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Lettera n. 2 all’Osservatorio CPI (diretto da Carlo Cottarelli) sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012





Pubblico la seconda lettera che ho inviato sei giorni fa all’Osservatorio sui conti pubblici italiani, dell’Università Cattolica, diretto da Carlo Cottarelli. La prima riguardava la spesa pensionistica, questa seconda riguarda le manovre correttive della XVI legislatura e la responsabilità della recessione. In calce, riporto il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da: v

19/9/2018 17:52


ALL’OSSERVATORIO CPI

p.c. PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI


Spett. Osservatorio CPI,

Traggo dal Vostro articolo (senza data!) “L’andamento del debito dopo la stretta fiscale del 2012

Resta però il fatto che nel 2012 la politica fiscale è stata stretta in modo significativo, attraverso tagli di spesa e aumenti delle tasse pari a 2,4 per cento del Pil. […] La figura 3 riporta i risultati della simulazione. Il rapporto tra debito pubblico e Pil, in assenza della stretta operata da Monti, sarebbe cresciuto più rapidamente di quanto osservato, arrivando nel 2018 a 142,1 per cento (circa 11 punti percentuali al di sopra di quanto attualmente previsto per il rapporto tra debito pubblico e Pil alla fine di quest’anno).

1. Innanzitutto, osservo che il 2,4% equivale a circa 40 mld, cioè il doppio dell’importo netto della prima manovra di Monti (DL 201/2011, L.214/2011, c.d. decreto “Salva-Italia”), che cifra 32 mld lordi (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi).

2. Quindi almeno la metà è di altri, cioè del governo Berlusconi precedente.

3. Ma vediamo meglio le cifre. Premetto che:

(i) le manovre da me esaminate hanno avuto attuazione anche prima e dopo il 2012;

(ii) l’impatto sul 2012 del primo DL del governo Monti è stimato da RGS in 20,2 mld (http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Note-brevi/La-manovra-di-FP/2011-2014/Le_manovre_di_finanza_pubblica_del_2011.pdf  pag. 5, tav. 11); ma

(iii) nel 2012 si sono concretizzate anche le precedenti misure di Berlusconi contenute in ben tre DL mastodontici, molto maggiori, singolarmente, del primo DL di Monti: il DL 78/2010, L. 122/2010, di 62 mld cumulati; il DL 98/2011, L. 111/2011, di 80 mld cumulati (pag. 2, tav. 4); e il DL 138/2011, L. 148/2011 (pag. 2, tav. 5), di 65 mld cumulati, per un totale di 207 mld cumulati per il quadriennio 2011-2014 (contro 62 mld delle due manovre di Monti), per un ammontare rispettivo stimato da RGS in 12, 5 (attribuisco il 50% dell’importo di 24,9 mld che è il totale non cumulato del DL 78/2010 a valere per il biennio 2011-2012), 5,5 e 22,7 mld, pari a un totale di 40,7 mld; solo per info (salvo approfondimento), aggiungo che dalla relazione del Servizio Studi – Dipartimento Bilancio della Camera dei Deputati, risulta per il DL 78/2010 (L. 122/2010) un importo di manovra netta per gli anni dal 2010 al 2013 (in milioni), rispettivamente, di 108, 14.312, 24.952 e 23.985, cioè l'impatto sul 2012 è stimato in 25 mld, maggiore da solo del primo DL Monti.


Saldo netto da finanziare

2010

2011

2012

2013

Risorse





Minori spese correnti

264,5

9.413,4

13.362,9

13.724,9

Minori spese in conto capitale

0,0

1.613,0

1.395,0

1.571,0

Maggiori entrate

848,0

7.835,3

11.671,7

9.359,8

Impieghi





Maggiori spese correnti

984,5

1.911,1

532,3

150,0

Maggiori spese in conto capitale

20,0

320,0

320,0

320,0

Minori entrate

0,0

2.318,4

624,5

200,2






Totale risorse (manovra lorda)

1.112,5

18.861,7

26.429,6

24.655,7

Totale impieghi (misure espansive)

1.004,5

4.549,5

1.476,8

670,2

Manovra netta

108,0

14.312,2

24.952,8

23.985,5

4. Sulla base dei documenti citati, perciò, si può ipotizzare che le misure del governo Berlusconi abbiano avuto un impatto sul 2012 almeno doppio di quelle del governo Monti, per cui ne discende che a quest’ultimo si possono attribuire al massimo 1/3 dei 40 mld iniziali, e cioè 13 mld.

5. Inoltre, va anche considerato che le entrate del primo DL Monti (DL 201/2011-“Salva-Italia”) sono ascrivibili per 23,7 mld all’IMU, ma 4 mld sono relativi all’IMU sulla casa principale, poi abolita (http://www.tesoro.it/primo-piano/article_0101.html).

6. Successivamente, ho trovato in Rete questo video, in cui il professor Cottarelli, soltanto a mo’ di inciso (“peraltro con misure per metà introdotte dal governo Berlusconi”), afferma che la metà dell’importo relativo al 2,4% è stato deciso dal governo precedente. Il video è del quotidiano online Affari Italiani, che ha titolato così:

Debito-Pil, Cottarelli: "Se Monti non avesse contenuto il deficit, il debito sarebbe aumentato"

Sabato, 30 giugno 2018 - 12:29:56

Anche gli altri media hanno titolato nello stesso modo, citando soltanto Monti.

Cioè, come sta succedendo da sette anni, i media - anche perché fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte, volutamente false - hanno completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA che il mastodontico consolidamento fiscale e la recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure severe della riforma Sacconi; come ho già avuto modo di segnalare nel gennaio scorso al professor Cottarelli sia per le manovre che per le pensioni, il quale molto stranamente (forse perché era afflitto da influenza) mi ribatté che non interessa chi l’ha fatto esattamente (sic!).

7. Conclusione. Sorprende e spiace, pertanto, che alimentiate la diffusione di notizie false o fake news o BUFALE sul governo Monti, che (come sulla riforma delle pensioni Fornero) in Italia hanno fatto (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all’estero. Per cui, in conclusione, mi permetto di invitarVi - e di reiterare il mio invito al professor Cottarelli - di dedicare finalmente la Vostra/sua analisi al governo Berlusconi, che ha varato il quadruplo delle manovre correttive del governo Monti, ed a pubblicizzarlo adeguatamente, tenendo conto della superficialità dei media, irretiti dalla DISINFORMAZIONE propalata da sette anni dal centrodestra e da millanta sedicenti esperti, inclusi – pare – tutti i professori di Economia, nonché dalle oggettive millanterie del professor Monti, lasciando stare per un po’ il povero, sopravvalutato, ‘diffamato’ governo Monti-Fornero.

Cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Per un utile e (spero) risolutivo promemoria, riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mldhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

(cifre analoghe sono riportate da altre fonti, in linea con quelle di RGS e Servizio Studi della Camera dei Deputati).

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


PPS:

E-mail collegata:

Lettera sulla spesa pensionistica all’Osservatorio sui conti pubblici (Università Cattolica), diretto da Carlo Cottarelli



Destinatari:


19/09/2018  17:52

(n. 50)


19/09/2018  19:02

(n. 50) 


19/9/2018 19:11

(n. 47)


19/9/2018 19:12

(n. 50)


19/09/2018 19:14

(n. 50)


19/09/2018 19:17

Commissione Bilancio del Senato

(n. 25)

Commissione Finanze e Tesoro del Senato

(n. 25)


19/09/2018 19:18

Commissione Bilancio della Camera

(n. 47)


19/09/2018 19:19

Commissione Finanze della Camera

(n. 45)


19/09/2018  19:21

angelo.baglioni@unicatt.itandrea.boitani@unicatt.itmassimo.bordignon@unicatt.itlorenzo.cappellari@unicatt.itlucava.colombo@unicatt.itrosario.crino@unicatt.itdomenico.delligatti@unicatt.itgianluca.femminis@unicatt.itpiero.giarda@unicatt.itmichele.grillo@unicatt.itmarco.lossani@unicatt.itclaudio.lucifora@unicatt.itmaurizio.motolese@unicatt.itpiero.tedeschi@unicatt.itsimona.beretta@unicatt.itfloriana.cerniglia@unicatt.itemilio.colombo@unicatt.itmario.maggioni@unicatt.itguido.merzoni@unicatt.itfausta.pellizzari@unicatt.itantonio.albanese@unicatt.itantonio.cetra@unicatt.italessandro.dadda@unicatt.itfrancesco.dalessandro@unicatt.itmaurizio.logozzo@unicatt.itmcmalaguti@hotmail.com, stefano.baraldi@unicatt.itandrea.lionzo@unicatt.itpaolo.russo@unicatt.itmario.anolli@unicatt.italberto.banfi@unicatt.itelena.beccalli@unicatt.itmassimo.belcredi@unicatt.itlorenzo.caprio@unicatt.itpaolo.gualtieri@unicatt.itgiuliano.iannotta@unicatt.itmarco.oriani@unicatt.itgiovanni.petrella@unicatt.iteugenio.anessi@unicatt.italessandro.baroncelli@unicatt.itdonatella.depperu@unicatt.itcerif@unicatt.itmanuela.macinati@unicatt.itmario.molteni@unicatt.itrenato.fiocca@unicatt.itannalisa.tunisini@unicatt.itdomenico.bodega@unicatt.itamerico.cicchetti@unicatt.itluigi.manzolini@unicatt.itfederico.rajola@unicatt.it

(n. 50)


19/09/2018  19:22 

(n. 50)




*** 


Riporto, qui di seguito, il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

19/9/2018  17:56

A:  v


Caro V.

conosco bene la sua posizione e come lei dice anche io ho indicato che metà delle misure erano già state introdotte dal governo precedente. Non credo che quello fosse il punto della nostra nota In ogni caso in futuro sottolineerò più chiaramente che parte del misure erano già state introdotte. Noti comunque che un governo può sempre disfare le misure fatte da un governo precedente Quando entra in carica. Quindi aver accettato le misure introdotte da Berlusconi voleva dire fondamentalmente e sottoscrivere quelle misure. Cordialmente. 

Carlo Cottarelli



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  v

19/9/2018 22:08


Caro professor Cottarelli,

Ritengo utile premettere, ove avesse qualche dubbio, che io non ho niente contro di Lei; ieri, ad esempio, ho inviato una lettera alla Segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, che ha dato una notizia falsa sulla riforma delle pensioni Fornero, se va nel mio blog la trova e ne trova decine di altre dello stesso tenore inviate alle persone più disparate quando propalano bufale.

La “mia” posizione è solo quella della corretta informazione. La Sua qual è? A giudicare dalla Sua terribile “resistenza” a fornire i dati corretti, dopo aver riscontrato quest’ultima prova, io - detto molto francamente - ne ho tratto un giudizio severo.

Lei ha fatto soltanto una dichiarazione verbale, che peraltro tutti hanno travisato: si è chiesto perché? Ha fatto una rettifica? Nel Suo ruolo di depositario della verità sui conti pubblici, che ormai Le hanno attribuito, è il minimo che dovrebbe fare, anche perché rischia che un modesto censore come me, sulla base dei dati, la smentisca inviando una lettera di CONTROINFORMAZIONE a 500 destinatari (ne troverà l'elenco nel mio blog quando pubblicherò la lettera).

L’analisi scritta dell’Osservatorio CPI non fa nessuna menzione di Berlusconi, che ha deciso almeno i 2/3 della manovra di competenza del 2012, ma cita soltanto Monti, che ne ha deciso al massimo 1/3. Io vi ho dimostrato che questi sono i dati corretti: adesso, a mio avviso, Lei non dovrebbe rinviare la precisazione al futuro, ma pubblicare in calce al vostro articolo la mia lettera (come peraltro invitavate a fare, ma stranamente non trovo più l'invito...) o almeno una rettifica. E poi dedicare un po’ del vostro tempo ad analizzare quanto – tantissimo: l’81%! altro che una parte, come Lei insiste a scrivere - fatto dal governo Berlusconi, lasciando perdere Monti, che ha fatto soltanto il residuo 19% e che - Lei dimentica il mio post - ha sostituito Berlusconi, fatto fuori da un complotto sui generis, proprio per COMPLETARE quanto prescritto dalla lettera del 5/8/2011 della BCE, senza cancellare una virgola di quanto già fatto da Berlusconi, atteso che giuridicamente le leggi di Berlusconi non avevano bisogno di nessun avallo o conferma da parte di Monti, come Lei adombra, e come strampalatamente afferma il professor Cazzola per la riforma Sacconi da parte della Fornero, per tacitare la sua lunga coda di paglia (sto provando a scrivere su tutto ciò un libro, inclusa la DISINFORMAZIONE da parte degli esperti).

Non ho affrontato apposta il resto della vostra analisi. Se vuole sapere che cosa ne penso, a mio avviso essa ha un’evidente impostazione ideologica e perciò un epilogo preconfezionato, al quale tutto viene subordinato. Peraltro, sui moltiplicatori gli esponenti passati del FMI hanno fatto una magra figura: errare è umano, perseverare diabolico.

Cordiali saluti,

V.

PS: La informo che pubblicherò queste email nel mio blog.



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

19/9/2018 22:54

A:  v


Mi scuso ma Io no la capisco bene. Cosa centra l'impostazione ideologica e la storia dei moltiplicatori con l'attribuire a Monti o Berlusconi la stretta del 2012?

In ogni caso , Come le ho detto, se Monti fosse stato in disaccordo con quanto fatto da Berlusconi lo avrebbe disfatto. Invece ha proseguito sulla stessa strada Non avendo peraltro alternative. 

Buonanotte

CC (Ottieni Outlook per Android)



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

20/9/2018 17:55


Infatti, ha ragione, se nota io apposta non ne ho parlato per niente nella mia prima email, ho solo dovuto rispondere ora alla Sua osservazione che non era quello il punto della vostra nota.

Scusi, ma a mia volta le chiedo: "Che c'entra che Monti non ha cancellato quanto fatto da Berlusconi?". La risposta è semplice: non poteva e non doveva farlo. Guardi che è solo un'ulteriore prova che Lei ignora(va) che Berlusconi ha ubbidito in tutto alle imposizioni dell'UE (Commissione, Consiglio e BCE), tranne, a causa del veto di Bossi (che si preparava già a nuove elezioni dopo la prevedibile caduta di Berlusconi), per le pensioni di anzianità (concentrate al Nord) e l'accelerazione dell'allineamento delle donne private a tutti gli altri. Cosa che poi ha fatto Fornero, con un sovrappiù di zelo, come ho scritto alla stessa professoressa Fornero, lo trova nel mio blog nella Lettera n. 2 alla professoressa Elsa Fornero, anzi gliela linko perché mi ha anche risposto: http://vincesko.blogspot.com/2018/06/lettera-n-2-alla-professoressa-elsa.html.

Confesso, però, che la mia è una domanda retorica: essa conferma la mia deduzione iniziale di parecchie email fa che Lei è stato una dei quasi 60 milioni di vittime della potente DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra, sia sulle manovre correttive della XVI legislatura che sulla riforma Fornero, ed ora fa resistenza ad ammetterlo con me e soprattutto con se stesso (ovviamente salvo prova contraria).

Ed anche per questo elude le mie richieste di fare una rettifica e un'analisi accurata - da par Suo - sui molto corposi e molto iniqui provvedimenti del governo Berlusconi.

Cordiali saluti,

V.


PS: Per inciso, segnalo che per scrivere il mio libro ho letto, oltre all'ultimo libro della Fornero, il libro di Brunetta del 2014 sul complotto contro Berlusconi e quello di Roberto Napoletano sul periodo della crisi. Brunetta, essendo stato uno dei protagonisti, conosce bene le norme, i fatti e le cifre, ma li interpreta a seconda della convenienza e furbescamente attribuisce la recessione all'inviso Monti; Napoletano ha scritto parecchie imprecisioni, è anche lui una vittima della disinformazione. Ho dato un'occhiata anche al Suo sul debito. Li cito e commento tutti e quattro nel mio libro. 



R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

20/9/2018  19:26

A:  v  


Mah, non so….

Lei continua a usare un tono un po’ offensivo e non capisco perché (“da par suo” eccetera)

Non è che aiuta molto il dialogo

Comunque le auguro una buona serata

CC



Re: R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  v

20/9/2018 21:45


No, perché offensivo? Il "da par suo" era sinceramente elogiativo. In fatto di competenza tecnica, io avrei solo da imparare da Lei. Ma forse si riferisce al resto, alla mia voluta severità quando qualcuno "resiste" all'evidenza dei dati, ed allora ha ragione, ma essa è strumentale al raggiungimento dello scopo di diffondere un'informazione corretta. Mi spiace, io sono fatto così, ognuno ha i suoi difetti... Io aborro le informazioni false. E sulle manovre finanziarie della XVI legislatura, di un'evidenza assoluta (i 267 mld di Berlusconi sono più del quadruplo dei 63 di Monti), mi farebbe piacere vederLa dalla parte della verità dei dati, e delle responsabilità che da essi si possono razionalmente inferire. Poi, naturalmente, faccia come crede.

Buona serata,

V.



Re: R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

20/9/2018  21:54

A:  v  


Mah. Certo che non avrei mai pensato che qualcuno mi prendesse per un difensore di Berlusca....

Buonanotte

CC



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Crisi di governo, un’imposta patrimoniale sui ricchi per liberare il gioco democratico



Carlo Clericetti  -  28 MAG 2018

Eurodisastro


Sono d'accordo con Carlo Clericetti. Sia sul giudizio su M5S e Lega Nord e sui rispettivi leader, due contaballe, sia sui loro programmi contraddittori, insostenibili e iniqui, sia sul veto del presidente Mattarella  al professor Paolo Savona come ministro dell'Economia, perché critico verso l'Euro e la Germania. Critica del tutto condivisibile, poiché l'attuale assetto dell'Euro è monco e squilibrato a favore della Germania (e suoi satelliti) e svantaggioso per i Paesi deboli dell'EUZ, inclusa l'Italia.[1 o 2

Ma ritengo vada aggiunto che l'Italia è oggettivamente un Paese a sovranità limitata. Prima, dal dopoguerra, a causa del dominio USA; e, dal 1992, anche a causa dell'adesione all'Unione Europea, con i noti vincoli economico-finanziari “stupidi” perché prociclici, resi via via, su pressione della arrogante ed egoistica Germania, più stringenti e penalizzanti per i Paesi deboli dell'UE, tra cui l'Italia, appesantita dal fardello del Sud.

Io penso che ci sia un solo modo per uscire dal cul-de-sac ed è rappresentato dall'affrancamento da un debito pubblico di 2.300 mld, detenuto per un terzo da investitori esteri, che - come si è visto sia nel 2011, sia in questi giorni - con la dinamica automatica dello spread inficia e condiziona il gioco democratico.

Di norma, potendo contare sulla protezione di una banca centrale degna di questo nome, il debito pubblico non costituisce, per un Paese come l'Italia che fa registrare da 27 anni un avanzo primario  talvolta consistente, un grosso problema. Purtroppo, questa protezione non è assicurata dalla BCE, che opera con limiti statutari dettati dai trattati.[1 o 2Occorre quindi realizzare per altra strada questa precondizione perché la vita democratica si possa dispiegare pienamente, o almeno in misura molto meno condizionante di quella attuale.

Ci sono vari modi per ridurre il debito pubblico, differenti per i tempi di attuazione. Ad esempio, la proposta di Carlo Cottarelli (analoga a quella della Banca d'Italia) è quella di aumentare per 10 anni l'avanzo primario al 4%, in maniera che si possa mettere il rapporto debito/Pil su un sentiero di graduale riduzione fino al 100% e sotto al 100%.

Ma questo rischierebbe di sottrarre ancor più risorse all'economia reale, con effetti recessivi.

Se si vuole fare in fretta ed evitando gli effetti recessivi, a mio avviso occorre pensare ad altri strumenti, come ad esempio l'introduzione di un'imposta patrimoniale sui ricchi, a bassa propensione al consumo, e che si sono arricchiti con la crisi economica, anche perché hanno contribuito pochissimo al risanamento mastodontico dei conti pubblici.[1 o 2]   

Ma sono consapevole che è una strada impervia, visto che i ricchi controllano i media, influenzano i decisori politici e possono contare sull'ausilio autolesionistico di milioni di poveri.[1 o 2


  

Post e articolo collegati:


Dossier Imposta Patrimoniale


Brancaccio: “Ecco come fermare la dittatura dello spread e l'attacco dei mercati”
(30 maggio 2018)
intervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena
http://temi.repubblica.it/micromega-online/brancaccio-ecco-come-fermare-la-dittatura-dello-spread-e-lattacco-dei-mercati/ 



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Lettera ai Professori Brancaccio e Cottarelli sulle loro fake news su Monti e la riforma Fornero




Pubblico la lettera che ho inviato il 26 gennaio scorso a Emiliano Brancaccio e Carlo Cottarelli, dopo avere ascoltato i loro interventi alla trasmissione radiofonica di Radio1 Radio anch’io, nel corso della quale (all'inizio, il conduttore Giorgio Zanchini legge un mio sms, anche se lo arricchisce di una premessa inesistente), tenendo bellamente in non cale le mie molteplici segnalazioni, hanno dato la stura alle loro tesi erronee che a provocare la recessione sia stato Monti e ad allungare l’età di pensionamento sia stata la riforma Fornero. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta da Emiliano Brancaccio; mentre Carlo Cottarelli, come al solito, mi ha risposto subito, ma per carità di patria – visto che era influenzato – vi risparmio ciò che mi ha brevemente scritto.


Grande recessione: non Monti ma Berlusconi. Pensioni: non Fornero ma Sacconi

Da:  v

26/1/2018  15:15


Egregi Professori Brancaccio e Cottarelli,

Alla trasmissione di Radio Anch’io di stamane, nonostante le mie varie e-mail, avete di nuovo incolpato Monti della recessione, come fanno (quasi) tutti da sei anni, inclusi – pare – tutti i docenti di Economia. Dimostrando che siete ancora vittime della potentissima propaganda berlusconiana e del Cdx. Nulla di più falso, a causare la grande recessione è stato Berlusconi!

Manovre correttive

Basta riportare le cifre riepilogative, infatti, per poter dedurre che il Governo Monti, in un quasi equivalente lasso di tempo (1 anno e mezzo), ha varato solo il 19% dei 330 mld cumulati delle manovre correttive decise nella scorsa legislatura, contro l’81% del Governo Berlusconi, ed è stato molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF). Potete ri-trovare l’analisi completa e le prove documentali nel documento di 18 pagine in cui ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti.[1]

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Come si vede facilmente, Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1. Se si considera anche l'iniquità delle misure (che amplifica gli effetti recessivi, poiché si colpiscono di più i percettori di reddito ad alta propensione al consumo: ad esempio, Berlusconi ha tagliato la spesa sociale, destinata ai poveri, del 90%[1]), anche di più. E' importante considerare, infine, che tutte le misure strutturali (tagli miliardari alla previdenza, alla sanità, alla scuola, ecc.) valgono tuttora.

Pensioni

Avete anche citato, come fan tutti, soltanto la riforma delle pensioni Fornero. Permettetemi, allora di ri-ri-ri-osservare.

Dal 1992, le riforme delle pensioni, considerando un'unica riforma le norme emanate da Sacconi nel 2010 e 2011 (oltre che nel 2009, col DL 78/2009), sono state 7 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010 e 2011; Monti-Fornero, 2011).

La riforma delle pensioni Fornero è solo l’ultima delle sette riforme e non la più severa, sia dal punto di vista delle norme e dei conseguenti effetti sull’allungamento dell’età di pensionamento, sia sotto il profilo del risparmio cumulato al 2060 dalle quattro riforme dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abolito da Damiano; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; SACCONI, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), stimato dalla Ragioneria Generale dello Stato (RGS) in 1.000 mld (60% del Pil), di cui meno di un terzo attribuito alla riforma Fornero, chissà perché l’unica citata (anche dalla Corte dei Conti), il che significa che la quota prevalente dei residui 2/3, ben maggiore del meno di un terzo, è ascrivibile alla riforma SACCONI (della quale peraltro RGS omette la L. 148/2011 - la terza sulle pensioni, dopo la L. 122/2010 e la L. 111/2011 -, che estese la “finestra” di 12 mesi al comparto della scuola http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf), mai citata da nessuno, neppure dalla Corte dei Conti e da RGS.[2]

Ad essa vengono attribuite erroneamente o furbescamente (ad esempio dall’On. Matteo Salvini,[3] che votò la severissima legge SACCONI nel 2010 e 2011, e, per ignoranza o malafede, decidano loro, da sette noti esperti di previdenza - Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano, Sacconi -, oltre ISTAT, EUROSTAT, UPB e INPS[4]) misure severe della riforma SACCONI, in particolare l’incisivo meccanismo dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, in realtà introdotto dal comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, che al comma 12ter ha prescritto all’ISTAT di considerare nel calcolo dell’aspettativa di vita soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni.

La stessa professoressa Fornero ha alimentato coraggiosamente e autolesionisticamente la sua nomea di cattiva, (i) sia appropriandosi di misure decise da altri: formalmente, dell'aumento dell'età base di pensionamento di vecchiaia a 66 anni, deciso già da Damiano (4 mesi in media) e SACCONI (8 mesi) con la cosiddetta “finestra” (i.e. differimento dell'erogazione), che, di fatto, di provvedimenti già implementati dal ministro SACCONI, in particolare l'adeguamento automatico, o da Dini, il metodo contributivo; (ii) sia non rinviando tutti gli intervistatori ai veri autori.

Specularmente, ha influito sulla vulgata il senatore Sacconi, col suo lungo silenzio, rotto solo recentemente con la sua conferenza stampa congiunta con l'onorevole Damiano, presso una sala del Parlamento, dove per iscritto ha attestato che l'adeguamento automatico all'aspettativa di vita era stato deciso dalla riforma Fornero, mentre verbalmente ha dichiarato di esserne lui l'autore.[4]

Com’è noto, l’On. Salvini della Lega Nord e Luigi Di Maio di M5S stanno proponendo l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero per ridurre l’età di pensionamento (anticipato) a 41 anni, proposta rilanciata con grande enfasi da tutti i media.

Ma, se si togliesse la riforma Fornero, rimarrebbe la riforma SACCONI (oltre alle altre cinque precedenti, in particolare la Dini), che nel 2019 porterà l'età della pensione anticipata (uno dei due modi ‘ordinari’ di pensionamento) per gli uomini a 43 anni e 3 mesi e per le donne a 42 anni e 3 mesi, e dell’incremento dai 40 anni del 2010soltanto 1 anno [rectius: 2 anni (1 anno e 3 mesi relativamente ai dipendenti o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomindr*] per gli uomini – da 41 e 3 mesi a 43 anni e 3 mesi – e soltanto 1 anno per le donne – da 41 anni e 3 mesi a 42 anni e 3 mesi - è dovuto alla riforma Fornero [che ha ridotto la "finestra" per gli autonomi da 18 a 12 mesi, inglobandola nell'età base].[2] [3] [4] [5]


[* Sono stato ingannato per alcuni anni (i) dalla prima lettera di chiarimenti del Governo all'UE (26 ottobre 2011), che, oltre al grave errore dei 67 anni per tutti entro il 2026 in luogo del 2021 (il 2026 valeva soltanto per le lavoratrici private), non esclude le pensioni di anzianità dall’adeguamento all’aspettativa di vita, e poi (ii) dall'uso di testi della legge 122/2010 o di Normattiva, che aggiornano i testi delle leggi, per cui ho attribuito erroneamente a Sacconi l'applicazione dell'adeguamento alla speranza di vita, oltre che alle pensioni di vecchiaia e alle cosiddette “quote” (somma di età anagrafica e anzianità contributiva), poi abolite da Fornero, anche alle pensioni anticipate, ex anzianità (che prescindono dall’età anagrafica), estensione che invece è stata decisa da Fornero, ndr]. 


Stessa cosa per le pensioni di vecchiaia: 67 anni per tutti nel 2019 e poi via via a 70 e oltre.

Per le pensioni di vecchiaia, infatti, la riforma Fornero ha solo (i) accelerato l’allineamento graduale delle donne del settore privato a tutti gli altri (già regolati dalla riforma SACCONI) entro il 2018, già previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, includendo l’adeguamento automatico); e (ii) reso biennale l’adeguamento triennale automatico SACCONI, a decorrere - come recita la norma - non dal 2019 o dal 2021, come sostengono quasi tutti, ma da quello successivo a quello (triennale) del 2019, cioè dal 2022 (DL 214/2011, art. 24, comma 13 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201~art24!vig=); oltre ad aver (iii) soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo a coloro che erano esclusi dalla riforma Dini del 1995, che l’ha introdotto, cioè coloro che al 31.12.1995 avevano già 18 anni di contributi, quindi tutti relativamente anziani.

Infine, va notato che anche l’OCSE – i cui rapporti hanno una risonanza mondiale - diffonde da anni qualche fake news sulle pensioni italiane, fuorviato – come conferma il Prof. Alberto Brambilla - da enti autoctoni (in particolare l’ISTAT).[5]

Egregi Professori Brancaccio e Cottarelli,

Spero di esserVi stato utile e che vogliate contribuire in futuro a contrastare severamente la vulgata imperante, che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, sia sulle pensioni che sulle manovre finanziarie della scorsa legislatura e sulle cause della grande recessione.

Cordiali saluti

V.

___________________________

Note:

[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[2] Questo articolo mi è stato chiesto da un sito, dopo una mia segnalazione rettificativa.

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko - 27 October 2017

Qui sotto, c’è anche il grafico della RGS e altre mie osservazioni critiche:

Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni

[3] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[4] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

[5] Lettera a Stefano Scarpetta dell’OCSE sulla sua fake news sulla spesa pensionistica italiana, sua risposta e mia replica



Post collegati:

Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli



**********




L’irascibile, turpiloquente prof. Michele Boldrin, lo smemorato di NoisefromAmerika


1. ARTICOLO DEL 25.06.2009 DEL PROF. MICHELE BOLDRIN SULLA COMPARAZIONE TRA DATI NON OMOGENEI DELLA SPESA PENSIONISTICA E DISCUSSIONE CON CARLO CLERICETTI.

2. ARTICOLO DEL 06.04.2015 DEL PROF. MICHELE BOLDRIN SULLA COMPARAZIONE TRA DATI NON OMOGENEI DELLA SPESA PENSIONISTICA E DISCUSSIONE CON ME.


*


Facendo oggi, 5.9.2016, una ricerca in Google, ho per caso incrociato questo articolo del 2009 del prof. Michele Boldrin sul tema delle pensioni, in NoisefromAmerika,[1] ed ho scoperto – incredibile ma vera o la sua cattiva memoria o, più probabilmente, la sua malafede, per cui il calcio in culo metaforico che gli affibbiai al termine della nostra discussione fu meritatissimo – che la discussione tra lui e Carlo Clericetti che ne scaturì è praticamente la stessa che ho avuto io con lui 6 anni dopo sulla medesima comparazione tra valori non omogenei della spesa pensionistica. Da lui infarcite entrambe di argomentazioni deboli, scorrette dal punto di vista tecnico-contabile (confrontare le pere con le mele) e talvolta perfino strampalate (vedi la partita di giro delle imposte, che secondo lui riguarda i percettori delle pensioni e gli erogatori dei contributi sociali (sic!), anziché ricondurle – come effettivamente avviene, poiché l’INPS paga gli assegni pensionistici netti e gira il resto allo Stato, di cui esso fa parte integrante - nell’ambito dello Stato);[2] talvolta di frasi infantilmente bugiarde, aggressive e turpiloquenti; e di giudizi selettivi a senso unico.[3]

La differenza sostanziale è che, nel lasso di tempo intercorso tra i due articoli, a) l’OCSE ha deciso di confrontare opportunamente la spesa pensionistica non solo al lordo ma anche al netto delle imposte, riconoscendole perciò almeno implicitamente come voce spuria, o almeno come elemento che inficia il confronto, data la differente tassazione delle pensioni esistente tra i vari Paesi; e b) soprattutto, sono intervenute in Italia due severe riforme delle pensioni: quella Sacconi (DL 78/2010, art. 12) e quella Fornero (DL 201/2011, art. 24), che hanno risolto alla radice il disallineamento dell’incidenza della spesa pensionistica sul Pil tra l’Italia e gli altri Paesi.

Nonostante questo, c’è ancora chi (ad esempio Carlo Cottarelli) giudicava l’anno scorso la Spesa pensionistica italiana la più elevata del mondo rispetto al Pil.[4] Oltre naturalmente al neo-liberista prof. Boldrin, uomo dalle idee fisse, radicate, tetragono a qualunque prova contraria; e a tantissimi altri. Una balla assoluta, se si depura la spesa pensionistica italiana dalle voci spurie.[5]


[1] Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

25 giugno 2009 • michele boldrin


[2] Come è confermato dall’ammontare dell’importo effettivamente erogato annualmente dall’INPS, pari nel 2014 a 192,6 mld, contro i circa 280 della spesa lorda, che poi va a formare il numeratore del rapporto spesa/Pil.

Osservatorio sulle pensioni

L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali.


[3] Dialogo n. 2 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni


[4] Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica


[5] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Post scriptum:

Al termine della discussione n. 5 sul sito NoisefromAmerika, dopo la settimana di Ferragosto cancellata dalla redazione, mi sono cancellato dalla loro newsletter, dandone le motivazioni negli ultimi miei 2 commenti intitolati “Boccaloni e incontinenti verbali” e “Il frate assassino de “Il nome della rosa”. Ho riportato la discussione completa qui:

Dialogo n. 5 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: Isis

Ho esagerato apposta, ma il sedicente liberale, irascibile e permaloso prof. Michele Boldrin meritava anche peggio.



Post collegati:


Dialogo nel blog neo-liberista NoisefromAmerika su Keynes e dintorni


Dialogo n. 3 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni


Dialoghi sull’INPS che ha un buco e può fallire



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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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