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Lettera al Sen. Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze del Senato, sulla sua censura di un mio commento





Pubblico la lettera che ho inviato una settimana fa al senatore della Lega Nord Alberto Bagnai, sulla sua ennesima censura di un mio commento nel suo blog. Ho inviato la lettera per conoscenza alla presidentessa del Senato e ai membri della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, di cui Bagnai è presidente. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Censura

Da:  v

11/9/2018 13:31


Egr. Sen. Bagnai,

Poiché ha censurato il mio commento, glielo invio al Suo indirizzo del Senato.


Goofynomics

lunedì 6 agosto 2018

Ostruzionismo

Citazione: “Ho fatto il mio lavoro: tutelare il diritto di espressione”.


@Alberto Bagnai

Visito questo sito molto raramente, poiché aborro le sette e i censori strampalati. Conoscendo la Sua inclinazione alla censura strampalata, a leggere del Suo compito di "tutelare il diritto di espressione" mi è venuto da ridere e non ho saputo resistere al desiderio di commentare.

Ma forse era il Suo doppio, vista la Sua, almeno per me, inspiegabile adesione, quale sedicente uomo di sinistra, a un partito di destra come la Lega Nord, che ha massacrato i poveri cristi nella XVI legislatura, retto ora - oggettivamente - da un contaballe, forte con i deboli e debole con i forti e i ricchi.

L'unica attenuante che mi viene in mente, avendo letto in passato qualche Suo strafalcione, è la Sua ignoranza in materia pensionistica e di manovre correttive passate.

Seguirò con interesse la produzione normativa del Parlamento e, in particolare, le proposte di legge Sue e del Suo Gruppo parlamentare, sperando di non dover rimpiangere il sedicente socialista Tremonti.

PS: Si può dire contaballe di un contaballe?


Riallego, come prova documentale e a fini di promemoria:

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


Distinti saluti,

V.


Destinatari:


Commissione Finanze e Tesoro del Senato



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Ritorno parziale della razionalità e del buonsenso. Censura di un mio commento da parte de LaVoce.info



Com’è noto ai lettori del mio blog, ho scritto qua più volte che, dopo la crisi della Grecia, sottovalutata e quindi ingigantita dalla Germania (all'inizio sarebbero bastati 30 mld, invece ce ne sono voluti 300),[1] a differenza degli USA (dove la crisi è nata), c’è stato: in tutta l'Eurozona, una politica monetaria restrittiva della BCE e una politica economica altrettanto restrittiva della Commissione Europea, in particolare in alcuni Paesi tra cui l'Italia, dove è stato implementato (in grandissima parte dal 2010) un consolidamento fiscale sesquipedale recessivo pari a 330 mld cumulati, per 4/5 e 267 mld ascrivibile al governo Berlusconi, ripartito in modo molto iniquo e quindi recessivo al massimo grado, e 1/5 e 63 mld ascrivibile al governo Monti, ripartito in modo più equo.[2]

Soltanto nel marzo 2015, cioè esattamente con 6 anni di ritardo rispetto alla FED, la BCE, finalmente affrancatasi dal “nein” tedesco", ha varato il QE.[3]

Mentre la Commissione Europea ha concesso all'Italia, discriminata rispetto alla Spagna e alla Francia (come dimostrano i dati EUROSTAT[4]), una misera flessibilità, per lo più sprecata in mance elettorali. 

Ne consegue che i governi Letta, Renzi e Gentiloni non hanno molti meriti, poiché campano di rendita su ciò che hanno fatto, nella scorsa legislatura, i governi Berlusconi (in maniera scandalosamente iniqua) e Monti; e hanno potuto distribuire, soprattutto agli imprenditori, ciò che prima andava obbligatoriamente a risanare i conti pubblici. Gli imprenditori hanno ripreso a investire una parte del regalo e ad assumere (ma, com’è noto, per avere un incremento strutturale dell’occupazione, occorre che ci sia un aumento del Pil di almeno il 2%); gli Italiani, sia quelli che i soldi li avevano e li hanno (i depositi bancari e postali, che già superavano i 1.000 mld, si sono incrementati di 100 mld), sia quelli alleggeriti dal peso iniquo del consolidamento, hanno ripreso un po’ a spendere.

Ora, secondo le anticipazioni che si leggono sui giornali on-line, da una parte, il governo Gentiloni intenderebbe continuare con la politica dei sussidi agli imprenditori, indicati come portatori di interessi fondamentali alla ripresa economica e dell'occupazione; dall’altra, si continuano a sprecare elogi alla politica monetaria espansiva della BCE, indicata come fattore esclusivo o preponderante della ripresa economica, e i timori su Paesi come l’Italia, oberati da un enorme debito pubblico, che possono rivenire dalla cessazione o ridimensionamento del QE.

Osservo che si esagera sia nell’un caso – gli imprenditori, che per loro natura sono essenzialmente egoisti e badano solo alla sopravvivenza e allo sviluppo delle loro aziende – che nell’altro - la BCE -. Neppure Adam Smith, economista e filosofo morale, padre del liberismo, aveva molta fiducia nell’altruismo disinteressato degli imprenditori (“un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni”, Ricchezza delle nazioni, conclusione del Libro I); mentre, sul simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, segnalo questo articolo del prof. Andrea Terzi su LaVoce.info, che evidenzia le novità lì emerse; e il mio commento, che purtroppo è stato censurato. Poiché la censura dei commentatori ritenuti eterodossi è un “vizietto” della liberista e liberale LaVoce.info, mi sono cancellato dalla sua newsletter.


29.08.17


Bell’articolo, chiaro e semplice. Dopo che la crisi economica – gestita in UE ideologicamente - ha distrutto quasi il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane, è il ritorno della razionalità e del buonsenso. Almeno per la politica monetaria della BCE (dal 2015).[5] Aggiungo due avvertenze. La prima avvertenza: il Draghi che parla a Jackson Hole è quello “buono”.[6] La seconda avvertenza, indicata già dall’articolo del prof. Terzi (“tanto più se le politiche fiscali continueranno a non essere all’altezza della fase congiunturale”), è l’inadeguatezza della politica economica Eurozona. In particolare per l’Italia, discriminata per ben 7 anni (cfr. i dati Eurostat che ho riportato in calce all’articolo “In Italia una lunga e lenta ripresa che non basta” http://www.lavoce.info/archives/48308/italia-lunga-lenta-ripresa-non-basta/) rispetto ad altri Paesi, proprio a causa, esclusivamente, dell’elevatissimo debito pubblico, che finora si doveva curare con dosi massicce di austerità ed ora invece – si sostiene anche a Jackson Hole – con una politica economica espansiva.


(Nota: Non lo vedo subito pubblicato, come di solito succede; ma, se lo reinvio, il server mi dice che è un doppione; forse il blocco è dipeso dall’aver indicato, come richiesto da loro, l’URL del mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it, cosa che però, strampalatamente, è ritenuta un tentativo di pubblicità: un altro esempio della strana “logica” degli adepti del neo-liberismo).[7]


[1] «Se la Germania fosse intervenuta all’inizio della crisi, ce la saremmo cavata con 30-40 miliardi; oggi i costi sono dieci volte di più».

L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE


[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[3] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. Commissione UE, due pesi e due misure http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html ), concedendo all'Italia una misera flessibilità, peraltro sprecata in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche (vedi il Pil strutturale) - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200   


[5] Dialogo sulla politica economica del Governo e la politica monetaria della BCE


[6] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde


[7] La religione neo-liberista

L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale



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Dialogo nel blog Goofynomics su Monti-Fornero e le pensioni. Censura finale ad opera di Bagnai


Dopo essermene tenuto alla larga finora per le ragioni riportate nell’Appendice, dieci giorni fa ho deciso di iscrivermi alla newsletter di Goofynomics, il noto e frequentatissimo blog del prof. Alberto Bagnai. Ma è durato poco.

Riporto la discussione tra un suo adepto e me su Monti-Fornero e le pensioni, al termine della quale Bagnai ha censurato per due volte la mia risposta a Francesco, ma sul tema del complotto orchestrato, nel 2011, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai danni dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Per chi non lo sappia, preciso che nel blog Goofynomics vige la moderazione preventiva dei commenti, che è già, detto in generale, una scelta rappresentativa della scarsa liberalità del titolare del blog e che, a mio avviso, costituisce in ogni caso una forma di condizionamento della libertà di espressione dei commentatori, poiché li induce vuoi, almeno in parte, ad autocensurarsi, vuoi – e non è una contraddizione –, in parte, – almeno così capita a me - a saggiare la soglia di tolleranza – diciamo così - del moderatore. Infatti, nel caso di questo dialogo, con Maurizio59, io mi sono in parte censurato, nel senso che ho contenuto le mie abituali “aggressività” e “cattiveria”, che adopero come strumenti funzionali a demolire la loro resistenza (nel suo stretto significato psicoanalitico), quando mi capita di discutere con paranoici più o meno gravi (vedi, ad esempio, questo Dialogo ‘terapeutico’ tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale 1 oppure 2), svoltosi però nel blog di Carlo Clericetti, su Repubblica, che non modera i commenti.

  

La discussione si è svolta in calce a questo post:

venerdì 3 giugno 2016

Belli, Keynes, e il jobs act



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Ciao Prof. Io provo a parlare con mi è vicino, il mio titolare ed amico, se.pre votato a sinistra il mio amico consulente, altro a sinistra il suo collega di ufficio con agenzia immobiliare che ha votato tutti ed adesso vota 5S...ma la risposta è sempre quella..se so magnati tutto e il buco dell'INPS ..io ci provo ma la vedo dura!..


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@Giuseppe Grandi
Citazione: “il buco dell'INPS”.

Ti segnalo che, ad un’analisi non superficiale, l’INPS, in quanto Istituto per la previdenza sociale, non ha nessun buco, ma un avanzo.


*** 

Buonasera,
mi permetto di correggerle le date: quelli nati durante il ventennio e fino al 1950/1955: io sono del 1959 e la premiata ditta Monti/Fornero (che Dio li stramaledica: io non provo odio ma li disprezzo, per cui gli auguro cordialmente di spendersi tutto quello che hanno in medicine, ovviamente inutilmente) è riuscita a prendermi per il fondo dei pantaloni: diversamente, da agosto dell'anno scorso, sarei andato in pensione. Ad alcuni dei miei colleghi, che erano ad un passo, è andata anche peggio, ed il degrado della sanità sta accorciando l'aspettativa di vita attesa per tutti. Quelli che hanno potuto godere pienamente della copertura del walfare ormai sono già tutti morti: i sopravvissuti ottuagenari stanno ritornando ad assaporare la durezza del vivere provata dai loro genitori e dai loro nonni sul lato della sanità (anche se il progresso tecnico compiuto negli ultimi decenni resta un fatto innegabile ma, lentamente ed inesorabilmente, sempre di più per molti ma non per tutti).
Coraggio e buona notte.
Maurizio


@Maurizio 59
Citazione: “io sono del 1959 e la premiata ditta Monti/Fornero […]”.

La riforma delle pensioni Berlusconi-Sacconi (DL 78/2010, art. 12) ha fatto molto peggio, ma (quasi) nessuno la cita mai. Sei sicuro sia stata la riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24)?


Effettivamente nella foga ho fatto un errore: con la quota 97 sarei andato in pensione l'anno prossimo e non quello scorso. Avevo qualche mese di contributi per il periodo della scuola alberghiera e ho iniziato a lavorare subito dopo la maturità, per cui non ho nemmeno dovuto riscattare gli anni di laurea (quello del militare volevano togliermelo, poi per fortuna ci hanno ripensato).

Mio padre è del 1931 ed è andato in pensione, non ricordo con precisione, se a 54 o 55 anni (Fiat), mio suocero del 1932 (Olivetti), idem con patate. Stessa cosa per un mio zio del 1927 (Lancia, ma forse è andato anche prima). Non conosco nessuno nato nel ventennio fasista che, grazie ai 35 anni di anzianità, sia andato in pensione oltre i 55/56 anni (effettivamente avevano iniziato tutti a lavorare presto, però spesso senza contributi i primi anni, ma con i prepensionamenti recuperavano gli anni perduti).
Per forza una volta i giovani trovavano lavoro: ora non sarebbe comunque più così perché una volta il lavoro c'era (tanto per fare un esempio le 500 si facevano a Torino e non Polonia ed in Serbia) e chi andava in pensione veniva sostituito, mentre ora si tende a spemere di più chi resta, ma un minimo di ricambio con il vecchio sistema pre Monti/Fornero ci sarebbe comunque.
E non credo che quello fosse un sistema insostenibile: con il progresso tecnologico la produttività del lavoro è aumentata enormemente (penso anche solo cosa ha significato la diffusione del PC nelle aziende, anche quelle medio-piccole, a partire dall'inizio degli anni '80)e l'idea era che, grazie alle macchine, avremmo comunque finito tutti per lavorare meno, sia quando si era in attività che come età pensionabile, mentre sta accadendo esattamente il contrario. Che cosa è andato storto? Parecchie cose, ma credo fondamentalmente una: la concorrenza nel libero mercato tende a riversare gli aumenti di produttività in diminuzione dei prezzi e non a remunerare maggiormente i fattori produttivi (incluso il capitale, ovviamente per i settori dove la concorrenza esiste, ma la concorrenza stessa fa in modo che vengano darwinianamente selezionati i concorrenti, per cui con il tempo la concorrenza distrugge sé stessa, da un lato perché i mercati vanno verso oligopoli e monopoli dal lato della produzione, mentre dal lato dei consumo se i lavoratori guadagano meno e - soprattutto - sono sempre di meno, le opportunità di sbocco per la produzione diminuiscono, anche in presenza di prezzi decrescenti in termini reali).


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@Maurizio 59
Citazione: “ma un minimo di ricambio con il vecchio sistema pre Monti/Fornero ci sarebbe comunque”.

Fesseria sesquipedale (visto che hai tenuto in non cale la mia risposta precedente e sei recidivo).
Ci riprovo: prima della riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24), con decorrenza 1.1.2012, c’è stata la ben più severa riforma SACCONI (DL 78/2010, art. 12), a decorrere dall’1.1.2011.


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Maurizio 59
 
5 giugno 2016 16:09 Se sto sbagliando mi aiuti a smettere: io so solo che prima di Monti avevo la quota 97, ora mi è arrivata la busta arancione che dice anno 2022: se un lustro in più le sembran pochi… mi pare evidente che non lascerò il posto libero per ulteriori cinque anni (sempre che non venga richiamato prima alla casa del Padre o che il mio attuale posto di lavoro vada a ramengo, ma a quel punto sarà sparita la sedia indipendentemente dal fatto che c’era seduto sopra il mio culo, per cui game over per ogni eventuale ricambio generazionale per quanto riguarda la mia persona). Per quale motivo si scandalizza se faccio presente che, dopo la riforma Fornero, le finestre di ricambio generazionale sono diminuite? Il fatto che fossero già diminuite prima toglie qualcosa ai “meriti” della premiata ditta Monti/Fornero?

Con i 35 anni sarei andato in pensione a 54 anni, con la quota 97 a 58, con il sistema attuale a 63: non ho i conteggi comparati per verificare quanto ci ho rimesso in soldi nei vari passaggi per incazzarmi ulteriormente, ma la prima botta di innalzamento dell’età pensionabile potevo sopportarla, la seconda no. Se poi lei è così bravo a farmi i conti in tasca sul mio sistema previdenziale la ringrazio fin d’ora per l’opportunità che mi offrirà di non dire ulteriori sesquipedali fesserie: nel frattempo continuo a non capire la sua difesa d’ufficio della riforma Monti/Fornero per il fatto che ce ne siano state altre prima: a cosa giova, secondo lei, aggiungere danno al danno? Possiamo legittimare un danno ulteriore con il fatto che ce ne siano stati altri prima? Se venissi a darle un calcio sulla portiera della sua macchina proverebbe minore disappunto se qualcuno, la settimana prima, le avesse fatto l’altra fiancata? Forse, per uscirne, dovrebbe tenere conto della nozione di utilità marginale, che vale anche per il fattore tempo: meno ne resta a disposizione più diventa prezioso, e la riforma Monti/Fornero è quella che, per le mie personali soglie di sopportazione, ha fatto saltare il banco (e tutti i baciati in fronte dalla riforma Monti/Fornero che conosco la pensano esattamente allo stesso modo, per cui siamo evidentemente, a suo metro di giudicare le vicende umane, un esercito di sesquipedali cazzari).

A questo punto, però, mi tolga una curiosità: ma questa roba l’ha scritta lei?

“Avviso preliminare: sono 5 anni che a) a me antimontiano, tocca difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni; b) segnalando che le manovre di Berlusconi sono state il quadruplo di quelle di Monti e molto più inique, incluse le riforme delle pensioni; e c) sono dati che pare ignorino tutti, proprio tutti.
Oltre a ignorare del tutto i dati e a ripetere le solite accuse a Monti in gran parte infondate (effetto della DISINFORMAZIONE berlusconiana e della pigrizia mentale degli Italiani, che per questo cadono facilmente vittime dei manipolatori)”


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Correggo: Fino al 31 dicembre 2011 era richiesta la quota 96 (che diventava 97 per gli autonomi).


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@Maurizio 59
Riassumo:

Il 4 giugno 2016 15:05 ti ho chiesto:
“La riforma delle pensioni Berlusconi-Sacconi (DL 78/2010, art. 12) ha fatto molto peggio, ma (quasi) nessuno la cita mai. Sei sicuro sia stata la riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24)?”.
Bastava rispondere con un sì + la spiegazione (sperabilmente più breve di quella lunghissima e strappalacrime che hai dato ora) e il dialogo si sarebbe concluso.

Invece di rispondermi hai rincarato la dose, scrivendo:
“ma un minimo di ricambio con il vecchio sistema pre Monti/Fornero ci sarebbe comunque”.
Confermando che, anche per te come per (quasi) TUTTI (incluso l’INPS!), non esiste nessun’altra riforma delle pensioni prima di quella Fornero, che invece è soltanto l’ultima di 8 riforme dal 1992 e, nonostante la vulgata e le dichiarazioni della coraggiosa millantatrice Fornero, neppure la più severa e iniqua.
Capisco – ora che me lo hai spiegato - che tu sia arrabbiato con Monti-Fornero perché ti hanno allungato l’età di pensionamento, ma permettimi di osservare che a) l’adeguamento all’aspettativa di vita, che riguarderà anche te, lo ha deciso SACCONI; e b) soprattutto, tu almeno continui a lavorare e a percepire uno stipendio, mentre - ti informo – 
- milioni di pensionandi pubblici e privati;
- milioni di pensionande pubbliche;
- decine, forse centinaia di migliaia di pensionandi, anche di vecchiaia (quindi ultra65enni) disoccupati o inattivi (quindi senza reddito) 
hanno visto procrastinare di botto il loro pensionamento dalla riforma SACCONI fino a 6 anni! Ma per tutti – vittime della propaganda similmafiosa berlusconiana-sacconiana - SACCONI è sparito ed esiste soltanto la Fornero. 
E mentre questo accadeva (2010), la stragrande maggioranza dei 60 milioni di Italiani, te incluso, si girava dall’altra parte. 

Stesso discorso, anzi peggio, per le manovre finanziarie. Berlusconi ha varato manovre correttive, in particolare dopo la crisi della Grecia (2010), per l’80% del totale ed è stato scandalosamente iniquo (arrivò a tagliare del 90% la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, destinata ai poveri, e lasciò indenni quasi tutti i ricchi); Monti (in un equivalente lasso di tempo: un anno e mezzo) ha varato solo il 20% del totale delle manovre finanziarie ed è stato molto più equo di Berlusconi, ma TUTTI (inclusi docenti di Economia) da 4 anni imputano tutte le nequizie a Monti: la recessione, la chiusura delle fabbriche, la disoccupazione, i suicidi, l’aumento delle morti, il calo delle nascite, ecc. ecc.
E mentre Berlusconi faceva quel che ho scritto (nel 2010 e 2011), una buona parte dei 60 milioni di Italiani, incluso forse te, faceva finta di niente.

In conclusione fai una domanda retorica, che trovo ingenua e superficiale. Io sono sia antiberlusconiano (soprattutto) che antimontiano, e prima di tutto tengo alla corretta informazione. Dando a Cesare quel che è di Cesare in tema di pensioni e riportando i rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive (267 mld cumulati Berlusconi e 63 mld cumulati Monti, fatti per il 55% di aumenti di tasse e per il 45% di tagli di spesa), io ottengo un triplice risultato: primo, faccio una corretta informazione; secondo, sbugiardo il Grande Bugiardo Berlusconi, che ha detto che non ha mai messo le mani nelle tasche degli Italiani; e terzo, smaschero il millantatore Monti, che sostiene – assieme alla Fornero – che ha salvato l’Italia (decreto salva-Italia, DL 201/2011, inclusa la messa in sicurezza dei conti pensionistici). 


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Mi rendo conto che, dopo 5 anni passati a difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni ed a essere l'unico a dare dati che tutti, ma proprio tutti, oltre a lei ignorano (caso più unico che raro di genio incompreso) lei sia alla disperata ricerca di interlocutori ai quali sottoporre i suoi brillanti triplici risultati, a cominciare dal fare corretta informazione (magari iniziasse a fare un po' meno confusione saltando di palo in frasca tra manovre sulle pensioni, tagli agli enti locali, informazione mafiosa berlusconiana e razzismo sulla presunta pigrizia mentale degli italiani che non sono tutti svegli come lei potrebbe esserle di giovamento e darle più ampio seguito): per quanto mi riguarda, ho cose migliori da fare che continuare a perdere tempo con lei, per cui passo e chiudo e la lascio alle sue nevrosi da orfano dell'antiberlusconismo.

Una piccola chiosa finale: "ma TUTTI (inclusi docenti di Economia) da 4 anni imputano tutte le nequizie a Monti"... si ricordi che così scrivendo tira in mezzo anche il Titolare di questo blog e che il suo male minore Monti è andato al potere grazie ad una congiura di palazzo, ma questi sono dettagli che, per un genio incompreso come lei, sono evidentemente di secondaria importanza.


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@Maurizio 59
No, mi spiace, continui a scrivere fesserie sesquipedali.
Io non sono “alla disperata ricerca di interlocutori ai quali sottoporre i [miei] brillanti [!?] triplici risultati”; te lo ripeto (repetita iuvant?), bastava darmi la risposta adeguata ed il nostro colloquio si sarebbe concluso subito. Vedi ad esempio, più sopra, la mia risposta a Giuseppe Grandi, che ha sparato la sesquipedale fesseria che l’INPS abbia un buco, forse influenzato da qualche adepto manipolato di NoisefromAmerika (cfr. l’ultima discussione in Autonomia del Veneto entro il 2018). Invece tu “resisti” e per di più proietti su di me i tuoi problemi (sai, ho una notevole esperienza in materia, in parte acquisita frequentando il blog di Cesare Damiano al tempo degli esodati…), come traspare chiaramente da ciò che hai scritto all’inizio:
“io sono del 1959 e la premiata ditta Monti/Fornero (che Dio li stramaledica: io non provo odio ma li disprezzo, per cui gli auguro cordialmente di spendersi tutto quello che hanno in medicine, ovviamente inutilmente)”,
che – temo - ti impediscono di “capire” dati semplici e fatti elementari.
Come quello che c’è chi aborre la DISINFORMAZIONE (di cui anche il web è strapieno) e cerca in piccolissimo di contrastarla, come cerco di fare io da 8 anni dacché frequento il web e da 6 col mio blog, cosa che mi ha fatto guadagnare la fiducia dei lettori, talché prima che la piattaforma IlCannocchiale – che lavorava per l’area del fu quotidiano “Europa” - andasse definitivamente in panne, avevo quasi 890.000 visualizzazioni, anche se in media vi scrivevo poco e la piattaforma negli ultimi 2 anni era spesso in avaria, per cui (essendo io profano, l’ho scoperto recentemente grazie ad un sito riportato in un post del titolare di questo blog) il mio blog Vincesko è sceso – cito a memoria - dal 3milionesimo posto a livello mondiale al 15milionesimo (!!!). Ora, mi raccomando, cerca di tenere a bada la tua invidia esorbitante…

Infine, vedo che hai la… debolezza di concludere i tuoi commenti con chiose maliziose e, a ben vedere, superficiali.
Metti in mezzo il titolare del blog, che peraltro modera i commenti quindi debbo presumere li legga. Ed allora provvedo a spiegare, non in particolare a te, che vedo inclini irresistibilmente e pericolosamente a fare ammuina e a personalizzare, ma – diciamo così - in generale.
Di solito, quando scrivo “TUTTI” (che è chiarissimamente un’esagerazione retorica), gli antepongo un “(quasi)” (cfr., ad esempio, il mio commento del 5/6/2016 22:20). Quando l’ho riletto, volevo aggiungerlo, ma poi ho deciso apposta di no, come mi capita quando sono curioso e desideroso di essere smentito, e mi sono messo ad attendere le eventuali, benvenute confutazioni corroborate da prove documentali (che tu, ad esempio, ometti, ma che io gradirei moltissimo). Aggiungo, per chiarezza, che mi sono iscritto solo da meno di 10 giorni a Goofynomics, finora ho frequentato pochissimo questo blog (mi capitava di leggerlo solo quando veniva ripreso da Sinistrainrete, cosa che – ho notato – prima succedeva raramente ora molto più spesso), per i motivi critici (che mi furono censurati) premessi al mio unico commento “postato” qui in passato, un commento critico verso le tesi del post, sia in tema di reddito minimo garantito che – guarda caso - in tema di pensioni, in calce a questo post, quasi in fondo ai commenti (12/6/2015 16:47): Il reddito della gleba.

(continua)


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(segue)

Per concludere, per quanto riguarda la “congiura di palazzo” contro Berlusconi, sono sostanzialmente d’accordo, ma… Ne ho scritto nel mio blog e avuto varie discussioni nel web recentemente, anche con paranoici antimontiani. Tralascio queste ultime e riporto quella (indiretta) con Ruggero Paladini su E&L:

In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS: […]

Cfr. “Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi”
1 oppure 2


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Vincesko, perdonami, ma le argomentazioni che usi per definirlo atipico mi sembrano più il frutto del pregiudizio e del cercare il pelo nell'uovo, che una serena riflessione: le dimissioni date dal lavoratore sottoposto a mobbing avvengono esattamente come hai scritto sopra, cioè nel pieno rispetto delle regole, non potrebbero concretizzarsi senza la volontà del lavoratore stesso e totalmente alla luce del sole. E il mobbing altro non è che un complotto, verticale e/o orizzontale che sia, in cui il lavoratore viene isolato e portato a dare le dimissioni.

Nel 2011 è successa esattamente la stessa cosa: dal PdR agli stessi alleati di B, tutti furono erano daccordo per farlo cadere, senza contare le influenze internazionali cui qualcuno ancora obbedisce pur di rimanere a galla. Quindi?
È palese che mancando l'appoggio degli stessi alleati e delle più alte cariche istituzionali, senza contare la vergognosa magistratura, i presupposti per governare non ci fossero. Che altro doveva fare? Firmarsi e ratificarsi le leggi da solo!? Imporsi?

Se poi ti va, mi spiegheresti dov'è che il PdR ha operato nell'interesse nazionale? De facto ha contribuito per deporre un governo democratico per legittimarne uno tecnico, voluto da interessi stranieri, di fronte ad una crisi dello spread costruita ad arte, che non avrebbe inciso in maniera drammatica sui conti pubblici e nonostante la sancita solidità dei conti pubblici da parte della stessa commissione europea). Ha casomai agito da dittatore e negli interessi di tutti, tranne che della volontà popolare.


***


Qui riporto le mie due risposte censurate, in parte influenzate dalla mia autocensura (in assenza di moderazione, avrei scritto un commento diverso) e in parte dalla volontà di saggiare il livello di tolleranza del blog, vedi la notizia dell’affiliazione di Giorgio Napolitano alla Massoneria o l’espressione “un uomo da tempo malato” riferita a Berlusconi.

Francamente, io non so perché Alberto Bagnai abbia censurato anche la mia seconda risposta, posso fare soltanto delle congetture. La prima spiegazione, più probabile e razionale, è che lo abbia fatto perché ho conservato l’espressione “un uomo da tempo malato”, riferito a Berlusconi, anche se ho aggiunto apposta “ad avviso della moglie”; la seconda, poiché linkavo abitualmente dei miei post, è che abbia cominciato a pensare che usassi il suo blog per promuovere il mio (il che è una fesseria poiché so per certo in base al riscontro che quasi nessuno apre i link, anche io lo faccio raramente); infine, terza, la meno probabile, la citazione del profilo psicologico riferita a Berlusconi (“il fattore preponderante per capire Berlusconi è quello psicologico”), che forse, essendo un sodale di Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo), gli ha fatto fischiare le orecchie.

Nota: ho ricostruito oggi le due risposte nel formato Blogger utilizzando la funzione “anteprima”; le date sono esatte, gli orari approssimativi.


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Vincesko ha detto...

@Francesco
Sono quasi del tutto d’accordo con te.
Sul compagno Napolitano, secondo il libro “Massoni” affiliato dal 1989 alla più reazionaria delle superlogge, la rockefeller-kissingeriana “Three Eyes”, con me sfondi una porta aperta.
Sul fatto che fossero tutti contro Berlusconi, non ci piove.
Sul fatto che sia stato organizzato un “complotto” per defenestrarlo, ho già scritto che sono sostanzialmente d’accordo. E questo – ho visto ora - lo scrissi già nell’immediatezza del fatto (cfr. il mio commento all’articolo del novembre 2011 di Stefano G. Azzarà di uniurb “Un colpo di Stato è un colpo di Stato. Bisogna chiedere elezioni subito”, che trovi, scorrendo pazientemente l’Appendice, in calce al mio post “Analisi parziale del complotto contro Berlusconi”, allegato al post linkato più sopra “Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi”).
Vengo al quasi. Ho eccepito soltanto che nessuno, neppure Napolitano, avrebbe potuto “dimissionarlo”. L’ha fatto lui, sia perché – elemento determinante in una democrazia parlamentare - aveva di fatto perso la sua maggioranza parlamentare (vedi Appendice citata sopra), sia, soprattutto (a mio avviso, essendo da molto tempo un suo “studioso”, il fattore preponderante per capire Berlusconi è quello psicologico), perché non si sentiva più “amato” nei consessi internazionali, anzi veniva trattato come un reietto, vedi al G20 di Cannes del 3/11/2011:
G20 di Cannes - Video
G20 di Cannes – Le foto).
Per smaltire quell’umiliazione, gli ci volle un intero anno, dopodiché ritornò battagliero (cfr. Il Sig. Silvio B. e il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
1 oppure 2).
Infine, va anche considerato l’interesse supremo nazionale, messo a rischio concretamente, al di là dei numeri macroeconomici tenuti in non cale dai mercati finanziari lasciati liberi di agire dall’inerzia colpevole della BCE, da un uomo da tempo malato che ci è costato tantissimo, segnatamente ai poveri cristi, inclusa la quasi impossibilità in quella situazione drammatica di applicare la regola democratica e andare alle urne.

6 giugno 2016  23:26



https://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif

Vincesko ha detto...

@Francesco
Sono quasi del tutto d’accordo con te.
Sul compagno Napolitano, con me sfondi una porta aperta.
Sul fatto che fossero tutti contro Berlusconi, non ci piove.
Sul fatto che sia stato organizzato un “complotto” per defenestrarlo, ho già scritto che sono sostanzialmente d’accordo.
Vengo al quasi, che è grosso e che attiene alle responsabilità di Berlusconi. Che tu – vedo - inclini a sottovalutare, poiché quelle che per te sono delle attenuanti - le condizioni di contesto - per me sono delle aggravanti o almeno elementi concordanti della sua incompetenza a ricoprire il ruolo di PdC. D’altronde, sembra non si sia mai dato nella storia che un imprenditore sia mai diventato un bravo primo ministro. Adam Smith sosteneva, addirittura, che gli imprenditori, per le loro caratteristiche, sono negati alla politica.
Ho eccepito prima che nessuno, neppure Napolitano, avrebbe potuto “dimissionarlo”. L’ha fatto lui, sia perché – elemento determinante in una democrazia parlamentare - aveva di fatto perso la sua maggioranza parlamentare, sia, soprattutto (a mio avviso, essendo da molto tempo un suo “studioso”, il fattore preponderante per capire Berlusconi è quello psicologico), perché non si sentiva più “amato” nei consessi internazionali, anzi veniva trattato come un reietto, vedi al G20 di Cannes del 3/11/2011, pochi giorni prima delle sue dimissioni:
G20 di Cannes - Video
G20 di Cannes – Le foto).
Per smaltire quell’umiliazione, gli ci volle un intero anno, dopodiché ritornò battagliero.
Infine, al di là dei dati macroeconomici, tenuti in non cale sia – contrariamente a ciò che tu affermi - dalla Commissione europea, che – a torto o a ragione – da tempo non si fidava più di lui (cfr. Italia, sorveglianza rafforzata della Ue. Berlusconi: "Fmi è come certificazione bilancio"), sia dai mercati finanziari lasciati liberi di agire dall’inerzia colpevole della BCE, per non parlare dei suoi rapporti deteriorati con il suo principale ministro, Tremonti, e, nell'ultimissimo periodo, con altri esponenti del suo partito, cfr. l’Appendice di questo mio post Analisi parziale del complotto contro Berlusconi), va anche considerato l’interesse supremo nazionale, messo a rischio concretamente e ulteriormente da un uomo, ad avviso della moglie, da tempo malato, che ci è costato tantissimo, segnatamente ai poveri cristi, inclusa la quasi impossibilità in quella situazione drammatica, elemento che non va mai dimenticato, di applicare la normale regola democratica e andare alle urne.

7 giugno 2016 18:31



Appendice


Riporto, nell’ordine:

1.     La premessa al mio primo ed unico commento postato (12 giugno 2015 16:47) fino alla recente iscrizione a Goofynomics, che mi fu censurata (vedi la citazione nel mio commento del 6 giugno 2016 14:17);

2.     I miei due commenti inviati a Goofynomics, dopo aver aspettato invano per un giorno e oltre la pubblicazione della mia seconda risposta a Francesco.


1. Piccola premessa: frequento pochissimo questo blog poiché aborro le sètte, di qualunque tipo e collocazione. Lo faccio ora, in ritardo (ho appena letto il post su Sinistrainrete), perché adoro "bastonare" i settari, soprattutto i capisètta, rigorosamente quando lo meritano.


2. @Francesco

Mi spiace, ho pubblicato prima una, poi un’altra risposta, ma entrambe sono state censurate.


3. @Al Moderatore

Mi spiace che lei abbia censurato per 2 volte l’ultimo mio commento. Per il primo, lo capisco, anche se, che Napolitano sia un massone affiliato alla superloggia reazionaria “Three Eyes”, mi è stato censurato da “Keynesblog” ma l’ho pubblicato più volte senza problemi nel blog di Carlo Clericetti (“Repubblica”), che è di un’altra pasta, o, col mio nome e cognome, su Huffington Post.

Per il secondo, francamente non trovo ragioni razionali per la censura. Che, d’altronde, è uno strumento abominevole, indizio di debolezza di chi se ne fa schermo e/o ne abusa.

Cordialmente,

Vincesko


PS: Naturalmente, come faccio sempre in caso di censura immotivata, mi cancellerò da Goofynomics.


[Mi sono cancellato l’8/6/2016 alle 20:01].



Post collegato:


Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE



**********



Shukri Said ha prima censurato un mio commento e poi mi ha ‘bannato’

 
Pubblico la e-mail che ho inviato, in data 8 settembre, a Ezio Mauro e Vittorio Zucconi sulla censura di un mio commento, di critica motivata alla sua proposta di attribuire il premio Nobel alla cancelliera Merkel per l'accoglienza degli immigranti, da parte di Shukri Said, titolare del blog “Primavera africana”, su Repubblica.it, nel quale ella conduce una lotta per la libertà, tra cui quella di stampa, in Somalia, suo Paese di origine. Dopo la censura, incredibilmente, Shukri Said - con una decisione che io sono incline ad immaginare interiormente isterica - mi ha addirittura “bannato”.
 

 

Da:

vhttp://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

08 set 2015 - 20:13 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<e.mauro@repubblica.it>, <v.zucconi@repubblica.it> http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

CC:

<migrare@tiscali.it> 

 

Egr. Direttore Ezio Mauro e.mauro@repubblica.it

Egr. Direttore Vittorio Zucconi  v.zucconi@repubblica.it

p.c. Signora Shukri Said  migrare@tiscali.it (mi scuso, ma non sono riuscito a trovarne altri, prego di trasmetterglielo) 

Oggetto: Predicare bene e razzolare male 

Segnalo, a mo’ di protesta, che Shukri Said, titolare del blog “Primavera africana”, in calce al post “Nobel alla Merkel”, prima ha cancellato un mio commento, franco e duro verso la Germania ma del tutto – a me sembra – motivato poiché fondato su dati e fatti, e poi mi ha addirittura precluso la possibilità di commentare, sanzione palesemente, oltre che ingiusta, esagerata e perciò indizio infallibile di coda di paglia. Della serie “predicare bene e razzolare male” (cfr. http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/2015/03/03/condannati-i-giornalisti-di-shabelle-media-network-a-mogadiscio/ ; http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/2015/03/19/liberiamo-mohamed-bashir-hashi/ ; http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/2015/06/25/i-giornalisti-di-radio-shabelle-sono-a-roma/ ).

Cordiali saluti

V

 
Allegati:
 
7 SET 2015
Il Nobel alla Merkel
http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/2015/09/07/il-nobel-alla-merkel/
 
Primo commento:
 
Mi spiace, non sono affatto d'accordo di dare il premio Nobel alla "bottegaia" Merkel, per i seguenti, principali motivi:
Ella è la degna rappresentante di un popolo di bottegai, che hanno imparato bene il detto napoletano del "chiagne e fotte".
Anche in questo caso, la Germania persegue un obiettivo esclusivamente utilitaristico, <i>pro domo sua</i> (età media elevata e crescente, bassa natalità e perciò insostenibilità nel lungo termine del suo robusto welfare; disponibilità di forza lavoro a basso costo per la sua forte economia, a differenza dell'Italia e di quasi tutti gli altri Paesi dell'Eurozona, non intaccata finora dalla crisi).
Essa applica un doppio standard nell'osservanza delle regole UE: lasco con se stessa (vedi il rapporto deficit/Pil nel 2003-2005 o, da anni, il surplus commerciale eccessivo, parametro molto importante e sottovalutato e causa di squilibri importanti tra i Paesi dell'EUZ), severo e rigido con gli altri, segnatamente l'Italia e gli altri Piigs, ad esclusione, guarda caso, della Spagna perché esposta verso le banche tedesche (vedi il rapporto deficit/Pil o, più ingenerale, l'inosservanza dell'art. 3 del trattato europeo e dell'art. 2 dello statuto della BCE, fatto a misura sua e delle sue fobie e, nonostante questo, disatteso da anni, con gravi conseguenze per i Paesi deboli e debitori dell'EUZ).
Vincesko
 
(prima pubblicato, poiché non c'è moderazione, poi cancellato)
 
Secondo commento:
 
Mi sorprende molto che la titolare di questo blog, che si batte per la libertà di stampa in Somalia, abbia censurato il mio commento contenente critiche motivate alla cancelliera Merkel e alla Germania, pubblicate senza problemi in altri blog.
Vincesko
 
(non è stato possibile pubblicarlo, incredibilmente mi ha “bannato”)
 
 
Post e articolo collegati:
 
Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/le-promesse-da-marinaio-della-bottegaia.html
 
Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-chiagne-e-fotte-dei-furbi-bottegai.html
 
False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/false-opinioni-sullitalia-e-la-germania.html

L'anschluss globale della Germania
Alessandro Avvisato
Sono in molti a interrogarsi sul repentino cambio di linea adottato dalla Germania sull'emergenza rifugiati, un cambio di rotta che ha immediatamente modificato l'agenda e le posizioni dell'Unione Europea.
14 settembre 2015
http://sinistrainrete.info/articoli-brevi/5700-alessandro-avvisato-l-anschluss-globale-della-germania.html
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/09/shukri-said-ha-prima-censurato-un-mio.html
 

Dialogo-diverbio tra Alessandro De Nicola e me sulla censura

 
Ieri, 28 ottobre, Alessandro De Nicola pontificava a “Ballarò”. Riporto lo scambio di e-mail intercorso tra lui e me, nei mesi di agosto e settembre, dopo che il sedicente liberale-liberista Alessandro De Nicola aveva censurato (dopo averlo regolarmente pubblicato) il commento di un altro lettore al quale io avevo risposto, nel suo blog su Repubblica, in calce al seguente post: (voi non li potete leggere, ma vi figurano ancora i miei due commenti in attesa di approvazione):
http://liberoscambio.blogautore.repubblica.it/2014/06/16/professori-inetti-studenti-piu-che-imperfetti/
 
 
Data: 09/09/2014 15.03
<adenicola@adamsmith.it>
CC:  <e.mauro@repubblica.it> , <v.zucconi@repubblica.it>
@Alessandro De Nicola
Ogg: Censura
Ri-segnalo che il mio commento del 8 agosto 2014 alle 19:00 è ancora in attesa di approvazione.
Vincesko
PS: Annetto una certa importanza alla questione della censura, in generale e in particolare con i sedicenti liberali-liberisti. per cui ho ritenuto opportuno segnalare il caso, allegando tutti i commenti (tranne quello del lettore Salvatore che purtroppo non avevo “salvato”), a Ezio Mauro e Vittorio Zucconi.

Allegati:
 
magnagrecia7 (Il tuo commento è in attesa di essere approvato.) 8 agosto 2014 alle 19:00
Diffamatorio? Addirittura. Evidentemente, ero ubriaco (ma in questo periodo purtroppo bevo solo acqua) oppure mi sono sognato di aver letto il commento di Salvatore, che evidenziava un Suo errore (ma era un rilievo così sofisticato, che non me lo ricordo). In futuro, mi premurerò di copiaincollare i commenti cui risponderò.
Vincesko
PS: Grazie per la omessa querela, che però sono sicuro partirà quando leggerà il mio commento ‘postato’ il 6 agosto 2014 alle 21:12, in calce al Suo articolo su Spadolini, e ancora in attesa di approvazione. Non si scopra troppo, però: “si controlli” potrebbe essere usato contro di Lei, poiché, essendo palesemente un invito esagerato, come la Sua spietatezza neo-liberista, potrebbe essere assunto come indizio di proiezione psicologica.
 
magnagrecia7 (Il tuo commento è in attesa di essere approvato.) 3 settembre 2014 alle 16:50
@Alessandro De Nicola
Segnalo che il mio commento del 8 agosto 2014 alle 19:00 è ancora in attesa di approvazione.
Vincesko
PS: Annetto una certa importanza alla questione della censura, in generale e in particolare con i sedicenti liberali-liberisti. per cui ho ritenuto opportuno segnalare il caso, allegando tutti i commenti (tranne quello del lettore Salvatore che purtroppo non avevo “salvato”), a Ezio Mauro e Vittorio Zucconi.
 
 
Da: adenicola@adamsmith.it
Data: 09/09/2014 15.38
A: <v >
Cc: e.mauro@repubblica.it, v.zucconi@repubblica.it
Ogg: Re: Censura
I suoi commenti anche in dissenso sono stati tutti pubblicati.
Quelli che contengono affermazioni personali o insultanti non li pubblico.
Non è questione di censura, ma di educazione e buon senso.
E con ciò per me la questione è chiusa.
ADN
 
 
09 set 2014 -17:29
A: adenicola@adamsmith.it
CC:e.mauro@repubblica.it; v.zucconi@repubblica.it
Ogg: R: Re: Censura
 Mi spiace, qui di insultante (alla verità, alla logica e alla lingua italiana,
per tacere delle Sue teorie economiche spietate e fallimentari e della Sua
incontinenza verbale) c'è soltanto il Suo comportamento, che presumo stia
facendo rivoltare nella tomba il grande Adam Smith (economista e filosofo
morale).
Per Sua conoscenza, allego il testo della mia email a Ezio Mauro e Vittorio
Zucconi, che riepiloga i fatti:

Egr. Direttore,
Segnalo, a scanso di ulteriori sorprese (con i sedicenti liberali-liberisti
non si sa mai…), il comportamento invero discutibile, credo scorretto, di
Alessandro De Nicola, titolare del blog “Libero scambio”.
Premesso che io visitavo per la terza volta in 3 anni il suo blog, riepilogo i
fatti: 1. Ho risposto al commento di un lettore del suo blog (in calce a
“Professori inetti, studenti più che imperfetti”  http://liberoscambio.blogautore.repubblica.it/2014/06/16/professori-inetti-studenti-piu-che-imperfetti/). 2. Dopodiché, il commento al quale avevo risposto è stato
cancellato. 3. Ho commentato negativamente la censura. 4. A. De Nicola ha
reagito accusandomi – non credo del tutto scherzosamente - di diffamarlo e che
avrebbe dovuto querelarmi, ma magnanimamente aveva pubblicato il mio commento.
5) Infine, ho replicato, ma ad oggi il mio commento dell’8 agosto 2014 alle 19:
00 risulta ancora in attesa di approvazione (mentre sono stati pubblicati
commenti posteriori).
Allego i commenti, tranne quello di “salvatore”, che non ho salvato, ma che
forse Voi, con i Vostri potenti mezzi, potete recuperare.
Cordialmente,
VB

• magnagrecia7 2 agosto 2014 alle 16:31
Bravo, Salvatore, è quello che ho pensato fin dalla prima volta che ho
ascoltato Alessandro De Nicola su TG3-Linea Notte, ma non tanto per la forma
quanto per il contenuto di ciò che sosteneva.
Vincesko

• magnagrecia7 6 agosto 2014 alle 19:32
Mah, constato che il mio commento è rimasto “appeso”, poiché è stato censurato
– chissà perché – il commento di Salvatore.
Vincesko
PS: La censura è insopportabile, in particolare quando è operata da un
sedicente liberista.

• denicola_1 6 agosto 2014 alle 19:41
Ma che dice? Io ho pubblicato tutto, compreso il suo. Questo non lo
pubblicherei semplicemente perchè diffamatorio e mi toccherebbe farle causa. Ma
lo faccio lo stesso. Si controlli

• magnagrecia7 (Il tuo commento è in attesa di essere approvato.) 8 agosto
2014 alle 19:00
Diffamatorio? Addirittura. Evidentemente, ero ubriaco (ma in questo periodo
purtroppo bevo solo acqua) oppure mi sono sognato di aver letto il commento di
Salvatore, che evidenziava un Suo errore (ma era un rilievo così sofisticato,
che non me lo ricordo). In futuro, mi premurerò di copiaincollare i commenti
cui risponderò.
Vincesko
PS: Grazie per la omessa querela, che però sono sicuro partirà quando leggerà
il mio commento ‘postato’ il 6 agosto 2014 alle 21:12, in calce al Suo articolo
su Spadolini, e ancora in attesa di approvazione. Non si scopra troppo, però:
“si controlli” potrebbe essere usato contro di Lei, poiché, essendo palesemente
un invito esagerato, come la Sua spietatezza neo-liberista, potrebbe essere
assunto come indizio di proiezione psicologica.

 
Da: adenicola@adamsmith.it
Data: 09/09/2014 18.28
A: <v >
Cc: e.mauro@repubblica.it, v.zucconi@repubblica.it
Ogg: R Re: Censura
Come volevasi dimostraere, ancora insulti.
Buona giornata
 
 
Post collegato:
 
Come ‘bastonare’ volentieri due iperliberisti sul cuneo fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795971.html
 

Il Corriere della Sera prima ha censurato poi ha pubblicato poi ha cancellato un mio commento sui pesi del risanamento

 

Ho partecipato tre giorni fa alla animata discussione su questo articolo del Corriere della Sera http://www.corriere.it/politica/14_luglio_29/riforma-senato-mediazione-chiti-minoranza-pd-a1fce54c-16f6-11e4-ad95-f737a6cb8946.shtml . L’altro ieri, prima in mattinata poi nel pomeriggio, ho inviato, in risposta ad una domanda di un mio interlocutore, questo lungo commento riportato più sotto, che ho dovuto dividere in quattro parti per il limite del numero dei caratteri. La mattina, non ne è stata pubblicata nessuna; ho protestato, minacciato di astenermi dal commentare per un anno per protesta dopo aver segnalato la cosa al direttore (minaccia rivelatasi efficace in un caso analogo precedente), al quale avevo già scritto le stesse cose nel novembre 2011,[1] ma invano. Ho riprovato nel pomeriggio, sperando in una sostituzione del moderatore, ed infatti sono stati pubblicati i nn. 1, 2 e 4, da me leggermente modificati e con l’aggiunta del nome di Azzollini. Ho modificato il n. 3, togliendo l’epiteto “cul. inch.” riferito alla Merkel (nel commento inviato la mattina lo avevo scritto per esteso) ed il riferimento ai giornalisti, sostituendolo col più generico “media”, ma non è stato pubblicato lo stesso. Poi, all’improvviso, sono stati cancellati anche gli altri tre. Secondo voi perché?  Secondo me (ovviamente è solo un’ipotesi), non per colpa della citazione né di Berlusconi né di Tremonti, ma forse perché si sono accorti che avevo menzionato anche il potente presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini (ora trasmigrato - è un suo vizio antico - da FI a NCD), ancora oggi presidente della strategica Commissione Bilancio del Senato, il quale è talmente potente che perfino Ballarò, quando diede la notizia di una sua malefatta, omise di citarlo per nome e cognome. [2]

Riporto il commento del mio interlocutore e la mia lunga e dettagliata risposta (censurata).

Ieri, il dialogo è stato pubblicato senza problemi nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgrafraf81 29 luglio 2014 | 22:26

Tanto per essere precisi, se si pensa che la crisi sia "scoppiata" solo quando i suoi effetti hanno cominciato a farsi sentire sulle tasche di una significativa parte delle gente allora è vero che è iniziata nel 2009. Però la data "storico-ufficiale" di inizio è il 15/9/2008 (anche se le principali borse avevano "scricchiolato" un po' quasi un anno prima),e gli operatori finanziari (banche, ecc.) di tutto il mondo, Italia compresa, avevano reagito immediatamente, senza aspettare il 2009. Sono d'accordo che il peso delle manovre berluscon-montiane sia ricaduto, in termini generali, maggiormente sui non-ricchi (strana definizione), però mi insospettisce molto quel "alta propensione al consumo". I soldi, dei ricchi o dei non-ricchi, non spariscono mai (se non in pochi e ben definiti casi); si spostano e basta, e vengono pertanto usati in un modo piuttosto che in un altro. Non sto certo dicendo che va bene prenderli ai non-ricchi (per lo meno è iniquo) però la domanda si pone: visto che i ricchi sono meno propensi a spenderli (ragionevolissimo), e visto che non si imbottiscono i materassi con le banconote, dove sono finiti i soldi "non presi ai ricchi" e, dunque,chi ci avrebbe rimesso?

 

@rafraf81 Bella domanda. Non sarò breve. Io avevo un discreto osservatorio (uno studio di consulenza alle imprese ed un call center): in Campania, dove la crisi è endemica, è scoppiata in maniera virulenta a partire dal secondo semestre del 2009. Per i cittadini normali, invece, a partire dal maggio 2010, quando è stata varata dal governo Berlusconi-Tremonti (dopo la crisi del debito greco) la prima manovra lacrime e sangue (DL 78 del 31.5.2010; essendone io uno dei destinatari, ne ho seguito l’iter passo passo), di 24,9 mld, [3] la più iniqua di tutte, poiché colpì quasi esclusivamente il ceto medio-basso e persino i poveri, col taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, poi tagliata di un ulteriore 15% dal DL 98/2011; decise il procrastinamento di 12 o 18 mesi dell’erogazione delle pensioni (per tutti, anche quelli disoccupati o in mobilità, dopo i primi 10 mila, o inattivi, a reddito zero), elevò di 5 anni l’età di pensionamento delle dipendenti pubbliche e introdusse l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita; dimezzò il numero dei lavoratori precari pubblici, congelò i contratti della PA; tentò di risparmiare anche sulla spesa degli invalidi, elevando il livello minimo d'invalidità dal 74% all'85%, il che avrebbe escluso i down (che sono invalidi al 75% e ricevono una pensione d'invalidità di circa 250 € al mese); la misura fu poi ritirata all'ultimo momento solo grazie alle corali proteste. /1.

 

@rafraf81  Lasciò letteralmente indenni (tranne i farmacisti e i produttori di farmaci, in quanto fornitori del SSN) i ricchi e i ricchissimi (inclusi i miliardari), protetti da “santi” potenti. Anche il famoso contributo sui redditi elevati del pubblico impiego fu congegnato apposta male per farlo poi cassare – come era stato previsto - dalla Corte Cost. Per dire l’ipocrisia e la furbizia del ministro Tremonti, sedicente socialista e Robin Hood alla rovescia (e del suo fedele esecutore, il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini), a mo’ di equità, fu inserita la tassazione delle stock option, ma si pensò bene di aggiungere “limitatamente alla parte eccedente il triplo della retribuzione”, il che ha semplicemente significato che erano TUTTI esenti, persino Passera e Profumo (poi, in un accesso di tardiva resipiscenza, tale limitazione è stata cassata dalla manovra 2011-14).

Ma la stragrande maggioranza del popolo italiano, a causa della sistematica disinformazione berlusconiana-tremontiana-sacconiana, manco si accorse o fece finta di niente dei sacrifici imposti ad una parte degli Italiani, la più debole e la meno protetta da santi in Paradiso.

Anche le 2 manovre correttive varate nel 2011 dal governo Berlusconi-Tremonti (DL 98 e DL 138, di 80+60 mld) furono soltanto un poco meno inique, ma, nonostante il loro ammontare enorme, risultarono inefficaci a calmare i mercati finanziari e le Autorità europee e provocarono la caduta del governo Berlusconi. /2.

 

@rafraf81  A mio avviso essenzialmente per tre motivi: a) la  volontà della potentissima cancelliera Merkel di far pagare a SB [nella versione del mattino il nome era scritto per esteso] l’epiteto volgare rivoltole; b) il rifiuto del potente ministro Bossi – autoproclamatosi santo protettore dei pensionandi di anzianità, che sono in maggioranza nel Nord - di eliminare le pensioni di anzianità e allineare l'età di pensionamento delle lavoratrici del settore privato a tutti gli altri; e c) un errore grave sulle pensioni nella lettera di illustrazione delle misure inviata dal governo Berlusconi alla UE (quella che Tremonti rifiutò di firmare), poi corretto nella successiva lettera di spiegazioni sollecitate dall’UE.[4]

La maggioranza del popolo italiano, o almeno una buona fetta di esso, (inclusi quasi tutti i media e perfino famosi parlamentari, in tema di pensioni, ho pubblicato l’elenco nel blog di un importante quotidiano)[5] si lasciò ancora una volta irretire dalla propaganda governativa, che negava addirittura l’esistenza della crisi, e ancora oggi è convinta che i sacrifici lacrime e sangue (con conseguente salvataggio dell’Italia) siano opera del subentrato governo Monti, il cui decreto salva-Italia ammonta ad appena 30 mld “lordi” (10 mld sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi vari), distribuiti in maniera molto più equa (a parte gli esodati), ma che ha avuto il “torto” di colpire 2 tipologie di beni molto sensibili agli occhi ed alle tasche degli Italiani: la prima casa con l’IMU e l’autovettura con l’aumento delle accise sui carburanti (nonché l’aumento dell’IVA, che in realtà era stato già deciso dal governo precedente). /3.

 

@rafraf81  Il valore cumulato (cioè sommando gli effetti anno per anno, considerando che le misure strutturali sono permanenti e quindi dispiegano i loro effetti tuttora) delle manovre correttive della scorsa legislatura ammontò a 330 mld (4/5 Berlusconi e 1/5 Monti), che servirono (assieme ad un aumento del debito stesso) a pagare gli interessi passivi sul debito (75-80 mld in media per 5 anni), a ricostituire in parte l’avanzo primario ricevuto in eredità da Berlusconi e da lui dilapidato e a ridurre il deficit. La depressione economica prolungata italiana è conseguenza di quelle manovre correttive inique e recessive. Il debito pubblico italiano è detenuto per il 10% dalle famiglie e per il 90% dalle banche e da altri soggetti finanziari (il 30-40% è in mani estere). In definitiva, abbiamo fatto (non tutti, però!) enormi sacrifici per migliorare i conti pubblici e, soprattutto, per le banche e i ricchi. /4-Fine

 

[1] Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697282.html
[2] Il miracolo di Molfetta del Sen. Antonio Azzollini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2801595.html
[3] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[4] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html
[5] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn
[*] Ilgrossolano errore riguardante le pensioni di vecchiaia, nella risposta del governo alla lettera dell’UE, poi corretto nelle precisazioni, fu fatto (presumibilmente per colpa dell’ANSA) praticamente da tutti i media italiani (inclusa “Europa”) e persino da alcuni parlamentari; in questo mio commento su “Repubblica” (22 novembre 2011 alle 16:58, nickname Vincesko), l’elenco dei destinatari della mia e-mail di precisazione:
Disinformazione sulle pensioni.
La disinformazione voluta o l’informazione erronea riguarda tutti gli organi d’informazione, sia di destra che di sinistra.
Negli ultimi 20 giorni, ho dovuto scrivere: all’ANSA, a “Repubblica” (Ezio Mauro, Francesco Bei, Marco Ruffolo, Roberto Petrini ed Elena Polidori), al “Corriere della Sera” (De Bortoli, Paolo Mieli, Francesca Basso, Giovanni Stringa ed Enrico Marro), a “Europa”, al TG3 (Bianca Berlinguer), al GR3 (direttore Antonio Preziosi), a “Ballarò” ed ai politici Rocco Buttiglione, Pierferdinando Casini, Mario Baldassarri (che mi ha risposto, chiarendo l’equivoco) e Italo Bocchino, nonché al vice presidente UE Olli Rehn, tutti a favore dell’ennesima riforma delle pensioni e/o diffusori di dati falsi sulle pensioni. […]
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/22/la-mina-della-patrimoniale/comment-page-1/
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2770782.html
 
 
Post scriptum
 
Ieri, ho pubblicato il dialogo nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica
 
McKinsey ministero ombra
di Carlo Clericetti
31 luglio 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/31/mckinsey-ministero-ombra/
 

 
Articolo collegato:
 
Rcs, de Bortoli dà l'addio al Corriere:
"Non ho dato io le dimissioni"
31 luglio 2014
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/07/31/news/rcs_de_bortoli_annuncia_l_addio_al_corriere_dalla_primavera_del_2015-92821725/

 

Chi di censura ferisce di censura perisce


21 novembre 2012   Odifreddi, più un calcolo che un diritto   StefanoMenichini
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138615/odifreddi_piu_un_calcolo_che_un_diritto 

Davvero divertente, se è vera come è vera (ma io non lo frequento più per protesta da allora), che "Il Fatto", che (l'ho già scritto qui http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138217/ora_si_spiega_lassalto_a_napolitano)è un covo di censori a senso unico, censuri "Repubblica" perché ha censurato il fanatico e ostinato contaballe, fustigatore dei fanatismi, Odifreddi, che ha censurato me. Divertente, davvero divertente per me. Mi sto scompisciando dal ridere. 

Esempio di ostinazione odifreddiana a contar balle:

ESENZIONE DELLA CHIESA DALL’ICI: DISCUSSIONE CON PIERGIORGIO ODIFREDDI
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2706821.html

A Napoli si dice: carta canta. Allora allego le prove:
per la concretezza, l’invito che - presumo - mandò letteralmente in crisi il parolaio e contaballe Odifreddi:

• vincesko 19 settembre 2011 alle 19:04
Odifreddi il nuovo Enriques?
Anche allo scopo di risollevarmi ad un altezza di nuovo umana (e non da tacchini), la propongo come utile provocazione, in coerenza con un personale disegno strategico che mi occupa da alcuni anni. 
Ho notato che, in passato (ma forse non le ha lette), l’esimio PGO non ha raccolto, almeno in questo blog, due mie sollecitazioni a raccontarci la sua breve esperienza sulla barca a vela, in cui assieme ad altri dovrebbe aver riflettuto ed elaborate proposte su ciò che serve all’Italia; e poi, parlando con Valerio_38, su un suo impegno maggiormente politico.
Ora, dall’articolo di Pietro Greco, traggo la chiusa, chiedendomi: e se Piergiorgio Odifreddi abbandonasse per un po’ le sue “sterili” diatribe con la Chiesa e, fidando maggiormente sulle sue capacità generali e politiche, divenisse l’erede di Federigo Enriques, nel senso auspicato da Pietro Greco (o, in subordine, cooperasse per la ricerca di una tale fondamentale figura)? 
“[…]. E sarebbe opportuno, sarebbe assolutamente urgente che un altro Federigo Enriques si facesse carico di organizzare, al più alto livello possibile, questa discussione largamente interdisciplinare la cui posta in gioco, a cent’anni dal congresso filosofico di Bologna, è il futuro del paese”.

• Piergiorgio Odifreddi19 settembre 2011 alle 19:17
caro vincesko,
più che la “velleitaria” impresa da lei citate (la gita in barca confarinetti), io ho partecipato alla fondazione del pd, candidandomi (o meglio, venendo candidato) alle primarie a torino e finendo non solo eletto, ma nella “commissione dei valori”. ma sono scappato a gambe levate dopo due mesi, e PRIMA delle elezioni, non appena ho visto da vicino come funziona la cosiddetta politica attiva. non credo che le attuali organizzazioni politiche possano risolvere il problema politico, essendo esse stesse parte di esso. 
l’unico modo che mi sembrerebbe attuabile, sarebbero le azioni extraparlamentari. ne ho accennato, ad esempio, nei post sulle manifestazioni studentesche dello scorso anno (30 novembre e 17 dicembre)…

E per la psicoanalisi e la censura, prima minacciata, poi attuata (faccio presente che Odifreddi e tutti gli altri suoi adepti, chissà perché..., odiavano la psicoanalisi e che il blog non era moderato, era frequentato, oltre che da filosofi perditempo e pavoni gonfiati, da cattolici incazzatissimi con lui e matti veri e propri, che scrivevano di tutto):

• Piergiorgio Odifreddi 19 settembre 2011 alle 18:59
caro vincesko,
poichè questo non è un blog sulla psicanalisi, preferirei che si evitasse di fare ripetute e vicendevoli “diagnosi” pubbliche. io in genere non intervengo in maniera censoria, ma non vorrei essere costretto a farlo. 
ps. ricordo la meravigliosa definizione che diede nabokov della psicanalisi: “una cura che consiste nello spalmarsi miti greci sulle parti intime”…

Non sono un esperto, ma su base empirica ho preso l'abitudine di "interpretare" psicologicamente i segni d'interpunzione, in particolare l'uso scorretto, ridondante, esagerato dei puntini sospensivi e dei punti interrogativi ed esclamativi. Oso, dunque, interpretare i duplici 3 puntini sospensivi finali usati da Odifreddi e immotivati come un almeno lieve indizio di nervosismo, spia della delicatezza per lui degli argomenti sollevati: concretezza dell'impegno e psicoanalisi.

Aggiungo, per chi avesse dei dubbi sull’interpretazione: premesso che a Odifreddi ho dovuto insegnare io l’uso corretto dei puntini sospensivi (ho anche quest’altra insania oltre a quella di salvare le mie migliaia di commenti e post, posso portarne la prova, ma la devo cercare; anche nei 2 casi qui sopra li usa in maniera scorretta), se si controlla attentamente, si vede che essi sono comunque pleonastici, superflui: nel primo caso, seguono una parentesi tonda; nel secondo, addirittura le virgolette alla fine della citazione; terzo, occorre considerare la ripetizione del fatto (per inciso, c’era una “matta” nel suo blog che ne faceva un uso smodato). 

 

  

 


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