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Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni



Pubblico la lettera che ho inviato oggi a Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo in cui, tra l’altro, si è chiesto che fine avesse fatto il conto sul numero degli esodati.


Esodati e notizie false sulle pensioni

Da:  v

11/11/2017  16:05


Egr. Dott. Marcello Sorgi,

Traggo dal Suo articolo di oggi su La Stampa, intitolato Renzi e Visco: c’è Etruria all’origine del grande gelo  http://www.lastampa.it/2017/11/11/italia/politica/renzi-e-visco-c-etruria-allorigine-del-grande-gelo-Q5gIvP7cy4JPWUtfj5EwqK/pagina.html

“Tanto che il numero dei risparmiatori traditi comincia a somigliare, per lievitazione, a quello degli esodati della legge Fornero, di cui ancor oggi s’è perso il conto”.

No, Le segnalo che il numero degli esodati è noto e a consuntivo ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale, determinata erroneamente (come dichiarò la professoressa Elsa Fornero a “In mezz’ora”) dalla burocrazia (RGS e INPS).[1]


di Cesare Damiano - 18/10/2017

Ciò mi dà l'opportunità di inviare anche a Lei (oltre che al direttore e al caporedattore Economia de La Stampa e a tutti i principali media e ai più noti giornalisti) un mio documento che svela una bufala sulle pensioni che circola da sei anni sui media, riguarda la riforma Fornero e ha fatto - pare - quasi 60 milioni di vittime (tra i propalatori della bufala, Lei non ci crederà ma sto preparando un post con le prove documentali, oltre alla stessa professoressa Fornero, ci sono noti esperti di pensioni: Cazzola, Giannino, Boeri, Ichino, Damiano):

Pensioni: notizie false (fake news)

[1] Cfr. nota 7, Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che voglia anche Lei contribuire alla diffusione della verità sulle pensioni. Grazie.

Cordiali saluti,

V.



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Pensioni: notizie false (fake news)




Pubblico la lettera che ho inviato oggi al GR-RAI e per conoscenza alla Professoressa Elsa Fornero, al Sen. Maurizio Sacconi, alla Segreteria del Governo e ad altri 69 destinatari, sulle false notizie che circolano sulle pensioni da sei anni e che hanno fatto, in Italia, quasi 60 milioni di vittime.


A: GRR (grr@rai.it)

p.c. elsa.fornero@unito.itmaurizio.sacconi@senato.it, segreteriausg@governo.it e altri 69 destinatari (Media e Sindacati, l'elenco è in calce, suscettibile di integrazione)


Buonasera,

In riferimento alle notizie da Voi diffuse oggi sulle pensioni, in particolare sull’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, in primo luogo, osservo che non avete intervistato il suo autore, che NON è la Professoressa Fornero, intervistata da tutti i media, incluso da Amerigo Mancini del GR3 delle 8:45 (io ascolto solo la radio), il cui lancio l'ha presentata come l'autrice (sic!), bensì l'attuale senatore SACCONI, che l'ha introdotto col comma 12bis, art. 12, DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010   http://www.dps.tesoro.it/documentazione/uval/DL_78_2010.pdf.

link non più attivo, sostituito da:

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=

In secondo luogo, rilevo che non è questa la sola misura che la professoressa “contrabbanda” come propria, poiché ella non si è limitata nella sua legge di riforma (DL 201/2011, L. 214/2011, art. 24), come si fa di solito, a modificare e/o integrare la normativa preesistente, ma ha anche confermato e ripetuto norme incisive della riforma SACCONI; il quale dal suo canto non denuncia pubblicamente il plagio e, anzi, lo asseconda di fatto da anni col suo silenzio (a parte la sua recente conferenza stampa tenuta assieme all’On. Cesare Damiano, peraltro anch’essa oggetto di deformazioni informative da parte di alcuni, incluso lo stesso On. Damiano nella sua newsletter, alimentando una DISINFORMAZIONE generale che dura da 6 anni e ha fatto – pare - quasi 60 milioni di vittime).

In terzo luogo, infatti, come si arguisce facilmente confrontando le misure delle due riforme, l’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più dalla riforma Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che dalla riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2018;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale a decorrere dal 2022), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2021, o forse prima.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; quest’ultima ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già più di 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

In quarto luogo, rilevo che il dato fondamentale che va evidenziato è che la spesa pensionistica, pari al 31.12.2016 a 265 miliardi, che è il dato su cui TUTTI ragionano, inclusi i soloni interni e internazionali, tra cui l'UE e il FMI, al netto delle voci spurie (imposte - il peso fiscale è comparativamente maggiore in Italia che negli altri Paesi -  pari a quasi 50 mld, che per i conti pubblici sono una mera partita di giro, assistenza e TFR), scende di circa 90 mld e si attesta a 176,8 mld, che è la spesa pensionistica liquidata nel 2016 dall’INPS (cfr. INPS, Osservatorio sulle pensioni al 31.12.2016 https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemDir=50778), e la sua incidenza sul Pil passa dal 16% al 12% circa, che è inferiore al dato “lordo” previsto dalla RGS per il 2060, con ampio spazio quindi almeno per introdurre due correttivi compatibili col sistema vigente: (i) che l’adeguamento sia anche previsto in diminuzione in caso di riduzione dell’aspettativa di vita; e (ii) che esso resti a cadenza triennale anche dopo il 2019, quando (a decorrere dal 2022) dovrebbe diventare biennale.

In quinto luogo, un altro dato importante che va evidenziato è che la RGS ha quantificato in ben 900 mld il risparmio dalle riforme pensionistiche dal 2004 entro il 2060. E, tagliando istituzionalmente la testa al toro della DISINFORMAZIONE sulle pensioni, “Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011”)   http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2017/NARP2017-08.pdf.

In sesto luogo, un altro dato importante da sottolineare è la strana nuova evoluzione demografica dal 2020 al 2045 calcolata dall'ISTAT, che porta RGS, Bankitalia e Corte dei Conti a dire che la sostenibilità del nostro sistema pensionistico, secondo la Corte dei Conti ora all'avanguardia, sarebbe messo a rischio da un alleggerimento del meccanismo dell'adeguamento periodico all'aspettativa di vita.

In settimo luogo, infine, un altro dato importante da considerare è che, dopo le 7 riforme delle pensioni dal 1992, sia la Commissione Europea sia la BCE giudicano il sistema pensionistico italiano tra i più severi e sostenibili in UE28.

Per un'analisi completa e le altre prove documentali, segnalo il seguente articolo richiestomi da un giornale on-line dopo un mio commento rettificativo sulle pensioni (il titolo e alcune piccole modifiche utili alla polemica politica sono redazionali):

Pensioni: l’estremismo di Banca D’Italia e Corte dei Conti

Ad integrazione, riporto qua il post già inviatovi via e-mail:

Tre casi di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana

Cordiali saluti,

V.


PS: Sarebbe opportuno inoltrare questa e-mail ai redattori, pena la perpetuazione nei secoli della diffusione di false notizie (fake news) sulle pensioni, oltre che sulle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura e sui poteri/doveri della BCE.



Destinatari:

26/10/2017

p.c.

N. 73 indirizzi; gli indirizzi in colore rosso risultano errati.

27/10/2017

(N. 49 indirizzi) reinviata a apolito@corriere.it

(N. 27 indirizzi)

(N. 48 indirizzi)

sd@repubblica.it (alla c.a. del Dott. Eugenio Scalfari)

05/11/2017: leggioggi@maggioli.it  

12/11/2017: PensioniOggi.it (tramite suo sito),   sir@agensir.it,   fra.abruzzo@live.com,   ilettoriciscrivono@tecnicadellascuola.it  


Appendice


#2 carlo 2017-10-28 20:27

A me risulta che prima della Fornero si poteva andare in pensione con 40 anni di anzianità di lavoro attendendo la finestra in uscita, posta di solito a 3 /6 mesi. Subito dopo la Fornero si è passati a 42 anni e 1 mese, per aumentare fino agli attuali 42 e 10 mesi. Tant'è che nella mia ditta diversi lavoratori si sono trovati la sorpresa di 2 anni in più di lavoro. Se queste mie affermazioni sono vere non si può minimizzare la Fornero rispetto alla precedente Sacconi: anche la Fornero ha penalizzato in modo sensibile noi lavoratori.


#3 Vincesko 2017-10-28 23:57

@carlo
Citazione1: “A me risulta che prima della Fornero si poteva andare in pensione con 40 anni di anzianità di lavoro attendendo la finestra in uscita, posta di solito a 3 /6 mesi”.

Questo valeva con la riforma DAMIANO (L. 247/2007), ossia prima della riforma Sacconi.

Citazione2: “Subito dopo la Fornero si è passati a 42 anni e 1 mese, per aumentare fino agli attuali 42 e 10 mesi. Tant'è che nella mia ditta diversi lavoratori si sono trovati la sorpresa di 2 anni in più di lavoro”.

Pensioni di anzianità (adesso “pensioni anticipate”)
SACCONI:
DL 78/2010: 40 anni + ‘finestra’ di 12 mesi per i lavoratori dip. o 18 mesi per i lavoratori aut.
DL 98/2011: + 1 mese per chi matura requisiti nel 2012, o +2 mesi per chi li matura nel 2013, o +3 mesi per chi li matura nel 2014.
Quindi siamo a 41 anni e 1 mese o 2 o 3 per i lav. dip. e 41 anni e 7 mesi o 8 o 9 per i lav. aut.
http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf
FORNERO
Uomini 42 anni e 1 mese; donne 41 anni e 1 mese
Quindi la Fornero ha aumentato di 1 anno (come ha fatto Sacconi, che in più però ha aggiunto 1 mese o 2 o 3), non di 2 anni, e soltanto per gli uomini; e ha allineato (in diminuzione di 6 mesi) gli autonomi ai dipendenti.
In più, Sacconi ha introdotto il vero meccanismo infernale: l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che soltanto a decorrere dal 2022 diverrà biennale in forza della riforma Fornero.
Quindi, nell’esempio fatto degli attuali 42 anni e 10 mesi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili a Sacconi e soltanto 1 anno a Fornero.
NB: Come si vede, l’aumento dell’età base di 1 anno operato da Fornero è solo formale (cfr. nell’articolo il periodo che comincia con “Si noti bene che la legge Fornero…”), poiché 1 anno è compensato dall’eliminazione della ‘finestra’.

Citazione3: “Se queste mie affermazioni sono vere non si può minimizzare la Fornero rispetto alla precedente Sacconi: anche la Fornero ha penalizzato in modo sensibile noi lavoratori”.

Come abbiamo visto, non sono vere; ma, a prescindere da questo, dove la vedi la minimizzazione della riforma Fornero? La vera questione da me sollevata (da 6 anni) è la vulgata (alimentata ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana e dalla stessa millantatrice professoressa Fornero) che in Italia ha fatto quasi 60 milioni di vittime – da ciò che scrivi, incluso te - che è (quasi) tutta opera (e colpa) della Fornero, incluso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento. Il che è falso.
La verità dimostrata dalle norme di legge e dai dati, in particolare RGS, è che, considerando soltanto le riforme delle pensioni dal 2004 (Maroni, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano, Damiano, Sacconi e Fornero), la riforma Fornero incide soltanto per meno di 1/3 del totale fino al 
2060.


Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko

Created: 27 October 2017

https://www.sinistrainrete.info/spesa-pubblica/10826-vincesko-pensioni-l-estremismo-di-bankitalia-e-corte-dei-conti.html 



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http://vincesko.blogspot.com/2017/10/pensioni-notizie-false-fake-news.html   




Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi



                                                     Risultati immagini per economisti                                                        

Neppure Adam Smith, il padre del liberismo, si fidava molto degli economisti come categoria (“Quella setta di uomini di lettere che si chiamano Economisti”). Ancor meno degli imprenditori come leader politici, perché egli considerava gli imprenditori “un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni. Ma, come dimostrano prima Berlusconi in Italia ed ora Trump negli USA, le vie delle candidature e dei successi elettorali per milioni di elettori sono imperscrutabili e portano a conclusioni diverse.

Esagerando ma non molto, sono arrivato alla conclusione che come contravveleno ai pifferai magici forse vale più il candore del fanciullo che grida che “Il re è nudo” e smaschera l’imbroglione, che la sapienza dello studioso che resta vittima dell’imbonitore dotato di megafoni potentissimi e ammaliatori, come un qualunque uomo della strada o una qualunque casalinga di Voghera.

Quando, poi, a restare vittima del predetto imbonitore è l’intera categoria degli economisti, con la loro generale, per me incomprensibile, vera e propria disfatta sulla conoscenza dei rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi e dal governo Monti, ben il quadruplo quelle di Berlusconi (267 mld) rispetto a quelle di Monti (63 mld) e molto più inique, ma l'austerità e gli effetti recessivi sono stati ascritti interamente a Monti (un fraintendimento analogo è avvenuto per la riforma delle pensioni Monti-Fornero, molto meno severa della riforma Berlusconi-Sacconi), sorge qualche serio dubbio sulla loro capacità di sceverare il grano dal loglio, figuriamoci di amministrare la Cosa pubblica con saggezza e giustizia.


Che io ricordi, i primi, o tra i primi, che dovetti adeguatamente “redarguire” a causa della loro ignoranza circa gli importi delle manovre finanziarie correttive varate dai governi Berlusconi e Monti, furono due professori di Economia, degli otto invitati, nel 2012, dal quotidiano Europa a commentare i programmi di Bersani e Renzi per le elezioni primarie del PD.


Bersani-Renzi, non così lontani

Emilio Barucci (Politecnico di Milano)  -  5 ottobre 2012


Conta l'agenda Monti

Marco Leonardi (Università Statale di Milano)  -  5 ottobre 2012

link sostituito da:


Per la cronaca, questi gli altri quattro invitati (degli ultimi due, Nannicini e Raitano, non c’è traccia).


Troppe tasse, dem d’accordo

Filippo Taddei (Johns Hopkins University)  -  3 ottobre 2012


Renzi e le tasse, un po' di dubbi

Alessandro Santoro (Università di Milano Bicocca)  -  4 ottobre 2012


Politica industriale sì ma come?

Franco Mosconi (Università di Parma)  -  5 ottobre 2012


Ma la Renzonomics è compatibile con Vendola?

Antonio Nicita (Università di Siena)  -  5 ottobre 2012


Poi, tutta una serie. Per alcuni, furono censurati i miei commenti, ad esempio sui siti di LaVoce.info[1] ed Economia e Politica[2], mentre Sbilanciamoci, che non aveva neppure la moderazione dei commenti, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha modificato l’URL ai suoi articoli, tolta la possibilità di commentare e cancellato i commenti “scomodi” (segnatamente quelli concernenti miei dialoghi con professori sulla BCE). Non è usuale veder raggiungere le vette censorie de LaVoce.info (determinandomi a cancellarmi dalla sua newsletter), ma un po’ tutti i professori hanno il vizietto della censura.

Tra i commenti, spiccano gli ultimi quattro: Giulio Sapelli, Elsa Fornero, Mario Monti e Francesco Daveri.


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE


Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Di Tommaso Nannicini, bocconiano, attualmente Sottosegretario di Stato e consigliere economico del governo Gentiloni, dopo esserlo stato del governo Renzi, commentai severamente questi due articoli:


L’Agenda compatibile

Tommaso Nannicini  -  2 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/137491/lagenda_compatibile


L’equità per pochi

Tommaso Nannicini  -  27 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/138068/lequita_per_pochi

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Note:


[1] BILANCIO DEL GOVERNO MONTI

a cura di La redazione 11.12.2012

Che cosa ha fatto il Governo Monti in poco più di un anno di esistenza? Che cosa avrebbe potuto fare di più e meglio? Quanto è rimasto in sospeso? Abbiamo raccolto le nostre valutazioni in un ebook che proponiamo qui ai lettori in versione pdf, ebook per iPad e ebook per Kindle.

link sostituito da:

Come si può notare leggendo l’e-book, anche le due redattrici del testo del capitolo pensioni attribuiscono erroneamente alla riforma delle pensioni Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni anche per i lavoratori pubblici e privati e le lavoratrici del settore pubblico, cui aveva già provveduto la riforma Sacconi del 2010.

2. Pensione di vecchiaia ordinaria. Già a partire dal 1° gennaio le categorie di lavoratori e per le lavoratrici del settore pubblico l’età minima viene elevata a 66 anni, in luogo di 65 anni. Per le lavoratrici del settore privato l’età sale a 62 anni (invece di 60 anni) per il requisito della vecchiaia, o in alternativa 60 o 61 anni con il sistema delle quote (se gli anni di contributi sono sufficienti). Il requisito minimo sale a 63 anni + 6 mesi nel 2014, a 65 anni nel 2016, a 66 anni nel 2018. Analoghe modifiche valgono per le lavoratrici autonome. (pag. 13)

Riporto il mio commento censurato (che smentiva quanto era scritto nel loro documento, v. la presentazione di Tito Boeri (“Il Governo Monti in un solo anno ha fatto molto di più degli esecutivi che l’hanno preceduto, governando per intere legislature.”) e a pag. 20 il capitolo “Shock fiscale” di Francesco Giavazzi, che sciorina anche qui la fesseria mondiale – anche nel senso che ha avuto purtroppo per i poveri cristi un’eco e applicazione mondiale nell’ambito delle terapie somministrate dalla famigerata troika – della tesi Alesina-Giavazzi che il moltiplicatore dell’aumento delle tasse è più recessivo del taglio delle spese, cfr.   http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/):

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), ( con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura, sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), almeno in termini quantitativi, Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili, è tutto un altro discorso. 


[2] La censura si è realizzata in due fasi: prima hanno pubblicato il mio primo commento e censurato la prima versione della mia replica; poi, hanno censurato tutto, lasciando però la risposta dell’autore dell’articolo.

E’ dalle importazioni che nasce il taglio delle tasse

Di Giorgio Gattei - 14 settembre 2015


"e per la dura compressione della domanda interna indotta dalle politiche di austerità dei governi Monti e Letta".

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle Monti (ancor di più di quelle Letta):

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale  329,5 mld.

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


È curioso che di tutta la mia argomentazione si sia presa a pretesto una osservazione incidentale sulla politica economica del governo Monti (e Letta) per dimostrare che il governo Berlusconi ha fatto peggio. E chi lo nega? Ma l’agire del governo Monti, comprimendo (pro quota sua) la domanda interna, ha aggravato la crisi, come lui stesso candidamente ha ammesso in una intervista al Salone del Tessile: “quando leggo titoli che dicono: Monti ha contribuito alla recessione, io rispondo: Certo” (“il Sole-24 ore”, 21 settembre 2015). Allora di che stiamo parlando? Non Sarebbe più utile capire perché il governo Renzi, per invertire la tendenza sfruttando il quantitative easing europeo (era ora!) che spinge le esportazioni ma aggrava le importazioni, si trovi costretto a rilanciare la propensione al consumo? Almeno nelle intenzioni, sebbene si sappia che l’inferno è lastricato di buone intenzioni…


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Nessun pretesto (mi permetto di segnalare amichevolmente che questo termine oggettivamente gratuito è un piccolo segnale di coda di paglia).

1. Sono 4 anni che contrasto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero: Lei lo sapeva?)

2. E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (4 a 1, anche per l’equità), che è almeno“curioso” attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

3. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, beccandosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.

4. Io mi aspetterei questi strafalcioni – e le eventuali, conseguenti reazioni piccate - solo da tipi disinformati e/o scandalosamente mendaci e affetti da amnesia interessata come Salvini (sia per le pensioni che per le manovre correttive, cfr. Lettera all’On. Matteo Salvini   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html   oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html ), non da accademici.

(censurato)


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Ho ritenuto opportuno di fare solo questa segnalazione perché:

1. Sul resto sono d’accordo.

2. Sono 4 anni che combatto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero).

3. E’ tale la dimensione del rapporto quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, pari a 4 a 1, anche per l’equità), che è curioso–ma, com’è noto, lo fanno quasi tutti - attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

4. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. questo mio post del 2012 Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, prendendosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.



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http://vincesko.blogspot.com/2017/09/anche-gli-economisti-sono-stati-vittime.html  




Lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL



Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa a Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL, dopo la sua ennesima esternazione mendace sulle responsabilità della professoressa Elsa Fornero in tema di pensioni, questa volta relativa all’introduzione dell’adeguamento periodico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita.

Poiché non è la mia prima lettera che gli invio su chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, ma lui imperterrito continua a DISINFORMARE, ho calcato un po’ la mano e mandato la lettera per conoscenza agli altri due segretari generali, della CGIL, Susanna Camusso, e della CISL, Annamaria Furlan (ai quali avevo già scritto), colpevoli anch’essi talvolta dello stesso peccato di attribuire alla riforma Fornero misure varate dalla riforma Sacconi. Francamente, lo capisco, se è intenzionale, per la Furlan, la cui Confederazione, capitanata all’epoca da Raffaele Bonanni, fu complice, assieme alla UIL, con a capo Luigi Angeletti, della severa riforma delle pensioni Sacconi; non lo capisco per la Camusso, la cui Confederazione fu l’unica a opporsi e a manifestare contro la manovra del DL 78 del 31.05.2010, Legge 122/2010, il cui articolo 12 contiene la riforma Sacconi.


Riforma delle pensioni, adeguamento all'aspettativa di vita

Da:  v

14/9/2017  14:58

A:  segreteriagenerale@uil.it   CC  segreteria.camusso@cgil.it    segreteria.generale@cisl.it


Al Segretario Generale Carmelo Barbagallo

p.c. Alla Segretaria Generale Susanna Camusso

p.c. Alla Segretaria Generale Annamaria Furlan

Cito da Huffington Post: "Chiediamo il congelamento dell'aspettativa di vita - ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, l'innalzamento automatico rischia di essere dirompente, l'ennesimo danno dopo la legge Fornero".

Egr. Segretario generale Barbagallo,

Sorprende che Lei, segretario generale della UIL, la confederazione sindacale che, avendo a capo Luigi Angeletti, avallò nel 2010 la severissima riforma delle pensioni SACCONI, ignori o faccia finta di ignorare che NON è stata la riforma delle pensioni Fornero (sulla quale Lei cerca di scaricare come al solito le proprie colpe ed i propri sensi di colpa), ma la riforma delle pensioni SACCONI, ministro del Lavoro del governo Berlusconi, a introdurre l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (DL 78/2010, art. 12).

(( art. 12, comma 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori, incluso Lei, in una crociera apposita, a spese della UIL.

Per un'analisi comparativa, allego:

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

La reinvito, pertanto, ad evitare in futuro, assecondando la vulgata che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, di attribuire alla millantatrice professoressa Fornero (che ha alimentato questa DISINFORMAZIONE, non limitandosi a modificare e/o integrare la legislazione precedente, ma ripetendo nel suo DL 201/2011, art. 24, misure già varate dalla riforma Sacconi e in vigore dall'1.1.2011) responsabilità che non ha ed a raccontare finalmente e semplicemente la verità.

Distinti saluti,

V.


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Note:


Nel 2010, inviai una serie di email molto critiche ai segretari generali della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL 78 (62 mld cumulati, addossati perfino sui poveri col taglio feroce del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni e lasciando quasi indenni i miliardari e i milionari); peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL.

Riporto una delle e-mail.

E-mail a CISL_Manovra finanziaria

Manovra finanziaria

Da v

27/5/2010 18:36

AL SEGRETARIO GENERALE
AL RESPONSABILE UFFICIO PREVIDENZA CISL
E' inaccettabile che lo slittamento delle pensioni di vecchiaia, previsto in 6 
mesi nella stessa bozza del DL sulla manovra economica reperibile sui 
principali giornali on-line e nel sito Tesoro.it fino a ieri sera, sia passato 
– chissà perché e senza colpo ferire - a 12 mesi, con un minor introito per i 
64enni, a vario titolo disoccupati, di migliaia o decine di migliaia di €, 
mentre i percettori di reddito privati, anche milionari, non pagheranno un 
centesimo per il risanamento dei conti.
E' inaccettabile che Luigi Angeletti, nonostante ciò, continui ad esprimere un 
giudizio sostanzialmente positivo sulla manovra finanziaria. 
Vien da chiedersi: ma che sindacato è diventata la CISL? E che sindacalista è 
Raffaele Bonanni?
V.


Crociere e gioielli con i soldi della Uil”, Barbagallo Angeletti e altri sei a processo per appropriazione indebita

Il segretario del sindacato: "Personalmente, non ho mai neanche pensato di poter utilizzare risorse della Uil per fini estranei agli interessi dell’organizzazione". L'ex numero uno: "Era per discutere in maniera approfondita, e per più giorni, dei contratti del pubblico impiego"

di F. Q. | 17 settembre 2016


A processo vertici Uil: "Crociere e gioielli con i soldi del sindacato"

Accuse al segretario Barbagallo e al suo predecessore Angeletti. "I due viaggi nei mari d'Europa sono costati 16mila euro ciascuno"

di GIUSEPPE SCARPA

16 settembre 2016



Post e articoli collegati:


Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi


Lettera n. 2 al Ministro Maurizio Sacconi


Se il sindacato vuole avere un futuro

Pierre Carniti  -  15 settembre 2017



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Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Riporto la lettera che, continuando la mia diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, che nel caso di specie svolgo da 5 anni, ho inviato in data 10 agosto 2017 al Prof. Francesco Daveri,[*] uno dei più famosi economisti italiani, dopo una sua intervista al giornale on-line HUFFINGTON POST, la sua risposta e la mia replica, su Monti e le manovre correttive varate nella scorsa legislatura. Anche lui, come 60 milioni di Italiani, era convinto che fosse stato il governo Monti ad aver risanato i conti pubblici e fatto una politica restrittiva aumentando le tasse e tagliando la spesa pubblica (e così provocato o prolungato la recessione).


Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da¨  v   10/8/2017 17:20

A:   francesco.daveri@unicatt.it


Egr. Prof. Daveri,

Le scrivo in riferimento alle Sue dichiarazioni rilasciate ieri a HUFFINGTON POST. In particolare, a quella in cui Lei afferma: “E' chiaro che il governo Renzi ha potuto fare politiche fiscali più espansive ma ha anche capitalizzato sulle politiche restrittive dei governi passati. E' stato grazie al fatto che erano salite le tasse così tanto che ha potuto ridurle senza mandare il deficit di nuovo sopra al 3% quindi una quota parte va riconosciuta al governo Monti”.

Mi spiace, non concordo affatto con Lei su Monti, sul quale Lei continua a scrivere da anni (cfr., ad esempio, il Suo articolo sul Corriere della Sera Perché fatichiamo a imparare la lezione greca di Francesco Daveri - 30 dicembre 2014  http://www.corriere.it/opinioni/14_dicembre_30/perche-fatichiamo-imparare-lezione-greca-8a8d85b0-9004-11e4-a207-f362e6729675.shtml, in calce al quale c’è un mio commento con le cifre delle manovre correttive della scorsa legislatura, che Lei evidentemente o non ha letto o ha tenuto in non cale) alcune inesattezze macroscopiche, frutto – debbo presumere - di scarsa conoscenza dei dati e delle leggi.

Sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie del Prof. Monti (e della Prof.ssa Fornero), a cominciare già dal titolo del suo primo DL: “Salva-Italia”. Mi creda, è una fatica di Sisifo!

Premesso che io sono “antimontiano” (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il “millantatore” Monti (che peraltro io considero una persona molto sincera), cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),

1. Berlusconi, non Monti.

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (quasi il -25% della capacità produttiva) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Per completezza di informazione, aggiungo, relativamente alle riforme delle pensioni, oggetto anch’esse di una generale DISINFORMAZIONE:

2. Sacconi, non Fornero.

Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 (o forse prima).

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, viste le maledizioni di cui è oggetto) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma Sacconi nel 2010 e integrate nel 2011, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che in futuro vorrà contribuire a fare chiarezza su chi ha fatto che cosa durante la lunga crisi economica.

Cordiali saluti,

V.


PS: In calce all'articolo di HP, trova tre miei lunghi commenti, con le cifre delle manovre correttive e alcune informazioni che troverà sicuramente “eterodosse”, ma del tutto rispondenti al vero e facilmente riscontrabili, sulla politica monetaria della BCE durante la crisi economica.



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Daveri Francesco (Francesco.Daveri@unicatt.it)

11/8/2017 09:28

A  v  

Gentile V.

grazie del messaggio.

il punto da lei sollevato è interessante e merita certamente sforzi approfonditi di analisi e quantificazione.

il fatto che gli aggiustamenti di bilancio di berlusconi-tremonti siano stati più consistenti di quanto gli interessati vogliano far sapere non mi sorprende. in particolare, i veri tagli alla spesa per dipendenti pubblici li ha fatti certamente tremonti congelando gli aumenti e i rinnovi contrattuali dal 2010. misura temporanea e iniqua ma efficace nel controllo della spesa nei redditi da lavoro. anche i risultati relativi alla spesa pensionistica mi sembrano plausibili, ma non sono un esperto di pensioni quindi su questo non so bene cosa dire di più preciso.

in generale mi chiedo se i suoi risultati dipendano almeno in parte dalla metodologia di calcolo che prende per buoni i numeri riportati nelle relazioni tecniche dei vari DL. tali numeri spesso rimangono sulla carta. specie nei tagli ai ministeri e agli enti locali. inoltre per quello che ricordavo i tagli di tremonti - compreso quelli dell'estate 2011 - rinviavano al futuro la vera copertura delle misure implicate con il trucco delle clausole di salvaguardia. non ho ben capito come lei contabilizzi questo gioco di rinvii delle coperture da un governo all'altro.

cordiali saluti e buona estate

francesco daveri



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da:   v   12/8/2017 17:42

A   Daveri Francesco  

Egr. Prof. Daveri,

1. Introduzione

La ringrazio doppiamente, sia per la Sua cortese risposta, sia per la Sua pronta sensibilità e manifestata consapevolezza che la questione da me sollevata merita di essere adeguatamente approfondita.

Io ritengo da anni, infatti, che ci troviamo di fronte ad uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre rigorosamente in maiuscolo) della storia patria, sia sull’ammontare complessivo delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica, sia per la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare - tutti i docenti di Economia), sia per la loro ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi della riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[1] il prof. Monti[2] ed esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la situazione,[3] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[4]); e, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea, degli obiettivi statutari della BCE (che non è uno soltanto, come quasi tutti pensano), oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[5]

Questa mia e-mail di replica, della cui lunghezza mi scuso, vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che spero Lei vorrà intraprendere, al Suo ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.

2. Fonti

No, non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa o famigerata lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, come è scritto nella mia prima email, ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

3. DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana

La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[6], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, è notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[7]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario all’Economia Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[8] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il mio post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn riportato nella nota 8 e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 4), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande balla impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[9]

4. Scopertura e clausola di salvaguardia

Vi ho accennato nella mia prima e-mail ed è riportato nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti. A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA. Rileggendo ieri un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

5. Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale La invito a leggere la mia Lettera a Carlo Cottarelli…, allegata nelle mia Lettera ai media…, riportata nella mia prima email), i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in centinaia di mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero…), e (b) ascritti solo per un terzo del totale delle riforme dal 2011 alla riforma Fornero.[10]

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

7. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, ed il giudizio a mio avviso in grandissima parte immeritato sul “salvatore” Draghi, trascrivo qui di seguito il mio secondo commento in calce all’articolo di HP che ha riportato le Sue dichiarazioni (dei tre commenti che Le chiedevo di leggere nella mia prima e-mail).

CONTROINFORMAZIONE/2

2. POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione
Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione poco sotto il 2% nel medio periodo). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la BCE - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente, inserendo il capitolo 8, ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti. La riporto, desumendola dalla Cronologia della voce (scorrere la pagina fino all’indice e poi cliccare sul cap. 8).[11]


[1] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

[2] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[4] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[6] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[7] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[8] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[9] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[10] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[11] 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061

Cordiali saluti e buona estate,

V.


PS: Se non ha niente in contrario, riporterò queste e-mail nel mio blog.



Post collegati:


Analisi quali-quantitativa/1 - Piano Fenice – Salvataggio Alitalia


Analisi quali-quantitativa/2 - Abolizione dell‘ICI


Analisi quali-quantitativa/3 – Spese G8



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Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi


In un post precedente, ho dato conto di una conferenza stampa surreale di una strana coppia: Damiano e Sacconi (cfr. Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2856676.html  oppure 

Naturalmente, mi sono preso la briga di scrivere anche ai due protagonisti della conferenza stampa, con questa lettera che riporto qui. Avverto che soltanto dopo ho scoperto che, non solo quello della presidentessa Boldrini, ma anche gli indirizzi degli altri tre destinatari sono stati disattivati; con la differenza che a Cesare Damiano, Pietro Grasso e Laura Boldrini è possibile scrivere tramite il sito Parlamento.it, mentre ho dovuto pregare lo staff del presidente Pietro Grasso di trasmettere la lettera a Maurizio Sacconi.  [In realtà, gli indirizzi e-mail dei senatori sono stati tutti modificati, ndr].


p.c. Presidente Pietro Grasso (pietro.grasso@senato.it) e Presidentessa Laura Boldrini (tramite suo sito)

Disinformazione sulle riforme delle pensioni e l'adeguamento all'aspettativa di vita

Da  V  12/7/2017 17:38

Egregi On. Damiano/Sen. Sacconi,

In riferimento alla Vostra conferenza stampa (http://www.cesaredamiano.org/2017/07/11/pensioni-appello-damiano-e-sacconi-stop-innalzamento-eta/), mi permetto rammentare che l’adeguamento all’aspettativa di vita è stato introdotto dal DL 78 del 31 maggio 2010, art. 12, co. 12bis

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Sorprende che anche Voi, presidenti di Commissione parlamentare, contribuiate alla DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che coinvolge tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012 (vedi il post linkato più sotto[1]), e perfino l’INPS, oltre a quasi 60 milioni di Italiani.

Per riparare in piccola parte, faccio un riepilogo sintetico di cose che negli ultimi sei anni ho già dovuto scrivere decine di volte (vedi, ad esempio, Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html).

Riforme delle pensioni

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Sacconi, non Fornero

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo l’adeguamento del 2019, cioè dal 2021, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 e poi oltre.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 TUTTI relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

[1] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità (Goebbels)

Come è potuto succedere un caso così eclatante di DISINFORMAZIONE sulle pensioni, analogo a quelli coevi sul risanamento iniquo e recessivo dei conti pubblici nella scorsa legislatura, che sarebbe ascrivibile a Monti, quando invece Berlusconi lo ha battuto per 4 a 1 (267 mld cumulati contro 62), o sugli obiettivi statutari della BCE (art. 2/Obiettivi Statuto BCE)? I circa 60 milioni di Italiani sono stati vittime della vulgata diffusa ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana-leghista e simile; coadiuvata dalla stessa coraggiosa millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html), la quale, nella sua legge di riforma (DL 201/2011, art. 24), anziché limitarsi a modificare ed integrare la legislazione preesistente, ha ripetuto le misure della severissima riforma SACCONI (che, dal suo canto, non rivendica la paternità e smaschera il plagio ma lo asseconda) - è facile verificarlo confrontando i testi delle due leggi -, e poi l’ha menata per anni, per vantarsi di aver salvato l’Italia dal default (cosa smentita nettamente dai numeri; peraltro, gli stessi risparmi derivanti dalla riforma Fornero ci saranno soprattutto dal 2020), prendendosi masochisticamente insulti e maledizioni, perfino dall’on. Matteo Salvini, il finto smemorato che votò assieme al suo partito - la Lega Nord -  la severissima riforma delle pensioni Sacconi (la quale – essa sì – ha portato e porterà l’età di pensionamento a 67 anni e oltre) e promette, una volta al governo, di mandare in esilio la professoressa Fornero perché costringerebbe gli Italiani a lavorare fino a 70 anni.

Spero di essere stato utile a ristabilire, in una materia così importante, delicata e d'interesse generale, la verità dei fatti.

Egregi On. Damiano e Sen. Sacconi, Vi prego di fare altrettanto.

Cordiali saluti,

V.

PS: Poiché la casella di posta del Sen. Maurizio Sacconi (sacconi.m@posta.senato.it) ‘stranamente’ non è più disponibile, prego l'On. Cesare Damiano e lo staff del Presidente Pietro Grasso di volergli trasmettere questa e-mail.

***


Cesare Damiano ha continuato a scrivere che era stata la riforma Fornero ed ho dovuto riscrivergli:


Egr. On. Damiano,

Lei continua ad affermare, nella Sua newsletter, una cosa non vera: che l'adeguamento all'aspettativa di vita sia stato deciso dalla riforma delle pensioni Fornero. E Lei lo sa benissimo. Anche perché alla conferenza stampa da Lei tenuta assieme al senatore Sacconi, secondo il resoconto che ne ha fatto Rosaria Amato su Repubblica (ma non nel relativo titolo), lo stesso Sacconi ha ammesso di esserne lui l'autore.

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Mi auguro che Lei non contribuisca ulteriormente alla generale DISINFORMAZIONE sulle pensioni, della quale è vittima anche il ministro Poletti (v. la sua intervista a Repubblica tv).

Cordiali saluti

V.


Ed invece ha continuato. E gli ho riscritto.


Egr. On. Damiano,

Lei ha scritto, nella Sua newsletter di oggi 30.7.2017  http://www.cesaredamiano.org/2017/07/30/contributo-di-solidarieta-si-ricalcolo-no/ un’altra cosa non vera: “Ho approvato nel 2011 l'introduzione del contributivo pro rata per i parlamentari (che è stato successivamente esteso a tutti i lavoratori dalla legge Fornero)”.

Lei evidentemente ce l’ha con la professoressa Fornero, Sua vecchia compagna di scuola, che ha già la colpa di millantare la maternità di provvedimenti emessi dalla riforma delle pensioni SACCONI.

Come Lei sa benissimo, la riforma Fornero delle pensioni ha solo esteso, col calcolo pro rata a decorrere dall’1.1.2012, il metodo contributivo a tutti… quelli esclusi dalla legge Dini del 1995, vale a dire soltanto a coloro che avevano già 18 anni di contributi.

Vabbé che Lei è rimasto nello stesso partito del contaballe seriale Renzi, che evidentemente Le ha trasmesso lo stesso “virus”, ma faccia uno sforzo, non continui a DISINFORMARE anche Lei sulle pensioni, “alleandosi” addirittura col filoconfindustriale e sedicente socialista Sacconi, ché la situazione è già tragica.

Distinti saluti,

V.


Già due anni fa avevo dovuto scrivere all’On. Cesare Damiano:


damiano_c@camera.it

Egr. On. Damiano,

Leggo quotidianamente i Suoi comunicati stampa e mi sono reso conto che anche Lei è DISINFORMATO sulle pensioni oppure, più probabilmente, fa finta di esserlo, poiché attribuisce tutto alla riforma Fornero.

Le chiedo, perciò, di voler spendere qualche minuto per leggere la mia:

Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html.

Cordiali saluti

V.


Aggiornamento


Miracolo! L’On. Cesare Damiano è ora diventato preciso.


Roma, 22 ago - "L'età pensionabile varia, come sappiamo, in relazione all'andamento dell'aspettativa di vita. Questo meccanismo, introdotto dal Governo Berlusconi e inasprito da quello di Monti,[…]



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Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive



Pubblico la lettera che ho inviato alla professoressa Elsa Fornero, lo scorso 3 novembre, a seguito della sua intervista al quotidiano on-line LINKIESTA, nella quale ha decantato, come ha l’abitudine di fare da 5 anni, gli effetti severi ma quasi taumaturgici sui conti previdenziali della sua riforma delle pensioni. Volevo farlo da parecchio tempo, ma francamente avevo soprasseduto perché, alle tantissime critiche e spesso vere e proprie maledizioni, condite talvolta con qualche minaccia, che le sono piovute addosso in tutti questi anni per averla varata, non volevo aggiungere il dispiacere di metterla di fronte alla constatazione che era, in parte, analogamente al Prof. Mario Monti per il risanamento dei conti pubblici,[1] una millantatrice. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

[1] Il Prof. Mario Monti, il millantatore (4/12/2012)



Pensioni e manovre correttive

Da:

v

03 nov 2016 - 16:30                  

A:

<elsa.fornero@unito.it> 

CC:

<redazione@linkiesta.it>


Gentile Professoressa Fornero,

In riferimento all’intervista da Lei rilasciata ad Alessandro Franzi “Elsa Fornero: «Ora Renzi non ricominci a caricare i giovani di debiti»”, del 2 novembre 2016, che ho appena letto su LINKIESTA (http://www.linkiesta.it/it/article/2016/11/02/elsa-fornero-ora-renzi-non-ricominci-a-caricare-i-giovani-di-debiti/32254/), mi permetto di osservare (lo volevo fare da parecchio tempo), scusandomi in anticipo della necessaria lunghezza:


PENSIONI

Sacconi (e Dini), non Fornero.

Mi spiace rilevare, anche per Sua responsabilità, una DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre in maiuscolo) generale sulla legislazione pensionistica e sulla falsificazione e sopravvalutazione degli effetti della riforma delle pensioni Fornero.

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011). 

L’allungamento (eccessivo) dell’età di pensionamento è stato deciso molto più dalla riforma Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – il cui autore, infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che dalla riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto la riforma Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; questa ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, coloro che erano esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 TUTTI relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

Come scrive da anni l'on. Cesare Damiano, attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, da ultimo una settimana fa, i risparmi pensionistici dal 2012 al 2050 sono ascrivibili alle riforme varate dal 2004 ed ammonteranno a varie centinaia di mld (io però aggiungerei la riforma Dini del 1995): “le riforme, dal 2004 ad oggi, come ha certificato il Governo lo scorso aprile, produrranno un risparmio previdenziale di 900 miliardi di euro nel periodo 2004-2050” http://www.cesaredamiano.org/2016/10/28/inps-damiano-boeri-irrituale-da-cifre-personali-o-ufficiali/.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include espertoni, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla coraggiosa millantatrice Fornero, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Vedi anche, infine, la modifica/integrazione, aggiungendo il cap. 4, alla voce di Wikipedia “Riforma delle pensioni Fornero”, da me elaborata (versione completa, in parte censurata - vedi cronologia - da un volontario-amministratore ignorante e strampalato di Wikipedia, Ignis Delavega: ce ne sono diversi, che stanno lì anche da 10 anni, si sono in un certo senso impadroniti di Wikipedia e, applicando ottusamente e con 2 pesi e 2 misure le regole, mantengono basso - come riteneva Umberto Eco -  il livello qualitativo e di affidabilità di Wikipedia italiana, segnatamente di Economia, incluse le pensioni; vedi anche la mia modifica/integrazione della voce “Banca centrale europea”, aggiungendo il cap. 8 e 100 note, anch’essa integralmente cancellata, che mi permetto di suggerirLe di leggere attentamente, così forse cambierà leggermente il Suo giudizio positivo sul presidente Draghi (scorrere la lunga pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 8) 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061):

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

(scorrere la pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 4, oppure continuare a scorrere).

In esso, può trovare le prove, anche di articoli di giornali che ora pare se ne siano completamente dimenticati, sia del fatto che la riduzione immediata e nel breve periodo del numero delle pensioni non è ascrivibile alla Sua riforma ma a quella Sacconi (+ Damiano), sia le prove dei probabili motivi dell’errata attribuzione alla riforma delle pensioni Fornero, da parte di tutti, anche delle misure della riforma Dini e soprattutto della riforma Sacconi.


MANOVRE CORRETTIVE

Berlusconi, non Monti.

Come ho scritto, da ultimo, tre giorni fa al Prof. Giulio Sapelli, dopo la sua intervista a LINKIESTA [1 oppure 2] (è un’opera di Sisifo che faccio da 4 anni), le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr., per le prove documentali di dettaglio, Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html).

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’equità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, Le rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private, a cui poi provvide Lei.

Invece, sicuramente, sia il risanamento dei conti che i dati economici negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.


Cordialmente,

V.


PS: Concordo con Lei sul complotto contro Berlusconi. Qui sotto può trovare qualche utile notazione e una selezione di articoli dell’epoca con le prove dei pessimi rapporti tra Berlusconi e i suoi ministri.

Analisi parziale del complotto contro Berlusconi



Post e articolo collegati:


Lettera al Prof. Mario Deaglio dopo un suo articolo su Tremonti, la sua risposta e la mia replica


Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

http://vincesko.blogspot.com/2017/02/lettera-al-prof-sen-mario-monti-sulle.html 


Elsa Fornero dice finalmente la verità, la sua riforma doveva essere temporanea

http://www.pensioniblog.it/2016/02/19/elsa-fornero-dice-finalmente-la-verita-la-sua-riforma-doveva-essere-temporanea/


Mentre la Prof.ssa Fornero dice la verità, Pensioni blog censura il mio commento che ristabilisce la verità.


Pubblico la lettera che ho inviato alla professoressa Elsa Fornero, lo scorso 3 novembre, a seguito della sua intervista al quotidiano on-line LINKIESTA, nella quale ha decantato, come ha l’abitudine di fare da 5 anni, gli effetti severi ma quasi taumaturgici sui conti previdenziali della sua riforma delle pensioni.
Volevo farlo da parecchio tempo, ma francamente avevo soprasseduto perché, alle tantissime critiche e spesso vere e proprie maledizioni, condite talvolta con qualche minaccia, che le sono piovute addosso in tutti questi anni per averla varata, non volevo aggiungere il dispiacere di metterla di fronte alla constatazione che era, in parte, analogamente al Prof. Mario Monti per il risanamento dei conti pubblici,[1] una millantatrice. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  (se in avaria)  



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Dialogo ‘terapeutico’ tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale


Riporto il dialogo “terapeutico” tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale, svoltosi nello scorso mese di aprile in calce a questo articolo di Carlo Clericetti su Repubblica:


Carlo Clericetti  -  27 APR 2016

La malafede del banchiere anti-euro



Le banche tedesche e francesi hanno stampato moneta (virtuale) a tonnellate, inondando di soldi finti che non avevano (--> leva finanziaria) l'Europa intera, in particolare Grecia, Spagna, Irlanda e altri. L'Italia no, perché ai tempi Fazio (guarda chi mi tocca difendere!) impedì alle banche tedesche e francesi di mettere piede in Italia (purtroppo la classe dirigente italiana, non solo bancaria, era/è quella che era/è... Fiorani & co. compresi). Con questa massa di soldi finti a costo zero o quasi (almeno rispetto a quello che costava il denaro fino a pochi anni prima) hanno creato una bolla gigantesca nei paesi suddetti. In Germania no: Schroeder aveva già ucciso la domanda interna (e infatti a livello di infrastrutture e non solo oggi la Germania sta letteralmente cadendo a pezzi: spesa pubblica zero, milioni di persone sotto i piani Hartz e così via... La Germania produce, esporta, ha una bilancia commerciale fortemente in attivo ma non è il paese di Bengodi). In Francia meno che in Germania, la Francia era più debole.
Poi al momento dello scoppio della bolla le banche tedesche e francesi hanno rivoluto indietro soldi veri in cambio dei soldi finti. E li hanno rivoluti indietro subito. Risultato finale: i debiti privati sono diventati debiti pubblici, la spesa pubblica è stata compressa ovunque, laddove la troika è potuta arrivare ha fatto salsicce (e solo per questo dovremmo fare una statua a Monti in ogni piazza: ci ha quasi ammazzati lui, ma se fosse arrivata la troika sarebbe stato molto peggio) e oggi le banche tedesche vanno in giro a dire agli altri cosa dovrebbero fare. Mentre sono ancora piene di titoli tossici fino al collo che non sanno come e dove piazzare.
La vera bomba a orologeria sono ancora oggi le banche tedesche.
In tutto questo l'Italia è un paese in buone condizioni:
- ha un debito pubblico alto ma siede su un tesoro (es. artistico) che ha un valore decine di volte superiore al debito pubblico stesso
- ha sempre ripagato i propri debiti con puntualità, anche quando i tassi erano stratosferici: da questo punto di vista è il debitore ideale per eccellenza
- è un paese produttivo, che produce ed esporta a rotta di collo, nonostante tutti i suoi problemi interni (corruzione e ridistribuzione del reddito)
- ha un sistema bancario che nonostante di vari Fiorani, Verdini & co è abbastanza solido, anche grazie alla lungimiranza dei risparmiatori italiani nel corso dei decenni precedenti
I problemi dell'Italia sono quasi esclusivamente interni. Ma ci piace e ci fa comodo pensare il contrario. Siamo talmente tanto ricchi di tutto che, nonostante da decenni la nostra classe dirigente stia depredando tutte le risorse su cui riesce a mettere le mani (grazie alla nostra complicità), siamo ancora in piedi.


  vmvinceskij 28 aprile 2016 alle 18:34

@fb0172 ( 28 aprile 2016 alle 15:33)
Citazione: (e solo per questo dovremmo fare una statua a Monti in ogni piazza: ci ha quasi ammazzati lui, ma se fosse arrivata la troika sarebbe stato molto peggio)”.

Fesseria al quadrato:
1. Riepilogo delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura, le cui misure strutturali valgono tuttora (importi cumulati):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld.
Berlusconi batte Monti 4 a 1.
2. Come si vede dalle cifre qui sopra, la troika ha operato – da lontano – prima che arrivasse Monti, che ha soltanto completato l’opera nella misura del 20% ed in maniera molto più equa di Berlusconi (anche sulle pensioni).

Vincesko


@vmvinceskij 28 aprile 2016 alle 18:34

Non è (solo) una questione di numeri assoluti ma anche di tempi: Berlusconi in 4 anni, Monti in poco più di un mese!
La secchiata di acqua gelata di Monti mirava a distruggere la domanda interna per fare in modo di eliminare l'emorragia di soldi data dall'import e spingere sull'export, per quelli che fossero sopravvissuti. Insomma a farci diventare più "tedeschi", arrivando quasi 10 anni dopo, a livello "filosofico", a quanto fatto da Schroeder in Germania.
Ma come tutti i tecnici ha completamente trascurato (volontariamente o involontariamente?) l'aspetto psicologico che le sue misure avrebbero avuto. Ovvero uccidere la domanda tout court perché oggi stai male ma domani starai sicuramente peggio e dopodomani ancora peggio!
E un modo per rendere il futuro più incerto è quello di intervenire sui tempi delle pensioni con un bello scalone (risparmi nell'immediato ma la paghi cara con un crollo della fiducia), spazzare via sanità e scuola (il futuro), raddoppiare le tasse sull'unico investimento effettuato dai cittadini nel tempo (la casa) il tutto lasciando inalterati i diritti acquisiti, lasciando esenzioni dalle tasse di cui sopra per i soliti noti (Vaticano per immobili commerciali, costruttori, ...) e in generale dando il messaggio che tutto ciò è solo per tamponare, che domani arriverà di peggio e che tu cittadino sei solo, sei destinato a essere solamente "umiliato e offeso". Non che i governi successivi abbiano fatto di meglio in quanto a messaggi dirompenti (una sola voce, per quanto finanziariamente irrilevante per le tasche dei cittadini: la mini-IMU retroattiva! Poche decine di euro, ma tanti tanti danni!).
Se io cittadino ho la certezza che domani starò peggio, che la sanità verrà tagliata, che la scuola dei miei figli/nipoti verrà tagliata, che le pensioni verranno tagliate (nonostante i contributi salati che pago), che le tasse verranno sicuramente aumentate e soprattutto che verranno aumentate in corso d'anno senza che io possa sapere il primo di gennaio quante tasse pagherò nel corso dell'anno, ma peggio ancora mi arriveranno le tasse retroattive l'anno successivo, che fiducia posso avere? Se calo tutto questo in mezzo a una crisi di domanda epocale, dove la produzione è praticamente a costo zero, dove i "magazzini" sono pieni di "merce" che non si vende, dove tutto è merce (dalle case agli alimentari, dalla sanità alla scuola, dai detersivi all'abbigliamento, dal lavoro alla pensione...), poi non ci si può lamentare che ci sia una crisi di fiducia epocale e che in tutto ciò abbiano buon gioco i populisti e quelli che cash alla mano fanno affari comprando a prezzo di saldo. Perché da che mondo è mondo i soldi non si fanno nei momenti di boom ma nei momenti di crisi, dove chi è liquido arriva e compra tutto a prezzi scontati, per poi vedere le quotazioni risalire nei momenti di boom, quando invece la ricchezza viene redistribuita (ma chi ha acquistato a prezzi bassi si ritrova con rendimenti a 2-3 zeri...).


  vmvinceskij 29 aprile 2016 alle 15:08

@fb0172 (29 aprile 2016 alle 10:33)
Citazione “Non è (solo) una questione di numeri assoluti ma anche di tempi: Berlusconi in 4 anni, Monti in poco più di un mese!

Avviso preliminare: sono 5 anni che a) a me antimontiano, tocca difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni; b) segnalando che le manovre di Berlusconi sono state il quadruplo di quelle di Monti e molto più inique, incluse le riforme delle pensioni; e c) sono dati che pare ignorino tutti, proprio tutti.

Oltre a ignorare del tutto i dati e a ripetere le solite accuse a Monti in gran parte infondate (effetto della DISINFORMAZIONE berlusconiana e della pigrizia mentale degli Italiani, che per questo cadono facilmente vittime dei manipolatori), sei anche… maleducato: mi sottovaluti troppo (!), vuoi che io abbia fatto un errore così marchiano e non abbia tenuto conto del rispettivo periodo a cui si riferiscono?
Il tempo è sostanzialmente equivalente: un anno e mezzo, perché il grosso delle manovre correttive di Berlusconi è stato varato dopo la crisi della Grecia, cioè a partire dal 2010.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Per il resto (IMU, distruzione della domanda, ecc.), ripeto, si tratta di accuse in gran parte radicalmente infondate, frutto o di pregiudizio o/e di pigrizia mentale o/e di manipolazione disinformativa. Ho avuto decine di discussioni su questo argomento, una delle ultime, abbastanza articolata, si è svolta in questo blog, in calce a:http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/, che ti invito a leggere con attenzione, poiché non ho voglia ora di ripetermi.

Vincesko


  vmvinceskij 29 aprile 2016 alle 15:22

PS:
Per agevolare la ricerca, do il link al 1° commento della discussione:
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/#comment-3153


@vmvinceskij (varii ed eventuali in ordine di tempo)

Delle politiche fiscali dei governi Berlusconi penso tutto il male possibile, comprese varie manovre finanziarie "posticipate" al 2013 tanto per lasciare un bel paletto pronto per l'eventuale governo successivo.
L'introduzione/anticipo dell'IMU il governo Monti l'ha fatta partire con la manovra 2011, ovvero in meno di un mese dall'insediamento (novembre 2011). Lo stesso per la "riforma Fornero", arrivata prima della fine del 2011.
I due principali provvedimenti che hanno "ucciso psicologicamente" la domanda interna in Italia. Le cose andavano male da prima? Eccome! Le cose sono migliorate dopo? No di certo, anche se nell'emergenza il governo Monti ci ha probabilmente salvato il fondoschiena, vista come è andata alla Grecia con l'arrivo della troika (i.e. della Germania) che ha finito di spolpare un paese allo sbando.
L'Italia si è salvata grazie al governo Monti? Si, probabilmente si. I governi Berlusconi hanno fatto più danni e in maniera più "classista"? Certamente si. E quindi? Vogliamo negare la secchiata di acqua gelata arrivata con i provvedimenti del governo Monti nel giro di un mese? E questo a prescindere dai numeri assoluti in miliardi di euro.
Per un miliardario l'aumento dell'ICI/IMU del 60% da un giorno all'altro e l'eliminazione di alcune esenzioni ha avuto probabilmente l'effetto di un solletico sotto i piedi. Per un cittadino che aveva una sola proprietà, magari mezza casa ereditata nella quale nemmeno abitava, si è trattato spesso di tirare fuori dall'oggi al domani l'equivalente dello stipendio di un mese. Il che sommato all'incertezza sul futuro con il messaggio arrivato nel giro di un mese (pensioni, scuola, sanità, imposte locali... Il "ieri stavate malino, oggi state male, domani starete peggio, dopodomani ancora peggio") ha fatto il resto. Tremonti era stato più abile e il controllo sulla stampa aveva fatto il resto? Possibile, ma non si può far finta di non vedere che in quel momento preciso chi ha potuto ha tenuto il borsello bel chiuso, con un effetto di controreazione, di feedback, pesantissimo. Più psicologico che reale? Forse, anche se l'IMU per parecchi è stata una bella botta (esempio: mezza casa ereditata; per chi non ci vive dentro conta "seconda casa", anche se non ha altre proprietà e vive in affitto, con relativo esborso di più di 1000 euro l'anno anche se dentro ci vive il genitore superstite... Costruttori con decine di appartamenti in vendita a prezzi artificialmente alti non pagavano l'IMU...).
Ho rivisto il video dell'intervista a Monti da lei linkato: Monti ha ammesso candidamente che "noi" (Europa?) "stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale". La Germania l'aveva fatto prima (governi Schroeder), facendo sostanzialmente dumping nei confronti del resto dell'Europa. GLi altri, messi alle strette per ripianare i debiti delle banche tedesche, hanno dovuto fare lo stesso, accodandosi. Monti ha fatto capire chiaramente che in quel modo stava tirando addosso alla Germania, sfidandola a creare domanda interna perché con il consolidamento fiscale gli italiani avrebbero comprato meno prodotti tedeschi. Cosa che la classe dirigente tedesca, avendo spinto l'export in area extra-UE, si è ben guardata dal fare visto che sta lucrando ampiamente dalla situazione attuale. I nodi verranno al pettine anche per la Germania, ma per ora ha le spalle coperte, grazie alla capacità della classe dirigente tedesca di "infiltrare" le istituzioni europee di funzionari tedeschi a tutti i livelli (v. lo scandalo WV: magicamente i limiti alle emissioni sono stati raddoppiati nel giro di poche settimane dallo scoppio dello scandalo. Se lo scandalo fosse scoppiato a causa della Fiat avremmo avuto funzionari "europei" in tutte le fabbriche italiane...).
P.S. Per cortesia la prossima volta si tenga gli insulti. Stiamo discutendo pacificamente su fatti accaduti anni fa. Il "maleducato" nei miei confronti mi sembra quanto meno ingeneroso. Posso avere idee diverse dalle sue, posso vedere le cose, interpretare gli avvenimenti in maniera diversa da quello che fa lei, ma non mi ritengo né maleducato né intellettualmente disonesto. E non mi arrogo di certo l'aura di "portatore di verità assolute".


  vmvinceskij 30 aprile 2016 alle 22:59

fb0172 (30 aprile 2016 alle 19:31)

Maleducato
Il maleducato è preceduto da puntini sospensivi, che stanno per tono scherzoso, ironico (cfr. diz. Treccani online).

Ammuina
Non fare ammuina, qui non è questione di “verità assolute”, ma di cercarsi e analizzare i numeri, prima di sparare frasi ridicole come “nel giro di un mese” o “Monti ci ha salvato il fondoschiena” o a “prescindere dai numeri assoluti in miliardi di euro” (sic!). Tu, oltre a non cercarti i numeri, rifiuti maleducatamente e irrazionalmente di prenderne atto quando ti vengono generosamente serviti su un piatto d’argento. Perché? Datti una risposta da solo.
Te l’ho detto, sono 5 anni che mi tocca difendere Monti e, nella stragrande maggioranza dei casi, ho incontrato delle resistenze terribili, anche in docenti universitari di Economia che si suppone siano persone razionali e adusi a maneggiare numeri, a prendere atto delle cifre e dell’enorme sproporzione tra le manovre di Berlusconi e quelle di Monti (4 a 1). Probabile effetto non soltanto di un enorme pregiudizio ma anche di tigna (dispiace ammettere di essere stati manipolati e per tanto tempo). Quindi la tua reazione non mi meraviglia, né mi meravigliano le spiegazioni strampalate che adduci. La più grossa delle quali, finora mai oppostami, è che Monti abbia fatto tutto “nel giro di un mese”, perfino la riforma Fornero (sic!), che secondo gli esperti produrrà i suoi effetti soprattutto dopo il 2020!

IMU
Dopo, per ridicolaggine, viene quanto scrivi sull’IMU: decisa da Berlusconi, Monti l’ha – meritoriamente, per equità e perché in nessun altro Paese la prima casa è esente - soltanto reintrodotta sulla prima casa e aumentata. Non si può ragionare sui casi singoli. Traggo dal mio post “I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo sull’IMU:
- il valore medio dell’IMU prima casa è stato pari a 225 €;
- l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’introito complessivo dell’IMU (fabbricati, terreni, aree edificabili e fabbricati rurali) è stato pari a23,7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni di contribuenti.
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313 €;
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209, 680 e 217 €.
Vanno sottolineati, inoltre, due ulteriori dati:
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU.
Infine, tu lamenti di aver pagato, per colpa di Monti, 1.000€ in un anno (suddivisi in 2 rate semestrali posticipate), mentre centinaia di migliaia di persone, semmai in affitto, per colpa di Berlusconi, hanno dovuto “pagare”, in un solo anno, 10, 20 o 30 volte tanto!

Pensioni: Sacconi vs Fornero
Traggo dal mio post Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html):
Le riforme di Sacconi (2010 e 2011) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:
• “finestra” ( = differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;
• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e
• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 entro il 2021, che è benchmark in UE28, cioè prima della Germania e molto prima della Francia (dopo il 2018, in forza della legge Fornero, l’adeguamento anziché triennale sarà biennale).
La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:
• metodo contributivo pro-rata per tutti (vale a dire solo per quelli che erano precedentemente esclusi, cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall'1.1.2012;
• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e
• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,
i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.
NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età baseed equiparando i lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

Distruzione della domanda
Anche qui, avevi scritto - come tanti altri - una sciocchezza, mi aspettavo che l’avresti ammesso e che ti saresti scusato.

Conclusione
In conclusione (sulla base dei dati e al netto degli effetti psicologici molto difficilmente quantificabili), sia per l’enorme sproporzione tra i rispettivi ammontari delle manovre di Berlusconi e Monti, sia per il fatto che tra il varo di una manovra correttiva corposa, ricca di provvedimenti sia dal lato della spesa che da quello delle entrate, e la riscossione passano almeno 6 mesi (è successo anche per l’IMU, divisa in 2 tranche semestrali posticipate), per non parlare delle pensioni, i cui provvedimenti, in particolare l’estensione del metodo contributivo, hanno sempre un’efficacia nel lungo periodo, gli effetti recessivi prodottisi nel 2012, ecc. sono figli delle manovre di Berlusconi o totalmente o almeno in un rapporto di 4 a 1, vale a dire in ragione almeno dell’80%.

Vincesko


@vmvinceskij 30 aprile 2016 alle 22:59

Lei continua a sciorinare numeri e numeri.
Grazie.
Io continuo a essere persuaso che l'impatto "psicologico" del Governo Monti sia stato maggiore di quello dei numeri. Sugli effetti di quelle manovre mi dispiace ma rimango della mia idea. Le manovre dei governi Berlusconi non hanno avuto il tempo di dispiegare i loro effetti: buona parte sarebbero entrate in vigore "dopo", dopo la fine della legislatura, lasciando un bel paletto in mezzo ai piedi (eufemismo) del governo successivo. E per l'italiano abituato a rimandare, a vivere nel futuro, quello bastava in quel momento. Le manovre del governo Monti hanno avuto un effetto immediato e sono state attuate in brevissimo tempo. Parte di quelle erano anticipi di provvedimenti già presi per il futuro? Parte. E parte no: li entra il gioco la politica, che non è solo numeri (anche se poi senza numeri non può andare molto lontano). Monti è un politico molto più raffinato e lucido della maggior parte dei politici presenti in Parlamento. E' un politico di lungo corso e non è necessario essere politici di cariche elettive a suffragio universale per esserlo. Monti sapeva perfettamente quali sarebbero stati gli effetti delle sue manovre e quale sarebbe stato l'effetto di manovre analoghe in tutta Europa ("l'intervista alla CNN"). E sapeva che l'unico modo per far ripartire il sistema è "europeo". E per farlo è necessario che l'Europa si dia una mossa politicamente (v. "Why Nations Fail: The Origins of Power, Prosperity, and Poverty" di Daron Acemoglu et al). Esattamente quello che la classe dirigente tedesca del dopo Kohl non vuole (banche e industrie tedesche in primis: mercato comune senza pagare dazio politicamente), esattamente quello che la classe dirigente francese del dopo Mitterand non vuole, esattamente quello che la classe dirigente dei vari staterelli inutili del centro-nord Europa non vuole. Per non parlare della classe dirigente italiana. Come pure buona parte delle potenze "disinteressate" che abbiamo attorno.
I governi Berlusconi hanno fatto "danni"? Hanno attuato una politica pesantemente classista ("il figlio dell'operaio vs. il figlio del professionista" che in realtà voleva solo dire "il figlio del ricco vs. il figlio del povero", ché ci sono anche professionisti che non sono ricchi)? Ma certamente, non sarò io a metterlo in dubbio. Le politiche dei governi di tutta Europa hanno fatto altrettanto? Ma certamente: ovunque sono stati tagliati stato sociale, scuole, sanità. Uccidendo la domanda di futuro.
Ma Berlusconi è stato anche un abile piazzista (aiutato in questo dal controllo quasi totale dei mezzi di informazione), uno che "sa", "annusa" quale sia la potenza della psicologia per vendere, soprattutto per vendere quello che non c'è: il futuro. E senza l'effetto psicologico purtroppo non ci sarà MAI alcuna ripresa: fin quando non avremo fiducia nel futuro non ci saranno investimenti. Di oggi su questo giornale:

Il sistema è fermo perché è stata uccisa la domanda interna. Anche politica, non solo economica. Viviamo di numeri ma non siamo solo numeri (v. le critiche all'homo economicus espresse a più riprese nei suoi libri dal prof Gallino). E in questo il governo Monti ha avuto un ruolo importante, inversamente proporzionale alla durata del suo governo, che realmente è stata di pochi mesi, diciamo il primo quarto della durata complessiva, fino alla primavera del 2012. Il resto è stata una lunga agonia proseguita poi con i governi Letta e Renzi. E senza riforme realmente inclusive, che riportino il Parlamento al centro, con una selezione reale della classe dirigente (il contrario della riforma Boschi-Renzi che mette al centro di tutto il capo del partito di maggioranza relativa), per il futuro non andrà meglio. Almeno a livello locale. Lo stesso andrebbe fatto a livello europeo: includendo i cittadini europei in un progetto comune dal quale possano pretendere e ricevere risposte. Gli americani 250 anni fa dicevano "no taxation without representation". Ecco, noi abbiamo solo la prima. Sia a livello locale che a livello europeo. E questo è il motivo per cui sia la prima che la seconda sono destinate a fallire.


  vmvinceskij 1 maggio 2016 alle 20:58

Calcio tra i denti e pane e acqua

Citazione: “Le manovre dei governi Berlusconi non hanno avuto il tempo di dispiegare i loro effetti: buona parte sarebbero entrate in vigore "dopo", dopo la fine della legislatura, lasciando un bel paletto in mezzo ai piedi (eufemismo) del governo successivo”.

Fesseria sesquipedale e patetica. Anzi pazzesca: tu, forse, sei matto (ci mancavano qua…) ed hai – come Berlusconi e Weidmann – problemi col principio di realtà. Quel che è certo, invece, è che non hai mai letto i testi delle 3 (tre) manovre correttive, oltre alla legge di stabilità 2011, varate dal governo Berlusconi nel periodo maggio 2010-agosto 2011 e le relative relazioni tecniche. Non hai neppure letto – della discussione precedente che ti ho indicato - il mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti e soprattutto, al suo interno, l’articolo (col dettaglio di tutte le manovre sia di Berlusconi che di Monti) del “Sole 24 ore” su cui è basato (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml).
Ti suggerisco caldamente – perché potrebbe essere pericoloso… - di non farti sentire dai milioni di persone che, ad opera del governo Berlusconi, da un giorno all’altro, o si videro bloccato il rinnovo del contratto nazionale (i quasi 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici) o non rinnovato il contratto di lavoro individuale (il 50% di tutti i lavoratori precari pubblici) o procrastinato il pensionamento di almeno 1 (un) anno, perdendo almeno 13 mensilità di pensione, pari a 10 o 20 o 30 mila € o più di mancato introito (decine, forse centinaia di migliaia di pensionandi disoccupati o inattivi) o tagliata, prima del 75% (DL 78 del 31.5.2010) e poi di un ulteriore 15% (DL 98 del 6.07.2011), la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (milioni di poveri: LSU, ragazze-madri, ex carcerati, sussidiati costo affitto, ex drogati, ecc.) o tagliata di alcuni miliardi la spesa sanitaria e scolastica; ecc. ecc.
Ma tu - vedo -, oltre a non informarti ed essere inutilmente logorroico, sei del tutto incapace di ammettere che sei un ignorante, ti sei sbagliato e scusarti. Non mi meraviglia, voi che odiate i numeri (almeno il 95% degli Italiani), siete tutti così, fatti con lo stampo. E mammoni permalosi e piagnucolosi. Perciò odiate l’ICI/IMU/TASI, la casa viene subito dopo la mammina. E’ inutile opporvi dei numeri e dei fatti. E’ un problema di educazione, perciò – lo confesso… - ho introdotto fin dall’inizio il termine “maleducato”. Che si può risolvere soltanto con un’adeguata… ri-educazione: un calcio tra i denti e pane e acqua finché non ammettete che 4 è il quadruplo di 1, per cui il cattivone che ha messo davvero le mani nelle tasche degli Italiani e ha distrutto la domanda interna è stato, di gran lunga, soprattutto Berlusconi e non Monti, e che l’ICI/IMU/TASI, che serve a finanziare i servizi locali, è cosa buona e giusta. E Monti ha fatto benissimo a reintrodurla sulla prima casa e ad aumentarla. Peccato non sia riuscito a introdurre anche un’imposta patrimoniale sui ricchi, usciti quasi esenti dalla macelleria sociale perpetrata, in particolar modo da Berlusconi, sui non ricchi.

Vincesko


@vmvinceskij 1 maggio 2016 alle 20:58

La invito ancora una volta alla calma e a un maggiore contegno. Evidentemente è abituato insultare le persone, ma per questo non posso farci nulla: ognuno ha l'educazione che ha. E non ho intenzione di seguirla su questa china.

Le piacciono i numeri? Anche a me, molto (anche se quasi 30 anni fa all'economia ho preferito la matematica e la fisica: un modo diverso di giocare con i numeri).
Per quanto riguarda ad esempio la manovra 08/2011 del governo Berlusconi, su questo link può trovare uno specchietto riassuntivo degli effetti negli anni:

Come può vedere i numeri dicono che per il 2012 (28 miliardi) la manovra sarebbe stata circa la metà rispetto agli anni 2013 (54 miliardi) e 2014 (59 miliardi, quasi 60). L'anno 2013 avrebbe comunque visto le elezioni prima della metà dell'anno, per cui il "paletto" tra i piedi del successivo governo sarebbe stato di 114 miliardi sui 142 miliardi totali della manovra spalmati in 3 anni.
La manovra 2010 era fatta per l'80% delle maggiori entrate di recupero dall'evasione fiscale, ovvero ancora una volta in sostanza un procrastinare in attesa di tempi migliori (8 miliardi dall'evasione fiscale non li avrebbe trovati alcun governo, di qui la quasi certezza di una manovra successiva... Un procrastinare appunto). Il resto erano tagli.

Ho cercato di portare la discussione sugli effetti psicologici della manovra Monti, che ha anticipato e inasprito quanto previsto dalle manovre Berlusconi, aggiungendoci del suo. Vuole parlare di numeri? Parliamo di numeri. Possibilmente senza dare di matto.


  vmvinceskij 2 maggio 2016 alle 16:09

@fb0172 (2 maggio 2016 alle 12:50)
Hai fatto un passo in avanti; come vedi i miei "insulti" sono terapeutici. Ma troppo poco, sei un po’ inguaiato, hai bisogno di una lunga terapia...
Continui a raccontar balle, per autoconvincerti, dandoti anche maldestramente la zappa sui piedi.
Primo, come risulta dalla tabella che hai allegato, l’effetto per il solo 2012 delle manovre 2011 di Berlusconi, pari a ben 28 mld, né equivale a un rinvio a dopo la legislatura, come finora l’hai raccontata, né è una bazzecola, come cerchi di contrabbandarla, ma copre quasi interamente l’effetto globale della prima manovra di Monti, i cui effetti, vedi in particolare le pensioni, sono diluiti – non so in che misura - nei lustri successivi.
Secondo, la manovra 2010 non è come tu la racconti, glissando bellamente su ciò che ho scritto sulle categorie colpite, con effetto dal 1.1.2011, dal governo Berlusconi-Tremonti (milioni di Italiani, parecchi privi di reddito, quindi ad altissima propensione al consumo). Essa non è una bazzecola ma supera i 60 mld cumulati (ma in effetti molto di più, poiché le sue misure strutturali, cioè permanenti, valgono tuttora).
DL 78/2010 di 62,2 mld [secondo Il Sole 24 ore]
Arriva il blocco della contrattazione e degli stipendi per i dipendenti pubblici, il taglio delle retribuzioni più alte, l'azzeramento dei gettoni nei cda e la lotta a società di comodo e imprese in «perdita sistemica» [più il procrastinamento di 12 mesi (c.d. finestra mobile, ma in effetti 4 mesi in media erano stati già decisi dalla L. 247/07) dell’erogazione delle pensioni e l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, poi tagliata di un ulteriore 15% dal DL 98/2011, il congelamento del rinnovo del contratto dei quasi 3,5 mln di dipendenti pubblici e il dimezzamento del numero dei lavoratori precari pubblici].
Non sei Aristotele, per smentirmi non bastano le tue affermazioni assiomatiche, devi trovare la stessa tabella degli effetti anche per il 2010. Per non parlare di quelle precedenti, in particolare il DL 112/2008 57,9 mld.
Nella prima grande manovra campeggiano i tagli agli enti territoriali e ai ministeri, la progressiva riduzione degli organici della Pa e della scuola e le imposte su energia, banche e assicurazioni.

Terzo, soprattutto, devi fare la stessa cosa anche per le 2 manovre di Monti, la prima del dicembre 2011 (DL 201/2011 43,3 mld) e la seconda del luglio 2012 (DL 95/2012 19,9 mld), così forse - forse - anche tu ti renderai conto che è privo di senso cronologico, logico, matematico e fattuale affermare, come fai tu, che "Monti ha anticipato (sic!) e inasprito quanto previsto dalle manovre Berlusconi".

Quindi, mi spiace, ti tocca fare ancora uno sforzo, vincendo la tua terribile resistenza.

Vincesko


*


Nota conclusiva: a questo punto fb0172 è sparito: o non è riuscito a vincere la sua terribile resistenza o, vintala e divenuto finalmente consapevole dell’evidenza del suo macroscopico errore di giudizio, si è vergognato ed ha avuto paura di… arrossire davanti a tutti.



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