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Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

  


Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels).


Io ritengo, da sei anni, che ci troviamo di fronte a tre casi di DISINFORMAZIONE (lo scrivo quasi sempre in maiuscolo) tra i più macroscopici della storia italiana, tre veri casi di scuola:

1.     l’ammontare complessivo di 330 (trecentotrentamld€ delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica,[1] la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare – quasi tutti i docenti di Economia) e la sua ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi de

2.     la riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[2] il prof. Monti, che per inciso io giudico una persona per solito molto sincera,[3] esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la normativa pensionistica e i suoi autori,[4] o la strana coppia costituita dal senatore Sacconi e dall’onorevole Damiano,[5] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[6], il quale, anziché denunciare pubblicamente il plagio e rivendicare la paternità e l’incisività della sua riforma, è stato per anni silenzioso assecondando la vulgata.

E, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea,


3.     gli obiettivi statutari della BCEche non è uno soltanto - la stabilità dei prezzi - come quasi tutti pensano; oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[7]


Questo mio lungo articolo (che in gran parte mette insieme in un unico post dati e informazioni contenuti in vari altri) vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che porto avanti da 6 anni, contrastando la vulgata della versione (a) di chi ha messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la recessione, alimentata ad arte dalla potente propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie di fatto del Prof. Monti e della Prof.ssa Fornero, a cominciare già dal titolo del primo DL del governo Monti: “Salva-Italia”; (b) di chi ha portato l’età di pensionamento a 67 anni e messo in sicurezza i conti pensionistici; e (c) degli effettivi poteri-doveri della BCE. Ma, credetemi, è una fatica di Sisifo!

Spero perciò che anche altri (in particolare, media,[8] politici e docenti[9]) vorranno intraprendere quest’opera di chiarificazione, al loro ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.


1. Manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura

Premessa. L’attacco al debito sovrano italiano nel 2011, che aveva portato lo spread ad un picco di 574 punti base e faceva temere il default, causò le dimissioni del governo Berlusconi, ritenuto dall’UE (e forse dai mercati) inadeguato e renitente ad adottare i provvedimenti necessari suggeriti dalla stessa UE, e la sua sostituzione, quasi a furor di popolo e con la benedizione dell'UE, con il governo tecnico Monti, che appariva quindi, in quelle circostanze drammatiche, un salvatore dell’Italia. Questo duplice giudizio è sorretto da un’analisi obiettiva ex post dei dati? La risposta è in entrambi i casi negativa.

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), infatti, sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.[1]

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (-22% della capacità produttiva manifatturiera) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private.

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Fonti. Non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti,[10] coautori e “complici” del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Maurizio Sacconi, e della presidentessa della Confindustria, Emma Marcegaglia, nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa - o famigerata - lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, (b) ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la severa riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, (c) ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana. La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[11], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, fu notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[12]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario UE all’Economia, Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[13] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, si badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn, alla nota13, e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 6), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande bugia impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[14]

Scopertura e clausola di salvaguardia. L’ho riportata nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti.[1] A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA, misura già decisa dal governo precedente. Rileggendo recentemente un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

Prima manovra finanziaria correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010). Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto),[11] sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati (si fa per dire, poiché i beneficiari furono altri, sia come fasce di reddito che come fasce di elettorato) dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld; a tutti gli altri aveva già provveduto, in due tranche, il governo Prodi)[15] o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld),[16] o il doppio G8 (0,5 mld)[17] o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti e Berlusconi nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti,[1] i mutati rapporti di forza tra le classi rispetto al “trentennio glorioso” si fecero sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale (330 mld cumulati) fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF, avendo dovuto rinunciare all’introduzione di un’imposta patrimoniale – che poi successivamente diventò una delle proposte del suo programma elettorale Agenda Monti[18] - per l’opposizione del miliardario Berlusconi, il cui partito - il PDL - faceva parte della maggioranza di governo).

Il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, fu scandalosamente iniquo poiché contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (destinata ai poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo. Il contributo di solidarietà, varato in due DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne. Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

2011. Nel 2011, il governo Berlusconi-Tremonti varò altre due manovre finanziarie correttive (oltre alla legge finanziaria) molto pesanti e inique: il DL 98 del 06.07.2011, di 80 mld cumulati, e (dopo la lettera del 5.08.2011 della BCE) il DL 138 del 13.08.2011, di 60 mld cumulati.


2. Pensioni

Una altrettanto grave DISINFORMAZIONE riguarda le riforme delle pensioni.

Riforme. Dal 1992, le riforme delle pensioni, considerando ununica riforma le norme emanate da Sacconi nel 2010 e 2011 (oltre che nel 2009, col DL 78/2009), sono state 7 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010 e 2011; Monti-Fornero, 2011).

Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime tre riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi (ben 900, cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più solidi e severi in UE28.[8] L’unico intervento ancora da fare è quello sulle cosiddette pensioni d’oro (>90.000€ l’anno), che sono circa 100.000 e costano 13 mld l’anno (e forse su quelle d’argento), intervenendo con modalità rispettose della pronuncia della Corte Costituzionale del 2013.

La riforma Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) è più corposa, immediata e recessiva di quella Fornero; in sintesi, essa ha introdotto:

• “finestra” (= differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più ‘finestra’), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2020.[19]

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti, vale a dire per coloro che erano esclusi dalla riforma Dini (anzianità contributiva maggiore di 18 anni), a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più ‘finestra’), per allinearle a tutti gli altri.

Gli effetti della riforma si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 mesi (estesa anche ai lavoratori autonomi, in luogo di 18 mesi) sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi con la finestra) è solo formale.

Come si vede, l’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2018;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020, o forse prima.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

Traggo dalla Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi:[5]

Come è potuto succedere un caso così eclatante di DISINFORMAZIONE sulle pensioni, analogo a quelli coevi sul risanamento iniquo e recessivo dei conti pubblici nella scorsa legislatura, che sarebbe ascrivibile a Monti, quando invece Berlusconi lo ha battuto per 4 a 1 (267 mld cumulati contro 63), o sugli obiettivi statutari della BCE (art. 2/Obiettivi Statuto BCE)? I circa 60 milioni di Italiani sono stati vittime della vulgata diffusa ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana-leghista e simile; coadiuvata dalla stessa coraggiosa millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive[2]), la quale, nella sua legge di riforma (DL 201/2011, art. 24), anziché limitarsi a modificare ed integrare la legislazione preesistente, ha ripetuto le misure della severissima riforma SACCONI (che, dal suo canto, non rivendica la paternità e smaschera il plagio ma lo asseconda) - è facile verificarlo confrontando i testi delle due leggi[6] -, e poi l’ha menata per anni, per vantarsi di aver salvato l’Italia dal default (cosa smentita nettamente dai numeri; peraltro, gli stessi risparmi derivanti dalla riforma Fornero ci saranno soprattutto dal 2020), prendendosi masochisticamente insulti e maledizioni, perfino dall’on. Matteo Salvini, il finto smemorato che votò assieme al suo partito - la Lega Nord - la severissima riforma delle pensioni Sacconi (la quale – essa sì – ha portato e porterà l’età di pensionamento a 67 anni e oltre) e promette, una volta al governo, di mandare in esilio la professoressa Fornero perché costringerebbe gli Italiani a lavorare fino a 70 anni.

Risparmi. Per quanto attiene alla spesa pensionistica (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale invito a leggere le mie Lettera a Carlo Cottarelli[20] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli),[8] i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in 900 mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive[2]), e (b) ascritti, tagliando istituzionalmente la testa al toro della DISINFORMAZIONE sulle pensioni, solo per circa un terzo del totale alle riforme dal 2011 (modifiche della riforma Sacconi e riforma Fornero) e quindi per meno di un terzo ascrivibili alla riforma Fornero.[21]


3. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, il suo statuto e il giudizio a mio avviso in gran parte immeritato sul “salvatore” Draghi, osservo quanto segue.

Obiettivi. Lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all'Euro[22]). Il primo è la stabilità dei prezzi, “sotto, ma vicino, al 2%”. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: “Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi”, la Bce “sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea”. Tra questi, una “crescita economica equilibrata”; la “piena occupazione”; “la solidarietà tra Stati membri”.[23]

POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione 

Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione EUZ poco sotto il 2% nel medio periodo[24, nota53]; per i vari step circa le varie deliberazioni del Consiglio direttivo della BCE, vedi, qui sotto, il post alla nota 23, quasi al termine dell’appendice). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la stessa BCE[24, nota89] - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora (guardati dal peggio)
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti[23]). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.[25]

Va anche notato che gli acquisti da parte della BCE dei titoli di Stato italiani sono cominciati il 22 agosto del 2011, dopo circa 20 giorni dalla già citata lettera del 5 agosto della BCE al Governo italiano e il varo da parte di quest'ultimo della seconda, pesante manovra finanziaria correttiva nell'arco di appena 40 giorni (il DL 138 del 13 agosto 2011, di 60 mld cumulati, dopo il DL 98 del 6 luglio 2011, di 80 mld cumulati, che erano stati preceduti dal DL 78 del 31 maggio 2010, di 62 mld cumulati).[24]

In deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%)la condizione sospensiva (“fatto salvo” - “without prejudice”, nella versione inglese - ), costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi il rapporto duale-gerarchico tra i due obiettivi si modifica e diventa, come per la FED, paritario: pertanto, la BCE è obbligata dal suo statuto (art. 2) a sostenere il raggiungimento del secondo obiettivo - “crescita economica” e “piena occupazione” -, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero, che rende necessaria una politica monetaria espansiva – è del tutto concordante, convergente e complementare con l’obiettivo principale, che è quello di riportare l’inflazione da sotto zero o quasi zero a poco sotto il 2%. 

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[3] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[4] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[5] Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi

[6] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[7] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[8] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

[9] Ad esempio:

Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica

Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni

[10] Lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL

[11] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[12] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[13] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[14] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[15] Analisi quali-quantitative/2/Abolizione dell‘ICI

[18] Agenda Monti

IMPOSTA PATRIMONIALE
“Per la prossima legislatura occorre un impegno, non appena le condizioni generali lo consentiranno, a ridurre il prelievo fiscale complessivo, dando la precedenza alla riduzione del carico fiscale gravante su lavoro e impresa. Questa va comunque perseguita anche trasferendo il carico corrispondente su grandi patrimoni e sui consumi che non impattano sui più deboli e sul ceto medio. Servono meccanismi di Misurazione della Ricchezza oggettivi e tali da non causare fughe di capitali. In questo modo il fisco diventa strumento per perseguire anche obiettivi di maggiore equità nella distribuzione del peso dell’aggiustamento”.

[19] DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

[20] Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica

[21] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[22] Le regole statutarie della BCE sono mutuate dai Trattati (ad esempio gli obiettivi, art. 2, dagli artt. 127 e 282 del TFUE), perciò hanno valore cogente sia per la BCE che per tutti gli altri membri e organi dell’UE. Esse sono, storicamente, il frutto di un compromesso sull’adozione della moneta unica, prima politico tra la Francia e la Germania, e poi tecnico, impostato abilmente dalla Commissione europea Delors, gestito dal comitato dei governatori delle banche centrali, che suggerirono di adottare le regole più severe, quelle della Bundesbank (vedi l’interessante ricostruzione fatta dal politico ed economista Giorgio La Malfa (“DEFICIT - Il punto sull'Europa tra sogno e realtà” Seconda parte https://www.youtube.com/watch?v=Y9fGPNOQHW0&t=3210s).

Bisogna, però, anche dire che per fortuna non riuscirono del tutto a copiare il testo dello statuto della Bundesbank e a incollarlo su quello della BCE.

[23] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html

[24] Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente (poi è stata in parte cancellata, inclusi gli strafalcioni, dopo la mia modifica, cfr. Cronologia), inserendo il capitolo 8, inclusa un’analisi dell’attività della BCE durante la crisi economica, e corredata di 100 note (ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti, cfr. nota 6); la riporto, desumendola dalla Cronologia della voce.

8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061#Attivit.C3.A0_della_BCE_dopo_il_trattato_di_Lisbona:_analisi_critica  

[25] Questo dell’indipendenza delle banche centrali è un principio presente in tutti gli statuti delle banche centrali principali, ma declinato da alcune con intelligenza e saggezza.

Anche tra il Tesoro inglese e la BoE vige il divorzio ( = indipendenza della BoE), ma la BoE persegue l’interesse nazionale (come è scritto nel suo sito: “Promoting the good of the people”) e, quando è necessario, acquista massicciamente titoli pubblici e controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso.

Anche tra il Tesoro USA e la FED vige il divorzio e il divieto per la FED di acquistare titoli del Tesoro sul mercato primario, ma la FED persegue l’interesse nazionale e non solo controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso, ma “orchestra” anche gli acquisti di titoli del Tesoro sul mercato aperto in accordo con i dealer, che sono gli unici abilitati ad acquistarli sul mercato primario.

Anche tra il Tesoro giapponese e la BoJ vige il divorzio, nel senso che è indipendente (art. 3 Statuto), ma la BoJ persegue l’interesse nazionale e deve coordinarsi col Governo (art. 4) e acquista massicciamente titoli pubblici e controlla il tasso d’interesse passivo, che infatti è basso.

Anche la BCE è formalmente e sostanzialmente indipendente dal potere politico (art. 7 Statuto) e, se e quando vuole, a sua completa discrezione, acquista titoli pubblici sul mercato aperto e controlla il tasso d’interesse passivo, che comunque è differenziato per Paese.

La Banca d’Italia, in quanto membro del SEBC, segue le regole ed esegue le disposizioni della BCE.

Il divorzio Tesoro-Banca d’Italia del 1981 e l’indipendenza delle banche centrali

http://vincesko.blogspot.com/2017/01/il-divorzio-tesoro-banca-ditalia-del.html  


 

Appendice


La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. Commissione UE, due pesi e due misure

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure

http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html), ed ha concesso all'Italia soltanto una piccola flessibilità, peraltro sprecata in buona parte in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche ritenute inaffidabili dalla stessa Commissione Europea, oltre che dalla BCE (vedi il Pil strutturale)[24, note 74 e 76] - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

Grecia…….-6,7.-10,2.-15,1.-11,2.-10,3..-8,9.-13,1..-3,7...-5,9..+0,7

Irlanda.......+0,3..-7,0..-13,8.-32,1.-12,6.-8,0..-5,7…-3,7..-2,0..-0,6

Portogallo..-3,0..-3,8…-9,8..-11,2..-7,4.-5,7..-4,8…-7,2...-4,4..-2,0

Le differenze di crescita tra l'Italia e altri Paesi UE sono motivate anche dalle differenti politiche economiche implementate consentite dalla Commissione Europea.


Va anche notato che, escluso il Portogallo, l'Italia col 4% nel 2016 (che per fortuna è calato dal 5,2% del 2012 per effetto del calo dei tassi grazie alla politica monetaria finalmente espansiva della BCE) ha il primato in UE28 dell’incidenza della spesa degli interessi passivi sul Pil, che aumenta il deficit/Pil.

BANCA D’ITALIA – Statistiche di finanza pubblica nei paesi dell’Unione europea - Spesa per interessi (in percentuale del PIL) Tav. 16

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia............4,8…4,9…4,4...4,3…4,7…5,2…4,8…4,6…4,1…4,0

Francia…....2,6…2,8…2,4…2,4…2,6…2,6…2,3…2,2…2,0…1,9

Spagna…....1,6…1,5…1,7…1,9…2,5…3,0…3,5…3,5…3,1…2,8

Gran Br…...2,2…2,2…1,9…2,9…3,2…2,9…2,9…2,7…2,3…2,5

Germania....2,7…2,7…2,6…2,5…2,5…2,3…2,0…1,8…1,6…1,4

Olanda….…2,0…2,0…2,0…1,8…1,8…1,6…1,5…1,4…1,3…1,1

Grecia…….4,5…4,8…5,0...5,9…7,3….5,1…4,0…4,0…3,6…3,2

Portogallo...2,9…3,1…3,0...3,0…2,9....4,3….4,9…4,9…4,6…4,2

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica-ue/  



Post collegati:


Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi


Di solito, i miei commenti sui tre casi ricevono reazioni negative e talvolta vengono censurati (vedi il post qui sopra). E’ comprensibile avvenga questo, poiché risulta da studi fatti in materia che ciascuno di noi è “catturato” dalle proprie tesi precostituite o fatte proprie dopo anni di bombardamento mediatico, e che, per un periodo più o meno lungo a seconda del livello di resistenza ad ammettere la propria ignoranza, quasi sempre resistono a qualunque prova contraria, che viene o negata o, semplicemente, cancellata. Invece…

  
 
**********

http://vincesko.blogspot.com/2017/10/tre-casi-di-disinformazione-generale.html



Un mio commento critico è stato considerato un regalo di Natale


Da 5 anni, ormai, tento di contrastare la vulgata che è stato il Governo Monti a causare la recessione economica, e lo faccio opponendo le nude cifre, le quali attestano che, nella scorsa legislatura, in un quasi equivalente lasso di tempo, cioè un anno e mezzo, il Governo Berlusconi ha varato manovre correttive (maggiori tasse e minori spese, su più anni o permanenti) per un ammontare quadruplo di quelle di Monti. E’ come dire, tradotto in termini calcistici, che Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1, ma la vittoria viene assegnata a Monti!

Da 5 anni, faccio lo stesso con le riforme delle pensioni, dimostrando attraverso un esame puntuale delle norme e dei documenti, inclusi articoli di giornale pubblicati nel corso degli anni, che la più severa riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011) è stata via via completamente obliterata, fino ad arrivare al punto che non solo i giornali, ma anche i siti dei sindacati e perfino l’INPS parlano soltanto della supposta severissima riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie ragioni, inclusa una stesura fuorviante del testo della legge, il DL 201/2011, art. 24, da parte della sua promotrice, vengono attribuite erroneamente anche misure recate dalle riforme precedenti (Dini, 1995; Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011).

Da quasi 4 anni, svolgo un’analoga opera di divulgazione controcorrente sull’attività della BCE durante la crisi economica, evidenziando sia una quasi universale ignoranza dei suoi compiti, sia la violazione del suo statuto, sia la natura restrittiva della sua politica monetaria nel corso dei primi 6 anni della crisi.

Su questi tre argomenti, mi è capitato di scrivere un commento critico anche in calce ad un articolo del quotidiano on-line Gli Stati Generali, che il suo autore, con mia piacevole sorpresa poiché di solito debbo registrare reazioni negative, ha addirittura giudicato un regalo di Natale, dedicandogli un intero articolo.


REGALO DI NATALE

GIOVANNI PASTORE  -  26 dicembre 2016

Voglio con questo articolo ringraziare Vincesko un, a me, ignoto lettore degli Stati Generali che 18 ore fa, il giorno di Natale ha postato un commento al mio articolo del 24 dicembre: http://www.glistatigenerali.com/banche/un-new-deal-nei-rapporti-fra-banche-imprese-famiglie/.

Non si tratta da parte mia di un episodio di narcisismo “commentano un mio articolo, sono importante” ma di cogliere finalmente un piccolo segnale, la speranza che ritorni un minimo di approfondimento nel dibattito sulle questioni economiche ed in generale nel dibattito culturale. […]

ECCO PERCHÉ IL COMMENTO DI VINCESKO È STATO PER ME UN REGALO DI NATALE. A prescindere dal condividerne o meno i contenuti che mi costringono, prima di ogni risposta, ad un approfondimento.


Riporto il mio commento in calce.


La ringrazio, faccio del mio meglio. In effetti, cerco di fare CONTROINFORMAZIONE da 8 anni (da quando frequento Internet), basandomi rigorosamente sui dati e sui fatti, che è davvero difficile se si è intellettualmente onesti non condividere. In temi economici, da 5 anni, cerco di combattere – ma è una vera fatica di Sisifo - la DISINFORMAZIONE imperante, quasi universale, che include anche docenti universitari, in particolare su 3 temi importanti, dallo scoppio nella crisi economica:

1. CHI HA MESSO DI PIU’ LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI E TAGLIATO DI PIU’ LA SPESA PUBBLICA, CAUSANDO L’AUSTERITA’;

2. CHI HA RIFORMATO DI PIU’ LE PENSIONI; e

3. LE RESPONSABILITA’ DELLA BCE, della quale il 99% almeno degli Italiani (e forse Europei e mondiali), inclusi professori di Economia famosi, ignorano o non conoscono bene lo statuto.

Le rispettive risposte, in breve, sono: 1. Di gran lunga, Berlusconi; poi SB, coi suoi potentissimi megafoni, ha addossato tutta la colpa sul cattivissimo Monti, e 60 milioni di Italiani allocchi – che in stragrande maggioranza odiano i numeri e tengono in non cale i fatti e la logica - gli hanno creduto: Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%) - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%), cfr., per il dettaglio, “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html; 2. Di gran lunga, Sacconi (non Fornero!), cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html; e 3. La BCE ha disatteso per anni i suoi obiettivi statutari (che sono 2, non uno soltanto!) e aggravata e prolungata la crisi economica con la sua politica monetaria restrittiva: cfr. Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html, con, all’interno, l’“Allegato alla petizione contro la BCE” (con il testo dello statuto BCE) e “Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)”. Per un’analisi complessiva della politica monetaria della BCE durante la crisi, corredata dalle prove, allego la modifica da me elaborata della relativa voce di Wikipedia (poi annullata da un volontario-amministratore per ragioni strampalate): (scorrere la lunga pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 8) 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061.


PS: E’ curioso osservare che ad alimentare la DISINFORMAZIONE sul cosiddetto consolidamento fiscale (manovre correttive con più tasse e minore spesa pubblica) e sulle pensioni abbiano contribuito e contribuiscano tuttora lo stesso Prof. Monti (vedi post n. 243 del 04-12-12 “Il Prof. Mario Monti, il millantatore”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html) e la stessa Professoressa Fornero (v. post n. 669 del 10-11-16 “Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html). Entrambi, evidentemente, pur di passare alla storia come i salvatori dell’Italia (fin dal nome del loro primo DL 201/2011-“Salva-Italia”), hanno la debolezza di millantare meriti esagerati, pagando il prezzo salato delle critiche feroci e delle maledizioni da parte di tanti Italiani.




Informazione, disinformazione e controinformazione

 
Carlo Clericetti  20 FEB 2015
La Grecia, le riforme e il giallo della tabella
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/20/la-grecia-le-riforme-e-il-giallo-della-tabella/

 

Io ho lavorato per 25 anni nel Controllo di gestione (anche chiamato Controllo direzionale)[1] di una grossa azienda del Gruppo IRI[2] - di diritto privato ma con capitale a maggioranza pubblico -, in Italia e nelle sue branch all’estero. Poiché era ricca e guadagnava molto e vi comandavano quelli della produzione, che dovevano essere i controllati, il controllo era molto lasco, edulcorato, addomesticato. Poiché allora ero ingenuo, io invece lo esercitavo il più possibile con imparzialità, rigore e severità. Quando, con l’arrivo dall’esterno del nuovo AD (che poi fu coinvolto in tangentopoli), si ruppero gli equilibri tra le varie cordate interne, ed alcuni top manager, incluso quello di riferimento mio, vennero costretti alle dimissioni con lauti compensi, mal me ne incolse. Vi posso confidare che nella mia azienda, durante la vicenda di Tangentopoli,[3] la manipolazione dei dati del controllo interno (!) assunse dimensioni macroscopiche, quasi grottesche, per me inspiegabili, alle quali mi sottrassi, pagandone qualche prezzo.

Non ho perso questa “cattiva” abitudine: ecco perché porto avanti con decisione la mia piccola campagna di CONTROINFORMAZIONE: in passato contro la sistematica, paramafiosa opera di DISINFORMAZIONE del governo Berlusconi, ed in particolare dei due ministri-sedicenti-socialisti Tremonti e Sacconi, veri maestri della disinformazione. Non c’è da meravigliarsi, se si tiene presente il profilo tecnico e soprattutto psicologico dell’incompetente ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, persona incapace di addossarsi colpe, insofferente alle critiche ed ai giudizi, e quindi con una evidente idiosincrasia ai controlli. Con la manovra correttiva 2010 (DL 78/2010), chiuse apposta l’ISAE,[4] che correttamente, in aderenza al proprio compito, gli faceva le pulci, quindi lo fece sicuramente per punirne i vertici (lo si intuì sentendolo ad Annozero[5] meravigliarsi delle proteste, quando in fondo si trattava di licenziare “soltanto” il presidente ed il Consiglio di Amministrazione), portandone il personale e le funzioni nell’ambito del MEF (i ricercatori, contattai telefonicamente l’ISAE, sono poi confluiti nell’ISTAT).

Il filoconfindustriale Maurizio Sacconi è della stessa risma di Tremonti, o forse peggio.[6]

Poi l’ho fatto verso Monti, che però era molto più sincero e si faceva male da solo.[7]

Né ho risparmiato Enrico Letta, quando se l’è meritato.[8]

Ora continuo contro Renzi[9] o Draghi e la BCE[10] o l’UE.[11]

Nel mio lavoro, ho capito l’importanza e tenuto sempre presente la distinzione tra dati ed informazioni. Questo articolo che allego rappresenta bene la gerarchia.[12]

Ho vissuto il passaggio dalla gestione manuale dei dati a quella meccanizzata, prima concentrata in Centri Elaborazione Dati (CED), poi distribuita, cioè dotando i Reparti e gli Uffici di autonoma capacità, prima solo di accesso all’ host centrale per inquiry (domanda, richiesta) e poi anche di elaborazione, aggiungendo nel terminale la cosiddetta scheda di emulazione. Ma con l’informatica distribuita tutti si crearono il loro piccolo controllo di gestione, duplicando funzioni e costi.

L’introduzione dell’informatica rese possibile la raccolta e l’elaborazione efficiente di grosse moli di dati. E questo fu sicuramente un vantaggio. Ma occorse – ed occorre – essere consapevoli: a) del rischio insito nella produzione e disponibilità di “troppi” dati; b) che è importante sia la fase della selezione degli stessi, sia la loro trasformazione in informazioni, sia , soprattutto, quella – fondamentale – della loro interpretazione.

C’è anche – e questo emerge chiaramente dalla denuncia del ‘post’ di Carlo Clericetti – un altro rischio: quello della cosiddetta “politicizzazione” delle informazioni, cioè manipolarle, addomesticarle, piegarle ad interessi ed obiettivi estranei alle finalità tipiche e corrette di un sistema informativo.

Negli staff deputati al controllo, all’analisi dei dati e all’elaborazione delle informazioni, la maggioranza si conforma alle “regole” dettate dal Capo, per mancanza di coraggio o per interesse di carriera. Ma, come sicuramente sarà successo all’OCSE, c’è sempre qualcuno, un po’ più coraggioso, onesto e… incosciente, che si attiene all’imparzialità tecnica e alla verità e produce rapporti eterodossi rispetto alla linea. E, se ci riesce, li pubblica. Salvo poi vederseli censurati, se svelano verità scomode al potere.

 

[1] Controllo di gestione http://it.wikipedia.org/wiki/Controllo_di_gestione

[2] IRI http://it.wikipedia.org/wiki/IRI

[3] Mani pulite http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite

[4] ISAE http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_di_studi_e_analisi_economica

[5] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/10/Lettera
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769133.html

[6] Lettera n. 3 al Ministro Maurizio Sacconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2689326.html

[7] Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

[8] Letta, Epifani e Saccomanni, un trio di calabrache
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791048.html

[9] Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821878.html

[10] Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html

[11] UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html

[12] Dati, Informazioni, Conoscenze, Saggezza
http://www.pensierocritico.eu/dati,-informaz,-conoscenze.html

 

Commento al post "E' ufficiale: Cina sorpassa USA (+50 Mld.). Cinesi nuovi n°1" (di ilmezzosangue)


E' ufficiale: Cina sorpassa USA (+50 Mld.). Cinesi nuovi n°1
di ilmezzosangue
http://ilmezzosangue.ilcannocchiale.it/post/2771724.html

 
Non bisognerebbe fare disinformazione dando informazioni dimezzate, errate, fuorvianti, a cominciare dal titolo, e numeri del lotto. Segnalo, solo per la precisione:
 
1) ‘Produzione oggettiva’? Si tratta di bilancia commerciale (Import-Export).
“La Cina ha sorpassato gli Stati Uniti”
Con un import-export di 3870 miliardi di dollari Pechino ha ora la supremazia
NEW YORK - Era dal 1945 che gli Usa dominavano il commercio mondiale, ma nel 2012 la Cina ha registrato - secondo il Dipartimento del commercio americano, citato da Bloomberg- importazioni ed esportazioni per 3870 miliardi di dollari, contro i 3820 miliardi di dollari degli Stati Uniti. Il sorpasso della Cina sugli Usa è di fatto avvenuto. La Cina, tra l'altro, ha segnato un avanzo commerciale di 231,1 miliardi di dollari, Washington un deficit di 727,9 miliardi.
http://www.cdt.ch/mondo/economia/77871/la-cina-ha-sorpassato-gli-stati-uniti.html
 
2) PIL. Il PIL degli USA non è di 70.000 mld $, ma…
Lista di Stati per PIL (nominale) - 2011
USA: circa 15.000 mld $
Cina: circa 7.300 mld $
http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_PIL_(nominale)
 
3) ‘Corollario’.
Enciclopedie online Treccani
corollàrio Proposizione che si deduce da una verità già dimostrata. In matematica, un teorema che si deduce come diretta e immediata conseguenza di un teorema precedente, così da non richiedere un'ulteriore dimostrazione.
http://www.treccani.it/enciclopedia/corollario/
Devoto Oli
1. Verità conseguente da un’altra precedentemente dimostrata
2. In matematica, teorema che si può dedurre da un teorema precedentemente dimostrato.
3. Gratifica straordinaria che si dava agli attori nella Roma antica, sotto forma di piccole corone d’oro e d’argento. [Dal latino corollarium (aes) ‘(denaro) per una corona (regalata)’].
 
4) I salari minimi cinesi, dopo i recenti aumenti, non superano i 1.500 Yuan (180 €) al mese. Ci vorranno molti anni perché raggiungano quelli occidentali.
“Nelle province cinesi accelera il costo del lavoro”
di Luca Vinciguerra 18 gennaio 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-01-18/nelle-province-cinesi-accelera-102011.shtml
 
"La formazione della classe operaia in Cina"
di Fabio Bracci  02/01/2013
Chi sono i lavoratori del “miracolo” cinese? Un libro racconta queste vite proletarie, fatte di migrazioni interne, speranze, sfruttamento e conflitti. E il formarsi di una nuova classe operaia
[...] La spesa per il welfare e per i consumi collettivi (casa, sanità, scuole) è praticamente nulla. I sindacati sono collusi con le imprese. […].
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-formazione-della-classe-operaia-in-Cina-16189
 

Post collegati:

Trasformazione epocale da governare al meglio
Nel 1700, la Cina era il Paese più ricco del mondo e l’India (Indostan) tra i più ricchi. Il pendolo della storia ha ripreso ad oscillare verso l’Oriente.
Per la Cina, sta succedendo quello che successe 30 anni fa col Giappone: all’inizio copiavano i prodotti occidentali, vendendo a prezzi inferiori potendo anche contare su salari bassi, poi piano piano, nell'arco di una decina d'anni, aumentarono sia la qualità che i costi di produzione e quindi i prezzi di vendita (ora i salari giapponesi - ma anche i prezzi interni - sono comparativamente altissimi); succederà la stessa cosa con la Cina, ma il processo di allineamento dei costi di produzione e dei prezzi di vendita sarà più lungo (almeno una quindicina d'anni) perché i Cinesi sono 1,3 mld (contro i 100 mln circa di Giapponesi) e quindi hanno un serbatoio di manodopera a bassissimo costo da cui poter attingere molto più cospicuo.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
La globalizzazione non è un gioco equo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html
(All’interno, la formula per calcolare in quanti anni avviene il sorpasso tra due PIL che si inseguono). 

I down, gli SLA, i santi in Paradiso, le Regioni e le Province

La prima manovra correttiva post-crisi greca, varata dal governo Berlusconi-Tremonti, fu il DL 78/2010 (convertito dalla legge 122/2010), di 24,9 mld, - la più iniqua di tutte, poiché colpì il ceto medio-basso e persino i poveri col taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.), lasciando letteralmente indenni i ricchi e i ricchissimi (inclusi i tre italiani allora più ricchi: nell'ordine, Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi), protetti da “santi” potenti – e che tentò ignominiosamente di risparmiare anche sulla spesa degli invalidi, evidentemente senza santi in Paradiso, elevando il livello minimo d'invalidità dal 74% all'85%, il che avrebbe escluso i down (che sono invalidi al 75% e ricevono una pensione d'invalidità di circa 250 € al mese). La misura fu poi ritirata all'ultimo momento solo grazie alle corali proteste. Ma la stragrande maggioranza del popolo italiano, a causa della sistematica e paramafiosa DISINFORMAZIONE berlusconiana-tremontiana-sacconiana,  manco si accorse o fece finta di niente, obnubilata dalla predetta DISINFORMAZIONE, dei sacrifici imposti ad una parte degli Italiani, la più debole e la meno protetta da santi in Paradiso.

Anche le due manovre correttive varate nel 2011 dal governo Berlusconi-Tremonti di 80+60 mld furono soltanto un poco meno inique, ma, nonostante il loro ammontare enorme, risultarono inefficaci a calmare i mercati finanziari e le Autorità europee (UE e BCE) e provocarono la caduta del governo Berlusconi, essenzialmente per due motivi: a) la  volontà della potentissima cancelliera Merkel (figlia di pastore protestante) di far pagare a Silvio Berlusconi l’epiteto volgare di “culona inchiavabile” e b) il rifiuto del potente ministro Bossi – autoproclamatosi santo protettore dei pensionandi di anzianità, che sono in maggioranza nel Nord - di eliminare le pensioni di anzianità e allineare l'età di pensionamento delle lavoratrici del settore privato a tutti gli altri.  La maggioranza del popolo italiano, o almeno una buona fetta di esso – inclusi parecchi giornalisti - si è lasciata ancora una volta abbindolare dalla propaganda governativa, che negava addirittura l’esistenza della crisi, e ancora oggi è convinta che i sacrifici lacrime e sangue (con conseguente salvataggio dell’Italia) siano opera del subentrato governo Monti, il cui decreto salva-Italia ammonta ad appena 30 mld “lordi” (10 mld sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi vari), [1] distribuiti in maniera molto più equa, ma che hanno avuto il “torto” di colpire 2 tipologie di beni molto sensibili agli occhi ed alle tasche degli Italiani: la prima casa con l’IMU e l’autovettura con l’aumento delle accise sui carburanti (nonché l’aumento dell’IVA, ma che in realtà era stato già deciso dal governo precedente). [2] 

Ora, la storia dei santi protettori si ripete col governo Monti, che ha ridotto i sussidi ai malati di SLA, i quali evidentemente non hanno alcun santo in Paradiso. 

La crisi economica, contrariamente a quel che afferma qualche ottimista che vuole illudersi o non sa fare 2+2, durerà a lungo, almeno 15 anni, perché è l'effetto di una mutazione epocale dell'economia e della finanza planetaria. [2]

In una situazione siffatta, non ci possiamo più permettere un apparato istituzionale-burocratico-amministrativo-normativo ridondante, farraginoso, sovradimensionato e costoso, col corollario di sciali, inefficienze, corruzione, evasione, malversazioni.

In un Paese normale, forse sarebbe sufficiente un semplice riordino delle funzioni delle Regioni, delle Province e dei Comuni; in Italia, Paese di furbi, scialoni, figli e figliastri e di santi… in Paradiso, occorrono misure radicali decise una volta per tutte.

Il governo Monti ha ora ridotto le province (escluse le Regioni a statuto speciale) a 51, scatenando le resistenze, sia dei cittadini interessati, sia soprattutto dei ras politici locali. Ma è inutile cercare di resistere, lo si dovrà fare, poiché il problema semplice come fare 2+2, ripeto, è che, con la crisi economica provocata dalla trasformazione epocale in atto, che sarà dura e lunga (15-20 anni), almeno noi poveri cristi non ci possiamo più permettere né il fardello di 20 Regioni-mini Stati costose e in gran parte (vedi tutte quelle del Sud) inefficienti e inquinate da camarille e mafie - ne bastano 3 - né le Province né i Comuni né le Comunità montane né le Circoscrizioni municipali né i Tribunali, né le Università, ecc. come e quanti sono adesso. Punto.

  

[1] “Il lavoro sporco del governo Berlusconi-Tremonti”

Riepilogo [manovre correttive, da inizio legislatura, valori cumulati]:

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld.

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html

[2] A causa della scopertura di 15 mld per aver l’allora ministro dell’Economia Tremonti (di cui l’attuale ministro dell’Economia Grilli era il direttore generale) assunto l’impegno che nessuno gli chiedeva del pareggio di bilancio nel 2014, che Tremonti si riprometteva di coprire (la cosiddetta clausola di salvaguardia) con la delega fiscale; cosa che ha poi dovuto fare il governo Monti aumentando l’IVA; con la seconda rata nel 2013, se non saranno reperiti con la “spending revuew”.

[3] “La globalizzazione non è un gioco equo”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html

 

Post e Articoli collegati

Gli sciali siciliani   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747899.html

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La cartina delle nuove Province italiane   http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/La-cartina-delle-nuove-Province-italiane_40051

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Ogni cittadino spende 2.849 euro per i dipendenti pubblici  http://www.corriere.it/economia/12_maggio_15/rizzo-dipendenti-pubblici-sprechi-corte-conti_559fd1bc-9e4b-11e1-b8e5-2081876c6256.shtml

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Regioni, un dipendente su tre è di troppo  http://www.corriere.it/politica/12_ottobre_23/regioni-dipendente-tre_18505f74-1cd2-11e2-99b8-aac0ed15c6ac.shtml

L'abc del decreto salva-Italia in 81 voci
Prelievo dell'1,5% sui capitali "scudati". Riduzione dei costi della politica e nuovo intervento sulle pensioni, con l'estensione, da gennaio 2012, del contributivo pro rata per tutti, l'abolizione delle "finestre mobili" e del sistema delle "quote". La manovra "Salva Italia" è sbarcata in Parlamento, con 49 articoli che intervengono, innalzandole, anche sulle accise sui carburanti e sulla soppressione e riorganizzazione di enti pubblici. Arriva, poi, una stretta sul lusso (auto, barche, aerei privati) e per contrastare l'evasione fiscale si abbassa a mille euro la soglia dei pagamenti in contante. L'Imu, che sostituirà l'Ici, viene anticipata al 2012. E mentire al Fisco sui propri redditi diventa reato. Ecco in 81 voci tutte le novità contenute nella manovra salva-Italia
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-09/labc-decreto-salvaitalia-voci-130324.shtml 

MANOVRA SALVA ITALIA
La conversione in legge della manovra "Salva Italia"
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/primiPiani/2012/01/la-conversione-in-legge-della-manovra-salva-italia.html

 


  

 

 

  

 

LETTERA AL DIRETTORE FERRUCCIO DE BORTOLI

           

Egr. Direttore De Bortoli,

 

Lei, anche stasera [8-11] a “Ballarò”, ed il “Corriere” e persino giornali supposti di sinistra non fate altro che parlare di necessità di riformare le pensioni, mentre, come Lei sa bene, finora i ricchi l’hanno fatta quasi franca, e i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente.

 

E’ superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E’ perciò colpevole, Dott. De Bortoli, contribuire ad alimentare la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi.

 

In conclusione, concretamente, al sottoscritto le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito pensionistico di 20 mila €; ai ricchi, ai loro utili idioti ed a voi giornalisti che chiedete le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, quanto?

 

Mi permetto di inviarLe questo appunto esplicativo.

 

Cordialmente,

 

 

APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE

 

Com’è noto, l’ammontare elevatissimo del debito pubblico e la stentata crescita, in un contesto di grave crisi economica che ha investito, a partire dal 2008, tutti i Paesi occidentali, hanno reso necessario il varo di una serie di manovre correttive severe, che hanno sempre interessato, ogni volta, anche la previdenza e l’assistenza. Ma non è finita. Si preannunciano, per reperire risorse, ulteriori interventi sulle pensioni, sollecitati dagli organismi europei. Provo allora a fare il punto.

 

Vorrei osservare che: a) si sbaglia, almeno per indeterminatezza, non distinguendo opportunamente tra le due tipologie di pensione: vecchiaia e anzianità;  b) il sistema pensionistico italiano, dopo le 7 più o meno importanti riforme varate dal 1992 [1], è per il 3° anno inattivo [2] (nonostante la crisi occupazionale) ed in equilibrio fino al 2050 [3] (l’UE lo sa molto bene, ed anche la BCE, che ha menzionato nella famosa lettera soltanto quelle d’anzianità [4]); c) per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, infatti, è in linea addirittura col “benchmark” europeo [5], poiché è già ora a 66 anni (per effetto dell’eufemistica “finestra” di 12 mesi), dal 2013 a 66 anni e 3 mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita; per crescere fino a 67 nel 2021 ed oltre 68 nel 2032 [6]; d) è vero, invece, che non sono state riformate ulteriormente le pensioni di anzianità anticipate (età + anzianità di lavoro), disallineate rispetto alla media Ocse [7]; ma quelle ordinarie sono già a 41 anni e saliranno anch’esse gradualmente in base all’aspettativa di vita.

 

E’ opportuno puntualizzare, inoltre, che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps, emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva [8] (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’Inps perché andata in difficoltà per troppa generosità [9]).

E tutto questo mentre, dai dati Istat sul rapporto annuale dell’Inps diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese [10].

 

In ogni caso, per restare allineati alla media Ocse della spesa sociale complessiva, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile di anzianità (da attuare attraverso il meccanismo di incentivi/disincentivi previsto dalla riforma Dini) dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il reddito minimo garantito universale (l’Italia è l’unico paese,oltre alla Grecia, che non lo prevede), oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ pensionistico per i lavoratori precari.

 

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovre correttive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri, le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale [11].

Le misure ormai sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond [12] (non a caso caldeggiati anche da Tremonti) e della TTF [13], occorre, in particolare:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente [14], l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi [15].
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimonialeordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € [16];
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” [11]), per rendersene conto. O il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito il 24-10 scorso [17]. O basta analizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano anche i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

 

[1] Riforme delle Pensioni:Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011.

 

[2] Il Sole 24 Ore Radiocor - Roma, 28 lug

“Inps: Civ approva consuntivo 2010, avanzo finanziario cala a 1,66 mld”

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-961509/inps-civ-approva-consuntivo-2010/

 

[3] Programma Nazionale di Riforma

Bozza* – novembre 2010

http://europa.dol.it/allegatidef/piano%20Tremonti122384.pdf

N.B.: nella proiezione ivi contenuta, non sono comprese le misure 2011 sulle pensioni.

 

[4] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[5] Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

N.B.: I dati sono sintetizzati in questo articolo:

http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723 

 

[6] La Normativa in Materia di Pensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

 

[7] Punti salienti OCSE "Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf 

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse

 

[8] “L’austerità vista da sinistra”

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002251.html

 

[9] “L’avventurosa storia dell’istituto di previdenza dei dirigenti industriali”

http://www.manageritalia.it/content/download/Informazione/Giornale/Dicembre2002/pag28.pdf

 

[10] Dati ISTAT sulla base del Rapporto INPS (v. Fig. 7)

http://www.istat.it/it/files/2011/06/testointegrale20110621.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+21%2Fgiu%2F2011+-+Testo+integrale.pdf

Il rapporto INPS 2010

http://www.pmi.it/file/whitepaper/000560.pdf

 

[11] Distribuzione della ricchezza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html

 

[12] “EuroUnionBond per la nuova Europa”

di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml

 

[13] “Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 marzo 2011 su un finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo”

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0080+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

 

[14] “E Bankitalia rilancia l'Ici. Ripristinarla sulla prima casa ma tagliando le tasse sul lavoro”

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/14/bankitalia-rilancia-ici-ripristinarla-sulla.html

 

[15] “Abolizione dell’ICI”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html)

 

[16] Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html)

 

[17] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

 

P.S.: Per reperire i vari link attivi, do il link al mio 'post'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html

 

 

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Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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