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Lettera: La BUFALA del Corriere della Sera (e di tutti i media) sul numero di Italiani in casa di proprietà





Lettera: La BUFALA del Corriere della Sera (e di tutti i media) sul numero di Italiani in casa di proprietà

v

9/2/2020 22:45

lfontana@corriere.itnsaldutti@corriere.it     e altri 48


Rilevo, preliminarmente, che non avete mantenuto la parola di pubblicare la mia precisazione sulle BUFALE del Corriere della Sera sulla Riforma delle pensioni Fornero.[1]

[1] Lettera: Le BUFALE del Corriere della Sera (e di tutti i media) sulla Riforma delle pensioni Fornero

Ve ne invio un’altra. Vi segnalo la solita BUFALA del Corriere della Sera (e di tutti i media) sul numero di Italiani in casa di proprietà.

Traggo dalla vostra homepage di oggi:

La proprietà immobiliare italiana è diffusa e saldamente in mano ai privati. I numeri più recenti che confermano la peculiarità del mercato del mattone nazionale sono presenti nel rapporto Gli immobili in Italia 2019 redatto dall’Agenzia delle Entrate. Su 34.871.821 unità residenziali censite, ben 32.192.053 risultavano possedute da persone fisiche, con una quota pari al 92,3%.”

Il titolo del Corriere è una evidente fake news:

Il 92% degli italiani ha la casa, ma solo il 6% ha meno di 35 anni

di Gino Pagliuca 09 feb 2020


Osservo che, secondo l’ISTAT/EUROSTAT, gli Italiani che abitano in case di proprietà sono il 72%, ed in alcune Regioni (come la Campania) intorno al 60%.[2]

[2] ISTAT-CENSIMENTO DELLE ABITAZIONI 2011

EUROSTAT

È una DISINFORMAZIONE grave, quella del Corriere (e degli altri media), perché concorre a nascondere il problema principale italiano: che gli alloggi pubblici popolari (cat. A4) e ultrapopolari (cat. A5) censiti dall’Agenzia delle Entrate, spesso fatiscenti, sono appena 526.699 unità[3], pari all’1,5 per cento del totale di 35 milioni di immobili residenziali, contro il 10, 20, 30 per cento di altri Paesi UE (al 1° posto c’è l’Olanda col 32%[4]); negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.

[3] Statistiche catastali 2018

Tabella 5: Numero unità immobiliari residenziali per categoria catastale e per tipologia di intestatari e variazione % annua Categoria Intestatari Totale Var % stock 2018/2017 PF PNF BCC

A/1 28.613 5.429 8 34.050 -1,8%

A/2 11.958.361 887.467 2.462 12.848.290 0,7%

A/3 11.679.209 1.068.467 3.709 12.751.385 0,4%

A/4 5.120.707 445.754 2.718 5.569.179 -0,5%

A/5 728.970 80.945 366 810.281 -2,6%

A/6 571.492 34.257 114 605.863 -3,2%

A/7 2.342.454 65.422 260 2.408.136 1,0%

A/8 28.364 6.225 15 34.604 -0,5%

A/9 1.648 848 3 2.499 -0,2%

A/11 19.562 4.984 40 24.586 0,5%

Totale 32.479.380 2.599.798 9.695 35.088.873 0,3%

[4] Edilizia sociale nell'Unione Europea

Il numero delle case popolari e ultrapopolari è diminuito rispetto a quindici anni fa, a seguito della loro vendita (privatizzazioni).

Il divario con gli altri Paesi UE risulta ancora più marcato in termini di spesa per l’housing sociale, con un rapporto spesa/Pil dell’Italia pari (2005 e 2009) ad un misero 0,02%, contro una media dello 0,57% UE27.[5]

[5] Rapporto CIES 2011-2012

Secondo il Rapporto CIES 2011-2012 (tabella 3.4), la spesa per l’housing sociale in Italia nel 2005 e nel 2009 è stata appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo! http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf#page=105

Poi ci si scandalizza della guerra tra poveri dell’occupazione abusiva delle case popolari, mentre bisognerebbe scandalizzarsi per l’estrema penuria di alloggi pubblici e sollecitare vigorosamente un corposo piano pluriennale di case popolari di qualità.

Cordiali saluti,

V.



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Lo scandalo delle ‘case fantasma’


Descrizione: Nicola Tasco

Nicola Tasco
Avvocato
Lo scandalo delle "case fantasma": ma dov'era chi doveva controllare?
Pubblicato:07/10/2013 11:53
http://www.huffingtonpost.it/nicola-tasco/lo-scandalo-delle-case-fantasma-ma-dovera-chi-doveva-controllare_b_4056212.html?utm_hp_ref=italy
 
Faccio 3 osservazioni.

1) Il 21.7.2011, da questo ‘post’ del blog “Percentualmente” di Repubblica  http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/07/19/il-paese-delle-disuguaglianze , rilevai una notevole differenza del dato della ricchezza degli immobili residenziali tra l’Agenzia del Territorio (che il giorno 18.7 precedente aveva presentato i dati del suo studio) e la Banca d’Italia, la nostra più importante ed affidabile tecnostruttura (cfr. “La ricchezza delle famiglie italiane nel 2009” 
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf ): 6.335 mld contro 4.800 mld, con un divario di ben 1.535 mld.

Allora mi chiesi: è soltanto un errore oppure sono dati non omogenei o quali prezzi hanno usato l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia del Territorio per arrivare ad un valore complessivo del patrimonio residenziale superiore e di ben 1.535 mld a quello della Banca d’Italia?

Risolsi il rebus telefonando alla Banca d’Italia (06/47921) e parlando con uno dei due autori dello studio sulla “Ricchezza delle famiglie 2009”, il dott. Andrea Alivernini, il quale mi disse che la differenza era ascrivibile, non ai prezzi medi utilizzati (in entrambi i casi, quelli di mercato), ma allo stock complessivo di immobili presi in esame: la Banca d’Italia utilizzava i dati del censimento ISTAT 2001, aggiornati periodicamente in base ai dati del CRESME sulle nuove costruzioni, inferiori rispetto a quelli dell’Agenzia del Territorio (OMI).
Aggiungo che la chiacchierata col dott. Alivernini durò almeno 15-20 minuti, proprio perché gli feci presente che era nell’interesse della stessa Banca d’Italia, la nostra tecnostruttura più affidabile, che non girassero dati tanto diversi tra loro e l’Agenzia del Territorio. 
Egli mi rispose che, anche se sapevano che sussistevano divari significativi sul numero degli immobili, le rispettive fonti erano e sarebbero rimaste diverse, e che questo è un fatto molto diffuso in Italia. 

Per finire, pensai che, a breve, avremmo avuto il nuovo censimento e che quindi era auspicabile che si potesse anche fare il punto sul numero totale degli immobili residenziali esistenti in Italia.

2) L’edilizia abusiva è anche figlia dell’assetto normativo, che incentiva la speculazione immobiliare 
Occorre agire su tre direttrici:
a. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione,in coerenza con i benchmark europei;
b. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica(sovvenzionata, convenzionata e autocostruita), molto, molto carente negli ultimi 25 anni in Italia, rispetto all’UE27;
c. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia.

3) “Con questi 2,5 miliardi di euro lo Stato avrebbe potuto coprire l'abolizione dell'Imu sulle prime case "dichiarate". E ci saremmo anche risparmiati un dibattito che ha rasentato il ricolo e sfiorato la crisi di governo”.

Io, francamente, trovo invece ridicolo dare per scontato che si debba abolire l’IMU sulla prima casa, facendo: a) un regalo ai proprietari di casa, anche ricchi, e non destinarli a scopi più congruenti con la situazione di crisi terribile; b) un’ingiustizia, poiché molti altri, semmai senza casa, hanno“contribuito” al risanamento dei conti pubblici per 50 o 100 volte o più il gravame medio annuo dell’IMU prima casa, pari a 225€; e c) un errore tecnico-economico, poiché la priorità ora è la crescita dei consumi interni/crescita economica/crescita dell’occupazione ed i 4 mld dell’IMU sulla prima casa vanno impiegati per co-finanziare una riduzione delle imposte sui redditi bassi (con alta propensione al consumo) e indispensabili misure di welfare, come il Rmg, un piano di costruzione di alloggi pubblici, i sussidi all’affitto.

 
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http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html
 

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