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La BCE continua il suo lento percorso di revisione delle proprie regole di politica monetaria neoliberiste e monetariste



Segnalo il documento diffuso in data odierna dalla Banca d’Italia “Dichiarazione sulla strategia di politica monetaria della BCE”.

Da esso si possono trarre tre importanti osservazioni, oltre a quella che la BCE, a partire dal 2015, continua il suo lento percorso di revisione delle proprie regole di politica monetaria neoliberiste e monetariste.

i) Viene confermato che la BCE non ha un unico obiettivo, la stabilità dei prezzi, come pensano quasi tutti, per colpa principale della stessa BCE e del suo allora presidente Mario Draghi, ma due obiettivi. Il secondo è rappresentato, in definitiva, dalla piena occupazione e dal progresso sociale, che costituiscono il nocciolo della missione dell’Unione Europea, fissata dal fondamentale art. 3 del TUE.

ii) L’obiettivo di inflazione a medio termine per l’Eurozona (finora, “sotto ma vicino al 2%”, vale a dire 1,7-1,8%) viene elevato al 2%.

iii) Infine, viene stabilita la regola della simmetria, per cui si interverrà in caso di scostamenti dall’obiettivo d’inflazione sia positivi che negativi.

 

2.      2.      La strategia di politica monetaria della BCE è ispirata e vincolata dal mandato conferitole dal Trattato sull'Unione europea e dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'obiettivo primario della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. Fatto salvo tale obiettivo, l'Eurosistema sostiene le politiche economiche generali nell'UE al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea. Questi obiettivi includono una crescita economica equilibrata, un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. L'Eurosistema inoltre contribuisce a una buona conduzione delle politiche perseguite dalle autorità competenti per quanto riguarda la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e la stabilità del sistema finanziario.

5.     5.      Il Consiglio direttivo ritiene che il miglior modo per mantenere la stabilità dei prezzi sia perseguire un livello dell'inflazione del 2% a medio termine. Il Consiglio direttivo persegue tale obiettivo in modo simmetrico. La simmetria implica che scostamenti negativi e positivi da questo obiettivo siano considerati ugualmente inopportuni. L'obiettivo di inflazione del 2% offre un chiaro ancoraggio per le aspettative di inflazione, che è essenziale per mantenere la stabilità dei prezzi. 

 

Articolo e post collegati:

La resipiscenza tardiva del Governatore Ignazio Visco sugli obiettivi della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2871353.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/12/la-resipiscenza-tardiva-del-governatore.html

Nel Direttivo della Bce tornano a volare i falchi dell'austerity: segnale d'allarme per Roma
25 luglio 2021
https://www.iltempo.it/economia/2021/07/25/news/falchi-austerity-direttivo-banca-centrale-europea-allarme-italia-germania-tassi-inflazione-28097233/

Post su Draghi e la BCE 

Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lo-schiaffo-benvenuto-di-draghi-alla.html 

Quesito aperto a Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2815556.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/quesito-aperto-mario-draghi.html
 
Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/mario-draghi-dottor-jekyll-e-signor-hyde.html
 
Draghi e l’obiettivo dell’inflazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819224.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/draghi-e-lobiettivo-dellinflazione.html
 
Draghi, incongruenze o misfatti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822406.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/draghi-incongruenze-o-misfatti.html
 
Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/mario-draghi.html
 
Mario Draghi e Jens Weidmann
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825389.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/mario-draghi-e-jens-weidmann.html
 
Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2831066.html   oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/mario-draghi-confessa-che-la-bce-viola.html
 
 
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Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-tra-il-prof-paolo-pini-e-me-sui.html
 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/appelli-o-minacce-forti.html
 
Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/dialogo-sui-poteri-gli-obiettivi-e-le.html
 
BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821145.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/bce-il-re-e-nudo-dialogo-con-carlo.html 
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/qe-gli-obiettivi-ed-i-poteri-della-bce.html
 
Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824814.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/ancora-sugli-errori-dei-professori-di.html
 
Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html
 
Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825594.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-acceso-tra-quarantotto-luciano.html
 
Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826584.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-con-vincenzo-comito-sulla-bce.html
 
Quantitative easing e uscita dalla crisi economica
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http://vincesko.blogspot.com/2015/08/quantitative-easing-e-uscita-dalla.html
 
Dialogo (botta e risposta) sulla Grecia e la BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827251.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-botta-e-risposta-sulla-grecia-e.html
 
La BCE a trazione tedesca le spara grosse
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829649.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/la-bce-trazione-tedesca-le-spara-grosse.html
 
Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html
 
Risposta della BCE alla petizione sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845626.html  oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/risposta-della-bce-alla-petizione-sulla.html
 
Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html 
 

 

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permalink | inviato da magnagrecia il 22/7/2021 alle 23:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il bino Draghi

 


IL REALISMO GENEROSO DI DRAGHI
LA CRISI EUROPEA DEI VACCINI/FARE PRESTO FARE TUTTI INSIEME 
ROBERTO NAPOLETANO | 25 FEB. 2021 22:47 | 1
https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/politica/2021/02/25/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-il-realismo-generoso-di-draghi/ 

 

Direttore Napoletano, Lei ha troppo entusiasmo per Draghi.

Parliamoci chiaro. Draghi ha iniziato la sua presidenza della BCE l’1.11.2011, in sostituzione di Trichet. L'ho già scritto[1]: i FATTI attestano che il Consiglio Direttivo della BCE presieduta da Draghi ha deliberato una politica monetaria effettivamente espansiva (QE) nel gennaio 2015 e l'ha implementata ( = attivata) nel marzo successivo. Esattamente con 6 (anni) di ritardo rispetto alla FED e alla BoE. E l'ha fatto in misura insufficiente, poi si è corretto strada facendo. Nel frattempo, in alcuni Paesi, tra i quali l'Italia, ci sono state: una doppia, profonda recessione (la Grande Recessione) e conseguenze nefaste paragonabili a quelle di una guerra. Non dico che sia tutta o soltanto colpa della BCE di Draghi, ma essa ha contribuito nascondendo sistematicamente al popolo europeo che lo statuto della BCE contempla non uno soltanto (la stabilità dei prezzi) ma due obiettivi, ed il secondo fa riferimento alla missione dell’UE statuita dal fondamentale art. 3 del TUE, che è la piena occupazione e il progresso sociale, obiettivo statutario che essa BCE ha violato per 5 (cinque) anni!

Io giudico dai FATTI. Ci sono due Draghi: una metà buona e una cattiva. La scelta dell'"ignorante" Giavazzi, neo-liberista, propugnatore della fallace e ossimorica "austerità espansiva" (teorizzata dal suo amico e defunto Alesina) o della teoria altrettanto fallace dei moltiplicatori correlati a meno tasse e più tagli di spesa (applicate pedissequamente e improvvidamente dall'UE) come suo consigliere economico lascia presagire che, almeno in economia, stia prevalendo la sua metà cattiva. Perché Draghi dovrebbe sapere che Giavazzi, anziché fare ammenda e tacere, continua a propalare dal pulpito del Corriere della Sera le sue fesserie.

Vedremo gli sviluppi, ma la inviterei ad essere meno entusiasta a priori e più analista critico dei fatti e delle decisioni concrete, come prima dell’incompetente Conte, ora del bino Draghi.

 

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[1]https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/2020/12/16/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltavoce-dellitalia-ma-impariamo-a-spendere-i-soldi/  

https://www.quotidianodelsud.it/laltravoce-dellitalia/gli-editoriali/2021/02/03/leditoriale-di-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-draghi-come-de-gasperi-per-il-nuovo-dopoguerra/

  

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 https://vincesko.blogspot.com/2021/02/il-bino-draghi.html

 

 

 


Il debito pubblico italiano è sostenibile


Segnalo il comunicato di ieri della BCE.[1] Da esso si evince che l’utile netto della BCE, pari a 1,6 mld, in calo rispetto al 2019, è interamente distribuito alle banche centrali nazionali, tra cui la Banca d’Italia (nella misura del quasi 17,5% del totale, cioè la quota “corretta” di partecipazione dell’Italia nel capitale della BCE), la quale a sua volta lo girerà quasi integralmente al Tesoro.

Evidenzio che questo meccanismo virtuoso, che si estende ai titoli pubblici (di ammontare molto più elevato) acquistati direttamente dalla Banca d’Italia, alleggerirà ulteriormente il carico della spesa per interessi passivi, già ridottosi notevolmente dal 2012 (86 mld) grazie alla diminuzione dei tassi d’interesse sul debito, riducendo il circolo vizioso che ha caratterizzato per decenni il debito pubblico italiano, che cresce esclusivamente a causa degli interessi passivi, gravati da tassi di interesse elevati, doppi o tripli rispetto alla Francia e alla Germania. Alla fine del 2019, nonostante l’aumento del debito di circa 400 mld rispetto al 2012,[2] la spesa annua per interessi passivi è calata di 20 mld. E questo trend è il più probabile nei prossimi anni.[3]

Non dico che esso non sia un grosso problema, ma quando ascoltate o leggete i catastrofisti sul debito pubblico italiano fuori controllo, dite loro che ora esso è più sotto controllo di quanto lo fosse 10 anni fa, quando, peraltro, era giudicato tra i più sostenibili nel lungo periodo. Perché, finalmente, sono mutati sostanzialmente i fattori esogeni (politica monetaria della BCE, che è lascito della presidenza Draghi dal 2015, e politica economica della Unione Europea meno a trazione della Germania ordoliberista e antitaliana). 

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[1] Comunicato stampa 18 febbraio 2021
Bilancio della BCE per il 2020
• L’utile netto della BCE ammonta a 1,6 miliardi di euro (2,4 miliardi nel 2019) ed è distribuito integralmente alle banche centrali nazionali
• Gli interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria si collocano a 1,3 miliardi di euro (1,4 miliardi nel 2019)
• Il totale di bilancio della BCE è aumentato, portandosi a 569 miliardi di euro (457 miliardi nel 2019)
Il bilancio 2020 della Banca centrale europea (BCE), sottoposto a revisione, evidenzia un utile d’esercizio pari a 1.643 milioni di euro (2.366 milioni nel 2019). La diminuzione di 722 milioni di euro rispetto all’anno precedente è dovuta principalmente alla riduzione degli interessi attivi netti sulle riserve valutarie e sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria. Il Consiglio direttivo ha inoltre deciso di effettuare un trasferimento di 48 milioni di euro al fondo di accantonamento a fronte dei rischi finanziari della BCE, che ha determinato una diminuzione dell’utile della Banca per un importo equivalente.
Nel 2020 si rilevano interessi attivi netti per 2.017 milioni di euro (2.686 milioni nel 2019). Gli interessi attivi netti sulle riserve ufficiali sono diminuiti, portandosi a 474 milioni di euro (1.052 milioni nel 2019), per effetto della riduzione degli interessi derivanti dal portafoglio in dollari statunitensi. Gli interessi attivi netti generati dai titoli detenuti per finalità di politica monetaria sono scesi a 1.337 milioni di euro (1.447 milioni nel 2019), principalmente a seguito della flessione degli interessi attivi rivenienti dal Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme, SMP) dovuta ai rimborsi.
Gli utili realizzati su operazioni finanziarie ammontano a 342 milioni di euro (197 milioni nel 2019). L’aumento è da ricondurre in gran parte ai più elevati utili da prezzo sulla vendita di titoli denominati in dollari statunitensi, il cui valore di mercato ha beneficiato della diminuzione dei rendimenti obbligazionari in dollari statunitensi nel 2020
https://www.bancaditalia.it/media/bce-comunicati/documenti/2021/ecb.pr210218.it.pdf  

[2] Andamento del debito negli ultimi anni confrontato con il PIL (in milioni di €):

AnnoDebito (MEuro)PIL (MEuro)% sul PIL
20051.512.7791.429.479101,90%
20061.582.0091.485.377102,60%
20071.602.1151.546.177103,60%
20081.666.6031.567.761102,40%
20091.763.8641.519.702112,50%
20101.843.0151.548.816115,40%
20111.897.9001.580.220116,50%
20121.989.7811.613.265123,40%
20132.070.2281.604.599129,00%
20142.137.3221.621.827131,80%
20152.239.3041.655.355135,30%
20162.285.6191.695.787134,80%
20172.329.5531.736.593134,10%
20182.380.4921.766.168134,80%
20192.409.8411.787.664134,80%

https://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico

[3] Ma c’è un paradosso: gestire questo debito sempre più enorme costa sempre meno. È la stessa stima di UniCredit a disegnare tre scenari per il decennio 2021-2030. Nello scenario market-base, quello ritenuto più probabile, nei prossimi dieci anni l’Italia spenderà 630 miliardi di euro per pagare gli interessi sul suo debito pubblico, cioè meno dei 707 miliardi pagati per gli interessi tra il 2010 e il 2019 e dei 727 miliardi spesi nel decennio 2000-2009. Anche in rapporto al Pil la spesa annua per interessi sul debito pubblico cala: è prevista al 3,4% il prossimo decennio, è stata al 4,2% nel decennio che si conclude ora e del 5% in quello precedente. Negli altri due scenari indicati da UniCredit le cifre cambiano: la spesa complessiva scende a 563 miliardi nello scenario “benigno” mentre sale a 1006 miliardi in quello “negativo”. La prospettiva “benigna”, basata su uno spread Btp-Bund attorno ai 125 punti, è considerata più probabile, perché «in linea con ulteriori passi avanti presi dagli Stati membri verso una maggiore integrazione europea» (il report era stato scritto prima dell’accordo del 21 luglio sul Recovery Fund).
https://www.avvenire.it/economia/pagine/debito-pubblico-altro-record-ma-cala-la-spesa-per-interessi 

 

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 https://vincesko.blogspot.com/2021/02/il-debito-pubblico-italiano-e.html

 

 

 

 


La resipiscenza tardiva del Governatore Ignazio Visco sugli obiettivi della BCE



Com’è noto ai lettori di questo blog, denuncio da sette anni la BUFALA, ormai mondiale, che la BCE ha un unico obiettivo statutario, la stabilità dei prezzi, bufala che ha come vittime quasi tutti gli economisti italiani e forse del mondo.[1]

Come forse è altrettanto noto, il protagonista assoluto della diffusione consapevole di questa BUFALA è l’ex presidente della BCE Mario Draghi.[2] Subito dopo viene il presidente della banca centrale tedesca Jens Weidmann.[3]

Voi non ci crederete, ma nel novero degli inconsapevoli propalatori sono incline a credere ci sia anche l’ex DG di Bankitalia Salvatore Rossi,[4] ma non sono sicurissimo che lo faccia inconsapevolmente.

In ogni caso, sono invece quasi sicuro che esponenti sia della BCE che della Banca d’Italia lo facciano inconsapevolmente, influenzati dai loro capi e dai documenti che sia la BCE che la Banca d’Italia diffondono periodicamente e che spiegano che la BCE abbia un unico obiettivo, e spesso lo fanno citando il vecchio testo superato dello statuto della BCE e non l’ultimo modificato dopo il Trattato di Lisbona.

Come è successo qualche mese fa alla Banca d’Italia.[5] Alla cui risposta molto deludente fui costretto a replicare manifestando la mia insoddisfazione.[6]

Leggo abbastanza assiduamente le dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e perciò non mi risulta che egli abbia partecipato, assieme alla protagonista BCE, a propalare la bufala. Anzi, se gli si può addebitare qualcosa è proprio che non ha mai fatto chiarezza sugli obiettivi della BCE.

Fa eccezione soltanto un suo recente colloquio, il 28.09 scorso, con Repubblica, in cui egli ha finalmente precisato che la BCE in questa fase, come la FED, ha due obiettivi, non uno soltanto: la stabilità dei prezzi e la crescita.

Bce: Visco, in questa fase e' come la Fed, ha due obiettivi
(AGI) - Roma, 28 set. - La Bce? In questa fase "e' esattamente come la Fed: il nostro obiettivo e' accrescere la domanda e l'occupazione per ottenere una stabilita' dei prezzi in linea con i nostri obiettivi". Lo dichiara in un colloquio con Repubblica, a margine del Festival Economia di Trento, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, per il quale si dice sempre che gli Stati Uniti "hanno un obiettivo duale; noi singolo. Ma non e' cosi'. Noi abbiamo un obiettivo primario che e' la stabilita' dei prezzi. Ma poi abbiamo quello, scritto nel Trattato, in base al quale, pur soggetti alla stabilita' dei prezzi, dobbiamo fare di tutto per contribuire agli obiettivi dell'Unione europea". E gli obiettivi, semmai, "sono la piena occupazione con uno stato sociale soddisfacente, e la stabilita' finanziaria". Pertanto, "esattamente come la Fed". Percio' quello di dire che la Fed ha due obiettivi inflazione e occupazione e la Bce uno solo, per Visco "e' un falso dilemma". (AGI)Rm3/Gip.[7]

Che è esattamente ciò che sostengo io dal 2013[8] e, da ultimo, anche in un mio saggio del 2018.[9] Osservo, infatti, che è una fase (di deflazione o troppo bassa inflazione) che dura dal lontano 2013, talché nel novembre 2014 presentai una petizione al Parlamento Europeo contro la BCE per violazione del proprio statuto, che è ancora all’esame della Commissione PETI, dopo due tentativi del segretariato di commissione di archiviarla, a seguito della risposta evasiva, incoerente e insufficiente della BCE, come da me segnalato e motivato alla predetta Commissione,[10] i cui coordinatori decisero di mantenerla all’esame.

Infatti, la BCE di Draghi ha continuato a violare il proprio statuto, derivato dai Trattati, ed ha aspettato altri due anni per dare avvio al QE (marzo 2015), con esattamente 6 anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, ed ancor più alla BoJ. Nel frattempo, in Italia, c'è stata una doppia, profonda recessione, con conseguenze negative equivalenti a quelle di una guerra. E per salvarsi la coscienza e nascondere le sue responsabilità ha occultato accuratamente il secondo obiettivo statutario (si vedano i miei post sotto), ingannando quasi tutti, inclusi gli esperti e premi Nobel.

 

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[1] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html

[2] Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2831066.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/mario-draghi-confessa-che-la-bce-viola.html

[3] Il bugiardo e imbroglione Jens Weidmann e la massima di Goebbels
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845940.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/il-bugiardo-e-imbroglione-jens-weidmann.html

[4] Lettera al Dottor Salvatore Rossi e al Professor Jean Paul Fitoussi sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2866297.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2019/06/lettera-al-dottor-salvatore-rossi-e-al.html 

[5] L’ignoranza dello Statuto della BCE sembra aver fatto un’altra vittima illustre: la Banca d’Italia. Come istituzione, poiché era già successo col suo ex direttore generale (v. appresso). Pubblico la lettera che ho inviato pochi giorni fa alla nostra banca centrale, dopo aver letto un suo documento in cui è stato commesso un errore di citazione del predetto statuto. Errore che mi è servito per sviluppare un esame critico dello statuto, della sua scarsissima conoscenza, alimentata dalla stessa BCE, e delle conseguenze della sua errata interpretazione ed applicazione. Esame che ho concluso con questo invito: Pertanto, sarebbe benvenuta una Vostra analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, fedele alla lettera e allo spirito dello Statuto BCE, derivato dai Trattati, a beneficio soprattutto del tedesco Jens Weidmann e dell’olandese Klaas Knot. Rispettivamente, presidente della banca centrale tedesca e presidente della banca centrale olandese.

Lettera alla Banca d’Italia sulla sua errata citazione dello Statuto BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2868142.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2019/12/lettera-alla-banca-ditalia-sulla-sua.html

[6] Replica alla risposta della Banca d’Italia sugli obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2868821.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2020/03/replica-alla-risposta-della-banca.html

[7] Non voglio pensare che nella “conversione a U” del governatore Visco abbia influito il mio invito a fare chiarezza sull’art. 2 dello Statuto BCE, ma ripeto ciò che ho scritto nella mia lettera alla Banca d’Italia, alla quale ha poi fatto seguito la sua risposta deludente. Come fu deludente la risposta della BCE alla mia petizione al Parlamento Europeo contro la BCE.

Pertanto, sarebbe benvenuta una Vostra analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, fedele alla lettera e allo spirito dello Statuto BCE, derivato dai Trattati, a beneficio soprattutto del tedesco Jens Weidmann e dell’olandese Klaas Knot. Rispettivamente, presidente della banca centrale tedesca e presidente della banca centrale olandese.

Per chi è abbonato segnalo il link a Repubblica:
https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/09/27/news/visco_bce_come_la_fed_punta_alla_crescita_e_all_occupazione_-268743908/

Bce: Visco, in questa fase e' come la Fed, ha due obiettivi
lunedì 28 settembre 2020
http://www.regioni.it/ue-esteri/2020/09/28/bce-visco-in-questa-fase-e-come-la-fed-ha-due-obiettivi-619216/

[8] Bce, troppo poco e troppo tardi
di Nicola Melloni 08/11/2013
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880.html 

[9] Dal quale traggo:
Ne discende che, in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (fissato a poco sotto il 2 per cento), la condizione sospensiva («fatto salvo» - «without prejudice», nella versione inglese -), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario. Pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - «crescita economica» e «piena occupazione». E poiché l’inflazione dell’Eurozona è stata per cinque anni sotto zero (deflazione) o prossima allo zero o molto sotto il target (che rende necessaria una politica monetaria espansiva) il secondo obiettivo era (è tuttora) del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione, da sotto zero o quasi zero o molto inferiore, a poco sotto il 2 per cento.

- Ne deriva come corollario che, in situazioni di deflazione o di tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target, come per la FED, i due obiettivi – controllo dei prezzi e crescita economica e dell’occupazione - sono su un piano paritario e la BCE ha i medesimi poteri-doveri della FED.

[10] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html

 

 

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 https://vincesko.blogspot.com/2020/12/la-resipiscenza-tardiva-del-governatore.html

 

 


QE, la Corte Costituzionale federale tedesca attacca i poteri della BCE e della CGUE




1. Da almeno 10 anni, poiché - un po’ esagerando - i Trattati dicono tutto e il contrario di tutto - molto dipende dalla loro interpretazione e applicazione, che sono decise politicamente da Berlino (e satelliti, con l’aiuto della Francia), spesso in conflitto con la “missione” dell’Unione Europea, cioè i suoi scopi primari (v. preambolo e art. 3 TUE).

2. In questo solco, si inserisce il giudizio sul funzionamento della Banca Centrale Europea rispetto ai Trattati (e al suo statuto, che deriva dai Trattati) e sulle sue decisioni. Nel caso della BCE (art. 35 Statuto BCE), essa è sottoposta soltanto alla Corte di Giustizia UE, che si è già pronunciata nel dicembre 2018 sul punto ora evidenziato dalla Corte Cost. tedesca con una sentenza contraddittoria (sconfinamento nella politica economica, che le è preclusa), decidendo, nel dicembre 2018, sul primo ricorso della Corte Cost. tedesca (Bundesregierung) contro il QE, con intervento anche del Bundestag e della Deutsche Bundesbank.[1]

3. L’Unica Autorità legittimata a interpretare giuridicamente i Trattati è la CGUE, non certamente la Corte Cost. tedesca, che ha giurisdizione esclusivamente in Germania, tanto è vero che - a parte il tono imperioso - la conseguenza, nel caso la BCE non darà una risposta soddisfacente, sarà l’autoesclusione della Bundesbank dal QE.

4. I Tedeschi - che io giudico furbi intelligenti - vogliono solo i vantaggi dell’attuale sistema monco UE/Euro, situazione insostenibile nelle congiunture economiche negative. Figuriamoci in questa, che in Italia, tra alti e bassi, dura da 12 anni e che ha fatto crescere abnormemente il debito pubblico e il rapporto debito/Pil, che, com’è noto, è la bestia nera dei Tedeschi. Anche per colpa del calo del denominatore (PIL) a causa della politica economica prociclica imposta dallUE all’Italia, discriminandola rispetto alla Spagna, alla Francia, all’Irlanda, al Portogallo, alla Grecia (cfr. deficit/Pil dal 2008 al 2017).

5. Il problema ora, cioè da 12 anni, da quando è scoppiata la crisi economica nell’Eurozona (ma non in tutti!), è la politica economica, che è competenza degli Stati ed esige che sia anticiclica, non prociclica. E la responsabilità di questo è della Germania e satelliti, che danno un’ottusa interpretazione neo-liberista dei Trattati e delle sue regole complementari (Fiscal Compact), in particolare verso l’Italia. La BCE, che è indipendente e vota a maggioranza dei 25 Membri del Consiglio Direttivo, di cui solo due sono tedeschi, sopperisce dal 2012 (“wathever it takes” di Draghi e le conseguenti OMT, mai utilizzate finora, contro le quali i Tedeschi fecero subito ricorso, rigettato dalla CGUE nel giugno 2015).

6. Non si sa come finirà questa vicenda, potrà anche avere un effetto benefico perché la decisione della Corte Costituzionale tedesca è esagerata e perciò un passo falso, poiché attacca due capisaldi della costruzione UE: l’indipendenza della BCE e la primazìa della Corte di Giustizia UE sulle Corti nazionali. Come si vede dalla reazione della stessa BCE (vedi il suo comunicato[2]) e della Commissione Europea.

7. In ogni caso, non se ne può più dell’arroganza dei furbi-intelligenti Tedeschi. I quali, a differenza nostra, fanno gioco di squadra, con una sola stella polare: l’interesse dell’apparato industriale-finanziario-commerciale tedesco. E, con qualche eccezione (vedi da ultimo il sorprendente Der Spiegel[3]), furbescamente additano l’Italia spendacciona (una BUFALA cosmica) come capro espiatorio delle loro colpe. Imitati dai furbi-intelligenti Olandesi.


Soluzione? Sono due, da realizzare in parallelo.

- Contare sulla forza della legge UE, che a differenza del passato è a sfavore della Germania, perché il rischio del suicidio fa ora parte della consapevolezza dell’intera struttura europea.

- Poiché, a differenza del passato (sentenza della CGUE del dicembre 2018[1]), se la Corte Cost. tedesca riterrà la risposta della BCE insoddisfacente, si determinerà l’autoesclusione della Bundesbank dal QE, prima di chiedere soldi ai tirchi Tedeschi e Olandesi, dovremmo chiederli ai tirchi ricchi italiani, che sono più ricchi dei ricchi tedeschi.


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Note


[1] QE (OMT), la Corte di Giustizia Europea dà torto alla Corte Costituzionale tedesca


[2] Comunicato stampa della BCE sulla sentenza della Corte costituzionale federale tedesca

05 maggio 2020


[3] "Basta con la spocchia contro l'Italia. Dolce vita? Sciocchezze. Non è sprecona"

Un articolo di der Spiegel difende il nostro Paese. "Non è sprecona. Eurobond o l'Ue crollerà"



Articolo collegato:


L’azione esagerata della Corte Costituzionale tedesca provoca la reazione eccezionale della Corte di Giustizia UE.

La Corte Ue contro i giudici tedeschi: "Sulla Bce possiamo decidere solo noi"

Presa di posizione contro i giudici costituzionali della Germania: "Solo una istituzione europea può giudicare se un atto è contrario al diritto dell'Unione"

08 Maggio 2020



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Risposta della Banca d’Italia sulla sua citazione errata dello Statuto della BCE





In data 27 dicembre 2019, avevo inviato una lettera alla Banca d’Italia,[1] nella quale avevo rilevato una sua errata citazione dello Statuto della BCE e, dopo aver evidenziato che lo Statuto BCE è scarsamente conosciuto anche da alti esponenti di banca centrale, a causa di un’apparente opera di disinformazione della stessa BCE, avevo anche chiesto:

In data 16 gennaio, ho telefonato alla segreteria del Governatore Visco, per accertarmi che l’avesse letta e per chiedere se mi avrebbero risposto. La segretaria del Governatore mi aveva risposto in senso affermativo.

Pubblico la deludente risposta. Domani pubblicherò la mia replica.



Il Capo del Servizio

Segreteria particolare del Direttorio e comunicazione


                                                                                               Roma, 18 febbraio 2020


Gentilissimo Signor. V.,

faccio riferimento alla Sua nota con cui ha qui rappresentato talune considerazioni sulle pubblicazioni della Banca d’Italia e, più in generale, sulle funzioni della Banca centrale europea.

La ringrazio innanzitutto sulla Sua segnalazione concernente il documento “La Banca d’Italia: funzioni e obiettivi”, nella parte in cui attribuisce gli obiettivi secondari del Sebc alla “Comunità”, anziché all’“Unione Europea”; questo riferimento è riconducibile a una versione dello statuto del Sebc previgente al Trattato di Lisbona, che, pur privo di rilievo sostanziale per l’invarianza del contenuto delle norme statutarie, costituirà tuttavia oggetto di rettifica.

Con riferimento alle Sue considerazioni relative agli obiettivi della Banca centrale europea e allo svolgimento della sua azione, potrà trovare utili ed esaustive informazioni nel sito istituzionale della BCE, contenente pubblicazioni e comunicazioni in materia, di carattere sia istituzionale sia più prettamente scientifico: nello stesso sito è presente anche il quadro informativo disciplinante il Sebc e la BCE, tra cui il relativo Statuto.

Nel ringraziarLa per l’attenzione riservata, Le invio i migliori saluti,

                                                                                     G.L. Trequattrini


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[1] Lettera alla Banca d’Italia sulla sua errata citazione dello Statuto BCE



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Lettera al Professor Peter Bofinger sugli obiettivi statutari della BCE




Pubblico la lettera che ho inviato, in data 7 gennaio, al professor Peter Bofinger economista tedesco ed ex membro del Consiglio degli Esperti Economici, dopo aver letto un suo articolo sugli obiettivi statutari della BCE. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera al Professor Peter Bofinger sugli obiettivi statutari della BCE

v

7/1/2020 17:06

A  peter.bofinger@uni-wuerzburg.de 

  

Egr. Prof. Peter Bofinger,

Ho letto il Suo interessante articolo Time is ripe for a new ECB strategy.[1] Mi permetta di osservare che la scarsa comprensione del pubblico, inclusi gli esperti, è voluta. Per responsabilità principale della BCE, che nasconde sistematicamente che la BCE non ha soltanto l’obiettivo della stabilità dei prezzi. Come, invece, si deduce facilmente dal titolo dell’art. 2 Statuto BCE: al plurale. Con l’ausilio, non so se volontario o involontario, della Commissione Europea, che riporta nel suo sito la seguente descrizione errata delle funzioni della BCE, ma rinvia per il secondo obiettivo al link Lista completa dei compiti della BCE:

«La Banca centrale europea (BCE) gestisce l'euro e definisce e attua la politica economica e monetaria dell'UE. Il suo compito principale è mantenere la stabilità dei prezzi, favorendo in tal modo la crescita e l'occupazione.»


Ma fino al 2015 era peggio. Ecco quanto compariva sul sito ufficiale della Commissione:

«La Banca centrale europea (BCE, con sede a Francoforte, in Germania) gestisce l'euro, la moneta unica dell'UE, e garantisce la stabilità dei prezzi nell'UE. La BCE contribuisce anche a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'UE.
Obiettivo
La Banca centrale europea (BCE) è una delle istituzioni dell'UE. I suoi obiettivi principali sono:
• mantenere la stabilità dei prezzi (tenendo sotto controllo l'inflazione) specialmente nei paesi dell'area dell'euro
• mantenere stabile il sistema finanziario, assicurandosi che i mercati finanziari e le istituzioni siano controllati in modo appropriato.
La Banca lavora in collaborazione con le banche centrali dei 28 paesi dell'UE. Insieme costituiscono il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC). Ne deriva così una cooperazione tra le banche centrali dell'area dell'euro, detta anche eurozona, ovvero i 18 paesi dell'UE che hanno adottato la moneta unica. La cooperazione all'interno di questo gruppo di banche è chiamata Eurosistema.»


Da semplice cittadino europeo, contrasto questa inadempienza della BCE da alcuni anni, anche presentando, nel 2014, una petizione al Parlamento Europeo.


A mio avviso, come conferma il professor Daniele Ciravegna dell’Università di Torino, da anni sono la Commissione Europea e la BCE a non rispettare i Trattati. Sarebbe utile che professori del Suo livello approfondissero e, se lo ritengano, divulgassero questa grave responsabilità degli Organi apicali dell’Unione Europea.

Per non ripetermi, Le segnalo:

(i) la mia recentissima Lettera alla Banca d’Italia sulla sua errata citazione dello Statuto BCE, chiedendole “una analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, fedele alla lettera e allo spirito dello Statuto BCE, derivato dai Trattati”.

Alla quale aggiungo, su aspetti collaterali legati comunque alla cattiva informazione:


(ii) la mia recentissima lettera ad Handelsblatt.

Cordiali saluti,

V.


[1] I tempi sono maturi per una nuova strategia della BCE

di Peter Bofinger - 6 gennaio 2020

Non è tanto ciò che la Banca centrale europea sta facendo che è sbagliato ma in quanto non inquadra la comprensione del pubblico. La prossima strategia della BCE, scrive Peter Bofinger, dovrebbe farlo.



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https://vincesko.blogspot.com/2020/01/lettera-al-professor-peter-bofinger.html  




Lettera alla Banca d’Italia sulla sua errata citazione dello Statuto BCE




L’ignoranza dello Statuto della BCE sembra aver fatto un’altra vittima illustre: la Banca d’ItaliaCome istituzione, poiché era già successo col suo ex direttore generale (v. appresso). Pubblico la lettera che ho inviato pochi giorni fa alla nostra banca centrale, dopo aver letto un suo documento in cui è stato commesso un errore di citazione del predetto statuto. Errore che mi è servito per sviluppare un esame critico dello statuto, della sua scarsissima conoscenza, alimentata dalla stessa BCE, e delle conseguenze della sua errata interpretazione ed applicazione. Esame che ho concluso con questo invito: Pertanto, sarebbe benvenuta una Vostra analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, fedele alla lettera e allo spirito dello Statuto BCE, derivato dai Trattati, a beneficio soprattutto del tedesco Jens Weidmann e dell’olandese Klaas KnotRispettivamente, presidente della banca centrale tedesca e presidente della banca centrale olandese.

Finora non ho ricevuto alcuna risposta.



Lettera alla Banca d’Italia sulla sua citazione errata dello Statuto BCE.

venerdì 27 dicembre 2019 - 14:21


ALLA BANCA D’ITALIA

CC: PdR, Presidenti Senato e Camera, PdC, Commissioni parlamentari competenti, Media, Altri


Spett. Banca d’Italia,

Traggo dal Vostro documento “LA BANCA D’ITALIA: FUNZIONI E OBIETTIVI” (pag. 25), appena pubblicato: 

Gli obiettivi della politica monetaria unica sono stabiliti dal Trattato: «l’obiettivo principale è il mantenimento della stabilità dei prezzi»; fatto salvo il suo raggiungimento, la politica monetaria deve sostenere «le politiche economiche generali nella Comunità», finalizzate a perseguire «un elevato livello di occupazione (...), una crescita sostenibile e non inflazionistica, un alto grado di competitività e di convergenza dei risultati economici».

Mi permetto di segnalarVi che la fonte da Voi citata è lo statuto BCE protocollo 2, non più valido.[1]


[1] STATUTO DELLA BCE

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Articolo 2 - Obiettivi

Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l'articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" agendo "in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza".

Tali obiettivi (definiti dall'articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:

• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell'insieme della Comunità

• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l'ambiente

• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale

• la coesione economica e sociale

• la solidarietà tra stati membri.


Questo era ciò che veniva riportato, sugli obiettivi, fino al 15 gennaio 2015 (circa), nel sito della BCE:

Obiettivi

“L’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi”.

Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2” (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea).

Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica.


Lo Statuto BCE in vigore è quello del protocollo 4, derivato dal Trattato di Lisbona (2007, con decorrenza 2009). Il testo attuale degli obiettivi della BCE (al plurale!) ricavabile dal protocollo 4 è il seguente:

«Articolo 2-Obiettivi Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 119 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.»

Esso, ora, è richiamato nel sito della BCE enfatizzando l’obiettivo principale del SEBC (enfasi che sconta la solita influenza della Germania nell’interpretazione delle regole UE):

Obiettivi

L’articolo 127, paragrafo 1, del Trattato sancisce che

“L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi.”

Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea.”

L’UE si pone diversi obiettivi (articolo 3 del Trattato sull’Unione europea), fra i quali lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale. Pertanto, la stabilità dei prezzi non è solo l’obiettivo primario della politica monetaria della BCE, ma anche un obiettivo dell’intera Unione europea. Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e il Trattato sull’Unione europea stabiliscono una chiara gerarchia di obiettivi per l’Eurosistema, rimarcando come la stabilità dei prezzi sia il contributo più importante che la politica monetaria può dare al conseguimento di un contesto economico favorevole e di un elevato livello di occupazione.


Il richiamato, fondamentale, art. 3 del TUE (che sostituisce l’art. 2 del precedente Trattato), riferendosi – come fa anche lo Statuto BCE - ovviamente all’Unione e non più alla Comunità, stabilisce - letteralmente - che tutti gli altri obiettivi, inclusa la stabilità dei prezzi (che soltanto col Trattato di Lisbona, approvato col forte impegno della Germania, è entrato tra gli obiettivi dell’UE), come traspare anche dal testo nel sito della BCE, sono dei sub-obiettivi funzionali alla missione dell’UE, rappresentata sinteticamente dall’obiettivo della “piena occupazione e del progresso sociale”. Eccone uno stralcio:

«Art. 3. […] 3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.

L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore.

Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.

Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.»

Il Vostro errore conferma le mie tesi, dimostrabili per tabulas:

- che lo Statuto BCE, difficilmente reperibile perfino nel sito della BCE, è uno dei documenti meno conosciuti in Europa e nel mondo (in Wikipedia è riportato il protocollo 4 soltanto dal 2016, a seguito della mia segnalazione), anche da parte degli operatori del sistema bancario e finanziario, inclusi la Banca d’Italia e il suo vertice, la Deutsche Bundesbank e il suo presidente Jens Weidmann, e dei docenti universitari, incluso un premio Nobel;

- che la BCE, come si evince facilissimamente fin dal titolo dell’art. 2-Obiettivi (al plurale!), ha due obiettivi, non uno soltanto, anche se (a differenza della FEDil primo è principale e il secondo è subordinato e condizionato. Questa condizione fu imposta dalla Germania per aderire all’Euro e fatta propria dal Comitato dei Governatori costituito dal presidente della Commissione Delors, che suggerì di adottare il modello della Bundesbank. Però, (i) secondo alcuni studiosi,[2] tale rapporto non andrebbe applicato meccanicamente, ma distinguendo tra target inflazionistico nel breve o nel lungo periodo); (ii) non riuscirono del tutto a copiaincollare lo statuto della Bundesbank su quello della BCE; e (iii) tale condizione non vale, in ogni caso, in deflazione o quando il tasso d’inflazione è sensibilmente più basso del target, stabilito dalla stessa BCE (poco sotto il 2% nel medio periodo): in tale congiuntura, i due obiettivi non sono tra loro contrapposti e in un rapporto duale-gerarchico del secondo rispetto al primo, ma concordanti, convergenti e complementari, e quindi paritari ed entrambi cogenti, anche per la BCE, anch’essa subordinata ai Trattati e alle regole complementari (anche se essa recalcitra… «Se la Bce continuerà a ostacolare la verifica contabile sulla gestione delle crisi - è scritto nel rapporto dell’Eca - l’Agenzia si riserva il diritto di ricorrere alla Corte di Giustizia per poter svolgere il proprio lavoro: nessuno è al di sopra della legge e dei Trattati»);

[2] UNIBA - Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi - corso PAS
La stabilità dei prezzi dovrebbe essere l’obiettivo principale della politica monetaria? (cont.)
• La BCE opera secondo un mandato gerarchico, che fissa cioè la priorità dell’obiettivo della stabilità dei prezzi e prevede poi la possibilità di perseguire altri obiettivi, sempre che non siano in conflitto con la stabilità.
• La Fed, al contrario, opera secondo un mandato duale, secondo il quale agli obiettivi della massima occupazione, della stabilità dei prezzi e di un livello moderato dei tassi di interesse di lungo termine viene data uguale importanza.
La stabilità dei prezzi dovrebbe essere l’obiettivo principale della politica monetaria? • Nel lungo periodo non vi è conflitto tra l’obiettivo della stabilità dei prezzi e gli altri obiettivi menzionati sopra. Per esempio, non esiste un trade-off fra inflazione e disoccupazione nel lungo periodo. • Tuttavia, nel breve periodo tali conflitti esistono. Per esempio, un aumento dei tassi di interesse servirà a prevenire l’inflazione, ma incrementerà la disoccupazione nel breve periodo.

- che la BCE, a partire dal suo presidente, è stata per anni il principale responsabile della BUFALA (intenzionale) che la BCE abbia un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi; lo ha dichiarato perfino quando fu audito dal Parlamento italiano in data 26.03.2015 (il relativo video e un resoconto sintetico degli interventi sono riportati nel mio posttasso di cambio: a 1h 37’ 35” fa la dichiarazione su obiettivi differenti BCE e FED: «Quindi, nel nostro caso, a raggiungere un certo tasso di inflazione, nel caso degli Stati Uniti a raggiungere un certo tasso di inflazione e di disoccupazione»);

- che la BCE (gestione Trichet), anziché “sostenere le politiche economiche generali dell’Unione”, unica banca centrale a farlo, ha aumentato due volte (aprile e luglio 2011) il tasso di riferimento in piena crisi economica, quasi pavlovianamente, per paura dell’inflazione (rischio improbabile, considerata la pesantissima stretta fiscale imposta, anche dalla BCE, a una parte dell’Eurozona nel biennio 2010-11, in particolar modo all’Italia, 280 miliardi cumulati a valere per il solo quadriennio 2011-14, o autoimpostasi dalla Germania: -4,2, -1,0, -0,1, -0,1, +0,3 il suo deficit/Pil dal 2010 al 2014), aggravando e prolungando la crisi, che infatti in Italia si è trasformata in una doppia, profonda recessione, i cui effetti si propagano a tutt’oggi, a causa delle misure strutturali (cioè permanenti) di quelle pesanti manovre fortemente recessive;

- che la BCE – violando entrambi i suoi obiettivi statutari (art. 2) - ha atteso esattamente 6 (sei) anni, rispetto alle altre principali banche centrali, dopo aver lasciato andare l’Eurozona in deflazione (2014), prima di varare il QE (deliberato nel gennaio 2015 e avviato nel marzo successivo), con conseguenze molto negative sul popolo italiano e su altri popoli dell’Eurozona, paragonabili a quelle di una guerra

Pertanto, sarebbe benvenuta una Vostra analisi critica dell’art. 2 Statuto BCE, a beneficio soprattutto del tedesco Jens Weidmann e dell’olandese Klaas Knot.

Per concludere, un’ultima mia osservazione riguarda l’indipendenza della banca centrale, sempre rivendicata dai banchieri centrali, anche nel Vostro documento (pag. 25).

Come ho osservato nella mia precedente lettera pec del 10.12 u.s., 15:47, indirizzata al quotidiano economico tedesco Handelsblatt e inviataVi p.c. (in particolare per la cattiva informazione fornita all’UE nel 2011 circa le riforme delle pensioni italiane, anche da parte del Governatore Visco), l’indipendenza deve essere almeno reciproca con gli Stati, altrimenti, a mio sommesso parere, è ipotizzabile una violazione “implicita” dell’art. 7-Indipendenza Statuto BCE (e quindi, teoricamente, potrebbe diventare materia di competenza della Corte di Giustizia UE, ex art. 35 Statuto BCE, in sede giudiziaria, e del Parlamento Europeo, in sede politica; in tal senso presentai una petizione al Parlamento Europeo in data 3.11.2014, ancora all’esame della Commissione PETI, i cui coordinatori hanno bocciato, su mia richiesta motivata, il duplice tentativo del segretariato di archiviarla). Traggo dalla predetta lettera pec:

“Anche il grosso (l’81%) della pesantissima stretta fiscale chiesta (di fatto imposta) all’Italia dall’UE (Commissione, Barroso II; Consiglio, Van Rompuy, Merkel e Sarkozy; e BCE, Trichet-Draghi, per quest’ultima si veda la sua famosa e irrituale lettera del 5.08.2011 al Governo Italiano (e al Governo spagnolo, il cui premier Zapatero, però, la chiuse in un cassetto e ne rivelò l’esistenza soltanto due anni dopo), in violazione – a mio avviso - dell’art. 7-Indipendenza del proprio statuto derivato dai Trattati UE, poiché l’indipendenza della BCE dagli Stati UE non può non essere almeno reciproca, altrimenti si avrebbe la prevalenza di un organo tecnico e strumentale alla missione dell’UE, fissata nel preambolo e nel fondamentale art. 3 del TUE, su organi politici democraticamente eletti), contrariamente all’opinione generale (ormai mondiale), fu realizzato non dal Governo Monti ma dal Governo Berlusconi.”

La Prima più Grande Bufala del XXI Secolo riguarda proprio le manovre finanziarie correttive della XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti). La Seconda Più Grande Bufala è relativa alle Riforme delle pensioni Sacconi e Fornero. La bufala sugli obiettivi statutari della BCE è la Terza Più Grande Bufala del XXI Secolo. Considerata la sua importanza per il popolo dell’Eurozona, del quale è un organo strumentale, anche sulla BCE oportet ut veniant scandala.

Distinti saluti,

V.



Aggiornamento

In data 16 gennaio, ho telefonato, nel primo pomeriggio, alla segreteria del Governatore Visco, per accertarmi che avesse lette le mie due lettere pec (la prima dopo la sua intervista al quotidiano economico tedesco Handelsblatt e la seconda dopo il documento sulle funzioni della BCE), e se mi avrebbero risposto circa la mia richiesta contenuta in questa seconda. La gentilissima segretaria ha preso nota e mi ha detto di richiamarla alle 19, per darle il tempo di fare le verifiche. Ho ritelefonato alle 19:05, ma un messaggio registrato mi ha risposto che il centralino cessava il servizio alle 19, e dava un numero per le comunicazioni urgenti. Ho allora richiamato il giorno dopo, e la stessa segretaria (dopo averla informata del ritardo legato all’orario del centralino, che ella ignorava) mi ha comunicato che le mie lettere erano state lette e che la seconda era stata smistata a chi di competenza per la risposta, ma che avrei dovuto pazientare poiché avevano altre richieste da evadere.



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Lettera al Dott. Vladimiro Giacché sulle sue false notizie sulla BCE e sul Governo Monti



Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa all’economista Vladimiro Giacché, presidente del Centro Europa Ricerche dopo aver letto un suo articolo nel quale ha confermato di conoscere male sia lo statuto della BCE che le responsabilità della recessione, che egli attribuisce erroneamente al Governo Monti. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.



Lettera al Dott. Vladimiro Giacché sulle sue false notizie sulla BCE e sul Governo Monti

v

2/10/2019 16:32

A  v.giacche@centroeuroparicerche.it,   organizzazione@patriaecostituzione.it     e altri 47+150


Egr. Dott. Giacché,

Mi permetta di commentare alcune affermazioni che io ritengo errate da Lei fatte nel Suo articolo

“Il coraggio di ciò che si sa” Il secondo governo Conte e la sinistra

di Vladimiro Giacché - Created: 21 September 2019

A. BCE: ACQUISTO TITOLI PUBBLICI E OBIETTIVI

Citazione1: “In effetti la fine del rischio di cambio è l’altra faccia della medaglia della perdita della sovranità monetaria e della conseguente emissione del debito in una moneta straniera, per di più regolata da una Banca Centrale indipendente che ha il divieto di acquistare titoli del debito pubblico degli Stati e il cui unico obiettivo è la stabilità dei prezzi (e non l’occupazione)”.

Lei continua a ignorare lo statuto della BCE, fatto che La accomuna alla quasi totalità dei cosiddetti esperti:

Anche il professor Vladimiro Giacché non conosce bene né i Trattati, né lo statuto BCE

Traggo dal mio saggio LE VIOLAZIONI STATUTARIE DELLA BCE: Gli Obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE (LE TRE PIU' GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO Vol. 3) https://www.amazon.it/dp/B07PYZ71YB:

1. Acquisto titoli pubblici

Per quanto attiene al secondo punto (l’acquisto di titoli pubblici), in generale, prima del varo del QE, si riteneva che la BCE non potesse acquistare titoli di Stato, facendo confusione tra l’art. 18 e l’art. 21, che sono invece di una chiarezza palmare:

- L’art. 18 dello Statuto, infatti, consente alla BCE l’acquisto di titoli pubblici, purché questo avvenga sul mercato secondario, cioè dagli investitori (mercato aperto).

«Articolo 18-Operazioni di credito e di mercato aperto 18.1. Al fine di perseguire gli obiettivi del SEBC e di assolvere i propri compiti, la BCE e le banche centrali nazionali hanno la facoltà di: — operare sui mercati finanziari comprando e vendendo a titolo definitivo (a pronti e a termine), ovvero con operazioni di pronti contro termine, prestando o ricevendo in prestito crediti e strumenti negoziabili, in euro o in altre valute, nonché metalli preziosi, — effettuare operazioni di credito con istituti creditizi ed altri operatori di mercato, erogando i prestiti sulla base di adeguate garanzie. 18.2. La BCE stabilisce principi generali per le operazioni di credito e di mercato aperto effettuate da essa stessa o dalle banche centrali nazionali, compresi quelli per la comunicazione delle condizioni alle quali esse sono disponibili a partecipare a tali operazioni.»[15]

- Va evidenziato che, contrariamente all’opinione quasi generale,[76] neppure la FED può acquistare titoli del Tesoro direttamente dal Tesoro degli Stati Uniti, ma soltanto sul mercato aperto;[77][78] quando lo fa, lo fa surrettiziamente attraverso i dealer.[79]

2. Obiettivi BCE

Per provare che quello che Lei scrive è falso, basta o leggere lo Statuto della BCE, che all’art. 2 recita:

“Articolo 2-Obiettivi

Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 119 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea”.

O consultare il sito della BCE e leggerne le Funzioni:

“Obiettivi

L’articolo 127, paragrafo 1, del Trattato sancisce che “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi.”

Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea.”


Come si vede, in entrambi i casi già dal titolo, al plurale: “Obiettivi”, si può facilmente dedurre che Lei si sbaglia.

Per il resto dell’analisi, rinvio al saggio citato.

B. GOVERNO MONTI

Citazione2: “Occorre ancora un elemento preliminare, ma è così noto che mi limito a enunciarlo: a fare l’esecutore materiale di tutto quanto abbiamo visto sopra, insomma gli artefici del “successo catastrofico” di cui ho dato qualche cifra, sono stati la sinistra postcomunista e il centro postdemocristiano, dal 2008 plasticamente riunitisi in un unico partito: sono loro, in particolare, i principali responsabili del governo Monti, che ci ha lasciato in eredità non soltanto la crisi peggiore dall’Unità d’Italia, ma anche – e precisamente per questo – un incremento del rapporto debito/pil del 13% (in termini percentuali, è poco meno dell’entità dell’intero decremento del debito tra il 1994 e il 2008!).”

1. Manovre finanziarie

Ancora più grave è il Suo errore in merito alla responsabilità del governo Monti della recessione, che per il numero delle vittime io chiamo LA PRIMA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO (la seconda è quella sulla legge Fornero e la terza è sugli obiettivi della BCE).

Questa BUFALA ormai mondiale ha fatto in Italia 60 milioni di vittime, inclusi gli esperti e – incredibile ma vero – (quasi) tutti i professori di Economia, tra cui Lei.

Traggo dal mio saggio (il primo della trilogia) IL LAVORO SPORCO DEL GOVERNO BERLUSCONI Chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la Grande Recessione - Berlusconi vs Monti – https://www.amazon.it/dp/B07PBXVWRS

«Premessa. L’attacco al debito sovrano italiano nel 2011, che, a causa della quasi latitanza della BCE, aveva portato lo spread[22] BTP-Bund ad un picco di 574 punti base[23] e faceva temere il default, causò le dimissioni del Governo Berlusconi,[24] ritenuto dall’UE - e forse dai mercati finanziari, che in realtà avevano scommesso sulla rottura dell’Euro - inadeguato e renitente ad adottare i provvedimenti necessari suggeriti dalla stessa UE, e la sua sostituzione, quasi a furor di popolo e con la benedizione dell’UE, con il Governo tecnico Monti,[25] che appariva quindi in quelle circostanze drammatiche un salvatore dell’Italia.

Questo duplice giudizio è falso, poiché non è confermato da un’analisi obiettiva ex post dei dati.


Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld (valore non cumulato); • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+65 mld cumulati), con la scopertura di 15 mld[26][27] che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia (DL 98/2011, art. 40), con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare l’iniquo taglio tremontiano delle agevolazioni fiscali-assistenziali, cfr. il libro di Elsa Fornero che verrà commentato estesamente nel capitolo 2 «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni», dove ella scrive:

«La «salvaguardia» stabiliva che, se entro il 30 settembre 2013 il (nuovo) governo non avesse ottenuto i risparmi promessi attraverso un’improbabile delega fiscale-assistenziale, sarebbe entrato automaticamente in azione un taglio lineare (del 5 per cento nel 2013 e addirittura del 20 per cento a decorrere dal 2014) di tutte le agevolazioni fiscali. Fu uno dei compiti, oggi dimenticati, del governo Monti quello di scongiurare gli effetti di una simile mannaia che avrebbe colpito soprattutto le famiglie più povere: tali agevolazioni consistevano, infatti, per lo più in detrazioni per redditi di lavoro e pensione, per carichi familiari e nelle aliquote ridotte dell’Iva per i beni di prima necessità.» (Posizione kindle: 2451),

e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld «lordi» (10 sono stati «restituiti» in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+65 = tot. 170 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.»

Come si può facilmente dedurre, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, il Governo Berlusconi-Bossi-Fini ha battuto il Governo Monti-Fornero per 4 a 1; ancor di più in termini di iniquità, essendo arrivato a stornare 550 milioni appostati dal precedente Governo Prodi per l’edilizia pubblica, e, per far fronte alla grave crisi, perfino a tagliare del 87% la spesa sociale destinata ai poveri, salvaguardando invece i ricchi e i benestanti, i cui contributi di solidarietà prima sui redditi elevati e poi sulle pensioni furono congegnati apposta male (bastava vararli assieme) per farli poi dichiarare incostituzionali (cfr. il mio saggio).

2. Debito pubblico

Citazione3: “governo Monti, che ci ha lasciato in eredità non soltanto la crisi peggiore dall’Unità d’Italia, ma anche – e precisamente per questo – un incremento del rapporto debito/pil del 13% (in termini percentuali, è poco meno dell’entità dell’intero decremento del debito tra il 1994 e il 2008!).

Traggo dal mio primo saggio citato:

«Per quel che concerne il secondo aspetto – la dinamica -, il debito italiano – come abbiamo visto nel volume 1 - è quello cresciuto meno durante la crisi, sia rispetto alla Germania, sia rispetto alla Francia, sia rispetto alla Spagna, poiché l’Italia ha speso molto meno degli altri sia per il salvataggio delle banche, rimaste (quasi) indenni dai titoli tossici, sia per la crescita, purtroppo. In particolare verso la Spagna, nei cui confronti l’Italia ha visto uno spread crescente BTP-Bonos dal 2011, il debito italiano (dati del PIL revisionati dall’ISTAT) è passato dal 100% nel 2008 (1.650 miliardi,[160] 2° governo Prodi) al 116,5% nel 2011 (4° governo Berlusconi, durato quasi 3 anni e mezzo) passando da 1.650 a 1.910 miliardi[160] con un aumento di 260 miliardi (inclusi 13miliardi per aiuti agli altri Paesi, di cui 10 miliardi per prestito bilaterale alla Grecia e 3 miliardi al Fondo salva-Stati[137]), al 128% e 2.040 miliardi[160] col Governo Monti, con un incremento di 130 miliardi (inclusi 30 miliardi per contributi al Fondo salva-Stati; va anche considerato che il debito include, per entrambi i Governi, le c.d. disponibilità liquide del Tesoro: 23.292 mln al 31.12.2011 e 33.501 al 31.12.2012 e, limitatamente al Governo Monti, i pagamenti dei debiti pregressi della PA, che – autorizzati dall’UE e coperti aumentando il debito pubblico - cominciarono proprio sotto il Governo Monti), e, infine, al lordo di 58 miliardi di sostegni,[137] al circa 131%[160] attuale con 2.323 miliardi al 30.6.2018,[134] quindi è ulteriormente aumentato in cinque anni e tre mesi di 273 mld, con un incremento percentuale dal 2008 del rapporto debito/PIL pari al +31,0%; mentre quello spagnolo è cresciuto dal 40% pre-crisi[133] al 99% attuale, con un incremento percentuale del +147,5%, ossia quasi il quintuplo dell’Italia.»

Come si può facilmente dedurre, è falso che il Governo Monti abbia prodotto l’aumento del debito nella misura da Lei indicata: al netto dei 30 mld di sostegni agli altri Paesi e senza considerare i pagamenti dei debiti PA, l’aumento è stato di 100 mld, contro i (260-13) 247 mld del governo Berlusconi.

Spero di esserLe stato utile.

Cordiali saluti,

V.



**********






Lettera al Dottor Salvatore Rossi e al Professor Jean Paul Fitoussi sulla BCE





Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa al Dott. Salvatore Rossi, ex DG della Banca d’Italia, e al Prof. Jean Paul Fitoussi, docente della LUISS, dopo aver ascoltato un loro dibattito sulle politiche monetarie post-crisi, trasmesso da Radio Radicale. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.



ALLA C.A. DEL DOTT. SALVATORE ROSSI E DEL PROF. JEAN PAUL FITOUSSI

CC: Università, Parlamentari, Media


Egr. Dott. Rossi, Egr. Prof. Fitoussi,

Mi permettano di fare alcune osservazioni.

La prima riguarda gli obiettivi della BCE. Lei, Dott. Rossi, ha dichiarato (al minuto 19:25): “Ricordo per inciso – una cosa che tutti sanno – che la Banca Centrale Europea, essendo tra l’altro la più recentemente costituita delle grandi banche centrali del mondo, ha uno statuto molto rigido e molto orientato alla stabilità dei prezzi, quindi la stabilità dei prezzi è l’unico obiettivo che la Banca Centrale Europea ha; invece la FED e la Banca Centrale del Giappone hanno obiettivi più larghi e diversificati che includono la crescita economica, la piena occupazione, ecc.”.

Obiettivi statutari della BCE

La stabilità dei prezzi non è – come quasi tutti credono - l’unico obiettivo della BCE, come si deduce facilissimamente fin dal titolo dell’art. 2 Statuto BCE, di cui ho fatto un esame accurato[1] proprio allo scopo di contrastare nel mio piccolo la disinformazione generale, che ha un ambito mondiale, sullo statuto e i poteri-doveri della BCE.


«Articolo 2-Obiettivi Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 119 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.»

Lo statuto della Bce come si deduce già dal titolo dell’articolo 2, stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, come si crede, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all’Euro), però, secondo alcuni studiosi, tale rapporto non andrebbe applicato meccanicamente, ma distinguendo tra target inflazionistico nel breve o nel lungo periodo.

Il primo obiettivo è la stabilità dei prezzi, «sotto, ma vicino, al 2%». Il secondo obiettivo è stabilito nel medesimo articolo 2 dello statuto: «Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi», la Bce «sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea». Tra questi, i principali sono una «crescita economica equilibrata», la «piena occupazione» e il «progresso sociale»:

«Art. 3. […] L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente.»

Ne discende che, in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%), la condizione sospensiva («fatto salvo» - «without prejudice», nella versione inglese -), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario: pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - «crescita economica» e «piena occupazione». E, poiché la deflazione rende necessaria una politica monetaria espansiva, esso è del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione, da sotto zero o quasi zero o molto inferiore, a poco sotto il 2%.

La stabilità dei prezzi è entrata a far parte degli obiettivi dell’UE soltanto col Trattato di Lisbona, ma certamente non è un obiettivo principale, bensì un mero sub-obiettivo, finalizzato alla missione dell’UE statuita dal fondamentale art. 3 del TUE: piena occupazione e progresso sociale. Quindi, a mio avviso, sono (state) la Commissione e la BCE, organi strumentali del popolo europeo, a non rispettare i Trattati.


Programma SMP

La seconda attiene al “Securities Markets Programme”. Mi permetta di osservare, Dott. Rossi, che Lei non ha menzionato le caratteristiche principali del SMP, che sono (i) l’acquisto limitato, che ne ha ridotto fortemente l’efficacia, di titoli pubblici di singoli Paesi, e senza condizionalità, almeno formalmente, al netto delle lettere segrete ai Governi, si vedano le lettere dell’agosto 2011 ai Governi italiano e spagnolo con prescrizioni dettagliate, quasi interamente adempiute dal Governo Berlusconi, che – quasi nessuno sa - nell’agosto 2011 dovette varare una terza, pesantissima manovra correttiva di 65 mld cumulati per il triennio successivo, dopo quella del maggio 2010 di 62 mld cumulati e quella del luglio 2011 di 80 mld cumulati (approfondimento in Lettera alla professoressa Veronica De Romanis); e (ii) la contestuale sterilizzazione, cioè la riduzione di un ammontare equivalente della massa monetaria, per paura della fantomatica inflazione.

Tale programma fu opportunamente rammentato, nel novembre 2014, dall’ex presidente della BCE Jean-Claude Trichet, sia ai fautori che ai critici del QE, che in grandissima maggioranza non ritenevano possibile l’acquisto di titoli di Stato dell’Eurozona e ancor meno di singoli Paesi.


QE

La terza concerne il Quantitative Easing. Il QE è stato sia tardivo (con ben sei anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE), sia insufficiente (v. l’intervista Repubblica dell’ex governatore della Banca centrale di Cipro Athanasios Orphanides), con effetti economici e sociali drammatici sui Paesi dell’Eurozona meridionale, causati in primo luogo dalla politica fiscale restrittiva imposta dalla Commissione Europea a trazione tedesca con due pesi e due misure, come ha attestato la Corte dei Conti UE. Poi è stato corretto strada facendo.

Così come aveva fatto contro le OMT, la Germania ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea contro il QE, perdendolo. Il ricorso è stato presentato “da ricorrenti tedeschi che si sono rivolti alla Corte Costituzionale federale tedesca, che, prima di decidere, ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia UE, chiedendole di pronunciarsi su due questioni: se il QE (i) esulasse dai compiti statutari della BCE e (ii) favorisse singoli Paesi, riferendosi evidentemente in particolare all’Italia, che sono intervenuti nella causa C-493/17.” (v. Poscritto del libro citato).


Capitali ombra

Infine, nell’ascoltarLa, Dott. Rossi, ho constatato con piacere che, nel paragrafo sulla regolazione dei mercati finanziari, a proposito del Financial Stability Boardanche io ho evidenziato, come ha fatto Lei, il verbo fare al futuro.


Cordiali saluti,

V.


PS: Prego cortesemente il Prof. Fitoussi di voler far trasmettere questa lettera ai partecipanti al dibattito.




Articolo collegato:


Dal Sole 24 ore, traggo questo contrasto tra la Corte dei Conti UE e la BCE, poco pubblicizzato sui media. Se ne ricava che, dopo aver criticato la Commissione Europea per aver applicato, durante la crisi economica, le regole UE con due pesi e due misure [1 o 2], la Corte dei Conti UE contesta alla BCE la pretesa di ritenersi al di sopra delle regole UE.

Record di ispezioni Ue in Italia: 355 giorni di audit sulle spese

Controlli. La Corte dei Conti marca stretto il Governo sui conti: mai tante verifiche in soli 12 mesi. Fari accesi su Germania, Polonia e Francia. Causa alla Bce se non consegna i dati sulle crisi bancarie

[…] Uno degli aspetti più emblematici emersi dal rapporto Eca?riguarda la Bce:?tra la banca di Francoforte e la Corte è infatti in corso un durissimo scontro di potere sull’applicabilità delle regole di trasparenza e governance nella gestione delle crisi bancarie: la Bce, secondo la Corte, si rifiuta di consegnare ai revisori documenti-chiave sul suo operato, impedendogli di fatto la verifica amministrativa e la certificazione delle spese. «Se la Bce continuerà a ostacolare la verifica contabile sulla gestione delle crisi - è scritto nel rapporto dell’Eca - l’Agenzia si riserva il diritto di ricorrere alla Corte di Giustizia per poter svolgere il proprio lavoro: nessuno è al di sopra della legge e dei Trattati».



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https://vincesko.blogspot.com/2019/06/lettera-al-dottor-salvatore-rossi-e-al.html  








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