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Lettera alla Segretaria generale Susanna Camusso sulle sue notizie false sulle pensioni




Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa alla Segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, dopo aver letto la sua dichiarazione in cui attribuisce erroneamente alla riforma Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni. Ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera alla Segretaria generale Susanna Camusso sulle sue notizie false sulle pensioni.

Da:  v

17/9/2018 12:35


ALLA SEGRETARIA GENERALE SIGNORA SUSANNA CAMUSSO

pc MEDIA, SINDACATI


Egr. Signora Segretaria generale Camusso,

Traggo dall’articolo di Repubblica di ieri “Manovra, Salvini e Di Maio affilano le armi. Brambilla contro le pensioni minime a 780 euro: "Spacchiamo il sistema"” http://www.repubblica.it/economia/2018/09/16/news/manovra_brambilla_contro_le_pensioni_minime_a_780_euro_spacchiamo_il_sistema_-206622328/ :

Insiste Camusso: "L'annuncio di quota cento, un giorno a 62 anni, un giorno a 64: numeri al lotto", la possibile riforma "messa come la sta mettendo il governo riguarda una piccola parte, fabbriche del Nord, e una parte della pubblica amministrazione. Ma per un lavoratore edile, per esempio, resta l'impianto della Fornero: deve restare fino a 67 anni sulle impalcature. Se vuoi eliminare delle ingiustizie non lo puoi fare solo per una parte perché la rappresenti elettoralmente. Vuol dire corporativizzare la riforma".

Le segnalo per l’ennesima volta (visti i Suoi reiterati errori in materia pensionistica, ho telefonato tempo fa al Suo ufficio e mi sono accertato che la Sua segretaria finalmente stampasse e Le trasmettesse le mie email) che l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni l'ha decisa la riforma SACCONI (DL 78/2010, L. 122/2010, art. 12 + DL 98/2011, L. 111/2011 + DL 138/2011, L. 148/2011), contro la quale la CGIL fece due scioperi generali, e NON la riforma Fornero (DL 201/2011, L. 214/2011, art. 24), contro la quale la CGIL non ha fatto nessuno sciopero, ma solo rivolto critiche spesso in gran parte infondate, poiché la scambia – come si vede anche in questo caso – con la ben più severa riforma SACCONI. E questo purtroppo è avvenuto non soltanto per bocca Sua, Segretaria Generale Camusso, ma anche di altri dirigenti della CGIL, come ad esempio l’ex segretario generale della FIOM, Maurizio Landini,[1] e l’attuale Segretario generale dello SPI-CGIL, Ivan Pedretti, che per soprammercato, nel suo blog su Huffington Post, censura o fa censurare o consente di censurare i commenti scomodi[2]).

E, infine, non ometto certamente di citare anche gli altri due Segretari generali della CISL, Annamaria Furlan, e della UIL, Carmelo Barbagallo, che, obliterando sistematicamente SACCONI e dando tutte le colpe a Fornero, almeno dimostrano una sorta di coerenza (si fa per dire), poiché i Segretari generali dell’epoca, Bonanni e Angeletti, furono “complici” dell’allora ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi nella stesura della sua severissima riforma delle pensioni.

Dispiace molto e sorprende sinceramente che anche voi della CGIL e voi sindacalisti, quasi tutti, abbiate contribuito e contribuiate ad alimentare una vulgata sulle riforme delle pensioni SACCONI, obliterandola, e soprattutto Fornero, attribuendole tutto, che ha fatto in Italia (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all'estero (inclusi OCSE e FMI).


[1] Lettera n. 6 a Maurizio Landini sulle pensioni, e su chi ha deciso l’adeguamento automatico dell’età di pensionamento


Cordiali saluti,

V.


Allego:

Susanna Camusso -  Fu Maroni ad agganciare età pensionabile e aspettativa di vita?

Pubblicato:28.11.2017 



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17/09/2018  12:47 

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(n. 50)



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Le fake news di Byoblu su Mario Monti




Ho incrociato qualche giorno fa per caso questo video di Byoblu, sedicente video blog di controinformazione, di Claudio Messora, intitolato È VERO CHE MARIO MONTI HA SALVATO L'ITALIA? - Alessandro Greco, in cui vengono esposti correttamente i dati, si smonta giustamente la millanteria di Monti che abbia salvato l’Italia dal default (millanteria che io denuncio dal 2012, cfr. terzo commento, nota 3, e l'Appendice, in particolare il commento ribadito con l’e-mail a Raffaella Cascioli del quotidiano Europa), ma si trae una conclusione errata: che la recessione l’abbia causata Monti, che è del tutto infondata, si veda il mio post, riportato nel primo commento, L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione), dove ho anche raccontato, per quanto riguarda le fonti, che “Non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche delle leggi, ma seguivo attentamente gli sviluppi normativi ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre ricavandoli, come un qualsiasi lettore o telespettatore, dai media […] poi ho letto e utilizzato come fonte l’articolo citato del Sole 24 ore con i valori cumulati […] confermate, successivamente, da un’analisi della CGIA di Mestre (qui la tabella riepilogativa delle cifre), che forse è precedente all’articolo del Sole 24 ore. Il tutto poi è stato confermato e arricchito da questa analisi dell’ISTAT del 2014: I CONTI PUBBLICI NEGLI ANNI DELLA CRISI - POLITICHE FISCALI E REDISTRIBUZIONE.

Poiché seguii passo passo, da semplice lettore ed osservatore, ciò che successe legislativamente nelle questioni economiche nella XVI legislatura e faccio su di esso controinformazione dal 2010, cercando di informare correttamente il maggior numero possibile tra i 60 milioni di vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra (che è ovviamente una fatica di Sisifo), scoperto che il video era del giorno prima, ho ritenuto opportuno partecipare alla discussione che si è sviluppata in calce, di un livello medio davvero mediocre e in massima parte consentanea e perfino fideistica con le tesi del video, pubblicando una serie nutrita di commenti. Ne riporto qui solo tre. Faccio rilevare che Claudio Messora ha risposto soltanto ad uno, il secondo, dove l’ho accusato di diffondere fake news sull’intervista di Monti alla CNN, in cui lo stesso Monti si accusò di avere “distrutto la domanda interna”, ma… Accusa rilanciata strumentalmente, e lavorando di forbici, oltre che da tutti i media di destra, non solo da Byoblu ma da tutta la galassia dei No-Euro, sia di destra che di estrema sinistra (ad esempio Sollevazione), che del gruppo di persone – economisti e vari - gravitanti attorno al blog Scenari Economici, che è uno dei blog più diffusi, ma che non si perita di propalare bufale, sui quali ho ingaggiato vari duelli dialettici sul tema con propalatori indefessi ed ostinati di fake news, su Monti (Prodi,[i] ecc.), troncati dalla censura o, in parte o in toto, censurati successivamente[ii] (si veda anche un unico esempio, tra i tanti, riportato nell’appendice).


[i] Dialogo con un intelligentone di estrema sinistra su Prodi (e l’Euro) troncato dalla censura

[ii] Dialogo acceso sulla paranoia verso Monti, l’UE e l’Euro



***


Primo commento

Anche Alessandro Greco - come Byoblu, al quale credo di avere già scritto - è vittima della potentissima DISINFORMAZIONE  berlusconiana e del centrodestra. 1. E' vero che Monti non ha salvato l'Italia (questo io lo scrivevo nel 2012[1]). 2. E' altresì vero che non l'ha salvata perché non c'era nulla da salvare. 3. Tuttavia, ciò che sia Alessandro Greco che Byoblu ignorano, come 60 milioni di Italiani, inclusi - pare - tutti i professori di Economia[1], oltre all'estero, è che a salvare l'Italia e a causare la recessione è stato Berlusconi,  in maniera scandalosamente iniqua, e quindi con effetti ancor più recessivi, varando manovre correttive per un importo cumulato di 267 mld, contro "appena" 63 di Monti, molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).[2] Cioè Berlusconi batte Monti 4 a 1. Un discorso analogo vale per la riforma delle pensioni Fornero rispetto alla ben più severa riforma SACCONI, i cui risparmi di spesa (la grandissima parte di 700 mld) cifrano quasi il doppio della riforma Fornero (350 mld originari, scesi a 280 dopo i vari interventi legislativi successivi).[3]


[1] Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi

 [2] Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

 [3] Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero


Secondo commento

C'è un errore: o si dice "We HAVE actually destroyed" oppure "We are actually DESTROYING". Non so se l'errore è di Monti stesso o un refuso di chi ha riportato la citazione.?


In realtà è una fake news, diffusa anche da Byoblu (al quale ho già scritto tempo fa), poiché, se ascolti l'intervista intera, è vero che Monti dice che hanno distrutto la domanda interna (non intenzionalmente, poiché il suo programma è la famigerata lettera del 5/8/2011 della BCE, in contropartita degli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della BCE, come peraltro era già successo con Berlusconi, bloccato però dal veto di Bossi per quanto concerne il COMPLETAMENTO della riforma delle pensioni), ma continua chiedendo una speculare politica espansiva dell’Europa, confidando ingenuamente – e perciò colpevolmente - nella generosità degli ottusi ed egoisti Tedeschi.


Fake news un paio di balle. Ha distrutto la domanda interna scientemente e consapevolmente. E lo dice. Punto. Lo sappiamo tutti quello che voleva fare; ma sfortunatamente non ci è riuscito. Quindi alla fine ha distrutto la domanda interna e fine. Se voleva qualcosa in cambio dall'Europa, prima se la faceva dare, e poi distruggeva... Ma poi... ce l'ha chiesto, se volevamo portare i nostri salari al livello di quelli dell'Europa dell'Est per compiacere l'idea di Europa della Trilaterale, con l'Italia a fare la manodopera di basso livello???


Mi spiace, tu diffondi fake news, o per ignoranza o per malafede (decidi tu), visto che 1. non sei neppure in grado di capire un'intervista chiarissima, di cui tu furbescamente riporti solo una frase, interpretandola per giunta "stupidamente" come farebbe un computer; e 2. soprattutto, non sei in grado di capire che 63 mld è solo il 19,2% del totale delle manovre finanziarie varate nella XVI legislatura, peraltro molto più equi (vedi IMU, patrimonialina sui depositi e TTF) e considerando la polpetta avvelenata dei 20 mld della clausola di salvaguardia lasciatagli in eredità da Tremonti. PS: E non mi parlare degli esodati, ché - scommetto - tu non sai neppure quanti sono, quale ne è stata la causa, ecc. PPS: Perché tu e l'intervistato non rispondete al mio commento qui sotto con i dati, ché avete fatto un'analisi monca e, soprattutto, errata per quanto concerne i nessi causali??


Terzo commento

Pubblico anche qui la mia lunga, articolata e circostanziata risposta a 1965Cataldo (e Byoblu).

1965Cataldo, Fesseria cosmica. Mi scuso anticipatamente per la lunghezza, ma è necessario per fornire le prove documentali. Ripeto per l'ennesima volta: il video dà una spiegazione per metà vera (dicendo cose che io scrivo - pressoché inascoltato[1] - dal 2012[2]) e per META' FALSA. La metà falsa riguarda la responsabilità della recessione, imputata a Monti, che ha varato soltanto il 19,2% del totale di 330mld cumulati delle manovre finanziarie, contro l'80,8% di Berlusconi, ed è stato molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

Infine, debbo aggiungere che io considero Monti (e la Fornero) un millantatore. L'ho scritto nel 2012, quando era sulla cresta dell'onda e ad entrambi direttamente.[3]


PS: Ti faccio notare che Messora, pur avendolo io sollecitato, si guarda bene dal rispondermi sulle CIFRE, ignorate da (quasi) TUTTI, inclusi lui e i docenti di Economia.

_____________________


Note:

[1] cclericetti 22 maggio 2018 alle 12:37

Caro Vincesco, anche se non c'entra con l'argomento di oggi volevo segnalarle uno studio fatto dall'economista Massimo D'Antoni su quello che lei sostiene da anni, è cioè che la maggior parte delle misure di austerità sono frutto dei governi Berlusconi e non di Monti. Lo trova qui: http://www.ragionidiscambio.it/posts/2018/04/non-solo-Monti.html


Le mie risposte, evidenzianti che il prof. D'Antoni è uno dei destinatari delle mie lettere circolari:


[2] a. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


b. da magnagrecia inviato il 21/6/2012 alle 1:49

“E questa criminalità finanziaria sarebbe messa in un angolo da un’Europa forte e coesa”

E soprattutto da misure concrete.

Ri-osservo che, in Italia, il grosso del lavoro sporco lo ha già fatto Berlusconi (Tremonti), varando in un anno e mezzo, a partire dalla crisi greca dell’aprile 2010, manovre finanziarie per un ammontare complessivo di 200 mld, addossandone il grosso sul ceto medio-basso e persino sui poveri. Un’ulteriore parte la sta facendo Monti. Ma il prossimo governo di centrosinistra dovrà completare l’opera, avendo come stella polare la giustizia sociale. [...]


c. da magnagrecia inviato il 12/5/2012 alle 12:14

Tre osservazioni fattuali:

1) Importi delle manovre ed Equità. Il governo Monti ha varato una manovra di circa 30 mld lordi (10 sono stati “restituiti”) ed è stato più equo del precedente governo distribuendo i sacrifici su TUTTI gli Italiani (infatti ora si lamentano tutti). Manca solo un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni.

Il governo Berlusconi ha varato manovre per 200 mld in un anno e mezzo (a partire dalla crisi greca dell’aprile 2010), addossandone il grosso sui ceti più deboli, senza voce o con una voce flebile per le orecchie crudeli dei Tremonti e dei Sacconi, e persino sui poveri, avendo tagliata del 90% la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.); ha tagliato della metà la spesa per il personale precario della pubblica amministrazione, congelato gli stipendi pubblici e procrastinato di 12 mesi l’erogazione della pensione, anche per i 65enni inattivi (a reddito zero). Senza toccare (tranne per il ripristino delle norme antievasione fiscale che aveva subito abrogato nel 2008) tutti i redditi privati, inclusi quelli dei miliardari e quelli dei giornalisti (i vari Belpietro, Sechi, Porro, Bechis, coadiuvati persino da alcuni di sinistra come Mineo e Menichini, scatenarono una vera e propria canea contro il contributo straordinario di solidarietà sui redditi maggiori di 90 mila €, che avrebbe colpito le loro tasche, ed infatti. a differenza dei poveri cristi che non hanno santi in paradiso, colpiti ferocemente dai vari provvedimenti di risanamento, ottennero che la soglia di reddito venisse elevata a 300 mila €).

2) Disinformazione. Quello italiano è un popolo di allocchi, che quasi sempre si ferma alla superficie. Il governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi era maestro di DISINFORMAZIONE (menzogne, reticenze, ribaltamento della verità). Sacconi e Tremonti non a caso capeggiavano la classifica dei ministri per gradimento degli Italiani con oltre il 60%. Il governo Monti (forse) dice persino troppo (in particolare alcuni ministri…). Non conta balle. E non scalda i cuori (Placebo di Peter: Un grammo di immagine vale più di un chilo di fatti). [...]


[3] a. [...] Il premier Monti, professore universitario, non è un’eccezione. Ma quello che mi colpisce di più di lui, persona seria e sincera, è la – come dire? – debolezza di attribuirsi come Capo dell'attuale governo, con grande improntitudine, meriti che oggettivamente travalicano quelli suoi.

Per il risanamento dei conti: i 4/5 li aveva già realizzati Berlusconi.

Per il livello dello spread: come non era colpa di Monti, nei mesi scorsi, o di Berlusconi, dopo le sue 2 manovre correttive del 2011 (80+60 mld), così non è merito ora di Monti.

Il Prof. Mario Monti, il millantatore


b. Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE


c. Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero

(in essa, è linkata la lettera n. 1).



Appendice


EURO CRISIS gennaio 12, 2016 posted by Maurizio Gustinicchi

MONTI AL CORSERA: MI SONO SACRIFICATO IO, AL POSTO DELLA TROIKA, PER LA UE DURANTE IL COMPLOTTO…..DEL DESTINO


Mi spiace constatare che anche Scenari Economici fa DISINFORMAZIONE.
Sono 4 anni che mi tocca contrastarla (è una fatica di Sisifo!).
Quando si scrive un articolo o si commenta, bisognerebbe farlo a ragion veduta, conoscendo tutti i dati, i nessi e le correlazioni. Ma questo errore, ho notato, lo fanno anche docenti universitari, che dal 2011 ho dovuto debitamente "bastonare".

Premesso che io sono antimontiano (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il "millantatore" Monti, cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7 “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici” (31/05/2013)http://vincesko.ilcannocchiale... ),

1. Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle del governo Monti.
Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca,
sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa
che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati
“restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.
Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si
considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24
ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti
recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili
extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.
(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale...
oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2....

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’equità), che è almeno curioso per non dire del tutto infondato e indebito attribuire a Monti gli effetti recessivi e la moria di imprese, obliterando completamente Berlusconi.
Presumibilmente i dati del grafico sono in gran parte gli effetti delle manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti), almeno in un rapporto di 4 a 1.

(continua)


(segue)


2. Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.
A riprova della DISINFORMAZIONE generale, che include espertoni, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, allego:
Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html 
oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html .


PS:

Cercando con Google, ho scoperto che avevo già riportato qui i dati 7 mesi fa, in calce a:

Austerità per voi, baby pensioni per noi: firmato Unione Europea

giugno 11, 2015posted by Fabio Lugano

(commenti censurati molto successivamente)


Dopo i due commenti inclusi nel terzo commento (antecedenti all’articolo del Sole 24 ore), riporto altri commenti su Europa.


da magnagrecia inviato il 8/9/2012 alle 13:58 
1) Vorrei far osservare alla brava, entusiasta “montiana” Raffaella Cascioli, espertissima di numeri, che, mi spiace rilevarlo, l’Italia – guardando le nude cifre - l’ha salvata più Berlusconi che Monti.
Ripropongo il mio commento del 6/9 (http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136953/la_distanza_da_monti 

link sostituito da:

da magnagrecia inviato il 6/9/2012 alle 13:21
Un po’ di CONTROINFORMAZIONE, a beneficio anche di @silvano cecchini.
Nel silenzio assordante dei media (inclusa “Europa”), sono diversi mesi, ormai quasi un anno, che sto scrivendo qui, nel mio blog e altrove che il governo Berlusconi ha varato in un anno e mezzo, a partire dalla crisi della Grecia, manovre per ben 200 mld (la prima fu il DL 78/2010).
Poi, ho letto finalmente l’analisi meritoria del “Sole 24 ore” (ripresa pari pari poi da “Repubblica”, senza citare la fonte, e commettendo perciò gli stessi errori per le pensioni, talché ho inviato all’autrice il ‘post’ allegato in fondo), dalla quale ho ricavato l’importo cumulato di 330 mld delle manovre correttive, ma che è carente per i dati sulle pensioni (cfr. il ‘post’ “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti” allegato più sopra).
Il grosso delle riforme pensionistiche è stato fatto prima del governo Monti, [1] con risparmi di centinaia di mld nell’arco di alcuni decenni. L’età di pensionamento per vecchiaia (tranne le donne del settore privato) era già il linea addirittura col “benchmark” UE. La riforma Fornero, aderendo, come per tutto il resto, alle richieste-diktat della lettera della BCE, ha adeguato il settore femminile privato a tutti gli altri, introdotto il metodo contributivo a valere dall’1.1.2012 per tutti, eliminato subito senza alcuna gradualità (v. “esodati”, ecc.) le pensioni di anzianità, effettivamente disallineate rispetto agli altri Paesi OCSE. Non ha però potenziato il sistema degli ammortizzatori sociali, ancorché richiesto dalla BCE.
In conclusione, se si guarda alle nude cifre, e mi spiace dirlo, l’Italia è stata salvata non da Monti, ma da Berlusconi (anche se colpevolmente chiedendo sacrifici in maniera molto, molto iniqua), il quale è stato vittima – incredibile ma vero – soprattutto di una carenza di comunicazione [2] (inclusa l’espressione volgare rivolta alla potentissima Merkel, che ne ha deciso per questo la defenestrazione), oltre che, beninteso, di un deficit drammatico di immagine, il cui costo ingente è ricaduto purtroppo sulle spalle di noi Italiani (in maniera diseguale!). [3]
[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
[2] Fu fatto persino un grossolano errore, proprio riguardante le pensioni di vecchiaia, nella risposta del governo alla lettera dell’UE, poi corretta nelle precisazioni (perciò scrissi a Olli Rehn http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697319.html ). Ma lo stesso errore fu fatto (presumibilmente per colpa dell’ANSA), praticamente da tutti i media italiani (inclusa “Europa”) e persino da alcuni parlamentari; in questo mio commento su “Repubblica” (22 novembre 2011 alle 16:58, nickname Vincesko), l’elenco dei destinatari della mia e-mail di precisazione:
Disinformazione sulle pensioni.
La disinformazione voluta o l’informazione erronea riguarda tutti gli organi d’informazione, sia di destra che di sinistra.
Negli ultimi 20 giorni, ho dovuto scrivere: all’ANSA, a “Repubblica” (Ezio Mauro, Francesco Bei, Marco Ruffolo, Roberto Petrini ed Elena Polidori), al “Corriere della Sera” (De Bortoli, Paolo Mieli, Francesca Basso, Giovanni Stringa ed Enrico Marro), a “Europa”, al TG3 (Bianca Berlinguer), al GR3 (direttore Antonio Preziosi), a “Ballarò” ed ai politici Rocco Buttiglione, Pierferdinando Casini, Mario Baldassarri (che mi ha risposto, chiarendo l’equivoco) e Italo Bocchino, nonché al vice presidente UE Olli Rehn, tutti a favore dell’ennesima riforma delle pensioni e/o diffusori di dati falsi sulle pensioni. […]
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/22/la-mina-della-patrimoniale/comment-page-1/
[3] “L’Europa riparte da qui”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html

2) L’agenda Monti è insufficiente. Ieri, a Bari, lo stesso Monti ha criticato le sue stesse misure, prese singolarmente, perché asfittiche.  Il governo Monti è arrivato al capolinea nel momento in cui il suo ministro principale, quello dell'Economia, Vittorio Grilli, già direttore generale del medesimo ministero quando era retto da Tremonti, autore delle manovre pesanti e molto inique del governo Berlusconi (quella di Monti è molto più equa), in 2 interviste al Corriere e a Repubblica ha dichiarato che lui le indispensabili risorse per finanziare la crescita economica, per ridurre celermente l’enorme debito pubblico e per finanziare, ad esempio, come "suggerito" dalla Lettera della BCE, il potenziamento degli ammortizzatori sociali, unica misura della Lettera finora non attuata (osservo che nessun Euro degli ingentissimi risparmi derivanti dalle riforme Sacconi e Fornero delle pensioni è rimasto nel capitolo di spesa "welfare") NON intende chiederle agli unici che, dopo manovre finanziarie correttive per ben 330 mld addossate in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri, oggi le hanno, cioè il 10% che possiede quasi la metà della ricchezza nazionale, attraverso un'imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso. Lo potrà e dovrà fare soltanto un governo di centrosinistra. […]

http://europa.118.aws.dol.it/dettaglio/137016/effetto_supermario_sul_voto


da magnagrecia inviato il 28/9/2012 alle 1:10
Immagine e sostanza.
Evidentemente, neppure il presidente Obama sa che i 4/5 dei 330 mld di lacrime e sangue addossati sugli Italiani (il grosso sui meno abbienti e sui poveri) da inizio legislatura sono stati decisi dal governo Berlusconi-Tremonti.
Quando egli conoscerà il nostro futuro premier, liberamente e democraticamente eletto - il segretario gentiluomo Bersani - cambierà idea. 

"Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html

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da magnagrecia inviato il 28/9/2012 alle 22:41
Che balle! Con questa storia dell'Agenda Monti, ormai "Europa" rasenta il ridicolo. Ha risanato in 10 mesi? E' un miracolo, Monti santo subito!
Eppure non è difficile, è un problema elementare (nel senso che sono in grado di risolverlo i ragazzini di Scuola Elementare). Risanare i conti pubblici, secondo l'impegno assunto da Berlusconi (non da Monti) nel 2011, significa realizzare il pareggio di bilancio (al lordo degli interessi e al netto delle misure anticicliche) nel 2013, il che vuol dire ri-costituire l'avanzo primario (azzeratosi sotto il governo Berlusconi) almeno di 4-5 punti percentuali (ogni punto di PIL vale 16 mld) per poter coprire gli interessi sul debito. Come possa Monti essere riuscito a risanare con una manovra di appena 30 mld 'lordi' è un mistero che soltanto una fanatica "fede" montiana è in grado di spiegare. O peggio.
Lo ripeto per l'ennesima volta: IL RISANAMENTO - ALMENO IN TERMINI CONTABILI - LO HA FATTO PER 4/5 BERLUSCONI. MONTI HA SOLTANTO COMPLETATO L'OPERA.
“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 
Traggo da “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”:
Riepilogo [delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura, valori cumulati]:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
Guardando le nude cifre, e mi dispiace molto dirlo, l’Italia l’ha “salvata” più Berlusconi (in maniera molto iniqua) che Monti.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137445/ce_il_vaccino_per_il_contagio

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Per essere sicuro che lo leggesse, l’ho ribadito via email.


Il "miracolo" di Monti

Da:  v    28/9/2012 23:00

@ Raffaella Cascioli


E' davvero strano che "Europa" continui con la disinformazione. Con questa storia dell'Agenda Monti, ormai "Europa" rasenta il ridicolo. Monti ha risanato in 10 mesi? E' un miracolo, Monti santo subito!
Eppure non è difficile, è un problema elementare (nel senso che sono in grado di risolverlo i ragazzini di Scuola Elementare). Risanare i conti pubblici, secondo l'impegno assunto da Berlusconi (non da Monti) nel 2011, significa realizzare il pareggio di bilancio (al lordo degli interessi e al netto delle misure anticicliche) nel 2013 (anticipandolo dal 2014), il che vuol dire ri-costituire l'avanzo primario (azzeratosi sotto il governo Berlusconi) almeno di 4-5 punti percentuali (ogni punto di PIL vale 16 mld) per poter coprire gli interessi sul debito. Come possa Monti essere riuscito a risanare con una manovra di appena 30 mld 'lordi' è un mistero che soltanto una fanatica "fede" montiana è in grado di spiegare. O peggio.
Lo ripeto per l'ennesima volta: IL RISANAMENTO - ALMENO IN TERMINI CONTABILI - LO HA FATTO PER 4/5 BERLUSCONI. MONTI HA SOLTANTO COMPLETATO L'OPERA, NELLA MISURA DI 1/5.
“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
Traggo da “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”:
Riepilogo [delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura, valori cumulati]:
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld.
Guardando le nude cifre, e mi dispiace molto dirlo, l’Italia l’ha “salvata” più Berlusconi (in maniera molto iniqua) che Monti.

Cordialmente,

V.


da magnagrecia inviato il 29/9/2012 alle 1:22
Secondo una logica NON stortignaccola (che sfortunatamente non si studia a scuola), 1) le primarie servono a stabilire il candidato della coalizione di centrosinistra; 2) è probabile che le primarie le vinca Bersani (ma il ragionamento varrebbe anche nel caso le vincesse Renzi); 3) dunque, il candidato premier alle prossime elezioni sarà il segretario del PD, Pierluigi Bersani; 4) NON certamente Mario Monti (che non è né candidato, né del PD, né del centrosinistra), come pretende Stefano Menichini; 5) poiché Menichini è direttore di "Europa" ed "Europa" è un quotidiano del PD, la logica NON stortignaccola vorrebbe che "Europa" e Menichini sostenessero la candidatura del segretario Bersani (o di Renzi), non quella di Monti, che è invece, non a caso, sostenuta dai banchieri - et pour cause - e da Obama, che non conosce Bersani.
Il Monti-bis non è difficile, è allo stato (una democrazia matura - l'Italia - e con una leadership competente, Bersani, e non un incapace fuori di testa, Berlusconi) un'offesa alla normalità democratica oltre che alla logica e quindi una soluzione impossibile. Bisognerebbe che "Europa" ed il suo direttore, abbandonando il comodo velo-alibi dei “giovani turchi” (che poi tanto estremisti non sono), se ne facessero una ragione e non continuassero (affiancati dalla minoritaria, esigua schiera dei “montiani” del PD) a diffondere disinformazione attribuendo a Monti - che peraltro, essendo una persona onesta e consapevole, palesa, lui sì, un'ambiguità da politico consumato - il "miracolo" di aver salvato l'Italia, cosa smentita dalle nude cifre, poiché i 4/5 dei 330 mld delle manovre finanziarie correttive da inizio legislatura li ha decisi Berlusconi (o meglio Tremonti); Monti ha soltanto completato l'opera, nella misura di 1/5. Non è difficile capirlo (anche un bambino di Scuola Elementare, se glielo si spiega, ne è in grado), salvo che non si abbia qualche problema con il principio di realtà, patologia che affligge – come ormai dovrebbe esser noto – l’ex premier e l’ex ministro dell’Economia, e che non ha portato molto bene né a loro, né soprattutto a noi Italiani meno abbienti.


da magnagrecia inviato il 29/9/2012 alle 13:14
@ vito cassano
Eppure è facile come fare 2+2, non c’è bisogno di molto riposo.
Equilibrio? Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa” – facendo peraltro il proprio mestiere di organo della minoranza ex Popolari – ha sposato in pieno la politica dell’esigua schiera della corrente dem o “montiana” del PD?
Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa” da mesi gabella per salvatore della Patria un premier che – lo dicono le nude cifre, che ho innumerevoli volte allegato – ha soltanto completato l’opera del risanamento nella misura di 1/5, poiché i rimanenti 4/5 erano stati già varati dal precedente governo Berlusconi-Tremonti?
Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa”, organo del PD, nascondendosi dietro il manto di un’ineluttabilità imposta dalla situazione economica, dei conti pubblici, dei famigerati mercati finanziari, sostiene slealmente la candidatura a premier dell’esterno Monti e non del segretario onesto e competente Bersani (o di Renzi)?
Dove lo vedi l’equilibrio se “Europa” non chiama Monti – come ha fatto “Il Sole 24 ore”, quotidiano della Confindustria – a rispondere del mancato accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali illegalmente esportati che potrebbe dare un introito di ben 37 mld, molto utili per finanziare l’indispensabile crescita?
Dove lo vedi l’equilibrio, se “Europa”, non solo non diffonde – come ho dovuto fare io –, ma non tiene in nessun conto le cifre elaborate sempre dal predetto “Sole 24 ore” sugli importi cumulati delle manovre correttive rispettive dei governi Berlusconi (266,3 mld) e Monti (63,2 mld)?
E’ facile come fare 2+2, ma purtroppo la stragrande maggioranza del popolo italiano (si veda l’evoluzione dei sondaggi o del gradimento sul vecchio e sull’attuale governo e sui ministri) non viene educata a farlo, per cui impera una logica stortignaccola che fa scambiare spesso il fumo per l’arrosto e indicare la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137459/sorpresa_anche_il_pse_e_montiano

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da magnagrecia inviato il 2/10/2012 alle 15:34
@Vito Cassano
Vediamo di fare chiarezza una volta per tutte, evitando di ripeterci e di limitarci ad un’analisi superficiale, approssimativa. Mi scuso se non sarò breve.
1) Cifre. No, non lo possiamo dire (ed io sono anti-berlusconiano e anti-leghista… viscerale), il problema è un po’ più complesso: a) dal punto di vista qualitativo, le misure varate dal governo Berlusconi-Tremonti-Bossi sono state molto inique; b) dal punto di vista quantitativo, esse invece sono state congrue; c) gli effetti sono stati insufficienti, ma per motivi in buona parte – diciamo così – “irrazionali”, non tecnici. Riporto dal mio ‘post’ “L’Europa riparte da qui” (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html, con in calce altri ‘post’ sullo stesso tema dello ‘spread’) questo ampio stralcio:
“Lo ‘spread’ [1] è un fatto complesso, le cui determinanti non sono sotto il controllo di nessun singolo governo (neppure della potente Germania, che peraltro ne sta beneficiando), ma dell’UE o almeno dell’Eurozona, inclusa ovviamente la BCE o un meccanismo che la surroghi, visto il suo limite statutario imposto dalla Germania. [2]
La credibilità sul piano internazionale di Berlusconi, deriso apertamente da colleghi potenti, era prossima allo zero, per cui manovre correttive per ben 200 mld ed il pareggio di bilancio nel 2014 non erano bastate ai mercati e lo spread era arrivato ad oltre 550 punti ed era crescente, nonostante gli interventi della BCE.
Con Monti, dopo una manovra di appena 30 mld lordi, è sceso di 200 punti ed ora, sotto la spinta della bulimica e sregolata speculazione internazionale che può manovrare capitali mega-galattici e praticamente senza il rischio di pagare pegno, di 100 punti, senza interventi della BCE, ma può e deve calare.
Infatti, sul piano strettamente dei fondamentali (deficit/PIL più basso che in quasi tutti gli altri Paesi, pareggio di bilancio nel 2013, debito sostanzialmente invariato rispetto a quando lo spread era a 150) non si giustifica (neppure con Berlusconi si giustificava)”;
d) anche uno studente di Scuola Media (o forse persino di Scuola Elementare) capisce che un aggiustamento dei conti pubblici di 4/5 – e di quella portata (in totale 330 mld gli importi cumulati da inizio legislatura, di cui forse almeno 250 a partire dalla crisi della Grecia nel 2010 - è ben 4 volte maggiore di un aggiustamento di 1/5 è quindi ben più determinante; e) quindi le cifre attestano che è falso quello che affermano i “montiani”, che Berlusconi non abbia ottemperato alle richieste della BCE (lettera del 5 agosto 2011) e dell’UE, questo è successo, a causa del niet di Bossi, soltanto per la riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità (quelle di vecchiaia, tranne le donne del settore privato, e contrariamente a quanto scritto erroneamente persino nella lettera di risposta del governo all’UE (!), errore poi corretto nella successiva lettera di precisazioni, erano già addirittura in linea col “benchmark” UE; [1]
ma in quel periodo tutti i media fecero confusione in tema di pensione, per cui scrissi a mezzo mondo [2]). […]
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137511/il_premier_si_dimette_da_passepartout

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da magnagrecia inviato il 3/10/2012 alle 11:46
Bastava fare 2+2. Ricavo dal mio ‘post’ del 27-08-2012 "Il governo Monti al capolinea"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html
“Dato a Cesare quel che è di Cesare, il CdM inconcludente di venerdì 24 agosto è la dimostrazione plastica del fatto che l’attuale governo Monti – sostenuto dalla troppo eterogenea maggioranza Csx-Cdx - è arrivato al capolinea. Per decisione di Monti e di Grilli, [2] contrari a reperire le indispensabili risorse per la crescita attraverso il varo – accanto alla “spending revuew” ed all’alienazione di parte del patrimonio pubblico – dell’imposta patrimoniale sui patrimoni superiori ad una certa soglia (oltre ad un prestito forzoso per la diminuzione celere del debito). [3] [4] Unica misura oggi possibile – ed equa – poiché i quasi 330 mld cumulati delle manovre correttive varate finora hanno colpito soprattutto il ceto medio-basso (solo le pensioni stanno procurando un risparmio di oltre 22 mld l’anno [5]; io, detto per inciso, ho "contribuito" con 20 mila € in un solo anno) e persino i poveri (taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni)”.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137535/il_rigore_di_monti_finisce_sotto_accusa

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Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero




Pubblico la lettera che ho inviato cinque giorni fa al Prof. Alberto Brambilla, esperto di previdenza, docente universitario e presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero. Avevo già avuto qualche dubbio in passato (cfr. larticolo riportato alla nota 6), che si sono dissipati dopo aver letto larticolo riportato sotto. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero

Da:  v

5/4/2018 23:41



Egr. Prof. Brambilla,

Ho letto il Suo articolo Agenzie di rating e sovranità nazionale. Mi permetta di osservare che alcune Sue affermazioni non sono aderenti al testo delle norme pensionistiche. Che è un dato che accomuna da sei anni quasi tutti gli Italiani. Ciò mi sorprende ancora di più nel Suo caso, poiché La ho inclusa da alcuni mesi tra i destinatari delle mie lettere circolari: evidentemente, o non gliele hanno passate o le ha tenute in non cale.

Citazione1:

Non credo occorra altro per dimostrare i punti deboli della riforma e, quindi, la necessità di qualche aggiustamento anche perché la cosiddetta riforma Monti/Fornero si può scomporre in 2 parti. La prima recepisce i contenuti delle precedenti riforme incluso quelle dell’ultimo governo Berlusconi: mi riferisco ai due stabilizzatori automatici che garantiscono la sostenibilità del sistema pensionistico, e cioè l’aggancio dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita e la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione (i numerini che trasformano i contributi versati in pensione), e che nessuno vuole modificare!

Osservazioni:

1. Talvolta, più che recepire, per la L. 214/2011, art. 24 si può parlare di plagio, di appropriazione indebita, vedi, ad esempio, l’aumento formale di un anno dell’età di pensionamento sia di vecchiaia che di anzianità (o anticipata), però compensato dall'abolizione della “finestra”.

2. Tant’è vero che ha ingannato tutti, proprio tutti (cfr. http://vincesko.ilcannocchiale.it oppure http://vincesko.ilcannocchiale.it: soltanto negli ultimi quattro mesi, ho scritto ad oltre 40 destinatari, tra cui l’ISTAT,[1] l’OCSE,[2] il Ragioniere Generale dello Stato,[3] Le Monde[4] e l’FMI[5]), anche noti esperti, almeno apparentemente, oltre a tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012 sugli effetti della riforma SACCONI.[6]

3. Una legge in vigore non necessita di recepimento o, come afferma Giuliano Cazzola,[6] di conferma.

4. L’adeguamento automatico all’aspettativa di vita è stato introdotto dalla riforma SACCONI (L. 102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis, norma che viene ogni volta richiamata nella L. 214/2011).


Citazione2:

La seconda è quella che, con nuove norme, ha  irrigidito il sistema: 1) l’innalzamento dell’età pensionabile che arriva addirittura a circa 6 anni (fatto mai accaduto nella lunga storia di riforme) e che ha falsato il meccanismo dell’aggancio all’aspettativa di vita portando avanti di colpo le lancette anche di 6 anni; 2) l’eliminazione della pensione di anzianità o vecchiaia anticipata con l’abolizione del requisito di 40 anni di anzianità contributiva; 3lindicizzazione dell'anzianità contributiva alla speranza di vita. Incremento di età e anzianità contributiva hanno di fatto ingessato il sistema e, per accedere alla pensione, servono 66 anni e 7 mesi di età (67 anni dal 2019) oppure un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi (43 anni e 2 mesi dal 2019) per i maschi e un anno in meno per le femmine, con enormi ripercussioni negative per i cosiddetti precoci, cioè quelli che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni di età. Di questo passo, tra pochi anni, occorrerà avere 45 anni di anzianità contributiva, requisito che non è richiesto da nessun sistema pensionistico Ocse, come del resto i 67 anni di età.

Osservazioni:

1. L’allungamento dell’età di pensionamento è frutto in grandissima parte della riforma SACCONI (vedi Appendice).

2. In particolare, per quanto riguarda il pensionamento di vecchiaia: (i) per le dipendenti pubbliche, l’allungamento al 2019 ammonta a 7 (sette) anni, di cui i primi sei di botto, senza gradualità; (ii) gli uomini non sono stati toccati dalla riforma Fornero; e (iii) che ha soltanto accelerato l’allineamento a tutti gli altri (già regolati da SACCONI) delle donne del settore privato (dipendenti e autonome) a 65 anni, ma l’aumento da 65 a 67 è dovuto per 4 mesi a Damiano (“finestra”) e per 1 anno (adeguamento automatico) e 8 mesi (“finestra”) a SACCONI.

3. “l’abolizione del requisito di 40 anni di anzianità contributiva” è stato deciso dalla riforma SACCONI nel 2010, che l’ha aumentato a 41 anni.

4. “L’indicizzazione dell’anzianità contributiva alla speranza di vita” non è stata decisa da Fornero ma da SACCONI [rectius: da Sacconi per la vecchiaia e le “quote”; da Fornero per le pensioni anticipate].

5. Dei 43 anni e 3 mesi per gli uomini nel 2019, solo 1 anno (da 41 a 42) è dovuto a Fornero [rectius: 2 anni (1 anno e 3 mesi relativamente ai dipendenti o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomindr*].

6. Dei 42 anni e 3 mesi per le donne nel 2019, nulla è ascrivibile a Fornero [rectius: 1 anno*], ma a SACCONI [rectius: 1 anno e 3 mesi], tranne 4 mesi a Damiano.

[* Sono stato ingannato per alcuni anni (i) dalla prima lettera di chiarimenti del Governo all'UE (26 ottobre 2011), che, oltre al grave errore dei 67 anni per tutti entro il 2026 in luogo del 2021 (il 2026 valeva soltanto per le lavoratrici private), non esclude le pensioni di anzianità dall’adeguamento all’aspettativa di vita, e poi (ii) dall'uso di testi della legge 122/2010 o di Normattiva, che aggiornano i testi delle leggi, per cui ho attribuito erroneamente a Sacconi l'applicazione dell'adeguamento alla speranza di vita, oltre che alle pensioni di vecchiaia e alle cosiddette “quote” (somma di età anagrafica e anzianità contributiva), poi abolite da Fornero, anche alle pensioni anticipate, ex anzianità (che prescindono dall’età anagrafica), estensione che invece è stata decisa da Fornero, ndr]. 

7. La riforma Fornero ha soltanto modificato la periodicità dell’adeguamento automatico da triennale a biennale, a decorrere dal 2022 (“13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello [triennale, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale”, L. 214/2011, art. 24, comma 13) quindi fino al 2021 non incide per nulla, anche se il Ragioniere Generale dello Stato – che deve emanare il decreto direttoriale - fa partire erroneamente l’adeguamento biennale dal 2019 e quindi nel 2021.[3]


Citazione3:

Non ci sembra che si chieda la luna se si vuole un minimo di flessibilità in uscita, peraltro con proposte che hanno costi contenuti. Quanto all’incidenza della spesa pensionistica sul Pil pari al 16%, rileviamo che Istat inserisce nella spesa per pensioni una quota importante della spesa assistenziale: in realtà, la spesa IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) è sotto il 14%, quindi nella media Ue; purtroppo, a volte, riusciamo anche a farci male da soli. Non ci pare invece di aver sentito lamentele da parte delle società di rating (e neppure dalla stampa internazionale e nostrana) sull'eccesso di spesa assistenziale (100 miliardi contro i 150 netti delle pensioni) incrementati in questi ultimi 5 anni con social card, quattordicesime mensilità, reddito di inserimento (Rei) e così via, né per l’aumento del debito pubblico che, alla faccia della sbandierata austerità, in questi ultimi 5 anni è aumentato di 228 miliardi nonostante, grazie alla BCE, si siano risparmiati 49,5 miliardi di spesa per interessi sul debito.

Osservazioni:

1. Nella spesa pensionistica ci sono varie voci spurie:[7]

(i)    TFR (1-1,5% del Pil), che è salario differito[8] e può essere riscosso decenni prima del pensionamento;

(ii) un 10% di spesa assistenziale sul totale della spesa pensionistica (1,5% circa del Pil);

(iii)  un peso fiscale comparativamente maggiore (la spesa pensionistica italiana è al lordo di quasi 50 mld di imposte, che per lo Stato è una mera partita di giro: gli assegni pensionistici sono erogati al netto);[9]

(iv) un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale;

(v) infine, ad essere esaustivi, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali (= minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna).

2. Al netto dei circa 90 miliardi delle voci spurie, il rapporto spesa pensionistica/Pil cala al 12%.

3. Occorrerebbe prendere atto che le società di rating, la stampa e quasi tutti non conoscono bene o affatto né le norme pensionistiche, né la corretta classificazione, né i dati disaggregati della spesa pensionistica.

4. Stante un deficit, coperto a debito, è inevitabile ci sia un aumento del debito pubblico, anche se inferiore al passato, proprio per il calo degli interessi passivi - unica determinante dell’aumento del debito pubblico -, grazie alla politica finanziaria finalmente espansiva della BCE, a partire dal 2015.

Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire a fare chiarezza sugli autori delle norme pensionistiche.

Cordiali saluti

Vincenzo Battipaglia


_______________________________


Note:

[1] Lettera all’ISTAT di richiesta di informazione sulla fonte di dati pensionistici errati

[2] Lettera a Stefano Scarpetta dell’OCSE sulla sua fake news sulla spesa pensionistica italiana, sua risposta e mia replica

[3] Lettera al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza (p.c. al Presidente della Repubblica e al Parlamento): errori interpretativi della norma sull'adeguamento dell'età pensionabile

[4] Lettera n. 2 a Le Monde su un articolo di Jerome Gautheret con fake news sulla riforma delle pensioni Fornero

[5] Lettera a FMI su working paper con fake news sulle pensioni italiane

NB: Vi sono incluse alcune considerazioni sul risparmio nel lungo periodo dalle riforme delle pensioni SACCONI e Fornero.

[6] I sette noti esperti sono: Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano e Sacconi.

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

[7] Questo articolo mi è stato chiesto da un sito, dopo una mia segnalazione rettificativa (il titolo e alcune piccole modifiche sono redazionali). Vi analizzo anche il risparmio stimato dalla RGS.

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko  -  27 October 2017

[8] TFR Eurostat, l’OCSE e l’FMI considerano il TFR spesa pensionistica (!).

Mentre tale non è la pensione, almeno secondo una parte della giurisprudenza italiana – si veda la sentenza della Corte dei Conti 951/2012 http://it.wikipedia.org/wiki/Pensione - e , soprattutto, la Corte di Giustizia Europea - si veda la sentenza nel caso della BCE “Il Tribunale dell’UE ha osservato che i diritti pensionistici non rientrano nel concetto di “retribuzione” come inteso nella Direttiva 91/533/CEE96 e non costituiscono pertanto un elemento intangibile del contratto di lavoro; la BCE può quindi riformare lo schema pensionistico senza il consenso del personale”. (pag. 96) Rapporto annuale BCE sul 2016 http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-bce/2016-bce/index.html -.


[9] L’Osservatorio statistico sulle pensioni è stato aggiornato con i dati relativi alle pensioni vigenti al 1° gennaio 2017 e liquidate nel 2016. Al 1° gennaio 2017 le pensioni erogate dall’INPS, con esclusione di quelle a carico delle Gestioni Dipendenti Pubblici ed ex-ENPALS, sono 18.029.590. Di queste, 14.114.464 sono di natura previdenziale, cioè derivano dal versamento di contributi previdenziali, mentre le altre 3.915.126, che comprendono invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale. Nel 2016 la spesa complessiva per le pensioni è stata di 197,4 miliardi di euro, di cui 176,8 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali).


***

Appendice


Il quadro complessivo dell’età di pensionamento in base alle norme e ai loro autori è il seguente (nel 2019):

QUOTE (somma di età anagrafica e anzianità contributiva): abolite dalla riforma Fornero. Va notato, per inciso, che, se non ci fosse stata la riforma Fornero, la “quota”, nel 2019, sarebbe stata di 99, soltanto un anno in meno delle richieste formulate in campagna elettorale dai due partiti M5S e Lega Nord.

PENSIONE ANTICIPATA (ex anzianità)

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 40 anni nel 2010) a 43 anni e 3 mesi e di questi 3 anni e 3 mesi in più quasi 2 anni sono di SACCONI, 4 mesi in media di Damiano e solo 1 anno di Fornero [rectius1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi].

- L'età di pensionamento delle donne salirà (da 40 anni) a 42 anni e 3 mesi, e di questi 2 anni e 3 mesi in più, quasi 2 anni sono di SACCONI e 4 mesi in media di Damiano; quindi la Fornero non c’entra [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].

PENSIONE DI VECCHIAIA

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 65 nel 2010) a 67 anni e questi 2 anni in più sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano; quindi la Fornero non c’entra.

- L'età di pensionamento delle donne del settore pubblico salirà (da 60 di botto a 65 deciso nel 2010 da SACCONI a seguito della sentenza del 2008 della CGUE, ma che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65 anni) + “finestra” di 12 mesi a 67 anni e questi 7 anni in più sono tutti dovuti a SACCONI, tranne 4 mesi in media a Damiano; quindi la Fornero non c’entra.

- L’allineamento dell'età di pensionamento delle donne del settore privato (da 60) a tutti gli altri (già regolati da SACCONI) a 65 anni più “finestra”, previsto da SACCONI gradualmente entro il 2026 (2023, includendo l'adeguamento automatico), è stato accelerato da Fornero gradualmente entro il 2018, ma in ogni caso 2 anni (da 65 a 67) sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano.

Va aggiunto (i) che la riforma Fornero ha ridotto da 18 (previsto dalla riforma SACCONI) a 12 mesi la “finestra” degli autonomi; (ii) che la riforma Fornero ha aumentato l'età base di vecchiaia e di anzianità di 1 anno (rispettivamente da 65 a 66 e da 40 a 41), ma solo formalmente, poiché ha abolito contestualmente la “finestra” di 12 mesi, di Damiano (4 mesi in media) e SACCONI (8 mesi), ma senza evidenziarne il legame, così si è intestata entrambe le misure; (iii) che, dal 2022, in forza della legge Fornero (L. 214/2011, art. 24, comma 13), l'adeguamento automatico diverrà biennale (“13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello [triennale, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale”), ma, appunto, è solo un'accelerazione del meccanismo deciso da SACCONI; e (iv) che la riforma Fornero ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo – introdotto dalla riforma Dini nel 1995 – a coloro che ne erano esclusi, cioè coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, quindi tutti relativamente anziani.

Come si vede facilmente, la riforma SACCONI è molto più severa e incisiva della riforma Fornero, oggetti, del tutto ingiustificatamente, di damnatio memoriae la prima e di demonizzazione la seconda, alla quale, dai millanta ignoranti o in malafede, vengono attribuite tutte le misure della riforma SACCONI.


*** 

Destinatari:


05/4/2018 23:41

(n. 50)


05/4/2018 23:45

(n. 49)


05/4/2018 23:46

(n. 50)


05/4/2018 23:47

(n. 47)


05/04/2018  23:49 

(n. 50)



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Lettera a FMI su working paper con fake news sulle pensioni italiane




Pubblico la lettera che ho inviato due giorni fa a quattro economisti del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Michal Andrle, Shafik Hebous, Alvar Kangur, and Mehdi Raissiautori di uno studio sulle pensioni italiane con delle proposte che non è esagerato definire spietate, tipiche degli Stati Maggiori, motivate dalla supposta cattiva situazione dei conti pensionistici italiani, che è una bufala ricorrente dei poteri forti, di cui l'FMI è una longa manus. Nella lettera io ho limitato l'analisi ai conti pensionistici, ma chi fosse interessato può trovare un commento alle proposte dei quattro economisti del FMI nell’articolo allegato in calce. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta; nel caso la riceva, la pubblicherò di seguito.


Lettera a FMI su working paper con fake news sulle pensioni italiane

Da: v

29/3/2018 19:05

A:  mandrle@imf.org,    shebous@imf.org       e altri 48+369


Egregi Signori Andrle, Hebous, Kangur e Raissi,

In riferimento al Vostro documento “Italy: toward a growth-friendly fiscal reform”, che ha avuto, in Italia, come d’abitudine, una grossa eco nei media, con le solite strumentalizzazioni basate su una cattiva conoscenza dei dati, e, per fortuna, anche qualche critica, mi permetto di formulare i seguenti rilievi critici.


Citazione1:

· Pension system. Over half of current primary spending is social benefit spending, which is dominated by pension spending. At around 16 percent of GDP, pension spending in Italy is the second highest in the euro area after Greece. (pag. 3)

[Con circa il 16% del Pil, la spesa pensionistica italiana è la seconda più alta in Eurozona dopo la Grecia.]

Intanto, va osservato che, in Italia, il peso fiscale sulle pensioni è il più alto in ambito OCSE, che è l’unico Ente che propone i dati al lordo e al netto delle imposte (area, peraltro, più eterogenea dell’UE), e che il dato relativo alla spesa pensionistica al netto delle imposte dell’Italia è più basso, comparativamente, di oltre 2 punti percentuali.[1]

Ma il problema è più generale, la comparazione è inficiata alla radice, poiché – come osservavo ad un’analoga deduzione di Carlo Cottarelli,[2] ex direttore esecutivo FMI - si confrontano le pere con le mele.

Infatti, la spesa pensionistica italiana include (nel confronto internazionale) varie voci spurie, che sono:

1.     TFR (1-1,5% del Pil), che è salario differito[3] e può essere riscosso decenni prima del pensionamento;

2.     un 10% di spesa assistenziale sul totale della spesa pensionistica (1,5% circa del Pil);

3.     un peso fiscale comparativamente maggiore (la spesa pensionistica italiana è al lordo di quasi 50 mld di imposte, che per lo Stato è una mera partita di giro: gli assegni pensionistici sono erogati al netto);[4]

4.     un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale;

5.     infine, ad essere esaustivi, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali (= minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna).

Al netto dei 90 mld di voci spurie, la spesa pensionistica gestioni private effettivamente erogata è pari, al 31.12.2016, a 176,8 mld (cfr. Osservatorio INPS sulle pensioni al 31.12.2016[4]), e l’incidenza sul Pil cala dal 16% (già influenzato dal calo di 150 mld del denominatore a causa della lunga e grave crisi economica) al 12%, che è inferiore al dato “lordo” previsto per il 2060.


Citazione2:

Since 1992, the pension system in Italy has undergone multiple reforms. (pag. 11)

[Dal 1992, il sistema pensionistico in Italia ha subito molteplici riforme.]

Dal 1992, le riforme delle pensioni, considerando un'unica riforma i provvedimenti varati da Sacconi nel 2010 e 2011 (oltre alla Legge 3.8.2009, n. 102), sono state 7 (sette): Amato, Decreto Legislativo 503 del 1992  Dini, Legge 8.8.1995, n. 335; Prodi, Legge 27.12.1997, n. 449;  Berlusconi/Maroni, Legge 23.8.2004, n. 243  Prodi/Damiano, Legge 27.12.1997, n. 247  Berlusconi/Sacconi, Legge 30.07.2010, n.122  Legge 15.7.2011, n. 111, Legge 14.9.2011, n. 148  Monti-Fornero, Legge 22.12.2011, n.214.


Citazione3:

ages are set to increase further over time as part of the ‘Fornero’ reform (L. 214/2011).6 (pag. 12)

[le età sono destinate ad aumentare ulteriormente nel tempo per la riforma "Fornero" (L. 214/2011) .6]

Io temo che Voi quattro economisti del FMI, fuorviati dai disinformatori (inclusi Enti importanti, noti esperti previdenziali e la stessa professoressa Elsa Fornero[5]) che hanno fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime, oltre all’estero, (a) non conosciate bene la riforma Fornero (L. 214/2011, art. 24), che è soltanto la settima riforma dal 1992 e NON la più severa e incisiva, e, soprattutto, non conosciate bene (o affatto?) la ben più severa riforma SACCONI (2009, 2010 e 2011); (b) quindi ignoriate (i) che l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero (vedi Appendice); (ii) che il meccanismo di adeguamento automatico dell’età di pensionamento alla speranza di vita è stato introdotto dalla riforma SACCONI con la L. 102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis (riforma SACCONI); e (iii) che la riforma Fornero (L. 214/2011, art. 24, comma 13) ha solo modificato la periodicità del meccanismo da triennale a biennale, a decorrere dal 2022 (adeguamenti successivi a quello [triennale, 2019-2021] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019”), anche se TUTTI, a partire dalla Ragioneria Generale dello Stato, e poi ISTAT, EUROSTAT, OCSE, ecc., sostengono erroneamente che la modifica decorra dal 2019 e quindi il primo adeguamento biennale avverrà nel 2021.[6]


Citazione4:

(every three years up to 2019 and two years starting from 2021). (pag. 12)

Vedi sopra.


Citazione5:

but also due to the very high pension contribution rate of 33 percent. (pag. 17)

[ma anche l’alto tasso di contributi pensionistici del 33%.]

Essi sono “oneri sociali”, contributi non soltanto pensionistici, ma anche, ad esempio, sanitari.

Al riguardo, segnalo che, col 33%, l’Italia detiene il primato, ma, ad esempio, l’Olanda (25esima nella classifica OCSE del rapporto spesa/Pil) presenta un dato del 4,9% per le pensioni pubbliche e di ben il 36,9% per quelle private (tab. 7.1, pag. 141). Quanto della spesa pensionistica privata si è tradotto in incentivi pubblici, vale a dire in minori introiti fiscali? Lo stesso quesito riguarda altri Paesi, segnatamente la GB e gli USA.

Infatti, dalla tab. 4.2-Composition of private social spending, riportata negli ulteriori dati (http://dx.doi.org/10.1787/220615515052), rilevo che, contro un dato privato/totale dell’Italia di 7,6, abbiamo 38,9 degli USA, 25,1 della GB, 28,5 dell’Olanda, 27,5 della Corea, 25,1 del Canada, 29,3 della Svizzera, tutti Paesi che figurano nell’intervallo più basso del rapporto spesa pensionistica/Pil. Per non parlare di quei Paesi che, stante una media spesa/Pil OCSE pari all’8%, avendo valori della spesa pensionistica inferiori al 5% del Pil, praticamente hanno quasi rinunciato ad avere un welfare adeguato, però rientrano nei confronti internazionali della spesa pensionistica. Finalmente il Governo italiano ha deciso di costituire una Commissione per esaminare l'opportunità di modificarne i criteri di classificazione.


Citazione6:

Long-Run Simulations

In riferimento alla previsione al 2060 della spesa pensionistica (OCSE, tab. 7.5, pag. 147): chiarito, per completezza, che il dato 2010 e 2015 è influenzato dal calo del Pil di circa 150 mld a causa della grande recessione, a parte l’aleatorietà delle previsioni a lungo e lunghissimo termine, il dato del 13.8% nel 2060 è un dato lordo. Se defalchiamo i 2,3 punti di imposte, caliamo a 11,5; e se sottraiamo il TFR e l’assistenza (almeno altri 2 punti), scendiamo a 9,5.

Infine, per quanto riguarda il risparmio dalle pensioni dal 2004, come scrivevo nella mia lettera al Ragioniere Generale dello Stato, “C’è anche da chiedersi, infine, (i) se il calcolo del risparmio cumulato al 2060 dalle quattro riforme pensionistiche dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011) fatto dalla RGS, per la quota parte ascritta alla riforma Fornero (nell’ultima versione, “21 punti percentuali” di Pil su 60, pari a 350 mld, cioè poco più di un terzo del totale di 1.000 mld,[9] a decorrere dall'1.1.2012, inclusi le spese delle salvaguardie degli ‘esodati’ e il blocco dell'indicizzazione poi dichiarato incostituzionale [stimati complessivamente in 70 mld, per cui il risparmio futuro ascende a 280 mld, ndr], è inficiato, oltre che dalla non inclusione della L. 247/2007 (Damiano), anche dall’errata anticipazione della periodicità biennale Fornero al 1° gennaio 2019[10] e in generale da una “commistione” degli effetti delle varie riforme (analogo a quello indicato dalla relazione tecnica della legge Fornero: Sul piano metodologico si precisa che la valutazione degli effetti delle diverse disposizioni di cui ai commi da 1 a 20 non può che essere complessiva attesa la interazione tra i diversi istituti afferenti sia i requisiti di accesso sia il sistema di calcolo.), riforme tra le quali spicca nettamente la riforma SACCONI, non certamente la riforma Fornero (si veda attentamente la situazione dell’età di pensionamento nel 2019 per autore, nell’Appendice); e (ii) a chi è ascrivibile la quota dei due terzi residui, pari a 700 mld, ben maggiore del poco più di un terzo “lordo”[11] attribuito alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045, ma chissà perché l’unica ad essere citata dalla RGS (la stessa cosa, peraltro, la fa la Corte dei Conti, nei suoi ponderosi rapporti, ripresi da tutti i media[9]), con l’effetto involontario di alimentare ulteriormente la vulgata sulla riforma Fornero”.

Mi auguro di esserVi stato utile e che vogliate condividere queste mie osservazioni nell’ambito dell’FMI e possiate tutti tenerne conto in futuro.

Cordiali saluti

Vincenzo Battipaglia


__________________________


Note:

[1] Al netto delle imposte, il dato dell’Italia è quello che cala di più, di ben 2,3 punti, mentre la Francia di 1,2; la Germania di 0,4; la Spagna di 0,5; la GB di 0,2; l’Olanda di 0,5; l’Austria di 1,0; la Danimarca di 2,2; la Svezia di 1,7; il Giappone di 0,5; gli USA di 0,5; il Canada di 0,3.

01. Greece                 17,4  16,2    -1,2

02. Italy                     16,3  14,0    -2,3

03. Portugal              14,0  13,0    -1,0

04. France                 13,8  12,6    -1,2

05. Austria                 13,4  11,4    -1,0 [la differenza è errata, ndr]

06. Slovenia -             11,8  11,8    -0,0

07. Spain                    11,4  10,9    -0,5

08. Finland                11,1    9,2    -1,9

09. Hungary -            10,3  10,3    -0,0

10. Poland                 10,3    9,3    -1,0

11. Belgium               10,2  10,2    -0,0

12. Japan                    10,2    9,7    -0,5

13. Germany             10,1    9,7    -0,4

14. Czech Republic    8,7    8,7    -0,0

15. Turkey                   8,1    8,1    -0,0

16. Luxembourg        8,5    7,5    -1,0

17. Latvia                   7,5    7,2    -0,3

18. Slovak Republic   7,2    7,2    -0,0

19. United States         7,0    6,5    -0,5

20. Estonia                  6,9    6,5    -0,4

21. Sweden                  7,7    6,0    -1,7

22. United Kingdom  6,1    5,9    -0,2

23. Denmark               8,0    5,8    -2,2

24. Switzerland            6,4    5,2    -1,2

25. Netherlands          5,4    4,9    -0,5

26. New Zealand         5,1    4,4    -0,7

27. Israel                      4,9    4,9    -0,0

28. Norway                  5,8    4,7    -1,1

29. Ireland                  4,9    4,5    -0,4

30. Canada                   4,6    4,3    -0,3

31. Australia                4,3    4,3    -0,0

32. Chile                      3,0    2,9    -0,1

33. Korea                     2,6    2,6    -0,0

34. Mexico                  2,3    2,3    -0,0

35. Iceland                  2,0-   2,0    -0,0

OECD                         8,2    7,6    -0,6

Rapportato alla media OCSE (7,6), il divario dell’Italia è di 6,4 punti, pari al +84,2%.

Rapportato al valore mediano (Latvia e Slovacchia, 7,2), il divario è di 6,8 punti, pari al +94,4%.

Rapportato al valore mediano dei Paesi UE (il Belgio, 10,2) il divario è di 3,8 punti, pari al +37,2%.

(tab. 7.3, pag. 143)


[2] Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica


[3] TFR Eurostat, l’OCSE e l’FMI considerano il TFR spesa pensionistica (!).

Mentre tale non è la pensione, almeno secondo una parte della giurisprudenza italiana – si veda la sentenza della Corte dei Conti 951/2012 http://it.wikipedia.org/wiki/Pensione - e , soprattutto, la Corte di Giustizia Europea - si veda la sentenza nel caso della BCE “Il Tribunale dell’UE ha osservato che i diritti pensionistici non rientrano nel concetto di “retribuzione” come inteso nella Direttiva 91/533/CEE96 e non costituiscono pertanto un elemento intangibile del contratto di lavoro; la BCE può quindi riformare lo schema pensionistico senza il consenso del personale”. (pag. 96) Rapporto annuale BCE sul 2016 http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-bce/2016-bce/index.html -. 


[4L’Osservatorio statistico sulle pensioni è stato aggiornato con i dati relativi alle pensioni vigenti al 1° gennaio 2017 e liquidate nel 2016. Al 1° gennaio 2017 le pensioni erogate dall’INPS, con esclusione di quelle a carico delle Gestioni Dipendenti Pubblici ed ex-ENPALS, sono 18.029.590. Di queste, 14.114.464 sono di natura previdenziale, cioè derivano dal versamento di contributi previdenziali, mentre le altre 3.915.126, che comprendono invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale. Nel 2016 la spesa complessiva per le pensioni è stata di 197,4 miliardi di euro, di cui 176,8 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali).


[5] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

[6] Lettera al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza (p.c. al Presidente della Repubblica e al Parlamento): errori interpretativi della norma sull'adeguamento dell'età pensionabile



***

Appendice


Il quadro complessivo dell’età di pensionamento in base alle norme e ai loro autori è il seguente (nel 2019):

QUOTE (somma di età anagrafica e anzianità contributiva): abolite dalla riforma Fornero. Va notato, per inciso, che, se non ci fosse stata la riforma Fornero, la “quota”, nel 2019, sarebbe stata di 99, soltanto un anno in meno delle richieste formulate in campagna elettorale dai due partiti M5S e Lega Nord. 

PENSIONE ANTICIPATA (ex anzianità)

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 40 anni nel 2010) a 43 anni e 3 mesi e di questi 3 anni e 3 mesi in più quasi 2 anni sono di SACCONI, 4 mesi in media di Damiano e solo 1 anno di Fornero [rectius1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi].

- L'età di pensionamento delle donne salirà (da 40 anni) a 42 anni e 3 mesi, e di questi 2 anni e 3 mesi in più, quasi 2 anni sono di SACCONI e 4 mesi in media di Damiano; quindi la Fornero non c’entra [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].

PENSIONE DI VECCHIAIA

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 65 nel 2010) a 67 anni e questi 2 anni in più sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano; quindi  la Fornero non c’entra.

- L'età di pensionamento delle donne del settore pubblico salirà (da 60 di botto a 65 deciso nel 2010 da SACCONI a seguito della sentenza del 2008 della CGUE, ma che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65 anni) + “finestra” di 12 mesi a 67 anni e questi 7 anni in più sono tutti dovuti a SACCONI, tranne 4 mesi in media a Damiano; quindi  la Fornero non c’entra.

- L’allineamento dell'età di pensionamento delle donne del settore privato (da 60) a tutti gli altri (già regolati da SACCONI) a 65 anni più “finestra”, previsto da SACCONI gradualmente entro il 2026 (2023, includendo l'adeguamento automatico), è stato accelerato da Fornero gradualmente entro il 2018, ma in ogni caso 2 anni (da 65 a 67) sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano.

Va aggiunto (i) che la riforma Fornero ha ridotto da 18 (previsto dalla riforma SACCONI) a 12 mesi la “finestra” degli autonomi; (ii) che la riforma Fornero ha aumentato l'età base di vecchiaia e di anzianità di 1 anno (rispettivamente da 65 a 66 e da 40 a 41), ma solo formalmente, poiché ha abolito contestualmente la “finestra” di 12 mesi, di Damiano (4 mesi in media) e SACCONI (8 mesi), ma senza evidenziarne il legame, così si è intestata entrambe le misure; (iii) che, dal 2022, in forza della legge Fornero (L. 214/2011, art. 24, comma 13), l'adeguamento automatico diverrà biennale (“13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello [triennale, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale”), ma, appunto, è solo un'accelerazione del meccanismo deciso da SACCONI; e (iv) che la riforma Fornero ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo – introdotto dalla riforma Dini nel 1995 – a coloro che ne erano esclusi, cioè coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, quindi tutti relativamente anziani.

Come si vede facilmente, la riforma SACCONI è molto più severa e incisiva della riforma Fornero, oggetti, del tutto ingiustificatamente, di damnatio memoriae la prima e di demonizzazione la seconda, alla quale, dai millanta ignoranti o in malafede, vengono attribuite tutte le misure della riforma SACCONI.


***


Destinatari:


29/3/2018 19:05

(n. 50)



29/3/2018 19:17

(n. 50)


29/3/2018 19:19

(n. 50)


29/3/2018 19:25

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29/03/2018  19:27 

(n. 50)


29/03/2018  19:29

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29/03/2018  19:32 

(n. 50)


29/03/2018  19:34 

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu, marco.affronte@europarl.europa.eu, laura.agea@europarl.europa.eu, daniela.aiuto@europarl.europa.eu, tiziana.beghin@europarl.europa.eu, brando.benifei@europarl.europa.eu, goffredo.bettini@europarl.europa.eu, mara.bizzotto@europarl.europa.eu, simona.bonafe@europarl.europa.eu, mario.borghezio@europarl.europa.eu, david.borrelli@europarl.europa.eu, mercedes.bresso@europarl.europa.eu, renata.briano@europarl.europa.eu, nicola.caputo@europarl.europa.eu, fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu, lorenzo.cesa@europarl.europa.eu, caterina.chinnici@europarl.europa.eu, salvatore.cicu@europarl.europa.eu,  angelo.ciocca@europarl.europa.eu, alberto.cirio@europarl.europa.eu, sergio.cofferati@europarl.europa.eu, lara.comi@europarl.europa.eu, ignazio.corrao@europarl.europa.eu, silvia.costa@europarl.europa.eu, andrea.cozzolino@europarl.europa.eu

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29/03/2018  19:38 

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Articolo collegato:


Fmi. Affamare i pensionati, le vedove, gli orfani

Come in un romanzo sociale dell’Ottocento

di Stefano Porcari



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permalink | inviato da magnagrecia il 31/3/2018 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Lettera n. 2 a Le Monde su un articolo di Jerome Gautheret con fake news sulla riforma delle pensioni Fornero




Pubblico la seconda lettera che ho inviato otto giorni fa al prestigioso quotidiano francese Le Monde, dopo aver letto un altro suo articolo, a firma del suo corrispondente da Roma, in cui viene prospettato il rischio che l’abolizione della -  supposta severissima - riforma delle pensioni Fornero possa esporre l’Italia ad un attacco dei mercati finanziari, come successe nel 2011, quando, anche secondo il primo articolo del quotidiano francese,[1 o 2] il Governo Monti scongiurò il default dell’Italia. Ma, come sa chi frequenta assiduamente questo blog, si tratta di una duplice fandonia. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera n. 2 a Le Monde su un articolo di Jerome Gautheret con fake news sulla riforma delle pensioni Fornero

Da:  v

3/3/2018 13:03


ALLA C.A. DI M. JEROME GAUTHERET

P.C. SIG. DIRETTORE DI LE MONDE


Egr. M. Gautheret,

Traggo dal Suo articolo “En Italie, des élections à plusieurs inconnues”, del 2 marzo scorso (http://www.lemonde.fr/europe/article/2018/03/02/en-italie-des-elections-a-plusieurs-inconnues_5264609_3214.html):

“Mais même dans le cas – improbable – d’une majorité absolue dans les deux Chambres, la situation est-elle si claire ? Lorsque le très extrémiste dirigeant de la Ligue du Nord, Matteo Salvini, a pris la parole, cela a été pour asséner : « J’ai hâte que vous nous envoyiez au pouvoir pour abolir la loi Fornero. »

Ses partenaires, attablés à ses côtés, ont laissé dire, mais leur embarras était palpable : en effet, cette réforme particulièrement douloureuse du système de retraites, adoptée dans l’urgence, sous la contrainte des marchés en décembre 2011, ils l’avaient tous trois adoptée. Et chacun sait qu’un retour en arrière en la matière aurait des conséquences désastreuses sur les comptes publics, provoquant instantanément une nouvelle tempête financière pour l’Italie”.


Premessa

Premetto che cerco di contrastare - una vera fatica di Sisifo! - la potentissima DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra sulle pensioni e sulle manovre finanziarie correttive (si veda la mia precedente email del 27/2 scorso a Le Monde), che ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime (oltre all’estero), da sette anni. 


Matteo Salvini

L’ossessione di Matteo Salvini contro la riforma delle pensioni Fornero (L. 214/2011, art. 24), come gli ho contestato direttamente,[1] è finta, è solo una cortina fumogena per nascondere la ben più severa riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12, nonché L. 111/2011 e L. 148/2011), che la Lega Nord votò nel 2010 e 2011, e della quale attribuisce furbescamente misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, in realtà introdotto da Sacconi con la L. 102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla Legge 122/2010, art. 12, comma 12bis, che porterà, nel 2019, l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni e l’età di pensionamento anticipato (ex anzianità) a 43 anni e 3 mesi per gli uomini (di cui solo 1 anno in più rispetto a 40 anni nel 2010 è dovuto a Fornero) e a 42 anni e 3 mesi per le donne (zero a Fornero).

Pertanto, non basta abolire la riforma Fornero per far scendere l’età di pensionamento anticipato (prescindendo dall’età anagrafica) a 41 anni, come chiede – e sa bene – Matteo Salvini (nonché l'On. Giorgia Meloni,[2] che ha votato sia la riforma SACCONI che la riforma Fornero).


Riforme delle pensioni dal 1992

Dal 1992, le riforme delle pensioni, considerando un'unica riforma i provvedimenti varati da Sacconi nel 2010 e 2011 (oltre alla Legge 3.8.2009, n. 102), sono state 7 (Amato, Decreto Legislativo 503 del 1992; Dini, Legge 8.8.1995, n. 335; Prodi, Legge 27.12.1997, n. 449; Berlusconi/Maroni, Legge 23.8.2004, n. 243; Prodi/Damiano, Legge 27.12.1997, n. 247; Berlusconi/Sacconi, Legge 30.07.2010, n.122, Legge 15.7.2011, n. 111, Legge 14.9.2011, n. 148; Monti-Fornero, Legge 22.12.2011, n. 214). 


Il quadro complessivo dell’età di pensionamento in base alle norme e ai loro autori è il seguente (nel 2019):

QUOTE (somma di età anagrafica e anzianità contributiva): abolite dalla riforma Fornero (senza di essa, in ogni caso, la “quota” nel 2019, per effetto dell’adeguamento automatico SACCONI, sarebbe di 99, cioè un solo anno in meno di quanto chiede M5S).

PENSIONE ANTICIPATA (ex anzianità)

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 40 anni nel 2010) a 43 anni e 3 mesi e di questi 3 anni e 3 mesi in più quasi 2 anni sono di SACCONI, 4 mesi in media di Damiano (L. 247/2007) e  solo 1 anno di Fornero.

- L'età di pensionamento delle donne salirà (da 40 anni) a 42 anni e 3 mesi, e di questi 2 anni e 3 mesi in più, quasi 2 anni sono di SACCONI e 4 mesi in media di Damiano; quindi  la Fornero non c’entra.

PENSIONE DI VECCHIAIA

- L'età di pensionamento degli uomini salirà (da 65 nel 2010) a 67 anni e questi 2 anni in più sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano; quindi  la Fornero non c’entra.

- L'età di pensionamento delle donne del settore pubblico salirà (da 60 di botto, senza gradualità, a 65 deciso nel 2010 da SACCONI a seguito della sentenza del 2008 della CGUE, ma che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65 anni) + “finestra” (differimento dell’erogazione) di 12 mesi a 67 anni e questi 7 anni in più sono tutti dovuti a SACCONI, tranne 4 mesi in media a Damiano; quindi  la Fornero non c’entra.

- L’allineamento dell'età di pensionamento delle donne del settore privato (da 60) a tutti gli altri (già regolati da SACCONI) a 65 anni più “finestra”, previsto da SACCONI gradualmente entro il 2026 (2023, includendo l'adeguamento automatico), è stato accelerato da Fornero gradualmente entro il 2018, ma in ogni caso 2 anni (da 65 a 67) sono di SACCONI, tranne 4 mesi in media di Damiano.

Va aggiunto (i) che la riforma Fornero ha ridotto da 18 (previsto dalla riforma SACCONI) a 12 mesi la “finestra” dei lavoratori autonomi; (ii) che la riforma Fornero ha aumentato l'età base di vecchiaia e di anzianità di 1 anno (rispettivamente da 65 a 66 e da 40 a 41), ma solo formalmente, poiché ha abolito contestualmente la “finestra” di 12 mesi, di Damiano (4 mesi in media) e SACCONI (8 mesi), ma senza evidenziarne il legame, così si è intestata entrambe le misure; (iii) che, dal 2022, in forza della legge Fornero (L. 214/2011, art. 24, comma 13), l'adeguamento automatico diverrà biennale (“13 Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello [triennale, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale”), ma, appunto, è solo un'accelerazione del meccanismo deciso da SACCONI; e (iv) che la riforma Fornero ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo – introdotto dalla riforma Dini nel 1995 – a coloro che ne erano esclusi, cioè coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, quindi tutti relativamente anziani.

Come si vede facilmente, la riforma SACCONI è molto più severa e incisiva della riforma Fornero, oggetti, del tutto ingiustificatamente, di damnatio memoriae la prima e di demonizzazione la seconda, alla quale, dai millanta ignoranti o in malafede, tra i quali spicca l’On. Matteo Salvini, vengono attribuite tutte le misure della riforma SACCONI.


Infine, per quanto riguarda il rischio di provocare “instantanément une nouvelle tempête financière pour l’Italie”, rinvio alla mia precedente email del 27/2, nella quale ci sono le prove documentali che la tempesta fu provocata sia da un errore grave sulle pensioni contenuto nella prima lettera di chiarimenti del Governo all’UE, che segnalai a tutti i media (si veda appresso, alla nota 3), sia dal fatto che la speculazione finanziaria mondiale aveva scommesso sulla rottura dell’Euro e agiva quasi indisturbata dalla BCE (tranne l'insufficiente piano di acquisto SMP) fino al famoso e risolutivo “whatever it takes” del luglio 2012, sia da un “complotto” atipico orchestrato quasi alla luce del sole contro Berlusconi, su input principalmente del duo Merkel-Sarkozy, in particolare dopo il loro incontro di Deauville, come ha confermato il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella sua recente, lunga audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, al Parlamento italiano.


Spero di esserLe stato utile.

Cordiali saluti

V.


__________________________


Note:


[1] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[2] Lettera all'On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?

[3] Quello delle pensioni non è il solo caso di scuola di DISINFORMAZIONE generale, va aggiunto, come già segnalato a Le Monde lo scorso 27/2 alle ore 23:42, quello delle mastodontiche manovre correttive decise nella scorsa legislatura e delle responsabilità della recessione.

In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti (anche sulle pensioni, in merito alle quali l’errore dei 67 anni entro il 2026 anziché 2021, riportato dall’ANSA e da tutti i media, ebbe un’influenza importante sulla sorte del governo Berlusconi), contro le bufale sul governo Berlusconi e il governo Monti propalate da sette anni, che hanno fatto quasi 60 milioni di vittime.

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione



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