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Minibot per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione





Mi pare che, nelle intenzioni dei proponenti, i Minibot1 dovrebbero sopperire alla mancanza di liquidità, alternativa a quella acquisibile attraverso l’emissione di debito pubblico. Oltre a finanziare indirettamente la crescita, obiettivo per me condivisibile. Non menziono, se non ora incidentalmente, l’obiettivo occulto, l’uscita dall’Euro, che già, peraltro, almeno in parte, è scontata dall’attuale livello dei tassi dei titoli pubblici italiani, maggiori di quelli spagnoli e portoghesi, nonché, per i BTP a 5 anni, di quello greco.

Secondo i proponenti non si tratta di una moneta a corso legale (cioè forzoso), ma una sorta di “quasi moneta” a base fiduciaria emessa (e garantita) dallo Stato per pagare i debiti della PA, e che poi potrà essere utilizzata, sempre su base volontaria, per il pagamento delle tasse (e, nella proposta originaria della Lega Nord, carburanti e altro).

Il presidente della BCE Draghi2 ritiene che o è una moneta, e quindi illegale (poiché soltanto la BCE può emettere moneta3), o debito aggiuntivo.

Evidenzio che, in questi casi (interpretazione dei Trattati), non decide né la BCE né il Governo italiano, ma la Corte di Giustizia Europea, previo ricorso.

I debiti commerciali della PA, come dice la parola stessa, sono debiti, inscritti nel bilancio di competenza, ma non entrano nel debito pubblico finché non vengono inscritti nel bilancio di cassa e pagati, emettendo titoli pubblici, e quindi aumentando il debito pubblico. Con tutto quel che ne consegue: aumento del rapporto debito/Pil, con probabili effetti sullo spread BTP-Bund e il rischio quasi certo di una seconda procedura di infrazione, o un aggravamento di quella già attivata dalla Commissione Europea4, visti i pessimi rapporti del Governo gialloverde con l’Unione Europea, che, dopo le ultime elezioni europee, continuerà ad essere governata da una coalizione di centro-sinistra.

Uno dei sostenitori dei Minibot, Nino Galloni, ha affermato, tra l’altro, che “Se [lo Stato, ndr] avrà un -X (di euro) dal pagamento delle tasse, a saldo non cambierà nulla. Quindi non è che lo Stato si indebita di più perché riceve meno tasse in euro, essendo stato pagato il suo credito in minibot. Si è semplicemente regolata, parzialmente, la problematica della liquidità”.5

No, a me pare che se e quando i Minibot saranno utilizzati per pagare tasse causeranno un buco nelle entrate fiscali, che dovrà essere coperto o da un aumento del deficit (e perciò del debito) o da tagli di spesa o da tasse aggiuntive, per niente oppure in tutto o in parte (grazie al moltiplicatore) correlate a un incremento del reddito attivato dai Minibot. Quindi, i Minibot non eliminano interamente l’aumento formale del debito pubblico.

E’ ragionevole ipotizzare la nascita di un mercato dei Minibot, la cui quotazione dipenderà, oltre che dalla garanzia dello Stato, dalla fiducia che ispirerà questo strumento.

Osservo, infine, che finora, per i debiti pregressi della PA, si sono pagati 45 mld6 emettendo titoli pubblici, previo accordo con la Commissione Europea.

Nel periodo in cui è avvenuto, i rapporti periodici del Governo italiano alla Commissione Europea esponevano il debito pubblico in tre voci: (i) debito pubblico complessivo; (ii) sostegni ai Paesi in difficoltà; e (iii) pagamenti debiti pregressi PA, dando luogo a tre distinti rapporti debito/Pil, uno ponendo al numeratore il valore del debito complessivo, un altro sottraendo dal debito complessivo il valore dei sostegni, e il terzo, sottraendo anche i pagamenti debiti pregressi PA. Nel DEF 2019, sono stati scorporati soltanto i sostegni.7

Pertanto, l’alternativa ai Minibot è continuare come si è fatto finora concordando con la Commissione Europea la procedura.

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Note


[1] Cosa sono i minibot e perché se ne parla

Pubblicato il: 07/06/2019

di Federica Mochi

[3] GALLONI A DRAGHI: I MINIBOT NON SONO NÉ VALUTA NÉ DEBITO

[4] La Commissione Europea raccomanda contro l’Italia la procedura d’infrazione per debito eccessivo

https://vincesko.blogspot.com/2019/06/la-commissione-europea-raccomanda.html  

[5] Articolo 16 Banconote Conformemente all'articolo 128, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il consiglio direttivo ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote in euro all'interno dell'Unione. La BCE e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione. La BCE rispetta per quanto possibile la prassi esistente in materia di emissione e di progettazione di banconote.

[6] Debiti della PA - Aggiornamento del 10 luglio 2017



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UE, che fare contro e con le regole europee


Nel post precedente[1 oppure 2] di questo blog, ho linkato un articolo del prof. Gustavo Piga, che commentando un saggio sugli USA spiega che l’obiettivo di diventare uno Stato federale richiede moltissimo tempo e il superamento di notevoli ostacoli.

Vi dicevo anche che l’UE è una confederazione (atipica) di Stati con economie molto eterogenee, priva degli strumenti riequilibratori tipici delle federazioni e degli Stati nazionali (i trasferimenti fiscali, soprattutto, dai Paesi o Regioni ricchi a quelli meno ricchi).

Assodato questo, in attesa di diventare federazione tra alcuni decenni, se ci riusciremo, occorre disporre - oggi - di strumenti idonei onde evitare che l’UE imploda.

Le regole attuali, ispirate in buona parte dal neo-liberismo (il mercato che si regola da sé), vanno forse bene nei periodi normali; non vanno bene invece per niente – come si vede da 7 anni in Italia o in Grecia o in Portogallo, ecc. – nei periodi di crisi, poiché non consentono politiche economiche anti-cicliche (il che è un obbrobrio logico prima che tecnico). Quindi andrebbero assolutamente adeguate. Un po’ lo si è fatto con decisioni sui generis (ad esempio, l’applicazione formale del fiscal compact[1] viene rinviata di anno in anno), ma appunto sono un palliativo temporaneo.

La Germania, con i suoi satelliti, non vuole cambiare le regole attuali, chi può costringerla? Lo potrebbe fare l’Italia, ma ha troppi scheletri nell’armadio, alcuni reali (il debito pubblico attuale, anche se, a ben vedere, nel lungo periodo è giudicato tra i più sostenibili), altri fittizi (l’equilibrio di bilancio: come è scritto anche nell’articolo che stiamo commentando, l’Italia è uno dei due Paesi che rispetta – da anni - il limite del 3% del deficit/Pil e quando l’ha sforato l’ha fatto di poco, mentre la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia, ecc. hanno raggiunto durante la crisi fino il 10%). 

Anche la Francia ha delle debolezze e cerca di non gridare troppo per rimanere sotto la “fiducia” dell’ombrello finanziario teutonico, ma, come secondo membro della diarchia storica europea, è l’unico Paese che se veramente lo volesse potrebbe contrastare l’egemonia della Germania. Purtroppo, anche il sedicente socialista Hollande ha tradito il suo programma col quale ha vinto le elezioni presidenziali ed, irretito dal potere – come ha rivelato la sua ex moglie - si è affrettato anche lui ad applicare la ricetta mainstream neo-liberista: riduzione – anche se un po’ al rallentatore - del deficit e riforme strutturali: riforma del diritto del lavoro e deflazione dei salari (recalcitra invece sull’inasprimento della riforma delle pensioni). Ed è ora il presidente francese meno popolare nella storia della Francia, pregiudicandosi qualunque possibilità di sua riconferma alla presidenza (quindi non vedo che cosa ci abbia guadagnato).

Questo è il problema negli ultimi 30 anni: anche quando vince la sinistra, la politica economica attuata è di stampo liberista. I sedicenti socialisti e democratici (Blair, Hollande, Renzi) tradiscono gli ideali socialisti e/o i loro programmi elettorali.[2]

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Che fare? Occorre agire su più direttrici. Atteso che è quasi vano sperare in una 'rivoluzione' progressista (siamo quasi tutti dei pantofolai, ma mai dire mai) e l'avversario - il ceto dominante da 30 anni - è ricchissimo, potentissimo (controlla i media e le università), bulimico e spietato, da una parte occorre partecipare assiduamente e, nelle forme a disposizione che includono il mezzo potente del web, bombardare senza sosta lo stato maggiore di sinistra, stimolandolo, criticandolo e punendolo; dall’altra, occorre appoggiarsi alla legge vigente, nel caso di specie i trattati UE (il nefasto fiscal compact non fa parte dei trattati, ma è una regola successiva, e andrebbe denunciato perché – afferma il prof. Guarino – li vìola) e chiederne l’applicazione rispettandone la lettera e lo spirito.

Qui arrivo al dunque: pochissimi – debbo presumere da quel che leggo in giro - hanno letto i trattati UE, se li si leggono e li si approfondiscono un poco, come ho fatto io da profano, ci si accorge che, almeno dacché è scoppiata la grave crisi economica in EUZ (Grecia, 2010), essi vengono patentemente violati sia nella lettera che nello spirito, da parte sia della Commissione europea, sia del Consiglio europeo, sia della BCE. Traggo dal mio post Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE[3]

E’ agevole notare che, a dispetto dell'impronta ideologicamente connotata in senso ordoliberista dei Trattati UE e contrariamente alla loro interpretazione maistream neo-liberista ostinatamente propalata stravolgendo spesso la lettera e lo spirito delle norme, la lingua, la matematica, la logica e perfino i fatti, la deduzione è arbitraria, non avvalorata da una semplice lettura dell’intero testo del Trattato, in particolare l’art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, ribadisce i principi fondamentali del governo dell'Unione Europea, finalizzandolo a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo [Art. 3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.]; smentita dalle evidenze empiriche dell’ultimo quinquennio; contraddetta dai dati macroeconomici relativi al tasso d’inflazione e al tasso di disoccupazione dell’Eurozona; formalmente corretta per l’Eurosistema ma sostanzialmente fuorviante, poiché è in discussione non la prevalenza e la cogenza dell’obiettivo principale – la stabilità dei prezzi - ma l’obliterazione sistematica da parte della BCE del secondo obiettivo statutario – sostenere le politiche economiche dell’UE - che in deflazione o con inflazione inferiore (sensibilmente) al target, quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti e complementari, ha le stesse dignità e cogenza del primo”.

Se ciò risponde, almeno in parte, al vero, occorrerebbe, come dicevo prima, appoggiarsi alla legge e – come Stati o come cittadini o, meglio, come soggetti organizzati (partiti, sindacati, associazioni) – “muovere” i due Organi deputati a dirimere la questione: in primo luogo, la Corte di Giustizia Europea (organo giurisdizionale), ricorrendone i presupposti, e, in secondo luogo, il Parlamento europeo (organo politico). Ho provato anche a fare un tentativo per pungolarne qualcuno, ma finora ho constatato che nessuno, né i docenti e gli intellettuali, i quali preferiscono gli inefficaci appelli, né i politici, né i sindacati, né i cittadini salvo casi sparuti, intende seguire questa strada. Ma è l’unica percorribile in tempi relativamente brevi e senza chiedere il permesso a chi detiene le leve del potere.


PS: Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei



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Italia vs UE, dilettanti allo sbaraglio o ciurlatori nel manico

 
Banche e acciaio, è guerra tra l'Italia e l'Ue: bocciati gli aiuti all'Ilva
Formale apertura della procedura di infrazione. Pronti tre ricorsi alla Corte
di CLAUDIO TITO
24 dicembre 2015
http://www.repubblica.it/politica/2015/12/24/news/su_acciaio_e_banche_e_guerra_tra_l_italia_e_l_ue_bocciati_gli_aiuti_all_ilva_pronti_3_ricorsi_alla_corte-130083842/
 
Dilettanti allo sbaraglio o ciurlatori nel manico.[1]
 
Il modo peggiore per trattare con gli arroganti è l'acquiescenza, per cui è positivo che il ridiventato tosto Renzi – perché evidentemente sollecitato da poteri forti (banche ed ENI), non dai soliti poveri cristi finora massacrati impunemente - abbia ripreso il viso dell’arme con l’UE e la Germania.[2]
 
Ma comunque non ci siamo affatto: è ridicolo "ventilare" l'ipotesi del ricorso alla Corte di Giustizia europea come se fosse un’arma letale, mentre è un atto normalissimo in una UNIONE di Stati di DIRITTO, usato da tutti i Paesi, perfino dalla Germania quando non può imporre le sue tesi attraverso la prona Commissione europea o il controllato Consiglio Europeo, come avvenne nel caso degli OMT (acquisti illimitati di titoli pubblici da parte della BCE).
 
Il problema, come si dice, è a monte e attiene allo strapotere della Germania sia nella definizione che nell'interpretazione ed applicazione delle regole, con la complicità di fatto del PSE, il cui capogruppo, indicato da Renzi, leader del partito maggiore nel Parlamento europeo, è ora l’italiano Pittella, uno dei responsabili della débacle dei socialisti nelle trattative per la formazione della Commissione europea, nella quale il PPE controllato dalla Germania, pur avendo preso pochi voti in più rispetto al PSE alle elezioni europee, ha 13 commissari oltre al presidente, mentre il PSE ne ha soltanto 8.[3]
 
Occorre maggiore durezza, ora che si sono implementate le asserite salvifiche riforme strutturali che tanto piacciono ai neo-liberisti. Perché, ad esempio, l'Italia non pone sul tavolo con forza la violazione del limite del 6% (già sovradimensionato e fatto a sua misura) del surplus commerciale da parte della Germania, che tanti danni arreca e costringe gli altri Paesi ad aggiustamenti infiniti basati esclusivamente sulla deflazione dei salari e dei diritti?[4]
 
La flessibilità concessa dall'UE all’Italia dello 0,1% (alla Spagna del popolare Rajoy, negli ultimi 3 anni, è stato concesso un rapporto deficit/Pil fino al 7%; un po’ meno alla Francia) è un pannicello caldo somministrato ad un malato grave; l'Italia, dopo aver perso, a causa della crisi esacerbata e resa lunghissima dalla famigerata austerità espansiva imposta dalla Germania, il 25% del suo apparato industriale, costretta nella camicia di forza del fiscal compact, esiziale in recessione poiché questa si autoalimenta, è destinata, checché ne dica il PdC Renzi, ad un inarrestabile declino.
 
Trattare con la, ad essa sottomessa, Commissione europea significa fare il gioco della Germania: è questa che va stanata! E lo può decidere e fare solo Renzi, se davvero è ridiventato tosto, rimuovendo se occorre dal loro posto i prudenti Padoan e Pittella.
 
L'attuale assetto incompleto dell'UE/BCE/Euro è squilibrato a favore della Germania, che è quella che ne trae i massimi vantaggi, a detrimento dei partner europei, in particolare quelli periferici. Altro che svenarsi per l'Europa, come raccontano con improntitudine i Tedeschi, diventati bravissimi interpreti del detto napoletano del chiagne e fotte![5] Segua l'Italia il suggerimento di politici ed intellettuali tedeschi, altro che litigare per un misero 0,2% di flessibilità: solo le minacce forti, come l'uscita dall'Euro, possono sortire qualche effetto con l'arrogante ed egoista Germania.[6]
 
 
[1] Ciurlare nel manico
https://it.wiktionary.org/wiki/ciurlare_nel_manico
 
Cosa significa l’espressione “ciurlare nel manico”?
http://www.sapere.it/sapere/strumenti/domande-risposte/di-tutto-un-po/significato-ciurlare-nel-manico.html
 
[2] Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841843.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
[3] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
[4] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-sul-surplus-commerciale.html
 
BANCHE: NEL PANICO PURE LE ÉLITE, E BERLINO CI CONSIGLIA LA TROIKA
POSTED BY REDAZIONE - 24 DICEMBRE 2015
http://www.asimmetrie.org/op-ed/banche-nel-panico-pure-le-elite-e-berlino-ci-consiglia-la-troika/
 
[5] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-chiagne-e-fotte-dei-furbi-bottegai.html
 
L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.htmloppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/larrogante-predominio-tedesco-il.html
 
[6] La Germania non vuole assumersi l’onere di Paese guida e in più, forse per ottusità, sicuramente per egoismo ed arroganza, applica le regole a suo esclusivo beneficio. Essa è l’unico Paese avvantaggiato dall’attuale assetto monco UE/BCE/Euro; essa non è, come qualche italiano germanofilo pretende, il capro espiatorio ma il carnefice e l’affossatore dell’UE, poiché impone una demenziale politica austeritaria e rifiuta di contribuire alla riduzione degli squilibri strutturali (ben rappresentati dal suo enorme surplus commerciale infra UE), da essa stessa causati, sia grazie alla sua forza economica, sia grazie a pratiche scorrette e sleali verso i partner EUZ (dumping salariale, finanziato per giunta con soldi pubblici - che è vietato dalle regole UE - resi disponibili dal deficit eccessivo 2003-2005 preteso in violazione delle regole che aveva imposte a tutti).
Occorre forse un’azione forte, nel senso suggerito, tra gli altri, dalla tedesca Ulrike Herrmann, corrispondente economica per il quotidiano Tageszeitung.
 
Consigli per il nuovo premier: “L’Italia dovrebbe ricattare la Germania minacciando l’uscita dall’euro”
http://keynesblog.com/2013/02/18/consigli-per-il-nuovo-premier-litalia-dovrebbe-ricattare-la-germania-minacciando-luscita-dalleuro/

 

Articolo collegato:

 

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SCENARIO/ Formica: il clan Renzi-Boschi è ciò che serve a Obama e Merkel

Per RINO FORMICA, il caso banche documenta la vera natura del renzismo: una piccola consorteria della provincia italiana che, grazie a un intreccio di collegamenti politici, lobbistici e massonici, va alla conquista della Capitale.

ILSUSSIDIARIO.NET

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2015/12/20/SCENARIO-Formica-il-clan-Renzi-Boschi-e-cio-che-serve-a-Obama-e-Merkel/664898/


 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/italia-vs-ue-dilettanti-allo-sbaraglio.html
 
 

QE (OMT), la Corte di Giustizia Europea dà torto alla Corte Costituzionale tedesca

 
Il tribunale Ue salva la Bce: il piano anti spread non viola la legge
La Corte accoglie la linea dell'avvocato generale: "Il programma di acquisto di titoli di Stato è compatibile con il diritto dell'Unione, non eccede le attribuzioni Bce di politica monetaria e non viola il divieto di finanziamento degli Stati membri"
16 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/16/news/omt_bce-116958638/

 

Segnalo volentieri questa buona notizia, ma con un fondo di rammarico.

La Corte di Giustizia Europea ha giudicato il programma Omt (Outright monetary transactions) deciso nel settembre 2012 dalla Bce contro gli attacchi alla moneta unica ma mai implementato, conforme al trattato UE.

Io, profano, ne ho discusso negli ultimi 12 mesi con vari esperti, anche professoroni.[1] Io sostenevo che, come l’OMT, il QE non vìola il trattato UE, e che la BCE aveva già acquistato più volte in passato titoli sovrani; essi, invece, che lo violava, e che perciò la BCE non avrebbe potuto vararlo. Perché così aveva deciso la Corte Costituzionale tedesca. Che – ribattevo - invece, oltre al suo carattere non monetario ma fiscale, aveva eccepito soltanto sull’illimitatezza degli acquisti di titoli pubblici, e ovviamente comanda soltanto in Germania.[2]

Io non so se la decisione di oggi della Corte di Giustizia Europea è anche “politica”, ma avevo ragione io. Magra consolazione, però. Perché il QE (tardivo e neppure di ammontare congruo)[3] è stato varato dopo un quinquennio di sacrifici esagerati imposti a centinaia di milioni di poveri cristi europei. Tra cui, in Italia, il sottoscritto.[4]

 

[1] Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE

Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE


[2] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)[pos. 15]

L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca


[3] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html

 

Aggiornamento


Via libera dei giudici tedeschi allo scudo anti-spread della Bce

La Corte costituzionale approva il programma lanciato al culmine della crisi. Una condizione alla Bce: niente annunci in anticipo sui titoli che vuole acquistare. Draghi al Parlamento Ue: "Crescita moderata. Pronti a tutto su Brexit"

21 giugno 2016

 
Post e articoli collegati:
 
Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lo-schiaffo-benvenuto-di-draghi-alla.html
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/qe-gli-obiettivi-ed-i-poteri-della-bce.html

 
di Jacopo Rosatelli
«Il potere di Draghi si ferma a Karlsruhe»
05/12/2014
Euromanovre/Intervista al giurista Agustìn José Menéndez: per i giudici tedeschi e la Bundesbank il valore fondamentale è la stabilità monetaria
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447.html 

Bce, Fed, finanza di Agenor
Un “dual mandate” per la Bce
14/02/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Un-dual-mandate-per-la-Bce-22358
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Un-dual-mandate-per-la-Bce-22383.html
 

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http://vincesko.blogspot.com/2015/06/qe-omt-la-corte-di-giustizia-europea-da.html
  

Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

 
di Domenico Mario Nuti
Tutti gli errori dell'Unione
19/12/2014
Fine semestre/ L'unica soluzione sarebbe un piano di investimenti vero. Ma i soldi di Juncker sono una finta: disponibili solo pochi miliardi. Così l'Ue rischia di disgregarsi, non rimpianta da nessuno
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667
link sostituito da (commento cancellato):
http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html 


Come ho già dimostrato qui,[1] molti professori di Economia non conoscono bene gli obiettivi e i poteri della BCE. L’ultimo, in ordine di tempo, è il prof. Mario Nuti, che in questo articolo su Sbilanciamoci, dopo il nostro scambio di email (v. appendice), corregge il tiro, rispetto alla sua relazione al convegno sul prof. Federico Caffè,[2] aggiungendo “illimitato” al potere della BCE di acquistare titoli pubblici, ma… non abbastanza.
Come ho già evidenziato nell’allegato alla mia petizione al Parlamento europeo, l’errata conoscenza dei poteri della BCE, secondo me, falsa alla radice il dibattito italiano (e forse europeo) sulle soluzioni alla crisi economica, che devono avere al centro il ruolo cruciale della BCE, la quale ha già tutti i poteri che servono alla bisogna e semmai va aiutata a scrollarsi di dosso l’influenza nefasta della Germania. Nella conclusione di un precedente post[3], ho scritto:
“I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Siryza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT”.
 
Citazione (dall’articolo di Mario Nuti): “la BCE è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza – che è comune alle maggiori banche centrali del mondo – ma perché, modellata sulla Bundesbank, era ancor più di quest’ultima del tutto separata dalla politica fiscale, priva del potere illimitato di acquistare titoli di stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti”.
 
1. La BCE è formalmente indipendente, ma sostanzialmente ubbidisce ad un solo Stato: la Germania (violando l’art. 7 del suo Statuto), della quale di fatto protegge gli interessi, a detrimento degli altri Stati dell’Eurozona.
 
2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato, purché (analogamente a quanto è prescritto dal proprio statuto per la FED) sia effettuato sul mercato secondario. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE),[4] che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca.[5]
 
3. Attualmente, in deflazione o quasi, e cioè lontani dall’obiettivo statutario del “sotto, ma vicino, al 2%”, la BCE ha, in concreto, gli stessi poteri della FED e delle altre banche centrali, poiché l’obiettivo principale della stabilità dei prezzi è concordante e convergente con quello subordinato di “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”.
 

Tutti i dettagli e i documenti qui: “Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html .


[1] Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE

[2] Carlo Clericetti - 13 DIC 2014

[3] Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

[4] Corte di giustizia europea

[5] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

 
 
Appendice
 
Pubblico, sul tema dei poteri della BCE e della FED sull’acquisto di titoli pubblici, la mia e-mail-quesito a Mario Nuti e la sua risposta, precedenti all'articolo:
 
15 dic 2014 - 17:31
Egr. Prof. Nuti,
Carlo Clericetti, nel suo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), ha riportato le sue parole al convegno per celebrare il centenario della nascita di Federico Caffè:
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
Ho eccepito che non fosse vero, almeno per quanto riguarda il mercato secondario, esattamente come per la FED (allegando le prove, v. anche Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html).
Carlo Clericetti ha chiarito che lei intendesse riferirsi al mercato primario. Ma ho controbattuto che allora lei non sapesse che tale divieto vige anche per la FED.
Può dirimere con sincerità questo dubbio sulle sue dichiarazioni?
Cordiali saluti,
V.
PS: Ho dimenticato di aggiungere che avrei intenzione di pubblicare la sua eventuale risposta sul blog di Carlo Clericetti.
 
18 dic 2014 - 10:59
Grazie della precisazione. Certo che l'acquisto di titoli di stato sul mercato primario sarebbe piu' efficace che sul mercato secondario, dove la liquidita' iniettata nel sistema puo' rimanere inattiva anziche' direttamente finanziare una spesa. 
Ma ogni acquisto di titoli anche sul mercato secondario fa aumentare il prezzo dei titoli e quindi riduce il tasso d'interesse. Certo che anche la BCE puo' farlo, e se e' per quello lo ha fatto anche la Bundesbank almeno nel 1993 se ricordo bene. Ma rimane il fatto che la Fed puo' acquistare quantita' virtualmente illimitate di titoli di stato senza doversi sottoporre ad un voto dei pochi stati suoi azionisti, a maggioranza o preferibilmente all'unanimita'; senza rischiare il deferimento a una Corte Costituzionale come quella di Karlsruhe, o a intimidazioni come quelle subite da Draghi, nonche' altri bastoni fra le ruote. E quindi non si puo' fare finta che questi ostacoli non contino o non esistano, e che i poteri della Fed e della ECB siano equivalenti.
Pertanto, rispetto a quanto ho detto al Convegno su Caffe' sono unrepentant. Anzi, rincarerei la dose. Vedasi http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html.
Ho cercato di registrarmi sul sito di Clericetti per appendere questo commento ma come al solito il sistema mi rifiuta. La ringrazio se lo vorra' fare lei. Con molte cordialita' e auguri (di stagione e non), Mario Nuti.
 
***
 
Traggo da QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED (allegato sopra):
 
@Thomas Fazi
 
1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da:Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 - di PietroManzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  
“Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiudici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.
 
Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 18 e dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria.
 
2) Segnalo, sul tema, questo commento che mi sembra interessante e forse dirimente (peraltro esso è in linea con le motivazioni addotte dalla stessa BCE):

nextville  
L'atto della BCE in questione è l'OMT, che non è un trasferimento di liquidità alle banche (come gli LTRO, che nessuno ha impugnato) ma un programma (per ora solo annunciato) di acquisto di titoli di stato sul mercato secondario. Dal punto di vista giuridico, la BCE non può fare acquisti sul mercato primario e in generale agire con lo scopo di finanziare gli stati (ex art.123 TFEU), ma può (ex art.18 ESCB Statute) fare acquisti di titoli di stato (e altri titoli) sul mercato secondario (cioè non direttamente alle aste pubbliche, ma sul mercato privato dei titoli già emessi) per ragioni di politica monetaria - es. per fare Quantitative easing. Ad es. può, per scongiurare un rischio deflazione, non solo abbassare i tassi ma anche aumentare la liquidità tramite acquisti sul mercato. 
L'OMT è quindi legittimo se gli acquisti di titoli di stato dei paesi membri sono fatti sul secondario e giustificati da ragioni monetarie. La ragione portata dalla BCE a giustificazione dell'OMT non è un generico "to preserve the euro", ma è più precisamente l'esigenza (fortissima nell'estate 2012) di "riparare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria" che aveva cessato di funzionare per l'interferenza del rischio di ridenominazione, cioè perché i mercati temevano che alcuni paesi deboli (tra cui Italia e Spagna) fossero costretti a uscire dall'euro e quindi fossero costretti al default sul loro debito (non essendo più in grado di pagarlo con una moneta destinata a rapida e pesante svalutazione). Questo genere di rischi crea un "bad equilibrium", cioè una situazione che si autoalimenta portando al disastro (= l'aspettativa che un paese sia costretto a uscire fa salire a tal punto i suoi tassi da generare l'evento). Per poter ripristinare la sua capacità di controllo sulla moneta tramite le tradizionali manovre sui tassi -- quindi per ragioni di politica monetaria (e non fiscale) -- la BCE ha minacciato di usare un potere che certamente ha (ex art.18 ESCB Statute) di fare acquisti sul mercato secondario di titoli di stato. Tale minaccia da sola è bastata a eliminare il bad equilibrium e a far tornare progressivamente i mercati alla normalità. E' proprio questo successo che dimostra che era in atto un bad equilibrium e che la BCE doveva sventarlo, perchè senza sventarlo non sarebbe più stata in grado di ottemperare al suo mandato primario, che è mantenere la stabilità dei prezzi.
http://studiocataldi.mailupnet.it/f/tr.aspx/?:5Um8d=wstwsu5:5h.=t2yyof-=bhfj/nvkiq3eni5cc40h2f709:fvb6qgma:gl:5c69&x=pv&o2mdnh8imo8cidc70:4mwuo_u10gbNCLM
 
3) Gli articoli riportati sopra, infine, fotografavano la situazione di quasi un anno fa; nel frattempo i dati della deflazione e della crisi economica permangono negativi, se non aggravati, anche e soprattutto in termini prospettici. Il che giustifica – come preannunciato da Draghi – l’adozione di “misure non convenzionali” (per la BCE, poiché per tutte le altre banche centrali sono del tutto ordinarie in periodi di crisi), anche per NON disattendere ulteriormente entrambi i suoi obiettivi statutari (art. 2).
 
Cordiali saluti.
 
 
Draghi ammette che il QE per l'acquisto dei titoli di debito pubblico rientra nei poteri della BCE. Tuttavia, neanche oggi la BCE ha deciso di adempiere finalmente i suoi doveri statutari fissati dall'art. 2:
 
“Rispondendo alle domande di giornalisti, Draghi ha detto che il direttorio "ha discusso dell'acquisto di titoli di Stato", che "ricade nel mandato" della Bce. Nell'ambito di un ‘quantitative easing’, d'altra parte, possono rientrare "tutti gli asset tranne l'oro".
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/04/news/bce_tassi_quantitative_easing_draghi-102109933/
 
***
 
Traggo da “La “bestemmia” del neo-keynesiano (linkato sopra):
 
[*] Allego l’articolo con la dichiarazione di Trichet (che ho già linkato in “Le incongruenze di Draghi”):
Trichet: la Bce può comprare titoli di Stato
«Francoforte ha tutti gli strumenti, non c’è bisogno di ampliarne i poteri» 
di Giuliana Ferraino
26 novembre 2014
«Comprare i titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona è totalmente in linea con il mandato della Bce. Lo ha già fatto quando io ero presidente, prima comprando i titoli pubblici greci e irlandesi nel 2010, poi i titoli di Stato italiani e spagnoli nell’agosto del 2011».
http://www.corriere.it/economia/14_novembre_26/trichet-bce-puo-comprare-titoli-stato-217f3cfa-7595-11e4-b534-c767e84e1e19.shtml
 
Peraltro, anche Weidmann nell’intervista a Repubblica ammette (dopo Trichet, che 10 giorni fa ha “stanato” sia lui che Draghi) che la BCE può acquistarli. Se Draghi non lo fa, è perché preferisce ubbidire al veto di Weidmann, che è solo 1 su 24 ed, anche aggiungendo i satelliti della Germania, ha la maggioranza.
 

Aggiornamento
 
La Corte Ue con Draghi: "Gli acquisti Bce rispettano i trattati"
Il giudizio della Corte di giustizia europea in un parere consultivo sollecitato dalla Germania. Per l'avvocato generale all'Eurotower serve "ampia discrezionalità". La decisione definitiva nel giro di qualche mese. Draghi a Die Zeit: "I tedeschi capiscano che la Bce ha mandato pan-europeo"
14 gennaio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/01/14/news/la_corte_ue_con_draghi_gli_acquisti_bce_rispettano_i_trattati-104903053/

BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti)


La BCE è colpevole di gravi violazioni statutarie e passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea

Dialogo tra Carlo Clericetti e me sull’efficacia degli appelli e le violazioni statutarie della BCE

 
Carlo Clericetti
22 OTT 2014
Un altro appello. Ecco perché non è inutile
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/22/un-altro-appello-ecco-perche-non-e-inutile/
 
 

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle14:59

Citazione: “Piuttosto l’unica direzione di marcia possibile

L’appello non è l’unica soluzione, anzi, come insegna l’esperienza, è la meno efficace. La soluzione di gran lunga più efficace – ribadisco – è la denuncia della BCE, in forza dell’art. 35 dello statuto BCE, alla Corte di Giustizia Europea per violazione dello statuto: sicuramente dell’art.2-Obiettivi e forse anche dell’art. 7-Indipendenza.
Il fatto che nessuno dei professori pensi a quest’altra soluzione molto più efficace è dovuto, a mio avviso, essenzialmente a 2 motivi: il primo, al paradosso che quasi nessuno di loro conosce affatto o bene lo statuto della BCE ed, il secondo, al fatto che quei pochi che lo conoscono probabilmente non sanno che è possibile o non ardiscono mettersi contro la BCE e Draghi, promuovendo un’azione legale.
Tra quelli che non lo conoscono affatto o lo conoscono male, in base ad un esame puntuale dei loro scritti, ci sono: Luigi Zingales, Joseph Stiglitz, Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Luigi Pandolfi; Paolo Pini, che è uno dei quattro promotori dell’Appello al Governo, e Antonio Lettieri (prima che glielo spiegassi io).

In questo post ho riportato la discussione svoltasi in calce al precedente articolo di questo blog, in cui ho spiegato perché è molto più efficace la denuncia della BCE (vedi anche l’altro post in esso linkato Appelli o minacce forti?),e dove ho anche allegato le prove documentali di alcuni di coloro che non conoscono lo statuto della BCE (elenco in divenire):
Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html

Vincesko

 

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle16:41

@Carlo Clericetti
Mi rivolgo a lei come giornalista esperto, oltre che come persona intelligente, e, da umile “allievo” di Auguste Dupin, ma forse più propriamente in questo caso da specialista del 2+2, quale mi considero e sono, le rivolgo 3 quesiti ed un quarto nella conclusione:
1. Le sembra casuale che Mario Draghi ometta puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, l’obiettivo subordinato (e sappiamo chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menzioni soltanto quello principale del controllo dei prezzi?
2. Le sembra casuale che nel sito della BCE – come ho già segnalato più volte – ci sia stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE?
3. Le sembra casuale che sul sito della Unione Europea, al link trasmessomi recentemente dal Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm, sia menzionato – al singolare! – soltanto l’obiettivo principale (come ho contestato anche a Manuel Barroso nella lettera che gli ho inviato ieri, v. PS)?
Conclusione: Qui è in atto da tempo un tentativo sistematico ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari, da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare (termine squisitamente giuridico) scientemente le prove patenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE).
Perché, dunque, lei asseconda, facendole da cassa di risonanza, questa iniziativa consistente in un inefficace appello, che asseconda indirettamente e inconsapevolmente (?) il disegno disinformativo della BCE e dell’UE, e non grida invece, assieme a me, da par suo, che il re-BCE è nudo, colpevole di gravi violazioni statutarie e perciò passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea?

Vincesko

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle16:42

PS:
Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html

 

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cclericetti 22 ottobre 2014 alle17:24

Caro Vincesko, credo di essere tra i pochissimi giornalisti a criticare costantemente e duramente la Bce, non solo dai tempi della gestione demenziale di Trichet, ma quella di “San” Mario Draghi. Perché continua a dare indicazioni politiche invece di premere per le riforme della finanza e adottare quelle che competono alla banca centrale; perché non ha risolto il problema delle agenzie di rating, nonostante lo avesse indicato come rilevante da presidente del Financial stability board; perché ha sposato l’interpretazione secondo cui la Bce non poteva finanziare i Fondi salva-Stato; perché si è permesso di invitare i governi a cedere sovranità ai tecnocrati; eccetera. Lei segue quello che scrivo, quindi queste cose le ricorderà sicuramente. Ho anche scritto che la Bce è indipendente dagli Stati, tranne che dalla Germania; e che non sta facendo quanto dovrebbe in relazione all’inflazione, non rispettando le sue stesse deliberazioni. Non mi pare di poter essere rimproverato di timore reverenziale verso la Bce. Nell’articolo ho cercato di spiegare perché non considero inutile questo appello e i prossimi che certamente arriveranno: finché avremo questi politici al potere non ci potrà essere nessun cambiamento di linea, e siccome i politici al potere ce li mandano gli elettori, è loro che bisogna convincere a cambiarli. Il potere applica le regole secondo le sue convenienze, anche forzando le interpretazioni di quelle stesse regole che ha scritto: nel caso della Germania lo abbiamo verificato in vari casi, a cominciare dallo sfondamento del 3% non sanzionato per finire con la regola del surplus eccessivo che viene platealmente ignorata e sconfessata. Inoltre sono convinto che anche una politica monetaria espansiva da sola non basterebbe a tirarci fuori dai guai: deve cambiare anche la politica fiscale. Cioè, appunto, deve cambiare la politica. Senza quello, non ne usciamo.

 

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magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle19:13

Caro Carlo Clericetti,
1. Premetto, scusandomi preventivamente della lunghezza della mia risposta, che io la seguo da più tempo su “Eguaglianza e Libertà” e solo da pochi mesi qua, quindi non conosco tutti i suoi articoli; leggo quelli suoi vecchi perché li linka lei o perché frutto, casualmente, di una ricerca in Internet.
2. Assolutamente le riconosco coraggio, in generale e nelle critiche a Draghi e alla BCE, anche per questo la leggo molto volentieri.
3. Tuttavia, scusi, anche lei, forse non conoscendo bene lo statuto della BCE(?), ha posto finora – mi pare – l’accento soltanto sulle inadempienze di Draghi relative all’obiettivo principale (controllo dei prezzi). Ma, come penso di aver dimostrato allegando lo statuto della BCE, Draghi (con tutto il Consiglio direttivo) è ora inadempiente anche – e soprattutto – relativamente al secondo obiettivo (sostenere la crescita economica e dell’occupazione), e ciò significa che sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze sui popoli dell’Eurozona, in particolare i Piigs, visto che – come ho scritto qui pochi giorni fa in calce al suo articolo precedente – la Francia troverà il modo di arrangiarsi con l’aiuto della Germania (v. sanzioni – ancora inapplicate dall’UE nel caso del suo precedente sforamento del 3% -, acquisti ABS francesi da parte della BCE, ecc.).
4. Lei ritiene giustamente che la soluzione sia politica, ma la affida alla crescita della maturità dell’elettorato, cioè la rinvia praticamente alle cosiddette calende greche; ed invece, come anche lei sottolinea, le scelte sono urgenti.
5. Ritiene anche che la Germania non farà mai approvare il P.A.D.R.E., come probabilmente non lo farà per gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), garantiti dall’oro e da quote di aziende pubbliche degli Stati, per non parlare degli Eurobond (caldeggiati anche dal premio Nobel Stiglitz), privi invece di garanzie collaterali, e perciò particolarmente invisi ai Tedeschi.
6. Dunque, che si fa? A) Io ho lanciato il 10/10, apposta per superare il veto della arrogante ed egoista Germania, una petizione alla Corte di Giustizia Europea contro la BCE per violazione dello statuto, ma la proposta ha raccolto finora soltanto 15 adesioni (ho constatato che anche parecchi che la apprezzano non la firmano). B) Esaminati, però, attentamente le risposte e i link che ho ricevuto dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, ho scoperto che non è possibile inviare alla Corte di Giustizia Europea petizioni, ma è possibile inviare ricorsi diretti, tramite però un avvocato, nel caso si sia subito un danno diretto dalle azioni o omissioni della BCE (o dell’UE), e non è il mio caso. C) Per cui, ieri, ho partecipato a Napoli alla riunione dell’Associazione di Civati “E’ possibile” ed ho proposto al suo coordinatore nazionale Paolo Cosseddu di farla propria, la denuncia della BCE, trasmettendogli poi via e-mail la documentazione e scrivendo: “Nell’incontro di Napoli, mi pare di aver capito che la corrente Civati non abbia né la struttura né l’orientamento a intraprendere iniziative dirompenti di tal genere, ma certo sarebbe un bel botto se Civati intraprendesse un’azione legale del genere e ottenesse un pronunciamento appena appena negativo da parte della Corte di giustizia contro la BCE, utile anzi necessario per uscire dalla crisi economica”.
7. In conclusione, io non ritengo che sia del tutto sbagliato aderire agli appelli, se non altro perché possono essere uno strumento per far maturare la consapevolezza dell’opinione pubblica, tuttavia li reputo inefficaci a raggiungere lo scopo che si prefiggono, mentre reputo la denuncia della BCE alla Corte di giustizia la strada più celere ed efficace per superare il veto della Germania, che blocca indebitamente l’azione della BCE, indispensabile per uscire velocemente dalla crisi economica e scongiurare il destino altrimenti inevitabile della depressione economica e del declino.

Vincesko

 

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cclericetti 23 ottobre 2014 alle 00:16

Le posso dare la mia opinione sul perché la sua petizione ha raccolto poche firme? Lei ha scritto un programma politico, elencando vari provvedimenti. Molti possono non essere d’accordo con l’una o con l’altra delle misure che lei propone. Io credo che se si limitasse a una petizione sul mancato perseguimento degli obiettivi della Bce, e in particolare il secondo di cui non si è mai parlato (non a caso), raccoglierebbe molti più consensi.

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 10:01

@Carlo Clericetti
Grazie del suggerimento. In effetti, ho solo indicato le tre proposte a mio avviso risolutive per reperire le risorse finanziarie per uscire dalla crisi economica (imposta patrimoniale corposa sui ricchi, EuroUnionBond di Prodi e Quadrio Curzio e intervento congruo della BCE) e sono legate da un e/o, ma la lunghezza del testo può ingenerare l’impressione che siano di più, quasi un programma politico… Il problema è che era la mia prima petizione e non conoscevo la procedura, quindi ho modificato più volte il testo ed una volta anche il titolo, aggiungendo man mano altre osservazioni. Questo soprattutto perché Change.org richiedeva un indirizzo email del destinatario ed ho perciò contattato la Corte di Giustizia Europea, ricevendo dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, dopo uno scambio di email (che riporterò assieme a questo dialogo in un prossimo post del mio blog), tra l’altro, l’informazione che non era possibile inviare alla Corte di giustizia delle petizioni e dovevo trasformarla in una denuncia formale, che – come forse è noto – va circostanziata il più possibile. All’insuccesso delle firme di adesione, come lei dice, ha contribuito quasi certamente l’antipatia individuale (da me messa in conto, comunque) vuoi dei poveri per l’imposta patrimoniale sui ricchi, vuoi per Prodi, vuoi per l’invito a sottoscrivere indirettamente una denuncia della BCE alla Corte di giustizia (come recitava già il titolo). Per averne la riprova, la petizione in sostituzione della precedente (già in gestazione) la farò tenendo conto di questa prima esperienza.

Vincesko

 

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cclericetti 23 ottobre 2014 alle 10:22

Non so se sia una procedura praticabile, ma forse la petizione si potrebbe rivolgere alla nostra Corte Costituzionale, con la motivazione che il comportamento della Bce mette in pericolo la nostra sovranità. Insomma, fare come i tedeschi, in modo da far deflagrare l’assurdità che gli impegni internazionali di un governo possano essere smentiti, a posteriori, dalla Corte costituzionale di un paese (semmai il governo in questione dovrebbe acquisire un parere preventivo). In realtà la petizione dovrebbe essere diretta al presidente della Repubblica, ma mandarla a Napolitano sarebbe come mandarla alla Merkel.

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 12:14

@Carlo Clericetti
Non sono un esperto, ma ritengo che un cittadino non possa adire la Corte Costituzionale neppure per inviarle una petizione. Sono andato poco fa nel sito della Corte ed ho cliccato sul pulsante “Rapporto con i cittadini”: viene spiegato soltanto Come assistere alle udienze pubbliche. Comunque, esiste anche il pulsante “Scrivi alla Corte” ed almeno in via informale lo si potrebbe fare, ma non credo che ne possa sortire alcun effetto.
Invece è possibile inviare una petizione, che è addirittura classificato Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei, sia individualmente che come gruppo, al Parlamento Europeo, che ha nella sua struttura una apposita commissione per le petizioni.

A seconda delle circostanze, la commissione per le petizioni può:
• chiedere alla Commissione europea di avviare un’indagine preliminare e fornire informazioni riguardo al rispetto della legislazione comunitaria pertinente o contattare SOLVIT,
• deferire la petizione ad altre commissioni del Parlamento europeo con richiesta di informazioni o di ulteriori azioni (una commissione parlamentare può ad esempio tenere conto di una petizione nell’ambito delle proprie attività legislative),
• in casi eccezionali, elaborare e presentare una relazione completa al Parlamento da sottoporre a votazione in Aula o effettuare un sopralluogo informativo nel paese o nella regione in questione e pubblicare una relazione della commissione contenente le sue osservazioni e raccomandazioni,
• o compiere qualsiasi altro passo giudicato opportuno per risolvere un determinato problema o fornire una risposta adeguata al firmatario della petizione.

Ovviamente, il Parlamento Europeo, al termine della procedura, non può applicare sanzioni alla BCE, ma certo una sua eventuale deliberazione non sarebbe senza conseguenze, soprattutto se potesse “passare la palla” in qualche modo alla Corte di giustizia, unica Autorità – che io sappia – che (a norma dell’art. 35 del medesimo statuto) può esaminare ed interpretare lo statuto della BCE ed applicare eventuali sanzioni.
Pertanto, ero già orientato ad inviare la petizione al Parlamento Europeo e, per conoscenza, alla Corte di Giustizia Europea ed al Governo italiano; aggiungerei ai destinatari la Corte Cost. italiana. Escluderò sicuramente il Presidente della Repubblica, poiché l’ho già fatto nel 2010 ed è stato tempo perso e fatica sprecata. Anticiperò qui il testo della petizione (che redigerò dopo aver letto e approfondito i vari aspetti, incluso il formulario del Parlamento Europeo).

Vincesko

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 13:02

PS: Ho appena telefonato alla Corte Cost.: mi hanno detto che la si può inviare, ma che non avrà nessun effetto concreto.

 

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magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 23:00

Pubblico il testo della petizione. L’aiuto che mi servirebbe, prima di lanciarla, è quello di dare un’occhiata critica “esterna” al testo, incluso il titolo, che deve essere il più efficace possibile, e vostri franchi e puntuali suggerimenti.

PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E p.c. ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA, ALLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA E AL GOVERNO ITALIANO

Premesso che:
- il presidente Mario Draghi omette puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, di citare l’obiettivo subordinato (e sappiamo chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menziona soltanto quello principale del controllo dei prezzi;
- nel sito della BCE, c’è stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e, per contro, posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE (noi abbiamo conservato e possiamo produrre la vecchia versione);
- sul sito della Unione Europea, al link trasmessoci recentemente, su nostra richiesta, dal Centro di contatto EUROPE DIRECT (
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm), è menzionato – al singolare! – soltanto l’obiettivo principale;
- la conclusione che noi ne traiamo è che è in atto da tempo un’opera sistematica ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui – incredibilmente – sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari (tra tantissimi altri, i Professori Joseph Stiglitz, Luigi Zingales, Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Paolo Pini), da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare scientemente le prove evidenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE).
Premesso anche che:
- gli obiettivi della BCE sono 2 (due), non 1 (uno) soltanto, come pensano quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi – e l’altro subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) – “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”;
- l’obiettivo della stabilità dei prezzi è già stato raggiunto, anzi, è anch’esso disatteso dal Consiglio direttivo della BCE, poiché l’obiettivo, che i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –siamo,  , prossimi allo zero (con vantaggio dei Paesi creditori – Germania e Paesi del Nord – e svantaggio dei Paesi debitori – Piigs);
- pertanto, la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo – “crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”
, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero – è, peraltro, del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%;
- ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi – controllo dei prezzi e crescita economica e dell’occupazione – sono su un piano perfettamente paritario;
- è la BCE, a causa della sua inazione o azione insufficiente, il maggior responsabile del perdurare della depressione economica italiana e della crisi economica dell’Eurozona, con gravi conseguenze sui popoli europei, nel cui interesse teoricamente essa opera;
- la BCE, infine, sembra ubbidire alla Germania, anziché al suo statuto (vedi, da ultimo, la telefonata del presidente Draghi, reduce dal convegno di Jackson Hole, alla cancelliera Merkel per giustificare le sue dichiarazioni ritenute da tutti i commentatori eterodosse rispetto alla linea dell’austerità propugnata dalla Germania).
Tutto ciò premesso, noi chiediamo:
1. di accertare e di dichiarare se questo disegno disinformativo della BCE e dell’UE risponde al vero;
2. di accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria (art.2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza) e perciò anche passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello Statuto BCE).
Con alta deferenza,
V.

Allegati:

- Statuto BCE
- Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino

Vincesko

 

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cclericetti 24 ottobre 2014 alle 00:50

Avrei qualche suggerimento, ma mi scriva in privato all’indirizzo che è sul mio sito personale.

 

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magnagrecia7 24 ottobre 2014 alle 16:45

@Carlo Clericetti
Le ho trasmesso alle 11:14 il testo della petizione a postmaster@carloclericetti.it.
Vincesko

 

 

Appendice
 
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Date: Friday, 10/10/2014 11:20:12
From: <v >
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
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Vi prego comunicarmi con cortese sollecitudine il Vostro indirizzo email per poterVi trasmettere una petizione.
Grazie e distinti saluti
V.
 
--------------------------------------------------
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 10/10/2014 16.27
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Sulla base dei dati da Lei forniti nella sua mail, non siamo riusciti a comprendere esattamente che tipo di petizione vuole inviare e a chi.
Se vuole presentare una petizione al Parlamento europeo, troverà il formulario da riempire al seguente link:
https://www.secure.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/petition.html
Tenga presente tuttavia che si può presentare una petizione al Parlamento europeo solo “su una materia che rientra nel campo d'attività dell'Unione europea”, come può leggere qui:
http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/00533cec74/Petitions.html
Se nella sua mail si riferiva a qualcos’altro o ad altro tipo di petizione,ci riscriva con maggiori informazioni.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.
Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
 
--------------------------------------------------
Date: Friday, 10/10/2014 17:21:10
From: <v>
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Grazie per la cortese risposta. La petizione è diretta alla Corte Europea di Giustizia (ero convinto di essere entrato nel suo sito, perciò non l'ho specificato). Ho bisogno dell'indirizzo email, da comunicare a Change.org. Grazie anticipatamente. Distinti saluti
V.
 
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Da: citizen reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 10.30
A: <v>
Ogg: [Case ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Non ci è ancora del tutto chiaro che tipo di contatto cerchi, all’interno della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), e che tipo di petizione voglia trasmettere.
Può forse esserle utile sapere, infatti, che i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte solo se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. La Corte di giustizia, infatti, si occupa di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e le istituzioni dell'UE e interpreta il diritto dell'UE perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'UE. Per farlo essa opera in collaborazione con i giudici degli Stati membri. Per evitare interpretazioni divergenti, i giudici nazionali possono, e talvolta devono, rivolgersi alla Corte per chiederle di precisare una questione di interpretazione del diritto dell'Unione, al fine di poter, ad esempio, verificare la conformità con tale diritto della loro normativa nazionale (rinvio pregiudiziale). Detto rinvio può essere effettuato solo da un giudice nazionale. Per ulteriori informazioni legga qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2 7024/
Se ritiene ancora che la Corte di Giustizia sia il contatto giusto cui trasmettere la sua petizione, troverà i contatti del caso qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2 7030/
Nel menù superiore, cliccando su “come contattarci”, troverà anche un formulario.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.

Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
 
--------------------------------------------------
Date: Monday, 13/10/2014 11:31:44
From: <v > 
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Grazie mille per la Vostra cortese risposta. Ho letto le competenze della Corte di
Giustizia Europea, che esclude un ESPOSTO dei singoli cittadini europei, ma non
ho trovato la soluzione, che concerne CHI e COME ha la competenza di vigilare sull’operato
della BCE (che deve essere indipendente dal potere politico) e sanzionare le eventuali
sue omissioni/violazioni del suo statuto fissato dai trattati UE e che hanno un
effetto negativo sui popoli europei e sui singoli cittadini. Pertanto, Vi
trasmetto il link con l’oggetto della petizione, pregandoVi di volermi inviare
un semplice indirizzo e-mail a cui inviare la petizione, eventuali suggerimenti
e di voler considerare che ero già consapevole che trasmetterla alla Corte di
giustizia avrebbe un valore essenzialmente simbolico.
Corte di Giustizia Europea: Messa sotto accusa della BCE per
violazione del suo statuto (art. 2) 
 
--------------------------------------------------
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 18.04
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
--------------------------------------------------
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Tuttavia la preghiamo di considerare che, in qualità di servizio d’informazione generale dell’UE, EUROPE DIRECT può solo fornire informazioni fattuali sull’UE, per esempio sulle sue leggi e sulle attività delle sue istituzioni, e non siamo in posizione di scegliere per lei dei contatti adeguati a cui inviare la sua petizione e/o di valutare il contenuto del link della petizione che ci ha inviato. Possiamo (come abbiamo fatto nell’ultima mail) solo informarla sulle competenze dei vari organi/istituzioni delle UE di modo che lei possa decidere i contatti più adeguati per il suo caso.
Per informazioni su come funziona la Banca Centrale europea può consultare il seguente sito:
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm
Vogliamo sottolineare che, come spiegato nella nostra precedente mail, i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. Il Tribunale, in particolare, si occupa dei ricorsi diretti proposti dalle persone fisiche o giuridiche e rivolti contro gli atti delle istituzioni e degli organismi e organi dell'Unione europea (di cui esse sono destinatarie o che le riguardano direttamente e individualmente), come può leggere qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7033/
Troverà ulteriori contatti qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7039/
Se dovesse ritenerlo in caso, inoltre, può presentare una petizione al Parlamento europeo secondo le modalità spiegate nel nostro primo link:
https://www.secure.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/petition.html
Se lo dovesse ritenere il caso, inoltre, può portare le questioni contenute nella sua petizione all’attenzione dei membri del Parlamento europeo che rappresentano lei e il suo paese. Può usare il seguente sito per trovare contatti adeguati:
http://www.europarl.europa.eu/meps/it/map.html
Scelga il paese per avere una lista di deputati.
Infine, vorremmo attirare la sua attenzione sul forum "La vostra voce in Europa", dove è possibile partecipare ad una vasta gamma di consultazioni, discussioni e altri strumenti che consentono di svolgere un ruolo attivo nel processo decisionale europeo :
http://ec.europa.eu/yourvoice/index_it.htm
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Distinti saluti,
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
Clausola di non responsabilità
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.
Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
 
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Date: Monday, 13/10/2014 18:24
From: <v>
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
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Perfetto! Vi ringrazio moltissimo
Distinti saluti
V.

Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE

 

Ho già segnalato che, negli ultimi due-tre anni, ho dovuto rilevare spesso, anche a docenti di Economia,[1] i reali poteri della BCE, ignoti – pare - a quasi tutti, che tanta importanza – nell’attuale, grave crisi economica - rivestono nella vita dei popoli dell’Eurozona. Riporto una discussione svoltasi, l'altro ieri, ieri e oggi, su questo tema nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it, in calce al post

Carlo Clericetti - 17 OTT 2014
Finalmente l’Italia contesta (un po’) la Ue
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/17/finalmente-litalia-contesta-un-po-la-ue/

 

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sergionero 17 ottobre 2014 alle 22:05

Finalmente uno squittio, per di più fasullo .
E col viatico delle parole di Draghi poi…
Caro Clericetti fin dalla crociera del Britannia il frammassone Draghi era in tutte le ciurme che hanno assaltato il patrimonio pubblico italiano, assieme a Visco Tremonti Prodi Amato e altri figuri simili .
Nella vicenda MPS il suo non-ruolo di vigilanza in un paese sovrano avrebbe dovuto valergli l’arresto immediato, assieme a Tarantola e ai capi della CONSOB, invece nemmeno un avviso di garanzia.
Lo scalpo della 300 l’ha voluto lui, salvo poi blaterare che “bisogna assumere, non licenziare”.
Invece bisognerebbe proprio licenziare, a partire da lui e tutta la BCE che è istituzionalmente uno strumento anti economico che assegna una autonomia indebita ed esiziale al sistema finanziario privato elevato a istituzione politica , e da quella posizione torce tutte le decisioni pubbliche ai suoi fini, non solo finanziarie ma economiche, giuslavoriste , sociali, etiche ,sanitarie…
Infatti è espressione di banche centrali privatizzate, senza contare il fatto che diversi capi di governo europei che assieme ad esse concorrono alle nomine, da noi Prodi Amato e Monti , sono organici a banche d’affari.
Il problema della UE non è spostare qualche deficit di uno o due punti in percentuale ma di rovesciare un aborto privo di guida politica , un governo illegittimo del sistema economico che marcia spedito verso la catastrofe, come dimostra il progetto di mettere mano ai fondi pensioni o l’idea di mandare i malati a casa dell’”economista” Gutgeld .
Mi permetto di segnalarle un bel libro appena uscito dell’economista Lidia Undiemi “Il ricatto dei mercati” che spiega come Draghi la BCE e la UE. non solo non abbiano le soluzioni ma siano il problema .

 

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magnagrecia7 17 ottobre 2014 alle 22:38

@sergionero (17 ottobre 2014 alle 22:05)
Che Draghi la BCE e la UE. “non abbiano le soluzioni è falso. Che invece “siano il problema” è vero, proprio perché hanno le soluzioni ma non le attuano.
Vincesko

 

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magnagrecia7 17 ottobre 2014 alle 22:51

Quello del ministro Padoan è meglio che niente, ma a me sembra un belato, appetto a quel che servirebbe ed al sicuro ruggito dell’egemone Germania, che controlla la Commissione Europea (vedi il mio commento in calce al post precedente) e la maggior parte dei posti di comando operativi che contano in UE (v.l’articolo qui sotto). Segnalo:

Angela Merkel, il genio della gestione del potere
Lorenzo Robustelli
15 ottobre 2014
La cancelliera tedesca non impone la sua volontà in Europa (solo) perché la sua economia è la più forte. Nell’Unione europea si fa quel che lei vuole perché è lei che sceglie tutti gli uomini e le donne al comando.

http://www.eunews.it/2014/10/15/angela-merkel-il-genio-della-gestione-del-potere/23270

Vincesko

 

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sergionero 17 ottobre 2014 alle 23:21

Magnagrecia “non le hanno” (riferito a BCE e banche centrali) in quanto non è loro compito e ruolo averle, anche al netto del totale conflitto d’interessi lo scopo delle banche centrali é istituzionalmente di contrastare l’’inflazione, non permettere lo sviluppo .
Ciononostante nel sistema UE la BCE di fatto dirige la politica economica, come guidare una macchina solo col sistema frenante .
Di fatto si è sviluppata l’idea della finanza come quarto potere, e proprio a partire dalle banche centrali .
Chi ha a che fare con la banca d’Italia la vede per quello che è , un centro di spesa senza qualità tranne una , la capacità di promuovere sé stessa .
Basti pensare alla curiosa di mitologia di Einaudi che quasi tutti considerano “grande” senza sapere spiegare perché .
Draghi non è stupido , è peggio , è uno capace ma della controparte , il suo valore ha quindi segno negativo .
Molto tempo fa quando era solo un comico ma che sapeva far pensare Grillo fece notare come fosse osceno che le banconote recassero le firme di capi e persino funzionari della Banda d’Italia piuttosto che di figure istituzionali , come fosse anti democratico che il principale potere sovrano, il conio, fosse sottratto al controllo popolare e per di più “di fatto”, senza una vera previsione di legge, senza spiegazioni e contrappesi istituzionali, libera banca centrale in libero (e povero) Stato .

 

· http://0.gravatar.com/avatar/8eeb2473b0f9fae679ce018e260afe7b?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

gorby07 18 ottobre 2014 alle 04:15

@ Clericetti

>>> Quello che conta è che non è abbastanza per tirarci fuori dalle peste>>>

Caro Clericetti, mi dica…..
Quanto deficit servirebbe, per “tirarci fuori dalle pesti” ?
3,5% ?…… 4% ?…… 4,5% ?
E come andrebbe investito, questo deficit ?
In spesa pubblica “produttiva” ?

Rimane irrisolto il quesito che le ho posto nella sezione precedente.

Se la fantomatica “spesa pubblica produttiva” esiste, allora, perché, da Francoforte, dal Bruxelles, non ci autorizzano a farla ?
Perché dall’Europa non ci dicono…… “Va bene, sforate il 3%, però a patto che facciate spesa pubblica produttiva”……?

Le anticipo che, quando ho posto ad altri questa domanda, ho avuto come risposta…… “il complotto”.

Mi hanno risposto……
C’era il Bildelberg……
La trilaterale……
La crociera del Britannia……
Prodi, Ciampi, Andreatta, Draghi, erano servi delle grandi banche americane e tedesche, ed hanno svenduto i gioielli dell’IRI……
La Germania vuole mettere in ginocchio l’industria italiana, che diversamente sarebbe una pericolosa concorrente……

Ho avuto risposte di questo tenore, che quando mi arrivano mi fanno dire……
“Ah, ho capito…… Il complotto…… Il complotto demo-giudo-pluto-massonico”.

Caro Clericetti, risposte più concrete, alla mia domanda, non ne ho avute.
L’unica risposta che ho avuto alla mai domanda è……. il complotto demo-giudo-pluto-massonico.

Caro Clericetti, anche lei crede al complotto demo-giudo-pluto-massonico ?
Anche lei pensa che non ci autorizzano a fare più deficit perché vogliono mettere in ginocchio l’industria italiana ?

 

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cclericetti 18 ottobre 2014 alle 10:09

Caro gorby, quanto deficit servirebbe l’ho già scritto qualche articolo fa,e il criterio è quello indicato più sopra [sotto] da vincenzoaversa.
Il perché non ce lo vogliono far fare l’ho scritto una dozzina di volte in vari articoli ma vedo che non l’ha colto. Lo ripeto ancora. Non è questione di “complotti”, ma banalmente di scelte politiche. Chi è oggi al potere ritiene che il modello sociale europeo costruito nel secolo scorso debba essere distrutto e usa la crisi per perseguire questo scopo. Il loro obiettivo primario quindi non è superare la crisi, non prima almeno di esser riusciti nei loro intenti.

 

· http://0.gravatar.com/avatar/dbfc0dd7789de0121e49e14dea2213db?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

desertflower 18 ottobre 2014 alle 09:48

Aggiungiamoci a monte anche i concetti sbagliati dei conti! Errare è umano, perseverare è diabolico. Ma è chiaro che la “manovra” diRenzi l’andremo a pagare noi: i 18 miliardi di alleggerimento di tasse è fatto per dare alle imprese “più competitività” (leggasi più profitti) e sulla carta buona parte sono in quegli 11 miliardi di più debito che si trova nelle entrate! Detto questo è palese che tutta la finanziaria è rivolta ad impoverire gli italiani. Non ci saranno nuove assunzioni, con la scusa che il mercato “nontira”. Le aziende preferiranno fare più profitti col personale che hanno, per effetto del calo delle tasse. Il TFR in busta paga diventa una necessità per come il costo della vita aumenti spudoratamente proprio nelle tariffe delle utenze! Moralmente quello che viene attuato è inqualificabile. Scaricare l’obbligo dei risparmi sulle regioni significa o più tasse, o meno servizi: più tasse tolgono a quei miseri aumenti che ci saranno per alcuni con la manovra del TFR e gli 80 euro riconfermati mentre impoveriscono chi non usufruisce di questi soldi in più! Servizi in meno, sono in meno per tutti! Quindi, tenore divita in peggioramento. E questa panoramica mi fa sorgere la domanda: Ma la Germania è il Paradiso dei cittadini? Il divario fra noi e i Tedeschi senz’altro si allarga in maniera vistosa, visto che l’impoverimento dell’Italia corre precipitevolissimevolmente. Ma con quale faccia tosta la Merkel mantiene il welfare ai tedeschi, mentre le sicurezze sociali degli Italiani vanno in….fumo? E nessuno fa il rilievo? Nessun reporter fa un’indagine capillare sul welfare tedesco per raffrontarlo al nostro, per accusare punto per punto quello che Renzi/Padoan/Cottareili (la nostra troika) sta facendo agli Italiani? Basterebbe una tabellina con le voci!

 

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vincenzoaversa 18 ottobre 2014 alle 09:50

@gorby

riguardo alle dimensioni del deficit, ne servirebbe almeno il 6-7% (1-2% in più di quanto lo Stato paga di interessi sul debito) per due-tre anni. Potrebbe essere usato per ridurre le tasse sul lavoro (a carico sia di imprese che di lavoratori).
Questo darebbe un impulso notevole alla ripresa dei consumi ed alla diminuzione della disoccupazione.
Il deficit dovrebbe essere finanziato non con l’emissione di nuovo debito, ma con emmissione di moneta da parte della BCE, che ci dovrebbe fare il favore non non rivolerla indietro. Non sarebbe uno scandalo, lo fanno tutte le banche centrali (FED, Bank of England, le banche centrali asiatiche, etc…).
L’emmissione di moneta non sarebbe inflativa perché ci troviamo in una situazione di disoccupazione elevata e consumi depressi. La prova è anche data dal fatto che l’inflazione non è aumentata in USA, Gran Bretagna, Giappone,Cina, etc.. nonostante le enormi quantità di denaro emesse dalle rispettive banche centrali negli anni successivi alla crisi.
Riguardo al perché UE e BCE si ostinino ad imporre misure di austerità, non mi piace fare processi alle intenzioni; forse per incompetenza, forse per non perdere la faccia. Chiediti semmai come mai in tutto il resto del mondo nessuno ha seguito l’austerità e tutti stanno messi molto meglio dell’Europa!

 

· http://0.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G

magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 11:57

@sergionero (17 ottobre 2014 alle 23:21)

Mi pare di capire che neppure l’economista Lidia Undiemi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE.
Lo ri-ri-allego:

PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 2
Obiettivi
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.

[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.
Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf

Vincesko

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 12:15

@vincenzoaversa (18 ottobre 2014 alle 09:50)

1) Non “ridurre le tasse sul lavoro”, ma le tasse sui redditi bassi.

2) La BCE non può dare soldi ai singoli Stati, poiché glielo vieta l’art. 21 del suo statuto:
Articolo 21
Operazioni con enti pubblici
21.1. Conformemente all’articolo 101 del trattato, è vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia da parte della BCE o da parte delle banche centrali nazionali, a istituzioni o agli organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di settore pubblico o ad imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle banche centrali nazionali.
21.2. La BCE e le banche centrali nazionali possono operare come agenti finanziari per gli organismi di cui all’articolo 21.1.
21.3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di riserve da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla BCE lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.

3) L’UE impone l’austerità perché così vuole l’egemone Germania. La Germania lo vuole sia per ragioni “filosofiche e “morali”, sia per ragioni di bottega.

Vincesko

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 13:53

magnagrecia “fatto salvo l’obbiettivo della stabilità dei prezzi” .

Il problema é tutto qua, e pure messo bello in chiaro !
E limitiamoci a questo, il divieto di scoperto applicato agli Stati sarebbe una barzelletta se non fosse una oscenità , di fatto Stati senza moneta, un’idiozia mai vista dai tempi di Gilgamesh a quelli di Andreatta.
In un sistema di mercato i valori oscillano, pretendere di fissarne uno a priori scassa il sistema, soprattutto se a farlo è un’entità “tecnica” istituzionalmente impedita ad auto correggersi , incapacitata al ragionamento politico e illegittima nel momento che lo percorrerebbe .
La vera natura del problema è che non si possono concedere ad autorità tecniche demandi di sovranità , come la sovranità non può essere frazionata a pezzi e bocconi , almeno non oltre la storicamente rodata divisione di Montesquieu .
Fondamento del potere efficiente è la legittimità , non la “competenza” , che in campo economico è una chimera, basti vedere la figura di palta degli economisti davanti alla crisi del 2008 .
La storia di Myron Scholes e Fischer Black é la dimostrazione compiuta dei limiti della tecnica finanziaria in materia economica, del resto se esistessero veramente i tecnici avremmo l’economia di Piano e non interpelleremmo il libero mercato .
http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/14/Grande_Azzardo_co_9_100314038.shtml
Ovviamente l’obbiettivo della stabilità dei prezzi sarà sempre perseguito, ma non deve esserlo da una sotto-autorità però sciolta e autonoma rispetto alla principale, questo è l’equivalente organizzativo di un danno cerebrale .

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 14:52

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 13:53)

”magnagrecia “fatto salvo l’obbiettivo della stabilità dei prezzi” .
Il problema é tutto qua, e pure messo bello in chiaro !

Appunto. Che sia bello e chiaro! lo posso dire io (anche il punto esclamativo lo posso mettere solo io…).
Eppure è semplice come fare 2+2. E davvero paradossale questa ignoranza di quasi tutti, anche economisti famosi, di un elemento fondamentale come gli obiettivi della BCE, e persino, come si vede, questa incapacità di leggerli correttamente.
Intanto – per riepilogare -, ribadisco che gli obiettivi sono 2, non 1 soltanto, come pensano quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi –e l’altro subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania)– “sostenere la crescita economica e un alto livello dell’occupazione”.
Poi, ripeto (vedi mio commento in calce a “Quelle riforme sono sbagliate: lo dice il Tesoro”
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/06/quelle-riforme-sono-sbagliate-lo-dice-il-tesoro/), l ’obiettivo della stabilità è già stato raggiunto, anzi, è anch’esso disatteso dalla BCE, poiché l’obiettivo, che i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –siamo, nell’Eurozona, prossimi allo zero.
Conclusione: la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo, che – stante l’inflazione prossima allo zero – è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2% .
Ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano perfettamente paritario.

Vincesko

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 15:31

Vincenzo se è un “obbligo” statutario perché la BCE non procede ?
Forse neanche loro perdono tempo a leggere i loro statuti , del resto quale autorità potrebbe mai costringerli a fare qualcosa ?
Sono un’autocrazia legibus solutus .
Non hai risposto neanche ad una delle mie osservazioni, a cominciare da quelle sull’asserzione che precede il punto esclamativo , e cioè che la stabilità dei prezzi “a prescindere” è una aberrazione economica mentre un’autorità monetaria autonoma è una blasfemia istituzionale .
Gli stessi obbiettivi che la BCE si dà “…crescita sostenibile, noninflazionistica, che rispetti l’ambiente
?, il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale…” sono un atto eversivo, il pronunciamento di una autorità abusiva che si accinge a soppiantare le legittime istituzioni democratiche .
Se di ciò si occupa Draghi e la sua cosca noi cosa diamine andiamo a votare , l’avvenenza fisica dei candidati ?

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 15:48

L’impotenza (o la malafede ) della BCE nell’adempiere ai suo ruolo (facendo finta di credere che sia di interesse pubblico) sta nella incredibile ripetersi di finanziamenti agevolati alle banche private , nel nome del credito all’economia , e la puntuale constatazione che questi invece finiscono nell’impiego speculativo .
Non potendo immaginare che siano incompetenti bisogna desumere che servono interessi altri rispetto a quelli pubblici conclamati , e il fatto che a cominciare dal vertice passino tutti per le porte girevoli delle banche private si può immaginare quali.

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 16:34

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 15:31)
“Vincenzo, se è un “obbligo” statutario perché la BCE non procede?”

1) Intanto, il mio nickname è Vincesko, anche per non confonderci, me e vincenzoaversa (l’altro è il mio primo, vecchissimo, ma mi tocca usarlo perché così vuole Repubblica.it).
2) La risposta è semplice: perché il cattivo Signor Hyde-Draghi (con qualche tentativo di libera uscita del suo “doppio” buono Dottor Jekyll-Draghi, vedi ad esempio il suo intervento di Jackson Hole, richiamato in questo post da Carlo Clericetti) e gli altri membri del Consiglio direttivo stanno ubbidendo al Governo della Germania (che è un soggetto politico, vedi ad esempio la telefonata di spiegazioni di Draghi alla Merkel appena tornato da Jackson Hole, diffusa da tutti i media), violando così un altro obbligo del loro statuto, recato dall’art. 7:
Articolo 7
Indipendenza
Conformemente all’articolo 108 del trattato, nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal presente statuto, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.

3) E’ falso (ho usato e uso apposta questo termine per vincere le tue“resistenze”) che la BCE sia ”un’autocrazia legibus solutus”,in primo luogo perché il suo statuto è stato fissato dai trattati e può essere modificato seguendo la procedura prevista dallo statuto (come è scritto chiaramente nei trattati dell’UE e nello stesso statuto della BCE, cfr. il CapoVIII); e in secondo luogo, soprattutto, perché, secondo l’art. 35, essa è subordinata dal punto di vista giurisdizionale alla Corte di Giustizia Europea:
Articolo 35
Controllo giudiziario e materie connesse
35.1. Gli atti o le omissioni della BCE sono soggetti ad esame o interpretazione da parte della Corte di giustizia nei casi ed alle condizioni stabilite dal trattato. La BCE può avviare un’azione giudiziaria nei casi ed alle condizioni stabilite dal trattato. […]
.
4) Le tue osservazioni, scusami, sono superiori alla mia comprensione.
5) Io adesso, avendo una visione pragmatica e non ideologica o paranoica, sono preso dal mio compito che mi sono assegnato – arduo, ho visto – di fare sia opera di CONTROINFORMAZIONE, sia di portare avanti fino alla meta, nei limiti strettissimi delle mie possibilità e delle norme europee, la mia iniziativa di petizione alla Corte di Giustizia Europea, per la MESSA IN STATO D’ACCUSA DELLA BCE PER VIOLAZIONE DEL SUO STATUTO (ART. 2), lanciata in data 10/10/2014 (cioè 3 giorni prima che i 4 docenti, tra cui Paolo Pini, al quale ho dovuto spiegare i veri poteri della BCE [*], lanciassero il loro (secondo me inefficace) Appello per una “Bretton Woods” europea, diretto al Governo italiano.

[*] Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html

Vincesko

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 17:34

CaroVincesko , quindi la colpa sarebbe tutta della Germania.
Ma la Germania stessa sta perdendo colpi, a Berlino tutti scemi ?
È una bella contraddizione negare l’autocrazia e poi spiattellarmi l’art 7 che la sancisce :
“né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo”
Quindi pieni poteri in materia monetaria a gente con pregressi e prospettive di impiego in banche private, anche estere , delle quali curiosamente riesce a fare costantemente l’interesse , a parte quello che Draghi/Jekill bofonchia di tanto in tanto .
Sulla Corte di Giustizia Europea, beh , buona fortuna !
La cdge applica i dettami UE , quindi é ispirata dalle stesse fonti e dai medesimi disegni che hanno prodotto la BCE , organismi che hanno nel DNA la distruzione dei diritti dei Lavoratori e dello Stato sociale , con lo scopo di farci a immagine degli USA , e non a caso prima rilevavi il parallelo con la FED.
Ma Draghi compri pure qualche titoluccio , faccia alzare il deficit che farà alzare qualche numeretto per qualche mese in qualche indice, intanto avrà ottenuto la riforma della 300 , avrà cioè compiuto il ricatto sul governo italiano , ci vorrebbe anche un articolo 7 che tuteli i governi democraticamente eletti !
E poi col debito aumentato alla prima flatulenza dei mercati la crisi morderà più di prima e saranno nuovi ricatti .
Clericetti ha descritto bene le intenzioni della BCE , sta a noi ribaltare il tavolo e tornare sovrani o presentarci con qualche azzeccagarbugli in qualche spelonca comunitaria a trattare gli sconticini .

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle19:03

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 17:34)

1) Io sono un miscredente e coltivo laicamente il dubbio, ma in questo caso sono certissimo che la colpa è della Germania, cioè del suo establishment politico-industriale-finanziario. Ovviamente, ai ricchi egoisti, bulimici e spietati va benissimo che il lavoro sporco lo faccia la Germania, ma sarebbero pronti a sostituirla con qualunque altro.
2) Ci sono alcuni (incluso il tuo amico Bagnai) che pensano che la Germania sia talmente rigida e ottusa da continuare con il dogma dell’austerità anche quando – come sta già succedendo – questa produrrà conseguenze negative anche su di essa.
3) La contraddizione logica è soltanto nella tua testa: (quasi?) tutte le banche centrali sono formalmente indipendenti. L’aspetto gravissimo è che la BCE non lo è in concreto, ma ubbidisce alla Germania, e per far ciò arriva a disattendere il proprio statuto.
4) Non mi pare che Carlo Clericetti dica cose diverse dalle mie, tranne per le soluzioni: egli – che credo facesse parte di coloro che non avevano letto lo statuto della BCE (ma può confermarlo solo lui) – preferisce gli appelli – dimostratisi inefficaci finora – alla denuncia alla Corte di Giustizia Europea, alla quale si è dovuta sottomettere anche l’arrogante Corte costituzionale tedesca (ma il bravissimo Clericetti mi pare creda più nell’autorità della seconda che della prima [*])..
5) Il resto sono delle considerazioni superiori alla mia capacità di comprensione, almeno di quella razionale che escluda la psicologia.

[*] 4 LUG 2014
L’arroganza del banchiere anti-euro

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/04/larroganza-del-banchiere-anti-euro/

Vincesko

 

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vincenzoaversa 18 ottobre 2014 alle 19:04

@magnagrecia 12:15

1. secondo me la riduzione delle tasse sul lavoro (non solo alle imprese ma anche ai lavoratori) sarebbe più efficace per rilanciare consumi ed occupazione, ovviamente non disdegnerei anche una riduzione ai redditi più bassi
2. so che la BCE non può finanziare il nostro deficit (né quello di altri Stati dell’eurozona), ma è quello che dovrebbe fare se vivessimo “nel migliore dei mondi possibili). Nella situazione attuale non mi dispiacerebbe la soluzione dei Cerificati di Credito Fiscale proposta da Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi (
http://temi.repubblica.it/micromega-online/come-uscire-dalla-crisi-senza-uscire-dalleuro/).
3. Imponendo l’austerità, la Germania sta segando l’albero sul quale è seduta, se ne accorgerà tra poco.

 

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sergionero 18 ottobre 2014 alle 19:30

Magnagrecia é difficile non vedere la contraddizione tra l’articolo 7 che hai postato e l’obbedienza alla Merkel che sostieni.
Naturalmente questo non esclude che esista e io non smentirò certo le fonti autorevoli che la rilevano, ma proprio ciò conferma una BCE che agisce al di là del suo statuto , da qua il giudizio di autocrazia .
L’indipendenza delle banche centrali che richiami non confuta il mio rilievo a questa caratteristica , se avessi letto almeno la metà di quello che ho scritto la mia contestazione alla BCE é ontologica e deriva proprio dalla mia assoluta ostilità all’idea di banca centrale indipendente, come si impose anche da noi dall’inizio degli anni 80 .
Questa moda fu propedeutica alla globalizzazione e al canone finanziario contemporaneo che ha sostituito agli investimenti pubblici il finanziamento privato, una sorta di keynesismo bancario il sistema che ora sta saltando .

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 21:33

@vincenzoaversa (18 ottobre 2014 alle 19:04)

1. Ne abbiamo già discusso, secondo il prof. Paolo Leon (e poi tanti altri) no, poiché la riduzione di imposte sulle imprese non si tradurrebbe automaticamente in investimenti (perché investire in nuovi impianti e assumere lavoratori se non c’è domanda?), e inoltre tra i dipendenti bisognerebbe selezionare solo quelli a basso reddito.
2. Io direi di lasciar perdere il migliore dei mondi possibili, e di migliorare questo in cui viviamo. Costringendo la BCE a fare quel che deve per statuto. Altre soluzioni sono solo complementari. Avevo già letta quella dei CCF, ma a me sembra anticostituzionale, poiché privilegia alcune categorie (lavoratori e imprese) e ne esclude altre (pensionati e disoccupati).
3. Occorre far fare alla BCE ciò che deve prima che l’ottusa Germania caschi insieme a noi e all’Euro.

Vincesko

 

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magnagrecia7 18 ottobre 2014 alle 21:37

@sergionero (18 ottobre 2014 alle 19:30)

1) La colpa è tua che, anziché ringraziarmi per le informazioni che ti sto fornendo, fai irresistibilmente l’intelligentone: se controlli, sono stato io per primo a rilevare la violazione dell’art. 7; anziché scrivere“È una bella contraddizione negare l’autocrazia e poi spiattellarmi l’art 7 che la sancisce”, avresti dovuto ringraziarmi dell’informazione e scrivere semplicemente: “Sono d’accordo con te.”. Tu, scusami, hai un approccio vagamente paranoico, esattamente da intelligentone di estrema sinistra, a cui non va mai bene nessuna soluzione. Stiamo ai fatti: l’autocrazia – ripeto – riguarda i poteri fissati dallo statuto deciso dai governi (in primis dalla Germania, appoggiata dalla Francia), che possono essere modificati seguendo la procedura prevista e comunque sono sottoposti al controllo giurisdizionale della Corte di giustizia (ah, già, tu ritieni che anche questa sia inaffidabile perché aggiogata dal potere finanziario…). Com’è per tutti i poteri similmente autocratici, tipo i Governi, che hanno i poteri fissati dal loro statuto, che è la Costituzione (decisa dal Parlamento), e li esercitano discrezionalmente, nei limiti della legge e dei regolamenti e sottoposti al controllo del Parlamento, del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale, ecc. (mo’, per favore, non venirmi a obiettare sugli strapoteri del PdR…).
2) Anche i ladri agiscono al di là dei loro poteri, ma li si può perseguire. E’esattamente ciò che io propongo: PERSEGUIRE LA BCE PER VIOLAZIONE DEL SUO STATUTO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA.
3) Tu invece, da intelligentone, vedo che, anziché firmare la petizione, preferisci ammannirci le tue idiosincrasie filosofiche sui massimi sistemi politici, e ti lamenti pure che io non ti legga. Ti leggo, ma non sono in grado di capirti.

PS: Ovviamente, alla Corte di Giustizia si può ricorrere anche individualmente, però dimostrando di subire un danno concreto dalla condotta omissiva della BCE.

Vincesko

 

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sergionero 19 ottobre 2014 alle 07:06

Magnagrecia il mio non è l’ approccio di un paranoico, ne abbiamo uno che gira da queste parti e puoi vedere che è altra cosa .
Io traggo le conseguenze di quello che Clericetti rileva, ovvero che in questo sistema la sovranità è negata, il cosiddetto mercato finanziario possedendo il conio pubblico tramite la BCE (ovvero tramite la UE ) riscrive le nostre leggi, il nostro stile di vita e attacca il nostro sistema produttivo.
La categoria è quella dell’Invasione, dell’Alto Tradimento dal punto di vista della politica collaborazionista della quale il PD ora rappresenta il nucleo .
Vorresti reagire a ciò con l’avvocato facendo leva sui codicilli ?
Anche se ammiro il tuo impegno e la competenza che dimostri non posso sottoscriverlo perché così facendo riconoscerei la UE che è il nemico da abbattere .
Non lo farei comunque anche perché la coreografia sarebbe del dramma politico/giudiziario americano , nel senso degli USA , a sud e nord del continente sono anche americani ma un poco migliori .
Le piccole catarsi del paese del dollaro, Pinco Pallino contro la grande multinazionale , anni di processi e alla fine il torto sanato per sempre , con standing ovation dei consumatori/spettatori .
Il vero dramma è che non si accorgono che è una farsa, poi tornano alla loro vita indebita , ai cibi ogm , al loro lavori senza diritti , nemmeno quello di andar a pisciare e con obblighi che arrivano a definirne l’abbigliamento .

 

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magnagrecia7 19 ottobre 2014 alle 18:10

@sergionero (19 ottobre 2014 alle 07:06)

1. No, mi spiace, anche io concordo con quel che Carlo Clericetti rileva, ma io propongo una soluzione concreta, tu nessuna, se non quella di lamentare le nequizie del potere finanziario, che, beninteso, vedo e denuncio anch’io.
2. Esiste una specularità tra te ed il “tagliatore dei salari (degli altri)”: egli, per qualunque problema, ha sempre un’unica soluzione: tagliare i salari (ora, per stornare un po’ l’attenzione dalla sua ossessione, ha aggiunto la spesa pubblica, però improduttiva – dice – credendo di fare bella figura ed evitare le “bastonature” – ma se scavi un po’ si sa bene che la spesa pubblica improduttiva è fatta soprattutto di salari, quindi sempre lì torniamo: tagliare i salari. Ed adatta tutte le analisi per arrivare alla sua soluzione… geniale. Anche se si parlasse di come cucinare gli spaghetti, sarebbe capace di fare entrare nella ricetta il taglio dei salari, che è la sua variabile indipendente.
3. Tu, invece, hai come variabile indipendente l’analisi della malvagità e iniquità (appunto nequizia) del “sistema”, ma sei incapace, in generale, di trarre “conseguenze” concrete dall’analisi tua o altrui, ed, in particolare, nel caso dell’UE, della BCE e dell’Euro, che odii e dei quali ti auguri il fallimento. Per cui aborri qualunque, non dico soluzione palingenetica, ma semplici ed efficaci correttivi che possano migliorare il “sistema” e scongiurare il ritorno allo status quo ante. E per giustificarti accusi gli altri (in questo caso me) di “reagire con l’avvocato facendo leva sui codicilli”, quando tu non fai altro che trovare qualunque mezzo e scappatoia e persino il pelo nell’uovo pur di aspettare seduto comodamente sulla riva del fiume il cadavere trino dell’UE, dell’Euro e della BCE.

Vincesko

 

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sergionero 19 ottobre 2014 alle 20:37

Caro magnagrecia la mia soluzione é concretissima ; il ritorno alla lira .
E l’uscita dalla UE .
Lo dice con più perizia di me la Undiemi, ma anche diversi economisti hanno nel corso degli anni dato l’euro per spacciato . e dal 2008 sempre di più .
Sulla tua idea ti ho già detto che la trovo più che rispettabile, e se non si é capito ti presento ancora una volta la mia stima per l’impegno che ci metti .
Chiaramente non é la mia posizione, ma é rispettabilissima e da te e Clericetti bene argomentata.
Per quel che riguarda il mio impegno non ho difficoltà ad ammetter una certa pigrizia, più che votare non so cosa fare poi, ultimamente “grazie” alle riforme di Renzi devo occuparmi del mantenimento del mio posto di lavoro , non mi resta molto spazio per la militanza .
Sperando di essermi spiegato ed evitare un dibattito che rischia di diventare eccedente ti saluto con stima e auguro una buona serata, a te e a tutti gli amici del blog, blogmaster in testa.

 

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cclericetti 20 ottobre 2014 alle 14:44

Ecchediamine, uno non può andare un weekend al mare che vi scatenate coi commenti e mi fate restare indietro! Almeno un paio di risposte provo a darle.
@gorby: gli investimenti pubblici sono la sola cosa che in questo momento, nella situazione data (cioè con la Ue che non fa nulla, la Bce che non fa quello che dovrebbe, la Germania che blocca qualsiasi ipotesi di soluzioni razionali e ragionevoli) l’Italia può fare per non continuare ad affondare. Lei dice che non c’entrano con il modello europeo? Le sfugge il nesso fondamentale. Se in quel modo si uscisse dalla crisi verrebbe meno la terribile pressione che impone di fare strame dei diritti dei lavoratori e dell’intervento pubblico in economia e nel sociale. E’ questo che intendo quando dico che la crisi viene usata per finire di distruggere il modello sociale europeo. L’altra terribile arma è il Trattato Usa-Ue in corso di approvazione.
@Vincesko: Voglio ricordare la vecchia battuta sulle leggi, che ai nemici si applicano e per gli amici si “interpretano”. Temo che valga anche per le prescrizioni dello Statuto Bce, e ne abbiamo già avuta una prova quando è stato dichiarato improponibile un finanziamento diretto della Banca centrale ai Fondi salva-Stati, che in base allo statuto sarebbe stato invece assolutamente legittimo. Ad oggi non abbiamo prove che anche la Corte di giustizia sia succube delle pretese tedesche, e quindi va benissimo tentare di ricorrervi, ma non riesco ad essere ottimista sul risultato. Quanto all’appello a cui ho aderito, non mi aspetto certo che ottenga chissà quali risultati, ma bisogna pur dare una testimonianza di dissenso rispetto a quello che si sta facendo. Sulla Corte tedesca: non mi pongo il problema se abbia o meno più potere di quella europea. La questione è che può dare alla Germania l’alibi per non rispettare le decisioni comuni (e anche questo è un aspetto incredibile dell’ordinamento – anzi del “disordinamento” – europeo, come accadde nel ’92. Ricorderete che gli accordi Sme prevedevano che tutte le banche centrali dovessero intervenire in modo illimitato per difendere la parità delle monete del sistema quando la speculazione minacciava di far scendere il cambio di una o più di esse al di sotto della soglia minima di oscillazione. Ebbene, a un certo punto la Bundesbank si tirò fuori, proprio in base a una delibera della Corte che aveva escluso gli interventi illimitati (quindi: la decisione della Corte era contraria al trattato sullo Sme a suo tempo sottoscritto dal governo tedesco. A me sembra inconcepibile, ma nessuno disse niente, né quando quella decisione fu deliberata, né quando fu fatta valere. Il risultato fu il crollo dello Sme). Siamo sempre lì: la Germania è “più uguale” degli altri, e nessuno protesta.
@vinvenzoaversa: I CCF equivarrebbero all’emissione di moneta, e non credo che ce lo permetterebbero. Inoltre mi sembra fondata anche l’obiezione sul dubbio di costituzionalità, qualora non venissero dati a tutti. Se invece fossero limitati al pagamento dei debiti della PA forse potrebbe essere una strada praticabile. Comunque non mi ritengo abbastanza competente per esprimere un giudizio definitivo.

 

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magnagrecia7 20 ottobre 2014 alle 15:28

@sergionero (19 ottobre 2014 alle 20:37)

Capisco la tua posizione, e che cerchi tutti i libri e gli articoli che la corroborino, ma mi permetto di osservare:

1. Premesso che giudico l’uscita dall’UE un’ipotesi astratta e sbagliata, anche io, che – ignorandone tutte le implicazioni – sono stato sempre filo-Euro, sono convinto ora che l’Euro sia destinato al fallimento, ma nel frattempo (visto che anche premi Nobel che oltre un anno fa l’avevano considerato prossimo si sono sbagliati) che si deve fare?
Nel post precedente di questo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/14/def-litigare-per-niente/ ) ho ribadito:
L’Euro non funziona, e non funziona perché – come l’UE e la BCE –è un sistema monco, senza correttivi, fatto a misura della Germania. O implode da solo o se ne esce o lo si completa. Le modalità e le conseguenze delle prime2 ipotesi sono quasi del tutto ignote e dipendono molto – come spiega il prof. Brancaccio – dalla strada che si decide di imboccare nella tutela degli interessi italiani in gioco. Chiaro è invece che cosa occorra fare per completarlo. Ed ha a che fare innanzitutto col ruolo della BCE, il vero ganglio del sistema ed il cui malfunzionamento assicura l’attuale strapotere all’egemone, egoista ed arrogante Germania. Nel frattempo, che si fa?
A differenza tua, io ritengo che sia un dovere – al fine di limitare i danni per i popoli dell’Eurozona, in particolare per i ceti più deboli – impegnarsi per ottenere dei correttivi e che questi – valutata la situazione – debbano riguardare innanzitutto la BCE, che costituisce il ganglio del sistema Euro.
Per ottenere ciò, io penso sia molto più intelligente ed efficace sfruttare gli strumenti che le norme mettono a disposizione, piuttosto che, da una parte, imbarcarsi in inani tentativi di modifica dei trattati o, dall’altra, limitarsi ai soliti appelli, rivelatisi del tutto improduttivi di effetti.

2. Ferma restando la libertà di ciascuno, ed anche considerato che persino persone che la apprezzano – chissà perché – non la firmano (!), firmare una petizione richiede non più di un minuto.

3. E, infine, sulla scelta della soluzione, ripeto, la mia posizione (come ho già scritto nel mio commento del 18 ottobre 2014 alle 19:03) non coincide con quella di Carlo Clericetti.

Vincesko

 

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magnagrecia7 20 ottobre 2014 alle 15:43

@Carlo Clericetti
Concordo in toto col suo commento del 20 ottobre 2014 alle 14:44 [che ho letto dopo aver postato il mio delle 15:28].
Vincesko


[1] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire):
 
AristoteleBCEeconomiaricchezza di Federica Martiny*
Aristotele, lezione di economia
02/01/2013
 […] Non sono cose da banchieri centrali, queste, specialmente di una Banca centrale come la BCE che nel suo statuto non solo non ha l’obiettivo della “vita” buona” di Aristotele, ma non ha neanche la piena occupazione che si trova nello statuto della Federal Reserve americana. Per la BCE quello che conta è solo la stabilità dei prezzi, in base a quanto stabilito dal trattato di Maastricht, che ha dato vita a più di un rovesciamento. […]
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
*Studente, responsabile ufficio stampa GFE presso Università di Pisa
 
Bcepolitica monetaria di Nicola Melloni*
Bce, troppo poco e troppo tardi
08/11/2013
"Come ben sappiamo, la Ecb è responsabile solamente della stabilità dei prezzi (e del sistema finanziario) e non si occupa di altre variabili macroeconomiche".
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
*(DPhil, Oxford) è Visiting Lecturer in International Political Economy a London Metropolitan University, editorialista politico ed economico di Liberazione e contribuisce regolarmente a Carta e alle Lettere Internazionali del Mulino. In passato è stato Research Fellow presso l'Università di Bologna e ha partecipato a diversi progetti europei di cooperazione e sviluppo. Esperto di economie in transizione e del rapporto tra stato e mercato è autore, tra le altre cose, di Market Without Economy (2007, Ibidem Verlag).
 
Perchè e come l'euro va eliminato
di Domenico Moro*
Lunedì 14 Aprile 2014
 “La Bce, al contrario, ha come suo compito esclusivo il controllo dell’inflazione”
“questo comporterebbe mettere in discussione l’architettura dell’euro”.
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3598:domenico-moro-perche-e-come-leuro-va-eliminato&catid=44:europa&Itemid=82
*economista,membro della direzione nazionale del PdCI, autore di numerosi saggi come “ClubBilderberg. Gli uomini che comandano il mondo” e il “Nuovo compendio del“Capitale” di Karl Marx”.
 
equitàpensioniRenzisviluppo di Felice Roberto Pizzuti*
La favola dell'equità e dello sviluppo
23/08/2014
Citazioni:
1.“Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2.“Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi europei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto l‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918
[1]http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Prendiamocela-con-l-Europa-21523 
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918
*E' professore di Politica economica presso laFacoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza, Dipartimento diEconomia Pubblica. Cura annualmente il Rapporto sullo Stato Sociale.
 
di Paolo Pini*
Il giorno dello “Sblocca Italia”
02/09/2014
Analisi molto interessante, come al solito. Ma dalla quale emerge una evidente incongruenza logica su un punto dirimente, cioè il ruolo della BCE, tra l’affermazione:
“molti fanno erroneamente affidamento sulle azioni taumaturgiche di una BCE con le ali spuntate”,
il che, non solo non è vero, ma è contraddetto dal medesimo Autore in quest’altro periodo:
“Quanto ciò che non ha fatto dopo con Draghi, o meglio ha lasciato che avvenisse nonostante gli allarmi, ovvero una progressiva discesa della dinamica attesa dei prezzi in fase di recessione ben al di sotto del target del 2%[2] tanto da portare l’inflazione effettiva dell’Eurozona allo 0,4% e molti paesi in piena deflazione, sotto lo 0%”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-giorno-dello-Sblocca-Italia-26025
*Professore ordinario di Economia Politica presso il Dipartimento di Economia e Management (DEM) dell’Università di Ferrara. Insegna Economia Politica e Economia del lavoro e dell’innovazione alla Facoltà di Economia. E' Vice-Presidente della Società Italiana degli Economisti (SIE) per il triennio 2013-2016. Fa parte della Direzione della rivista   EconomiaPolitica. Journal of Analytical and Institutional Economics, e del Comitato Scientifico della rivista Quaderni di Rassegna Sindacale. Lavori. Collabora a Sbilanciamoci.info.
 
di Paolo Pini
I ripensamenti a metà della Bce
13/09/2014
Diabolico perseverare/Secondo Draghi le stime della disoccupazione strutturale sono circondate da considerevole incertezza e la sua dimensione è sovrastimata
1) Non c'è nessun impedimento statutario, anzi la BCE è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2) (cfr. "Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE"   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/I-ripensamenti-a-meta-della-Bce-26138
 
di Antonio Lettieri*
Moneta morbida, lavoro duro
13/09/2014
Diabolico perseverare/A partire dalla crisi del 2008, le politiche dell'eurozona sono state un fallimento su tutti i fronti. Le due risposte di Draghi
Tutto giusto e condivisibile, tranne un punto dirimente.
Citazione: “Dunque, la politica monetaria sembra svolgere, sia pure in ritardo e con i limiti statutari e della sorda opposizione della Bundesbank, il proprio ruolo”.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Moneta-morbida-lavoro-duro-26135
Nota: Poi, Lettieri ha corretto lo stesso articolo, uscito su E&L.
*Editor of Insight and President of CISS - Center for International Social Studies (Roma). He was National Secretary of CGIL; Member of ILO Governing Body, Member of the OECD's Trade Union Advisory Council and Advisor of Labor Minister for European Affairs.(a.lettieri@insightweb.it) - http://antoniolettieriinsight.blogspot.it/

Con la deflazione gli speculatori attaccheranno i più deboli: occorre reagire con rapidità
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 agosto 2014
Il ruolo di armonizzare le diverse politiche ricade ancora una volta sulle spalle della BCE, anche se essa ha poteri assai più limitati di quelli della sua consorella americana [questo non è vero in caso di deflazione].
http://www.romanoprodi.it/articoli/con-la-deflazione-gli-speculatori-attaccheranno-i-paesi-piu-deboli-occorre-reagire-con-rapidita_9454.html

 
Il mito del “below 2%, but close”
18/08/2014 / L. ZINGALES
Citazione: “Per questo alla BCE fu assegnato un solo obiettivo: la stabilità dei prezzi”
Noto con raccapriccio che neppure il Prof. Zingales (come quasi tutti, inclusi altri docenti ordinari di Economia e il premio Nobel Stiglitz) ha mai letto attentamente lo statuto della BCE o almeno le funzioni della BCE così come esse sono riportate nel suo sito.
http://europaono.com/2014/08/18/mito-del-below-2-but-close/
[In calce, c’è il commento di Piero Postacchini, col quale avevo discusso del tema degli obiettivi della BCE, prima su LaVoce.info e poi su Keynesblog  http://keynesblog.com/2014/08/22/john-maynard-giavazzi-o-quasi/#more-5701]

Neppure il premio Nobel Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE (leggi il mio commento e gli obiettivi della BCE e della FED allegati):

austeritàeuroriforme strutturali di Joseph Stiglitz
L’imperfezione dei mercati
26/09/2014
L'età della depressione/La miscela esplosiva contemporanea: un modello che mescola declino economico e speculazioni della finanza, una produzione ridotta all'osso controllata dalle grandi imprese, una società disuguale, frammentata e disorientata. Pubblichiamo stralci della lezione di Joseph Stiglitz tenutasi alla Camera il 23 settembre
2) Statuto BCE
Neppure Joseph Stiglitz conosce bene lo statuto della BCE. Essa non ha “come unico mandato l'inflazione”, questo è soltanto l’obiettivo principale (tenere l’inflazione poco sotto il 2%); ne ha un altro, subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania), che è quello, raggiunto il primo, di sostenere la crescita economica e dell’occupazione. Ora, con l'inflazione prossima allo zero o in deflazione, la BCE sta disattendendo entrambi i suoi obiettivi statutari!
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/L-imperfezione-dei-mercati-26321 


La cosa giusta che non facciamo
di Lucrezia Reichlin
03 ottobre 2014
I trattati non si cambiano in cinque minuti e sono il frutto di un compromesso faticoso, ma, o all’interno delle vecchie regole o dandosene delle nuove, dobbiamo uscire dall’eccezionalità di un’Unione in cui la politica della banca centrale è limitata da vincoli dettati da interpretazioni di parte del Trattato.
Questa della Prof. Reichlin è l’analisi più corretta dei poteri della BCE da me letta [prima di leggere quella di PierGiorgio Gavronsky], ma anch’essa non del tutto.
http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_03/cosa-giusta-che-non-facciamo-38a97e2c-4abb-11e4-9829-df2f785edc20.shtml


La BCE a Napoli e il cavallo di Keynes
Riccardo Realfonzo - 02 ottobre 2014
Anche per questo, fu pacifico accettare che l’Unione Monetaria si dotasse di una BCE simile alla Bundesbank: una banca “conservatrice” – nel gergo degli economisti – che non finanzia la spesa pubblica e che ha nel controllo dei prezzi il suo obiettivo statutario.
OBIETTIVI BCE [Riporto per intero il mio commento, poiché è ancora in attesa di moderazione dal 4/10 scorso]
Negli ultimi 2 anni m’è toccato rilevare spesso (anche con docenti di Economia e persino un premio Nobel come Stiglitz, ma almeno lui è statunitense, v.penultima newsletter di Sbilanciamoci), che la BCE ha non uno soltanto ma 2 obiettivi, uno principale e uno subordinato: il primo è quello, a tutti noto,del controllo dell’inflazione: il secondo è quello, raggiunto il primo obiettivo, di sostenere la crescita e l’occupazione. Attualmente, in deflazione o quasi, a statuto vigente, compito statutario della BCE (art. 2 – Obiettivi [al plurale]) è quello di, avendo raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione, che deve essere poco sotto il 2%, “sostenere le politiche economiche generali della Comunità” che “sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Ne discende, che (ripeto: a norma di statuto vigente, senza invocare alla solita arrogante e furba Germania modifiche delle regole) la BCE è in flagrante violazione del suo statuto, poiché deve  – deve! – finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Attraverso misure efficaci, in particolare, l’acquisto della quota di debito pubblico eccedente il 60% del rapporto debito/Pil, sotto forma di titoli pubblici nuovi a lunga scadenza e a tasso zero o quasi, emessi, non dai singoli Paesi (alla BCE sono vietati gli acquisti di titoli dei singoli Stati sul mercato primario), ma dall’Eurozona (senza sterilizzazione), sostitutivi di quelli vecchi molto più onerosi, per alleviare sensibilmente l’onere di interessi passivi (86 mld annui per l’Italia) e rendere possibile una congrua politica fiscale degli Stati, per accrescere la domanda aggregata.
(Per i dettagli dei riferimenti statutari BCE e FED, v. “Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html ).
http://www.economiaepolitica.it/moneta-banca-finanza/le-politiche-della-bce-e-il-cavallo-di-keynes/
 
Partire dal lavoro per rimettere in moto l’economia
Luigi Pandolfi - 21 ottobre2014
L’Europa potrebbe emulare, seppur tardivamente, gli Stati Uniti? No, almeno nelle condizioni date. Non potrebbe farlo perché l’Europa non è uno stato sovrano, con una banca centrale che, come la Fed, ha nella sua mission il perseguimento della piena occupazione mediante la conduzione della politica monetaria. [Riporto per intero il mio commento, fino a quando verrà pubblicato]
Mi pare di capire che neppure l’economista Luigi Pandolfi – come quasi tutti – conosce lo statuto della BCE. Spiegazione: gli obiettivi della BCE sono due, uno principale e uno subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania); la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale (controllo dei prezzi), è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2 - Obiettivi) a raggiungere il secondo obiettivo ("sostenere la crescita economica e un elevato livello dell'occupazione"), che – stante l’inflazione nell’Eurozona prossima allo zero - è del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%  (“below 2%, but close”), non determinato dai trattati UE ma lasciato decidere alla stessa BCE.
Ne discende anche che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi sono su un piano paritario.
Lo ri-allego:
PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Articolo 2
Obiettivi
Conformemente all’articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.
[*] Secondo l’articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull’Unione europea, oltre all’obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC “sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità” agendo “in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”.
Tali obiettivi (definiti dall’articolo 2 del Trattato di Maastricht) sono:
• uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità
• una crescita sostenibile, non inflazionistica, che rispetti l’ambiente
• il raggiungimento e il mantenimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale
• la coesione economica e sociale
• la solidarietà tra stati membri.
https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/it_statute_2.pdf
PS: Segnalo che il mio commento con lo statuto BCE è ancora in attesa di pubblicazione dal 4 ottobre scorso.
http://www.economiaepolitica.it/moneta-banca-finanza/le-politiche-della-bce-e-il-cavallo-di-keynes/
http://www.economiaepolitica.it/europa-e-mondo/partire-dal-lavoro-per-rimettere-in-moto-leconomia/

Bce: Fisher (Fed), bene Draghi ma poteri limitati
Articolo pubblicato il: 25/09/2014
"Draghi sta agendo correttamente ma ha poteri limitati" rispetto alla Fed per il diverso mandato dell'Eurotower. Così Richard W. Fisher, presidente e ad della Federal Reserve Bank of Dallas ad un incontro sull'impatto nella zona euro della politica monetaria Usa.
La Bce e' più "giovane" della Fed e dunque "Draghi sta cercando di seguire un percorso" all'interno del suo mandato ed "ha strumenti limitati", ha aggiunto Fisher. Ma non solo, ha osservato, per Draghi "e' più difficile agire perché ha davanti 18 stati membri".
http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2014/09/25/bce-fisher-fed-bene-draghi-poteri-limitati_C11zLl3RLHPnivodFNBKPI.html


BCE e FED, Quantitative Easing o Prestatore di Ultima Istanza? La confusione regna sovrana…
Pubblicato da keynesblog il 18 settembre 2012 in Economia, Europa
di Francesco Saraceno*
Sarebbe auspicabile che, come la Fed, la BCE assumesse sia il ruolo di prestatore di ultima istanza che il compito di sostenere la crescita attraverso un’espansione monetaria. Ma purtroppo, oggi questo non è all’ordine del giorno. La BCE non sostiene la crescita della zona euro, in parte perché il suo mandato è limitato al solo obiettivo di inflazione (e ho già detto molto tempo fa che questo è semplicemente pazzesco). Ma, ancora più importante, perché non vuole farlo. La BCE e il suo Presidente sono intrappolati nell’ortodossia che soffoca l’Europa dagli anni ottanta. L’unica soluzione che propongono sono le riforme strutturali, e ancora le riforme strutturali.
http://keynesblog.com/2012/09/18/bce-e-fed-quantitative-easing-o-prestatore-di-ultima-istanza-la-confusione-regna-sovrana/ 


Europe is aCow
Domenico Mario Nuti*
THURSDAY, DECEMBER 18, 2014
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html
*Professore di sistemi economici comparati alla facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza
NB: Dopo il nostro scambio di email (che ho riportato nel blog di Carlo Clericetti http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), il prof.Mario Nuti, sia nel post del suo blog, sia nel successivo articolo su Sbilanciamoci http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667 ), ha aggiunto, dopo “privo del potere”, l’aggettivo “illimitato”, ma neppure questo è vero, poiché, come ho commentato in calce al suo articolo, “2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE), che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art.35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca”.
 
LA CRISI I SALVATAGGI OCCORRE INTERVENIRE PIUTTOSTO RAPIDAMENTE PERCHÉ IL CONTAGIO SI STA DIFFONDENDO JORG ASMUSSEN, BOARD BCE L'INTERVENTO IL PRESIDENTE DELLA BOCCONI: MONETA UNICA STRUMENTO DI STABILITÀ
«La crisi dell' euro? Può mandare in frantumi il senso dell' Unione»
Basso Francesca
(11 ottobre 2011)
“E se Bruni si chiede se si debbano «rivedere le strategie della Bce includendovi la stabilità», Monti* si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/11/crisi_dell_euro_Puo_mandare_co_8_111011057.shtml
*Mario Monti: economista, accademico e politico, ex professore di Economia politica presso le Università di Torino e Bocconi, ex rettore Università Bocconi, ex Commissario Europeo, ex Presidente del Consiglio, Senatore a vita.



Post collegati

 
Appelli o minacce forti?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820604.html
 
Lettera a José-Manuel Barroso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html

Quesito-proposta sulla violazione statutaria della BCE

 

La depressione economica italiana – che dura, tranne uno sporadico rimbalzo nel 2010, da 7 anni - non accenna a fermarsi. Essa va inquadrata nello scenario della trasformazione epocale planetaria, in corso da almeno 10 anni, degli assetti della produzione, della ricchezza e del benessere che avevano caratterizzato i precedenti 250 anni (fino a metà del ‘700, la Cina era il Paese più ricco del mondo e l’Indostan uno dei più ricchi) [1].In questo quadro, è in corso una battaglia tra la corrente economica egemone negli ultimi 30 anni - il neo-liberismo - ed una ora rinvigorita corrente neo-keynesiana. La prima ha fatto registrare negli ultimi 2 anni clamorose defezioni (a partire dal FMI), a motivo di una presa d’atto che le formule su cui erano basate le prescrizioni economiche mainstream orientate all’austerità sono state clamorosamente smentite dalle evidenze empiriche.[2] 

Ciononostante, talvolta lo stesso FMI contraddicendo se stesso e, in Europa, per volontà soprattutto della Germania (si vedano le dichiarazioni di ieri del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, [3] la Commissione Europea fanno resistenza ad abbandonare il famigerato ossimoro dell’austerità espansiva, e persistono nell’imporre agli Stati il rispetto degli “stupidi” parametri di Maastricht in tempi di recessione, resi più severi dal fiscal compact.

Qualche segnale di resipiscenza lo ha mostrato recentemente il neo presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, il quale, per guadagnarsi l’appoggio determinante del Gruppo del PSE al Parlamento Europeo, ha proposto un piano di investimenti triennale di 300 mld per tutta l’Eurozona, [4] ma tale cifra è palesemente inadeguata. L’unico intervento risolutivo potrebbe essere:

a) in Italia, il varo di una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie), a bassa propensione al consumo; e/o

b) in UE, il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici, per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione; [5] e/o

c) aumentare il credito, che è uno dei provvedimenti necessari ma non sufficiente da solo; occorre integrarlo con una politica fiscale, ma per attuarla è indispensabile, visti i vincoli UE, che la BCE dia i soldi –molti soldi – agli Stati, poiché solo lei ha i soldi, ad esempio comprando il loro debito (la parte eccedente il 60% del Pil), sotto forma di titoli a lunga scadenza e a tasso zero (senza contestuale sterilizzazione), alleviando così sensibilmente la attualmente gravosa spesa per interessi (in Italia, quasi 90 mld l’anno),destinandone il risparmio alla crescita economica e dell’occupazione.

Purtroppo, la prima ipotesi (vista di buon occhio dalla Germania) trova l’opposizione dei potenti ricchi italiani, che hanno risorse enormi, controllano i media e possono anche contare sia su una schiera di utili idioti ben retribuiti sia sull’ammuina gratuita di milioni di poveri; la seconda è di difficile attuazione poiché ha l’opposizione di principio della Germania; e la terza ha l’opposizione ideologica di nuovo della Germania, che ospita sul suo territorio la BCE e, soprattutto, ne condiziona l’operato e addirittura l’interpretazione e quindi l’applicazione del suo stesso statuto.

Infatti, la BCE sta violando il suo stesso statuto. Affermazione grave, ma rispondente del tutto al vero. Negli ultimi 2 anni, spesso faccio rilevare anche ad esperti e docenti universitari (vedi in appendice l'ultimo caso) che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione; essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità" (art. 2).

Ho già segnalato qui la modifica del link e del testo delle funzioni della BCE nel suo sito. Ho poi rivolto un quesito aperto a Mario Draghi (lo scorso 8 agosto, letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) sul perché lo abbia fatto e se ciò abbia qualche legame con lo strapotere della Germania, non solo politico, economico e commerciale, ma anche nell’interpretazione dei trattati e dello statuto della BCE. Ho, infine, lanciato il quesito-proposta di denunciare la BCE, che, nell’attuale struttura monca dell’assetto UE e dell’Euro, è il vero ganglio del sistema, sia per quello che fa (continuare a suggerire e condizionare gli aiuti alle riforme strutturali), sia per quello che non fa, violando il suo stesso statuto (art.2), alla Corte di Giustizia Europea appunto per violazione dei trattati UE e dello statuto della BCE. [v. appendice].

In conclusione, poiché il problema, comunque, non è Draghi, ma è l'opposizione della Germania e, se la psicologia degli individui e delle Nazioni ha un senso (e sicuramente ce l’ha), la Germania smetterà o attenuerà la sua ideologia basata sull’austerità soltanto se e quando a) vedrà in pericolo il proprio interesse; o b) sarà costretta da un'Autorità superiore, che - temo - non può essere il Parlamento Europeo, ma la Corte di Giustizia Europea (alla cui autorità si è dovuta inchinare persino l'arrogante Corte Cost. tedesca), [6] io credo sia un errore, sia strategico sia tattico sia negoziale, limitarsi a chiedere una semplice flessibilità nell’applicazione dei parametri UE, incluse le formule astruse, errate e discrezionali, [7] che va considerato soltanto l’obiettivo minimo, ma occorra prefiggersi l’obiettivo massimo, che è almeno uno dei tre obiettivi indicati prima, di cui, per quanto riguarda i due obiettivi esterni all'Italia (EuroUnionBond e acquisto del debito da parte della BCE), la denuncia della BCE alla Corte di Giustizia Europea – visti l’egoismo e la tetragona ottusità della Germania – a mio avviso è la necessaria e strumentale conditio sine qua non.


[1] Trasformazione epocale da governare al meglio  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
[2] a) L’FMI ha ora ribaltato la sua convinzione sul moltiplicatore delle tasse e della spesa (http://keynesblog.com/2012/11/06/la-fine-del-washington-consensus/ http://keynesblog.com/2012/12/05/per-una-terza-via-keynesiana-tra-austerita-e-populismo/ http://keynesblog.com/2012/12/21/i-modelli-economici-sbagliati-alla-base-della-crisi/); b) un fatto analogo è successo per la tesi di Reinhardte Rogoff; (i cui studi sono un punto di riferimento e uno dei fondamenti teorici degli interventi dell’FMI e non solo): c’è sì una relazione tra debito pubblico e crescita, ma nel senso che è il rallentamento della crescita che fa salire il debito pubblico: praticamente l’opposto (http://keynesblog.com/2013/04/18/il-debito-pubblico-deprime-la-crescita-il-clamoroso-errore-di-carmen-reinhart-e-kenneth-rogoff/); e infine c) è stata messa in discussione la formula applicata dalla Commissione Europea sulla disoccupazione strutturale per il calcolo del deficit strutturale (lo ha fatto anche Draghi nel suo recente intervento al simposio dei governatori delle banche centrali tenutosi in USA (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/27/draghi-sul-pareggio-conti-ue-inattendibili/)..
[3] http://www.repubblica.it/economia/2014/08/27/news/schaeuble_frena_l_entusiasmo_per_draghi_sue_parole_male_interpretate-94527228/
[4]http://www.repubblica.it/economia/2014/07/15/news/juncker_il_giorno_della_fiducia_priorit_lavoro_e_crescita_300_miliardi_in_3_anni-91599045/
[5] http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml
[6] L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html
[7] http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/27/draghi-sul-pareggio-conti-ue-inattendibili/
 


Appendice
 
Quesito a Mario Draghi
Vincesko Venerdì, 08 Agosto 2014 15:08:48
Segnalo (ma certamente non a Paolo Pini, che presumo lo abbia già letto) questo molto opportuno articolo di oggi di Carlo Clericetti e riporto il mio lungo commento in calce ad esso.
8 AGO 2014
Draghi straparla, i governi stanno zitti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/08/draghi-straparla-i-governi-stanno-zitti/
Da un po' di tempo, quando penso a Mario Draghi, chissà perché…, mi vengono in mente il Dottor Jekyll e il Signor Hyde... 
Pensate, anche Scalfari, me li evoca, da 3 anni a questa parte, dopo che ha smesso di scrivere i suoi vigorosi editoriali del 2010 in cui sollecitava i ricchi a riattivare anche in Italia i vasi comunicanti, prima che la casa cascasse loro addosso. Poi, spento l’incendio, se ne è dimenticato, come tuttii ricchi illuminati, incluso Carlo De Benedetti, che propose per primo (si veda Il Sole 24 Ore del 12 settembre 2009, poi ribadito il 10.11.2010) un’imposta patrimoniale sui ricchi e i benestanti.
E noi povericristi a litigare, cadendo nella trappola dei ricchi, e dei loro utili idioti ben retribuiti, che, un giorno sì e l’altro pure, chiedono le salvifiche riforme strutturali, ma ovviamente quelle che riguardano i povericristi, mai quelle che colpirebbero i ricchi. Chissà perché…
Io mi considero un ignorante, specialista del 2+2. E forse è per questo che apprezzo molto gli articoli di Carlo Clericetti, che, non solo è voce fuori dal coro, ma scrive cose di logica elementare e di semplice buonsenso, che in questo periodo (ma forse è stato sempre così) in cui imperano gli utili idioti ben retribuiti al soldo dei ricchi (come è, per metà – novello Dottor Jekyll e Signor Hyde - lo stesso Draghi, che così tanto piace a Scalfari) appaiono e sono rivoluzionarie.
La recessione di oggi è soprattutto la conseguenza, ovviamente, non delle decisioni di questo governo Renzi o del precedente governo Letta, ma del sesquipedale risanamento dei conti pubblici operato, dopo la crisi della Grecia e sotto l’urgenza dello spread, nella scorsa legislatura (330 mld cumulati, ma le misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti, 4/5 Berlusconi, pari a 267 mld, e 1/5 Monti, pari a 63 mld) addossati per lo più sui non ricchi, ad alta propensione al consumo. e perciò con effetti economici depressivi. 
Soluzioni. Nell'attuale situazione dei conti pubblici e con i vincoli UE, Renzi può fare poco per la crescita, a meno che non decida di varare una corposa imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie) o faccia varare dall'UE gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), per costituire un fondo di 1.000 mld garantito dall’oro e da asset pubblici nazionali (per tranquillizzare la riottosa Germania, che pochi giorni fa, per salvare le sue banche, ha deciso un prelievo forzoso), per mobilitare (moltiplicatore 3) un ammontare complessivo di 3.000 mld, da destinare parte alla riduzione del debito pubblico e parte alla crescita economica e dell’occupazione, pena il permanere della depressione economica e un lento declino.
Infine, ci sarebbe una terza opzione, ma, stante l’opposizione ideologica dellaGermania, è forse la meno probabile: un intervento strutturale anti-crisi della BCE, che, per imposizione appunto della Germania, sta contravvenendo al suo stesso statuto (art. 2). La severità eccessiva e la proposta strampalata - ma che ha una logica - di Draghi (per uno specialista del 2+2 come me) sono indizi evidenti di senso di colpa per coda di paglia.
Ho già segnalato qui la modifica del link e del testo delle funzioni della BCE nel suo sito. Pubblico anche qui un mio quesito aperto, che stamane è stato letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla.

QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI 
Egr. Dott. Draghi, 
Rilevo che, nel sito della BCE, [*] c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni. Riporto il passo della vecchia versione (ormai introvabile, ma che io conservo gelosamente): “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2" (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”. 
Nella nuova versione modificata, viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi. Infatti, come Lei sa, non è vero che la BCE ha il compito esclusivo del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di sostenere le politiche economiche generali dell’UE. 
Il problema è che la Germania, che La ospita, oltre ad avere uno strapotere economico, industriale e commerciale, ha anche uno strapotere nell’interpretazione dello statuto BCE e nell’applicazione dei trattati. Questo strapotere ha avuto un’influenza sulla Sua decisione della modifica suaccennata?
Cordialmente,
V.
[Allego il post contenente i link "Quesito aperto a Mario Draghi"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2815556.html].
 
Quesito a Paolo Pini
Vincesko
Sabato, 09 Agosto 2014 18:32:16
No, il quesito a Draghi è mio...
Ne formulo un altro: 
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
Draghi: "E' ora di cedere sovranità sulla riforme. L'Italia allontana gli investimenti".
07 agosto 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/08/07/news/la_bce_lascia_i_tassi_invariati_allo_0_15_-93325026/
La frase-invito-monito di Draghi per me è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi: 
a) l’editoriale di Scalfari di domenica scorsa,[1] in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari); ed ha anticipato l’invito di Draghi, auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.
b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi,[2] recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti,[3] nessuno dei governanti fiata.
c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi e solerti a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine, 
d) come accennavo ieri,[4] la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione.[4] Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.[5]
[1 ]Il concetto vi dissi... ora ascoltate com'egli è svolto
di Eugenio Scalfari - 03 agosto 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/08/03/news/il_concetto_vi_dissi_ora_ascoltate_com_egli_svolto_-93014426/
[2] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml
[3] Carlo Clericetti - 8 AGO 2014
Draghi straparla, i governi stanno zitti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/08/08/draghi-straparla-i-governi-stanno-zitti/
[4] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816710.html
[5] Recessione, depressione e 80€
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816654.html
Il Corriere della Sera prima ha censurato poi ha pubblicato poi ha cancellato un mio commento sui pesi del risanamento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816328.html
(Da: "La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2816759.html).
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752
 
Quesito a Felice Roberto Pizzuti
Violazione statutaria della BCE?
Vincesko
Mercoledì, 27 Agosto 2014 02:06:17
@Felice Roberto Pizzuti
Citazioni:
1. “Entrambi sottolineano che aver creato la Bce in assenza di un interlocutore statale comunitario e averle affidato solo l’obiettivo di lotta all’inflazione e non anche alla disoccupazione”
2. “Ma Zingales sorvola su questo particolare e, comunque sia, propone che la Bce finanzi la spesa pubblica dei paesi euro pei ogni qual volta l’inflazione scenda sotto ‘1%; il che significa che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”
Faccio rilevare anche a Lei [1] che non è vero che la BCE abbia come solo compito statutario quello del controllo dell’inflazione. Essa ha anche quello di “sostenere le politiche economiche generali della Comunità"..
Già, la BCE “avrebbe già dovuto farlo da un pezzo!”, ma non perché lo suggerisce Zingales o altri, bensì perché, appunto, lo prescrive lo statuto della BCE (art. 2).
Ri-ri-riporto la vecchia versione delle Funzioni della BCE (ormai introvabile):
“Funzioni della BCE
Le funzioni del SEBC e dell’Eurosistema sono definite dal Trattato che istituisce la Comunità europea e specificate dallo Statuto del Sistema europeodi banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE). Lo Statuto figura come protocollo allegato al Trattato. 
Il Trattato fa riferimento al “SEBC” e non all’“Eurosistema”, essendo stato redatto in base all’assunto che tutti gli Stati membri dell’UE adotteranno l’euro. Fino a tale momento sarà l’Eurosistema a svolgere le funzioni stabilite dal Trattato. 
Obiettivi
L’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi.
Inoltre, "fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBCsostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2” (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). 
Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Ri-ri-faccio rilevare che recentemente il sito della BCE, non credo per caso,ha modificato sia il link sia in parte il contenuto delle funzioni, cancellando il riferimento esteso all’obiettivo della crescita economica e dell’occupazione e introducendo un periodo che enfatizza anche per l’UE il controllo dei prezzi.
Il recente invito-monito di Draghi di cedere sovranità alla troika (anticipato e condiviso da Scalfari in un suo editoriale ) per me è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.
Infine, rivolgo anche a Lei il quesito che ho proposto a Paolo Pini (e in Keynes blog): La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in unaconcessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
[1] http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Aristotele-lezione-di-economia-16184
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Bce-troppo-poco-e-troppo-tardi-20880
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Prendiamocela-con-l-Europa-21523
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ue-un-area-economica-senza-governo-22282
Qui, ho riportato il QUESITO APERTO A MARIO DRAGHI sul perché lo abbia fatto (letto in diretta a Radio3-Tutta la città ne parla) e questo Quesito a Paolo Pini:
La BCE ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionatae costosa, è possibile denunciarla alla Corte Europea di Giustizia?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/I-pesci-da-pigliare-25752
[2] Link (e testo) originario sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-favola-dell-equita-e-dello-sviluppo-25918 

vincesko 23 agosto 2014 alle 01:14
QUESITO
Nell’articolo allegato, Giavazzi e Tabellini chiedono un intervento forte alla BCE, ritenendolo indispensabile.
La BCE, finora, ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte di Giustizia Europea?
Draghi: “E’ora di cedere sovranità sulla riforme. L’Italia allontana gli investimenti”.
La frase-invito-monito di Draghi è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi:
a) l’editoriale di Scalfari di 2 domeniche fa in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari);ed ha anticipato l’invito di Draghi, auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.
b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi, recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti, nessuno dei governanti fiata).
c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine,
d) la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art.2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.
PS:
Faccio rilevare che, nel sito della BCE, c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni.
Riporto il passo della vecchia versione (ormai introvabile): “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Inoltre, “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2" (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Nella nuova versione modificata, viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi. [*]
[*] Link (e testo) sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2817550.html
 
QUESITO-PROPOSTA
Nell’articolo allegato, Giavazzi e Tabellini chiedono un intervento forte alla BCE, ritenendolo indispensabile.
La BCE, finora, ha trasformato un suo obbligo statutario in una concessione condizionata e costosa, è possibile denunciarla alla Corte di Giustizia Europea?
Draghi: “E’ ora di cedere sovranità sulla riforme. L’Italia allontana gli investimenti”.
La frase-invito-monito di Draghi è di facile interpretazione, se si mettono insieme pochi elementi:
a) l’editoriale di Scalfari di 2 domeniche fa in cui egli ha rivelato che Renzi è simpatico a Draghi (mentre sappiamo che è antipatico allo stesso Scalfari); ed ha anticipato l’invito di Draghi, auspicando che l’Italia si sottoponga al controllo della troika, per avere aiuti finanziari, poiché secondo lui la filosofia della troika è cambiata radicalmente.
b) Draghi è il co-firmatario (con Trichet) della famosa lettera della BCE del 5 agosto 2011 al governo Berlusconi, recante vere e proprie imposizioni all’Italia (non ad altri Paesi) circa il contenuto e la tempistica delle misure severe da adottare; ora, si limita ad un invito verbale, che forse ha anche la funzione di dare un aiuto a Renzi, ma che, per come appare nella sua ruvidezza e quasi perentorietà, e visto il soggetto da cui promana, ha quasi la stessa cogenza (infatti, come acutamente rileva Carlo Clericetti, nessuno dei governanti fiata).
c) Draghi ha la mentalità del Capo di Stato Maggiore, e gli Stati Maggiori sono notoriamente potenti e spietati e bravissimi a fare piani sulla pelle della truppa (sono pagati per questo), ma solitamente restano al sicuro, lontani dalla trincea (e, francamente, non è un bell’esempio). Infine,
d) la sua frase esagerata è un segno evidente di coda di paglia per senso di colpa e di implicita ammissione di impotenza, poiché egli è costretto dalla Germania a disapplicare lo statuto della BCE che presiede, il quale, all’art. 2, impone al SEBC, raggiunto l’obiettivo del controllo dell’inflazione (che non deve superare il 2%), di finanziare la crescita economica e dell’occupazione. Ed ora l’inflazione è prossima allo zero e c’è un rischio reale di deflazione. La cosa bizzarra ed inaccettabile, che andrebbe denunziata formalmente (alla Corte di Giustizia Europea?), è che la Germania e la Commissione UE (con Barroso e Rehn, prona alla Germania per 10 anni), con la complicità della BCE, hanno trasformato quest’obbligo in una gentile concessione condizionata, a caro prezzo, non per i ricchi, beninteso, ma per i povericristi.
PS:
Faccio rilevare che, nel sito della BCE, c’è stata una modifica recente e del link e del testo relativo alle funzioni.
Riporto il passo della vecchia versione (ormai introvabile): “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali [...] è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Inoltre,“fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2" (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Nella nuova versione modificata, viene enfatizzata anche per l’UE l’esigenza della stabilità dei prezzi. [*]
[*] Link (e testo) sostituito da quest’altro:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/tasks/html/index.it.html
 
PPS:
Riporto per esteso la vecchia versione delle Funzioni della BCE (ormai introvabile):
“Funzioni della BCE
Le funzioni del SEBC e dell’Eurosistema sono definite dal Trattato che istituisce la Comunità europea e specificate dallo Statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE). Lo Statuto figura come protocollo allegato al Trattato. 
Il Trattato fa riferimento al “SEBC” e non all’“Eurosistema”, essendo stato redatto in base all’assunto che tutti gli Stati membri dell’UE adotteranno l’euro. Fino a tale momento sarà l’Eurosistemaa svolgere le funzioni stabilite dal Trattato. 
Obiettivi
L’obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi.
Inoltre, "fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2” (articolo 105, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea). 
Gli obiettivi dell’UE (articolo 2 del Trattato sull’Unione europea) sono un elevato livello di occupazione e una crescita sostenibile e non inflazionistica”.
Rifaccio rilevare che recentemente il sito della BCE, non credo per caso, ha modificato sia il link sia in parte il contenuto delle funzioni, cancellando il riferimento esteso all’obiettivo della crescita economica e dell’occupazione e introducendo un periodo che enfatizza anche per l’UE il controllo dei prezzi.
http://keynesblog.com/2014/08/27/uscire-dalleuro-o-uscire-da-questa-bce


Articolo collegato:
 
Ritengo questa foto dell’Economist una fedele fotografia delle responsabilità della pessima gestione dell’UE e dell’Euro. La responsabile numero 1 è la “bottegaia” Merkel, il responsabile numero 2 è il mediocre Hollande, il responsabile numero 3 è Draghi, il quale, costretto dalla Germania, viola lo statuto della BCE di cui è presidente. Renzi è (almeno finora) irresponsabile.
 
Economist, Renzi in copertina con il gelato
http://www.repubblica.it/politica/2014/08/28/foto/economist_renzi_in_copertina_con_il_gelato-94593861/1/



 

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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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