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Lettera a Diodato Pirone de Il Mattino sulla sua notizia falsa-fake news-bufala sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato pochi giorni fa a Diodato Pirone de Il Mattino di Napoli, sulla sua bufala riguardante l’importante meccanismo dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che anche lui, come quasi 60 milioni di Italiani, attribuisce alla riforma delle pensioni Fornero. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Fwd: Notizia falsa-fake news sulle pensioni

Da:  v

15/1/2018 23:43


Egr. Dott. Pirone,

Traggo con raccapriccio dal Suo articolo «Fornero? Sbagliato abolirla»: Berlusconi smentisce Salvini https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/fornero_sbagliato_abolirla_berlusconi_smentisce_salvini-3479033.html “Insomma nessuna abolizione è la linea adottata dal leader azzurro, semmai una revisione tenendo però ben saldo uno dei punti cardine della riforma e cioè l'avanzamento dell'età per andare in pensione”.

Osservo (a) che né il Suo direttore né Corrado Castiglione, né Pietro Perone fanno circolare le mie numerose e-mail; e (b) che anche Lei, come quasi tutti i 60 milioni di Italiani, è vittima della disinformazione berlusconiana e del cdx, e ignora che l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita è stato introdotto dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis (riforma SACCONI).

Tra i disinformatori del cdx spicca l’on. Salvini, che è un bugiardo e fa finta da anni di prendersela pesantemente con la povera professoressa Fornero, che è una coraggiosa millantatrice, anziché con se stesso, che votò la severissima riforma SACCONI, 2010 e 2011.

L’ultima mia email sulle pensioni è stata proprio la lettera che ho inviato recentemente all’on. Salvini, dove potrà trovare tutte le spiegazioni e le prove documentali che l’allungamento dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da SACCONI che da Fornero:
Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Spero che in futuro vorrà contribuire a chiarire chi ha deciso che cosa in materia pensionistica.

Cordiali saluti

V.


Allego:

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, dove troverà notizie e nessi forse sorprendenti:  

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

PS: Ho avuto un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI sulla spesa pensionistica italiana. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta (che può trovare anche nella mia lettera a Matteo Salvini):

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero [rectius1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi];

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.



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Lettera di replica alla risposta del Sen. Pietro Ichino sull'adeguamento automatico dell'età di pensionamento




Riporto la mia lettera di replica alla risposta del Sen. Pietro Ichino, esperto di lavoro e previdenza, che è uno degli esperti che ho scoperto con mia grande sorpresa diffondono bufale sulle pensioni. Sto preparando un post dove riporterò le prove documentali su cinque + 1 di loro, molto famosi, che sorprendentemente alimentano la DISINFORMAZIONE sulla riforma Fornero, che ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime.


Replica alla Sua risposta sull'adeguamento automatico dell'età di pensionamento.
Da v
29/11/2017 19:10
A ichino@pietroichino.it CC andrea.ichino@unibo.it


Egr. Sen. Prof. Ichino,

La ringrazio della Sua precisazione che “L'adeguamento periodico dell'età del pensionamento di vecchiaia all'aspettativa di vita è stato introdotto originariamente da una legge del ministro del Lavoro Sacconi del 2010”.

Ma, premesso che a mio avviso nel sottotitolo c’è un “originariamente” di troppo, mi permetto di osservare, circa la Sua cortese risposta, quanto segue.

Citazione:

“A me sembra di non avere proprio nulla da rettificare: non mi sembra di avere mai affermato il contrario di quel che V. vibratamente ribadisce (se mi è sfuggito qualche cosa di diverso, sono pronto a fare ammenda)”.

Detto da miscredente, si tenga pronto a fare ammenda per i Suoi “peccati” di falsa, rettifico (a scanso di querele di diffamazione…), errata attribuzione (alla Fornero anziché a SACCONI) e omissione (manco per sbaglio è mai citato nei Suoi articoli il nome di SACCONI, eppure è lui il vero autore del meccanismo che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia per tutti a 67 anni dal 2019).

Anche dell’aumento dal 2019, per gli uomini, da 40 anni a 43 anni e 3 mesi dell’età di pensionamento anticipato (nuovo nome della pensione di anzianità), 2 anni e 3 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI e soltanto 1 anno alla riforma Fornero (guarda caso, in linea con la quota di risparmio al 2060 stimata dalla RGS per la riforma Fornero, cfr. mia seconda lettera).

Cito dal Suo secondo articolo (posteriore alla mia prima lettera): “Che l’età del pensionamento debba gradualmente spostarsi in avanti, dunque, per compensare il crescere dell’attesa di vita, è ovvio; […] Qual è invece la rivendicazione più urgente sulla quale Cgil e Uil stanno dichiarando guerra al Governo? Smontare la riforma Fornero per tornare a mandare tutti, indiscriminatamente, in pensione prima: dall’impiegato del Catasto alla commessa di negozio.

Prescindendo dalla divertente evocazione dell’accompagnatore di Luigi Angeletti - coautore assieme a Bonanni della severissima e crudele riforma SACCONI - in crociera nel 2010 a spese della UIL a decidere come dire sì al Governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi, - Carmelo Barbagallo, attuale segretario generale della UIL -, nelle vesti improbabili di guerriero (infatti, si è arreso quasi subito), di grazia, Prof. Ichino, mi spiega che c’entra la Fornero con “l’attesa di vita”?

La riforma Fornero fino al 2021 c’entra come cavolo a merenda, cioè zero, e dal 2021 sol perché accelera da cadenza triennale a biennale il meccanismo deciso da SACCONI. E Lei, esperto europeo di Lavoro e Previdenza, parlamentare leale del PD, che ha sicuramente votato contro il DL 78 del 31.5.2010 e la L. di conversione 122/2010, con all’art. 12 la riforma delle pensioni SACCONI - la prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia, la più scandalosamente iniqua -, debbo presumere lo sapesse benissimo prima di scrivere il Suo primo articolo. Senza alcun dubbio, dopo la mia prima lettera.

E’ Lei che l’ha scritto nero su bianco, fornendo – a me pare - la prova documentale che ha “affermato il contrario di quel che V. vibratamente ribadisce”. Lei, in luogo di Fornero, avrebbe semplicemente dovuto citare SACCONI. Scusi la domanda… vibrante: perché, se conosceva la norma della riforma delle pensioni Sacconi o, al limite, essendo un validissimo studioso di lavoro (e previdenza?), ha provveduto subito a leggerla dopo la mia prima lettera, non l’ha fatto? Anzi, ha rincarato la dose disinformativa? Costringendomi a scriverLe una seconda lettera, inviata per conoscenza, tra gli altri, al presidente del Senato, al PdC, ad alcuni ministri, al senatore Sacconi, all’onorevole Damiano, al professor Boeri, ai Sindacati e a tutti i principali media, in tutto 50 destinatari.
[
Lettera n. 2 al Sen. Prof. Pietro Ichino in merito alla sua bufala su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2858665.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2017/11/lettera-n-2-al-sen-prof-pietro-ichino.html]

E’ quasi superfluo aggiungere che, come è noto e risulta anche dai Suoi due articoli, la forte polemica nazionale dell’ultimo mese, assieme all’oggetto delle richieste pressanti dei Sindacati, è stato (soprattutto) il meccanismo automatico di adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, che dovrebbe scattare di ben 5 mesi dal 2019 (e bisogna decidere entro quest’anno di bloccare il decreto direttoriale della burocrazia MEF e Lavoro, che – come stabilisce l’art. 12, comma 12bis – ne sono responsabili dal punto di vista erariale).

Inoltre, per quanto attiene alla Sua censura dei 5 nomi tra cui il Suo (dei quali 3 su 5 + Sacconi presenti tra i destinatari della mia lettera, per gli altri 2 vedi appresso), poiché a Suo dire sarebbe diffamatorio (facendo credere chissà che cosa, che La prego di chiarire), anche per gli altri quattro – come ho scritto - ci sono plurime prove documentali; ad esempio, a Cesare Damiano (di cui ricevo la newsletter), il quale evidentemente ce l’ha con la sua ex compagna di scuola Elsa Fornero (gliel’ho scritto) e ha deciso chissà perché di obliterare SACCONI col quale ha polemizzato per molti anni, ho già dovuto scrivere ben 6 (sei) volte!, incluso in occasione della sua conferenza stampa congiunta con Maurizio Sacconi in una sala del Parlamento!, con la pubblicazione e la diffusione di un manifesto (!), cioè un documento scritto, in cui attribuiscono l’introduzione del meccanismo automatico a Fornero (sic!), autosmentendosi verbalmente nel corso della stessa conferenza stampa (cfr. l’articolo di Rosaria Amato su Repubblica, il testo, non il titolo errato!  http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/pensioni_damiano_e_sacconi_contro_gli_adeguamenti_automatici_serve_gradualita_-170550410/), in cui Sacconi se ne è attribuita la paternità. Ripeto: ho raccolto le prove e pubblicherò a breve un post, che invierò anche a Lei.

Infine, come faccio anche con Lei, io ho inviato per conoscenza, quando sono convolti, le mie lettere di assidua e faticosissima CONTROINFORMAZIONE che mando in giro da 6 anni sulle pensioni (oltre che sugli obiettivi statutari della BCE e sulle manovre correttive della scorsa legislatura, obliterando Berlusconi che ne ha varato i 4/5, molto iniqui e recessivi, mentre viene citato e incolpato solo Monti, autore del residuo 1/5, più equo) – mi creda, una vera fatica di Sisifo! - anche a Damiano, Sacconi, Fornero e Boeri; di Cazzola, da quando non è più parlamentare, e Giannino, purtroppo non conosco l’indirizzo email. E lo faccio sia per stimolarne la replica a rettifica, sia perché il mio obiettivo non è per nulla di tipo personale ma esclusivamente informativo.

Distinti saluti,

V.



Post collegati:


Lettera al Sen. Prof. Pietro Ichino su un suo errore di attribuzione di un’importante norma pensionistica


Lettera n. 6 all’On. Cesare Damiano sulle sue notizie false sulle pensioni


Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi



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Lettera n. 2 al Sen. Prof. Pietro Ichino in merito alla sua bufala su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento




Pubblico la seconda lettera che ho inviato, l’altro ieri, al Sen. Prof. Pietro Ichino, dopo aver riscontrato in un articolo della sua ultima newsletter che, anziché pubblicare una rettifica dopo la mia prima lettera, ha ribadito consapevolmente il suo grave errore di attribuzione alla riforma delle pensioni Fornero anziché alla riforma delle pensioni SACCONI della norma pensionistica relativa all’adeguamento triennale dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita. Aggiungendoci la seconda BUFALA che la riforma Fornero ha “messo in sesto il nostro sistema pensionistico”.


Pensioni, l'autore dell'adeguamento automatico dell'età di pensionamento è SACCONI, non Fornero.

Da v.

22/11/2017  22:45


Egr. Sen. Pietro Ichino,

Mi meraviglia molto che, anziché ammettere l’errore che Le ho segnalato[1] (cfr. l’articolo della Sua newsletter n. 456, 28 ottobre 2017, “Cesare Damiano, sinistra Pd, e Maurizio Sacconi, rientrato in FI, convergono su di un grande obiettivo bi-partisan: smontare la riforma Fornero delle pensioni”, scusarsi e pubblicare un comunicato di rettifica, Lei rincari la dose (cfr. nella Nwsl n. 459, 20 novembre 2017 L’OSSESSIONE PENSIONISTICA DI CGIL E UIL   http://www.pietroichino.it/?p=47304).

E non solo, richiamando il precedente articolo, riattribuisca erroneamente e scientemente alla riforma Fornero l’introduzione del meccanismo dell’adeguamento periodico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, ma aggiunga una seconda BUFALA che circola anch’essa da sei anni, in un crescendo di DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni (e non solo), che ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime.

Si tratta di una DISINFORMAZIONE alimentata dal potentissimo sistema (dis)informativo berlusconiano e del centrodestra, da tutti i media e da DISINFORMATORI, esperti di previdenza, in servizio permanente effettivo.

I primi nomi che mi vengono in mente sono: Giuliano Cazzola, Oscar Giannino, Tito Boeri, Cesare Damiano e Lei (sto preparando uno scritto con le prove documentali), oltre a Matteo Salvini, che votò la severissima riforma SACCONI e, invece di andarsene in esilio, minaccia di esilio la professoressa Fornero perché manderebbe – lei, non SACCONI (sic!) - in pensione a 67 anni e poi a 70 gli Italiani; la stessa Elsa Fornero; tra i sindacalisti Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e, molto stranamente, Susanna Camusso e Maurizio Landini, duri oppositori nel 2010 della riforma SACCONI; e, infine, Maurizio Sacconi, per il suo lunghissimo e colpevole silenzio, che hanno obliterato completamente la severissima riforma delle pensioni SACCONI, una sorta di damnatio memoriae, un vero caso di scuola.  

Una seconda BUFALA, dicevo, che “Il nostro sistema pensionistico [è stato] rimesso in sesto dalla legge Fornero del 2011”, affermazione smentita da un esame comparativo puntuale delle norme pensionistiche e dai dati economici ufficiali.

Come si può facilmente verificare, ribadisco che l’adeguamento triennale dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita è stato introdotto dalla riforma delle pensioni SACCONI (NON dalla riforma Fornero) con la Legge 122/2010, art. 12, comma 12bis.

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

link non più attivo, sostituito da:

Come si può, altresì, altrettanto facilmente verificare, nella stessa L. 214/2011, art. 24 (riforma delle pensioni Fornero), viene più volte citata la L. 122/2010 quando si parla di adeguamento all’aspettativa di vita, ad esempio al comma 4 fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita, come previsti dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni” o al comma 6 Resta in ogni caso ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122” o al comma 12 12. A tutti i requisiti anagrafici previsti dal presente decreto per l'accesso attraverso le diverse modalita' ivi stabilite al pensionamento, nonche' al requisito contributivo di cui al comma 10, trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni;”.

Per quanto riguarda, infine, i risparmi di spesa pensionistica dopo le varie riforme delle pensioni dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abolito da Damiano, Damiano, 2007, SACCONI, 2010 e 2011, e Fornero, 2011), sono stati dalla RGS (a) quantificati in ben 900 mld fino al 2060 “circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060”; e (b) ascritti, tagliando istituzionalmente la testa al toro della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, per circa un terzo del totale alle riforme dal 2011 (modifiche della riforma Sacconi e riforma Fornero) e perciò per meno di un terzo del totale alla riforma Fornero.[2]


[1] Lettera al Sen. Prof. Pietro Ichino su un suo errore di attribuzione di un’importante norma pensionistica


[2] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) [Maroni, Damiano e SACCONI, ndr] e circa un terzo agli interventi successivi [modifiche alla riforma Sacconi e riforma Fornero, ndr], con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

Egr. Prof. Ichino, spero voglia d’ora in poi contribuire alla chiarificazione di chi ha fatto che cosa in tema di riforme delle pensioni.

Distinti saluti,

V.


PS:

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko

Created: 27 October 2017

Pensioni: notizie false (fake news)

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni



Destinatari:


(n. 50 destinatari)



Post collegato:


Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento


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Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento




Pubblico la lettera che ho inviato ieri al quotidiano Il Messaggero, dopo aver letto un suo articolo sull’adeguamento automatico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, che, nonostante due mie lettere, continuano ad attribuire erroneamente alla riforma delle pensioni Fornero anziché alla riforma delle pensioni Sacconi. In questo caso, lo fanno anche riportando le parole di uno smemorato On. Roberto Giachetti.


Alla Redazione de Il messaggero, in particolare alla c.a. del Dott. Marco Conti

Traggo dal Vostro articolo di oggi, a firma di Marco Conti, “Pensioni, sfida di Gentiloni a Mdp: e ora la manovra rischia” “Obiettivo dei sindacati, Cgil in testa, è abbattere la legge Fornero - «che ci fece votare Bersani», ricorda Roberto Giachetti - se non fosse che «le risorse limitate» di cui dispone il Paese impediscono l'abolizione del meccanismo di allungamento automatico dell'età che a suo tempo votò anche FI”.

AvendoVi scritto già due volte (al direttore e al caporedattore Economia),[1] ri-ri-risegnalo che l’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita NON è stato introdotto dalla riforma delle pensioni Fornero, che è una BUFALA che, per colpa della potentissima DISINFORMAZIONE berlusconiana, di tutti i media, dimentichi di ciò che scrivevano nel 2010 ((http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=104209)di politici smemorati, come l'On. Giachetti (che dimentica anche che il governo Monti fu un governo d’emergenza chiamato ad attuare le richieste ultimative della famosa lettera del 5/8/2011 della BCE, che includeva le pensioni, come contropartita dell’aiuto della BCE, v. il programma SMP di acquisti di titoli di Stato, implementato per l’Italia a distanza di 10 giorni - 22/8 - dall’approvazione della seconda, mastodontica manovra finanziaria estiva da parte del governo Berlusconi) e l'On. Salvini (che la riforma SACCONI la votò, assieme a tutta la Lega Nord, gliel’ho già scritto 2 anni e mezzo fa,[2] ma continua a minacciare l’esilio alla prof.ssa Fornero), di esperti di previdenza come Giuliano Cazzola, Oscar Giannino e Tito Boeri, di politici distratti e “congiuratori”, come il Sen. Maurizio Sacconi, l’On. Cesare Damiano e il Sen. Pietro Ichino (ho scritto loro già almeno 4 volte ed ho in preparazione l’ennesima email, v. ciò che scrivono nelle loro recenti newsletter), o il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, o sindacalisti oggettivamente un po’ mendaci nella questione del meccanismo automatico di adeguamento, come Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo (le cui confederazioni, delle quali erano alti dirigenti, nel 2010, furono “complici” dell’allora ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ed ai quali ho già scritto almeno 3 volte; ciò, invece, che non si comprende affatto è perché sorprendentemente lo facciano anche Susanna Camusso e Maurizio Landini, poiché la CGIL fu l’unico sindacato che si oppose alla L. 122/2010, la prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia, di 62 mld cumulati), e della stessa coraggiosa millantatrice Fornero (gliel’ho scritto[3] e riscritto, ma continua a farsi intervistare senza rinviare i giornalisti al vero autore), è una BUFALA, dicevo, che circola da 6 anni, bensì dalla riforma delle pensioni SACCONI, con la L. 122/2010, art. 12, comma 12bis.

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

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Dopo l’adeguamento triennale del 2019, che varrà fino al 2021, la cadenza (a decorrere dal 2022), in forza della riforma Fornero, sarà biennale. Ma questo, in ogni caso, è solo un’accelerazione del meccanismo periodico introdotto da SACCONI nel 2010. Se l’aumento dell’aspettativa di vita è confermato in 5 mesi, per cui l’età di pensionamento sarà di 67 anni nel 2019 per tutti, la clausola di salvaguardia della riforma Fornero (67 anni nel 2021) sarà superflua.

Trattandosi di leggi, è facile verificare (a) che è la riforma SACCONI che porterà l’età di pensionamento a 67 anni, sia degli uomini (pubblici e privati), sia delle donne del settore pubblico, sia di quelle del settore privato (le uniche oggetto di allineamento graduale entro il 2018 a TUTTI gli altri da parte della riforma Fornero) in forza del meccanismo automatico; e (b) che la stessa legge Fornero (L. 214/2011, art. 24), che si “appropria” – reiterandole - di varie misure incisive della legge SACCONI (ad esempio l’aumento dell’età base di 1 anno, compensato dall’eliminazione della “finestra” di 12 mesi per tutti, introdotta dalla riforma Damiano - in media, 4 mesi - e aumentata dalla riforma SACCONI - 8 mesi -; riducendola – sempre la riforma Fornero - per gli autonomi da 18 a 12 mesi) cita più volte il meccanismo automatico facendo riferimento alla L. 122/2010, art. 12 (ad esempio ai commi 4, 6 e 12).

Per quanto riguarda, infine, i risparmi di spesa dopo le varie riforme delle pensioni dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abolito da Damiano, Damiano, 2007, SACCONI, 2010 e 2011, e Fornero, 2011), sono stati dalla RGS (a) quantificati in ben 900 mld fino al 2060 “circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060”; e (b) ascrittitagliando istituzionalmente la testa al toro della DISINFORMAZIONE sulle pensioni, per meno di un terzo del totale delle riforme dal 2011 [rectius: dal 2004, ndr] alla riforma Fornero.[4]

Spero, pertanto, vogliate fare una rettifica, come ha già fatto Repubblica,[5] e contribuire d’ora in poi alla chiarificazione sulle pensioni e su chi veramente ha messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la recessione.

Cordiali saluti,

V.


[1]

Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana


Pensioni: notizie false (fake news)


[2] Lettera all’On. Matteo Salvini


[3] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


[4] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).


[5] Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni


PS: Fate girare la notizia tra i redattori.



Destinatari:


(n. 50 destinatari)



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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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