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L’asilo nido fa bene o non? Dipende


18.07.17

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa prescolare sviluppata nel comune emiliano. Una ricerca vuole valutarne gli effetti. Sul “metodo Reggio” non raggiunge risultati definitivi, ma conferma che frequentare nidi e asili avvantaggia i bambini.


Mi pare che il contenuto dell'articolo smentisca in buona parte il titolo.

A mio avviso, l'agenzia educativa fondamentale è la famiglia e, in questo ambito, assume un rilievo fondamentale la dimensione affettiva genitori-figlio, fin dalla gravidanza e nei primi tre anni di vita del bambino; alla quale va abbinata via via la cura della altrettanto fondamentale dimensione etico-normativa.

Ne deriva come corollario che se l'asilo nido ricrea le stesse condizioni favorevoli, l’effetto sullo sviluppo intellettivo e morale del bambino-ragazzo-giovane adulto è sicuramente positivo; se, al contrario, ci sono deficienze nello sviluppo delle dimensioni affettiva ed etico-normativa, l'effetto è negativo. Ed allora si osservano effetti negativi della frequentazione degli asili nido, come attestato dalla ricerca svolta da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella, il cui titolo nella versione italiana è «La “meglio infanzia”: effetti dell’asilo nido sulle capacità cognitive, non cognitive e la salute dei bambini».



Post collegato:


Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido



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Dialogo con e su un figlio turpiloquente di un padre “castrante”



Riporto la discussione con e su un figlio turpiloquente di un padre castrante, censurata in parte da Carlo Clericetti, in calce a due suoi articoli nel suo blog “Soldi e potere”. Non sono riuscito a salvare tutti i commenti censurati. Tra me e carlovitorioso, talvolta spalleggiato da un similtroll – thread - che successivamente per fortuna si è dileguato, c’erano già state varie discussioni, ad esempio qui  http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/01/01/lettera-aperta-a-pier-luigi-bersani/, ma non avevo reagito, o qui, in cui il troll carlovitorioso ha dato la stura ai suoi insulti gratuiti ed ho reagito pesantemente  http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/12/11/io-sono-diverso/.

Il primo degli articoli, nel quale la discussione è cominciata e si è svolta quasi interamente, è questo:

Carlo Clericetti  -  19 FEB 2017

Bolognina, Lingotto, Leopolda, capolinea

Il secondo è quest’altro:

Carlo Clericetti  -  25 FEB 2017

Partito a vocazione subalterna


***


quelliche 20 febbraio 2017 alle 17:17

-------
Signore lei è un emerito imbecille, lo dico con cognizione di causa perchè viaggio spesso in Ungheria e Polonia, di questo paese conosco storia e lingua.
In questi paesi hanno solo una alta( fortunati loro) considerazione di se stessi, con la bizzarra convinzione che il destino dei loro paesi è nelle manoidei loro cittadini, e non di gentaglia come Juncker e katanien, loro si dei veri fascisti..ma che lo dico a fare? tanto lei non capirà!


@carlovittorioso
Non proiettare i tuoi difetti, ammannendoci le tue solite fesserie da vittima dell'ideologia di un padre castrante. Prescindendo dalle manchevolezze della gestione degli immigrati, i Polacchi, semplicemente, sono dei “cazzi loro”.
Polonia, due giorni in un Paese (di quasi 40 milioni) di ‘cazzi loro’
Vincesko


ma stai zitto idiota


[In calce al secondo articolo, subito dopo:]


vmvinceskij 25 febbraio 2017 alle 22:07

Senti moj koahne pedale...piccolo leguleio complessato, ciccisbeo del nulla...untuoso mellifuo che passi le giornate a scrivcere e rileggere in tuoi pippardoni grotteschi ... per devi contrastare chi ne sa più di te( il che ci vuole poco)...come dicevo della Polonia posso parlare con cognizione di causa...mi sono fatto da solo non sono un raccomandato come te che ha ottenuto un miserabile posto con prestazione fuori orario...rosumje male guvno?


Bersani e company stanno facendo un vecchio gioco di squadra, recuperare gli elettori che a loro dire si sono persi, quelli che in ogni intervista televisiva stanno friggendo salamelle al festival Dell'Unità e che rivendicano sempre un passato militante...insomma la solita fregatura ...passata la festa, cioè le elezioni, si metteranno insieme a renzi per formare il nuovo governo, ma solo per il bene del Paese ci mancherebbe...e se mancasse qualche numero sono altresì convinto che i buona voglia di berlusconi accorrerebbero... moriremo democristiani..alcuni come vmvinceskij anche cornuto e mazziato...


[In calce al primo articolo:]


@carlovitorioso
Non proiettare i tuoi difetti, figlio ben riuscito di un padre castrante. Vai a ragliare il tuo turpiloquio gratuito e autobiografico, segno di poco rispetto di te - et pour cause - e degli altri, da dove sei stato cacciato. E rivolgiti a uno psichiatra.
Vincesko


[In calce al secondo articolo:]


@carlovitorioso
Non proiettare i tuoi difetti, figlio ben riuscito di un padre castrante. Vai a ragliare il tuo turpiloquio gratuito e autobiografico, segno di poco rispetto di te - et pour cause - e degli altri, da dove sei stato cacciato. E rivolgiti a uno psichiatra.
Vincesko


@
vmvinceskij

povero demente mezzemaniche, scrivi da anni sempre lo stesso pezzo, e a tutti indistintamente, " ti consiglio questo...e bla bla... hai avuto un padre severo questo esula dall'io inconscio e bla bla.." .Piccolo impiegato del catasto frustrato ...buono per raccogliere segmenti altrui di un discorso politico che non sai portare avanti..scommetto che hai nel cassetto il grande libro della tua vita ,che nessun editore ha voluto pubblicare, cos' è che ti turba? sei un figlio non voluto? tua madre ti preferiva la sorellina? e ti vestiva con i suoi vestitini dismessi? ti obbligava a mettere i bigodini? ...piccolo Spriano di periferia...imitatore d'accatto ...il PCI che racconti ha poco di Canfora e molto delle figurine del Dash che tua madre ti regalava per illudere la tua vocazione di piccolo intellettuale quando i tuoi compagni delle elementari ti fregavano le merendine..è da li che nasce il tuo complesso di inferiorità culturale?....

userò parole semplici ...alla tua portata...La Polonia la frequento da 42 anni, di quel paese conosco Storia e Lingua..pregi e difetti , enucleati già da Wiston Churchill...e tu non sai na mazza..prendi 2 euro e vai a comprati in ghiacciolo..tieni pure il resto..e sparisci..sostantivo da Corazzatta Potemkin.


 

vmvinceskij

Lo sviluppo del dialogo tra me e il figlio turpiloquente del padre castrante lo si può trovare qui, dove era cominciato:

Vincesko

(censurato)


[In calce al primo articolo, fino al termine della discussione:]


scrivi un unico pezzo...vedi che ho ragione a darti del demente?


Suggerisco a tutti i partecipanti a questo blog di evitare attacchi personali e ancor più insulti. Non servono a convincere delle proprie ragioni e fanno scadere spiacevolmente la discussione.


concordo, ma faccio notare che i miei rafforzativi verbali sono solo in risposta ad una aggressione immotivata.


Infatti non dicevo solo a lei, mi rivolgevo a tutti.


vmvinceskij

Qui, per fortuna, è tutto scritto.


Citazione: "carlovitorioso 21 febbraio 2017 alle 14:05

quelliche 20 febbraio 2017 alle 17:17

-------

Signore lei è un emerito imbecille".


carlovitorioso (nickname che di tutta evidenza va letto all'opposto) o è talmente malato da non essere consapevole che si comporta in modo ributtante, offendendo gratuitamente - come si può verificare, fin dal suo esordio in questo blog[1][2] - chi non la pensa come lui, approfittando vigliaccamente dell'assenza di moderazione, o è un emerito bugiardo o entrambe le cose.

[1] http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/11/09/trump-la-rana-e-lo-scorpione/


Come è facilmente verificabile, non contento di aver replicato qui, ferito nel suo amor proprio malato, ha continuato compulsivamente in calce a “Partito a vocazione subalterna”. 

Vincesko

(censurato)


[2] carlovitorioso 15 dicembre 2016 alle 23:28

jeantine01 sei un cretino, tu l'interesse nazionale ce l'hai nel c***

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/12/11/io-sono-diverso/ 

Vincesko


PS: Ho riportato solo 2 esempi, ma ce ne sono vari altri.

(censurato!)



Caro Carlo Clericetti,
Vedo adesso che lei ha censurato i miei commenti (in calce a questo e al suo successivo articolo), e questo mi sorprende, per 3 motivi:
1. perché lei affermò di essere contrario alla censura;
2. perché nel mio commento censurato mi ero limitato (quasi) a riportare 2 esempi di vari commenti gratuitamente e pesantemente offensivi dell’incontinente carlovitorioso (come si può facilmente verificare, egli è aduso a distribuirli, fin dall’inizio della sua frequentazione di questo blog - credo novembre 2016 -, a chi la pensa diversamente da lui), peraltro non rivolti a me, ma, rispettivamente, a quelliche e a jeantine;
3. perché è una decisione esagerata (lei ha “dovuto” perfino censurare, in calce al suo articolo “Partito a vocazione subalterna”, dove carlovitorioso incongruamente aveva reiterato i suoi commenti offensivi nei miei riguardi, il mio rinvio alla discussione svoltasi qui in cui è iniziata e – di “norma” - sarebbe dovuta restare) e iniqua, poiché lei ha lasciato indenni là i commenti gratuitamente offensivi di carlovitorioso.
A questo, ne va aggiunto un quarto: che lei, poco aduso, mi pare, a trattare paranoici e simili, o non ha capito che la mia replica iniziale sopra le righe (24 febbraio 2017 alle 21:57) al commento gratuitamente offensivo di carlovitorioso a quelliche (21 febbraio 2017 alle 14:05), è solo apparentemente gratuita, poiché volevo far esplodere il caso di un incontinente verbale al quale viene da lei consentito di offendere gratuitamente chi la pensa diversamente da lui, o lo ha capito benissimo, vista la sua reazione censoria esagerata, che – detto con franchezza - per solito è indizio infallibile di senso di colpa per coda di paglia.
Poiché – com’è noto - io aborro la censura (come si può facilmente verificare, nel mio blog abbastanza letto ma pochissimo commentato ci sono commenti offensivi verso di me di immancabili paranoici in disaccordo con quanto ho scritto) e – com’è forse altrettanto noto - quando la ritengo immotivata abbandono il sito, saluto lei e tutti gli altri.
Vincesko

PS: Per chi fosse interessato a leggerli, riporterò i miei commenti censurati da cclericetti in un mio prossimo post del mio blog.


Caro Vincesko, dopo aver ripetutamente invitato tutti i partecipanti a questo blog ad evitare attacchi personali, visto che invece si stavano intensificando ho ritenuto di cancellare gli ultimi suoi e anche di carlovitorioso, che contenevano solo insulti reciproci e neanche lontanamente connessi con un qualsiasi dibattito. Non ho cancellato mai nessuna opinione, anche se era del tutto opposta alle mie e persino se era strampalata (e ce ne sono state parecchie, di entrambe le categorie). Lei quindi usa la parola "censura" del tutto a sproposito. Se decide di abbandonare questo blog mi dispiace, perché i suoi interventi sul merito dei problemi sono sempre interessanti e ben documentati. Però un minimo di rispetto per il "padrone di casa" ci vuole: non sono io che ho fatto uno sgarbo a lei, ma lei a me. Per quanto mi riguarda lo considero un semplice e poco importante incidente di percorso. Io ci metterei una pietra sopra. Veda lei.
Buona serata.


Caro Carlo,
Premessa
Innanzitutto, sgombro il campo da qualunque intenzione mia di mancarle di rispetto non tenendo conto dei suoi inviti ad evitare attacchi personali, nel perseguire le mie finalità pragmatiche, che vado ad esplicitare meglio.
Censura
Il mio commento censurato non conteneva miei insulti, ma quelli - gratuiti e a freddo – di carlovitorioso ad altri due frequentatori di questo blog, il primo dei quali, rivolto a quelliche, lo si può ancora leggere sopra (21 febbraio 2017 alle 14:05); il secondo, rivolto a jeantine, anch'esso ancora presente, segnava l'esordio turpiloquente dell'incontinente verbale (
http://www.treccani.it/vocabolario/incontinenza/) carlovitorioso in questo blog (in calce all’articolo “Io sono diverso”, commento del 15 dicembre 2016 alle 23:28).
Blog
Io sono affezionato al suo blog, che frequento da quasi 3 anni ed al quale ho cercato di dare un apporto concreto e diuturno sia in termini di commenti, sia in termini di contenimento della presenza “debordante” di paranoici e simili, attratti irresistibilmente qui dall’assenza di moderazione. Lei è troppo signore per poterlo e saperlo fare (vedi il caso eclatante del monocorde, ripetitivo e artatamente logorroico gorby7).
Proprio per questo, come scrivevo nel mio commento precedente, ho ritenuto utile fare scoppiare il caso del turpiloquente tuttologo carlovitorioso, la cui presenza - io temo - oltre ad abbassare il livello qualitativo dei commenti, disincentiva gli altri frequentatori dal farli.
Sondaggio interno
Ma è una mia deduzione e perciò mi posso sbagliare, perché non lancia un sondaggio all'interno del blog sul comportamento dell’incontinente carlovitorioso e sui suoi effetti, così lo verifichiamo?
Troll
Le debbo un chiarimento: qualche mese dopo l'inizio della mia frequentazione di Internet, partecipai per sei mesi ad un forum di politica (ormai chiuso) in Libero Community, frequentato da “destri” e “sinistri”, e letteralmente infestato da tre terribili troll di destra, volgari, sleali e maramaldi, che vi imperversavano agevolati dall'assenza della moderazione (che Libero, non so perché, aveva deciso di togliere). Anche io, che inesperto ero dedito esclusivamente a fare CONTROINFORMAZIONE documentata su Prodi, Berlusconi e Tremonti, ne dovetti subire gli attacchi gratuiti e proditori. In particolare di uno, ignorante matricolato, che discettava su tutto ed attaccava violentemente e proditoriamente chiunque esprimesse un’opinione diversa dalla sua, ed era particolarmente affezionato al termine “merda”; al quale, soltanto grazie ad un espediente dialettico (vista l’inutilità di qualunque dialogo, dopo la prima volta non mi rivolgevo a lui mai direttamente e lo sfidai ad avere il coraggio di confrontarsi a viso aperto declinando nome, professione, stato familiare), feci confessare pubblicamente il suo nome di battesimo, il peso (120 Kg), che era scapolo e senza figli e beneficiario periodicamente di un sussidio di disoccupazione. Errore grave, per un troll rinunciare all’anonimato, sia perché la forza di un troll è soprattutto nell’anonimato, sia perché lo pagò divenendo oggetto di sfottò e di dileggio da parte di qualcuno dei suoi avversari. In ogni caso, immagini la scena: un omone di 120 Kg, che, mantenuto dalla collettività, seduto dietro una tastiera, faceva h24 il troll (di destra) sommergendo gli avversari politici (di sinistra) di epiteti e di merda, sadomasochisticamente esaltandosi nei duelli scurrili talvolta quasi interminabili.
Fu per me un’esperienza dura ma istruttiva, dopo la quale decisi di fare l’acchiappamatti (il web come la vita reale ne è pieno, in grado lieve, per lo più, o elevato), instaurando decine, forse centinaia di duelli dialettici, vincendoli tutti, tranne in pochissimi casi: i matti veri sono imbattibili. Per tre anni, quindi a lungo e ricavandone un abbondante ampliamento della casistica, già in mio possesso per ragioni professionali ricavata dalla vita reale, e chiavi interpretative – questa volta - dei testi scritti (che è un po’ più difficile dell’analisi de visu dell’interlocutore) e delle loro reazioni (modi e tempi), quasi infallibili per inferirne aspetti problematici della psicologia. Poi mi sono annoiato.
Padre (o madre) “castrante”
Non a caso con carlovitorioso ho fatto riferimento al padre castrante. In base alla mia esperienza, l’incontinenza verbale di un individuo (maschio o femmina) trova la sua causa in una figura educativa troppo severa, autoritaria (genitore, parente, insegnante), che li ha dovuti subire a sua volta (quella che io definisco la famigerata “catena”) prodiga di insulti (scemo, idiota, deficiente, imbecille, demente, ecc. ecc.), per solito ammanniti al poveretto o poveretta anche o soprattutto pubblicamente, con un inevitabile crescente depotenziamento del sentimento naturale di vergogna, che di norma costituisce un utile freno. Il quale, poi, per effetto del potente meccanismo della coazione a ripetere, se ne “libererà” propinandoli compulsivamente agli altri, rei semplicemente di affermare tesi differenti dalle sue o di mostrare renitenza ad accogliere senza indugio la sua “saggia”, onnisciente visione della vita.
Conclusione-suggerimento
Se quanto precede è solo almeno parzialmente fondato, se lei, come ovviamente credo, è affezionato al suo blog e intende salvaguardarne la indubbia qualità, può sicuramente continuare ad applicare – come faccio anche io nel mio - la sua regola liberale di aborrire la censura, ma dovrebbe anche – a mio avviso – prendere in considerazione l’ipotesi di mostrare il cartellino giallo e poi, in caso di recidiva, quello rosso a chi, per tare psicologiche serie determinate per sua terribile sfortuna da educatori “castranti”, è incline al turpiloquio ed all’insulto grave gratuito – e sottolineo gratuito - a danno di altri frequentatori di questo blog. Non fare questo determinerebbe – almeno ai miei occhi - una stridente discrepanza tra la sua giusta severità verso i cattivi governanti (vedi i suoi ultimi articoli) e l’insufficiente gestione del suo blog al riguardo della tutela dei suoi frequentatori da attacchi personali a freddo gratuiti e proditori da parte di chi s’illude di sostituire con questi, col corredo di un uso smodato del meccanismo difensivo della proiezione, un’adeguata, dolorosa e costosa terapia psicologica o perfino psichiatrica.
Cordialmente,
Vincesko


carlovitorioso 6 marzo 2017 alle 19:06

guasti della legge Basaglia....emerito idiota

(censurato)


carlovitorioso 6 marzo 2017 alle 19:08

questo tizio, meticoloso,permaloso,sciocco, didascalico ha tutte le stimmate del serial killer

(censurato)


Caro Vincesko, io intervengo pochissimo (anzi, quasi per niente) sui commenti, per quanto strampalati, perché ho fiducia nella capacità di discernimento dei lettori, o almeno di quei lettori che hanno voglia e sono in grado di ragionare. Inoltre penso che sia utile che tutti vedano come ragiona il prossimo, bene o male che lo faccia. A volte cerco di opporre dei ragionamenti a qualcuno che va a ruota libera, come il mitico Gorby (che da un po' è sparito: chissà, forse si è fatto spiegare meglio da qualcuno il moltiplicatore e il colpo è stato così duro da lasciarlo senza parole). In ogni caso credo che nessuna buona ragione potrà mai convincere chi si rifiuta per principio di prendere in considerazione tesi diverse da quelle di cui è fideisticamente certo. In quei casi, è anche inutile attaccare queste persone. Comunque prenderò in considerazione il suo suggerimento, ma lo applicherò solo in casi estremi, per i motivi che ho spiegato. Un cordiale saluto, Carlo


domenicobasile 7 marzo 2017 alle 20:10

Caro Clericetti sono lontano con forte fuso orario e seguo come posso.
Noto che negli ultimi tempi i post brevi anche brevissimi , spesso infarciti di insulti non sono rari e fanno rimpiangere, è un'iperbole, i commenti di Gorby.
C'è à mio avviso una differenza fra un blog di economia ed una pagina FB. A Lei stabilire una frontiera fra i diversi tipi di contenuti.
In quest'ottica il suggerimento conclusivo di Vincesko non mi sembra campato in aria...


carlovitorioso 8 marzo 2017 alle 08:48

@clericetti

insomma se io do dell'imbecille ad uno che , graziosamente, mi ricorda mio padre castrante, scado nel turpiloquio... bah! ma è il destino delle persone dinamiche con una cultura superiore come la mia...(si sono molto vanitoso e mi ritengo superiore culturalmente a certi individui) dovermi confrontare con elementi gregari che scadono nello yes men come l'ultimo commento...ma lei vuole discorsi sinceri o la palude dei mediocri?


@carlovitorioso
Io voglio che si discuta sui problemi, cosa a cui gli attacchi personali non aggiungono nulla, oltre a dare una sgradevole sensazione di rissa. Quando nei talk televisivi vedo che c'è Sgarbi, per dire, io cambio subito canale. Questo l'ho detto più volte rivolgendomi a tutti i partecipanti al blog. Siccome ho visto che negli ultimi tempi si stava andando verso una degenerazione, ho cominciato a cassare i post più sgradevoli. Spero di non essere più costretto a farlo: non ho nessuna voglia di fare il maestro di scuola, quindi non tiratemici per i capelli. Ve ne sarò grato.


Caro Carlo,
mi permetto di rilevare che nel suo universo zoologico mancano i matti, più o meno gravi, con i quali, dominati dai loro dèmoni, il dialogo razionale è semplicemente impossibile. Le suggerisco amichevolmente di prendere atto di questo dato della realtà, anche se prenderne atto pare confliggere con il suo animo signorile. Il che però - mi dispiace per lo sforzo a cui la chiamo - non la esime dall'assicurare al suo blog un'agibilità appena passabile, non inficiata da elementi palesemente patologici.
Dopo aver letto il commento di Domenico, le rinnovo pertanto l'invito ad effettuare un sondaggio interno sul comportamento del turpiloquente carlovitorioso, incapace "strutturalmente" - come si vede - per tare evidenti perfino di distinguere le cause dagli effetti ed assumersi le sue gravi responsabilità (come il suo uso massivo della proiezione, meccanismo difensivo tipico dei deboli di spalle, svela plasticamente), sebbene qui sia tutto scritto con data e ora dei commenti. Come è evidente, almeno a chi ha occhi per vedere, individui sottoposti in età infantile a trattamenti "castranti", oltre a risentirne in termini di sviluppo intellettivo, diventano privi di senso della realtà, senso della misura, senso logico, e di semplice buonsenso. Non varrebbe nemmeno la pena perdere tanto tempo a discutere di un carlovitorioso qualsiasi, che si gratifica, avendo ricevuto molti insulti e poche gratificazioni o punto da ragazzo, altrimenti non sarebbe ridotto così, proprio assumendo il ruolo di protagonista, anche se in negativo, come capita abitualmente ai troll.
Anzi, se Carlo Clericetti non riterrà di farlo, mi permetto di invitare gli altri frequentatori di questo blog a dire la loro. Poi ognuno trarrà le conseguenze che riterrà.

PS: A proposito di educatori “castranti” inclini all’insulto, sub specie insegnanti, tra gli epiteti m’era rimasto nella penna “asino” (in napoletano, ciuccio). Me l'ero riservato per il prosieguo del "dialogo" col suddetto <carlovitorioso, un evidente ignorante matricolato che iperbolicamente s'impanca a maestrino severo e turpiloquente. Segnalo, perciò:

Calabria, sospese due maestre per schiaffi e minacce ai bimbi: "Somari bestie, vi taglio le mani"
Alle due insegnanti, 49 anni, della quinta classe di una scuola elementare di Oppido Mamertina, è stata notificata un'ordinanza di sospensione dall'attività. Le indagini, avviate nel novembre 2016 dopo la denuncia di alcuni genitori, si sono avvalse delle riprese video delle telecamere installate nella scuola
di ALESSIA CANDITO
08 marzo 2017

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/03/08/news/calabria_schiaffi_e_minacce_ai_bimbi_maestre_sospese-160035800/
Vincesko


Se qualcuno vuole esprimersi in proposito lo faccia. Ma non ricominciamo con gli insulti, per favore.


Caro Carlo, grazie, ma - scusi se insisto - in situazioni che richiedono forse un TSO è un po' pochino invitare ad astenersi dagli insulti. In questi casi, mi creda, quando si ha a che fare con troll, che si esaltano sadomasochisticamente nello scambio di insulti, la censura dei commenti non serve, occorre il cartellino rosso.
Vincesko

PS: Poiché il troll carlovitorioso è inconsapevole di esserlo o fa il furbo e per giunta si traveste da vittima, riporto per la terza volta solo due esempi di suoi commenti insultanti e assolutamente gratuiti, non rivolti a me, pregando Carlo Clericetti di non ricensurarmeli. Ripeto ancora una volta: solo a questo punto, ho deciso di far scoppiare il caso carlovitorioso per disinfestare il blog. Fare attenzione alle date.

Citazione1: carlovitorioso 15 dicembre 2016 alle 23:28
jeantine01 sei un cretino, tu l'interesse nazionale ce l'hai nel c***
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/12/11/io-sono-diverso/

Citazione2: carlovitorioso 21 febbraio 2017 alle 14:05
quelliche 20 febbraio 2017 alle 17:17
-------
Signore lei è un emerito imbecille".
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/02/19/bolognina-lingotto-leopolda-capolinea/#comment-5175


carlovitorioso, non vorrei espellere nessuno dal blog. Mi fa la cortesia di impegnarsi esplicitamente ad evitare espressioni irriguardose, così possiamo chiudere questa storia?


carlovitorioso 9 marzo 2017 alle 14:00

ha ragione



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Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido


Ricerca Asili nido e Progetto educativo

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Da:

v

22 dic 2016 - 19:38 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

<andrea.ichino@unibo.it> http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

C

<andrea.ichino@eui.eu> 

 Egr. Prof. Andrea Ichino,

Le scrivo con notevole ritardo in riferimento alla ricerca da Lei condotta, assieme a Margherita Fort e Giulio Zanella, intitolata “SIAMO SICURI CHE L’ASILO-NIDO FACCIA BENE AI BAMBINI?”,[1] la cui notizia ho ricavato dal sito del Prof. Pietro Ichino.

Io sono un profano della materia, però per ragioni personali ho cominciato a riflettere da diversi anni sul tema dell’educazione come determinante dello sviluppo intellettivo e di una personalità “forte”, non problematica e sono arrivato, attraverso poche buone letture e l'osservazione empirica, ad alcune conclusioni, che ho riportato, prima in alcuni forum (ormai chiusi) e poi, una volta che me lo sono creato, nel mio blog.

Ed essendo un pragmatico, l'ho trasformato in un progetto, che poi ho scoperto era stato già lanciato – quasi simile - e realizzato, in pochissimi casi, dalla Regione Campania con fondi europei, ma limitato ai bambini a rischio (famiglie di drogati, ecc.).

La conclusione principale cui sono pervenuto è che il MATTONE fondamentale per la costruzione di una personalità “forte”, equilibrata, sicura di sé è (a) (mutuata da Alice Miller) l'AMORE della madre e del padre durante la gravidanza e nei primi anni di vita (quando si sviluppano le sinapsi e gli assoni); alla quale ho aggiunto come mio apporto (b) una DISCIPLINA CONGRUA; e (mutuata da Freud) (c) la NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA' SESSUALI, come paradigma di un'educazione non repressiva, fatta di un mix equilibrato di sì e di no.

Debbo dire che l'ho applicato "artigianalmente" con mia figlia e pare funzionare. Ma purtroppo, per ragioni di residenza, a distanza. Ed invece, appunto, dovrebbe far parte di un PROGETTO EDUCATIVO rivolto alle madri in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli, con l'assistenza a domicilio di Health Visitor, sulla falsariga di quanto viene fatto, ad esempio, in Finlandia.

Ho raccontato tutto in dettaglio nel quarto - lunghissimo - di questi miei 4 post, ma, se Lei è interessato, preavvertendola che non c'è alcuna mia pretesa di scientificità, Le suggerisco di arrivarci attraverso gli altri 3 (ho dovuto crearmi un secondo blog, poiché il primo è spesso in avaria).

N. 4 post sull’educazione:

1. Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni

2. L’istruzione è alleanza famiglia-scuola

3. Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo

4. Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo


Cordialmente,

V.



Re: Ricerca Asili nido e Progetto educativo

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Da:

Ichino, Andrea (Andrea.Ichino@EUI.eu) http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

26 dic 2016 - 11:07 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A:

"v

 Mille grazie per il commento. Cerchero’ di leggere i suoi blog.

Intanto qui trova il testo originale della ricerca.

Cordiali saluti,

Andrea Ichino



I: Rivoluzione culturale e Progetto educativo

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Da:

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

26 dic 2016 - 21:48

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<andrea.ichino@unibo.it>http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

CC:

<andrea.ichino@eui.eu> 

Egr. Prof. Ichino,

Dopo aver ricevuto la Sua cortese risposta, ho riletto il mio post n. 4 Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo ed ho ritrovato questa mia vecchia e-mail in esso riportata (nell'ultima parte), che ho inviato in data 11 ottobre 2010 alla Sen. Anna Maria Serafini, prima firmataria della proposta di legge (Atto Senato n. 812 http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&leg=16&id=31770) sugli asili nido intitolata “Un nuovo piano straordinario per un’educazione di qualita’ 0-6”, nella quale affermavo: “Io credo che non basti partire dall'asilo nido, e lo credo proprio sulla base delle acquisizioni della scienza (inclusi supporti strumentali come l'ecografo ed ora il “brain imaging”), ma basterebbe solo una capacità congrua di osservazione empirica, sorretta da quel che scrive, ad esempio, Alice Miller o da quel che fanno all'estero. Io credo che occorra partire prima, fin dalla gravidanza, e poi nei primi 3 anni di vita dei figli, periodo in cui il cervello è come una spugna ed assorbe tutto – di bene e di male - con grandissima facilità, e con un lavoro di assistenza a domicilio, rivolto alla figura cruciale dell'educazione: la madre (ed al padre), per una vera rivoluzione culturale”.
Gliela inoltro. La Sen. Serafini non mi ha risposto. In calce al mio post n. 4, ho riportato, in fondo, l'articolo della vostra ricerca. Se non ha niente in contrario, riporterò probabilmente questo nostro breve scambio di e-mail in un post nel mio blog.
Cordiali saluti,
V.


UNA RICERCA OSSERVA UN EFFETTO NEGATIVO DELLA SUA FREQUENTAZIONE A 0-2 ANNI SUL QI DELLE BAMBINE CON FAMIGLIE PIÙ AGIATE – POTREBBE ESSERE CHE NEI PRIMI ANNI DI VITA LE INTERAZIONI “UNO A UNO” CON GLI ADULTI SIANO ESSENZIALI PER LO SVILUPPO COGNITIVO E CHE A QUELL’ETÀ LE BAMBINE SIANO PIÙ IN GRADO DI BENEFICIARNE

Sono qui disponibili in formato pdf alcuni documenti relativi alla ricerca svolta da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella il cui titolo nella versione italiana è La “meglio infanzia”: effetti dell’asilo nido sulle capacità cognitive, non cognitive e la salute dei bambini, presentata per la prima volta a Siracusa, a un convegno della Fondazione Rodolfo De Benedetti, il 23 giugno 2016: A) il testo originale in lingua inglese; B) il rapporto sintetico in lingua italiana; C) le slides della presentazione svolta a Siracusa; D-E) i servizi pubblicati in proposito dal Corriere della Sera nell’edizione nazionale del 28 giugno e nel dorso bolognese del giorno successivo; F) l’articolo comparso in proposito sul quotidiano The Times il 1° luglio; G) la risposta dei tre Autori, sul Corriere della Sera del 30 giugno, ad alcuni commenti critici ricevuti, a seguito della pubblicazione degli servizi dello stesso quotidiano sui risultati della ricerca


Tedeschi, anche i popoli hanno una psicologia

 
Carlo Clericetti
7 FEB 2015
La partita greca tra ipotesi e sospetti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/07/la-partita-greca-tra-ipotesi-e-sospetti/


 
http://0.gravatar.com/avatar/dbfc0dd7789de0121e49e14dea2213db?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
desertflower 7 febbraio 2015 alle 12:35

Incomincio a pensare che la Germania sia "caratterialmente" un paese che "destabilizza"! Vediamo come va a finire con l'Ucraina.

 

@desertflower (7 febbraio 2015 alle 12:35)

Anche i popoli hanno una psicologia. Io non sono mai stato in Germania, ma da ragazzo lessi che parecchi dei Tedeschi che venivano per turismo in Italia lo facevano anche perché, non appena passavano il nostro confine, potevano sfogarsi violando impunemente le regole.

Sono invece stato qualche volta in Svizzera, dove regnava l’ordine e la pulizia, persino (a parte la terribile puzza) in campagna attorno alle vasche di merda per la concimazione, ed ho giudicato quello svizzero (anche se io di popoli ne conosco pochi) il popolo più stronzo al mondo. Poi ho trovato qualche conferma nei libri di Durrenmatt... [1]

Sono stato spesso in Trentino-Alto Adige, dove ho anche fatto il militare (quasi alla fine degli anni ’60, quando c’era ancora qualche episodio di terrorismo);[2] tutto bello, pulito e ordinato, e mi sono un po’ reso conto del perché l’Alto Adige avesse allora il primato dei suicidi in Italia. Anche la Polizia italiana era atipicamente severissima lì.

Poi, negli anni ’70, dopo il varo del Pacchetto Alto Adige,[3] lì sono arrivati i turisti italiani, dei quali gli altoatesini di lingua tedesca, che prima quando gli chiedevi un’informazione in italiano facevano finta di non capire, apprezzarono presto la propensione a spendere e l’uso di mangiare al ristorante partendo dall’antipasto e finendo col caffè, appetto ai turisti tedeschi che arrivavano in gruppo, consumavano soltanto un piatto di spaghetti e scappavano. Devono essere rimasti uguali, poiché ho letto pochi giorni fa che il tedesco, se ha 3 patate, ne mangia soltanto una e vende le altre 2…

L’educazione troppo severa non fa mai bene. Questo vale sia per i popoli che per le persone. Ho trascorso recentemente 3 anni in un piccolo paesino collinare del salernitano di 4 mila anime e sono rimasto impressionato dalla severità, freddezza e scarsa empatia degli abitanti. Anche lì c’è un alto tasso di suicidi e mi capitò di sventarne uno, poiché un ragazzo, lasciato dalla fidanzata, pensò bene di tentarlo – invero maldestramente – impiccandosi al lampione sotto casa mia.[4]

Io non ne so molto, ma pare che il protestantesimo[5] dia una mano a crescere con troppa severità. Basta vedere la cancelliera Merkel, che è figlia di pastore protestante…[6] I Tedeschi sono bravissimi nell’economia, nel commercio, nell’organizzazione, nella musica, nella filosofia, nello sport, ma in politica sono negati. Finché avevano bisogno dello scudo statunitense ed europeo ed erano sotto tutela, hanno fatto i bravi, ma ora che per loro meriti e per demerito degli altri (soprattutto Francesi e Britannici) sono diventati i leader in Europa, viene fuori tutta la loro incapacità di assumersi anche la responsabilità e gli oneri della loro leadership, persino sotto forma di consumi e investimenti interni per il benessere dei Tedeschi![7] E, come capita a tutti quelli educati troppo severamente, sfogano le loro frustrazioni con gli altri con un sovrappiù di spietatezza.

Va anche aggiunto, per completezza, che un po’ dell’arroganza e del complesso di superiorità tedesca nei riguardi dei Paesi latini e dei Greci ce l’hanno anche i “satelliti” Olanda, Belgio, Finlandia, ecc.

Conclusione: completiamo i compiti a casa, ma quel che è certo è che il modo peggiore di trattare gli arroganti con supposto complesso di superiorità è l’acquiescenza. W i Greci!

 

[1] Friedrich Durrenmatt http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_D%C3%BCrrenmatt

[2] Quella volta che le mucche fermarono il tiro degli obici
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748524.html

[3] Pacchetto Alto Adige http://it.wikipedia.org/wiki/Pacchetto_per_l'Alto_Adige

[4] Tentato suicidio (sventato) http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2721885.html

[5] Protestantesimo http://it.wikipedia.org/wiki/Protestantesimo
Qual è la differenza tra i cattolici e i protestanti?
http://www.gotquestions.org/Italiano/differenze-cattolici-protestanti.html

[6] Angela Merkel http://it.wikipedia.org/wiki/Angela_Merkel

[7] La Germania risana i conti, ma non investe nelle infrastrutture
DARIA DELNEVO - 4 febbraio 2015
I finanziamenti sono scesi al disotto del 2% del Pil, ma per il German Marshall Found, se si vuole garantire in futuro la prosperità della società tedesca è necessario investire di più e meglio, favorendo alle grandi opere progetti su piccola scala a livello di quartiere
http://www.eunews.it/2015/02/04/la-germania-risana-conti-ma-non-investe-nelle-infrastrutture/29646

 

 
Post e articolo collegati:
 
N. 16 post sulla Germania, lo spread ed altro

(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html 

(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html

(3) L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

(4) Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html

(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html

(6) I facitori dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html

(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html

(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html

(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html

(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html

(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795390.html

(12) Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html

(13) L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html

(14) Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html

(15) Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811768.html

(16) False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html

 

La cultura del ferroviere-controllore

 
Concetto Vecchio
19 DIC 2014
Un libro per Natale
http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2014/12/19/un-libro-per-natale/
 
 
Citazione: “Scrive Parks, a proposito di quel terribile Paese che è oggi è diventata l'Italia: "Una cultura di regole ambigue e di accese discussioni che non portano a nessun risultato preciso sembra fatta apposta per indurti a assumere un atteggiamento mentale basato sulla vendetta e il risentimento che succhia l'energia a ogni altro settore della vita. Diventi un membro della società nella misura in cui ti senti trattato ingiustamente, aggredito". Una fotografia amara”.
 
L’autoritarismo è la pulsione irrefrenabile del burocrate mediocre o ottuso.
La spiegazione plausibile ce la dà il grande Fedor M. Dostoevskij ne “I Demoni”, per bocca di Stepan Trofimovic Verchovenskij (cito a memoria, e manco a farlo apposta parla di ferrovieri): Tu prendi un qualunque imbecille e lo metti dietro una scrivania a vendere biglietti ferroviari; la sua prima preoccupazione sarà quella di ‘nous montrer son pouvoir’”.
 
Qual è la causa e quale l’effetto?
Premetto che mi riferirò in particolare agli Italiani meridionali, ma ormai – anche per effetto della tv - c’è un’omologazione. E’ un atteggiamento culturale deteriore che poggia, da un lato, sul sospetto che l’italiano sia un furbo e un imbroglione; e, dall’altro, sulla convinzione che il potente possa prevaricare sul debole.
 
Cultura (in senso antropologico)
Gli Italiani apprendono e fanno propria gradualmente la cultura locale, intesa ovviamente, come è ben spiegato nella voce di Wikipedia, nel suo significato antropologico, di insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini della popolazione del posto: dal non buttare l’acqua sporca dal balcone, come avveniva nelle case di ringhiera a Milano negli anni ’70, o nel Sud, nel palazzo in cui abitavo, negli anni’80-‘90) o la carta a terra, al rispettare i patti, la parola data, la fila, la buonafede del cittadino; il sì è sì, il no è no; ecc. ecc.
 
Diseconomie esterne
Nella mia attività di piccolo imprenditore e poi di lavoratore autonomo, a Napoli, ne ho viste di tutti i colori; ed il rodaggio mi è costato parecchio, in tutti i sensi.
All’inizio della mia permanenza (ora, le cose sono migliorate), tre cose in generale m’impressionarono subito: 1) la stragrande maggioranza dei napoletani non dà la precedenza alle ambulanze; 2) non si rispettano i semafori rossi e, se tu ti fermi, dietro s’arrabbiano pure e strombazzano senza sosta; 3) il numero esorbitante di motorini che transitano pericolosamente sui marciapiedi, in mezzo alla gente.
Per le ambulanze, chiesi lumi agli amici napoletani: mi dissero che non si fermano e non le fanno passare perché gli autisti fanno i furbi per tornare prima, perché NON portano nessun paziente a bordo. Obiettai: ma come fate a saperlo? Non lo sappiamo, ma noi ragioniamo come se lo fosse, sicuri della furbizia dell’autista, che va punita… (con una severità esagerata, che è sempre un chiaro indizio di coda di paglia). Questo è (era) solo un esempio – invero eclatante – della logica stortignaccola imperante a Napoli.
Per un’induzione estrapolata dall’esperienza personale di 15 anni, nell’intera Campania, in particolare nel napoletano, ritengo siano davvero impressionanti il numero di volte, i Km sprecati, le centinaia di migliaia (o milioni) di telefonate, i milioni (forse miliardi complessivamente finora) di € che vengono buttati al vento, a causa degli appuntamenti di lavoro non rispettati, anche più volte, anche se li si conferma prima di partire; o a causa della sub-cultura locale, retaggio forse storico, che induce un numero incredibile di persone (quasi tutti?) a dire sì, sono interessato, anche quando è no, non sono interessato (è la riedizione nella vita reale di quello che avviene nella vita onirica: il ribaltamento del significato). Può sembrare incredibile, ma, a differenza dei Paesi civili, il rapporto di lavoro – oltre che quello sociale – difficilmente, a Napoli, è basato sul rispetto reciproco, ma spesso su una sorta di competizione sleale, alimentata da un sentimento di supposta superiorità, venata talvolta di un vero e proprio “sadismo” vendicativo compiaciuto, della serie (me l’hanno confidato): ora, io sono il martello e gli altri l’incudine; oppure, l’han fatto a me ed io lo faccio agli altri; in una catena diabolica infinita e costosissima.
 
Bugie e permalosità
Abbozzo una spiegazione, spero di riuscire a spiegarmi. Può sembrare esagerato, ma la bugia e la permalosità sono parti costitutive della natura del meridionale: la prima, strumento difensivo, è forse anch’essa retaggio storico, come il “sì” in luogo del “no”, per non inimicarsi il signorotto; la seconda, forse legata alla concezione “divina” di sé (pendant dell’ottusità), frutto della cultura dell’intolleranza e della derisione (appetto di quella del dialogo, dell’ironia e del rispetto reciproco, almeno tendenzialmente, più propriamente centro-settentrionale). Tutti i deboli e gli ottusi hanno un amor proprio malato e sono permalosissimi.
 
Soluzioni
Se si facesse un’indagine comparativa tra i vari Paesi, sono sicuro emergerebbero due fattori chiave peculiari dell’Italia: uno, di carattere etico-normativo, sul ruolo protettivo ed orientato alla scarsa disciplina e bassa propensione al rischio dei genitori, segnatamente della mamma, nella costruzione della personalità dei figli; l’altro, la carente diffusione di quello che Robert Musil sintetizza così: “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”, sostituito da una marcata inclinazione alla lamentela.
Si dice che l'educazione è l'insegnamento sostenuto, rafforzato dall'esempio. Ne consegue che se si vuole migliorare la situazione italiana, e diffondere il buon esempio, occorre investire nell’educazione. Cominciando dalla famiglia.
Anche per esperienza empirica diretta, si comprende che, al netto del carattere, vale a dire del fattore innato, l'educazione (che è interazione con l’ambiente, in primis quello familiare) svolge un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità e nel determinare l’etica individuale, il senso civico, la propensione al rischio, lo spirito cooperativo, il rispetto del prossimo.
Poi viene la scuola. L'istruzione nei Paesi avanzati, e non solo, è una priorità, lo dovrebbe essere a maggior ragione per l'Italia che - non avendo risorse materiali - dovrebbe investire in capitale umano. Ostano oggi (ragionando per il futuro) due fattori: 1) la penuria di risorse pubbliche, aggravata ora dal vincolo del pareggio di bilancio; 2) l'inefficienza (misurabile dall'output, dai risultati: il parametro da considerare è il livello medio), consolidata nei decenni, del settore istruzione, che è diventato, in assenza di alternative più appetibili, uno sbocco occupazionale per un “esercito” male retribuito, che attrae quindi non sempre i più idonei, competenti e motivati. Il tutto aggravato dall'insufficiente (eufemismo) cooperazione tra la scuola e la famiglia, poiché, come spiegava tempo fa Marco Rossi Doria a Radio3-"Tutta la città ne parla", almeno per le Elementari, “l'insegnamento è 50% didattica e 50% alleanza insegnante-genitori”.

Invece, spesso, al posto della cooperazione, c’è una guerra: tra donne, visto il grado di femminilizzazione del corpo insegnanti e l’evoluzione demografica (famiglie monoparentali con figli affidati alla madre) e culturale (una sorta di familismo amorale mammone, iper-permissivo, a-meritocratico) della famiglia italiana, dove la figura materna la fa da padrona (il matriarcato, almeno al Sud, esiste da secoli e non è mai scomparso; il Centro-Nord si sta omologando).
Ed invece la cooperazione, per eliminare o almeno ridurre fortemente le disuguaglianze, dovrebbe diventare strutturale, con una divisione formale di compiti tra la famiglia, nel periodo fondamentale dalla gravidanza a 3 anni (v. il mio post linkato sotto) e la scuola (materna, elementare, ecc.) dopo i 3 anni.
Delle materie di studio deve far parte necessariamente anche l’educazione sessuale (ma è meglio parlare più semplicemente di istruzione o informazione sessuale, cominciando, come dico al 3° punto del mio progetto educativo allegato nel post linkato sotto, dalla NON repressione delle curiosità sessuali), poiché Freud – che si sa era un po’fissato per il sesso – ravvisava una relazione tra questo e lo sviluppo intellettivo, segnatamente delle femminucce; e vincendo la ferma e costante opposizione dei genitori, addirittura anche quando essa è destinata ai genitori stessi.

Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/12/2014 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Illuminiamo il futuro dei bambini

 

Illuminiamo il futuro dei bambini
Daniela Del Boca
13.05.2014
http://www.lavoce.info/poverta-educativa-bambini-in-italia-save-the-children /

 

Il premier Renzi, in più occasioni, ha parlato di necessità di un cambiamento culturale del popolo italiano e di un patto educativo tra le famiglie e la scuola; ha detto anche che dovrebbe essere quest’ultima a costituire il braccio operativo di questo progetto.

Io invece penso – l’ho già scritto più volte [*] poiché l’educazione, a mio avviso, è la principale variabile, assieme alla riforma della Pubblica Amministrazione, per il progresso sociale ed economico dell’Italia – che il luogo più consono ad una rivoluzione culturale è la famiglia., ed il protagonista in primo luogo la madre.

Riporto, qui di seguito, i concetti principali che ho illustrato nei miei post.

 

QUALE EDUCAZIONE? A CHI? E QUANDO? 

Ciascuno di noi è il prodotto di due fattori: i geni e l’educazione: il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; ilsecondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione “educazione”.

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi tre ambiti.

Le evidenze scientifiche ed empiriche attestano che si può andare oltre la grande intuizione montessoriana. L’educazione deve cominciare in famiglia già durante la gravidanza e nei primi 3 anni del bambino, periodo in cui, soprattutto, si sviluppano i collegamenti tra i neuroni (sinapsi ed assoni), che però si “fissano” soltanto a condizione che essi vengano stimolati dall’ambiente, cioè dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Io ho fatto applicare tale metodo da mia figlia: funziona!

Posso sinteticamente dire che le azioni sono state:

- lettura alla bimba già durante la gravidanza (è molto importante farlo con voce dolce ed espressiva);

- fissazione, ripetizione ed applicazione del concetto base: “molto amore e disciplina congrua, la cui combinazione costruisce un carattere forte, che procurerà molto meno problemi alla madre (e al padre) in futuro”;

- assistenza effettuata da me telefonicamente per contrastare e battere – solo col dialogo - una leggera “depressione” post parto;

- fondamentale è il rapporto empatico.

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta (che ho inviato l’anno scorso anche a “Save the Children”) è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore,laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone”fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNA DISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile. Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

 

[*] Post principali sull’educazione:
 
Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html
Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html
Questione femminile,questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
 
 
 


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Educazione e ruolo della donna

 

Bisogna interrogarsi sulle cause 

Naturalmente, per risolvere i problemi, bisogna interrogarsi sulle cause, su chi o che cosa fa sì che quella italiana sia una società bloccata o disequilibrata tra i generi e i ceti.
Quando un fenomeno è antico, profondo e diffuso, c‘è sempre, ovviamente, una dimensione prevalentemente storico-culturale.
Il nostro è un popolo antico, cinico, a-meritocratico e mammone.
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico - e conservatore - sono, da una parte, mamma-Chiesa - oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare per meritare la grazia, operando bene, ma il contrario) - e, dall’altra, la donna-mamma, soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, al Sud e forse non solo al Sud, vige il matriarcato.
Non servono studi particolari per accertarlo. E’ sufficiente fare, come ho fatto io, una riflessione su chi comanda nelle famiglie, osservando il parentado e la cerchia amicale: nell’80% dei casi è la donna, anche se questo spesso viene negato.   

Ma il matriarcato, persino auspicato dal Prof. Veronesi nel suo ultimo libro, è invece nel Sud forse il principale freno al cambiamento, costituito in generale dal ruolo della donna, soprattutto come madre ed insegnante. Ma non è casuale, ci sono due motivi: il primo, è un problema di modello: il modello delle figlie femmine è la madre, se la madre è educata male, educherà male i propri figli e le figlie tenderanno inevitabilmente ad imitarla; il secondo, è che le figlie femmine sono trattate peggio in famiglia. 

Il disequilibrio tra i generi, nella dimensione pubblica, e quindi anche nei rapporti economici, è paradossalmente conseguenza del matriarcato, il cui corollario è una sorta di divisione tacita del potere: la donna comanda in casa, l’uomo fuori dalla casa.

In una situazione siffatta, in Italia si è aggiunta l’occupazione crescente della scuola da parte delle donne nel ruolo di insegnanti, per giunta senza una selezione qualitativa dati i bassi salari, che presumibilmente ha abbassato ulteriormente il livello qualitativo medio.

A scanso di equivoci, chiarisco che, avendo avuto nella mia prima infanzia più amiche che amici, ho vissuto per decenni, fino al 1999, con un pregiudizio positivo verso le donne. Se potevo, sceglievo il medico, l’avvocato, l’insegnante, ecc. donna perché mi fidavo di più. Poi ho cambiato idea, nel senso che, in base all’esperienza, essendosi esaurito l’effetto distorcente del pregiudizio positivo, mi sono reso conto che la donna (ed essendo meridionale e vivendo al Sud mi riferisco alla donna meridionale) per tanti aspetti non è la soluzione ma il problema. Ho cercato di indagarne le cause e sono arrivato alla conclusione che è l’effetto dell’educazione in famiglia (in senso lato), che per le femmine è più severa, più repressiva, e la repressione si dispiega per prima e/o principalmente nella sfera sessuale (cfr. Sigmund Freud “La repressione delle curiosità sessuali e lo sviluppo intellettuale” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html). E questo produce inevitabilmente il tramandarsi ed il perpetuarsi di un paradigma educativo repressivo, col corollario di “resistenze”: al cambiamento, al miglioramento, individuale e collettivo. 

Detto questo, ne derivano, almeno per me, come logico corollario:

1.      l’ovvia considerazione che c‘è differenza (per fortuna), ma in un contesto - positivo - di complementarità tra i generi;

2.     per nessuno, uomo o donna, neanche per un genio, esistono tutti e solo punti di forza, ma la coesistenza di punti di forza e punti di debolezza (la tanto decantata superiorità delle donne universitarie rispetto ai maschi riguarda un’infima minoranza rispetto al totale della popolazione femminile);

3.     soltanto un’adeguata educazione (basata su molto amore e poche regole buone) [*] può modificare sostanzialmente e più rapidamente l’output, sia per i singoli individui (maschi o femmine), accrescendone le qualità intellettuali (QI), psicologiche (autostima) e morali (sistema etico-normativo), sia per i popoli.

Occorre una rivoluzione culturale; occorre che la donna rinunci ad una parte del suo potere tra le mura domestiche - dove si formano i paradigmi culturali, che deve contribuire a cambiare -, a favore di un suo più marcato ruolo pubblico, di una presenza più incisiva nei posti dove si fanno le leggi, che sono in rapporto biunivoco con il retaggio culturale: ne sono influenzate e lo influenzano. 

La scarsa partecipazione delle donne – in politica come nel lavoro esterno – rende l’Italia più debole e vulnerabile e condannata ad un più basso tasso di crescita. Succede la stessa cosa, secondo uno studio dell’ONU, beninteso in più ampia scala, per i paesi arabi e mussulmani in genere.
Le quote rosa per iniziare servono, ma sono solo un palliativo; occorre pensare ad un progetto educativo che abbia come soggetto ed oggetto principale le donne-madri. [*]
E’ ingenuo ed inefficace lamentarsi (la lamentela è lo sport nazionale più diffuso, sia degli uomini che, in particolare, delle donne) ed affidarsi alla generosità degli altri, soprattutto degli uomini, in particolare degli uomini politici. E’la donna-madre-educatrice – assieme alle modalità in cui la donna-madre dispiega il suo ruolo nella famiglia – l’artefice non solo del proprio destino, del proprio ruolo e di quello dei figli/figlie, ma del carattere e del destino dell’intero popolo italiano.
 

[*] “Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni” (e, soprattutto, i ‘post’in esso linkati)  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html .


Articolo collegato:
 
Più donne al lavoro in Italia. Così si può ripartire (in fretta)
di Maurizio Ferrera
Aprile 2014
http://27esimaora.corriere.it/articolo/piu-donne-al-lavoro-in-italiacosi-si-puo-ripartire-in-fretta/


Il potere delle donne

 
"Le donne si sono trasformate in un'arma..."
Buona lettura, con Tolstoj
Mariella Gramaglia
http://www.ingenere.it/articoli/le-donne-si-sono-trasformate-unarma-buona-lettura-con-tolstoj

 

Misoginia? Le donne si vendicano? Spunti interessanti per formulare alcune osservazioni “scomode”.

Parallelamente alle donne (di solito quelle più dotate fisicamente) che si fanno scientemente o istintivamente – allora come ora - oggetto di amore e di piacere dei maschi, seducendoli e ricavandone denaro e agiatezza, ma che in ogni caso costituiscono una minoranza del genere femminile, esiste la maggioranza delle donne che subiscono – allora come ora, o forse, chissà, ad esclusione dell’attuale generazione più giovane – un’educazione repressiva in famiglia, che si dispiega in primo luogo in campo sessuale, molto più che per i maschi. Con le seguenti conseguenze:

- quella segnalata da Freud (che, si sa, era un po’ fissato per la sessualità…), di uno sviluppo intellettivo ridotto ([1], post/1);

- un’altra, di coltivare e tramandare il codice mafioso e la cattiveria; [2]

- infine, quella – fondamentale - di condizionare negativamente l’educazione, come madri, dei figli e, come insegnanti, degli allievi. [3]

 
[1] Curiosità sessuali represse e sviluppo intellettuale/8
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
[2] Lucia Riina e il lapsus freudiano capovolto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790748.html
La malvagia Lady Macbeth
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2770039.html
[3] Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
 

In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato

 

  Descrizione: http://www.gravatar.com/avatar/b174fd85779ac64961e821c627a7dbc7?s=48&d=http%3A%2F%2Fwww.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

vincesko 7 luglio 2011 alle 13:55

Italia: Paese-femmina del melodramma e dell’isteria.

Lo sport nazionale più diffuso non è, come si crede comunemente, il calcio, ma la lamentela.
Per fare un semplice ma significativo esempio: la telecronaca collegiale (ma quanti sono a commentare una partita? non si potrebbero risparmiare dei soldi e destinarli al welfare dei precari?) in occasione – invero particolare – della partita Italia-Serbia: fu la rappresentazione plastica di quel che è (diventata?) la caratteristica distintiva dell’italiano medio (il 90%?): un oscillare dalla normale, consueta, lamentosa recriminazione, appunto, all’acme – in caso di avvenimenti stressanti – di una prolungata, contagiosa lamentazione isterica collettiva.
Ho da tempo fatto mio e adottato per motto – e lo suggerisco a tutti e andrebbe insegnato nelle scuole e soprattutto in famiglia e nel mondo del calcio – il monito di un prete del Nord: la lamentela è peccato!

Ovviamente, questo è un portato della nostra cultura, sedimentatasi nei secoli
L’Italia è un Paese femmina. Lo affermava indirettamente Montanelli, [1] che diceva che gli Italiani sono poco maschi, gli Spagnoli troppo maschi. Lo sosteneva anche Gianni Brera, [2] a proposito della tattica di gioco calcistica più adatta alla Nazionale, che secondo lui era e doveva rimanere quella –“femminile” – del gioco difensivo e del contropiede [in polemica con Sacchi [3]].

La “femminilizzazione” dell’intera società italiana è un dato ormai acquisito per i sociologi e gli psicologi. Così pure è evidente la femminilizzazione del corpo docente della scuola, in particolare nei primi gradi.

Nel ‘post’ Sono Invalsi i giudizi , scrissi:

L’educazione (di cui la scuola è una componente importante, ma che viene dopo la famiglia) mi appassiona, perché è il problema cruciale in Italia, da cui dipendono tanti altri.

Il nostro è un popolo antico, cinico, mammone e a-meritocratico.
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico – e conservatore – sono, da una parte, mamma-Chiesa – oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare per meritare la grazia, operando bene, ma il contrario) e, dall’altra, la donna-mamma, soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, soprattutto al Sud, vige il matriarcato. Ora la donna ha preso in mano anche le redini della scuola.

La soluzione è nell’educazione, prima in famiglia (in senso lato) e poi a scuola, che devono svolgerla tenendo insieme la dimensione affettiva (amore) con la dimensione etico-normativa (regole): la sola educazione positiva, completa e che costituisce un fattore protettivo enorme; la sola capace di formare individui forti ed equilibrati, e non soggetti deboli e con l’idiosincrasia alle valutazioni ed ai controlli…. E, aggiungo ora, alle TAV, a prescindere. 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Brera
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Sacchi


Articoli collegati:
 
Renzi ottiene la fiducia in Senato: 169 sì. “Basta alibi, èil tempo del coraggio”
“Usciamo dal coro della lamentazione”.
http://www.repubblica.it/politica/2014/02/24/news/governo_renzi_chiede_fiducia_in_senato-79515089/
 
Oscar Farinetti: "Matteo Renzi ha tre mesi di tempo. Gli italiani? Sono tacchini non sanno venderle le proprie idee"
Ilaria Betti, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 06/03/2014
Come facciamo a tornare galline?
"Attraverso il buon esempio, attraverso persone grandi che ricoprano ruoli chiave, che invece di lamentarsi cerchino soluzioni, che diano il buon esempio. Siamo il Paese più lamentoso del mondo ma è da dilettanti lamentarsi, è da grandi cercare soluzioni. Basta dire ‘Piove, governo ladro!'"
http://www.huffingtonpost.it/2014/03/05/oscar-farinetti-matteo-renzi-tre-mesi-di-tempo_n_4907494.html
 
 

 

Lucia Riina e il lapsus freudiano capovolto

 
Totò Riina: parla la figlia Lucia: "Onorata del mio cognome" (VIDEO)
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 28/08/2013 13:49 CEST  |  Aggiornato: 28/08/2013 13:49 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/08/28/toto-riina-lucia-onorata-cognone_n_3828466.html?utm_hp_ref=italy
  
Onorata? Questo aggettivo ha tutta l'aria di un - come dire? - lapsus freudiano [1] capovolto: ascoltate le sue dichiarazioni, non tradisce il pensiero, ma lo rafforza, ne costituisce la quintessenza, il sostrato educativo fondamentale, che - si badi - per le generazioni meridionali, ed in particolare per quelle mafiose o camorriste o 'ndranghetiste, è soprattutto quello inculcato dalla madre. [2] Detto su basi empiriche ed intuitive e non di studi particolari, dal punto di vista educativo la società meridionale, segnatamente nell'"enclave" criminale, è ancora oggi, dopo secoli, una società matriarcale.
 
"O. società, denominazione data alla camorra dai suoi appartenenti; estens., può indicare altre associazioni similari (es. la mafia siciliana e la ’ndrangheta calabrese)".
 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Lapsus
[2] Non è solo nelle famiglie di mafia, che è la donna che tramanda la cattiveria e l'odio. Specularmente, è la donna-madre, soprattutto, che dà l'impronta alla prole, nel bene, nelle regole. Il senso civico, la cultura civica dipendono dal padre e dalla madre, ma è la madre che crea le condizioni favorevoli o sfavorevoli. Sarebbe interesse dello Stato incentivare, attraverso la madre, il capitale sociale di una comunità come la nostra, in cui è troppo sviluppato il senso di appartenenza alla famiglia rispetto all'appartenenza alla Nazione, all'intera collettività.


Appendice
 
Gege Bruschi
41 Fan
16:51 su 28/8/2013
Purtroppo la mia precedente risposta a questo tuo intervento si è persa nell'etere, ma tenevo a farti sapere che il tuo commento sul substrato culturale del pensiero della giovane Riina mi è sembrato eccellente e illuminante. Effettivamente traspare proprio questa eredità familiare e addirittura ancestrale dal discorso della ragazza, senza contare che esso probabilmente contiene messaggi rivolti a "chi sa intendere". Ho trovato soprattutto lugubre e minaccioso il riferimento alle future generazioni...
Permalink | Condividi
 
Vincesko
19 Fan
17:50 su 28/8/2013
Grazie!

 
Post e articolo collegati:

Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
 
La ferocia delle donne di Gomorra nella Scianél di Cristina Donadio
Titti Marrone
Pubblicato: 19/05/2016 08:44 CEST Aggiornato: 19/05/2016 08:44 CEST
http://www.huffingtonpost.it/titti-marrone/gomorra-scianel-cristina-donadio_b_10019894.html

 

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