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Commissione UE, due pesi e due misure

Dopo la sconfitta patita sugli OMT (acquisto illimitato di titoli pubblici), ritenuti dalla Corte di Giustizia Europea rientranti nei poteri della BCE, gli ottusi ed egoisti Tedeschi ci riprovano col QE, muovendo – come fece Weidmann - la loro Corte Costituzionale. Ma questa non ha giurisdizione al di fuori dei suoi confini nazionali, può soltanto vietare al governo tedesco di partecipare con gli altri Paesi all’erogazione degli aiuti.
NB: Per leggere gli articoli di Repubblica, utilizzare il link alla rassegna stampa della Regione Lombardia.
161 26-01-2016 LA REPUBBLICA
ECONOMISTI TEDESCHI "DRAGHI VA FERMATO" REPLICA: "HANNO TORTO" (A. Tarquini)
LO SCONTRO/APPELLO CONTRO L’ACQUISTO DI TITOLI
Economisti tedeschi: “Draghi va fermato”. Replica: “Hanno torto”
Quest’altra notizia, che io sappia, non ha avuto quasi nessuna eco nei media italiani on-line. Leggendo la relazione della Corte dei Conti europea, vien da pensare: a) che la Commissione europea era un covo di dilettanti allo sbaraglio; b) che dopo aver sbagliato allora per controlli troppo laschi, ora sbaglia per controlli troppo rigidi e troppo severi; e c) che la costante è che usa due pesi e due misure.
158 27-01-2016 LA REPUBBLICA
LA CORTE DEI CONTI UE CONTRO LA COMMISSIONE "NEI SALVATAGGI APPLICATI DUE PESI E DUE MISURE"
Roma – “La Commissione europea non era pronta ad affrontare una crisi di proporzioni di quella scoppiata”. A quasi otto anni dall’ingresso dell’Europa nella recessione più grave dal dopoguerra, la Corte dei Conti UE ammette che qualcosa non ha funzionato. Il governo di Bruxelles si è trovato spiazzato con “debole governance delle banche e politiche di bilancio inadeguate”. E quando si è trattato di aiutare otto Paesi in difficoltà “è stata colta impreparata dalle prime richieste di assistenza”. Sotto la lente dei giudici contabili sono finiti i salvataggi di Ungheria, Lettonia, Romania, ma soprattutto Irlanda e Portogallo, due dei cinque membri dei Piigs (assieme a Spagna, Italia e Grecia). E qui la Commissione ha sbagliato quasi tutto, tra 2005 e 2008, ritenendo i bilanci nazionali e le banche “più solidi di quanto non fossero in realtà”. E non solo. I giudici denunciano anche disparità per vari Paesi, che “pur trovandosi in una situazione analoga non sono stati trattati alla stessa stregua”: rigore assoluto per alcuni, sconti per altri. Due pesi e due misure.
http://rassegnastampa.consiglio.regione.lombardia.it/

Allego:
26/01/2016
Relazione speciale n. 18/2015: L’assistenza finanziaria fornita ai paesi in difficoltà
http://www.eca.europa.eu/it/Pages/DocItem.aspx?did=35016
26/01/2016
Sintesi della relazione speciale n. 18/2015: L’assistenza finanziaria fornita ai paesi in difficoltà
http://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR15_18_SUMMARY/SR_CRISIS_SUPPORT_SUMMARY_IT.pdf

***

Ecco un esempio – forse noto - di due pesi e due misure nell’applicazione delle regole UE. Alla Francia, membro della diarchia franco-tedesca, è permesso da tre anni di sforare il limite del 3%. Era già successo in passato. Ha già dichiarato che non rientrerà entro il limite prima del 2017.
Nonostante il divario del deficit (3,8% in Francia nel 2015, 2,6% in Italia), la crescita in Francia ha raggiunto nel 2015 il +1,1%, contro lo 0,7-0,8% in Italia.
La Francia non ha avanzo primario, vale a dire la differenza tra le entrate e le spese al netto degli interessi, cioè destina tutte le entrate a spesa pubblica primaria, per cui il deficit viene coperto emettendo nuovo debito, che sfiorerà nel 2017 il 100% del Pil.
Ma la Francia beneficia dello “scudo” tedesco sui mercati finanziari, per cui lo spread tra i titoli pubblici francesi e quelli tedeschi è quasi nullo. Questo le consente di finanziare il deficit sostenendo un onere per interessi molto contenuto.
Sotto questo aspetto, nel confronto con la Germania e la Francia, l’Italia è molto penalizzata fin dalla nascita dell’Euro.

La croissance en France a atteint 1,1% en 2015
Le Monde.fr | 29.01.2016 à 07h35• Mis à jour le 29.01.2016 à 11h10 | ParAudrey Tonnelier

***

Questa volta il contaballe e tosto PdC Renzi ha ragione da vendere a dichiarare che in base ai dati non è l’Italia il malato d’Europa. Osservo che, poiché il Commissario Moscovici è apparso modicamente disponibile in tema di concessione della flessibilità all’Italia, che beninteso è un pannicello caldo, è intervenuto il redivivo ‘falco’ finlandese Katainen, messo lì apposta dalla Germania, che gli ha affidato la supervisione economica e diritto di veto (a proposito della débacle del PSE nella formazione della Commissione europea).

Table1:
Overview – the winter 2016 forecast


Ricavo dalla tabella con le previsioni invernali della Commissione europea:
Deficit/Pil (%)……2015…2016…2017
Italia………………2,4……2,5…...1,5
Francia……………3,7……3,4…...3,2
Spagna……………4,8……3,4…...2,4

COMMENTO: Come si vede, il dato del deficit dell’Italia relativo al triennio 2015-2017 è migliore sia di quello della Francia che di quello della Spagna. Anche dal 2012 al 2014, il deficit/Pil dell’Italia è stato sempre inferiore al limite del 3%, quello della Francia e della Spagna è stato sempre superiore, anche sensibilmente (la Spagna ha raggiunto un picco del 7%).
Come forse è noto, ridurre il deficit via aumento dell’avanzo primario (come ha fatto l’Italia) significa sottrarre risorse all’economia reale e quindi alla crescita; il contrario, se si aumenta il deficit e si riduce l’avanzo primario (come è successo alla Spagna).

PS:

Quesito al Commissario (francese) Pierre Moscovici:
Perché non dedica un po' di più del Suo tempo e dei Suoi strali e dei Suoi dinieghi, anziché all'Italia, al Suo Paese, la Francia, che - si sa perché - riceve da anni un trattamento privilegiato, pur NON avendo neppure implementato, a differenza dell'Italia e della Spagna, le supposte salvifiche riforme strutturali, così care alla destra reazionaria neo-liberista che comanda in UE, con la complicità dei sedicenti socialisti, come Lei e il presidente (tedesco) del Parlamento Europeo, Martin Schulz?

La lente dell’Europa su deficit e debito italiani
di Beda Romano con le analisi di Guido Gentili e Dino Pesole  5 Febbraio 2016


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Il trattato commerciale transatlantico. Un uragano minaccia gli europei

 
Il trattato transatlantico. Un uragano minaccia gli europei
di Lori Wallach
Venerdì 24 Gennaio 2014
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3361:lori-wallach-il-trattato-transatlantico&catid=83:politica-estera&Itemid=63
 

Articolo bello, interessante e istruttivo! Che fare?

Un argine allo strapotere dei veri padroni del mondo - le grandi banche e le multinazionali - sono la trasparenza, la diffusione dell'informazione, la denuncia nominativa delle responsabilità, oltre alla partecipazione consapevole, attiva e assidua dei cittadini.

Soltanto il controllo dei media e l’ammuina dei non ricchi rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità. [1]

E, soprattutto, la connivenza o almeno la corrività dei rappresentanti politici.

Ad esempio, qual è il ruolo in questa vicendadei negoziati sull’accordo di libero scambio tra Canada e Unione europea già terminati e di quelli in corso col governo statunitense, che spera di concludere con il Vecchio continente una partnership di questo tipo”, del presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, [1] che è forse il peggiore presidente della Commissione Europea sia per l'asservimento sostanziale al Consiglio Europeo (leggi: Germania), venendo meno al suo compito istituzionale di equilibrare lo strapotere del Consiglio, sia per i risultati?

Il compito istituzionale del presidente della Commissione UE [3] è fare l’interesse e perseguire il benessere di tutti i 450 milioni di cittadini UE, non soltanto degli straricchi, controbilanciando il potere del Consiglio UE, i cui esponenti, anche quelli di sinistra, subiscono maggiormente le pressioni delle lobby nazionali: vedasi, ad esempio, da ultimo, il caso della regolazione dell’attività delle banche [4], in cui alle conclusioni del rapporto Liikanen si sono a suo tempo opposte non solo molte banche, ciò che era del resto prevedibile, ma anche la Germania e la Francia. Va sottolineato come, in generale, sin dall’inizio la presidenza Hollande si sia caratterizzata come molto sensibile ai desideri del mondo della finanza”.

E' necessario ampliare i poteri del Parlamento Europeo. [5]

 
[1] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
[2] Barroso, il peggiore presidente della Commissione Europea
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797427.html
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_europea
http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Commissione_europea
http://ec.europa.eu/about/index_it.htm
[4] banche, crisi, Ue, Usa di Vincenzo Comito
Tutto quel che (non) ci ha insegnato la crisi
16/01/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Tutto-quel-che-non-ci-ha-insegnato-la-crisi-21712
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo 

 
Post e articoli collegati:
 
Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
La globalizzazione non è un gioco equo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
Dialogo sulla globalizzazione ed altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2784949.html

TtipUeUsa di Monica Frassoni
Ttip, tutto quello che non sappiamo
01/04/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ttip-tutto-quello-che-non-sappiamo-23491

ambienteOgmTtip di Dario Guarascio
Tutti i rischi del Trattato transatlantico
08/04/2014
Diritto del lavoro, ogm, sanità, ambiente, proprietà intellettuale e energia: tutte le conseguenze del trattato di libero scambio che Usa e Ue vogliono approvare
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-i-rischi-del-Trattato-transatlantico-23709

democraziaTtipUeUsa di Alessandra Algostino
Ttip, l'oligarchia diretta dei mercati finanziari
15/04/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ttip-l-oligarchia-diretta-dei-mercati-finanziari-23884

TtipUeUsa di Thomas Fazi
Ttip, tutte le bugie sul trattato segreto
23/04/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Ttip-tutte-le-bugie-sul-trattato-segreto-24057

commercioEuropaTtipUsa di Monica Di Sisto
Stop Ttip, mobilitazione a Bruxelles
27/06/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Stop-Ttip-mobilitazione-a-Bruxelles-25180  

 
Newsletter n. 365 - 17 ottobre 2014

Ttip, il modello neomercantilista
Bis-trattati/ Il Ttip altera ulteriormente l'equilibrio di potere tra le forze sociali e le grandi imprese, a favore di queste ultime, e istituzionalizza definitivamente le riforme neoliberiste introdotte negli ultimi vent'anni. Intervista a Werner Raza (Ofse): «C’e` un chiaro legame tra il Ttip e lo smantellamento dello Stato sociale a cui abbiamo assistito in questi anni» 
di Thomas Fazi

«Ttip e Tpp sono soprattutto strumenti geopolitici»
Bis-trattati/Intervista a Walden Bello: «Oggi ci troviamo in una situazione in cui la globalizzazione corporativa e il neoliberismo hanno perso molta credibilità e sono dunque sulla difensiva»
di Thomas Fazi

Opporsi alla schiavitù economica
Bis-trattati/Ttip, il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. E` il patto che gli Usa impongono ai paesi Ue. Ma la partita e` ancora in corso: accanto al potere filoamericano sempre e comunque, vi sono partiti, sindacati, movimenti che si oppongono e rifiutano la schiavitu` economica
di Guglielmo Ragozzino

Liberalizzarla di più, se possibile
Bis-trattati/Tra gli ambiti del Ttip, uno di particolare rilevanza dovrebbe riguardare i servizi finanziari. Questa almeno è l'idea della Commissione europea, mentre la controparte statunitense ha più volte dichiarato di volere escludere la finanza dal negoziato. 
di Andrea Baranes

Il successo della giornata di mobilitazione europea contro il Ttip
Bis-trattati/Oltre mille eventi in 22 paesi, centinaia di attivisti nelle piazze delle principali capitali, sono l'imponente risultato di mobilitazione ottenuto dalla prima Giornata di azione europea contro Ttip, Ceta e Tisa, convocata per l'11 ottobre scorso dalle piattaforme nazionali contro il Ttip
di Monica Di Sisto

Cause per 3 miliardi
Bis-trattati/Isds (Investor-State Dispute Settlement) è l'acronimo utilizzato per definire gli organismi chiamati ad esprimersi, qualora questo sia previsto da specifici accordi sovranazionali, sulle dispute fra stati ed imprese multinazionali. 
di Dario Guarascio

I negoziati sul Trattato
Bis-trattati/Un ostacolo dopo l'altro, e questo è potuto accadere soprattutto grazie all'opposizione della sinistra e della società civile
di Paul-Emile Dupret

Lavoro, sanità, i rischi del Ttip
Bis-trattati/Grazie al Ttip nascerebbe la possibilità per le multinazionali, qualora volessero contestare una regolamentazione statale o comunitaria stringente, di rivolgersi ad un organismo arbitrale terzo dotandosi così di un potente mezzo per il contrasto di politiche e leggi divergenti dalle loro strategie aziendali
di Dario Guarascio

Ttip e “cooperazione normativa”
Bis-trattati/La cooperazione normativa è uno dei pilastri del Ttip, e ad esso sono imputati la maggior parte dei benefici economici dell'accordo. Dato che le barriere tariffarie tra Ue ed Usa sono già molto basse, l'ostacolo maggiore al commercio e agli investimenti è oggi rappresentato dalla diverse norme regolatorie presenti nei vari paesi. 
di Ronan O'Brien

Il commercio immorale
Bis-trattati/La scuola liberista ha adottato come sua espressione favorita il detto "laissez faire, laissez passer", un'espressione che suona gradita ai predoni, ai truffatori e ai ladri non meno che ai mercanti, il che dovrebbe metterci in guardia da tale massima 
di Friedrich List

Il semestre italiano e gli incontri a tarallucci e vino
Bis-trattati/Frasi a effetto e sostanza zero: ecco come il governo sta affrontando il negoziato
di Monica Di Sisto
 
http://www.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.365-17-ottobre-2014
  


L’arrogante Olli Rehn


Descrizione: Paola De Pin

Paola De Pin
Senatrice Gruppo Azione Partecipazione popolare
Inaccettabile Rehn. Boicottiamo la sua elezione a presidente della Commissione Ue
Pubblicato: 04/12/2013 13:50
http://www.huffingtonpost.it/paola-de-pin/inaccettabile-rehn-i-politici-boicottino-la-sua-elezione-a-presidente-della-commissione-ue_b_4383135.html
 
Olli Rehn, assieme a Barroso, il peggiore presidente della Commissione Europea, [1] è al servizio della Germania ed è colui al quale non sono bastate manovre correttive berlusconiane per 267 mld cumulati;  neppure quelle varate da Monti, che sono ammontate a 63 mld; totale 330 mld. Ora l'Italia presenta il migliore avanzo primario in UE27.
Anche per il debito pubblico, si sbaglia, poiché è vero che è altissimo, ma è quello cresciuto meno negli ultimi anni, dallo scoppio della crisi nel 2007. [2] E poi Rehn fa finta di non sapere che l’aumento in percentuale è dovuto soprattutto al calo del PIL e che negli ultimi 2 anni esso è cresciuto in valore assoluto per il contributo al MES (45 mld nel 2012 e 55 nel 2013, per salvare gli altri Paesi) ed il pagamento dei debiti della PA, misura autorizzata dalla Commissione UE.
E' vero, noi dobbiamo completare i compiti a casa, tra cui è fondamentale un'imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di 150-200 mld per evitare che il Paese affondi. [3] Ma, come gli scrissi, [4] anche lui deve fare i compiti a casa, ma non li fa perché deve disturbare la potente Germania, che fa concorrenza sleale (con la deflazione dei salari, compensati dal robusto welfare tedesco) e non rispetta il limite massimo del surplus commerciale. 
L'unica nota positiva è che ha contribuito a liberarci di Berlusconi come PdC.
 
[1] Barroso, il peggiore presidente della Commissione Europea
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797427.html
[2] Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
[3] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
[4] Il debito pubblico è il «peccato originale» dell'Italia? Ma i dati dicono che cresce meno di tutti i Paesi euro. Mentre il Pil...
di Vito Lops 03 dicembre 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-12-03/il-debito-pubblico-e-peccato-originale-italia-dati-dicono-che-cresce-meno-tutti-paesi-euro-mentre-pil--110537.shtml
 
 

TTF, una buona notizia per i milioni di povericristi

 
Commissione europeaTTF   di Andrea Baranes
TTF: un passo in avanti in Europa
15/02/2013
La proposta di Direttiva della Commissione europea accoglie le istanze delle reti della società civile su uno strumento utile a frenare la speculazione e che può generare un gettito di decine di miliardi di euro l'anno
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/globi/TTF-un-passo-in-avanti-in-Europa-16872
 
Rendere operativa l'imposta sulle transazioni finanziarie - 14/02/2013
http://ec.europa.eu/news/economy/130214_it.htm
 

Segnalo molto volentieri questa buona notizia (per i milioni di povericristi). Anche io (come ho raccontato nel post riportato in fondo [1]) ho partecipato alla campagna a favore dell’introduzione della TTF, osteggiata da portatori di interessi potentissimi, incluso l’ex premier italiano, il miliardario Silvio Berlusconi, che è stato in seno al G20 ed in ambito UE un fiero, inverecondo, ostinato oppositore di tale misura.

Essa serve sia come misura di equità, poiché fa pagare ai responsabili dell’attuale grave crisi una parte del suo costo, sia come fonte di finanziamento per la crescita ed il welfare, sia, infine, come deterrente ai movimenti finanziari speculativi.

Avevo persino scritto al Vice presidente UE Olli Rehn, [2] severo censore dei conti pubblici italiani, sollecitandone un maggiore impegno per l’adozione di questa e delle altre misure necessarie per la regolazione dei mercati finanziari. [3]

La Commissione UE, finalmente, interviene ad adottarla, con una direttiva vincolante per ora soltanto per 11 Paesi, a distanza di quasi 2 anni dalla prima risoluzione favorevole del Parlamento europeo (marzo 2011), in una formulazione fortunatamente più severa ed efficace di quella varata dal governo Monti, condizionato dal PDL di Berlusconi.

Essa quantifica l’introito derivante dalla TTF in 30-35 mld l’anno, contro una previsione iniziale, da parte di alcuni, di 10 volte tanto, se essa fosse stata adottata in tutto il mondo e nella versione ancora più severa.

 
[1] Appunto sulla Tassa sulle transazioni finanziarie
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758893.html
[2] Lettera al Vice Presidente UE Olli Rehn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697319.html
[3] Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
 
 

LETTERA AL VICE PRESIDENTE UE OLLI REHN

           

Egr. Sig. Vice Presidente Olli Rehn,

 

Sono un cittadino europeo, di nazionalità italiana.

Lei, anche oggi, non ha fatto altro che parlare di necessità di riformare le pensioni, mentre, come Lei forse non sa, finora  i ricchi in Italia l’hanno fatta quasi franca, potendo contare sulla benevolenza del premier ed il sostegno di giornalisti e lobby varie.

 

E’ quasi superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

 

E’ perciò colpevole, Dott.Rehn, contribuire ad alimentare la solita disinformazione ed “ammuina” da “utili idioti” dei ricchi.

 

Mi vien purtroppo da pensare che Voi commissari UE, anche quando non siete tedeschi, siete severi a senso unico e persino noiosi: i mercati finanziari hanno capitali megagalattici, sono indispensabili gli eurobond e la TTF, perché Lei non si occupa principalmente di varare queste misure assieme a tutta la Commissione UE?


Comunque, anche per l'incapacità del nostro governo, siamo già a 200 mld, nell’ultimo anno e mezzo, tra manovre correttive (140 mld) e leggi di stabilità (ex finanziaria), addossati in gran parte sui meno abbienti e sui poveri: quanto si vuole ancora chiedere ai pensionandi, che, Lei forse non lo sa, includono diverse decine di migliaia di disoccupati completamente privi di tutele, anziché chiamare a contribuire chi ha di più?

 

In conclusione, concretamente, al sottoscritto le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito pensionistico di vecchiaia di 20 mila €; ai ricchi, ai loro utili idioti ed ai giornalisti che chiedono le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, molto meno o addirittura nulla.

 

Mi permetto di inviarLe questo appunto esplicativo.

 

Cordialmente,

 

 

APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE

 

Com’è noto, l’ammontare elevatissimo del debito pubblico e la stentata crescita, in un contesto di grave crisi economica che ha investito, a partire dal 2008, tutti i Paesi occidentali, hanno reso necessario il varo di una serie di manovre correttive severe, che hanno sempre interessato, ogni volta, anche la previdenza e l’assistenza. Ma non è finita. Si preannunciano, per reperire risorse, ulteriori interventi sulle pensioni, sollecitati dagli organismi europei. Provo allora a fare il punto.

 

Vorrei osservare che: a) si sbaglia, almeno per indeterminatezza, non distinguendo opportunamente tra le due tipologie di pensione: vecchiaia e anzianità;  b) il sistema pensionistico italiano, dopo le 7 più o meno importanti riforme varate dal 1992 [1], è per il 3° anno in attivo [2] (nonostante la crisi occupazionale) ed in equilibrio fino al 2050 [3] (l’UE lo sa molto bene, ed anche la BCE, che ha menzionato nella famosa lettera soltanto quelle d’anzianità [4]); c) per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, infatti, è in linea addirittura col “benchmark” europeo [5], poiché è già ora a 66 anni (per effetto dell’eufemistica “finestra” di 12 mesi), dal 2013 a 66 anni e 3 mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita; per crescere fino a 67 nel 2021 ed oltre 68 nel 2032 [6]; d) è vero, invece, che non sono state riformate ulteriormente le pensioni di anzianità anticipate (età + anzianità di lavoro), disallineate rispetto alla media Ocse [7]; ma quelle ordinarie sono già a 41 anni e saliranno anch’esse gradualmente in base all’aspettativa di vita.

 

E’ opportuno puntualizzare, inoltre, che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps, emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva [8] (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’Inps perché andata in difficoltà per troppa generosità [9]).

E tutto questo mentre, dai dati Istat sul rapporto annuale dell’Inps diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese [10].

 

In ogni caso, per restare allineati alla media Ocse della spesa sociale complessiva, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile di anzianità (da attuare attraverso il meccanismo di incentivi/disincentivi previsto dalla riforma Dini) dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il reddito minimo garantito universale (l’Italia è l’unico paese, oltre alla Grecia, che non lo prevede), oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ pensionistico per i lavoratori precari.

 

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovre correttive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri, le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale [11].

Le misure ormai sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond [12] (non a caso caldeggiati anche da Tremonti) e della TTF [13], occorre, in particolare:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente [14], l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi [15].
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimoniale ordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € [16];
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” [11]), per rendersene conto. O il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito il 24-10 scorso [17]. O basta analizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano anche i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

 

[1] Riforme delle Pensioni:Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011.

 

[2] Il Sole 24 Ore Radiocor - Roma, 28 lug

“Inps: Civ approva consuntivo 2010, avanzo finanziario cala a 1,66 mld”

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-961509/inps-civ-approva-consuntivo-2010/

“Pensioni. Perché è giusto indignarsi”

di Felice Roberto Pizzuti

Il sistema previdenziale è strutturalmente in equilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al netto delle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi

http://www.sinistrainrete.info/component/content/article/73-spesa-pubblica/1665-felice-roberto-pizzuti-pensioni-perche-e-giusto-indignarsi.html

 

[3] Programma Nazionale di Riforma

Bozza* – novembre 2010

http://europa.dol.it/allegatidef/piano%20Tremonti122384.pdf

N.B.: nella proiezione ivi contenuta, non sono comprese le misure 2011 sulle pensioni.

 

[4] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[5] Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

N.B.: I dati sono sintetizzati in questo articolo:

http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723 

 

[6] La Normativa in Materia di Pensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

 

[7] Punti salienti OCSE "Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf 

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse

 

[8] “L’austerità vista da sinistra”

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002251.html

 

[9] “L’avventurosa storia dell’istituto di previdenza dei dirigenti industriali”

http://www.manageritalia.it/content/download/Informazione/Giornale/Dicembre2002/pag28.pdf

 

[10] Dati ISTAT sulla base del Rapporto INPS (v. Fig. 7)

http://www.istat.it/it/files/2011/06/testointegrale20110621.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+21%2Fgiu%2F2011+-+Testo+integrale.pdf

Il rapporto INPS 2010

http://www.pmi.it/file/whitepaper/000560.pdf

 

[11] Distribuzione della ricchezza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html

 

[12] “EuroUnionBond per la nuova Europa”

di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml

 

[13] “Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 marzo 2011 su un finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo”

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0080+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

 

[14] “E Bankitalia rilancia l'Ici. Ripristinarla sulla prima casa ma tagliando le tasse sul lavoro”

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/14/bankitalia-rilancia-ici-ripristinarla-sulla.html

 

[15] “Abolizione dell’ICI”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html)

 

[16] Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html)

 

[17] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

P.S.: Per reperire i vari link attivi, do il link al mio 'post'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html


 
Post, Documenti e Articoli collegati:

Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html

L’arrogante Olli Rehn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2799018.html   
 

La lettera dell’Italia alla UE contiene un errore macroscopico, laddove afferma che “il requisito anagrafico per il pensionamento [di vecchiaia] sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026”, dal momento che questo vale soltanto per le lavoratrici dipendenti del settore privato, mentre tutti gli altri arriveranno a 67 anni già nel 2021! (partendo dai 66 anni ed 1 mese già nel 2012). Va anche puntualizzato che tutto l’ambaradan seguente (almeno fino alla correzione di questo errore) nasce proprio soprattutto da questo equivoco e dall’ostinazione del governo (per l’opposizione della Lega Nord) a riformare le pensioni di anzianità, contravvenendo al diktat della BCE su questo tema specifico (lettera del 5 agosto 2011), ribadito poi dall’UE.
 
La lettera dell'Italia all'Ue
26 ottobre 2011
[…] Una finanza pubblica sostenibile. Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art.18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita. […]
http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_26/lettera-italia-ue_07594f00-fffa-11e0-9c44-5417ae399559.shtml
 
Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?
 
CRISI
Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"
Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"
07 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/07/news/ue_all_italia_chiarimenti_su_riforme-24581684/
 
Olli Rehn invia lettera a Tremonti: chiarimenti entro l'11 novembre
08 novembre 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-08/rehn-italia-preoccupa-molto-173332.shtml
 
Ecco la nuova lettera di Olli Rehn: "Serve una manovra aggiuntiva"
Testo della lettera in italiano [*]
Richiesta di chiarimenti relativi alla lettera indirizzata dal primo ministro Silvio Berlusconi al presidente del Consiglio europeo e al presidente della Commissione europea
http://download.repubblica.it/pdf/2011/questionario_ue_al_governo.pdf
 
Dopo aver letto questo articolo, ho inviato la lettera al vice presidente Olli Rehn.
 
IL CASO
Ue: l'Italia non raggiungerà il pareggio. Si può fare di più sulle pensioni"
Il commissario europeo degli affarie conomici, Olli Rehn, presenta le previsioni economiche dell'Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l'azzeramento del deficit
10 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/10/news/ue_l_italia_non_raggiunger_il_pareggio_si_pu_fare_di_pi_sulle_pensioni-24771609/
 
Chiarimenti del Governo italiano all’UE
 
IL DOCUMENTO
La risposta del governo uscente alle "39 domande della Ue"
Documento di trenta pagine che ribatte punto per punto alle obiezioni della Comunità europea. Riforme costituzionali, tagli di spesa, evasione fiscale, pensioni, riforma fiscale e welfare, questi i punti affrontati da Tremonti
13 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/13/news/la_risposta_del_governo_uscente_alle_39_domande_della_ue-24947246/
 
Ue: «Ricevute le 39 risposte italiane, ora andranno studiate attentamente». Tremonti: da ritorno Ici 3,5 miliardi
Domenica 13 novembre 2011
http://www.ilmessaggero.it/home_economia/ue_ricevute_le_39_risposte_italiane_tremonti_da_ritorno_ici_35_miliardi/notizie/169836.shtml
 
(testo in inglese)
 Il testo della Lettera inviata dall'Italia ( 207,93 kB )
http://www.legautonomie.it/content/download/6375/33992/file/Lettera%20UE%20-%20Risposta-italia-UE.pdf
 Richiesta UE di chiarimenti al Governo Italiano ( 392,19 kB )
http://www.legautonomie.it/content/download/6398/34117/file/richiesta_chiarimenti_Ue.1320837027.pdf
Approfondimenti
La Lettera di intenti per l'Europa
Alleghiamo la Lettera contenente gli impegni del Governo italiano consegnata alla UE
http://www.legautonomie.it/Documenti/Europa/La-Lettera-di-intenti-per-l-Europa 
 
Berlusconi-Tremonti, ormai è rottura. “Sei pazzo”. “Il problema sei tu”
06/10/2011
http://www.siwikinews.it/index.php?title=Berlusconi-Tremonti,_ormai_%C3%A8_rottura._%E2%80%9CSei_pazzo%E2%80%9D._%E2%80%9CIl_problema_sei_tu%E2%80%9D
 
‘Berlusconi testa di cazzo’, Crosetto ammette: “Ero io al telefono”
8 novembre 2011
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/berlusconi-testa-cazzo-crosetto-video-1009757/
 
[*] Dalla lettera del commissario Olli Rhen, ricavo:
5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica, inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026 l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i generi dell’età pensionistica standard?
 
 


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