.
Annunci online

Anche gli economisti sono stati vittime del pifferaio magico Berlusconi



                                                     Risultati immagini per economisti                                                        

Neppure Adam Smith, il padre del liberismo, si fidava molto degli economisti come categoria (“Quella setta di uomini di lettere che si chiamano Economisti”). Ancor meno degli imprenditori come leader politici, perché egli considerava gli imprenditori “un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni. Ma, come dimostrano prima Berlusconi in Italia ed ora Trump negli USA, le vie delle candidature e dei successi elettorali per milioni di elettori sono imperscrutabili e portano a conclusioni diverse.

Esagerando ma non molto, sono arrivato alla conclusione che come contravveleno ai pifferai magici forse vale più il candore del fanciullo che grida che “Il re è nudo” e smaschera l’imbroglione, che la sapienza dello studioso che resta vittima dell’imbonitore dotato di megafoni potentissimi e ammaliatori, come un qualunque uomo della strada o una qualunque casalinga di Voghera.

Quando, poi, a restare vittima del predetto imbonitore è l’intera categoria degli economisti, con la loro generale, per me incomprensibile, vera e propria disfatta sulla conoscenza dei rispettivi ammontari delle manovre finanziarie correttive varate dal governo Berlusconi e dal governo Monti, ben il quadruplo quelle di Berlusconi (267 mld) rispetto a quelle di Monti (63 mld) e molto più inique, ma l'austerità e gli effetti recessivi sono stati ascritti interamente a Monti (un fraintendimento analogo è avvenuto per la riforma delle pensioni Monti-Fornero, molto meno severa della riforma Berlusconi-Sacconi), sorge qualche serio dubbio sulla loro capacità di sceverare il grano dal loglio, figuriamoci di amministrare la Cosa pubblica con saggezza e giustizia.


Che io ricordi, i primi, o tra i primi, che dovetti adeguatamente “redarguire” a causa della loro ignoranza circa gli importi delle manovre finanziarie correttive varate dai governi Berlusconi e Monti, furono due professori di Economia, degli otto invitati, nel 2012, dal quotidiano Europa a commentare i programmi di Bersani e Renzi per le elezioni primarie del PD.


Bersani-Renzi, non così lontani

Emilio Barucci (Politecnico di Milano)  -  5 ottobre 2012


Conta l'agenda Monti

Marco Leonardi (Università Statale di Milano)  -  5 ottobre 2012

link sostituito da:


Per la cronaca, questi gli altri quattro invitati (degli ultimi due, Nannicini e Raitano, non c’è traccia).


Troppe tasse, dem d’accordo

Filippo Taddei (Johns Hopkins University)  -  3 ottobre 2012


Renzi e le tasse, un po' di dubbi

Alessandro Santoro (Università di Milano Bicocca)  -  4 ottobre 2012


Politica industriale sì ma come?

Franco Mosconi (Università di Parma)  -  5 ottobre 2012


Ma la Renzonomics è compatibile con Vendola?

Antonio Nicita (Università di Siena)  -  5 ottobre 2012


Poi, tutta una serie. Per alcuni, furono censurati i miei commenti, ad esempio sui siti di LaVoce.info[1] ed Economia e Politica[2], mentre Sbilanciamoci, che non aveva neppure la moderazione dei commenti, in occasione della ristrutturazione del suo sito, ha modificato l’URL ai suoi articoli, tolta la possibilità di commentare e cancellato i commenti “scomodi” (segnatamente quelli concernenti miei dialoghi con professori sulla BCE). Non è usuale veder raggiungere le vette censorie de LaVoce.info (determinandomi a cancellarmi dalla sua newsletter), ma un po’ tutti i professori hanno il vizietto della censura.

Tra i commenti, spiccano gli ultimi quattro: Giulio Sapelli, Elsa Fornero, Mario Monti e Francesco Daveri.


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE


Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Di Tommaso Nannicini, bocconiano, attualmente Sottosegretario di Stato e consigliere economico del governo Gentiloni, dopo esserlo stato del governo Renzi, commentai severamente questi due articoli:


L’Agenda compatibile

Tommaso Nannicini  -  2 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/137491/lagenda_compatibile


L’equità per pochi

Tommaso Nannicini  -  27 ottobre 2012

link sostituito da:

http://www.europa.dol.it/dettaglio/138068/lequita_per_pochi

__________________________


Note:


[1] BILANCIO DEL GOVERNO MONTI

a cura di La redazione 11.12.2012

Che cosa ha fatto il Governo Monti in poco più di un anno di esistenza? Che cosa avrebbe potuto fare di più e meglio? Quanto è rimasto in sospeso? Abbiamo raccolto le nostre valutazioni in un ebook che proponiamo qui ai lettori in versione pdf, ebook per iPad e ebook per Kindle.

link sostituito da:

Come si può notare leggendo l’e-book, anche le due redattrici del testo del capitolo pensioni attribuiscono erroneamente alla riforma delle pensioni Fornero l’allungamento dell’età di pensionamento per vecchiaia a 66 anni anche per i lavoratori pubblici e privati e le lavoratrici del settore pubblico, cui aveva già provveduto la riforma Sacconi del 2010.

2. Pensione di vecchiaia ordinaria. Già a partire dal 1° gennaio le categorie di lavoratori e per le lavoratrici del settore pubblico l’età minima viene elevata a 66 anni, in luogo di 65 anni. Per le lavoratrici del settore privato l’età sale a 62 anni (invece di 60 anni) per il requisito della vecchiaia, o in alternativa 60 o 61 anni con il sistema delle quote (se gli anni di contributi sono sufficienti). Il requisito minimo sale a 63 anni + 6 mesi nel 2014, a 65 anni nel 2016, a 66 anni nel 2018. Analoghe modifiche valgono per le lavoratrici autonome. (pag. 13)

Riporto il mio commento censurato (che smentiva quanto era scritto nel loro documento, v. la presentazione di Tito Boeri (“Il Governo Monti in un solo anno ha fatto molto di più degli esecutivi che l’hanno preceduto, governando per intere legislature.”) e a pag. 20 il capitolo “Shock fiscale” di Francesco Giavazzi, che sciorina anche qui la fesseria mondiale – anche nel senso che ha avuto purtroppo per i poveri cristi un’eco e applicazione mondiale nell’ambito delle terapie somministrate dalla famigerata troika – della tesi Alesina-Giavazzi che il moltiplicatore dell’aumento delle tasse è più recessivo del taglio delle spese, cfr.   http://keynesblog.com/2013/01/08/il-fondo-monetario-insiste-sullausterita-ci-siamo-sbagliati/):

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), ( con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura, sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), almeno in termini quantitativi, Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili, è tutto un altro discorso. 


[2] La censura si è realizzata in due fasi: prima hanno pubblicato il mio primo commento e censurato la prima versione della mia replica; poi, hanno censurato tutto, lasciando però la risposta dell’autore dell’articolo.

E’ dalle importazioni che nasce il taglio delle tasse

Di Giorgio Gattei - 14 settembre 2015


"e per la dura compressione della domanda interna indotta dalle politiche di austerità dei governi Monti e Letta".

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state il quadruplo di quelle Monti (ancor di più di quelle Letta):

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale  329,5 mld.

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


È curioso che di tutta la mia argomentazione si sia presa a pretesto una osservazione incidentale sulla politica economica del governo Monti (e Letta) per dimostrare che il governo Berlusconi ha fatto peggio. E chi lo nega? Ma l’agire del governo Monti, comprimendo (pro quota sua) la domanda interna, ha aggravato la crisi, come lui stesso candidamente ha ammesso in una intervista al Salone del Tessile: “quando leggo titoli che dicono: Monti ha contribuito alla recessione, io rispondo: Certo” (“il Sole-24 ore”, 21 settembre 2015). Allora di che stiamo parlando? Non Sarebbe più utile capire perché il governo Renzi, per invertire la tendenza sfruttando il quantitative easing europeo (era ora!) che spinge le esportazioni ma aggrava le importazioni, si trovi costretto a rilanciare la propensione al consumo? Almeno nelle intenzioni, sebbene si sappia che l’inferno è lastricato di buone intenzioni…


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Nessun pretesto (mi permetto di segnalare amichevolmente che questo termine oggettivamente gratuito è un piccolo segnale di coda di paglia).

1. Sono 4 anni che contrasto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero: Lei lo sapeva?)

2. E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (4 a 1, anche per l’equità), che è almeno“curioso” attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

3. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, beccandosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.

4. Io mi aspetterei questi strafalcioni – e le eventuali, conseguenti reazioni piccate - solo da tipi disinformati e/o scandalosamente mendaci e affetti da amnesia interessata come Salvini (sia per le pensioni che per le manovre correttive, cfr. Lettera all’On. Matteo Salvini   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830506.html   oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html ), non da accademici.

(censurato)


Vincesko

Mi scuso del ritardo, ma ho letto solo ora. Ho ritenuto opportuno di fare solo questa segnalazione perché:

1. Sul resto sono d’accordo.

2. Sono 4 anni che combatto l’ignoranza quasi generale, anche in ambito accademico, degli ammontari delle manovre correttive, prima del solo governo Berlusconi e poi nel confronto Berlusconi vs Monti (discorso analogo vale per le riforme delle pensioni nel confronto Sacconi vs Fornero).

3. E’ tale la dimensione del rapporto quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, pari a 4 a 1, anche per l’equità), che è curioso–ma, com’è noto, lo fanno quasi tutti - attribuire a Monti gli effetti recessivi, obliterando completamente Berlusconi.

4. Sia Monti che Fornero sono oggettivamente, sulla base dei dati, dei millantatori (cfr. questo mio post del 2012 Il Prof. Mario Monti, il millantatore http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html), il primo attribuendosi il “salvataggio” dell’Italia, fin dal nome del primo decreto (DL 201/2011 Salva-Italia), la seconda tutto il merito-onere della riforma delle pensioni, prendendosi coraggiosamente tutte le critiche e le maledizioni (cfr., tra gli altri, Berlusconi-Sacconi-Salvini-Giannino-Cazzola-Cottarelli, ecc. vs Monti-Fornero   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832747.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/berlusconi-sacconi-salvini-giannino.html.



**********


http://vincesko.blogspot.com/2017/09/anche-gli-economisti-sono-stati-vittime.html  




Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Riporto la lettera che, continuando la mia diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, che nel caso di specie svolgo da 5 anni, ho inviato in data 10 agosto 2017 al Prof. Francesco Daveri,[*] uno dei più famosi economisti italiani, dopo una sua intervista al giornale on-line HUFFINGTON POST, la sua risposta e la mia replica, su Monti e le manovre correttive varate nella scorsa legislatura. Anche lui, come 60 milioni di Italiani, era convinto che fosse stato il governo Monti ad aver risanato i conti pubblici e fatto una politica restrittiva aumentando le tasse e tagliando la spesa pubblica (e così provocato o prolungato la recessione).


Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da¨  v   10/8/2017 17:20

A:   francesco.daveri@unicatt.it


Egr. Prof. Daveri,

Le scrivo in riferimento alle Sue dichiarazioni rilasciate ieri a HUFFINGTON POST. In particolare, a quella in cui Lei afferma: “E' chiaro che il governo Renzi ha potuto fare politiche fiscali più espansive ma ha anche capitalizzato sulle politiche restrittive dei governi passati. E' stato grazie al fatto che erano salite le tasse così tanto che ha potuto ridurle senza mandare il deficit di nuovo sopra al 3% quindi una quota parte va riconosciuta al governo Monti”.

Mi spiace, non concordo affatto con Lei su Monti, sul quale Lei continua a scrivere da anni (cfr., ad esempio, il Suo articolo sul Corriere della Sera Perché fatichiamo a imparare la lezione greca di Francesco Daveri - 30 dicembre 2014  http://www.corriere.it/opinioni/14_dicembre_30/perche-fatichiamo-imparare-lezione-greca-8a8d85b0-9004-11e4-a207-f362e6729675.shtml, in calce al quale c’è un mio commento con le cifre delle manovre correttive della scorsa legislatura, che Lei evidentemente o non ha letto o ha tenuto in non cale) alcune inesattezze macroscopiche, frutto – debbo presumere - di scarsa conoscenza dei dati e delle leggi.

Sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie del Prof. Monti (e della Prof.ssa Fornero), a cominciare già dal titolo del suo primo DL: “Salva-Italia”. Mi creda, è una fatica di Sisifo!

Premesso che io sono “antimontiano” (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il “millantatore” Monti (che peraltro io considero una persona molto sincera), cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),

1. Berlusconi, non Monti.

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (quasi il -25% della capacità produttiva) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Per completezza di informazione, aggiungo, relativamente alle riforme delle pensioni, oggetto anch’esse di una generale DISINFORMAZIONE:

2. Sacconi, non Fornero.

Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 (o forse prima).

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, viste le maledizioni di cui è oggetto) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma Sacconi nel 2010 e integrate nel 2011, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che in futuro vorrà contribuire a fare chiarezza su chi ha fatto che cosa durante la lunga crisi economica.

Cordiali saluti,

V.


PS: In calce all'articolo di HP, trova tre miei lunghi commenti, con le cifre delle manovre correttive e alcune informazioni che troverà sicuramente “eterodosse”, ma del tutto rispondenti al vero e facilmente riscontrabili, sulla politica monetaria della BCE durante la crisi economica.



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Daveri Francesco (Francesco.Daveri@unicatt.it)

11/8/2017 09:28

A  v  

Gentile V.

grazie del messaggio.

il punto da lei sollevato è interessante e merita certamente sforzi approfonditi di analisi e quantificazione.

il fatto che gli aggiustamenti di bilancio di berlusconi-tremonti siano stati più consistenti di quanto gli interessati vogliano far sapere non mi sorprende. in particolare, i veri tagli alla spesa per dipendenti pubblici li ha fatti certamente tremonti congelando gli aumenti e i rinnovi contrattuali dal 2010. misura temporanea e iniqua ma efficace nel controllo della spesa nei redditi da lavoro. anche i risultati relativi alla spesa pensionistica mi sembrano plausibili, ma non sono un esperto di pensioni quindi su questo non so bene cosa dire di più preciso.

in generale mi chiedo se i suoi risultati dipendano almeno in parte dalla metodologia di calcolo che prende per buoni i numeri riportati nelle relazioni tecniche dei vari DL. tali numeri spesso rimangono sulla carta. specie nei tagli ai ministeri e agli enti locali. inoltre per quello che ricordavo i tagli di tremonti - compreso quelli dell'estate 2011 - rinviavano al futuro la vera copertura delle misure implicate con il trucco delle clausole di salvaguardia. non ho ben capito come lei contabilizzi questo gioco di rinvii delle coperture da un governo all'altro.

cordiali saluti e buona estate

francesco daveri



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da:   v   12/8/2017 17:42

A   Daveri Francesco  

Egr. Prof. Daveri,

1. Introduzione

La ringrazio doppiamente, sia per la Sua cortese risposta, sia per la Sua pronta sensibilità e manifestata consapevolezza che la questione da me sollevata merita di essere adeguatamente approfondita.

Io ritengo da anni, infatti, che ci troviamo di fronte ad uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre rigorosamente in maiuscolo) della storia patria, sia sull’ammontare complessivo delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica, sia per la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare - tutti i docenti di Economia), sia per la loro ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi della riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[1] il prof. Monti[2] ed esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la situazione,[3] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[4]); e, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea, degli obiettivi statutari della BCE (che non è uno soltanto, come quasi tutti pensano), oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[5]

Questa mia e-mail di replica, della cui lunghezza mi scuso, vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che spero Lei vorrà intraprendere, al Suo ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.

2. Fonti

No, non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa o famigerata lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, come è scritto nella mia prima email, ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

3. DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana

La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[6], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, è notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[7]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario all’Economia Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[8] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il mio post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn riportato nella nota 8 e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 4), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande balla impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[9]

4. Scopertura e clausola di salvaguardia

Vi ho accennato nella mia prima e-mail ed è riportato nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti. A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA. Rileggendo ieri un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

5. Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale La invito a leggere la mia Lettera a Carlo Cottarelli…, allegata nelle mia Lettera ai media…, riportata nella mia prima email), i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in centinaia di mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero…), e (b) ascritti solo per un terzo del totale delle riforme dal 2011 alla riforma Fornero.[10]

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

7. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, ed il giudizio a mio avviso in grandissima parte immeritato sul “salvatore” Draghi, trascrivo qui di seguito il mio secondo commento in calce all’articolo di HP che ha riportato le Sue dichiarazioni (dei tre commenti che Le chiedevo di leggere nella mia prima e-mail).

CONTROINFORMAZIONE/2

2. POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione
Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione poco sotto il 2% nel medio periodo). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la BCE - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente, inserendo il capitolo 8, ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti. La riporto, desumendola dalla Cronologia della voce (scorrere la pagina fino all’indice e poi cliccare sul cap. 8).[11]


[1] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

[2] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[4] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[6] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[7] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[8] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[9] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[10] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[11] 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061

Cordiali saluti e buona estate,

V.


PS: Se non ha niente in contrario, riporterò queste e-mail nel mio blog.



Post collegati:


Analisi quali-quantitativa/1 - Piano Fenice – Salvataggio Alitalia


Analisi quali-quantitativa/2 - Abolizione dell‘ICI


Analisi quali-quantitativa/3 – Spese G8



**********




Sfoglia agosto        ottobre
temi della settimana

bersani sessualità pd ue renzi berlusconi crisi economica fake news curiosita' sessuali pensioni educazione bce sviluppo intellettuale economia debito pubblico banca d'italia germania imposta patrimoniale monti draghi



ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


links


archivio

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0