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Dialogo tra Maurizio Sgroi e me su Jens Weidmann




Riporto la discussione tra Maurizio Sgroi e me su Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, svoltasi il mese scorso in calce a questo suo articolo:


07/10/2016

La versione di Weidmann sul futuro dell’EZ



Articolo troppo tenero con uno dei massimi responsabili dei guai dell’Eurozona, un “infame” (copyright Thomas Fazi https://www.socialeurope.eu/2016/10/renzis-anti-austerity-charade-and-the-truth-about-italys-deficit/), che ha sulla coscienza i milioni di morti e feriti (in senso figurato e non) vittime della crisi economica che attanaglia da 8 anni i poveri cristi dei Piigs. Un bugiardo matricolato che fa finta di non conoscere né i Trattati UE (in particolare il fondamentale art. 3 del TUE, che definisce ed esplicita l’intera “missione” dell’Unione Europea, di cui la BCE è solo un mero strumento e non certamente il dominus), né lo Statuto della BCE (in particolare l’art. 2-Obiettivi, al plurale!), del cui Consiglio direttivo è membro.


salve,
l’idea, o forse il bisogno, di personalizzare, di cercare un capro espiatorio, non appartiene alla cultura di questo blog. molto modestamente mi faccio portatore di una visione del mondo che crede sicuramente nelle responsabilità individuali, e questo mi accomuna al suo arcinemico, ma al tempo stesso ho una profonda consapevolezza della loro finitezza. non credo, insomma, che un uomo, e tantomeno un banchiere centrale più o meno tedesco, possa essere responsabile, come dice lei, dei mali dell’eurozona. capisco che possa risultare antipatico e sgradevole, ma weidmann non ha superpoteri, come non ce li ha nessuno. i grandi momenti della storia – così almeno la vedo io – sono costruiti dalle popolazioni. i singoli servono solo agli storici e ai giornalisti per creare punti di riferimento narrativi. perciò, se fossimo un filo più onesti con noi stessi, dovremmo prenderci ognuno la nostra parte di responsabilità in tutti i guai che sono capitati. e poi magari valutare caso per caso quelle degli altri. nel merito, però, non basandosi sulla suggestione.
Quindi, per usare le sue parole, non sono troppo tenere con weidmann, al quale semplicemente riconosco di essere a sua volta portatore di una visione – la si condivida o meno – sono troppo tenero innanzitutto con me stesso.
grazie per il commento


Salve,
Naturalmente, conosco il suo stile (che in parte apprezzo), ma questa volta trovo che ha esagerato, e continua ad esagerare. Lei è troppo colto per non sapere che ogni esagerazione è un indizio di coda di paglia per senso di colpa…
Innanzitutto, Weidmann non è il mio supernemico, termine peraltro poco confacente al suo stile.
Inoltre, se crede nelle responsabilità individuali, non dovrebbe glissare così facilmente su quelle personali – gravi – di Weidmann, che è solo il cane da guardia principale (assieme a Merkel e Schaeuble) degli interessi del blocco coeso (a differenza di noi Italiani, che amiamo dividerci masochisticamente) industriale-finanziario-commerciale tedesco.
Il quale Weidmann non è Superman, ma per quanto riguarda la politica monetaria dell’Eurozona, ci si avvicina, poiché, pur essendo soltanto 1/25 del Consiglio direttivo della BCE, ne è uno di coloro che l’ha determinata, nel caso di specie come frenatore.
E’ quindi imparagonabile con me o qualunque altro povero cristo (in senso lato) dell’Eurozona.
Lei sa meglio di me – e ne abbiamo giù discusso più volte in passato (cfr., ad es., 
https://thewalkingdebt.org/2015/03/12/il-qe-europeo-ovvero-il-trionfo-dellegemonia-monetaria/) – che la BCE ha varato il QE con ben 6 (sei) anni di ritardo rispetto alla FED e alla BoE, per non parlare della BoJ, e la colpa è di Jens Weidmann (come rappresentante della Germania). E questo al di là dell’efficacia del QE. E’ indifferente per lei?
Ci sono fior di economisti, a partire dall’ex governatore della Banca centrale di Cipro e ora professore al MIT, Athanasios Orphanides, ex membro del Consiglio direttivo della BCE, che hanno, invece, giudicato molto negativamente l’inerzia della BCE, per ubbidire alla Germania.
“Se passa la linea di Berlino sui bond, Eurolandia rischia la disintegrazione”
http://www.repubblica.it/economia/2015/01/20/news/se_passa_la_linea_di_berlino_sui_bond_eurolandia_rischia_la_disintegrazione-105353689/
Il loquacissimo presidente della Bundesbank è, infine, un bugiardo, come si evince da questa intervista, una delle tante che rilascia, in cui (similmente al presidente Draghi) oblitera sistematicamente il secondo obiettivo statutario o omette ad arte il termine “close” al target del sotto il 2% o nasconde che gli Stati sono vincolati dai parametri e sottoposti al controllo della Commissione:
“Weidmann: “Caro Draghi, acquistare titoli di Stato è un invito a indebitarsi. L’Italia sia responsabile””
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/13/news/jens_weidmann_caro_draghi_sbagliato_acquistare_titoli_di_stato_un_invito_a_indebitarsi_l_italia_sia_responsabile-102771498/
Grave che un governatore di banca centrale sia un bugiardo.


Salve,
L’uso del termine arcinemico si proponeva di essere ironico, ma evidentemente con poca fortuna. Non c’è nulla di male a vedere le cose diversamente. Lei crede che Weidmann abbia potere sulla Bce notevole io ne sono meno convinto. Tutto qua. I fatti sono che al momento la Bce sta facendo una politica che poco piace a molti tedeschi. In futuro vedremo.
Grazie per il commento


Salve,
No, mi spiace, i fatti sono, prima, quelli da me descritti sopra. E’ vero, ora la BCE sta facendo “una politica che poco piace a molti tedeschi”, ma, per ubbidire alla Germania di Weidmann, ha aspettato 6 anni, e causato migliaia di morti e feriti.


salve,
non ho nessuna intenzione né possibilità di mutare le sue opinioni. lei crede che senza le resistenze tedesche il QE sarebbe partito prima. forse ha ragione, forse no. io non lo so. non so neanche se le cose sarebbero state diverse se il qe fosse partito prima. sono perfettamente consapevole dei miei limiti cognitivi
in ogni caso, grazie per il commento


Salve,
Io non ho espresso opinioni, ma indicato essenzialmente fatti, che si possono ovviamente interpretare in vari modi, ma solo entro certi limiti. Uno di questi limiti – sono certo che stavolta non potrà che convenire con me – è che vi è dal punto di vista tecnico assoluta certezza che il QE sarebbe servito, non certamente ad influire da solo sul tasso d’inflazione portandolo al livello del suo “target”, ma, accrescendone la domanda, a ridurre i tassi d’interesse dei titoli di Stato già emessi (mercato secondario), sui quali peraltro si calcola il famoso (o famigerato) “spread”, “inducendo” anche un calo di quelli ai quali gli Stati dell’Eurozona avrebbero finanziato le nuove emissioni di debito pubblico (mercato primario). Con grande sollievo delle Casse pubbliche di questi Paesi e la conseguente minore necessità di tartassare i poveri cristi, sulle cui spalle, almeno in Italia, è ricaduto iniquamente, per scelta soprattutto del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi (che ha varato manovre finanziarie per 267 mld cumulati su 330 nella scorsa legislatura, e le misure strutturali valgono tuttora), la gran parte dell’onere del risanamento dei conti pubblici.


**


PS: Ho commentato l’intervista di Weidmann nella parte degli Aggiornamenti di questo mio post (già riportato qua in passato) 

Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto



Post collegati:


Mario Draghi e Jens Weidmann


Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE


Il bugiardo e imbroglione Jens Weidmann e la massima di Goebbels



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Il bugiardo e imbroglione Jens Weidmann e la massima di Goebbels


Riporto due miei commenti concernenti entrambi il presidente della banca centrale tedesca (Deutsche Bundesbank), Jens Weidmann, pubblicati nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica, in calce a due suoi articoli:

21 APR 2016  -  Moneta dall'elicottero? Parliamo del pilota

27 APR 2016  -  La malafede del banchiere anti-euro

Già nell’Allegato alla Petizione sulla BCE, avevo giudicato Jens Weidmann un bugiardo sullo statuto della BCE (vedi Appendice).


Primo commento


Traggo dal discorso del presidente della Deutsche Bundesbank, il massone reazionario e contaballe Jens Weidmann, fatto all’Ambasciata tedesca[*]:

“Proprio per tutti questi motivi gli Stati membri dell’Unione monetaria hanno optato per una Banca Centrale indipendente e unicamente vincolata al mandato di stabilità dei prezzi a perfetta immagine e somiglianza della Bundesbank”. (pag. 7).

Ecco, qui sopra, un esempio di applicazione della massima di Goebbels: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (vedi anche il mio commento del 26/4, 20:52).

Per provare che quella di Weidmann è una bugia, basta o leggere lo Statuto della BCE, che all’art. 2 recita:

“Articolo 2-Obiettivi

Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 119 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea”.

O consultare il sito della BCE e leggerne le Funzioni:

“Obiettivi

L’articolo 127, paragrafo 1, del Trattato sancisce che

“L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi.”

Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea.”

Come si vede, in entrambi i casi già dal titolo, al plurale: “Obiettivi”, si può facilmente dedurre che Weidmann, atteso che egli, essendo anche membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, debba per forza conoscere lo statuto della BCE, è un bugiardo compulsivo e un imbroglione.

Inoltre, Weidmann, come succede per solito a chi, avendo subito un’educazione autoritaria, diventa un mentitore (la menzogna è un meccanismo di difesa) e si crea una realtà parallela, confondendo i suoi desideri con la realtà, sostiene che la BCE è stata progettata a “perfetta immagine e somiglianza della Bundesbank”, che è un’altra bugia. 

Nel mio post Yanis Varoufakis e i poteri-doveri della BCE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829295.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/03/yanis-varoufakis-e-i-poteri-doveri.html, a proposito del parallelo con lo statuto della Bundesbank, scrivevo:

“In calce all’articolo di Bernard Maris, economista, una delle vittime della strage di Charlie Hebdo, riportato da Keynesblog, osservavo:

“Mi posso sbagliare, ma a me non sembra che il “funzionamento della BCE [sia esattamente] ricalcato su quello della Bundesbank” (che ho appena letto, anche se velocemente), v. confronto dei testi che qui riporto, ma che, anzi – come ho già rilevato più volte in passato -, gli obiettivi e i limiti siano più simili a quelli della FED, segnatamente in deflazione o comunque con l’inflazione sotto target (“sotto, ma vicino, al 2%”), cioè quando la condizione sospensiva del raggiungimento dell’obiettivo primario sia stata (più che) soddisfatta e quindi i 2 obiettivi statutari (stabilità dei prezzi e una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l'ambiente e il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale [testo vecchia versione dell’art. 2 del TUE, poi diventato art. 3, che parla di “piena occupazione”]) sono convergenti e concordanti”.


Anche il Vice Direttore Generale della BCE, Gilles Noblet, nella sua Risposta alla mia Petizione sulla BCE, inviata alla Commissione Petizione del Parlamento Europeo, emulando sia il suo presidente, il massone elitario Mario Draghi, che il presidente della Bundesbank, il massone reazionario Jens Weidmann, pur “stanato” dalla mia contestazione argomentata e provata documentalmente sul punto, ripete talvolta la stessa bugia, alternando come se fossero equivalenti la definizione della stabilità dei prezzi come “l’obiettivo della BCE” (con l’articolo determinativo e senza aggettivo qualificativo) e “l’obiettivo primario”, il che necessariamente comporta che vi sia almeno un altro obiettivo, ancorché secondario.

Talché mi è stato facile ribattere nella replica:

“E’ agevole notare che, a dispetto dell'impronta ideologicamente connotata in senso ordoliberista dei Trattati UE e contrariamente alla loro interpretazione maistream neo-liberista ostinatamente propalata stravolgendo spesso la lettera e lo spirito delle norme, la lingua, la matematica, la logica e perfino i fatti, la deduzione è arbitraria, non avvalorata da una semplice lettura dell’intero testo del Trattato, in particolare l’art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, ribadisce i principi fondamentali del governo dell'Unione Europea, finalizzandolo a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo […]; formalmente corretta per l’Eurosistema ma sostanzialmente fuorviante, poiché è in discussione non la prevalenza e la cogenza dell’obiettivo principale – la stabilità dei prezzi - ma l’obliterazione sistematica da parte della BCE del secondo obiettivo statutario – sostenere le politiche economiche dell’UE - che in deflazione o con inflazione inferiore (sensibilmente) al target, quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti e complementari, ha le stesse dignità e cogenza del primo”. (cfr. Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE


Secondo commento


Ho già scritto in calce al post precedente di questo blog che cosa penso del massone reazionario e contaballe Jens Weidmann (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/04/21/moneta-dallelicottero-parliamo-del-pilota/). Vale forse la pena di aggiungere che non si capisce come uno così, con evidenti problemi col principio di realtà, possa ricoprire un incarico così delicato. Per dare la misura dei danni che possono combinare quelli come lui, mi è forse sufficiente segnalare che un campione di questa vera e propria patologia è l'ex PdC Silvio Berlusconi.

Ma non si capisce solo in teoria, poiché, da un lato, è l'intera leadership UE a contar balle e a stravolgere tutte le regole: sia quelle della lingua che quelle della matematica, della logica e degli stessi Trattati UE; dall'altro, nella selezione degli appartenenti a tale leadership, vigono regole... improprie, che hanno a che fare più con l'appartenenza a cenacoli elitari che a criteri di merito tecnico e democratico. Come è esattamente il caso di Jens Weidmann, secondo il libro “Massoni” iscritto alla superloggia reazionaria "Der Ring", di cui è Maestro Venerabile il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e alla quale è iscritto anche il presidente della BCE, Mario Draghi (iniziato anche presso altre superlogge).

In questo quadro mefitico, inquietante per qualunque sincero democratico, s’inserisce il peso esorbitante esercitato dalla Germania prima nella progettazione e poi nell’interpretazione delle regole, piegate sistematicamente ai propri interessi, con la complicità dei suoi satelliti e l’acquiescenza degli altri.

L’unica speranza – lo ripeto per l’ennesima volta – non risiede né negli sterili appelli né nella CONTROINFORMAZIONE di giornalisti meritori come Carlo Clericetti, ma nella forza della legge, poiché mi rifiuto di pensare che nell’ambito dell’Unione Europea non esista un giudice a… Berlino, o meglio in Lussemburgo (v. PS), che – opportunamente adito - possa farla rispettare, stigmatizzando (stigmatizzare=deplorare severamente e pubblicamente) e sanzionando i contaballe e imbroglioni alla Jens Weidmann.


PS:

Corte di Giustizia Europea (CGUE)



Appendice


Aggiornamento (16/01/2015)


Nella conferenza stampa del 4 dicembre scorso, “Rispondendo alle domande di giornalisti, Draghi ha detto che il direttorio "ha discusso dell'acquisto di titoli di Stato", che "ricade nel mandato" della Bce. Nell'ambito di un ‘quantitative easing’, d'altra parte, possono rientrare "tutti gli asset tranne l'oro" (È scontro, filotedeschi contro gli acquisti. Ma Draghi da gennaio andrà avanti di Federico Fubini   http://www.repubblica.it/economia/2014/12/04/news/bce_tassi_quantitative_easing_draghi-102109933/).

Mario Draghi ha anche affermato che «sarebbe illegale non perseguire il nostro mandato». Naturalmente si riferiva all’obiettivo della stabilità dei prezzi, visto che, dacché è presidente, egli ha completamente obliterato nei suoi discorsi il secondo mandato, cioè quello di “sostenere la crescita economica e la piena occupazione”. In ogni caso, essa costituisce un’ammissione indiretta dell’illegalità del mancato perseguimento del secondo obiettivo statutario.

Ricaviamo dalla recente intervista di Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank e membro (troppo) influente del Consiglio direttivo della BCE, a la Repubblica   (http://www.repubblica.it/economia/2014/12/13/news/jens_weidmann_caro_draghi_sbagliato_acquistare_titoli_di_stato_un_invito_a_indebitarsi_l_italia_sia_responsabile-102771498/):

Ma la Bce non sembra unita: va verso decisioni a maggioranza contro la Germania?

"Noi tutti nel Consiglio Bce - il Presidente, e tutti gli altri membri - abbiamo interesse a prendere decisioni con il consenso più ampio possibile. Ma naturalmente l'unanimità non è condizione vincolante. Ci siamo comunque trovati uniti nell'ultimo Consiglio di dicembre, nella scelta di attendere e valutare gli effetti delle nostre decisioni".

Dal combinato disposto - diciamo così - delle due dichiarazioni di Draghi e Weidmann, si ricava la conferma che il Consiglio direttivo è già orientato, a maggioranza, a varare il QE, ma lo ha procrastinato per venire incontro alla richiesta di Weidmann.

Non le sembra che il tempo stringa?
"Non vedo questa urgenza, e la politica monetaria fa sempre bene a non lasciarsi mettere sotto pressione. Secondo le nostre prognosi, il tasso d'inflazione, ora molto basso nell'eurozona, nel breve periodo scenderà ancora per poi risalire ma lentamente: a fine 2016 sarà di appena l'1,4%. Il Consiglio punta a che l'aumento dei prezzi a medio termine sia meno del 2%. Ma la bassa inflazione è da ricondurre al forte calo dei prezzi energetici. Situazione ben diversa da una spirale negativa salari-prezzi. Il calo dei prezzi energetici è come un piccolo programma di aiuti per la congiuntura: rafforza il potere d'acquisto dei consumatori, accresce gli utili delle aziende. Quindi non c'è necessità vincolante di reagire".

Ricaviamo da:

Obiettivo “inflazione sotto 2%, ma vicino”
[…] Nell’ottobre 1998 il Consiglio direttivo della BCE ha quindi annunciato una definizione quantitativa di stabilità dei prezzi: “un aumento sui 12 mesi dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per l’area dell’euro inferiore al 2%”, specificando inoltre che essa deve essere preservata “su un orizzonte di medio termine”. Pertanto, il Consiglio direttivo cerca di mantenere l’inflazione su un livello inferiore ma prossimo al 2% nel medio periodo.

Confrontando i due scritti e premettendo che, in generale, il significato di breve, medio o lungo è un concetto relativo al tipo di fenomeno osservato,emerge che nel caso in esame, per obiettivo “medio periodo” si può presumibilmente intendere un triennio, ma questo riguarda la stabilità dei prezzi da preservare poco sotto il 2% (Weidmann omette, ad arte, "close")non certamente la deflazione o un tasso d’inflazione effettivo che segnerà uno scarto sensibile con l’obiettivo statutario per un periodo complessivo, tra quello già trascorso e la previsione, di almeno 3 anni. In più, Weidmann si preoccupa soltanto della stabilità dei prezzi, ma omette che lo statuto assegna alla BCE anche il secondo obiettivo “subordinato”, mutuato anch’esso dai trattati, che peraltro non lo considerava subordinato ma principale, almeno fino all’ultima modifica, operata col trattato di Lisbona, in cui evidentemente si è fatta già sentire l’influenza “abnorme” della Germania e la stabilità dei prezzi è diventata un obiettivo anche dell’UE, ma certamente non prevalente.

in Europa accanto alla politica monetaria comune abbiamo 18 Stati con politiche finanziarie indipendenti e rating e situazioni di debito ben diversi. Ciò crea tentazioni di indebitarsi di più e scaricare le conseguenze sugli altri”.

Il Sig. Weidmann dice bugie evidenti, cosa grave per un presidente della Deutsche Bundesbank: primo, visto che c’è il fiscal compact; secondo, visto che gli Stati hanno l’obbligo di trasmettere preventivamente alla Commissione Europea le rispettive Leggi di Stabilità e sono tenuti a rispettarne le correzioni, a pena di sanzioni; e terzo, visto che le conseguenze sugli altri le scarica anche – ora soprattutto, visto che c’è il fiscal compact- la politica miope ed egoistica della Germania.

Concludiamo con Weidmann:

La Bce appare la più forte istituzione europea, allora chi se non la Bce deve agire contro la crisi?
"Non dobbiamo forse preoccuparci di questa visione? Le Banche centrali non sono governi paralleli. La politica europea deve essere fatta da Parlamenti e governi, e la risposta ai problemi non può essere sempre dare nuovi compiti alla Bce".

Ineffabile. Non nuovi compiti, ma semplicemente adempiere quelli esistenti, da tempo violati.



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permalink | inviato da magnagrecia il 29/4/2016 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Yanis Varoufakis e i poteri-doveri della BCE

 
La confusione sui poteri e i doveri della BCE da parte di Yanis Varoufakis (e non solo) continua.

In calce all’articolo del 22/01/2015 “La Bce regalerà soldi alla Germania”, ho commentato:

“La Germania fa il suo interesse, ma gli altri purtroppo gli hanno dato finora una grossa mano. W perciò Tsipras! Che non fa altro che smascherare – come scrivevo qui tempo fa a Carlo Clericetti, un re nudo. E probabilmente non conosce ancora neppure lui bene lo statuto della BCE, e quindi le sue violazioni.

In calce all’articolo di Bernard Maris, economista, una delle vittime della strage di Charlie Hebdo, riportato da Keynesblog, osservavo:

“Mi posso sbagliare, ma a me non sembra che il “funzionamento della BCE [sia esattamente] ricalcato su quello della Bundesbank” (che ho appena letto, anche se velocemente), v. confronto dei testi che qui riporto, ma che, anzi – come ho già rilevato più volte in passato -, gli obiettivi e i limiti siano più simili a quelli della FED, segnatamente in deflazione o comunque con l’inflazione sotto target (“sotto, ma vicino, al 2%”), cioè quando la condizione sospensiva del raggiungimento dell’obiettivo primario sia stata (più che) soddisfatta e quindi i 2 obiettivi statutari (stabilità dei prezzi e una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l'ambiente e il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale) sono convergenti e concordanti.

Ri-evidenzio che anche per la FED vige il divieto di acquisto diretto (cioè sul mercato primario) dei titoli del Tesoro. […]

PS: Certo, va aggiunto che la Germania ce la sta mettendo tutta a ricalcare il funzionamento della BCE sempre più su quello della Bundesbank, da una parte, con l’acquiescenza di tutti i Paesi (poiché è necessaria l’unanimità), in punto di diritto, quando col trattato di Lisbona è stato modificato il trattato di Maastricht [1]; dall’altra, con la complicità della Commissione UE e della BCE, in punto di fatto, obliterando metodicamente il secondo obiettivo, omesso sia nel sito della UE (mentre in quello della BCE è stata apportata, nel 1° semestre 2014, una “strana” modifica del testo delle sue funzioni, che vi metteva la sordina ed enfatizzava l’importanza dell’obiettivo primario anche per l’UE), sia in tutti i discorsi pubblici del presidente della BCE, Mario Draghi. [2]”.

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/01/22/la-bce-regalera-soldi-alla-germania/#comment-1112

 
E in calce a “L’invasione di campo della Bce”, ho scritto:
 
• magnagrecia7 6 febbraio 2015 alle 12:33
@Vincenzoaversa (6 febbraio 2015 alle 09:51)
Interessante, quindi è Varoufakis il padre della proposta dei CCF?
Però ne emerge anche che neppure Varoufakis (in data February 15, 2014) - se per istituzionali intende statutari - conosceva bene lo statuto ed i poteri della BCE.
At this very moment in Europe’s history, with interest rates practically on the lower zero bound, and with inflation turning negative, the ECB is not allowed (for institutional and political reasons) to effect expansionary monetary policies through quantitative easing. What use are monetary authorities in a currency union if they cannot expand money supply in response to falling prices?

[In questo preciso momento della storia d'Europa, con i tassi di interesse praticamente a zero vincolati sul basso e con l'inflazione che gira in negativo, alla BCE non è consentito (per fini istituzionali e politici) di effettuare politiche monetarie espansive attraverso allentamento quantitativo. A che servono le autorità monetarie in un'unione monetaria se non possono espandere l'offerta di moneta in risposta a un calo dei prezzi?]

Vincesko

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/05/linvasione-di-campo-della-bce/#comment-1235

 
Il che chiaramente è stato smentito dal varo del QE, che peraltro, nelle intenzioni dichiarate della BCE, ha il solo scopo di riportare il tasso d’inflazione al suo target.
 
Oggi [14/3], a Cernobbio, Yanis Varoufakis ha dichiarato:

Varoufakis, statuto Bce scritto dalla Bundesbank
"Immaginiamo una forma alternativa di Qe finanziato al 100% da obbligazioni della Banca europea degli investimenti con la Bce che compra" questi bond "sui mercati secondari: mi piacerebbe chiamarlo 'piano Merkel'"
14 marzo 2015 13:45
[…] “Mi dicono che la Bce non accetterà mai discussioni circa lo swap perché è scritto nello statuto. Mi dispiace, signore e signori, ma lo statuto è stato scritto dalla Bundesbank''.
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2015/03/14/varoufakis-statuto-bce-scritto-dalla-bundesbank_ce0c4889-a3cf-4fd3-8842-82c1c07ebe71.html
 
Non mi pare sia scritto dalla Bundesbank, a parte la gerarchia dei 2 obiettivi statutari (che però non vale in deflazione o quasi). Riporto i testi degli obiettivi di BCE, Bundesbank e FED:
 
BCE: Articolo2-Obiettivi
Conformemente agli articoli 127, paragrafo 1 e 282, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea [tra i quali “una crescita economica equilibrata” e “la piena occupazione”]. Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 119 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf

 
Bundesbank: 3 Tasks
The Deutsche Bundesbank, being the central bank of the Federal Republic of Germany, is an integral part of the European System of Central Banks (ESCB). It shall participate in the performance of the ESCB’s tasks with the primary objective of maintaining price stability, shall hold and manage the foreign reserves of the Federal Republic of Germany, shall arrange for the execution of domestic and cross-border payments and shall contribute to the stability of payment and clearing systems. In addition, it shall fulfil the tasks assigned to it under this Act or other legislation.
https://www.bundesbank.de/Redaktion/EN/Downloads/Bundesbank/Tasks_and_organisation/bundesbank_act.pdf

 
FED: Mission
• conducting the nation’s monetary policy by influencing the monetary and credit conditions in the economy in pursuit of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates.
http://www.federalreserve.gov/aboutthefed/fract.htm


Infine, non so perché parla di swap, ma per quanto riguarda, poi, gli acquisti di bond di Istituzioni UE sul secondo mercato – a leggere l’art. 21 dello statuto della BCE - a me non sembra affatto che non li possa fare. In ogni caso, come rilevava anche Paolo Savona, questi, quando vogliono, gli spazi per decidere discrezionalmente li trovano. In certi casi, come per il deficit o la Grecia, occorre aggiungere: purtroppo.
 

Post collegato:


Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto





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permalink | inviato da magnagrecia il 16/3/2015 alle 20:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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