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Dialogo breve con Davide Giacalone sui conti pubblici


Riporto il breve dialogo intercorso tra Davide Giacalone e me in calce a questo suo articolo sui conti pubblici, sul giornale on-line Gli Stati Generali:

BLOCCO, SFORAMENTO E RINVIO

12 agosto 2016

Fateci caso, una costante dei neo-liberisti (e degli appartenenti alla destra) è l’inclinazione irresistibile all’uso della proiezione, oltre a problemi con il principio di realtà. I due elementi sono collegati.



E’ noioso perfino ripeterlo: le solite fesserie neo-liberiste. 1. L'Italia è quasi l'unico Paese in UE28 che rispetta da anni il limite del 3% deficit/Pil.[1] 2. Poiché il peso degli interessi passivi è pari ora al 4,2%, se il deficit è all’1,8% vuol dire che c’è un avanzo primario (da anni, il più alto o tra i più alti in UE28[2]), che equivale a sottrarre risorse all’economia reale. 3. E’ ipocrita o da ignorante, perciò, meravigliarsi che l’Italia non cresca. 4. Con alle spalle una banca centrale degna di questo nome, come dimostrano gli USA, il Giappone o la Gran Bretagna, e perfino l’Eurozona a partire dal marzo 2015 (varo del QE), il debito pubblico non è un problema. 5. Il debito pubblico non va ridotto in recessione o stagnazione, sarebbe una misura pro ciclica ed aggraverebbe la crisi, a meno che non lo si faccia prendendo i soldi al 5% più ricco, a bassissima propensione al consumo.


Ma sì, facciamo crescere il debito, diabo bonus a chiunque, pratiochiamo un bel clientelismo generalizzato. I consumi non crescono perché la gente non è scema, cercando di risparmiare, e perché i soldi regalati se ne vanno in tariffe amministrate e crescita del gettito. E siccome la ripresa non parte, pur in condizioni favorevolissime, si dia la colpa all'euro, all'europa, alla storia, alla sorte, a tutti, fuorché ai dissoluti incoscienti che lasciano correre debito e deficit. Magari accusando di liberismo un mondo in cui la metà del pil è stesa pubblica. Spero tolgano presto la boccia.


1. Replica che trasuda moralismo indignato sospetto, tipico degli adepti al neo-liberismo, ideologia economica strampalata e spietata al soldo dei ricchi. 2. La questione è di una semplicità solare: è necessario implementare una politica economica anticiclica, espansiva in periodi di vacche magre (come oggi, anzi da 8 anni), restrittiva in fasi di vacche grasse (quindi occorre evitare gli eccessi anche del keynesismo). Come dimostrano i governi di tutti i colori: ad esempio, gli USA (Obama, democratico, keynesiano), la GB (Cameron, tory, neo-liberista), la Spagna (Rajoy, popolare, neo-liberista), la Francia (repubblicano Sarkozy, neo-liberista, e sedicente socialista Hollande), Giappone (destra e sinistra), tutti Paesi in cui si sono registrati durante la crisi deficit fino al 10% del Pil e aumenti del debito pubblico maggiori di quello italiano. 3. I consumi languono sia perché chi ha i soldi è restio a spenderli, sia perché i soldi negli ultimi 20-30 anni si sono concentrati nelle fasce alte, a bassa propensione al consumo, e ridotti nelle fasce basse, ad alta propensione al consumo. Occorre perciò redistribuirli. Invece si è fatto il contrario (v. le manovre correttive scandalosamente inique del governo Berlusconi-Tremonti varate nella scorsa legislatura, pari ad un ammontare complessivo di 267 mld cumulati, il quadruplo di quelle varate dal governo Monti, molto più eque, pari a 63 mld cumulati[3]). 4. Ripeto: il debito pubblico non è un grosso problema se lo Stato ha alle spalle una banca centrale degna di questo nome, in recessione o stagnazione ridurlo tagliando la spesa o aumentando le tasse non è una priorità, anzi è esiziale, a meno che non lo si riduca mediante un prelievo straordinario sulla ricchezza del 5% più ricco delle famiglie, a bassissima propensione al consumo.[4] Ciò che conta, poi, è il rapporto debito/Pil. 5. Puntualizzato che io non sono renziano, termino, per le cose da fare e dove destinare i soldi, con due citazioni dalla relazione 2016 del governatore Ignazio Visco,[5] col mio commento. La prima: “Come più volte e da più parti osservato, un rilancio degli investimenti in costruzioni, indirizzato soprattutto alla ristrutturazione del patrimonio esistente, alla valorizzazione delle strutture pubbliche e alla prevenzione dei rischi idro-geologici, avrebbe effetti importanti sull’occupazione e sull’attività economica”. (pag. 9). Se si aggiungono la green economy[6] e un Piano pluriennale di alloggi pubblici di qualità (scandalosamente carenti in Italia),[7] da locare ad affitto sociale, sono del tutto d’accordo con Visco. La seconda: “Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti; sono importanti un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l’innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi. Se i margini oggi disponibili nel bilancio sono limitati, è comunque possibile programmare l’attuazione di questi interventi su un orizzonte temporale più ampio”. (pagg. 12-13). A parte il mantra similscalfariano della riduzione del cuneo fiscale, che in una crisi da domanda è una sesquipedale fesseria, gli altri punti sono condivisibili, ma rinviati sostanzialmente alle calende greche, come se i poveri cristi senza reddito potessero aspettare. Ovviamente è un’eresia per Visco suggerire di prendere i soldi ai ricchi. Vedo che è un’eresia anche per Davide Giacalone, che infatti da bravo neo-liberista al soldo dei ricchi se ne è dimenticato. Ma nessuna dimenticanza – direbbe Freud – è casuale...


Fin qui i tagli non si sono visti e la politica economica è stata espansiva, sia a livello Bce che spesa pubblica nazionale. I risultati può ben vederli. Se solo toglie gli occhiali colorati d'ideologia.


1. Non proietti i suoi difetti, non sta bene ed è un segno di debolezza. 2. Ripeto: se c’è avanzo primario,[1] la politica economica non è espansiva, poiché sottrae risorse all’economia reale. Non lo sa? 3. Quella della BCE non è politica economica ma monetaria, che per ammissione della stessa BCE (v. le dichiarazioni del presidente Draghi, che invoca misure di politica fiscale degli Stati,[2] o il duplice potenziamento del QE), come si vede nella realtà e come ammettono ora perfino quasi tutti i neo-liberisti, che parlano anch’essi di fallimento del QE e di BCE disarmata e di moneta dall’elicottero (direttamente nelle tasche nei cittadini), non ha effetti sull’economia reale (né, come pretendono i neo-liberisti, sull’inflazione), se non sul servizio del debito pubblico (interessi passivi), poiché la domanda addizionale di titoli fa ovviamente crescere il loro valore e di conseguenza calare i rendimenti.

Note: [1] Avanzo Primario Italia (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5; 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2; 2014=1,6; 2015=1,6. Grafico del Giorno: Saldo Primario nei 27 paesi UE. Italia e Germania le piu’ virtuose http://scenarieconomici.it/grafico-del-giorno-saldo-primario-nei-27-paesi-ue-italia-e-germania-le-piu-virtuose/ . Deficit/Pil Italia (%) 1999=-2,00; 2000=-0,91; 2001=-3,19; 2002=-3,16; 2003=-3,65; 2004=-3,57; 2005=-4,49; 2006=-3,41; 2007=-1,59; 2008=-2,67; 2009=-5,45; 2010=-4,34; 2011=-3,72; 2012=-2,88; 2013=-2,78; 2014=-3,0; 2015=-2,6. [2] Draghi: Bce pronta ad agire Ma non può sostituire i governi http://www.corriere.it/economia/14_agosto_27/draghi-bce-pronta-ad-agire-9fab8b3a-2dfe-11e4-833a-cb521265f757.shtml  http://www.ilfoglio.it/economia/2016/02/15/draghi-torna-a-spronare-politici-europei-e-borse___1-v-138276-rubriche_c415.htm. [3] Il dilemma della Bce Guido Ascari - 13.01.15 http://www.lavoce.info/archives/32340/dilemma-bce/. Per un Quantitative easing efficace * Francesco Giavazzi e Guido Tabellini - 21.01.15 http://www.lavoce.info/archives/32488/per-qe-efficace/.

PS: Aggiungo questo articolo che ho omesso prima per un errore di copiaincolla: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-02-15/i-limiti-qe-versione-europea-082506.shtml.



Note


[1] Deficit/Pil Italia (%)1999=-2,00; 2000=-0,91; 2001=-3,19; 2002=-3,16; 2003=-3,65; 2004=-3,57; 2005=-4,49; 2006=-3,41; 2007=-1,59; 2008=-2,67; 2009=-5,45; 2010=-4,34; 2011=-3,72; 2012=-2,88; 2013=-2,78; 2014=-3,0; 2015=-2,6.


[2] Avanzo Primario Italia (%) 1999=4,9; 2000=5,5; 2001=3,2; 2002=2,7; 2003=1,6; 2004=1,2; 2005=0,3; 2006=1,3; 2007=3,5; 2008=2,5; 2009=-0,7; 2010=-0,10; 2011=1,0; 2012=2,5; 2013=2,2; 2014=1,6; 2015=1,6.


Grafico del Giorno: Saldo Primario nei 27 paesi UE. Italia e Germania le piu’ virtuose


[3] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[4] Piano taglia-debito per la crescita


[5] Banca d’Italia – Relazione annuale sul 2015

31 maggio 2016


[6] Green economy e prospettive industriali

Di Roberto Romano - 21 maggio 2016


[7] La casa è un diritto essenziale


Alloggi pubblici. Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!

“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale” 2011-2012

link sostituito da:


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Piano taglia-debito per la crescita

 
Piano taglia debito: Montezemolo lo rilancia, ma nessuno ascolta
Guido Salerno, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 24/09/2013 16:51 CEST  |  Aggiornato: 24/09/2013 16:51 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/09/24/taglia-debito-montezemolo_n_3982036.html  
 
 
Osservo:

1. Secondo la Banca d’Italia, negli ultimi 15-20 anni, l’aumento del debito pubblico è dovuto agli interessi passivi, non alla spesa primaria; [1] agli interessi passivi si sono aggiunti ora i conferimenti al MES (aiuti ai Paesi in difficoltà [2]);

2. infatti, da anni esiste un avanzo primario (cioè il saldo tra la spesa pubblica e gli interessi passivi): cospicuo durante il breve 2° governo Prodi, quasi azzerato dal precedente e dal successivo governo Berlusconi-Tremonti; avanzo poi ricostituito negli ultimi 3 anni ed ora il più alto in UE27, [3] al prezzo di manovre correttive per oltre 300 (trecento) mld, addossate in gran parte sui ceti medio e basso; [4]

3. alcune riforme strutturali – le pensioni - sono state fatte e stanno portando e porteranno risparmi per centinaia di mld entro il 2060 (resta inevasa unicamente la questione delle cosiddette pensioni d’oro); [5] 

4. per finanziare una crescita congrua ed occuparsi dei disoccupati e dei pensionati (con pensioni basse) ad alta propensione al consumo occorrono risorse, da prendere agli unici che ora le hanno: i potentissimi ricchi, tutelati dal miliardario SB, che controllano i media e fanno terrorismo informativo, perciò si tergiversa e finché ci sarà SB non lo si farà mai (anzi si danno soldi ai ricchi con l'abolizione dell'IMU per tutti);

5. infatti, è evidente che delle due l’una: o si adottano - per realismo, per carità, dato l’assetto politico attuale – misure di basso profilo, per giunta in contraddizione tra loro (vedi la restituzione dell’IMU ai ricchi ed ai proprietari di case – gravame medio annuo pari a 225 € e l’85% ha pagato meno di 400 €), [6] anziché, più correttamente dal punto di vista tecnico-economico e dell’equità, utilizzare i 4 mld per finanziare la riduzione delle imposte sui redditi bassi o un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici o misure di welfare come i sussidi all’affitto); o si varano misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per permettere all’Italia, in crisi grave, di agganciare la ripresa economica; tertium non datur;

6. ci sono già sul tavolo varie proposte sia di imposta patrimoniale che di abbattimento congruo (150-200 mld) del debito pubblico, per ridurre celermente i gravosi interessi passivi, variamente modulate, una persino di Alfano, [7] per lo più basate, non su un contributo doverosissimo dei superricchi, ma sulla vendita di asset pubblici (cioè di noi tutti) o sul conferimento di asset pubblici ad un fondo apposito, come auspicato dall’autore di questo articolo;

In termini strutturali, il deficit è già prossimo allo zero, tra i migliori in UE27 (cfr. Le stime del governo sui conti pubblici  http://www.repubblica.it/economia/2013/09/20/news/le_stime_del_governo_sui_conti_pubblici-66975551/ ).
In recessione, la riduzione del debito non è una priorità, anzi è esiziale, salvo che a) non sia finalizzato alla riduzione consistente degli interessi passivi, per liberare risorse congrue da destinare alla crescita; b) non ricada esclusivamente sui ricchi.
In ogni caso, le opzioni per ridurlo sono essenzialmente 3:
1. come decisero Prodi e Padoa-Schioppa, gradualmente contenendo l’aumento di spesa entro, poniamo, il 50% della variazione del PIL o dell’inflazione, ma occorrono molti anni;
2. vendendo asset pubblici oppure, in alternativa, conferendoli ad un fondo che si finanzi sul mercato, a tassi più vantaggiosi, per una cifra importante (almeno 150 mld), ma i beni pubblici: a) sono di tutti, ricchi e poveri; b) sono a garanzia del debito pubblico; e c) in passato, la loro vendita spesso si è risolta in una svendita;
3. varando (come hanno proposto alcuni, anche ricchi) un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso su una platea selezionata (la metà del decile più ricco, che possiede una ricchezza di circa 2.000 mld), per un ammontare di 150-200 mld.
La maggioranza delle proposte dei ricchi è per l’opzione 2; io sono per la terza opzione; non bisognerebbe dividersi, noi non ricchi, e fare ammuina.
 
7. vista l’ignoranza dei più, vale la pena di guardare meglio il colossale aggiustamento dei conti pubblici avvenuto nella scorsa legislatura, soprattutto a partire dal maggio 2010 (DL 78, convertito dalla legge 122), dopo lo scoppio della crisi greca: esso, ripeto, è ammontato alla stratosferica cifra di 330 mld: 4/5 ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti; 1/5 attribuibile al governo Monti:
riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
totale 329,5 mld. [4]
addossati in grandissima parte sui ceti con maggiore propensione al consumo: medio e basso e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale; perché meravigliarsi ora degli effetti recessivi?

8. Riepilogando, la crisi economica dura da 5 anni e perdurerà a lungo; in una situazione siffatta, il nostro Paese rischia di andare a fondo (stanno chiudendo o delocalizzando migliaia di imprese) e c'è bisogno, non di pannicelli caldi, ma di misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per evitarlo dell'ordine di 150-200 mld, da prendere ai ricchi (gli unici che ora hanno i soldi) mediante un’imposta patrimoniale ed un prestito forzoso sulla metà del decile più ricco delle famiglie, [8] a bassa propensione al consumo e perciò con scarsi effetti recessivi (come anche qualche sparuto borghese illuminato propone). 

[1] AQQ21-Dossier Debito pubblico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html
[2] Meccanismo europeo di stabilità
http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_europeo_di_stabilit%C3%A0
Conferimenti dell’Italia al MES: 45 mld nel 2012(fonte: Intervista del governatore Ignazio Visco al Corriere del 07-07-2012  http://www.corriere.it/economia/12_luglio_07/intervista-visco-governatore-bankitalia-de-bortoli_e779b78c-c87c-11e1-9d90-c5d49ff3a387.shtml).
Nei prossimi cinque anni il contributo italiano ai meccanismi di supporto finanziario varati dalla Ue raggiungerà i 303,7 miliardi (55,06 nel 2013; 61,71 nel 2014; 62,07 nel 2015; 62,33 nel 2016 e 62,51 nel 2017). [Passata la crisi, essi saranno di 125 mld, pari al 17,9137% del totale del fondo di 700 mld, e che è pari alla quota dell'Italia nel capitale della BCE].
http://www.businesspeople.it/Business/Economia/Aiuti-Ue-l-Italia-contribuira-con-300-miliardi-in-cinque-anni_47435
[3] Grafico del Giorno: Saldo Primario nei 27 paesi UE. Italia e Germania le piu’ virtuose
http://www.scenarieconomici.it/grafico-del-giorno-saldo-primario-nei-27-paesi-ue-italia-e-germania-le-piu-virtuose/
[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[5] AQQ/24 - Spesa pensionistica  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
[6] 12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781756.html
[7] Dossier Imposta Patrimoniale (all’interno, l’elenco ulteriore nell’articolo della CGIL)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
Cessioni, rientro di capitali e Btp più lunghi. Sei ipotesi per tagliare il debito pubblico
http://www.corriere.it/economia/12_agosto_08/cessioni-rientro-di-capitali-e-btp-piu-lunghi-le-sei-mosse-per-tagliare-il-debito-pubblico-massimo-mucchetti_fccef4e6-e11b-11e1-9040-4b74873c03cd.shtml
Attaccare il debito (ma di brutto)
http://www.ilfoglio.it/soloqui/12287
[8] La ricchezza delle famiglie italiane - anno 2011, n. 65 - 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
link sostituito da:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricchezza-famiglie-italiane/2012-ricchezza-famiglie/suppl_65_12.pdf  



Aggiornamento
 
Fondo Monetario Internazionale, la proposta: prelievo del 10% sulla ricchezza per ridurre il debito
L'Huffington Post  | Pubblicato: 16/10/2013 
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/16/fmi-prelievo-famiglie_n_4107293.html

Piketty: "L'economia è soffocata dal denaro. Come ai tempi di Marx"
Lo studioso francese analizza tre secoli di evoluzione dei paesi occidentali: "La rendita cresce più del Pil, per questo aumenta la disuguaglianza"
di Fabio Gambaro
06 marzo 2014
http://www.repubblica.it/cultura/2014/03/06/news/piketty_l_economia_soffocata_dal_denaro_come_ai_tempi_di_marx-80333829/

 

Appendice
 
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Daniele De Pedis
2 Fan
11:53 su 25/09/2013
Altra soluzione, che io preferisco perche' piu' chiara ma equivalente a quella proposta da Montezemolo, e' una patrimoniale secca su depositi bancari e azioni, da valutare nella consistenza ma diciamo dell'ordine del 0.5%.
Questa fu la "cura" Amato nel 1992. Mi sembra che nessuno mori' e quella soluzione permise all'Italia di uscire dal tunnel in cui si era cacciata con le politiche di Craxi e compagni.
In diversa forma, ma con uguale sostanza, la cosa fu ripetuta nel 1998 con Prodi per entrare nell'euro. Di nuovo nessuno mori' !!
 
Vincesko
28 Fan
22:44 su 25/09/2013
E che cosa risolveresti? Alla fine del 2011, secondo la Banca d'Italia, [*] le attività finanziarie ammontavano a 3.500 miliardi di euro, di cui i depositi ammontavano a circa 1.000 mld e obbligazioni private, titoli esteri, prestiti alle cooperative, azioni e altre partecipazioni e quote di fondi comuni di investimento a circa 1.500 mld, per un totale di 2.500 mld. Applicando lo 0,5%, si ricaverebbero 12,5 mld, pari a 1/12 degli almeno 150 mld che servirebbero.
Lo 0,6% deciso da Amato fu soltanto una delle varie misure della sua famosa legge finanziaria di 90.000 mld di Lire.

[*] La ricchezza delle famiglie italiane - anno 2011, n. 65 - 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
  
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Daniele De Pedis
2 Fan
14:09 su 26/09/2013
Grazie per i riferimenti che dai in quest'ultima pagina.
Mi trovi d'accordo su tutto il tuo scritto.
Pero' ti faccio notare che le tue proposte al punto 4 e al punto 8 sono del tutto simili alla mia proposta di patrimoniale alla quale mi hai risposto ieri (per inciso lo 0.5% farebbe 17.5 mld e non 12.5 come quotavi tu. Probabilmente un errore di battitura!).
Leggendo la tua risposta, in un primo momento, ho creduto che tu non fossi d'accordo sulla patrimoniale in se, ora leggendo questo tuo esauriente post mi sono tranquillizzato!
 
Vincesko
28 Fan
15:26 su 26/09/2013
Faccio alcune precisazioni: 
a) l'imposta patrimoniale (mio cavallo di battaglia da 3 anni) può essere o ordinaria a bassa aliquota prevedendo una franchigia (come in Francia) o straordinaria ad aliquota elevata (vedi dossier); 
b) in alternativa a quest'ultima, alcuni (ad es. Fitoussi) propongono un prestito forzoso su una platea selezionata, a basso interesse. Il prestito può essere redimibile o irredimibile (nella storia italiana, ci sono già stati prestiti irredimibili);
c) in alternativa ancora, alcuni propongono o la vendita di asset pubblici o il loro conferimento in un fondo apposito;
d) nella base di calcolo, vanno incluse anche - e soprattutto - le attività reali (fabbricati, ecc.) che valgono, al netto dei debiti, circa 5 mila mld; 
e) lo 0,5% non va applicato sull'intero ammontare della ricchezza finanziaria di 3.500 mld, poiché vi sono inclusi i titoli di Stato (sicuramente esenti) ed altre voci che prudenzialmente ho escluso dalla base di calcolo (v. report della Banca d'Italia); in ogni caso, è un calcolo estimativo approssimativo e poi occorre ben altro importo.
E la scelta più razionale ed opportuna sarebbe un mix di misure: l'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota per co-finanziare misure di welfare; il prestito forzoso di 150-200 mld, per ridurre celermente il debito e gli interessi passivi e liberare risorse congrue per la crescita.

Ho riportato tutto, con ulteriori osservazioni, in questo mio 'post':

"Piano taglia-debito per la crescita"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
 
  

IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/8

 

Pubblico la lettera che ho inviato il giorno 5 marzo scorso al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
 
Avevo già in programma di pubblicarla oggi ed è solo una fortuita coincidenza che segua all’apparizione del ministro Tremonti ad Annozero. Non ho ricevuto finora risposta, né so nemmeno se egli l’abbia letta. Un solo indizio – un lapsus linguae - però me lo lascia pensare: quando egli ha affermato: “Non mi riconosco nella serie storica prospettata da Scalfari”. Ma Scalfari non aveva prospettato nessuna serie storica, aveva soltanto fatto, come premessa, un excursus storico-economico.
 
Infine, sottolineo molto volentieri l’intervento del giovane che, al termine della trasmissione, rivolto al ministro, ha detto: “Insomma stasera abbiamo capito che lei non capisce niente di economia”. Io lo affermo da una decina d’anni e ne scrivo da tre (da quando frequento il web); e mi sono sempre augurato che questo divenisse senso comune.      
 
 
Egr. Sig. Ministro Tremonti,
 
Ci deve essere un motivo se una persona sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di destra, e questo motivo deve avere a che fare per forza con il suo retroterra educativo.
 
Ascoltando la Sua intervista al "GR3" di stamane (ma lo stesso discorso vale per tutte le più o meno recenti Sue dichiarazioni), sembra di essere davanti alla solita "diagnosi": non tanto – come scrisse tempo fa Massimo Giannini – di sdoppiamento della personalità alla Dottor Jekill e Mister Hyde, ma di un Suo irresistibile, quasi compulsivo, invero un po‘ schizoide bisogno di scaricarsi la coscienza delle conseguenze negative causate dalle Sue scelte – passate, presenti e future - di governo, riferendole ad altri, situandole in un tempo (ecco allora le Sue onnipresenti divagazioni storico-filosofiche) o in una realtà (ecco allora l’allusione ai Paesi arabi) lontani da quelli sotto il Suo controllo e la Sua responsabilità.
 
Lei ha affermato al “GR3” che le rivolte dei popoli arabi sono dovute alle disuguaglianze sociali. Ma dovrebbe sapere – anzi, Lei certamente saprà - che “Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.
http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/
http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf  
 
Allora, che cosa teme, Sig. Ministro; quale rischio vuole esorcizzare; quale colpa vuole allontanare da sé, dalle Sue spalle e dalla Sua coscienza? Che il popolo italiano, la parte meno ricca e più “disuguale” di esso, Le presenti il conto della sottrazione al Sud dei fondi FAS o del mancato appoggio al G20 – contraddicendo se stesso - all’introduzione della TTF o del varo della manovra correttiva 2010?
 
Una manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana e che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anti-crisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti! – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, LSU, ecc.).
 
E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti, in quanto fornitori del SSN) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi: i primi tre italiani nella classifica “Forbes“ 2010), o milionari (come Lei, Passera, Profumo, Montezemolo), o abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti), o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici (come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari - Lei lo sa - ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
 
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
 
Lei ha un alto concetto di sé (apparentemente, perché è smentito nei fatti dalla Sua permalosità e vulnerabilità alle critiche ed ai giudizi negativi e dal Suo incomprimibile bisogno di vendicarsi con chi Glieli rivolge). Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti, cioè Lei:
 
1) PIL. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi e Lei o siete due incompetenti o portate iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi Berlusconi-Tremonti. E’ di pochi giorni fa la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
 
Il debito pubblico è cresciuto durante i Vostri governi di centrodestra non per gli investimenti, ma come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate correnti e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai Suoi proclami, ai Suoi tagli ed ai Suoi patti di stabilità, è cresciuta in media di oltre il 4,6 %.
 
In conclusione, Sig. Ministro, il Segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo il varo della manovra correttiva 2010, affermò a “l’Unità“: «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?». Egli si riferiva evidentemente a Berlusconi, facendo finta di non sapere che il vero autore della manovra correttiva è Lei (con l’aiuto di Sacconi, Bonanni, Angeletti e Marcegaglia). Rammenta? Lei, dopo, ebbe anche l’impudenza di affermare: “Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale" (cfr.   http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276  ).
 
Io non credo – essendo agnostico – nella punizione divina, né – essendo razionale - in quella che Freud chiama “l’onnipotenza del pensiero“, riferendosi al potere iettatorio, ma è indubbio che sia io (che ho dovuto chiudere, due anni fa, a causa della terribile crisi economica e di altro problema di forza maggiore, il mio studio di consulenza alle imprese e perderò quasi 20 mila € in un solo anno di mancato introito pensionistico), sia le centinaia di migliaia, forse milioni, di altre analoghe vittime delle Sue crudeli e molto inique decisioni, quasi sicuramente non possiamo far sentire la nostra voce di protesta, ma un “pensierino“, stia sicuro, Glielo rivolgiamo.
 
 Distinti saluti

 

 

 

 

 

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