 0,5% del pil. Nell'Ue sarebbe la Germania a guadagnare più di tutti: +2,5% nel lungo periodo. Roma dovrebbe partire da interventi per la sicurezza anti-sismica, "la promozione di un’economia a basse emissioni" e spese per scuola e famiglie

di F. Q. | 28 novembre 2016


[6] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html  


[7] Referendum costituzionale, il NO vince col 59% contro il 41% del SI’ e riapre i giochi politici


[8] Il premier ribatte a Juncker: “È il ruggito di un debole, l’Italia merita rispetto”

FEDERICO GEREMICCA

16/01/2016

Sia come sia - e vista la decisione di Juncker di rispondere colpo su colpo - la scontro rischia di finire davvero fuori controllo: in un momento, per altro, tra i più difficili nella storia dell’Unione europea. Matteo Renzi, però, non sembra spaventato dalla prospettiva, e dopo l’affondo anti-Juncker prodotto mercoledì da Gianni Pitella a Strasburgo, la mette così, a chi gli chiede cosa accadrà: «Non credo nello scontro. E non credo, soprattutto, che convenga a Juncker. Abbiamo i numeri per far saltare la sua maggioranza», dice. Poi sorride e aggiunge: «Ma siamo saggi, e non lo faremo».


[9] 30.10.2015 DOCUMENTO DI LAVORO sul tema Migliorare il funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del Trattato di Lisbona Commissione per gli affari costituzionali Correlatori: Mercedes Bresso, Elmar Brok

http://www.mercedesbresso.it/wp-content/uploads/2015/11/Bresso-Brok.pdf  

C’è al par. 29 e al par. 45 la conferma di tutto l'armamentario attuale, incluso lo stupido e nefasto fiscal compact.

29. Abbiamo bisogno di ulteriori riforme dell'UEM che la dotino di una governance economica efficace e democratica (per i settori in cui la Commissione può fungere da organo esecutivo e il Parlamento europeo e il Consiglio possono agire in qualità di colegislatori). Qualsiasi ulteriore sviluppo dell'UEM dovrebbe essere basato e sulla normativa in vigore (come il Six pack, il Two pack e l'Unione bancaria) e sulla sua attuazione. Per essere efficace e legittimo, tale governo dovrebbe essere pienamente collocato all'interno del quadro istituzionale dell'Unione (cfr. il punto H di seguito) e dovrebbe rafforzare le sue capacità in sette ambiti (cfr. i punti da A a G):

45. Si dovrebbe garantire la piena attuazione dell'attuale quadro basato sul Six pack e sul Two pack e del semestre europeo. Gli squilibri macroeconomici dovrebbero essere affrontati in modo specifico, e il controllo di lungo periodo sul disavanzo e sui livelli ancora estremamente elevati del debito dovrebbe essere garantito migliorando l'efficienza della spesa, dando la PE569.777v02-00 8/15 DT\1077428IT.doc IT priorità agli investimenti produttivi, offrendo incentivi alle riforme strutturali e tenendo conto delle condizioni del ciclo economico.


C'è una sola menzione dell'art. 3 del TUE e parla di "rafforzare l'economia sociale di mercato", che è una presa in giro, uno specchietto per le allodole, poiché il titolo altisonante è ingannevole e smentito sia dal vero contenuto teorico che dalla realtà (v. Dialogo con Carlo Clericetti sulla solidarietà tra gli Stati dell’UE e sull’economia sociale di mercato  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2848095.html  oppure  

31. Dovrebbe essere individuato e stabilito per legge un numero limitato di ambiti chiave per le riforme strutturali che consentano di incrementare la competitività, la convergenza dell'economia reale e la coesione sociale nell'arco di un periodo di 5 anni, con l'obiettivo di rafforzare l'economia sociale di mercato europea (come previsto dall'articolo 3, paragrafo 3, del TUE).


Non c'è, invece, nessuna menzione dei veri obiettivi contenuti nella missione dell'Unione Europea, sanciti nel Preambolo e nell'art. 3 del TUE: la piena occupazione e il progresso sociale (v. Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html).


[10] Sud, false opinioni, alcuni dati e proposte



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Dialogo sul reddito minimo garantito e l’imposta patrimoniale



Pubblico una vecchia discussione, tratta dal mio archivio, relativa al Reddito minimo garantito ed alle sue coperture finanziarie, tra cui un’imposta patrimoniale sui ricchi, svoltasi in Huffington Post nel 2013, in calce al seguente articolo di Marianna Madia, attuale Ministro della Pubblica Amministrazione:


Parlamentare Partito democratico

Basta con la cassa integrazione in deroga, sì al reddito di inclusione

Pubblicato: 28/11/2013 19:00

Essa ben rappresenta l’inclinazione di fondo irresistibile dei poveri (nel senso di non ricchi): anziché solidarizzare con i loro simili, rispondere ad una sorta di richiamo ancestrale quasi inscritto nei geni e dedicarsi volentieri all’ammuina che favorisce i ricchi. Perfino il Movimento populista M5S, che nella sua prima proposta di legge di un reddito di cittadinanza aveva incluso nelle coperture un’imposta patrimoniale, poi nella seconda stesura della stessa proposta di legge l’ha cancellata.



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"La povertà è cresciuta in tutti i Paesi avanzati." --> no, è cresciuta nei paesi malgestiti in cui il socialismo imperante, di cui lei è espressione, sta soffocando la libera impresa. E' troppo facile smentila, guardi al Canada, alla Germania, alla Svizzera, alla corea del Sud, a Singapore, all'Australia etc etc etc. 

per il resto le solite belle parole. .. . che non tengono conto della fantastica e non trascurabile "partita doppia". Ci dica da dove deriverebbero le risorse per fare quanto ha detto, altrimenti è l'n-simo appello valente quanto l'aria fritta.

Le strade sono 2:
a) La solita via, chiamiamola alla "Paolo Cirino Pomicino" ---> indebitiamoci come dei dannati, ci penseranno più avanti. non credo sia molto praticabile, defaulteremmo nel giro di 15 minuti.
b) Tagliare la spesa pubblica. Se sì ci dica.. cosa?!?!? E' necessario fare delle scelte ben precise, con temi di spesa e relativi risparmi. Se vorrà rispondermi le anticipo che "lotta all'evasione e taglio agli sprechi" non valgono, troppo facile,m troppo generico. ci dica ----> COSA VUOLE TAGLIARE E PER QUALI IMPORTI?

Altrimenti siamo alla solita ARIA FRITTA!


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L'ha scritto - non sai leggere? -, la CIG in deroga. Poi, come in Francia, si potrebbe aggiungere un'imposta patrimoniale sui ricchi.


9 Fans

sì, peccato che la copertura non sarebbe sufficiente, stiamo parlando di due ordini di grandezza assolutamente diversi!
ahh, giusto, tassiamo quei cattivi dei ricchi!
E poi c'è chi critica la mia accusa di "socialismo imperante"!


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1. Ovviamente - ovviamente - la copertura deve essere in equilibrio con la spesa: spesa piccola, copertura piccola; spesa grande, copertura grande.
2. Per una spesa grande, occorre prevedere un mix di misure di copertura.
3. Per ricchi, s'intende il decile o la metà del decile più ricco, vale a dire rispettivamente il 10% o il 5% delle famiglie, che detiene quasi la metà della ricchezza nazionale e si è arricchito con l'attuale, terribile crisi, anche perché i ben 330 mld di manovre correttive varate nella scorsa legislatura per risanare i conti pubblici li han pagati in grandissima parte i NON ricchi. Non lo sapevi?
4. Presumo tu non ne faccia parte, allora perché fai AMMUINA e difendi i ricchi?
5. Una domanda simile, pensa tu, a proposito della guerra, la fece Einstein a Freud, chiedendogli lumi. [*]
[*] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html  oppure 


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Io non capisco tutto questo entusiasmo per:
- una misura della legge di stabilità che ha stanziato pochi milioni a fronte di un fabbisogno di almeno 5-7 mld, per non parlare della proposta M5S che ha fissato la spesa in 19 mld;
- una supposta adesione dei sindacati, che invece sono stati finora tra i principali oppositori del reddito minimo garantito; assieme ai parlamentari di provenienza sindacale, come Cesare Damiano;
- una proposta che probabilmente non avrà mai l'appoggio del centrodestra, perché, per implementarla in maniera efficace e rivolta ad una platea estesa di beneficiari, implicherebbe un'imposta patrimoniale sui ricchi.

PS:
Dossier reddito minimo garantito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html  oppure 


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Si continua a fare una grande confusione tra salario minimo di cittadinanza per garantire a tutti i cittadini che abbiano un reddito inferiore ad un certo minimo previsto per legge un salario mensile per garantire condizioni esistenziali minime indipendentemente dall'età e se lavora o è pensionato, cosa impossibile date le decine di mld che ciò comporterebbe e che rientra in provvedimenti di tipo assistenziale da garantire con la fiscalità generale.
Diverso invece è il salario minimo da erogare ad un lavoratore che perde temporaneamente il lavoro per crisi aziendale o di settore, in attesa di riqualificarsi e trovare un altro lavoro.
Personalmente non sono d'accordo con la tesi di Ichino per cui bisogna pensare al lavoratore invece che a salvare il lavoro, almeno in termini assoluti, in quanto ci sono crisi aziendali che sono dovute a crisi di settore per superamenti tecnologici ed allora quindi può avere rilevanza auspicare la chiusura dell'azienda e riqualificare i lavoratori ma, ci sono tanti casi in cui l'azienda produce prodotti innovativi ma si trova in crisi per motivi finanziari o per caduta della domanda dovuta a crisi generale del sistema e quindi può essere più utile non allontanare definitivamente i lavoratori perché la riqualificazione è comunque costosa ed è perdita di skills e competenze professionali utili per l'economia del paese.
La problematica è complessa ed un'unica soluzione non è auspicabile anche se una riforma degli ammortizzatori e fronteggiare la povertà è necessaria in tempi di crisi


38 Fans

Ecco, appunto, proprio per non fare confusione perché anche tu non adotti i termini (come insegna anche Pietro Ichino):
- reddito minimo garantito, come ammortizzatore sociale selettivo e condizionato (visto che il reddito di cittadinanza sarebbe universale e quindi dal costo proibitivo); e
- salario minimo contrattuale?

Se leggi il mio dossier allegato più sopra, c'è, da parte degli studiosi e dei proponenti (anche la PdL M5S), una pletora di denominazioni, talvolta errate, per definire la stessa cosa. E' un altro esempio della solita ammuina italica.


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Più volte ho discusso con Ichino di quanto sia parziale la sua proposta come ho detto un contratto unico non corrisponde alle esigenze degli imprenditori e dei settori economici, fatta salva la necessità di sfoltire la giungla di tipi di contratto e soprattutto controllare la loro corretta applicazione. Prevedere in ogni caso la scissione tra lavoro e lavoratore è un errore come ho scritto sopra. Anche se funzionassero meglio i centri per l'impiego ed è cosa indispensabile, la cosa necessaria è l'esistenza di una politica industriale da parte del Governo per far riparire l'economia ed orientare la riqualificazione dei lavoratori attraverso l'organizzazione di corsi mirati ai settori che si vogliono valorizzare e sviluppare.
Invece sia Renzi che Ichino non prevedono l'intervento del Governo nell'economia, perché la loro impostazione in campo di politica economica è di stampo liberista e l'unica cosa che sanno dire per bocca del finanziere Serra è che bisogna smantellare la Spesa pubblica: in un paese che spende per i servizi sociali (scuola, trasporti, sanità, ricerca ecc.) in media procapite meno che tutti i paesi europei


38 Fans

Sei andata fuori tema rispetto alla mia risposta, che poneva esclusivamente (anche nel riferimento ad Ichino, che in una sua newsletter fece un'analoga puntualizzazione lessicale) una questione terminologica. Rileggila più attentamente.


20 Fans

Ho letto con attenzione la sua rassegna di post sull'argomento, forse manca un interessante articolo di Laura Pennacchi di qualche giorno fa sull'Unità, ho già detto che il problema è complesso e che sono da supportare ambedue gli aspetti cioè quello della povertà in cui si includono anche i pensionati al minimo e la riforma degli ammortizzatori sociali per il sostegno alla disoccupazione giovanile e dei 50enni che lo perdono, mi sono soffermata su quest'ultima tematica.
La sua è la stessa risposta che ho ottenuto da Ichino, la questione della politica economica non mi riguarda ma, lo volete capire che se non si creano le condizioni per aumentare i posti di lavoro non ci sarà assistenza sociale che basterà mai....


38 Fans

Laura Pennacchi c'è nel dossier.
Sei tu - rileggi - che hai posto la questione terminologica.
Affermazione invero strampalata: da dove hai desunto che la politica economica "non mi riguarda"? Ed oso pensare che anche ad Ichino (col quale dissento su molte cose) interessi.


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I ggiovani del piddì tutti grillini diventano! Ma smettetela che fate solo ridere.


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Ti sbagli, il reddito minimo garantito (leggi il mio dossier più sopra) è una proposta del Csx già attuata in passato.


5 Fans

Hahahah... Bella questa! Indovini un po'? Lo sa che il CSx aveva pure presentato una "legge sul conflitto di interessi di livello europeo"? E cosa è successo? Un bel NIENTE! Aveva anche detto che era "improrogabile la riforma dell'attuale legge elettorale" e cosa è successo? Di nuovo un bel NIENTE! Ormai il PD non mi frega più, sono solo "chiacchiere e distintivo"! E povero Lei che ancora gli crede.


38 Fans

Io sono miscredente, figuriamoci se credo nel PD. Leggi il dossier.


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"Come noto solo l'Italia e la Grecia sono i due Paesi del nucleo storico della UE a non prevedere forme di reddito minimo o di basic income."
La Germania è uscita dalla Ue? Non me ne ero accorto ...


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Perché, in Germania non c'è il reddito minimo garantito?


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No, non c'è. Ed è infatti una delle "grandi questioni" in ballo in questi giorni per la Grosse Koalition. I socialdemocratici lo vogliono (8,5 €/ora), CDU e CSU no, ma a quanto pare dovranno mollare, perché qualche compromesso dovranno pur farlo.
Tanto più che non si capisce da quando dovrebbe entrare in vigore. Di certo NON nel 2014. Pare nel 2015. Ci sono poi infinite polemiche sull'aggiornamento all'indice di inflazione.
http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/11/85-lora-meno-linflazione.html
Inoltre, non so se lo sai (sapete), in Germania non esiste neanche il servizio sanitario pubblico. Ci sono solo le assicurazioni private. In compenso, è obbligatorio essere assicurati.
Ma queste cose non si devono dire. Sulla Germania si devono solo recitare le giaculatorie di luoghi comuni che vanno per la maggiore. Come ad esempio quella che non ci sarebbe il nero, che i tedeschi sono alti, biondi, ariani, e non sporcano le strade.
Già, perché nella Germania c'è anche il nero, e anche la corruzione.
Ma anche di questo, meglio non parlare.


38 Fans

Ti sbagli, sei disinformato e ti stai confondendo anche tu col salario minimo obbligatorio contrattuale (v. la mia risposta più sopra a Silvia Sighieri).
I dati dell'RMG in UE li avrò scritti in HP già una decina di volte (anche nel dossier allegato più sopra ci sono). Da ultimo qui:
Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797058.html  oppure 

“2. Nel merito, su alcuni punti:
a) poiché è buona norma partire dal confronto internazionale (benchmarking), tutti i Paesi hanno l'RMG, tranne Italia, Grecia e Ungheria; riporto gli ammontari di Reddito minimo garantito in alcuni Paesi UE27:
Tabella 3.6 Ammontare del contributo erogato alla singola persona (€) in alcuni paesi europei.
Contributo per persona (€)
Paese............2011
Germania…...364
Francia ….….475
Spagna …..…412,7
Gran Br…..…742
Danimarca .1.389
Alcune misure sono, inoltre, integrabili con altre. […]
“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale” 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf”.

link sostituito da:

http://impiego.formez.it/sites/all/files/Rapporto2011_2012.pdf 
I mini job tedeschi di 400 € mensili sono compatibili sia col reddito minimo garantito, sia col sussidio all’affitto, sia con altre provvidenze, anche sanitarie.


8 Fans

Hai ragione, hai detto reddito e io ho letto "salario". Il reddito minimo garantito però non c'è nemmeno in Francia, se per questo, dove invece c'è il salario minimo. A meno di non voler contrabbandare per tale ogni forma di assistenza (come le integrazioni salariali ai minijobber da parte dei Lander, che Handelsblatt dice non vengono conteggiate del deficit pubblico, e l'esenzione dal premio assicurativo sanitario PRIVATO della Germania, diciamolo esplicitamente che in Germania non c'è la sanità pubblica).
In Francia il trattamento di disoccupazione (che garantisce un reddito) dura al massimo tre anni, poi stop. E anche meno, se non accetti determinate offerte di lavoro. E a proposito delle forme di reddito garantito, ristudiatevi la storia di Speenhamland. Fatto con le migliori intenzioni, ha provocato più miseria perché ha favorito il dumping salariale. Ti dice qualcosa questo a proposito della Germania?
E' il salario minimo ad essere importante, non il reddito minimo.
Questo non significa che si debba lasciare la gente morire di fame, ovviamente. Significa solo che prima si deve fare il salario minimo, e POI l'assistenza.
Questa enfasi sul reddito di cittadinanza, SENZA dire mezza parola sul salario minimo, è completamente sbagliata.


38 Fans

Insisti? Ti sei sbagliato tu. L’RMG c’è sia in Germania che in Francia (e in tutti gli altri Paesi UE, tranne Italia, Grecia e Ungheria). Ovviamente, essendo un RMG, è sottoposto a condizioni.
L’assistenza sanitaria in Germania è sia pubblica che privata. Come in Italia, con la differenza che quella pubblica viene pagata al 50% dal datore di lavoro ed al 50% dal lavoratore. Per i disoccupati è gratuita.
“L’assistenza sanitaria in Germania”
20 febbraio 2013
http://totentanz.wordpress.com/2013/02/20/lassistenza-sanitaria-in-germania/


8 Fans

Che mi sia sbagliato io l'ho già detto: ho letto salario invece di reddito. Adesso, come diceva Giulietta, "una rosa, anche se smettessimo di chiamarla rosa, non per questo cesserebbe di odorare di rosa". Il Reddito Minimo Garantito è un provvedimento *assistenziale*, il salario minimo no. E dato che lo "RMG" che è condizionale, e in alcune condizioni non si applica, vuol dire che questo minimo "garantito" è zero. Ma naturalmente, secondo l'usanza tipica italiana, paese in cui il ventennio fascista non è mai passata, si violenta il lessico e la grammatica a scopi propagandistici. Come si fa ad esempio quando si dice che in Italia esiste una No-Tax-Area: non esiste, invece. Esiste un regime di detrazioni, che è un'altra cosa.
Quanto alla Germania, devi avere evidentemente problemi di comprensione del testo. Quello che hai postato tu dice esattamente quel che dico io (e che mi hanno raccontato numerosi amici tedeschi): in Germania non c'è nessuna sanità pubblica, c'è un regime *assicurativo*, come si dice nel tuo link. Sono due cose diverse. Il fatto che esistano delle assicurazioni pubbliche non cambia il dato. Assicurazioni restano. Poi se vogliamo giocare con le parole ...


38 Fans

Re-insisti?
1. Ti sei sbagliato 2 volte: a leggere me e, prima, a leggere l’accordo CDU-CSU-SPD, che non riguarda l’RMG, come erroneamente affermavi, ma il salario orario minimo obbligatorio.
2. Sei tu che non 'capisci' il testo chiarissimo relativo al sistema sanitario della Germania. Colà esiste una sanità sia pubblica che privata, esattamente come in Italia (e, presumo, in quasi tutti gli altri Paesi UE). La differenza con l’Italia è che da noi la sanità pubblica, al netto dei ticket, è gratuita (la pagano per il 40% le imprese con l’IRAP), in Germania è coperta da un’assicurazione obbligatoria individuale, pagata metà e metà dalle imprese e dai lavoratori; per i disoccupati è completamente gratuita.
3. Continui a dire 2 cose ovvie che nessuno contesta: a) l’RMG è assistenziale e b) è condizionale: soddisfatte le condizioni è obbligatorio.


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Elena: non facciamo come con la riforma del catasto. Dicono che ci vogliono 5 anni per farla ma lo dicono da 30 anni. Deduzione: se avessero cominciato 30 anni fa l'avrebbero fatta 6 volte ma se non si comincia mai, mai si finisce. All'estero ognuno ha il suo sistema ma se fanno qualcosa in tutti i paesi tranne che Italia e Grecia allora vuol dire che siamo in torto noi. Io mi sono informato molto e letto le varie proposte in giro circa il reddito di cittadinanza o minimo garantito o salario minimo ( dipende, ce ne sono tante di idee e denominazioni ) e secondo me farla come propone il M5s è la cosa migliore perché veloce e neanche tanto costosa. Certo non è gratis e i soldi vanno presi, come dicevo prima, dagli sprechi oltre che dalla lotta all'evasione. Poi è logico che tutto è perfettibile ma l'importante è iniziare a fare qualcosa che consenta a chi si trova in reale difficoltà oggi di poter almeno disporre di un minimo di dignità oggi, non domani. Tanti ne avrebbero bisogno "ieri". Abbiamo circa 6 milioni di "inoccupati": non aspettiamo che diventino di più. Dare un minimo sostegno economico vuol dire anche rimettere in circolo denaro e quindi rilanciare i consumi almeno nei settori indispensabili alla vita delle persone. A pioggia: più consumi = più benessere = ritorno positivo per tutti.
Ma bisogna iniziare a far qualcosa perché ad aspettare si muore.


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Segnalo:
1. l'RMG è previsto in tutti i Paesi UE tranne Italia, Grecia e Ungheria;
2. altro che poco: la proposta di legge M5S costa 19 mld;
3, il salario minimo obbligatorio non c'entra nulla col reddito minimo obbligatorio;
4. per gli sprechi e la lotta all'evasione, è più facile a dirsi che a farsi;
5. sono necessarie, quindi, altre misure tra cui, come prevede anche la PdL M5S, un'imposta patrimoniale.


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Approvo in linea di principio, bisogna poi valutare la cosa da un punto di vista finanziario. Oggi, stante il numero dei disoccupati-aventi potenziali diritto, possiamo misurare a quanto deve corrispondere (%) il prelievo sulle pensioni d'oro per bilanciare esattamente le nuove uscite del welfare per il reddito minimo. Possiamo perciò imporre l'aliquota del prelievo sulle pensioni di conseguenza. Ma cosa succede se, domani, i disoccupati aumentano? Si alza di nuovo l'aliquota del prelievo? Non c'è capienza altrimenti. Per non dover stare sempre ad interrogarsi sulla sostenibilità di questa spesa aggiuntiva, in cui si concretizzerebbe il reddito minimo sociale, bisognerebbe -a mio parere- offrirle una copertura supplementare, dalla riduzione delle risorse adesso impegnate per finanziarie altri ammortizzatori, come appunto la Cig.


38 Fans

Succede che l'RMG non può essere finanziato soltanto da un prelievo sulle cosiddette pensioni d'oro.
Le pensioni > 8.000 € lordi sono 109.000 e valgono 13 mld al lordo delle imposte, quindi al netto molto meno; anche se 90 mila € lordi, limite minimo per fare scattare il contributo, fanno circa 7 mila € lordi al mese.
Occorre quindi un mix di coperture che includa un'imposta patrimoniale redistributiva sul decile più ricco, che si è arricchito ulteriormente con la crisi (come è previsto nella PdL di M5S che fissa la spesa massima in 19 mld ed un prelievo progressivo sulla ricchezza maggiore di 1,5 mln).


4 Fans

Oggi i disoccupati in Italia sono circa 3,5 mln. Se il reddito minimo consistesse in un assegno di 800 euro lordi mensili, l'uscita complessiva equivalente per le casse statali sarebbe di circa 33 mld all'anno, non i 13 mld preventivati dai 5 stelle. Ma pur astraendo da questa obiezione, cosa succederebbe se domani i disoccupati fossero 5 mln (ossia 1,5 mln in più) come in Grecia? La spesa equivalente sarebbe allora di 48 mld all'anno. Come li finanzi? Posto che una patrimoniale, calcolata secondo i giusti parametri, garantisca una copertura per l'assegno a 3,5 mln di persone, a fronte di un aumento sensibile dei disoccupati, bisognerebbe reimpostarne l'aliquota. Altra obiezione: una patrimoniale ha senso una tantum: non puoi conservarla in eterno, soprattutto in fase recessiva del reddito. La recessione del reddito significa che il Paese non genera ricchezza addizionale da un anno all'altro e che, anzi, la ricchezza diminuisce; ciò importa che, da un anno al successivo, ferma restando l'aliquota lorda dell'imposta patrimoniale, il gettito calerebbe; e non solo: chi possiede un ricco patrimonio, potrebbe pensar bene di liquidarlo, per smettere di sopportarne i costi di mantenimento, già altissimi per le spese di manutenzione degli immobili e altre imposte. Aggiungo pure un'altra considerazione: se mi tassi gli immobili, disincentivi le compravendite, e l'edilizia è un settore già molto mortificato. Le imposte ipotecarie e catastali gravanti sulle compravendite immobiliari valgono 20 volte l'Imu. Per le casse statali, non è meglio allora stimolare le compravendite, invece che scoraggiarle con un'imposizione così aggressiva?


38 Fans

a) M5S ha fissato in 19 mld la spesa massima. Chi è fuori è fuori.

b) Appunto. Ripeto: ci vuole un mix di coperture, il contributo sulle pensioni non basta. E l’RMG (NON Reddito di cittadinanza) deve essere sottoposto a condizioni, che screma la platea dei beneficiari.
Tu invece fai delle ipotesi (perché 800€ e non 400? E perché 3,5 milioni di disoccupati?) e poi ne trai le ovvie conseguenze. Ma, obietto, al limite, va considerato non il numero dei disoccupati, bensì quello degli inattivi, che sono circa 14 milioni. Elaborai un’analisi critica alla proposta originaria di M5S di un Reddito di cittadinanza di 1.000€ a tutti, che dava un fabbisogno di 168 mld l’anno.
Per la classificazione di "disoccupato" e "inattivo", v. la mia risposta all'on. Damiano riportata nel mio Dossier sul RMG linkato più sopra.

c) Sugli immobili non sono d'accordo, mentre sui ricchi osservo: sono il 10% o il 5% delle famiglie che hanno una ricchezza netta rispettivamente di 4.000 mld € e di oltre 2.000 mld €; si sono arricchiti con la crisi; hanno pagato pochissimo per il risanamento mastodontico dei conti pubblici (330 mld) scaricato sulle spalle degli altri; tu presumo non ne faccia parte e perciò dovresti evitare di fare AMMUINA e difenderli; e last but not least occorre redistribuire il reddito dai ricchi, a bassa propensione al consumo, ai poveri, ad alta propensione al consumo, per sviluppare la domanda, i consumi e l'occupazione.


4 Fans

Che vuol dire "chi è fuori è fuori"? Se 19 mld non bastano a garantire l'assegno a tutti quanti ne abbiano i requisiti, che si fa? Chi resta senza?
Sull'ammontare dell'assegno, ho fatto un'ipotesi di 800 euro lordi, che netti sarebbero poco più di 500, vorresti che fossero ancora meno?
Sul discorso patrimoniale, va usato un criterio di efficacia, piuttosto che di giustizia sociale, per centrare la prospettiva giusta. Se, causa l'aggravio fiscale a carico dei proprietari, un patrimonio non produce il rendimento atteso, quelli sono indotti a liquidarne una parte, oppure a non incrementarlo (con l'effetto di una contrazione ulteriore delle compravendite). In secondo luogo: imposte rilevanti sulle case scoraggiano da acquistarle, con gravi conseguenze ai danni di un settore, l'edilizia, già fortemente provato.
L'ultima obiezione che sollevo riguarda la presunta efficienza dello spostamento della ricchezza dai ricchi ai poveri. E' possibile che il grado di concentrazione della ricchezza attuale, oltre che iniquo, non sostenga la domanda. Tuttavia non farei valutazioni a partire dal confronto delle propensioni al consumo tra ricchi e poveri: i secondi tendono ad eguagliare quasi completamente il loro reddito ai consumi, vero, ma consumano beni primari, a basso valore aggiunto. I ricchi invece acquistano barche, automobili, immobili, preziosi, arredi di lusso, vacanze: è la domanda per questi beni che spinge su la nostra economia, che è campione di queste produzioni, perciò, piuttosto che omogeneizzare verso il basso, la politica dovrebbe creare le condizioni affinché un numero crescente di famiglie acceda a classi elevate di reddito.


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1) Sulla PdL di M5S, ho già scritto, per non ripetermi allego:
Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797058.html  oppure 

Da esso, puoi ricavare: a) l’art. 20 fissa il limite di spesa massima in 19 mld; b) va presentata una domanda; c) ad esaurimento dei fondi per forza si è fuori (come succede in tante altre leggi); d) io propongo 400 €: l’RMG in UE in media non supera i 500€, ma esso viene integrato dal sussidio all’affitto o da una casa popolare: è l’affitto sociale che rende congruo un reddito anche minimo e persino uno di 800€.

2) Efficacia, giustizia sociale, edilizia, bla bla bla... Per evitare che l’Italia vada a fondo, occorrono misure ‘rivoluzionarie’, cioè occorre immettere nel circuito economico almeno 150-200 mld. Gli unici che ora hanno i soldi – dopo manovre correttive inique per 330 mld pagate in grandissima parte dai non ricchi, con i drammatici effetti recessivi che vediamo - sono i ricchi (il decile o la metà del decile più ricco delle famiglie), come propongono anche alcuni borghesi illuminati (ma purtroppo privilegiando le privatizzazioni), cfr. Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html  oppure  

3) Come ho detto più sotto a Kirk79, presumo tu non ne faccia parte, allora perché fai AMMUINA e difendi i ricchi? Una domanda simile, pensa tu, a proposito della guerra, la fece Einstein a Freud, chiedendogli lumi. [*]
[*] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html  oppure 


4 Fans

Non sono ricco, e sei tu che, tacciandomi per tale, poni la questione su un piano ideologico: ricchi contro poveri. Il patrimonio è una grandezza stock, il reddito che lo alimenta è un flusso. Perciò se il Fisco esegue prelievi costanti sul patrimonio, mentre il reddito è in recessione, il patrimonio è gradualmente smantellato. E' un danno grave, perché un soggetto che voglia investire in attività reali, con cosa garantisce l'affidamento da una banca? Il patrimonio della nazione (pubblico e privato) è il suo capitale fisso: se si liquida per finanziare spese correnti (come il reddito di cittadinanza), mentre poco lo alimenta, si depaupera la nazione nel complesso. La ricchezza è come un lago che alimenta un acquedotto. Se le piogge sono scarse, ma si prelevano volumi crescenti di acqua, nel tempo il lago si prosciuga. Perciò penso sia meglio concentrarsi sulla sviluppo anziché architettare nuove uscite del Welfare, che senza crescita, avranno sempre un problema di copertura. Se l'economia non tira, il gettito cala. Osservavo altrove che paghiamo già fior di redditi di cittadinanza: 17000 dipendenti della Regione Sicilia (di cui l'11% dirigenti), 25000 forestali, sempre in Sicilia, e 11000 in Calabria, 62000 dipendenti del Comune di Roma (municipalizzate escluse), solo per citare i casi più eclatanti, ma c'è pure un fiume di gente che lavora in migliaia di enti inutili. http://www.corrierenazionale.it/home/politica/2012/08/08/news/70221-In-Italia-oltre-3mila-enti-inutili-r-n
Si può anche accettare che ai ricchi siano chiesti sacrifici, purché sostenibili, e non beffati da una politica di sprechi e ciecamente assistenzialista, che educa al parassitismo.


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Non leggi attentamente ciò che scrive il tuo interlocutore e ripeti come un mantra la difesa dei ricchi. Chissà perché? si chiederebbe Einstein, ed io con lui.
1. Da dove hai desunto ch'io ti abbia tacciato (sic!) di ricco? Ho scritto il contrario.
2. Da dove hai desunto ch’io voglia contrapporre i poveri e i ricchi? Ho scritto che finora, su ben 330 mld, [1] hanno iniquamente pagato i non ricchi, quindi mi pare equo che paghino ora i ricchi come avrò scritto già decine di volte a partire dal DL 78/2010.
3. Da dove hai desunto che il reddito dei ricchi sia calato? A me risulta il contrario.
4. Lo vedi che non leggi ciò che scrivono gli altri? Se tu ti fossi preso la briga di leggere la mia risposta a Damiano, avresti visto che io critico la politica dei figli e figliastri; ed aggiungo che in altri post, ad es. [2], ho propugnato la riduzione dei dipendenti pubblici (operando sul turn over), per co-finanziare il reddito minimo garantito.
5) E arrivare a scrivere come fai tu “Si può anche accettare che ai ricchi siano chiesti sacrifici” ponendo per giunta come condizione l’eliminazione degli sprechi e dei parassitismi, in un Paese come il nostro in cui milioni di ricchi vivono sulla rendita immobiliare e finanziaria parassitaria e sull’evasione fiscale, la dice lunga sul tuo strabismo, il tuo doppio standard e la tua sindrome di Stoccolma: roba da incuriosire perfino Einstein e Freud.

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  

[2] I figli ‘pubblici’ ed i figliastri ‘privati’


Purtroppo, qui non ho salvato la risposta di Rondo_Shockmaster


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Mi spiace, francamente non mi sembra tu abbia la competenza tecnica per disquisire di economia con cognizione di causa, poiché inclini irresistibilmente a fare calcoli strampalati, tenendo in non cale sia i dati ufficiali, facilmente reperibili, sia ciò che scrive il tuo interlocutore: E sei persino ineducato nel glissare sistematicamente sulle contestazioni puntuali alle tue affermazioni strampalate e ripetere all'infinito le stesse cose. Anche ora:
1. La tua è una negazione freudiana. Fai proprio AMMUINA, l'ammuina che favorisce i ricchi.
2. E' affatto strampalato ipotizzare un'aliquota del 20% di imposta ordinaria sul patrimonio: tra tutte le proposte sul tavolo, l'aliquota massima prevista è quella del 3% di M5S, ma partendo dallo 0,5% sulla ricchezza maggiore di 1,5 mln.
3. E' affatto strampalato continuare a dire che l'aumento sensibile dei disoccupati (ancor più di adesso?) costringerebbe ad un prelievo patrimoniale crescente, quando ho scritto fin dall'inizio di un mix di misure e che l'imposta patrimoniale è solo una delle varie coperture.
4. E' affatto strampalato basare i tuoi ragionamenti sull'andamento della ricchezza su dati falsi, smentiti dalla Banca d'Italia o altri soggetti attendibili.
5. E' affatto strampalato inserire gli imprenditori piccoli e medi suicidatisi nel decile o metà del decile più ricco.
6. E' affatto strampalato e tignoso attribuire a me (con una evidente proiezione) "una puerile interpretazione della stratificazione sociale ricchi e poveri", quando anche un bambino saprebbe inferire dalla mia plurima citazione del decile più ricco che esistono altri 9 (nove) decili in cui si articola la ricchezza.
(continua)


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(segue)
7. Ah, finalmente, ecco spiegato l'arcano, la lingua batte dove il dente duole, sei anche tu uno dei milioni di Italiani egoisti e con scarso senso civico che aborrono l’IMU. L'IMU è un'imposta sacrosanta che esiste in tutta l'Europa, in cui la tassazione della casa è maggiore che in Italia, dove l'IMU media sulla prima casa è ascesa all'astronomica cifra di 225€ e l'85% dei contribuenti ha pagato meno di 400€. [*]
Conclusione. Lascia perdere l'economia, non è pane per i tuoi denti, ed approfondisci invece, dopo aver letto un centinaio di volte il breve scambio epistolare tra Einstein e Freud allegato prima, le motivazioni profonde della tua irrazionale, ostinata, irresistibile identificazione nei ricchi, segnatamente nell'egoismo che li contraddistingue. L'AMMUINA è solo una cortina fumogena.
[*] 12 (e più) motivi contro l'abolizione dell'IMU sulla prima casa, nessuno a favore


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Quello a corto di competenze economiche è lei. Se le mostrassi il mio curriculum, resterebbe imbarazzato, ma queste cose da "lei non sa chi sono io" le lascio al provincialismo altrui. 20% era solo un esempio per semplificare: quello che volevo banalmente spiegare è che, indipendentemente dall'aliquota (4, 5 o 20), se la ricchezza nazionale non cresce, mentre la spesa sociale aumenta, problemi di copertura finanziaria di quest'ultima c'è rischio si ripresentino. In secondo luogo, quando confronta l'Italia con altri Paesi occorrono i distinguo: in Germania, per esempio, esiste un'imposta federale fondiaria (equiparabile all'IMU), ma non esistono tasse patrimoniali sugli immobili. Esiste, piuttosto, un'imposta sul reddito da locazione, ad aliquota marginale. In Inghilterra, la tassa sulla casa ha diversa natura: tutti i suoli sono di proprietà della Corona, perciò i proprietari dei fabbricati pagano una tassa che vale una specie di canone e che ha comunque un'aliquota bassa: tra lo 0,5 e l'1,3%, senza coefficienti di rivalutazione. Anche in Inghilterra non c'è patrimoniale sulla casa.
Lei è in contraddizione: esclude dai ricchi la piccola borghesia commerciale e imprenditoriale, però difende l'Imu, che la colpisce. Altra contraddizione in cui lei cade: quando deve giustificare l'IMU, cita altri Paesi dove gli immobili sono tassati; quando invece sostiene la bontà di un'imposta sui patrimoni, allora il paragone con gli altri non le giova e non lo fa. In Inghilterra e Germania le risulta esistano patrimoniali? Lei è uno che gioca al cherry picking, e ripropone sempre le stesse solfe proprio per pochezza intellettuale.


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Bla bla bla… Sei un genio incompreso, ma con una logica stortignaccola. Nella mia ipotesi, l’imposta patrimoniale sul decile più ricco non è sostitutiva ma aggiuntiva dell’IMU.
Ah ah ah, 1,3% è bassa? Più del doppio che in Italia. E che bisogno c’è di rivalutare? In GB non è come in Italia, dove – lo sanno pure i bambini - i valori catastali sono 1/3 di quelli di mercato; sei proprio incorreggibile. (Qualche mese fa, criticando l'abolizione dell'IMU sulla prima casa, un Italiano che viveva in GB scrisse che persino quelli che abitano in barca sul Tamigi pagano l’imposta comunale sugli immobili).
Oltre a fare ipotesi e calcoli strampalati, te l’ho detto, dai anche dati falsi: in UE, ad eccezione della Germania, la Gran Bretagna ha un’alta tassazione patrimoniale, doppia di quella italiana, ed i principali Paesi tassano il patrimonio di più che in Italia (abbiamo recuperato in parte con l’IMU).
Stessa solfa? Ah ahah… Ti ho punto nel vivo, eh? Se ti rileggi, forse – forse - ti accorgi che hai scritto per 6 volte sempre le stesse cose strampalate, altro che curriculum...
Lascia perdere l’economia, ricomincia a studiare daccapo, non tralasciando – mi raccomando - la logica ed un approfondimento del principio di realtà…

LA TASSAZIONE SUL PATRIMONIO IN ITALIA E IN EUROPA
4 gennaio 2013
http://www.economy2050.it/tassazione-patrimonio-italia-europa/

COMMENTO ALL’ARTICOLO DI MARIANNA MADIA


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Lei è come la televisione secondo enzensberger: trasmette il nulla -citato da Nanni Moretti- Basta leggere i suoi numeri su quanti sono i poveri in Italia, tante belle parole, e poi, scritto pure in neretto, 900 milioni. 900 milioni? Cioè 100 euro ciascuno per i 9 milioni di poveri stimati da Lei. E che ci fanno con 100 euro l'anno? L'unica cosa serie che dovreste fare è il sussidio di disoccupazione, pagato con qualche bella patrimoniale e il taglio di spese inutili, a partire da quelle faraoniche come TAV e F35. Il resto sono chiacchiere


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Va benissimo la patrimoniale, che darebbe dai 6 mld l'anno (cfr. proposta 2011 delle associazioni degli imprenditori) ai 18 (proposta CGIL), ma lascia perdere la TAV: è una perdita di tempo, sia perché una posta d'investimento, peraltro diluita su più anni, non può finanziare spesa corrente, sia perché i 15 mld complessivi della TAV (che serve per i prossimi secoli) finanzierebbero un anno o al massimo 2 di RMG, sia - soprattutto - perché è stata appena confermata la decisione Italia-Francia di realizzarla.


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Lei mi dovrebbe spiegare con quale morale io mi debba convincere che è giusto che lo stato prelevi dalle mie tasche soldi sudati e guadagnati col duro lavoro per dare uno stipendio a chi NON lavora.


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Non fare AMMUINA.
La stessa morale che ha fatto sì che in tutti i Paesi UE (tranne Italia, Grecia e Ungheria) esista l'RMG.
Non t'allargare troppo, i soldi saranno presi ai ricchi.



Post collegato


Analisi quali-quantitativa/14/Imposta Patrimoniale (dossier)



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Referendum costituzionale, il NO vince col 59% contro il 41% del SI’ e riapre i giochi politici


  

Dalle elezioni europee[1] non voto più PD. Io ho sostenuto il NO nel Referendum,[2] non solo per difendere la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza dalle grinfie dei miliardari, dei ricchi, dei media controllati dai predetti, dei conservatori potenti alla Juncker, dei reazionari potenti alla Schaeuble, nonché dei loro milioni di UTILI IDIOTI, come Renzi; ma anche per cacciare il contaballe seriale sleale e traditore del mandato elettorale Renzi, per sostituirlo con uno di sinistra riformista del PD (inclusi gli ex), tenendo conto del voto e del programma del 2013 (della sinistra riformista, fanno parte o facevano parte, ad esempio, Pier Luigi Bersani, Enrico Rossi, Alfredo D'Attorre).

Rammento un fatto che sembra essere dimenticato da quasi tutti: tutti i parlamentari del PD (maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato), inclusi i renziani, alcuni dei quali inseriti addirittura nel listino bloccato di Bersani (Bonafè, Boschi, Bonifazi e Lotti),[3] sono stati eletti con Bersani segretario e candidato informale a PdC, in coalizione con SEL, PSI e Centro Democratico, col programma di Csx “Italia bene comune”. Renzi non era neppure candidato. 

Ora Renzi ha perso e si dimette; Napolitano, che rifiutò il mandato pieno a Bersani, non c'è più; nulla impedisce di rispettare il mandato elettorale, anzi sarebbe doveroso. 

Bersani rifiutò, per coerenza, l'alleanza col pregiudicato Berlusconi, non c'era ancora NCD, quindi anche nel Cdx il quadro è mutato. 

La non disponibilità di M5S era obbligata, determinata dal divieto statutario di allearsi con chicchessia; Grillo era eterodiretto da Casaleggio - contrario a qualunque alleanza -, che ora è morto; nulla dovrebbe impedire, tranne lo statuto, di mutare la strategia.

Premesso questo, dunque si riaprono i giochi, che possono sfociare in uno dei seguenti esiti (i nomi sono meramente indicativi): 

1. Nuovo PdC del PD diverso da Renzi che tenga anche conto dell'esito del referendum, stessa alleanza PD-NCD fino alla fine della legislatura. 

2. Nuovo PdC del PD diverso da Renzi (ad esempio, Enrico Rossi o D'Attorre, che ha espresso recentemente una critica ragionata severa verso gli squilibri strutturali dell'Euro[4]) e alleanza con M5S. 

3. Governo tecnico per approvare la legge elettorale ed elezioni politiche nel 2017.


Elemento importante da considerare è se Renzi rimane segretario del PD,[5] partito che conserva la maggioranza parlamentare. Io mi auguro che si dimetta anche da segretario.

Altro elemento da valutare è che M5S dovrebbe cercare un leader, anche esterno, un poco meglio del buffone ignorante Grillo. E, se non lo hanno ancora fatto, provvedere urgentemente a modificare il loro statuto, che vieta alleanze.

La politica è un mestiere nobile e difficile, bisogna esserci portati. E fare il PdC è come la Formula1, alla portata di pochissimi, capaci anche di fare una buona squadra.

I politici mediocri - vedete Berlusconi o Renzi - si scelgono immancabilmente collaboratori mediocri. La situazione dell'Italia è ancora difficile, non ce lo possiamo permettere.

In un’ipotesi ideale, essendo il galantuomo Bersani usurato, io tifo, come prima scelta, per Alfredo D’Attorre, anche per la sua consapevolezza della necessità di ridefinire i vincoli europei;[6] in subordine, in un’ipotesi più concreta, per Enrico Rossi.


[1] Analisi quali-quantitative/29 - Elezioni Europee 2014


[2] Referendum, vince il No con il 59%. Sì al 41%. Renzi si dimette. Affluenza al 68%

Domenica 4 Dicembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2016 07:41


[3] VERSO LE URNE. Liste Pd, Bersani fa la parte del leone

Roberta D'Angelo sabato 5 gennaio 2013


[4] Noi di sinistra dobbiamo chiedere scusa per l’euro

Alfredo D'Attorre

Il Fatto Quotidiano 26.10.'16


[5] PD, metamorfosi incipiente di un partito


[6] Unione Europea: rischio di disintegrazione, ma va salvata su nuove basi



Articoli collegati:


Risultati Referendum Costituzionale 2016

Riepilogo (Italia + estero)

Abitanti / Elettori: 65.138.790 / 50.773.284

63.169 sezioni su 63.169 (100%)

Ultimo aggiornamento: 05 dicembre 2016 ore 07:26

Sì 40,9%

13.432.208 voti

No 59,1%

19.419.507 voti


Schede bianche: 83.417

Schede nulle: 209.025

Schede contestate: 1.761

Affluenza: 65,5%

(a chiusura delle operazioni)


Analisi del voto
http://www.lastampa.it/2016/12/06/italia/speciali/referendum-2016/fuga-dai-partiti-i-pi-leali-sono-gli-elettori-ms-oCjo487rh17LysCUISmQAO/pagina.html 


**********

 
http://vincesko.blogspot.com/2016/12/referendum-costituzionale-il-no-vince.html  


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1/17/2017 1:20:45 PM
magnagrecia in Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido
"Lo aspetto con interesse.Grazie del commento."
1/17/2017 10:52:54 AM
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Tommaso in M5S, dilettanti allo sbaraglio
"é arrivato Mosca .. ma vada via i ciap, ti e quella fogna del Pd"
7/29/2016 12:55:41 PM
magnagrecia in Lo spinello libero è una scelta comparativamente più razionale
"Papà rompicoglioni, eh? Grazie del commento."
7/29/2016 12:32:04 PM
Silver Silvan in Lo spinello libero è una scelta comparativamente più razionale
"Ma bene. Tra abbiocco post-prandiale, siesta da caldo e rintronamento da spinelli già me li vedo, ..."


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