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Disuguaglianza, la truffa trentennale del gocciolamento verso il basso



Carlo Clericetti  -  8 NOV 2017

Alì Bersani e i 40 collegi


Nel corso di una discussione nel web, incentrata sul progetto di MDP di unire tutte le componenti a sinistra del PD in un raggruppamento elettorale e su un progetto riformista, sulla base di un documento programmatico che contempla l’abrogazione delle cosiddette riforme di Renzi, tra cui il “Jobs Act”, e cercare un’alleanza elettorale o post elettorale con M5S in alternativa a quella col PD, un renziano mi ha obiettato che l’errore storico della sinistra è di preoccuparsi di come viene distribuita la torta e non di come la si aumenta, e che M5S è di destra.

Gli ho risposto così.

1. Innanzitutto, con la scusa di ingrandire la torta (il mitico gocciolamento verso il basso), negli ultimi 30 anni, dopo il trentennio glorioso, i ricchi hanno accresciuto il loro fettone di reddito e di ricchezza, a danno della fettina degli altri. Quindi la disuguaglianza è cresciuta, in Italia e nel mondo.

2. Per sostenere dal punto di vista teorico questa progressiva spoliazione, si sono impadroniti delle Università, corrotte dalla loro ideologia economica strampalata e spietata (il neo-liberismo).

3. Hanno stravolto la logica (si pensi alla ossimorica e nefasta austerità espansiva).

4. Hanno stravolto la matematica, anzi il suo uso (si pensi alle teorie e ai calcoli di Reinhart e Rogoff sul debito pubblico ostacolo alla crescita o, prima, al Monetarismo di Milton Friedman sulla relazione tra massa monetaria e inflazione, una cagata pazzesca che ha fatto danni enormi ai poveri cristi, poi abiurata dal suo stesso autore, o al moltiplicatore del taglio di spesa minore di quello del taglio di tasse, idem come sopra).

5. Soprattutto, e per me è il peccato maggiore, hanno stravolto la lingua (si pensi al termine, spoliato alla sinistra, RIFORMA, che prima significava un miglioramento del benessere della maggioranza, ora l'indoramento della pillola per le terapie strampalate e spietate della troika a danno di milioni di poveri cristi e a beneficio di pochi, o, per venire a casa nostra, per la DEFORMA del lavoro - la competizione di costo è il portato della globalizzazione asimmetrica imposta dai ricchi [1 o 2- e la DEFORMA costituzionale del duo di ignoranti Renzi-Boschi).

6. Siccome i ricchi sono egoisti e bulimici, hanno “convinto” i facitori delle leggi a ridurre le aliquote marginali delle imposte dirette, le imposte di successione, le imposte sui guadagni di capitale, che sono inferiori alle imposte di 50 e 60 anni fa e a quelle di oggi sul lavoro; a ridurre le regole sulle banche per facilitare la speculazione finanziaria, salvo poi chiedere i salvataggi di quelle TBTF (troppo grosse per farle fallire); a facilitare l'elusione fiscale; a lasciar operare liberamente i paradisi fiscali dove nascondere i loro immensi capitali al Fisco.

7. Naturalmente, per conseguire la spoliazione e tutto il resto, si sono avvalsi dei loro potenti mezzi: (a) risorse finanziarie enormi; (b) il controllo delle Università; (c) il possesso dei media; (d) l'ausilio di un congruo numero di agit-prop ben retribuiti; (e) la collaborazione interessata di un 20% di popolazione benestante; e, come è sempre stato purtroppo nella storia (fenomeno strano che incuriosì molto Einstein che chiese lumi a Freud, cfr. “Perché la guerra?”), (f) l'appoggio di milioni, miliardi di UTILI IDIOTI masochisti che lo fanno gratis contro il proprio interesse.[1 2]

Renziani, svegliatevi dal letargo, siamo in guerra. Quando uscirete dal letargo, forse v'accorgerete anche voi che è in corso da trent'anni una guerra: tra ricchi e poveri, dichiarata dai ricchi. E i ricchi finora hanno stravinto. Bisogna fare una sorta di rivoluzione, e per farla è più utile il buffone ignorante Grillo che il contaballe seriale Renzi, che ha tradito il mandato elettorale e, oltre a prendere soldi da banchieri, si è alleato con i Marchionne e gli Squinzi.

Alfredo D'Attorre for president!



Appendice


"Al presidente Mauricio Macri e a tutti i capi di stato del G20:

L’ineguaglianza nel mondo ha raggiunto livelli inaccettabili -- 8 sole persone possiedono quanto metà dell’intera popolazione mondiale.

E il divario sta aumentando, anche grazie ai paradisi fiscali che permettono di travasare all’estero migliaia di miliardi per evitare di pagare le tasse. I ricchi diventano più ricchi, e gli altri pagano per tutti.

Otto anni fa il G20 aveva deciso di dire basta. È ora di mantenere quell’impegno. Vi chiediamo di agire immediatamente per la fine dei paradisi fiscali e di far sì che chi ne fa uso sia punito."

Aggiungi il tuo nome alla lettera aperta!
-- 
Maggiori informazioni

"Otto anni fa, da Primo Ministro della Gran Bretagna e presidente del G20, ho cercato di mettere fine allo scandalo dei paradisi fiscali. Ma l’inchiesta dei "Paradise Papers" sta mostrando che migliaia di miliardi vengono ancora nascosti negli angoli più remoti dell’economia mondiale, per non pagare le tasse

È un meccanismo perverso che permette ai più ricchi di non pagare per gli ospedali, le scuole e i servizi di tutti, per cui tutti gli altri invece contribuiscono.

Ma ora possiamo fermarli – un accordo internazionale può finalmente mettere fuori legge i paradisi fiscali, con multe e addirittura la prigione per i più grandi evasori. Il G20, il gruppo dei 20 Paesi più ricchi e potenti al mondo, ha il potere di attuarlo.

Unitevi firmando questa lettera al presidente argentino Mauricio Macri, presidente del G20 --appena avremo un milione di firme gliele consegnerò di persona, chiedendo a lui e agli altri leader mondiali di portare finalmente a termine quello che avevamo iniziato nel 2009."

-- Gordon Brown, Ex primo ministro del Regno Unito -- con Avaaz
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Post e articoli collegati:


Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari del PD


La globalizzazione non è un gioco equo


AnalisiQQ/32/Classifica Forbes 2016 dei ricchissimi


Ricchi e poveri


Referendum, meglio tenerci la Costituzione che abbiamo


L’unica e vera rivoluzione sarebbe che i poveri non pagassero per i ricchi


JJobs Act, un primo bilancio nella ricerca ISIGrowth

Dario GuarascioMarta FanaValeria Cirillo

17 dicembre 2015 Sezione: ItalieLavoro

Uno studio di ricercatori italiani evidenzia che solo il 20% dei nuovi assunti tra gennaio e luglio ha un contratto a tempo indeterminato ed è cresciuta l’incidenza di contratti a termine e part-time www.isigrowth.eu

http://sbilanciamoci.info/jobs-act-un-primo-bilancio-nella-ricerca-isigrowth/  


Ricchi e poveri, vecchie e nuove idee

21 giugno 2013 Sezione: Alter

Non è vero che l’interesse individuale muove il mondo, non è vero che non c’è altro mondo possibile. La road map di Kaushik Basu “oltre la mano invisibile, per una società giusta”


Noi di sinistra dobbiamo chiedere scusa per l’euro

Alfredo D'Attorre

Il Fatto Quotidiano 26.10.'16

http://www.sinistralavoro.it/noi-di-sinistra-dobbiamo-chiedere-scusa-per-leuro/  



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Il dualismo Centro-Nord - Sud danneggia tutti

 
Il Sud ferma il treno del Nord. Massimo Cacciari e altri luoghi comuni
Carmelo Petraglia* - 17 Gennaio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/mezzogiorno/il-sud-ferma-il-treno-del-nord-massimo-cacciari-e-altri-luoghi-comuni/
 
Premesso che io, meridionale, penso che il Sud debba completare i compiti a casa, poiché il peso fiscale, a causa delle imposte locali, è maggiore che al Centro-Nord e dove, soprattutto, non c’è correlazione tra il costo dell’apparato burocratico e la spesa pubblica da esso gestita e l’output in infrastrutture e servizi in termini sia quantitativi che qualitativi, osservo:
 
1) Sui dati dell’evasione fiscale per Regione, le fonti non sono univoche, ma quel che è certo è che in valore assoluto il Centro-Nord surclassa il Mezzogiorno.
 
2) La ripresa italiana dipende anche dal Mezzogiorno (importante mercato di sbocco interno), ma la previsione della SVIMEZ per il Sud è sconfortante: “In termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2011 ha confermato lo stesso livello del 57,7% del valore del Centro Nord del 2010. In un decennio il recupero del gap è stato soltanto di un punto e mezzo percentuale, dal 56,1% al 57,7%. Continuando così ci vorrebbero 400 anni per recuperare lo svantaggio”.

3) Traggo dalla Nota 18 della “Lettera di PDnetwork
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html
Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali *
“Nel Mezzogiorno risiede un terzo della popolazione italiana; si produce solo un quarto del prodotto interno; si genera soltanto un decimo delle esportazioni italiane. Un innalzamento duraturo del tasso di crescita di tutto il Paese non può prescindere dal superamento del sottoutilizzo delle risorse al Sud” (pag. 7).
“A metà di questo decennio il PIL pro capite delle regioni meridionali non raggiungeva il 60 per cento di quello centro-settentrionale; alla metà degli anni sessanta tale ritardo era di dimensioni identiche.
La frattura territoriale nel nostro paese appare almeno altrettanto ampia, anche con riferimento ad indicatori di sviluppo più direttamente correlati alle condizioni materiali di vita delle popolazioni, come i tassi di occupazione, la diffusione della povertà, i livelli di istruzione o il funzionamento dei servizi pubblici locali. L’elevata ampiezza percepita dei trasferimenti di risorse effettuati nel corso dei decenni in favore delle aree meridionali acuisce il senso di insoddisfazione verso le attuali dimensioni del dualismo territoriale italiano” (pag. 427).
“Fino alla conclusione del XIX secolo, il PIL pro capite delle regioni meridionali non scese mai al di sotto del 90 per cento di quello centro-settentrionale” (pag. 427).
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
* 744 pagg., vi sono inclusi: informazioni utili per valutare la performance territoriale delle amministrazioni pubbliche ed un raffronto con la Germania Est (in 40 anni, la politica straordinaria ha speso nel Sud non più dello 0,7 per cento del Pil; per contro, per osservatori autorevoli tedeschi, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena sacrificare il 5 per cento del PIL” - maggiore di quello italiano - secondo le regole del federalismo cooperativo (Politikverflechtung), che costituisce il carattere saliente del modello politico tedesco. Secondo stime non ufficiali i trasferimenti lordi sarebbero ammontati per il periodo 1991-2003 a 1.250-1500 miliardi di euro, equivalenti a una media di 96-115 miliardi annui) (pag. 486).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf


Post collegati:

Sud, la soluzione è prima di tutto culturale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2796241.html 
AQQ22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html
 



ANALISI QUALI-QUANTITATIVE/24 - Spesa pensionistica

 
Come si vede dal dialogo tra Pietro Reichlin e Sergio Cesaratto, [1] non soltanto "tagliatori" compulsivi di destra, ma anche economisti di sinistra come Reichlin, pur al netto della sinteticità e dell’approssimazione inevitabili in un semplice dialogo, menzionano colpevolmente ancora l’esigenza di rimodulare la spesa sociale (quota parte della spesa pubblica) riducendo la spesa pensionistica, ripetendo una sorta di mantra che da anni inonda i media. Colpevolmente, poiché ignorano o trascurano il fatto che, soprattutto a partire dal 2010, dopo la crisi della Grecia, si sono succeduti ulteriori interventi strutturali (cioè permanenti) pesanti sulla materia delle pensioni, che, da un lato, hanno reso quello italiano il sistema pensionistico più solido in UE; [2] dall’altro, hanno già prodotto, continuano a produrre e produrranno in futuro risparmi di spesa per decine di miliardi all’anno (recati finora dalle riforme Damiano del 2007 e Sacconi del 2010, mentre la riforma Fornero produrrà i suoi effetti nel corso del 2013 e nei prossimi anni). [3]
La terribile crisi economica in corso richiede ulteriori interventi incisivi in tema di reperimento delle risorse: il sistema pensionistico ha già dato, eccetto le cosiddette pensioni d’oro (vedi appresso), occorre rivolgersi ad altri capitoli, sia dal lato delle entrate (evasione fiscale [4] e imposta patrimoniale [5] e/o prestito forzoso [6]), sia dal lato delle uscite (capitolo "beni e servizi", oltre 130 mld all'anno, che include la corruzione e il funzionamento efficiente della PA). [7]
 
ATTENDIBILITA’ DELLE CIFRE.
Quasi tutte le statistiche menzionate su Spesa sociale e Spesa pensionistica  - EUROSTAT, OCSE, ISTAT - sono datate e non tengono ancora conto delle ultime riforme varate tra il 2010 e il 2011.
 
PENSIONI. Dal 1992, sono state varate 8 riforme pensionistiche (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011). Le ultime 4 riforme: Damiano (2007), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno dando e daranno risparmi nei prossimi decenni per centinaia di mld.
 
IMPOSTE. Il 90% circa di Irpef, contributi e imposte indirette è pagato dai dipendenti e dai pensionati, i cui redditi sono pari solo al 60% del totale. [4]
 
EVASIONE. L'evasione annua è di 120 mld. [4]
 
MISURE. I 330 mld di manovre correttive della scorsa legislatura (fonte "Sole-24 ore" [8]) sono stati addossati in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (taglio spesa sociale), ora tocca ai ricchi (il 10% delle famiglie che possiede il 45,9% della ricchezza totale) sia a mezzo di un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota con  franchigia di almeno 800 mila € (ipotesi CGIL), [5] sia con un prestito forzoso, [6] per ridurre celermente l'enorme debito pubblico e gli ingenti interessi passivi.
PS: Segnalo che tra la Banca d’Italia e l’Agenzia del Territorio c’è una differenza di 1.535 mld sulla stima del valore immobiliare (nel 2010, 4.800 mld contro 6.335, dovuto al n. degli immobili).  
 
Chi assorbe la maggior parte della spesa pensionistica.

3.3 Distribuzione per classe di importo mensile
La distribuzione delle pensioni per classe di importo mensile delle prestazioni (Prospetto
3.7) presenta frequenze maggiori in prossimità delle classi di importo meno elevate. Infatti, la
maggior parte delle pensioni ha importi mensili inferiori a 500 euro (38,8 per cento nel 2010 e
39,1 per cento del totale nel 2009). Seguono le pensioni con importi mensili compresi tra 500 e
1.000 euro (30,8 per cento nel 2010 e 31,4 per cento nel 2009). Un ulteriore 13,6 per cento di
pensioni vigenti al 31 dicembre 2010 (13,4 per cento nel 2009) ha importi compresi tra 1.000 e
1.500 euro mensili e il restante 16,9 per cento del totale (16,1 per cento nel 2009) ha importi
mensili superiori a 1.500 euro.
Passando dall’esame della distribuzione del numero delle pensioni a quello del relativo
importo complessivo annuo risulta che il 37,4 per cento del totale è associato a pensioni con
importi inferiori a mille euro che, in termini numerici, rappresentano il 69,6 percento delle
pensioni complessivamente erogate. Il 33,1 per cento dell’importo complessivo annuo è riferito
invece a prestazioni con importi mensili compresi fra mille e duemila euro, cui corrisponde il
21,3 per cento delle pensioni. È chiaro, quindi, che nonostante il maggiore numero di pensioni
nelle fasce meno elevate della distribuzione degli importi mensili, oltre un terzo dell’importo
complessivo annuo dei trasferimenti pensionistici è collegato a prestazioni che si collocano nella
parte medio-alta della distribuzione (Figura 3.4). In particolare nella classe di importo più
elevata, relativa agli importi mensili superiori ai tremila euro, si concentra solo il 2,5 per cento
dei trattamenti, per una quota dell’importo complessivo annuo pari però al 12 per cento.

La tabella che segue è ricavata dai dati diffusi dall’INPS sulla distribuzione delle pensioni per fasce di importo.

(Dati ISTAT 2010)
La distribuzione percentuale della spesa pensionistica è la seguente (un terzo dei pensionati percepisce 2 o più pensioni [*]):
………………….….N.Pensionati……...% spesa
Meno di 500€…..…..….14,4%.................4,65%
500-1.000€……...……..31,0%................18,01%
1.000-1.500€………..…23,5%................23,40%
1.500-2.000€………..…14,5%................20,45%
Sopra 2.000€……….…16,5%................33,49%

[*] La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni evidenzia una prevalenza del genere femminile crescente all’aumentare del numero di trattamenti percepiti (Figura 3). Tra i percettori di una sola pensione (che rappresentano il 67,3% del totale) la quota femminile è leggermente più bassa della maschile (48,3% sono donne e il 51,7% uomini); tra i titolari di due pensioni le donne sono il 59,8%, la quota sale al 70,9% tra i percettori di tre pensioni e arriva al 74,1% tra i titolari di quattro o più trattamenti.

Rispetto alla spesa totale, che ammonta (al lordo di oltre 40 mld di imposte, che è una mera partita di giro) a 258,5 miliardi di €, per un totale di 16 milioni e 500mila pensionati:
1) Il 45,4% (7 milioni e 425mila pensionati) che sta sotto i 1000 € assorbe solamente il 22,66% (58.558.500.000€) della spesa totale. 2) Per contro, i pensionati sopra i 2000 €, pari al 16,5 % del totale, per una spesa di 86.578.250.000€, assorbono il 33,49% della spesa totale.
Tale distribuzione sperequata è ancora più marcata se si scorpora il dato relativo alle donne. “Analizzando le differenze di genere in funzione delle classi di reddito pensionistico mensile emerge – in linea con quanto finora osservato – la maggiore concentrazione degli uomini nelle classi di reddito più elevate. Il 24,1% dei pensionati percepisce, infatti, un reddito mensile superiore ai 2.000 euro, assorbendo il 47,7% della spesa pensionistica destinata agli uomini; solo il 9,9% delle donne percepisce tali livelli di reddito, per una spesa complessiva pari al 24,8% (Tavola 2). Nella classe di reddito più elevata, che raccoglie i beneficiari di trattamenti superiori ai 3.000 euro mensili, le differenze sono ancora più marcate: le donne sono solo il 2% del totale, pari a una spesa complessiva del 7,6%, contro il 7,6% osservato tra gli uomini, pari al 22,1% di spesa”.

http://www.istat.it/it/files/2012/08/istat_inps_pensioni_analisi_per_genere.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+02%2Fago%2F2012+-+Testo+integrale.pdf

Dai dati INPS risulta che le pensioni sopra gli 8.000 € - le cosiddette pensioni d'oro - sono circa 109.000. Tra queste vi sono anche numerose pensioni che superano di parecchio i 10.000 €, perciò si può ipotizzare una media sui 9.000 €, che fa ascendere la spesa annua per queste pensioni di importo alto a non meno di 12 miliardi e 700 milioni.
http://www.istat.it/it/files/2013/03/Ann_13_20_Stat_prev_e_assist_soc_II_trattamenti_pensionistici_2010.pdf
 
[1] Eguaglianza? Dipende*
Dialogo fra Sergio Cesaratto e Pietro Reichlin
Martedì 14 Maggio 2013
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2785:scesaratto-preichlin-eguaglianza-dipende&catid=84:politica-economica&Itemid=64

[2] Appunto dopo le lettere della BCE al governo e del governo all’UE 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html 

[3] “Abbiamo voluto fare alcuni conti basandoci sulle stime della Ragioneria generale dello Stato. Se soltanto con l’ultima riforma si risparmieranno ogni anno, dal 2020, 22 miliardi di euro, ciò significa che nel periodo 2020-2050 si produrrà una colossale redistribuzione di risorse da Stato sociale a debito di quasi 650 miliardi di euro. Se a questa cifra dovessimo sommare gli interventi fatti dai diversi governi dal 2004 al 2011 sul sistema pensionistico andremmo al raddoppio” (C. Damiano).
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=31627 

Pensioni: risparmi vadano a esodati
http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/10/21/pensioni-risparmi-vadano-a-esodati/

[4] AQQ/22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/01/14/analisi_qualiquantitative22_co.html

[5] Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/10/analisi_qualiquantitative_14_i.html

[6] Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
Fonte: JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA - Corriere della Sera
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:43 -
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
prestitoforzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/20225-un-prestito-forzoso-decennale-e-migliore-della-tassa-sui-patrimoni.html
L’ipotesi del prestito forzoso è stata illustrata, da ultimo, alla trasmissione di La7 “Ottoemezzo” del 14 giugno 2012 “Suicidio per debiti” da Oscar Giannino http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270284

[7] AnalisiQQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html

[8] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_lavoro_sporco_del_governo_b.html
 

 
Post, analisi e articoli collegati:

Contributo sulle pensioni, eccellente analisi-proposta de LaVoce.info
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802017.html
 

La spesa pubblica in Europa
anni 2000-2011
Tavola10 - Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Belgio 17,0 17,2 17,7 18,0 18,1 18,0 17,8 17,5 18,0 19,8 19,4 19,5
Bulgaria 13,2 13,5 12,8 12,4 12,0 11,0 10,9 10,7 11,2 13,6 13,5 12,9
Repubblica Ceca 13,0 12,9 14,0 13,8 12,5 12,3 12,3 12,5 12,5 13,7 13,6 13,6
Danimarca 22,5 22,9 23,2 24,1 24,0 23,2 22,5 22,0 22,2 25,1 25,3 25,2
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Estonia 10,7 10,2 9,9 9,9 10,2 9,8 9,4 9,3 11,6 15,8 14,6 13,1
Irlanda 8,3 8,8 9,4 9,5 9,9 10,7 10,8 11,7 13,9 16,9 17,3 17,3
Grecia 17,0 16,6 16,9 15,1 14,4 15,3 15,1 16,0 17,0 18,4 18,9 20,4
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Cipro 7,9 7,9 8,7 9,4 10,0 10,6 10,3 9,5 9,8 11,0 11,7 12,0
Lettonia 13,1 11,9 11,5 10,8 10,5 9,9 9,6 8,5 9,6 14,1 13,7 12,1
Lituania 12,5 11,6 10,7 10,3 10,2 9,9 9,8 10,9 12,3 16,8 14,5 12,7
Lussemburgo 15,7 16,5 17,2 17,7 17,7 17,4 16,4 15,3 16,8 19,4 18,5 18,1
Ungheria 14,9 14,6 15,5 16,1 16,1 17,0 17,7 17,6 17,8 18,6 17,7 17,1
Malta 12,2 13,2 13,4 13,5 13,7 13,7 13,7 13,9 13,7 14,6 14,3 14,4
Paesi Bassi 15,6 15,6 15,9 16,2 16,0 15,5 15,2 14,9 15,3 17,1 17,2 17,2
Austria 21,1 20,9 21,2 21,3 20,9 20,6 20,2 19,8 20,0 21,8 21,7 21,0
Polonia 0,0 0,0 18,3 18,8 17,6 17,0 16,9 15,6 15,6 16,4 16,9 15,9
Portogallo 12,0 12,5 13,1 14,2 14,6 15,2 15,4 15,3 15,7 17,9 18,0 18,1
Romania 10,9 11,1 10,1 10,0 11,0 11,1 11,0 11,2 12,4 14,6 14,9 14,1
Slovenia 17,2 17,1 17,0 17,0 16,9 16,9 16,4 15,5 15,9 18,0 18,6 18,9
Slovacchia 14,5 14,6 14,9 12,8 12,1 13,2 12,3 10,6 10,2 12,3 12,2 11,9
Finlandia 20,3 20,1 20,8 21,4 21,3 21,2 20,7 20,0 20,4 24,0 24,0 23,7
Svezia 23,2 22,9 23,0 23,9 23,5 23,0 22,3 21,1 21,1 22,9 21,6 20,8
Regno Unito 14,8 15,2 15,4 15,6 15,7 15,6 15,3 15,3 15,9 17,9 18,0 17,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
 

Maurizio Benetti
Radiografia della spesa pensionistica
28/03/2012   
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1490     
Età di pensione, nell’UE ora non ci batte nessuno
25/02/2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1471
Dalle pensioni 15 miliardi in 3 anni
13/02/2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1466
Spesa per pensioni, così è se vi pare
20/02/2010
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1218
 
Pensioni d’oro, il PD non ha colpe
Carlo Clericetti
07/05/2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1516    
 

Aggiornamenti:
 
Pensioni, spesa sotto controllo ma gli assegni futuri saranno più leggeri:
di Davide Colombo 3 giugno 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-03%2Fpensioni-spesa-sotto-controllo-175720.shtml
 
Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario   
Rapporto n. 14, anno 2013    
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivit--d/2013/
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivit--d/2013/Le-tendenze-di-m_l-periodo-del-s_p_e-s_s-Rapporto_n14.pdf 
[i 2 link di RGS sono stati sostituiti da questi altri:
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2013
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2013/Nota_Aggiornamento_Rapporto_n_14.pdf].

Dopo aver bocciato l’analogo intervento di cui all’art. 9, comma 2 del decreto-legge n. 78 del 2010 (sentenza n. 223 del 2012) e la stessa norma oggi impugnata, con la sentenza n. 241 del 2012, la Corte Costituzionale ha decretato anche l’illegittimità costituzionale del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro:

Bocciato il prelievo fiscale sulle pensioni d’oro: irragionevole
Corte costituzionale - Sentenza 5 maggio 2013 n. 116
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/sentenzeDelGiorno/2013/06/bocciato-il-prelievo-fiscale-sulle-pensioni-doro-irragionevole.html

Non per cassa, ma per equità
30.05.13
Tito Boeri e Tommaso Nannicini
Una proposta per realizzare un prelievo sulle pensioni “più generose”, vuoi perché l’assegno è alto, vuoi perché il loro rendimento implicito è molto elevato. Servirebbe a tutelare l’equità attuariale e intergenerazionale. Quanto si potrebbe ricavarne e come andrebbero impiegate queste risorse.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3463/43382123/31426

Poco più di 652mila i titolari di assegni al di sopra di 3mila euro
29.08.2013
 
Arriva l’autorevole conferma del Sottosegretario Dell'Aringa sul numero di pensioni d'oro:

MELONI (FLI):«FISSARE UN TETTO»
Pensioni d'oro, una sorpresa da 90mila euro al mese
Sono oltre centomila e costano allo Stato più di 13 miliardi l'anno: primo Sentinelli, ex manager Telecom, inventore della "ricaricabile"
8 agosto 2013
http://www.corriere.it/economia/13_agosto_08/pensioni-oro-90mila-euro-mese-baccaro_ec49b994-ffec-11e2-b484-e2fa3432c794.shtml
 
Vitalizi d'oro alla Regione Lombardia: ecco gli ex consiglieri con il privilegio
31 ottobre 2013
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/31/news/vitalizi_d_oro_alla_regione_lombardia_ecco_gli_ex_consiglieri_con_il_privilegio-69873305/
 
Tagli alle pensioni, o inutili o da esproprio
Ipotesi e conti degli interventi ipotizzati prima sulle “pensioni d’oro”, poi su quasi tutte: a meno di colpi pesantissimi il gettito non sarebbe mai molto alto. E semmai dovrebbe essere usato a vantaggio dei pensionati futuri, per i quali si prospettano assegni assai più miseri di ora
Maurizio Benetti
(03/11/2013)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1675
 
Pensioni, quelle d’oro a volte non luccicano
Il rendimento dei contributi è in molti casi molto più elevato per le pensioni basse che per quelle molto alte: il fattore più rilevante è l’età di pensionamento. Chi parla di tagli spesso fa confusione, pensando che tutti i vitalizi alti contengano un “regalo”. Un ricalcolo (cosa mai fatta in nessun paese) dovrebbe comunque riguardare tutti gli assegni pena l’incostituzionalità
Ruggero Paladini
(25/11/2013)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1682
  

12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore

 
Casa   Il regresso dell'Imu   07/05/2013   di Roberta Carlini
Intervenendo d'urgenza sulla tassa sulla casa, il governo Letta fa un triplice errore: spostando risorse dai più poveri ai più ricchi, dai più giovani ai più vecchi, dalle periferie al centro. Senza con questo aiutare l'economia. A chi giova?
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-regresso-dell-Imu-18238
 
Preliminarmente, riporto i dati. I dati consuntivi del MEF ( cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/02/14/i_dati_consuntivi_del_mef_conf.html ) attestano:
- l’introito complessivo dell’IMU è stato pari a 23,7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni di contribuenti;
- l’importo medio sulla prima casa è stato di 225 €;
- per la prima casa, l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313 €;
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209680 e 217 €;
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU.
 
Osservo, contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, che:
1) il costo medio annuo dell’IMU sulla prima casa è pari a 225 €, cioè meno di 1 € al giorno: esattamente, 0,616 €. E' andata e va molto peggio agli "esodati", vecchi (cfr. art. 12 del DL 78/2010 del governo Berlusconi, che per soprammercato abolì l'ICI sui ricchi ed i più abbienti) e nuovi (cfr. DL salva-Italia del governo Monti, che almeno reintrodusse l'IMU sulla prima casa), i quali, per il risanamento dei conti pubblici, hanno pagato e pagano decine di migliaia di € all'anno.
E' quindi un'indecenza che si parli di IMU e la colpa di ciò è sia del miliardario imbonitore e bulimico Silvio Berlusconi, sia dello scarso spirito civico 'compensato' colpevolmente dall'egoismo di una fetta corposa di Italiani;
2) in Italia, secondo la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’evasione fiscale ammonta a 120 mld l’anno; in 10 anni fanno 1.200 mld.
Secondo la Banca d’Italia, il patrimonio immobiliare ammonta a 5.000 mld; secondo l’Agenzia del Territorio, a 6.500 mld. Chissà quanti dei miliardi evasi al fisco, danneggiando gli altri Italiani che pagano le tasse, sono stati e vengono investiti in immobili. Per non parlare dell’economia criminale;
3) i capitali evasi hanno finanziato anche l'acquisto della prima casa;
4) l'IMU è difficilmente evadibile;
5) l'importo è relativamente modesto (nel 90% dei casi), ed altri hanno contribuito e contribuiscono al risanamento in misura molto, molto più gravosa;
6) l’abolizione dell’ICI sui ricchi ed i più abbienti fu finanziata anche tagliando (cfr. DL 78/2010 e DL 98/2011) la spesa sociale dei Comuni del 90%, destinata ai poveri, inclusi i sussidi agli affitti; l'abolizione o la riduzione dell'IMU, nella situazione attuale di crisi terribile, che durerà a lungo, NON è la priorità; le priorità sono il lavoro, la casa a prezzo sociale (che fa la differenza tra la sostenibilità economica e la povertà) e le altre provvidenze di welfare;
7) anzi, essa andrebbe affiancata da un'imposta patrimoniale sui patrimoni superiori a 1 mln di € per finanziare la crescita e gli ammortizzatori sociali anti-crisi, perché dopo 329,5 mld di manovre finanziarie della scorsa legislatura (266,3 mld il governo Berlusconi e 63,2 il governo Monti), addossate in gran parte - soprattutto dal governo Berlusconi - sul ceto medio-basso, solo il 10% delle famiglie italiane che possiede il 45% della ricchezza nazionale ha ora i soldi.[*]
8) l’imposta locale sulla prima casa esiste in tutta l’Europa;
9) nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
10) dopo ben 330 mld di manovre correttive da inizio legislatura, a) 4 mld non sono una piccola cifra; e b) ovviamente, l’abolizione dell’IMU - del tutto possibile nonostante i vincoli europei - va compensata con un’altra imposta (o un taglio di spesa): è giusto? e su chi? Anche sui poveri, come successe con l’ICI tolta ai ricchi da Berlusconi, caso eclatante di redistribuzione all’incontrario, col taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni?;
11) contrariamente a quel che si sostiene sulle conseguenze negative sul mercato immobiliare, a) l’effetto calmieratore dell’IMU sui prezzi degli immobili, ancora troppo elevati, e quelli (generali dell'IMU) benefici sulla difesa del suolo agricolo e del paesaggio; b) va molto peggio ai locatari, di cui nessuno si occupa, che debbono sobbarcarsi ad affitti spesso esosi e che incidono per oltre il 30% della retribuzione; c) la necessità (da quasi tutti auspicata) di spostare in parte il peso fiscale dai redditi al patrimonio; e last but not least d) l’aspetto fon-da-men-ta-le dell’equità;
12) a ben vedere, al netto del valore simbolico della casa (in Italia viene subito dopo la mamma…), non c’è un solo motivo a sostegno dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa ed è quasi agevole notare che tutte le motivazioni addotte, anche quelle esplicite in vari articoli e commenti, rinviano a motivazioni “sottostanti” e scontano tale pregiudizio – come dire? – subliminale.
[*] “Ribaltamento delle priorità per volere di un miliardario”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781004.html
 
PS:
Per “punizione”, allora, chiedo a “ale” (che sostiene che le “motivazioni sono molteplici”, ma poi ne espone solo una, del tutto speciosa (v. diz.) e in parte smentita dai dati consuntivi del MEF, oltre che dall'articolo) ed a quelli come lui (sperando di avere una risposta): dei 266,3 mld cumulati delle manovre finanziarie varate – e con una distribuzione molto, molto iniqua - dal governo Berlusconi-Tremonti, qual è stato il suo contributo (straordinario, beninteso)?
 
PPS: tra i sostenitori dell'abolizione dell'IMU sulla prima casa, c'è anche chi non ti aspetteresti:
a) il segretario del PSI, Riccardo Nencini;
b) Keynes blog (cfr. http://keynesblog.com/2013/05/03/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-imu/).
 

Aggiornamento:

Effetto nuovo catasto per le tasse sulla casa
14.03.14
Chiara AgnolettiChiara BocciClaudia Ferretti e Patrizia Lattarulo
http://www.lavoce.info/nuovo-catasto-tasse-sulla-casa-rendite/


Post collegato:
AQQ22-Ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html 

Il mondo sottosopra, in Italia

 
   Il mondo sottosopra, capovolto, in Italia (ma non è stato sempre così?). Tutti si preoccupano dei ricchi e dei benestanti, che di riffa o di raffa monopolizzano quasi il dibattito della campagna elettorale in corso.
   Sabato sera, Pierre Carniti, intervistato da Giorgio Zanchini di Radio3 su Machiavelli, ha citato prima il particulare di Guicciardini [1] e poi la tesi di Vito Mancuso: in Italia, manca una religione civile: Il problema, in altri termini, è "religioso", nel senso etimologico del termine religio: in Italia, a differenza degli altri paesi occidentali, manca una religione "civile", capace di legare responsabilmente l'individuo alla società”[2]
   In Italia, secondo la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’evasione fiscale ammonta a 120 mld l’anno; in 10 anni fanno 1.200 mld.
Secondo la Banca d’Italia, il patrimonio immobiliare ammonta a 5.000 mld; secondo l’Agenzia del Territorio, a 6.500 mld. Chissà quanti dei miliardi evasi al fisco, danneggiando gli altri Italiani che pagano le tasse, sono stati e vengono investiti in immobili. Per non parlare dell’economia criminale.
   Poi tutti i proprietari piangono per l’IMU e per la temuta introduzione dell’imposta patrimoniale (sui ricchi!) ed i media gli tengono bordone, trascurando temi centrali come la disoccupazione giovanile e femminile. [3]
   Agli ipergarantisti io proporrei di applicare anche in Italia la normativa fiscale di un Paese garantista come gli USA, incluse ovviamente le severe sanzioni. Penso saranno d'accordo.
 
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guicciardini  
[2] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/13/r2-la-religione-civile-che-manca.html
[3] La casa al centro, i giovani al margine
di Roberta Carlini
16/01/2013
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-casa-al-centro-i-giovani-al-margine-16403
 
 
Post collegato:
AQQ22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/01/14/analisi_qualiquantitative22_co.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html

 

Le proposte del Partito Democratico/3 - Fisco


LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/3 

FISCO


 Il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Una sostanziale riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale e` condizione necessaria per realizzare le riforme proposte. Non possiamo avere livelli di imposizione europei e livelli di evasione sudamericani, dato il nostro debito pubblico. L’obiettivo di medio periodo, ossia la durata ordinaria di una legislatura, dovrebbe essere portare l’evasione italiana ai livelli medi dell’area euro. In termini quantitativi vorrebbe dire dimezzarla e arrivare al recupero di 40-50 miliardi di euro l’anno. Per realizzare tale ambizioso, ma non impossibile obiettivo, si dovrebbe procedere lungo due strade:

·        i controlli a posteriori attraverso l’uso efficiente e sinergico delle informazioni gia` a disposizione delle amministrazioni pubbliche;

·        l’innalzamento della fedelta`nel pagamento delle tasse attraverso un’azione preventiva.

Il governo Berlusconi ha prima eliminato i provvedimenti per combattere l’evasione fiscale, poi ha fatto i condoni per i grandi evasori (lo scudo) e infine, costretto dalla realta`, ha reintrodotto qualche pezzo di intervento contenuto nei provvedimenti di contrasto all’evasione che erano stati cancellati. La ricetta del governo ha fallito.

 

Irpef 20 per cento.

Vogliamo tagliare la prima aliquota dal 23 al 20% per fare in modo che vi sia un vantaggio per i giovani e per gli ultra-settantacinquenni

 

Aumento della detrazione e recupero fiscal drag per i dipendenti.

La cancellazione del recupero del fiscal drag da parte del governo di centrodestra ha penalizzato i lavoratori dipendenti. Oltre a prevedere il miglioramento delle detrazioni per i dipendenti, vogliamo reintrodurre il meccanismo che evita un aumento della pressione fiscale dovuto all’inflazione.

 

Bonus Figli

Per il sostegno alla famiglia vogliamo introdurre il “bonus per i figli”, per dipendenti, parasubordinati, indipendenti (autonomi, professionisti, imprenditori).

 

Lavoro femminile.

Per incentivare il lavoro femminile e sostenere la famiglia, vogliamo introdurre una consistente detrazione fiscale ad hoc, per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori.

 

Rendite finanziarie.

La tassazione delle rendite finanziarie va portata al 20 per cento.

 

Lavoro autonomo, professionale ed impresa al 20%.

Vogliamo eliminare gradualmente l’Irap sul costo del lavoro. E premiare chi scommette sulle sue capacita` imprenditoriali e sulla propria azienda: la parte di reddito reinvestita nella propria azienda, nella propria attivita` professionale o nella propria societa` non viene tassata. Il reddito ordinario percepito dal lavoratore autonomo, dall’imprenditore individuale, dalla societa` di persone viene tassato al 20%. Soltanto la parte eccedente va in Irpef. Per le societa` di capitale, la parte di profitti ordinari reinvestiti nell’azienda non viene tassata.
La vigente aliquota Ires viene applicata solo agli extra-profitti.

 

Studi di settore.

Proponiamo una profonda riforma degli Studi di settore per evitare che continuino ad essere una sorta di minimum tax, iniqua nei confronti dei contribuenti di dimensioni minori e, al tempo stesso, inefficace contro l’evasione. La riforma prevede, tra l’altro, la riduzione del numero degli Studi (oggi oltre 200), la revisione delle modalita` di calcolo e un piano straordinario di formazione degli operatori dell’Agenzia delle entrate sul corretto funzionamento degli Studi e la modifica dei criteri di attribuzione della retribuzione di risultato.

 

L’ambiente in primo piano.

Negli ultimi anni, grazie ai governi del centrosinistra, si sono fatti importanti passi avanti in termini di fiscalita`ambientale. Il governo Berlusconi ha bloccato il cammino. Vogliamo riprendere il cammino seguendo il principio della “responsabilita` condivisa” e del “chi inquina paga”. L’obiettivo e` comprendere nel conto il costo di risorse naturali scarse e non rinnovabili e le emissioni di agenti inquinanti, spostare il carico fiscale dal lavoro alle risorse ambientali utilizzate nei processi produttivi e dai consumi nocivi ai consumi sostenibili.

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Fisco 20, 20, 20: la road map per liberare i produttori, la progressività, il federalismo.

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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm

 

 

1) ISTAT - Dossier
L’economia sommersa: stime nazionali e regionali
Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Enrico Giovannini
presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria
Roma, 22 luglio 2010
L’economiasommersa: stime nazionali e regionali 
 

2) Il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.
Evasione fiscale - Wikipedia 
 

3) Legge“Manette agli evasori”
Il testo del Dlgs n. 74 del 10-03-2000 (che sostituisce la L. 516/82)
Legge “Manette agli evasori” 
Prassi:
Circolare n. 9 del 24-03-2000 Min. Finanze 
Circolare n.114000 del 14-04-2000 Guardia Finanza 
Circolare n.154E del 04-08-2000 Min. Finanze 

La Repubblica
I COMMERCIALISTI CONDANNANO LA LEGGE 'MANETTE AGLI EVASORI'
08 luglio 1989 — pagina 41 sezione: ECONOMIA
di SERGIO LUCIANO
I COMMERCIALISTIbCONDANNANO LA LEGGE 'MANETTE AGLI EVASORI' 

VISCO: FINALMENTE UNA NORMA CON UN VERO POTERE DETERRENTE. MARZANO (FI): MA LETASSE CONTINUANO AD AUMENTARE
Finisce l' era delle manette agli evasori Addio a una legge poco applicata. I processi caleranno dell' 80%: non punibili i piccoli reati
Solo i fenomeni più gravi, come la dichiarazione fraudolenta, avranno ancora rilevanza penale
Gallo Giuliano
(6 gennaio 2000) - Corriere della Sera
Finisce l' era delle manette agli evasori Addio a una legge poco applicata. I processicaleranno dell' 80%: non punibili i piccoli reati 
 

4) DOCUMENTAZIONE DEPOSITATA DAL DOTT. VIERI CERIANI - Gruppo di lavoro sull’erosione fiscale 

5) Aumento della detrazione e recupero fiscal drag per i dipendenti.
(dalla Lettera di PDnetwork  
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html   

[11] OCSE: Salari in Italia tra i più bassi. Fisco da record al 46,5%
Ma Sacconi non ci sta e bolla i dati come ''tecnicalita' senza riscontro'' -11-05-2010
http://www.asca.it/copertina-OCSE__SALARI_IN_ITALIA_TRA_I_PIU__BASSI__FISCO_DA_RECORD_AL46_5_PERCENTO_-2863.html
Il Rapporto Ocse: Italia maglia nera dei salari -16,5% rispetto alla media
Il nostro Paese è al 23esimo posto sui 30 membri dell'Organizzazione
Il cuneo fiscale è del 46,5%. Peso di tasse e contributi invariato dal 2008
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/retribuzioni/dossier-salari/dossier-salari.html  
OECD: Taxing Wages 2009 http://www.oecd.org/ctp/taxingwages
Salari: IRES CGIL, potere d'acquisto perde 5.500 euro in dieci anni
Presentato V rapporto sui redditi dei lavoratori dipendenti. Epifani, necessario un intervento urgente, che sposti la tassazione dai salari dei lavoratori dipendenti e dalle pensioni alle grandi ricchezze e ai grandi patrimoni »
http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=14627
La crisi dei salari - Crescita, Occupazione e Redditi perduti negli anni Duemila
V RAPPORTO IRES-CGIL 2000-2010 - 27 settembre 2010
Sintesi del rapporto:
http://www.cgil.it/Archivio/Ricerche%20IRES/IRES_Salari%20in%20Italia_sintesi.pdf
Slides:
http://www.cgil.it/Archivio/Ricerche%20IRES/IRES_Salari%20in%20Italia_slides.PPT

Lettera di PDnetwork, nota [12] Restituzione del fiscal drag (drenaggio fiscale).
Fiscal drag: chi l'ha visto? - 13/09/2010
“C'è un grande assente nel dibattito sulle tasse: il drenaggio fiscale. Che dal '90 ha colpito i redditi più bassi: chi guadagna solo 15mila euro oggi paga il 28% in più in termini reali, mentre chi sta sopra 1 milione di euro paga quasi il 10% in meno”.
Fiscal drag: chi l'ha visto? 
 

6) Bonus Figli
Un futuro alle famiglie. Bonus di 3000 euro l'anno per ogni figlio - la campagna 
Bonus figli di 3.000 € 
 

7) Lavoro femminile.
InGenere
Dossier: Il quoziente familiare
Il quoziente familiare 
 

8) AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI PRESSO LA VI COMMISSIONE FINANZE CAMERA DEI DEPUTATI
Elementi per l’audizione sull’A.C. 4566
“Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”

(VI Commissione Finanze Camera dei deputati)
11 ottobre 2011
Elementi per l’audizione sull’A.C. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale” 

IL COMMENTO
“Il paese dei Robin Hood al contrario” di MARCO RUFFOLO 
 

9) L'INTERVISTA - IL DIRETTORE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE E PRESIDENTE DI EQUITALIA
«Basta segreti su conti e patrimoni. Ora possiamo battere i furbi»
Befera: ci sono gli strumenti per farcela. Solo la Grecia peggio di noi
Massimo Mucchetti
11 dicembre 2011

«Basta segreti su conti e patrimoni. Ora possiamo battere i furbi» 
 

10) I 42mila poveri con la super-barca. Tra chi dichiara meno di 20mila euro in 518 hanno anche l'aereo
di Marco Mobili 10 dicembre 2011 

I 42mila poveri con la super-barca. Tra chi dichiara meno di 20mla euro in 518 hanno anche l'aereo
 

11) COMUNICATO STAMPA 8.1.2012.FISCO/CONTRIBUENTI.IT: CRESCE L'EVASIONE DELLE BIG COMPANY + 14,2% NEL 2011. 

12) Il Riciclaggio da evasione fiscale 

13) Cassazione: da sei mesi a due anni a chi omette di versare l’Iva oltre il 27 dicembre dell’anno successivo
È punibile con la reclusione il comportamento del contribuente che non versa l’Iva e che prolunga tale comportamento oltre il 27 dicembre dell’anno successivo a quello a cui ci si riferisce. È questo il principio di diritto che emerge dalla sentenza n. 38619 depositata il 3 novembre scorso. La Corte ha infatti spiegato che “il comportamento del soggetto che non versa l’Iva dichiarata a debito in sede di dichiarazione annuale è equiparato a quello del sostituto che non versa le ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, e sanzionato con la reclusione da sei mesi a due anni. Per la consumazione del reato – ha chiarito la Corte - non è sufficiente un qualsiasi ritardo, ma occorre che l’omissione del versamento dell’imposta dovuta si protragga fino al 27 dicembre dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento”. 
(Data: 21/11/2010 10.00.00 - Autore: Luisa Foti)
Cassazione: da sei mesi a due anni a chi omette di versare l’Iva oltre il 27 dicembre dell’anno successivo 
 

14) Italia nel super patto antievasione, conti all’estero senza segreti
redazioneweb
Anche Francia, Germania, Regno Unito e Spagna faranno parte dell’intesa con gliStati Uniti, in vigore da gennaio 2013. Scarica i punti dell’accordo 
09/02/2012 11:10

Italia nel superpatto antievasione, conti all’estero senza segreti 
 

15) Fisco, populismo e lotta di classe in Italia
di Vladimiro Giacchè
Pubblichiamo un interessante saggio di Vladimiro Giacchè uscito sull'ultimo numero di Democrazia e Diritto sulla questione strategica del rapporto tra il sistema fiscale e il conflitto tra le classi.
 
Fisco, populismo e lotta di classe in Italia 
 

16) ESENZIONE DELLA CHIESA DALL’ICI - Discussione con Piergiorgio Odifreddi  

17) Per farsi dire bravo dall'Europa, il nostro ineffabile ministro incompetente dell'Economia, Giulio Tremonti, progettò ed attuò la manovra correttiva più ferocemente iniqua d'Europa, vera macelleria sociale, che addossa sulle spalle dei ceti medio-bassi l'onere del risanamento, in buona parte reso necessario – non come negli altri Paesi dal salvataggio costosissimo delle banche – ma dalla sua pessima gestione della Cosa pubblica: salvataggio Alitalia (3,1+2 miliardi), abolizione dell'ICI per i più abbienti (2,5 mld), spesa fuori controllo della voce “beni e servizi” delle Amministrazioni pubbliche (tra i 9 e i 12 mld), calo delle entrate tributarie maggiore del calo del PIL (fonte Banca d'Italia: nel 2009, le imposte dirette sono diminuite del 7,1% pari a 17,1 miliardi, quelle indirette del 4,2% pari a 9,1 miliardi di euro, riconducibili al consistente calo dell'Iva e dell'Irap, parzialmente compensato dall'aumento delle entrate in conto capitale, vedasi i circa 5 mld dallo scudo fiscale a prezzi di saldo!), anche per effetto dell'abrogazione di misure adottate dal precedente governo di centrosinistra.

Da un'interpellanza presentata alla Camera dei deputati il 12-5-2009 - Allegato B - Seduta n. 175 del 12/5/2009
ECONOMIA E FINANZE
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

(…) con la Finanziaria 2007 il Governo Prodi aveva provato a mettere in campo un primo pacchetto di misure per contrastare l'evasione:
riorganizzazione dell'anagrafe tributaria;
«tracciabilità» dei compensi dei professionisti;
obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi;
tenuta dell'elenco clienti-fornitori;
anagrafe dei conti correnti bancari;
lotta alle frodi IVA;
contabilità semplificata e agevolata per 950.000 imprese minori, il cosiddetto «forfettone» per i contribuenti minimi con reddito inferiore a 30 mila euro;
furono così incassati 23 miliardi in più c nel contempo le entrate da ruoli e riscossioni coattive sono cresciute del 20 per cento;
il Governo Berlusconi-Tremonti con la manovra triennale 2009-2011(decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133del 2008) ha
provveduto all'eliminazione dell'elenco clienti-fornitori, della «tracciabilità» dei compensi e dell'anagrafe dei conti correnti bancari. Questi e altri provvedimenti hanno rilanciato l'evasione fiscale in grande stile.Diminuiscono, in particolare, le entrate dell'Iva. Anche per la consapevolezza che l'evasione è un'attività sempre meno rischiosa; si è proceduto a un sistematico smantellamento, presentato come «semplificazione», di un insieme di strumenti, in parte non ancora operativi, introdotti nella legislatura precedente, che potevano permettere all'amministrazione finanziaria di ottenere, per via telematica, informazioni utili ai fini del contrasto all'evasione:
è stato soppresso l'obbligo di allegare alla dichiarazione Iva gli elenchi clienti/fornitori;
sono state abolite le limitazioni nell'uso di contanti e di assegni;
sono state abolite la tracciabilità dei pagamenti e la tenuta da parte deiprofessionisti di conti correnti dedicati;
è stato soppresso l'obbligo di comunicazione preventiva per compensare crediti di imposta superiori ai 10mila euro;
è stata significativamente ridimensionata la solidarietà in materia di versamento di contributi e ritenute tra committente, appaltatore e subappaltatore;
sul fronte degli studi di settore: è stato previsto l'obbligo della loro pubblicazione entro il 30 settembre dell'anno a cui devono applicarsi, invece che entro il 31 marzo dell'anno successivo. In questo modo, il contribuente è sempre in grado di conoscere in corso d'opera quali sono le aspettative del fisco nei suoi confronti e di adeguarvisi;
alle imprese dei distretti industriali viene consentita la possibilità di effettuare un concordato preventivo triennale (cioè di concordare, in anticipo, per tre anni, le imposte dovute) anche per i tributi locali, specificando che «in caso di osservanza del concordato i controlli sono eseguiti unicamente a scopo di monitoraggio»;
sono state dimezzate le sanzioni;
ed i «risultati», come è stato documentato in precedenza, non sono mancati; a questo si aggiungano i danni che derivano dal cosiddetto fiscal drag: infatti, in un'imposta progressiva, come l'Irpef, l'aumento di tassazione indotto dall'inflazione discende da due fattori:
una quota sempre più ampia del reddito è assoggettata ad aliquote (marginali) più elevate;
il valore delle detrazioni e deduzioni di imposta per tipologie di redditi, per carichi familiari, ed altro, non è indicizzato all'aumentare dei prezzi equindi diminuisce, in termini di potere d'acquisto;
da anni, non viene restituito, neanche parzialmente, il drenaggio fiscale, mentre è stato calcolato (dal Prof. Massimo Baldini) che nel 2008, la differenza, tra quanto il contribuente paga e quanto pagherebbe senza l'aumento dell'aliquota media indotto dall'inflazione, è stata pari a 3,7 miliardi di euro;
il mancato recupero del fiscal drag ha pesato, secondo Bankitalia, per 2/3 sulla perdita del potere d'acquisto degli ultimi 5 anni. In altre parole i lavoratori hanno perso 1.182 euro dal 2002 al 2008 (dati IresCgil);
nel frattempo le rendite finanziarie sono tassate con un'imposta sostitutiva dell'Irpef e con un'aliquota pari al 12,5 per cento, mentre l'aliquota Irpef più bassa è pari al 23 per cento, il mondo del lavoro autonomo, a prescindere dal fenomeno dell'evasione, dispone della revisione degli studi di settore e di ampie possibilità di deduzione e detrazione, mentre più del 50 per cento delle imprese denuncia un reddito nullo o negativo, ed è stata abolita l'Ici sulle prime abitazioni di lusso;
non è un caso se il nostro Paese, a causa della politica fiscale e della precarizzazione
crescente delle tipologie contrattuali presenti nel mondo del lavoro, ha un livello di disuguaglianza dei redditi fra i più elevati tra i paesi sviluppati, un livello di povertà ben superiore alla media dei paesi Ocse ed è uno dei Paesi in cui la disuguaglianza è cresciuta maggiormente negli ultimi venti anni;

cifre alla mano, la Banca d'Italia (rappresentata da Andrea Brandolini, dirigente del Servizio studi, in un'audizione alla Commissione Lavoro del Senato il 21 aprile 2009) afferma che oggi operai ed impiegati sono piú poveri: c'è stato un travaso di reddito «orizzontale» fra categorie sociali autonomi e dirigenti hanno visto salire i loro redditi e invece fra operai e impiegati è cresciuto il numero di chi è povero;
tra il 1993 e il 2006 il reddito disponibile equivalente (espresso in termini reali con il deflattore dei consumi delle famiglie) è cresciuto dell'1,2 per cento l'anno, ma per le famiglie degli autonomi la crescita è stata del 2,6 per cento, per i dirigenti (pubblici e privati) dell'1,5 per cento e per i pensionati dell'1,6 per cento. Aumenti molto più contenuti si sono verificati invece per operai (+0,6 per cento) e soprattutto impiegati (+0,3 per cento);
come risultato la percentuale dei poveri (coloro che percepiscono un reddito inferiore al 60 per cento di quello medio) appartenenti a queste due classi sociali è salita dal 27 al 31 per cento fra gli operai e dal 7 all'8 per cento fra gli impiegati mentre è scesa fra gli autonomi;
questa politica fiscale, oltre a produrre un incremento della pressione fiscale ed una generale e continua tensione nella gestione dei conti pubblici, per la quale risulta sempre più inefficace la finanza ad avviso degli interpellanti creativa dell'attuale Ministro dell'economia, produce, dunque, anche una marcata sperequazione sociale.
Interpellanzaurgente (ex articolo 138-bis del regolamento) 
 

18) Gruppo di lavoro 
“Economia non osservata e flussi finanziari” 

RAPPORTO FINALE SULL’ATTIVITÀ
Roma, 14 luglio 2011
“Economia nonosservata e flussi finanziari” 
 

19) Resoconti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria 

20) I ricchi cominciano a pagare anche loro (v. imposta di bollo e sulle transazioni e bollo speciale per le attività finanziarie scudate); era ora, ma deve essere solo l’inizio.

“Le entrate tributarie crescono (+3,8%) nonostante la crisi”  -  5 novembre 2012  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-05/entrate-tributarie-crescono-nonostante-202027.shtml 

21) ADDIZIONALI REGIONALE E COMUNALE

Addizionale Regionale e Comunale Irpef: cosa sono e perché aumentano nel 2012

http://www.tasse-fisco.com/dichiarazione-dei-redditi-730-o-unico/addizionale-regionale-comunale-irpef-aumenti-2012/10098/

Come si calcolano e come si pagano le addizionali regionale e comunale all’Irpef ?

http://www.lineaamica.gov.it/risposte/risposta/1072/Addizionali-regionale-e-comunale-all-Irpef.html

Tavola: Irpef addizionale regionale in vigore per l'anno 2012

http://www.globallaboratory.it/pit/tb_addreg_2012.htm 

Indagine conoscitiva sull’Evasione fiscale
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017bis/001/d000r.htm   


22) FISCALITÀ INTERNAZIONALE

Tassazione dei capitali, accordi con la Svizzera conformi al diritto comunitario

http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_399407.aspx

La Grecia batte l'Italia: lunedì l'accordo con la Svizzera per tassare i capitali
http://24o.it/Hywx4

 

23) IMMOBILI

IMU, ecco come pagarla

http://www.corriere.it/economia/12_maggio_19/imu-scadenze-e-conteggi-ecco-le-regole-per-pagarla-lorenzo-salvia_5816908e-a17a-11e1-8681-fb83092733eb.shtml

 

24) IMPOSIZIONE PATRIMONIALE

Esperienze di altri Paesi
http://www.ssef.it/sites/ssef/files/Documenti/Rivista%20Tributi/Supplemento%201-%20Libro%20Bianco/Imposizione%20patrimoniale_dallera.pdf

Patrimoniale, prestito forzoso e super Imu, tutte le tentazioni per consolidare il debito

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/27/news/patrimoniale_prestito_forzoso_e_super_imu_tutte_le_tentazioni_per_consolidare_il_debito-39803059/

Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html

Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni

http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf

Suicidio per debiti  (con Oscar Giannino)

http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270284

 

25) TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (TTF)

Il Parlamento Europeo ha approvato l’introduzione della TTF!

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2606972

TTF, l'Italia dice sì. La tassa presto istituita in 11 Paesi Ue

http://www.borsaforextradingfinanza.net/article-ttf-l-italia-dice-si-la-tassa-presto-istituita-in-11-paesi-ue-111091640.html

Appunto sulla Tassa sulletransazioni finanziarie  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758893.html


26) NORME DELLA RISCOSSIONE

Le norme iugulatorie di Equitalia

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738891.html

 

 

Post precedenti:

Le proposte del Partito Democratico/1 - Lavoro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html

Le proposte del Partito Democratico/2 – Famiglia e Politiche sociali

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html

  

 

 

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