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Salvataggio banche italiane, il Tribunale UE dà torto alla Commissione Europea





Segnalo molto volentieri la recentissima sentenza del Tribunale dell’Unione Europea,[1]   che ha bocciato la decisione della Commissione Europea, in particolare della Commissaria danese Margrethe Vestager, di considerare aiuto di Stato il salvataggio nel 2014 di una piccola banca, la Tercas, tramite l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD).

«Non ci fu ‘aiuto di Stato’ nei fondi concessi dal Fondo Interbancario (Fitd) alla Popolare di Bari per il salvataggio di Tercas nel 2014 e bocciato dall'Antitrust Ue all'epoca. Il tribunale Ue. accogliendo il ricorso dell'Italia e della Bari (sostenuto dalla Banca d'Italia) ha così annullato la decisione della Commissione Ue “che non ha dimostrato che i fondi concessi a Tercas a titolo di sostegno del Fitd (dove sedeva nel consiglio un rappresentante di Bankitalia ndr) fossero controllati dalle autorità pubbliche italiane”. L’Abi plaude e chiede alla commissione Ue i rimborsi per risparmiatori e banche concorrenti danneggiate dalle conseguenze delle sue non corrette decisioni sugli altri quattro istituti italiani.»[2]


Il divieto costituì poi il grimaldello per applicare il bail-in – in maniera retroattiva e senza gradualità - alle quattro banche medio-piccole Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife.[3]

Il nuovo capo della Vigilanza bancaria europea, l’italiano Andrea Enria, finora non particolarmente amichevole con l’Italia, ravvisa nella sentenza una novità positiva per le banche dell’Eurozona.[4]

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Note


[1] Tribunale dell’Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 34/19 Lussemburgo, 19 marzo 2019

Il Tribunale annulla la decisione della Commissione secondo cui un intervento di sostegno di un consorzio di diritto privato a favore di uno dei suoi membri costituiva un «aiuto concesso da uno Stato»


[2] Ue, Fondo Interbancario salvataggi non fu aiuto di stato

19 marzo 2019

PER IL SALVATAGGIO DI BANCA TERCAS

Corte Ue: i fondi alla Popolare di Bari non sono aiuti di Stato. Patuelli (Abi) chiede le dimissioni di Vestager

19 marzo 2019


[3] Salvataggio Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife


Il governo deve ristorare i risparmiatori delle quattro banche Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife?


[4] 21 MARZO 2019 / 11:54

Banche Ue, Enria (Bce): decisione Corte su Tercas apre nuove strade su crisi

(Reuters) - La pronuncia della Corte di giustizia europea di annullare la decisione dell’esecutivo Ue, che aveva giudicato come aiuto di Stato l’intervento del Fondo di tutela dei depositi per il salvataggio di Banca Tercas nel 2014, apre una nuova strada per la risoluzione delle crisi bancarie della zona euro.

Lo dice Andrea Enria, nuovo responsabile Bce per la vigilanza.

Quanto alla potenziale fusione tra Commerzbank e Deustche Bank, sempre secondo Enria, un istituto di credito di grandi dimensioni deve avere una sufficiente dotazione di capitale ed essere “solvibile”.




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Il massone neoaristocratico Jeroen Dijsselbloem frena sul salvataggio delle banche italiane


Un anno fa mi sono espresso così sul conto di Jeroen Dijsselbloem: il presidente olandese dell’Eurogruppo, il nevrotico e inesperto sedicente socialista Dijsselbloem, mero strumento del duo massonico reazionario Merkel-Schaeuble”.[1]

Egli non perde occasione per contrastare tutte le decisioni dell’Italia, allineandosi fedelmente alla posizione della Germania.

Lo ha fatto quando l’Italia, che è uno dei pochissimi Paesi dei 19 dell’Eurozona, a rispettare il limite del 3% del rapporto deficit/Pil e viene da quasi 7 anni di recessione per colpa dell’austerità imposta dalla Commissione europea per conto della Germania, ha chiesto la “flessibilità” (cioè di aumentare il deficit) di qualche decimale di punto, che è un semplice palliativo poiché servirebbe ben altro: uno shock di una cinquantina di miliardi.[2]

Lo ha fatto quando si è trattato di aiutare le banche italiane, che non ebbero bisogno di essere salvate all’inizio della crisi economica, mentre ora sono oberate di sofferenze per centinaia di miliardi causate dal prolungamento della crisi economica, perché lo vieta la recente normativa del bail-in, che ha innovato le regole che permisero alle banche soprattutto tedesche, ma anche francesi, belghe, olandesi, spagnole, ecc. di essere salvate con centinaia di miliardi di soldi pubblici.[3]

Lo ha fatto quando ha condiviso la posizione della Germania che si è opposta all'assicurazione europea dei depositi, che rientra nellaccordo già sottoscritto e implementato dellunione bancaria, ma che ora viene condizionata alla riduzione dei rischi bancari, che secondo i Tedeschi sarebbero legati ai troppi titoli di Stato in portafoglio alle banche, in particolare italiane, titoli che avrebbero un rischio maggiore dei derivati, di cui sono strapiene le banche tedesche.[4]

Lo ha fatto oggi quando ha frenato sulla trattativa in corso tra l’Italia e la Commissione europea per avere il via libera a un intervento con garanzia pubblica per puntellare il capitale di Mps.[5]

In teoria, parrebbe un comportamento davvero strano se si considerasse la sola appartenenza di Dijsselbloem al PSE, lo stesso gruppo del quale fa parte il PD renziano; lo appare un po’ meno se si valutano tre altri elementi: il primo, il complesso di superiorità di un olandese rispetto agli Italiani e in generale i mediterranei;[6] il secondo, il conflitto d’interessi nell’ambito del sistema Euro tra il blocco centro-europeo (Paesi creditori) e i Pigs (Paesi debitori); e terzo, l’appartenenza di Jeroen Dijsselbloem alla Massoneria neoaristocratica (se non reazionaria).[7]



Note


[1] UE, classifica (personale) dei mediocri 


[2] UE “FRENA” L’ITALIA SULLA FLESSIBILITA’

07 gennaio 2016 21.35 Dijsselbloem richiama l’Italia sulla flessibilità dei conti pubblici prevista dal patto di Stabilità per l’euro. “La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagegare”, dice il presidente dell’Eurogruppo e dell’Ecofin. L’Italia “ha chiesto varie flessibilità, per le riforme istituzionali, per gli investimenti, per i migranti, dipende dalla commissione UE”, che deciderà sulla questione. “L’unica cosa che posso dire è: non spingiamo”.


[3] Crisi banche, il Pd guida l'assalto al bail in

Giuseppe Falci, L'Huffington Post

Pubblicato:14/02/2016 20:51 CETAggiornato: 14/02/2016 20:51 CET

Giunta la notizia a Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem si è infuriato: “Un ritorno al passato sarebbe la cosa peggiore”.


[4] ECONOMIA

Banche: Dijsselbloem spalleggia Schaeuble, frena su sistema unico depositi -2-

14-01-2016

19:34  (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 14 gen - Il ministro delle finanze olandesi (che si trova a guidare nei prossimi sei mesi anche l'Ecofin) ha fatto un lungo ragionamento quando gli e' stato chiesto di commentare l'opinione del ministro Pier Carlo Padoan sulla posizione tedesca ("E' molto lontana da cio' che e' utile per l'Europa"). Dijsselbloem ha citato il caso del 'manuale unico' bancario: "Ci sono tante pagine bianche che dobbiamo riempire, dobbiamo essere d'accordo su che cosa intendiamo per qualita' di capitale delle banche, su che cosa sono i rischi bancari iscritti nei bilanci, sulle discrezionalita' della legislazione nazionale che vanno superate: la presidenza olandese della Ue e' molto impegnata, questo e' il lavoro da fare, non possiamo parlare di rischi da condividere senza parlare di rischi da ridurre". Dijsselbloem non ha citato una delle questioni centrali che fa parte della discussione e delle richieste tedesche: la riduzione dell'esposizione delle banche verso il debito sovrano nazionale. Si tratta di un principio sul quale tutti magari concordano in linea generale, ma e' una questione spinosissima. Da un lato la riduzione dell'esposizione al debito sovrano nazionale va nella direzione dello sganciamento (relativo) dei rischi bancari dai rischi sovrani, appunto. Dall'altro lato, le banche di un paese (in Italia quanto in Germania, Francia e altri paesi chiave della zona euro) sono grandi acquirenti di titoli del debito pubblico. Il presidente dell'Eurogruppo ha rivendicato il fatto che la filosofia dell'unione bancaria si fonda sull'accoppiamento riduzione dei rischi-condivisione dei rischi. Di solito gli esponenti europei sono restii a riferire pubblicamente delle posizioni di dissenso degli Stati membri. Questa volta Dijsselbloem ha fatto un'eccezione affermando: "Non e' un segreto che la Germania e' molto critica sul fatto di parlare adesso di un sistema unico europeo di garanzia dei depositi, mentre altri paesi non vogliono parlare di riduzione del rischio" (nel contesto della discussione sull'assicurazione europea dei depositi). Antonio Pollio Salimbeni Aps-y- (RADIOCOR) 14-01-16 19:34:37 (0551) 5


[5] Banche scommettono sul governo, ma Dijsselbloem frena. Si sgonfia il rimbalzo delle Borse

di GIULIANO BALESTRERI

07 luglio 2016


[6] La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord


[7] Traggo dal libro “Massoni” di Gioele Magaldi: “Jeroen Dijsselbloem (classe 1966, politico, affiliato alla «Compass Star-Rose/Rosa Stella Ventorum» e alla «Three Eyes»”, due superlogge reazionarie, in particolare la potentissima rockefeller-kissingeriana seconda.



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UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?



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