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Se vince Renzi...

18 ottobre 2012
Il clima caldo fa bene ai democrat. Le primarie spingono i sondaggi
Renzi porta l’attacco diretto a Bersani: «Sulle regole mi ha deluso». Il Pd alla soglia del 30 per cento
Rudy Francesco Calvo
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137846/il_clima_caldo_fa_bene_ai_democrat_le_primarie_spingono_i_sondaggi
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=137846


Che ottimismo e buoni propositi, nei commenti... Io, personalmente, rimarrò,  perché ritengo una sciocchezza abbandonare il PD, per una serie di ragioni:
1) anche se - per l'apporto di voti estranei provenienti dal centrodestra o dall'astensione - alle elezioni primarie vince Renzi, i rapporti di forza all'interno del PD rimarranno gli stessi di adesso, almeno fino al prossimo congresso;
2) i voti alle primarie difficilmente si replicheranno nelle stesse proporzioni alle elezioni politiche;
3) la composizione parlamentare del PD, quindi, non ne sarà stravolta in senso liberista o paraliberista (ma per diversi aspetti esiste una sostanziale consonanza sugli obiettivi, differiscono in parte i mezzi per raggiungerli);
4) dunque, il programma del PD avrà in ogni caso una forte influenza della sua componente socialdemocratica;
5) a maggior ragione il programma di governo del centrosinistra, che sarà condizionato dagli altri partiti che ne faranno parte: SEL, PSI, probabilmente IDV e API e forse Radicali Italiani (questi ultimi due inclini al liberismo, ma molto esigui di numero); meno probabilmente (ma questo dipenderà dalla legge elettorale) l’UDC (Renzi ha definito Casini un Gattopardo).

 

Post collegato:

“Se il PD non avesse avuto forza attrattiva invincibile”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752582.html

Meglio il ‘porcellum’, corretto da primarie di collegio

12 ottobre 2012                                                                                                                                   Realpolitik sì, ma anche un po’ di verità                                                                                          Stefano Menichini                                                                                                                               http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137730/realpolitik_s%C3%AC_ma_anche_un_po_di_verita

 

Non ne capisco molto, ma arrivati a questo punto non è meglio il "porcellum", [1] corretto da elezioni primarie di collegio per la scelta dei candidati del PD?

Col premio di maggioranza, ci liberiamo sia di Monti che di Casini.

Poi, né Vendola (che fece apposta una scissione per allontanarsi dall'intelligentone Ferrero [2] ed è governatore in carica al 2° mandato, quindi amministratore esperto e pragmatico), né Di Pietro (già efficiente ministro, altrettanto pragmatico) costituirebbero assieme al PD una "coalizione di governo da brividi", come scrive il direttore Menichini nell’editoriale, anzi sarebbero garanzia di una politica efficiente, vincolata comunque agli impegni assunti dall'Italia in sede UE, ma rigorosamente socialdemocratica (in senso europeo), cioè equa verso i più deboli (che ormai sono parecchi milioni e cresceranno di numero).

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Calderoli

[2] L’MpS di Vendola nacque da una scissione con RC, per intraprendere un “percorso nuovo”, poi confluito e continuato in SEL                                                                                                        http://it.wikipedia.org/wiki/Sinistra_Ecologia_Libert%C3%A0


Articoli collegati:
21 settembre 2012   Il segretario non ci risponde   Sebastiano Vassallo
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137290/il_segretario_non_ci_risponde
La nuova riforma beffa il centrosinistra
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137743/la_nuova_riforma_beffa_il_centrosinistra 
  
 






LETTERA ALL'ON. PIERFERDINANDO CASINI

           

Egr. Sig. Presidente Casini,

 

Lei, in questi ultimi giorni, come misura strutturale per finanziare la crescita, ha affermato che l’UDC appoggerebbe la riforma delle pensioni. Senza menzionare altro.

 

Mi permetto di osservare (premettendo che io sono già in pensione, ma la stessa mi verrà erogata dopo 12 mesi, con un mancato introito quest'anno di quasi 20 mila €):

 

1) Spesa pensionistica.

E’ vero che la spesa sociale italiana è in linea con quella media OCSE, ma non la voce pensioni, né l’età di pensionamento. Quindi ci sono margini d’intervento, che andrebbero però definiti sulla base di incentivi-disincentivi decisi con la riforma Dini del 1995, che è una delle 7 (sette) riforme delle pensioni varate a partire dal 1992,

che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050, per cui esso è ora tra i più solidi e severi (e l’UE lo sa molto bene!). Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi. L’accordo intervenuto uniformerà (sembra) il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato a quello degli uomini, e delle donne del settore pubblico (come chiesto dalla BCE, vedi sotto).

E’ altresì vero, però, che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’Osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’INPS perché andata in difficoltà per troppa generosità).

In ogni caso, per allinearci alla media OCSE, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il REDDITO MINIMO GARANTITO UNIVERSALE (l’Italia è l’unico Paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede) oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ per i lavoratori precari.

 

Della famosa lettera della BCE, * scritta da Draghi e Trichet, resa pubblica dal “Corriere”, riporto il passo relativo alle pensioni:
È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”.

La lettera della BCE, però, va considerata integralmente, anche per quanto riguarda il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, poiché - s'informi - ci sono milioni di cittadini, parecchi di loro over 45, ed anche over 60, anche con famiglia a carico, senza lavoro e completamente privi di tutele:
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi”.

2) Imposta patrimoniale.

Non credo che l’UDC sia composto solo da milionari, come Suo suocero. Ormai l’imposta patrimoniale, sulla ricchezza netta oltre una certa soglia (almeno 800 mila €), è chiesta dal 70 per cento degli Italiani; e non è un tabù neppure per le associazioni imprenditoriali, ed è positivo che esse abbiano aperto alla sua introduzione, anche se, se si guardano i numeri delle loro proposte, si vede che:

http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf

a) le entrate da loro previste per le pensioni vanno da 2,9 a 18 mld (“Si può stimare che le misure proposte - vedi box - determinino un risparmio iniziale complessivo di circa 2,9 miliardi di euro nel 2013 e di circa 18 miliardi di euro nel 2019. Tali stime si riferiscono al solo sistema Inps”.).

b) Mentre dall’imposta patrimoniale prevedono un introito di 6 mld, che a me appare decisamente insufficiente, se si pensa che la sola abolizione dell’ICI sulla prima casa ha comportato minori entrate per quasi 4 mld (cfr. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html ).

In altri studi e proposte (cfr. Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ),

si ipotizzano ed auspicano introiti maggiori.

 

3) Doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

Il nostro Bel Paese è pieno di ingiustizie e di privilegi. Tra questi ultimi spicca lo scandaloso doppio stipendio dei quasi 250 magistrati posti fuori ruolo e passati ad altro incarico, che prendono non uno ma due lauti stipendi, per un costo complessivo annuo di ben 20 milioni. Ad esempio, il presidente dell’Autorità Antitrust, Antonio Catricalà, che prende il lautissimo stipendio di presidente pari a 500 mila € e quello di magistrato, di oltre 200 mila; o il consigliere giuridico del presidente della Repubblica, Salvatore Sechi.

E tutto questo mentre, dai dati ISTAT sul rapporto annuale dell'INPS diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese.

 

Conclusione.

E’ necessario evitare, Egr. Onorevole, che, come succede troppo spesso in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronti un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E perciò è colpevole chiunque contribuisce ad alimentare la solita ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” **) o il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito lunedì scorso ***, dove nelle conclusioni si legge: “In tale contesto, per ogni cristiano c’è una speciale chiamata dello Spirito ad impegnarsi con decisione e generosità, perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune. Si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona. Come affermano i Padri del Concilio Vaticano II, si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale, che, « nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, è di grande importanza per il regno di Dio »”, per rendersene conto. O basta analizzare sulle spalle di chi sta gravando e graverà l’onere dei quasi 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive (escluse, cioè, le leggi di stabilità) varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi – e la crescita - la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non soltanto i meno abbienti ed i poveri.

 

Cordialmente,

 

Data: 27/10/2011   20:20

 

 

[*] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

 [**] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento

http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

[***] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.justpax.it/pls/pcgp/ext_pcgp_new.h_select_attivita?dicastero=2&tema=60&argomento=0&sottoargomento=0&lingua=3&Classe=1&operazione=ges_doc&rif=256&rif1=256lunedi&inevi=2#  

 

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