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Made in Italy, bello e ben fatto

 

Dopo la prima buona notizia (AnalisiQQ/28-Entrate tributarie gennaio-marzo 2014 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810779.html ), pubblico volentieri qui la seconda buona notizia.

Nel post Promemoria delle misure anti-crisi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html , al punto C), ho indicato:

"C) Applicazione UE di norme severe e controlli stringenti e costanti sulle merci importate, incentivi alla non delocalizzazione e tracciabilità per la tutela dei prodotti (Made in)".

Recentemente, il Parlamento Europeo, a larga maggioranza, ha approvato il regolamento di etichettatura obbligatoria dei prodotti, misura voluta ed appoggiata fortemente dall’Italia, che ha dovuto vincere le resistenze di Paesi come la Svezia, la Gran Bretagna e la Germania e di quelli nordici in generale.

 
L’Ue dice sì al Made in (Italy)
16/04/2014
Il Parlamento europeo con 485 voti a favore ha dato il suo ok al progetto di etichettatura obbligatoria. Soddisfatte le istituzioni italiane
Il Made in è una legge europea. Il Parlamento di Strasburgo, con 485 voti a favore, 130 contrari e 27 astenuti, ha dato il via libera al Regolamento per la Sicurezza dei prodotti al consumo, incluso il suo capitolo 7 sull’obbligatorietà di indicazione d’origine per le merci circolanti in Europa. Soddisfatta la manifattura italiana, con Claudio Marenzi di Sistema moda Italia che parla di «risultato fantastico» e Cleto Sagripanti di Assocalzaturifici che sottolinea come nonostante «resti ancora molto da fare», l’Italia ha «ora la certezza di aver raggiunto un momento significativo della battaglia che se si concluderà positivamente darà ai consumatori la possibilità di acquistare in maniera trasparente in Europa». Molto soddisfatta anche Cristiana Muscardini, eurodeputato italiano da sempre pro etichettatura, secondo la quale «il voto boccia il Consiglio che da anni ha cercato di bloccare l’attuazione di norme e di regole a garanzia della sicurezza dei consumatori europei e della corretta concorrenza sul mercato». La Muscardini si affida quindi «alla Presidenza italiana che nel suo semestre di presidenza dovrà finalmente portare ad un voto favorevole in Consiglio perché i diritti dei consumatori e dei produttori siano riconosciuti e possa finalmente ripartire la produzione e perciò la crescita».
http://www.businesspeople.it/Lifestyle/Fashion/L-Ue-dice-si-al-Made-in-Italy-_61816

Questa è indubbiamente un’ottima notizia per l’Italia, in considerazione soprattutto dei seguenti 3 fattori:

1)   il made in può essere un formidabile volano della crescita del PIL e dell’occupazione italiani;

2)   la notevole entità delle falsificazioni che danneggiano il made in Italy e che, secondo la Coldiretti, assommano a 60 mld di €,[*] cioè il doppio del valore totale del made in Italy e che tolgono PIL ed occupazione al nostro Paese; e

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[*] Made in Italy: da pandoro a Valpolicella, il falso vale 60 miliardi
http://www.coldiretti.it/News/Pagine/94---7-Febbraio-2014.aspx

____________________

3)   il trend previsionale molto positivo della domanda futura dei prodotti made in Italy, sia nei Paesi sviluppati, sia, soprattutto, nei Paesi emergenti, come risulta da questo articolo:

 
I nuovi mercati affamati del “bello e ben fatto” italiano
06/05/2014
Cresce l’export del made in Italy nei Paesi emergenti. Nel 2019 varrà 16,6 miliardi di euro con Cina, India, Brasile e Russia top buyer

Cresce, anche nei Paesi emergenti, la richiesta di prodotti che si contraddistinguono per il design, la cura, la qualità dei materiali e delle lavorazioni, il cosiddetto “bello e ben fatto”, soprattutto italiano. Un mercato che nel 2019 varrà 212 miliardi di euro,con una crescita di 66 miliardi rispetto al 2013, in aumento quindi del 45% nei prossimi sei anni. Oltre un terzo della domanda aggiuntiva verrà da Russia, Emirati e Cina, mentre l’Asia sarà l’area più dinamica in termini percentuali (+57%).

Importazioni che proverranno anche dal nostro Paese con il volume di vendite dall’Italia che potrà raggiungere i 16,6 miliardi di euro nel 2019, con una crescita di 4,8 miliardi rispetto al 2013, in aumento del 40% in sei anni e oltre 23 punti in più rispetto alla dinamica delle importazioni nei mercati maturi.

Questi i principali risultati della quinta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita”, realizzata da Centro Studi Confindustria e Prometeia.

Dei 16,6 miliardi di euro di export italiano di beni dell’alto di gamma l’alimentare toccherà 2,6 miliardi con la Russia che assorbirà un import pari a quello di tutta l’area asiatica; l’arredo salirà a 3,8 miliardi di euro e l’abbigliamento a 4,7 miliardi, con il 38% della domanda incrementale proveniente dalla Russia; le calzature arriveranno a 2,1 miliardi; l’occhialeria aumenterà a 800 milioni di euro, in questo caso sarà l’America Latina a richiederne la parte più elevata; mentre oreficeria-gioielleria salirà fino a 3 miliardi di euro, con una quota rilevante in più verso gli Emirati.

A trainare la domanda l’ampliamento della classe benestante. Si stima, infatti, che nel 2019, in tutto il mondo, ci saranno 202 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2013. La metà di essi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Brasile, anche se la classe benestante si sta ampliando in paesi più vicini all’Italia, come la Russia, oggi il mercato emergente più importante per gli esportatori italiani.
http://www.businesspeople.it/Business/Economia/I-nuovi-mercati-affamati-del-bello-e-ben-fatto-italiano_62503

 

Aggiornamento:

09 DICEMBRE 2014 ORE 11:48
Misure anti contraffazione nell’UE: “MADE IN” rinviato al 2015
http://www.ipsoa.it/documents/impresa/marchi-e-brevetti/quotidiano/2014/12/09/misure-anti-contraffazione-nell-ue-made-in-rinviato-al-2015


 
Post e articoli collegati:

La globalizzazione non è un gioco equo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html

Quanto piace il made in Italy, ma non ditelo all'Europa
Francesco Perugini 
16/07/2014 
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/31ea2667742721b83fa9efb98030a6f1/96122

Il vero made in Italy: sfatati in un video i luoghi comuni sugli italiani
Redazione 
23/01/2015
In tre minuti il Mise ribalta la visione che gli stranieri attribuiscono al nostro Paese, raccontando una realtà di eccellenza che, spesso, non viene valorizzata
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/36b6d80bd49b08e76d7cc542404b76c1/110507 

VOLA IL MADE IN ITALY NEL MONDO
07 maggio 2016
http://www.cgiamestre.com/articoli/24253




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