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Salvataggio banche italiane, il Tribunale UE dà torto alla Commissione Europea





Segnalo molto volentieri la recentissima sentenza del Tribunale dell’Unione Europea,[1]   che ha bocciato la decisione della Commissione Europea, in particolare della Commissaria danese Margrethe Vestager, di considerare aiuto di Stato il salvataggio nel 2014 di una piccola banca, la Tercas, tramite l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD).

«Non ci fu ‘aiuto di Stato’ nei fondi concessi dal Fondo Interbancario (Fitd) alla Popolare di Bari per il salvataggio di Tercas nel 2014 e bocciato dall'Antitrust Ue all'epoca. Il tribunale Ue. accogliendo il ricorso dell'Italia e della Bari (sostenuto dalla Banca d'Italia) ha così annullato la decisione della Commissione Ue “che non ha dimostrato che i fondi concessi a Tercas a titolo di sostegno del Fitd (dove sedeva nel consiglio un rappresentante di Bankitalia ndr) fossero controllati dalle autorità pubbliche italiane”. L’Abi plaude e chiede alla commissione Ue i rimborsi per risparmiatori e banche concorrenti danneggiate dalle conseguenze delle sue non corrette decisioni sugli altri quattro istituti italiani.»[2]


Il divieto costituì poi il grimaldello per applicare il bail-in – in maniera retroattiva e senza gradualità - alle quattro banche medio-piccole Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife.[3]

Il nuovo capo della Vigilanza bancaria europea, l’italiano Andrea Enria, finora non particolarmente amichevole con l’Italia, ravvisa nella sentenza una novità positiva per le banche dell’Eurozona.[4]

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Note


[1] Tribunale dell’Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 34/19 Lussemburgo, 19 marzo 2019

Il Tribunale annulla la decisione della Commissione secondo cui un intervento di sostegno di un consorzio di diritto privato a favore di uno dei suoi membri costituiva un «aiuto concesso da uno Stato»


[2] Ue, Fondo Interbancario salvataggi non fu aiuto di stato

19 marzo 2019

PER IL SALVATAGGIO DI BANCA TERCAS

Corte Ue: i fondi alla Popolare di Bari non sono aiuti di Stato. Patuelli (Abi) chiede le dimissioni di Vestager

19 marzo 2019


[3] Salvataggio Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife


Il governo deve ristorare i risparmiatori delle quattro banche Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife?


[4] 21 MARZO 2019 / 11:54

Banche Ue, Enria (Bce): decisione Corte su Tercas apre nuove strade su crisi

(Reuters) - La pronuncia della Corte di giustizia europea di annullare la decisione dell’esecutivo Ue, che aveva giudicato come aiuto di Stato l’intervento del Fondo di tutela dei depositi per il salvataggio di Banca Tercas nel 2014, apre una nuova strada per la risoluzione delle crisi bancarie della zona euro.

Lo dice Andrea Enria, nuovo responsabile Bce per la vigilanza.

Quanto alla potenziale fusione tra Commerzbank e Deustche Bank, sempre secondo Enria, un istituto di credito di grandi dimensioni deve avere una sufficiente dotazione di capitale ed essere “solvibile”.




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Ritorno parziale della razionalità e del buonsenso. Censura di un mio commento da parte de LaVoce.info



Com’è noto ai lettori del mio blog, ho scritto qua più volte che, dopo la crisi della Grecia, sottovalutata e quindi ingigantita dalla Germania (all'inizio sarebbero bastati 30 mld, invece ce ne sono voluti 300),[1] a differenza degli USA (dove la crisi è nata), c’è stato: in tutta l'Eurozona, una politica monetaria restrittiva della BCE e una politica economica altrettanto restrittiva della Commissione Europea, in particolare in alcuni Paesi tra cui l'Italia, dove è stato implementato (in grandissima parte dal 2010) un consolidamento fiscale sesquipedale recessivo pari a 330 mld cumulati, per 4/5 e 267 mld ascrivibile al governo Berlusconi, ripartito in modo molto iniquo e quindi recessivo al massimo grado, e 1/5 e 63 mld ascrivibile al governo Monti, ripartito in modo più equo.[2]

Soltanto nel marzo 2015, cioè esattamente con 6 anni di ritardo rispetto alla FED, la BCE, finalmente affrancatasi dal “nein” tedesco", ha varato il QE.[3]

Mentre la Commissione Europea ha concesso all'Italia, discriminata rispetto alla Spagna e alla Francia (come dimostrano i dati EUROSTAT[4]), una misera flessibilità, per lo più sprecata in mance elettorali. 

Ne consegue che i governi Letta, Renzi e Gentiloni non hanno molti meriti, poiché campano di rendita su ciò che hanno fatto, nella scorsa legislatura, i governi Berlusconi (in maniera scandalosamente iniqua) e Monti; e hanno potuto distribuire, soprattutto agli imprenditori, ciò che prima andava obbligatoriamente a risanare i conti pubblici. Gli imprenditori hanno ripreso a investire una parte del regalo e ad assumere (ma, com’è noto, per avere un incremento strutturale dell’occupazione, occorre che ci sia un aumento del Pil di almeno il 2%); gli Italiani, sia quelli che i soldi li avevano e li hanno (i depositi bancari e postali, che già superavano i 1.000 mld, si sono incrementati di 100 mld), sia quelli alleggeriti dal peso iniquo del consolidamento, hanno ripreso un po’ a spendere.

Ora, secondo le anticipazioni che si leggono sui giornali on-line, da una parte, il governo Gentiloni intenderebbe continuare con la politica dei sussidi agli imprenditori, indicati come portatori di interessi fondamentali alla ripresa economica e dell'occupazione; dall’altra, si continuano a sprecare elogi alla politica monetaria espansiva della BCE, indicata come fattore esclusivo o preponderante della ripresa economica, e i timori su Paesi come l’Italia, oberati da un enorme debito pubblico, che possono rivenire dalla cessazione o ridimensionamento del QE.

Osservo che si esagera sia nell’un caso – gli imprenditori, che per loro natura sono essenzialmente egoisti e badano solo alla sopravvivenza e allo sviluppo delle loro aziende – che nell’altro - la BCE -. Neppure Adam Smith, economista e filosofo morale, padre del liberismo, aveva molta fiducia nell’altruismo disinteressato degli imprenditori (“un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni”, Ricchezza delle nazioni, conclusione del Libro I); mentre, sul simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, segnalo questo articolo del prof. Andrea Terzi su LaVoce.info, che evidenzia le novità lì emerse; e il mio commento, che purtroppo è stato censurato. Poiché la censura dei commentatori ritenuti eterodossi è un “vizietto” della liberista e liberale LaVoce.info, mi sono cancellato dalla sua newsletter.


29.08.17


Bell’articolo, chiaro e semplice. Dopo che la crisi economica – gestita in UE ideologicamente - ha distrutto quasi il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane, è il ritorno della razionalità e del buonsenso. Almeno per la politica monetaria della BCE (dal 2015).[5] Aggiungo due avvertenze. La prima avvertenza: il Draghi che parla a Jackson Hole è quello “buono”.[6] La seconda avvertenza, indicata già dall’articolo del prof. Terzi (“tanto più se le politiche fiscali continueranno a non essere all’altezza della fase congiunturale”), è l’inadeguatezza della politica economica Eurozona. In particolare per l’Italia, discriminata per ben 7 anni (cfr. i dati Eurostat che ho riportato in calce all’articolo “In Italia una lunga e lenta ripresa che non basta” http://www.lavoce.info/archives/48308/italia-lunga-lenta-ripresa-non-basta/) rispetto ad altri Paesi, proprio a causa, esclusivamente, dell’elevatissimo debito pubblico, che finora si doveva curare con dosi massicce di austerità ed ora invece – si sostiene anche a Jackson Hole – con una politica economica espansiva.


(Nota: Non lo vedo subito pubblicato, come di solito succede; ma, se lo reinvio, il server mi dice che è un doppione; forse il blocco è dipeso dall’aver indicato, come richiesto da loro, l’URL del mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it, cosa che però, strampalatamente, è ritenuta un tentativo di pubblicità: un altro esempio della strana “logica” degli adepti del neo-liberismo).[7]


[1] «Se la Germania fosse intervenuta all’inizio della crisi, ce la saremmo cavata con 30-40 miliardi; oggi i costi sono dieci volte di più».

L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE


[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[3] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. Commissione UE, due pesi e due misure http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html ), concedendo all'Italia una misera flessibilità, peraltro sprecata in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche (vedi il Pil strutturale) - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200   


[5] Dialogo sulla politica economica del Governo e la politica monetaria della BCE


[6] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde


[7] La religione neo-liberista

L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale



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Il massone neoaristocratico Jeroen Dijsselbloem frena sul salvataggio delle banche italiane


Un anno fa mi sono espresso così sul conto di Jeroen Dijsselbloem: il presidente olandese dell’Eurogruppo, il nevrotico e inesperto sedicente socialista Dijsselbloem, mero strumento del duo massonico reazionario Merkel-Schaeuble”.[1]

Egli non perde occasione per contrastare tutte le decisioni dell’Italia, allineandosi fedelmente alla posizione della Germania.

Lo ha fatto quando l’Italia, che è uno dei pochissimi Paesi dei 19 dell’Eurozona, a rispettare il limite del 3% del rapporto deficit/Pil e viene da quasi 7 anni di recessione per colpa dell’austerità imposta dalla Commissione europea per conto della Germania, ha chiesto la “flessibilità” (cioè di aumentare il deficit) di qualche decimale di punto, che è un semplice palliativo poiché servirebbe ben altro: uno shock di una cinquantina di miliardi.[2]

Lo ha fatto quando si è trattato di aiutare le banche italiane, che non ebbero bisogno di essere salvate all’inizio della crisi economica, mentre ora sono oberate di sofferenze per centinaia di miliardi causate dal prolungamento della crisi economica, perché lo vieta la recente normativa del bail-in, che ha innovato le regole che permisero alle banche soprattutto tedesche, ma anche francesi, belghe, olandesi, spagnole, ecc. di essere salvate con centinaia di miliardi di soldi pubblici.[3]

Lo ha fatto quando ha condiviso la posizione della Germania che si è opposta all'assicurazione europea dei depositi, che rientra nellaccordo già sottoscritto e implementato dellunione bancaria, ma che ora viene condizionata alla riduzione dei rischi bancari, che secondo i Tedeschi sarebbero legati ai troppi titoli di Stato in portafoglio alle banche, in particolare italiane, titoli che avrebbero un rischio maggiore dei derivati, di cui sono strapiene le banche tedesche.[4]

Lo ha fatto oggi quando ha frenato sulla trattativa in corso tra l’Italia e la Commissione europea per avere il via libera a un intervento con garanzia pubblica per puntellare il capitale di Mps.[5]

In teoria, parrebbe un comportamento davvero strano se si considerasse la sola appartenenza di Dijsselbloem al PSE, lo stesso gruppo del quale fa parte il PD renziano; lo appare un po’ meno se si valutano tre altri elementi: il primo, il complesso di superiorità di un olandese rispetto agli Italiani e in generale i mediterranei;[6] il secondo, il conflitto d’interessi nell’ambito del sistema Euro tra il blocco centro-europeo (Paesi creditori) e i Pigs (Paesi debitori); e terzo, l’appartenenza di Jeroen Dijsselbloem alla Massoneria neoaristocratica (se non reazionaria).[7]



Note


[1] UE, classifica (personale) dei mediocri 


[2] UE “FRENA” L’ITALIA SULLA FLESSIBILITA’

07 gennaio 2016 21.35 Dijsselbloem richiama l’Italia sulla flessibilità dei conti pubblici prevista dal patto di Stabilità per l’euro. “La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagegare”, dice il presidente dell’Eurogruppo e dell’Ecofin. L’Italia “ha chiesto varie flessibilità, per le riforme istituzionali, per gli investimenti, per i migranti, dipende dalla commissione UE”, che deciderà sulla questione. “L’unica cosa che posso dire è: non spingiamo”.


[3] Crisi banche, il Pd guida l'assalto al bail in

Giuseppe Falci, L'Huffington Post

Pubblicato:14/02/2016 20:51 CETAggiornato: 14/02/2016 20:51 CET

Giunta la notizia a Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem si è infuriato: “Un ritorno al passato sarebbe la cosa peggiore”.


[4] ECONOMIA

Banche: Dijsselbloem spalleggia Schaeuble, frena su sistema unico depositi -2-

14-01-2016

19:34  (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 14 gen - Il ministro delle finanze olandesi (che si trova a guidare nei prossimi sei mesi anche l'Ecofin) ha fatto un lungo ragionamento quando gli e' stato chiesto di commentare l'opinione del ministro Pier Carlo Padoan sulla posizione tedesca ("E' molto lontana da cio' che e' utile per l'Europa"). Dijsselbloem ha citato il caso del 'manuale unico' bancario: "Ci sono tante pagine bianche che dobbiamo riempire, dobbiamo essere d'accordo su che cosa intendiamo per qualita' di capitale delle banche, su che cosa sono i rischi bancari iscritti nei bilanci, sulle discrezionalita' della legislazione nazionale che vanno superate: la presidenza olandese della Ue e' molto impegnata, questo e' il lavoro da fare, non possiamo parlare di rischi da condividere senza parlare di rischi da ridurre". Dijsselbloem non ha citato una delle questioni centrali che fa parte della discussione e delle richieste tedesche: la riduzione dell'esposizione delle banche verso il debito sovrano nazionale. Si tratta di un principio sul quale tutti magari concordano in linea generale, ma e' una questione spinosissima. Da un lato la riduzione dell'esposizione al debito sovrano nazionale va nella direzione dello sganciamento (relativo) dei rischi bancari dai rischi sovrani, appunto. Dall'altro lato, le banche di un paese (in Italia quanto in Germania, Francia e altri paesi chiave della zona euro) sono grandi acquirenti di titoli del debito pubblico. Il presidente dell'Eurogruppo ha rivendicato il fatto che la filosofia dell'unione bancaria si fonda sull'accoppiamento riduzione dei rischi-condivisione dei rischi. Di solito gli esponenti europei sono restii a riferire pubblicamente delle posizioni di dissenso degli Stati membri. Questa volta Dijsselbloem ha fatto un'eccezione affermando: "Non e' un segreto che la Germania e' molto critica sul fatto di parlare adesso di un sistema unico europeo di garanzia dei depositi, mentre altri paesi non vogliono parlare di riduzione del rischio" (nel contesto della discussione sull'assicurazione europea dei depositi). Antonio Pollio Salimbeni Aps-y- (RADIOCOR) 14-01-16 19:34:37 (0551) 5


[5] Banche scommettono sul governo, ma Dijsselbloem frena. Si sgonfia il rimbalzo delle Borse

di GIULIANO BALESTRERI

07 luglio 2016


[6] La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord


[7] Traggo dal libro “Massoni” di Gioele Magaldi: “Jeroen Dijsselbloem (classe 1966, politico, affiliato alla «Compass Star-Rose/Rosa Stella Ventorum» e alla «Three Eyes»”, due superlogge reazionarie, in particolare la potentissima rockefeller-kissingeriana seconda.



Post collegato:


UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?



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UE, Euroconvinti o Euroscettici?


UE, EUROCONVINTI O EUROSCETTICI?


Sui media, si leggono o si ascoltano ormai spesso discussioni sul destino dell’Euro e perfino su quello dell’Unione europea, e ci si chiede se vale la pena ancora essere Euroconvinti o se occorra essere Euroscettici. Io personalmente sono stato sempre un europeista convinto, ma osservando e analizzando il modo in cui l’Europa ha gestito e ancora gestisce l’attuale crisi economica, da qualche tempo sono diventato - come dire? - consapevolmente euroscettico.



UE, IL PECCATO ORIGINALE


Il peccato originale è nell’ispirazione che ha informato tutta la costruzione europea, determinata, secondo alcuni, non dal Manifesto di Ventotene del massone progressista Altiero Spinelli e altri, ma dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un Parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia. Come poi si è realizzato.



UE, LA RESPONSABILITA’ DEI SOCIALISTI EUROPEI


Venendo alle responsabilità più recenti, la principale è quella del PSE, in particolare del massone socialista Hollande, senza l’assenso del quale l’egemone Germania, dominata dai massoni reazionari Schaeuble, Merkel e Weidmann per conto dell’establishment industriale-finanziario teutonico, non potrebbe imporre le politiche austeritarie, controriformistiche di deflazione dei salari e dei diritti del lavoro.

C’è stata una occasione, la più importante di tutte, persa da Renzi e dai socialisti europei: la formazione (composizione e programma) della Commissione Europea. Il PPE (che è calato rispetto alle elezioni precedenti, mentre il PSE ha sostanzialmente tenuto) ha preso pochi parlamentari più del PSE, ma ha il presidente e 13 commissari, contro solo 8 del PSE, e quindi il controllo della Commissione europea, che, oltre a gestire il bilancio UE, ecc., detiene in esclusiva l'iniziativa legislativa. In ogni caso, il PPE, senza l'appoggio del PSE, non avrebbe potuto e potrebbe fare NULLA.

A mio avviso, Renzi, che all'inizio del suo mandato di PdC aveva promesso sfracelli contro l’austerità imposta dalla prona Commissione europea per conto dell’egemone Germania, si arrese per due motivi: il primo, nascosto, di far parte dell’élite massonica; il secondo, perché il mediocre Hollande gli ha fatto mancare la sua sponda, ricacciandolo nelle braccia asfissianti della cancelliera Merkel.



CORTE DEI CONTI EUROPEA: UE, DUE PESI E DUE MISURE


Come ho già rilevato nel post precedente, questa notizia, che io sappia, non ha avuto quasi nessuna eco nei media italiani on-line. Ed invece essa è molto importante (perciò la ripropongo) poiché rappresenta bene – per attestazione di un Organo istituzionale europeo terzo e attendibile - il doppio standard usato dall’Europa, la quale applica severamente le norme per alcuni Paesi, mentre per altri, come si usa dire, le “interpreta”. Leggendo la relazione della Corte dei Conti europea, inoltre, vien da pensare: a) che la Commissione europea era un covo di dilettanti allo sbaraglio; b) che dopo aver sbagliato allora per controlli troppo laschi, ora sbaglia per controlli troppo rigidi e troppo severi; e c) che la costante è che usa due pesi e due misure.


158   27-01-2016 LA REPUBBLICA

LA CORTE DEI CONTI UE CONTRO LA COMMISSIONE "NEI SALVATAGGI APPLICATI DUE PESI E DUE MISURE"

Roma – “La Commissione europea non era pronta ad affrontare una crisi di proporzioni di quella scoppiata”. A quasi otto anni dall’ingresso dell’Europa nella recessione più grave dal dopoguerra, la Corte dei Conti UE ammette che qualcosa non ha funzionato. Il governo di Bruxelles si è trovato spiazzato con “debole governance delle banche e politiche di bilancio inadeguate”. E quando si è trattato di aiutare otto Paesi in difficoltà “è stata colta impreparata dalle prime richieste di assistenza”. Sotto la lente dei giudici contabili sono finiti i salvataggi di Ungheria, Lettonia, Romania, ma soprattutto Irlanda e Portogallo, due dei cinque membri dei Piigs (assieme a Spagna, Italia e Grecia). E qui la Commissione ha sbagliato quasi tutto, tra 2005 e 2008, ritenendo i bilanci nazionali e le banche “più solidi di quanto non fossero in realtà”. E non solo. I giudici denunciano anche disparità per vari Paesi, che “pur trovandosi in una situazione analoga non sono stati trattati alla stessa stregua”: rigore assoluto per alcuni, sconti per altri. Due pesi e due misure.



Allego:


26/01/2016

Relazione speciale n. 18/2015: L’assistenza finanziaria fornita ai paesi in difficoltà


26/01/2016

Sintesi della relazione speciale n. 18/2015: L’assistenza finanziaria fornita ai paesi in difficoltà



UE, CONCLUSIONE


In conclusione: sia l'attuale assetto monco UE-Euro-BCE, sia, come si vede, la politica attuata concretamente dall'UE, sia l'applicazione delle regole da parte della Commissione con due pesi e due misure avvantaggiano la Germania (e satelliti) a detrimento dei Paesi deboli, inclusa l’Italia.

Alcuni chiedono la revisione dei Trattati UE. Giusto, ma difficile, molto difficile. Per modificare i trattati occorre l’unanimità dei 28 Paesi.

Meno difficile, invece, è far applicare correttamente quelli in vigore, violati o disattesi o togliendo alla Germania il privilegio arrogante e illegittimo di condizionarne arbitrariamente l’applicazione (attraverso la prona Commissione europea) usando due pesi e due misure, come ha attestato recentemente anche la Corte dei Conti europea.

Contrariamente a quel che sostengono esperti come Barra Caracciolo, che danno un’interpretazione pessimistica e ribaltata, a mio avviso gli attuali Trattati europei (TEU e TFUE), vedi in particolare l'art. 3, permetterebbero già ora di concretizzare, in parte, la visione democratica, liberale, solidale, a favore del popolo europeo del Manifesto di Ventotene di Spinelli e NON quella neo-oligarchica, liberista e burocratica dei massoni reazionari Kalergi, Monnet, Schumann. Infatti, “Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html  .

A condizione, però, che si intraprenda, anziché quella politica, la via giuridica, non facile e velocissima, ma sicuramente più agevolmente perseguibile di quella politica. Muovendo, all’interno, come fanno i Tedeschi quando non riescono ad imporre il loro punto di vista, la Corte Costituzionale italiana, per rigettare ed eliminare le "superfetazioni" dei trattati, in particolare il fiscal compact; e, all’esterno, la Corte di Giustizia europea, in particolare per le violazioni statutarie della BCE (v. post linkato).



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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/ue-euroconvinti-o-euroscettici.html



La BCE a trazione tedesca le spara grosse

 
Il Bollettino n. 2 della BCE[1] è la dimostrazione plastica, in primo luogo, del capovolgimento del rapporto gerarchico tra l’Autorità politica, nel caso di specie la Commissione Europea (finora, con la Commissione Barroso,[2] è stato un gioco delle parti con un unico obiettivo: la cosiddetta austerità espansiva; ora, col presidente Juncker, pare delinearsi una certa divergenza[3]) e gli Stati nazionali, e la Banca centrale, nel caso di specie la BCE, la quale pretende per sé l’indipendenza dagli Stati ma troppo spesso assume un ruolo politico e d’ingerenza.
 
E, in secondo luogo, della arroganza della medesima BCE, la quale, da una parte, continua a nascondere che ha un mandato duale (non solo la stabilità dei prezzi, ma anche la crescita economica e la piena occupazione)[4]; da un’altra, si autoincensa più volte, attribuendo al quantitative easing,[5] denominato Programma di acquisto di attività (PAA), non soltanto effetti sui tassi d’interesse e sul tasso di cambio dell’Euro, ma anche, in futuro, sull’inflazione [pag. 29] e sulla crescita del Pil; da un’altra ancora, si autoassolve da ogni colpa nel non aver prevenuto la deflazione e nel mancare per ben 3 anni l’obiettivo del (quasi) 2% del tasso d’inflazione, facendo “salire il tasso di interesse reale” [pag. 65], che avvantaggia i Paesi creditori (Germania e satelliti) e svantaggia i Paesi debitori (Piigs).
 
Quel che ne emerge chiaramente è che la BCE, forse per farsi perdonare il PAA (che peraltro premia la Germania, che ne usufruirà per il 25% del totale), è sempre più a trazione tedesca e sposa in pieno la linea della Germania, sia nel sollecitare l’adozione delle riforme strutturali – beni e servizi e lavoro - [pagg. 63-77], delle quali valuta l’effetto sulla crescita del Pil nel lungo periodo addirittura in un +11%, sia nel contrapporre il gruppo dei Paesi virtuosi che le hanno già adottate a quelli reprobi che non l’hanno ancora fatto e “bastonandoli” nominativamente, sia nell’omettere, invece, la citazione esplicita della violazione del surplus eccessivo della Germania[6] a forte impatto negativo sull’Eurozona (e sul resto del mondo) limitandosi ad affermare genericamente che “la Commissione ha deciso di intensificare la procedura per Germania (dal livello 2 al livello 3)” [pag. 53], sia, contraddicendo sé stessa, nel non analizzare la questione del deficit strutturale[7] per i Paesi dell’Eurozona (in particolare l’Italia) ma soltanto per spiegare la dinamica dell’inflazione negli USA [pag. 40], sia nell’omettere che la piccolissima flessibilità concessa dalla Commissione all’Italia riguarda un deficit strutturale, appunto, tecnicamente opinabile, sia nell’attribuire alla riforma del lavoro (deflazione dei salari e flessibilità del lavoro) e non nel deficit il merito dell’aumento del Pil di alcuni Paesi (Spagna e Francia), sia, infine, nel criticare l’inerzia della Commissione nell’applicazione delle sanzioni.
 
[1] BANCA CENTRALE EUROPEA - Bollettino Economico - Numero 2/2015
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-eco-bce/2015/bol-eco-2-2015/bolleco-bce-02-15.pdf
 
[2] Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html
 
[3] Note sul potere in UE, scontro Juncker-Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828867.html
 
[4] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html
 
[5] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826693.html
 
[6] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html
 
[7] Dialogo sulla lettera di Padoan all’UE, la sostenibilità del debito pubblico e la formula del deficit strutturale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823271.html
 
 
Appendice

 
Traggo dal Bollettino della BCE alcuni passi significativi:

Al fine di perseguire il mandato della BCE di mantenimento della stabilità dei prezzi” [pag. 5].

“In particolare, alcuni paesi dell’area dell’euro dovranno adottare misure aggiuntive sul piano strutturale per assicurare la conformità al Patto di stabilità e crescita (PSC). Nella sua comunicazione di novembre 2014, la Commissione europea ha stabilito che i progetti di documenti programmatici di bilancio di sette paesi ponevano un rischio di non conformità al PSC. Per Belgio, Francia e Italia la Commissione ha pubblicato il 27 febbraio valutazioni successive dettagliate riguardanti l’attuazione del PSC (per un’analisi, cfr. il riquadro 7)”. [pag. 37]

Concentrandosi sui paesi dell’area dell’euro, la Commissione osserva che nessuno di essi ha pienamente applicato alcuna delle raccomandazioni del 2014. Mentre in alcuni paesi lo sforzo riformatore è stato intensificato, nella maggioranza dei paesi i progressi sono stati piuttosto limitati (cfr. tavola B) e non commisurati alle vulnerabilità residue. In particolare, tra i paesi da cui ci si aspettava un’“azione politica risoluta” durante la PSM del 2014 (ossia i paesi nelle categorie 4 e 5 della tavola A), Spagna, Irlanda e Italia hanno compiuto “pochi” progressi e Francia progressi “limitati” su gran parte delle raccomandazioni specifiche per paese. Questa valutazione appare in contrasto con il (reiterato) appello a un’“azione politica risoluta” lanciato dalla Commissione e segnala una certa debolezza del braccio preventivo della PSM. Vista la necessità di ridurre le vulnerabilità e dare impulso a una crescita sostenibile nei paesi sopra citati e nel resto dell’area, i progressi insufficienti sinora riscontrati sollecitano una notevole intensificazione dell’intervento di riforma”. [pag. 54]

È importante ricorrere in modo completo ed efficace agli strumenti della PSM, comprese le misure del suo meccanismo correttivo, al fine di ridurre i rischi potenziali per il regolare funzionamento dell’UEM”. [pag. 55]

Per quanto riguarda i paesi sottoposti al meccanismo preventivo, il miglioramento di 0,2 punti percentuali del saldo strutturale che è previsto per l’Italia nel 2015 rimane inferiore allo 0,4 percento del PIL che era stato raccomandato dall’Eurogruppo e riflette una riduzione degli oneri per interessi. Di contro, lo sforzo strutturale del Belgio dovrebbe aumentare di 0,2 punti percentuali, stando agli impegni presi con l’Eurogruppo. Sia per l’Italia che per il Belgio continua ad esservi un notevole scostamento dallo sforzo strutturale richiesto nell’ambito della regola del debito”. [pag. 60]

Il 27 febbraio la Commissione ha pubblicato i risultati della sua valutazione in merito all’attuazione del PSC in Belgio, Francia e Italia. Nei rapporti preparati nell’ambito dell’articolo 126(3) del TFUE, la Commissione ha esaminato la violazione del criterio del disavanzo in Belgio e la violazione del criterio del debito in Belgio e in Italia. La Commissione ha deciso di non aprire una PDE per questi paesi sulla base di una serie di fattori attenuanti: per quanto riguarda Belgio e Italia (i) il rispetto da parte di entrambi i paesi dei requisiti di sforzo strutturale nell’ambito del meccanismo preventivo del PSC (che nel caso dell’Italia sono stati ridotti in seguito alla comunicazione della Commissione sulla flessibilità nell’ambito del PSC); (ii) le condizioni economiche sfavorevoli (ossia la debole crescita e la bassa inflazione), che rendono il rispetto della regola del debito più difficile; e (iii) l’attuazione attesa degli ambiziosi piani di riforma strutturale di sostegno alla crescita presentati dalle autorità. Queste valutazioni non hanno tuttavia tenuto conto, quale fattore aggravante, dell’insufficiente risanamento dei conti pubblici nel periodo 2014-15 rispetto alle raccomandazioni del Consiglio del giugno 2014”. [pag. 61]

Nel caso della Francia, la Commissione ha dovuto valutare se fossero stati intrapresi interventi efficaci in risposta alla raccomandazione del Consiglio di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2015. Tali interventi, unitamente agli eventi macroeconomici avversi inattesi con significative conseguenze sfavorevoli per le finanze pubbliche, consentirebbero di norma un’estensione di un anno del termine per la correzione del disavanzo eccessivo. Per contro, se si stima che un paese dell’area dell’euro non abbia intrapreso azioni efficaci, la PDE prevede un rafforzamento della procedura con l’invio di un’intimazione al paese in questione4) e l’applicazione di sanzioni finanziarie sotto forma di una multa pari allo 0,2 per cento del PIL. La Commissione può, in caso di circostanze economiche eccezionali oppure dietro richiesta motivata dello Stato membro interessato, raccomandare che il Consiglio riduca l’ammontare della multa o la annulli. Considerando il periodo 2013-145), la Commissione ha rilevato che “i dati disponibili non consentono di concludere che non siano state intraprese azioni efficaci” e ha proposto di estendere il termine per la correzione del disavanzo eccessivo di due anni (ossia fino al 2017). Il Consiglio ha seguito questa raccomandazione il 10 marzo. Il percorso di aggiustamento raccomandato prevede sforzi maggiori nella fase finale, richiedendo alla Francia di effettuare una correzione strutturale crescente nel periodo della PDE: 0,5 per cento del PIL nel 2015 (ossia il livello minimo nell’ambito del meccanismo correttivo e quindi meno dello 0,8 per cento del PIL richiesto finora), 0,8 per cento del PIL nel 2016 e 0,9 per cento nel 2017. Sulla base delle attuali procedure per i disavanzi eccessivi, nel 2017 la Francia sarebbe l’unico paese dell’area dell’euro soggetto a una PDE. Infine, nonostante il rischio di mancato rispetto dei termini raccomandati dal Consiglio per la correzione dei deficit eccessivi di Spagna e Portogallo, la Commissione non ha inviato un avvertimento preventivo a tali paesi sotto forma di una raccomandazione autonoma, a differenza di quanto fatto lo scorso anno, quando erano state inviate raccomandazioni a Francia e Slovenia in situazioni simili”. [pag. 61].

 

 
Postarticolo e documento collegati:
 
BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html
 
Il fallimento delle politiche di austerity europee nel contesto della secular stagnation
Vladimiro Giacché
http://www.marx21.it/documenti/giacche_AusteritySecularStagnation.pdf

Rapporto annuale BCE – anno 2014
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-bce/2014-bce/index.html

 

**********

AVVISO: Avarie frequentissime della piattaforma il.cannocchiale.it
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829460.html

 

L’ex marxista Jean-Claude Juncker

 
diseguaglianze, Juncker, Ocse di Andrea Baranes
la ricetta di Juncker
Spiacevoli conseguenze
12/12/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Spiacevoli-conseguenze-27547

 

Nulla di nuovo, il ‘la’ lo ha dato la cancelliera Merkel, figlia di pastore protestante e cane da guardia degli interessi egoistici dell’establishment teutonico, che lucra dall’attuale assetto monco UE/Euro/BCE e dagli inadempimenti statutari della BCE. Alle reazioni finalmente adeguate del governo italiano per voce dei Sottosegretari Graziano Delrio e Sandro Gozi, che hanno invitato Angela Merkel ad astenersi dal giudicare gli altri Paesi e a preoccuparsi dei compiti della Germania (surplus commerciale astronomico e sforamento del limite – già sovradimensionato nella sua fissazione quantitativa regolamentare – del 6%  http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/macroeconomic_imbalance_procedure/mip_scoreboard/index_en.htm), hanno subito fatto seguito alle parole della Merkel i suoi utili idioti, prima il presidente olandese dell’Eurogruppo,  Jeroen  Dijsselbloem, e poi il presidente lussemburghese della Commissione, Jean-Claude Juncker.  

Il problema è – come si usa dire - a monte e risiede nella débacle del PSE nella composizione della subentrante Commissione Europea nell’assegnazione degli incarichi (intelligenza col nemico?). Il PSE ha pochi parlamentari europei meno del PPE, ma i commissari socialisti sono solo 8 su 27; i popolari 13 oltre al presidente. Il governo danese (guidato dalla socialista Helle Thorning-Schmidt) ha proposto una liberale. Il socialista francese Pierre Moscovici ha avuto gli Affari Economici, ma la Merkel ha ottenuto da Juncker che la supervisione economica fosse affidata al suo fedelissimo falco finlandese Jyrki Katainen, nominato vicepresidente, che avrà diritto di veto. In sostanza, la Commissione Europea sarà controllata anche per i prossimi 5 anni dal PPE e dalla Germania. Per soprammercato, lo stesso PSE, paventando danni dal ritardo nel funzionamento della nuova Commissione (dichiarazione testuale del capogruppo PSE Gianni Pittella), ha accettato la composizione squilibrata a favore del PPE (e quindi della Germania e satelliti) e votato la fiducia a Juncker, accontentandosi della promessa dei “miracolosi” 300 mld in 3 anni per tutta l’Eurozona (importo già di per sé del tutto insufficiente) e l’ha confermata dopo lo scandalo Luxleaks. Le loro responsabilità sono evidenti, perché nessuno chiede conto a Martin Schulz e Gianni Pittella e a chi ha avallato tutto questo? Vien da dire: "Quos vult Iupiter perdere, dementat prius" ("a quelli che vuole rovinare, Giove toglie prima la ragione" (Euripide).

 

PS: Così parlava Jean-Claude Juncker pochi giorni prima di lasciare la carica di presidente dell’Eurogruppo a Jeroen Dijsselbloem:
 
Crisi: Juncker, non ricada solo sui piu' deboli. Anche ricchi paghino
10 Gennaio 2013 - 12:37
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - ''Non bisogna credere che sarebbe giusto avere politiche di austerita' che chiedono i piu' grandi sforzi ai piu' deboli.Vorrei che le conseguenze della crisi ricadessero sui piu' forti: questa e' solidarieta' sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.''Non dico che i miliardari debbano per forza pagare, dico che non mi va che i miliardari non paghino''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__non_ricada_solo_sui_piu__deboli__Anche_ricchi_paghino-1236863-ECO.html
 
Crisi: Juncker, serve salario minimo in tutta Eurozona
10 Gennaio 2013 - 12:06
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - Vanno definiti salari minimi in tutti i paesi della zona euro, e provvedere a colmare ''l'elemento carente'' dell'unione economica e monetaria, ''vale a dire la dimensione sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.
''Serve un impianto chiaro e ineludibile di diritti sociali per i lavoratori, una sorta di 'zoccolo duro' dei diritti dei lavoratori'', sostiene Juncker. Occorre, piu' precisamente, rispondere ''alle rivendicazioni essenziali di salario minimo legale in tutta l'area dell'eurozona''. Altrimenti, avverte Juncker, ''rischiamo di perdere la nostra credibilita' e, per dirla alla Marx, il sostegno della classe operaia''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__serve_salario_minimo_in_tutta_l_Eurozona-1236944-ECO.html
 
Crisi: Vendola, anche Juncker e' un pericoloso estremista?
10 Gennaio 2013 - 15:16
(ASCA) - Roma, 10 gen - ''Non dire ai ''moderati nostrani'' che Juncker (Ppe) cita Marx e propone addirittura il salario minimo garantito in tutta Europa. Evidentemente e' un pericoloso estremista''. Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', commenta su twitter le parole del presidente dell'Eurogruppo ed esponente del Ppe al parlamento europeo. ''Chiediamo da tempo un reddito minimo garantito contro la solitudine di una generazione prigioniera dell'ergastolo della precarieta' e disoccupazione'', ribadisce Vendola.
http://www.asca.it/news-Crisi__Vendola__anche_Juncker_e__un_pericoloso_estremista_-1236957-POL.html
 
 
Post e articoli collegati:
 
Dossier reddito minimo garantito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2798018.html
 
Jean-Claude Juncker
Da Wikipedia
Il 30 aprile 2012 Juncker ha annunciato la sua decisione di dimettersi dalla carica di presidente dell'Eurogruppo perché"stanco" delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi[6].
http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Claude_Juncker
 
Juncker avverte Italia e Francia: “Senza riforme conseguenze spiacevoli”
Il presidente della Commissione, intervistato dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, minaccia un «inasprimento della procedura sul deficit» per Parigi e Roma
10/12/2014
http://www.lastampa.it/2014/12/10/economia/juncker-senza-riforme-conseguenze-spiacevoli-per-litalia-0fPzrMXL2DesuBkyUbcADO/pagina.html  
 
Juncker: "Senza riforme conseguenze spiacevoli per Italia e Francia"
Il presidente della Commissione Ue parla alla Faz e mostra il pugno di ferro: senza i progressi annunciati si arriverà a "un inasprimento della procedura sul deficit". Poi il riconoscimento a Roma e Parigi e l'invito ai tedeschi: "Dovremmo dare fiducia  a italiani e francesi, sostituire i diktat immediati con fiducia a lungo termine". Renzi incontra Lagarde: "Anche il Fmi chiede crescita"
10 dicembre 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/10/news/juncker_senza_riforme_conseguenze_spiacevoli_per_l_italia-102541405/
 
Si allarga lo scandalo Luxleaks, ci sono anche Skype e Walt Disney: Juncker nel mirino
Da premier del Lussemburgo il presidente della Commissione Ue aveva siglato 340 accordi con altrettante multinazionali garantendo esenzioni fiscali o minori imposizioni. La difesa: "Non sono l'architetto del sistema, ma sono responsabile politicamente, adesso una direttiva europea. Non ho intenzione di dimettermi"
10 dicembre 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/10/news/luxleaks_fisco_tasse_juncker-102543972/
 
Anais Ginori
1 OTT 2014
L'arte di procrastinare
La Francia ha disatteso l'obiettivo del 3% sin da principio. Nel 2003 accadde con un patto suggellato tra Jacques Chirac e Gerhard Schroeder. “Siamo determinati a ridurre i deficit pubblici che sono eccessivi, ma senza prendere il rischio di smorzare la ripresa economica che deve essere incoraggiata” aveva spiegato il presidente francese. “Sono d'accordo con il presidente della Commissione (Romando Prodi, ndr.) quando dice che bisogna interpretare il Patto di Stabilità in modo flessibile” aveva aggiunto il cancelliere tedesco.
http://ginori.blogautore.repubblica.it/2014/10/01/larte-di-procrastinare/
 
L'Ue bacchetta la Francia sul deficit/Pil. Ma chi rispetta questo parametro? Dal 2009 quasi nessuno mentre l'Italia è stata tra i virtuosi
di Vito Lops  06 aprile 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-04-06/l-ue-bacchetta-francia-deficitpil-ma-chi-rispetta-questo-parametro-2009-quasi-nessuno-mentre-italia-e-stata-i-virtuosi-152447.shtml
 
Carlo Clericetti
23 Ott 2014
La Spagna è un modello (perché fa deficit)
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/23/la-spagna-e-un-modello-perche-fa-deficit/
 
L'Italia virtuosa batte la Spagna indebitata
di Marco Fortis 5 novembre 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-11-05/l-italia-virtuosa-batte-spagna-indebitata-082433.shtml
 
L'Italia dal 2011 ha speso tre volte meno di Irlanda, Uk e Spagna (che sono ripartiti). È per questo che è ancora in crisi?
di Vito Lops 23 gennaio 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-01-22/dal-2011-italia-ha-speso-deficit-tre-volte-meno-irlanda-regno-unito-e-spagna-oggi-ripartiti-e-questo-che-e-recessione-164913.shtml
 
La ricchezza (pubblica e privata) delle nazioni
di Marco Fortis 19 maggio 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-19/ricchezza-pubblica-privata-nazioni-064337.shtml

Aggiornamento (07 marzo 2015):
 
La Commissione Ue si svincola dalla Germania: tensione tra Juncker e Merkel
di MAURIZIO RICCI
(07 marzo 2015)
http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/03/07/news/la_commissione_ue_si_svincola_dalla_germania_alta_tensione_tra_juncker_e_merkel-108969820/
 

Lettera a Sandro Gozi

 

Riporto la lettera che ho inviato l’altro ieri a Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei.

 

GOZI_S@CAMERA.IT

 

Caro On. Gozi,

Le confesso che ho trovato il Suo comportamento di ieri a “Ballarò” del tutto omogeneo a quello dei peggiori esponenti della destra.

In più, debbo purtroppo rilevare che state snaturando il PD, come partito di centrosinistra (1/3 di centro e 2/3 di sinistra), sia per le troppe balle che raccontate (tecnica comunicativa molto adatta ad un elettorato di destra, ma molto poco ad uno di sinistra), sia per la pavida acquiescenza alla Commissione UE (lèggi: l’arrogante ed egoista Germania, che per la dabbenaggine  - o intelligenza col nemico? - anche vostra – vedi la composizione quali-quantitativa della Commissione - comanderà per altri 5 anni il nostro destino), sia per le misure di governo, propagandate per espansive, ma in effetti recessive (il deficit diminuirà) e perciò del tutto inefficaci a portarci fuori dalla depressione economica.

Che è destinata a prolungarsi senza l'adozione di misure finanziarie straordinarie sul patrimonio dei ricchi (5% delle famiglie) o il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio) o un intervento congruo della BCE, che attualmente, per ubbidire alla Germania e salvaguardarne l’interesse, non sta rispettando il suo statuto, senza che né Lei né il premier né (quasi) nessun altro fiati.

Suggerisco, pertanto, di smetterla di mentire, di varare misure inefficaci e di calare le brache con la Germania: sono le modalità peggiori per guadagnarsi il voto di un laico di sinistra come me, far uscire l’Italia dal pantano e convincere degli arroganti “chiagne e fotte” come i Tedeschi.

Distinti saluti

V. (elettore PCI-PDS-DS-PD)

 

La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa

 
Draghi: "E' ora di cedere sovranità sulla riforme. L'Italia allontana gli investimenti". E Renzi lo applaude
La Bce lascia il costo del denaro allo 0,15%, ma il presidente mette l'accento sullo scarso coraggio nel riformare i paesi. Restano ancora rischi al ribasso per la ripresa dalle tensioni geopolitiche. Il premier: "Giusto, dobbiamo rimettere in ordine l'Italia"
07 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/07/news/la_bce_lascia_i_tassi_invariati_allo_0_15_-93325026/
 

La frase-invito-monito di Draghi per me è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi:

a) l’editoriale di Scalfari di domenica scorsa,[1] in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari); ed ha anticipato l’invito di Draghi,auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.

b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi,[2] recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe ed inique da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti,[3] nessuno dei governanti protesta.

c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine,

d) come accennavo ieri,[4] la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione.[4] Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.[5]

 

[1] Il concetto vi dissi... ora ascoltate com'egli è svolto
di Eugenio Scalfari  -  03 agosto 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/08/03/news/il_concetto_vi_dissi_ora_ascoltate_com_egli_svolto_-93014426/
[2] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml
[3] Carlo Clericetti - 8 AGO 2014
Draghi straparla, i governi stanno zitti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/08/draghi-straparla-i-governi-stanno-zitti/
[4] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html
[5] Recessione, depressione e 80€
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816654.html
Il Corriere della Sera prima ha censurato poi ha pubblicato poi ha cancellato un mio commento sui pesi del risanamento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816328.html
 



Articoli collegati:
 
Renzi telefona a Draghi: "Noi andiamo avanti"
Il Tesoro: "Bruxelles rifletta bene, il rallentamento riguarda tutta l'Unione". Il premier sulla richiesta di cessione di sovranità: "Il governatore parlava a tutti, ma noi non siamo d'accordo"
di Valentina Conte
08 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/08/news/renzi_draghi-93358306/

Padoan: "Anche la Bce faccia la sua parte.
Le riforme? Gli effetti nei prossimi due anni"
In un'intervista alla Bbc, il ministro dell'Economia sollecita l'Eurotower a riportare l'inflazione al 2%. Poi difende l'attività di governo: "Pochi trimestri non sono sufficienti per giudicare le nostre manovre". Sul rallentamentod el Pil: "Si sono sbagliati tutti, non solo l'Italia"
di Luca Pagni
17 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/17/news/milano_-_tutti_gli_attori_in_campo_facciano_la_laoro_parte_anche_la_bce_il_ministro_dell_economia_pier_carlo_padoan_interv-93970130/

L'ANALISI
Il superbanchiere e la deflazione
di Federico Fubini
18 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/18/news/il_superbanchiere_e_la_deflazione-94013652/

L’arrogante Commissione Europea

 
L'ira di Saccomanni, rilievi Ue sorprendenti
Ex ministro dell'Economia: 'Commenti su correttezza conti governo Letta incomprensibili e immotivati'
06 marzo, 18:34
''Sorprende - aggiunge l'ex titolare di Via XX Settembre - la decisione della Commissione di classificare come 'eccessivi' gli squilibri macroeconomici italiani, anche perché all'elevato debito hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-stati e l'operazione straordinaria di pagamento dei debiti delle P.a.,concordata con la Commissione".
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2014/03/06/Saccomanni-incomprensibili-rilievi-Ue-Debito-per-Salva-Stati_10190557.html
 

Anche io, come l’ex ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ritengo i rilievi della Commissione Europea ingiustificati.

Lo scorso dicembre, nel post L’arrogante Olli Rehn http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2799018.html, scrivevo le stesse cose dette oggi da Saccomanni:

“Anche per il debito pubblico, si sbaglia, poiché è vero che è altissimo, ma è quello cresciuto meno negli ultimi anni, dallo scoppio della crisi nel 2007. [2] E poi Rehn fa finta di non sapere che l’aumento in percentuale è dovuto soprattutto al calo del PIL e che negli ultimi 2 anni esso è cresciuto in valore assoluto per il contributo al MES (45 mld nel 2012 e 55 nel 2013 per salvare gli altri Paesi) ed il pagamento dei debiti della PA, misura autorizzata dalla Commissione UE.

Ma non incomprensibili, poiché essi, dal punto di vista di esecutori fedeli della "linea" come Barroso e Rehn, perseguono, in generale, 3 obiettivi:

1.    Continuare ottusamente e arrogantemente un gioco delle parti tra la UE e l'Italia per sostenere le politiche di austerity, ancorché palesemente in contraddizione, come si vede dai risultati dell’ultimo quinquennio, con l’obiettivo della crescita e della riduzione del rapporto Debito/PIL, agendo anche sul denominatore.

2.    Obbedire ai desiderata, o, meglio, ai diktat della Germania, che tiene sotto controllo i Paesi periferici (i famigerati PIIGS), in particolare la concorrente ed indisciplinata Italia, costringendoli ad aggiustare i loro deficit di competitività (espressi dai disavanzi commerciali) attraverso politiche economiche deflattive, segnatamente dei salari, e non anche politiche espansive nel Paese-guida – la Germania - che trae i maggiori benefici dalla moneta unica, anche se solo ora, alla fine del loro mandato, Barroso e Rehn incominciano a chiederlo.

3.    Costringere l’Italia a finanziare la crescita con misure straordinarie, attingendo le risorse dalla ricchezza degli Italiani, attraverso l’introduzione di un’imposta patrimoniale ingente.

 
Com’è noto ai lettori di questo blog, io condivido quest’ultimo obiettivo e da anni scrivo dell’esigenza di prendere i soldi necessari alla crescita ed a misure straordinarie di welfare (reddito minimo garantito e piano corposo di alloggi pubblici) varando un’imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota (prevedendo una franchigia di 800 mila-1 mln di €) ed un prestito forzoso di almeno 150-200 mld sulla metà del decile più ricco.
 
 
Post e articoli collegati:
 
Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
UE, dicotomie
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804624.html
L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vinces ko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html 
Fiscal compact, piove, anzi diluvia, sul bagnato. Alcune contromisure
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805158.html

Tutti pazzi per i bond dell'Eurozona. Ma la classifica del debito estero premia l'Italia e boccia la Spagna
di Vito Lops 5 marzo 2014             
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-05/tutti-pazzi-i-bond-eurozona-ma-classifica-debito-estero-premia-italia-e-boccia-spagna-105821.shtml
 
Le cause reali del calo dello spread
Alessandro Morselli* - 02 Marzo 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/il-cause-reali-del-calo-dello-spread/ 

BancoreuromoneteUe di Enrico Grazzini
Euro, come recuperare la sovranità monetaria
04/03/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Euro-come-recuperare-la-sovranita-monetaria-22815

Il parere di Letta, secondo Scalfari:
 
Caro Matteo, chi fa da sé non fa per tre
Eugenio Scalfari
09 marzo 2014
[…] Quanto alle contestazioni della Commissione di Bruxelles sui conti italiani, il parere di Letta è che esse siano state fatte per dare al nostro governo un’arma in più per vincere le resistenze della maggioranza che lo appoggia e che ora comprende anche Berlusconi. Si tratterebbe insomma di un’iniziativa figurativa, tanto più utile oggi che la maggioranza comprende di nuovo Forza Italia, contraria al programma che Letta avrebbe voluto presentare e che invece fu superata dal massiccio voto contrario che lo fece fuori.
http://www.repubblica.it/politica/2014/03/09/news/caro_matteo-80558397/

Krugman: “Monti proconsole della Germania per imporrel’austerità all’Italia”
Pubblicato da keynesblog il 25 febbraio 2013 in EconomiaEuropaItalia
http://keynesblog.com/2013/02/25/krugman-monti-proconsole-della-germania-per-imporre-lausterita-allitalia/
 

UE, dicotomie

 
bilancio pubblicopoliticheUnione europea di Roberto Romano
Ue, un'area economica senza governo
11/02/2014
Mentre i vincoli di finanza pubblica, indebitamento e debito pubblico, sono stringenti, gli impegni per la crescita e lo sviluppo restano per lo più delle (buone) raccomandazioni
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282
 
 
Tre osservazioni:
 
1. La dicotomia lamentata è presente anche – e soprattutto - nello statuto della BCE:
Obiettivi
“L’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi”.
Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2” (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea).
Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica.
http://www.ecb.int/ecb/orga/tasks/html/index.it.html
 
2. La dicotomia è amplificata negativamente, in Italia, dalla struttura “triangolare” della spesa UE: lo Stato centrale versa alla UE, che retrocede alle (inefficienti, segnatamente al Sud) Regioni.
 
3. Sul debito pubblico italiano, anche nella stessa Commissione UE sussiste una…dicotomia di giudizio:
“Il debito italiano è sostenibile. Mai rischiato il fallimento”
Il rapporto della Commissione europea sulla sostenibilità del debito dei Paesi dell’Unione
di Domenico Moro

http://keynesblog.com/2012/12/20/il-debito-italiano-e-sostenibile-mai-rischiato-il-fallimento/
 

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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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