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La supposta superiorità e l’arroganza degli Europei del Centro-Nord

 
Carlo Clericetti  20 FEB 2015
La Grecia, le riforme e il giallo della tabella
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/20/la-grecia-le-riforme-e-il-giallo-della-tabella/

 

Tutto avviene – scrive Carlo Clericetti - alla luce del sole. Io amo dire che il re è nudo.

In calce all’articolo precedente, io commentavo che nei media italiani non mancano le critiche all’arroganza della Germania.

Leggete ad esempio quest’articolo, dove, con la complicità della distrazione del moderatore quasi a fine turno, sono riuscito a pubblicare un mio commento sull’aspirazione di Renzi al cenacolo supremo latomistico, della corrente reazionaria:[1]

Il giornalista indica in Schulz uno dei responsabili perché tedesco, ma Schulz è socialdemocratico, non popolare.

L’ho già scritto, il problema risiede proprio nella débacle del PSE nella composizione della subentrante Commissione Europea nell’assegnazione degli incarichi.[2]

La responsabilità dell’acquiescenza al predominio della Germania è dei leader politici, in primo luogo di Hollande, socialista, e in secondo luogo di Renzi, del PD, centrosinistra. Io mi sento europeo nato in Italia, ma questa Unione Europea a predominio tedesco né mi piace, né l’ho votata. Né mi sento più tutelato da sedicenti esponenti di sinistra come Schulz, Hollande, Renzi, Pittella.

 

OT (ma fino a un certo punto)

In calce al post precedente “La partita greca tra ipotesi e sospetti”, ho accennato al complesso di superiorità della Germania e degli altri Paesi europei del Centro-Nord nei riguardi di quelli del Sud, ed ho parlato di supposta superiorità e di arroganza: “Va anche aggiunto, per completezza, che un po’ dell’arroganza e del complesso di superiorità tedesca nei riguardi dei Paesi latini e dei Greci ce l’hanno anche i “satelliti” Olanda, Belgio, ecc.”.

Dopo la vandalizzazione di Piazza di Spagna a Roma ad opera dei tifosi della squadra olandese del Feyenoord avvenuta ieri ed il rifiuto immediato del governo olandese di risarcire i danni, mi è tornato in mente l’episodio che avvenne al campionato europeo di calcio del 2000 in Belgio e Olanda e che richiamai così su Europa (purtroppo i commenti sono stati cancellati tutti), dopo la durissima finale Spagna-Olanda al campionato mondiale di calcio del 2010 in Sudafrica, vinta dalla Spagna.[3] In Olanda, l’Italia arrivò in finale, che perse contro la Francia. La scena che più mi è rimasta impressa nella memoria non riguarda la partita, ma, dopo il quasi pestaggio dei giornalisti RAI da parte della polizia olandese, l’utilizzo, da parte della stessa Polizia olandese, di poliziotti a cavallo per disciplinare le file di coloro che dovevano acquistare il biglietto d’ingresso e che erano in gran parte Italiani.

 

da magnagrecia inviato il 13/7/2010 alle 21:5
Due osservazioni. La prima, sul polpo Paul. La spiegazione più ovvia del perché abbia indovinato i pronostici è da riconnettere non a sue supposte capacità divinatorie o addirittura a competenza calcistica, ma presumibilmente al fattore colore delle bandiere: sia in quella della Germania, sia in quella della Serbia, sia in quella della Spagna figura il colore rosso (per la verità anche in quelle del Gana e dell'Inghilterra, ma forse gli era più "antipatico").
La seconda. Nessuno vi accenna, ma anche questa volta - come successe agli Europei in Olanda, quando maltrattarono addirittura alcuni giornalisti RAI (Mattioli e la Scarnati), ed il nostro governo [Amato] chiese invano le scuse ufficiali - gli Olandesi hanno confermato che non sanno perdere e adottano tutti i mezzucci pur di vincere.

http://www.europa.dol.it/dettaglio/119809/il_calcio_del_polpo_lunico_competente

 

[1] Anche Juncker diventa ostaggio dei tedeschi
Il commissario Ue: da Atene segni positivi, si va verso un ragionevole compromesso. Poi il gelo di Berlino Occupazione record in Germania: 43 milioni di lavoratori
di Luigi Offeddu  20 febbraio 2015
http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_20/anche-juncker-diventa-ostaggio-tedeschi-2f5d56c0-b8ea-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml

[2] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_2010

 

PS: Che fosse il governo Amato, lo ricordavo a memoria. Ora, cercando la notizia del maltrattamento dei giornalisti RAI (non rammentavo più che furono posti in stato di fermo di polizia), ho trovato questa dettagliata interrogazione parlamentare, in cui si parla anche dei disagi arrecati ai disabili italiani che si recarono in Olanda per assistere alla finale http://www.caminita.altervista.org/olanda.htm .

 

PPS: Facendo la ricerca, ho appena scoperto che anche la RAI rievoca l'incredibile aggressione del 2000, davanti allo stadio, ai danni dei giornalisti RAI:

http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/media/Olanda-come-vennero-trattati-gli-italiani-nel-2000-338df519-6851-46fc-800b-eb4c97c6af37.html

 

Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica

Pubblico la lettera che ho inviato ieri a Fabrizio Bocca, giornalista sportivo de la Repubblica. Finora non ho ricevuto nessuna risposta.


Oggetto:

Commenti censurati

27/06/2014
11:55

Da:

v)http://posta-static.iol.it/cp/images/default/en/mail/smart/addcontact.gif

A:

<f.bocca@repubblica.it>

 

@Fabrizio Bocca

Ho giocato a calcio ma non lo seguo più (tranne la Nazionale), perché era, è un mondo di sleali, isterici, esagerati, inclusi i giornalisti sportivi, in gran parte mediocri ed incompetenti e con una sorta di licenza di uccidere con le parole, che anziché “educare” lisciano il pelo ai tifosi peggiori, catastrofisti, spietati e disfattisti quando si perde.

Non la conoscevo, né la conosco (mi riprometto di farlo meglio), ma, a sentirla parlare ed a leggere questo Suo ultimo commento,[1] privo del tutto di argomentazioni tecniche puntuali e forse persino di senso (lo rilegga con calma…), credo che Lei non abbia mai giocato a calcio e non ne capisca molto; ma, quel che è peggio, appartenga alla foltissima schiera dei sedicenti sapientoni del giorno dopo. Non è un fatto personale, è un discorso che faccio da sempre e che rifarei con chiunque, essendocene i presupposti fattuali.

Ho inviato 3 commenti, in cui esprimevo considerazioni tecniche sull’Italia ed un giudizio negativo sui giornalisti sportivi, che ritengo corresponsabili del clima isterico che permea il calcio, ma nessuno dei 3 è stato pubblicato. Non credo avessero nulla di disdicevole, poiché sono stati pubblicati sul Corriere senza problemi. Debbo quindi pensare che Lei li abbia censurati per debolezza, a causa della Sua lunga coda di paglia, essendosi riconosciuto nella schiera degli incompetenti, spietati e disfattisti del giorno dopo, quando si perde.

Non può che migliorare, s’impegni di più, leggendo 100 volte al giorno gli articoli del grande Gianni Brera.

Cordialmente,

V.

  

Postilla 

Io ritengo i giornalisti sportivi corresponsabili della subcultura calcistica italiana cinica, isterica, esagerata, colpevolizzante, diseducativa. Non so se è ancora così, ma l’Italia è il Paese col maggior numero di quotidiani sportivi a diffusione nazionale, ben tre: La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport e Tuttosport, che una volta facevano registrare il maggior numero di lettori in assoluto, e che sommati insieme lo fanno registrare tuttora.[2] A questo, si sono ora aggiunte le televisioni, con una messe enorme di partite trasmesse ed una pletora di telecronisti ed opinionisti, per lo più ex calciatori e giornalisti sportivi.

In questi giorni sto seguendo assiduamente, su RAI1 e RAISPORT1, le partite del Campionato Mondiale di calcio in Brasile e le trasmissioni con i commenti; anche in questo momento che scrivo questo post sto ascoltando “Pomeriggio mondiale” su RAISPORT1, dove i soliti luminari di calcio discettano – talvolta anche a ragione, per carità – delle responsabilità di tutti, senza però mai fare autocritica, perché sono sempre pronti ad esaltare i commissari tecnici ed i calciatori quando si vince e ad affossarli spietatamente quando si perde, creando un cortocircuito mediatico ed alimentando un circolo vizioso tra esigenze di rinnovamento di dirigenti, regole, uomini e scelte tattiche invocate e decisioni effettive assunte e prestazioni in campo (e fuori) condizionate dalla paura del linciaggio morale, che condiziona sia i dirigenti, sia i ct, sia i giocatori. Subcultura che poi diventa inevitabilmente il sostrato per educare e crescere i vivai calcistici, istupiditi e diseducati da genitori rabbiosi e da allenatori in fregola di tatticismi esasperati e dimentichi invece dei fondamentali tecnici, atletici e morali.

Infine, un’ultima annotazione la voglio riservare alle critiche ed al vero e proprio astio, a mio avviso autolesionistico, manifestato un giorno sì e l’altro pure dai giornalisti sportivi italiani contro il presidente della FIFA Blatter, che non è un personaggio scevro da critiche, ma che ovviamente se le lega al dito e ce le fa pagare molto volentieri.[3] Tra gli alti lai dei medesimi giornalisti sportivi italiani, i quali poi si lamentano perché l’Italia è costretta a spostamenti eccessivi o a giocare 2 partite su 3 alle ore 13 con un clima amazzonico.

 
[1] http://bocca.blogautore.repubblica.it/2014/06/26/homepalla-il-ritorno-dellitalia-sullaereo-piu-pazzo-del-mondo-il-caos-azzurro-e-il-tutti-contro-tutti-dipollina-sulla-soyuz-il-borsino-del-nuovo-ct/
http://bocca.blogautore.repubblica.it/2014/06/27/cile-costarica-grecia-algeria-messico-costarica-etc-italia-a-pezzi-ma-dovevamo-esserci-anche-noi-tra-le-16-del-mondiale-ci-siamo-autoeliminati/
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Quotidiani_in_Italia
[3] Rivoluzione Blatter: sì alla moviola in campo
Il presidente della Fifa annuncia la novità in un'intervista al sito dell'organo di governo del calcio mondiale. "Servirà per dare più aiuto agli arbitri, più giustizia alle partite". Staffilata all'Italia, accusata di difensivismo

28 giugno 2014
http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/brasile2014/2014/06/28/news/blatter_moviola_in_campo-90191238/
 

Aggiornamento (30/06/2016)


Riporto la e-mail che ho inviato a Fabrizio Bocca dopo aver letto questo suo articolo di oggi:


Europei, quarti: il serbatorio resta la Premier. Italiani, che 'mammoni'


Radicalizzata/radicata

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da:

vhttp://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

30 giu 2016 - 13:53 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<f.bocca@repubblica.it> 

Buongiorno,

Citazione: “L'Italia è fortemente radicalizzata nella serie A”. Oltre a capire poco di calcio, zoppica anche in lingua italiana. Suppongo volesse scrivere “radicata”. Saluti,

V.

PS:

Lettera a Fabrizio Bocca di la Repubblica


 
Post collegati
 
Italia-Costarica 0-1
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2813714.html
 
Italia-Uruguay 0-1
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2813960.html 

Il calcio tra Dottor Jekill e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810681.html

In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html
 
Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html


 

Italia-Costarica 0-1

 

Io ho giocato a calcio, da ragazzo, ero abbastanza bravo. M'intendo di calcio, so valutare un giocatore (e sono molto severo), o meglio, sapevo, perché prima seguivo molto di più, e senz'altro preferivo - e anticipai la “scelta”, prima che iniziasse la finale ripetuta dopo 2 giorni dell’Europeo ’68 in Italia [1] (ma non ricordo manco più i diversi giocatori che subentrarono); o al mondiale '70 in Messico [2] - il grande Rosato (scomparso pochi anni fa) all'autolesionista e mediocre Niccolai (che... per fortuna s'infortunò nella prima partita), o – al  mondiale '78 in Argentina [3] – il giovane Cabrini al più esperto Maldera, o il giovanissimo Paolo Rossi che giocava nel Vicenza e quindi non era sostenuto da un grande club (impressionante la sua prestazione come ala destra in una partita internazionale); e poi Dino Baggio, Donadoni e così via.

Quando ero a Milano (5 anni e mezzo, per lavoro), a S. Siro andavo poche volte: mi impressionarono solo 2 giocatori: Gigi Riva, soprannominato da Gianni Brera “Rombo di tuono”, e - pur essendo io un estimatore di Mazzola - Gianni Rivera, che giocava solo 20 minuti in una partita (l’infaticabile Giovanni Lodetti correva anche al posto suo), ma vedevi il gioco illuminarsi. Leggevo il grande Gianni Brera, che allora scriveva su Il Giorno e poi nel '76 passò a la Repubblica, e mi trovavo sempre d'accordo con lui, tranne in un caso: Dino Zoff, ch'egli definiva “il portierone” ed io, dal mondiale del '78 in poi in Argentina, “il mongoloide”.

Ma di tattica la penso come Gianni Rivera: non so un tubo. Sono rimasto ancora al portiere, 2 terzini, di cui uno fluidificante, 2 mediani, un centromediano, 2 ali, 2 mezzali e un centravanti. Anche se so per esperienza (negli ultimi anni, nel torneo aziendale, giocavo da regista) che la disposizione dei giocatori in campo è importante, ma se hai visione di gioco te ne accorgi e provvedi empiricamente.

Anche oggi mi intendo poco di tattiche di gioco, anzi meno di prima, ché le tattiche sono millanta, ma riesco ancora a valutare un giocatore, e sono sempre molto severo, poiché nel calcio amo la perfezione, almeno come aspirazione, e cerco di seguire i dettami di Brera, che, di ciascun giocatore, esaminava le caratteristiche fisico-atletiche (illuminante, in un tempo in cui si marcava a uomo, la sua considerazione sul baricentro in rapporto all’altezza e quindi la ripartizione tra brevilineo, normolineo e longilineo, ma aggiungendo che esistono dei normolinei di statura alta), tattiche, psicologiche e morali; riteneva lo stile, assieme ad altre qualità, una delle componenti della classe.

Ed allora mi capirete e forse mi scuserete se dico francamente che non ho apprezzato per niente certe scelte individuali dell’allenatore Prandelli nella partita Italia-Costarica (ma mi capitava anche prima). Mi riferisco, in particolare, al bradipo [4] Thiago Motta, al mediocre Abate, all’evanescente Cassano, che mai avrei convocato in Nazionale. Il primo a me sembra troppo lento fisicamente e mentalmente, inadeguato ai ritmi attuali. Il secondo a me pare un giocatore potenzialmente dotato, ma nei fatti un buon giocatore di serie B. Il terzo – lo confesso - non mi è mai piaciuto, sia per ragioni caratteriali sia per ragioni tecniche, anche quando era giovane e istintivamente faceva giocate di classe. Sottolineo istintivamente, poiché a me pare che egli accusi abitualmente una sorta di cesura tra raziocinio e gesto calcistico; fateci caso: capita spesso di vederlo lanciare la palla o triangolare, con sussiego da campione, scambiando, però, - come dire?- un avversario… per un proprio compagno. Ora, per giunta, è vecchio ed imbolsito.

Per quanto riguarda gli altri, dico questo:

- Col senno di poi, forse era meglio non far giocare Buffon, non al massimo della forma e quindi non sempre lucido e reattivo.

- Il mancino Chiellini, un leone come volontà ed impegno, non mi è mai piaciuto molto, ha per me 2 difetti: il meno grave è che, non avendo piedi “buoni”, pretende di fare i lanci lunghi ed è incapace di crossare; il più grave, come stopper, di essere (come scriveva Brera) unipede (ricordo che, prima della finale del campionato mondiale in Germania, [5] scrissi una lettera virtuale all’allenatore Lippi perché non schierasse l’altro unipede mancino Materazzi, perché avrebbe commesso un fallo da rigore su Henry, che l’avrebbe attaccato sul lato del piede destro, come in effetti successe, anche se non fu Henry ma Malouda).

- De Rossi, forse acciaccato, è diventato un giocatore normale, senza guizzi e tiri da fuori.  

- Barzagli a me piace, fin da quando giocava nell’Under 21 ed era sottovalutato perché non militava in una squadra di primo livello; personalmente ne... caldeggiai la convocazione in Nazionale A al posto dello sleale Materazzi, per me indegno di giocare in Nazionale.

- Marchisio è uno dei migliori, sia come impegno, sia per corsa, sia per acume tattico, sia per qualità dei passaggi, sia per stile, sia nell’inclinazione naturale a finalizzare, che dovrebbe essere la preoccupazione normale di ogni giocatore.

- Pirlo è un grande, ma contro il Costarica è stato inferiore alle attese; fisicamente mi sembra a posto, secondo me non è tranquillo, forse a causa della recente separazione dalla moglie.

- Mai visto prima Darmian, sul quale esprimo un giudizio complessivo positivo.

- Insigne, che conoscevo già appena appena, mi sembra un peperino potenzialmente utile alla squadra perché capace di saltare l’uomo, ma che rischia, come Giovinco ed altri giocatori minuti, di essere sistematicamente sovrastato fisicamente in campo internazionale.

- Balotelli, capace sì di grossi exploit quando è guidato dall’istinto, ma anche di errori madornali quando è costretto al ragionamento; grossi problemi di autostima.

- Infine Prandelli, che ne sa molto, molto più di me in fatto di tattica, credo meno di me in fatto di scelte individuali e di “lettura” della partita e conseguente gestione delle sostituzioni.

 

PS: Non avevo mai visto prima Immobile, non mi è piaciuto nello scorcio di tempo in cui è stato impiegato nella partita contro l’Inghilterra: o era in fuorigioco o era impreciso nei passaggi.

 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_europeo_di_calcio_1968

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_1970

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_1978

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Bradypus

[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_2006

 

 

Post collegato:

Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html
 

 

 

Il calcio tra Dottor Jekill e Signor Hyde

 
Lo Stato nel pallone, via i vertici del calcio
Lo scrittore commenta i fatti di Napoli-Fiorentina di Coppa Italia, con lo stadio in balia dei tifosi
di ROBERTO SAVIANO
05 maggio 2014
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/05/05/news/lo_stato_nel_pallone_salvato_da_gomorra-85250998/

 

In questa vicenda, intendo quella della finale di calcio di Coppa Italia Napoli-Fiorentina di sabato scorso, io individuo 3 profili:

1.    Un profilo di ordine storico con valenza mista, connesso a:

a)    l’eredità lasciataci dall’antica Roma, espressa nella famosa locuzione panem et circenses, in uso in “un’epoca in cui chi governava si assicurava il consenso popolare con elargizioni economiche e con la concessione di svaghi a coloro che erano governati”; [1]

b)    a questa stessa massima, che è fatta propria 1.700 anni dopo dal regno di Napoli, dove “con intenzione simile, si è usata l'espressione Feste, farina e forca per definire la vita nella Napoli del periodo borbonico”;

c)    mix che, variamente calibrato, trova applicazione anche adesso, in un contesto sociale, politico e, soprattutto, mediatico profondamente diverso.

2.    Un profilo di ordine politico-statuale, che attiene al grado anagrafico ed organizzativo dello Stato italiano, [2] che è ancora relativamente giovane (poco più di 150 anni) ed oscilla troppo bruscamente e spesso incomprensibilmente tra la severità decisa una tantum per chi ci capita e la tolleranza per tutti gli altri.

3.    Un profilo di ordine culturale-antropologico, caratterizzato da:

a)    un sostrato profondo di infantilismo-mammonismo-cinismo-carente senso civico-scarsa etica della responsabilità;

b)   ed un contraltare psicologico legato al calcio, per cui (mi consta personalmente e ne feci oggetto del mio primo ed unico articolo di calcio sul giornale del paese), non solo i soliti gruppi di scalmanati, ma anche persone probe ed apparentemente equilibrate durante la settimana, novelli dottor Jekill, si trasformavano la domenica in invasati Signor Hyde [3] che inveivano contro arbitro e giocatori avversari, lanciavano epiteti volgari ripetuti a mo’ di cantilena, sputi e talvolta persino ombrelli o scarpe.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Panem_et_circenses
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_italiano
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_strano_caso_del_dottor_Jekyll_e_del_signor_Hyde

 

Post e video collegati:

Il giocattolo calcio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741511.html
In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html

Come si dice, il pesce puzza dalla testa:
Report – Il mondo dello sport italiano
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-05-05&ch=3&v=360634&vd=2014-05-05&vc=3 

Il docente inglese: "In Italia ultrà troppo forti, non cambierà niente"
John Foot, docente alla Bristol university, analizza il fenomeno nella violenza degli stadi italiani comparandola al modello britannico: "Gli Agnelli sono avanti, ma gli altri non hanno la forza per affontare le frange più violente del tifo"
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
10 marzo 2014
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2014/05/09/news/intervista_franceschini_esperto_hooligans-85710333/



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permalink | inviato da magnagrecia il 5/5/2014 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato

 

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vincesko 7 luglio 2011 alle 13:55

Italia: Paese-femmina del melodramma e dell’isteria.

Lo sport nazionale più diffuso non è, come si crede comunemente, il calcio, ma la lamentela.
Per fare un semplice ma significativo esempio: la telecronaca collegiale (ma quanti sono a commentare una partita? non si potrebbero risparmiare dei soldi e destinarli al welfare dei precari?) in occasione – invero particolare – della partita Italia-Serbia: fu la rappresentazione plastica di quel che è (diventata?) la caratteristica distintiva dell’italiano medio (il 90%?): un oscillare dalla normale, consueta, lamentosa recriminazione, appunto, all’acme – in caso di avvenimenti stressanti – di una prolungata, contagiosa lamentazione isterica collettiva.
Ho da tempo fatto mio e adottato per motto – e lo suggerisco a tutti e andrebbe insegnato nelle scuole e soprattutto in famiglia e nel mondo del calcio – il monito di un prete del Nord: la lamentela è peccato!

Ovviamente, questo è un portato della nostra cultura, sedimentatasi nei secoli
L’Italia è un Paese femmina. Lo affermava indirettamente Montanelli, [1] che diceva che gli Italiani sono poco maschi, gli Spagnoli troppo maschi. Lo sosteneva anche Gianni Brera, [2] a proposito della tattica di gioco calcistica più adatta alla Nazionale, che secondo lui era e doveva rimanere quella –“femminile” – del gioco difensivo e del contropiede [in polemica con Sacchi [3]].

La “femminilizzazione” dell’intera società italiana è un dato ormai acquisito per i sociologi e gli psicologi. Così pure è evidente la femminilizzazione del corpo docente della scuola, in particolare nei primi gradi.

Nel ‘post’ Sono Invalsi i giudizi , scrissi:

L’educazione (di cui la scuola è una componente importante, ma che viene dopo la famiglia) mi appassiona, perché è il problema cruciale in Italia, da cui dipendono tanti altri.

Il nostro è un popolo antico, cinico, mammone e a-meritocratico.
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico – e conservatore – sono, da una parte, mamma-Chiesa – oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare per meritare la grazia, operando bene, ma il contrario) e, dall’altra, la donna-mamma, soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, soprattutto al Sud, vige il matriarcato. Ora la donna ha preso in mano anche le redini della scuola.

La soluzione è nell’educazione, prima in famiglia (in senso lato) e poi a scuola, che devono svolgerla tenendo insieme la dimensione affettiva (amore) con la dimensione etico-normativa (regole): la sola educazione positiva, completa e che costituisce un fattore protettivo enorme; la sola capace di formare individui forti ed equilibrati, e non soggetti deboli e con l’idiosincrasia alle valutazioni ed ai controlli…. E, aggiungo ora, alle TAV, a prescindere. 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Brera
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Sacchi


Articoli collegati:
 
Renzi ottiene la fiducia in Senato: 169 sì. “Basta alibi, èil tempo del coraggio”
“Usciamo dal coro della lamentazione”.
http://www.repubblica.it/politica/2014/02/24/news/governo_renzi_chiede_fiducia_in_senato-79515089/
 
Oscar Farinetti: "Matteo Renzi ha tre mesi di tempo. Gli italiani? Sono tacchini non sanno venderle le proprie idee"
Ilaria Betti, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 06/03/2014
Come facciamo a tornare galline?
"Attraverso il buon esempio, attraverso persone grandi che ricoprano ruoli chiave, che invece di lamentarsi cerchino soluzioni, che diano il buon esempio. Siamo il Paese più lamentoso del mondo ma è da dilettanti lamentarsi, è da grandi cercare soluzioni. Basta dire ‘Piove, governo ladro!'"
http://www.huffingtonpost.it/2014/03/05/oscar-farinetti-matteo-renzi-tre-mesi-di-tempo_n_4907494.html
 
 

 

Il giocattolo calcio

Non solo la PA, è da riformare da cima a fondo. [1]

Gli togli il giocattolo calcio all’isterico bambino Zamparini, che gli rimane? [2]

E l’“abatino” Rivera, grande campione un po’ sfaticato (sopperiva, col suo gran correre, Lodetti [3]) in questo caso merita appieno l’appellativo di “ragiunat” che gli affibbiò un po’ spregiativamente (a lui e a Sandro Mazzola) il sommo Gianni Brera.

Sono d’accordo con la “proposta” del premier Monti. [2] Ma è anche un problema culturale e quindi di lunga e difficile soluzione. Come è scritto in questa interessante disamina, “Il calcio costituisce ormai una grande industria dell’entertainment che fa da sovrastruttura alla semplice competizione”. [4]

Io ho giocato a calcio (anni '60), nei campionati del CSI, da 14 a 18 anni, e poi talvolta nel torneo aziendale. Me ne sono schifato abbastanza fin da ragazzo (perché già allora lo vedevo come una scuola di slealtà, di imbroglio, di furbizia, di violenza, assurdi i rischi che si correvano nei derby con le squadre dei paesi vicini, rinverdendo le gesta dei loro antichi progenitori, [5] ed alla fine del girone di andata, per disintossicarmi, me ne andavo a giocare a pallavolo, poi verso fine campionato tornavo), da seguirlo molto poco adesso.

Perché, al netto dei compensi astronomici di oggi, è stato sempre così il calcio in Italia, al Sud, al Centro e al Nord; la propensione ad imbrogliare non è affatto un fenomeno negativo recente.

D'altronde, deve far parte - come dire? - costitutiva di questo sport, se il calcio in passato, in Gran Bretagna, è stato talvolta addirittura vietato [6], e l'attuale gioco moderno deriva - pare – in parte da quello praticato, con regole diverse, molto tempo fa a Firenze, in Toscana [7], regione nella quale si svolge il Palio di Siena [8], che ammette qualunque mezzo e mezzuccio, inclusa appunto la corruzione, per ottenere la vittoria. Altro che l'importante è partecipare.

Il bambino isterico Zamparini fa anche disinformazione. E’ talmente ottuso o accecato dal pregiudizio che fa finta furbescamente di non sapere o non si è ancora accorto che il lavoro sporco lo ha fatto non Monti ma Berlusconi (Tremonti), varando in un anno e mezzo, a partire dalla crisi greca dell’aprile 2010, manovre finanziarie per un ammontare complessivo di 200 mld, addossandone il grosso sul ceto medio-basso e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale.

Se poi l’isterico bambino Zamparini allude ad Equitalia, egli ignora o fa finta di non sapere che essa opera sulla base della normativa emanata dal Parlamento ed inasprita negli ultimi anni dall'ex ministro del governo Berlusconi, Giulio Tremonti. Infatti, le norme iugulatorie sulla riscossione le ha varate Tremonti, non il centrosinistra con Visco, né Monti [9].

ZAMPARINI: "MONTI SI VERGOGNI"- ''Monti si vergogni''. Reagisce così Maurizio Zamparini alle parole del Premier: "L'unica cosa indegna in questo Paese è che uno come Monti osi dire quello che ha detto: ci sta massacrando, sta distruggendo l'Italia, dice solo delle stupidaggini. Dovrebbe pensare prima di parlare. Prima di dire che bisogna chiudere il gioco del calcio, dovrebbe pensare ai suoi problemi e a tutto quello che sta distruggendo e facendo chiudere lui con i suoi provvedimenti. Sulla seconda sua affermazione sul calcio, poi, Monti dimostra di essere ignorante perchè allo Stato ogni anno le società di calcio professionistiche versano ben 800 milioni di euro".”. 


[1] Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
[2] Monti: "Il calcio andrebbe sospeso". Zamparini: "Si vergogni"
http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/05/29/news/monti_calcio_sospensione-36152168/
[3] Giovanni Lodetti (da Wikipedia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Lodetti
[4] “La psicologia del tifoso nella prevenzione del calcio violento”
http://www.silviacalzolari.com/pdf/Psicologia_tifoso.pdf
[5] Zuffa tra Pompeiani e Nocerini (da Wikipedia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Zuffa_fra_Pompeiani_e_Nocerini
[6] Calcio (sport) (da Wikipedia).
http://it.wikipedia.org/wiki/Calcio_(sport)
[7] Calcio in costume (da Wikipedia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Calcio_in_costume
[8] Palio di Siena (da Wikipedia).
http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena
[9] Le norme iugulatorie di Equitalia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738891.html

*** 
[4] La psicologia del tifoso nella prevenzione del calcio violento
Firenze, 27 giugno 2007
Dott.ssa Silvia CALZOLARI - Psicologo Criminologo
https://www.yumpu.com/it/document/view/13456003/la-psicologia-del-tifoso-nella-prevenzione-del-silvia-calzolari 
Differenze fra realtà e percezione
• In un numero sempre maggiore di contesti si avverte la presenza di un gap fra ciò che esiste oggettivamente e ciò che viene soggettivamente percepito
• Più specificamente, il rapporto dell’uomo con il proprio mondo fenomenico è tale che tutto ciò che è creduto esiste
Possibili interpretazioni dell’evento sportivo
a) aspetto di attività fisica
b) componente ludica
c) elemento competitivo
d) aspetti disciplinanti e pedagogici
e) dimensione dello spettacolo
f) componente professionale
Rappresentazione sociale dello sport
• E’ il significato della nostra esperienza attribuita ai contesti di vita a determinare la loro rilevanza “realistica” e non la loro esistenza puramente fattuale

• Il passaggio da una dimensione all’altra avviene nella mente del tifoso attraverso un salto cognitivo
• Alcune competizioni non esistono nella mente delle persone solo perché non sono rappresentate
• Nel tifo violento si colpiscono cose o persone non per quello che sono ma per ciò che rappresentano

Comportamenti di massa
• Non sono la semplice somma dei processi psicologici individuali o una loro estensione
• Traggono origine dai processi cognitivi (intraindividuali, interpersonali, situazionali) che ricorrono nei discorsi collettivi
• Rispondono a normative interne del gruppo
• Funzionano secondo dinamiche e schemi primitivi (assunti di base)

Bion - Dinamiche di gruppo
• Il gruppo ha delle modalità di funzionamento tendenzialmente psicotico (regressivo), che permette la drammatizzazione dei vissuti individuali.
• Nel gruppo avvengono “processi psicologici osservabili e descrivibili, stereotipi, comportamenti e sentimenti che indicano l’esistenza di materiale inconscio che il gruppo va elaborando nella prospettiva comune, e illusoria, di trasformare gli oggetti in conflitto in alleati”.

Bion -Assunti di base
• Gli assunti di base sono fantasie gruppali di tipo onnipotente e magico sulla modalità di raggiungimento degli scopi. Coincidono con stati emotivi tendenti ad evitare la frustrazione connessa all’apprendimento dall’esperienza.

Mentre la mentalità del gruppo è il contenitore, gli assunti di base sono il contenuto dell’opinione del gruppo

1) assunto di base di accoppiamento
Convinzione inconscia della necessità di un essere o di unavvenimento futuro per la soluzione dei problemi del gruppo.
Rappresenta una speranza di tipo messianico. Il “figlio” dell’accoppiamento non deve però mai nascere, deve essere una speranza, un desiderio, che per restare tale non si può realizzare.

2) assunto di base di attacco-fuga
Convinzione irrazionale dell’esistenza di un nemico. Il gruppo si sente chiamato a difendersi attaccando o fuggendo; per questo gruppo la sola idea di usare il pensiero o la comprensione è un vero sacrilegio. Ci sarà l’impressione che il benessere individuale non ha importanza fin tanto che il gruppo continua ad esistere. Qualsiasi via che non contempli l’attacco o la fuga sembra inesistente o opposta al bene comune.

3) assunto di base di dipendenza
Convinzione magica che esista un’entità, esterna al gruppo, in grado di soddisfarne i bisogni; ciò significa che viene sempre attribuita ad una persona la capacità di soddisfare tutti i bisogni del gruppo, mentre tutti gli altri sono in attesa di veder soddisfatti i propri. La persona prescelta solleva i membri dalla responsabilità di pensare.

Funzioni del gruppo-tifoseria
• Garantisce un’identità anche a chi non ce l’ha (laboratorio di socializzazione)
• L’identità del singolo coincide con quella del gruppo e viene “gridata” attraverso l’utilizzo di un linguaggio comune e di segni e simboli di riconoscimento
• In situazioni di ambiguità o incertezza il gruppo diventa più coeso e temibile
• Tende a deresponsabilizzare e proteggere il singolo in caso di agire violento

Ruolo dei mass media
• Producono una rappresentazione sociale dell’evento sportivo secondo schemi e cornici di senso proprie
• Trasformano una realtà materiale (fatto sportivo) in un universo di significati in cui campeggiano atleti, pubblico, dirigenti e tifosi, presi da una convinzione comune
• Il calcio costituisce ormai una grande industria dell’entertainment che fa da sovrastruttura alla semplice competizione

Effetti della rappresentazione mediatica sul pubblico
• L’overtalking mediatico continua ad avere effetto nei giorni seguenti all’ evento sportivo e crea morbosità nello spettatore-tifoso
• La contaminazione del calcio-sport da parte del calcio-spettacolo (divismo del giocatore anche al di fuori del campo) ha influenza sulla percezione dell’evento
• E’ in grado di “costruire” delle realtà, con il potere di influenzare le masse e canalizzare l’attenzione su ciò che è più funzionale
• Il gesto atletico viene sovraccaricato e talora distorto

Relazione fra evento-partita ed emozioni del tifoso
• Le emozioni del tifoso (collera, gioia, ostilità, rancore, etc..) sono in funzione degli schemi cognitivi in base ai quali egli ha appreso ad interpretare gli eventi della partita
• Il tifo si trasforma in violenza quando l’agonismo dell’evento sportivo non riesce a realizzare le attese emotive e cognitive che promette in maniera simbolica ai tifosi

Ricerche fra aggressività e spettacolo sportivo
• Le emozioni provocate dalla partita favoriscono le condotte aggressive solo se
queste fanno già parte del repertorio comportamentale delsoggetto
• La teoria catartica afferma che l’aggressività del tifoso rappresenta una compensazione alle frustrazioni
• In realtà la caratteristica del tifoso violento è l’eccitazione emotiva più che la frustrazione
• Il livello di aggressività agita nel pubblico non è direttamente correlata con il livello di aggressività contemplato dal tipo di competizione che si sta svolgendo in campo
• Il gesto violento, che può sembrare subitaneo e isolato, rappresenta in realtà l’evolversi di un percorso progressivo che inizia nella mente del tifoso già molto prima dell’evento-partita

Motivazioni inconsce
• L’ invidia inconscia è alla base della tensione emotiva che accompagna molti tifosi violenti, che si vogliono aggiudicare un pezzetto di spettacolo
• Il divismo/vittimismo degli atleti d’élite alimenta l’aggressività
• Meccanismi difensivi psichici primitivi (scissione, identificazione proiettiva)
• Nel tifo c’è una forte componente di virilizzazione

Elementi situazionali
• Nelle città particolarmente “calde” lo stato d’animo dei cittadini-tifosi risulta fortemente correlato alle vicende della squadra, anche durante la settimana; ciò produce un’attesa che “carica la molla”
• La settimana che precede l’evento fa da incubatrice di molte delle dinamiche che si realizzano la domenica durante la partita
• Il tipo di avversario che si affronta condiziona già in anticipo lo stato d’animo e le convinzioni con cui si va allo stadio
• L’andamento della partita e il comportamento arbitrale svolgono il ruolo di detonatori

Tifoso moderato
• Ha propri valori individuali sul calcio
• Non è interessato ad apparire
• Non cerca conferme del proprio Sé allo stadio
• Non è mosso da problematiche inconsce
• Utilizza simboli positivi di appartenenza alla squadra
• E’ radicato nella cultura e nelle tradizioni del posto
• Ha una forte attivazione emozionale legata all’evento partita,che cessa all’uscita dallo stadio

Tifoso violento
• E’ sempre sostenuto dal gruppo di cui condivide valori e regole
• Ha bisogno e rabbia d’apparire
• Si rappresenta attraverso gli occhi degli altri che gli confermano il proprio ruolo negativo
• Colpisce sempre un proprio simbolo interno quando si scaglia contro qualcuno/qualcosa
• Maschera le proprie intenzioni distruttive dietro espressioni di alti ideali e credo
• E’ sradicato dal tessuto sociale del luogo
• L’impulso violento è indipendente dalla partita ed è presente fuori dallo stadio

Le due facce della sicurezza
• “Security”: indica le misure di sicurezza, protezione e difesa di edifici e persone da attacchi o minacce di varia natura. Si parla di security forces (polizia, esercito, etc.) o security alert (allarmi, supporti tecnologici, etc..)
• “Safety”: indica una condizione, uno “stato delle cose” più stabile (ad es. un posto dove i bambini possono divertirsi), data dalla percezione generale del livello di gradevolezza, vivibilità e coesione sociale di un luogo.

La tessera del tifoso rappresenta uno strumento di sicurezza in grado di soddisfare entrambi gli aspetti:
• da una parte costituisce una misura tecnica esterna che oltre a rendere più sicuro lo stadio è in grado di velocizzare le procedure
• dall’altra è in grado di stimolare nel pubblico atteggiamenti e stili di vita positivi rispondenti ad una cultura della legalità, isolando i violenti

Possibili effetti della tessera del tifoso
• Crea una “rete” intorno al tifoso e interviene sull’ auto-percezione
• Identificando il tifoso, contrasta la “diffusione di responsabilità” tipica del gruppo, restituendola al singolo
• Non viola la privacy ma rafforza il senso di appartenenza e fiducia ad una realtà territoriale
• Tende a circoscrivere e danneggiare la parte della tifoseria violenta, riducendo l’errore di giudizio
• Risponde al metodo edonistico nei confronti del tifoso

Ruoloattivo del tifoso
• Si sente protagonista della buona riuscita dell’evento
• Si sente partecipe di un progetto importante e condiviso
• Si sente rispettato e non solo controllato
• E’ premiato per la sua scelta di buona condotta attraverso un riconoscimento, rinforzando così il proprio comportamento
• Favorisce l’empatia, che contrasta l’antisocialità

Aspetti strategici
• Simbolicamente la tessera rappresenta un’identità positiva che abilita il tifoso a far parte di un patto socialmente approvato
• E’ in grado di interferire con gli schemi cognitivi del tifoso violento, privandolo di alibi e giustificazioni al proprio comportamento
Riduce la paura, concependo un’idea smilitarizzata di stadio, inteso come teatro del calcio, centro di aggregazione sociale per tutti. 


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05/12/2012 - OLANDA IL GIORNO DOPO AD ALMERE
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CALCIO - LA STORIA DEL CALCIO
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di Gianni Mura
(28 luglio 2014)
http://www.repubblica.it/rubriche/buona-lettura/2014/07/28/news/il_campo_dei_ricordi-90174706/
  
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