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Illuminiamo il futuro dei bambini

 

Illuminiamo il futuro dei bambini
Daniela Del Boca
13.05.2014
http://www.lavoce.info/poverta-educativa-bambini-in-italia-save-the-children /

 

Il premier Renzi, in più occasioni, ha parlato di necessità di un cambiamento culturale del popolo italiano e di un patto educativo tra le famiglie e la scuola; ha detto anche che dovrebbe essere quest’ultima a costituire il braccio operativo di questo progetto.

Io invece penso – l’ho già scritto più volte [*] poiché l’educazione, a mio avviso, è la principale variabile, assieme alla riforma della Pubblica Amministrazione, per il progresso sociale ed economico dell’Italia – che il luogo più consono ad una rivoluzione culturale è la famiglia., ed il protagonista in primo luogo la madre.

Riporto, qui di seguito, i concetti principali che ho illustrato nei miei post.

 

QUALE EDUCAZIONE? A CHI? E QUANDO? 

Ciascuno di noi è il prodotto di due fattori: i geni e l’educazione: il primo è una variabile non controllabile, un dato immodificabile, a meno che non si prenda in considerazione l’eugenetica; ilsecondo è invece una variabile controllabile, attraverso l’interazione con l’ambiente: familiare, scolastico, sociale. Possiamo chiamare questa interazione “educazione”.

Il processo educativo dovrebbe svolgersi considerando, nell’ordine indicato, questi tre ambiti.

Le evidenze scientifiche ed empiriche attestano che si può andare oltre la grande intuizione montessoriana. L’educazione deve cominciare in famiglia già durante la gravidanza e nei primi 3 anni del bambino, periodo in cui, soprattutto, si sviluppano i collegamenti tra i neuroni (sinapsi ed assoni), che però si “fissano” soltanto a condizione che essi vengano stimolati dall’ambiente, cioè dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Io ho fatto applicare tale metodo da mia figlia: funziona!

Posso sinteticamente dire che le azioni sono state:

- lettura alla bimba già durante la gravidanza (è molto importante farlo con voce dolce ed espressiva);

- fissazione, ripetizione ed applicazione del concetto base: “molto amore e disciplina congrua, la cui combinazione costruisce un carattere forte, che procurerà molto meno problemi alla madre (e al padre) in futuro”;

- assistenza effettuata da me telefonicamente per contrastare e battere – solo col dialogo - una leggera “depressione” post parto;

- fondamentale è il rapporto empatico.

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta (che ho inviato l’anno scorso anche a “Save the Children”) è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore,laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone”fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNA DISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile. Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

 

[*] Post principali sull’educazione:
 
Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html
Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html
Questione femminile,questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html
 
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/6/2014 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Le proposte del Partito Democratico/2 - Famiglia e Politiche sociali


LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/2 

 

FAMIGLIA E POLITICHE SOCIALI

 

Un Welfare centrato sulla persona.

Al centro del nuovo welfare ci deve essere la persona come soggetto di diritti e di doveri, ossia come cittadino inserito in una rete di relazioni sociali e di responsabilità individuali e collettive. Per questo vogliamo rivendicare il ruolo decisivo dell’intervento pubblico in un rapporto di interazione positiva con le energie della società civile e come organizzatore e regolatore di meccanismi di mercato che includano tutti i cittadini. In sintesi, la nostra è una visione radicalmente diversa da quella teorizzata dal governo di destra: non la ritirata dello Stato, sperando nella supplenza contrattuale delle categorie forti e nella compassionevole carità del dono per gli “ultimi”, ma uno Stato che sia programmatore e regolatore forte di un complesso di prestazioni cui tutti hanno diritto ad accedere. Uno Stato che promuova una imprenditorialità diffusa nei soggetti di offerta pubblici, privati e non profit, in funzione dei bisogni dei cittadini e valorizzando il principio di sussidiarietà.

 

La riforma del Welfare su basi nuove.

Dobbiamo passare da una società centrata sul ruolo del lavoratore, maschio, adulto e “capofamiglia”, ad una società con ruoli lavorativi, familiari e relazionali ben più articolati, ma esposta ad incertezze ed a fattori di sofferenza vecchi e nuovi. Collocare il cittadino al centro del sistema di welfare significa:

·        realizzare un più avanzato equilibrio tra universalismo e assicurazioni sociali basate sulla condizione lavorativa;

·        promuovere l’uguaglianza delle opportunità per tutte le persone;

·        realizzare politiche volte a sostenere la capacità di autodeterminazione dei cittadini;

·        rafforzare il potere di scelta del cittadino per migliorare l’aderenza dei servizi ai bisogni.

 

Puntare sui giovani.

Vogliamo promuovere l’autonomia dei giovani, superare il ritardo e la precarietà che caratterizzano il loro ingresso nel mondo del lavoro, riaprire la speranza nel futuro. Sostenere le famiglie. Le carenze del sistema di welfare italiano scaricano sulla famiglia una pesante funzione di supplenza. Un impegno oneroso che rischia di mettere in crisi la tenuta stessa delle relazioni familiari, oltre ad avere costi pesanti soprattutto per le donne. Le famiglie vanno sostenute costruendo un contesto di servizi e di prestazioni che ne faciliti la formazione, ne migliori la qualità della vita quotidiana, le aiuti a fronteggiare le situazioni di fragilità, allevi il carico per le donne, riequilibri i ruoli di genere.

 

Ripartire dai più piccoli.

Il tasso di crescita del Paese, le trasformazioni del mercato del lavoro e nelle famiglie, possono essere affrontati positivamente solo attraverso una moderna cultura dell’infanzia e politiche pubbliche conseguenti. Si rende perciò necessaria una legislazione organica riguardante:

·        una Legge quadro e il Garante nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;

·        un sistema integrato dei servizi che garantisca il processo educativo e sostenga conciliazione e genitorialità;

·        un sistema di media a misura di bambini e adolescenti.

 

Anziani e società: nuove esigenze e nuovi servizi.

L’allungamento della vita media delle persone richiede una società in cui la vita in età anziana sia una vita ancora ricca di possibilità e di relazioni umane. Per questo è necessario promuovere l’invecchiamento attivo delle persone in modo da garantire, anche a coloro che cadono in condizioni di non autosufficienza, una vita dignitosa in un contesto relazionale adeguato.

 

Per una civile convivenza.

Un welfare universale e delle pari opportunità si occupa di tutte le persone che vivono nel nostro territorio, promuovendone nei tempi e nei modi necessari l’accesso alla cittadinanza. Noi del PD vogliamo evitare la competizione tra i ceti più deboli della popolazione: no alla guerra tra poveri, no alla competizione tra italiani più poveri ed immigrati. Obiettivi conseguibili attraverso il potenziamento, per tutti, della rete integrata dei servizi, la previsione del reddito di solidarietà attiva, un piano nazionale per le politiche dell’integrazione con un relativo fondo e, più in generale, un welfare universale basato su diritti e doveri. Vanno garantiti a tutti, a prescindere dalla condizione giuridica, la tutela dei diritti umani fondamentali, come la salute, la maternità e la tutela dei minori.

 

La casa è un diritto essenziale.

Per consentire ai giovani di emanciparsi nei loro percorsi di studio, professionali e sentimentali, per favorire la mobilità sociale e ridurre i rischi di esclusione sociale, può essere utile l’introduzione di provvedimenti come la cedolare secca, a condizione che sappiano coniugare i vantaggi per i proprietari e per gli inquilini, favoriscano l’emersione delle locazioni “in nero” e incentivino il canone concordato. Occorre inoltre rilanciare un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica ed efficientare il patrimonio esistente; reintegrare i fondi per il sostegno dei disagi più gravi, promuovere concretamente l’housing sociale ed incentivare le iniziative degli enti locali volte a sostenere i cittadini colpiti da morosità incolpevole.

 

Ripartire dai soggetti deboli.

Il welfare che vogliamo realizzare garantisce una rete di servizi di sostegno alle persone disabili, rendendo effettive ed esigibili le prestazioni ed i servizi previsti dalla normativa vigente. Vogliamo rispondere ai bisogni con un approccio sociosanitario integrato, attraverso interventi domiciliari, centri diurni e residenziali, servizi di trasporto, attività di integrazione, socializzazione, inclusione sociale e lavorativa, in grado di assicurare ai disabili una vita indipendente, rasserenando le famiglie sul loro futuro attraverso il cosiddetto “dopo di noi”.Il contrasto alla povertà.Per garantire una rete di protezione di base contro la povertà, vogliamo promuovere l’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva rivolto alle persone che, per qualunque ragione, si trovano in condizioni di povertà.

 

Una rete integrata dei servizi per un Welfare di tutti.

La rete integrata dei servizi sociali, in un contesto sempre più necessario di integrazione socio-sanitaria, così come previsto dalla Legge quadro 328 del 2000, costituisce una condizione fondamentale per realizzare un welfare locale e comunitario. L’obiettivo è garantire un contesto di vita sociale e civile più avanzato che, insieme al lavoro, permetta di conseguire i seguenti risultati:

·        l’inserimento attivo delle persone nel mondo del lavoro;

·        l’eliminazione dell’assistenzialismo e delle disuguaglianze;

·        il sostegno ai compiti di cura svolti dalle persone e dalle famiglie;

·        il superamento di tutte le fragilità;

·        il reinserimento sociale dei cittadini disabili con percorsi personalizzati.

Vogliamo denunciare il sostanziale azzeramento di tutti i fondi sociali da parte del governo e l’arretramento in una logica di welfare residuale. 

________________________________________________________________________

Un welfare centrato sulla persona, per dare sostegno a tutti i soggetti deboli: giovani, donne, famiglie, anziani, poveri, immigrati, disabili.

________________________________________________________________________

http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm#

 

Estrapolo alcuni punti delle proposte e vi aggiungo un commento (l’aggiornamento viene riportato tra parentesi quadre).

(v. http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2698347).

 

La riforma del Welfare su basi nuove.

·        realizzare un più avanzato equilibrio tra universalismo e assicurazioni sociali basate sulla condizione lavorativa;

 Ripartire dai soggetti deboli.

Per garantire una rete di protezione di base contro la povertà, vogliamo promuovere l’istituzione di un Reddito di Solidarietà Attiva rivolto alle persone che, per qualunque ragione,si trovano in condizioni di povertà. 


Preliminarmente, osservo che noi Italiani, pur affermando il valore delle peculiarità di ciascun Paese, dovremmo applicare sistematicamente il principio del benchmarking, cioè guardare ai migliori sistemi/pratiche/leggi degli altri Paesi (best practice). 

Ne consegue che, siccome, per quanto riguarda il welfare, due sono gli aspetti che ci differenziano dalla maggioranza degli altri Paesi: 1) il reddito di cittadinanza universale (soltanto noi, la Grecia e l’Ungheria non lo prevediamo); e 2) le pensioni di anzianità, [sono state eliminate dalla riforma Fornero] che negli altri Paesi non esistono, la politica sociale migliore consiste nell’affrontare insieme questi due aspetti, il che ci consentirebbe sia di allinearci agli altri Paesi UE, sia di reperire nella previdenza le risorse finanziarie necessarie per il Rmg, quindi lasciandole nel capitolo “spesa sociale”, che ora è in linea con la media OCSE [invece neppure un centesimo dei cospicui risparmi vi è rimasto, sono stati destinati tutti ad avanzo primario]; sia di abbandonare la pletora di trattamenti differenziati; sia di far fronte alla vera marginalità sociale, in drammatica crescita con l’attuale crisi; sia, infine, di evitare la diffusa e negativa pratica della distinzione tra figli e figliastri.

Per le ragioni predette, ho criticato nella “Lettera di PDnetwork”  [1] tutte quelle soluzioni (DdL Ichino, proposta CGIL, proposta Draghi, PdL Madia) che si discostavano da questa impostazione universalistica e/o generale e omnicomprensiva. Per converso, trovo quindi molto apprezzabile e del tutto condivisibile l’approccio delineato in queste Proposte del PD.

 

Puntare sui giovani.

Vogliamo promuovere l’autonomia dei giovani, superare il ritardo e la precarietà che caratterizzano il loro ingresso nel mondo del lavoro

Le famiglie vanno sostenute costruendo un contesto di servizi e di prestazioni che ne faciliti la formazione, ne migliori la qualità della vita quotidiana, le aiuti a fronteggiare le situazioni di fragilità, allevi il carico per le donne, riequilibri i ruoli di genere. 


Io sono convinto – l’ho già scritto più volte - che alla base ci debba essere prima di tutto una radicale trasformazione culturale, che sciolga i lacci e lacciuoli che frenano il processo di autonomia dei giovani, che non può che riguardare in generale la società, ma in particolare i paradigmi educativi in seno alla famiglia.

Poi, ci vogliono le leggi, e con esse le risorse, per approntare servizi dedicati.

 

Ripartire dai più piccoli.

Il tasso di crescita del Paese, le trasformazioni del mercato del lavoro e nelle famiglie, possono essere affrontati positivamente solo attraverso una moderna cultura dell’infanzia e politiche pubbliche conseguenti. Si rende perciò necessaria una legislazione organica riguardante:

·        una Legge quadro e il Garante nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;

·        un sistema integrato dei servizi che garantisca il processo educativo e sostenga conciliazione e genitorialità;

·        un sistema di media a misura di bambini e adolescenti.


Considerazioni analoghe a quelle formulate per i giovani valgono ancor più per la primissima infanzia. Ne ho già scritto ampiamente. L’anno scorso, lessi il documento del PD elaborato dal gruppo di lavoro al Senato coordinato dalla senatrice Serafini “Un nuovo piano straordinario per un’educazione di qualita’ 0-6” (Atto Senato n.812 http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&leg=16&id=31770  ), relativo alla scuola, e mi permisi di scriverle, per rilevare che bisognava partire prima e lavorando nell’ambito familiare attraverso l’assistenza alla figura centrale: la madre (v. il mio ‘post’ [2]).

 

La casa è un diritto essenziale.

Per consentire ai giovani di emanciparsi nei loro percorsi di studio, professionali e sentimentali, per favorire la mobilità sociale e ridurre i rischi di esclusione sociale, può essere utile l’introduzione di provvedimenti come la cedolare secca, a condizione che sappiano coniugare i vantaggi per i proprietari e per gli inquilini, favoriscano l’emersione delle locazioni “in nero” e incentivino il canone concordato. Occorre inoltre rilanciare un nuovo modello di edilizia residenziale pubblica ed efficientare il patrimonio esistente; reintegrare i fondi per il sostegno dei disagi più gravi, promuovere concretamente l’housing sociale ed incentivare le iniziative degli enti locali volte a sostenere i cittadini colpiti da morosità incolpevole. 


Anche per quanto riguarda la casa, come ho scritto più volte (anche nella Lettera di PDnetwork), essa deve costituire una delle 3 misure principali per consentire a milioni di persone di far fronte al meglio alla crisi economica che sarà dura e lunga (almeno 15 anni), poiché è frutto del riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere:

- Reddito di cittadinanza universale;

- Riforma della legislazione sul lavoro precario, a favore dei precari;

- Piano corposo di edilizia residenziale pubblica e popolare di qualità. [3] 

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, come diceva un famoso architetto del passato di cui non ricordo il nome, riecheggiando, pare, Che Guevara, le case popolari, proprio perché destinate al popolo, bisogna costruirle di qualità. Anche perché, aggiungo io, così durano molto a lungo. Se poi sono anche belle, funzionali ed a basso consumo energetico, è il massimo, anche per il benessere  psicologico degli abitanti (relazione molto sottovalutata tra l'urbanistica e l'architettura e la psicologia delle persone). 

Infine, aggiungo due considerazioni.

1) Il segretario Bersani, intervistato nel febbraio 2011 da Rainews, affermò che le 2 principali priorità erano il lavoro e la casa.

2) Come ho già scritto più volte (cfr. ad esempio la "Lettera diPDnetwork", nota 16), va ripristinata l’ICI sulla prima casa dei più abbienti e col ricavato (2,5 mld) va finanziato un corposo piano pluriennale di edilizia pubblica e popolare di qualità. [Il governo Monti ha ripristinato l’ICI (ora IMU) sulla prima casa, ma ne ha destinato l’introito ad avanzo primario].


[1] Lettera di PDnetwork  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html  

[2] Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html 

[3] Piano corposo di alloggi pubblici di qualità

[Lettera di PDnetwork, nota 10] Piano di edilizia residenziale pubblica e popolare.
GESTIONE DEL TERRITORIO
Negli ultimi decenni, tra la destra e la sinistra, non è emersa, in particolare a livello locale, una marcata differenza nel modo di governare il territorio italiano, elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo (*) e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.
(*) Esprimiamo un interesse ed un auspicio particolari, ai fini della lotta al degrado e per lo sviluppo integrato e globale del territorio, rispetto a:
1) la rimappatura (in parte già esistente) del degrado storico, artistico, ambientale nazionale, attraverso un piano particolareggiato globale; 2) interventi finanziari finalizzati a recuperare tali beni ed a valorizzare le competenze specialistiche di tutto il settore (bene inestimabile del nostro Paese); 3) il rilancio del settore turistico attraverso incentivi, anche economici, alla valorizzazione ed allo sviluppo di tutto il settore.
Milioni di attuali e potenziali turisti (dell'Est europeo, di cinesi, indiani, etc.) già oggi, ma soprattutto nel futuro, vorranno conoscere quello che oggi purtroppo stiamo distruggendo piegandoci ad un ottuso pensiero economicistico, con il quale si pensa (Tremonti, Bondi) che col territorio, la sua storia, le sue bellezze, la cultura, non si mangia. Noi siamo del parere opposto. Il settore potrà fare da traino al resto dell'economia se sviluppato con criteri che interagiscono più strettamente con lo sviluppo e l’interesse nazionale.
Se vogliamo cambiare, dobbiamo mettere una pietra sopra a quanto si è fatto finora e cominciare dalle basi solide che già esistono; se continueremo a distruggere queste basi, non molta speranza resterà per la rinascita del nostro Paese
Occorre, come PD, agire su tre direttrici:
1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;
2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita  
http://www.alisei.org/italia/italia.html );
3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v.
http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf  ).

2 - PIANO CORPOSO DI EDILIZIA PUBBLICA
Quello della casa è uno dei problemi più grossi, che dovrebbe costituire un obiettivo prioritario del Partito Democratico.
Nel famoso programma di quasi 300 pagine, che fu elaborato dal Cantiere dell'Unione, il problema casa vi fu inserito per forte sollecitazione della base (La casa: un diritto di tutti, pagg. 178-180).
Il governo Berlusconi, non appena insediato, ha varato il “Piano casa”, che si è rivelato un bluff, perché è tale solo nel nome, essendo un piano di aumento delle... volumetrie; in più ha tagliato, per il 2009, 550 milioni già stanziati allo scopo dal governo Prodi nel 2007.
Occorre riprendere quelle proposte. In particolare: a) investire molto di più in edilizia pubblica; b) utilizzare la leva fiscale per scoraggiare il nero; c) ridurre il carico fiscale sugli affitti e; d) disincentivare il numero di case tenute sfitte.
In Italia, ci sono circa 955.000 alloggi popolari, ma dalla fine degli anni'80, anche se i lavoratori pagavano per l'edilizia pubblica i contributi GESCAL (fino al 1994), se ne costruiscono pochissimi: in media 2.000 all'anno, contro 10 o 15 o 20 volte tanto in altri Paesi europei, come la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi.
Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.
La proprietà della casa, a ben vedere, o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

Principi ispiratori raccomandati: noi non crediamo al contributo determinante o prevalente dei privati alla soluzione del problema casa; occorre un piano pubblico, basato sia su nuove costruzioni, sia sulla rottamazione di quelle vecchie, per salvaguardare il più possibile prezioso suolo agricolo, ma secondo un criterio di qualità, affidandone la progettazione – di complessi-tipo replicabili, con caratteristiche di risparmio energetico ed eventualmente l’utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici - a un architetto del livello di Renzo Piano o un altro grande architetto specialista del ramo.
Se capita di partecipare ad una visita guidata organizzata da qualche Facoltà di Architettura, anche al Sud, di diversi e variegati complessi di case popolari, si ricava facilmente che il risultato, anche in termini di durata, ma non solo, è determinato dai criteri urbanistici ed architettonici ispiratori e da progetti esecutivi basati sulla qualità.
“Lettera di PDnetwork alla Segreteria Nazionale ed ai Gruppi parlamentari PD”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html  

P.S.:
L’idea e parte dei commenti di questa interessantissima trasmissione (vi si parla di edilizia residenziale pubblica, passata e futura) sembrano copiati dalla Lettera di PDnetwork (vedi sopra): ne suggerisco la visione integrale.

TELECAMERE 15/01/12
Durata: 00:50:25
Anna La Rosa e i suoi ospiti, parlano dei problemi legati alla casa
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-60f3882a-1710-4fb1-9f91-ce79a1416528.html  


PROMEMORIA
Questa, purtroppo, era una balla di un anno fa:
 

Fornero:"Sì al reddito minimo garantito"
Commento:
Una buona notizia! Da un anno, un obiettivo di questo network! Sarebbe anche il segno che finalmente in un Paese stortignaccolo come il nostro, in cui le riforme approntano dei tavoli dove si colpiscono i più deboli e si dimentica quasi sempre la gamba che riguarda i ricchi, si approntano tavoli normali con le canoniche 4 gambe. D’altra parte, è una misura che è compresa nelle richieste della BCE, e costituisce l’imprescindibile premessa sia per introdurre la “flexsecurity”, sia per attuare con minori patemi d’animo per i destinatari le ulteriori misure severe sulle pensioni.
 
PENSIONI
I sindacati chiedono incontro con Monti
Fornero: "Sì al reddito minimo garantito"
Il giorno dopo il secco no delle parti sociali all'ipotesi del superamento dei 40 anni di contributi, Bonanni insiste: "Grave mancanza di confronto". Angeletti d'accordo con Camusso: "Non toccare il limite di contributi". Il ministro del Lavoro: "Tra prime misure metodo contributivo pro rata"
01 dicembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/12/01/news/pensioni_sindacati_a_monti_ci_convochi-25905784/ 


Post precedenti:

Le proposte del Partito Democratico/1 - Lavoro  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html 

 

Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni


Le evidenze scientifiche ed empiriche attestano che si può andare oltre la grande intuizione montessoriana. L’educazione deve cominciare in famiglia già durante la gravidanza e nei primi 3 anni di vita del bambino, periodo in cui, soprattutto, si sviluppano i collegamenti tra i neuroni (sinapsi ed assoni), che però si “fissano” soltanto a condizione che essi vengano stimolati dall’ambiente, cioè dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Io ho fatto applicare tale metodo da mia figlia: funziona!

Posso sinteticamente dire che le azioni sono state:

- lettura alla bimba già durante la gravidanza (è molto importante farlo con voce dolce ed espressiva);

- fissazione, ripetizione ed applicazione del concetto base: "molto amore e disciplina congrua, la cui combinazione costruisce una personalità forte ed equilibrata, che procurerà molto meno problemi alla madre (e al padre) in futuro";

- assistenza effettuata da me telefonicamente per contrastare e battere, solo col dialogo, una leggera "depressione" post parto;

- fondamentale è il rapporto empatico.

Dettagli in: “Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo (e, soprattutto, nel ‘post’ in esso linkato)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/05/il_ruolo_delleducazione_nella.html 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html

 

Post e articolo collegati:

L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html

SIAMO SICURI CHE L’ASILO-NIDO FACCIA BENE AI BAMBINI?
UNA RICERCA OSSERVA UN EFFETTO NEGATIVO DELLA SUA FREQUENTAZIONE A 0-2 ANNI SUL QI DELLE BAMBINE CON FAMIGLIE PIÙ AGIATE  – POTREBBE ESSERE CHE NEI PRIMI ANNI DI VITA LE INTERAZIONI “UNO A UNO” CON GLI ADULTI SIANO ESSENZIALI PER LO SVILUPPO COGNITIVO E CHE A QUELL’ETÀ LE BAMBINE SIANO PIÙ IN GRADO DI BENEFICIARNE
http://www.pietroichino.it/?p=41089 
 
Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2853581.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2017/01/dialogo-breve-tra-il-prof-andrea-ichino.html 


 





Il ruolo dell’educazione (in famiglia e a scuola) nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo


Riporto un breve dialogo, intercorso ieri in un sito di Facebook, tra Pascal M. e me.


Pascal M. Ieri si parlava di politica, di antipolitica, di parole che convincono o che manipolano, di come bucare il rumore mediatico con un messaggio incisivo, di impatto, quale che sia il contenuto.
A me l'unico messaggio che piacerebbe sentire da un partito che si voglia dire politico oggi è: 'cogito, ergo sum', perché mi pare che sia il pensiero a dare consistenza alle cose e alle azioni, senza pensiero c'è solo agitazione e bricolage ideologico.
E così non si dovrebbe 'fare' e dire politica senza pensiero, eppure la politica spensierata o, quella dei migliori, impensierita oggi è la prassi, ma una politica e una classe dirigente pensante oggi non c'è o non si vede. 
Ogni giorno una scoperta nuova: l'Italia è il fanalino di coda nella produttività. Ma va, ma davvero, ma come? Lavoriamo poco. No lavoriamo tanto e male. Produrre cosa? Produrre cose per poi non venderle? Piccolo è bello! No, piccolo è brutto! E' la crisi, bellezza! Sì, ma noi stiamo peggio di tutti. Le macchine non vendono in tutto il mondo, Marchionne è stato costretto ad agire da manager carogna! Non è vero: in Germania il mercato dell'auto è florido e gode di ottima salute! Perché lì c'hanno la concertazione e un sindacato illuminato, qui c'abbiamo i Landini (pfui, pfui, pfui)! e via all'infinito.
Domenica a 'A come arte' parlando della biennale di Venezia dedicata all'architettura, ho sentito dire, in base ad argomentazioni che riguardavano non solo l'architettura ma la società nel suo complesso, che in Italia bisognerebbe ripartire da Olivetti. La cosa mi ha fatto piacere, ma Adriano Olivetti è morto nel 1960, cinquantadue anni fa. Nel frattempo chi e cosa c'è stato in Italia? Non deve essere un caso però se intellettuali che si sono formati all'Olivetti oggi, a rileggerli o a leggerli, sembrano esprimere un pensiero attualissimo o che, purtroppo, è ancora attuale. Gallino nato sobrio riformista oggi sempra essere addirittura un incendiario. Come mai?
A me pare che ci sono problemi antichi a cui non si è data, non si è voluta dare, soluzioni ed emergenze nuove, o forse una consapevolezza nuova di emergenze che non si sono volute vedere. Ed è difficile, adesso, far quadrare soluzioni per problemi vecchissimi e soluzioni per problemi nuovi o apparentemente nuovi.
Una classe dirigente verbigerante (di destra, di sinsitra, antipolitica) non serve a nessuno, solo a se stessa. 
Con la parola 'verbigerante' Tullio de Mauro mise a tacere uno studente che invece di rispondere con argomenti stava portando in giro parole (De Mauro ci spiegò, scrivendolo alla lavagna, 'verbigerare' da 'gerere verba'). E' dall'ironia pedagogicamente sprezzante che ho imparato quella parola, dovrei farne tesoro io stessa, lo so, ma possibile che chi ci governa non l'abbia mai sentita nominare?

 

@ Pascal

Bello il tuo commento, ma permettimi di fare alcune osservazioni:

1) i politici pensano eccome e fanno anche (ad esempio, in Italia, varare a causa della terribile crisi economica manovre finanziarie correttive per 330 mld), [1] poi parlano, ma non sempre dicono la verità o almeno tutta la verità, come probabilmente è il caso, in questa discussione, della cancelliera Merkel.

2) Il problema, quindi, è sceverare il grano dal loglio, il fumo dall’arrosto.

3) Chi deve dare gli strumenti per esserne capaci? In agosto, una trasmissione di “Tutta la città ne parla” verteva proprio su questo: c’era chi (tra cui il sottoscritto) diceva la famiglia, in primo luogo; chi la scuola. E questa è una diatriba costante, senza che si arrivi mai ad una conclusione.

4) Ammesso e non concesso che debba essere la scuola, non si vede come non rilevare che, in Italia, essa non possiede questi strumenti, se è vero come è vero che essa veicola una cultura (intesa in senso lato) che non è basata principalmente sulla logica e la concretezza, ma sull’illogicità e l’astrattezza. Ed allora mi sentirei di assolvere lo scolaro dell’aneddoto del prof. Tullio de Mauro, perché egli è vittima della cultura imperante da secoli e veicolata dalla famiglia, dalla scuola e dalla società intera.

5) Valorizzare la logica e la concretezza (o il pragmatismo) significa in concreto (per tornare agli esempi iniziali) individuare: nel caso dei sacrifici chiesti agli Italiani, a) chi ha deciso e fatto; b) che cosa; c) quanto; d) imputandoli a chi; nel caso dell’educazione, a) chi la deve fare; b) che cosa insegnare; c) quando cominciare.

Le risposte, nell’ordine, sono: nel primo caso, a) i governi Berlusconi e Monti; b) aumento delle tasse e riduzione della spesa pubblica; c) rispettivamente (i 2 governi, intendo), 267 mld e 63 mld complessivamente; d) il governo Berlusconi, in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri; il governo Monti, più equamente su (quasi) tutti; nel secondo caso, a) l’ambiente in generale (famiglia, scuola e società); b) (*); c) la famiglia, a partire dalla gravidanza e almeno fino a 3 anni; la scuola, dopo.

(*) Noi tutti nasciamo con 100 miliardi di neuroni ciascuno, ma senza sinapsi, che si sviluppano, soprattutto, a partire dalla seconda parte della gravidanza fino a 3 anni, a condizione che vengano stimolati dall’ambiente, altrimenti si "bruciano"; il cervello del bambino è come una spugna, capace di assorbire tutto, di bene e di male.

Conclusione: impostato così, potendo disporre di strumenti intellettivi e culturali adeguati, non pensi anche tu che non si sarebbe facilmente vittime delle bugie, della disinformazione e della cacofonia dei politici e dei media?

 

Pascal M.

Sono d'accordo con te sul fatto che la formazione, l'educazione, la conoscenza sono il muro di volta di una società democratica tanto che alcuni teorici liberali ne hanno fatto uno dei cardini imprescindibili della democrazia stessa.
Ieri si parlava di retorica politica che, non a caso, è nata con la nascita stessa della democrazia: se le scelte sono fondate sulla volontà popolare, si dovrà imparare a convincere, persuadere, convogliare consensi: nel bene e nel male, o nella chiarezza delle argomentazioni, dei fatti, dei documenti o nella opacità della manipolazione che punta alle viscere, ai luoghi comuni, ai malumori diffusi.
E, secondo me, chiunque abbia a cuore la democrazia di un paese dovrebbe pretendere nel curriculum scolastico anche la formazione alle tecniche retoriche: come riconoscerle, usarle, non farsene usare. 
Rispetto alla chiarezza dell'informazione dovrebbe essere sempre esplicitata l'ideologia (intesa come orizzonte di riferimento ideale) all'interno della quale una affermazione viene fatta.
Prendiamo le tasse. E' giusto pagarle? Io non credo si possa rispondere 'sì' o 'no' senza esplicitare il modello di società e di stato che uno ha in mente. Per me sì è giusto, per un liberista no. 
Il professor Fichera ha fatto un bellissimo esperimento nelle classi con i bambini a proposito delle tasse, lodato dai più, ma non da tutti (ecco un commento sul sito liberista 'bruno leoni':  
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7848 ).
Anche se per me è giusto pagare le tasse, non è giusto amputare il livello del discorso e oscurare gli argomenti che confutano la mia idea di giustizia. 
Invece a me pare che queste amputazioni siano all'ordine del giorno: non è vero che la tanto celebrata scomparsa delle ideologie sia stata una benedizione, uno perché non sono scomparse affatto, due perché si sono mimetizzate e dissimulate, confondendo e non chiarendo l'ordine dei discorsi.

Ieri la puntata dell'Infedele è stata molto interessante. Uno dei temi, lo stesso affrontato la mattina alla città, era centrato sul vivace dibattito (=rissa) a sinistra intorno alla cosiddetta antipolitica e i modi in cui opporvisi (
http://www.gadlerner.it/2012/09/04/il-ritorno-della-lotta-a-sinistra.html ). A rivederla e farne uno schema, potrebbe essere un ottimo canovaccio didattico. 
La sinistra ha rispolverato la sua autorevolezza e in punta di dottrina smonta la pacchianeria grillesca. La destra, nelle vesti ieri di un ex militante comunista convertitosi, mi pare di aver capito, al liberismo, irride alle pseudo soluzioni degli uni e degli altri e pensa solo alla riforma dell'architettura statuale e della Costituzione. Tanto che alla domanda di Gianni Vattimo: be', ma che ne facciamo della rabbia dei lavoratori dell'Ilva, della Sulcis dell'Alcoa, dei milioni di giovani precari e senza lavoro, dei disoccupati ecc. ecc.? ha fatto, con aria infastidita, spallucce.
La domanda di Vattimo secondo me era legittima. Il fatto è che la soluzione, o il tentativo di soluzione, a problemi sociali immensi come questi deve essere inscritta in un orizzonte di riferimento ideale che deve essere esplicitato dalla politica, soprattutto da quella di sinistra, non lasciato come combustibile esplosivo nella fucina dei populisti
Se la sinistra non è più capace di elaborare (o rendere espliciti) orizzonti di riferimento ideali all'interno dei quali proporre soluzioni a problemi concreti (e quanto duramente concreti), è inutile che se la prenda con la cosiddetta antipolitica.

 

@ Pascal

Capisco il tuo discorso: esso però è incentrato esclusivamente sul ruolo della scuola e parla – come dire? – del “contenuto” e della fascia d’età da 10 anni in su. Ti pregherei invece di fare un passo indietro assieme a me e di affrontare il problema del “contenitore”. Faccio un esempio concreto: c’è in giro, su iniziativa del governo, una pubblicità che ha l’obiettivo di incentivare la lettura dei libri, obiettivo importante e meritorio, poiché solo la lettura di libri può dare gli strumenti di conoscenza per capire a fondo la realtà, il mondo, i fatti, le persone. Il messaggio è rivolto ovviamente ai ragazzi (e forse agli adulti). Ma si sa bene – o almeno si dovrebbe sapere - che la lettura è una passione che si prende da piccoli, dopo è molto più difficile. Ormai ci sono le evidenze scientifiche che se la mamma legge al bambino durante la gravidanza e nei primissimi anni, ottiene tre risultati importanti: 1) sviluppa le sinapsi; 2) crea tra il bambino e il libro un legame fortissimo ed il bambino – sembra incredibile – preferirà il libro a qualunque giocattolo (ho raccontato la mia esperienza in questo lungo post Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto  educativo” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html oppure  http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/12/21/questione_femminile_questione.html. Aggiungo che pensavo fosse successo soltanto alla mia nipotina e non sapevo fosse invece un fenomeno generale finché non ho letto recentemente questa intervista  http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=edizioni2/20120813/pdf/NAZ/pages/20120813_18_13SPC18A.pdf); e 3) soprattutto, crea, se fatto con amore, una relazione speciale col bambino che lo fa sentire “sicuro”, e quindi forte, sereno, equilibrato, anche in futuro.

Faccio un altro esempio concreto, preso dal mio post allegato: ci sono le evidenze scientifiche (ma, ad esempio, la Montessori c’era già arrivata empiricamente) che i problemi del bambino sorgono e quindi vanno affrontati, o meglio prevenuti, nella fascia d’età 0-3 anni, anzi già a partire dalla gravidanza, poiché ovviamente la determinante è quasi sempre ascrivibile alla mamma (e al padre e all’ambiente) più che al bambino; beh, (quasi) tutti i progetti di recupero, per i quali si spendono (o almeno, prima della crisi, si spendevano) moltissimi soldi complessivamente, sono destinati ai bambini dai 6 anni in poi, quando è già troppo tardi.

In conclusione, io credo che, in questo mondo così competitivo in cui noi, non avendo molte risorse materiali, possiamo/dobbiamo contare soprattutto sul capitale umano, dovremmo elevare il livello medio intellettivo e culturale degli Italiani; per far ciò è necessario farsi carico di tutti, anche - forse soprattutto - dei milioni di bambini delle fasce povere, marginali, escluse totalmente o parzialmente dal circuito educativo-scolastico; per dare al maggior numero possibile di individui le fondamenta su cui erigere più agevolmente la costruzione educativa, che ha un duplice effetto positivo: sulla personalità e sul livello intellettivo/culturale. Questo obiettivo può essere molto più facilmente perseguito e raggiunto se il progetto educativo ha come protagonista la famiglia, cioè in primo luogo la madre (e il padre), nella fascia d’età critica del bambino, cioè dalla gravidanza a 3 anni. Su questa solida base, come ho scritto nel ‘post’ allegato, potrà poi svolgere il suo compito – agevolato o complicato, a seconda dei punti di vista... - la scuola.

Ps: va da sé che la premessa indispensabile è la volontà del potere politico pro tempore di avere, anziché braccia da sfruttare e menti da manipolare e dominare, cittadini intelligenti, istruiti e sicuri di sé.

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_lavoro_sporco_del_governo_b.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html


  

Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)

E’ dell’altro ieri la diatriba suscitata dalle proposte ventilate dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di incentivare e premiare gli studenti meritevoli, che hanno suscitato una levata di scudi nel PD, segnatamente da parte dell’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni. [1]

Fioroni fa la brava "mamma" democristiana (ma vale lo stesso discorso per tanti compagni ex comunisti), obbedisce ad un riflesso automatico e perpetua la cultura cattolica a-meritocratica e anti-giansenista, che è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo in senso moderno del nostro Paese. [2]

Allora mi piace riproporre questo mio articolo di alcuni anni fa, già in parte pubblicato nel mio ‘post’ “Lettera a Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno (“Terronismo”)”[3], in cui anticipavo queste sue proposte ed in cui trattavo anche della Spagna e di altro.

 

Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)

Il declino dell’Italia. E’ un tema molto dibattuto in questo periodo. Un declino che, a parere di tanti, caratterizza sia la realtà nazionale che quella locale.

Tra le cause del declino, qualche commentatore indica il calo demografico; qualche altro, con un approccio più storiografico, l’essere l’Italia un Paese cattolico contro-riformato. [4]

In primo luogo, osservo che la Spagna, Paese molto simile al nostro sia per il basso tasso di natalità che per essere un paese profondamente cattolico, sta facendo registrare uno sviluppo così ragguardevole da consentirle forse di sorpassarci fra un paio d’anni in termini di reddito pro-capite, dopo una rincorsa durata meno di 20 anni. [5]

In secondo luogo, anche nell’Italia del Rinascimento – come scriveva tempo fa Geminello Alvi sul Magazine del Corriere della Sera – si facevano pochi figli, “eppure ne derivò un misterioso concentrarsi di energie, da cui emanò una delle civiltà umane più alte e meraviglie senza fine”. [6]

Evidentemente, sia nella Spagna moderna che nell’Italia del Rinascimento, si è concretizzata quella condizione fortunata che Robert Musil, [7] ne “L’uomo senza qualità”, sintetizza nella felice espressione “La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso”.

Perché, dunque, negli Italiani non si crea lo “spirito giusto”, anzi ad esso si è da tempo sostituito uno “spirito negativo”, sia al Sud che al Centro-Nord, che ne sostanzia un atteggiamento pessimistico-irrazionale? Come fare per ricrearlo?

     Io ho provato, ottimisticamente, a capovolgere la domanda: in un popolo, lo “spirito giusto” si realizza naturalmente se non vi si frappongono freni ed ostacoli; quali possono essere questi freni ed ostacoli – profondi, antichi e diffusi – se non di tipo culturale (in senso antropologico e non)? Essi, poi, sono il sostrato – e ne amplificano gli effetti – di quelli pur esistenti e reali, quali l’insicurezza, la precarietà, talora l’impoverimento, la criminalità, l’inefficienza della Pubblica Amministrazione, il conflitto perenne tra i partiti politici.

Limitandomi al Sud, due, a mio avviso, sono i principali freni ed ostacoli “culturali” al cambiamento: il primo è quello riassumibile nell’espressione “ogni meridionale si crede un padreterno, quindi perfetto, non ha bisogno di migliorare” (Tomasi di Lampedusa lo scrive ne Il Gattopardo, riferendosi ai Siciliani) [8]; ma è da leggere, ovviamente, in senso opposto: in Ricordi della casa dei morti, il grande scrittore russo Dostoevskij [9] scrive: ”Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”. L’altro freno è rappresentato dalla donna meridionale: tesi solo apparentemente semplicistica e datata, sicuramente provocatoria e piuttosto “pericolosa”. Senza alcun intento anti-femminista, anzi come frutto di una lunga e profonda riflessione partita da un pregiudizio inizialmente positivo, io reputo la donna meridionale (prepotenza privata, assenza pubblica: binomio forse non casuale) uno dei principali fattori di conservazione e di freno nel Sud (caratteri comunque molto sottovalutati o sottaciuti), soprattutto nel suo ruolo di mamma e/o d’insegnante. (Scriveva Sigmund Freud, nel 1908, in uno scritto intitolato “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”: “[…] L’educazione proibisce alle donne d’interessarsi intellettualmente di problemi sessuali, benché provino tuttavia un’estrema  curiosità per essi, e le intimorisce condannando tale curiosità come non femminile e come segno di disposizione peccaminosa. In questo modo rifuggono da qualsiasi forma di pensiero e il sapere perde ai loro occhi ogni valore. […] Penso che l’indubbia inferiorità intellettuale di tante donne possa piuttosto farsi risalire all’inibizione di pensare resa necessaria dalla repressione sessuale.” [10] – A me pare una spiegazione illuminante, plausibile, forse ancora attuale.).

Con qualche attenzione anche al ruolo di mamma Chiesa (con la quale il cittadino laico riesce a instaurare facilmente un dialogo ed un rapporto proficuo sul versante della “solidarietà” – uno dei due pilastri della laicità – ma non altrettanto su quello della “tolleranza” – l’altro pilastro della laicità – e dell’agire civico): mamma + insegnante-donna (oggigiorno, la stragrande maggioranza del corpo docente) + Chiesa sono state e sono oggi – forse ancora di più – una miscela formidabile e preponderante nell’educazione delle generazioni meridionali. Io credo fermissimamente che il Sud (e l’Italia) abbia molto bisogno di padri (e di amministratori pubblici) congruamente severi – quasi assenti - e meno di mamme, onnipresenti. Scrive Anna Maria Ortese [11] ne Il mare non bagna Napoli: “Esiste, nelle estreme e più lucenti terre del Sud, un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione, un genio materno, d’illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni”.

Quali proposte si possono allora avanzare per la Campania (e il Sud)?

Fra di esse vi devono essere certamente l’adeguamento infrastrutturale, l’incremento della spesa in ricerca e innovazione, una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione [12] ed un feroce contrasto alla criminalità organizzata [13]. Ma la più importante, la premessa perché quelle prima indicate possano essere davvero efficaci, è la riforma culturale. Essa – poiché gli investimenti in infrastrutture, in ricerca, ecc., pur necessari, non possono bastare – è la condizione principale per far vivere alla Campania (e al nostro Mezzogiorno) una potente e dinamica stagione di sviluppo, capace di colmare gradualmente e definitivamente il divario con il resto del Paese e con il resto d’Europa. Lo scarso apporto delle donne all’economia del Sud [14] rende questa radicale trasformazione culturale assolutamente non più rinviabile. Se il reddito pro capite della Campania facesse registrare – rispetto a quello della Lombardia, attualmente quasi doppio [15] – un differenziale positivo pari mediamente al +2% annuo, impiegherebbe circa 34 anni a colmare il divario, circa 68 anni se il differenziale favorevole fosse del +1%.

Per la Campania (e il Sud), occorre, quindi, delineare una strategia e definire dei programmi e dei progetti – scolastici, culturali, economici – che attuino un piano integrato le cui direttrici di attacco seguano questa successione logica: creazione dello spirito giusto - - > rimozione degli ostacoli al suo naturale dispiegarsi - - > riforma culturale - - > soggetto e oggetto protagonista: soprattutto la donna, da trasformare da problema e fattore di conservazione a risorsa e motore del cambiamento, attraverso un’azione di sostegno corposo e a lungo termine, indirizzata:

        a) alle famiglie, a partire dalle donne in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (dopo forse è già tardi), seguendo – in una sana logica di benchmarking – i dettami del migliore, più innovativo, più efficace e meno costoso metodo, quello finlandese (cfr., tra l’altro, l’illuminante articolo del prof. Massimo Ammaniti su la Repubblica del 26.7 u.s. [16]), un metodo capace più e meglio degli altri di affrontare, in un’ottica di prevenzione, oltre al rischio – quantificabile nel 20% circa dei casi – di fenomeni di depressione della madre e di problemi altrettanto seri, di vario genere, riguardanti i piccoli figli, anche l’inconsapevole e meccanico “trasferimento” – a causa della coazione a ripetere che perpetua una “catena”, che va quindi spezzata in tempo – dalla madre al figlio – ed ancor più alla figlia – di comportamenti inconsapevolmente dannosi e pregiudizievoli allo sviluppo affettivo normale del figlio, origine di futuri problemi;

b) alla scuola: riequilibrio del rapporto numerico docenti uomini-donne; miglioramento delle performance didattiche, segnatamente in matematica; incremento delle iscrizioni alle Facoltà scientifiche e del numero dei laureati – assoluto e relativo – nelle stesse (Adam Smith, ne La Ricchezza delle Nazioni, [17] critica l’eccessivo numero di avvocati in Gran Bretagna, poiché – scrive – solo 1 avvocato su 20 può campare bene dei proventi delle sua professione); immissione nel circuito educativo di tonnellate, vagoni, bastimenti di logica (siamo o no la Magna Grecia? [18]) e di sano pragmatismo [19] (vogliamo o no avvicinarci ai paesi più evoluti?): logica greca e pragmatismo anglosassone, per dare nuova linfa all’albero bimillenario della nostra civiltà meridionale, per farci dire, con il grande imperatore romano Adriano [20]: "[…] tutto quel che c’è in noi di armonico, cristallino e umano ci viene dalla Grecia. Ma mi veniva fatto, a volte, di dire a me stesso ch’era stato necessario il rigore un po' austero di Roma, il suo senso della continuità, il suo gusto del concreto, per trasformare ciò che in Grecia restava solo mirabile intuizione dello spirito, nobile slancio dell’animo, in realtà.” (Margherite Yourcenar, Memorie di Adriano); [21]

c) agli organismi socio-culturali (ivi incluse le Parrocchie: abbiamo ora a Napoli un arcivescovo – il cardinale Crescenzio Sepe – che è di tutta evidenza persona capace, concreta, intelligente, teniamone conto noi laici): divulgazione di modelli femminili positivi – esempi di passione civile e civiche virtù – come Eleonora Pimentel Fonseca, [22] la quale – nel ritratto che ne fa Benedetto Croce [23] nel bel libro La Rivoluzione napoletana del 1799 – ascrive in parte l’arretratezza del suo paese d’origine, il Portogallo, alla “negligenza delle scienze matematiche […] giacché nelle nazioni illuminate i gradi di felicità son da calcolarsi in quelli degli avvanzamenti in queste scienze”; attenzione particolare ai concreti processi educativi riguardanti le donne (“Chi educa un bambino educa un uomo, chi educa una bambina educa una famiglia”), per misurarne le ricadute pratiche, anche quelle di ordine sociale (come ad esempio nel caso della gestione della spazzatura a P***, dove la maggioranza, costituita all’80% da donne, vecchie e giovani, non rispetta, nonostante reiterate sollecitazioni, né gli orari né le modalità di deposito: il grave problema della spazzatura a P*** e in Campania [24] è un problema che andrebbe “declinato” essenzialmente… al femminile); diffusione e promozione assidua di concetti-guida quali “Io, meridionale, non sono un padreterno, quindi perfetto: posso migliorare”, o anche “La lamentela è peccato”, e di insegnamenti culturali favorenti il senso civico, l’etica della responsabilità, la propensione al rischio, la partecipazione (“Tutti erano indifferenti qui quelli che desideravano salvarsi. Commuoversi, era come addormentarsi sulla neve” – ancora da Il mare non bagna Napoli, libro “terribile”, ma per alcuni aspetti forse più illuminante di tanti testi di sociologia, scritto – mi piace rimarcarlo – da una donna).

Quali proposte si possono indicare per P*** (e cittadine similari)? Premesso che, a giudizio di un cittadino di adozione com’io sono, essa è una delle migliori, più gradevoli e ordinate cittadine della provincia di Napoli, in particolare per quanto riguarda la struttura urbanistica, che mi pare riecheggi quella “ippodamea” delle antiche città romane, [25] o la struttura geometrica della più moderna Torino, io avanzo le seguenti proposte:

    1) l’elaborazione e la realizzazione di un Progetto Integrato Educativo che contempli: a) l’elaborazione e la realizzazione di un sub-progetto pilota che attui, prima in ambito territoriale locale e poi in quello provinciale e regionale un programma di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli, secondo i dettami del metodo finlandese, coinvolgendo sia le strutture pubbliche (Comune, ASL, ecc.) che le Associazioni presenti e operanti sul territorio; [26] b) un rafforzamento dell’interrelazione fondamentale scuola-città, finalizzato specificamente ad accrescere la diffusione e la promozione del senso civico, della partecipazione, della propensione al rischio, dello studio delle materie scientifiche; c) la istituzione di borse di studio destinate esclusivamente a studenti universitari in discipline scientifiche, più congruenti con lo sviluppo del Paese e con la vocazione industriale del territorio di quelle in materie umanistiche, pur importanti; d) la previsione nel bilancio comunale di premi e incentivi da destinare esclusivamente ai futuri laureati in discipline scientifiche, prevedendone la consegna in un’apposita cerimonia pubblica solenne; e) in prospettiva futura, l’insediamento di un Centro Studi scientifici e tecnologici, che aiuti e rafforzi la vocazione industriale di P***, anche agevolando la nascita e lo sviluppo sul territorio di imprese innovative; f) la previsione nel bilancio comunale di incentivi alla pratica sportiva esclusivamente negli sport che rafforzano l’autodisciplina e l’autostima, prioritariamente per le donne; e g) l’elaborazione e la realizzazione di un sub-progetto che faccia di P***, in gemellaggio con una città dell’Emilia Romagna, “la città della bicicletta al femminile”, contemplando anche la costituzione di pattuglie di Polizia Municipale in bicicletta.

    2) L’elaborazione di un Progetto di Sviluppo Economico, che: a) contempli la (ri)definizione del modello di sviluppo; b) rafforzi o integri la vocazione attuale e/o il riposizionamento economico-produttivo; c) attui un solido collegamento col mondo della ricerca; d) pianifichi, realizzi ex novo e/o integri un distretto industriale (PMI), costituito da aziende innovative (tra cui spin-off e start-up tecnologici) frutto della collaborazione con i Centri di Competenza [27] e gli altri Enti di ricerca regionali, coinvolgendo in primo luogo le risorse umane più qualificate, giovani e non, presenti sul territorio, e utilizzando anche i finanziamenti agevolati europei, nazionali e regionali; infine, e) agganci, se possibile, l’opportunità di fare del Mezzogiorno il principale raccordo, attraverso il Mediterraneo, tra l’Europa e l’Asia.

Sono tutti obiettivi perseguibili e raggiungibili, se c’è il concorso di una decina di persone (non di più), perché i team pletorici sono inefficienti e più difficilmente gestibili). Queste persone – uomini e donne, giovani e non, appartenenti alla società civile, alla politica, all’economia, agli organismi socio-culturali, alle parrocchie, alle istituzioni – formerebbero un’organizzazione snella ed efficiente, articolata e gestita secondo le regole dei Project Management Team (PMT), vale a dire 2 sottogruppi – uno per il Progetto Educazione e l’altro per il Progetto Sviluppo Economico – ciascuno costituito da 5 persone, possibilmente composti secondo criteri di interdisciplinarità e di complementarità, coordinati da un referente di sottogruppo e da un coordinatore generale di gruppo, col compito di perseguire e realizzare i rispettivi obiettivi e sub-obiettivi, coinvolgendo di volta in volta altre persone ed altri organismi.

Se la proposta avrà successo e gli obiettivi verranno raggiunti (in un arco temporale di 2-3 anni), lo schema di progetto sopra delineato potrà essere replicato via via – attivando così un circuito virtuoso – in ambito provinciale e regionale, in realtà similari e facendo perno sui Circoli territoriali del Partito Democratico, che, a mio avviso, devono diventare anche i catalizzatori dello sviluppo socio-culturale ed economico del Sud, quale risultato degli sforzi sinergici delle singole città.

In conclusione, non mi resta che esprimere la speranza che 10 persone – le quali non si sentono dei padreterni, sono sensibili al bene comune, si sentono stimolate dalla sfida, e, anziché lamentarsi e incolpare gli altri, sono propense ad apportarvi il proprio concreto contributo, remando assieme concordemente fino alla meta – vogliano far parte di questo progetto.

Gennaio 2008


Post scriptum:

Dopo averlo elaborato (2007), consegnai il documento, prima al principale circolo “culturale” cittadino dell’area di maggioranza del costituendo PD, controllato dal più forte esponente politico locale (ex sindaco, con un notevole curriculum realizzativo, ma che poi, diventato dopo il secondo mandato consigliere provinciale e regionale, era preoccupato soprattutto di mantenere il potere locale, mettendo ai posti di responsabilità uomini di fiducia, deboli e non molto competenti, a cominciare dal sindaco che gli era subentrato, passando per alcuni assessori, in particolare le donne, per finire al direttore della biblioteca comunale, un vero ignorante); ma non fu possibile neppure organizzare una discussione su di esso (i due giovani dirigenti del circolo presumo non ebbero il nulla osta del “boss”). Feci lo stesso col circolo di “minoranza”, ed ottenni lo stesso esito, ma in questo caso per l’inesistenza di un gruppo di persone capaci e che andasse oltre il mero impegno politico elettorale a fini personali, forse non tanto economici quanto di autogratificazione.

Aggiungo, come ho raccontato nel mio ‘post’ linkato nella nota 26, che non ebbe maggior successo il mio tentativo di proporre, sia all’assessora al ramo, sia agli organismi socio-assistenziali locali, l’attuazione del progetto educativo di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni dei figli, con la motivazione che preferivano continuare coi progetti di assistenza ai bambini dai 6 anni in poi; sebbene – e glielo feci presente - sia ormai acclarato scientificamente (ma la Montessori lo sosteneva già - credo - almeno 60 anni fa) che è troppo tardi.

Ciò che ho raccontato, che poi si è ripetuto altrove, costituisce un veridico, piccolo spaccato della realtà meridionale, fatta di un cerchio esterno, in cui si dispiegano le dinamiche della società, determinate prevalentemente dalla cultura, che è il portato di una storia millenaria fortemente condizionata dalla religione cattolica; e di un cerchio interno, nel quale agisce la politica, che sconta un duplice, negativo, biunivoco effetto di condizionamento: quello, endogeno, dei suoi valori e delle sue regole, non sempre accettabili e condivisibili, comuni in fondo a quelli delle altre aree del Paese, e quello esogeno, con caratteristiche invece tipiche, determinato dall’ambiente culturale generale.

La complicata, annosa questione meridionale è fatta anche di questo: un doppio conservatorismo, quello della società civile in generale e quello del ceto politico che ne è (quasi sempre, purtroppo) fedele espressione.


[1] http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135162/profumo_gia_evaporato 
link sostituito da:
http://www.europa.dol.it/dettaglio/135162/profumo_gia_evaporato

[2] “[…] La dottrina del giansenismo ritiene che l'uomo sia corrotto dalla concupiscenza e quindi destinato a fare il male. Questa corruzione viene trasmessa ereditariamente. L'uomo dunque non è libero, e senza la  grazia divina, l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla sua volontà […] Dio, all'atto della creazione, aveva dotato l'uomo della «grazia sufficiente» ma questi l'aveva persa con il peccato originale. Allora Dio ha deciso di donare, attraverso la morte e resurrezione di Cristo, una «grazia efficace» agli uomini da lui  predestinati, resi giusti dalla  fede e dalle opere. La grazia non è concessa però a tutti gli uomini, ma solo a quelli che Dio ha stabilito nei suoi imperscrutabili disegni. […] l’Eucaristia è un premio per i santi, non un rimedio per chi è debole: l'eccessiva frequenza alla comunione è causa di gravi danni, di cui i gesuiti con la loro pastorale lassista sono responsabili”

http://it.cathopedia.org/wiki/Giansenismo

[3] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2681858.html

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Controriforma

[5] http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/economia/sorpasso-spagna/sorpasso-spagna/sorpasso-spagna.html

[6] http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento

[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Musil

[8] http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo

[9] http://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij

[10] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html  oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/curiosita-sessuali-represse-e-sviluppo.html

[11] http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Ortese

[12] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/04/ancora-sulla-pubblica-amministrazione.html    

[13] http://it.wikipedia.org/wiki/Criminalit%C3%A0_organizzata

[14] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html [nota 18]  oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-di-pdnetwork-alla-segreteria.html

[15] http://www.ilsud.eu/2011/09/27/rapporto-svimez-dalloccupazione-allindustria-al-sud-e-una-tragedia/2738

[16] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/07/26/bambini-prendiamo-esempio-dalla-finlandia.html

[17] http://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Smith

[18] http://it.wikipedia.org/wiki/Magna_Grecia

[19] http://it.wikipedia.org/wiki/Pragmatismo

[20] http://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Elio_Traiano_Adriano

[21] http://it.wikipedia.org/wiki/Marguerite_Yourcenar

[22] http://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Pimentel_Fonseca

[23] http://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Croce

[24] http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_rifiuti_in_Campania

[25] http://it.wikipedia.org/wiki/Ippodamo

[26] http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html  oppure   http://vincesko.blogspot.it/2015/03/questione-femminile-questione.html  

[27] http://www.cc-ict-sud.it/wiki/index.php?area=Area_Pubblica&page=ReteCCT


 

Appendice (commenti in PDnetwork)
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2742310   

 
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2012 SUL COORDINAMENTO
DELLA FINANZA PUBBLICA
Luigi MAZZILLO
Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo
Camera dei Deputati - Sala della Lupa - 5 giugno 2012
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/discorso_rapporto_2012_mazzillo.pdf
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2012/rapporto_coordinamento_finanza_pubblica_2012.pdf
 
Commenti dei principali quotidiani:
 
IL DOCUMENTO
"Troppe tasse, evasione e corruzione"
La Corte dei Conti lancia l'allarme
L'Italia rischia di finire in un circolo vizioso, in cui il rigore impedisce di raggiungere gli obiettivi, strozzando la crescita. Lo dice l'organismo contabile nel suo rapporto sulla finanza pubblica 2012: "Si completi il passaggio da una tassazione sui redditi a una sui consumi"
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/05/news/tasse_corte_conti-36560374/
 
Giarda: «a seguito del terremoto e' difficile abbassare le tasse»
Corte dei Conti: «Evasione piaga pesante, 
oltre 46 miliardi l'anno tra Iva e Irap»
L'aumento della pressione fiscale provoca «impulsi recessivi» sull'economia reale provocando un «rischio di avvitamento»
http://www.corriere.it/economia/12_giugno_05/corte-conti-corruzione-tasse_668a6704-aef3-11e1-8a11-a0e309a9fded.shtml
 
Economia
05/06/2012 - IL RAPPORTO 2012
La Corte dei Conti lancia l'allarme
"Pressione fiscale troppo elevata
Nella sanità corruzione dilagante"
http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/457033/
 
 
RAPPORTO BANKITALIA SULLA CRIMINALITA'
Le mani della mafia sull'energia eolica
Tarantola (Banca d'Italia): infiltrazioni anche in smaltimento dei rifiuti e gestione cave. Sommerso fiscale criminale al 10,9% del Pil
Pa. Pic.
6 giugno 2012 | 20:34
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/mafia-eolico-rifiuti-bankitalia-tarantola_04a605e6-afcc-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
Testo dell’audizione
http://www.bancaditalia.it/interventi/intaltri_mdir/tarantola_060612.pdf
 
MAXI OPERAZIONE
Camorra, blitz del Ros all'alba
Decine di arresti tra Napoli e Caserta
Carabinieri in azione dalle prime ore del mattino. Colpita la nuova struttura del potente clan Mallardo
6 giugno 2012 | 18:34
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/blitz_camorra_bcd4f706-af88-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
 
Notizia molto positiva per l’Italia, non so se anche per il Sud:
 
Rapporto sull'imprenditoria, basato su 40 Stati
Italia al secondo posto Ocse per imprese in rosa
Il 16% di donne che lavorano sono autonome o imprenditrici. Rosa il 26,8% del totale delle aziende. Sempre poche le occupate
Antonella De Gregorio
6 giugno 2012 | 14:56
http://www.corriere.it/economia/12_giugno_06/ocse-occupazione-femminile_56b734be-afc6-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
OECD (2012), Entrepreneurship at a Glance . WOMEN AND ENTREPRENEURSHIP
http://www.oecd.org/dataoecd/38/0/50537806.pdf
 
Notizia molto negativa per l’Italia, soprattutto per il Sud:
 
In arrivo 102 milioni di euro per combattere abbandono e criminalità nelle regioni del sud
La penisola degli abbandoni: due ragazzi su 10 
lasciano gli studi prima del diploma
Sono 114mila all'anno, tra i 14 e i 17 anni. L'Europa: obiettivo 10% entro il 2020. Il governo in campo contro la dispersione
Antonella De Gregorio
6 giugno 2012 | 18:32
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_06/abbandono-scolastico_af2c5700-afe9-11e1-8359-3661d1b45fc6.shtml
 
7 giugno 2012
Draghi, ultimatum all’Eurozona
Il presidente Bce: la crisi non è nata qui. Obama: subito un piano per la Ue
Raffaella Cascioli
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 14:31 
Brava, Raffaella Cascioli, ha usato il verbo giusto: stanare.
Io non sono mai stato in Germania, ma seguendo il mio intuito (quasi) infallibile, è un anno che uso definire la cancelliera Merkel una "bottegaia", leader di un Paese di "bottegai", per giunta arroganti, come li definiva Primo Levi (ne "La tregua").
E’ giusto che noi dobbiamo completare i compiti a casa, all’appello manca ancora ad esempio un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni.
Tuttavia, i tornanti della storia, come quello attuale, sarebbe meglio affrontarli avendo al vertice degli statisti, non dei "bottegai".
Purtroppo in Germania non c'è ora un Kohl, ma una Merkel.
Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135214/draghi_ultimatum_alleurozona
 
7 giugno 2012
L’Unità, un dubbio amletico
Antonio Funiciello
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 14:52 
Bravo!
Ieri ho pubblicato nel mio blog questo ‘post’, che ha questo incipit:

“E’ dell’altro ieri la diatriba suscitata dalle proposte ventilate dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di incentivare e premiare gli studenti meritevoli, che hanno suscitato una levata di scudi nel PD, segnatamente da parte dell’ex ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni. [1] 
Fioroni fa la brava "mamma" democristiana (ma vale lo stesso discorso per tanti compagni ex comunisti), obbedisce ad un riflesso automatico e perpetua la cultura cattolica a-meritocratica e anti-giansenista, che è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo in senso moderno del nostro Paese. [2]
Allora mi piace riproporre questo mio articolo di alcuni anni fa, già in parte pubblicato nel mio ‘post’ “Lettera a Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno (“Terronismo”)” [3], in cui anticipavo queste sue proposte ed in cui trattavo anche della Spagna e di altro. […]”.
Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2742310.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135205/lunita_un_dubbio_amletico
 
7 giugno 2012
Le scorciatoie non pagano
Paolo Giaretta
 
da magnagrecia inviato il 7/6/2012 alle 15:30 
Quella Monti-Fornero è l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi.
Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali, rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr. [1], nota 4) da Mario Draghi.
C'è quindi ancora molto da fare: i compiti a casa non sono ancora terminati, cominciando ad esempio dall'introduzione di un'imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità. Ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo".

[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135202/le_scorciatoie_non_pagano
 
PD
Primarie, voto anticipato e alleanze
Sul web è duello tra i militanti
Dal sostegno al governo alla necessità di un "partito aperto". Molti commenti sulle pagine social dei leader democratici a poche ore dalla direzione nazionale. E non mancano polemiche. Civati: "Dalla discussione è scomparsa la cosa più importante: le primarie per i parlamentari"
di CARMINE SAVIANO
07 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/07/news/pd_in_rete_la_discussione_tra_i_militanti_incessante_e_ora_di_fare_sul_serio_non_perdiamo_tempo-36738800/
 
La cancelliera tedesca Merkel – da brava “bottegaia” - come al solito per mettere mano al portafoglio alza di nuovo l’asticella. Quando si fermerà?
E quando comincerà a mantenere le promesse già fatte?
 
EUROPA
Mossa a sorpresa della Merkel 
"Piano per unione politica dell'Ue"
In un'intervista all'emittente tedesca Ard, la cancelliera 'sposa' il progetto di maggiore integrazione: "Abbiamo bisogno di dare più competenze all'Europa, e più poteri di controllo". Potrebbe essere la contropartita che Berlino vuole per il via libera agli eurobond
http://www.repubblica.it/esteri/2012/06/07/news/merkel_unione_politica_ue-36695996/
 
Un’opportunità anche per il Sud?
 
INTERVISTA
Ci siamo, arriva l'auto ad aria
7000 euro e 100 km con 1 euro
In vendita a metà del prossimo anno la famosa MDI che ha fatto innamorare anche il colosso Tata. Il primo modello sarà un quadriciclo leggero. Ecco l'incredibile storia raccontata direttamente dal papà di questa macchina, Cyril Negre
di VINCENZO BORGOMEO
07 giugno 2012
http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/06/07/news/arriva_l_auto_ad_aria-36653710/
 
8 giugno 2012
Ora il progetto, poi il metodo
Enzo Bianco
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 1:20 
A parte le mitiche riforme istituzionali, non c'è una proposta concreta che è una (!).
Qui il sen. Enzo Bianco può trovare qualche utile suggerimento:
LETTERA DÌ PDNETWORK ALLA SEGRETERIA NAZIONALE ED AI GRUPPI PARLAMENTARI DEL PARTITO DEMOCRATICO
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135229/ora_il_progetto_poi_il_metodo
 
8 giugno 2012
Provate a dare torto a Saviano
Stefano Menichini
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 1:3 
Il funzionamento del Partito Democratico lascia a desiderare (e perciò ha ampi margini di miglioramento) sia al centro, per troppa autoconservazione (di uomini, prerogative, cordate e meccanismi) e per un - decrescente - deficit di“cattiveria” nella leadership dell’ottimo Bersani ("animale" troppo politico, nel bene e nel male), sia soprattutto a livello di circoli territoriali: inesistenti o chiusi o dominati da boss politici locali, la cui unica, vera preoccupazione è di mantenere il controllo dando spazio soltanto a persone fedeli, mediocri, incompetenti (ma in fondo è stato sempre così nei partiti), sia, infine, per l'ostinata renitenza a sviluppare appieno i nuovi strumenti di partecipazione come Internet - molto sottoutilizzati - perché ritenuti incontrollabili.

Ps:
Tenaglia (da Wikipedia)
[…] La tenaglia è formata, come la pinza, da due robusti bracci metallici imperniati in un punto più vicino alle punte che ai manici. La caratteristica differenza rispetto alla pinza è data dalla forma delle ganasce, che sono arcuate in modo da chiudersi in punta formando una superficie arrotondata di grande raggio. Le punte sono rastremate, in modo da poter entrare sotto la testa dei chiodi da estrarre. L'estremità di uno dei manici è spesso forgiata a V e assottigliata, in modo da poter scivolare sotto le teste dei chiodi più difficili da afferrare. […]

http://it.wikipedia.org/wiki/Tenaglia
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135226/provate_a_dare_torto_a_saviano
 
8 giugno 2012
Crisi
La verifica dei poteri. Forti
Il mio governo non gode del favore del Corriere della Sera e della Confindustria
Raffaella Cascioli
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 11:20 
Scusate, ma qui si tratta di fare 2+2. Come non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così non si può stimolare la crescita senza risorse finanziarie. La crisi economica è dura e sarà lunga (almeno 15 anni), poiché riflette il riequilibrio in ambito planetario della produzione, della ricchezza e del benessere. Occorre perciò un punto di vista da economia di “guerra”.
Passera e Squinzi ovviamente lo sanno bene, altrettanto Alesina e Giavazzi o Il Corriere della Sera, ma fanno gli gnorri o gli utili idioti (gli riesce sempre molto bene quando si tratta di tutelare i poteri forti).
Provo a sintetizzare:
1) E’ stata varata, con la Monti-Fornero, l'ottava riforma delle pensioni dal 1992, (cfr. [1] nota 1).
Tutte insieme produrranno nei prossimi decenni risparmi per centinaia di miliardi. Neppure un centesimo di questi ingentissimi risparmi è previsto andrà a ridurre le disuguaglianze o finanziare ammortizzatori sociali universali -rispettivamente, tra le maggiori (cfr. [1], nota 11) e tra i più bassi in ambito OCSE, come rammentato più volte (anche nella Lettera della BCE, cfr.[1], nota 4) da Mario Draghi -, o finanziare direttamente la crescita, ma alimenterà l’avanzo primario.
2) I risparmi dalla “spending revuew” che possono venire non certamente dalla ulteriore riduzione delle auto blu (che avrebbe però un valore simbolico), ma da una significativa riduzione della voce “beni e servizi”, che cifra complessivamente 140 mld (ci sta pensando il commissario Enrico Bondi), e dai trasferimenti/agevolazioni fiscali alle imprese ed ai redditi alti, serviranno ad evitare l’aumento dell’IVA.
3) Le risorse per la crescita (e per la riduzione del debito e conseguente riduzione degli interessi) possono venire soltanto prendendoli da quelli che i soldi ce li hanno, dopo che gli oltre 200 mld di manovre finanziarie varate negli ultimi 2 anni sono stati addossati in gran parte sui ceti medio-bassi e persino sui poveri, e cioè:
– all’interno, a) dall'introduzione di un'imposta patrimoniale ordinaria (e/o prestito forzoso) sui grandi patrimoni, proposta persino, nel settembre scorso, dalle associazioni degli imprenditori (cfr. [1], nota 16), proprio come contropartita della riforma del lavoro e delle pensioni di anzianità; ma, come si dice, "passata la festa, gabbato lo santo"; b) dalla ritassazione una tantum dei capitali scudati e dalla tassazione di quelli esportati in Svizzera; c) da una maggiore contribuzione dei redditi alti ai servizi pubblici; d) da un aumento dell’IVA sui beni di lusso; e) dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva; f) da una lotta alle false indennità d’invalidità (pari complessivamente a 16 mld, incluse le indennità di accompagnamento);
- all’esterno (UE), a) dal varo dei project bond e degli EuroUnionBond (v. [1], nota 12); e b) dall’introduzione della TTF (v. [1], nota 13).
[1] APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html    
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135244/la_verifica_dei_poteri_forti
 
PD
Bersani si candida alla premiership
"Patto con i moderati e primarie aperte"
Il segretario dei democratici apre il suo intervento annunciando il voto alla sua proposta, "secondo una buona consuetudine". Poi attacca la nuova"lottizzazione dozzinale" in Rai: "L'ho detto a Monti, in Cda non ci saremo. I partiti escano dalla tv di Stato". Al governo Bersani chiede meno calcoli "ragionieristici" e più "risposte immediate". E rinnova la domanda al Movimento 5 Stelle: "Cosa vuole fare?"
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/politica/2012/06/08/news/bersani_direzione-36784656/
 
8 giugno 2012
È il mix che fa la leadership
Ivan Scalfarotto
 
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 12:42 
5) La leadership è anche "cattiveria": Pierluigi Bersani ha fatto passi notevoli da questo punto di vista negli ultimi 2 anni, deve... progredire ulteriormente. 
6) La leadership (illuminata) è anche discontinuità: col passato, con la tradizione, con l'ortodossia, con la prassi: PLB è un "animale" ancora troppo politico, nel bene e nel male.
7) La leadership è anche lealtà, rispetto dei patti, uguaglianza rispetto alle regole, se queste non vanno bene non si eludono, si cambiano.
8) La leadership è anche selezione dei collaboratori in base alla qualità ed al merito e non alla fedeltà.
9) La leadership (innovativa) è anche - e soprattutto – il giusto mix di raziocinio, di autostima e di propensione al rischio.
10) La leadership è anche che tra il dire e il fare non c'è di mezzo il mare.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135230/e_il_mix_che_fa_la_leadership
Bersani: Patto progressisti e democratici per l'Italia. Primarie aperte entro l'anno, mi candiderò
Sintesi della relazione alla Direzione nazionale del segretario Pier Luigi Bersani
pubblicato il 8 giugno 2012
http://www.partitodemocratico.it/doc/237455/bersani-patto-progressisti-e-democratici-per-litalia-primarie-aperte-entro-lanno-mi-candider.htm
 
Lo scrivo da 2anni, lo ripeto per l’ennesima volta, è semplice come fare 2+2, la soluzione per finanziare la crescita è una ed una soltanto, bisogna prendere i soldi da quelli che li hanno: i ricchi e i più abbienti (gli altri han già dato, sono al verde!): imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, in Italia; Eurobond e TTF, in UE.
 
La crisi
Passera: "Pochi soldi per la ripresa"
Grilli: nessuno scontro con il ministro
Il titolare dello Sviluppo sottolinea le difficoltà della Pubblica amministrazione nel contribuire al rilancio. Il viceministro dell'Economia spegne le polemiche sui ritardi nell'approvazione del decreto per la crescita
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/passera_ci_sono_poche_risorse_grilli_nessuno_scontro_con_il_ministro-36790791/
 
IL CONVEGNO
"Italia, si rischiano rivoli minacciosi"
L'allarme dei giovani industriali
Duro intervento del presidente dell'associazione degli imprenditori riuniti a Santa Margherita Ligure: "Quarantadue aziende chiudono ogni giorno, oltre un terzo dei giovani disoccupati". Squinzi: "crisi senza precedenti". E risponde a Monti: "Sosterremo il governo sullo sviluppo"
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/giovani_confindustria_crisi-36785057/
 
ISTAT
Produzione industriale giù del 9,2%
è il ribasso più forte dal 2009
La flessione si riferisce al mese di aprile 2012 rispetto allo stesso mese del 2011. Il dato congiunturale non è migliore: -1,9% rispetto a marzo. Ripresa sul fronte degli autoveicoli
08 giugno 2012

http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/produzione_industriale_gi-36782177/
 
8 giugno 2012
Riva: ''Sviluppo? La coperta è corta, salvezza solo dall'Ue''
Le imprese lanciano l'allarme, la crescita industriale registra minimi storici, il decreto che dovrebbe aiutare la nostra economia è bloccato, pare, anche dal dissenso tra i ministri Passera e Grilli. Ma la soluzione delle crisi può venire solo da Angela Merkel. L'analisi di Massimo Riva
http://video.repubblica.it/dossier/crisi-euro-merkozy/riva-sviluppo-la-coperta-e-corta-salvezza-solo-dall-ue/97915/96297
 
Intanto, la Germania:
da magnagrecia inviato il 8/6/2012 alle 19:35 
I “bottegai” tedeschi giocano sporco. Poi la “bottegaia” Merkel pretende difare la lezione agli altri.
Stamane, a Radio3-Prima Pagina, un imprenditore ha denunciato la sua difficoltà a competere con i suoi concorrenti tedeschi (nei mercati arabi), perché questi slealmente (illegittimamente?) ricevono contributi pubblici del 20% all’esportazione.
Lo sgambetto di Cameron alla Cancelliera. Altro che unione bancaria, Londra pensa alla City
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/135245/
 
Il divario Nord-Sud si accresce (è un trend costante degli ultimi anni).
 
la crisi
Svimez, recessione più forte al Sud
La Campania "doppia" la Lombardia
Lo studio dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno analizza l'impatto delle manovre correttive: "Persi 0,8 punti di Pil nelle regioni centro-settentrionali e 2,08 punti in quelle meridionali". Senza interventi sarebbe andata peggio
08 giugno 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/06/08/news/svimez_costo_tasse-36786578/
SVIMEZ - "Rapporto di previsione territoriale" sugli effetti nel 2012 delle 4 manovre di finanza pubblica, fatte dal Governo precedente e da quello attuale
http://web.mclink.it/MN8456/iniziative/2012_06_08_previsioni/2012_06_08_previsioni.html
 
Il Sole 24 Ore
Intervista a Romano Prodi: «Uniti oppure l'Europa esce dalla storia»
di Alberto Orioli
08 giugno 2012
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-07/prodi-uniti-oppure-europa-225329.shtml
 
 

PROPOSTA PER MATTEO RENZI

          

 

Alla “Leopolda2”, il regista Fausto Brizzi, come mezzo per migliorare le cose, ha parlato di “buon esempio”. Si dice che l'educazione è l'insegnamento sostenuto, rafforzato dall'esempio. Ne consegue che se si vuole migliorare la situazione italiana, e diffondere il buon esempio, occorre investire nell’educazione. Cominciando dalla famiglia.

Infatti, l'agente educativo principale è la famiglia, in primo luogo la madre, se è vero come è vero (da evidenze scientifiche e quindi obiettive) che il periodo cruciale per la formazione delle basi della personalità del bambino è dalla pancia della mamma a 3 anni, quando il cervello è come una spugna ed assorbe facilmente tutto, di bene e di male. [1]

Anche per esperienza empirica diretta, si comprende che, al netto del carattere, vale a dire del fattore innato, l'educazione svolge un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità e nel determinare l’etica individuale, il senso civico, la propensione al rischio, che è materia prima indispensabile sia per creare un'impresa, sia per scalare una montagna, sia per passeggiare di sera in un quartiere malfamato di Napoli, sia per diventare un condottiero, sia per decidere il proprio portafoglio titoli, sia per scegliere di iscriversi alle facoltà scientifiche, sia per creare e dirigere e contendere la leadership di - persino in Italia - un partito nuovo.

 

Spiego allora il mio progetto, necessario sia in generale, sia per risolvere la Questione meridionale e la Questione femminile. (V. anche, più in esteso, l’allegato post [2], nonché l’articolo di Romano Prodi [3], destinatario di una mia lettera sul tema nel gennaio 2006, citata nel predetto post)

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore, laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone” fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNADISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile.

Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli. E dell’Italia.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

Si tratta anche, in definitiva, della costruzione delle premesse della maggior "felicità" possibile delle nuove generazioni: quale obiettivo più importante, prioritario di questo?

 

 

[1] Educazione.

Fascia d’età critica. Il periodo fondamentale è dalla gravidanza a 3 anni! E’ in questo lasso di tempo che si formano le sinapsi, che legano i neuroni, ma esse si fissano a condizione che vengano utilizzate/stimolate dall’educazione. Riporto il passo scritto da un mio interlocutore, Valerio_38, che lo spiega bene:

“Le moderne neuroscienze hanno dimostrato che la nostra specie è affetta da una eccezionale neotenia, cosicché il cervello di un bambino appena nato è ancora immaturo. Possiede già l’intero patrimonio di neuroni (circa cento miliardi), ma tutti quei neuroni sono pressoché privi di collegamenti fra di loro. Lo sviluppo dei collegamenti (assoni e sinapsi) avviene gradualmente nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, in parallelo alla vita fuori dall’utero. I collegamenti (in media circa diecimila per ciascun neurone) sembra si sviluppino per caso ma si stabilizzino (si fissino) soltanto se vengono “utilizzati” (gli altri si atrofizzano).

Questa plasticità del cervello infantile e adolescente è la ragione che rende così importante l’istruzione dei giovani fin dalla prima infanzia. L’istruzione determina quali sinapsi si fisseranno e quali no”.

 

ed una mia integrazione:

“Ho letto con interesse il tuo commento del 9.5 23:05 (poi gli altri) e l’ho condiviso interamente tranne in due punti: 1) laddove tu scrivi “Questa plasticità del cervello infantile e adolescente è la ragione che rende così importante l’istruzione dei giovani fin dalla prima infanzia”; e quando affermi: “Ma la distribuzione di queste differenze non dipende dalle latitudini, dipende dalla storia”.

Non dalla storia, ma dall’educazione, appunto, che deve cominciare già durante la gravidanza”.

 

 

[2] Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html

 

[3] “Solo una riscossa etica e politica può salvare il Mezzogiorno. Il peso dell’illegalità”

Una riscossa etica per salvare il Sud

Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 23 ottobre 2011

http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/solo-una-riscossa-etica-e-politica-puo-salvare-il-mezzogiorno_4013.html

 

P.S.:

Matteo Renzi si è chiesto perché quelli di estrema sinistra si comportano in modo autolesionistico. Ho provato a tracciare un profilo psicologico alla buona dei “destri” e dei ”sinistri” in questo ‘post’ del mio blog

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html

 

P.P.S.:

Berlusconi-Renzi: interpretazione psicologica di un incontro scandaloso

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html



IL RUOLO DELLE DONNE TRA FAMIGLIA E POLITICA

 

Pubblico un mio commento sul ruolo delle donne ‘postato’ in Repubblica/blog-Amato-Percentualmente
http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/03/08/le-donne-secondo-listat/
 
Bisognerebbe interrogarsi su chi o che cosa fa sì che quella italiana sia una società bloccata (vedi il ‘post’ precedente) o disequilibrata (v. questo ‘post’).
 
Quando un fenomeno è antico, profondo e diffuso, c‘è sempre una dimensione prevalentemente storico-culturale.
Il nostro è un popolo antico, cinico e mammone.
I soggetti principali, checché se ne dica, che hanno agito e continuano ad agire in profondità e ne costituiscono il sostrato culturale più autentico - e conservatore - sono, da una parte, mamma-Chiesa - oscurantismo, nepotismo, controriforma, anti-giansenismo (non è l’uomo che si deve elevare operando bene per meritare la grazia, ma il contrario) e, dall’altra, la donna-mamma, soggetto dominante nella sfera privata. In Italia, soprattutto al Sud, vige il matriarcato. Senza studi particolari: a me consta personalmente, inferendolo dalla cerchia familiare allargata e da quella amicale.
Il disequilibrio tra i generi, nella dimensione pubblica, e quindi anche nei rapporti economici, è conseguenza del matriarcato.
 
Una giovane amica sostiene che “E’ una discriminazione che partendo dal disequilibrio fra i ruoli all’interno della famiglia” richiede di “cominciare a condurre un’adeguata campagna d’informazione sulla realtà del mondo femminile italiano, a partire dalla scuola”.
Io ho obiettato: “Scusami, come a partire dalla scuola? Nasce in famiglia e vuoi partire dalla scuola? E’ un po’ come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Vuoi curare la “malattia” (non si guarisce quasi mai dalle malattie) anziché prevenirla, che è più facile e meno costoso? La logica – scrive Musil ne “L’uomo senza qualità” – è quella cosa scomoda che fa discendere il significato di una frase da quella precedente. Perché trovi “scomodo” collocare il problema là dove esso ha origine? Comunque mi sono accorto che parecchi, soprattutto donne, trovano “scomodo” partire da lì.
 
Ella sostiene ancora (in linea con ciò che è scritto in questo ‘post’): “Secondo le statistiche le donne si impegnano di più negli studi e ottengono risultati migliori rispetto ai maschi”.
Io ho obiettato: “Questa è un po’ una leggenda metropolitana, almeno per i ragazzi di Scuola Media: secondo il Rapporto 2009 dell’INVALSI (par. 4.2, tavv. 6 e 6a), al Centro-Nord le ragazze sono più brave in italiano, i ragazzi in matematica; al Sud non ci sono differenze. Dopo, non so, forse, un 5-7% di donne raggiunge anche l’eccellenza, ma il restante 93-95%?”. (I laureati, in fondo, sono soltanto 160 mila all’anno).
 
Ella sostiene ancora: “Molte ragazze hanno semplicemente perso la volontà di battersi davvero per qualcosa”.
“Ecco, le ho detto, questo è il punto cruciale: solo lottando si ottengono le cose, se le donne rinunciano a farlo, siamo tutti fritti. In Italia, soprattutto al Sud (da secoli), pare sussistere una sorta di “divisione nazionale del potere”: le donne comandano in casa (e forse nella scuola), gli uomini fuori dalla casa; urge un riequilibrio e una redistribuzione del potere politico, ma le donne latitano: perché? Se un fenomeno è così esteso, antico e profondo, vuol dire che ha una valenza e una dimensione “culturale” e quindi esige una soluzione “culturale”, cioè educativa, a partire dalla famiglia e dal suo perno educativo: la madre. Scrive la psicanalista Simona Argentieri - una delle protagoniste del dibattito su l’Unita sul silenzio delle donne - (in “Specchio delle mie brame”, Psycomedia) che il rapporto con la madre è fondamentale nella costruzione della personalità di ciascuno e parla di “primitivo imprinting relazionale”.
 
Occorre una rivoluzione culturale; occorre che la donna rinunci ad una parte del suo potere tra le mura domestiche - dove si formano i paradigmi culturali, che deve contribuire a cambiare -, a favore di un suo più marcato ruolo pubblico, di una presenza più incisiva nei posti dove si fanno le leggi, che sono in rapporto biunivoco con il retaggio culturale: ne sono influenzate e lo influenzano.
 
Occorre essere consapevoli che la questione femminile, a ben vedere, è il nodo cruciale italiano, dalla cui soluzione dipendono tante altre questioni: dallo sviluppo economico alla parità uomo-donna, alle disuguaglianze di reddito e di ricchezza, alla scuola, all’educazione, alla tv, alle aziende, al Mezzogiorno.  
 
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"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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3/27/2018 1:23:13 PM
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3/24/2018 4:20:09 PM
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"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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