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Un mio commento critico è stato considerato un regalo di Natale


Da 5 anni, ormai, tento di contrastare la vulgata che è stato il Governo Monti a causare la recessione economica, e lo faccio opponendo le nude cifre, le quali attestano che, nella scorsa legislatura, in un quasi equivalente lasso di tempo, cioè un anno e mezzo, il Governo Berlusconi ha varato manovre correttive (maggiori tasse e minori spese, su più anni o permanenti) per un ammontare quadruplo di quelle di Monti. E’ come dire, tradotto in termini calcistici, che Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1, ma la vittoria viene assegnata a Monti!

Da 5 anni, faccio lo stesso con le riforme delle pensioni, dimostrando attraverso un esame puntuale delle norme e dei documenti, inclusi articoli di giornale pubblicati nel corso degli anni, che la più severa riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011) è stata via via completamente obliterata, fino ad arrivare al punto che non solo i giornali, ma anche i siti dei sindacati e perfino l’INPS parlano soltanto della supposta severissima riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie ragioni, inclusa una stesura fuorviante del testo della legge, il DL 201/2011, art. 24, da parte della sua promotrice, vengono attribuite erroneamente anche misure recate dalle riforme precedenti (Dini, 1995; Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011).

Da quasi 4 anni, svolgo un’analoga opera di divulgazione controcorrente sull’attività della BCE durante la crisi economica, evidenziando sia una quasi universale ignoranza dei suoi compiti, sia la violazione del suo statuto, sia la natura restrittiva della sua politica monetaria nel corso dei primi 6 anni della crisi.

Su questi tre argomenti, mi è capitato di scrivere un commento critico anche in calce ad un articolo del quotidiano on-line Gli Stati Generali, che il suo autore, con mia piacevole sorpresa poiché di solito debbo registrare reazioni negative, ha addirittura giudicato un regalo di Natale, dedicandogli un intero articolo.


REGALO DI NATALE

GIOVANNI PASTORE  -  26 dicembre 2016

Voglio con questo articolo ringraziare Vincesko un, a me, ignoto lettore degli Stati Generali che 18 ore fa, il giorno di Natale ha postato un commento al mio articolo del 24 dicembre: http://www.glistatigenerali.com/banche/un-new-deal-nei-rapporti-fra-banche-imprese-famiglie/.

Non si tratta da parte mia di un episodio di narcisismo “commentano un mio articolo, sono importante” ma di cogliere finalmente un piccolo segnale, la speranza che ritorni un minimo di approfondimento nel dibattito sulle questioni economiche ed in generale nel dibattito culturale. […]

ECCO PERCHÉ IL COMMENTO DI VINCESKO È STATO PER ME UN REGALO DI NATALE. A prescindere dal condividerne o meno i contenuti che mi costringono, prima di ogni risposta, ad un approfondimento.


Riporto il mio commento in calce.


La ringrazio, faccio del mio meglio. In effetti, cerco di fare CONTROINFORMAZIONE da 8 anni (da quando frequento Internet), basandomi rigorosamente sui dati e sui fatti, che è davvero difficile se si è intellettualmente onesti non condividere. In temi economici, da 5 anni, cerco di combattere – ma è una vera fatica di Sisifo - la DISINFORMAZIONE imperante, quasi universale, che include anche docenti universitari, in particolare su 3 temi importanti, dallo scoppio nella crisi economica:

1. CHI HA MESSO DI PIU’ LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI E TAGLIATO DI PIU’ LA SPESA PUBBLICA, CAUSANDO L’AUSTERITA’;

2. CHI HA RIFORMATO DI PIU’ LE PENSIONI; e

3. LE RESPONSABILITA’ DELLA BCE, della quale il 99% almeno degli Italiani (e forse Europei e mondiali), inclusi professori di Economia famosi, ignorano o non conoscono bene lo statuto.

Le rispettive risposte, in breve, sono: 1. Di gran lunga, Berlusconi; poi SB, coi suoi potentissimi megafoni, ha addossato tutta la colpa sul cattivissimo Monti, e 60 milioni di Italiani allocchi – che in stragrande maggioranza odiano i numeri e tengono in non cale i fatti e la logica - gli hanno creduto: Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%) - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%), cfr., per il dettaglio, “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html; 2. Di gran lunga, Sacconi (non Fornero!), cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html; e 3. La BCE ha disatteso per anni i suoi obiettivi statutari (che sono 2, non uno soltanto!) e aggravata e prolungata la crisi economica con la sua politica monetaria restrittiva: cfr. Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html, con, all’interno, l’“Allegato alla petizione contro la BCE” (con il testo dello statuto BCE) e “Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)”. Per un’analisi complessiva della politica monetaria della BCE durante la crisi, corredata dalle prove, allego la modifica da me elaborata della relativa voce di Wikipedia (poi annullata da un volontario-amministratore per ragioni strampalate): (scorrere la lunga pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 8) 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061.


PS: E’ curioso osservare che ad alimentare la DISINFORMAZIONE sul cosiddetto consolidamento fiscale (manovre correttive con più tasse e minore spesa pubblica) e sulle pensioni abbiano contribuito e contribuiscano tuttora lo stesso Prof. Monti (vedi post n. 243 del 04-12-12 “Il Prof. Mario Monti, il millantatore”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html) e la stessa Professoressa Fornero (v. post n. 669 del 10-11-16 “Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html). Entrambi, evidentemente, pur di passare alla storia come i salvatori dell’Italia (fin dal nome del loro primo DL 201/2011-“Salva-Italia”), hanno la debolezza di millantare meriti esagerati, pagando il prezzo salato delle critiche feroci e delle maledizioni da parte di tanti Italiani.




Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

 
Data l’importanza e l’attualità del tema pensioni, al quale ho già dedicato vari post, e come necessaria CONTROINFORMAZIONE, riporto la lettera che ho inviato ad alcuni media, al Governo, al PD e ai sindacati, dopo avere ascoltato di nuovo le dichiarazioni infondate di Carlo Cottarelli sulla spesa pensionistica, questa volta al Festival dell'Economia.

Com'è noto, dopo la sua intervista a Radio Anch'io, in cui ha fatto delle affermazioni infondate sulla spesa pensionistica, dichiarazioni che ovviamente hanno avuto una grande eco sui media, ho avuto un dialogo via e-mail con Carlo Cottarelli, in cui ho dimostrato documentalmente che le sue argomentazioni erano infondate. Ciononostante, egli le ha ribadite al Festival dell'Economia di Trento, con altrettanta eco sui media. Chissà, forse le ha anche scritte nel suo libro uscito da poco, che io non ho letto. Allora, anche per "punirlo", ho scritto questa lettera ai principali media, al Governo, al PD e ai sindacati.

Uno dei primi risultati della mia lettera è l’articolo di oggi di Roberto Petrini su Repubblica (v., in fondo, articolo collegato), che è uno dei destinatari della lettera; ho anche avuto con lui, su sua richiesta, un lungo e cordiale colloquio telefonico.


Destinatari:

01 giugno 2015 
redazione.internet@ansa.it; tg1@rai.it; tg2@rai.it; direttoretg3@rai.it; rainews24@rai.it; e.mauro@repubblica.it; lfontana@corriere.it; lettera@lastampa.it; redazioneweb@ilmessaggero.it; grr@rai.it; ballaro@rai.it
p.c. tito.boeri@inps.it

01 giugno 2015
lucia.annunziata@huffingtonpost.it,c.clericetti@repubblica.it, f.bei@repubblica.it, m.ruffolo@repubblica.it,r.petrini@repubblica.it, e.polidori@repubblica.it, r.mania@repubblica.it,emarro@corriere.it, fbasso@corriere.it, dcomegna@corriere.it, gstringa@corriere.it,teodoro.chiarelli@lastampa.it, segreteria.direttore@ilmessaggero.it, roberto.stigliano@ilmessaggero.it
p.c. segreteriausg@governo.it
 
Dopo la trasmissione “Ballarò” del 2 giugno 2015, nel corso della quale Filippo Taddei, responsabile Economia e Lavoro del PD, ha fatto riferimento alla dichiarazione di Carlo Cottarelli, ritenendola fondata:

f.taddei@partitodemocratico.it
p.c. segretario@partitodemocratico.it;guerini_lorenzo@camera.it
Caro Prof. Taddei,
Dopo averLa ascoltata alla trasmissione “Ballarò” di oggi 2 giugno 2015 citare – come fonte attendibile - i dati errati di Carlo Cottarelli sulla spesa pensionistica e menzionare esclusivamente la riforma Fornero, mi permetto trasmetterLe per opportuna conoscenza

 
Ferruccio de Bortoli (tramite sito del Corriere del Ticino) (anch'egli era ospite di "Ballarò")


03 giugno 2015
m.landini@fiom.it
p.c. s.camusso@cgil.it;nazionale@spi.cgil.it; c.cantone@spi.cgil.it; segreteria.generale@cisl.it; segreteriagenerale@uil.it
Caro Maurizio Landini,
Dopo averLa ascoltata alla trasmissione “Ballarò” di ieri 2 giugno 2015 confutare ma non abbastanza Filippo Taddei citare – come fonte attendibile - i dati errati di Carlo Cottarelli sulla spesa pensionistica e menzionare esclusivamente la riforma Fornero, mi permetto trasmetterLe per opportuna conoscenza. 

E, oggi, 9 giugno:
 
letterealsole@ilsole24ore.com;segreteria@ilfattoquotidiano.it; redazioneweb@ilfattoquotidiano.it;direzione@quotidiano.net; lettere@avvenire.it; economia@avvenire.it; redazioneinternet@ilmattino.it;ditelo@ilmattino.it; ildirettore@ilfoglio.it; loprete@ilfoglio.it; direzione@quotidiano.net;segreteria@ilgiornale.it; marcello.zacche@ilgiornale.it; lacitta@rai.it; primapagina@rai.it;radioanchio@rai.it; info@cgiamestre.com; stefano.discanno@linchiestaquotidiano.it
laura.maletti@liberoquotidiano.it;claudio.antonelli@liberoquotidiano.it
 
segreteriaministropoletti@lavoro.gov.it
segreteriaministropadoan@tesoro.gov.it (l’indirizzo è errato, provvederò domani).
Fatto, l'indirizzo corretto è: segreteria.ministro@tesoro.it.
 
 
Testo della lettera:

In generale e in riferimento in particolare alle dichiarazioni del direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Carlo Cottarelli, sulle pensioni (v., ad esempio, questo articolo:

FESTIVAL ECONOMIA DI TRENTO
SPENDING REVIEW, COTTARELLI: PENSIONI E SANITÀ MENO TAGLIATE
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Spending-review-Cottarelli-pensioni-e-sanita-meno-tagliate-73aa0d2f-3f28-47f3-9d73-671382fe10f7.html ),

osservo, scusandomi in anticipo della necessaria lunghezza.

 
Pensioni
 
Primo punto: Sacconi vs Fornero
 
Il mondo delle pensioni, non solo per il volgo, ma anche secondo tutti gli esperti, ormai si divide tra prima e dopo Fornero. Come se prima della legge Fornero, che è soltanto l’ottava riforma delle pensioni dal 1992, non ci fossero stati interventi pesanti sul sistema pensionistico.

Osservo, infatti, che, sulle pensioni, Il Sole 24 ore [1], esperti come Giannino [2] e Cazzola,[3] sindacati dei lavoratori [4] e perfino l’INPS (v. l’ultimo Osservatorio sulle pensioni),[5] ai quali si può aggiungere il PdC Renzi, oltre a tutti i media e a politici di cattiva memoria e con la coscienza sporca come Salvini (Lettera all’On. Matteo Salvini[6]), parlano soltanto della legge Fornero (DL 201 del 6 dicembre 2011, art. 24, convertito dalla legge 214/2011), alla quale attribuiscono anche tutte le misure, per vari aspetti più incisive, decise dalla legge Sacconi (DL 78 del 31 maggio 2010, art. 12, convertito dalla legge 122/2010). La stessa professoressa Fornero a “In ½ ora”, tranne un brevissimo accenno ai 10.000 esodati di Sacconi, ha coraggiosamente… millantato tutto il merito impopolare del riequilibrio dei conti pensionistici nel lungo periodo,[7] imitando il premier Monti per il risanamento dei conti pubblici.[8]

 
Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:

• “finestra” ( = differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 entro il 2021, che è benchmark in UE28, cioè prima della Germania e molto prima della Francia (dopo il 2019, in forza della legge Fornero, l’adeguamento anziché triennale sarà biennale).

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti (vale a dire solo per quelli che erano precedentemente esclusi, cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,

i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base ed equiparando i lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

 
Secondo punto: Risparmi e sostenibilità nel lungo periodo
 
Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi di € (cfr. MEF).

Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più severi e sostenibili in UE28.[9]

 
Terzo punto: Confronto internazionale
 
E’ fuorviante riferirsi ai dati pensionistici fino al 2013: sono vecchi e superati. Come spiegava la prof.ssa Fornero a “In ½ ora”, le riforme delle pensioni per loro natura producono i loro effetti nel lungo periodo. Dopo le 8 riforme varate dal 1992, come ha confermato l’ultimo rapporto della Commissione Europea, con la proiezione al 2060,[9] il sistema pensionistico italiano è tra i più severi e sostenibili nel lungo periodo. Come attesta l'ultimo Osservatorio dell'INPS sulle pensioni,[5] il numero di pensioni sta già calando (“Dall’analisi dell’osservatorio delle pensioni Inps vigenti all’1.1.2015 e liquidate nel 2014 emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni, che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali (pensioni agli invalidi civili e pensioni/assegni sociali), che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015”), ma la spesa pensionistica cresce perché i nuovi assegni pensionistici sono più alti. Secondo il rapporto UE, ci sarà una piccola gobba nel 2036, poi la spesa pensionistica (incluse le voci spurie) calerà al 13,8% del Pil nel 2060, uno dei cali più alti in UE28.
 

La spesa pensionistica italiana, infatti, include (nel confronto internazionale) delle voci spurie (si confrontano le pere con le mele), che sono:

1.    TFR, che è salario differito e può essere riscosso anche decenni prima del pensionamento[10] (circa 1,5% del Pil);

2.    un 8% di spesa assistenziale sul totale della spesa pensionistica;[11]

3.    un peso fiscale comparativamente maggiore (la spesa pensionistica italiana è al lordo di 42-45 mld di imposte, più vicino ai 45);

4.    un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi, dove non vengono classificati spesa pensionistica), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale;

5.    infine, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali ( = minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna).

 
a) Se si considera la spesa pensionistica al netto delle imposte[12] (che sono una partita di giro), il divario tra l’Italia e gli altri Paesi cala di almeno mezzo punto se non di uno intero; infatti, a fronte di una diminuzione di circa 2 punti percentuali dell’Italia (dal 15,44% al 13,49%, dati 2009), gli altri Paesi calano in media sotto il punto percentuale (ad esempio, la Francia dal 13,73% al 12,82%, la Germania dal 11,25% al 10,86%, il Giappone dal 10,17% al 9,50% e la Spagna dal 9,28% all’8,99%).

b) Inoltre, se si depura la spesa pensionistica dalle prime due voci spurie (TFR e spesa assistenziale, che assommano a quasi 45 mld, cioè a quasi il 3% del Pil), e si somma la terza voce (altri 45 mld: le tasse sono una partita di giro, l’INPS paga l’assegno pensionistico netto e gira il resto all’Erario, alle Regioni e agli Enti locali), per un ammontare totale di 90 mld, l’incidenza sul Pil scende di ben oltre 4 punti percentuali.

In totale, dunque, se questi miei calcoli sono corretti, il rapporto diminuisce – già ora - dal 16,8% ad un massimo del 12,5%, vale a dire già adesso è inferiore di oltre un punto al 13,8% stimato dalla Commissione Europea per il 2060.

c) Infine - ed è soltanto un di più esplicativo - andrebbe anche tenuto presente che il rapporto spesa/Pil è influenzato ovviamente anche dal denominatore, calato in Italia, negli ultimi 7 anni, di quasi 10 punti percentuali, molto più che in altri Paesi.

 
Quarto punto: RGS
 
L’RGS è nota per sovrastimare le spese e sottostimare le entrate.
Sulle pensioni, le sue proiezioni, comunque superate dal rapporto della Commissione Europea, sono superiori a quelle dell’OCSE, area più disomogenea dell’UE, anche per il peso della voce “pensioni private”.[13]
 

Quinto punto: Sentenza della Consulta
 
Precisato che io sono favorevole al ricalcolo delle pensioni col metodo contributivo, al di sopra di una certa soglia, io sono critico verso la sentenza della Consulta, la cui sentenza peraltro ha registrato un risultato di 6 a 6, ed è passata soltanto per il voto che vale doppio dell’ineffabile presidente Criscuolo. In ogni caso, il congelamento dell'indicizzazione delle pensioni superiori a circa 1.400€ lordi (circa 1.100€ netti) fu un errore, poiché – come ha rilevato la stessa Corte Cost. - la soglia era troppo bassa e non fu prevista la progressività. Quindi, come ha sostenuto – e legiferato - il governo, non è obbligatorio restituire tutto a tutti.

 
In conclusione, mi auguro che si ritengano utili queste mie osservazioni e se ne facciano tesoro in futuro.

Cordiali saluti

V.

 

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Note:
 
[1] Cosa prevede la Riforma Fornero
di Ma.l.C.  20 gennaio 2015
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-20/cosa-prevede-riforma-fornero-164237.shtml
 
[2] Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html
 
[3] Inps, come saranno le pensioni alla Boeri
08-03–2015 Giuliano Cazzola
http://formiche.us8.list-manage.com/track/click?u=36b7a9702ea86a9f69b819156&id=3123781124&e=07e3b92ad9
 
[4] LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO
marzo 2012
http://www.sindacatopadano.org/Pensioni_Fornero.pdf
 
Le pensioni. Prima, durante e dopo la “Fornero”
11Luglio 2012
http://www.cgilprovinciadiroma.it/Documento%20pensioni%2011%20lluglio.pdf
link sostituito da:
https://fpcgilgiustizie.wordpress.com/2012/07/13/dip-welfare-le-pensioni-prima-durante-e-dopo-la-fornero-2/  

 
[5] Osservatorio sulle pensioni

Data pubblicazione: 30/04/2015

L’Osservatorio statistico sulle pensioni è stato aggiornato con i dati relativi alle pensioni vigenti al 1°gennaio 2015 e liquidate nel 2014.

Dall’analisi dei dati emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015.

Il fenomeno è da attribuirsi sia all’esaurimento del collettivo delle pensioni di invalidità liquidate ante Legge 222/1984, sia all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011.

Di contro l’importo medio mensile erogato risulta in costante crescita, passando da 780,14 euro nel 2012 a 825,06 euro nel 2015.

Ciò è dovuto essenzialmente agli effetti della perequazione automatica delle pensioni e all’effetto sostituzione delle pensioni eliminate con le nuove liquidate che presentano mediamente importi maggiori.

["L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali". Come si può notare, l'importo della spesa pensionistica è molto distante - e francamente non so perché in dettaglio - dai circa 270 mld annui che entra nelle varie statistiche, ndr]

Vai al documento: Statistiche in breve – Pensioni erogate dall’Inps

Vai all’Osservatorio

Vai al comunicato stampa

NB: Come si può notare, anche l'INPS attribuisce erroneamente il calo del numero delle pensioni solo "all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011 [Fornero]".

 
Lettera al presidente dell’INPS Tito Boeri
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832306.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-al-presidente-dellinps-tito_11.html
 
[6] Lettera all’On. Matteo Salvini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html 
 
[7] In ½ ora 10-05-2015
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-05-10&ch=3&v=513154&vd=2015-05-10&vc=3
link sostituito da:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c449fb98-e82f-4c22-a371-51212c689a6d.html
 

[8] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale  329,5 mld.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[9] La spesa per pensioni nella Ue: in Italia i maggiori risparmi tra qui e il 2060
Il rapporto della Commissione prevede per il Belpaese un picco di spese nel 2036, al 15,9% del Pil, poi una discesa netta. Nel 2060 si spenderanno 1,9 punti in meno di Pil rispetto al 2013, solo Croazia, Danimarca, Lituania e Francia taglieranno di più. L'effetto delle riforme: l'età di ritiro dal lavoro spostata di oltre cinque anni   14 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/05/14/news/pensioni_spesa_pil_europa_rapporto_invecchiamento-114331310/
 
Vítor Constâncio, Vice Presidente BCE: “è precisamente nel campo delle riforme per contenere il peso a lungo termine dell’invecchiamento della popolazione sulla spesa pubblica che I paesi sotto stress hanno già effettuato aggiustamenti. L’Italia ed il Portogallo, per esempio, hanno aumenti stimati per spese legate alla longevità minimali…”. Come il grafico sottostante conferma.
http://www.gustavopiga.it/2015/6-ragioni-per-stare-con-la-corte-costituzionale/
 
Annual Ageing Report
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/ageing_report/index_en.htm
 
[10] TFR
Ed Eurostat, l’OCSE e l’FMI considerano il TFR spesa pensionistica (!).
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2013/09-appendice2-A.pdf
 
Trattamento di fine rapporto (da Wikipedia)
Il trattamento di fine rapporto, sigla TFR, chiamato anche liquidazione o buonuscita, è in Italia una porzione di retribuzione al lavoratore subordinato differita alla cessazione del rapporto di lavoro, effettuata da parte del datore di lavoro.
Con il decreto legislativo 5 dicembre 2005 n. 252 è stata emanata la nuova riforma della previdenza complementare, regolando la destinazione del TFR ai fondi pensione complementari, tramite il meccanismo del silenzio-assenso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattamento_di_fine_rapporto
 
Trattamento di fine rapporto (da INPS)
http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5931
 
Il Tfr in busta paga è un flop: chiesto da 0,1% dei dipendenti
La Fondazione consulenti del lavoro ha analizzato un milione di posizioni e ha scoperto che solo 567 dipendenti hanno chiesto all'azienda l'anticipo. La norma, in vigore da aprile, penalizza i redditi oltre i 15 mila euro
30 maggio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/05/30/news/tfr_busta_paga_flop-115637122/
 
[11] Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi territoriale
Le pensioni Ivs sono il 78,3% dei trattamenti erogati dal sistema pensionistico italiano e assorbono il 90,5% della spesa complessiva. Più nel dettaglio le pensioni di vecchiaia rappresentano il 52,2% delle prestazioni e il 71,8% della spesa; le pensioni di invalidità rispettivamente il 5,6% e il 4,0%, mentre le pensioni ai superstiti rappresentano il 20,6% dei trattamenti complessivamente erogati e il 14,7% della spesa complessiva. Le pensioni assistenziali sono il 18,2% del totale e assorbono il 7,9% della spesa. Le indennitarie incidono, infine, per il 3,5% sul numero dei trattamenti e per l’1,7% sulla spesa complessiva (Tavola 5)”.
http://www.istat.it/it/archivio/132562
 
[12] Gross and Net Public Pension Expenditure (% of GDP) – 2009
(figura 6.2 pag. 171 di Pension at a Glance, e l'ultimo è riportato in OECD Pensions at a Glance 2013)
http://www.oecd-ilibrary.org/public-expenditure-on-pensions_5k3w6lspz4r0.pdf
 
[13] Evoluzione della spesa pensionistica in rapporto al Pil
Riporto le rispettive evoluzioni RGS e OCSE della Spesa pensioni/Pil (%) fino al 2035:
RGS: 2010=15,3; 2015=16,2; 2020=15,5; 2025=15,2; 2030=15,2%; 2035=15,8.
OCSE: 2010=15,3; 2015=14,9; 2020=14,5; 2025=14,4; 2030=14,5%; 2035=15,0.
http://s21.postimg.org/718ldmavr/Immagine.png%C3%B9
 
 
Post scriptum:
Sulla spesa pensionistica, dopo la sua recente intervista a Radio Anch’io, ho avuto uno scambio di email con Carlo Cottarelli, che però, sebbene le prove documentali lo smentiscano, continua purtroppo a disinformare:
 
Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832907.html
Se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria, cliccare qui sotto.
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-carlo-cottarelli-direttore.html
 
 
Articolo collegato:
 
Allego un articolo di oggi di Roberto Petrini, tra i destinatari della mia lettera, del quale rilevo solo un doppio errore, laddove scrive: “Intanto Cottarelli ha subito dopo riconosciuto che il dato del 16,5 comprende anche 2 punti percentuali di assistenza contenute nel bilancio dell’Inps (pensioni e assegni invalidità, pensioni di guerra, Tfr: si tratta di erogazioni che non dipendono né dagli anni di contributi né dalla anzianità, dunque non sono pensioni) e dunque si scende al 14,5 per cento”. Il TFR non è incluso né nell’assistenza, né nel 2% (v., sopra, il terzo punto).
 
Dialogo intorno alla previdenza, tra un rigorista e un pensionando
di ROBERTO PETRINI
09 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/09/news/policy_dialogo_previdenza_pensioni_petrini-116455537/


E-mail collegata:

La CONTROINFORMAZIONE è necessaria e quasi un dovere per me, ma è una fatica di Sisifo. Tra i media destinatari della lettera, c’era il GR Rai, il quale però nell’edizione delle 13:45 di oggi 11 giugno, su Radio3, ha diffuso una notizia infondata, per cui gli ho inviato la seguente e-mail:

grr@rai.it  11 giu 2015 - 14:44
Oggetto: Notizia infondata del GR3 delle 13:45: Corte dei Conti e welfare
Caro Direttore,
Segnalo che al GR3 delle 13:45 è stata data una notizia infondata, cioè che la Corte dei Conti, nel suo “Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica” (http://www.corteconti.it/in_vetrina/dettaglio.html?resourceType=/_documenti/in_vetrina/elem_0199.html),abbia segnalato la necessità della riduzione della spesa pensionistica, quando ha parlato di welfare, poiché, come ho verificato, salvo errori, dall’analisi del Rapporto, il riferimento è alla spesa sanitaria.
D'altronde sarebbe stato grave, anche se non del tutto sorprendente, che la Corte dei Conti avesse potuto partecipare all'opera di DISINFORMAZIONE sulle pensioni. Colgo l’occasione per suggerire di trasmettere a chi ha letto la notizia falsa il testo della mia e-mail che Vi ho trasmesso in data 1 giu 2015 13:51 e avente ad oggetto: Le pensioni e Carlo Cottarelli, che ho poi trascritto (con l’elenco di tutti i destinatari) nel post Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria,  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html .
Cordiali saluti
V.

 

Post e articolo collegati:

Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html  

Anche l’On. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, se n’è accorto.


(AdnKronos) - “La spesa pensionistica in relazione al prodotto interno lordo va calcolata bene”. Lo ha segnalato Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro, a margine del convegno sul 4° Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale Italiano organizzato oggi da Itinerari Previdenziali alla Camera. “Non possiamo più accettare questo dato dell’Istat - ha sottolineato - che parla di un 16% quando in realtà in quel conteggio abbiamo anche la parte assistenziale, ma, ancor più grave, la parte relativa alle tasse che si pagano sulle pensioni. Su 217 miliardi ne abbiamo 50 di tasse che vengono restituiti allo Stato. Se noi agiamo sul netto depurando la spesa pensionistica, ci accorgiamo che la percentuale cala all’11,5%. Siamo allineati con il resto dell’Europa”. In realtà, ha chiarito, “questi attacchi reperiscono risorse che vanno a debito non tanto per tenere in equilibrio il sistema. L’assistenza, anche questa va esaminata a parte, ha bisogno di essere monitorata perché può sfuggire al controllo. Ci sono molte asimmetrie che la legislazione dovrebbe in qualche modo mettere in ordine”. (Ada/AdnKronos)

link sostituito da:



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http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html
 


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Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero

 

Ritorno sull’argomento, poiché continua ad imperare una quasi generale DISINFORMAZIONE.

Ho già osservato in passato[1] che, sulle pensioni, Il Sole 24 ore, esperti come Giannino e Cazzola, sindacati dei lavoratori e perfino l’INPS (v. l’ultimo Osservatorio sulle pensioni), oltre a tutti i media e a politici di cattiva memoria e con la coscienza sporca come Salvini, parlano soltanto della legge Fornero (DL 201/2011, art. 24, convertito dalla legge 214/2011), alla quale attribuiscono anche tutte le misure, per vari aspetti più incisive, decise dalla legge Sacconi (DL 78/2010, art. 12, convertito dalla legge 122/2010). La stessa professoressa Fornero a “In ½ ora”, tranne un brevissimo accenno ai 10.000 esodati di Sacconi, ha coraggiosamente… millantato tutto il merito impopolare del riequilibrio dei conti pensionistici nel lungo periodo, imitando il premier Monti per il risanamento dei conti pubblici.

Io sono antimontiano (oltre che antiberlusconiano), ma sono abituato a basare i miei giudizi sui numeri e i fatti. Suggerisco perciò a tutti di valutare le norme e i numeri, facendo un’analisi comparativa.

 

BERLUSCONI-SACCONI VS MONTI-FORNERO

 

PENSIONI

 

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi (cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più severi e sostenibili in UE28.

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:

• “finestra” (= differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 entro il 2021, che è benchmark in UE28, cioè prima della Germania e molto prima della Francia (dopo il 2018, in forza della legge Fornero, l’adeguamento anziché triennale sarà biennale).

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti (vale a dire solo per quelli che erano precedentemente esclusi), a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,

i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

 

Cottarelli (FMI) e le pensioni
 
Ieri, 19 maggio, ho ascoltato al GR Carlo Cottarelli, oggi direttore esecutivo del FMI, il quale era stato intervistato da Radio Anch’io, chiedere di tagliare la spesa pensionistica perché, col 16,5%, è la più alta tra i Paesi avanzati in rapporto al Pil. E’ fuorviante, come fanno Cottarelli e l’FMI in generale, riferirsi ai dati pensionistici fino al 2013: sono vecchi e superati. Come spiegava la prof.ssa Fornero a “In ½ ora”, le riforme delle pensioni per loro natura producono i loro effetti nel lungo periodo. Dopo le 8 riforme, come ha confermato l’ultimo rapporto della Commissione Europea, con la proiezione al 2060,[2] il sistema pensionistico italiano è tra i più severi e sostenibili nel lungo periodo. Come attesta l'ultimo Osservatorio dell'INPS sulle pensioni, [3] che peraltro, ripeto, fa anch’esso l’errore – diffuso anche tra esperti – di attribuire tutto alla riforma Fornero, dimenticandosi della, per vari aspetti, più incisiva riforma Sacconi,[1] il numero di pensioni sta già calando (“Dall’analisi dell’osservatorio delle pensioni Inps vigenti all’1.1.2015 e liquidate nel 2014 emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni, che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali (pensioni agli invalidi civili e pensioni/assegni sociali), che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015.), ma la spesa pensionistica cresce perché i nuovi assegni pensionistici sono più alti. Secondo il rapporto UE, ci sarà una piccola gobba nel 2036, poi la spesa pensionistica (incluse le voci spurie) calerà al 13,8% del Pil nel 2060, uno dei cali più alti in UE28.

 

Confronto internazionale e voci spurie
 
La spesa pensionistica italiana include (nel confronto internazionale) delle voci spurie, che sono:

1.    TFR (circa 1,5% del Pil);

2.    un 8% di spesa assistenziale sul totale della spesa pensionistica;

3.    un peso fiscale comparativamente maggiore (la spesa pensionistica italiana è al lordo di 40-45 mld di imposte, più vicino ai 45, purtroppo non ho un dato preciso, l’ho anche chiesto all’ISTAT, ma mi è stato risposto: solo a pagamento);

4.    un uso prolungato, a causa dell’assenza di adeguati ammortizzatori sociali (usati negli altri Paesi), delle pensioni di anzianità appunto come ammortizzatore sociale;

5.    infine, nella spesa pensionistica degli altri Paesi andrebbero sommati gli incentivi fiscali ( = minori entrate) alle pensioni integrative (v., in particolare, la Gran Bretagna).

 


MANOVRE CORRETTIVE

In secondo luogo, per quanto attiene a chi ha impoverito gli Italiani e risanato i conti pubblici, osservo che, nella scorsa legislatura, sono state varate (in gran parte dopo la crisi della Grecia) manovre correttive per un ammontare cumulato (cioè sommando gli effetti anno per anno) pari a 330 (trecentotrenta) mld, i cui effetti strutturali si dispiegano tuttora:

- ben 4/5, pari a 267 mld cumulati, sono ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Sacconi, molto iniquamente addossati, in grandissima parte, sul ceto medio-basso e sui poveri (pensionandi, in particolare pensionandi disoccupati a reddito zero, precari del settore pubblico licenziati nella proporzione del 50%, dipendenti pubblici, scuola e sanità, spesa sociale delle Regioni e dei Comuni tagliata del 90%, ad alta propensione al consumo e quindi con effetti recessivi, risparmiando quasi i ricchi ed i redditi privati (tranne i farmacisti e i produttori e distributori di farmaci, in quanto fornitori del SSN);

- solo 1/5, pari a 63 mld cumulati, sono attribuibili al governo Monti, distribuiti in maniera molto più equa.

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore” [4]), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

 
[1] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html
[2] Annual Ageing Report http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/ageing_report/index_en.htm
[3] INPS – Comunicato stampa
http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=;0;&iMenu=1&NewsId=TUTTI&sURL=%2fdocallegati%2fUfficioStampa%2fcomunicatistampa%2fLists%2fComunicatiStampa%2fcs150430_bis.pdf
[4] Quattro anni di manovra: fisco pigliatutto
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml
 
 
Post e articoli collegati:
 
Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html

Dialogo n. 3 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832449.html
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/dialogo-n-3-nel-blog-neo-liberista.html 
dal quale traggo:
Vítor Constâncio, Vice Presidente BCE: “è precisamente nel campo delle riforme per contenere il peso a lungo termine dell’invecchiamento della popolazione sulla spesa pubblica che I paesi sotto stress hanno già effettuato aggiustamenti. L’Italia ed il Portogallo, per esempio, hanno aumenti stimati per spese legate alla longevità minimali…”. Come il grafico sottostante conferma.
http://www.gustavopiga.it/2015/6-ragioni-per-stare-con-la-corte-costituz...

Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832907.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-carlo-cottarelli-direttore.html

Fondo monetario: “Italia non ha futuro radioso né sereno. Tagliare le pensioni”
8 ottobre 2014
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/08/fondo-monetario-italia-non-ha-futuro-radioso-ne-sereno-tagliare-le-pensioni/1147992/

Mentre due anni fa lo stesso FMI sosteneva:
 
Fmi, pensioni: riforma italiana la migliore al mondo. La difesa di Christine Lagarde alla politica di Mario Monti
L'HuffingtonPost
Pubblicato: 09/10/201208:30 CEST Aggiornato: 09/10/2012 13:10 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2012/10/09/fmi-pensioni-italiane_n_1950093.html


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http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html


Lettera a Oscar Giannino


Pensioni

Da:  v      19 mar 2015 – 15:15


Egr. Dott. Giannino, 

Poiché mi viene censurato* - o non riesco a pubblicare - il mio commento in calce all’articolo riportato in fondo (che ho letto soltanto 2 giorni fa), glielo invio via e-mail.

Avrei voluto scriverLe già 5 anni fa, al tempo del varo del DL 78/2010, la prima manovra correttiva dopo la crisi greca, la più scandalosamente iniqua, ma non riuscii a trovare il Suo indirizzo e-mail. Lo faccio ora, per “punirLa” volentieri, caro sedicente figlio di padre proletario, vendutosi ai ricchi potenti per guadagnarsi la pagnotta.

Lei, quando vuole, le cose le sa, le dica giuste.

Testo del commento

Sorprende che Oscar Giannino non sappia e/o ometta:

1. che l'innalzamento dell'età pensionabile di vecchiaia, pari (inclusa la "finestra" di 12 mesi) nel 2012 a 66 anni per tutti i lavoratori/trici dipendenti pubblici e per i lavoratori dipendenti privati, in forza, in parte, della L. 247/2007 (ministro Damiano) e soprattutto della L.122/2010 (ministro Sacconi) preceda la riforma Fornero, che ha solo adeguato gradualmente quella delle lavoratrici dipendenti private; peraltro, è stato Sacconi a introdurre – dal 2013 - anche l'adeguamento triennale all'aspettativa di vita;

2. che, perciò, le riforme Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono molto più corpose, immediate e recessive (finestra di 12 o 18 mesi per tutti, allungamento di 5 anni (+ finestra) dell’età di pensionamento di vecchiaia per le lavoratrici pubbliche, adeguamento triennale all’aspettativa di vita), di quella Fornero (2011) (metodo contributivo pro-rata per tutti, aumento di 1 anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”) e allungamento graduale dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private, per allinearle a tutti gli altri), i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020;

3. che l'importo di quasi 270 mld della spesa pensionistica è al lordo, oltre a un 8% circa di trattamenti assistenziali, di quasi 50 mld di imposte, che per lo Stato è una partita di giro.

 
RISMONTARE L’ETÀ PENSIONABILE? PERCHÉ DISSENTO DALL’ON DAMIANO (E DA MEZZO PD OLTRE ALLA CGIL)
Oscar Giannino
http://www.leoniblog.it/2014/08/04/rismontare-leta-pensionabile-perche-dissento-dallon-damiano-e-da-mezzo-pd-oltre-alla-cgil/

Cordiali saluti,

V.

 

PS:

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html

PPS: 

Pubblicherò questa mia lettera e la Sua eventuale risposta nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica, oltre che nel mio blog Vincesko.

 

*Poi, dopo l’email, è stato pubblicato.


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http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html


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AVVISO: Avarie frequentissime della piattaforma il.cannocchiale.it
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829460.html 

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permalink | inviato da magnagrecia il 24/3/2015 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

 
Poiché perfino Il Sole 24 ore diffonde informazioni errate, mettendo insieme leggi diverse, ed attribuisce alla legge Fornero anche tutte le misure pensionistiche, ben più corpose, varate da Sacconi nel 2010 e 2011 (cfr. Cosa prevede la Riforma Fornero), provo a rispondere al seguente quesito:

QUAL E’ STATO IL GOVERNO (E IL MINISTRO: SACCONI O FORNERO?) CHE HA “RIFORMATO” DI PIU’ LE PENSIONI?

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011); oltre a quella Dini che ha introdotto il metodo contributivo, le ultime 4 riforme: Damiano (2007, in parte), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno producendo e produrranno risparmi fino al 2060 per centinaia di miliardi (cfr. MEF). Dopo le riforme, il sistema pensionistico italiano, come riconosciuto dall’UE, è tra i più solidi e severi in UE28. L’unico intervento ancora da fare è quello sulle cosiddette pensioni d’oro (>90.000€ l’anno), che sono 109.000 e costano 13 mld l’anno (e forse su quelle d’argento), intervenendo con modalità rispettose della pronuncia della Corte Costituzionale del 2013. 

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:

• “finestra” (= differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;

• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e

• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che porterà l'età di pensionamento per vecchiaia a 67 anni nel 2020.

La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:

• metodo contributivo pro-rata per tutti, a decorrere dall'1.1.2012;

• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e

• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,

i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

(Cfr. Analisi quali-quantitative/24 - Spesa pensionistica).


Come può succedere che - per anni e tutt’oggi - si possano propalare informazioni false che disinformano decine di milioni di Italiani su chi ha fatto che cosa sulle sesquipedali manovre correttive anti-crisi 
(il valore delle manovre del governo Berlusconi è il quadruplo di quelle del governo Monti - 266,3 mld cumulati contro 63,2 - [1] ed esse sono molto più inique e recessive, eppure quasi tutti se la prendono con Monti) o sulle pensioni, provvedimenti di legge che hanno inciso così negativamente sulla vita di milioni di cittadini italiani? E’ l’effetto, da una parte, di disinformazione scientemente portata avanti da esponenti politici di destra (in particolare, nell’ordine, Berlusconi, Tremonti, Sacconi, Gasparri, La Russa) e dai loro agit-prop;[2] dall’altra, di impreparazione dei giornalisti, che spesso si copiano gli articoli e veicolano notizie senza un adeguato vaglio critico e l’esame approfondito dei provvedimenti di legge. Eclatante fu il caso dell’errore del governo Berlusconi relativo proprio alle pensioni, nella lettera all’UE sulle manovre correttive del 2011, che partì dall’Ansa e poi a cascata coinvolse tutti i media, con serie ripercussioni internazionali sul governo.[3]

Giuliano Cazzola, sedicente socialista ed ex esponente del partito di destra PDL (poi di Forza Civica, ora di NCD) è uno degli agit-prop della DISINFORMAZIONE sistematica della destra. Anche lui, dimenticandosi che è stato uno dei protagonisti (era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) delle manovre correttive molto inique del governo Berlusconi (fu uno dei rappresentanti del PDL che motivò in Aula il voto favorevole del PDL, lo ricordo bene poiché gli inviai una lettera di severa critica, v. Appendice) e delle due leggi Sacconi, attribuisce tutto alla legge Fornero. E addirittura lo fa affermare anche a Vittorio Conti, ex Commissario straordinario dell’Inps.

Inps, come saranno le pensioni alla Boeri
08-03–2015 Giuliano Cazzola

http://formiche.us8.list-manage.com/track/click?u=36b7a9702ea86a9f69b819156&id=3123781124&e=07e3b92ad9

Per chi volesse approfondire la questione, do le leggi interessate: Sacconi: DL 78/2010 (L. 122/2010), art. 12, e DL 98/2011 (L.148/2011); Fornero: DL 201/2011 salva-Italia (L. 214/2011).
E due articoli:

Pensioni, effetto Sacconi Tremonti: calo del 27,4%
Inps: nei primi tre mesi dell'anno numeri dimezzati rispetto al 2011.
15 Aprile 2012 

http://www.lettera43.it/economia/personal/pensioni-effetto-sacconi-tremonti-calo-del-27-4_4367547329.htm

Inps, l'età media in aumento: promossa la riforma Sacconi
28/07/2012 

http://www.ilgiornale.it/news/economia/inps-let-media-aumento-promossa-riforma-sacconi-826241.html

Poi, non solo Cazzola, ma anche Il Sole 24 ore , il sindacato della Lega Nord e persino la CGIL Roma, oltre a Oscar Giannino (vedi lettera allegata), attribuiscono tutto o alla seconda legge Sacconi (2011), che in realtà ha solo integrato la più incisiva legge 122/2010, o alla legge Fornero.

LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO
marzo 2012 

http://www.sindacatopadano.org/Pensioni_Fornero.pdf

Le pensioni. Prima, durante e dopo la “Fornero”
11 Luglio 2012 

http://www.cgilprovinciadiroma.it/Documento%20pensioni%2011%20lluglio.pdf

link sostituito da:

https://fpcgilgiustizie.wordpress.com/2012/07/13/dip-welfare-le-pensioni-prima-durante-e-dopo-la-fornero-2/  

Conclusione. Effettivamente è difficile raccapezzarsi in questo bailamme disinformativo, talvolta involontario, talaltra volontario ad opera di agit-prop ben retribuiti e non, se non si è seguito - come ho fatto io, essendone uno dei destinatari e delle vittime - quasi passo passo la scansione dei vari provvedimenti legislativi.

Spero di essere stato utile.

 

PS: Allego la legge 214/2011-Fornero (le pensioni sono regolate dall’art. 24), che cita correttamente – come avviene per tutte le leggi – le leggi che va a modificare, tra cui le due leggi Sacconi, le quali però non spariscono affatto:

Manovra finanziaria 'Decreto Salva Italia' del governo Monti
Testo ufficiale del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011
coordinato con la Legge di conversione n. 214 del 22 dicembre 2011
http://www.dossier.net/guida/norme/legge-conversione-dl-201-2011.htm

________________________

Note:

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html    

[2] Informazione, disinformazione e controinformazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828254.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/informazione-disinformazione-e.html

[3] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2770782.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/ricostruzione-del-caso-berlusconi-olli.html  


Appendice

 
LETTERA ALL'ON. GIULIANO CAZZOLA (PDL) DOPO IL SUO INTERVENTO DI STAMANE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
contributo inviato da magnagrecia il 29 settembre 2010
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2544625
 

Pubblico la lettera che ho appena inviato via e-mail all'On. Giuliano Cazzola (PDL), Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati: 

Egr. On. Cazzola,
ho ascoltato stamattina il Suo intervento alla Camera sulla fiducia al Governo. Mi permetto di esprimerLe la mia meraviglia e la mia disapprovazione e di dover aggiungere che francamente esso mi è sembrato un modo di guadagnarsi la pagnotta, invero immeritata dal punto di vista di un cittadino normale.
Lei ha fatto due affermazioni talmente prive di fondamento, da potersi spiegare solo alla luce di motivazioni sottostanti di ordine psicologico: la prima, che il debito pubblico italiano non è aumentato come negli altri Paesi; la seconda, che avete varato una riforma delle pensioni senza che ci sia stata, a differenza degli altri Paesi, un'ora di sciopero.
Infatti, sorprende che non sia chiaro a un luminare dell'economia come Lei ciò che sarebbe invece chiaro anche ad uno scolaro di scuola elementare, se venisse informato adeguatamente, e cioè che negli altri Paesi gli interventi anti-crisi sono ammontati al 2-3% del PIL, mentre in Italia solo allo 0,5-0,6%; e che, per quanto riguarda le manifestazioni contro la scandalosamente e crudelmente iniqua manovra correttiva varata dal vostro governo di centrodestra, c'è stato, da un lato, lo sciopero della sola CGIL; dall'altro, la CISL e la UIL hanno appoggiato, unici sindacati in Europa, le inique e crudeli misure governative; dall'altro ancora, c'è una evidente, sistematica, scientifica, dispotica disinformazione dei lavoratori e dei cittadini; ed infine, centinaia di migliaia, milioni di cittadini, il lavoro non ce l'hanno affatto, o perché non l'hanno mai avuto o perché l'hanno perso e non riescono a ritrovarlo: come e contro chi potrebbero scioperare?
Accennavo prima alle motivazioni sottostanti di ordine psicologico; non l'ho fatto casualmente, perché non dev'essere casuale e si spiega solo alla luce di sensi di colpa da compensare, se un ex o sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di centrodestra e se le stesse argomentazioni usate da Lei compulsivamente da 5 mesi in Parlamento o in televisione, vengano usate altrettanto compulsivamente dai ministri altrettanto ex o sedicenti ancora socialisti, Tremonti, Sacconi e Brunetta, sul non o scarso aumento del debito pubblico (che poi non è affatto vero, come dimostrano i comunicati di Banca d'Italia ) e soprattutto sull'assenza di manifestazioni contro la manovra correttiva e la riforma (!?) delle pensioni: una manovra correttiva la più feroce ed iniqua della storia repubblicana, che addossa l'onere dell'aggiustamento dei conti pubblici (non dell'INPS, badi, la cui gestione presenta un avanzo record di 7,9 miliardi) su categorie deboli o debolissime, a reddito basso, bassissimo o addirittura pari a zero – che perderanno in un solo anno introiti di migliaia o decine di migliaia di €, come i dipendenti pubblici, i precari e i pensionandi inattivi (lo slittamento iniquo di 4 trimestri in soli 3 anni comporterà che ciascun pensionando inattivo –centinaia di migliaia di persone - perderà tredici mensilità di pensione), mentre tutti i percettori di reddito privati - ad eccezione dei produttori di farmaci generici, dei grossisti di farmaci, dei farmacisti e dei beneficiari di stock option, per la parte eccedente il triplo della retribuzione fissa (cioè nessuno, neanche Passera e Profumo!) -, anche miliardari come Berlusconi, milionari come Tremonti, o abbienti come Lei, Sacconi e Brunetta, non pagheranno – letteralmente - neanche un centesimo!
In conclusione, Sig. Deputato pro tempore, le Sue dichiarazioni di stamane sono davvero incongrue e s'inscrivono coerentemente solo in uno schema di Sua “realtà parallela”. Faccia uno sforzo, scenda con i piedi per terra, e forse s'accorgerà anche Lei che far pagare per il risanamento dei conti pubblici, appunto, ad un pensionando inattivo o a un precario qualche decina di migliaia di € in un anno, mentre, ripeto, né un miliardario come Berlusconi, né un milionario come Tremonti, né un abbiente come Lei o Sacconi o Brunetta pagherà un solo centesimo, è una misura crudele ed iniqua, molto iniqua, inaccettabile per un ministro sedicente socialista, che dovrebbe avere – lo affermava il socialista Sandro Pertini – come stella polare, oltre alla libertà, la giustizia sociale.
Distinti saluti
VB

P.S.: La informo che pubblicherò questa lettera su alcuni forum. 

*** 

[Ecco l’incredibile risposta di Giuliano Cazzola] 

Ho appena ricevuto questa email da parte dell'On. Giuliano Cazzola.

Oggetto: Re: I: Trasmesso via sito -Intervento alla Camera sulla fiducia al Governo
Faccia come vuole io sono dal 2002 nel mirino della brigate rosse,si figuri se mi spaventano lettere come la sua o la minaccia di pubblicarle su alcuni forum. In Italia la Cgil non e' il solo sindacato. Per fortuna. Confermo quanto ho detto nell'intervento.
Giuliano Cazzola
30/set/2010, alle ore 12.59 

 
Post e articoli collegati:

Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html oppure  http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html 

Lettera al presidente dell’INPS Tito Boeri
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832306.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lettera-al-presidente-dellinps-tito_11.html
 
Lettera all’On. Matteo Salvini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html

Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica


Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

LAVORO: CAZZOLA, NO A PARERE DAMIANO; DIFENDERE RIFORMA FORNERO
Pubblicato il mercoledì, 18 gennaio 2012 da Cesare Damiano
http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/01/18/lavoro-cazzola-no-a-parere-damiano-difendere-riforma-fornero/


SABATO 31 MARZO, VI SEGNALIAMO IN EDICOLA:
Pubblicato il sabato, 31 marzo 2012 da Cesare Damiano

  1. “ESODATI, PAGANO LE AZIENDE”
  2. “[…] Per Giuliano Cazzola, deputato Pdl e grande esperto di previdenza, «dimenticare» il problema degli esodati fu una scelta esplicita del governo. «Probabilmente si voleva dare un segnale forte e di grande rigore nei confronti dei mercati e dell’Europa – spiega – ma è stata una scelta del tutto irragionevole. Bisognava pensare una transizione più graduale». […]”
  3. Quel che si dice una faccia di tolla al quadrato ed esempio palmare di voce dal sen fuggita per effetto del senso di colpa per coda di paglia, compensata puerilmente da “proiezione psicologica”, fenomeno che colpisce indistintamente tutti i sedicenti socialisti che militano nel centrodestra (Sacconi, Brunetta, Tremonti, Cicchitto, Cazzola).
  4. Egli ha fatto la stessa cosa che ora critica, approvando il DL 78/2010 (L. 122/2010), col limite dei 10.000 in mobilità e non prevedendo eccezioni per i disoccupati e gli inattivi.
  5. E per giunta difendendo il DL – raccontando qualche balla – sia nel suo intervento alla Camera, sia in risposta ad una mia lettera di critica.
  6. https://cesaredamiano.wordpress.com/2012/01/18/lavoro-cazzola-no-a-parere-damiano-difendere-riforma-fornero/

http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/03/31/sabato-31-marzo-vi-segnaliamo-in-edicola/
 
IL CASO
Cazzola e il "colpo di fortuna" dell'alloggio con vista Colosseo
Il deputato del Pdl abita a Roma nello stesso palazzo di Filippo Patroni Griffi, titolare della Pubblica amministrazione. Gli inquilini ottennero il declassamento dell'immobile: da edificio di pregio ad abitazioni popolari, per la ristrutturazione necessaria
di ROSARIO DI RAIMONDO 
11 gennaio 2012
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/11/news/cazzola_e_il_colpo_di_fortuna_dell_alloggio_con_vista_colosseo-27906186/ 

 
Aggiornamento (30/04/2015)
 
Segnalo:

Osservatorio sulle pensioni
Data pubblicazione: 30/04/2015
L’Osservatorio statistico sulle pensioni è stato aggiornato con i dati relativi alle pensioni vigenti al 1° gennaio 2015 e liquidate nel 2014.
Dall’analisi dei dati emerge la conferma del trend decrescente degli ultimi anni che vede passare le prestazioni erogate ad inizio anno da 18.363.760 nel 2012 a 18.044.221 nel 2015; una decrescita media annua dello 0,6% frenata dall’andamento inverso delle prestazioni assistenziali che nello stesso periodo passano da 3.560.179 nel 2012 a 3.731.626 nel 2015.
Il fenomeno è da attribuirsi sia all’esaurimento del collettivo delle pensioni di invalidità liquidate ante Legge 222/1984, sia all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011.
Di contro l’importo medio mensile erogato risulta in costante crescita, passando da 780,14 euro nel 2012 a 825,06 euro nel 2015.
Ciò è dovuto essenzialmente agli effetti della perequazione automatica delle pensioni e all’effetto sostituzione delle pensioni eliminate con le nuove liquidate che presentano mediamente importi maggiori.
[L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali.]
Vai al documento: Statistiche in breve – Pensioni erogate dall’Inps
Vai all’Osservatorio
Vai al comunicato stampa

NB: Come si può notare, anche l'INPS attribuisce erroneamente il calo del numero delle pensioni solo “all’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità determinato dalla Legge 214/2011 [Fornero]”.

 
Commenti
 
# 1    commento di   paolo -  lasciato il 16/5/2015 alle 10:17
 
certo, ste mazzecalzette parlano bene non cè dubbio.ma aver buttato + di 15 mila euro dalla finestra , trovo che sia stata una rapina armata alla povera gente,e nessuno ne parla davvero.
nemmeno la consulta,,,brava gente 
 
# 2    commento di  http://www.ilcannocchiale.it/usercontrols/images/login/icon.gif magnagrecia - utente certificato lasciato il 16/5/2015 alle 13:56
 
Già. Ma la Consulta va investita del problema, non può muoversi autonomamente. Infatti, negli ultimi 3 casi (i 2 contributi di solidarietà e il blocco dell'indicizzazione, tutti e 3 giudicati incostituzionali), hanno fatto sempre ricorso titolari di redditi elevati. In quest'ultimo caso, 2 associazioni di dirigenti. I sindacati dei "poveri", mai. Anzi, Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL) sono stati complici di Sacconi.
Grazie del commento. 


********** 

http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html


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