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Lettera a Bruno Vespa sulla sua notizia falsa sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa a Bruno Vespa dopo aver letto un suo articolo su Quotidiano.net, in cui attribuisce a Monti la colpa della recessione italiana, che come sanno i lettori di questo blog è la Prima più Grande Bufala del XXI Secolo.

Non sono riuscito a sapere l’indirizzo email di Bruno Vespa, allora gliel’ho inviata a quello di Porta a Porta (destinataria delle mie lettere circolari, che spesso cestina le email) e a Quotidiano.net, la cui scortese e saccente segretaria di direzione (secondo lei tanti esperti che vanno in tv sanno che la recessione è colpa di Berlusconi: non so, io non guardo la tv, quel che so è che tanti esperti famosi - tre per tutti: Carlo Cottarelli, Emiliano Brancaccio e Veronica De Romanis sono riportati più sotto nei post collegati, tanti altri sono pubblicati in questo blog - sono destinatari da anni delle mie lettere, dopo aver riscontrato la loro ignoranza al riguardo) mi ha detto di non conoscerlo e di inviarle la lettera via posta, che gliela avrebbe inoltrata (sic), cosa che comunque farò. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera a Bruno Vespa sulla sua notizia falsa sul Governo Monti

Da: v

25/6/2019 17:40


ALLA C.A. DEL DOTT. BRUNO VESPA

CC: DIRETTORE QUOTIDIANO.NET, PARLAMENTARI, MEDIA, ALTRI


Egr. Dott. Vespa,

Traggo dal Suo articolo su Quotidiano.net del 22 giugno scorso “Italia sotto accusa, i figliastri d'Europa”: 

La seconda ragione è che noi da molti anni veniamo messi in castigo per la nostra politica economica giudicata poco virtuosa. Dal 1993 nessun governo italiano è stato apprezzato dall’Europa su questo tema, tranne il governo Monti che pure resistette all’invio della Trojka che ci avrebbe commissariato. Ma l’austerità imposta a Monti non ha funzionato: peggiorarono i conti, aumentò la disoccupazione. La cura era sbagliata, il paziente smagrì e sarebbe un errore ripeterla.


Premesso che l’Italia, a giudicare dai dati, durante la crisi è stato uno dei Paesi più virtuosi (da ultimo, lho scritto ieri alla Commissaria Margrethe Vestager, p.c. anche a Porta a Porta), mi sorprende che Lei scriva questa BUFALA gigantesca su Monti. Non perché un noto giornalista come Lei dimostri di saperne sul Governo Monti quanto decine di milioni di uomini della strada o di casalinghe di Voghera, poiché vittime di tale BUFALA, oltre a tutti i media, ministri, parlamentari, sono anche quasi tutti i docenti universitari di Economia e perfino premi Nobel di Economia. Ma perché “Porta a Porta” è da un paio d’anni uno dei destinatari fissi delle mie periodiche lettere circolari in cui ho dato conto che si tratta di una BUFALA ormai mondiale. Evidentemente la redazione le ha cestinate tutte senza passargliele.

Traggo dal mio libro LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO, le cui fonti sono state Il Sole 24 ore, la CGIA di Mestre, l’ISTAT e i dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati (o del Senato):

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Come può facilmente dedurre, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1 (ancor di più in termini di iniquità).

E, come risulta dalla tabella n. 3, il grosso si concentrò dal maggio 2010 (dopo la crisi del debito greco, secondo Romano Prodi gestita malissimo, per colpa soprattutto della Germania) al dicembre 2011.

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

36

12.131

25.068

  25.033

-

  62.268

22,8

DL98/2011

-

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

-

732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

36

14.971

53.343

  79.298

61.795

     209.443

76,7

DL201/2011

-

-

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

-

-

603

   16

 27

 646

  0,2

Tot.Gov.M.

-

-

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

36

14.971

74.189

    100.633

83.254

     273.083

100,0

%

-

5,5

27,2

36,9

30,5

100,0


*Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Tali manovre furono in buona parte imposte dalla Commissione Europea e dalla BCE, in primo luogo a Berlusconi, che adempì fedelmente i diktat dellUE, tranne il completamento (chiesto dalla irrituale lettera della BCE del 5.8.2011) della severa riforma delle pensioni SACCONI a causa del veto di Bossi. Dai dati dei Servizi Studi del Parlamento si ricava che il Governo Berlusconi ha dovuto varare in poco più di un anno manovre per ben 209 mld cumulati per il triennio o quadriennio successivo (ma le misure strutturali vigono tuttora), mentre il Governo Monti ne ha varato per “appena” 63 mld cumulati. La distribuzione degli importi nel periodo 2011-2014 spiega bene i nessi causali, facendo giustizia delle deduzioni infondate fatte al riguardo, in buona - dai 60 milioni di Italiani che ignorano le cifre - o cattiva fede: dai pochissimi – forse una ventina di persone - che le conoscono bene, come i ministri di allora Tremonti e Brunetta, i loro collaboratori e i funzionari del MEF o dei Servizi Studi del Parlamento o della Banca d’Italia, ma che o li nascondono o li interpretano - come fa l’on. Brunetta - a seconda della convenienza, ovvero se deve colpire l’inviso Monti, ed allora gli imputa incongruamente tutta la responsabilità della grave recessione, o replicare all’ex Commissario all’Economia Olli Rehn, che accusava il governo Berlusconi di avere fatto poco contro la crisi, ed allora gli oppone appunto i 267 mld su 330 mld. O smentire la sinistra, ed allora scrive nel suo sito e poi nel suo libro:

20 dicembre 2012 a cura di Renato Brunetta i dossier www.freefoundation.com TUTTI I FALSI DELLA SINISTRA La sinistra sostiene che Monti ha salvato l’Italia…FALSO! 253 www.freenewsonline.it 2 PAREGGIO DI BILANCIO NEL 2013 ¨ L’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2013. Vero. Ma, come la sinistra ben sa, ai fini del conseguimento dell’obiettivo il governo Berlusconi ha contribuito per l’80%, il governo Monti per il restante 20%.

¨ I conti sono della Banca d’Italia: dal 2008 al 2011, il governo Berlusconi ha varato 4 manovre di finanza pubblica, finalizzate al pareggio di bilancio nel 2013, aventi effetto cumulato, fino al 2014, di 265 miliardi di euro. ¨ Il decreto cd. “Salva-Italia” del governo Monti avrà un impatto complessivo sulle finanze pubbliche, nel triennio 2012-2014, di 63 miliardi, e si è reso necessario a causa del

peggioramento della congiuntura economica nell’intera eurozona nell’autunno 2011.

http://www.freefoundation.com/wp-content/uploads/2013/08/253-La-sinistra-sostiene-che-Monti-ha-salvato-lItalia...FALSO_.pdf

Anche la riforma delle pensioni SACCONI, votata dal centrodestra nel 2010 e 2011, inclusa la Lega Nord, è molto più severa della riforma Fornero.

In particolare, sono ascrivibili alla riforma Sacconi (anche se vengono attribuiti erroneamente alla riforma Fornero praticamente da tutti, inclusi gli esperti, docenti universitari e, talvolta, Istituzioni come RGS, INPS e UPB) il pensionamento di vecchiaia a 67 anni, il pensionamento anticipato a 41 anni e 3 mesi e l’adeguamento triennale dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, nonché circa il doppio del risparmio al 2060 rispetto alla riforma Fornero.

Poi la potentissima propaganda berlusconiana e del centrodestra ha addossato tutta la colpa sui cattivissimi Monti e Fornero - che hanno contribuito con le loro oggettive millanterie - e alimentato due BUFALE che hanno fatto in Italia 60 milioni di vittime, oltre all’estero.

Concludo dicendo che il Governo Monti fu molto più equo del Governo Berlusconi, v. IMU (particolarmente odiata dall’on. Brunetta), patrimonialina sui depositi, TTF, nonché la modifica della iniqua clausola di salvaguardia tremontiana recata dal DL 98/2011; mentre il Governo Berlusconi, tra l’altro, addossò la gran parte del peso del risanamento sui ceti medio e basso e tagliò anche, dell’87%, la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni destinata ai poveri. Mentre, probabilmente, congegnò apposta male i due provvedimenti separati del contributo di solidarietà sulle pensioni e sulle retribuzioni elevate per farle poi cancellare dalla Corte Costituzionale (bastava metterli nella stessa legge). Uno dei meriti maggiori del Governo Monti fu la reintroduzione dell’IMU sulla casa principale (4 mld), che per due terzi fu pagata dai ricchi e dai benestanti ed il cui costo consuntivo pro capite smentì il piagnisteo generale  (secondo il MEF, 225€ il gravame medio annuo e l’85% dei contribuenti ha pagato meno di 400€).

Gli esodati, frutto soprattutto di un errore di stima della burocrazia (RGS e INPS) e di carenze nella rilevazione degli accordi di uscita dal lavoro, dopo l’ottava salvaguardia (le maglie sono state man mano ampliate), sono stati 153.389, di cui 10.000 sono di SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 6), ma vengono anch’essi attribuiti a Fornero.

Il problema degli esodati è stato aggravato dall’allungamento dell’età di pensionamento deciso dalla riforma SACCONI.

Anche l’accettazione del fiscal compact, contrariamente a ciò che generalmente si sostiene, non è opera di Monti ma di Berlusconi, che lo negoziò e lo sottoscrisse nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011. Infatti, il relativo DdL costituzionale (come conferma lon. Brunetta nel suo libro) fu presentato dal governo Berlusconi nel mese di settembre 2011. Poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD, Scelta Civica e Lega Nord.

Mi auguro di esserLe stato utile e che, col Suo potente megafono, voglia contribuire in futuro a contrastare queste due BUFALE mondiali.

Cordiali saluti,

V.



Post collegati:


Lettera ai Professori Brancaccio e Cottarelli sulle loro fake news su Monti e la riforma Fornero


Lettera n. 2 all’Osservatorio CPI (diretto da Carlo Cottarelli) sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012


Lettera alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false su chi ha attuato l’austerità economica



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Lettera al Prof. Sergio Fabbrini sulle sue notizie false sul Governo Monti in un suo articolo su Il Sole 24 ore





Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa al Prof. Sergio Fabbrini, editorialista del Sole 24 ore, sulle sue notizie false sul Governo Monti, che egli prende a base per spiegare il successo elettorale dei “sovranisti” Lega Nord e M5S. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera al Prof. Sergio Fabbrini sulle sue notizie false in un articolo su "Il Sole 24 ore".

Da:  v

25/3/2019  14:50


ALLA C.A. DEL PROF. SERGIO FABBRINI

P.C. DIRETTORE DE IL SOLE 24 ORE E ALTRI MEDIA


Egr. Prof. Fabbrini,

Traggo da:

Tra promesse e realtà un anno dopo il cambiamento

–di Sergio Fabbrini - 04 marzo 2019

«Le elezioni del 4 marzo 2018 sono state l’equivalente di un sommovimento sociale. Esse hanno registrato il successo delle due forze politiche (Cinque Stelle e Lega) che avevano dato voce al malessere diffuso nel Paese. Un malessere cresciuto costantemente dal novembre 2011, quando il governo politico in carica (il governo Berlusconi) fu sostituito da un governo tecnico (il governo Monti). È in quel passaggio storico che vanno cercate le ragioni della convergenza tra le due forze politiche che sono oggi al governo. Esse furono le uniche ad opporsi al governo Monti (da dentro e da fuori il Parlamento) e all’idea che l’Italia doveva sottostare alle regole di bilancio che tengono insieme l’Eurozona. Dietro la rivoluzione del 4 marzo c’è una contrastata (e finora irrisolta) relazione tra l’Italia e l’Europa integrata. Se non si capisce questo problema strutturale, non si potrà venire a capo del malessere italiano. Vediamo meglio.

Il governo Monti fu necessario per salvare l’Italia da un possibile default finanziario. 

Quel governo si impose perché la discrasia tra la struttura del bilancio pubblico italiano e la struttura della regolamentazione dell’Eurozona non era più gestibile.

Occorreva introdurre (in gran fretta) riforme strutturali (a cominciare da quella del sistema pensionistico) che riportassero l’andamento della spesa pubblica entro un orizzonte di compatibilità con le regole dell’Eurozona.

Tuttavia, le riforme strutturali producono benefici nel medio periodo, mentre i costi sociali da esse generati sono immediatamente percepiti. Di qui l’ascesa elettorale dei Cinque Stelle e della Lega. Nel marzo scorso, esse hanno dato rappresentanza proprio a coloro che avevano sostenuto quei costi (o che temevano che li avrebbero sostenuti). Una rappresentanza legittimata dal fatto che esse avevano di già contrastato il ritorno, con il governo Monti, alla politica del sentiero stretto.»


Deduco da ciò che ha scritto nel Suo editoriale del 4 marzo 2019 che anche Lei è vittima – come quasi 60 milioni di Italiani, ivi incluso l’ex direttore de Il Sole 24 ore Roberto Napoletano (v. il suo ultimo libro “Il cigno nero e il cavaliere bianco ), talvolta Il Sole 24 ore, ministri, parlamentari, nonché quasi tutti i docenti universitari di Economia o di Lavoro e Previdenza – della Prima e della Seconda Più Grande Bufala del XXI Secolo.

Infatti, da sette anni, per colpa anche dei media - fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte (coloro che conoscono i dati sono pochissimi), volutamente false – è stato completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA sesquipedale che il mastodontico consolidamento fiscale e la conseguente recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure importanti della ben più severa riforma Sacconi. Vediamo nell’ordine.


Prima Più Grande Bufala

Riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:


Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld,  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


Le fonti da me utilizzate sono state:

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

Servizio Studi della Camera dei Deputati.

Sulla base dei dati di quest’ultimo, ho elaborato questa tabella relativa alle principali cinque manovre correttive, molte delle cui misure sono strutturali e quindi permanenti.[1]

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL 78/2010

          36

12.131

25.068

25.033

 -

62.268

22,8

DL98/201 1

 -

  2.108

  5.577

24.406

49.973

82.064

30,1

DL138/2011

 -

     732

22.698

29.859

11.822

65.111

23,8

Tot.Gov.B.

         36

14.971

53.343

79.298

61.795

  209.443

76,7

DL201/2011

 -

 -

20.243

21.319

21.432

62.994

23,1

DL95/2012*

 -

 -

     603

       16

      27

     646

  0,2

Tot.Gov.M.

 -

 -

20.846

21.335

21.459

63.640

23,3

TOTALE

        36

14.971

74.189

100.633

83.254

  273.083

100,0

  %

 -

  5,5

  27,2

  36,9

  30,5

100,0

 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680. 

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Da essa, si evince che:

(i) gli importi e i tempi di attuazione furono imposti dai veri e propri diktat dell’UE e della lettera del 5/8/2011 della BCE al governo Berlusconi, costretto poi a dimettersi[1]), sostituito da Monti, che subentra a Berlusconi all’esito di un complotto sui generis orchestrato su input iniziale di Sarkozy-Merkel;[1]

(ii) nel quadriennio 2011-14 (nonché successivamente), impattarono sia le due manovre del governo Monti, sia le tre varate in precedenza dal governo Berlusconi, per un totale (esclusa la legge di stabilità 2011, che nel 2012 impatta per 2,8 mld[2]) di 273.083 milioni, di cui Berlusconi 209.443 mln (76,7%) e Monti 63.640 mln (23,3%).[1]


Seconda Più Grande Bufala

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, rinvio all’analisi dettagliata che ho fatto nel mio libro.[1] Qui mi limito a tre aspetti.

Il primo: è importante osservare che l’aumento dell’età di pensionamento sia di vecchiaia (da 65 a 66 anni) che di anzianità (da 40 a 41 anni e 3 mesi) – oltre all’adeguamento all’aspettativa di vita - viene di solito erroneamente attribuito alla riforma Fornero e non alla riforma Sacconi, come lamenta la stessa professoressa Fornero nel suo ultimo libro. Ma la colpa è della formulazione insufficiente e poco chiara della legge Fornero, che ha abolito la “finestra” mobile (con il comma 5) e contestualmente aumentato l’età base (rispettivamente, con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10 dell’art. 24 della L. 214/2011), senza però evidenziarne il legame, il che ha tratto in inganno tutti, perfino il Servizio Studi della Camera nell’immediatezza del varo della riforma Fornero (cfr. dossier L. 214/2011), RGS (cfr. NADEF 2018, pag. 61) e professori di Lavoro e Previdenza.

Il secondoil metodo contributivo è stato deciso dalla riforma Dini (Legge 8.8.1995, n. 335): (i) interamente retributivo per coloro che al 31.12.1995 avevano almeno 18 anni di contributi; (ii) misto per coloro che erano sotto questo limite; e (iii) interamente contributivo per coloro che hanno iniziato l’attività lavorativa dall’1.1.1996.

La riforma Fornero (Legge 22.12.2011, n. 214) lo ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, a coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, tutti relativamente anziani e ormai quasi tutti già in pensione.

Il terzo: dei 1.000 mld di risparmi pensionistici stimati da RGS al 2060 dalle 4 riforme dal 2004 (Maroni, 2004, la cui misura principale, lo ‘scalone’, fu abrogato da Damiano prima che andasse in vigore; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), al lordo dell’errata attribuzione delle norme (come conferma la professoressa Elsa Fornero nel suo ultimo libro), soltanto 350 (poi calati a 280 dopo i vari interventi legislativi) vengono ascritti alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045. Secondo Lei a chi vanno ascritti i residui 700 mld?[1]

Dall’analisi di RGS, risulta anche che il «pro-rata» contributivo introdotto dalla riforma Fornero fa risparmiare, a regime (2018), appena 200 milioni circa all’anno (su una quindicina di miliardi annui), che poi si riducono in breve fino a sparire.

Questo è il dato forse più clamoroso, poiché la vulgata è che la riforma Fornero abbia salvato i conti pensionistici sostituendo il metodo retributivo col contributivo.


Conclusione

Se ne deduce che la propaganda vittoriosa di Salvini della Lega Nord (che faceva parte del Governo Berlusconi ed ha approvato le pesanti e scandalosamente inique manovre correttive e la severa riforma Sacconi) e di Di Maio di M5S poggia su due BUFALE ormai mondiali. Con la differenza che il primo – al quale ho scritto due volte e contestatogli in diretta Radio1 - lo fa in malafede.

Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire in futuro a contrastare la DISINFORMAZIONE generale sulle tre BUFALE mondiali (la terza è sulla BCE).

Cordiali saluti,

V.

__________________________


Note

[1] LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO https://www.amazon.it/dp/B07PBXVWRS



Destinatari:


MEDIAv

22/1/2019 16:38

(n. 50)v

(n. 50)

(n. 50)v


SITI ECONOMICI E PREVIDENZAv

(n. 50)v


PROFESSORI VARIv



**********




Lettera a Valentina Conte di “Repubblica” sulle sue notizie false sulle pensioni


Pubblico la lettera che ho inviato a Valentina Conte di Repubblica sulle sue notizie false sulle pensioni. Riporto in calce la sua risposta e la mia replica.


Lettera a Valentina Conte di "Repubblica" sulle sue notizie false sulle pensioni

Da:  v

28/10/2018  01:07

A:  v.conte@repubblica.it   Copia  redazione.internet@ansa.it   e altri 47+49


Gentile Dott.ssa Valentina Conte,

Lei è una dei destinatari delle mie periodiche e-mail circolari sugli strafalcioni relativi all’interpretazione delle norme pensionistiche, per cui mi sorprende leggere, nel Suo articolo di oggi “Senza quota 100, in pensione a 67 anni”   http://www.repubblica.it/economia/2018/10/27/news/senza_quota_100_in_pensione_a_67_anni-210159191/, quanto segue:


1. “Nel primo caso, l’età però sale di cinque mesi rispetto ad oggi: a 67 anni (con un minimo contributivo di 20 anni). Si adegua - come previsto dalla legge Fornero - alla speranza di vita.


Falso. Come previsto dalla legge SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 12bis) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=.

Vedi anche: Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni


2. “dunque nel biennio successivo (2021-2022)”.


Questa è l’interpretazione di RGS, che deve emettere il decreto direttoriale, come previsto dalla riforma SACCONI, ma è errata. Infatti la norma Fornero, che modifica la periodicità da triennale a biennale dell’adeguamento all’aspettativa di vita (L. 214/2011, art. 24, comma 13), così recita:

“13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni […]”

Cioè è relativo agli “adeguamenti successivi a quello [triennale, 2019-2021, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019”. Quindi, non quello del 2019, ma quello successivo a quello del 2019, cioè nel 2022.


3. “O addirittura - se la mortalità aumentasse nei prossimi quattro anni - in discesa (si uscirebbe prima dei 67 anni).


No, secondo RGS (e altri), le diminuzioni non vanno computate, interpretando male la norma, che recita:

In sede di prima applicazione tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita”.


Limitazione che invece dovrebbe valere soltanto “in sede di prima applicazione” (2013).


4. “Il meccanismo che lega l’aumento dei requisiti per la pensione all’aumento della speranza di vita ha una sua logica tecnica.


Anche per le cosiddette “quote”, il meccanismo dell’adeguamento alla speranza di vita fu deciso dalla riforma SACCONI. La riforma Fornero lo estese soltanto alle pensioni anticipate, che prescindono dall’età anagrafica (art. 24, comma 12).


Spero di essere stato utile.


Cordiali saluti,

V.


***


Riporto la risposta di Valentina Conte e la mia replica.


Re: Lettera a Valentina Conte di "Repubblica" sulle sue notizie false sulle pensioni

Valentina Conte<v.conte@repubblica.it>(v.conte@repubblica.it)

28/10/2018  17:12

A:  v  


Gentile Signore, 

Le mail personali si mandano alle singole persone. 

Inviato da iPhone



Re: Lettera a Valentina Conte di "Repubblica" sulle sue notizie false sulle pensioni

Da:  v

28/10/2018  18:20

A:  Valentina Conte  


Gentile Signora,

Mi spiace, nulla di personale, come Lei sa l'ho fatto decine di volte, fin dal 2012, quando replicò pari pari, con gli stessi errori sulle pensioni, l'articolo di Gianni Trovati del 15 luglio 2012 su Il Sole 24 ore «Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto», ma di tutta evidenza non sono servite a niente. Lei, peraltro, non mi ha mai ringraziato o risposto.

Lei sa bene, visto che è da tempo nella mia mailing list, che la DISINFORMAZIONE sulle pensioni (e sulle manovre correttive della XVI legislatura e le responsabilità della recessione) ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime, oltre all’estero, per colpa anche - forse soprattutto - dei media; faccio controinformazione da 7 anni, ho scoperto che l'unico modo efficace è fare come faccio da un anno (lo spiego nel post Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni, allegato all'interno della lettera).

Per gli errori di interpretazione delle norme, ho scritto 2 volte anche al Ragioniere generale dello Stato, inviando p.c., come Lei sa, anche al Presidente della Repubblica, oltre che a 700 destinatari. E non so se è servito. Nel Suo caso, pur essendo “plurirecidiva”, mi sono limitato ai media. 

Spero che ora mi darà una mano a fare chiarezza sulle pensioni (e sulle manovre correttive della XVI legislatura). Perché non scrive anche Lei - che conta molto più di me - al Ragioniere generale, facendo riferimento se vuole alle mie due lettere, per chiedergli se intende rispettare le norme pensionistiche, finché non le cambiano?

La informo che, come faccio sempre, pubblicherò questo scambio di email nel mio blog.

Cordiali saluti,

V.


Destinatari:


28/10/2018  1:07 


Buonasera,

Vi prego di voler inoltrare questa e-mail a Valentina Conte, che si ostina a non leggere le mie e-mail e ricommette errori marchiani sulle pensioni, al caporedattore economia e al caposervizio previdenza. Grazie.

Cordiali saluti,


28/10/2018  16:41 

(n. 50)



**********




Lettera alla Segretaria generale Susanna Camusso sulle sue notizie false sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa alla Segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, dopo aver letto la sua dichiarazione in cui attribuisce erroneamente alla riforma Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni. Ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera alla Segretaria generale Susanna Camusso sulle sue notizie false sulle pensioni.

Da:  v

17/9/2018 12:35


ALLA SEGRETARIA GENERALE SIGNORA SUSANNA CAMUSSO

pc MEDIA, SINDACATI


Egr. Signora Segretaria generale Camusso,

Traggo dall’articolo di Repubblica di ieri “Manovra, Salvini e Di Maio affilano le armi. Brambilla contro le pensioni minime a 780 euro: "Spacchiamo il sistema"” http://www.repubblica.it/economia/2018/09/16/news/manovra_brambilla_contro_le_pensioni_minime_a_780_euro_spacchiamo_il_sistema_-206622328/ :

Insiste Camusso: "L'annuncio di quota cento, un giorno a 62 anni, un giorno a 64: numeri al lotto", la possibile riforma "messa come la sta mettendo il governo riguarda una piccola parte, fabbriche del Nord, e una parte della pubblica amministrazione. Ma per un lavoratore edile, per esempio, resta l'impianto della Fornero: deve restare fino a 67 anni sulle impalcature. Se vuoi eliminare delle ingiustizie non lo puoi fare solo per una parte perché la rappresenti elettoralmente. Vuol dire corporativizzare la riforma".

Le segnalo per l’ennesima volta (visti i Suoi reiterati errori in materia pensionistica, ho telefonato tempo fa al Suo ufficio e mi sono accertato che la Sua segretaria finalmente stampasse e Le trasmettesse le mie email) che l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni l'ha decisa la riforma SACCONI (DL 78/2010, L. 122/2010, art. 12 + DL 98/2011, L. 111/2011 + DL 138/2011, L. 148/2011), contro la quale la CGIL fece due scioperi generali, e NON la riforma Fornero (DL 201/2011, L. 214/2011, art. 24), contro la quale la CGIL non ha fatto nessuno sciopero, ma solo rivolto critiche spesso in gran parte infondate, poiché la scambia – come si vede anche in questo caso – con la ben più severa riforma SACCONI. E questo purtroppo è avvenuto non soltanto per bocca Sua, Segretaria Generale Camusso, ma anche di altri dirigenti della CGIL, come ad esempio l’ex segretario generale della FIOM, Maurizio Landini,[1] e l’attuale Segretario generale dello SPI-CGIL, Ivan Pedretti, che per soprammercato, nel suo blog su Huffington Post, censura o fa censurare o consente di censurare i commenti scomodi[2]).

E, infine, non ometto certamente di citare anche gli altri due Segretari generali della CISL, Annamaria Furlan, e della UIL, Carmelo Barbagallo, che, obliterando sistematicamente SACCONI e dando tutte le colpe a Fornero, almeno dimostrano una sorta di coerenza (si fa per dire), poiché i Segretari generali dell’epoca, Bonanni e Angeletti, furono “complici” dell’allora ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi nella stesura della sua severissima riforma delle pensioni.

Dispiace molto e sorprende sinceramente che anche voi della CGIL e voi sindacalisti, quasi tutti, abbiate contribuito e contribuiate ad alimentare una vulgata sulle riforme delle pensioni SACCONI, obliterandola, e soprattutto Fornero, attribuendole tutto, che ha fatto in Italia (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all'estero (inclusi OCSE e FMI).


[1] Lettera n. 6 a Maurizio Landini sulle pensioni, e su chi ha deciso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento


Cordiali saluti,

V.


Allego:

Susanna Camusso -  Fu Maroni ad agganciare età pensionabile e aspettativa di vita?

Pubblicato:28.11.2017 



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17/09/2018  12:47 

(n. 50)


17/09/2018  13:10

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17/9/2018 13:40

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(n. 50)



**********





Lettera ai dirigenti del PRC sulle loro notizie false-fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato pochi giorni fa al sito e ai dirigenti del Partito della Rifondazione Comunista (PRC) sulle loro notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero e sul governo Monti. Qui si sommano al massimo grado l’ignoranza dei dati e delle norme e la resistenza ideologica ad accettare la verità. Infatti, i più forti e tenaci avversari della severa riforma delle pensioni SACCONI e delle inique manovre finanziarie del Governo Berlusconi furono, oltre alla CGIL, i politici di estrema sinistra. Eppure anche loro sembrano essersene completamente dimenticati ed, immemori della riforma SACCONI, hanno spostato i loro strali polemici sul governo Monti, renitenti ad accogliere la verità dei dati. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Siete anche voi vittime della DISINFORMAZIONE del cdx sulle pensioni e non solo.

Da:  v

19/1/2018 22:56


Buonasera,

Ho letto stasera la vostra petizione e qualche articolo sul vostro sito: segnalo che anche voi di RC siete rimasti vittime della potentissima DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra, in particolare del bugiardo on. Salvini, la cui ossessione contro la riforma delle pensioni Fornero è finta, poiché gli serve a nascondere la ben più severa riforma delle pensioni SACCONI (2010 e 2011), della quale attribuisce furbescamente misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’infernale meccanismo dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, in realtà deciso dal comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, che, al comma 12ter, prescrive all’ISTAT di considerare nel calcolo dell’aspettativa di vita gli aumenti e non anche le diminuzioni, e che porterà nel 2019 l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni e poi via via a 70 e oltre, e l’età di pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi (42 anni e 3 mesi per le donne).

Per non dilungarmi troppo, allego le osservazioni di dettaglio e le altre prove documentali:

Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko

27 October 2017

Lettera n. 6 a Maurizio Landini sulle pensioni, e su chi ha deciso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

Questo è un documento di 18 pagine in cui ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura e dove forse troverete notizie e nessi sorprendenti:

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

Cordiali saluti

V.



**********




Lettera a Luca Cifoni de Il Messaggero sulle sue notizie false-fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato a Luca Cifoni de Il Messaggero, con delle osservazioni su un suo articolo sul tema pensioni contenente qualche fake news.


Pensioni

Da:  v

12/1/2018 16:19


Buongiorno,

Ho letto ora l’inizio del Suo articolo:

La previdenza/ Ma si può abolire la riforma Fornero?

di Luca Cifoni

ROMA Cosa vuol dire abolire la riforma Fornero? Alla lettera, significa tornare alle norme in vigore nel 2011: trattamento di vecchiaia per le lavoratrici del settore privato a 60 anni, pensione di anzianità con 35 anni di contributi e il meccanismo delle quote, assegno calcolato integralmente con il sistema retributivo almeno per chi ha iniziato a lavorare prima del 1978. Mentre l’adeguamento dei requisiti previdenziali ci sarebbe ancora ma in una forma più blanda di quella attualmente in vigore. Tutto ciò ha un...

Le chiedo: è sicuro di conoscere bene la normativa pensionistica ante-Fornero? Se ha scritto anche quest’altro articolo http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/legge_fornero_pregi_difetti_cosa_prevede-3470434.html, temo di no. Se mi invia l’articolo completo, mi permetterò di commentarlo puntualmente, come ho già fatto con vari Suoi colleghi, e, per Il Messaggero, un paio di mesi fa, con Marco Conti:

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento

Ho inviato finora le mie email al direttore e al caporedattore economia (?) Roberto Stigliano, che evidentemente non le fanno circolare. L’ultima, di ieri sera, è questa (poi travasata nel mio blog):

Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Cordiali saluti

V.



Post collegati:


Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento


Lettera a Paolo Baroni de La Stampa sulle sue notizie false-fake news sulle pensioni


Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni



**********





Lettera a Paolo Baroni de La Stampa sulle sue notizie false-fake news sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa a Paolo Baroni, de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo contenente notizie false sulle pensioni, la sua breve risposta e la mia replica.


Errori sulle pensioni

Da:  v

10/01/18  00:29


Buonanotte,

Traggo con raccapriccio dal Suo articolo “Gli italiani vivono più a lungo e così dal 2019 l’età pensionabile balza in automatico a 67 anni http://www.lastampa.it/2017/10/24/economia/gli-italiani-vivono-pi-a-lungo-cos-let-pensionabile-pu-arrivare-a-quota-anni-GhTiOOkBv3nInrMfyqH8BN/pagina.html:

Citazione1: “Si allunga l’aspettativa di vita degli italiani, che sale a 82,8 anni di media (85 le donne, 80,6 gli uomini), ma questa è una notizia positiva solo a metà. Perché in virtù dell’ultima riforma delle pensioni [riforma Fornero, ndr] questo dato a partire dal 2019 fa scattare un ulteriore aumento dell’età pensionabile.

No, l’adeguamento automatico è stato introdotto dalla L. 122/2010, art, 12, comma 12bis (riforma SACCONI) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=

Citazione2: “La legge prevede che il governo adegui ogni tre anni (ogni due a partire dal 2019)”.

No, la cadenza diverrà biennale dal 2022, a valere per il biennio 2022-2023.

Citazione3: “Per questo Damiano e Sacconi si aspettano un calcolo «che tenga conto di questo calo e non solo degli aumenti»”.

Che ipocrisia! Il comma 12ter dell’art. 12 della L. 122/2010 (riforma SACCONI) obbliga l’ISTAT a considerare nel calcolo soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni.


Cordiali saluti,

V.


Allego:

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione



R: Errori sulle pensioni

Da:  Baroni Paolo (Paolo.BARONI@lastampa.it)

10/1/2018 00:46

A  v

buona notte, fa piacere avere lettori così attenti. ricontrolli però bene le sue fonti vedrà che l'ultima ad intervenire nel 2011è stata la fornero che ha anticipato ed accelerato il meccanismo.

poi, il 2019 è l'anno in cui su decide l'eventuale salto biennale come prevede il meccanismo, non l'entrata in vigore.

cordiali saluti

pb



Re: R: Errori sulle pensioni

Da:  v

10/1/2018 16:10

(NB: Laura Danzi è la segretaria del direttore Maurizio Molinari)


Egr. Dott. Baroni,

Non resista all'evidenza anche Lei, come quasi tutti gli altri 60 milioni di Italiani.

Anche perché, più che di attenzione, nel mio caso si tratta di conoscenza approfondita delle norme di legge delle riforme delle pensioni SACCONI e Fornero, come avrebbe facilmente potuto dedurre se, prima di rispondermi, si fosse preso la briga di leggere i miei articoli che ho allegato, proprio allo scopo di evitare l’ennesimo ping pong che mi tocca ingaggiare da 6 anni. Ma evidentemente a Lei (come a tantissimi) non piace… “leggere” per scoprire la verità quando confligge con le Sue convinzioni radicate.

Provo a riepilogare.

1. Da ciò che Lei ha scritto nel Suo articolo da me richiamato, si deduce, al di là di ogni ragionevole dubbio, che Lei ignorava (come quasi 60 milioni di Italiani) che l’importantissima misura dell'adeguamento automatico all’aspettativa di vita è stata introdotta dalla riforma SACCONI, col comma 12bis dell’art. 12 del DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010.

«12-bis. In attuazione dell’articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1º gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all’articolo 1, comma 20, e all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento è effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

2. Anziché ammettere la Sua ignoranza, scusarsi e ringraziarmi, Lei ora lo ammette implicitamente (ahi ahi), ma argomenta che la riforma Fornero avrebbe “anticipato ed accelerato” tale meccanismo, senza allegare alcuna prova documentale, che certamente l’avrebbero smentita.

Da ciò che ha aggiunto, infatti, si deduce anche che Lei ignora (a) che l’anticipazione al 2013, data dalla quale è decorsa l’applicazione di tale meccanismo, è stata decisa dal DL 98/2011 convertito dalla L. 111/2011 (riforma SACCONI);

Art. 18 comma 4 All'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 12-bis, la parola: "2015" e' sostituita dalla seguente: "2013" e sono soppresse le parole: ", salvo quanto indicato al comma 12-ter,"; b) al comma 12-ter, primo periodo, le parole: "2013" e "30 giugno" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "2011" e "31 dicembre" ed e' soppresso l'ultimo periodo.))

(b) che è vero che l’accelerazione è stata decisa dalla riforma Fornero (L. 214/2011, art. 24), ma appunto si tratta di una mera accelerazione di un meccanismo preesistente, deciso in precedenza dalla riforma SACCONI (2010 e 2011), che Lei non cita; e (c) che Lei ignora anche che tale accelerazione non decorrerà “a partire dal 2019”, come ha erroneamente scritto nell’articolo, ma, come recita la norma della riforma Fornero, “agli incrementi successivi a quello [triennale, ndr] con decorrenza 1° gennaio 2019” (che varrà ovviamente per il triennio 2019-2021), e cioè, come ho già rilevato, dal “2022, a valere per il biennio 2022-2023”.

((13. Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni ((, salvo quanto previsto dal presente comma)). A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201~art24!vig=

Aggiungo, per parare un’eventuale Sua obiezione, fattami da Rosaria Amato (vedi anche appresso), che la clausola di salvaguardia prevista dalla riforma Fornero dei 67 anni entro il 2021 è del tutto superflua, dal momento che a 67 anni si arriverà già nel 2019, in forza dell’adeguamento automatico triennale SACCONI, e la sua automaticità era stata già prevista dalla riforma SACCONI (comma 12bis), assegnando alla burocrazia ministeriale Lavoro e MEF di attuare il meccanismo con decreto direttoriale, a pena di sanzione erariale.

Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo – tanto strombazzato dai media anche in questi giorni, è ascrivibile alla riforma Fornero, il che significa che gli altri 2/3 sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano; e SACCONI), quindi il grosso dei 2/3, maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla severa riforma SACCONI, di cui però nessuno parla (cfr. https://www.sinistrainrete.info/spesa-pubblica/10826-vincesko-pensioni-l-estremismo-di-bankitalia-e-corte-dei-conti.html). Non sembra anche a Lei che ci troviamo di fronte a un caso di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana, analogo - aggiungo - a quelli coevi delle manovre correttive della scorsa legislatura (l’81% dei 330 mld cumulati delle manovre finanziarie è stato deciso dal governo Berlusconi, distribuito in maniera scandalosamente iniqua, ma tutto viene imputato al 19% del governo Monti, più equo, cfr. il mio terzo articolo della prima email) e degli obiettivi statutari e dei poteri/doveri della BCE, per colpa soprattutto dei media e di Voi giornalisti?

Spero di averLa ora convinta e di voler tener conto in futuro delle mie osservazioni, contribuendo alla mia fatica di Sisifo di chiarire chi ha fatto che cosa in materia di norme pensionistiche, ad esempio – data la DISINFORMAZIONE generale che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, inclusi l’ISTAT, EUROSTAT e l’UPB - convincendo il direttore Molinari (che forse non ha letto le mie email) e il capo redattore Flavio Corazza a intervistare collettivamente, in una seduta congiunta presso la redazione de La Stampa, la coraggiosa millantatrice professoressa Elsa Fornero e il Sen. Maurizio Sacconi (entrambi tra i destinatari delle mie plurime email), il quale si è rifugiato nel silenzio per 6 anni senza denunciare il plagio di sue norme importanti da parte della professoressa Fornero (non solo l'adeguamento automatico, si veda ad esempio l'aumento formale dell'età di pensionamento base, che è compensato però dall'eliminazione delle “finestre” SACCONI e Damiano) e rivendicarne la paternità, per poi uscirne recentemente in una conferenza stampa congiunta con l’On. Cesare Damiano presso una sala del Parlamento italiano (!), durante la quale ha distribuito un manifesto nel quale – per iscritto - attribuiva la maternità dell’adeguamento automatico alla professoressa Fornero, ma poi – verbalmente (cfr. l'articolo di Rosaria Amato di Repubblica) - ammetteva di esserne l’autore: trova tutte le prove documentali inoppugnabili nel mio post già allegato:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

Cordiali saluti,

V.


PS: Ho in corso un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta:

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.


PPS: Allego:

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni

Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento



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Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero




[Ieri sera, ascoltavo Radio1-Zapping, che ha lanciato la notizia che avrebbe avuto come ospite Matteo Salvini. Ho allora inviato questo sms: “L’ossessione di Salvini contro la riforma è finta, gli serve a nascondere la ben più severa riforma SACCONI, della quale attribuisce furbescamente misure severe alla Fornero, in particolare l’adeguamento automatico che in realtà è stato introdotto dalla L. 122/2010 (riforma SACCONI)”. Dopo poco, mentre Salvini parlava come al solito della Fornero, alla quale aggiungeva quella che è stata la notizia del giorno, cioè la sua intenzione di abolire l’obbligatorietà delle vaccinazioni, ho ricevuto una telefonata dalla redazione di Zapping, che mi ha chiesto se volevo intervenire in trasmissione. Ho risposto di sì. Dopo pochissimo, il conduttore ha annunciato il mio intervento. Ho premesso che avevo già espresso le medesime obiezioni in una lettera inviata a Salvini nel 2015, ho ripetuto più o meno il contenuto dell’sms, aggiungendo soltanto che la Fornero era una millantatrice e che Sacconi era stato molto più severo. Salvini, al quale nell’ultimo mese – assieme a tutti gli altri parlamentari europei - ho inviato per conoscenza alcune email inviate ai giornali sulle pensioni, m’è parso in difficoltà, ed ha risposto che era vero che c’erano state anche le riforme Maroni e Sacconi, ma lui ha incontrato tutti i giorni migliaia di persone alle quali il pensionamento era stato di botto rinviato fino a 6 anni. Il che è una balla, frutto della DISINFORMAZIONE, se riferito alla Fornero, poiché il problema di molti esodati, che ha riguardato complessivamente 153.000 soggetti (di cui 10 mila sono di Sacconi, ma vengono anch'essi imputati a Fornero), è stato aggravato dalle misure decise dalla riforma Sacconi, in particolare dall’adeguamento automatico.]


Sue notizie false, fake news, bufale sulla riforma delle pensioni Fornero.

Da:  v

11/01/2018 19:50


Egr. On. Salvini,

Ricavo dai media che Lei, dopo aver chiesto per anni l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero, ora ha fatto un mezzo passo indietro e si accontenta di eliminarne gli “effetti perversi”.  

Alla trasmissione Zapping di ieri sera, Lei ha detto che tutti gli aspetti della riforma Fornero sono perversi. Io sono intervenuto in diretta alla medesima trasmissione per rammentarLe ciò che Le scrissi 3 anni fa: che la Sua ossessione contro la riforma Fornero è finta, è solo una cortina fumogena per nascondere la ben più severa riforma SACCONI che Lei votò nel 2010 e 2011 [rectius: in effetti, nel 2010 Salvini non era più parlamentare italiano, avendo optato nel 2009 per il Parlamento europeo, ndr], della quale attribuisce misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita.

Inganno

Io penso che Lei non ce li dirà mai, questi effetti perversi, perché se ce li dicesse certamente si riscoprirebbe (cfr. la mia precedente Lettera[1 2]) il Suo inganno: che per lo più si tratta di misure recate dalla ben più severa riforma delle pensioni SACCONI, che Lei votò nel 2010 e 2011, assieme a Berlusconi e Meloni, in particolare l’infernale meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita introdotto dalla riforma SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, legge che, per soprammercato, prescrive crudelmente e strampalatamente all’ISTAT, al comma 12ter che Lei votò, di considerare nel calcolo soltanto gli aumenti dell’aspettativa di vita e non anche le diminuzioni, e che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 e poi via via a 70 anni e oltre; e che Lei da allora tenta pervicacemente e vergognosamente di obliterare e rimuovere dalla Sua coscienza, incolpando ossessivamente la professoressa Fornero, e minacciandole perfino l’esilio.

Complicità

Lei riceve, purtroppo, l’aiuto disinformativo di tutti i media, che la intervistano e le consentono da anni di diffondere indefessamente le sue notizie false o fake news bufale sulle pensioni, di noti esperti di previdenza, di Sindacati inclusa la CGIL (!), e di enti terzi, supposti imparziali e attendibili, quali: l’ISTAT, EUROSTAT (che secondo il Prof. Alberto Brambilla riprende pari pari i dati dell’ISTAT), l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), che a sua volta riprende i dati errati di EUROSTAT, Bankpedia, ma non Wikipedia che in questo caso dà informazioni corrette [poiché sono stato io a modificare la relativa voce, ndr], e, talora, lo stesso INPS, i quali hanno in parte o completamente obliterato la molto severa riforma SACCONI, semplicemente chiamandola Fornero (sic!). Un vero caso di scuola.

Trova tutte le prove documentali in questo mio lungo articolo, già inviato a centinaia di destinatari, inclusi Lei e gli interessati:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero[1 2]


Età di pensionamento

Lei ora cambia di nuovo versione e dice che 41 anni debbono bastare per andare in pensione, imputando evidentemente il di più alla riforma Fornero. Per smentire gli ignoranti in buona fede delle norme o sbugiardare quanti disinformano scientemente, è sufficiente esaminare la situazione (norme e dati) relativamente all’età di pensionamento per dedurne che anche Lei è o un ignorante o un bugiardo.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate (ex anzianità):

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 [rectius: 7] mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, da Lei votato, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero [rectius: in effetti, è stata la riforma Fornero ad estenderlo alle pensioni anticipate, legate soltanto all'anzianità contributiva];

- delle donne è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 3 mesi + 10 [rectius: 7] mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, da Lei votato, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI 2010 e 2011, da Lei votata [rectius: in effetti, è stata la riforma Fornero ad estendere l'adeguamento automatico alle pensioni anticipate, legate soltanto all'anzianità contributiva, ma ha anche ridotto la “finestra” per gli autonomi da 18 a 12 mesi].

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti alla riforma SACCONI, da Lei votata, e soltanto 1 anno a Fornero [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi];

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI, da Lei votata [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata finora da 60 a 66 anni (di botto, senza gradualità) e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore privato, da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, considerando l’adeguamento automatico) col DL 98/2011, da Lei votato, è stato solo accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI, quindi l’ha diminuita di 6 mesi.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 12bis), da Lei votata.


Esodati

Premesso che anche la riforma SACCONI, da Lei votata, ebbe i suoi esodati (gli eccedenti i 10.000 soggetti in mobilità che venivano esclusi dall’applicazione della nuova riforma e tutti gli altri inattivi a reddito zero, che furono decine o forse centinaia di migliaia, ma a causa del potente apparato (dis)informativo berlusconiano e del centrodestra fecero molto meno rumore), lo stesso problema degli esodati: (i) che fu causato da un'errata stima della burocrazia INPS e RGS; (ii) ed il cui numero, nell’arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale; (iii) fu aggravato dalle misure della riforma SACCONI, da Lei votata, in particolare dall’adeguamento automatico, cosa che anche gli stessi esodati ignorano (veda i commenti).

Blocco perequazione

La sentenza n. 70/2015 della Corte Cost. ha dichiarato incostituzionale il blocco della contingenza per le pensioni superiori a 3 volte il minimo deciso dal DL 201/2011 Salva-Italia (Governo Monti-Fornero), ma lo stesso DL abrogò un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca[1 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI, da Lei votato.


Risparmio al 2060

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld [rectius: 1.000 mld] di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo - tanto strombazzato dai media anche in questi giorni - è ascrivibile alla riforma Fornero, i cui effetti, se legge il report e guarda il grafico della RGS, si esauriranno nel 2045, mentre la curva (duplice: DL 78 e DL 98) SACCONI è bella gagliarda fino al 2060; il che significa che gli altri 2/3 e più sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, che introdusse le cosiddette “quote”, abolite da Fornero; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI, che Lei votò, della quale però Lei (né nessun altro) parla mai, anzi nasconde accuratamente, come se fosse un reato di furto, che poi per giunta attribuisce slealmente alla professoressa Fornero.


Conclusione

In conclusione, dai dati e dalle norme consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani, tra cui spicca Lei - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e non merita l’esilio; (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente da Lei, che non può non conoscere ciò che votò, e dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI; e (iv) che, se fosse coerente e consequenziale, in esilio ci dovrebbe andare Lei.

Distinti saluti,

V.



**********





Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni



Pubblico la lettera che ho inviato oggi a Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo in cui, tra l’altro, si è chiesto che fine avesse fatto il conto sul numero degli esodati.


Esodati e notizie false sulle pensioni

Da:  v

11/11/2017  16:05


Egr. Dott. Marcello Sorgi,

Traggo dal Suo articolo di oggi su La Stampa, intitolato Renzi e Visco: c’è Etruria all’origine del grande gelo  http://www.lastampa.it/2017/11/11/italia/politica/renzi-e-visco-c-etruria-allorigine-del-grande-gelo-Q5gIvP7cy4JPWUtfj5EwqK/pagina.html

“Tanto che il numero dei risparmiatori traditi comincia a somigliare, per lievitazione, a quello degli esodati della legge Fornero, di cui ancor oggi s’è perso il conto”.

No, Le segnalo che il numero degli esodati è noto e a consuntivo ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale, determinata erroneamente (come dichiarò la professoressa Elsa Fornero a “In mezz’ora”) dalla burocrazia (RGS e INPS).[1]


di Cesare Damiano - 18/10/2017

Ciò mi dà l'opportunità di inviare anche a Lei (oltre che al direttore e al caporedattore Economia de La Stampa e a tutti i principali media e ai più noti giornalisti) un mio documento che svela una bufala sulle pensioni che circola da sei anni sui media, riguarda la riforma Fornero e ha fatto - pare - quasi 60 milioni di vittime (tra i propalatori della bufala, Lei non ci crederà ma sto preparando un post con le prove documentali, oltre alla stessa professoressa Fornero, ci sono noti esperti di pensioni: Cazzola, Giannino, Boeri, Ichino, Damiano):

Pensioni: notizie false (fake news)

[1] Cfr. nota 7, Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che voglia anche Lei contribuire alla diffusione della verità sulle pensioni. Grazie.

Cordiali saluti,

V.



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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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