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Lettera al Sen. Alessandro Malan sul suo articolo “Diario della ‘lunga legislatura’” pieno di fake news




Pubblico la lettera che ho inviata pochi giorni fa al senatore del PD Alessandro Malan, con osservazioni critiche su un suo articolo. Chi legge questo mio blog sa che uso scrivere che quasi 60 milioni di Italiani sono stati vittima del potente sistema disinformativo berlusconiano e del centrodestra; come vedete, anche un parlamentare come Malan è anch’egli vittima di tale DISINFORMAZIONE. Ad oggi, non ho ricevuto risposta.


Osservazioni al Suo articolo "Diario della 'lunga legislatura'".

Da:  v

15/1/2018 15:30


Egr. Sen. Maran,

Ho appena letto il Suo articolo sul Foglio, rilanciato dal sito del Sen. Pietro Ichino DIARIO DELLA “LUNGA LEGISLATURA”, che a mio avviso contiene parecchie inesattezze, sorprendenti (ma non tanto per me, visto che accomunano da sei anni quasi 60 milioni di Italiani, inclusi i docenti universitari) in un parlamentare.

Scusandomi per non avere inviato anche a Lei le mie varie e-mail, che forse Le avrebbero evitato di scrivere tante affermazioni imprecise, faccio un esame puntuale delle affermazioni per me salienti e vi allego le prove documentali (inclusi i post accennati).

Citazione1: “Quel che accadde allora è tutto nelle cronache dei giornali dell’epoca”.

Sì, forse, ma le persone, inclusi i parlamentari (vedi appresso), sono di memoria corta oppure “catturati” dai loro pregiudizi o condizionati e fuorviati dalla loro malafede.

Citazione2: “dalla celebre lettera della Ue che impose al Paese la cura da cavallo anticrisi”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei). La cura da cavallo è cominciata un anno e mezzo prima, nel 2010, col DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010, di ben 62 mld cumulati, la più scandalosamente iniqua, quella che all’art. 12 reca la severissima riforma delle pensioni SACCONI (vedi appresso), e poi si è sviluppata con una seconda manovra finanziaria correttiva pesantissima (oltre la legge finanziaria o di stabilità), vale a dire il DL 98 del 6.7.2011 convertito dalla L. 111/2011, di 80 mld cumulati, che riscosse l’apprezzamento sia del Consiglio Europeo, che della cancelliera Merkel. Dopo appena pochi giorni, invece, arrivò la lettera della BCE (Trichet e Draghi), con varie prescrizioni dettagliate e la richiesta di anticipare il pareggio di bilancio al 2013 (in contrasto con l'apprezzamento della Banca d'Italia, nel maggio precedente, del pareggio di bilancio nel 2014), che portò al varo di una seconda manovra estiva pesante, il DL 138 del 13.8.2011, convertito dalla L. 148/2011, di 60 mld cumulati. Ma neppure bastarono a salvare il governo Berlusconi-Tremonti, che a furor di popolo e dell’Europa (cioè del duo Merkel Sarkozy, dopo l’accordo di Deauville, citato non a caso come spartiacque dal governatore Ignazio Visco nel corso della sua lunghissima audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche[1]) fu sostituito dal governo d’emergenza Monti, un’emergenza creata ad arte e smentita dai fondamentali.

E’ sufficiente riportare le cifre per dedurlo:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Trova tutte le prove documentali nel documento di 18 pagine linkato alla nota1, in cui ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura e dove forse troverà notizie e nessi sorprendenti.[1]

Citazione3: “perché i partiti preferiranno lasciare ai «tecnici» la responsabilità delle misure impopolari”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei), veda il punto precedente e appresso.

Citazione4: “Di più: da allora, riforme strutturali e riforme istituzionali tracciano il campo da gioco. Fin dall’inizio, si stabilisce che il governo Monti avrebbe cercato di mettere il bilancio pubblico su una dinamica sostenibile e di rianimare la capacità di crescita attraverso incisive riforme strutturali”.

Inesattezza al quadrato, smentita dai dati, che invece attestano che il Sen. Prof. Mario Monti è, in gran parte, un millantatore di fatto.[1] [2]

Citazione5: “dei firmatari verranno ricandidati solo Gentiloni, grazie a Renzi, e Tonini”.

Io sono stato per tre anni un assiduo lettore e commentatore degli articoli di “Europa”, organo della Margherita, e ho potuto constatare con mia grande sorpresa la doppiezza dei cosiddetti “montiani” alla Tonini, esigua minoranza spietata e sleale che, per veder affermato nel PD il proprio punto di vista minoritario, sosteneva l’estraneo Monti contro il Segretario del proprio partito Bersani.[3]

Citazione6: “Poi vengono gli errori. Aumentano gli screzi con l’Europa”.

Frase sgradevole che rivela la solita inclinazione autolesionistica, che talvolta arriva alla fellonìa, di tantissimi Italiani. Nella fase iniziale, il tosto Renzi cercò solo di far valere giustamente anche gli interessi dell’Italia, gravemente discriminata in materia di rispetto del rapporto deficit/Pil (veda [1], nota 6) e perfino oggetto di manovre “golpiste”, anche se sui generis e quasi alla luce del sole.[1] Poi Renzi si scontra col muro tedesco per le risorse e fa una virata destrorsa di 180 gradi, alleandosi con gli Squinzi e i Marchionne e tradendo e il proprio elettorato e il programma elettorale “Italia Bene Comune”.

Citazione7: “In altre parole: senza le leggi Fornero e il Jobs Act oggi non potrebbe esserci il Quantitative Easing di Draghi”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei): (i) la legge Fornero è molto meno severa della legge SACCONI, 2010 e 2011,[4] della quale (per colpa della stessa millantatrice Fornero, di politici bugiardi come Matteo Salvini,[5] che votò la severa riforma SACCONI, di noti esperti di previdenza, quali Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano, Sacconi, e poi a cascata ISTAT, EUROSTAT, UPB, INPS e, dal 2013, tutti i media, dimentichi di ciò che scrivevano nel 2012)[6] vengono attribuite misure severe alla legge Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che nel 2019 porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni, e poi via via a 70 e oltre, e l’età di pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e a 42 anni e 3 mesi per le donne. Altro che la millantatrice Fornero!; (ii) peraltro, nella lettera BCE è stato solo chiesto, relativamente alle pensioni, un'ulteriore revisione delle pensioni di anzianità e l'allineamento delle donne del settore privato a tutti gli altri, già regolati dalla riforma SACCONI: “È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012.”) e impediti dal veto del Ministro Bossi,[1] solo l’eccessivo zelo e soprattutto il pianto della professoressa Fornero, assieme alle millanterie sue e del Prof. Monti, che volevano passare come i salvatori dell’Italia dal default, hanno confuso enormemente le acque; (iii) il QE è stato colpevolmente varato dalla BCE a trazione tedesca con 6 anni di ritardo rispetto agli USA e alla GB, per non parlare del Giappone, violando il proprio statuto (art. 2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza, che deve essere reciproca tra la BCE e gli organi politici, violata patentemente e scandalosamente dalla famigerata lettera del 5.8.2011) e costringendo i governi a mastodontiche manovre finanziarie correttive per far fronte alla speculazione finanziaria megagalattica, lasciata quasi libera di scorrazzare dalla colpevole quasi inerzia della BCE, fino al famoso e risolutivo “whatever it takes” del 26.7.2012 di Draghi; (iv) perfino la BCE afferma che le cosiddette riforme strutturali (ammesso e non concesso che siano benefiche) lo sono nel lungo periodo; (v) quelle del lavoro e del welfare a scapito dei salari e dei diritti, imposte dalla Germania ordoliberista, sono obbligate dal ristabilimento del riequilibrio infra UE tra economie strutturalmente eterogenee, che la moneta unica esclude possa avvenire operando sul cambio; e (vi) stante questa imposizione, pare ci sia stato un accordo tra Draghi e Renzi per uno scambio riforme strutturali-allentamento finanziario, che era osteggiato dalla Bundesbank e da Schaeuble.[7]

Citazione8: “Il 7 marzo 2015 con l’entrata in vigore dei primi due decreti attuativi del Jobs Act, il nostro diritto del lavoro ha compiuto una svolta di portata probabilmente più grande di quella compiuta nel 1970 con l’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori”.

Fesseria esagerata, il prof. Pietro Ichino confonde il suo sogno con la realtà (gli capita talvolta…): (i) gli effetti sono drogati dai sussidi miliardari agli imprenditori; e (ii) manca la terza gamba, quella del welfare europeo: reddito minimo garantito, alloggio pubblico (in Italia, sono in totale 500.000 e ne servirebbero 10 volte tante per allinearci a Paesi come GB, Danimarca, Olanda, ecc.); e congrui servizi efficaci/efficienti/di qualità per il ricollocamento. Perché – come al solito - non si è fatto tutto insieme, buttando nei guai milioni di persone?

Citazione9: “(produttività, ha ricordato Francesco Giavazzi…)”.

Francesco Giavazzi è come il prezzemolo quando si devono fregare i poveri cristi e salvaguardare i ricchi. Dopo le fesserie che ha scritte sull’ossimorica “austerità espansiva” e i moltiplicatori, avrebbe dovuto ritirarsi in un salutare silenzio almeno per un secolo.

Citazione10: “Ma a modo suo, Renzi ricorda un pò il Napoleone che porta in tutta Europa, con le sue incessanti guerre, le grandi idee della Rivoluzione”.

Ecco il solito stravolgimento lessicale da parte degli agit-prop dei ricchi. Paradigmatico l’abuso da parte dei reazionari e dei ricchi del termine “riforma”, che una volta voleva dire il miglioramento delle condizioni della maggioranza del popolo; oggi l’opposto. D’altronde, si sa che i ricchi egoisti-bulimici-spietati, che sono 4 gatti, stravincono e dettano legge perché, oltre a risorse enormi, al controllo dei media e da 20 anni anche delle università, all’influenza potente sui decisori politici, possono contare sull’ausilio di agit-prop ben retribuiti e un 20% di popolazione che viene fatto partecipare alla spartizione disuguale della torta.[8] Buon appetito.

Egr. Sen. Maran,

Spero di esserLe stato utile e che voglia in futuro contribuire a chiarire chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, di manovre finanziarie e di BCE (sulla quale ho in preparazione un altro documento, che Le invierò).

Distinti saluti,

V.

PS: La informo che pubblicherò questa lettera - e l'eventuale Sua risposta - nel mio blog e la inoltrerò a vari destinatari oltre quelli compresi nella presente e-mail.

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Note:

[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[2] Il Prof. Mario Monti, il millantatore

Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’

[4] Pensioni: notizie false (fake news)

[5] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[6] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero



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Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero




Sue notizie false, fake news, bufale sulla riforma delle pensioni Fornero.

Da:  v

11/01/2018 19:50


Egr. On. Salvini,

Ricavo dai media che Lei, dopo aver chiesto per anni l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero, ora ha fatto un mezzo passo indietro e si accontenta di eliminarne gli “effetti perversi”.  

Alla trasmissione Zapping di ieri sera, Lei ha detto che tutti gli aspetti della riforma Fornero sono perversi. Io sono intervenuto in diretta alla medesima trasmissione per rammentarLe ciò che Le scrissi 3 anni fa: che la Sua ossessione contro la riforma Fornero è finta, è solo una cortina fumogena per nascondere la ben più severa riforma SACCONI che Lei votò nel 2010 e 2011, della quale attribuisce misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita.

Inganno

Io penso che Lei non ce li dirà mai, questi effetti perversi, perché se ce li dicesse certamente si riscoprirebbe (cfr. la mia precedente Lettera[1 2]) il Suo inganno: che per lo più si tratta di misure recate dalla ben più severa riforma delle pensioni SACCONI, che Lei votò nel 2010 e 2011, assieme a Berlusconi e Meloni, in particolare l’infernale meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita introdotto dalla riforma SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, legge che, per soprammercato, prescrive crudelmente e strampalatamente all’ISTAT, al comma 12ter che Lei votò, di considerare nel calcolo soltanto gli aumenti dell’aspettativa di vita e non anche le diminuzioni, e che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 e poi via via a 70 anni e oltre; e che Lei da allora tenta pervicacemente e vergognosamente di obliterare e rimuovere dalla Sua coscienza, incolpando ossessivamente la professoressa Fornero, e minacciandole perfino l’esilio.

Complicità

Lei riceve, purtroppo, l’aiuto disinformativo di tutti i media, che la intervistano e le consentono da anni di diffondere indefessamente le sue notizie false o fake news bufale sulle pensioni, di noti esperti di previdenza, di Sindacati inclusa la CGIL (!), e di enti terzi, supposti imparziali e attendibili, quali: l’ISTAT, EUROSTAT (che secondo il Prof. Alberto Brambilla riprende pari pari i dati dell’ISTAT), l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), che a sua volta riprende i dati errati di EUROSTAT, Bankpedia, ma non Wikipedia che in questo caso dà informazioni corrette, e, talora, lo stesso INPS, i quali hanno in parte o completamente obliterato la molto severa riforma SACCONI, semplicemente chiamandola Fornero (sic!). Un vero caso di scuola.

Trova tutte le prove documentali in questo mio lungo articolo, già inviato a centinaia di destinatari, inclusi Lei e gli interessati:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero[1 2]


Età di pensionamento

Lei ora cambia di nuovo versione e dice che 41 anni debbono bastare per andare in pensione, imputando evidentemente il di più alla riforma Fornero. Per smentire gli ignoranti in buona fede delle norme o sbugiardare quanti disinformano scientemente, è sufficiente esaminare la situazione (norme e dati) relativamente all’età di pensionamento per dedurne che anche Lei è o un ignorante o un bugiardo.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate (ex anzianità):

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, da Lei votato, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, da Lei votato, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI 2010 e 2011, da Lei votata.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti alla riforma SACCONI, da Lei votata, e soltanto 1 anno a Fornero;

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI, da Lei votata.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata finora da 60 a 66 anni (di botto, senza gradualità) e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore privato, da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, considerando l’adeguamento automatico) col DL 98/2011, da Lei votato, è stato solo accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI, quindi l’ha diminuita di 6 mesi.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 12bis), da Lei votata.


Esodati

Premesso che anche la riforma SACCONI, da Lei votata, ebbe i suoi esodati (gli eccedenti i 10.000 soggetti in mobilità che venivano esclusi dall’applicazione della nuova riforma e tutti gli altri inattivi a reddito zero, che furono decine o forse centinaia di migliaia, ma a causa del potente apparato (dis)informativo berlusconiano e del centrodestra fecero molto meno rumore), lo stesso problema degli esodati: (i) che fu causato da un'errata stima della burocrazia INPS e RGS; (ii) ed il cui numero, nell’arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale; (iii) fu aggravato dalle misure della riforma SACCONI, da Lei votata, in particolare dall’adeguamento automatico, cosa che anche gli stessi esodati ignorano (veda i commenti).

Blocco perequazione

La sentenza n. 70/2015 della Corte Cost. ha dichiarato incostituzionale il blocco della contingenza per le pensioni superiori a 3 volte il minimo deciso dal DL 201/2011 Salva-Italia (Governo Monti-Fornero), ma lo stesso DL abrogò un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca[1 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI, da Lei votato.


Risparmio al 2060

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo - tanto strombazzato dai media anche in questi giorni - è ascrivibile alla riforma Fornero, i cui effetti, se legge il report e guarda il grafico della RGS, si esauriranno nel 2045, mentre la curva (duplice: DL 78 e DL 98) SACCONI è bella gagliarda fino al 2060; il che significa che gli altri 2/3 e più sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, che introdusse le cosiddette “quote”, abolite da Fornero; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI, che Lei votò, della quale però Lei (né nessun altro) parla mai, anzi nasconde accuratamente, come se fosse un reato di furto, che poi per giunta attribuisce slealmente alla professoressa Fornero.


Conclusione

In conclusione, dai dati e dalle norme consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani, tra cui spicca Lei - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e non merita l’esilio; (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente da Lei, che non può non conoscere ciò che votò, e dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI; e (iv) che, se fosse coerente e consequenziale, in esilio ci dovrebbe andare Lei.

Distinti saluti,

V.



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Lettera al direttore de LINKIESTA, Francesco Cancellato, su sue notizie false su Elsa Fornero



Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa al direttore del giornale on-line LINKIESTA, Francesco Cancellato, dopo aver letto un suo articolo pieno di notizie false o fake news o bufale su Elsa Fornero e il governo Monti, oggetto negli ultimi mesi di varie mie email di controinformazione inviate anche a LINKIESTA. Come strumento di pressione, l’ho inviata per conoscenza ai presidenti di Senato e Camera, ai principali parlamentari e a tutti i media.


Notizie false o fake news o bufale in un articolo de L'Inkiesta su Elsa Fornero

Da: v

5/1/2018 14:42


ALLA C.A. DEL DIRETTORE FRANCESCO CANCELLATO

Egr. Direttore Cancellato,

In riferimento al Suo articolo “Evviva Elsa Fornero, gigante di dignità tra i nani e i pavidi della politica” , che ho appena letto, linkato da Gli Stati Generali (http://www.glistatigenerali.com/macroeconomia_previdenza/quello-che-fornero-non-ha-fatto/), mi permetto di osservare che Lei è un instancabile propalatore di notizie false o fake news o BUFALE.

1.     Elsa Fornero – Lei, Direttore Cancellato, lo sa, o almeno lo dovrebbe sapere, poiché gliel’ho scritto e dimostrato, sulla base di dati e di prove documentali inoppugnabili, più volte[*] – è una coraggiosa millantatrice (gliel’ho anche scritto direttamente, proprio dopo aver letto una sua intervista a LinkiestaLettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html.

2.     Lei è ostinato, quasi quanto la coraggiosa millantatrice Elsa Fornero. E la commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager una ignorante dei dati (come quasi 60 milioni di Italiani, anche per colpa di voi giornalisti). Sulla base dei dati, Monti – con 63 mld cumulati - non ha salvato quasi un bel niente. Quando è arrivato, lo aveva già fatto Berlusconi – con 267 mld cumulati -, in maniera scandalosamente iniqua e perciò ancor più recessiva, anche perché vi è stato costretto dalla Commissione Europea e dalla BCE.[iv] Mi scusi, anche un bambino capisce che 267 è più del quadruplo di 63.

3.     Il numero degli esodati è noto. Esso, come dichiarò la professoressa Elsa Fornero a “In mezz’ora”fu prima sottostimato (la prima salvaguardia riguardò 65.000 persone) e poi, come riportato da varie fonti (tra cui i Deputati PD e l'On. Damianopresidente della Commissione Lavoro della Camera), sovrastimato dalla burocrazia di RGS e INPS, che, nell'arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, «ridetermina il numero massimo degli esodati a 153.389 soggetti», contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale.

4.     L’Ufficio Parlamentare di Bilancio, che Lei cita, è uno dei propalatori (presumo in buonafede) di notizie false o fake news o BUFALE sulle pensioni, assieme all’ISTAT, all’EUROSTAT ed a sette esperti: Giuliano Cazzola, Oscar Giannino, Tito Boeri, Pietro Garibaldi, Pietro Ichino, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi (tutti, tranne EUROSTAT ma provvederò, tra i destinatari delle mie email).[iii]

5.     Per gli insulti e le minacce (in particolare dal bugiardo Matteo Salvini, che votò la riforma delle pensioni SACCONI e anche lui tra i destinatari di una mia lettera e delle mie email), deve prendersela soprattutto con se stessa, sia per essersi appropriata di norme SACCONI, sia per non ammettere ancora oggi il plagio e rinviare al suo vero autore: SACCONI!

Nella speranza di vincere finalmente la Sua ostinazione colpevole, propalatrice di notizie false o fake news o BUFALE, Le reinvio (li ho già inviati sia a Linkiesta francesco.cancellato@linkiesta.it che a Elsa Fornero   elsa.fornero@unito.ita tutti i media e ad altre centinaia di destinatari):

(i) Pensioni: notizie false (fake news)

(ii) Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

(iii) Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

(iv) L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lassassinio-della-verita-chi-ha-davvero.html

Cordiali saluti,

V.


PS: Anche il Sen. Prof. Mario Monti è un millantatore (il primo post è del 2012).

Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2854069.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2017/02/lettera-al-prof-sen-mario-monti-sulle.html



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Lettera n. 6 a Maurizio Landini sulle pensioni, e su chi ha deciso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento




Riporto la sesta lettera che ho inviato tre giorni fa a Maurizio Landini della CGIL sulle pensioni, dopo avere ascoltato la sua ennesima esternazione contro la riforma Fornero, senza mai citare la ben più severa riforma Sacconi, che ha introdotto l’adeguamento triennale dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita.


Lettera n. 6 a Maurizio Landini sulle pensioni, e su chi ha deciso l'adeguamento automatico dell'età di pensionamento.

Da:  v

4/12/2017 12:35


Caro Maurizio Landini,

Lei – mi pare - è diventato, assieme a Susanna Camusso e a tutta la CGIL, inclusa la SPI, oltre a tutti gli intelligentoni di estrema sinistra, con mia grande sorpresa, un propalatore seriale di notizie false, alias fake news alias BUFALE sulle pensioni, che contraddicono la lotta dura e solitaria - isolati dalla CISL di Bonanni e dalla UIL di Angeletti, ‘complici’ del governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi -, fatta da voi alla riforma delle pensioni SACCONI nel 2010, inserita nella prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia, di 62 mld cumulati, la più scandalosamente iniqua, inclusi due scioperi generali. Mentre venite accusati nel web di esservi opposti debolmente alla asserita cattivissima riforma Fornero, alla quale viene erroneamente attribuito tutto.

Anche il problema degli esodati, determinato originariamente dalla revisione delle pensioni di anzianità (concentrate al Nord) e dall’allineamento a tutti gli altri delle donne del settore privato chiesti dalla lettera del 5/8/2011 della BCE , per ottenerne in cambio l’acquisto di titoli pubblici italiani per cercare di raffreddare lo spread (acquisti che, infatti, ebbero inizio il 22/8/2011, nell’ambito del programma SMP, a distanza di 9 giorni dal varo della seconda mastodontica manovra correttiva estiva)  al Governo Berlusconi (“intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico”), che non vi poté ottemperare a causa del veto di Bossi, è stato, in parte, creato dalla errata stima della burocrazia MEF e INPS, che prima ne ha sottostimato il numero (la prima salvaguardia ha riguardato 65.000 soggetti), poi lo ha sovrastimato (quasi 400.000), mentre a consuntivo, nell’arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, è stato pari a 153.389 soggetti; e, in parte, esacerbato proprio dall’allungamento dei requisiti recato dalla precedente riforma SACCONI, che peraltro ha avuto anch’essa i suoi ‘esodati’ (coloro che erano in mobilità, dopo i primi 10.000, e gli inoccupati o inattivi, a reddito zero!), decine o forse centinaia di migliaia di persone, ma è stato per meno tempo ed hanno fatto molto meno rumore.

So bene che finora, seguendo l'onda, avete partecipato volentieri e meccanicamente alla demonizzazione del Prof. Monti - ritenuto colpevole della terribile recessione, rappresentandolo talvolta come un vampiro (paradigmatica la grande balla interpretativa quasi universale dell'intervista da lui resa alla CNN, in cui affermò il contrario di ciò di cui lo si accusa), quando in realtà ha deciso solo il 19% dei 330 mld delle manovre finanziarie della scorsa legislatura, contro l’81% di Berlusconi, ed è stato molto più equo - e della Professoressa Fornero, facili bersagli, e quindi ora vi risulta impossibile o almeno molto indigesto fare marcia indietro; perfino in questo caso, quando potreste sostituire come bersaglio due modesti tecnici, che sono stati mossi in buonafede da una sorta di missione di salvare l’Italia dal default, salvataggio più immaginario che reale viste le cifre, con il ‘Caimano’, di ben altra caratura, malafede, cattiveria e pericolosità (oltre che, visti i dati, incompetenza). Il quale, peraltro, si ripresenta alle elezioni, e lo rifà come il nemico acerrimo delle tasse. Che mistificazione da suonatore di flauto magico! Che opportunità per voi per smascherarlo!

Citazione:

Lei, caro Landini, non conosce le riforme delle pensioni SACCONI e Fornero (L. 122/2010, art. 12, + integrazioni 2011, e L. 214/2011, art. 24)? Non le ha mai lette? O le conosce – anche perché è la sesta volta che Le scrivo in merito (ecco le precedenti cinque: organizzazione@fiom.cgil.it3/6/2015 12:04; m.landini@fiom.cgil.it, 15/6/2016 14:16; m.landini@fiom.cgil.it, 27/10/2017 19:24; m.landini@fiom.cgil.it, 22/11/2017 15:53; m.landini@fiom.cgil.it, 22/11/2017 22:45) – e da anni – ripeto - racconta bufale, alimentando molto stranamente la potentissima DISINFORMAZIONE berlusconiana e del cdx? Incluso il finto smemorato On. Salvini, che la severissima riforma SACCONI la votò.

Allora glielo ri-ri-ri-ri-rispiego io. Tolta la riforma Fornero, rimane la ben più severa riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12), con, al comma 12bis, l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, che è la misura che tanto insistete a voler modificare, la quale porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni per tutti nel 2019, che poi salirà ancora, teoricamente senza fine, poiché la norma SACCONI obbliga l’ISTAT a prendere in considerazione soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni dell'attesa di vita.

Poi, la riforma Fornero ha trasformato la cadenza da triennale a biennale, ma questo (i) è soltanto un'accelerazione del meccanismo deciso dalla riforma SACCONI; e (ii) decorrerà dal 2021, quindi fino al triennio 2019-2021, quando l'età arriverà a 67 anni per tutti, c'entra come cavolo a merenda, cioè zero!

Anche dell’aumento dal 2019, per gli uomini, da 40 anni a 43 anni e 3 mesi dell’età di pensionamento anticipato (nuovo nome della pensione di anzianità), 2 anni e 3 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI e soltanto 1 anno alla riforma Fornero, esattamente in linea con il risparmio delle riforme dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abolito da Damiano; Damiano, 2007; SACCONI, 2010 e 2011; e Fornero, 2011) quantificato dalla RGS in ben 900 mld al 2060, di cui meno di 1/3 attribuiti alla riforma Fornero (cfr. le prove documentali nel mio articolo, chiestomi da un giornale on-line dopo una mia segnalazione rettificativa sulle pensioni, il titolo è redazionale, Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti). 


Le reinvio, nell’ordine in cui glieli ho già inviati:

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

Pensioni: notizie false (fake news)

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento

Lettera n. 2 al Sen. Prof. Pietro Ichino in merito alla sua bufala su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento

Dopo quest’ultima lettera, anche il Suo ‘avversario’, il Sen. Prof. Pietro Ichino, ha dovuto riconoscere che il meccanismo automatico è stato introdotto nel 2010 da SACCONI, pubblicando la mia seconda lettera nel suo sito.

Caro Landini, spero che, d’ora in poi, anche Lei (come chi legge per conoscenza), quando parla dell’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, voglia citare la riforma SACCONI in luogo della riforma Fornero, e contribuire a fare chiarezza sulla paternità delle norme pensionistiche e sui loro effetti.

Cordialmente,

V.



Destinatari:


(n. 50 destinatari) + (a parte) segretari confederali CGIL ed altri eventuali)



04/12/2017  19:19


04/12/2017  22:31


07/12/2017  21:45  



Post scriptum

Per assicurarmi che questa volta la leggessero, ho telefonato alla CGIL Nazionale (tel. 06-84761) e parlato con le segretarie di Landini, Scacchetti (l’unica a riscontrare il ricevimento della mia e-mail) e Camusso: soltanto la seconda aveva già aperto l’email, l’aveva stampata e gliel’avrebbe consegnata non appena Scacchetti fosse arrivata; le altre due l’han fatto dopo la mia telefonata.



Post collegati:


Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni


Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni



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Lettera di replica alla risposta del Sen. Pietro Ichino sull'adeguamento automatico dell'età di pensionamento




Riporto la mia lettera di replica alla risposta del Sen. Pietro Ichino, esperto di lavoro e previdenza, che è uno degli esperti che ho scoperto con mia grande sorpresa diffondono bufale sulle pensioni. Sto preparando un post dove riporterò le prove documentali su cinque + 1 di loro, molto famosi, che sorprendentemente alimentano la DISINFORMAZIONE sulla riforma Fornero, che ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime.


Replica alla Sua risposta sull'adeguamento automatico dell'età di pensionamento.
Da v
29/11/2017 19:10
A ichino@pietroichino.it CC andrea.ichino@unibo.it


Egr. Sen. Prof. Ichino,

La ringrazio della Sua precisazione che “L'adeguamento periodico dell'età del pensionamento di vecchiaia all'aspettativa di vita è stato introdotto originariamente da una legge del ministro del Lavoro Sacconi del 2010”.

Ma, premesso che a mio avviso nel sottotitolo c’è un “originariamente” di troppo, mi permetto di osservare, circa la Sua cortese risposta, quanto segue.

Citazione:

“A me sembra di non avere proprio nulla da rettificare: non mi sembra di avere mai affermato il contrario di quel che V. vibratamente ribadisce (se mi è sfuggito qualche cosa di diverso, sono pronto a fare ammenda)”.

Detto da miscredente, si tenga pronto a fare ammenda per i Suoi “peccati” di falsa, rettifico (a scanso di querele di diffamazione…), errata attribuzione (alla Fornero anziché a SACCONI) e omissione (manco per sbaglio è mai citato nei Suoi articoli il nome di SACCONI, eppure è lui il vero autore del meccanismo che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia per tutti a 67 anni dal 2019).

Anche dell’aumento dal 2019, per gli uomini, da 40 anni a 43 anni e 3 mesi dell’età di pensionamento anticipato (nuovo nome della pensione di anzianità), 2 anni e 3 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI e soltanto 1 anno alla riforma Fornero (guarda caso, in linea con la quota di risparmio al 2060 stimata dalla RGS per la riforma Fornero, cfr. mia seconda lettera).

Cito dal Suo secondo articolo (posteriore alla mia prima lettera): “Che l’età del pensionamento debba gradualmente spostarsi in avanti, dunque, per compensare il crescere dell’attesa di vita, è ovvio; […] Qual è invece la rivendicazione più urgente sulla quale Cgil e Uil stanno dichiarando guerra al Governo? Smontare la riforma Fornero per tornare a mandare tutti, indiscriminatamente, in pensione prima: dall’impiegato del Catasto alla commessa di negozio.

Prescindendo dalla divertente evocazione dell’accompagnatore di Luigi Angeletti - coautore assieme a Bonanni della severissima e crudele riforma SACCONI - in crociera nel 2010 a spese della UIL a decidere come dire sì al Governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi, - Carmelo Barbagallo, attuale segretario generale della UIL -, nelle vesti improbabili di guerriero (infatti, si è arreso quasi subito), di grazia, Prof. Ichino, mi spiega che c’entra la Fornero con “l’attesa di vita”?

La riforma Fornero fino al 2021 c’entra come cavolo a merenda, cioè zero, e dal 2021 sol perché accelera da cadenza triennale a biennale il meccanismo deciso da SACCONI. E Lei, esperto europeo di Lavoro e Previdenza, parlamentare leale del PD, che ha sicuramente votato contro il DL 78 del 31.5.2010 e la L. di conversione 122/2010, con all’art. 12 la riforma delle pensioni SACCONI - la prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia, la più scandalosamente iniqua -, debbo presumere lo sapesse benissimo prima di scrivere il Suo primo articolo. Senza alcun dubbio, dopo la mia prima lettera.

E’ Lei che l’ha scritto nero su bianco, fornendo – a me pare - la prova documentale che ha “affermato il contrario di quel che V. vibratamente ribadisce”. Lei, in luogo di Fornero, avrebbe semplicemente dovuto citare SACCONI. Scusi la domanda… vibrante: perché, se conosceva la norma della riforma delle pensioni Sacconi o, al limite, essendo un validissimo studioso di lavoro (e previdenza?), ha provveduto subito a leggerla dopo la mia prima lettera, non l’ha fatto? Anzi, ha rincarato la dose disinformativa? Costringendomi a scriverLe una seconda lettera, inviata per conoscenza, tra gli altri, al presidente del Senato, al PdC, ad alcuni ministri, al senatore Sacconi, all’onorevole Damiano, al professor Boeri, ai Sindacati e a tutti i principali media, in tutto 50 destinatari.
[
Lettera n. 2 al Sen. Prof. Pietro Ichino in merito alla sua bufala su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2858665.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2017/11/lettera-n-2-al-sen-prof-pietro-ichino.html]

E’ quasi superfluo aggiungere che, come è noto e risulta anche dai Suoi due articoli, la forte polemica nazionale dell’ultimo mese, assieme all’oggetto delle richieste pressanti dei Sindacati, è stato (soprattutto) il meccanismo automatico di adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, che dovrebbe scattare di ben 5 mesi dal 2019 (e bisogna decidere entro quest’anno di bloccare il decreto direttoriale della burocrazia MEF e Lavoro, che – come stabilisce l’art. 12, comma 12bis – ne sono responsabili dal punto di vista erariale).

Inoltre, per quanto attiene alla Sua censura dei 5 nomi tra cui il Suo (dei quali 3 su 5 + Sacconi presenti tra i destinatari della mia lettera, per gli altri 2 vedi appresso), poiché a Suo dire sarebbe diffamatorio (facendo credere chissà che cosa, che La prego di chiarire), anche per gli altri quattro – come ho scritto - ci sono plurime prove documentali; ad esempio, a Cesare Damiano (di cui ricevo la newsletter), il quale evidentemente ce l’ha con la sua ex compagna di scuola Elsa Fornero (gliel’ho scritto) e ha deciso chissà perché di obliterare SACCONI col quale ha polemizzato per molti anni, ho già dovuto scrivere ben 6 (sei) volte!, incluso in occasione della sua conferenza stampa congiunta con Maurizio Sacconi in una sala del Parlamento!, con la pubblicazione e la diffusione di un manifesto (!), cioè un documento scritto, in cui attribuiscono l’introduzione del meccanismo automatico a Fornero (sic!), autosmentendosi verbalmente nel corso della stessa conferenza stampa (cfr. l’articolo di Rosaria Amato su Repubblica, il testo, non il titolo errato!  http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/pensioni_damiano_e_sacconi_contro_gli_adeguamenti_automatici_serve_gradualita_-170550410/), in cui Sacconi se ne è attribuita la paternità. Ripeto: ho raccolto le prove e pubblicherò a breve un post, che invierò anche a Lei.

Infine, come faccio anche con Lei, io ho inviato per conoscenza, quando sono convolti, le mie lettere di assidua e faticosissima CONTROINFORMAZIONE che mando in giro da 6 anni sulle pensioni (oltre che sugli obiettivi statutari della BCE e sulle manovre correttive della scorsa legislatura, obliterando Berlusconi che ne ha varato i 4/5, molto iniqui e recessivi, mentre viene citato e incolpato solo Monti, autore del residuo 1/5, più equo) – mi creda, una vera fatica di Sisifo! - anche a Damiano, Sacconi, Fornero e Boeri; di Cazzola, da quando non è più parlamentare, e Giannino, purtroppo non conosco l’indirizzo email. E lo faccio sia per stimolarne la replica a rettifica, sia perché il mio obiettivo non è per nulla di tipo personale ma esclusivamente informativo.

Distinti saluti,

V.



Post collegati:


Lettera al Sen. Prof. Pietro Ichino su un suo errore di attribuzione di un’importante norma pensionistica


Lettera n. 6 all’On. Cesare Damiano sulle sue notizie false sulle pensioni


Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi



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Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni



Pubblico la lettera che ho inviato oggi a Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo in cui, tra l’altro, si è chiesto che fine avesse fatto il conto sul numero degli esodati.


Esodati e notizie false sulle pensioni

Da:  v

11/11/2017  16:05


Egr. Dott. Marcello Sorgi,

Traggo dal Suo articolo di oggi su La Stampa, intitolato Renzi e Visco: c’è Etruria all’origine del grande gelo  http://www.lastampa.it/2017/11/11/italia/politica/renzi-e-visco-c-etruria-allorigine-del-grande-gelo-Q5gIvP7cy4JPWUtfj5EwqK/pagina.html

“Tanto che il numero dei risparmiatori traditi comincia a somigliare, per lievitazione, a quello degli esodati della legge Fornero, di cui ancor oggi s’è perso il conto”.

No, Le segnalo che il numero degli esodati è noto e a consuntivo ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale, determinata erroneamente (come dichiarò la professoressa Elsa Fornero a “In mezz’ora”) dalla burocrazia (RGS e INPS).[1]


di Cesare Damiano - 18/10/2017

Ciò mi dà l'opportunità di inviare anche a Lei (oltre che al direttore e al caporedattore Economia de La Stampa e a tutti i principali media e ai più noti giornalisti) un mio documento che svela una bufala sulle pensioni che circola da sei anni sui media, riguarda la riforma Fornero e ha fatto - pare - quasi 60 milioni di vittime (tra i propalatori della bufala, Lei non ci crederà ma sto preparando un post con le prove documentali, oltre alla stessa professoressa Fornero, ci sono noti esperti di pensioni: Cazzola, Giannino, Boeri, Ichino, Damiano):

Pensioni: notizie false (fake news)

[1] Cfr. nota 7, Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che voglia anche Lei contribuire alla diffusione della verità sulle pensioni. Grazie.

Cordiali saluti,

V.



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Pensioni: notizie false (fake news)




Pubblico la lettera che ho inviato oggi al GR-RAI e per conoscenza alla Professoressa Elsa Fornero, al Sen. Maurizio Sacconi, alla Segreteria del Governo e ad altri 69 destinatari, sulle false notizie che circolano sulle pensioni da sei anni e che hanno fatto, in Italia, quasi 60 milioni di vittime.


A: GRR (grr@rai.it)

p.c. elsa.fornero@unito.itmaurizio.sacconi@senato.it, segreteriausg@governo.it e altri 69 destinatari (Media e Sindacati, l'elenco è in calce, suscettibile di integrazione)


Buonasera,

In riferimento alle notizie da Voi diffuse oggi sulle pensioni, in particolare sull’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, in primo luogo, osservo che non avete intervistato il suo autore, che NON è la Professoressa Fornero, intervistata da tutti i media, incluso da Amerigo Mancini del GR3 delle 8:45 (io ascolto solo la radio), il cui lancio l'ha presentata come l'autrice (sic!), bensì l'attuale senatore SACCONI, che l'ha introdotto col comma 12bis, art. 12, DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010   http://www.dps.tesoro.it/documentazione/uval/DL_78_2010.pdf.

link non più attivo, sostituito da:

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=

In secondo luogo, rilevo che non è questa la sola misura che la professoressa “contrabbanda” come propria, poiché ella non si è limitata nella sua legge di riforma (DL 201/2011, L. 214/2011, art. 24), come si fa di solito, a modificare e/o integrare la normativa preesistente, ma ha anche confermato e ripetuto norme incisive della riforma SACCONI; il quale dal suo canto non denuncia pubblicamente il plagio e, anzi, lo asseconda di fatto da anni col suo silenzio (a parte la sua recente conferenza stampa tenuta assieme all’On. Cesare Damiano, peraltro anch’essa oggetto di deformazioni informative da parte di alcuni, incluso lo stesso On. Damiano nella sua newsletter, alimentando una DISINFORMAZIONE generale che dura da 6 anni e ha fatto – pare - quasi 60 milioni di vittime).

In terzo luogo, infatti, come si arguisce facilmente confrontando le misure delle due riforme, l’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più dalla riforma Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che dalla riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2018;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale a decorrere dal 2022), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2021, o forse prima.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; quest’ultima ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già più di 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

In quarto luogo, rilevo che il dato fondamentale che va evidenziato è che la spesa pensionistica, pari al 31.12.2016 a 265 miliardi, che è il dato su cui TUTTI ragionano, inclusi i soloni interni e internazionali, tra cui l'UE e il FMI, al netto delle voci spurie (imposte - il peso fiscale è comparativamente maggiore in Italia che negli altri Paesi -  pari a quasi 50 mld, che per i conti pubblici sono una mera partita di giro, assistenza e TFR), scende di circa 90 mld e si attesta a 176,8 mld, che è la spesa pensionistica liquidata nel 2016 dall’INPS (cfr. INPS, Osservatorio sulle pensioni al 31.12.2016 https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemDir=50778), e la sua incidenza sul Pil passa dal 16% al 12% circa, che è inferiore al dato “lordo” previsto dalla RGS per il 2060, con ampio spazio quindi almeno per introdurre due correttivi compatibili col sistema vigente: (i) che l’adeguamento sia anche previsto in diminuzione in caso di riduzione dell’aspettativa di vita; e (ii) che esso resti a cadenza triennale anche dopo il 2019, quando (a decorrere dal 2022) dovrebbe diventare biennale.

In quinto luogo, un altro dato importante che va evidenziato è che la RGS ha quantificato in ben 900 mld il risparmio dalle riforme pensionistiche dal 2004 entro il 2060. E, tagliando istituzionalmente la testa al toro della DISINFORMAZIONE sulle pensioni, “Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011”)   http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2017/NARP2017-08.pdf.

In sesto luogo, un altro dato importante da sottolineare è la strana nuova evoluzione demografica dal 2020 al 2045 calcolata dall'ISTAT, che porta RGS, Bankitalia e Corte dei Conti a dire che la sostenibilità del nostro sistema pensionistico, secondo la Corte dei Conti ora all'avanguardia, sarebbe messo a rischio da un alleggerimento del meccanismo dell'adeguamento periodico all'aspettativa di vita.

In settimo luogo, infine, un altro dato importante da considerare è che, dopo le 7 riforme delle pensioni dal 1992, sia la Commissione Europea sia la BCE giudicano il sistema pensionistico italiano tra i più severi e sostenibili in UE28.

Per un'analisi completa e le altre prove documentali, segnalo il seguente articolo richiestomi da un giornale on-line dopo un mio commento rettificativo sulle pensioni (il titolo e alcune piccole modifiche utili alla polemica politica sono redazionali):

Pensioni: l’estremismo di Banca D’Italia e Corte dei Conti

Ad integrazione, riporto qua il post già inviatovi via e-mail:

Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

Cordiali saluti,

V.


PS: Sarebbe opportuno inoltrare questa e-mail ai redattori, pena la perpetuazione nei secoli della diffusione di false notizie (fake news) sulle pensioni, oltre che sulle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura e sui poteri/doveri della BCE.



Destinatari:

26/10/2017

p.c.

N. 73 indirizzi; gli indirizzi in colore rosso risultano errati.

27/10/2017

(N. 49 indirizzi) reinviata a apolito@corriere.it

(N. 27 indirizzi)

(N. 48 indirizzi)

sd@repubblica.it (alla c.a. del Dott. Eugenio Scalfari)

05/11/2017: leggioggi@maggioli.it  

12/11/2017: PensioniOggi.it (tramite suo sito),   sir@agensir.it,   fra.abruzzo@live.com,   ilettoriciscrivono@tecnicadellascuola.it  


Appendice


#2 carlo 2017-10-28 20:27

A me risulta che prima della Fornero si poteva andare in pensione con 40 anni di anzianità di lavoro attendendo la finestra in uscita, posta di solito a 3 /6 mesi. Subito dopo la Fornero si è passati a 42 anni e 1 mese, per aumentare fino agli attuali 42 e 10 mesi. Tant'è che nella mia ditta diversi lavoratori si sono trovati la sorpresa di 2 anni in più di lavoro. Se queste mie affermazioni sono vere non si può minimizzare la Fornero rispetto alla precedente Sacconi: anche la Fornero ha penalizzato in modo sensibile noi lavoratori.


#3 Vincesko 2017-10-28 23:57

@carlo
Citazione1: “A me risulta che prima della Fornero si poteva andare in pensione con 40 anni di anzianità di lavoro attendendo la finestra in uscita, posta di solito a 3 /6 mesi”.

Questo valeva con la riforma DAMIANO (L. 247/2007), ossia prima della riforma Sacconi.

Citazione2: “Subito dopo la Fornero si è passati a 42 anni e 1 mese, per aumentare fino agli attuali 42 e 10 mesi. Tant'è che nella mia ditta diversi lavoratori si sono trovati la sorpresa di 2 anni in più di lavoro”.

Pensioni di anzianità (adesso “pensioni anticipate”)
SACCONI:
DL 78/2010: 40 anni + ‘finestra’ di 12 mesi per i lavoratori dip. o 18 mesi per i lavoratori aut.
DL 98/2011: + 1 mese per chi matura requisiti nel 2012, o +2 mesi per chi li matura nel 2013, o +3 mesi per chi li matura nel 2014.
Quindi siamo a 41 anni e 1 mese o 2 o 3 per i lav. dip. e 41 anni e 7 mesi o 8 o 9 per i lav. aut.
http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf
FORNERO
Uomini 42 anni e 1 mese; donne 41 anni e 1 mese
Quindi la Fornero ha aumentato di 1 anno (come ha fatto Sacconi, che in più però ha aggiunto 1 mese o 2 o 3), non di 2 anni, e soltanto per gli uomini; e ha allineato (in diminuzione di 6 mesi) gli autonomi ai dipendenti.
In più, Sacconi ha introdotto il vero meccanismo infernale: l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che soltanto a decorrere dal 2022 diverrà biennale in forza della riforma Fornero.
Quindi, nell’esempio fatto degli attuali 42 anni e 10 mesi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili a Sacconi e soltanto 1 anno a Fornero.
NB: Come si vede, l’aumento dell’età base di 1 anno operato da Fornero è solo formale (cfr. nell’articolo il periodo che comincia con “Si noti bene che la legge Fornero…”), poiché 1 anno è compensato dall’eliminazione della ‘finestra’.

Citazione3: “Se queste mie affermazioni sono vere non si può minimizzare la Fornero rispetto alla precedente Sacconi: anche la Fornero ha penalizzato in modo sensibile noi lavoratori”.

Come abbiamo visto, non sono vere; ma, a prescindere da questo, dove la vedi la minimizzazione della riforma Fornero? La vera questione da me sollevata (da 6 anni) è la vulgata (alimentata ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana e dalla stessa millantatrice professoressa Fornero) che in Italia ha fatto quasi 60 milioni di vittime – da ciò che scrivi, incluso te - che è (quasi) tutta opera (e colpa) della Fornero, incluso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento. Il che è falso.
La verità dimostrata dalle norme di legge e dai dati, in particolare RGS, è che, considerando soltanto le riforme delle pensioni dal 2004 (Maroni, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano, Damiano, Sacconi e Fornero), la riforma Fornero incide soltanto per meno di 1/3 del totale fino al 
2060.


Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko

Created: 27 October 2017

https://www.sinistrainrete.info/spesa-pubblica/10826-vincesko-pensioni-l-estremismo-di-bankitalia-e-corte-dei-conti.html 



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http://vincesko.blogspot.com/2017/10/pensioni-notizie-false-fake-news.html   




Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi



                                                     Risultati immagini per economisti                                                        

Neppure Adam Smith, il padre del liberismo, si fidava molto degli economisti come categoria (“Quella setta di uomini di lettere che si chiamano Economisti”). Ancor meno degli imprenditori come leader politici, perché egli considerava gli imprenditori “un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni. Ma, come dimostrano prima Berlusconi in Italia ed ora Trump negli USA, le vie delle candidature e dei successi elettorali per milioni di elettori sono imperscrutabili e portano a conclusioni diverse.

Esagerando ma non molto, sono arrivato alla conclusione che come contravveleno ai pifferai magici forse vale più il candore del fanciullo che grida che “Il re è nudo” e smaschera l’imbroglione, che la sapienza dello studioso che resta vittima dell’imbonitore dotato di megafoni potentissimi e ammaliatori, come un qualunque uomo della strada o una qualunque casalinga di Voghera.

Quando, poi, a restare vittima del predetto imbonitore è l’intera categoria degli economisti, con la loro generale, per me incomprensibile, vera e propria disfatta sulla conoscenza dei rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi e dal governo Monti, ben il quadruplo quelle di Berlusconi (267 mld) rispetto a quelle di Monti (63 mld) e molto più inique, ma l'austerità e gli effetti recessivi sono stati ascritti interamente a Monti (un fraintendimento analogo è avvenuto per la riforma delle pensioni Monti-Fornero, molto meno severa della riforma Berlusconi-Sacconi), sorge qualche serio dubbio sulla loro capacità di sceverare il grano dal loglio, figuriamoci di amministrare la Cosa pubblica con saggezza e giustizia.


Che io ricordi, i primi, o tra i primi, che dovetti adeguatamente “redarguire” a causa della loro ignoranza circa gli importi delle manovre finanziarie correttive varate dai governi Berlusconi e Monti, furono due professori di Economia, degli otto invitati, nel 2012, dal quotidiano Europa a commentare i programmi di Bersani e Renzi per le elezioni primarie del PD.


Bersani-Renzi, non così lontani

Emilio Barucci (Politecnico di Milano)  -  5 ottobre 2012


Conta l'agenda Monti

Marco Leonardi (Università Statale di Milano)  -  5 ottobre 2012

link sostituito da:


Per la cronaca, questi gli altri quattro invitati (degli ultimi due, Nannicini e Raitano, non c’è traccia).


Troppe tasse, dem d’accordo

Filippo Taddei (Johns Hopkins University)  -  3 ottobre 2012


Renzi e le tasse, un po' di dubbi

Alessandro Santoro (Università di Milano Bicocca)  -  4 ottobre 2012


Politica industriale sì ma come?

Franco Mosconi (Università di Parma)  -  5 ottobre 2012


Ma la Renzonomics è compatibile con Vendola?

Antonio Nicita (Università di Siena)  -  5 ottobre 2012


Poi, tutta una serie. Per alcuni, furono censurati i miei commenti, ad esempio sui siti di LaVoce.info[1] ed Economia e Politica[2], mentre Sbilanciamoci, che non aveva neppure la moderazione dei commenti, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha modificato l’URL ai suoi articoli, tolta la possibilità di commentare e cancellato i commenti “scomodi” (segnatamente quelli concernenti miei dialoghi con professori sulla BCE). Non è usuale veder raggiungere le vette censorie de LaVoce.info (determinandomi a cancellarmi dalla sua newsletter), ma un po’ tutti i professori hanno il vizietto della censura.

Tra i commenti, spiccano gli ultimi quattro: Giulio Sapelli, Elsa Fornero, Mario Monti e Francesco Daveri.


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE


Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Di Tommaso Nannicini, bocconiano, attualmente Sottosegretario di Stato e consigliere economico del governo Gentiloni, dopo esserlo stato del governo Renzi, commentai severamente questi due articoli:


L’Agenda compatibile

Tommaso Nannicini  -  2 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/137491/lagenda_compatibile


L’equità per pochi

Tommaso Nannicini  -  27 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/138068/lequita_per_pochi

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Note:


[1] BILANCIO DEL GOVERNO MONTI

a cura di La redazione 11.12.2012

Che cosa ha fatto il Governo Monti in poco più di un anno di esistenza? Che cosa avrebbe potuto fare di più e meglio? Quanto è rimasto in sospeso? Abbiamo raccolto le nostre valutazioni in un ebook che proponiamo qui ai lettori in versione pdf, ebook per iPad e ebook per Kindle.

link sostituito da:

Come si può notare leggendo l’e-book, anche le due redattrici del testo del capitolo pensioni attribuiscono erroneamente alla riforma delle pensioni Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni anche per i lavoratori pubblici e privati e le lavoratrici del settore pubblico, cui aveva già provveduto la riforma Sacconi del 2010.

2. Pensione di vecchiaia ordinaria. Già a partire dal 1° gennaio le categorie di lavoratori e per le lavoratrici del settore pubblico l’età minima viene elevata a 66 anni, in luogo di 65 anni. Per le lavoratrici del settore privato l’età sale a 62 anni (invece di 60 anni) per il requisito della vecchiaia, o in alternativa 60 o 61 anni con il sistema delle quote (se gli anni di contributi sono sufficienti). Il requisito minimo sale a 63 anni + 6 mesi nel 2014, a 65 anni nel 2016, a 66 anni nel 2018. Analoghe modifiche valgono per le lavoratrici autonome. (pag. 13)

Riporto il mio commento censurato (che smentiva quanto era scritto nel loro documento, v. la presentazione di Tito Boeri (“Il Governo Monti in un solo anno ha fatto molto di più degli esecutivi che l’hanno preceduto, governando per intere legislature.”) e a pag. 20 il capitolo “Shock fiscale” di Francesco Giavazzi, che sciorina anche qui la fesseria mondiale – anche nel senso che ha avuto purtroppo per i poveri cristi un’eco e applicazione mondiale nell’ambito delle terapie somministrate dalla famigerata troika – della tesi Alesina-Giavazzi che il moltiplicatore dell’aumento delle tasse è più recessivo del taglio delle spese, cfr.   http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/):

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), ( con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura, sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), almeno in termini quantitativi, Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili, è tutto un altro discorso. 


[2] La censura si è realizzata in due fasi: prima hanno pubblicato il mio primo commento e censurato la prima versione della mia replica; poi, hanno censurato tutto, lasciando però la risposta dell’autore dell’articolo.

E’ dalle importazioni che nasce il taglio delle tasse

Di Giorgio Gattei - 14 settembre 2015


"e per la dura compressione della domanda interna indotta dalle politiche di austerità dei governi Monti e Letta".

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle Monti (ancor di più di quelle Letta):

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale  329,5 mld.

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


È curioso che di tutta la mia argomentazione si sia presa a pretesto una osservazione incidentale sulla politica economica del governo Monti (e Letta) per dimostrare che il governo Berlusconi ha fatto peggio. E chi lo nega? Ma l’agire del governo Monti, comprimendo (pro quota sua) la domanda interna, ha aggravato la crisi, come lui stesso candidamente ha ammesso in una intervista al Salone del Tessile: “quando leggo titoli che dicono: Monti ha contribuito alla recessione, io rispondo: Certo” (“il Sole-24 ore”, 21 settembre 2015). Allora di che stiamo parlando? Non Sarebbe più utile capire perché il governo Renzi, per invertire la tendenza sfruttando il quantitative easing europeo (era ora!) che spinge le esportazioni ma aggrava le importazioni, si trovi costretto a rilanciare la propensione al consumo? Almeno nelle intenzioni, sebbene si sappia che l’inferno è lastricato di buone intenzioni…


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Nessun pretesto (mi permetto di segnalare amichevolmente che questo termine oggettivamente gratuito è un piccolo segnale di coda di paglia).

1. Sono 4 anni che contrasto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero: Lei lo sapeva?)

2. E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (4 a 1, anche per l’equità), che è almeno“curioso” attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

3. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, beccandosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.

4. Io mi aspetterei questi strafalcioni – e le eventuali, conseguenti reazioni piccate - solo da tipi disinformati e/o scandalosamente mendaci e affetti da amnesia interessata come Salvini (sia per le pensioni che per le manovre correttive, cfr. Lettera all’On. Matteo Salvini   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html   oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html ), non da accademici.

(censurato)


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Ho ritenuto opportuno di fare solo questa segnalazione perché:

1. Sul resto sono d’accordo.

2. Sono 4 anni che combatto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero).

3. E’ tale la dimensione del rapporto quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, pari a 4 a 1, anche per l’equità), che è curioso–ma, com’è noto, lo fanno quasi tutti - attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

4. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. questo mio post del 2012 Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, prendendosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.



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http://vincesko.blogspot.com/2017/09/anche-gli-economisti-sono-stati-vittime.html  




Lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL



Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa a Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL, dopo la sua ennesima esternazione mendace sulle responsabilità della professoressa Elsa Fornero in tema di pensioni, questa volta relativa all’introduzione dell’adeguamento periodico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita.

Poiché non è la mia prima lettera che gli invio su chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, ma lui imperterrito continua a DISINFORMARE, ho calcato un po’ la mano e mandato la lettera per conoscenza agli altri due segretari generali, della CGIL, Susanna Camusso, e della CISL, Annamaria Furlan (ai quali avevo già scritto), colpevoli anch’essi talvolta dello stesso peccato di attribuire alla riforma Fornero misure varate dalla riforma Sacconi. Francamente, lo capisco, se è intenzionale, per la Furlan, la cui Confederazione, capitanata all’epoca da Raffaele Bonanni, fu complice, assieme alla UIL, con a capo Luigi Angeletti, della severa riforma delle pensioni Sacconi; non lo capisco per la Camusso, la cui Confederazione fu l’unica a opporsi e a manifestare contro la manovra del DL 78 del 31.05.2010, Legge 122/2010, il cui articolo 12 contiene la riforma Sacconi.


Riforma delle pensioni, adeguamento all'aspettativa di vita

Da:  v

14/9/2017  14:58

A:  segreteriagenerale@uil.it   CC  segreteria.camusso@cgil.it    segreteria.generale@cisl.it


Al Segretario Generale Carmelo Barbagallo

p.c. Alla Segretaria Generale Susanna Camusso

p.c. Alla Segretaria Generale Annamaria Furlan

Cito da Huffington Post: "Chiediamo il congelamento dell'aspettativa di vita - ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, l'innalzamento automatico rischia di essere dirompente, l'ennesimo danno dopo la legge Fornero".

Egr. Segretario generale Barbagallo,

Sorprende che Lei, segretario generale della UIL, la confederazione sindacale che, avendo a capo Luigi Angeletti, avallò nel 2010 la severissima riforma delle pensioni SACCONI, ignori o faccia finta di ignorare che NON è stata la riforma delle pensioni Fornero (sulla quale Lei cerca di scaricare come al solito le proprie colpe ed i propri sensi di colpa), ma la riforma delle pensioni SACCONI, ministro del Lavoro del governo Berlusconi, a introdurre l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (DL 78/2010, art. 12).

(( art. 12, comma 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori, incluso Lei, in una crociera apposita, a spese della UIL.

Per un'analisi comparativa, allego:

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

La reinvito, pertanto, ad evitare in futuro, assecondando la vulgata che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, di attribuire alla millantatrice professoressa Fornero (che ha alimentato questa DISINFORMAZIONE, non limitandosi a modificare e/o integrare la legislazione precedente, ma ripetendo nel suo DL 201/2011, art. 24, misure già varate dalla riforma Sacconi e in vigore dall'1.1.2011) responsabilità che non ha ed a raccontare finalmente e semplicemente la verità.

Distinti saluti,

V.


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Note:


Nel 2010, inviai una serie di email molto critiche ai segretari generali della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL 78 (62 mld cumulati, addossati perfino sui poveri col taglio feroce del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni e lasciando quasi indenni i miliardari e i milionari); peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL.

Riporto una delle e-mail.

E-mail a CISL_Manovra finanziaria

Manovra finanziaria

Da v

27/5/2010 18:36

AL SEGRETARIO GENERALE
AL RESPONSABILE UFFICIO PREVIDENZA CISL
E' inaccettabile che lo slittamento delle pensioni di vecchiaia, previsto in 6 
mesi nella stessa bozza del DL sulla manovra economica reperibile sui 
principali giornali on-line e nel sito Tesoro.it fino a ieri sera, sia passato 
– chissà perché e senza colpo ferire - a 12 mesi, con un minor introito per i 
64enni, a vario titolo disoccupati, di migliaia o decine di migliaia di €, 
mentre i percettori di reddito privati, anche milionari, non pagheranno un 
centesimo per il risanamento dei conti.
E' inaccettabile che Luigi Angeletti, nonostante ciò, continui ad esprimere un 
giudizio sostanzialmente positivo sulla manovra finanziaria. 
Vien da chiedersi: ma che sindacato è diventata la CISL? E che sindacalista è 
Raffaele Bonanni?
V.


Crociere e gioielli con i soldi della Uil”, Barbagallo Angeletti e altri sei a processo per appropriazione indebita

Il segretario del sindacato: "Personalmente, non ho mai neanche pensato di poter utilizzare risorse della Uil per fini estranei agli interessi dell’organizzazione". L'ex numero uno: "Era per discutere in maniera approfondita, e per più giorni, dei contratti del pubblico impiego"

di F. Q. | 17 settembre 2016


A processo vertici Uil: "Crociere e gioielli con i soldi del sindacato"

Accuse al segretario Barbagallo e al suo predecessore Angeletti. "I due viaggi nei mari d'Europa sono costati 16mila euro ciascuno"

di GIUSEPPE SCARPA

16 settembre 2016



Post e articoli collegati:


Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi


Lettera n. 2 al Ministro Maurizio Sacconi


Se il sindacato vuole avere un futuro

Pierre Carniti  -  15 settembre 2017



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Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Riporto la lettera che, continuando la mia diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, che nel caso di specie svolgo da 5 anni, ho inviato in data 10 agosto 2017 al Prof. Francesco Daveri,[*] uno dei più famosi economisti italiani, dopo una sua intervista al giornale on-line HUFFINGTON POST, la sua risposta e la mia replica, su Monti e le manovre correttive varate nella scorsa legislatura. Anche lui, come 60 milioni di Italiani, era convinto che fosse stato il governo Monti ad aver risanato i conti pubblici e fatto una politica restrittiva aumentando le tasse e tagliando la spesa pubblica (e così provocato o prolungato la recessione).


Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da¨  v   10/8/2017 17:20

A:   francesco.daveri@unicatt.it


Egr. Prof. Daveri,

Le scrivo in riferimento alle Sue dichiarazioni rilasciate ieri a HUFFINGTON POST. In particolare, a quella in cui Lei afferma: “E' chiaro che il governo Renzi ha potuto fare politiche fiscali più espansive ma ha anche capitalizzato sulle politiche restrittive dei governi passati. E' stato grazie al fatto che erano salite le tasse così tanto che ha potuto ridurle senza mandare il deficit di nuovo sopra al 3% quindi una quota parte va riconosciuta al governo Monti”.

Mi spiace, non concordo affatto con Lei su Monti, sul quale Lei continua a scrivere da anni (cfr., ad esempio, il Suo articolo sul Corriere della Sera Perché fatichiamo a imparare la lezione greca di Francesco Daveri - 30 dicembre 2014  http://www.corriere.it/opinioni/14_dicembre_30/perche-fatichiamo-imparare-lezione-greca-8a8d85b0-9004-11e4-a207-f362e6729675.shtml, in calce al quale c’è un mio commento con le cifre delle manovre correttive della scorsa legislatura, che Lei evidentemente o non ha letto o ha tenuto in non cale) alcune inesattezze macroscopiche, frutto – debbo presumere - di scarsa conoscenza dei dati e delle leggi.

Sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie del Prof. Monti (e della Prof.ssa Fornero), a cominciare già dal titolo del suo primo DL: “Salva-Italia”. Mi creda, è una fatica di Sisifo!

Premesso che io sono “antimontiano” (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il “millantatore” Monti (che peraltro io considero una persona molto sincera), cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),

1. Berlusconi, non Monti.

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (quasi il -25% della capacità produttiva) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Per completezza di informazione, aggiungo, relativamente alle riforme delle pensioni, oggetto anch’esse di una generale DISINFORMAZIONE:

2. Sacconi, non Fornero.

Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 (o forse prima).

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, viste le maledizioni di cui è oggetto) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma Sacconi nel 2010 e integrate nel 2011, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che in futuro vorrà contribuire a fare chiarezza su chi ha fatto che cosa durante la lunga crisi economica.

Cordiali saluti,

V.


PS: In calce all'articolo di HP, trova tre miei lunghi commenti, con le cifre delle manovre correttive e alcune informazioni che troverà sicuramente “eterodosse”, ma del tutto rispondenti al vero e facilmente riscontrabili, sulla politica monetaria della BCE durante la crisi economica.



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Daveri Francesco (Francesco.Daveri@unicatt.it)

11/8/2017 09:28

A  v  

Gentile V.

grazie del messaggio.

il punto da lei sollevato è interessante e merita certamente sforzi approfonditi di analisi e quantificazione.

il fatto che gli aggiustamenti di bilancio di berlusconi-tremonti siano stati più consistenti di quanto gli interessati vogliano far sapere non mi sorprende. in particolare, i veri tagli alla spesa per dipendenti pubblici li ha fatti certamente tremonti congelando gli aumenti e i rinnovi contrattuali dal 2010. misura temporanea e iniqua ma efficace nel controllo della spesa nei redditi da lavoro. anche i risultati relativi alla spesa pensionistica mi sembrano plausibili, ma non sono un esperto di pensioni quindi su questo non so bene cosa dire di più preciso.

in generale mi chiedo se i suoi risultati dipendano almeno in parte dalla metodologia di calcolo che prende per buoni i numeri riportati nelle relazioni tecniche dei vari DL. tali numeri spesso rimangono sulla carta. specie nei tagli ai ministeri e agli enti locali. inoltre per quello che ricordavo i tagli di tremonti - compreso quelli dell'estate 2011 - rinviavano al futuro la vera copertura delle misure implicate con il trucco delle clausole di salvaguardia. non ho ben capito come lei contabilizzi questo gioco di rinvii delle coperture da un governo all'altro.

cordiali saluti e buona estate

francesco daveri



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da:   v   12/8/2017 17:42

A   Daveri Francesco  

Egr. Prof. Daveri,

1. Introduzione

La ringrazio doppiamente, sia per la Sua cortese risposta, sia per la Sua pronta sensibilità e manifestata consapevolezza che la questione da me sollevata merita di essere adeguatamente approfondita.

Io ritengo da anni, infatti, che ci troviamo di fronte ad uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre rigorosamente in maiuscolo) della storia patria, sia sull’ammontare complessivo delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica, sia per la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare - tutti i docenti di Economia), sia per la loro ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi della riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[1] il prof. Monti[2] ed esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la situazione,[3] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[4]); e, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea, degli obiettivi statutari della BCE (che non è uno soltanto, come quasi tutti pensano), oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[5]

Questa mia e-mail di replica, della cui lunghezza mi scuso, vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che spero Lei vorrà intraprendere, al Suo ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.

2. Fonti

No, non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa o famigerata lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, come è scritto nella mia prima email, ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

3. DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana

La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[6], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, è notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[7]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario all’Economia Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[8] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il mio post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn riportato nella nota 8 e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 4), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande balla impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[9]

4. Scopertura e clausola di salvaguardia

Vi ho accennato nella mia prima e-mail ed è riportato nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti. A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA. Rileggendo ieri un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

5. Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale La invito a leggere la mia Lettera a Carlo Cottarelli…, allegata nelle mia Lettera ai media…, riportata nella mia prima email), i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in centinaia di mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero…), e (b) ascritti solo per un terzo del totale delle riforme dal 2011 alla riforma Fornero.[10]

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

7. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, ed il giudizio a mio avviso in grandissima parte immeritato sul “salvatore” Draghi, trascrivo qui di seguito il mio secondo commento in calce all’articolo di HP che ha riportato le Sue dichiarazioni (dei tre commenti che Le chiedevo di leggere nella mia prima e-mail).

CONTROINFORMAZIONE/2

2. POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione
Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione poco sotto il 2% nel medio periodo). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la BCE - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente, inserendo il capitolo 8, ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti. La riporto, desumendola dalla Cronologia della voce (scorrere la pagina fino all’indice e poi cliccare sul cap. 8).[11]


[1] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

[2] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[4] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[6] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[7] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[8] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[9] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[10] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[11] 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061

Cordiali saluti e buona estate,

V.


PS: Se non ha niente in contrario, riporterò queste e-mail nel mio blog.



Post collegati:


Analisi quali-quantitativa/1 - Piano Fenice – Salvataggio Alitalia


Analisi quali-quantitativa/2 - Abolizione dell‘ICI


Analisi quali-quantitativa/3 – Spese G8



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