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MES, diverbio Conte vs Salvini-Meloni: analisi dei fatti




Per me i fatti non hanno colore politico: sono veri o falsi.

È un criterio che ho seguito nel caso di Conte come negoziatore: io penso, sulla base dei fatti, che è una schiappa, perfino un autolesionista.[1]

O delle scelte Conte-Gualtieri sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) - il Fondo salva-Stati -, che non mi sono piaciute.[2] 

Anche nel diverbio in corso Conte vs Salvini-Meloni sul MES, io ho esaminato i fatti, che sono rinvenibili nei documenti UE e parlamentari e nelle scelte concrete che se ne desumono.

E ne ho dedotto che Salvini e Meloni sono due bugiardi. Perché anche le mezze verità sono bugie intere.

Analizziamo i fatti.

Il PdC Giuseppe Conte ha accusato Matteo Salvini (Lega Nord) e Giorgia Meloni (FdI) di diffondere notizie false su chi abbia approvato il MES, che essi ritengono uno strumento troppo oneroso date le sue pesanti condizionalità, che includono l’attivazione della cosiddetta troika (Commissione, BCE e FMI) e l’adozione di misure severe di riduzione del deficit e del debito pubblico, oltre alle cosiddette riforme strutturali.

Le gestazioni dei trattati richiedono anni. La trattativa sul MES è cominciata nel 2010, dopo la crisi del debito greco. La decisione di istituire il MES risale all’ECOFIN del 9-10 maggio 2010. Rappresentante per l’Italia fu il ministro dell’Economia del governo Berlusconi-Bossi-Fini-Meloni: Giulio Tremonti.

Traggo dal mio saggio LE MENZOGNE SUI GOVERNI BERLUSCONI E MONTI (nota 127):

[127] Fiscal compact e MES

Il Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN) del 9-10 maggio 2010, a seguito della crisi del debito sovrano greco, deliberò di istituire due fondi temporanei di assistenza per gli Stati membri dell’Eurozona in condizioni finanziarie critiche: il Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (MESF), volume di risorse fino a 60 miliardi, finanziati dal bilancio dell’UE, e il Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria (FESF), volume di risorse fino a 440 miliardi, integrati da 220 miliardi del Fondo Monetario Internazionale: «In terzo luogo abbiamo deciso di stabilire un meccanismo europeo di stabilizzazione, che si fonda sull'articolo 122, paragrafo 2 del trattato e su un accordo intergovernativo degli Stati membri della zona euro; la sua attivazione è subordinata a una forte condizionalità, nel contesto di un sostegno congiunto UE/FMI, e a condizioni analoghe a quelle dell'FMI. L'FMI parteciperà alle disposizioni finanziarie e si prevede che fornisca un contributo pari almeno alla metà del contributo dell'UE»; a rappresentare l’Italia fu il ministro dell’Economia e delle Finanze del IV Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ecofin/121115.pdf.

Il Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011 decise di istituire un Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), in sostituzione sia del MESF che del FESF, ma non dei prestiti bilaterali (tra cui quello di 10 miliardi dell’Italia alla Grecia), vi confermò le severe condizionalità dei due fondi temporanei MESF e FESF modificò allo scopo l’art. 136 del TFUE: «Art. 136 3. Gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità».

L’11 luglio 2011 i ministri delle Finanze dei 17 Paesi dell’area euro (per l’Italia Giulio Tremonti) firmarono il Trattato che istituisce il MES.


Quello che nessuno evidenzia, poi, è che il MES è un complemento, in un certo senso positivo, del famigerato FISCAL COMPACT, che fu deciso dal Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011. In quella sede fu anche decisa la modifica dell’art. 136 del TFUE per inserirvi il MES, del quale furono ribadite le pesanti condizionalità. L’Italia era rappresentata dal PdC Silvio Berlusconi. Il quale poi presentò i due DdL per il MES e il FISCAL COMPACT (il secondo fu un DdL costituzionale), entrambi votati, durante il governo Monti, nel 2012.

Questo secondo è stato votato anche da Meloni e dalla Lega Nord (Salvini era europarlamentare).

Riporto la nota [128] del mio saggio citato.

[128] Fiscal Compact. Questo patto, come avviene sempre per accordi di tale importanza, si è sviluppato in più fasi. Le basi giuridiche del Fiscal Compact furono poste nel Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo 2011[a] (pag. 19), con l’accettazione e la firma da parte del PdC Berlusconi, assieme alla modifica del Trattato (art. 136 TFUE), approvato il 23 marzo dal Parlamento Europeo, per inserirvi il MES,[b] nel quale furono confermate le severe condizionalità dei due fondi temporanei MESF e FESF. Il Fiscal Compact fu firmato il 2 marzo 2012.[c] Poi il patto venne ratificato da 25 Paesi su 27.[d] Quindi, com’era stato raccomandato, fu necessario inserirlo nella legislazione dei singoli Paesi in una norma di rango costituzionale o equivalente. Il relativo DdL costituzionale fu presentato dal governo Berlusconi nel mese di settembre 2011. Poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD, Scelta Civica e Lega Nord.[e]

Lo stesso Monti ha rammentato più volte che il Fiscal Compact fu accettato da Berlusconi, che infatti diede inizio all'iter di approvazione parlamentare.

[a] Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo 2011 - Conclusioni

§ Regole di bilancio nazionali Gli Stati membri partecipanti si impegnano a recepire nella legislazione nazionale le regole di bilancio dell'UE fissate nel patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri manterranno la facoltà di scegliere lo specifico strumento giuridico nazionale cui ricorrere ma faranno sì che abbia una natura vincolante e sostenibile sufficientemente forte (ad esempio costituzione o normativa quadro). Anche l'esatta forma della regola sarà decisa da ciascun paese (ad esempio potrebbe assumere la forma di "freno all'indebitamento", regola collegata al saldo primario o regola di spesa), ma dovrebbe garantire la disciplina di bilancio a livello sia nazionale che subnazionale. La Commissione avrà la possibilità, nel pieno rispetto delle prerogative dei parlamenti nazionali, di essere consultata in merito alla precisa regola di bilancio prima dell'adozione in modo da assicurare che sia compatibile e sinergica con le regole dell'UE. https://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/120304.pdf

[b] TRATTATO SULL’UNIONE EUROPEA (VERSIONE CONSOLIDATA)


Conclusione. L’accettazione del MES fu sicuramente una decisione del IV Governo Berlusconi, che avviò anche l’iter legislativo parlamentare. Né Matteo Salvini, all’epoca parlamentare europeo, né tanto meno Giorgia Meloni, all’epoca ministra della Gioventù, si pronunciarono contro il MES o ne presero le distanze in alcun modo durante il periodo che intercorre tra la decisione di istituirlo (9-10 maggio 2010 come FESF; 24-25 marzo 2011 come MES), prevedendo fin dall’inizio pesanti condizioni, e la caduta del Governo Berlusconi (16 novembre 2011).

Col Governo Monti, subentrato al Governo Berlusconi, i Gruppi parlamentari di appartenenza di Salvini e Meloni appoggiarono o non appoggiarono i vari provvedimenti valutando di volta in volta. Nel caso del MES, la Lega Nord votò contro, mentre il PDL votò a favore, ma Giorgia Meloni risultò assente. Nel caso del Fiscal Compact, entrambi votarono a favore.


____________________


Note

[1] Vedi la modifica del regolamento di Dublino nel 2018, in cui ha rinunciato all’obbligatorietà della ripartizione degli immigrati (sancita anche da una decisione del Parlamento Europeo), faticosamente costruita dalla Commissione Europea, dicendo che avrebbe convinto lui i partner europei. Si è visto come è andata: non ha convinto nessuno.

Poi ha sabotato la candidatura del socialista Timmermans a favore di una tedesca della CDU, che come tutti i Tedeschi aborre i Paesi con alto debito.


[2] Riporto questo mio commento del 26 giugno 2019.

Il lupo Germania - inidonea come paese leader dell’UE - ha il solito vizio: mantenere il potere agli Stati, dove essa detta legge. Segnalo questo articolo di Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore sulla bozza del trattato relativo alla revisione del MES, che contempla una minoranza di blocco. Chissà se anche il governo gialloverde, come hanno fatto i precedenti,[*] firmerà questo trattato che penalizza l’Italia (ma non solo, poiché i nuovi criteri di “accesso alle linee precauzionali di emergenza dell’Esm”, secondo una simulazione di Marcello Minenna sulla base dei dati macro-economici della Commissione Europea, escluderebbero 10 dei 19 Paesi dell’Eurozona, inclusa la Francia).

[*] Come ex iscritto PD, dico che questi PD-dc sono o degli ignoranti o degli autolesionisti che non difendono l’interesse del Paese che rappresentano. Non c’entra nulla la credibilità dell’Italia, è soltanto il solito appello a sottoscrivere accordi svantaggiosi. Negli altri accordi svantaggiosi per l’Italia: Fiscal Compact e MES (Berlusconi-Tremonti) o Unione bancaria (priva del cosiddetto terzo pilastro, cioè l’assicurazione dei depositi) e Bail-in, cioè il salvataggio “interno” con i soldi degli azionisti e dei correntisti sopra i 100.000€, delle banche in difficoltà, applicato in maniera retroattiva e senza gradualità[i] (Letta-Saccomanni e Renzi-Padoan) sono stati ricattati (lo hanno scritto millanta per quanto riguarda l’azzoppatissimo Berlusconi, lo ha detto Tria l'anno scorso, su confidenze di Saccomanni, nel secondo caso. Non dobbiamo ripetere gli stessi errori. La riforma del MES - che è una tecnostruttura, frutto di un trattato intergovernativo, controllata dalla Germania e priva di responsabilità - serve ai Paesi del Nord per continuare a tenere sotto schiaffo l’Italia, poiché si sono resi conto che la Commissione Europea non è abbastanza severa. È questo il nocciolo della questione, non la sbandierata ad arte credibilità dell’Italia, che è quella che rispetta di più la regola del deficit/Pil da 27 anni (che equivale ad una politica economica restrittiva, che deprime il Pil). Atteso che il debito pubblico cresce ESCLUSIVAMENTE a causa della spesa per interessi passivi, che è elevata soprattutto a cagione del livello troppo alto e ingiustificato del tasso d’interesse.

[i] Salvataggio banche italiane, il Tribunale UE dà torto alla Commissione Europea

https://vincesko.blogspot.com/2019/03/salvataggio-banche-italiane-il.html   


La partita vera sul Fondo Salva-Stati

di Sergio Fabbrini - 23 Giugno 2019

Anche se la Commissione è coinvolta nel processo di valutazione della richiesta di aiuto (insieme alla direzione del Fondo, alla Banca centrale europea e all’Fmi), appare evidente che il Fondo finirà per dare vita ad una supervisione delle condizioni finanziarie dei Paesi membri dell’Eurozona che si sovrapporrà a quella già stabilita dal Patto di stabilità e crescita (e dai suoi sviluppi successivi). Ma tra le due procedure c’è una differenza significativa. Nel Patto, la Commissione ha acquisito un ruolo autonomo nella valutazione delle condizioni finanziarie di un Paese, anche se le sue raccomandazioni (ad esempio, di avviare una procedura d’infrazione) possono essere poi neutralizzate da una maggioranza qualificata contraria del Consiglio dei ministri finanziari. Nel Fondo, invece, l’autonomia della Commissione viene fortemente ridimensionata da una governance costituita esclusivamente dai rappresentanti dei governi nazionali (i membri del Board of Governors, del Board of Directors, e il Managing Director sono tutti nominati dai governi nazionali).

Questi ultimi dovranno prendere decisioni generalmente all’unanimità (mutual agreement), oppure a maggioranza qualificata (in casi specifici) o a maggioranza semplice (in casi molto limitati). Ogni Paese dell’Eurozona che partecipa al Fondo ha un numero di voti correlato al suo contributo finanziario. Secondo l’Appendice II del Fondo, la Germania ha quasi il 27 per cento, la Francia poco più del 20 per cento e l’Italia poco più del 17 per cento dei voti. Naturalmente, ciò è giustificato dal contributo finanziario di quei Paesi. Si faccia attenzione, però. Recita l’articolo 4.4 (Capitolo 2 della bozza), «l’adozione di una decisione attraverso il mutual agreement (da parte dei due Board), nel contesto della procedura d’emergenza, richiede una maggioranza qualificata dell’85 per cento dei voti». Ciò significa, dunque, che nessuna decisione potrà essere presa, in condizioni di emergenza, senza l’autorizzazione della Germania, in quanto dotata (molto più che la Francia e l’Italia) di un pesante voto di blocco. Ecco come i governi nazionali (o alcuni di essi) contrastano la Commissione europea nella sua richiesta ad avere un ruolo nella politica finanziaria.

Insomma, dietro la confusione di Bruxelles c’è in realtà un conflitto tra governi nazionali e istituzioni sovranazionali. I primi vogliono trasformare l’Ue in un’associazione di Stati gestita dal Consiglio europeo, le seconde in un’unione parlamentare governata dalla Commissione. Più il Parlamento europeo e la Commissione hanno rivendicato nuovi poteri, più gli organismi intergovernativi hanno controbattuto con nuovi meccanismi (come il Fondo) da essi controllati. La logica intergovernativa richiederebbe di essere contrastata dal suo interno, non solo dall’esterno. Almeno da quei governi che la subiscono. Eppure, il governo italiano non dice niente. A Roma sono in campagna elettorale, mentre a Bruxelles stanno cambiando l’Europa contro i nostri interessi.


Allego il testo della bozza del trattato sulla revisione del MES (attualmente disponibile solo in inglese).


Questi sono gli allegati al trattato.



Post collegati:


Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero


Lettera all'On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?



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Lettera all'On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?




Egr. On. Giorgia Meloni,

Mi permetto, preliminarmente, di riportare le seguenti citazioni:


Citazione1:

Elezioni: Berlusconi-Salvini, nuova lite sulla Fornero

L'ex premier: "Resta quota 67 con poche eccezioni". Ribatte il leader della Lega: "Patti chiari, Fornero si cancella"

28 gennaio 2018

Dalle pagine del Sole, Berlusconi sostiene che anticipare l'accesso alla pensione rispetto agli attuali 67 anni sarà possibile “solo in alcuni casi, individuati con equità, e per un periodo di tempo limitato”: sulla previdenza attenzione a non stravolgere i conti dell'Inps e tutela ai “lavoratori che sono stati discriminati dai criteri rozzi e frettolosi adottati dalla Legge Fornero”.

“A Berlusconi dico 'Patti chiari, amicizia lunga'. Via la legge Fornero. E' il primo punto del programma del centro-destra che abbiamo firmato tutti": ribatte il leader della Lega, Matteo Salvini, replicando all'intervista al Sole 24 Ore di Silvio Berlusconi, nella quale l'ex premier conferma: “Resta quota 67 con poche eccezioni”. Perché - argomenta - non possiamo far saltare i conti'. 

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/01/27/elezioni-berlusconi-bossi-nuova-lite-sulla-fornero_3686a0d4-87de-4ccc-bc6b-a685b3fcd20d.html 


Citazione2:

Sulla questione interviene anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, alleata del Carroccio e di Forza Italia: “Bisogna superare le storture della legge Fornero - spiega -. L'età pensionabile non può essere adeguata automaticamente”.”.


Mi permetta di commentare che, a me che conosco le norme e i loro autori, appaiono dichiarazioni perfino surreali. E’ il festival o dell’ignoranza o della menzogna fatta propaganda politica, decida Lei. Nel caso, una propaganda senza vergogna, che fa strame della verità delle norme di legge e dei fatti. Inescusabile.

Come ho già osservato all’On. Salvini in diretta a Zapping del 10 gennaio scorso e per iscritto,[1] la riforma Fornero è un falso scopo, è un paravento per nascondere che l’età di pensionamento a 67 anni (nel 2019) è frutto della severissima riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12), che anche Lei votò nel 2010 e 2011, assieme a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Che c’entra la Fornero?

L’adeguamento automatico all’aspettativa di vita è stato anch’esso introdotto dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis (riforma SACCONI), legge che al comma 12ter prescrive all'ISTAT di considerare nel calcolo soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni dell'aspettativa di vita, che anche Lei votò e approvò, assieme a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Che c’entra la Fornero? Se fosse onesta e conseguente, dovrebbe prendersela con se stessa e i Suoi due colleghi.

Allora, a Suo beneficio, per darLe un quadro completo, riepilogo i fatti in base alle norme di legge e ai rispettivi autori, che potrà conservare come promemoria per la Sua coscienza.

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia (preavverto che nella “finestra” di un anno, o 18 mesi per gli autonomi, sono inclusi 4 mesi in media decisi dalla riforma Damiano, 2007):

  • degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L. 247/07), quindi la Fornero non c’entra;
  • delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto, senza gradualità, di 5 anni (in ottemperanza alla sentenza della CGUE del 2008, ma che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65) più “finestra” di 12 mesi; e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano), quindi la Fornero non c’entra;
  • delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a 65 anni a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, incluso l’adeguamento automatico), è stato soltanto accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018, ma in ogni caso un anno e 7 mesi (“finestra” di 12 mesi e adeguamento automatico di 7 mesi) sono di SACCONI;
  • degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI, quindi la Fornero ha ridotto l’età di 6 (sei) mesi.

Dal 2019:

  • l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI, quindi la Fornero non c’entra.


PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

  • degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni,[1] più 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014[2]), più 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;
  • delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI), più 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, perciò l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI, quindi la Fornero non c’entra.

Dal 2019:

  • l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero [rectius1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi];[*]
  • l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI, quindi la Fornero non c’entra [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].[*]

Anche il problema degli esodati, causato da un’errata stima della burocrazia dell’INPS e di RGS, è stato aggravato dalla riforma SACCONI.[1][3]

Infine, del risparmio dalle quattro riforme dal 2004 stimato dalla RGS in 1.000 miliardi cumulati al 2060 (60% del Pil), meno di un terzo è attribuito alla riforma Fornero; e dei due terzi residui (che peraltro non comprendono la L. 148/2011-SACCONI, che estese la “finestra” di 12 mesi al comparto della scuola) la quota di gran lunga prevalente - ben maggiore del meno di un terzo - è ascrivibile alla riforma SACCONI.[1][4]


Egr. On. Giorgia Meloni, 

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani – segnatamente voi tre leader del centrodestra SALVINI, BERLUSCONI E MELONI, che ambite a governare di nuovo l’Italia, dopo avere sgovernato nella scorsa legislatura e massacrato il ceto medio-basso e i poveri cristi con l’81% dei 330 mld delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura, distribuiti in maniera scandalosamente iniqua,[5] l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice; e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche (praticamente tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012) e ingannati colpevolmente da politici come Salvini e Lei e da esperti previdenziali ignoranti (!) o bugiardi, decidano loro, tra cui tre parlamentari e un ex parlamentare, nonché da ISTAT, EUROSTAT, UPB e INPS, che – presumibilmente fuorviati dalla propaganda del centrodestra -  ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.[5]

Cordiali saluti,

V.


PS: La prego di voler inoltrare questa e-mail al dottor Silvio Berlusconi, di cui non conosco l'indirizzo email.


[*] Sono stato ingannato per alcuni anni, fino al 2018, (i) dalla prima lettera di chiarimenti del Governo all’UE (26 ottobre 2011), che, oltre al grave errore dei 67 anni per tutti entro il 2026 in luogo del 2021 (il 2026 valeva soltanto per le lavoratrici private), non esclude le pensioni di anzianità dall’adeguamento all’aspettativa di vita; e poi (ii) dall’uso di testi della legge 122/2010 o di Normattiva, che aggiornano i testi delle leggi,per cui ho attribuito erroneamente a Sacconi l’applicazione dell’adeguamento alla speranza di vita, oltre che alle pensioni di vecchiaia e alle cosiddette“quote” (somma di età anagrafica e anzianità contributiva), poi abolite da Fornero, anche alle pensioni anticipate, ex anzianità (che prescindono dall’età anagrafica), estensione che invece è stata decisa da Fornero, ndr].


___________________________



Note:

[1] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[3] In questo documento di 18 pagine ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti, contro le bufale sul governo Berlusconi e il governo Monti propalate da sette anni.

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[4] Questo articolo mi è stato chiesto da un sito dopo una mia segnalazione rettificativa, il titolo e alcune piccole modifiche sono redazionali.

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko

Ad integrazione (Davide Colombo è uno dei tanti giornalisti, cui ho scritto, che diffondono bufale sulla riforma Fornero e obliterano la riforma SACCONI, cfr. il mio blog):

Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni

[5] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

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Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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