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Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

 
Riporto un mio commento, inviato ieri a redazione@eguaglianzaeliberta.it, al seguente articolo:
 
Chi complottò contro Berlusconi
La caduta del governo dell'ex Cavaliere fu il frutto di intrighi dei Palazzi in Italia e in Europa? A distanza di quasi cinque anni rileggiamo quegli avvenimenti per ricostruire le mosse dell'esecutivo, dei leader degli altri paesi e della Banca centrale europea
Ruggero Paladini
(29/02/2016)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1878
 
L’analisi è quasi interamente condivisibile; quasi, poiché contiene un’incoerenza logica e fattuale, laddove evidenzia giustamente che i fondamentali macroeconomici dell’Italia erano migliori nel 2011 (per forza: oltre alla legge di stabilità 2011, era stata in precedenza varata una pesante manovra correttiva col DL 78/2010, dopo la crisi della Grecia), ma prima aveva scritto:

Berlusconi può scegliere tra due strade:andare ad un default, con (eventuale) uscita dall’euro, o varare una manovra lacrime e sangue, secondo i precetti dell’austerità made in Berlin. Non volendo optare per nessuna delle due, Napolitano dice a Berlusconi che conviene che si faccia sostituire da Monti; Berlusconi accetta”.

Sulla base dei fatti, questo è lontanissimo dal vero, poiché il governo Berlusconi-Tremonti varò in luglio e agosto 2011, in appena 40 giorni, ben 2 (due) manovre correttive pesantissime [1] (dopo quella del 2010 - DL 78 del 31.5.2010 -, con la riforma Sacconi delle pensioni, molto più severa della successiva, tanto vituperata riforma Fornero[2]). Ma questa non conoscenza generale delle manovre correttive e delle riforme delle pensioni, anche in ambito accademico, (probabilissimo effetto del sistema disinformativo paramafioso berlusconiano-tremontiano-sacconiano) non mi meraviglia più, poiché da ben 4 anni la riscontro e la contrasto (come sto facendo anche ora).

In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS:

All’indomani della votazione che negò l’approvazione alla Camera dei Deputati del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, ricevetti l’allora Presidente del Consiglio che mostrò di comprendere responsabilmente l’inevitabilità delle sue dimissioni, alle quali si giunse alcuni giorni dopo consentendomi di avviare le tradizionali consultazioni di tutti i gruppi politici: e, come ho già detto, da esse fu confermato quel che già mi era chiaro, cioè l’impossibilità di un accordo politico e di governo per la formazione di un nuovo esecutivo data la profondità dei contrasti che avevano fino a quel momento segnato i rapporti tra i due schieramenti antagonisti”. 

L’on. Renato Brunetta, in una sua recente lettera a Huffington Post, in risposta a quella di Giorgio Napolitano, sostiene: “E non c'entra il fatto che Berlusconi si sia dimesso e poi abbia accettato di sostenere un governo non democratico”.

E’ curioso che non c’entri, poiché, a meno di una minaccia grave o di una coartazione manipolatoria frutto di plagio, è davvero bizzarro che la potentissima e ricchissima vittima di un complotto prima si faccia volontariamente da parte e poi addirittura sostenga con i suoi voti parlamentari determinanti il beneficiario del complotto, e non ne denunci tutti gli autori prima al Parlamento e poi alla Corte Cost. 

Brunetta sostiene, inoltre:Conta il fatto che interprete di quelle pressioni estere fu il Quirinale, che si fece parte volonterosa per attuare i desideri e le strategie di forze finanziarie e politiche congiunte tra loro, le quali esigevano la necessità di una prosternazione del governo italiano alle impostazioni tedesche e francesi. Con Berlusconi era impossibile”. 

Balla al cubo! Berlusconi ha obbedito in tutto, tranne, a causa del veto di Bossi, il completamento della severissima riforma Sacconi delle pensioni (eliminazione delle cosiddette pensioni di anzianità, concentrate al Nord, e l'adeguamento delle dipendenti private a tutti gli altri), come peraltro l’on. Brunetta sa benissimo, poiché fu lui, a seguito del rifiuto del ministro dell’Economia Tremonti, ai ferri corti da tempo col PdC Berlusconi, a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE, quella che conteneva ERRORI materiali gravi, amplificati da TUTTI i media italiani, a cominciare dall'ANSA e poi a cascata, che ingenerarono un caos nei rapporti con l’UE/Merkel/Sarkozy (vedi, quindi, le ingiunzioni e i sorrisetti di scherno in seno al Consiglio europeo del duo franco-tedesco, in parte per ignoranza delle misure varate dall'Italia, in parte - Sarkozy - per coda di paglia: la Francia deve ancora farla una riforma severa delle pensioni) e sui mercati.[3]

Come l’on. Brunetta sa altrettanto bene, avendo replicato 3 anni fa alle accuse dell’allora Commissario Olli Rehn esibendo le CIFRE del “Sole 24 ore”, dopo quella pesante dopo la crisi greca del 2010 (DL 78 del 31/5/2010), che include la severissima riforma Sacconi delle pensioni, che porta l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni entro il 2021, benchmark in UE28, nel 2011, in appena un mese e mezzo, ubbidendo alle pressioni di UE/Merkel/Sarkozy, il governo Berlusconi-Tremonti varò altre 2 manovre correttive pesantissime per 80+60 mld (DL 98 del 6/7/2011 e DL 138 del 13/8/2011), che però, per la credibilità prossima allo zero del PdC Berlusconi, furono inefficaci a fermare l’attacco speculativo dei mercati finanziari contro l’Italia. Riporto le CIFRE delle manovre correttive dei due governi, prima e dopo il “complotto”:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale 329,5 mld.[1]

Come si vede facilmente, per gli ammontari delle manovre finanziarie, i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio. 

CONCLUSIONE

In conclusione, aggiungo, però, che il complotto fu sui generis, ma i mercati non è che ce l'avessero particolarmente con l'Italia, che, come abbiamo visto, aveva varato manovre pesantissime e una riforma delle pensioni severissima, ma avevano scommesso sulla rottura dell'Euro e, dopo l'Irlanda, la Grecia, il Portogallo e la Spagna, avevano attaccato l'Italia (poi sarebbe probabilmente toccato alla Francia), lasciati liberi di agire dall'inerzia colpevole della BCE di Draghi, bloccata dalla Germania. Infatti, anche con Monti, lo spread, dopo il calo nel primo periodo, aveva ripreso a salire. Fino al "whatever it takes" di Draghi, che ‘miracolosamente’, senza spendere un solo Euro, stoppò la giostra “impazzita” della speculazione mondiale.

 

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure (se in avaria)  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html
 
[3] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html  oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/analisi-parziale-del-complotto-contro.html
(nel post anche le prove documentali degli ERRORI nella prima lettera di chiarimenti all'UE)
 

Cordiali saluti

Vincesko

 

 

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cclericetti 14 marzo 2016 alle 19:27

@Vincesko
Copio qui la risposta di Ruggero Paladini.
"Non credo che ci sia contraddizione logica, e sono d’accordo con molte affermazioni. Il punto specifico è l’impennata dei tassi a metà 2011, che trascinano in alto anche i tassi spagnoli e, in parte quelli belgi. Perché? Ho avanzato la tesi che non si sia trattato di un ordine della Merkel, o di Obama, e mi pare che Vincesko sia d’accordo. Certo, la situazione è che i mercati avevano appreso che i titoli sovrani erano nudi, mentre per dieci anni dalla nascita dell’euro avevano creduto il contrario (vedi il famoso articolo di De Grauwe sulla fragilità dell’euro). Ma i mercati incominciano ad avere l’impressione che il governo sia in difficoltà, sanno che Berlusconi e Tremonti non si parlano ecc….. Nel momento in cui i tassi a breve superano quelli a lunga la situazione è vicina al punto di rottura.
Potremmo continuare: le misure di Monti hanno un effetto calmante, ma poi di nuovo i tassi si impennano, trascinati questa volta da quelli spagnoli (anche questo si vede nei grafici), fino all’intervento di Draghi, e su questo mi pare che siamo d’accordo".


 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2016/03/lettera-redazioneeguaglianzaelibertait.html  
 



Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD

 
Marco Bracconi
3 NOV 2014
Rottamare il complotto
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2014/11/03/rottamare-il-complotto/
 
Due giorni fa, ho fatto il seguente commento:
 
http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
magnagrecia7 3 novembre 2014 alle 20:57

@walterstucco (3 novembre 2014 alle 15:33)

Tesi infondate e conclusione illogica.
1. ”Soprattutto in materia di lavoro ci ha sempre lavorato il professor Ichino”
Parole in libertà. Sono iscritto da anni alla sua newsletter, Ichino ha lavorato per conto suo, il suo DdL riscosse meno del 10% dei voti all’Assemblea del PD sul lavoro; anche a livello parlamentare, il DdL che aveva di gran lunga il maggior consenso era quello proposto da Ghedini-Passoni-Treu.

2. Tesi bizzarre, a) la prima contraddice la precedente: chi ha prevalso, Ichino o Cofferati? b) la cosa “di sinistra” sarebbe l’anarchia e il lassismo verso i giovani che, ogni notte fino all’alba, fanno casino nelle strade e nelle piazze?

3. a) Io sono migliorista da 40 anni, non ho votato Renzi. Come me altri. Quelli che l’han fatto probabilmente se ne sono pentiti. b) Li conosco bene perché ho frequentato per 3 anni “Europa”: gli ex dc che votano PD odiano letteralmente la CGIL, sono in gran maggioranza lontanissimi dai miglioristi e dagli ideali socialdemocratici e, per la loro spietatezza (e non esagero, posso produrre le prove), perfino da quelli caritatevoli cattolici.

4. Anche io critico il mercato del lavoro duale, ma Renzi ha raccontato una balla sesquipedale quando ha detto che lo Stato, come un buon padre di famiglia, si prenderà cura di ogni lavoratore licenziato. Ha stanziato nella Legge di Stabilità 2015, per gli ammortizzatori sociali, 1,6 miliardi (e non si riesce ancora a capire se sono aggiuntivi), ma ne servirebbero 5-10 volte tanto. Che si fa? Si dà credito a un falegname che costruisce tavoli quadrati con 3 gambe, e guarda caso la quarta è quella che va nell’interesse dei povericristi? Un leader serio di sinistra direbbe: l’UE (la Germania) non mi permette di sforare, io nonostante le promesse e le minacce mi sono dovuto adeguare, per fare la riforma che essi vogliono prendo allora i soldi dai ricchi italiani, che sono più ricchi dei Tedeschi. Anche perché so che, per quelli di sinistra, è qui soprattutto che si parrà la mia nobilitade. [1]

Conclusione. Le politiche e i leader politici vanno giudicati dai fatti, dalle scelte concrete: Renzi non è di destra, come si dice, ma racconta troppe balle per essere un buon leader di sinistra e, avendo deciso – come sembra – di portare acqua al mulino dei forti, fa tavoli sghembi, iniqui e precari, similmente a come capitava con i governi di destra, e per giunta cerca di coprire il misfatto con parole propagandistiche. E quindi perché dovrebbe ricevere il voto dei miglioristi? Semplicemente, non lo merita.

Vincesko

 

Segnalo molto volentieri l’editoriale di oggi di Ezio Mauro “Il dramma del lavoro che spacca l'identità della sinistra”  http://www.repubblica.it/politica/2014/11/05/news/il_dramma_del_lavoro_che_spacca_l_identit_della_sinistra-99781591/.

Lo faccio volentieri sia perché, in esso, il "renziano" Ezio Mauro dimostra la sua intelligenza e che, nel giudicare, si attiene laicamente all'analisi dei fatti e delle scelte concrete (come suggerivo nella mia risposta del 3 novembre 2014 alle 20:57 al logorroico e invadente walterstucco), sia perché riecheggia e sviluppa alcuni concetti (lo snaturamento del PD, la scelta di Renzi di aver sposato la causa dei forti contro il lavoro e i sindacati, l’assenza di un’imposta patrimoniale per finanziare il welfare, il rapporto con l'UE) da me espressi (vedi anche il mio posPD, metamorfosi incipiente di un partito http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html ).

Riporto dell’editoriale i passi per me più significativi:

“tagliando a danno dei più deboli e non riformando nell'interesse generale”

“pretendendo quindi un'attenzione particolare alle tutele degli ammortizzatori sociali”.

“Poi poteva dire agli imprenditori che non ci sono pasti gratis neppure per loro, e che dopo la modifica dell'articolo 18 e il taglio dell'Irap dovevano fare la loro parte contribuendo a mantenere i costi della democrazia, quindi del welfare”

“E infine, doveva avvertire il sistema politico e istituzionale, e addirittura l'Europa, del pericolo che attraverso il lavoro salti il nucleo stesso della civiltà occidentale”.

“Ma qui nasce una seconda domanda: per Renzi il Pd è uno strumento opportunistico attraverso cui conquistare il potere o è una scelta culturale, politica, identitaria di responsabilità?”

“La sinistra italiana ha non solo il diritto, ma il dovere (come in altre democrazie) di parlare all'intero Paese. Ma a patto che lo faccia in nome e per conto della sua identità: questo è il punto. Per intenderci: nel New Labour di Tony Blair c'è certo il new, inseguito da Renzi, ma c'è pur sempre il labour, che il Premier non vede”.

“A condizione di non cambiare la propria natura”.

 
[1] La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802737.html


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http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/11/25/raniero-la-valle-ce-bisogno-di-un-partito-nuovo/ 

Più democrazia per più Europa


Più Europa per più democrazia
09.05.14
Massimo Bordignon
http://www.lavoce.info/europa-per-democrazia/


Citazione:“la bassa qualità dei leader europei e nazionali o i furori teutonici di Angela Merkel

Parole che mettono il dito sulla piaga. 
Ottima analisi, del tutto condivisibile, incluse le proposte, ma che merita 2 chiose: 1) la prima, che manca qualunque riferimento all’istituzione europea forse più importante in caso di crisi finanziaria, com’è stata all’origine quella in corso: la BCE; e 2) la seconda, che occorre una maggiore enfasi nel ruolo esercitato in negativo dai protagonisti politici (Merkel, Sarkozy e Barroso, in ambito esterno; Berlusconi e Tremonti, in ambito nazionale) nella gestione di una crisi che per gli effetti è equivalsa ad una guerra con migliaia di morti e feriti. Alla quale se ne potrebbe aggiungere una terza (in parte ventilata nell'articolo): che la Germania, oltre ad avere uno strapotere economico, industriale e commerciale, ha anche uno strapotere nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati.
1) BCE. La maggiore pecca ascrivibile alla BCE è nel suo statuto costitutivo, ma non soltanto nella lettera dello stesso, bensì anche nella sua interpretazione, che è stata, ed ancora è, dettata precipuamente dalla Germania (non bastava il Governo, ora ci si mette anche la Corte Cost.), secondo un’interpretazione restrittiva in parte contraddetta (nei compiti di crescita economica e dell’occupazione) - ed è una dicotomia grave - dai trattati UE.
Ho già segnalato, nella discussione in calce all’articolo di Bini Smaghi  
(http://www.lavoce.info/euro-lira-falso-mito-della-sovranita/che recentemente il sito della BCE, non credo per caso, ha modificato sia il link sia in parte il contenuto delle funzioni, introducendo un periodo che enfatizza il controllo dei prezzi anche asseritamente nei trattati.[1]
2) Qualità dei leader. In un tornante della storia come quello che stiamo vivendo in particolare dal 2010 (crisi della Grecia, il cui PIL incideva per il 3% sul totale UE), avremmo avuto bisogno di statisti lungimiranti e non di “bottegai”. Il popolo tedesco sembra diventato un Paese di bottegai preoccupati soltanto o soprattutto del proprio interesse, governato da una “bottegaia”, figlia di pastore protestante, presa, come dice il prof. Bordignon, da "furori teutonici" [moralistici].
Beninteso, io sono fermamente convinto che occorre completare i compiti a casa nostra (in particolare, eliminando gli sprechi legati all'inefficienza ed alla corruzione e varando una corposa imposta patrimoniale sulla metà del decile più ricco delle famiglie (la ricchezza delle famiglie italiane è maggiore di quella tedesca, dato ben noto ai Tedeschi ed alla Bundesbank), a bassa propensione al consumo) e, come dice un po' perfidamente ma realisticamente il prof. Monti, che le crisi sono (possono essere) positive poiché consentono (ci costringono) di fare le riforme, ma occorreva - ed occorre - farlo, da una parte, utilizzando al meglio le funzioni della BCE come una vera banca centrale e, dall’altra, avendo come stella polare l’equità e non, come ha fatto il governo Berlusconi-Tremonti, che, a partire dalla crisi greca, ha varato 3 manovre correttive lacrime e sangue (il DL 78/2010, di cui io sono stato una delle vittime con un mancato introito di circa 20.000 €, quindi parlo con cognizione di causa, il DL 98/2011 e il DL 138/2011) per un totale cumulato, incluse le leggi di stabilità, di ben 267 mld
(cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml), scaricandone il peso in grandissima parte sulle spalle del ceto medio-basso e perfino sui poveri, col taglio feroce della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (-90%).
Quante vittime della crisi, che si sarebbero potute evitare, hanno sulla coscienza Merkel, Sarkozy, Barroso, Berlusconi e Tremonti?
Sì, anche Manuel Barroso (ma bisognerebbe aggiungere pure il Vice Presidente e Commissario all’Economia Olli Rehn), che, al di là dei vincoli dei trattati,  è stato forse il peggiore presidente della storia della Commissione Europea, sia per l'asservimento sostanziale al Consiglio Europeo (lèggi: Germania), venendo meno al suo compito istituzionale di equilibrare lo strapotere del Consiglio, sia per i risultati.


[1] Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html



Segnalo:

L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio
Nell’estate del 2011 la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse».
http://www.lastampa.it/2014/05/13/italia/politica/lex-ministro-usa-funzionari-europei-ci-proposero-di-far-cadere-silvio-2G5osoGKsV8e1rtWqD95RJ/pagina.html

Chiosa: 

All'inizio dell’autunno del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue per complessivi 165 mld (non cumulati) ed aveva già fatto 2 riforme pensionistiche (Sacconi, 2010 e 2011), ma per l’opposizione di Bossi non poté (solo) completarle con l’eliminazione completa delle pensioni di anzianità (che colpiva soprattutto il Nord) e l’adeguamento a 66 anni anche delle lavoratrici dipendenti del settore privato (idem come sopra), come era già avvenuto per tutti gli altri, per cui l’Italia era diventata benchmark per l’età di pensionamento per vecchiaia (67 anni entro il 2021, cioè prima della Germania). Il governo commise, però, un errore materiale nella prima lettera all’UE, che ingenerò l’equivoco esiziale, per cui si può dire che Berlusconi, campione di comunicazione, paradossalmente,  è caduto anche per un errore di… comunicazione. [1]

Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti era stato già fatto, in maniera molto iniqua,  per circa 4/5, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque,  per “soli” 62 mld cumulati, su un totale di 330, peraltro adempiendo a misure in parte già decise dal governo precedente (ad esempio, l’aumento dell’IVA). [2]

[1] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html
[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html



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http://www.repubblica.it/economia/2014/05/24/news/eurozona_eurobaromtro-86973547/
 
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di Barbara Jerkov
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Cosa le fa ritenere che Berlino, dopo un decennio in cui ha fatto sempre e solo in signor no, stavolta avallerà una politica differente solo perché la propone il governo Renzi?
«Non me lo fa pensare niente! Ciò che lo rende possibile è solo un rapporto di forze mutato. Ovvero: se noi picchiamo i pugni sul tavolo da soli, ci rompiamo le dita. Se ci mettiamo in rete con Francia, Spagna, Belgio e altri Paesi come noi, possiamo semplicemente vincere la gara con la Germania. Io ho rinunciato da un pezzo all’idea che Berlino possa radicalmente cambiare direzione. Tra l’altro lì i partiti populisti non è che abbiano fatto una gran strada in Germania, per cui la Merkel può sempre dire: non sarò amata dagli altri Paesi europei ma in Germania lo sono».
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ELEZIONI2014/prodi_grazie_vittoria_governo_italia_pi_amp_ugrave_forte_contro_rigore/notizie/711922.shtml
 
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«In Italia sforzo record su conti. Ma ora bisogna agire sulla crescita
http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_28/tram-bus-metro-servizio-peggiora-ma-biglietto-rincara-67percento-12-anni-29aeccb0-e62f-11e3-b776-3f9b9706b923.shtml
 
ISTAT - Rapporto annuale 2014
http://www.istat.it/it/archivio/120991

Lo spettro della deflazione e la BCE
Enrico Sergio Levrero* - 16 Maggio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/lo-spettro-della-deflazione-e-la-bce/ 


Analisi parziale del complotto contro Berlusconi

 
L’ex ministro Usa: funzionari europei ci proposero di far cadere Silvio
Nell’estate del 2011 la situazione era peggiorata, però «la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i ricettori dell’assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse».
PAOLO MASTROLILLI
13/05/2014
http://www.lastampa.it/2014/05/13/italia/politica/lex-ministro-usa-funzionari-europei-ci-proposero-di-far-cadere-silvio-2G5osoGKsV8e1rtWqD95RJ/pagina.html

 

Prima della fine dell’estate del 2011, il governo Berlusconi-Tremonti aveva già varato 3 manovre correttive lacrime e sangue, molto inique, per complessivi 165 mld (non cumulati) [1], ma che non furono sufficienti a convincere i mercati finanziari a causa della credibilità prossima allo zero del premier Berlusconi; ed aveva già fatto 2 riforme pensionistiche incisive (Sacconi, 2010 e 2011), ma per l’opposizione di Bossi non poté (solo) completarle, - come insistentemente chiedevano l’UE e la BCE [2], come contropartita dell’acquisto di titoli pubblici italiani per raffreddare lo spread, impennatosi a luglio (raggiungerà il picco di 574 punti base rispetto ai Bund tedeschi in novembre, essendo scemati gli acquisti da parte della BCE) [3] ed evitare il temuto default -, con l’eliminazione completa delle pensioni di anzianità (che colpiva soprattutto il Nord) e l’adeguamento a 66 anni delle pensioni di vecchiaia anche delle lavoratrici dipendenti del settore privato ed il raggiungimento anche per loro dei 67 anni, ma entro il 2026 (idem come sopra), - misure che furono poi varate dal governo Monti con la riforma Fornero -, come era già avvenuto per tutti gli altri, per cui l’Italia era diventata benchmark UE27 per l’età di pensionamento per vecchiaia (67 anni entro il 2021, cioè prima della Germania).

Il governo commise, però, degli errori materiali gravi nella prima lettera all’UE, scrivendo erroneamente, ad esempio, che il raggiungimento a 67 anni sarebbe avvenuto per tutti nel 2026 [4], che ingenerò l’equivoco esiziale, che trasse in inganno tutti i media italiani, a partire dall’ANSA, [5] che così ne amplificarono l’eco, e persino parlamentari economisti esperti come il senatore Baldassarre (io, che seguivo la questione delle pensioni passo passo, lo scrissi a tutti i principali media ed al senatore  Baldassarre, presidente della Commissione Finanze, che aveva fatto lo stesso errore intervistato da Rainews e che fu l’unico a rispondermi, ammettendo l’errore). Poi, dopo la richiesta di chiarimenti dell’UE, [6] gli errori furono corretti nella seconda lettera del governo italiano [7], ma ciò pose solo parziale riparo al danno.

Per cui si può dire che Berlusconi, campione di comunicazione, paradossalmente,  è caduto anche per un errore di… comunicazione. Va anche precisato che fu il ministro della Funzione pubblica, Brunetta, che per l’occasione aveva sostituito Tremonti, ormai ai ferri corti con Berlusconi, a redigere la lettera, tant’è che il ministro dell’Economia si rifiutò di firmarla.

Quando arrivò il governo Monti, il risanamento dei conti pubblici era stato già fatto, in maniera molto iniqua, per circa 4/5, pari a 267 mld cumulati, visto che il nuovo governo varò manovre correttive, molto più eque,  per “soli” 63 mld cumulati, su un totale di 330, [1] peraltro adempiendo misure in parte già decise dal governo precedente, ad esempio, l’aumento dell’IVA, [1] nonché il fiscal compact, [8] col pareggio di bilancio inserito in Costituzione. [9]

 
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 

[2] Lettera della BCE del 5 agosto 2011
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml  

[3] Spread BTP-Bund, minimo storico del rendimento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811273.html

Commento-riepilogo della seconda lettera, di ADNKronos (anch’esso – incredibile ma vero – contiene degli errori e delle incongruenze relativi alle pensioni, come ad esempio l’età di pensionamento per vecchiaia, che, dall’1.1.2012, non è di 65 anni ma, includendo la cosiddetta “finestra”, è di 66 anni e 1 mese per i lavoratori dipendenti e 66 anni e 7 mesi per quelli autonomi; anche il titolo non riporta fedelmente ciò che è scritto nel testo; infatti, a 66 anni (e 1 mese) si va già dall’1.1.2012, mentre, dall’1.1.2013, poiché scatta l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, si va a 66 e 3 mesi, ma in effetti 4 mesi):
Crisi, i chiarimenti del governo giunti all'Ue: in pensione a 66 anni già nel 2013
13 novembre 2011
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-i-chiarimenti-del-governo-giunti-allUe-in-pensione-a-66-anni-gia-nel-2013_312641530182.html

Fu il debole Berlusconi, infatti, nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011, a negoziare e ad accettare il fiscal compact (che peraltro fu resa condizione necessaria per poter beneficiare, ove occorresse e lo si richiedesse, dell’aiuto del MES), poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD e Scelta Civica.

CONSIGLIO EUROPEO 24 E 25 MARZO 2011 CONCLUSIONI

Questa informazione non è inclusa nella relativa voce di Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

[9] Art. 81 Cost.
http://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=81
 

 
Post e articoli collegati:
 
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
 
Dialogo acceso sulla paranoia verso Monti, l’UE e l’Euro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2842768.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2016/01/dialogo-acceso-sulla-paranoia-verso.html
 

Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[…] In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS[…]  

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2844554.html oppure


Caso Geithner, Quirinale "non a conoscenza di pressioni". Berlusconi: "Furiosi, esasperati"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/14/news/berlusconi_geithner-86098746/
 
Caso Geithner, Berlusconi: "Serve commissione inchiesta su fatti enormi"
15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/15/news/berlusconi_lo_dico_con_certezza_nel_2018_non_sar_io_il_premier-86196615/

Il governo a Berlusconi: "Vicenda Geithner ha caratura più letteraria che storica"
16 maggio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/05/16/news/il_governo_a_berlusconi_nessuna_iniziativa_su_vicenda_geithner-86287406/ 

La Troika, il 2011 e l'Italia
di Alessandro Gilioli
Giovedì 23 Luglio 2015
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=5491:alessandro-gilioli-la-troika-il-2011-e-litalia&catid=82:politica-italiana&Itemid=58

Napolitano: nel 2011 agii nell’interesse dell’Italia
Il presidente replica ancora alle accuse di complotto:“Ridicolmente strumentali. Anche il Cavaliere era d’accordo”
ANTONELLA RAMPINO
17/11/2015
http://www.lastampa.it/2015/11/17/italia/politica/napolitano-nel-agii-nellinteresse-dellitalia-wktAWytcuLQAv29BillNGI/pagina.html

 

Appendice


Riporto articoli e commenti del mio archivio relativi al periodo immediatamente precedente e successivo alle dimissioni del governo Berlusconi.


In un altro blog, una settimana fa, avevo ‘postato’ questo commento:

Allego un articolo che interpella i cattolici, in particolare quelli che hanno votato PDL, in particolare quelli che qui amano discettare dei milioni di morti sovietici di 50 anni fa e forse non si preoccupano neanche un po' dei milioni di uomini in carne ed ossa che pagano e pagheranno gli errori gravi di un governo inadeguato e di un presidente del Consiglio amorale, incompetente, malato e scandaloso. 


IL COMMENTO

Lo strano silenzio della Chiesa

di BARBARA SPINELLI

21 settembre 2011

IL SOSTEGNO che i vertici della Chiesa continuano a dare a Berlusconi è non solo uno scandalo, ma sta sfiorando l'incomprensibile. Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: "Ora basta"? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini? Non sono sufficienti le accuse di aver prostituito minorenni, di svilire la carica dimenticando la disciplina e l'onore cui la Costituzione obbliga gli uomini di Stato? Non basta il plauso a Dell'Utri, quando questi chiamò eroe un mafioso, Vittorio Mangano? Cosa occorre ancora alla Chiesa, perché si erga e proclami che questa persona, proprio perché imperterrita si millanta cristiana, è pietra di scandalo e arreca danno immenso ai fedeli, e allo Stato democratico unitario che tanti laici cattolici hanno contribuito a costruire? […].


Oggi, la CEI, per voce del “cerchiobottista” Bagnasco, ha battuto un colpo, tardivo, ma che colpo!


Conferenza Episcopale Italiana

CONSIGLIO PERMANENTE

Roma, 26 - 29 settembre 2011

La globalizzazione resta non governata, e sempre più tende ad agire dispoticamente prescindendo dalla politica. La finanza «è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. E fenomeni di speculazione dannosa si verificano anche con riferimento alle derrate alimentari, all’acqua, alla terra, finendo con impoverire ancor di più quelli che già vivono in situazione di grave precarietà» (Benedetto XVI, Discorso per il 50° dell’enciclica “Mater et magistra”, 16 maggio 2011). Nessuna nuova istituzione internazionale è stata nel frattempo messa in campo col potere di regolare appunto la funzionalità dei mercati allorché questi risultino anomali. Le agenzie che classificano l’affidabilità dei grandi soggetti economici hanno continuato a far valere la loro autarchica e misteriosa influenza, imponendo ulteriori carichi alle democrazie. Dal canto suo, l’Europa ha fatto fronte in ritardo e di malavoglia alle emergenze, incapace di esprimere una visione comunitaria inclusiva dei doveri propri della reciprocità e della solidarietà, soprattutto rivelando ancor di più lo squilibrio tra l’integrazione economica, di cui l’euro è espressione, e un’integrazione politica, ancora inadeguata, pesantemente burocratizzata e invasiva.

8. Conosciamo le preoccupazioni che pulsano nel corpo vivo del Paese, e non ci sfugge certo quel che, a più riprese, si è tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle. L’impressione tuttavia è che, stando a quel che s’è visto, non sia purtroppo ancora sufficiente. Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serietà della situazione al di là di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole «della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda» (Prolusione al Consiglio Permanente del 21-24 settembre 2009 e del 24-27 gennaio 2011). Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. Da più parti, nelle ultime settimane, si sono elevate voci che invocavano nostri pronunciamenti. Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del Magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?

Tornando allo scenario generale, è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto.

Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati.


28 settembre 2011

Lo strappo Cei e i pdl ricattati. Colpiti ma non scalfiti: «Hanno paura»

Francesco Lo Sardo

link sostituito da:


CRISI

Il Bundestag appoggia la Merkel. Sì al fondo salva stati più forte

Il parlamento federale tedesco approva a larga maggioranza la proposta di rafforzare lo strumento usato dall'Unione per soccorrere le economie europee in difficoltà

29 settembre 2011

http://www.repubblica.it/economia/2011/09/29/news/berlino_approva_il_fondo_salva_stati-22414016/ 


LA CRISI

Governo in bilico: «Berlusconi sta per lasciare». Ma il premier smentisce

Ferrara: «Questione di ore e cede il passo». Letta: «Se cade l'esecutivo, gli impegni restano»

07 novembre 2011 13:05


Diretta

Governo sull'orlo del baratro. Ferrara: "Berlusconi si dimette"

07 novembre 2011


Quanto ci costa quest’individuo da tempo malato.


IL GRAFICO

"Va via": borsa su. "Resta": crollo. I mercati e il destino del premier

07 novembre 2011


I link di Sbilanciamoci dal 2016 sono stati tutti cambiati (sono stati anche cancellati i commenti “scomodi” riguardanti la conoscenza dello statuto della BCE), ma ho scoperto che si possono recuperare facendo una ricerca col browser, digitando il titolo dell’articolo + old + Sbilanciamoci.


SBILANCIAMOCI.INFO




Sbilanciamoci.info - Newsletter n.144 - 5 novembre 2011

 

FORUM/LA ROTTA D'EUROPA

 

Ridimensionare la finanza, riprendere il controllo dell’economia, praticare la democrazia: sono tre correzioni di rotta che servono all’Europa emerse dalle proteste del 15 ottobre e nel dibattito sulla “rotta d’Europa” aperto da Sbilanciamoci.info e il manifesto, ripresodaOpenDemocracy
di Mario Pianta

 

Nei paesi della periferia europea si pensa di uscire dalla crisi riducendo salari e tutele del lavoro e con sistemi di contrattazione a livello d’impresa. Non è questo che può rimettere in ordine i conti dell’economia, servono politiche di rilancio della domanda e istituzioni di contrattazione collettiva.
di Andrew Watt


INTERVENTI

Nella crisi italiana i nodi restano quelli definiti dalla lettera della Bce che pone dure condizioni di politica economica al governo italiano. È necessaria una risposta “di sinistra”, realistica nel fare i conti con l’emergenza e credibile nel delineare un programma alternativo
di Claudio Gnesutta


Un "manifesto per risollevare l'Europa" sul quotidiano di Confindustria propone governo economico europeo, eurobond, una Bce modello Fed e un mercato unico per il credito. Una discussione da iniziare. E un segnale di cambiamento?
di Mario Pianta


Come si può sostenere la giusta battaglia per i beni comuni e contemporaneamente auspicare il fallimento dell'istituzione collettiva che dovrebbe gestirli e amministrarli? 
di Felice Roberto Pizzuti


Secondo una stima realistica, da un'imposta ordinaria sulla ricchezza potrebbero entrare 15 miliardi. Non sono pochi, ma non possono servire sia a tappare i buchi che a finanziare la crescita
di Alessandro Santoro


Un conto sono le politiche di rientro dal debito, un altro le modifiche delle regole di finanza pubblica. Ecco alcune informazioni e utili avvertimenti sulle varie ipotesi di regole costituzionali in tema di pareggio di bilancio
di Antonio Brancasi


Salvaguardare patrimoni e ricchezze, colpire gli enti locali, le pensioni e i redditi, distribuire qualche una tantum assistenzialistica e azzerare la spesa sociale: queste sono le scelte del governo come ci dice il Libro nero sul welfare curato da Sbilanciamoci e della campagna I diritti alzano la voce

di Giulio Marcon


In un paio d'anni, la crisi sembra divenuta inesorabile, il capitale straniero più aggressivo, il governo irresoluto di fronte alle sue responsabilità 
di Vincenzo Comito


Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?


CRISI

Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"

Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"

07 novembre 2011


Diario della crisi

Berlusconi abbandonato anche da Letta e Bossi

di CLAUDIO TITO

08 novembre 2011

[…]. Se la politica nostrana scommette sulle elezioni anticipate, gli interlocutori esterni sembrano spingere per un esecutivo "tecnico". Un governo guidato da un personaggio come Mario Monti o come Giuliano Amato (che sta conquistando posizioni anche ai piani alti delle nostri Istituzioni) nella consapevolezza che solo un assetto di questo tipo può garantire una riduzione del debito pubblico con misure anche impopolari. Per questo le forze più responsabili del centrodestra e del centrosinistra si affannano a indicare soluzioni "tecniche". O miste, come sta facendo l'Udc con il "ticket" Monti-Letta. […].


Il Cavaliere

«Se proprio devo morire lo farò in Aula»

Cavaliere autocritico: ho commesso errori. Ma sui suoi: fanno disinformazione

Marco Galluzzo 
08 novembre 2011 07:27


In mattinata incontro dei capigruppo dell'opposizione

Rendiconto, il governo appeso ai numeri. Nucara ricoverato: non voterà

Tremonti rientra da Bruxelles. Pressing del premier sui dissidenti. E Di Pietro annuncia: «Voteremo no»

C. Arg. 
08 novembre 2011 12:03



Salvare la roba

Concetto Vecchio

07 novembre 2011


Diretta

Bossi: "Silvio si faccia da parte, Alfano premier"
Opposizione in aula, ma non voterà

08 novembre 2011


L'INTERVISTA

Veltroni sposa l'ipotesi Monti. "Niente voto e governo di transizione"

Parla Walter Veltroni: il partito ascolti le preoccupazioni di Prodi. "Il Cavaliere ora è solo contro tutti e oscilla tra infantilismi e l'idea di trascinarci alle urne in un finale da Caimano". Su Renzi: "Non condivido né certe forzature del sindaco di Firenze né reazioni di stampo antico del tipo 'fai il gioco del Cavaliere'" di GOFFREDO DE MARCHIS

08 novembre 2011


la crisi

Mercati, resta alta la tensione sugli spread
Tremonti lascia l'Ecofin e rientra a Roma

Giornata di tensione sui mercati finanziari in attesa del voto sul rendiconto di bilancio del governo italiano. Il differenziale tra i Btp e titoli del debito tedesco rimane alto. Tremonti rientra a Roma per votare. "Con questi spread è impossibile per le imprese chiedere i prestiti; riforme con o senza Silvio", sostiene il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia

08 novembre 2011


DIRETTA

Rendiconto, maggioranza ferma a 308
Opposizione: "Adesso si deve votare"

L'Aula della Camera ha approvato il Rendiconto generale dello Stato, con 308 voti favorevoli e un astenuto. Le opposizioni erano in Aula ma non hanno preso parte al voto. Il leader della Lega: "Chiesto a Berlusconi di fare un passo laterale". Vertice notturno a Palazzo Grazioli con lo stato maggiore del Pdl. La Russa: "Abbiamo i numeri". Il premier fa sapere che attenderà 24 ore per valutare la tenuta della maggioranza. In caso di numeri scarsi, punterebbe sulle elezioni anticipate anche se si è discussa la possibilità di un governo diverso. L'opposizione sarà in aula per garantire il numero legale ma non partecipa al voto: è questa la decisione assunta nel vertice svoltosi in mattinata alla Camera, condivisa anche dai radicali. Bersani vede Pannella.


Un durissimo giudizio di Roubini sulla “mamma vicaria” Alfano.


IL COMMENTO

NourielRoubini su Twitter: "Alfano è il lacché n.1"

Ecco gli ultimi tweet dell'economista americano sulla situazione italiana.
* * *
Sostituire Berlusconi con il suo primo lacché è inaccettabile: l'Italia ha bisogno di un governo competente guidato da un rispettato e credibile leader 
Angelino Alfano non è degno di fare il primo ministro: è un avvocato con nessuna conoscenza di economia, il cui lavoro, da ministro della Giustizia, è stato solo quello di creare leggi per evitare a Berlusconi di essere processato
* * *
Alfano è il lacché numero di uno Berlusconi: il suo unico compito è stato quello di mettere il premier al riparo dai guai giudiziari, e ora vogliono promuoverlo a Palazzo Chigi per continuare a svolgere questa funzione.
* * *
Il "Gattopardo" Alfano ha partecipato non molti anni fa al matrimonio della figlia di un boss siciliano, Croce Napoli, e tutti hanno visto l'incontro affettuoso fra Alfano e lo stesso Napoli
* * *
Non è solo una questione di voci e indiscrezioni: tutti possiamo vedere un video che mostra Angelino Alfano partecipare al matrimonio nel 1996 della figlia del boss della mafia Napoli

 (08 NOVEMBRE 2011


In effetti, Gennaro Malgieri (ha fatto la dichiarazione in Aula al termine della seduta) è giunto in ritardo, ma ha dichiarato che avrebbe votato ‘sì’.


16:34Centrodestra, ecco i "dissidenti"77Sono undici i deputati di area centrodestra che oggi non hanno partecipato al voto sul Rendiconto generale dello Stato. Si tratta dei deputati del Pdl Roberto Antonione, Fabio Gava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro, più Alfonso Papa (agli arresti domiciliari). Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D'Alcontres e Santo Versace. Si è invece astenuto Franco Stradella, del Pdl.


I NUMERI

Gli 11 che hanno voltato le spalle al Cav.
E lui: «Mi hanno tradito, dove vanno?»

Cinque deputati del Pdl e cinque del Misto non hanno partecipato al voto; uno si è astenuto

08 novembre 2011 17:33


Il grande bugiardo ha dichiarato:


APPROVATO IL RENDICONTO, MA IL PREMIER HA PERSO LA MAGGIORANZA

Berlusconi a Napolitano :«Mi dimetto subito dopo la legge di stabilità»

Il Colle: «Il premier ha manifestato la consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto»

C. Arg. 
08 novembre 2011 20:04


Ryanair, 'Silvio scappa con noi'

08 Novembre 2011 15:26

(ANSA) - ROMA - Silvio Berlusconi e' ancora una volta testimonial inconsapevole Ryanair. Sull'home page del sito internet della compagnia aerea lowcost irlandese compare il viso del Cavaliere in primo piano, scelto per pubblicizzare un'offerta di voli a basso costo (9.99 euro). Accanto al volto del Cavaliere compare lo slogan, anch'esso rivolto al Cavaliere: ''Caro Silvio - si legge - un'altra occasione per scappare con Ryanair''.


Questi commissari UE, anche quando non sono tedeschi, sono babbei e noiosi: i mercati finanziari hanno capitali megagalattici, sono indispensabili gli eurobond e la TTF, si occupasse principalmente di questo la Commissione UE!
Comunque, anche per l'incapacità del nostro governo, siamo già a 200 mld, nell’ultimo anno e mezzo, tra manovre correttive (140 mld) e leggi di stabilità (ex finanziaria): quanto ci sarà costato in più, alla fine, questo premier incompetente e fuori di testa (assieme all’altro incompetente e fuori di testa Tremonti)?


Il commissariamento

Ecco la nuova lettera di Olli Rehn: "Serve una manovra aggiuntiva"

L'Europa a sorpresa chiede al governo Berlusconi di intervenire nuovamente sui conti. Il commissario europeo agli Affari economici vuole misure addizionali per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013. In 39 punti, tutti i chiarimenti necessari

di ALBERTO D'ARGENIO

08 novembre 2011


P.S.:

Testo della lettera in italiano


Affermazione grossolana e dilettantesca di Renzi, da ignorante della norma.


“Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036


Il centrosinistra sarà credibile se smetterà di essere conservatore

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo:

[…]. La nostra parola d’ordine è l’equità sociale? Allora il centrosinistra non abbia paura di intervenire sulle pensioni, subito, senza incertezze, senza rinvii al 2036 e contestualmente detassare per i primi tre anni il lavoro dei neoassunti. Semplificare la giustizia, specie quella civile, per garantire la certezza del diritto così da portare nuovi capitali a investire in Italia. Privatizzare le maggiori aziende del Paese non solo per far cassa, ma anche per evitare che la Finmeccanica di turno diventi la riserva di caccia di chi vince le elezioni. Tagliare i sussidi e le agevolazioni alle imprese, semplificare la burocrazia, dimezzando davvero i costi, e i posti , della politica.

Riformare il mercato del lavoro introducendo il contratto unico a tutele progressive e superando l’apartheid tra chi è già garantito e chi sta fuori dal sistema del welfare. Portare finalmente la parola merito nelle scuole e nelle università italiane, senza paura di scontrarsi con le resistenze di chi difende il proprio orticello. Un pacchetto di provvedimenti che abbia la funzione di liberare l’Italia, una sorta di angioplastica istituzionale che stasi e sblocchi, subito. Perché lo status quo è quanto di più ingiusto ci sia. E uno schieramento di centrosinistra non può essere progressista nel nome e conservatore nelle scelte. Gli italiani sono persone serie, sono persone perbene. […].

08 novembre 2011


EVENTS

14/11/2011 - 14/11/2011

The high-level conference to be held in Brussels on 14 November will provide a forum for EU institutions, EU countries and social partners to share their to the current institutional and economic context.


Bravo!


Pensioni. Perché è giusto indignarsi

di Felice Roberto Pizzuti

Il sistema previdenziale è strutturalmente in equilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al netto delle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi

[…]. Ma allora perché, anche in ambiti progressisti incontra favore l'idea di nuovi interventi sulle pensioni? Il punto è che i maggiori ostacoli a superare questa crisi epocale risiedono non solo nelle difficoltà frapposte dagli interessi economici, politici e culturali collegati al modello produttivo affermatosi nel passato trentennio e adesso entrato in crisi; le ragioni vanno individuate anche nei limiti delle forze progressiste nel saper rinnovare il modello economico-sociale, la mentalità prevalente nell'opinione pubblica e gli equilibri politici. […].


OT: Notizia strabiliante!


Terremoto: palazzo alzato per isolatori

08 Novembre 2011 15:19

(ANSA) - L'AQUILA - Un palazzo di 6 piani -lungo 25 metri e del peso di duemila tonnellate - e' stato alzato di 60 cm per posizionarvi sotto gli isolatori sismici. L'intervento, il primo in Italia, e' stato completato oggi a l'Aquila. I 32 martinetti idraulici lo hanno sollevano un centimetro l'ora. L'iniziativa e' della Fondazione ''6 Aprile per la Vita Onlus''. La stessa tecnologia sara' utilizzata a Venezia contro l'acqua alta, ha detto l'assessore veneziano ai lavori pubblici, Alessandro Maggioni.

03 Novembre 2011

La Fondazione solleva la sicurezza

Dal 05 al 10 Novembre all'Aquila, presso l'area di cantiere sita tra Via Antonio Rauco e Via Amiternum, si terrà Up! - Sollevamento in Corso, manifestazione organizzata dalla Fondazione 6 Aprile per la Vita ONLUS e Consta.

La manifestazione ha come obiettivi principali la sensibilizzazione della popolazione nei confronti della sicurezza in caso di movimenti tellurici e la promozione in materia di protezione e prevenzione antisismica.

Nell'occasione si svolgerà il primo sollevamento in diretta di un palazzo colpito dal sisma di L'Aquila, applicando l'innovativa e brevettata tecnologia Soles per l'inserimento di isolatori sismici alla base dell'edificio.

Up! - Sollevamento in Corso si sviluppa in alcune giornate coinvolgendo in specifici momenti la popolazione, gli alunni delle scuole primarie e secondarie, studenti e docenti universitari, professionisti del settore, istituzioni, intervallando momenti conviviali e moduli didattici con workshop e conferenze, con lo scopo di far conoscere agli specifici target gli aspetti maggiormente rilevanti dell'intervento sull'edificio.

All'interno della settimana di eventi è prevista la Giornata Istituzionale di martedì 08 Novembre con la presenza di autorità, giornalisti e tecnici del settore.

Inserimento di dispositivi antisismici in edifici esistenti

Soles ha messo a punto soluzioni tecnologicamente innovative per l’isolamento sismico in generale ed in particolare per l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente.

Nel caso di strutture esistenti, che richiedono il maggior impegno sotto l’aspetto progettuale ed esecutivo, si ricorre al sostegno e/o sollevamento dell’edificio per consentire l’inserimento di appositi dispositivi quali gli isolatori sismici con sistemi dissipativi di energia. L’obiettivo dei provvedimenti da adottare è sempre quello di svincolare il terreno dalla struttura sovrastante per rendere indipendenti i movimenti relativi delle due entità. L’assorbimento di energia sismica con relativa deformazione dei dispositivi riduce o elimina il danno sismico. […].


Riporto la mia replica a Franci53 nel ‘post’ “8 novembre 63 AC” e la nota del Quirinale.


Auguri a te, ma io brinderò solo quando il grande bugiardo avrà rassegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica; il quale, forte dell'esperienza precedente raccontata da Eugenio Scalfari (v. il mio 'post'/14 su Silvio B.), ha saggiamente emessa una nota a sancire di fronte all'Italia ed al mondo l'impegno di B. a dimettersi.


LA CRISI

«Il premier si dimetterà dopo la legge 
di stabilità»: la nota del Quirinale

Il documento dopo che Berlusconi è salito al Colle

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione. (Testo pubblicato su www.quirinale.it)


8 novembre 2011

La Sora Cesira: ''Berlushka bye bye''

"In un momento di grande difficoltà" ecco il commento in musica di Sora Cesira (che riprende "Babooshka" di Kate Bush)




L'ultimo sogno del Cavaliere: candidarsi ancora come premier, Michele Tito su Repubblica








Dalla lettera del commissario Olli Rhen, ricavo:


5. Nella lettera, il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica,

inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento

automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età

pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni

disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026

l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per

le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti

anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a

ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione

consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo

sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente

riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei

criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro

abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i

generi dell’età pensionistica standard?

Le 39 domande dell’Europa (alle quali l’Italia dovrà rispondere), ANSA


Una breve sintesi della lista di 39 domande che alla quale il governo dovrà rispondere entro l’11 novembre, sul Corriere della Sera del 09-11-2011

Tutte le risposte che l’Italia dovrà dare all’Europa


I mercati non bevono le trappole

Se la situazione sta precipitando al di là di ogni controllo non possono esserci dubbi su quello che i mercati ci stanno dicendo: considerano le dimissioni annunciate l'ennesimo trappolone. Sta alle opposizioni mettere il presidente Napolitano nelle condizioni istituzionali di agire

Carlo Clericetti


PALAZZO MADAMA

Mario Monti nominato senatore a vita
La mossa del Colle nei giorni della crisi

09 novembre 2011


Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia (cfr. nota [6]), includendo la “finestra” mobile di 12 mesi, gli uomini andranno già nel 2021 a 67 anni, per l’esattezza 66 anni e 11 mesi,e le donne del pubblico impiego a 66 anni e 11 mesi; quelle del privato a 64 anni e 8 mesi (nel 2026 a 67 anni e 4 mesi).


LE MISURE PER L'EUROPA / Funziona il pressing delle opposizioni

Ddl Stabilità, approvato entro domenica 
Nel testo ci sono modifiche all'articolo 18

Ma Tremonti assicura: saranno approvate solo dopo un confronto con le parti sociali

09 novembre 2011 20:21

[…]. Dalle prime indicazioni sui contenuti è emerso che vi sarebbero previste anche alcune modifiche all'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori. Queste, ha però precisato Tremonti, saranno approvate dopo un confronto con le parti sociali.

LE ALTRE MISURE - A riferire le prime indiscrezioni è stato il senatore dell'Idv, Elio Lannutti, secondo cui il nuovo testo recepisce i contenuti della lettera inviata dalla Bce all'Italia e si compone di 25 articoli e 10 punti. I capitoli di intervento riguardano la dismissione degli immobili pubblici, una maggiore apertura del mondo delle professioni tramite l'eliminazione delle tariffe minime, la semplificazione normativa, incentivi al projectfinancing e detassazione delle imprese costruttrici, rivisitazione della disciplina sull'apprendistato. E poi ancora un più efficiente utilizzo delle risorse comunitarie e un pacchetto per velocizzare il processo civile.

Capitolo pensioni. A partire dal 2026 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni. Inoltre sono previsti meno tagli all'editoria. Entro tre mesi il ministero delle politiche agricole individuerà i terreni dello Stato a vocazione agricola e non utilizzabili per altre finalità da vendere. Infine le aree ed i siti del comune di Chiomonte, individuati per la realizzazione del tunnel della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono «aree di interesse strategico nazionale». […].


Il testo del maxiemendamento


Aspettiamo di vedere se Mario Monti diventerà presidente del Consiglio, e le sue scelte, ma io non sono del tutto in disaccordo con quanto scrive Stefano Azzarà. Tranne nella chiusa, quando scrive: “Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi”. L’hanno già deciso finora, addossando il maggior peso dei 200 mld di manovre sul ceto medio-basso e sui poveri!


blog personale di Stefano G. Azzarà / e-mail s.azzara@uniurb.it

Un colpo di Stato è un colpo di Stato. Bisogna chiedere elezioni subito

di Stefano G. Azzarà

I principi generali vanno applicati in maniera generale e con obiettività, senza lasciarsi condizionare dalle preferenze personali. Bisogna allora chiamare le cose con il loro nome: quello a cui stiamo assistendo in tempo reale, intontiti dalla retorica dell'interesse nazionale, è un colpo di Stato a tutti gli effetti. E' il colpo di Stato della BCE e della grande borghesia europea, che impone la propria dittatura commissaria all'Italia, annientandone la sovranità nazionale. Solo incidentalmente questo "golpe democratico" colpiscil governo Berlusconi: esso avrebbe colpito alla stessa stregua qualunque governo in carica.

La tecnica è quella più volte sperimentata: si crea lo stato d'eccezione e da esso si trae la legittimazione per sospendere la normalità costituzionale, forzando le procedure parlamentari. Nulla allora deve contare nel giudizio politico il fatto che la vittima immediata sia l'odiato Berlusconi. Questo fatto contingente, serve semmai a coprire la sostanza degli eventi e a suscitare il consenso più vasto, creando nell'opinione pubblica l'illusione che la sospensione della democrazia sia necessaria per la salvezza del paese e per il ripristino della democrazia stessa.

Ma questo colpo di Stato è in realtà contro l'Italia e contro le classi subalterne di questo paese e il suo obiettivo consiste nell'imporre quelle misure di austerità che il ceto politico, in condizioni normali, non avrebbe la forza mettere in atto.

Non è affatto paradossale che proprio coloro che hanno combattuto il tiranno, autoproclamandosi difensori della democrazia e delle sue regole, stiano ora appoggiando gli eventi per il solo fatto che viene colpito Berlusconi. Tra i danni peggiori dell'epoca berlusconiana, si può dire, c'è proprio l'antiberlusconismo volgare: l'atteggiamento di chi accetta qualunque cosa, basta che non sia Berlusconi a farla.
Bisogna opporsi al golpe e chiedere immediatamente le elezioni politiche. A quel punto, sarà la questione fiscale, la questione della redistribuzione della ricchezza, il banco di prova delle forze politiche. Perché è questa questione che decide chi dovrà pagare la crisi.


Diretta non-stop 10 nov 2011


I MERCATI

A Milano riesce il rimbalzo. Tassi alle stelle per l'asta dei Bot

Giornata in altalena per gli investitori europei. Piazza Affari parte in flessione, sfonda quota 3% e poi ripiega. Contrastate le altre borse europee. Spread intorno ai 500 punti e rendimento del Btp inferiore al 7%. Collocati 5 miliardi di titoli a 12 mesi al 6,087% (contro il 3,570% di un mese fa)

10 novembre 2011


IL CASO

Monti: "Italia ha enorme lavoro da fare
Crescita nasca da rimozione privilegi"

Indicazioni chiare dall'ex commissario Ue: "Occorrono riforme strutturali, cancellare il problema italiano di chi protegge la propria circoscrizione elettorale". Le richieste dall'Europa e dalla comunità internazionale sono "giuste". E difende l'euro: "Senza, più inflazione e meno rispetto per generazioni future"

10 novembre 2011


Grafico: favorevoli e contrari


LA CRISI

Governo Monti, Berlusconi ci pensa
Lega e Di Pietro non ci stanno

Il cavaliere: "Scelta ineludibile". Lo stop della Lega: "Pronti all'opposizione. Si deve dare la parola al popolo". Sacconi: "E' un tecnocrate". Di Pietro: " Le elezioni sono un elemento di chiarezza. Bersani lo appoggia? Pd e Pdl non possono stare insieme, perché due maschi in camera da letto non fanno figli". Vertice a palazzo Grazioli: il premier cerca di convincere gli scontenti del Pdl

10 novembre 2011


IL CASO

Il popolo Idv contro Di Pietro: "Non è il momento della demagogia"

Sul web i militanti dell'Italia dei Valori contro l'annuncio dell'ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti di CARMINE SAVIANO

10 novembre 2011


Il 2.11 scorso, Ferruccio De Bortoli ha scritto sul Corriere il solito editoriale “fazioso”; ha ricevuto commenti durissimi, incluso il mio.


Fermare la deriva


Aspettavo da parecchio l’occasione per scrivergli direttamente. Ho colta quella del suo intervento a “Ballaro” e gli ho inviato questa lettera di critica per la sua posizione troppo sbilanciata a favore dei ricchi e di misure inique.

Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli


Oggi, De Bortoli – effetto sicuramente del… clima di larghe intese -  ha scritto questo editoriale molto equilibrato (ne riporto la parte conclusiva):


Possiamo farcela

Ferruccio De Bortoli

10 novembre 2011 09:22

[…]. Il segnale dev'essere forte, immediato, comprensibile agli stranieri infastiditi dalle nostre alchimie e dai nostri ritardi. Un esecutivo di emergenza nazionale, con una guida autorevole, può convincere gli investitori esteri che facciamo sul serio. Ridare fiducia a famiglie e imprese. Restaurare l'immagine di un Paese che è solvibile, ricco di primati, valori e talenti. Le forze politiche più consapevoli possono appoggiarlo nel nome dell'interesse comune, disposte a rinunciare al piccolo cabotaggio dei veti incrociati, alla bassa speculazione elettorale. Un tempo sospeso, o una fase di neutralità, consentirebbe ai partiti di riprendere i termini di una normale contesa politica, avviandosi anche alle elezioni, dopo aver messo in sicurezza il Paese. Non si può minimamente pensare di uscire da una crisi di credibilità finanziaria così profonda senza accettare sacrifici, purché questi siano equi e proporzionali, trasparenti e utili per tornare a crescere, creare lavoro e reddito. Ma a una condizione: l'esempio lo deve dare subito la politica, tagliando i suoi costi. E non per finta.


10 novembre 2011

Il Monti pensiero, dalla crescita all'euro

Nelle ultime settimane, l'ex commissario europeo ha spiegato spesso quali sono le ricette per uscire dalla crisi. Basta privilegi. Assieme al risanamento dei conti deve viaggiare lo sviluppo. E l'euro non si tocca. Perché, afferma il neo senatore a vita negando ogni paradosso, "è un successo anche per la Grecia"

di Laura Pertici


Dopo aver letto questo articolo, ho inviato una lettera al vice presidente Olli Rehn.


IL CASO

Ue: l'Italia non raggiungerà il pareggio 
"Si può fare di più sulle pensioni"

Il commissario europeo degli affari economici, Olli Rehn, presenta le previsioni economiche dell'Unione europea: rinviato a dopo il 2013 l'azzeramento del deficit

10 novembre 2011


Lettera al vice presidente UE Olli Rehn


ISTAT

Produzione industriale -4,8% a settembre
Lavoro, sono 2,7 milioni gli inattivi

I dati Istat evidenziano un fortissimo calo rispetto ad agosto, mese che aveva fatto registrare un incremento del 3,9%. Il confronto con lo stesso mese del 2010 evidenzia una flessione del 2,7% (la più marcata da fine 2009). Sempre nel 2010 sono stati 1,2 milioni i lavoratori convinti che per loro non c'erano occasioni d'impiego

10 novembre 2011












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permalink | inviato da magnagrecia il 15/5/2014 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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