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Lettera alla Ministra Mara Carfagna: PNRR, due proposte per il Mezzogiorno e l’Italia




 ALLA SIGNORA MINISTRA PER IL SUD MARA CARFAGNA

P.C. SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Oggetto: Due proposte per il Mezzogiorno e l’Italia.

 

Egr. Signora Ministra Carfagna,

Dato lo scarso spazio a disposizione nell’apposito form, mi pregio sottoporre al Suo vaglio, più estesamente, i due seguenti progetti, nell’ambito del Fondo Nazionale di Ripresa e Resilienza.

PREMESSA

PNRR: LA STRATEGIA DEI TRE PASSI PRIORITARI

La burocrazia riesce a spendere neppure 2 miliardi all'anno di fondi europei, ora dovrebbe riuscire a spenderne oltre 15 volte tanto per 6 anni. Non sembra possibile.
Occorrono, dunque, questi TRE passi prioritari:

1. il primo passo è la RIPARTIZIONE territoriale delle risorse: sia per gli obiettivi stabiliti dall'UE, oltre che dalla nostra Costituzione - riduzione dei divari territoriali -, sia in base ai moltiplicatori (al Sud oltre 4, al Nord meno di 1, cfr. precedente bozza PNRR), la quota maggioritaria deve essere assegnata al Mezzogiorno (non a caso, l'UE ha attribuito al Sud il 66% del contributo a fondo perduto);

2. il secondo passo è una logica conseguenza del primo passo: i progetti devono essere pochi e grandi, a partire dall'unificazione ferroviaria nazionale, obiettivo strategico indicato da Cavour 175 anni faalle strade, ai porti, agli acquedotti, alle CASE POPOLARI (1,5% del totale degli immobili residenziali in Italia, contro il 32% dell’Olanda, il 23% dell’Austria, il 19% della Danimarca, il 16% della Francia), al PROGETTO EDUCATIVO rivolto, a domicilio, alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (dopo è già tardi);

3. il terzo passo è la creazione di una tecnostruttura gestionale dedicata altamente competente ed efficiente (CDP, BEI, Banca d'Italia, Accademia, ecc.), svincolata dalle pastoie della inefficientissima burocrazia nazionale e regionale, che deve solo fornire le persone più adatte e competenti, prendendo i migliori, che abbia ramificazioni anche nelle Regioni; regolata da norme europee.

 

PROGETTI

 

DUE PROPOSTE PER IL MEZZOGIORNO E L’ITALIA

(che quasi nessuno fa)

La Questione meridionale - lo dimostrano la storia economica e l’analisi di tutti gli indicatori dall’unità d’Italia (cfr., tra gli altri, questo eccellente studio della Banca d’Italia che dà uno sguardo anche alla ex Germania Est, destinataria di imponenti risorse dopo l’unificazione, molto superiori a quelle asseritamente riversate nel nostro Mezzogiorno) - non è soltanto un problema di risorse finanziarie. Occorre agire congiuntamente sulla leva economico-finanziaria e su quella educativa. Sono cose che propongo, nel mio piccolo, da 10 anni (le ho proposte anche al precedente PdC e al precedente ministro per gli Affari Europei).

 

1. GRANDE PIANO PLURIENNALE DI CASE POPOLARI DI QUALITA’

Soltanto il 73% degli Italiani abita in case di proprietà;[1] in alcune Regioni del Sud, intorno al 60%. La prima infrastruttura deve essere un Grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità. Le case popolari e ultrapopolari in Italia sono appena l’1,5% dei 35 milioni di immobili residenziali,[2] contro il 32% in Olanda, il 23% in Austria, il 19% in Danimarca e il 16% in Francia.[3] Nel 2010, in Francia - ed è il record - si sono costruiti 131.500 alloggi pubblici, cioè quanti, al ritmo attuale, se ne costruiscono in Italia in 50 anni. Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.

Il numero delle case popolari e ultrapopolari è diminuito rispetto a quindici anni fa, a seguito della loro vendita (privatizzazioni).

Il divario con gli altri Paesi UE risulta ancora più marcato in termini di spesa per l’housing sociale, con un rapporto spesa/Pil dell’Italia pari (2005 e 2009) ad un misero 0,02%, contro una media dello 0,57% UE27.[4]

Poi ci si scandalizza della guerra tra poveri dell’occupazione abusiva delle case popolari, mentre bisognerebbe scandalizzarsi per l’estrema penuria di alloggi pubblici e sollecitare vigorosamente un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici.

Pertanto, l’obiettivo prioritario in Italia deve essere un GRANDE PIANO PLURIENNALE DI CASE POPOLARI DI QUALITA’, sulla falsariga del piano Fanfani[5] (all’epoca ministro del Lavoro e della Previdenza sociale), adattato alle esigenze attuali, anche in termini di consumo di suolo, e tenendo conto eventualmente della grande disponibilità di case sfitte o invendute (così si depotenzia la contrarietà della potente lobby delle banche e degli immobiliaristi, oltre che dei proprietari di casa, beneficiari senza alcun merito, da 60 anni, della legislazione urbanistica sul regime dei suoli).

Come disse una ragazza ricca alla trasmissione “Ballarò”, si è poveri quando non si possiede una casa. O, aggiungo io, quando con un basso reddito non è possibile pagare un affitto sociale.

È una misura che verrebbe approvata sicurissimamente dall’UE, perché è inclusa nelle proposte del gruppo di studio, presieduto da Romano Prodi, per conto della Commissione Europea.[6]

Ed è, soprattutto, una misura che coniuga assistenza (che è uno dei compiti istituzionali - e costituzionali - dello Stato), equità e sviluppo produttivo.

Il piano andrebbe affidato, almeno, ad un Sottosegretario di Stato forte politicamente ed efficiente.

 

2. PROGETTO EDUCATIVO

Oltre alle carenze evidenti della capacità amministrativa delle Regioni del Sud, cui si può sopperire, nel breve periodo, gemellando Regioni del Sud e Regioni del Nord e/o unificando e centralizzando le migliori competenze per l’amministrazione delle risorse destinate al Sud, svincolate finalmente dal criterio iniquo, sperequato e incostituzionale della spesa storica per il riparto della spesa ordinaria e che prevedano una quota addizionale per la spesa per investimenti (art. 119 Cost.), occorre implementare una rivoluzione culturale (in senso lato) ed un correlato PROGETTO EDUCATIVO.

Esso deve avere come soggetto e oggetto principale la DONNA meridionale, al fine di incrementare il capitale umano e il capitale sociale.

La donna, infatti, nel suo duplice ruolo di madre e poi di insegnante, è il principale agente educativo e culturale nelle famiglie (è lì, coinvolgendo i padri, e i nonni quando presenti, molto più che negli asili nido, che è necessario intervenire, in un’intelligente ottica di prevenzione/efficacia/economicità), e va supportata attraverso un lavoro di assistenza a domicilio, durante la gravidanza e nei primi tre anni di vita dei figli, che è il periodo critico per lo sviluppo affettivo (principale mattone della personalità), intellettivo (è il periodo principale in cui si sviluppano le sinapsi e gli assoni - che collegano i 100 miliardi di neuroni di cui ciascuno di noi è dotato alla nascita ma quasi privi di sinapsi -, a condizione che essi vengano “fissati” dall’educazione, vale a dire dall’interazione con l’ambiente, gli altri si atrofizzano) ed etico-normativo (l’altro mattone della personalità).[7]

 

Esprimo la speranza che i due sopra descritti, fondamentali progetti vengano inclusi in quelli approvati e finanziati.

La ringrazio dell’attenzione e Le porgo i miei migliori saluti e auguri di buon lavoro,

V.

 

____________________________

Note 

[1] ISTAT-CENSIMENTO DELLE ABITAZIONI 2011
http://www.istat.it/it/archivio/108392

EUROSTAT
https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Housing_statistics https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/images/0/00/Fig18_2_1.png

[2] Statistiche catastali 2018
Tabella 5: Numero unità immobiliari residenziali per categoria catastale e per tipologia di intestatari e variazione % annua Categoria Intestatari Totale Var % stock 2018/2017 PF PNF BCC
A/1 28.613 5.429 8 34.050 -1,8%
A/2 11.958.361 887.467 2.462 12.848.290 0,7%
A/3 11.679.209 1.068.467 3.709 12.751.385 0,4%
A/4 5.120.707 445.754 2.718 5.569.179 -0,5%
A/5 728.970 80.945 366 810.281 -2,6%
A/6 571.492 34.257 114 605.863 -3,2%
A/7 2.342.454 65.422 260 2.408.136 1,0%
A/8 28.364 6.225 15 34.604 -0,5%
A/9 1.648 848 3 2.499 -0,2%
A/11 19.562 4.984 40 24.586 0,5%
Totale 32.479.380 2.599.798 9.695 35.088.873 0,3%
https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Schede/FabbricatiTerreni/omi/Pubblicazioni/Statistiche+catastali/Statistiche+catastali+2018/Statistiche_Catastali_2018_18072019_.pdf
link sostituito da:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/263802/Statistiche_Catastali_2018_18072019.pdf/92569312-eb38-f34d-1ea5-d69c9e3f8db9

[3] Edilizia sociale nell'Unione Europea (pag. 23)
http://fupress.net/index.php/techne/article/viewFile/11486/10976
link sostituito da:
https://search.proquest.com/openview/11de67b2778040203932ea2fc95c26fb/1?pq-origsite=gscholar&cbl=756407

[4] Rapporto CIES 2011-2012
Secondo il Rapporto CIES 2011-2012 (tabella 3.4), la spesa per l’housing sociale in Italia nel 2005 e nel 2009 è stata appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo! http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf#page=105
http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf

[5] Il piano INA-Casa: 1949-1963
http://www.treccani.it/enciclopedia/il-piano-ina-casa-1949-1963_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Tecnica)/
Ina-case, quando l’utopia
50 anni fa si chiudeva il piano ideato da Fanfani per l’edilizia popolare
https://www.lastampa.it/cultura/2013/02/20/news/ina-case-quando-l-utopia-1.36122560

[6] New Deal sociale da 150 miliardi l’anno, il piano di Prodi per salvare l’Europa
Il dossier preparato da un team di esperti: investire su salute, istruzione ed edilizia
https://www.lastampa.it/esteri/2017/12/23/news/new-deal-sociale-da-150-miliardi-l-anno-il-piano-di-prodi-per-salvare-l-europa-1.34086452
Il “New Deal” di Prodi: investire 150 miliardi per rilanciare l’Europa sociale
http://www.romanoprodi.it/notizie/il-new-deal-di-prodi-investire-150-miliardi-per-rilanciare-leuropa-sociale_14786.html (ivi il rapporto, nel quale è interessante notare (pag. 32) che nella classifica della Social housing as a proportion of overall housing stock ai primi tre posti ci sono l’Olanda col 34,1%, l’Austria col 26,2% e la Danimarca col 22,2%, mentre l’Italia non figura affatto).

[7] La mancanza di organizzazione, concretezza, pragmatismo deriva dal clima? Non so, può darsi che sia una concausa. Io però penso che sia un prodotto essenzialmente della cultura (nel duplice senso: classico e soprattutto moderno), nelle forme e nello stadio in cui è in un dato periodo storico (pensiamo ai Romani o agli Arabi).

Ma naturalmente è estremamente difficile, anzi impossibile, creare un sistema-Paese efficiente se ognuno si crede un dio, quindi perfetto (cfr. Il Gattopardo). È il principe di Salina che parla:

«Rimasero [gli ufficiali inglesi] estasiati dal panorama, della irruenza della luce; confessarono però che erano stati pietrificati osservando lo squallore, la vetustà, il sudiciume delle strade di accesso. […] Vengono [i garibaldini] per insegnarci le buone creanze ma non lo potranno fare, perché noi siamo dèi. […] i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti.»

È quasi superfluo aggiungere che, come scriveva Dostoevskij, tutti gli ottusi si credono perfetti. Il Sud è strapieno di individui, a tutti – proprio tutti – i livelli, che si credono perfetti.

Che fare? Diffondere, attraverso l’educazione, tonnellate, vagoni, bastimenti di logica e pragmatismo! Ripeto: non soltanto la logica (greca), ma anche il pragmatismo (anglosassone) o, se si preferisce, la concretezza romana (della Roma antica, naturalmente); il rispetto delle regole; l’etica della responsabilità; la propensione al rischio.

E intervenire alla radice sulla relazione tra ruolo e partecipazione della donna e indice di sviluppo di un Paese, che caratterizza negativamente il Sud, similmente ai Paesi arabi.

Educazione. «Lo scopo principale della vita da cui dipendeva ogni felicità» (Lev Tolstoj, Anna Karenina).

Ciascuno di noi è il prodotto di due fattori: i geni e l’educazione. Il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; il secondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione «educazione».

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi tre ambiti.

Fascia d’età critica. Il periodo fondamentale è dalla gravidanza a 3 anni! È in questo lasso di tempo che si formano le sinapsi e gli assoni, che legano i neuroni, ma essi si fissano a condizione che vengano utilizzati/stimolati dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Corollario: elementare decidere di intervenire sui soggetti giusti, nella fascia d’età giusta e nel luogo giusto.

PROGETTO EDUCATIVO. La mia proposta è questa: in Italia ogni anno nascono ormai poco più di 400.000 bambini, quindi ci sono poco più di 400.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.

A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.

Come progetto pilota, suggerisco di cominciare dalla Calabria e dall’asse Napoli-Caserta. L’Italia diventerà un Paese normale soltanto quando la Calabria e l’asse Napoli-Caserta usciranno dal sottosviluppo ferroviario e/o culturale-antropologico.

***

Segreteria del Ministro:
tel. (+39) 06.67793838
segreteria.ministrosud@governo.it
p.c. presidente@pec.governo.it

 

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 https://vincesko.blogspot.com/2021/03/lettera-alla-ministra-mara-carfagna.html

 

 

Replica alla risposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte




In data 6 settembre 2019, ho inviato al PdC Giuseppe Conte una lettera pec [1 o 2] (lo si può contattare soltanto via pec) con la quale gli ho suggerito che al primo posto del programma del nuovo Governo M5S-PD-LeU debba essere contemplato un Grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità. Ieri, ho pubblicato molto volentieri la sua risposta [1 o 2]Oggi, pubblico la mia replica.


Re: R: Lettera al PdC Giuseppe Conte sul Piano Pluriennale Case Popolari di Qualità

martedì 24 settembre 2019 - 22:44

Da:      v

A:        presidente@pec.governo.it


Buonasera,

La Prego di ringraziare il Sig. Presidente Giuseppe Conte per la sua gentile risposta. Ma mi permetto di aggiungere:

1. l’estrema penuria di case popolari, che con l’1,5% sul totale degli immobili residenziali e lo 0,02% del Pil della spesa per l’housing sociale relega l’Italia all’ultimo posto in UE, non è soltanto un problema di emergenza abitativa, ma una cronica e crescente deficienza strutturale del welfare, che condiziona e pregiudica l’efficacia delle politiche sociali nazionali (incluso il c.d. Reddito di cittadinanza, che in realtà è un Reddito minimo garantito e condizionato, la cui congruità - a ben vedere - dipende dalla proprietà della casa o un affitto sociale) e, in definitiva, il benessere e la sostenibilità economica di un’aliquota importante (25%) del popolo italiano, quello più fragile, costretto a pagare affitti elevati rispetto al reddito, ormai insostenibili, proprio per la carenza dell’offerta;

2. ne consegue che la casa popolare è oggettivamente l’infrastruttura prioritaria; e

3. per allinearsi alla Francia, che occupa il quarto posto con poco meno del 20%, occorrerebbe implementare un ambizioso PIANO PLURIENNALE DI CASE POPOLARI DI QUALITA’ e costruire 6.500.000 alloggi pubblici, utilizzando anche la leva finanziaria UE, con effetti altamente positivi sull’economia e l’occupazione;

4. il segretario del PD, Nicola Zingaretti, destinatario p.c. della mia lettera, ha parlato recentemente sia alla Festa dell’Unità di Milano, sia in un’intervista al Corriere della Sera di un “importante Piano Casa”;[1]

5. infine, il presidente Conte ha accennato ad un piano prioritario di asili nido: è positivo, ma io ritengo che (i) la casa popolare sia, per le ragioni anzidette, più importante dell’asilo nido; e (ii) occorra fare attenzione alle controindicazioni: se l’asilo nido viene considerato un luogo di parcheggio e non un momento fondamentale dello sviluppo psichico dei bambini può essere perfino dannoso.[2]

Con i migliori saluti,

V.


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Note:

[1] Il Segretario del PD Nicola Zingaretti ha concluso il suo intervento alla Festa dell’Unità di Milano, trasmesso da Radio Radicale https://www.radioradicale.it/scheda/584242/festa-dellunita-incontro-con-nicola-zingaretti, lanciando il PIANO CASA.

L’INTERVISTA

Zingaretti: «Ora il Pd guardi al futuro. La scissione di Renzi? Io non l’ho capito»

Il segretario: «Errore dividere il Pd ma ora noi dobbiamo portare il partito nel futuro. E con il governo subito interventi per l’economia, il lavoro e l’ambiente»

[…] Ma vi alleerete con i 5 Stelle anche alle prossime elezioni politiche per sconfiggere la destra
«Io credo che uno degli errori del governo gialloverde sia stato quello di mantenere cristallizzate le differenze tra le due forze politiche della maggioranza. Questo ha generato mesi di ritardi, incomprensioni e litigi, provocando un danno immenso pagato dall’Italia e dagli italiani. Noi ora dobbiamo fare l’opposto. Cioè maturare un processo politico di confronto, di dialogo e di avvicinamento che porti a dei risultati molto concreti. Come è avvenuto adesso, nelle trattative per la formazione del governo grazie agli sforzi di entrambe le parti, si lavora per alzare gli stipendi degli italiani attraverso il taglio delle tasse, per varare un importante piano casa per le fasce sociali più deboli e aprire una nuova stagione di investimenti per le imprese. Credo che sia segno di grande maturità non rinunciare alle proprie idee ma al contempo non avere paura di confrontarsi e fare altri passi insieme».

18 settembre 2019 | 07:07


[2] Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido

L’asilo nido fa bene o non? Dipende



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Risposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte





Pubblico molto volentieri la risposta della Segreteria del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla mia lettera pec del 6 settembre scorso,[1] con la quale ho caldeggiato un Grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità. Domani pubblicherò la mia lettera di replica.


CONSEGNA: Re: R: Lettera al PdC Giuseppe Conte sul Piano Pluriennale Case Popolari di Qualità

martedì 24 settembre 2019 - 18:35

Da:        Posta Certificata Legalmail

A:          v


Gentile Sig. V,

il Presidente Conte desidera ringraziarLa per aver voluto condividere osservazioni e suggerimenti su di un tema importante come l’emergenza abitativa. Desidera nel contempo trasmetterle rassicurazione circa il pieno impegno di tutto il Governo nella ricerca delle soluzioni migliori. Grato per lo spirito di collaborazione, tiene a farle avere questo breve riscontro assieme ai suoi più cordiali saluti.

La Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri


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Note


[1] Lettera al PdC Giuseppe Conte: proposta di un Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità



Post collegato:

Replica alla risposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2867141.html oppure
https://vincesko.blogspot.com/2019/09/replica-alla-risposta-del-presidente.html



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Lettera al PdC Giuseppe Conte: proposta di un Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità




Pubblico la lettera pec (gli si può scrivere soltanto via pec) che ho inviato una settimana fa al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e p.c. al Presidente della Repubblica e ad altri 248 destinatari, per proporgli di includere al primo posto nel programma del governo Conte II (M5S, PD e LeU) un grande Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

Informo molto volentieri che il Segretario del PD Nicola Zingaretti ha ieri concluso il suo intervento alla Festa dell’Unità di Milano, trasmesso da Radio Radicale, lanciando il PIANO CASA. Zingaretti è stato uno dei destinatari della mia lettera pec.


Lettera al PdC Giuseppe Conte sul Piano Pluriennale Case Popolari di Qualità

venerdì 6 settembre 2019 - 11:35

Da: v


ALLA C.A. DEL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

CC: SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PARLAMENTARI, MINISTRI, SINDACATI, MEDIA


Egr. Sig. Presidente Conte,

Al primo punto della bozza del programma del Governo giallorosso c’è “il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa”.

E’ positivo, ma un po’ poco.

Tra le opere infrastrutturali strategiche e indispensabili, a mio avviso, va incluso al primo posto un corposo PIANO PLURIENNALE DI ALLOGGI PUBBLICI DI QUALITA’, allo scopo di alleviare gli effetti della grave crisi economica a beneficio della parte più fragile del popolo italiano, poiché, a ben vedere, la proprietà della casa o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un’esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

Le famiglie in casa di proprietà non sono né il 90 né l’80% - come in generale si sostiene - ma il 72% di quelle censite dall’ISTAT/EUROSTAT[1] ed in alcune Regioni (come la Campania) intorno al 60%.

E gli alloggi pubblici popolari (cat. A4) e ultrapopolari (cat. A5) censiti dall’Agenzia delle Entrate, spesso fatiscenti, sono appena 526.699 unità[2], pari all’1,5 per cento del totale di 35 milioni di immobili residenziali, contro il 10, 20, 30 per cento di altri Paesi UE (al 1° posto c’è l’Olanda col 32%[3]); negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.

Il numero delle case popolari e ultrapopolari è diminuito rispetto a quindici anni fa, a seguito della loro vendita (privatizzazioni).

Il divario con gli altri Paesi UE risulta ancora più marcato in termini di spesa per l’housing sociale, con un rapporto spesa/Pil dell’Italia pari (2005 e 2009) ad un misero 0,02%, contro una media dello 0,57% UE27.[4]

Poi ci si scandalizza della guerra tra poveri dell’occupazione abusiva delle case popolari, mentre bisognerebbe scandalizzarsi per l’estrema penuria di alloggi pubblici e sollecitare vigorosamente un corposo piano pluriennale di case popolari.

Pertanto, l’obiettivo prioritario in Italia deve essere un GRANDE PIANO PLURIENNALE DI CASE POPOLARI DI QUALITA’, sulla falsariga del piano Fanfani[5] (all’epoca ministro del Lavoro e della Previdenza sociale), adattato alle esigenze attuali, anche in termini di consumo di suolo, e tenendo conto eventualmente della grande disponibilità di case sfitte o invendute (così si depotenzia la contrarietà della potente lobby delle banche e degli immobiliaristi, oltre che dei proprietari di casa, beneficiari senza alcun merito, da 60 anni, della legislazione urbanistica sul regime dei suoli).

Sarebbe un piano, peraltro, in raccordo con le recenti proposte del gruppo di studio di alto livello, presieduto da Romano Prodi, per conto della Commissione Europea.[6]

La prima copertura finanziaria (parziale) che mi viene in mente è la reintroduzione della IMU-TASI sulla casa principale (4 mld), in particolare dei ricchi e dei benestanti (2,7 miliardi)[7], resa esente per meri motivi elettoralistici e contro il dettato costituzionale (art. 53). Secondo il MEF, il gravame medio annuo è stato pari nel 2012 ad appena 225€ e l’85% ha pagato meno di 400€ [8]. Con i quali, ipotizzando un costo unitario medio di 100.000€, si potrebbero costruire 40.000 alloggi l’anno.

In conclusione, osservo:

- che l’ottimo, ancorché breve, secondo Governo Prodi (2006-2008) stanziò nella legge finanziaria del 2007 550 milioni per la casa, inclusa l’edilizia pubblica;[9]

- che il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Meloni, tra i suoi primi provvedimenti, stornò tale stanziamento di 550 milioni,[10] anche per finanziare l’abolizione dell’ICI ai ricchi e ai benestanti (2,2 mld)[11];

- che, come in altri Paesi, andrebbe costituito un Sottosegretariato (con un titolare forte ed efficiente) alla casa e al RdC (RGM);

- che, per prevenire le solite obiezioni di poveri contro altri poveri (mai rivolte contro i sussidi regalati ai ricchi e ai benestanti, perfino dal capitolo spesa sociale!), si deve cambiare paradigma: se si costruissero case popolari di qualità in numero congruo, pari, in percentuale, alla metà dell’Olanda (32/2=16% del totale di 35.000.000=5.600.000, cioè il decuplo di oggi), occorrerebbe cambiare i criteri di assegnazione; gli assegnatari potranno essere percettori di un reddito ben superiore al limite di 10 mila€ circa attuali; le sanzioni ai morosi “capienti” dovranno essere severe; ai poveri, invece, l’affitto (sociale) dovrà tendere a zero e far parte del sistema di protezione sociale assieme al Reddito minimo garantito.

La ringrazio dell’attenzione e Le porgo i miei migliori saluti e auguri di buon lavoro,

V.

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Note


[1] ISTAT-CENSIMENTO DELLE ABITAZIONI 2011

EUROSTAT

[2] Statistiche catastali 2018

Tabella 5: Numero unità immobiliari residenziali per categoria catastale e per tipologia di intestatari e variazione % annua Categoria Intestatari Totale Var % stock 2018/2017 PF PNF BCC

A/1 28.613 5.429 8 34.050 -1,8%

A/2 11.958.361 887.467 2.462 12.848.290 0,7%

A/3 11.679.209 1.068.467 3.709 12.751.385 0,4%

A/4 5.120.707 445.754 2.718 5.569.179 -0,5%

A/5 728.970 80.945 366 810.281 -2,6%

A/6 571.492 34.257 114 605.863 -3,2%

A/7 2.342.454 65.422 260 2.408.136 1,0%

A/8 28.364 6.225 15 34.604 -0,5%

A/9 1.648 848 3 2.499 -0,2%

A/11 19.562 4.984 40 24.586 0,5%

Totale 32.479.380 2.599.798 9.695 35.088.873 0,3%

[3] Edilizia sociale nell'Unione Europea

[4] Rapporto CIES 2011-2012

Secondo il Rapporto CIES 2011-2012 (tabella 3.4), la spesa per l’housing sociale in Italia nel 2005 e nel 2009 è stata appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo! http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf#page=105

[5] Il piano INA-Casa: 1949-1963

Ina-case, quando l’utopia

50 anni fa si chiudeva il piano ideato da Fanfani per l’edilizia popolare

[6] New Deal sociale da 150 miliardi l’anno, il piano di Prodi per salvare l’Europa

Il dossier preparato da un team di esperti: investire su salute, istruzione ed edilizia

Il “New Deal” di Prodi: investire 150 miliardi per rilanciare l’Europa sociale

http://www.romanoprodi.it/notizie/il-new-deal-di-prodi-investire-150-miliardi-per-rilanciare-leuropa-sociale_14786.html (ivi il rapporto, nel quale è interessante notare (pag. 32) che nella classifica della Social housing as a proportion of overall housing stock ai primi tre posti ci sono l’Olanda col 34,1%, l’Austria col 26,2% e la Danimarca col 22,2%, mentre l’Italia non figura affatto).

[7] Una delle colpe maggiori del Governo Berlusconi e del Governo Renzi fu la completa abolizione dell’ICI/IMU sulla casa principale (le c.d. case di lusso, sempre sbandierate dagli abolizionisti come esempio di equità, in una prima versione della legge anch’esse esenti nel caso di Renzi!, erano appena 74.430 su un totale di 34.435.196), che causò un buco di bilancio coperto dalla fiscalità generale e quindi anche dagli affittuari a basso reddito. Esempio preclaro di come dare ai ricchi togliendo ai poveri, in barba al principio contenuto nell’art. 53 della Costituzione.

[8] I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo per l’IMU

Prodi ha infine sottolineato come "i fondi per la casa siano un punto centrale". "C'è un piano che prevede 550 milioni di euro per la ricostruzione delle case e per avviare un fondo che insieme al patrimonio dello Stato costituisce un volano per costruire nuove abitazioni".

[10] I veri vantaggi provengono dalle misure del Governo Prodi. D’altro canto, alcune delle misure a cui il Governo dà grande enfasi non costituiscono un vantaggio supplementare. Il “piano casa” è interamente finanziato con le risorse stanziate dal Governo Prodi: 550 milioni per il programma straordinario triennale di edilizia residenziale pubblica e 100 milioni per valorizzare il patrimonio del demanio e mettere a disposizione alloggi derivano dal DL 159/2007 collegato alla finanziaria 2008, 60 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica sovvenzionata provengono dalla finanziaria 2007.

MA QUALE PIANO CASA: IL GOVERNO CANCELLA I FONDI PER 195 ALLOGGI PER GLI SFRATTATI !!!

Modena, 24 giugno 2008

di Antonietta Mencarelli, segretario provinciale sindacato inquilini SUNIA

Parte male la politica abitativa del governo Berlusconi. I primi provvedimenti contenuti nella manovra economico-finanziaria che il governo sta approntando non vanno nella direzione di dare risposta al caro-affitti e di sostenere le fasce sociali più deboli in difficoltà per affitti troppo alti rispetto al reddito.

Il taglio di 550 milioni di euro destinati al recupero di 12.000 alloggi per gli sfrattati su tutto il territorio nazionale, penalizza proprio quegli inquilini in condizioni disagiate – spesso anziani soli, portatori di handicap, famiglie con figli e basso reddito – colpiti da sfratto esecutivo spesso per causa di morosità. Si ricorda che nella nostra provincia l’80% degli sfratti avviene per morosità, evidenziando dunque un’emergenza sociale di famiglie che faticano a pagare affitti troppi alti per i loro redditi.

[11] Abolizione dell’ICI


Post Scriptum: Ho tratto parte dei dati dal mio libro “LE TRE PIU' GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO” (cap. 1) sui Governi Berlusconi e Monti, le riforme delle pensioni Sacconi e Fornero e le violazioni statutarie della BCE https://www.amazon.it/dp/B07L3B5N5M



Post collegato:

La casa è un diritto essenziale


Aggiornamento

Il Segretario PD Zingaretti, dopo la Festa dell’Unità di Milano, ribadisce la proposta del PIANO CASA in questa intervista al Corriere della Sera. Sottolineo l’aggettivo “importante”.


L’INTERVISTA

Zingaretti: «Ora il Pd guardi al futuro. La scissione di Renzi? Io non l’ho capito»

Il segretario: «Errore dividere il Pd ma ora noi dobbiamo portare il partito nel futuro. E con il governo subito interventi per l’economia, il lavoro e l’ambiente»

[…] Ma vi alleerete con i 5 Stelle anche alle prossime elezioni politiche per sconfiggere la destra

«Io credo che uno degli errori del governo gialloverde sia stato quello di mantenere cristallizzate le differenze tra le due forze politiche della maggioranza. Questo ha generato mesi di ritardi, incomprensioni e litigi, provocando un danno immenso pagato dall’Italia e dagli italiani. Noi ora dobbiamo fare l’opposto. Cioè maturare un processo politico di confronto, di dialogo e di avvicinamento che porti a dei risultati molto concreti. Come è avvenuto adesso, nelle trattative per la formazione del governo grazie agli sforzi di entrambe le parti, si lavora per alzare gli stipendi degli italiani attraverso il taglio delle tasse, per varare un importante piano casa per le fasce sociali più deboli e aprire una nuova stagione di investimenti per le imprese. Credo che sia segno di grande maturità non rinunciare alle proprie idee ma al contempo non avere paura di confrontarsi e fare altri passi insieme».

18 settembre 2019 | 07:07



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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
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"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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