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Dossier reddito minimo garantito

 
Preliminarmente faccio una triplice puntualizzazione:
a) storica: il reddito di cittadinanza è da tempo una proposta del centrosinistra; uno dei primi ad attuarlo fu la Regione Campania nel 2004 (amministrazione Bassolino); la seconda e ultima, la Regione Lazio nel 2010 (amministrazione Marrazzo); da ultimo, la Provincia autonoma di Trento (amministrazione di Csx, cfr. http://t.contactlab.it/c/1000009/3436/42978091/31140);
b) terminologica: è meglio e più corretto parlare di Reddito minimo garantito (platea selezionata e condizionata) e non di Reddito di cittadinanza (universale); e
c) prospettica: la crisi in atto è epocale e durerà almeno 15 anni.
 
Tutti i Paesi hanno l'RMG, tranne Italia, Grecia e Ungheria; riporto gli ammontari di Reddito minimo garantito in alcuni Paesi UE27:
Tabella 3.6 Ammontare del contributo erogato alla singola persona (€) in alcuni paesi europei.
Paese.............2011
Germania…....364
Francia …..….475
Spagna …...…412,7
Gran Br…...…742
Danimarca   1.389
Alcune misure sono, inoltre, integrabili con altre. […]
“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf
link sostituito da:
http://impiego.formez.it/sites/all/files/Rapporto2011_2012.pdf
http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf 

Alloggi pubblici. Sempre dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf#page=105  

 
Negli altri Paesi, l’RMG di norma è inferiore a 500€/mese, ma integrato, appunto, dall’alloggio pubblico o dal sussidio all’affitto; pertanto, all’Rmg va abbinato in-di-spen-sa-bil-men-te, per recuperare il rilevantissimo divario con gli altri Paesi, un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità (sovvenzionato, convenzionato e autocostruito, nonché recuperando edilizia da rottamare) per dare anche un alloggio ad affitto sociale, che è l’elemento imprescindibile che rende congruo un reddito di ammontare minimo.
Ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila € per 25.000-50.000 appartamenti all’anno, vanno reperiti, oltre alla copertura dell’RMG, altri 2,5-5 mld.
 
La proposta sul reddito di cittadinanza del M5s
La proposta sul reddito di cittadinanza di Danilo Leva (Pd)
La proposta sul reddito di cittadinanza di Sel
La proposta sul reddito di cittadinanza dei senatori del Pd nel 2011
 
 
Post e articoli collegati:
 
AQQ11/Lavoro precario e reddito di cittadinanza
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580529.html

Reddito di cittadinanza, commento alla proposta di legge di M5S
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797058.html

La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
Reddito minimo garantito: come funziona
15.03.13
Che cos’è il reddito minimo garantito da istituire per dare un sostegno ai più poveri? E in che cosa si differenzia dal reddito di cittadinanza proposto dal M5s? Il primo è finanziariamente sostenibile, il secondo no. Vediamo in questo Dossier il confronto ospitato da lavoce.info.
http://www.lavoce.info/wp-content/uploads/2013/03/dossier-rmg1.pdf
 
Reddito minimo, come si potrebbe fare
di Armando Travaglini
27/04/2013
Il sostegno al reddito è il buco più grave del welfare italiano. Le lezioni della sperimentazione del Reddito minimo d’inserimento e i costi che avrebbe il reddito minimo garantito
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Reddito-minimo-come-si-potrebbe-fare-18107
 
Reddito minimo garantito, la proposta di legge popolare
di Luca Santini
27/04/2013
La consegna alla Camera della proposta di legge d’iniziativa popolare sul Reddito minimo garantito apre una fase nuova nel rinnovamento delle politiche sociali e di tutela del reddito in Italia. Sbilanciamoci.info apre una discussione
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Reddito-minimo-garantito-la-proposta-di-legge-d-iniziativa-popolare-18109
 
Lavoro, e non reddito, di cittadinanza
di Laura Pennacchi
04/06/2013
Il reddito di cittadinanza si configura inevitabilmente come “compensazione ex post” dei disagi derivanti dalla mancanza di lavoro e non può affrontare in termini strutturali le problematiche che la crisi globale ci pone, a partire dalla necessità di ridisegnare l’intero modello di sviluppo
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Lavoro-e-non-reddito-di-cittadinanza-18708
 
Ragioni morali
di Corrado Del Bò
25/06/2013
Il reddito minimo costituisce una misura per attenuare gli effetti della povertà, perciò a buon diritto potrebbe essere incorporato nei nostri sistemi di welfare. Perchè non possono essere le condizioni di nascita, naturali o sociali che siano, a dettare quelle che saranno le condizioni di vita individuali di ciascuno di noi
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/Ragioni-morali-19100
 
Reddito e lavoro devono coincidere
di Giuseppe Amari
15/07/2013
Lavoro e reddito di cittadinanza non vanno posti in alternativa ma devono procedere insieme. La loro separazione sarebbe foriera di gravi problemi personali, economici e sociali
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Reddito-e-lavoro-devono-coincidere-19524
 
OBIETTIVI VELLEITARI PER I SERVIZI PER L'IMPIEGO
di Luigi Oliveri 29.08.2012
La riforma del mercato del lavoro fissa quattro livelli essenziali di prestazioni destinate ai lavoratori in mobilità, per reinserirli velocemente nel mercato e ridurre così i costi del welfare. Ma i servizi per l'impiego non dispongono né di personale né di risorse adeguate per garantirli. Oltretutto, non è nemmeno chiaro chi debba svolgere questi compiti. Perché oggi i servizi per l'impiego sono gestiti dalle province. Ma la spending review ha avviato un processo di riordino di questi enti che riguarda anche la ridefinizione delle loro competenze e funzioni.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3250/38709982/27643
 
'Il Piano del Lavoro' CGIL: testo integrale - sintesi
 
I giovani tra mercato del lavoro e dimensione sociale
Esiste una questione giovanile in Italia?
Quali politiche per un miglioramento delle prospettive dei giovani nel mercato
del lavoro dopo le dispute ideologiche degli ultimi anni?
Quali sfide politiche ed organizzative per il sindacato?
http://www.cisl.it/SitoCISL-Temi.nsf/Documenti/87FCB74C8C7D54DEC125747900255D96/$File/Conq28-29giu08_ViaPo_Ins.Giovani.pdf
 
Outplacement? Per lo Stato un risparmio da 900 milioni di euro
22/11/2012
Una regolare ricollocazione professionale per i lavori in mobilità come ricetta per superare la crisi e ridurre la spesa pubblica. Se ne è discusso oggi a Roma nel corso del convegno sulla Riforma del Lavoro organizzato da Intoo
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/3f79adae186b12f84596c61bc62217ed/48090
 

Riporto un mio commento su “Europa” alle dichiarazioni di Juncker (purtroppo, tutti i commenti sono stati cancellati in occasione della ristrutturazione del suo sito [ma poi sono riuscito casualmente a trovarli in rete, hanno archiviato i vecchi articoli con link nuovi]):

Cfr. Italia-Francia e un editoriale indigesto

 
Crisi: Juncker,non ricada solo sui piu' deboli. Anche ricchi paghino
10 Gennaio 2013 - 12:37
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - ''Non bisogna credere che sarebbe giusto avere politiche di austerita' che chiedono i piu' grandi sforzi ai piu' deboli.Vorrei che le conseguenze della crisi ricadessero sui piu' forti: questa e' solidarieta' sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.''Non dico che i miliardari debbano per forza pagare, dico che non mi va che i miliardari non paghino''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__non_ricada_solo_sui_piu__deboli__Anche_ricchi_paghino-1236863-ECO.html
 
Crisi: Juncker, serve salario minimo in tutta Eurozona
10 Gennaio 2013 - 12:06
(ASCA) - Bruxelles, 10 gen - Vanno definiti salari minimi in tutti i paesi della zona euro, e provvedere a colmare ''l'elemento carente'' dell'unione economica e monetaria, ''vale a dire la dimensione sociale''. Lo afferma il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, in audizione in commissione Problemi economici del Parlamento europeo.
''Serve un impianto chiaro e ineludibile di diritti sociali per i lavoratori, una sorta di 'zoccolo duro' dei diritti dei lavoratori'', sostiene Juncker. Occorre, piu' precisamente, rispondere ''alle rivendicazioni essenziali di salario minimo legale in tutta l'area dell'eurozona''. Altrimenti, avverte Juncker, ''rischiamo di perdere la nostra credibilita' e, per dirla alla Marx, il sostegno della classe operaia''.
http://www.asca.it/news-Crisi__Juncker__serve_salario_minimo_in_tutta_l_Eurozona-1236944-ECO.html
 
Crisi: Vendola, anche Juncker e' un pericoloso estremista?
10 Gennaio 2013 - 15:16
(ASCA) - Roma, 10 gen - ''Non dire ai ''moderati nostrani'' che Juncker (Ppe) cita Marx e propone addirittura il salario minimo garantito in tutta Europa. Evidentemente e' un pericoloso estremista''. Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta', commenta su twitter le parole del presidente dell'Eurogruppo ed esponente del Ppe al parlamento europeo. ''Chiediamo da tempo un reddito minimo garantito contro la solitudine di una generazione prigioniera dell'ergastolo della precarieta' e disoccupazione'', ribadisce Vendola.
http://www.asca.it/news-Crisi__Vendola__anche_Juncker_e__un_pericoloso_estremista_-1236957-POL.html
 
da Magnagrecia inviato il 11/1/2013 alle 10:56 
Le cose affermate dal presidente Eurogruppo Juncker io le scrivo da quasi 3 anni, fin dal varo del DL 78 del 31.5.2010, la manovra più scandalosamente iniqua, varata dal governo Berlusconi-Tremonti. 
Basta aver letto su “Europa” articoli e commenti affetti da strabismo dei moderati del PD, in particolare dei filo-montiani, per sapere che non è vero affatto che tutto il PD è favorevole all’equità dei sacrifici ed al varo del reddito minimo garantito.
Per il reddito minimo garantito servono risorse, molte risorse, ed allora basta vedere l’idiosincrasia, non solo dei ricchi e dei loro UTILI IDIOTI ben retribuiti, ma di quelli che lo fanno gratis, sia a destra – il che è comprensibile – sia al centrosinistra – il che è incomprensibile – al varo di misure fiscali straordinarie sui patrimoni, per sapere che non tutto il PD è favorevole all’equità nella distribuzione dei sacrifici.
Basta aver visto l’opposizione dei sindacati, per timore di perdere potere e sbilanciati verso gli occupati a tempo indeterminato, al varo del reddito minimo garantito in sostituzione della CIG, per capire che esistono opposizioni potenti persino dove non te le aspetteresti.
Basta leggere il comunicato di ieri dell’on. PD Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro del 2° Governo Prodi ed ex funzionario della CGIL, tesi non nuova dell’on. Damiano, per averne conferma:
"Salario minimo: prima correggere riforma Fornero"
Pubblicato il giovedì, 10 gennaio 2013 da Cesare Damiano
http://cesaredamiano.wordpress.com/2013/01/10/salario-minimo-prima-correggere-riforma-fornero/

Col mio commento:

Lo ripropongo:
“On. Damiano, anche per la CIG ci sono figli e figliastri”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765364.html
On. Damiano, 
Come Lei sa meglio di me, negli altri Paesi UE non esiste la CIG, ma gli ammortizzatori sociali universali (tranne in Grecia e in Ungheria), per cui i lavoratori di aziende decotte non vengono assistiti e classificati per anni come “occupati” (fittizi) ma come “disoccupati”.
Ne discendono alcune osservazioni.
1) il tasso di occupazione di questi Paesi non è sovrastimato ed il tasso di disoccupazione sottostimato per effetto dei lavoratori in CIG, come invece succede in Italia;
2) idem – ma al contrario - per la quota di “inattivi” che, se ne hanno voglia, si iscrivono ai Centri per l’impiego, vengono classificati “disoccupati” (in Italia gli inattivi, cioè quelli che non hanno un lavoro e non lo cercano, non sono classificati né occupati né disoccupati) e riscuotono l’indennità di disoccupazione adeguatamente disciplinata;
3) assieme agli ammortizzatori sociali, esistono servizi attivi per l'impiego ed il reimpiego (non baracconi inefficienti come i nostri che servono soltanto a quelli che vi lavorano: soltanto il 5% trova lavoro tramite loro), che coinvolgono economicamente e operativamente le aziende che licenziano;
4) non si sussidiano posti di lavoro decotti, ma i lavoratori, sia con ammortizzatori sociali, sia con provvidenze per la casa, sia con formazione, sia con servizi attivi per il ricollocamento;
5) infine, si evita la terribile ed iniqua prassi italica dei figli (lavoratori dipendenti con certe caratteristiche) e dei figliastri (tutti gli altri), ai quali si dice: arrangiatevi!
PS: Se il PD vincerà, come è probabile, le prossime elezioni politiche, smetta la mentalità di ex funzionario CGIL e si conformi per la materia sopra illustrata, nell’arco della legislatura - come è già avvenuto per le pensioni - alle regole del “benchmark” UE.
http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/12/15/crisi-su-cig-vicini-a-picco-2010-serve-politica-attenta-a-effetti-sul-lavoro/
 
Tutto quello che sai sul reddito di cittadinanza è falso
Sul tema c’è molta confusione. Una guida per orientarsi al di là della propaganda politica.
Posted by Andrea Zitelli on 13 novembre 2013 in Post
http://www.valigiablu.it/tutto-quello-che-sai-sul-reddito-di-cittadinanza-e-falso/ 

 
Reddito minimo e matematica grillina
L’M5S propone un “reddito di cittadinanza”, ma sbaglia calcoli e terminologia: quello a favore di particolari categorie disagiate (come prevede il loro provvedimento) si chiama “reddito minimo garantito” e il costo non sarebbe 19 miliardi come dicono, ma 50. Al di là del velleitarismo grillino il problema però è reale e il Pd dovrebbe affrontarlo con urgenza
Pierre Carniti
(12/11/2013)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1679
 
Garantire il reddito? No, il lavoro
Si continua a parlare di “reddito di cittadinanza” o “reddito minimo garantito”. Ma, come già diceva Paolo Sylos Labini più di 30 anni fa, non è all’assistenzialismo che bisogna puntare, ma ad assicurare un lavoro a tutti. Evitando gli errori di esperienze simili, come i nostri “lavori socialmente utili” o i “mini-job” tedeschi
Carlo Clericetti
(12/11/2013)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1677
 
Reddito minimo a 5 stelle: può funzionare?
19.11.13
Tito Boeri e Paola Monti
Il M5S ha proposto l’istituzione di un “reddito di cittadinanza”. In realtà si tratta di un reddito minimo. Costerebbe attorno a 19 miliardi, quattro volte di più del “sostegno di inclusione attiva”. Perché relativamente generoso e perché alcuni dettagli aumentano gli oneri amministrativi e i costi.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3579/45094734/32885
 
L’introduzione del reddito minimo e il contrasto alla povertà
14 ottobre 2013
http://www.economy2050.it/introduzione-reddito-minimo-contrasto-poverta/

Tante proposte per il reddito minimo: ecco le differenze
22.11.13
Chiara Saraceno
http://t.contactlab.it/c/1000009/3583/45135970/32939

Reddito minimo: i problemi aperti e la mancata soluzione del governo
Antonella Stirati - 28 Novembre 2013
http://www.economiaepolitica.it/index.php/distribuzione-e-poverta/reddito-minimo-i-problemi-aperti-e-la-mancata-soluzione-del-governo/
 
COME VALORIZZARE I CENTRI PER L’IMPIEGO PER MEZZO DEL “CONTRATTO DI RICOLLOCAZIONE”
Pietro Ichino
http://www.pietroichino.it/?p=29084
 
COME CAMBIA IL NOSTRO DIRITTO (E MERCATO) DEL LAVORO
Pietro Ichino
http://www.pietroichino.it/?p=28831
 
STORIA DI UN EMENDAMENTO
Pietro Ichino
http://www.pietroichino.it/?p=28923

diseguaglianzereddito minimo di Elena Monticelli
Reddito minimo, tre proposte per una legge
04/04/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Reddito-minimo-tre-proposte-per-una-legge-23585
  
20/05/2015
«Il reddito minimo di base incentiva la produttività, non la pigrizia»
Il punto di vista di due economisti del Basic Income Earth Network: dove ci sono sussidi c’è una forte tendenza alla ricerca di occupazione
Arianna Sgammotta
http://www.linkiesta.it/it/article/2015/05/20/il-reddito-minimo-di-base-incentiva-la-produttivita-non-la-pigrizia/25979/ 
 
Il reddito minimo non è una chimera
Le politiche degli ultimi anni invece di combattere la povertà l'hanno accresciuta. Un assegno di sussistenza a 660.000 persone allevierebbe la condizione di 2 milioni di famiglie, con una spesa contenibile in meno di 5 miliardi e coperture plausibili per questo primo passo verso un sistema universalistico
Giovanni Principe
25/05/2015
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1824
 

reddito minimo di Sbilanciamoci!
Un reddito minimo sperimentale
27/11/2015
Nel Rapporto si propone l'introduzione di una misura strutturale di sostegno al reddito del costo di 11 miliardi di euro per un anno, rivolta a disoccupati, inoccupati e sottoccupati
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Un-reddito-minimo-sperimentale-31931


Contaminazioni proficue fra reddito minimo e reddito di cittadinanza
Elena Granaglia
Elena Granaglia analizza una recente proposta francese di riforma dell’assistenza sociale che si caratterizza per un’innovativa combinazione fra elementi d’individualizzazione e non condizionalità propri del reddito di cittadinanza e un’attenzione al contrasto della povertà propria del reddito minimo. La tesi di fondo è che la strada più feconda, nel disegno delle politiche sociali di sostegno al reddito, sia quella della contaminazione fra schemi di reddito di cittadinanza e schemi di reddito minimo.
http://www.eticaeconomia.it/contaminazioni-proficue-fra-reddito-minimo-e-reddito-di-cittadinanza/

Il reddito di inclusione

Elena Monticelli  16 ottobre 2017

Elena Monticelli esamina il Reddito di Inclusione (REI) al termine dell’ iter legislativo che ha portato alla sua introduzione. Monticelli mette in rilievo gli aspetti distintivi del REI esaminando brevemente i criteri dai quali dipende la possibilità di accesso a questa misura e indica anche le novità rispetto alla legge delega. Monticelli sottolinea poi alcuni aspetti critici del REI e si chiede se, come è accaduto per il Reddito Minimo di Inserimento, la Corte Costituzionale possa porre il problema della competenza legislativa tra Stato e Regioni.

https://www.eticaeconomia.it/il-reddito-di-inclusione/ 

 

Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco

 
Pubblico la discussione su: pensioni d’oro, ammortizzatori sociali e caso tedesco, svoltasi recentemente su Huffington Post, in calce all’intervista al ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Enrico Giovannini
 
Pensioni D'oro, intervista al ministro Enrico Giovannini: "Sono solo poche centinaia. La priorità è la riforma dell'impiego"
L'Huffingtonpost  |  Di Pietro Salvatori Pubblicato: 23/08/2013 12:45 CEST   |   Aggiornato: 23/08/2013 12:52 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/08/23/enrico-giovannini-ridurre-cuneo-fiscale-rivedere-legge-fornero-pensioni-doro_n_3802901.html?utm_hp_ref=italy 
 
Vincesko
21 Fan
17:22 su 24/08/2013
Pubblico la lettera che ho appena inviato al ministro Enrico Giovannini.

Oggetto: Pensioni d'oro, equità e misure di welfare
Da: 
A: 
Data: 24/08/2013 16:36

Caro Ministro Giovannini,
Sono rimasto spiacevolmente colpito e meravigliato da alcune Sue affermazioni contenute nella Sua recente intervista a HuffingtonPost. [1] Lei ha, tra l’altro, affermato, parlando di pensioni d’oro: “Si capisce bene che un intervento su centinaia di persone non è sufficiente per cambiare la situazione”.
Come Lei certamente sa, si potrebbe/dovrebbe fare molto di più. […]

Caro Ministro Giovannini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790412.html
 
Descrizione: foto
borromini
27 Fan
12:30 su 25/08/2013
bella lettera, complimenti

soprattutto sono molto d'accordo sul rendere noti alla maggior parte degli italiani strumenti in azione in DE molto efficaci, come il 400-euro-job, il wohngeld come sostegno alle spese d'affitto etc.
il tutto in un paese in cui comunque il potere d'acquisto e' - pare incredibile - superiore al nostro

sacrosanto anche parlare dell'edilizia pubblica
un'arma fondamentale nella lotta alle follie del "libero mercato immobiliare" che hanno portato a far si' che a berlino le case costino 1.000euro/m2, da noi 4.000 - e sono loro che prestano denaro a noi...!

queste cose l'italiano medio non le conosce
...e nessuno gliele dice!
 
Vincesko
21 Fan
18:46 su 25/08/2013
Grazie. Hai ragione. Mi permetto solo di rilevare che:
- i mini-job sono oggetto di critica fin dalla nascita; li introdusse il governo Schröder, che per questo fu punito elettoralmente, per dare competitività al sistema tedesco (qui un’analisi dettagliata  http://www.aidlass.it/documenti-1/Fuchs_Aidlass_2013.doc ),
con le conseguenze (oltre all’aumento delle disuguaglianze) che in questo articolo molto critico vengono analizzate 
http://keynesblog.com/2012/12/28/reddito-minimo-o-minimi-salariali-il-caso-tedesco/ ma almeno furono integrati, appunto, da misure di welfare adeguate; 
- anche in Italia essi esistono, con gli abusi che si conoscono, anche nei settori dei servizi sottratti alla concorrenza internazionale, e senza adeguate compensazioni di welfare;
- contrari al Reddito minimo garantito, oltre alla destra - il che è normale - sono anche i sindacati (preferiscono, per non perdere potere, la CIG) e parlamentari come Cesare Damiano, ex CGIL, il che è un po' meno... normale;
- l'Italia è un Paese dominato dai costruttori edili e dagli immobiliaristi;
(continua)
Descrizione: foto


borromini
27 Fan
19:59 su 25/08/2013
vincesko

ho letto il documento linkato, molto interessante anche se gia' un po'specialistico (il link al keynesblog invece non da' risultati)
ripeto che sarebbe moooolto importante presentare all'opinione pubblica italiana quanto avviene in DE, e farlo dati alla mano!

complessivamente riassumerei cosi':
sono strumenti efficaci nel combattere una crisi
da integrare con interventi pubblici
e da rivedere a crisi passata perche' sicuramente il carico dev'essere sopportato anche dagl'imprenditori che relaizzano guadagni
quindi non e' la perfezione, certo
ma una buona base sulla quale lavorare
non dimentichiamo inoltre che dopo la rot-gruene koalition di schroeder e' pur sempre un governo piuttosto conservatore a maggioranza cdu-csu quello tedesco
non potevamo attenderci di piu' direi

comunque molti spunti interessanti:
anche quello di chiedere maggiore proattivita' al lavoratore ad esempio...!

ho vissuto molti anni a berlino
ed ho conosciuto anche in prima persona il sistema dell'arbeitslosengeld
quindi ritengo sia davvero un riferimento utile ed importante
 
Vincesko
21 Fan
18:47 su 25/08/2013
(segue)
- io svolgo da 4 anni e mezzo nel web un assiduo lavoro di divulgazione e CONTROINFORMAZIONE, ma purtroppo milioni di Italiani (inclusi, come si vede dai commenti che lamentano l’assenza dei dati pensionistici che io ho riportato qui più volte, qui sotto i frequentatori di HP), sono refrattari ai numeri, sia per ragioni culturali, sia forse perché (come confermato da Michele Serra nell''Amaca' di ieri), hanno qualche problema col principio di realtà, elemento che contraddistingue i bambini fino a 5 anni di età: perciò ancora 7,3 milioni hanno dato il loro voto all’incompetente (sulla base dei dati) Silvio Berlusconi, che a sua volta ne è affetto in misura patologica.
Descrizione: foto

borromini
27 Fan
20:09 su 25/08/2013
...segue

io ritengo anche centralissimo il tema della speculazione fondiaria-immobiliare
e' indispensabile far sapere al cittadino italiano medio che nella "locomotiva" d'europa le case costano 1/4 che da noi, e spiegargli come cio' sia possibile!

e viceversa cosa da noi renda tutto questo impossibile, bloccando per decenni risorse improduttivamente e facendo levitare i costi a livelli tragicomici
facendo tra l'altro scendere in picchiata il complessivo potere d'acquisto delle famiglie, e quindi deprimendo i consumi
infatti la voce di spesa principale e' quella per la casa, affitto o mutuo che sia

riguardo alla ritrosia italica per i numeri:
ricordo la campagna elettorale che porto' alla rot-gruene koalition
ricordo una "tribuna politica" con joschka fischer, verde che sara' poi ministro degli esteri
ebbene quell'ex contestatore 68ino, verde etc. presentava il programma di governo citando statistiche, numeri, dati che pareva un contabile!
proprio come il documento che hai linkato
la politica si fa anche con i numeri, eccome! purche' siano quelli giusti

i nordeuropei sono materialisti e deterministi !!!
 
Vincesko
21 Fan
21:18 su 25/08/2013
Allora sei molto più esperto di me. 
Traggo dal mio archivio sulla Germania (vi è incluso il link di prima):

IL CASO TEDESCO

[1] http://keynesblog.com/2013/01/03/il-deleterio-modello-tedesco-e-i-luoghi-comuni-sul-welfare/

[2] http://keynesblog.com/2012/12/28/reddito-minimo-o-minimi-salariali-il-caso-tedesco/

[3] http://temi.repubblica.it/micromega-online/mini-job-welfare-tedesco-e-disinformazione-italiana/

[4] http://vocidallagermania.blogspot.it/2012/12/e-davvero-un-jobwunder.html

[5] A proposito della crescente diseguaglianza in Germania, può essere utile leggere i seguenti articoli:
• http://www.businessinsider.com/censored-poverty-report-in-germany-2012-11
http://corriereberlinese.wordpress.com/2011/12/12/aumenta-anche-in-germania-il-divario-tra-ricchi-e-poveri/
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borromini
27 Fan
21:26 su 25/08/2013
ti ringrazio, leggero' volentieri!

Vincesko
21 Fan
12:38 su 01/09/2013
Scusa, ho omesso di dire che sono d’accordissimo con te sulla centralità del tema della speculazione fondiaria, che è una delle mie piccole battaglie da 4 anni. Vi ho dedicato diversi post, allego questo che riassume i principali: “La casa è un diritto essenziale" http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html , e che ha come sottotitolo “L’Italia è un Paese governato dagli immobiliaristi e dai costruttori edili” e dove ho indicato 3 direttrici:

Occorre agire su tre direttrici:
1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i 'benchmark' europei;
2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita http://www.alisei.org/italia/italia.html [il link non è più attivo, cercare con Google]);
3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf ).
 

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Superutente di HuffPost
Ottorino de Simone
ingegnere chimico
21 Fan
18:16 su 25/08/2013
La cosa grave è che un ministro dica corbellerie ! Apprezzo moltissimo quanto scritto dal sig. Vincesko !
 
Vincesko
21 Fan
19:12 su 25/08/2013
Grazie.
 
Rossano Bella
6 Fan
Diventa fan
08:31 su 24/08/2013
Se il ministro dice che si tratta di poche centinaia di pensioni d'oro, non vedo perché non dovrei credergli e sostenere invece che siano milioni.

Altresì non vedo perché dovrei sostenere che il Chievo Verona ha vinto lo scorso campionato di calcio; Che oggi nevica; Che il Partenone si trova a Bombay o che Lucio Dalla sia ancora vivo.

Non vedo che utilità abbia nella vita convincersi del falso.

Vincesko
21 Fan
20:11 su 25/08/2013
"Non vedo che utilità abbia nella vita convincersi del falso".

- Tu forse sei la dimostrazione che qualche utilità ce l'abbia.
- Le pensioni cosiddette d'oro (> 8.000 €/mese, quelle colpite dal contributo di solidarietà, poi giustamente cancellato dalla Corte Cost., cosa che fu ampiamente prevista all'epoca: il che rende legittimo il sospetto che l'errore fu voluto o volutamente tenuto in non cale) non sono poche centinaia, ma oltre 100.000, pari allo 0,7% dei pensionati, per un costo stimato di 13 mld, pari a quasi il 5% della spesa pensionistica complessiva.
- Ovviamente, per quanto riguarda gli interventi da adottare, il limite minimo di 8 mila si può ulteriormente abbassare e riguardare, in ipotesi, quelle maggiori di 5.000 € o ancora meno.
- Per i criteri di intervento, ci sono varie proposte sul tavolo (già reperibili nel Web).

PS: I dati dell'INPS sono pubblici, se uno frequenta Internet può facilmente reperirli; se no, può rivolgersi – chessò - all'ISTAT o ad un patronato o simili o al proprio figlio, ecc.; milioni di Italiani preferiscono restare nell'ignoranza, per vari motivi, incluso qualche problema serio col principio di realtà.
 

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baldeagle2013
10 Fan
23:45 su 23/08/2013
un altro carneade, che pudicamente affermando « sono un tecnico », come se fosse una qualità rara e di livello superiore a quella di « politico »,sproloquia blaterando di « riforme strutturali ».

era il mantra del PCI negli anni '70, caduto nel dimenticatoio per quasi 40 anni è stato risuscitato, novello Lazzaro, negli ultimi 2/3 anni a livello PAROLAIO senza che poi si arrivasse a un risultato seppur minimo.

forza raffinati tecnici pescati dalla famigerata « società civile »: copiamo le navi concordia e jolly nero.

Vincesko
21 Fan
20:17 su 25/08/2013
Parole... in libertà, le tue. Dal 1992, di riforme più o meno strutturali sulle pensioni ne sono state fatte ben 8:

Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero,  2011.

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baldeagle2013
10 Fan
00:04 su 26/08/2013
ben lo sappiamo tutti, fin io mi sono al corrente di queste "RIFORME": ma come sempre sono interventi occasionali dettati da una qualche urgenza del momento, limitati, parziali e settoriali, quando non smentiti, disconosciuti o riveduti e corretti dal governo successivo [ si veda il famoso "gradone" diventato poi il famigerato "gradino"].

il mio intervento voleva essere un tantino più generale, con parole forse in libertà ma non legate alla singola affermazione di questo illustre ministro, e comunque teso a mettere in evidenza che le tanto declamate "riforme strutturali" [ oltre a queste limitate alle pensioni, che"strutturali" non sono mai state ] che abbondano sulle labbra di tanti NOMINATI sono solo FUMO NEGLI OCCHI per gli elettori sprovveduti e privi di capacità critiche.

o no?

Vincesko
21 Fan
13:27 su 26/08/2013
No, ti sbagli (mi permetto di suggerirti di informarti meglio prima di scrivere, che ovviamente comporta la fatica di cercarsi o almeno di leggere i documenti linkati da altri):
1. Strutturale vuol dire permanente, è vero che talvolta, come nel caso della riforma Dini (1995) o dello “scalone” Maroni del 2004, i governi successivi hanno modificato le norme, ma la maggior parte delle misure è rimasta e quel che conta, soprattutto, la loro influenza sulla spesa pensionistica è notevole.
2. Per quanto riguarda il primo, nei Paesi normali, la riforma delle pensioni non prevede “scaloni”; averlo introdotto ("comodamente" con decorrenza posticipata) dal governo Berlusconi-Maroni nel 2004 fu perciò una ingiustizia ed una emerita sciocchezza, averlo abolito, quindi, è un titolo non di demerito, ma di merito.
3. Per quando concerne la seconda, dopo il varo delle ultime 4 riforme (Prodi-Damiano, 2007; Berlusconi-Sacconi, 2010 e 2011; Monti-Fornero, 2011): a) secondo la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) ci sono e ci saranno risparm idella spesa pensionistica di centinaia di miliardi entro il 2060; e b) il sistema pensionistico italiano è tra i più solidi tra tutti i Paesi UE27. [*]

[*] Cfr. gli articoli ed il Rapporto della RGS in calce a questo mio post AQQ/24 - Spesa pensionistica http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html, già linkato qui più volte.

Vincesko
21 Fan
14:00 su 26/08/2013
Il link (forse per colpa della virgola) non funziona, lo riallego:
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
 

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Luigi Cifra
1 Fan
21:51 su 23/08/2013
Io ho letto, e aspetto smentite, che 700.000 persone in italia si portano a casa il 37% della spesa per pensioni, cioè una media di quasi 260.000 € annui. Alla faccia di poche decine. E alla faccia della giustizia! Siete solo dei delinquenti, mi auguro che i giovani vengano a prendervi in parlamento e facciano giustizia, visto che gli state rubando i soldi per pagare i privilegi concessi ai vostri amici. Con queste cifre potreste pagare la bellezza di oltre 7 milioni di pensionati 1000€ al mese. Fate schifo.

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loremaf
172 Fan
Ex fan
22:52 su 23/08/2013
Dove ha letto ?
Qual'è la sua fonte ??
grazie

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Luigi Cifra
1 Fan
18:31 su 24/08/2013
Mi scusi, correggo, il 10% (800.000 persone) dei pensionati si porta a casa oltre il 20% (45 miliardi) dell'importo totale delle pensioni con pensioni medie oltre i 50.000 €. Dati istat
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Luigi Cifra
1 Fan
18:32 su 24/08/2013
Purtroppo l'istat si ferma a classificare le pensioni da 3000 € in su....mi sa tanto che c'è qualcosa da nascondere.
 
Vincesko
21 Fan
20:41 su 25/08/2013
Per la precisione: poiché i pensionati (dati 2010) sono 16,7 milioni, il 10% sarebbe pari a 1.670.000.
Le pensioni sono oltre 23 milioni. Un terzo dei pensionati (in maggioranza donne) prende 2 o più pensioni.

Istat - Dati pensionistici 2010
 Nel 2010, dei 23.763.023 trattamenti pensionistici il
56,5% è stato erogato a donne e il 43,5% a uomini.
 Le donne, pur rappresentando il 53% dei
pensionati (8,8 milioni su 16,7 milioni) e più della
metà delle pensioni, percepiscono solo il 44% degli
oltre 258 miliardi di euro erogati, mentre il 56% è
destinata agli uomini.
 L’importo medio annuo delle prestazioni di
titolarità maschile ammonta a 14.001 euro, il 65,3%
in più di quello delle pensioni di titolarità femminile,
che si attesta a 8.469 euro.
 Il numero degli uomini (597 mila) che
percepiscono un reddito pensionistico mensile pari o
superiore ai 3000 euro è di oltre tre volte più elevato
di quello delle donne (180 mila).
http://www.istat.it/it/files/2012/08/istat_inps_pensioni_analisi_per_genere.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+02%2Fago%2F2012+-+Testo+integrale.pdf
 
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Ottorino de Simone
ingegnere chimico
21 Fan
18:24 su 25/08/2013
leggetevi il post di Vincesko ....ha scritto una lettera al ministro con tutti i dati . I pensionati d'oro ( con pensione al di sopra di 8.000 € al mese) sono 109.000 !
 
Muttley75
1 Fan
17:22 su 23/08/2013
Come già scritto da altri le pensioni non si possono tassare senza tassare anche altri redditi della stessa entità in quanto non costituzionale.
Si può invece ricalcolarle tutte con il contributivo. Questo significa che si abbasseranno tutte. Non essendo tassazione si può anche graduare il calcolo per non incidere troppo su quelle più basse.
In un paese come l'Italia dove i redditi reali sono poco noti, aumentare la tassazione colpirebbe i soliti noti.
 
ater
27 Fan
20:59 su 23/08/2013
ma guarda. è sicuro che passa alla corte costituzionale?
 
Muttley75
1 Fan
11:07 su 24/08/2013
non sono un costituzionalista ma non vedo evidenti contrasti con articoli della costituzione
 
ater
27 Fan
11:17 su 24/08/2013
ah no?
 
Muttley75
1 Fan
13:45 su 24/08/2013
se me ne dice qualcuno, la ringrazio
 
ater
27 Fan
14:40 su 24/08/2013
la corte costituzionale si è già pronunciata, mi pare nel 2011, ritenendo il taglio alle pensioni un: intervento impositivo irragionevole e discriminatorio a danno di una sola categoria di cittadini. in particolare in contrasto cogli articoli 3 e 53 della costituzione.
 
Vincesko
21 Fan
13:51 su 26/08/2013
No, nel 2013, e perché, appunto, le pensioni venivano colpite più dei redditi non pensionistici, per i quali era prevista una soglia di 300 mila € (letteralmente imposta, rammento, da una campagna di stampa dei giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si aggregarono anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, che montarono una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente).
Traggo dal mio post "Analisi della spesa pensionistica", linkata più sopra):
"Dopo aver bocciato l’analogo intervento di cui all’art. 9, comma 2 del decreto-legge n. 78 del 2010 (sentenza n. 223 del 2012) e la stessa norma oggi impugnata, con la sentenza n. 241 del 2012, la Corte Costituzionale ha decretato anche l’illegittimità costituzionale del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro:
Bocciato il prelievo fiscale sulle pensioni d’oro: irragionevole
Corte costituzionale - Sentenza 5 maggio 2013 n. 116

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/sentenzeDelGiorno/2013/06/bocciato-il-prelievo-fiscale-sulle-pensioni-doro-irragionevole.html ".
 
ater
27 Fan
14:40 su 26/08/2013
a parte l'inesattezza della data, che devo verificare, ho scritto qualcosa di sbagliato? non mi pare
 
Vincesko
21 Fan
11:18 su 01/09/2013
No, infatti ho scritto "appunto". Ma non c'è un impedimento assoluto: basta farlo secondo i crismi, che il taglio è possibile. 
Devi verificare? Ma se ho allegato sopra la sentenza...
 
 

Post collegati:
 
Quante remore... filosofiche quando c'è da far pagare ai ricchi
PS: Alloggi pubblici.
[*] Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2786130.html 

 
 

Caro Ministro Giovannini

 
Pubblico la lettera che ho appena inviato al ministro Enrico Giovannini (l'orologio del sito ilcannocchiale è oltre 2 ore indietro). 

Oggetto:

Pensioni d'oro, equità e misure di welfare

Da:

 Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<segreteriaministrogiovannini@lavoro.gov.it>Descrizione: http://mailbeta-static.libero.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

Data:

24/08/2013 16:36


   Caro Ministro Giovannini,

   Sono rimasto spiacevolmente colpito e meravigliato da alcune Sue affermazioni contenute nella Sua recente intervista a Huffington Post. [1] Lei ha, tra l’altro, affermato, parlando di pensioni d’oro: “Si capisce bene che un intervento su centinaia di persone non è sufficiente per cambiare la situazione”.

Come Lei certamente sa, si potrebbe/dovrebbe fare molto di più.

Dati ISTAT 2010 - La distribuzione percentuale della spesa pensionistica è la seguente (un terzo dei pensionati percepisce 2 o più pensioni):
….........................N.Pensionati...% spesa
Meno di 500€……....14,4%..........4,65%
500-1.000€………....31,0%.........18,01%
1.000-1.500€……….23,5%.........23,40%
1.500-2.000€.............14,5%.........20,45%
Sopra 2.000€.……....16,5%.........33,49%
- Nel 2010, la spesa totale ammontava (al lordo di oltre 40 mld di imposte, che è una partita di giro) a 258,5 miliardi di €, per un totale di 16 milioni e 500mila pensionati.
- I percettori di una sola pensione rappresentavano il 67,3% del totale.
- I pensionati sopra i 2.000€ erano il 16,5% del totale, ma la loro spesa (86,5 mld) era pari al 33,49% della spesa complessiva.
- Le pensioni sopra gli 8.000 € - le cosiddette pensioni d’oro - erano circa 109.000, pari allo 0,7% dei pensionati, per una spesa che si può stimare in quasi 13 mld, pari a quasi il 5% della spesa pensionistica complessiva. [2]

   A quasi tutti gli Italiani (inclusi, incredibile ma vero, docenti universitari di Economia e abituali frequentatori di blog economici), manca il quadro complessivo dell'entità e della distribuzione delle manovre finanziarie varate nella scorsa legislatura [3], pari complessivamente alla cifra astronomica di 329,5 mld; distribuzione molto iniqua, soprattutto da parte del governo Berlusconi, perché il governo Monti, se, da un lato, ha prodotto gli 'esodati' (ma in una certa misura l'aveva fatto anche il governo Berlusconi col DL 78/2010), almeno, dall'altro, ha colpito tutti, ha reintrodotto l'IMU sulla prima casa ed ha aumentato il peso sulle altre. Il mantenimento dell'IMU è anche un problema di equità. C'è, infatti, chi (tantissimi - centinaia di migliaia - persino senza reddito e semmai senza casa, quorum ego), per risanare i conti pubblici, hanno "contribuito" in misura anche 50-100 volte maggiore del gravame relativamente modesto dell'IMU sulla prima casa, pari in media a 225 € all'anno.

   Il successo economico attuale della Germania pare poggi anche su 7 milioni di mini job retribuiti 400 € al mese. Ma la situazione sociale regge anche perché là esistono:

a) il reddito minimo garantito (364 € al mese, compatibile coi mini job);

b) un sussidio congruo per l’affitto (che peraltro di norma è notevolmente più basso in Germania che in Italia).

   La crisi economica ed occupazionale sarà dura e lunga almeno 15 anni, occorre che il tema lavoro, in Italia, diventi obiettivo prioritario e strategico ed occorrono misure incisive e radicali di welfare. Occorre, per salvare la pace sociale:

a) introdurre il reddito minimo garantito (RMG), adeguatamente disciplinato, come esiste in tutti i Paesi UE tranne Grecia e Ungheria (i disoccupati sono quasi 3 milioni, i CIG circa 500 mila, gli inattivi oltre 14 milioni, per la più parte donne e al Sud; i lavoratori precari, incluse le partite IVA più o meno spurie, forse circa 7 milioni);

b) varare un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità (sovvenzionato, convenzionato e autocostruito, nonché recuperando edilizia da rottamare; in Italia, negli ultimi 25 anni, se ne sono costruiti meno di 1/10 che, in media, negli altri Paesi UE27; la spesa per l’housing sociale, infatti, è in Italia (dati 2009) appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27) [4]), per dare anche un alloggio ad affitto sociale, che è l’elemento imprescindibile che rende congruo un reddito di ammontare minimo; ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila € per 25.000-50.000 appartamenti all’anno, vanno reperiti altri 2,5-5 mld; e

c) incrementare i sussidi all’affitto;

d) prendere le risorse, tra l’altro:

- mantenendo l’IMU sulla prima casa, come in tutti i Paesi UE (4 mld in totale, appena 225€ in media all’anno; l’85% ha pagato meno di 400 €);

- imponendo un tetto e/o un contributo di solidarietà almeno alle pensioni superiori a 8.000 € al mese, percepite dallo 0,7% dei 16,5 milioni di pensionati, che però assorbono circa il 5% della spesa pensionistica complessiva;

- introducendo un’imposta patrimoniale sulla metà del decile più ricco delle famiglie, gli unici ad avere ora i soldi, dopo 330 mld di manovre finanziarie correttive iniquamente distribuite.

   Cordialmente,

 
[1] http://www.huffingtonpost.it/2013/08/23/enrico-giovannini-ridurre-cuneo-fiscale-rivedere-legge-fornero-pensioni-doro_n_3802901.html?utm_hp_ref=italy
[2] AQQ/24 -Spesa pensionistica  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
[3] Il lavoro‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[4] Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
Rapportosulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf 
 
 

 

Quante remore... filosofiche quando c'è da far pagare ai ricchi

 
reddito minimo di Corrado Del Bò
Ragioni morali
25/06/2013
Il reddito minimo costituisce una misura per attenuare gli effetti della povertà, perciò a buon diritto potrebbe essere incorporato nei nostri sistemi di welfare. Perchè non possono essere le condizioni di nascita, naturali o sociali che siano, a dettare quelle che saranno le condizioni di vita individuali di ciascuno di noi
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/Ragioni-morali-19100
 
Osservo:
1. Voi studiosi dovreste evitare la proliferazione/confusione di termini ed usare tutti “Reddito minimo garantito” (RMG).
2. Oltre all’Italia e alla Grecia, il reddito minimo garantito non esiste neppure in Ungheria.
3. La crisi epocale in atto ha richiesto, nella scorsa legislatura, il varo di manovre finanziarie correttive per un ammontare cumulato colossale pari a 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi, 63,2 mld il governo Monti, cfr.  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html), addossati in gran parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), senza che questi abbiano protestato – come ebbe a dire l’ineffabile ministro dell’Economia Tremonti - neanche tanto; va bene che l’opinione pubblica è governata dai ricchi e dai loro UTILI IDIOTI ben retribuiti, ma – permettetemi - fa impressione notare che, per varare il Reddito minimo garantito (RMG), che esiste da molti anni in quasi tutta la UE27, ci si pongano tante remore… filosofiche.
4. La crisi sarà dura e lunga almeno 15 anni, occorre che il tema lavoro diventi obiettivo prioritario e strategico ed occorrono misure incisive e radicali di welfare, quali appunto il Reddito minimo garantito (RMG), opportunamente disciplinato.
5. Ma, come sto scrivendo da 4 anni, da quando frequento Internet, per sottrarre i poveri (attuali e potenziali) alla povertà, occorre la casa ad affitto sociale (100-150€ al mese), che rende congruo anche un “reddito minimo garantito” (Rmg) di poche centinaia di € al mese (l’Rmg non potrà essere di 600-700 €/mese, anche se l’UE lo indica pari al 60% del salario, occorre essere realistici perché come si sa i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi sono ora 14 milioni, in massima parte concentrati al Sud, e negli altri Paesi di norma è inferiore a 500€/mese [*]); pertanto all’Rmg va abbinato in-di-spen-sa-bil-men-te un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità (sovvenzionato, convenzionato e autocostruito, nonché recuperando edilizia da rottamare) per dare anche un alloggio ad affitto sociale, che è l’elemento imprescindibile che rende congruo un reddito di ammontare minimo; ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila € per 25.000-50.000 appartamenti all’anno, vanno reperiti altri 2,5-5 mld.
 
PS: Alloggi pubblici.
[*] Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
 
Tabella 3.6 Ammontare del contributo erogato alla singola persona (€) in alcuni paesi europei.
Anni 2006 e 2010.
Contributo per persona (€)
Paese Misura
………………………………………………………………..2006…..2011
Germania Sozialhilfe (assistenza sociale)
Arbeitlosengeld II (suss. disocc.) ………………………345 ..…364
Francia Revenu de solidarité active ……………….……441 …..475
Spagna Renta minima ………………………………….349,5….412,7
Regno Unito Income support …………………………..306,8 …742
Employment and Support Allowance ……………..…...328,8 …385,4
Means-Tested Jobseekers Allowance ……………..…..306,8 ....742
Pension Credit-Guarantee Credit …………………...…654,4….785,4
Danimarca Kontanthjælp (assistenza sociale) .…….....1.201 .…1.389
Alcune misure sono, inoltre, integrabili con altre, in funzione delle esigenze di vita del richiedente. Nel Regno Unito, l’Income Support può essere integrato con l’aggiunta dei servizi sanitari gratuiti (compreso il dentista), di voucher per l’acquisto di occhiali, di sostegni alla gravidanza e ai costi della mensa scolastica. In Germania, l’integrazione è prevista per i nuclei monogenitoriali, per gravidanze e, una tantum, per nuclei familiari di recente costituzione. In Danimarca, il cui livello di generosità dipende dal grado di copertura dell’erogazione, il contributo comprende, infatti, non solo i mezzi necessari al sostentamento, ma anche quanto è necessario per l’abitazione e per l’attività lavorativa.
Per quanto concerne la tassazione, ci sono paesi nei quali il reddito minimo non è soggetto a tassazione (Francia, Germania e Regno Unito) e quelli nei quali lo è (Spagna e Danimarca). Con alcune differenze: in Spagna il contributo è soggetto a tassazione normale, in Danimarca, invece, sono previste apposite deduzioni (1,74 euro all’ora, per un massimo di 160 ore).
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf


 
Post e articoli collegati:
 
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
Nel post del 22/6 u.s. Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.htmlho scritto:
Ma è [il reddito minimo garantito] un problema di risorse (i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi ben 14 milioni, per la più parte al Sud e donne), per il cui reperimento (è lì il difficile) occorrerebbe:
- chiederle agli unici che ora ce le hanno: il 10% delle famiglie più ricche, soprattutto attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di almeno 150 mld;
- riqualificare la spesa pubblica, riducendo la corruzione e le inefficienze.
Ecco un – l'ennesimo - caso emblematico di mala spesa pubblica:
 
LA CONFERENZA STAMPA
Messineo: "La corruzione, un cancro troppo esteso"
Mercoledì 19 Giugno 2013 - 14:00 di MonicaPanzica
Un quadro desolante quello che il procuratore capo di Palermo ha fornito al margine della conferenza stampa sui 17 arresti. "Il sistema Giacchetto ha divorato milioni di euro dei fondi dell'Unione Europea".
PALERMO - "Si tratta di una lunga serie di episodi, tristemente e gravemente monotoni, all'insegna dello sperpero della spesa pubblica. Questo ente di formazione, destinatario di ingenti somme di finanziamenti europei per una somma complessiva di circa novanta milioni, non ha utilizzato queste somme per promuovere sviluppo e occupazione in Sicilia creando un raccordo tra le aziende e il mercato del lavoro, anzi". E' il quadro generale, alquanto desolante, delineato dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, a margine della conferenza stampa sui diciassette arresti per i fondi della formazione professionale e gli appalti legati ai grandi eventi della Regione Siciliana.
Le indagini hanno dimostrato che i fondi non sono stati mai destinati alla scopo: basti pensare che non è mai stato rilevato un aumento dell'occupazione grazie al Capi, questo ente non ha mai trovato lavoro a nessuno, nemmeno ad una persona. L'unico utilizzo "legale" di quei soldi è quello che riguarda le duecento persone assunte dal Ciapi".
"Per molta parte - ha proseguito Messineo - i fondi sono stati sperperati da parte del soggetto centrale della vicenda, Faustino Giacchetto, che con una serie di espedienti, false fatturazioni, finte negoziazioni immobiliari e fatture gonfiate, ha incassato i fondi che erano stati spesi - solo apparentemente - ma che tornavano al Giacchetto stesso e utilizzate per le proprie spese".
Due le indagini che, nel corso di un biennio, hanno camminato sulla stessa strada per poi intrecciarsi: il project manager Giacchetto è considerato l'uomo chiave. Secondo l'accusa, riusciva a monopolizzare i grandi eventi perché aveva una sorta di "appalto esclusivo all'assessorato al Turismo per l'organizzazione degli eventi", ha affermato Messineo, che ha proseguito: "C'e' stata una cospicua partecipazione di politici e nei confronti di questi soggetti abbiamo individuato forme improprie di finanziamento.
Un vero e proprio cancro - ha precisato il procuratore - che riguarda purtroppo diversi aspetti della politica. In questo caso erano stati messi in segno sistemi molto sofisticati, che si sono snodati tra fatturazioni false, compravendite immobiliari che si fermavano al versamento della caparra da parte dell'ipotetico acquirente e giri di bustarelle. Meccanismi diversi tra loro - ha proseguito Messineo - che permettevano comunque di ottenere affari d'oro.
Il risultato delle indagini è frutto anche della collaborazione dell'Organismo Antifrode di Bruxelles, come ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti: "Un lavoro coordinato, che ci ha permesso di andare fino in fondo. Siamo riusciti a fare luce su una serie di aspetti che erano tutti direttamente collegati, che rendono necessari, ora come mai, i controllo sulla spesa pubblica, un settore importantissimo, almeno quanto quello dell'evasione fiscale.
http://livesicilia.it/2013/06/19/la-corruzione-un-cancro-troppo-esteso_336218/
 
 

Dialogo breve con Alfonso Gianni sul programma del PD, il reddito minimo garantito, la questione femminile ed altro

 
Riporto una breve discussione, svoltasi alla fine del mese di dicembre scorso, tra Alfonso Gianni e me sul suo blog in Huffington Post. Anche in questo dialogo, come faccio da 4 anni dacché frequento Internet, ho sostenuto la necessità del varo sia del reddito minimo garantito (Rmg), sia di un piano corposo di alloggi pubblici, prendendo i soldi da una imposta patrimoniale.
 
 
Alfonso Gianni
L'Agenda Monti Sotto l'Albero di Natale
Pubblicato: 27/12/2012 11:00
http://www.huffingtonpost.it/alfonso-gianni/lagenda-monti-sotto-lalbe_b_2366242.html?utm_hp_ref=italy
 
 
Vincesko
13 Fan
00:27 su 28/12/2012
E' regola elementare delle analisi non comparare dati non omogenei. La Carta d'intenti (lo dice la parola stessa) del Csx non è comparabile con l'Agenda Monti, che anche se di appena 25 pagine è già un programma politico abbastanza dettagliato. Se Alfonso Gianni smettesse per qualche minuto gli abiti dell'intelligentone di estrema sinistra e si informasse adeguatamente, riuscirebbe forse a sapere che il Segretario Bersani, subito dopo le scorse primarie, dichiarò che il secondo passo era l'elaborazione del programma, dal che si ricava la conferma che la Carta d'Intenti non lo è. Poi, le dimissioni del premier ha scombussolato la "road map" (1. primarie; 2. elaborazione del programma; 3. scelta delle alleanze, in coerenza col programma; e 4. primarie di collegio per la scelta dei candidati), imponendo la precedenza alle primarie per la scelta dei parlamentari. (continua/1)
 
Vincesko
13 Fan
00:25 su 28/12/2012
(segue/2)
In primo luogo, osservo che soltanto una forzatura "ideologica" da bastian contrario può far affermare che il "Reddito di cittadinanza" (che, per inciso, esiste in tutti i Paesi UE, tranne Italia, Grecia e Ungheria) non faccia parte delle proposte del Csx, che Monti furbescamente ha mutuato. Anche perché persino nella famosa lettera della BCE del 5/8/2011, che è stata la vera ‘guideline’ del governo Monti, è raccomandato il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, nonché dei servizi per l'impiego, unica misura non ancora attuata (al riguardo, la proposta Ichino, a ben vedere, è meglio sia della legge Fornero sia dell'attuale assetto sostenuto dalla CGIL e dagli altri sindacati). 
Inoltre, va rimarcata dell'Agenda Monti la proposta dell'imposta patrimoniale, mutuata anch'essa dal programma di Csx, alla quale però andrebbe aggiunto un prestito forzoso su una platea selezionata per la riduzione celere del debito pubblico e dei relativi, ingenti interessi passivi (misura proposta, tra gli altri, da Veltroni-Morando al Lingotto2, da Fitoussi, da Giannino). 
Infine, va sottolineato l'inserimento nell'Agenda Monti della questione femminile, che assieme alla PA costituisce il problema prioritario e strategico italiano, obiettivo che è contenuto, se non ancora compiutamente nel programma del PD, nella Lettera di PDnetwork alla Segreteria Naz. ed ai Gruppi parlamentari del PD (cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html , nota 18).
 
 
Descrizione: foto
Blogger di HuffPost
Alfonso Gianni
20 Fan
19:08 su 28/12/2012
Non ho scritto che l'agenda Monti e la carta di intenti sono la stessa cosa, nè nella forma nè nei contenuti. Ho verificato però che le distanze non sono enormi. Anzi ci sono dei precisi punti di incontro, come la fedeltà al fiscal compact recentemente ribadita con ancora più forza da Bersani al Financial Times. In secondo luogo ribadisco che il del reddito di cittadinanza non è citato in nessun punto della carta di intenti. Che nel csx se ne parli è vero ed anche ovvio, non che esista una proposta precisa al riguardo, Comunque anche se vi fosse non è stata ritenuta degna di comparire tra gli intenti da cui deriverebbe l'articolazione del programma (se ci sarà). In terzo luogo non c'è traccia di patrimoniale nè di qui nè di là, se a questo termine si dà un significato proprio cioè di un'imposta soggettiva su tutti i beni immobiliari e mobiliari in capo a una persona fisica (fatte salve le eventuali franchige, come nella proposta della Cgil che considero la migliore in circolazione). Non si tratta quindi di essere più o meno intelligenti. Si tratta di legegre quello che c'è scritto, non quello che si vorrebbe fare intendere, sapendo che in politica le parole hanno il loro peso.
 
 
Vincesko
13 Fan
21:10 su 28/12/2012
1) Dove avrei affermato che Lei ha “scritto che l'agenda Monti e la carta di intenti sono la stessa cosa”? Io ho affermato che sono dati non omogenei, quindi non comparabili. Occorre quindi aspettare il programma del Csx.
2) “Le distanze non sono enormi” a) per alcune proposte, cioè quelle che Monti ha mutuato dal Csx; b) perché alcune proposte riflettono provvedimenti oggettivamente necessari, beninteso in un’ottica di Csx, non da intelligentoni sovrastati dall’ideologia; c) per altre, le distanze ci sono, o meglio ci saranno quando sarà disponibile il programma del Csx.
3) Il quale programma presumibilmente non sconterà più tutti gli effetti di condizionamento e dello spread e della prudenza del neofita e “comunista” Bersani in funzione dell’esigenza inevitabile di “accreditarsi” agli occhi dei poteri forti, soprattutto di quelli che muovono capitali speculativi megagalattici. (continua/1)
 
Vincesko
13 Fan
21:09 su 28/12/2012
(segue/2)
4) L’imposta patrimoniale (cfr. Dossier Imposta patrimoniale http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html ) ha subito alterne vicende, ma è una misura doverosissima proposta da parecchi e quindi Bersani la varerà, se non altro perché, dopo ben 330 mld di manovre correttive addossate in massima parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), i ricchi sono gli unici ad averli,i soldi. 
5) Ho scritto ‘intelligentoni’, come sono tutti quelli di estrema sinistra, ai quali non va mai bene niente e che, non avendo risolto il rapporto edipico, perdono tempo ad “ammazzare” tutti i giorni il loro padre: una iattura per l’Italia. Ci vuole intelligenza e pragmatismo. E la perfezione non è di questo mondo. E non ce l’ha neppure la CGIL, visto che non sostiene il Reddito di cittadinanza perché le farebbe perdere potere (cfr. Lettera PDnetwork, nota 9). Rmg che non potrà essere di 700 €/mese, anche se l’UE lo indica pari al 60% del salario: occorre essere realistici perché come Lei sa i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi sono ora 14 milioni, in massima parte concentrati al Sud, ma affiancare al Rmg la casa ad affitto sociale. (continua/2)
 
Vincesko
13 Fan
21:08 su 28/12/2012
(segue/3)
PS: Sistema di ammortizzatori sociali universale:
TRE MISURE ANTI-CRISI INDISPENSABILI
La crisi epocale in atto sarà dura e lunga almeno 15 anni. Occorrono TRE MISURE INDISPENSABILI: 1) un reddito minimo garantito (Rmg) o reddito di cittadinanza,opportunamente disciplinato (com'è in tutti gli altri Paesi UE, tranne Grecia e Ungheria) di 2 livelli: uno di 1° livello, poniamo, di 300 € per quelli che non hanno contributi versati negli ultimi 2 anni, ed uno di 2° livello, poniamo di 500 € per gli altri che invece li hanno versati; 2) una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese), attraverso un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità, almeno 25.000 all’anno - negli ultimi 20 anni si sono costruiti, a causa del predominio degli immobiliaristi e dei costruttori, 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti; e 3) l’obbligo ai datori di lavoro di pagare un precario di più di quello stabile (i precari sono almeno 4 milioni, 7 milioni se includiamo le partite IVA più o meno fasulle, oltre ai familiari, quindi in totale oltre 10 milioni di persone coinvolte direttamente o indirettamente), così uno riuscirebbe almeno a sopravvivere, si potrebbe sottrarre al ricatto di un lavoro purchessia pagato poco o punto e sarebbe un po' più sereno, anziché sovrastato da un sentimento di spada di Damocle di SELEZIONE NATURALE DARWINIANA.
 
 
Post e articoli collegati:
 
Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html
Differenza tra‘destri’ e ‘sinistri’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
disoccupatiprecariprimo impiegoproposta di leggereddito minimowelfare di Luca Santini
Reddito minimo garantito, la proposta di legge popolare
27/04/2013
La consegna alla Camera della proposta di legge d’iniziativa popolare sul Reddito minimo garantito apre una fase nuova nel rinnovamento delle politiche sociali e di tutela del reddito in Italia. Sbilanciamoci.info apre una discussione
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Reddito-minimo-garantito-la-proposta-di-legge-d-iniziativa-popolare-18109
 
povertàprotezione socialereddito minimo di Armando Travaglini
Reddito minimo, come si potrebbe fare
27/04/2013
Il sostegno al reddito è il buco più grave del welfare italiano. Le lezioni della sperimentazione del Reddito minimo d’inserimento e i costi che avrebbe il reddito minimo garantito
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Reddito-minimo-come-si-potrebbe-fare-18107
 
Un reddito minimo possibile
14.06.13
Massimo BaldiniPaolo BosiSara ColombiniDaniela Mesini e Emanuele Ranci Ortigosa
L’introduzione di un reddito minimo è quanto mai urgente e necessaria. Ma come disegnare la misura? Universalismo selettivo e risorse da recuperare secondo una logica redistributiva sono i criteri guida. L’erogazione monetaria va affiancata da interventi di promozione sociale e lavorativa.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3473/43544101/31533
 
Alloggi pubblici.
Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20 della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che costituiscono un vero scandalo!
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l'esclusione sociale 2011 -  2012
 
 

La casa è un diritto essenziale


L’Italia è un Paese governato dagli immobiliaristi e dai costruttori edili. E dalle banche. 

Nelle Proposte del Partito Democratico (“Famiglia e Politiche sociali” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html ) è scritto:

La casa è un diritto essenziale.

Per consentire ai giovani di emanciparsi nei loro percorsi di studio, professionali e sentimentali, per favorire la mobilità sociale e ridurre i rischi di esclusione sociale, può essere utile l’introduzione di provvedimenti come la cedolare secca, a condizione che sappiano coniugare i vantaggi per i proprietari e per gli inquilini, favoriscano l’emersione delle locazioni “in nero” e incentivino il canone concordato. Occorre inoltre rilanciare un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica ed efficientare il patrimonio esistente; reintegrare i fondi per il sostegno dei disagi più gravi, promuovere concretamente l’housing sociale ed incentivare le iniziative degli enti locali volte a sostenere i cittadini colpiti da morosità incolpevole.

 

La casa, come ho scritto più volte (anche nella Lettera di PDnetwork [1]), deve costituire una delle 3 misure principali per consentire a milioni di persone di far fronte al meglio alla crisi economica che sarà dura e lunga (almeno 15 anni), poiché è frutto del riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere:

- Reddito di cittadinanza universale;

- Riforma della legislazione sul lavoro precario, a favore dei precari;

- Piano corposo di edilizia residenziale pubblica e popolare di qualità.[2] 

Per quanto riguarda quest’ultimo punto (come diceva un famoso architetto del passato di cui non ricordo il nome, riecheggiando, pare, Che Guevara), le case popolari, proprio perché destinate al popolo, bisogna costruirle di qualità. Anche perché, aggiungo io, così durano molto a lungo. Se poi sono anche belle, funzionali ed a basso consumo energetico, è il massimo, anche per il benessere  psicologico degli abitanti (relazione molto sottovalutata tra l'urbanistica e l'architettura e la psicologia delle persone).

Aggiungo due considerazioni.

1) Il segretario Bersani, intervistato nel febbraio 2011 da Rainews, affermò che le 2 principali priorità erano il lavoro e la casa.

2) Come ho scritto più volte (cfr. ad esempio la "Lettera diPDnetwork", nota 16), va ripristinata l’ICI sulla prima casa dei più abbienti e col ricavato (2,5 mld) va finanziato un corposo piano pluriennale di edilizia pubblica e popolare di qualità. [Il governo Monti ha ripristinato l’ICI (ora IMU) sulla prima casa, ma ne ha destinato l’introito ad avanzo primario]. 

[1] Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari del PD 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/02/02/lettera_di_pdnetwork_alla_segr.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html  

[2] Piano corposo di alloggi pubblici di qualità
[Lettera di PDnetwork, nota 10] Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare.
GESTIONE DEL TERRITORIO
Negli ultimi decenni, tra la destra e la sinistra, non è emersa, in particolare a livello locale, una marcata differenza nel modo di governare il territorio italiano, elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità,ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
(*) Esprimiamo un interesse ed un auspicio particolari, ai fini della lotta al degrado e per lo sviluppo integrato e globale del territorio, rispetto a: 
1) la rimappatura (in parte già esistente) del degrado storico, artistico e ambientale nazionale, attraverso un piano particolareggiato globale; 2) interventi finanziari finalizzati a recuperare tali beni ed a valorizzare le competenze specialistiche di tutto il settore (bene inestimabile del nostro Paese); 3) il rilancio del settore turistico attraverso incentivi, anche economici, alla valorizzazione ed allo sviluppo di tutto il settore.
Milioni di attuali e potenziali turisti (dell'Est europeo, cinesi, indiani, etc.) già oggi, ma soprattutto nel futuro, vorranno conoscere quello che oggi purtroppo stiamo distruggendo piegandoci ad un ottuso pensiero economicistico, con il quale si pensa (Tremonti, Bondi) che col territorio, la sua storia, le sue bellezze, la cultura non si mangia. Noi siamo del parere opposto. Il settore potrà fare da traino al resto dell'economia se sviluppato con criteri che interagiscono più strettamente con lo sviluppo e l’interesse nazionale.
Se vogliamo cambiare, dobbiamo mettere una pietra sopra a quanto si è fatto finora e cominciare dalle basi solide che già esistono; se continueremo a distruggere queste basi, non molta speranza resterà per la rinascita del nostro Paese

Occorre, come PD, agire su tre direttrici:
1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita  http://www.alisei.org/italia/italia.html  );
3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf  ).

2 – Piano corposo di edilizia pubblica
Quello della casa è uno dei problemi più grossi, che dovrebbe costituire un obiettivo prioritario del Partito Democratico.
Nel famoso programma di quasi 300 pagine, che fu elaborato dal Cantiere dell'Unione, il problema casa vi fu inserito per forte sollecitazione della base (La casa: un diritto di tutti, pagg. 178-180).
Il governo Berlusconi, non appena insediato, ha varato il “Piano casa”, che si è rivelato un bluff, perché è tale solo nel nome, essendo un piano di aumento delle... volumetrie; in più ha tagliato, per il 2009, 550 milioni già stanziati allo scopo dal governo Prodi nel 2007.
Occorre riprendere quelle proposte. In particolare: a) investire molto di più in edilizia pubblica; b) utilizzare la leva fiscale per scoraggiare il nero; c) ridurre il carico fiscale sugli affitti; d) disincentivare il numero di case tenute sfitte. 
In Italia, ci sono circa 955.000 alloggi popolari, ma dalla fine degli anni '80, anche se i lavoratori pagavano per l'edilizia pubblica i contributi GESCAL (fino al 1994), se ne costruiscono pochissimi: in media 2.000 all'anno, contro 10 o 15 o 20 volte tanto in altri Paesi europei, come la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi.
Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.
La proprietà della casa, a ben vedere, o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

Principi ispiratori raccomandati: noi non crediamo al contributo determinante o prevalente dei privati alla soluzione del problema casa; occorre un piano pubblico, basato sia su nuove costruzioni, sia sulla rottamazione di quelle vecchie, per salvaguardare il più possibile prezioso suolo agricolo, ma secondo un criterio di qualità, affidandone la progettazione – di complessi-tipo replicabili, con caratteristiche di risparmio energetico ed eventualmente l’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici - a un architetto del livello di Renzo Piano o un altro grande architetto specialista del ramo.
Se capita di partecipare ad una visita guidata organizzata da qualche Facoltà di Architettura, anche al Sud, di diversi e variegati complessi di case popolari, si ricava facilmente che il risultato, anche in termini di durata, ma non solo, è determinato dai criteri urbanistici ed architettonici ispiratori e da progetti esecutivi basati sulla qualità. 

P.S.:
L’idea e parte dei commenti di questa interessantissima trasmissione (vi si parla di edilizia residenziale pubblica, passata e futura) sembrano copiati dalla Lettera di PDnetwork (vedi sopra): ne suggerisco la visione integrale.

TELECAMERE 15/01/12 
Durata: 00:50:25
Anna La Rosa e i suoi ospiti, parlano dei problemi legati alla casa
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-60f3882a-1710-4fb1-9f91-ce79a1416528.html 

 

Post e Articoli collegati: 
Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/01/07/sei_misure_da_adottare_contro.html 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html

Bellissimo articolo, però manca il tema fondamentale degli alloggi pubblici.

Città e territori come beni comuni. Nove proposte per salvare il Belpaese
di Paolo Berdini
Dopo Tangentopoli la legislazione urbanistica è stata smantellata. Le metropoli sono diventate terreno di conquista degli speculatori. Fiumi di cemento hanno inondato i nostri territori. Ripristinare la legalità, bloccare le espansioni urbane, riqualificare le periferie, recuperare il costruito abbandonato: ecco tutto ciò che andrebbe fatto per fermare il saccheggio del territorio e delle città
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=1662&Itemid=80


La crisi economica sarà dura e lunga (almeno 15 anni, poiché è il prodotto del riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere a livello planetario), sono necessarie tre misure: 1) riforma della legislazione sul lavoro, in particolare quello precario, a favore dei precari, facendolo costare di più di quello stabile; 2) reddito di cittadinanza universale per i periodi di inattività e 3) un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici: almeno 25 mila all'anno, il decuplo di quelli che si sono costruiti in media negli ultimi 20 anni, da finanziare col ripristino dell’ICI sulla prima casa dei più abbienti (2,5 mld all’anno).
L’effetto combinato di queste tre misure: reddito di cittadinanza universale –opportunamente disciplinato –, costo orario del lavoro precario maggiore di quello stabile ed un alloggio ad affitto sociale, consentirebbe a 1 o 2 o 3 milioni di persone (i disoccupati sono (2012) quasi 3 milioni circa, i cassintegrati circa mezzo milione, gli inattivi 14 milioni, di cui 9 milioni di donne, per la più parte al Sud) di fronteggiare la crisi economica ed occupazionale per i prossimi 5-10-15 anni.
12 MAG 2011
Solo il 51% delle famiglie italiane può permettersi l’acquisto di una casa
http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/05/12/solo-il-51-delle-famiglie-italiane-puo-permettersi-lacquisto-di-una-casa/   
 
RAPPORTO WWF
Belpaese addio: analisi e proposte per fermare il consumo del suolo
31/1/2012- Nella Road Map ‘Anti-cemento’ di WWF e FAI: limiti alla edificazione nei piani paesaggistici e moratoria delle nuove costruzioni, lotta all’abusivismo, l’uso della leva fiscale, fasce di rispetto per tutelare le coste e i fiumi

Descrizione: http://www.wwf.it/UserFiles/Image/ambiente/urbanizzato_italia_anni50_2000_500.jpg

Un’Italia erosa dalle lobby del cemento e del mattone che fagocitano per sempre, al ritmo di 75 ettari al giorno, tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli e spazi di aggregazione sociale che non saranno più restituiti all’ambiente e alla collettività: è la fotografia di un processo irreversibile e in crescita, quello della perdita di territorio, che FAI e WWFtracciano nel Dossier sul consumo del suolo “Terra Rubata – Viaggio nell’Italiache scompare” .
http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=30025&content=1

 

Titolo

Tangenziali. Due viandanti ai bordi della città 

 

Autore

Biondillo Gianni; Monina Michele

 

Descrizione

Milano sta cambiando. Archiviata dolorosamente quella "da bere", del rampantismo anni Ottanta, la città si sta trasformando da capitale della moda e della finanza a moderna metropoli multietnica che ambisce a un ruolo sempre più centrale nella cultura europea e occidentale. Presa coscienza che esistono molti modi per conoscere una città, e molti modi per raccontarla, Gianni Biondillo e Michele Monina, il primo scrittore fortemente attaccato alla sua città, e il secondo, milanese d'adozione, da sempre appassionato di psicogeografia, decidono di mettere da parte lo spirito del flâneur e per una volta di intraprendere un viaggio programmatico da fare insieme: un giro intorno alla città dove l'uno è nato e l'altro è arrivato una decina d'anni fa e che ancora non sono riusciti a decodificare. Seguendo il margine della tangenziale di Milano, i due scrittori cercano di tracciare una mappa della città a partire dai suoi contorni. I viandanti della tangenziale mette in scena luoghi, personaggi, aneddoti, storie, traiettorie sghembe, percorsi d'acqua, cantieri in corso, polaroid di periferie, suggestioni psicogeografiche, appunti di fisiognomica cittadina, materiali vari raccolti durante i lunghi tragitti, fatti rigorosamente a piedi.
http://www.ibs.it/code/9788860884503/biondillo-gianni/tangenziali-due-viandanti.html

 

Paolo Berdini - La città in vendita
Centri storici e mercato senza regole
2008,pp. XVIII-192, rilegato, € 25,00
Sinossi: La configurazione urbanistica delle città è sempre stata determinata dalla struttura economica. Ciascuna di esse riceveva riconoscibilità dal contesto naturale, dalle caratteristiche delle produzioni che vi si svolgevano e dalla cultura individuale e collettiva che vi si  esprimeva. La fase attuale di globalizzazione sta progressivamente cancellando le specificità. Le produzioni avvengono in ogni angolo del mondo e la struttura commerciale di tutte le aree urbane si sta rapidamente omologando. Nascono ovunque centri commerciali identici per forma e per offerta di beni di consumo. Le periferie si assomigliano sempre di più. Dalle periferie l’aggressione sta investendo i centri storici, e cioè quelle parti delle città in cui più elevata e preziosa era l’identità dei luoghi. Sottoposti a una pressione turistica senza precedenti, i centri antichi si orientano a soddisfare la domanda che ne consegue. Ed è così che artigiani e residenti scompaiono con una rapidità spaventosa, sostituiti da negozi e megastore che potrebbero trovarsi in qualunque altro posto del mondo, privi come sono di un legame autentico con gli spazi che occupano. Roma ha un centro storico unico, plasmato da interventi stratificati nel corso dei secoli. Un luogo di grande fascino che traeva la sua più straordinaria caratteristica dall’equilibrio tra i ceti sociali che vi abitavano e il tessuto artigianale urbano. Oggi gli abitanti sono ridotti a meno di centomila. Erano 370 000 nel 1951. I turisti che lo frequentano ogni giorno superano ormai il numero dei residenti stabili. I centri storici si salvano con la buona urbanistica, affermava Antonio Cederna. A Roma l’urbanistica è stata abbandonata: la «valorizzazione» dell’Ara Pacis all’Augusteo e il parcheggio del Pincio sono solo gli aspetti più eclatanti dell’abbandono di una visione unitaria dei processi di trasformazione urbana. Di un’idea di città e del suo nucleo storico.
http://www.donzelli.it/libro/1781/la-citta-in-vendita 


Una legge bipartisan perl'architettura di qualità  (progetto di legge n°4492)
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2684701
http://www.ermeterealacci.it/2011/10/11/una_legge_bipartisan_per_larch.html
Una legge bipartisan per l'architettura di qualità  (progetto di legge n°4492)
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2684701
http://www.ermeterealacci.it/2011/10/11/una_legge_bipartisan_per_larch.html

 
L’Italia che scompare sotto il cemento
redazioneweb
01/02/2012 12:45
Ogni giorno 75 ettari di superficie erosi dalle costruzioni. Il rapporto shock del Fai e WWF sul consumo del suolo nel nostro Paese 
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/6e09af36eff0297388cc498b789c84a0/32385
 
EDILIZIA RESIDENZIALE / OPINIONI
Riqualificare il nostro patrimonio edilizio
by ADMIN on ott 31, 2012 • 00:10
Fillea Cgil e Legambiente presentano il primo rapporto dell’Osservatorio edilizio: Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio: 600 mila nuovi posti di lavoro puntando su riqualificazione energetica e messa in sicurezza.
Oltre 2 milioni di abitazioni risultano vuote; 6 milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e 3 milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico.
Il patrimonio edilizio esistente è costituito in massima parte da case costruite male, nelle quali fa freddo d’inverno e caldo d’estate malgrado la spesa energetica delle famiglie sia cresciuta del 52% in 10 anni.
Ma uscire da questa impasse è possibile.
http://a0i5d.s10.it/f/tr.aspx/?9-Ul9f=uyzu_9-ga=ut5ng.=8nme/mvplk/m9aj90fd::j99g1a.-c/cmq5:i.qrwwwqqwvk-ef0e-99:9g8zce2b.mmgczj9if9ghc:.7-8::cs-cmNCLM
http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/fillea-cgil-e-legambiente-presentano-il-primo-rapporto-dell-osservatorio-congiu 
http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/innovazione-e-sostenibilita-edilizia

 

UNO STOP AL CONSUMO DI SUOLO
di Raffaele Lungarella 12.10.2012

Meritoriamente il Governo approva un disegno di legge per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo del suolo. Prevede diverse iniziative i cui risultati dipenderanno dall'attuazione che ne sarà data. Ma la procedura per disegnare la geografia delle aree edificabili nel nostro paese sembra macchinosa e potrebbe innescare conflitti tra territori e tra livelli istituzionali. Meglio sarebbe se ai comuni fosse consentito di approvare nuovi piani attuativi di aree già edificabili solo dopo la conclusione di quelli varati in precedenza. http://t.contactlab.it/c/1000009/3281/39581301/28401

BENI CULTURALI / CONSUMO DI SUOLO / OPINIONI
Stop al consumo di suolo: ci sono altre soluzioni
by ADMIN on dic 8, 2012 • 17:30
di Vezio de Lucia
Non convince la proposta del ministro Mario Catania.
Non convince per gli antiquati e storicamente inconcludenti procedimenti a cascata, per l’imprevedibile lunghezza dei tempi, non convince soprattutto perché, alla fine, a decidere sono le regioni.Che è come chiedere al gatto di Pinocchio di tenere a bada la volpe, o viceversa.
Intendiamoci, non tutte le regioni sono uguali. So bene che in certi posti gli spazi aperti sono in qualche misura tutelati, soprattutto nel centro Nord. Viceversa, nel Mezzogiorno, dal Lazio in giù (Lazio e Roma da questo punto di vista sono profondo Sud) lo spazio aperto è considerato sempre e comunque edificabile, farsi la casa in campagna un diritto inalienabile, e chi ha provato a metterlo in discussione è stato rapidamente emarginato.
Insomma, con la proposta Catania, l’obiettivo logicamente prioritario, che dovrebbe essere di imporre le misure più severe laddove maggiore è sregolatezza, diventa francamente velleitario: ve le immaginate la Campania, il Lazio prime della classe che bloccano le espansioni e reprimono l’abusivismo? Servono perciò soluzioni radicalmente diverse. E urgenti.
Continuare con l’attuale ritmo di dissipazione del territorio, anche per pochi anni, in attesa che le regioni si convertano al buon governo, significherebbe toccare il fondo, annientare materialmente l’unità d’Italia, un disastro non confrontabile con crisi come quelle economiche e finanziarie, più o meno lunghe, più o meno gravi, più o meno dolorose, ma dalle quali infine si viene fuori.
Il saccheggio del territorio è irreversibile.
E allora? Andando subito al merito, secondo me, e scusandomi del carattere anche molto tecnico dell’esposizione, dovrebbero essere praticabili due percorsi che provo a illustrare. […] 
http://a0i5d.s10.it/f/tr.aspx/?9-Ul9f=uyzu_9-ga=vp5ng.=8nme/mvplk/m9aj90fd::j99g1a.-c/cmq5:i.qrwwwqqovlica79a13ighi-i68:zmnd..7&-1digd11fmg8zmhaikchc:mNCLM


Sono mesi che sto bombardando siti, forum (v. anche più sopra) e i dirigenti del PD con le 3 proposte che io ritengo assolutamente prioritarie (e le prime 2 credo molto efficaci in termini elettorali) contro la crisi: 1) il lavoro, incluso quello precario; 2) la casa; e 3) la questione femminile+questione meridionale+rivoluzione culturale+progetto educativo (per me il terzo punto – l’educazione, in senso lato - è forse il principale).
Il Segretario Bersani (l’ho già scritto), il 21 febbraio 2011 a Bologna, interrogato sul programma del PD da Rainews, pose ai primi 2 posti il lavoro e la casa. Ma da un po’, tranne qualche fugace citazione, si dimentica di menzionare la casa.
Ed invece non ci vuole Einstein, ma soltanto… Catalano per capire che è proprio la disponibilità di un alloggio ad affitto sociale che, per milioni di persone giovani e non, può, assieme al reddito di cittadinanza anche minimo, fare la differenza tra la sostenibilità economica e la povertà estrema.
Ecco il tema trattato nell’articolo di un ex liberale conservatore passato da anni nelle nostre file, Federico Orlando, e nell’intervista ad un borghese illuminato, Piero Bassetti.
 
Indignados di Milano
Federico Orlando
[…]. A Milano il comune dovrebbe preoccuparsi, insieme allo stato, di 111mila giovani disoccupati: tre anni fa erano 70mila. A Napoli di 146mila disoccupati, erano 123mila (Istat 2011). Ogni anno diecimila matricole universitarie chiamano Milano “la città proibita”. Lo dice il rettore del Politecnico, Giulio Ballio, 70 anni, docente in Costruzioni d’acciaio, che dal “Corriere della Sera” chiede a Pisapia e Moratti: cosa fareste per renderla “città amica”.
Altri “grandi vecchi” che di Milano sanno tutto, l’architetto Bellini, l’economista d’impresa Vitale, e la più giovane docente in marketing Annamaria Testa, pongono la stessa ed altre domande ai due candidati. Tutte girano intorno a cinque superproblemi: Expo, casa, giovani, lavoro, integrazione.
Giovani, casa, lavoro spesso sono tutt’uno. Incredibile, ma nelle risposte – fornite lunedì – della Moratti, il soggetto “giovani” non ricorre mai, salvo nell’aggettivo “giovani coppie” (per le case da assegnare, di cui Pisapia lamenta lo scandalo che ce ne siano 5.000 tuttora vuote). Al contrario, l’obiettivo del “ringiovanimento di Milano” e il connesso programma in funzione dei giovani occupano tutta la prima parte della risposta di Pisapia.
Meno male. Temevamo proprio che la sinistra si facesse ipnotizzare dalla violenza nera, che a Milano alcuni gruppi sociali riaccendono ogni due o tre generazioni; e che Pisapia dovesse perdere gran parte del suo tempo a ragionare col questore.
Sempre lunedì, il giornale della Confindustria, scavalcando il Censis, annunciava che entro i prossimi vent’anni gli under 35 diminuiranno in Italia ancora di 1,2 milioni di unità. E che il deserto dei giovani tuttavia non scioglie il nodo della disoccupazione e ha effetti disastrosi sul mercato della casa e sui consumi. […].
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/126855/indignados_di_milano
link sostituito da:
http://europa.dol.it/dettaglio/126855/indignados_di_milano
 
Quei borghesi autoconvocati che a Milano tifano Pisapia
Bassetti schiera giuristi, banchieri e designer. La speranza è una fase nuova nazionale come fu col centrosinistra negli anni '60 
Il primo presidente della Regione ha raccolto 101 nomi E li riunisce in un ex circolo socialista
di ALBERTO STATERA
“Tra il 1960 e il 1967, con la giunta del sindaco socialdemocratico Gino Cassinis, con Bassetti assessore al Bilancio, alle Finanze e all'Organizzazione, fu lanciato il Piano Milano che realizzò 144 mila vani di edilizia popolare, 30 scuole, il parco che costeggia viale Forlanini. Municipalizzò il gas della Edison con una battaglia campale appoggiata da Enrico Mattei, che aveva fondato Il Giorno, allora foglio progressista. Si fece il primo prestito di 2 milioni sulla Borsa di New York con l'aiuto di Raffaele Mattioli. Si creò in stazione Centrale il servizio di assistenza al Treno della Speranza, che arrivava tutte le notti dal sud, carico di immigrati, per i quali si istituirono corsi di alfabetizzazione”.
http://www.repubblica.it/politica/2011/05/24/news/quei_borghesi_autoconvocati_che_a_milano_tifano_pisapia-16667772/


Regioni
CAMPANIA
Piano Nazionale di Edilizia Abitativa
30/07/2010 - L'avviso - che sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale del 2 agosto 2010 - è finalizzato ad individuare la disponibilità di soggetti pubblici, di soggetti privati ed operatori economici a proporre e realizzare interventi di edilizia residenziale sociale, servizi e riqualificazione urbana, promuovendo la partecipazione di soggetti pubblici e privati sui territori compresi nei Comuni di cui alla D.G.R. n. 572 del 22/07/2010.
Gli interventi finanziabili potranno essere articolati secondo le 4 tipologie di seguito indicate:

Alloggi sociali;
Alloggi di ERP ai sensi della Legge Regionale 18/97 da cedere al Comune;
Alloggi a libero mercato;
Alloggi a libero mercato convenzionati ai sensi dell'art. 2 comma 12 dell'avviso.
http://www.regione.campania.it/portal/media-type/html/user/anon/page/HOME_DettaglioRegioneInforma.psml?itemId=3958&ibName=NotiziaHomePage&theVectString=-1%2C-1 
 
Aggiornamento:
 
La casa è un diritto. Contro gli affitti alle stelle. Domani il question-time in diretta Rai contro la svendita degli alloggi pubblici.
Scritto da: Pietro Folena in Politica nazionale - 2005
http://www.pietrofolena.net/blog/?p=98
 
Home Day, la ricetta dell'Ance per uscire dalla crisi
Mercoledì 13 Novembre 2013
Oltre ad una tassazione equa, a mutui più accessibili, a un sistema di incentivi agli affitti serve un grande piano di edilizia sociale che preveda l'utilizzo anche di fondi strutturali e Fas
http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=17478:home-day-la-ricetta-dellance-per-uscire-dalla-crisi&catid=1:latest-news&Itemid=50 
 
Proposte per una nuova politica abitativa
nov 8, 2013 
di Salvatore Lo Balbo, segretario nazionale del Sindacato Fillea Cgil
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/11/proposte-per-una-nuova-politica-abitativa/

Emergenza abitativa, i due progetti vincitori dell'Habitat World Awards 2013
Martedì 5 Novembre 2013
Premiato il progetto di recupero e ripopolamento della città vecchia di Hebron e la campagna Usa per i senzatetto
http://casaeclima.us2.list-manage.com/track/click?u=bbc14c61beca69225fabf0ce6&id=5a8021a12c&e=782d322c05

Emergenza casa, in Italia 650mila richieste di alloggi popolari
Mercoledì 20 Novembre2013
Nel 2013 la domanda di case popolari è aumentata del 25%, e per il 2014 Federcasa stima un incremento del 30%
http://casaeclima.us2.list-manage1.com/track/click?u=bbc14c61beca69225fabf0ce6&id=fc25ede494&e=782d322c05

POLITICHE EDILI
Rigenerazione urbana: aiuti di Stato all’edilizia
Le trasformazioni urbane sono un affare solo per i costruttori. Sotto accusa gli oneri d'urbanizzazione tra i più bassi d'Europa
Scritto da Sergio Ferraris il 05 novembre 2013
http://www.tekneco.it/bioedilizia/riqualificazione-urbana-aiuti-di-stato-all-edilizia/
 
Il Papa ai fedeli: “Ogni famiglia abbia una casa”
22 dicembre 2013
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/12/22/news/il_papa_ai_fedeli_difendere_i_diritti_ma_no_a_scontro_e_violenza-74259606/

casahousing sociale di Alessandro Iadecola
Casa, che fine ha fatto l'housing sociale
11/02/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Casa-che-fine-ha-fatto-l-housing-sociale-22283

link sostituito da:

http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Casa-che-fine-ha-fatto-l-housing-sociale-22283

 
Moderne ed eco-compatibili: la nuova stagione delle case popolari
apr 1, 2014
di Salvatore Lo Balbo 
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/04/moderne-ed-eco-compatibili-la-nuova-stagione-delle-case-popolari/

Cosa non dimenticare quando parliamo di “abitazione”: i modelli normativi italiano e spagnolo
Marta Capesciotti 30 novembre 2015
Marta Capesciotti dà conto delle esperienze degli ordinamenti giuridici italiano e spagnolo relativamente all'articolata interazione tra la connotazione privatistica del bene "casa" e la natura pubblicistica del "diritto sociale all'abitazione" a questo collegata. Capesciotti inoltre ricorda il percorso del giudice costituzionale nei due Paesi per il riconoscimento del diritto all'abitazione, le politiche tendenzialmente poste in essere per darvi attuazione, oltre che gli aspetti inerenti il riparto di competenze tra i diversi livelli di governo.
http://www.eticaeconomia.it/cosa-non-dimenticare-quando-parliamo-di-abitazione-i-modelli-normativi-italiano-e-spagnolo/
 

 

Appendice


P E R C H E’ l’Italia, tra i grandi Paesi industriali dell’Occidente, è il Paese più colpito dalla crisi ??? Per due ragioni riconducibili entrambe al rapporto salari costi abitativi. (1) Perchè la BOLLA IMMOBILIARE e’ stata PIU’ GRANDE che altrove. (2) Perchè le social house in Italia rappresentano il 3,9% del totale delle case abitate mentre la media europea è il 17% e ad esempio in Danimarca arrivano al 35%. Il problema è tutto qui. I costi abitativi, in acquisto o in affitto assorbono la maggior parte del reddito familiare. Così la famiglia è costretta a ridurre le spese per tutte le altre cose e il consumo interno cala facendo crollare il PIL (per fortuna sostenuto dall’aumento dell’export) e facendo aumentare la disoccupazione. Dunque caro Renzi e soprattutto cari italiani, senza la riforma del governo del territorio che introduca la disciplina dei prezzi immobiliari per le nuove costruzioni tutte le altre riuforme saranno vane. L’impresa non potrà tirare la ripresa. La disoccupazione aumenterà. E saremo costretti a vivere in un paese sempre più povero, con pochissimi ricchi che fregheranno tutti gli altri. Cambiare il futuro del nostro Paese è possibile ? Si. Ma è indispensabile la riforma del governo del territorio fondata su due concetti: (1) edificabilità bene comune; (2) disciplina dei prezzi immobiliari. Questa è l’unica via per restituire potere d’acquisto, salvaguardare il ciclo economico, spingere il PIL, portare il Paese verso la piena occupazione.

 

§  vincesko

Il tuo commento è in attesa di moderazione 

Bravo, Francesco, bisogna dire all’Autore dell’articolo che, anziché tagliare l’Irap (misura che affronta la crisi dal lato dell’offerta anziché della domanda), una parte dei fantomatici 50 mld dovrebbe essere impiegata per finanziare un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici.
Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio delle banche, degli immobiliaristi e dei costruttori, meno di 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti;
Dal rapporto 2011-2012 della CIES (tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è stata, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
Una casa ad affitto sociale (vale a dire 100-150 € al mese) può invece fare la differenza tra una esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà. Occorre perciò varare un Piano Nazionale Pluriennale di Edilizia Residenziale Pubblica di Qualità (almeno 25.000 alloggi all’anno).

[Il mio commento è stato censurato]

  



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