.
Annunci online

Boeri-Ichino-Moretti ripropongono le gabbie salariali


Carlo Clericetti  -  7 GIU 2016

Nel Sud salari troppo alti? Come no...



Andrea Ichino, nato a Milano (il 10 dicembre 1959), laureato alla Bocconi;

Tito Boeri, nato a Milano (il 3 agosto 1958), laureato alla Bocconi;

Enrico Moretti, nato a [dato indisponibile], laureato alla Bocconi.


Prima osservazione

Quello dei prezzi è un discorso delicato, da affrontare con cautela. Ho vissuto per un periodo in un paesino collinare del salernitano, con una discreta attività turistica legata alla presenza di un quadro “miracoloso” della Madonna. Ho trovato dei prezzi maggiori almeno del 20% rispetto al napoletano, dove avevo molta più possibilità di scelta (e Napoli ha una dinamica inflazionistica elevata). Aggiungo che un giudizio analogo veniva espresso da un romano. Perfino il farmacista, forte della sua posizione quasi monopolistica (la farmacia più vicina era a 5 Km, di strada collinare), faceva la cresta sui prezzi maggiorandoli illecitamente del 5-6%. Dal punto di vista dei prezzi, quindi, la situazione è molto variegata e occorrerebbe calibrare i salari al costo della vita tra Comuni della stessa Regione o della stessa Provincia, non soltanto tra Nord e Sud.


Seconda osservazione

Dalla presentazione di Andrea Ichino, si ricava che le differenze del costo della vita tra Nord e Sud sono ascrivibili in primo luogo alla casa e in secondo luogo ai servizi, atteso che un Kg di pasta o una lavatrice hanno lo stesso prezzo al Nord e al Sud. “La casa è la componente più importante delle nostre spese. Il prezzo della casa +36% al Nord rispetto al Sud, + 16% il costo della vita; in Germania, tra Ovest e Est, +7% il prezzo della casa, +4% il costo della vita”.

Anche questi dati dimostrano una verità tanto semplice quanto misconosciuta: per allineare i salari reali, o meglio ridurre sensibilmente il disallineamento dei salari reali tra Nord e Sud, è necessario ed in parte sufficiente abbattere la rendita immobiliare, riducendo l’enorme divario tra l’Italia e la Germania (1/40esimo) del numero di alloggi pubblici ed implementare un corposo Piano pluriennale di alloggi pubblici di qualità da affittare ad affitto sociale.[1]


Terza osservazione

Per ragioni storiche, ecc. il Nord gode di parametri economico-sociali molto superiori al Sud, il che dopo oltre 150 anni dalla nascita dello Stato unitario è insopportabile; Andrea Ichino accenna (nelle risposte al pubblico) alla questione meridionale, che andrebbe risolta a suo avviso non incrementando le infrastrutture – metodo vecchio e fallimentare - ma con un approccio innovativo e cioè accrescendo il capitale sociale. E a mio avviso è giustissimo, a condizione che si parta con un Progetto educativo che affronti alla radice il problema e cioè nella famiglia e coinvolgendo come soggetto e oggetto del progetto le mamme in gravidanza e nei primi tre anni di vita dei figli. Tuttavia gli autori – tutti settentrionali, con un punto interrogativo per Moretti - sarebbero più credibili se accompagnassero questa proposta di ripristino delle gabbie salariali[2] con proposte di misure più articolate volte a ridurre i divari Nord-Sud, quali: a) analogamente a quanto è stato fatto per la Germania Est,[3] destinare al Mezzogiorno un ammontare di risorse straordinarie pari ad almeno 50 mld per 20 anni, affidandone l’amministrazione ad un Comitato formato dai presidenti delle Regioni del Nord; b) applicare rigorosamente la norma che regola la distribuzione dei fondi per gli investimenti tra Nord, Centro e Sud e ripristinare l’obbligo della riserva degli investimenti per il Mezzogiorno;[4] e c) restituire al Sud l’ammontare complessivo degli investimenti di spettanza del Sud stornati (vedi in particolare durante l’ultimo governo Berlusconi-Bossi-Tremonti) al Nord.[5]


NB: Andrea Ichino, nelle risposte al pubblico, chiarisce che l’allineamento dei salari deve avvenire riducendo i salari nominali al Sud.


[1] La casa è un diritto essenziale



[3] Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali *

“Nel Mezzogiorno risiede un terzo della popolazione italiana; si produce solo un quarto del prodotto interno; si genera soltanto un decimo delle esportazioni italiane. Un innalzamento duraturo del tasso di crescita di tutto il Paese non può prescindere dal superamento del sottoutilizzo delle risorse al Sud” (pag. 7).

A metà di questo decennio il PIL pro capite delle regioni meridionali non raggiungeva il 60 per cento di quellocentro-settentrionale; alla metà degli anni sessanta tale ritardo era di dimensioni identiche.

La frattura territoriale nel nostro paese appare almeno altrettanto ampia, anche con riferimento ad indicatori di sviluppo più direttamente correlati alle condizioni materiali di vita delle popolazioni, come i tassi di occupazione, la diffusione della povertà, i livelli di istruzione o il funzionamento dei servizi pubblici locali. L’elevata ampiezza percepita dei trasferimenti di risorse effettuati nel corso dei decenni in favore delle aree meridionali acuisce il senso di insoddisfazione verso le attuali dimensioni del dualismo territoriale italiano” (pag. 427).

“Fino alla conclusione del XIX secolo, il PIL pro capite delle regioni meridionali non scese mai al di sotto del 90 per cento di quello centro-settentrionale” (pag. 427).

“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).

“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).

* 744 pagg., vi sono inclusi: informazioni utili per valutare la performance territoriale delle amministrazioni pubbliche ed un raffronto con la Germania Est (in 40 anni, la politica straordinaria ha speso nel Sud non più dello 0,7 per cento del Pil; per contro, per osservatori autorevoli  tedeschi, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena sacrificare il 5 per cento del PIL” - maggiore di quello italiano - secondo le regole del federalismo cooperativo (Politikverflechtung), che costituisce il carattere saliente del modello politico tedesco. Secondo stime non ufficiali i trasferimenti lordi sarebbero ammontati per il periodo 1991-2003 a 1.250-1500 miliardi di euro, equivalenti a una media di 96-115 miliardi annui) (pag. 486).

link sostituito da:


[4] “LA QUESTIONE MERIDIONALE NON AVRÀ MAI FINE”, DI LUIGI RUSCELLO, UN LIBRO DA LEGGERE TUTTO D’UN FIATO

10 marzo 2016


La questione meridionale non avrà mai fine 

Per quanto riguarda la riserva degli investimenti è da sottolineare che, more solito, essa è stata applicata all’italiana, nel senso che la disposizione di legge prevedeva di calcolare il 40% sul totale degli investimenti statali, ossia delle spese in conto capitale, al netto di quelle già stanziate in favore del Mezzogiorno, mentre nella pratica solo alcuni ministeri erano assoggettati e non per tutte le spese. […]


[5] A proposito della ripartizione dei fondi tra Nord e Sud, per dare solo un’idea delle decisioni concrete passate che sono state adottate al di là dei paroloni sui fiumi di soldi dati al Sud, allego una serie di scritti. Va da sé che sprechi e malversazioni ci sono stati, ma dato il notevole divario delle dotazioni infrastrutturali occorre ripristinare l'obbligo della riserva per il Mezzogiorno di tutti gli investimenti pubblici, affidandone però la gestione a rappresentanti del Nord. Questo è un modo serio – assieme ad altre misure: vedi in particolare l’eliminazione o riduzione sostanziale della rendita immobiliare cui accennavo nel mio commento sopra - di eliminare le cause sottostanti delle differenze salariali e di produttività tra Nord e Sud.


Fini contro Tremonti: “Fondi Fas? Bancomat per la Lega”

di Antonella Folgheretti

08 novembre 2010


(Intervista del governatore PDL della Campania, Caldoro).

Una polemica con il governo, intanto, l'ha aperta anche lei attaccando il Cipe che ha assegnato fondi solo al Nord e poi chiedendo ai suoi colleghi governatori meridionali di disertare le prossime riunioni. Ha cambiato idea?
"No, le cifre parlano chiaro. Nella riunione di giovedì sono stati assegnati 21 miliardi al Nord e duecento milioni al Sud. La prossima volta sarà opportuno che le regioni meridionali disertino il Cipe".


Sud, D’Antoni: “Da Tremonti fiscalità di svantaggio”

23/06/2011


Riporto una serie di articoli di Massimo Giannini, di Repubblica, e Sergio D’Antoni, Responsabile del PD per il Mezzogiorno, tra i più assidui commentatori delle gesta dell’incompetente e sleale Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Come si vede, entrambi concordano sulla “diagnosi” di schizofrenia e di incompetenza.

Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/6/Schizofrenia


Piano per il Sud? Il gioco delle tre carte

Il Consiglio dei ministri approva il Piano per il Sud ma non dà nessuna garanzia circa la copertura finanziaria. Bersani: “si sono presi 4-5 miliardi dai fondi Fas e hanno ripubblicizzato il Mediocredito. Il resto sono solo parole senza cassa, siamo alle solite, al gioco delle tre carte”


Piano Sud: CGIL, il gioco delle tre carte del ministro Tremonti

25/10/2011


Investimenti pubblici, il clamoroso caso ferrovie: 98,8% di fondi al Nord. Al Meridione solo le briciole

di Marco Esposito

26 Ottobre 2014



Post collegati:


Le proposte del Partito Democratico/11 - Mezzogiorno


Proposte per il Partito Democratico campano (2007-2008)


L’Italia è stata fatta con il Sud, ma poi…



**********


Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi

 

La scarsità di capitale sociale non spiega il ritardo del Sud
Vittorio Daniele* -11 Febbraio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/mezzogiorno/la-scarsita-di-capitale-sociale-non-spiega-il-ritardo-del-sud/
 

12 Febbraio 2014 alle 6:23 pm 
Vincesko
scrive:

Anche la fredda Germania dell’Est (cfr.“Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali”), destinataria di imponenti risorse dopo l’unificazione (molto superiori a quelle riversate nel nostro Mezzogiorno), dopo aver migliorato notevolmente tutti i propri indicatori in un arco temporale relativamente breve, non riesce a colmare i 'gap', a parere di molti, per motivi culturali.

“La forza di un popolo è conseguenza dello spirito giusto, e non vale l’inverso” (R. Musil).

L’evoluzione dell’uomo, da 10 mila anni a questa parte, è frutto soprattutto della cultura.

Lettera a Marco Demarco, direttore del “Corriere del Mezzogiorno” (“Terronismo”)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2681858.html

 

12 Febbraio 2014 alle 6:59 pm 
Cyrano
scrive: 
@ Vincesco
Dare della bottegaia alla Merkel - che probabilmente essendo calvinista manco si offenderebbe - potrà farà bene all’autostima ma non vi porterà mai da nessuna parte. Avete idea di cosa possano pensare i Tedeschi degli Scilopoti, Scopelliti, Elio Vito, eccetera eccetera eccetera. Ma Voi pensate che loro non ci osservino, non si informino, non studino. Veramente credete che possano accettare gli Eurobond sapendo che magari alle infrastrutture in Italia c’è un tipino che si chiama Maurizio Lupi?
Quanto al fatto che i lander orientali abbiano ricevuto più aiuti del Sud è tutto da dimostrare. Quando i fondi strutturali abbondavano il sud si segnalava per il ridotto uso degli stessi e per il livello elevato delle frodi comunitarie, anche di una certa sofisticazione. Ora si piange miseria e i fondi sono anche pochi. Ma come ragionate?

 

12 Febbraio 2014 alle 10:54 pm
Vincesko scrive:

@ Cyrano

1. Per la precisione, il mio nickname è Vincesko (con la ‘k’)

2. Che cosa c’entra l’appellativo - meritato, sulla base di un’analisi dei fatti (condivisa peraltro da eminenti Tedeschi) - alla Merkel di “bottegaia” con la mia autostima? Inoltre, i fatti talvolta (o spesso, in Italia) non portano da nessuna parte, ma solo perché troppe persone li aborrono ed inclinano alla propaganda faziosa, avulsa dai dati e dai fatti.

3. So che cosa pensano i Tedeschi dei furbi Italiani: più o meno quello che penso io. E questo, perciò, non m’impedisce di pensar male degli altrettanto furbi “bottegai” tedeschi, quando fanno i furbi. [1]

4. Poiché anche i Tedeschi inclinano alle furbizie, come quando, per fare qualche esempio, a) per accrescere la competitività dei loro prodotti rispetto ai loro partner UE (tra cui l’Italia), finanziano la deflazione dei salari tedeschi (400€ mensili per oltre 7 milioni di mini job) attraverso il loro robusto welfare (reddito minimo garantito di 364€ mensili e sussidio integrale all’affitto), che configurano aiuti di Stato alle imprese; oppure b) impongono misure draconiane di risanamento ai Paesi per evitare che le banche tedesche perdano i loro prestiti (ad es. la gran parte dei prestiti anti-crisi fatti alla Grecia); oppure c) quando si atteggiano a salvatori che si svenano per la patria UE, e danno lezione all’Italia, quando l’Italia non ha preso un Euro e contribuisce al fondo salva-stati, in ragione della sua quota nella BCE, esattamente come la Germania, in ragione della sua quota; oppure d) non si assumono, come Paese leader ed avvantaggiato dalla moneta unica fissa, l’onere del riequilibrio della bilancia commerciale infra UE accrescendo i suoi consumi e fa per giunta concorrenza sleale deflazionando i salari e integrandoli col welfare.

5. “Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali”: 744 pagg., vi sono inclusi: informazioni utili per valutare la performance territoriale delle amministrazioni pubbliche ed un raffronto con la Germania Est (in 40 anni, la politica straordinaria ha speso nel Sud non più dello 0,7 per cento del Pil; per contro, per osservatori autorevoli tedeschi, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena sacrificare il 5 per cento del PIL” - maggiore di quello italiano - secondo le regole del federalismo cooperativo (Politikverflechtung), che costituisce il carattere saliente del modello politico tedesco. Secondo stime non ufficiali i trasferimenti lordi sarebbero ammontati per il periodo 1991-2003 a 1.250-1500 miliardi di euro, equivalenti a una media di 96-115 miliardi annui) (pag. 486). [2]

Conclusione: io sono convinto che l’Italia debba completare i compiti a casa (in particolare, imposta patrimoniale e/o prestito forzoso di 150-200 mld, per evitare che il Paese vada a fondo, sulla metà del decile più ricco - che peraltro ha contribuito pochissimo al mastodontico risanamento dei conti pubblici (330 mld cumulati nella scorsa legislatura [3]) e si è ulteriormente arricchito con la crisi -, lotta severa all’evasione fiscale, alla corruzione e alle mafie; efficientamento della cruciale PA e della giustizia civile), ma sono altrettanto convinto che la Germania debba smettere il proprio atteggiamento egoistico, furbo, ottuso ed arrogante.
 

14 Febbraio 2014 alle 9:57 am 
Cyrano scrive: 

Ciò che configura aiuti di Stato è codificato dall'art. 107 del trattato FUE e non dal primo Vincescko che capita. Infine fate pace con il cervello: il reddito di cittadinanza è una conquista di civiltà se a parlarne è la sinistra mentre diventano aiuti di Stato se invece sono i Tdeschi ad applicarlo. Il diritto alla casa è sancito dalla Costituzione se a reclamarlo è la sinistra è aiuto di Stato se a garantire i sussidi alla casa è la Germania. 
Crescete, viaggiate osservate con i vostri occhi. L'essenziale è visibile all'occhio. 

 

14 Febbraio 2014 alle 1:55 pm
Vincesko scrive:

@ Cyrano
Sei un arrogante maleducato che si atteggia a grande esperto e tuttologo, ma che di tutta evidenza non capisce neppure che:
- rivolgere continui inviti agli interlocutori ad usare il cervello per solito è un forte indizio di proiezione psicologica;
- per quanto riguarda gli aiuti di Stato tedeschi, era implicito il termine“surrettizi”;
- la mia critica - ovviamente - non verte sulla erogazione del reddito minimo garantito e del sussidio all’affitto, ma che questi siano compatibili coi mini job (= concorrenza sleale);
- a prescindere dal merito, c’è differenza tra “reddito minimo garantito” e “reddito di cittadinanza”;
- solo qualche motivazione psicologica “recondita” e preoccupante può indurre un Italiano ad essere, a prescindere, iperentusiasta di un Paese straniero ed ipercritico del proprio;
- il mio nickname è Vincesko, sbagliarlo per la seconda volta costituisce un evidente, doppio, preoccupante “lapsus calami”, con quel che ne consegue…

 

14 Febbraio 2014 alle 3:48 pm
Vincesko scrive:

PS:
Ah, a proposito:
 

Aiuti di Stato alle imprese?
[…] Una domanda provocatoria (da non esperto): non si potrebbero equiparare questi sussidi ad aiuti di Stato alle imprese?

Vincenzo Comito, su Sbilaciamoci, ha risposto affermativamente:
sì, penso che si possa sostenere che si tratta di aiuti di Stato. Per altro verso quella norma, a mio parere, andrebbe riscritta.
“Il lato oscuro della crescita”
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Il-lato-oscuro-della-crescita-21128


15 Febbraio 2014 alle 6:22 pm 
Cyrano scrive: 
Il motivo recondito è uno solo ed è semplice: sono italiano, vissuto a lungo a sud che conosco molto bene e, per motivi d lavoro, conosco bene Germania e Svizzera e in generale il Nord Europa. Non si capisce perché vi accaniate contro lo Stato Sociale tedesco di cui persino molti giovani italiani soprattutto meridionali si avvalgono, atteso che anche la qualità dell’assistenza sanitaria è decisamente migliore di quella che si può ricevere al Sud che pure prepara ottimi medici. Gli aiuti di Stato o ci sono o non ci sono, non esistono “aiuti surrettizi” e se esistono si chiamano welfare e non si capisce perché vi dispiaccia tanto. Vincesko (non ho sbagliato volontariamente, e non faccio difficoltà a scusarmi se ti ritieni offeso) ha invece ragione quando elenca una generalissima lista di cosa da fare. A partire di una imposta sui grandi patrimoni. L’errore che si commette è aver perso mesi preziosi a incriminare un paese che era il grande malato d’Europa mentre Noi sprecavamo risorse progettando ponti sullo stretto che cari ci costano ancora oggi, tra penali e società mai liquidate. I problemi italiani sono tutti interni e li trasciniamo avanti dagli anni’70. Presumo conosciate poco di quegli anni perché o eravate in fasce o forse nemmeno nati. Un consiglio spero tanto lo accettiate:smettetela di linkare articoli di sbilanciamoci, di questo o di quell’altro sito, qualsiasi cosa dicano in economia rappresentano un semplice punto di vista. Cercate di farvi il vostr e viaggiate, tanto. L’essenziale è visibile all’occhio.
 
16 Febbraio 2014 alle 9:39 pm 
Vincesko scrive:
@ Cyrano

Caro amico, permettimi di dirti che il tuo non è un dialogo ma un soliloquio. Di grazia, dove avrei criticato il welfare tedesco? Il tuo penultimo commento conferma la mia deduzione: per qualche tuo motivo “recondito”, non leggi attentamente ciò che scrive il tuo interlocutore e preferisci irresistibilmente rimanere affezionato al tuo mantra; perciò rilevavo l’errore (ripetuto) sul mio nickname: non leggi attentamente né i nickname né le risposte dell’interlocutore per trarre comodamente le tue solite accuse urbi et orbi gratuite o immotivate (ah, la proiezione!), e mi è facile dimostrarlo:

1. Welfare tedesco. Se rileggi con congrua attenzione i miei commenti precedenti, ti accorgi che è una tua invenzione che qualcuno ce l’abbia col welfare tedesco; tu non lo sai, ma io, anche rifacendomi al welfare tedesco e non solo, conduco una piccola battaglia sul web da oltre 4 anni, con molteplici post nel mio blog e centinaia di commenti, per a) introdurre anche in Italia il Reddito minimo garantito (l’RMG esiste in tutti i Paesi UE tranne Italia, Grecia e Ungheria) e b) varare un corposo piano pluriennale di alloggi pubblici (in Italia, negli ultimi 20 anni, se ne sono costruiti 1/30 della Germania, 1/40 della Francia, 1/70 della Gran Bretagna), quale indispensabile ammortizzatore sociale anti-crisi, crisi che sarà lunga almeno 15 anni poiché è l’effetto del mutamento epocale in atto; finanziando queste 2 misure anche con un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota sul decile più ricco delle famiglie.

2. Aiuti di Stato. Non essendo io un esperto ed un tuttologo come te, ho chiesto lumi ad un esperto, il prof. Vincenzo Comito, che ha confermato trattarsi di aiuti di Stato sostanziali.

3. Affermazioni ovvie. Se tu, per proiezione psicologica, non inclinassi irresistibilmente a sottovalutare indistintamente – indistintamente – l’intero genere umano ed i tuoi interlocutori in particolare, eviteresti di fare accuse gratuite o dire cose ovvie (mai dire cose ovvie) come quella che gli articoli esprimono punti di vista degli autori. Ciò detto, se uno non si considera un tuttologo si affida intelligentemente ad esperti della materia per capirne di più. E, tu non lo sai, per questo riporto talvolta tesi giustapposte a corredo dei miei post, senza sposarne alcuna.

4. Tema in discussione. Il tema in discussione è il Sud e le cause del suo mancato sviluppo; io ho fatto un parallelo con la Germania dell’Est; tu invece te ne sei uscito col tuo solito mantra da maestrino severo e fazioso. L’Italia ha molti difetti, noti a (quasi) tutti, anche a me, non solo a te, per la cui soluzione anche io spesso raccomando di guardare, seguendo il principio del benchmarking, ai Paesi più evoluti (inclusa la Germania), ma questo – ripeto – non m’impedisce né dovrebbe impedire a te e a tutti di criticare tali Paesi, tra cui la Germania, quando se lo meritano. E la Germania è criticabile sotto vari punti di vista, poiché ha molte responsabilità nella conduzione dell’attuale crisi, inclusa la furbizia. Per onestà intellettuale te ne farai una ragione.

Conclusione: per rendere utile questo dialogo, permettimi di suggerirti, quando discuti, di imparare a sceverare il grano (le tesi dell’interlocutore) dal loglio (le tue interpretazioni inventate), stare al tema, evitare le affermazioni ovvie e le accuse gratuite, leggere attentamente le risposte e soprattutto indagare e rimuovere la tua pulsione irresistibile a fare il maestrino con la penna rossa con l’Italia e… faziosa e indulgente con la Germania.


17Febbraio 2014 alle 11:26 am 
Cyrano
scrive: 
@ VIncesko
L’opinione del Prof. Comito resta un’opinione e, come tutte le opinioni, impegna solo chi le esterna e chi ci crede. Le facoltà economiche in generale, anche se non sempre, sono la tomba del pensiero indipendente. E’ dalle Università che sono promanate le teorie più bislacche di cui oggi la gente paga il conto. In Italia al governo abbiamo avuto fior di Professori da Monti a Fornero. Tutti hanno dimostrato una profonda inadeguatezza nel passare dalle fumoserie che si propalano a spesso ingenui studenti alla dura realtà. Per favore non citate professori a vanvera ne sanno meno loro di un magliaro di Prato di come si produca ricchezza.
Ci sono professori della Cattolica o dell’Università di Chieti che sostengono l’uscita dall’Euro altri che la ritengono una catastrofe. Ognuno può pensarla come crede. Personalmente attribuisco scarso valore a chi sostiene il proprio pensiero ricorrendo alle opinioni di altri.
I tedeschi fanno il loro interesse, come tutti. E’ L’Italia che non riesce a perseguire il proprio.

 

17Febbraio 2014 alle 5:39 pm 
Vincesko
scrive:

@ Cyrano
Non essere inutilmente ostinato.

1. Continui a dire cose ovvie e a non leggere attentamente: è Vincenzo Comito che è d’accordo con me che erogare l’RMG e il sussidio all’affitto ai percettori di mini job costituisce aiuto di Stato (surrettizio).

2. Fai un uso industriale della proiezione psicologica (ahi ahi ahi…): critichi me che ho citato Comito, e poi fai altrettanto anzi peggio…

3. Non resistere oltre: ora ammetti che la Germania fa il proprio interesse; no, peggio: anche i Tedeschi perseguono il proprio interesse facendo i furbi (vedi i casi da me esposti nel commento del 12 Febbraio 2014 alle 10:54 pm , oltre agli articoli – anche di esponenti tedeschi - allegati in calce al mio post).

17Febbraio 2014 alle 6:43 pm 
Cyrano 
scrive: 
Guarda Vincesko, di aiuti di stato “surrettizi” alle imprese l’Italia detiene il record mondiale pensa solo a come vengono sussidiate le energie alternative scaricando il costo sulla bolletta di ignari cittadini. I sussidi alle imprese in Italia valgono circa 2 mld di euro, vuoto per pieno. Io di sto Comito ho un ricordo di quando lavoravo in Eni Gas&Power, ed è un prof. di Finanza la sua competenza in fatto di “Regolazione e mercato comunitario” vale quel che vale, per modo di dire. Ti convince? Benissimo. Se sta bene a te…
I fatti sono che nessun paese e nessuna azienda in Europa, NESSUNO, ha mai avanzato una simile obiezione alla Germania nelle sedi opportune, ovviamente. Questa è la realtà e ci sarà un motivo. Ognuno poi può fantasticare come crede. Perseguire l’interesse nazionale è assolutamente lecito. Fare i “furbi” è da italiani, questa è la differenza. C’è un tratto etico che distingue i due comportamenti che ti consiglio di verificare di persona viaggiando in quei paesi: Germania, Austria, Svizzera. In Olanda le cose sono leggermente diverse ma vanno attentamente valutate. Non sono Weberiano e non attribuisco questo alla eredità protestante. E’ un complesso di fattori che però in questo paper vengono superficialmente citati in modo vago e disordinato tralasciando di riflettere sui fattori che ancora oggi impediscono a una terra che ha straordinarie risorse umane di trovare il suo riscatto.
Infine sapevo che mi sarebbe stata obiettata una citazione, ma ho corso il rischio perchè credo che il punto di vista di Teti un meridionale, un calabrese potesse offrire uno spunto di riflessione. L’ostinazione poi è proprio il tratto che vi contraddistingue. Quanto a questo Paper poi, perchè tutta la nostra animata discussione parte da lì, porta argomenti debolissimi a una tesi,quella dello sviluppo industriale foriero di progresso civile che da Taranto a Bagnoli; da Brindisi a Gioa Tauro, da Agrigento a Termini Imerese trova una quantità di confutazioni che non richiedono di essere trovate in posti che evidentemente si conoscono solo sulla carta come Anversa o la Germania est.


17Febbraio 2014 alle 8:47 pm 
Vincesko scrive:

1. Io di Vincenzo Comito so soltanto che scrive su Sbilanciamoci; ho trovato questo: http://www.sbilanciamoci.info/Chi-scrive/Vincenzo-Comito-247

2. Recentemente, ho sentito un altro professore definire il caso tedesco del welfare ai mini job, nella sostanza, aiuti di Stato: Alberto Bagnai. Ma i casi di furbizia sono tanti altri, incluso quello di “nascondere” l’aumento del debito pubblico o gli aiuti alle imprese nell’equivalente della nostra CDP.

3. Ripeto, per la terza o quarta volta, che anche io considero noi Italiani dei furbi inveterati, ma sono anche convinto, da ben prima di avere l’avallo di Comito o simili, non per pregiudizio ma esclusivamente sulla base dell’analisi dei fatti, che anche i rigorosi Tedeschi inclinano ad esserlo, furbi, sol che lo coprono con l’arroganza e, da una parte, mandano perciò in confusione gli ingenui e i faziosi; dall’altra, tengono sotto schiaffo i Barroso, i Rehn e i Van Rompuy, che mai ardiranno instaurare una seria azione sanzionatoria contro di loro.

4. D’altra parte, come confermi qui anche tu, qualunque comportamento esagerato nasconde una magagna interiore, una coda di paglia. Tienilo presente in futuro…

5. Poiché, dopo avere stigmatizzato (stigmatizzare = deplorare severamente e pubblicamente) a più non posso l’abitudine di fare citazioni a supporto delle proprie tesi, non ne hai fatto solo una – come maldestramente ora affermi – ma ben 4: Braudel, Einstein, De Finetti e Teti. Ahi ahi ahi…

 
[1] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
[2] Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
[3] Il lavoro‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html

 
 
Post e articoli collegati:
 
11 post del mio blog sulla Germania (e dintorni):
(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html
(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
(3) L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html
(4) Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
(6) I facitori dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html
(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html
(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html
(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html
(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html
(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795390.html

 

I torti e le ragioni non stanno da una sola parte. Anche la Germania pagherà un prezzo per il suo egoismo e la sua arroganza.
“La Germania dorme sull’orlo del vulcano”
JÜRGEN HABERMAS
[…] Questa finzione di sovranità è comoda per il governo federale, perché risparmia al partner più forte la necessità di tenere conto degli effetti negativi che tali politiche possono avere per i paesi più deboli. […]
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/04/la-germania-dorme-sullorlo-del-vulcano.html
 
SOCIAL EUROPE JOURNAL
23 Ottobre 2013
ROBERT SKIDELSKI
“Opinioni sbagliate sull’austerità britannica”
[…] Si consideri la Germania che secondo lo storico economico Albrecht Ritschl è “il più grande trasgressore debito del XX secolo”. Nella tabella a pagina 99 del loro libro “This Time is Different”, Rogoff e il suo co -autore, Carmen Reinhart , mostrano che la Germania ha subito otto default del debito e/o ristrutturazioni tra il 1800 e il 2008 . C’erano anche due default causati dall’inflazione nel 1920 e 1923. Eppure oggi la Germania è l’egemone economico d’Europa che stabilisce le regole per “furfanti” come la Grecia .
http://www.resetricerca.org/it/news/13-news/254-opinioni-sbagliate-sullausterita-britannica-edit-a-cura-di-francesco-ardolino-reset
 
“Processo alla Germania rimasta senza memoria”
Barbara Spinelli
15 novembre 2013
http://www.repubblica.it/esteri/2013/11/15/news/processo_alla_germania-71044181/
 
“Günter Grass “Non piegatevi alla Merkel”"
http://intranews.sns.it/intranews/20131125/SI91102.PDF
 
Germania, lavoro, precarietà di Vincenzo Comito
“Germania, il lato oscuro della crescita”
29/11/2013
A un tasso di disoccupazione tra i più bassi in Europa fa da pendant un aumento esponenziale di precarietà, sotto occupazione e diseguaglianze all’interno del paese
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Il-lato-oscuro-della-crescita-21128
 
Infine, la Germania non vuole assumersi l’onere di Paese guida, forse per ottusità,sicuramente per egoismo ed arroganza. Occorre forse un’azione forte, nel sensosuggerito dalla tedesca Ulrike Herrmann, corrispondente economica per ilquotidiano “Tageszeitung?

“Consigli per il nuovo premier: ‘L’Italia dovrebbe ricattare la Germania minacciando l’uscita dall’euro’”
http://keynesblog.com/2013/02/18/consigli-per-il-nuovo-premier-litalia-dovrebbe-ricattare-la-germania-minacciando-luscita-dalleuro/
 

Aggiornamenti

Le conseguenze del surplus tedesco
Luca Gemmi - 26 Febbraio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/le-conseguenze-del-surplus-tedesco/

27/02/2014
Germania, cresce il divario ricchi-poveri
Secondo l’istituto Diw è il paese con le maggiori differenze nell’Eurozona:
diseguaglianze crescenti, un quinto della popolazione non ha un patrimonio
TONIA MASTROBUONI
http://www.lastampa.it/2014/02/27/economia/germania-cresce-il-divario-ricchipoveri-06MkzNrzpzzniLcVXbLAHK/pagina.html

L’euro dei Nazi e il nostro
Giorgio Gattei* - 24 Marzo 2014
Sembra che la Grande Germania,ritornata soggetto geopolitico egemone in Europa, stia realizzando attualmente la prospettiva immaginata dai politici e dagli economisti nazisti per il loro dopoguerra vittorioso: di rendersi esportatrice netta di merci verso una periferia monetariamente subalterna ad una moneta unica che allora sarebbe stato il marco e adesso è l’euro.
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/leuro-dei-nazi-e-il-nostro/

Denunciamo il Governo tedesco e chiediamo l’annullamento del Fiscal Compact
Ecco come fare per salvare il paese
Francesco Amodeo
03 aprile 2014
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3558:francesco-amodeo-denunciamo-il-governo-tedesco-e-chiediamo-lannullamento-del-fiscal-compact&catid=44:europa&Itemid=82

Lo spread e i trucchi della Bundesbank
Carlo Clericetti
21 maggio 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/05/21/lo-spread-e-i-trucchi-della-bundesbank/ 

La Germania rallenta, perché non ha fatto i propri compiti a casa. L'Italia può lavorare perché lo faccia, con beneficio per tutta l'Europa.
Secondo la Bundesbank, nel secondo trimestre la crescita tedesca si è fermata. Ma poi riprenderà a correre. E il surplus commerciale continua a restare sopra i limiti degli accordi europei. Secondo il Fondo monetario internazionale dovrebbe spendere più soldi pubblici per fare investimenti e crescere ancora di più, favorendo così le esportazioni degli altri paesi, come Grecia, Spagna o Italia.
23 luglio 2014
http://ilcampodelleidee.it/doc/173/la-germania-rallenta-perch-non-ha-fatto-i-propri-compiti-a-casa-litalia-pu-lavorare-perch-lo-faccia-con-beneficio-per-tutta-leur.htm  

Intervista a Ingo Schulze - La nuova Germania mi fa paura
Tonia Mastroianni
30/07/2014
http://www.moked.it/unione_informa/pdfrassegna/rassegnastampa.pdf 

I servizi segreti tedeschi per anni hanno spiato politici, imprenditori e funzionari europei
LENA PAVESE
24 aprile 2015
http://www.eunews.it/2015/04/24/servizi-segreti-tedeschi-per-anni-hanno-spiato-politici-imprenditori-e-funzionari-europei/34189


Patuelli: "Il salvataggio delle banche è una legnata"
Il presidente dell'Abi critica l'Europa: "Siamo imbestialiti, la Germania può usare soldi pubblici e noi no. Così non va". Il Tribunale Ue ha autorizzato l'intervento di Berlino a sostegno di una banca tedesca
28 novembre 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/11/28/news/banche_abi_bail_in-128346803/


Il dualismo Centro-Nord - Sud danneggia tutti

 
Il Sud ferma il treno del Nord. Massimo Cacciari e altri luoghi comuni
Carmelo Petraglia* - 17 Gennaio 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/mezzogiorno/il-sud-ferma-il-treno-del-nord-massimo-cacciari-e-altri-luoghi-comuni/
 
Premesso che io, meridionale, penso che il Sud debba completare i compiti a casa, poiché il peso fiscale, a causa delle imposte locali, è maggiore che al Centro-Nord e dove, soprattutto, non c’è correlazione tra il costo dell’apparato burocratico e la spesa pubblica da esso gestita e l’output in infrastrutture e servizi in termini sia quantitativi che qualitativi, osservo:
 
1) Sui dati dell’evasione fiscale per Regione, le fonti non sono univoche, ma quel che è certo è che in valore assoluto il Centro-Nord surclassa il Mezzogiorno.
 
2) La ripresa italiana dipende anche dal Mezzogiorno (importante mercato di sbocco interno), ma la previsione della SVIMEZ per il Sud è sconfortante: “In termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2011 ha confermato lo stesso livello del 57,7% del valore del Centro Nord del 2010. In un decennio il recupero del gap è stato soltanto di un punto e mezzo percentuale, dal 56,1% al 57,7%. Continuando così ci vorrebbero 400 anni per recuperare lo svantaggio”.

3) Traggo dalla Nota 18 della “Lettera di PDnetwork
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html
Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali *
“Nel Mezzogiorno risiede un terzo della popolazione italiana; si produce solo un quarto del prodotto interno; si genera soltanto un decimo delle esportazioni italiane. Un innalzamento duraturo del tasso di crescita di tutto il Paese non può prescindere dal superamento del sottoutilizzo delle risorse al Sud” (pag. 7).
“A metà di questo decennio il PIL pro capite delle regioni meridionali non raggiungeva il 60 per cento di quello centro-settentrionale; alla metà degli anni sessanta tale ritardo era di dimensioni identiche.
La frattura territoriale nel nostro paese appare almeno altrettanto ampia, anche con riferimento ad indicatori di sviluppo più direttamente correlati alle condizioni materiali di vita delle popolazioni, come i tassi di occupazione, la diffusione della povertà, i livelli di istruzione o il funzionamento dei servizi pubblici locali. L’elevata ampiezza percepita dei trasferimenti di risorse effettuati nel corso dei decenni in favore delle aree meridionali acuisce il senso di insoddisfazione verso le attuali dimensioni del dualismo territoriale italiano” (pag. 427).
“Fino alla conclusione del XIX secolo, il PIL pro capite delle regioni meridionali non scese mai al di sotto del 90 per cento di quello centro-settentrionale” (pag. 427).
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
* 744 pagg., vi sono inclusi: informazioni utili per valutare la performance territoriale delle amministrazioni pubbliche ed un raffronto con la Germania Est (in 40 anni, la politica straordinaria ha speso nel Sud non più dello 0,7 per cento del Pil; per contro, per osservatori autorevoli tedeschi, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena sacrificare il 5 per cento del PIL” - maggiore di quello italiano - secondo le regole del federalismo cooperativo (Politikverflechtung), che costituisce il carattere saliente del modello politico tedesco. Secondo stime non ufficiali i trasferimenti lordi sarebbero ammontati per il periodo 1991-2003 a 1.250-1500 miliardi di euro, equivalenti a una media di 96-115 miliardi annui) (pag. 486).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf


Post collegati:

Sud, la soluzione è prima di tutto culturale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2796241.html 
AQQ22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2768537.html
 



Sud, la soluzione è prima di tutto culturale


Gianni Pittella
Candidato alla segreteria del Partito Democratico
Gli altri candidati hanno altre priorità, solo la mia mozione poggia sul Sud
Pubblicato: 30/10/2013 13:36
http://www.huffingtonpost.it/gianni-pittella/gli-altri-candidati-hanno-altre-priorita-solo-la-mia-mozione-poggia-sul-sud_b_4176979.html

 
 
NON E’ SOLTANTO UN PROBLEMA DI RISORSE FINANZIARIE.

1) Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
“Nel Mezzogiorno risiede un terzo della popolazione italiana; si produce solo un quarto del prodotto interno; si genera soltanto un decimo delle esportazioni italiane. Un innalzamento duraturo del tasso di crescita di tutto il Paese non può prescindere dal superamento del sottoutilizzo delle risorse al Sud” (p. 7).
“A metà di questo decennio il PIL pro capite delle regioni meridionali non raggiungeva il 60 per cento di quello centro-settentrionale; alla metà degli anni sessanta tale ritardo era di dimensioni identiche.
La frattura territoriale nel nostro paese appare almeno altrettanto ampia, anche con riferimento ad indicatori di sviluppo più direttamente correlati alle condizioni materiali di vita delle popolazioni, come i tassi di occupazione, la diffusione della povertà, i livelli di istruzione o il funzionamento dei servizi pubblici locali. L’elevata ampiezza percepita dei trasferimenti di risorse effettuati nel corso dei decenni in favore delle aree meridionali acuisce il senso di insoddisfazione verso le attuali dimensioni del dualismo territoriale italiano” (p. 427).
“Fino alla conclusione del XIX secolo, il PIL pro capite delle regioni meridionali non scese mai al di sotto del 90 per cento di quello centro-settentrionale” (p. 427).
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
link sostituito da:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/collana-seminari-convegni/2009-0002/2_volume_mezzogiorno.pdf

2) A partire dal 1998-’99, ho cercato di approfondire – in maniera empirica ed un po’ dilettantesca - le cause della situazione meridionale e soprattutto della mentalità di noi meridionali, causa ed effetto insieme del sottosviluppo del Sud, come tutti gli indicatori attestano, arrivando ad alcune conclusioni che investono – ovviamente, direi - la dimensione culturale-antropologica e che indicano, quindi, le modalità più efficaci di intervento.

Per lo sviluppo del Sud, due, a mio avviso, sono i principali freni ed ostacoli “culturali” al cambiamento: il primo è quello riassumibile nell’espressione “ogni meridionale si crede un padreterno, quindi perfetto, non ha bisogno di migliorare”.
E' il principe di Salina che parla (ne Il Gattopardo): “Rimasero [gli ufficiali inglesi, ndr] estasiati dal panorama, della irruenza della luce; confessarono però che erano stati pietrificati osservando lo squallore, la vetustà, il sudiciume delle strade di accesso. (…) Vengono [i garibaldini, ndr] per insegnarci le buone creanze ma non lo potranno fare, perché noi siamo dèi. (…) i Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti (…).”
Ma è da leggere, ovviamente, in senso opposto: in Ricordi della casa dei morti, Dostoevskij scrive: “Di certo si doveva credere un uomo molto intelligente, come accade per solito a tutti gli uomini ottusi e limitati”. 
 
3) L’altro freno è rappresentato dalla donna meridionale. Senza alcun intento anti-femminista, anzi come frutto di una lunga e profonda riflessione partita da un pregiudizio inizialmente positivo, io reputo la donna meridionale (prepotenza privata, assenza pubblica: binomio forse non casuale) uno dei 2 principali fattori di conservazione e di freno nel Sud, soprattutto nel suo ruolo di mamma e/o d’insegnante. 
Con qualche attenzione anche al ruolo di mamma Chiesa.
Mamma + insegnante-donna (oggigiorno, la stragrande maggioranza del corpo docente) + Chiesa sono state e sono oggi – forse ancora di più – una miscela formidabile e preponderante nell’educazione delle generazioni meridionali. Io credo fermissimamente che il Sud (e l’Italia) abbia molto bisogno di padri (e di amministratori pubblici) congruamente severi – quasi assenti - e meno di mamme, onnipresenti. Scrive Anna Maria Ortese ne Il mare non bagna Napoli: “Esiste,nelle estreme e più lucenti terre del Sud, un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione, un genio materno, d’illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni”.

4) Partecipazione della donna e indice di sviluppo di un Paese.
Nella (lunga ed ultima) nota 18-Questione femminile e Mezzogiorno, in un documento di 11 pagine con delle mie proposte (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html ), tutti i dati economici dimostrano:
a) la correlazione tra ruolo e grado di partecipazione della donna e indice di sviluppo di un Paese;
- secondo il IV Rapporto Onu sullo sviluppo umano nei paesi arabi “il tasso di occupazione femminile (cioè la percentuale di donne dai 15 anni in su che forniscono lavoro o sarebbero disponibili a farlo) si ferma al 33%, rimanendo così il più basso del mondo”.
E “gli autori del Rapporto non esitano a sostenere che proprio dalla conquista della piena autonomia da parte delle donne potrebbe partire la rinascita commerciale, economica e culturale dei paesi arabi”.;
- dal Rapporto ONU sullo Sviluppo Umano 2010, si ricava che:
“I paesi arabi includono cinque dei 10 “Top Movers” ovvero le nazioni (sulle 135 oggetto della ricerca) che hanno mostrato la migliore performance nell’ISU[Indice di Sviluppo Umano] a partire dal 1970: Oman (n.1), Arabia Saudita (n.5), Tunisia (n. 7), Algeria (n. 9) e Marocco (n. 10). Nell’Indice didisuguaglianza di genere (IDG), tuttavia, gli Stati arabi registrano un ISUregionale medio del 70 percento, ben al di sopra della perdita mondiale mediadel 56 percento. All’ultimo posto nella classifica mondiale relativa all’IDG èlo Yemen, con una perdita ISU dell’85 percento”;
- dal Rapporto ISTAT relativo al II trim. 2010 (tabb. 13 e 14) , si ricava che il dato aggregato italiano di inattività delle donne, pari al 48,6% (39,4% al Nord e 42,4% al Centro) è determinato dal peso negativo del Sud: “Nel Mezzogiorno, il tasso di inattività della componente femminile rimane particolarmente elevato ed è pari al 63,5 per cento”, (contro il 33,7 dei maschi).
Occorrerebbe – come per i Paesi arabi – rimuovere questo macigno operando congiuntamente su due direttrici: quella economica e quella culturale;

b) che anche la fredda Germania dell’Est (cfr. “Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali”), destinataria di imponenti risorse dopo l’unificazione (molto superiori a quelle riversate nel nostro Mezzogiorno *), dopo aver migliorato notevolmente tutti i propri indicatori in un arco temporale relativamente breve, non riesce a colmare i 'gap', a parere di molti, per motivi culturali.

* In 40 anni, la politica straordinaria ha speso nel Sud non più dello 0,7 per cento del Pil; per contro, per osservatori autorevoli tedeschi, “l’unità nazionale è un valore che trascende la logica economica, per il quale può ben valere la pena sacrificare il 5 per cento del PIL” - maggiore di quello italiano -  secondo le regole del federalismo cooperativo (Politikverflechtung), che costituisce il carattere saliente del modello politico tedesco. Secondo stime non ufficiali i trasferimenti lordi sarebbero ammontati per il periodo 1991-2003 a 1.250-1500 miliardi di euro, equivalenti a una media di 96-115 miliardi annui”) (pag.486).


Conclusione. Per il Sud, dato il sostanziale fallimento delle modalità con le quali si è affrontato finora la questione meridionale, occorre prefigurare soluzioni innovative, e cioè: a) prima di tutto, una rivoluzione culturale ed un correlato Progetto educativo quinquennale o meglio decennale, basato sul ruolo cruciale della donna, come madre e insegnante (v. “Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html); poi, ovviamente b) investimenti infrastrutturali; c) una Pubblica Amministrazione efficiente; e last but not least d) una classe dirigente all'altezza del compito; se occorre, il commissariamento delle Regioni inadempienti (il problema – permettetemi la battuta - è forse dove trovare il commissario da designare) o l'adozione della proposta della SVIMEZ, cioè una sorta di unificazione-centralizzazione dell'amministrazione pubblica del Mezzogiorno.


Appendice
 
Superutente di HuffPost
simonasforza
Mummy 1st of all
187 Fan 
19:02 su 30/10/2013
Questa proprio ce la potevi risparmiare.. la solita visione ottusa e vetusta, molto triste. Apri i tuoi orizzonti!
Permalink | Condividi
30 OKT 201319:02
 
Vincesko
36 Fan
19:57 su 30/10/2013
Mi spiace, il tuo è un giudizio ineducato, deludente ed esagerato. Sai già, vero, che tutte le affermazioni esagerate rinviano a motivazioni “sottostanti”? E spesso sono indizio di coda di paglia? Ho capito, te la sei presa perché hai dedotto dalle mie osservazioni che era ottuso e vetusto il tuo (vostro) giudizio su Michelle Hunziker
(cfr. Dialogo sulle due Michelle http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795437.html ).

PS: Sei meridionale, come me? O hai vissuto molto nel Sud?
30 OKT 201319:57
Permalink | Condividi
 
Superutente di HuffPost
simonasforza
Mummy 1st of all
187 Fan
20:18 su 30/10/2013
"Sai già, vero, che tutte le affermazioni esagerate rinviano a motivazioni "sottostanti"?"... Cosa ti hanno fatto in ordine:
1) le donne meridionali?
2) le insegnanti?
3) le mamme?
P.S. Naturalmente scherzo. Siamo entrambi meridionali e sappiamo quindi che ci sono una varietà infinita di modi di essere donna anche al sud. Altrimenti rischiamo di buttare tutto in macchietta.
30 OKT 201320:18
Permalink | Condividi
 
Vincesko
36 Fan
20:58 su 30/10/2013
1) Perché evitare di parlarne? Secondo me, come ho scritto in calce all’articolo sulle 2 Michelle, “il ruolo "conservatore" della donna, segnatamente in campo educativo - familiare, soprattutto, e scolastico - è, in base alla mia esperienza, in particolare al Sud, forse il principale problema italiano, assieme a quello della Chiesa cattolica. E, quindi, la variabile prioritaria da affrontare per la soluzione degli altri”.

2) No, mi spiace, le mie non sono affatto considerazioni esagerate e non sono basate su alcun pregiudizio negativo, anzi. 
Traggo da questo che è uno dei miei 4 post sull’educazione (allegato in quello già linkato più sotto nella conclusione) e che t'invito a leggere attentamente.

“[…] A scanso di equivoci, chiarisco che, avendo avuto nella mia prima infanzia più amiche che amici, ho vissuto per decenni, fino al 1999, con un pregiudizio positivo verso le donne. Se potevo, sceglievo il medico, l’avvocato, l’insegnante, ecc. donna perché mi fidavo di più. Poi ho cambiato idea, nel senso che, in base all’esperienza, essendosi esaurito l’effetto distorcente del pregiudizio positivo, mi sono reso conto che la donna (ed essendo meridionale e vivendo al Sud mi riferisco alla donna meridionale) per tanti aspetti non è la soluzione ma il problema". 

(continua/1)
30 OKT 201320:58
 
Vincesko
36 Fan
20:59 su 30/10/2013
 (segue)

“Ho cercato di indagarne le cause e sono arrivato alla conclusione che è l’effetto dell’educazione in famiglia (in senso lato), che per le femmine è più severa, più repressiva, e la repressione si dispiega per prima e/o principalmente nella sfera sessuale. […]”.
“L’istruzione è alleanza famiglia-scuola”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html

3) Infine, quando ne parlo o ne scrivo, ho sempre riscontrato una reazione molto negativa almeno nel 90% delle donne meridionali e non, ma quando ho la possibilità di motivare compiutamente (in particolare affrontandone l’"eziologia") sono sempre – sempre – riuscito a convincerle.
30 OKT 201320:59
 
furia-the-dog
2 Fan
21:15 su 30/10/2013
Mi piaccoiono i suoi ragionamenti, le sue fonti e le sue critiche, manca solo un elemento basilare, che e' causa/effetto di quello che lei scrive: la criminalita' organizzata e una cultura del malaffare e dello spregio della cosa pubblica diffusi capillarmente.
Risolvere, seriamente, seppur parzialmente, questo problema creerebbe un indotto culturale, economico, sociale e politico inaudito, ma se ha gia' citato lo splendido principe di salina credo che ne' lei ne' io ci facciamo illusioni
30 OKT 201321:15
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
00:32 su 31/10/2013
Ha ragione, è basilare, si può dire che è la quintessenza della cultura meridionale. Non poteva quindi mancare nelle mie riflessioni sul Sud. Ne ho scritto varie volte, ad es. qui (peraltro, la Calabria è la Regione di Gianni Pittella  [mi correggo, è lucano]):

“[…] Le mafie sono un problema serissimo, una vera emergenza nazionale, non solo del Sud. 
Detto questo, io sono campano, e credo che la criminalità organizzata sia sì un problema di polizia e magistratura, ma anche un fatto economico di proporzioni colossali (100 miliardi di "fatturato" annuo, pari al 7% del PIL) e soprattutto un fenomeno profondamente culturale, che vede l'omologazione di troppa parte della società meridionale su regole "mafiose": omertà, inerzia, prepotenza, favoritismi, connivenze. 
Occorre unire le forze ed attuare una strategia di contrasto feroce, massiccio e di lungo periodo su 4 direttrici: giudiziaria, militare, economica e culturale.

Ora aggiungo che queste 4 direttrici di attacco devono partire insieme ed operare parallelamente, sapendo che la “riforma” culturale è un obiettivo essenziale, e di lungo termine, che deve basarsi prioritariamente sul coinvolgimento delle donne meridionali, che devono diventarne l'oggetto ed il soggetto principale, trasformandosi da problema e fattore di conservazione a risorsa e motore del cambiamento”.

(continua/1)
31 OKT 201300:32
Condividi
 
Vincesko
36 Fan
00:34 su 31/10/2013
 (segue)

“Io da molto tempo ritengo che dev'essere proprio la Calabria, più ancora della Sicilia e della Campania, l'epicentro di questo terremoto benefico, il fulcro di questa rinascita: il Sud uscirà dalla sua condizione di minorità soltanto quando la Calabria giungerà ad un livello di progresso socio-economico-culturale in linea con il resto d'Italia. […]”
“Dialogo sulla Calabria, sul Mezzogiorno”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783416.html

Oppure qui:

“Onorata? Questo aggettivo ha tutta l'aria di un - come dire? - lapsus freudiano [1] capovolto: ascoltate le sue dichiarazioni, non tradisce il pensiero, ma lo rafforza, ne costituisce la quintessenza, il sostrato educativo fondamentale, che - si badi - per le generazioni meridionali, ed in particolare per quelle mafiose o camorriste o 'ndranghetiste, è soprattutto quello inculcato dalla madre. [2] Detto su basi empiriche ed intuitive e non di studi particolari, dal punto di vista educativo, la società meridionale, segnatamente nell'"enclave" criminale, è ancora oggi, dopo secoli, una società matriarcale”.
“Lucia Riina e il lapsus freudiano capovolto”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790748.html
31 OKT 201300:34
 
espa1
28 Fans
ho quotato i bei post di vincesko (li trovo ricchi di riflessione e voglia di approfondimento sinceri)...personalmente concordo con una visione del sud d'italia (forse non tutto) mondo a se stante, mosso da logiche pietrificate dal tempo e che non è possibile modificare se non si conosce (e rispetta)...questo rende possibile un cambiamento in positivo, solo dall'interno...concordo con l'interessante lavoro di g. pittella, che probabilmente segretario del partito non diventerà, ma che ritengo, x essere proseguito, dovrà almeno vedere un suo trasferimento da bruxelles al parlamento nazionale. a vincesko mi permetto di suggerire, di elaborare un pari ragionamento, anche x il nord d'italia...scoprirà (ma lo sa), un altro mondo, ma che x complessità e vincoli,non ha niente da invidiare al sud d'italia.
31OKT 08:07
 
Vincesko
36 Fans
Le mie riflessioni sul Sud hanno una base quasi esclusivamente empirica. Ho lavorato al Nord (Milano) per quasi 6 anni, ma negli anni '70, perciò troppo lontano nel tempo. Dai commenti che leggo da alcuni anni nel web, temo di rilevare, per alcuni aspetti, ad es. il "conservatorismo" della donna e soprattutto la terribile inclinazione alla lamentela sterile (In Italia, Paese femmina, la lamentela non è peccato http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2791596.html ), una certa omologazione del Nord al Sud (forse, il problema della mutazione antropologica in senso involutivo in atto effettivamente è nazionale). 
Molto meno, per fortuna, per la dannosissima invidia sociale (cfr. post sulla Calabria ed altri): 
"Per chi non è del Sud è difficile capire che un altro dei pilastri della cultura meridionale – probabilmente il portato del cattolicesimo e che si tramanda di generazione in generazione - è l'invidia ed il conservatorismo sociale - l'altra faccia del “noi siamo dèi” -, per cui, invece che considerarlo uno stimolo all'emulazione ed al miglioramento, si giudica negativamente il successo dell'altro ed impera un meccanismo automatico, una sorta di riflesso condizionato delle persone, che sono “costrette” a frenare qualunque iniziativa privata o, soprattutto, pubblica, e favoriscono una omologazione in cui poi riescono a prevalere sempre gli stessi".

Comunque, grazie per l'apprezzamento.
31 OKT 201312:04
 
***
 
Anthy IAD
2 Fan
La Ortese in quel passo non faceva che reinterpretare la Natura Matrigna di Leopardiana memoria, che diventava madre opprimente. Ma più in là con gli anni affermò di aver superato questa sua credenza giovanile, e di non credere più che sia la Natura a nuocere ai propri figli. Non la identificava con alcuno spirito femminil-materno (le sue posizioni non sono mai così nette), men che meno incarnato nelle donne meridionali, alle quali, con un ragionamento veramente d'antan, lei attribuisce la responsabilità della perpetuazione di sistemi familisti vetusti e moralmente sbagliati. Sa che queste erano le stesse argomentazioni usate da alcune delle prime femministe per promuovere l'istruzione femminile? Cambiare le donne per cambiare la società, dicevano, perchè le donne non sono all'altezza del loro compito, e occorre fare in modo che esse possano davvero essere mogli e madri e compagne. Il fatto che vengano ancora utilizzate, con tutti i loro limiti, mi sconcerta. Il soggetto femminile, esattamente come quello maschile è, grazie a Dio, qualcosa di più sfuggente e complesso. E soprattutto la mamma di cui lei parla, contrapposta al padre severo, è un'invenzione maschile, non femminile. 
Ovviamente specifico che sono donna e meridionale, e non sono l'eccezione che conferma la regola.
31 OKT 2013 12:31
Permalink
 
Vincesko
36 Fan
1) La Ortese: a) non è responsabile di nulla nella mia tesi; b) c'entra soltanto poiché mi serviva a corroborarla; c) in effetti, io non so perché ella l'abbia scritto, ma è un fatto incontrovertibile che NON scriva affatto della NATURA MATRIGNA, fatto fisico o chessò ereditario, inscritto nei geni, ma del ruolo sociale della donna-madre: "un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione, un genio materno, d’illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è affidato il sonno in cui dormono quelle popolazioni", che è un dato CULTURALE.
2) I problemi seri di Giacomo Leopardi sono dovuti anche - anche - ad una madre assente e calda come un ghiacciolo (oggi si direbbe anaffettiva).
3) Ho già scritto, replicando a Simona, che almeno il 90% delle donne reagisce male, ma che le convinco TUTTE se posso motivare compiutamente la tesi; perché non legge attentamente i miei 4 post sull'educazione?

PS: Detto beninteso in generale, la mia lunga esperienza mi ha insegnato che (quasi) sempre la negazione in toto o in parte di un "problema" è indizio certo della sua sussistenza, e che l'intensità (nei colloqui diretti, è grandemente significativo il tempo di reazione e il tono di voce) della negazione è direttamente correlata al suo grado di gravità.
31 OKT 2013 15:06
 
Anthy_IAD
0 Fans
In breve: 1) è il sentimento, non la metafora in cui si incarna che è di derivazione leopardiana. E no, AO non chiama in causa un ruolo sociale della donna madre, ma la pura funzione materna. Un pò come gli uomini identificano in Dio una funzione paterna. Un'astrazione. Vista dal suo lato più oscuro, ambigua quanto vuole. Ma non dato culturale, bensì metafisico. Che noi lettori/interpreti possiamo vedere come COSTRUZIONE culturale. Che è una cosa diversa (e presuppone un percorso di adattamento e resistenza). 
2) (Mi perdoni la battuta) Può darsi ma non tutti quelli che hanno una mamma anaffettiva sono Leopardi. 
3) Ovvio, se la tesi è motivata. Ma anche le mie obiezioni lo sono. Quando avrò tempo li leggerò senz'altro. Però non richiami la reazione rabbiosa: lo sento rimproverare spesso alle interlocutrici donne, e mi dà l'impressione di un tentativo di svalutarne le posizioni riportandole ad un ambito umorale. Ma le assicuro che usiamo ragione e sentimento in proporzioni non dissimili dagli uomini. 

In sostanza lei asserisce che in genere quanto più ha ragione tanto più gli altri le danno torto? Può darsi, ma è una casistica che, almeno per me, non c'entra. Preferisco pensare piuttosto che quando ci si confronta apertamente si finisce inevitabilmente con l'evolvere le proprie posizioni, se la discussione è seria...
31 OKT 2013 21:06
 
Vincesko
36 Fan
Ah, non ha letto ancora i miei 4 post? Perciò filosofeggia e sciorina arzigogoli sulla Ortese e fa battute sul povero e sfortunato uomo di cognome Leopardi, che aveva una madre assente e anaffettiva ed un padre troppo presente. Lasci stare la filosofia, che Lei mi pare usi come schermo, come cortina fumogena per non affrontare il tema in discussione, che è di natura psicologica e non è affatto quello che Lei ipotizzava nel Suo 1° commento, parlando di padre severo, ecc. ecc., ma esattamente il contrario, come si deduce facilmente anche dal mio 1° commento frazionato in 6 parti - che, per metà, è un’estrema sintesi dei 4 post - ed è la preponderanza della figura materna rispetto a quella paterna, in particolare nel rapporto (edipico) tra madre e figlie femmine. Se Lei leggerà il post “Questione femminile, questione meridionale, progetto educativo”, vedrà che, sulla base della mia esperienza (deve considerare che si tratta di mie deduzioni sulla base di numerosi casi concreti), io ho scritto che la miscela più dannosa per le figlie sembra - è -quella di un padre assente ed una madre castrante.

Torto non è la parola giusta, meglio parlare di resistenza ad ammettere con se stessi il “problema” (chi più, chi meno, lo facciamo tutti).

Io ho una concezione (quasi) perfettamente paritaria tra uomo e donna, proprio per questo non fingo benevolenza con le donne, che “bastono” volentieri quando lo meritano, esattamente come faccio con gli interlocutori maschi, quando lo meritano.
1 NOV 201301:19
 
Anthy IAD
2 Fan
Non filosofeggio più di quanto lei psicanalizzi, mi sembra.. Comunque mi pareva di essere stata chiara e non arzigogogolata... Non concordo su di un punto che lei esprime, tra l'altro molto chiaramente, e ribadisce anche adesso: un legame causale tra un presunto spirito materno incarnato dalle donne meridionali e l'arretratezza culturale del sud, che AO esprimerebbe in quel passo che ha citato. A me questa sembra una eccessiva semplificazione e una forzatura delle parole della O. Quanto alle sue idee sulla (quasi) parità maschi-femmine, mi fa sempre piacere sentir dire che le bastonature debbono toccare nello stesso modo a entrambi i sessi, ma la mia obiezione verteva su di un altro punto, ed era più generale: il richiamo all'arrabbiatura femminile è in genere il modo più usato da interlocutori maschi - esperienza personale - per dare torto alle donne a prescindere. 
Infine, lungi da me svalutare le sue idee, che certamente saranno il frutto di lavoro e analisi attente. Ma questo di per sè non vuol dire che la mia obiezione non sia fondata.
1 NOV 2013 11:51
Permalink 
 
Vincesko
36 Fan
Scusi, quale obiezione? Lei fa obiezioni non pertinenti: filosofiche e non psicologiche. Lasci stare la Ortese, Le ho già detto che non c'entra, l'ho"usata" per corroborare la mia tesi. E, in ogni caso, Lei non considera che esistono sempre 2 piani di espressione, per tutti: quello superficiale, apparente e quello "sottostante": anche la Ortese era una donna e una figlia; Lei può escludere che, in quella fase della sua vita,non si dispiegassero gli effetti del complesso edipico, che l’hanno subliminalmente condizionata? Cosa che sicuramente sarà successa anche al grande poeta Leopardi. E a Lei, che mena il can per l’aia…
Inoltre, il problema del nesso causale è un po' più complesso di quel che Lei pensa. Lei (forse) ignora (se leggesse il mio post citato sopra colmerebbe questa lacuna) che, nella civile Austria, nell'800 e nei primi anni del '900, si discuteva tra gli intellettuali del perché la donna fosse un essere inferiore. E Freud dà la sua spiegazione, in contrasto con quella degli altri, e che per me è condivisibile ed ancora attuale.
La prego di astenersi dal replicare prima di aver letto attentamente i miei 4 post e quelli ev. in essi linkati.
2 NOV 201300:29
 
Anthy_IAD
0 Fans
Mi sembra che lei dia per scontate troppe cose: per esempio, che dovrei adottare necessariamente il suo punto di vista, che lei definisce psicologico, cioè darle ragione, per avere ragione. Lei dice che O non c'entra ma si affretta a chiamare in causa anche per lei un'intrpretazione psicanalitica, per mostrare indirettamente che la sua esperienza materna sta dietro certe affermazioni. 
Non condivido che le donne si limitino ad applicare un modello (quello materno) maschile, che lei legittima con la psicanalisi, perchè è questo il materno di cui parla: una costruzione culturale secolare complessa e maschile. Non lo condivido perchè è la riproposizione delle donne intrappolate nel binomio vittime/carnefici (o salvatrici). O totalmente passive agli stimoli o responsabili di qualcosa in quanto donne. Il problema non sono le madri iperprotettive (che sono di meno di quelle che lei pensa) che non si trovano solo al Sud. Le matrone sono qualcosa di lontano anni luce da quel che pensa. E soprattutto, sono molto diverse l'una dall'altra: Il conservatorismo femminile non deriva da una interpretazione sbagliata del proprio ruolo.
Vuole proprio che li legga questi post: ma ribadisco che lei è stato abbastanza chiaro qui sull'HP, e onestamente questa sua insistenza (come altro chiamarla?) disturba alquanto. E temo che anche stavolta sarà solo un ribadire che parlo troppo difficile (filosofeggio) per aggirare il problema.
Spero di non ignorare troppo della storia delle donne, per questo ribadisco che le sue argomentazioni sono le stesse di alcune esponenti della Prima Ondata. Infine: legga pure Irigaray.
2 NOV 2013 11:52
 
 

Aggiornamento
 
Istat, l’Italia spreca il capitale umano delle donne
24/02/2014 
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/f5a78fe229cb7ff48e527ee3bda04cc3/86410
 
Il valore monetario dello stock di capitale umano in Italia
http://www.istat.it/it/archivio/112810

Radio3– Tutta la città ne parla
24/02/2014
Capitale umano
http://www.radio.rai.it/podcast/A45596536.mp3

I soldi non sono la soluzione per il Sud
04-08–2015 Michele Fronterrè
http://www.formiche.net/2015/08/04/i-soldi-la-soluzione-il-sud/
 

Sfoglia maggio        luglio
temi della settimana

imposta patrimoniale bce debito pubblico sviluppo intellettuale crisi economica germania pensioni riforma delle pensioni fornero bersani ue renzi berlusconi banca d'italia fake news sessualità economia curiosita' sessuali pd commissione europea governo monti



ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


links


archivio

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0