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Lettera n. 2 alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false sulla flessibilità concessa all’Italia




Pubblico la seconda lettera che ho inviato 10 giorni fa alla professoressa, di ideologia neo-liberista, Veronica De Romanis, docente all'Università Luiss di Roma. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta né alla prima né alla seconda lettera.


Lettera n. 2 alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false sulla flessibilità concessa all’Italia

v

30/8/2019 12:20


Egr. Professoressa De Romanis,

Nel suo intervento di ieri in diretta a Radio1-Zapping Lei ha dichiarato che l’Italia, (i) dopo Monti non ha più fatto austerità e (ii) che è stato il Paese che ha più beneficiato della flessibilità.

Sorprende che una economista attenta e severissima censora dei vizi economici dell’Italia come Lei – dovendo escludere la malafede - sia vittima di false convinzioni come una qualunque casalinga:

- sia nel caso macroscopico della responsabilità della recessione, che anche Lei, come tutti gli esperti, ascriveva al Governo Monti[1];

- sia nel valutare se ci sia o non una politica economica espansiva basandosi soltanto sul parametro del deficit e non su quello dell’avanzo primario, che sottrae risorse all’economia reale, atteso che i percettori degli interessi passivi sul debito pubblico non sono quasi per nulla le famiglie (5% circa) ma, nella stragrande maggioranza, o banche e altre istituzioni finanziarie o residenti esteri,[2] per cui restano nel circuito finanziario o all'estero;

- sia nell’aderire fideisticamente alla vulgata, diffusa ad arte dalla Commissione Europea, che l’Italia sia il Paese che più ha beneficiato della c.d. flessibilità, tesi del tutto infondata – come ho osservato nella mia Replica alla DG Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea[3] –, oltre all’inaffidabilità della formula del deficit strutturale ammessa dalla stessa Commissione Europea fin dal 2013, in presenza dei seguenti dati relativi allo sforamento complessivo del parametro del 3% deficit/Pil nel periodo 2007-2016 (ricavati dalla tabella n. 4[1]): Irlanda 55,2%, per 7 anni; Grecia 54,4%, per 9 anni; Spagna 40,2%, per 9 anni; Portogallo 29,3%, per 8 anni; Francia 15%, per 9 anni; (Gran Bretagna 24,2%, per 7 anni); Italia 4%, per 3 anni.

Cordiali saluti,

V.

____________________


Note

[1] Lettera alla professoressa Veronica De Romanis sulle sue notizie false su chi ha attuato l’austerità economica

[2] Detentori del debito pubblico italiano

Banca d'Italia ……………………….367.824  (16,2%)

istituzioni finanziarie monetarie ……599.611  (26,5%)

altre istituzioni finanziarie ………….437.308  (19,3%)

altri operatori residenti ……………...127.802  (5,6%)

operatori non residenti ……………...730.512  (32,3%)

Totale …………………………..…2.263.056  (100,0%)

[3] Replica alla risposta della DG Affari Economici della Commissione Europea (anche per conto della Commissaria Margrethe Vestager)



Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato in data 18 aprile al senatore Alberto Bagnai, della Lega Nord, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento nel suo blog sulla correlazione spuria e sulle sue ennesime bufale sul Governo Monti. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.




Lettera n. 2 al Sen. Alberto Bagnai sulla sua censura di un mio commento sulla correlazione spuria e sulle sue bufale sul Governo Monti

Da: v

18/4/2019  20:31


Egr. Sen. Bagnai,

Come Le avevo promesso, Le invio il mio commento sulle Sue bufale sul Governo Monti, che ha censurato. Di seguito, c’è la spiegazione del perché il Suo post mi ha fatto sganasciare dal ridere.

Distinti saluti,

V.



martedì 9 aprile 2019

The awanagana approach to monetary theory and policy (chapter 1)


Vincesko ha detto...

Non frequento questo sito di adepti, stamattina questo post mi è arrivato sul telefonino tra la selezione di Google, e l’ho letto, ma arrivato a questa frase ”solo che uno che non capisce cosa sia una correlazione spuria cosa volete ne capisca di etichetta!?”, ho pensato subito a questi Suoi post precedenti, che affermano che il millantatore Monti avrebbe causato la recessione e aumentato i poveri, ed allora mi sono sganasciato dal ridere.

venerdì 11 marzo 2016
Fukushima vs. Monti (offerta vs. domanda)
http://goofynomics.blogspot.com/2016/03/fukushima-vs-monti-offerta-vs-domanda.html 
giovedì 1 giugno 2017
QED74: "Dottò, è 'a frizzione! Come 'a tocchi sossòrdi..."
Ora, c’è una cosa da apprezzare in questo QED. Certo, in termini giornalistici (e anche in termini fattuali) è interessante sottolineare l’enormità della pedita che Monti ci ha inflitto (i famosi 300 miliardi). Ma in termini scientifici, intellettuali, ci sono cose più stuzzicanti da rilevare.
http://goofynomics.blogspot.com/2017/06/qed74-dotto-e-frizzione-come-tocchi.html 
Alberto Bagnai: "Il governo Monti ci ha lasciato un buco di 400 miliardi. Questa è la sua eredità, i poveri"
1 Ottobre 2018
C'è poco da criticare la manovra, spiega il leghista Alberto Bagnai, ospite ad Agorà su Raitre. Perché se le condizioni economiche e finanziarie sono queste non è certo colpa di questo governo. "Due anni fa il Def fatto da Pier Carlo Padoan riportava che con l'austerità del governo Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi". E questa, sottolinea il presidente della commissione Finanze del Senato, "è l'eredità che lasciamo ai nostri figli, i poveri. Noi stiamo intervenendo su questa eredità. Il tema è il lavoro e la povertà".
https://tv.liberoquotidiano.it/video/politica/13383140/alberto-bagnai-governo-mario-monti-ci-ha-lasciato-un-buco-di-400-miliardi-questa-e-la-sua-eredita-i-poveri.html 

PS: Spero che non lo censuri, è antipatico sobbarcarmi alla fatica di risegnalare ai Suoi colleghi che anche Lei ha il vizietto della censura (che accomuna i professori di sinistra, di centro e di destra come Lei).

9 aprile 2019 11:57


Traggo dall’Appendice al capitolo 1 del mio libro LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO, dove sono riportati 40 esempi clamorosi (quasi tutti economisti, tra cui un premio Nobel, o giornali economici prestigiosi) vittime della Prima Più Grande Bufala.


Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

[...]


Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

      36

12.131

25.068

  25.033

 -

  62.268

22,8

DL98/2011

          -

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

          -

    732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

      36

14.971

53.343

  79.298

61.795

    209.443

76,7

DL201/2011

          -

 -

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

          -

 -

     603

         16

      27

      646

  0,2

Tot.Gov.M.

          -

 -

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

      36

14.971

74.189

    100.633

83.254

    273.083

100,0

      %

          -

           5,5

         27,2

         36,9

         30,5

100,0


 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)


2. Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi

[…] Si tratta di un fenomeno di obnubilamento della quasi intera classe degli economisti (oltre che degli esperti di previdenza), che (a) o/e sbagliano la paternità delle manovre; (b) o/e applicano una teoria economica strampalata: considerano gli effetti delle stesse come farebbe il cemento a presa rapida; (c) o/e confondono la correlazione con la causalità (anche se, in realtà, tutto nasce – vittime anch’essi della potente disinformazione berlusconiana e del centrodestra come una qualunque casalinga - dalla ignoranza dei dati).

«Nella ricerca scientifica si confondono spesso due concetti: la correlazione e la causalità. La correlazione si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili che cambiano insieme. Una correlazione può essere positiva o negativa.

• Una correlazione positiva vuole dire che se una variabile aumenta (per es., il consumo di gelato) anche l'altra aumenta.

• Una correlazione negativa funziona all'opposto: se una aumenta l'altra diminuisce.

La causalità si riferisce ad una relazione tra due (o più) variabili dove una variabile causa l'altra. Devono essere soddisfatti tre criteri perché si abbia causalità:

• le variabili devono essere correlate;

• una variabile deve precedere l'altra variabile;

• deve essere dimostrato che una terza variabile non stia provocando alcun cambiamento nelle due variabili di interesse (assenza di correlazione spuria).»

Ecco 40 esempi davvero clamorosi (tra i meno clamorosi, c’è l’onorevole Claudio Borghi, ndr).

[…]

Riporto ciò che ha scritto nel 2016 e 2017, e poi dichiarato recentemente già ricoprendo il ruolo di presidente della Commissione Finanze del Senato, il sedicente di sinistra, eletto con la Lega Nord, professore di Economia, Alberto Bagnai, su Monti come solo responsabile della recessione, coadiuvato – udite, udite – dal Ministero dell’Economia e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: (a) sbagliano la paternità delle manovre; (b) applicano la teoria economica strampalata del cemento a presa rapida, quando è noto, soprattutto agli economisti, che dall’emanazione di una legge a che questa esplichi i suoi effetti passano al minimo sei mesi. Come è il caso anche del decreto “Salva-Italia”, le cui principali misure sono state l’IMU (reintroduzione sulla casa principale e aggravamento sugli altri cespiti), che, com’è noto, viene pagata in due rate semestrali posticipate; e, ancor più, la riforma delle pensioni Fornero, che, come ormai è noto ai lettori di questo libro, esplica i suoi effetti a decorrere dal 2013, con un trend crescente fino al 2020; e (c) confondono la correlazione con la causalità.

Ora, anche volendo considerare l’effetto delle aspettative, a me pare che questo triplice concorso di “colpa” di errata attribuzione delle responsabilità della recessione sia del tutto clamoroso.

Il professor Bagnai imputa tutto a Monti, prima (i) comparando il Giappone con l’Italia di Monti e quantunque il secondo grafico attesti che la curva del PIL è in flessione già prima che arrivasse Monti; poi (ii) portando come fonte di un suo post quanto ha scritto il Ministero di Economia e Finanze nel Programma Nazionale di Riforma, la terza parte del Documento di Economia e Finanza 2017, senza capire che questo – dimentico di ciò che il medesimo ministero aveva scritto nel 2011 - attribuisce erroneamente a Monti anche le manovre, molto più corpose, decise da Berlusconi; e, infine, (iii) citando il ministro dell’Economia ed anch’egli economista, Pier Carlo Padoan, che commette lo stesso errore. Tra i primi due interventi e il terzo, i miliardi crescono da 300 a 400.

17. venerdì 11 marzo 2016

Fukushima vs. Monti (offerta vs. domanda)

giovedì 1 giugno 2017

QED74: "Dottò, è 'a frizzione! Come 'a tocchi sossòrdi..."

Ora, c’è una cosa da apprezzare in questo QED. Certo, in termini giornalistici (e anche in termini fattuali) è interessante sottolineare l’enormità della pedita che Monti ci ha inflitto (i famosi 300 miliardi). Ma in termini scientifici, intellettuali, ci sono cose più stuzzicanti da rilevare.

Alberto Bagnai: "Il governo Monti ci ha lasciato un buco di 400 miliardi. Questa è la sua eredità, i poveri"

1 Ottobre 2018

C'è poco da criticare la manovra, spiega il leghista Alberto Bagnai, ospite ad Agorà su Raitre. Perché se le condizioni economiche e finanziarie sono queste non è certo colpa di questo governo. "Due anni fa il Def fatto da Pier Carlo Padoan riportava che con l'austerità del governo Monti avevamo avuto un buco di circa 400 miliardi". E questa, sottolinea il presidente della commissione Finanze del Senato, "è l'eredità che lasciamo ai nostri figli, i poveri. Noi stiamo intervenendo su questa eredità. Il tema è il lavoro e la povertà".

Anche il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, professor Alberto Bagnai, sedicente-di-sinistra-eletto-dalla-Lega-Nord, ha il vizietto della censura.

Lettera al Sen. Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento


Naturalmente, la bufala del Ministero del Tesoro fa strage tra i media.



Destinatari:


Commissione Finanze e Tesoro del Senato

(n. 25)


Commissione Bilancio del Senato

(n. 25)


Commissione Bilancio della Camera

(n. 48)


Commissione Finanze della Camera

(n. 46)


(n. 50)v


Gruppo parlamentare Lega Nord Senato

(n. 50)


Gruppo parlamentare PD Senato

(n. 50)


Media


redazioneweb@gds.itredazioneweb@quotidianodipuglia.itredazione@lasicilia.itdirettore@firstonline.info, unione@unionesarda.itlanuovasardegna@lanuovasardegna.itredazione@lasicilia.itredazione@wallstreetitalia.come.chioda@millionaire.itdiaconale@opinione.itdirettore@ilsussidiario.netredazioneweb@eco.bg.itinfo@glistatigenerali.comditelo@quotidianopuglia.itweb@gazzettadelsud.itposta.lettori@messaggeroveneto.itsir@agensir.itinfo@radicali.itportaaporta@rai.itunomattina@rai.itpresadiretta@rai.itreport@rai.itdimartedi@la7.itottoemezzo@la7.itpiazzapulita@la7.itradio1@rai.itradio3@rai.itgrr@rai.itradioanchio@rai.itzappingduepuntozero@rai.ittrapocoinedicola@rai.itlacitta@rai.itprimapagina@rai.itfahre@rai.itgiornopergiorno@rai.iteconomico@rai.itungiornodapecora@rai.itandataeritorno@rai.itdiretta@capital.iteconomia@lapresse.itredazione@articolo21.inforedazionetg5@mediaset.itfuoridalcoro@mediaset.itletterealsole@ilsole24ore.cominfo@radio24.ititaliaoggi@class.itposta.lettori@messaggeroveneto.itsegreteria.redazione@ilpiccolo.itsito@gazzettadiparma.netredazioneweb@eco.bg.it


Parlamentari nazionali

(n. 37)


Parlamentari europei

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu,  marco.affronte@europarl.europa.eu,  laura.agea@europarl.europa.eu,  daniela.aiuto@europarl.europa.eu,  tiziana.beghin@europarl.europa.eu,  brando.benifei@europarl.europa.eu,  goffredo.bettini@europarl.europa.eu,  mara.bizzotto@europarl.europa.eu,  simona.bonafe@europarl.europa.eu,  mario.borghezio@europarl.europa.eu,  david.borrelli@europarl.europa.eu,  mercedes.bresso@europarl.europa.eu,  renata.briano@europarl.europa.eu,  nicola.caputo@europarl.europa.eu,  fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu,  lorenzo.cesa@europarl.europa.eu,  caterina.chinnici@europarl.europa.eu,  salvatore.cicu@europarl.europa.euangelo.ciocca@europarl.europa.eu,  alberto.cirio@europarl.europa.eu,  sergio.cofferati@europarl.europa.eu,  lara.comi@europarl.europa.eu,  ignazio.corrao@europarl.europa.eu,  silvia.costa@europarl.europa.eu,  andrea.cozzolino@europarl.europa.eurosa.damato@europarl.europa.eu,  nicola.danti@europarl.europa.eu,  paolo.decastro@europarl.europa.eu,  isabella.demonte@europarl.europa.eu,  herbert.dorfmann@europarl.europa.eu,  eleonora.evi@europarl.europa.eulaura.ferrara@europarl.europa.eu,  raffaele.fitto@europarl.europa.eu,  eleonora.forenza@europarl.europa.euelisabetta.gardini@europarl.europa.eu,  enrico.gasbarra@europarl.europa.eu,  elena.gentile@europarl.europa.eu,  michela.giuffrida@europarl.europa.eu,  roberto.gualtieri@europarl.europa.eu,  kashetu.kyenge@europarl.europa.eu,  giovanni.lavia@europarl.europa.eu,  curzio.maltese@europarl.europa.eu,  fulvio.martusciello@europarl.europa.eu,  barbara.matera@europarl.europa.eu,  giulia.moi@europarl.europa.eu,  luigi.morgano@europarl.europa.eu,  alessia.mosca@europarl.europa.eu,  alessandra.mussolini@europarl.europa.eupierantonio.panzeri@europarl.europa.eumassimo.paolucci@europarl.europa.eu

(n. 50) 


(n. 25)



Post e articoli collegati:


Le fake news di Byoblu su Mario Monti


mercoledì 29 giugno 2016

Monti (fact checking)


venerdì 26 dicembre 2014

Il costo di Monti (KPD6)



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https://vincesko.blogspot.com/2019/04/lettera-n-2-al-sen-alberto-bagnai-sulla.html  







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permalink | inviato da magnagrecia il 23/4/2019 alle 11:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il moloch UE-Germania-BCE e il “bambino” Varoufakis

 
game theory, Grecia, Varoufakis di Alessandro Casiccia
La trattativa Grecia–Ue non è un gioco
02/03/2015
“Dilemma del prigioniero” o “gioco del pollo”? Come ha notato lo stesso ministro greco delle finanze forse la trattativa Grecia-Ue si muove verso una prospettiva pan-europea
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/La-trattativa-Grecia-Ue-non-e-un-gioco-28728

 

Da quando ho approfondito un poco la materia del trattato UE e soprattutto dello statuto della BCE, mi sono accorto che sia la BCE (autore del reato) che l’UE (complice) sono fuorilegge (cfr. “Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la BCE non rispetta il suo statutohttp://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html ).

E mi sono meravigliato che questo o (in grandissima parte, per non dire la quasi totalità) venga ignorato, anche da luminari di Economia (cfr. “Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html ), o non desti scandalo. E attivi la più ovvia ed efficace delle reazioni, com’è per tutti i reati: che non è l’ennesimo, inefficace appello, ma (previa o contestuale segnalazione al Parlamento Europeo) la denuncia all’Autorità competente, che, nel caso di specie, è la Corte di Giustizia Europea. Come si è determinata a fare perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca, nel caso degli OMT.

Occorre “valorizzare” le regole, poiché è nella legge – correttamente ed equamente applicata - la tutela dei più deboli contro la prepotenza dei potenti e dei ricchi, che sono quattro gatti, ma dettano legge perché possono contare su 4 fattori: a) risorse finanziarie enormi; b) il controllo dei media; c) l’aiuto di un certo numero di “agit-prop” ben retribuiti; e d) l’ammuina di miliardi di poveri.

Più che al “Dilemma del prigioniero” o al “Gioco del pollo”, perciò, a me il confronto Grecia-UE e BCE va letto e impostato alla luce della fiaba de “I vestiti nuovi dell’imperatore” (“BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html ).

E, quindi, quando il ministro Yanis Varoufakis ha iniziato la tenzone col moloch[*] UE-Germania-BCE mirando in alto e squadernando sul tavolo la sua debolezza, ho approvato e, tra l’altro, commentato:

magnagrecia7 5 febbraio 2015 alle 15:27
Nè Tsipras né Varoufakis sono supermassoni (UR-Lodge), Merkel, Hollande, Schauble, Padoan, Draghi e Weidmann sì. Renzi è un aspirante che ha presentato domanda. Meglio mettere le carte in tavola. Così i sepolcri imbiancati politici e dei media non possono ciurlare troppo nel manico. E gli Europei possono giudicare e forse si svegliano. Vincesko  http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/05/linvasione-di-campo-della-bce/#comment-1223 .

Poi, dopo i de profundis per la povera Grecia ed il suo spericolato ministro, sono arrivati i Krugman a spiegare che no, Varoufakis non aveva perso, e anzi aveva cominciato a mettere a nudo la debolezza del moloch.

Ma siamo solo al primo tempo, occorre che al “bambino” Varoufakis uniamo tutte le nostre voci, per gridare finalmente e all'unisono che il re è nudo!

 
[*] Moloch
•          1 Nella religione fenicio-cananea, la divinità a cui si sacrificavano vittime umane
•          2 estens. Persona, istituzione animata da insaziabile brama di distruzione: lo Stato moloc nei regimi dittatoriali
•          • a. 1834
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/moloch.shtml
 
 
Post e articoli collegati:
 
Più democrazia per più Europa
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2812094.html
 
Krugman: “L’accordo Grecia-Europa non è una sconfitta per Syriza”
Pubblicato da keynesblog il  in Economia, Europa
http://keynesblog.com/2015/02/27/krugman-grecia-accordo-syriza/

euroEuropaGrecia di Joseph Stiglitz
La Grecia può salvare l’Europa?
02/03/2015
Chi pensava che l’euro non avrebbe potuto sopravvivere si è sbagliato. Ma i critici hanno ragione su una cosa: o ci sarà l'Europa politica - gli Stati uniti d'Europa - o non ci sarà l'euro. Un articolo del premio Nobel per l'economia, in collaborazione con Mauro Gallegati
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/La-Grecia-puo-salvare-l-Europa-28724
 
EuropaGreciaTsipras di Nicola Melloni
La sfida di Syriza al Berlin Consensus
02/03/2015
La lotta contro l’austerity, in Grecia, è il cavallo di troia di una battaglia più grande, non solo economica ma eminentemente politica in seno all'Unione europea
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-sfida-di-Syriza-al-Berlin-Consensus-28725
 
Il giocatore greco: Yanis Varoufakis
di Marco Dotti 
03 marzo 2015
http://www.vita.it/it/article/2015/03/03/il-giocatore-greco-yanis-varoufakis/129696/
 

Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

 
Carlo Clericetti
6 DIC 2014
L’ultima speranza contro la crisi infinita
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/06/lultima-speranza-contro-la-crisi-infinita/

 

Assenza di democrazia o di legalità?

L’ammissione di Carlo Clericetti che “la struttura dell'Europa non abbia nulla a che fare con la democrazia” è oggettivamente grave e può avere due conseguenze opposte: la prima è quella di giudicare con realismo e con almeno un occhio benevolo, se non assolutorio, come da un po’ di tempo mi pare inclini a fare Carlo Clericetti (ma è un atteggiamento che sto riscontrando in quasi tutti i critici in passato di Draghi, come se si fossero per qualche motivo passata parola) -, i comportamenti e le responsabilità dei principali attori della scena europea, in primo luogo Draghi per il ruolo cruciale che ricopre; la seconda è quella che elimina alla radice tale possibilità, poiché a me pare che più che assenza di democrazia, concetto facilmente eludibile in concreto in tutte le democrazie rappresentative, nella struttura dell’UE ci sia assenza di legalità, che è molto più grave.

Vorrei sottolineare che, in sostanza, il mio assunto, che mi ha indotto a lanciare una petizione per la messa in stato di accusa della BCE, prima alla Corte di Giustizia Europea (ma essa non può ricevere che ricorsi legali tramite un avvocato, se si è ricevuto un danno diretto da atti o omissioni della BCE) e poi obtorto collo al Parlamento Europeo – e mi sorprende che neppure un giurista come Agustìn José Menéndez (cfr. http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447 ) e i promotori degli inefficaci appelli e i tanti commentatori lo colgano – è che, pur nel fisiologico divenire dei rapporti di forza nel contesto di un organismo giovane come Unione Europea/Euro/BCE, senza legalità (cioè un sistema di riferimento giuridico codificato certo e rispettato) prevale il più forte.

 

Cui prodest?

In calce al post “Finalmente l’Italia contesta (un po’) la Ue”, dialogando con sergionero, ho scritto:

“1) Io sono un miscredente e coltivo laicamente il dubbio, ma in questo caso sono certissimo che la colpa è della Germania, cioè del suo establishment politico-industriale-finanziario. Ovviamente, ai ricchi egoisti, bulimici e spietati va benissimo che il lavoro sporco lo faccia la Germania, ma sarebbero pronti a sostituirla con qualunque altro.
2) Ci sono alcuni (incluso il tuo amico Bagnai) che pensano che la Germania sia talmente rigida e ottusa da continuare con il dogma dell’austerità anche quando– come sta già succedendo – questa produrrà conseguenze negative anche su di essa”.

 

I dati dimostrano che: a) l’ordoliberalismo tedesco non è assimilabile per vari aspetti al credo neo-liberista; b) anche la Germania ci sta perdendo, dall’austerità; e c) si comporta così perché è arrogante a dismisura ed inclina anch’essa alla furbizia egoistica e questa le provoca una lunga coda di paglia, che risolve – succede sempre così a tutti - con una maggiore severità verso gli altri, in primis l’Italia, la cui ricchezza privata è maggiore di quella tedesca, per cui la Germania sta cercando di addossare sull'Italia, dopo il costo del risanamento, l’onere della crescita. Qualche dato aiuta a capire meglio i termini della questione:

1) La quota della Deutsche Bundesbank nel capitale della BCE è pari al 18,9373%, quella della Banca d’Italia al 12,4966% e quella della Banca di Francia al 14,2212%, quindi bastano Italia e Francia per superare ampiamente la Germania. 2) Le quote del MES (Fondo salva-Stati) sono rispettivamente 27,1464%, 17,9137% e 20,3859%, in ragione delle quali si versano i contributi e si guadagnano i relativi interessi; ovviamente la Germania (che come l’Italia e la Francia finora non ha preso da esso un Euro) è quella che lucra di più dal differenziale tra il tasso a cui essa si finanzia (molto basso) e il tasso dei prestiti ai Paesi in difficoltà (ben più alto). 3) I Tedeschi: a) lucrano dalle disfunzioni dell’attuale assetto dell’UE, dell’Euro e della BCE; b) lucrano dal livello dell’Euro; c) lucrano dal surplus commerciale eccessivo, favorito dall’Euro, e si rifiutano di ridurlo ancorché ci sia il limite del 6%; d) lucrano dalla deflazione dei salari e la integrano con il reddito minimo e il sussidio all’affitto (concorrenza sleale verso i partner UE); e) lucrano dalla deflazione come creditori e impediscono alla BCE di combatterla adeguatamente; f) lucrano dai salvataggi degli Stati (vedi Deutsche Bank con la Grecia); g) lucrano dall’interpretazione pro domo sua dei trattati e dello Statuto BCE.

 

Conclusione

I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Syriza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT.

 

 

Articolo collegato:

 

Perché la teoria della finanza degli economisti ortodossi è inutile
ISMAEL HOSSEIN-ZADEH
ED. IT. DI MARIA CARANNANTE  21 novembre 2014

[…] La figura seguente mostra chiaramente questa tendenza inquietante: mentre il credito al settore FIRE è quadruplicato a partire dal 1950, la quota di risorse destinata all’economia reale è rimasta pressoché invariata.

Qui di seguito sono elencati ulteriori esempi di crescita astronomica del settore FIRE negli ultimi trent’anni. Tra il 1980 e il 2005, i profitti del settore finanziario sono aumentati dell’800%, oltre tre volte la crescita dei settori non finanziari. Nei primi anni Novanta, esistevano solo un paio di fondi speculativi; nel 2007, hanno raggiunto i 10.000. Il numero di mediatori di ipoteca, che hanno sostituito il vecchio Savings & Loans e le banche territoriali, si è, allo stesso modo, moltiplicato: attualmente sono 50.000 e impiegano circa 400.000 agenti, più di tutta l’industria tessile statunitense[4]. Come candidamente dichiarato da Raymond Dalio di Bridgewater Associates: «la ricchezza che si crea con la produzione è un’inezia rispetto a quanto si può ottenere facendo girare denaro. Il quarantaquattro percento dei profitti delle imprese degli Stati Uniti proviene dal settore finanziario contro l’appena dieci percento del settore manifatturiero» [5]. […]

Gli economisti neoclassici non hanno, finora, saputo far riconciliare il settore finanziario con la teoria dell’equilibrio economico generale e il modello del flusso circolare. Tristemente, invece di cercare di incorporare il settore finanziario nel loro modello sull’economia reale, hanno scelto di ignorarlo per non disturbare il loro perfettamente ordinato modello di comodo.

http://2.229.124.115/reset/sites/default/files/reset_edizioni_italiane/Perche%20la%20teoria%20della%20finanza%20degli%20economisti%20ortodossi%20e%20inutile.pdf

 

 

BCE, la montagna ha partorito un topolino

 
LA DECISIONE
La Bce taglia i tassi allo 0,05%. Costo del denaro al minimo storico
Borse in rialzo, l’euro scende nei confronti del dollaro. Giù lo spread
di Redazione economia
04 settembre 2014
http://www.corriere.it/economia/14_settembre_04/bce-taglia-tassi-interesse-005-5f7e3866-3419-11e4-a3ec-50d128513f28.shtml
 
 
La montagna ha partorito un topolino.[1] Io sono convinto che la Germania non consentirà mai:

1) di abbandonare l’austerità. Sotto l’alibi dell’austerità, i furbi bottegai tedeschi [2] perseguono solo il loro interesse, che è quello di lasciare le cose come stanno, poiché l’attuale struttura monca dell’UE, dell’Euro e della BCE li favorisce. Occorre perciò essere consapevoli che (come suggeriscono anche alcuni Tedeschi di sinistra) non lo consentiranno mai con le buone e quindi è necessario adottare delle contromisure forti. Minacciare di uscire dall’Euro [3] o denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea per violazione del suo statuto [4] (art. 2, secondo il quale, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione - che non deve superare il 2% e adesso siamo o prossimi allo zero o indeflazione - di “sostenere le politicheeconomiche generali della Comunità" che  “sono un elevato livello dioccupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”) potrebbero costituire delle possibili ed efficaci contromisure forti.

2) O di lasciare completa libertà d’azione alla BCE: a) per la politica monetaria, per la semplice ragione che la Germania e i suoi satelliti del Nord sono Paesi creditori per cui sono favoriti dalla deflazione e verrebbero danneggiati dall’inflazione; b) per l’acquisto di titoli pubblici dei Paesi del Sud Europa, poiché questi (in particolare l’Italia) si potrebbero affrancare velocemente dalla spirale micidiale deficit eccessivo --> manovre correttive -->  aumento di tasse e tagli di spesa --> deflazione dei salari --> calo della domanda e del Pil --> aumento del rapporto debito/Pil, e renderli più competitivi rispetto alla Germania e satelliti.

 

A proposito di acquisto del debito da parte della BCE: la BCE può e deve acquistare debito pubblico dei Paesi EUZ, sotto forma di nuovi titoli a lunga scadenza e a tasso zero o quasi (senza sterilizzazione), per rendere possibile agli Stati una politica fiscale adeguata per far crescere la domanda. Aggiungo un'informazione importante: ad avviso del prof. Andrea Terzi (cfr. articolo del “Sole 24 ore” “L'Eurozona entra nell'era dei tassi sottozero. Ecco che cosa può fare la Bce e cosa può cambiare per i mutui”) [5] non c’è bisogno di cambiare le regole perché la BCE possa acquistare nuovi titoli pubblici, purché siano bond emessi dall’Eurozona.

 
[1] http://forum.corriere.it/scioglilingua/08-04-2010/la-montagna-ha-partorito-un-topolino-1520165.html
[2] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html
[3] Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html
[4]Quesito-proposta sulla violazione statutaria della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817602.html
[5] http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-09-01/l-eurozona-entra-era-tassi-sottozero-ecco-che-cosa-puo-fare-bce-e-cosa-puo-cambiare-i-mutui-115658.shtml 


 

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