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Lettera all’On. Giulio Centemero della Lega Nord sulle sue false notizie sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato cinque giorni fa al deputato Giulio Centemero della Lega Nord, dopo il nostro breve scambio in diretta a Radio Radicale sui Governi Berlusconi e Monti, nel corso del suo Filo diretto con i radioascoltatori, moderato da Lanfranco Palazzolo. Nel titolo, ho anteposto l’aggettivo “false” al sostantivo “notizie” perché ritengo che nel suo caso si sia trattato non di malafede ma di ignoranza dei dati; se avessi ravvisato la malafede lo avrei posposto. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera all’On. Giulio Centemero della Lega Nord sulle sue false notizie sul Governo Monti

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25/9/2019 14:55



ALLA C.A. DELL’ON. GIULIO CENTEMERO

CC: PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI, PROFESSORI, ALTRI


Egr. On. Giulio Centemero,

Ieri mattina, ho fatto il seguente commento nel corso del Suo Filo diretto (al minuto 19.55) su Radio Radicale:

Il governo Berlusconi-Bossi varò manovre finanziarie molto inique per un importo QUADRUPLO rispetto al governo Monti (267 miliardi contro 63) e una riforma delle pensioni SACCONI più severa della riforma Fornero, con un risparmio DOPPIO al 2060. Le pesanti misure strutturali vigono tutt’oggi, alimentando la crisi. Poi Berlusconi e Salvini hanno dato tutta la colpa a Monti, Fornero e i comunisti ingannando 60 milioni di Italiani, inclusi gli esperti, e creando una BUFALA mondialeL’analisi e le prove documentali, già inviatevi, nel mio blog Vincesko (con la kappa). Grazie.

Lei ha risposto (al minuto 21.30) che non Le risulta. Ed ha inanellato una serie di false notizie. Viste l’importanza e la gravità delle Sue affermazioni, la mia replica non sarà breve.

Mi permetta, preliminarmente, di osservare che il mio commento (tenuto nel limite stretto dei 40 secondi concessi da Radio Radicale) indica cifre precise e di cercarne le prove documentali, già inviate a Radio Radicale più volte, nel mio blog. Se si fa la fatica di cercarle e di leggerle, esse rinviano agli ottimi e dettagliati dossier del Servizio Studi della Camera e del Senato sulle manovre varate, cioè del Parlamento di cui Lei è un importante esponente, e attestano che il governo Berlusconi-Bossi ha varato manovre finanziarie per un importo quadruplo del Governo Monti, a valere, rispettivamente, per il quadriennio o triennio successivi, ma le misure c.d. strutturali (cioè permanenti) vigono tuttora. Confermando quanto da me sostenuto.

Poiché il mio blog (http://vincesko.ilcannocchiale.it o http://vincesko.blogspot.it) comprende 832 post, mi permetto di fornirLe io tali prove documentali. La preavverto che, tra i 60 milioni di Italiani, anche ministri, parlamentari e quasi tutti gli economisti italiani – incredibile ma vero - (inclusi i Suoi colleghi parlamentari Bagnai e Borghi) sono vittime di quella che in un mio modestissimo saggio, che ho deciso di scrivere e pubblicare dopo otto anni di contrasto solitario e costante alla DISINFORMAZIONE generale su ciò che successe nella XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti) – una vera fatica di Sisifo! -, ho definito LA PRIMA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO. Poi, come ho detto nel commento, la BUFALA è diventata mondiale, colpendo anche qualche premio Nobel oltre ai più famosi giornali esteri.

1. Manovre finanziarie

Traggo, allora, dal capitolo 1 del mio saggio “LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO” (corredato di 480 note e centinaia di link), le cui fonti sono state, in ordine cronologico, Il Sole 24 ore, la CGIA di Mestre, l’ISTAT e i dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati (o del Senato):

Premessa. L’attacco al debito sovrano italiano nel 2011, che, a causa della quasi latitanza della BCE, aveva portato lo spread[22] BTP-Bund ad un picco di 574 punti base[23] e faceva temere il default, causò le dimissioni del Governo Berlusconi,[24] ritenuto dall’UE - e forse dai mercati finanziari, che in realtà avevano scommesso sulla rottura dell’Euro - inadeguato e renitente ad adottare i provvedimenti necessari suggeriti dalla stessa UE, e la sua sostituzione, quasi a furor di popolo e con la benedizione dell’UE, con il Governo tecnico Monti,[25] che appariva quindi in quelle circostanze drammatiche un salvatore dell’Italia.

Questo duplice giudizio è falso, poiché non è confermato da un’analisi obiettiva ex post dei dati.

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld (valore non cumulato); • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+65 mld cumulati), con la scopertura di 15 mld[26][27] che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia (DL 98/2011, art. 40), con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare l’iniquo taglio tremontiano delle agevolazioni fiscali-assistenziali, cfr. il libro di Elsa Fornero che verrà commentato estesamente nel capitolo 2 «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni», dove ella scrive:

«La «salvaguardia» stabiliva che, se entro il 30 settembre 2013 il (nuovo) governo non avesse ottenuto i risparmi promessi attraverso un’improbabile delega fiscale-assistenziale, sarebbe entrato automaticamente in azione un taglio lineare (del 5 per cento nel 2013 e addirittura del 20 per cento a decorrere dal 2014) di tutte le agevolazioni fiscali. Fu uno dei compiti, oggi dimenticati, del governo Monti quello di scongiurare gli effetti di una simile mannaia che avrebbe colpito soprattutto le famiglie più povere: tali agevolazioni consistevano, infatti, per lo più in detrazioni per redditi di lavoro e pensione, per carichi familiari e nelle aliquote ridotte dell’Iva per i beni di prima necessità.» (Posizione kindle: 2451),

e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld «lordi» (10 sono stati «restituiti» in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+65 = tot. 170 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Come può facilmente dedurre, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, il Governo Berlusconi-Bossi ha battuto il Governo Monti per 4 a 1, una vittoria schiacciante; ancor di più in termini di iniquità, essendo arrivato a stornare 550 milioni appostati dal precedente Governo Prodi per l’edilizia pubblica, e, per far fronte alla grave crisi, perfino a tagliare del 87% la spesa sociale destinata ai poveri, salvaguardando invece i ricchi e i benestanti, i cui contributi di solidarietà prima sui redditi elevati e poi sulle pensioni furono congegnati apposta male (bastava vararli assieme) per farli poi dichiarare incostituzionali.

Traggo ancora dal mio saggio citato:

Il DL 78 fu iniquo e crudele perché contemplò anche, tra l’altro, (i) il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, (ii) il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, (iii) il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (destinata ai poveri: sussidi all’affitto, provvidenze a disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011 (qui un’analisi dell’impatto delle manovre 2010 e 2011 sulla spesa sanitaria e sociale,[90] dalla quale emerge che il Fondo nazionale per le politiche sociali al netto della quota INPS scende vertiginosamente da 1.000 milioni nel 2007 a 712 nel 2008, a 578 nel 2009, a 435 nel 2010, a 218 nel 2011, a 70 nel 2012 e a 45 nel 2013; complessivamente, i fondi sociali calarono da 1.134 milioni nel 2010 a 144 nel 2013, pari al -87 per cento); e (iv) l’aumento della percentuale minima di invalidità sufficiente per la concessione dell’assegno mensile di assistenza dal 74 all’85 per cento, che avrebbe escluso i down (indennità di 256€ mensili), poi cancellato in sede di conversione per le corali proteste,[91] che in questo caso si addensarono sul governo e sul fido esecutore di Tremonti, il Sen. Antonio Azzollini,[92] presidente della strategica Commissione Bilancio del Senato. […]

Invece, ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari (i primi tre erano Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi) o milionari (come Tremonti), in concreto non venne chiesto - letteralmente - neppure un centesimoCioè i pesanti sacrifici vennero imposti dal Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Fini ai non ricchi e perfino ai poveri, quasi nulla ai miliardari e ai milionari.

Infatti, il contributo di solidarietà, varato in due DL separati, prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – sarebbe bastato metterli assieme - per farlo ritenere illegittimo, come poi avvenne con le sentenze nn. 223/2012, 241/2012 e 116/2013).[93]

Così successe per la tassazione delle stock option limitatamente alle imprese che operano nel settore finanziario (art. 33), per le quali fu prevista una soglia troppo alta, per cui neppure manager milionari come Passera e Profumo probabilmente ne vennero colpiti.

E, come risulta dalla Tabella n. 3, il grosso delle manovre si concentrò dal maggio 2010 (dopo la crisi del debito greco, secondo Romano Prodi gestita malissimo, per colpa soprattutto della Germania) al dicembre 2011.

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

     36

12.131

25.068

  25.033

-

  62.268

22,8

DL98/2011

-

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

-

   732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

     36

14.971

53.343

  79.298

61.795

      209.443

76,7

DL201/2011

-

-

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

-

-

603

        16

      27

       646

  0,2

Tot.Gov.M.

-

-

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

     36

14.971

74.189

     100.633

83.254

      273.083

100,0

  %

-

5,5

      27,2

      36,9

      30,5

100,0


*Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Contrariamente a ciò che Lei ha affermato, il Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti è quello che ha investito di meno contro la crisi, per la semplice ragione che, avendo prima sprecato vari miliardi (abolizione ICI, salvataggio Alitalia, doppio G8, ecc.) e poi deciso di salvaguardare i ricchi, non aveva un Euro per farlo dopo aver ubbidito ai diktat dell’UE (Commissione, Consiglio e BCE), come conferma lo stesso Tremonti, dopo la lettera del 5.8.2011 della BCE, adempiuta con la seconda manovra estiva del 2011 (DL 138/2011, di 65 mld cumulati). Traggo dal mio saggio (pag. 31):

[…] (v) [Tremonti] conclude, a ragione: «Come puoi fare riforme e sviluppo se parallelamente devi condurre una [terza!, ndr] selvaggia manovra di bilancio [e la precedente – di ben 82 miliardi cumulati - di appena 38 giorni prima, ndr]». […]


(vi) Giulio Tremonti parlerà di golpe,[70] motivando la grave accusa così: «la Bce non solo imponeva l’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al '13, ma anche l’obiettivo di «un fabbisogno netto dell’1% nel 2012». La Troika in confronto si è poi rivelata flessibile e lungimirante. Una doppia e contemporanea richiesta di questo tipo non è mai stata avanzata, né realizzata nella storia finanziaria europea»;

Traggo ancora dal mio saggio (pag. 49, fonte ISTAT)

8. Politica fiscale del Governo

[…] c) una politica fiscale divergente rispetto a tutti gli altri Paesi: «Nel confronto complessivo, si evidenzia il grande sforzo di consolidamento fiscale compiuto dall’Italia nel periodo della crisi: il nostro è stato l’unico paese della Uem a non aver attuato nel complesso politiche espansive, presentando effetti cumulati restrittivi per oltre 5 punti di Pil. Nell’area dell’euro l’impatto è risultato espansivo per 13 punti di Pil, in Francia per 14 e in Germania per 6.»;[38]

Infine, il Governo Monti fu molto più equo (v. IMU, patrimonialina sui depositi, TTF e modifica dell’iniqua clausola di salvaguardia tremontiana, mentre per la questione esodati rinvio al capitolo 2 del libro citato o al mio blog).

2. Riforme delle pensioni

Nel capitolo 2 del libro citato, si trova la illustrazione de LA SECONDA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO, che riguarda le riforme delle pensioni.

Lei ha contestato che la riforma SACCONI sia più severa della riforma Fornero ed ha parlato solo delle lamentate nequizie della seconda.

Traggo dal mio saggio citato, nel quale è anche spiegato che l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni e anticipato a 41 anni e 3 mesi, oltre all’adeguamento alla speranza di vita, è stata decisa dalla riforma SACCONI, ma tali misure vengono erroneamente ascritte, anche dagli esperti, alla riforma Fornero:

4. Confronto sintetico della Riforma Sacconi e della Riforma Fornero

[...] Come si arguisce confrontando le misure, l’allungamento dell’età di pensionamento è stato deciso più da Sacconi che da Fornero, segnatamente per il pensionamento di vecchiaia:


- sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, tramite la «finestra» mobile (cioè differimento dell’erogazione) di 12 o 18 mesi, da 65 a 66 anni per i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici (dipendenti e autonome) del settore privato, per le quali ha previsto, includendo l’adeguamento alla speranza di vita, l’allineamento graduale entro il 2023 (accelerato poi dalla riforma Fornero nel 2011, gradualmente entro il 2018);

- sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, quasi senza gradualità, da 60 a 65 anni per le lavoratrici dipendenti pubbliche, a seguito della Sentenza del 13 novembre 2008 della Corte di giustizia dell’Unione europea,[175] ma che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65 anni,[176] più «finestra» di 12 mesi;

- sia portando l’età di pensionamento di anzianità, tramite la «finestra» mobile, a 41 anni per uomini e donne (DL 78/2010, L. 122/2010), più (col DL 98/2011, L. 111/2011, art. 18, comma 22-ter),[27] 1 mese per chi matura i requisiti nel 2012, o +2 mesi per chi li matura nel 2013, o +3 mesi per chi li matura nel 2014, portando l’età a 41 anni e 1 mese e poi 2 o 3 mesi per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e 41 anni e 7 mesi o 8 o 9 per i lavoratori e le lavoratrici autonomi;

- sia introducendo - sempre Sacconi e non Fornero - con la L. 102/2009, art. 22ter, comma 2,[159] modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis,[165] l’incisivo e fondamentale adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora (2018) l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2019, e poi via via a 70 e oltre. In forza della riforma Fornero (L. 214/2011, art. 24, comma 13), la sua periodicità diverrà biennale, relativamente agli «adeguamenti successivi a quello [triennale, 2019-2021, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019», e cioè dal 2022, quantunque il Ragioniere Generale dello Stato affermi sorprendentemente ed erroneamente che la periodicità biennale decorre dal 2019.[177]

- Anche il sistema contributivo lo ha introdotto la riforma Dini nel 1995,[161] non la riforma Fornero nel 2011; questa ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1° gennaio 2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già almeno 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

- Va però aggiunto che la riforma Fornero, oltre a renderne la periodicità biennale, ha anche esteso, col comma 12 dell’art. 24, l’adeguamento all’aspettativa di vita alle pensioni anticipate (ex anzianità).

E, la riforma Fornero, ha ridotto di 6 mesi l’età di pensionamento degli autonomi (maschi e femmine) allineandoli a tutti gli altri.

E, più avanti:

8. Risparmi dalle riforme delle pensioni

Ed ora veniamo al fattore decisivo, per chi, arrivati a questo punto, covasse ancora qualche dubbio sulla maggiore severità ed efficacia della riforma Sacconi rispetto alla riforma Fornero. Anche sulla base dei risparmi rivenienti dalle quattro riforme dal 2004 (Maroni, 2004; Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), stimati dalla Ragioneria Generale dello Stato[173] in 60 punti di Pil cumulati al 2060, pari a 1.000 miliardi, emerge un rilevante maggiore impatto della riforma Sacconi rispetto alla riforma Fornero, della quale tutti parlano, poiché meno di un terzo viene ascritto a quest’ultima, mentre la gran parte dei residui 700 miliardi è merito della riforma Sacconi, di cui, invece, nessuno parlaDetto sinteticamente in linguaggio calcistico, Sacconi batte Fornero 2 a 1Vediamo perché. Scrive RGS:

«Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) [riforme Maroni, Damiano e Sacconi, ndr] e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).» [cioè 350 miliardipoi scesi a 280 miliardi[196] dopo i successivi interventi legislativi e la sentenza che ha sancito l’incostituzionalità del blocco della perequazione dal 2012 al 2013, che da solo vale 5 miliardi all’anno, ndr].

RGS aggiunge:

«Quest’ultimo intervento, in particolare, fornisce un contributo rilevante alla sostenibilità del sistema pensionistico, realizzando una riduzione della spesa in rapporto al PIL che si protrae per circa 30 anni, a partire dal 2012. L’effetto di contenimento, che include anche le misure di deindicizzazione delle pensioni nel breve periodo [poi dichiarato incostituzionale, ndr], è inizialmente crescente passando da 0,1 punti percentuali del 2012 a circa 1,4 punti percentuali del 2020. Successivamente, esso decresce a 0,8 punti percentuali intorno al 2030 per poi annullarsi sostanzialmente attorno al 2045. Nell’ultimo quindicennio del periodo di previsione, la riduzione del numero di pensioni, conseguente all’elevamento dei requisiti di accesso al pensionamento, risulta sostanzialmente compensato, in termini di spesa pensionistica, dai più elevati importi medi. L’effetto di contenimento del rapporto spesa/PIL, cumulato al 2060, assomma a circa 21 punti percentuali [350 miliardi, ndr].»

Ma, poiché lo «scalone» di Maroni fu abolito da Damiano (che RGS non menziona) prima della sua andata in vigore e le «quote» di Damiano furono abolite da Fornero, ciò significa che l’analisi di RGS ascrive implicitamente la gran parte dei residui quasi 700 miliardi, cioè il doppio di 350 miliardi, alla riforma Sacconi, di cui però né RGS (specificamente nel commento della sua relazione, pur riportandola nel grafico) né nessun altro parla.

3. Debito pubblico

Infine, Lei ha accusato il Governo Monti di avere aumentato sensibilmente il debito pubblico. E’ falso. Traggo dal capitolo 3 del mio saggio:

«Per quel che concerne il secondo aspetto – la dinamica -, il debito italiano – come abbiamo visto nel capitolo 1 - è quello cresciuto meno durante la crisi, sia rispetto alla Germania, sia rispetto alla Francia, sia rispetto alla Spagna, poiché l’Italia ha speso molto meno degli altri sia per il salvataggio delle banche, rimaste (quasi) indenni dai titoli tossici, sia per la crescita, purtroppo. In particolare verso la Spagna, nei cui confronti l’Italia ha visto uno spread crescente BTP-Bonos dal 2011, il debito italiano (dati del PIL revisionati dall’ISTAT) è passato dal 100% nel 2008 (1.650 miliardi,[436] 2° governo Prodi) al 116,5% nel 2011 (4° governo Berlusconi, durato quasi 3 anni e mezzo) passando da 1.650 a 1.910 miliardi[436] con un aumento di 260 miliardi (inclusi 13 miliardi per aiuti agli altri Paesi, di cui 10 miliardi per prestito bilaterale alla Grecia e 3 miliardi al Fondo salva-Stati[413]), al 128% e 2.040 miliardi[436] col Governo Monti, con un incremento di 130 miliardi (inclusi 30 miliardi per contributi al Fondo salva-Stati), e, infine, al lordo di 58 miliardi di sostegni,[413] al circa 131%[436] attuale con 2.323 miliardi al 30.6.2018,[134] quindi è ulteriormente aumentato in cinque anni e tre mesi di 273 mld, con un incremento percentuale dal 2008 del rapporto debito/PIL pari al +31,0%; mentre quello spagnolo è cresciuto dal 40% pre-crisi[133] al 99% attuale, con un incremento percentuale del +147,5%, ossia quasi il quintuplo dell’Italia.»

Come può facilmente dedurre, è falso che il Governo Monti abbia prodotto l’aumento del debito nella misura indicata da Lei: al netto dei 30 mld di sostegni agli altri Paesi, in un anno e mezzo l’aumento è stato di 100 mld (66,7 mld annui), contro i (260-13) 247 mld del governo Berlusconi in tre anni e mezzo (70,6).

Va anche considerato che il debito include, per entrambi i Governi, le c.d. disponibilità liquide del Tesoro: 23.292 mln al 31.12.2011 e 33.501 al 31.12.2012 e, limitatamente al Governo Monti, i pagamenti dei debiti pregressi della PA, che – autorizzati dall’UE e coperti aumentando il debito pubblico - cominciarono proprio sotto il Governo Monti. Traggo dalle note del mio saggio:

[139] Pagamento debiti della PA ai creditori

[140] Debiti della PA - Aggiornamento del 10 luglio 2017

[141] Disponibilità liquide del Tesoro

Conclusione

In conclusione, nel rammentarle che la Lega Nord annoverava 90 parlamentari, e non 30 o 40 come Le ha suggerito il moderatore Lanfranco Palazzolo, e in ogni caso erano determinanti, come dimostrò Bossi ponendo il veto alla revisione delle pensioni di anzianità chiesta dalla lettera del 5.8.2011 della BCE, veto che poi offrirà il varco alla troppo zelante professoressa Fornero, ne emerge che anche Lei, On. Centemero, è stata una vittima della DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra, come un qualunque uomo della strada. Spero, allora, di esserle stato utile e che in futuro vorrà contrastare le due BUFALE mondiali create e alimentate da Berlusconi e Salvini.

Cordiali saluti,



Lettera all’On. Francesco Lollobrigida di FdI sulle sue false notizie sul Governo Monti




Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa al deputato Francesco Lollobrigida, presidente del Gruppo parlamentare FdI alla Camera dei Deputati, dopo il nostro breve scambio in diretta a Radio Radicale sui Governi Berlusconi e Monti, nel corso del suo Filo diretto con i radioascoltatori, moderato da Lanfranco Palazzolo. Nel titolo, ho anteposto l’aggettivo “false” al sostantivo “notizie” perché ritengo che nel suo caso si sia trattato non di malafede ma di ignoranza dei dati; se avessi ravvisato la malafede, come uso fare, lo avrei posposto. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera all’On. Francesco Lollobrigida di FdI sulle sue false notizie sul Governo Monti

20/9/2019 13:15


ALLA C.A. DELL’ON. FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

CC: PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI, PROFESSORI, ALTRI


Egr. On. Francesco Lollobrigida,

Ieri mattina, ho fatto il seguente commento nel corso del Suo Filo diretto (al minuto 23.50) su Radio Radicale:

Il governo Berlusconi-Bossi-Brunetta-Meloni varò manovre finanziarie molto inique per un importo QUADRUPLO rispetto al governo Monti (267 miliardi contro 63) e una riforma delle pensioni SACCONI molto più severa della riforma Fornero, con un risparmio DOPPIO al 2060. Le pesanti misure strutturali vigono tutt’oggi, alimentando la crisi. Poi con i suoi potenti megafoni ha dato tutta la colpa a Monti, Fornero e i comunisti ed ha ingannato 60 milioni di ItalianiL’analisi e le prove documentali nel mio blog Vincesko (con la kappa). Grazie.

Lei ha replicato (al minuto 27.10) che “tutti”, cioè 60 milioni di Italiani, la pensano diversamente da me. Riporto la Sua risposta:

Visto che s’è fatto pubblicità c’andremo a leggere il suo blog per capire qual è la sua analisi, perché evidentemente quella dei cittadini non è stata la stessa, evidentemente il governo Monti è stato giudicato con severità, per fortuna, dai cittadini italiani, tutti hanno capito che era un governo eterodiretto che non faceva gli interessi degli Italiani. E oggi i risultati del centrodestra nelle Elezioni regionali, nelle Elezioni europee, nelle Elezioni politiche che prima o poi verranno dimostrano che il giudizio degli Italiani, per fortuna, non è il giudizio di questo radioascoltatore”.

Mi permetta di osservare che, poiché il mio commento (tenuto nel limite stretto dei 40 secondi concessi da Radio Radicale) indica cifre precise e di cercarne le prove documentali nel mio blog e che, se si fa la fatica di leggerle, rinviano agli ottimi e dettagliati dossier del Servizio Studi della Camera e del Senato, cioè del Parlamento di cui Lei è un importante esponente, che attestano che il governo Berlusconi-Bossi-Meloni-Sacconi ha varato manovre finanziarie per un importo quadruplo del Governo Monti-Fornero, a valere, rispettivamente, per il quadriennio o triennio successivi, ma le misure c.d. strutturali (cioè permanenti) vigono tuttora, la Sua risposta recisa non suffragata da una conoscenza diretta dei dati ufficiali ma basata sul sentito dire (i) si rivela essere, oltre che un’imprudenza, un chiaro esempio di fallacia logica; (ii) dimostra che anche Lei o è una dei 60 milioni di vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra o ha mentito, tertium non datur; e (iii) conferma che il giudizio degli Italiani sul centrodestra è basato su BUFALE gigantesche, alimentate ad arte dalle tv e dai giornali di uno dei contendenti e dai suoi sodali.

Lei ha detto che, poiché avevo fatto pubblicità al mio blog, sarebbe andato a vedervi le prove.

Mi permetto (i) di puntualizzare, intanto, che nel mio blog (http://vincesko.ilcannocchiale.it o http://vincesko.blogspot.it) non c’è alcuna pubblicità commerciale; e, poiché i post sono 830, (ii) di fornirLe tali prove documentali. La preavverto che, tra i 60 milioni di Italiani, anche ministri, parlamentari e quasi tutti gli economisti italiani sono vittime di quella che in un mio modestissimo libro, che ho deciso di scrivere e pubblicare a mie spese dopo otto anni di contrasto solitario e costante alla DISINFORMAZIONE generale su ciò che successe nella XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti) – una vera fatica di Sisifo! -, ho definito LA PRIMA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO. Poi la BUFALA è diventata mondiale, colpendo anche qualche premio Nobel oltre ai più famosi giornali esteri.

Traggo, allora, dal capitolo 1 del mio saggio “LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO” (corredato di 480 note e centinaia di link), le cui fonti sono state, in ordine cronologico, Il Sole 24 ore, la CGIA di Mestre, l’ISTAT e i dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati (o del Senato):


Premessa. L’attacco al debito sovrano italiano nel 2011, che, a causa della quasi latitanza della BCE, aveva portato lo spread[22] BTP-Bund ad un picco di 574 punti base[23] e faceva temere il default, causò le dimissioni del Governo Berlusconi,[24] ritenuto dall’UE - e forse dai mercati finanziari, che in realtà avevano scommesso sulla rottura dell’Euro - inadeguato e renitente ad adottare i provvedimenti necessari suggeriti dalla stessa UE, e la sua sostituzione, quasi a furor di popolo e con la benedizione dell’UE, con il Governo tecnico Monti,[25] che appariva quindi in quelle circostanze drammatiche un salvatore dell’Italia.

Questo duplice giudizio è falso, poiché non è confermato da un’analisi obiettiva ex post dei dati.

Berlusconi, non Monti. Le manovre finanziarie correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld (valore non cumulato); • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+65 mld cumulati), con la scopertura di 15 mld[26][27] che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia (DL 98/2011, art. 40), con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare l’iniquo taglio tremontiano delle agevolazioni fiscali-assistenziali, cfr. il libro di Elsa Fornero che verrà commentato estesamente nel capitolo 2 «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni», dove ella scrive:

«La «salvaguardia» stabiliva che, se entro il 30 settembre 2013 il (nuovo) governo non avesse ottenuto i risparmi promessi attraverso un’improbabile delega fiscale-assistenziale, sarebbe entrato automaticamente in azione un taglio lineare (del 5 per cento nel 2013 e addirittura del 20 per cento a decorrere dal 2014) di tutte le agevolazioni fiscali. Fu uno dei compiti, oggi dimenticati, del governo Monti quello di scongiurare gli effetti di una simile mannaia che avrebbe colpito soprattutto le famiglie più povere: tali agevolazioni consistevano, infatti, per lo più in detrazioni per redditi di lavoro e pensione, per carichi familiari e nelle aliquote ridotte dell’Iva per i beni di prima necessità.» (Posizione kindle: 2451),

e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld «lordi» (10 sono stati «restituiti» in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+65 = tot. 170 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Come può facilmente dedurre, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, il Governo Berlusconi-Bossi-Meloni ha battuto il Governo Monti-Fornero per 4 a 1; ancor di più in termini di iniquità, essendo arrivato a stornare 550 milioni appostati dal precedente Governo Prodi per l’edilizia pubblica, e, per far fronte alla grave crisi, perfino a tagliare del 87% la spesa sociale destinata ai poveri, salvaguardando invece i ricchi e i benestanti, i cui contributi di solidarietà prima sui redditi elevati e poi sulle pensioni furono congegnati apposta male (bastava vararli assieme) per farli poi dichiarare incostituzionali.

Traggo ancora dal mio saggio citato:

Il DL 78 fu iniquo e crudele perché contemplò anche, tra l’altro, (i) il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, (ii) il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, (iii) il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (destinata ai poveri: sussidi all’affitto, provvidenze a disabili, disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, ex carcerati, LSU, ecc.), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011 (qui un’analisi dell’impatto delle manovre 2010 e 2011 sulla spesa sanitaria e sociale,[90] dalla quale emerge che il Fondo nazionale per le politiche sociali al netto della quota INPS scende vertiginosamente da 1.000 milioni nel 2007 a 712 nel 2008, a 578 nel 2009, a 435 nel 2010, a 218 nel 2011, a 70 nel 2012 e a 45 nel 2013; complessivamente, i fondi sociali calarono da 1.134 milioni nel 2010 a 144 nel 2013, pari al -87 per cento); e (iv) l’aumento della percentuale minima di invalidità sufficiente per la concessione dell’assegno mensile di assistenza dal 74 all’85 per cento, che avrebbe escluso i down (indennità di 256€ mensili), poi cancellato in sede di conversione per le corali proteste,[91] che in questo caso si addensarono sul governo e sul fido esecutore di Tremonti, il Sen. Antonio Azzollini,[92] presidente della strategica Commissione Bilancio del Senato. […]

Invece, ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari (i primi tre erano Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi) o milionari (come Tremonti), in concreto non venne chiesto - letteralmente - neppure un centesimoCioè i pesanti sacrifici vennero imposti dal Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Fini ai non ricchi e perfino ai poveri, quasi nulla ai miliardari e ai milionari.

Infatti, il contributo di solidarietà, varato in due DL separati, prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – sarebbe bastato metterli assieme - per farlo ritenere illegittimo, come poi avvenne con le sentenze nn. 223/2012, 241/2012 e 116/2013).[93]

Così successe per la tassazione delle stock option limitatamente alle imprese che operano nel settore finanziario (art. 33), per le quali fu prevista una soglia troppo alta, per cui neppure manager milionari come Passera e Profumo probabilmente ne vennero colpiti.

E, come risulta dalla Tabella n. 3, il grosso delle manovre si concentrò dal maggio 2010 (dopo la crisi del debito greco, secondo Romano Prodi gestita malissimo, per colpa soprattutto della Germania) al dicembre 2011.

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

     36

12.131

25.068

  25.033

-

  62.268

22,8

DL98/2011

-

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

-

     732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

     36

14.971

53.343

  79.298

61.795

      209.443

76,7

DL201/2011

-

-

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

-

-

     603

        16

      27

       646

  0,2

Tot.Gov.M.

-

-

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

     36

14.971

74.189

   100.633

83.254

      273.083

100,0

 %

-

 5,5

      27,2

     36,9

      30,5

100,0


*Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Nel capitolo 2 del libro citato, si trova la illustrazione de LA SECONDA PIU’ GRANDE BUFALA DEL XXI SECOLO, che riguarda le riforme delle pensioni.

Conclusione

Concludo rilevando (i) che il PdC Berlusconi – le prove sono nel libro ed evidenti negli stessi dati esposti sopra - ubbidì quasi in tutto alle richieste pesantissime e recessive dell’UE (Commissione, Consiglio e BCE); il “quasi” dipese dal veto del suo alleato Bossi circa il completamento della severa riforma delle pensioni SACCONI (che aveva allungato l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e, grazie all’adeguamento all’aspettativa di vita, l’ha portata a 67 anni nel 2019, benchmark in UE28), dalla irrituale lettera del 5.8.2011 della BCE (preparata a Roma dal dott. Daniele Franco della Banca d’Italia, cfr. il libro di Renato Brunetta), veto improvvido col senno di poi, poiché aprì il varco allo zelo eccessivo della professoressa Fornero, zelo a sua volta necessitato non dai numeri reali e dalle norme ma dalla ignoranza di essi (anche di noti parlamentari che li avevano votati, v. il mio saggio) e dalla percezione negativa generale creata dalla cattiva fama di inaffidabile del PdC Berlusconi, che aveva scatenato la speculazione finanziaria contro l’Italia, con la quasi inerzia della BCE (che aveva apprestato, in cambio delle pesanti manovre (sic!), l’insufficiente programma SMP, v. cap. 3 del saggio citato), e addirittura provocato gli ingiustificati sorrisetti dell’ineffabile francese Sarkozy, presidente di una Francia che la riforma delle pensioni la sta discutendo soltanto in questi giorni, a distanza di nove anni dalla severa riforma SACCONI e di otto anni dalla severa riforma Fornero: infatti, pur non facendo parte dei Paesi sottoposti a un programma formale di aggiustamento, l’Italia – a causa di debolezze varie, anche extratecniche - è stato l’unico Paese che, nell’ambito di un mastodontico consolidamento fiscale,  ha varato ben due riforme delle pensioni severe (rispettivamente, la sesta e la settima dal 1992); (ii) che il Governo Monti fu molto più equo (v. IMU, patrimonialina sui depositi, TTF e modifica dell’iniqua clausola di salvaguardia tremontiana, mentre per la questione esodati rinvio al capitolo 2 del libro citato o al mio blog); e, infine, (iii) che se Lei lo avesse chiesto all’On. Giorgia Meloni, alla quale ho scritto nel gennaio 2018[1] e poi p.c. più volte, Le avrebbe potuto confermare quanto ho sostenuto sia sulle manovre che sulle pensioni, ma evidentemente non ha ritenuto opportuno informarne i Gruppi parlamentari di FdI, anzi continua imperterrita ad alimentare le due BUFALE gigantesche. Spero vorrà supplire Lei in futuro, con onestà e zelo.


[1] Lettera all’On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?

Cordiali saluti,

V.



**********








“LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO”


VINCENZO BATTIPAGLIA

LE  TRE

PIU’  GRANDI

BUFALE

DEL XXI SECOLO

_______________________________________________­

1. La responsabilità della Grande Recessione

- Berlusconi vs Monti –

2. La Riforma delle pensioni più severa

- Sacconi vs Fornero -

3. Gli Obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE

- Draghi vs Yellen -

Prefazione di Carlo Clericetti

Commento di Elsa Fornero



***


“LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO”


Io ritengo che chi voglia o debba esplicare un impegno civile, sindacale o politico, o approfondire per motivi di studio o di lavoro:

• le cause e le vere responsabilità – Berlusconi o Monti - della grave crisi economica italiana,

•  le ultime due severe Riforme delle pensioni - Sacconi e Fornero,

• i poteri-doveri statutari della BCE, che è il vero ganglio del sistema Euro, (in parte violati durante la crisi, con gravi conseguenze su una parte del popolo dellEurozona),

o semplicemente soddisfare il suo bisogno di corretta informazione in questi tre ambiti, e – non ultimo - capire la situazione politico-economica attuale, non possa fare a meno di conoscere fondatamente i dati, i fatti e le responsabilità relativi alla XVI legislatura (Governi Berlusconi e Monti).

Nel solco di un’opera di controinformazione che svolgo da sette anni, soprattutto attraverso il mio blog, oltre a lettere circolari inviate ai vari esperti, autori delle notizie false, e a numerosi destinatari per conoscenza, essi sono descritti, approfonditi e provati documentalmente – e spesso nominativamente - nel mio libro, appena pubblicato in Amazon, e smentiscono una vulgata che ha ingannato 60 milioni di Italiani, inclusi i professori universitari di Economia o Lavoro e Previdenza, gli esperti, enti terzi (INPS, RGS, UPB, ISTAT), e poi assunto una dimensione mondiale (OCSE, FMI, premi Nobel di Economia, giornali prestigiosi).

E’ proprio questo il nocciolo, e lo scopo, del libro: che anche un ragazzino, guardando i dati desumibili dai documenti ufficiali, ai quali mi sono fedelmente attenuto – come confermano Carlo Clericetti nella sua prefazione ed Elsa Fornero nel suo commento finale -, è in grado di capire che – detto sinteticamente in linguaggio calcistico - Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1 e Sacconi ha battuto Fornero per 2 a 1.

Eppure, ancora oggi 60 milioni di Italiani, inclusi i professori universitari, gli esperti, i giornalisti economici e previdenziali e perfino i politici legislatori e i loro ausiliari, oltre all’estero, sono (stati) convinti del contrario. Sembra incredibile, ma è proprio vero.

Grazie dell’attenzione.


“LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO: La responsabilità della Grande Recessione – Berlusconi vs Monti. La Riforma delle pensioni più severa – Sacconi vs Fornero. Gli Obiettivi e i poteri-doveri statutari della BCE – Draghi vs Yellen.” (con prefazione di Carlo Clericetti e commento finale di Elsa Fornero).


Link all’edizione digitale, collegata con l’edizione cartacea (mercato italiano) https://www.amazon.it/dp/B07L3B5N5M


Link all’estratto dell’ebook http://amzn.eu/6vArubk


Presentazione del libro

Questo libro tratta tre temi importanti e attuali: “tre grandissime bufale”, che riguardano vicende di cui si parla continuamente, tanto sui media quanto nei talk show da parte sia di opinionisti che di economisti, e sono: chi ha fatto più “austerità” in politica economica in seguito alla crisi esplosa nel 2008: Berlusconi o Monti; a chi vada attribuita la riforma previdenziale più severa e incisiva: Sacconi o Fornero; e quale sia – o dovrebbe essere – il ruolo della Banca centrale europea: Draghi (BCE) versus Yellen (FED).
Si tratta di tre temi che hanno colpito più di altri l’attenzione e l’interesse del popolo italiano negli ultimi sette anni. E che, secondo l’autore, Vincenzo Battipaglia, che ha analizzato le fonti originarie delle leggi, delle prove documentali e dei dati, attenendovisi fedelmente (come confermano Carlo Clericetti, di «Repubblica», nella sua prefazione ed Elsa Fornero nel suo commento finale), registrano il maggiore iato tra la realtà e il percepito da parte:
- dei 60 milioni di Italiani; inclusi
- i cosiddetti esperti: studiosi e operatori di previdenza, sindacalisti, politici, ministri, parlamentari, giornalisti e docenti universitari di Diritto del Lavoro o di Economia, citati nominativamente nel libro adducendo le prove documentali (ad esempio, Mario Monti, Carlo Cottarelli e Alberto Bagnai); ed
- enti generalmente considerati terzi e attendibili (RGS, UPB, INPS, ISTAT).
E all’estero, da parte:
- di addetti ai lavori (inclusi premi Nobel di Economia, come Krugman e Stiglitz),
- di media prestigiosi (come il «Financial Times», «The Economist» e «Le Monde») e
- dei principali organismi economico-statistici internazionali (EUROSTAT, OCSE e FMI).
Tanto da costituire tre casi di scuola di disinformazione mondiale. Da qui il titolo: «LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO».
«Con questo libro–diario-denuncia di un cittadino-testimone, che vuole essere insieme pamphlet, saggio e manuale di scuola, cerco allora di fare un po’ di chiarezza su tre casi di studio emblematici della disinformazione di un popolo intero di ben 60 milioni di abitanti, oltre all’estero, che varrebbe la pena indagare a livello accademico, come suggerii l’anno scorso al professor Francesco Daveri, ordinario di Economia all’Università Cattolica, una delle vittime illustri della Prima Più Grande Bufala, che è oggetto del capitolo 1.»

«Il proposito di Vincenzo Battipaglia – scrive Clericetti - era di fare corretta informazione e sicuramente ha fatto un notevole lavoro di ricerca. Questo libro offre al lettore dati e documenti sulle materie trattate che in modo organico sarebbe difficile reperire altrove.» 



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Lettera n. 2 all’Osservatorio CPI (diretto da Carlo Cottarelli) sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012





Pubblico la seconda lettera che ho inviato sei giorni fa all’Osservatorio sui conti pubblici italiani, dell’Università Cattolica, diretto da Carlo Cottarelli. La prima riguardava la spesa pensionistica, questa seconda riguarda le manovre correttive della XVI legislatura e la responsabilità della recessione. In calce, riporto il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da: v

19/9/2018 17:52


ALL’OSSERVATORIO CPI

p.c. PARLAMENTARI, MEDIA, SINDACATI


Spett. Osservatorio CPI,

Traggo dal Vostro articolo (senza data!) “L’andamento del debito dopo la stretta fiscale del 2012

Resta però il fatto che nel 2012 la politica fiscale è stata stretta in modo significativo, attraverso tagli di spesa e aumenti delle tasse pari a 2,4 per cento del Pil. […] La figura 3 riporta i risultati della simulazione. Il rapporto tra debito pubblico e Pil, in assenza della stretta operata da Monti, sarebbe cresciuto più rapidamente di quanto osservato, arrivando nel 2018 a 142,1 per cento (circa 11 punti percentuali al di sopra di quanto attualmente previsto per il rapporto tra debito pubblico e Pil alla fine di quest’anno).

1. Innanzitutto, osservo che il 2,4% equivale a circa 40 mld, cioè il doppio dell’importo netto della prima manovra di Monti (DL 201/2011, L.214/2011, c.d. decreto “Salva-Italia”), che cifra 32 mld lordi (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi).

2. Quindi almeno la metà è di altri, cioè del governo Berlusconi precedente.

3. Ma vediamo meglio le cifre. Premetto che:

(i) le manovre da me esaminate hanno avuto attuazione anche prima e dopo il 2012;

(ii) l’impatto sul 2012 del primo DL del governo Monti è stimato da RGS in 20,2 mld (http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Note-brevi/La-manovra-di-FP/2011-2014/Le_manovre_di_finanza_pubblica_del_2011.pdf  pag. 5, tav. 11); ma

(iii) nel 2012 si sono concretizzate anche le precedenti misure di Berlusconi contenute in ben tre DL mastodontici, molto maggiori, singolarmente, del primo DL di Monti: il DL 78/2010, L. 122/2010, di 62 mld cumulati; il DL 98/2011, L. 111/2011, di 80 mld cumulati (pag. 2, tav. 4); e il DL 138/2011, L. 148/2011 (pag. 2, tav. 5), di 65 mld cumulati, per un totale di 207 mld cumulati per il quadriennio 2011-2014 (contro 62 mld delle due manovre di Monti), per un ammontare rispettivo stimato da RGS in 12, 5 (attribuisco il 50% dell’importo di 24,9 mld che è il totale non cumulato del DL 78/2010 a valere per il biennio 2011-2012), 5,5 e 22,7 mld, pari a un totale di 40,7 mld; solo per info (salvo approfondimento), aggiungo che dalla relazione del Servizio Studi – Dipartimento Bilancio della Camera dei Deputati, risulta per il DL 78/2010 (L. 122/2010) un importo di manovra netta per gli anni dal 2010 al 2013 (in milioni), rispettivamente, di 108, 14.312, 24.952 e 23.985, cioè l'impatto sul 2012 è stimato in 25 mld, maggiore da solo del primo DL Monti.


Saldo netto da finanziare

2010

2011

2012

2013

Risorse





Minori spese correnti

264,5

9.413,4

13.362,9

13.724,9

Minori spese in conto capitale

0,0

1.613,0

1.395,0

1.571,0

Maggiori entrate

848,0

7.835,3

11.671,7

9.359,8

Impieghi





Maggiori spese correnti

984,5

1.911,1

532,3

150,0

Maggiori spese in conto capitale

20,0

320,0

320,0

320,0

Minori entrate

0,0

2.318,4

624,5

200,2






Totale risorse (manovra lorda)

1.112,5

18.861,7

26.429,6

24.655,7

Totale impieghi (misure espansive)

1.004,5

4.549,5

1.476,8

670,2

Manovra netta

108,0

14.312,2

24.952,8

23.985,5

4. Sulla base dei documenti citati, perciò, si può ipotizzare che le misure del governo Berlusconi abbiano avuto un impatto sul 2012 almeno doppio di quelle del governo Monti, per cui ne discende che a quest’ultimo si possono attribuire al massimo 1/3 dei 40 mld iniziali, e cioè 13 mld.

5. Inoltre, va anche considerato che le entrate del primo DL Monti (DL 201/2011-“Salva-Italia”) sono ascrivibili per 23,7 mld all’IMU, ma 4 mld sono relativi all’IMU sulla casa principale, poi abolita (http://www.tesoro.it/primo-piano/article_0101.html).

6. Successivamente, ho trovato in Rete questo video, in cui il professor Cottarelli, soltanto a mo’ di inciso (“peraltro con misure per metà introdotte dal governo Berlusconi”), afferma che la metà dell’importo relativo al 2,4% è stato deciso dal governo precedente. Il video è del quotidiano online Affari Italiani, che ha titolato così:

Debito-Pil, Cottarelli: "Se Monti non avesse contenuto il deficit, il debito sarebbe aumentato"

Sabato, 30 giugno 2018 - 12:29:56

Anche gli altri media hanno titolato nello stesso modo, citando soltanto Monti.

Cioè, come sta succedendo da sette anni, i media - anche perché fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte, volutamente false - hanno completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA che il mastodontico consolidamento fiscale e la recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure severe della riforma Sacconi; come ho già avuto modo di segnalare nel gennaio scorso al professor Cottarelli sia per le manovre che per le pensioni, il quale molto stranamente (forse perché era afflitto da influenza) mi ribatté che non interessa chi l’ha fatto esattamente (sic!).

7. Conclusione. Sorprende e spiace, pertanto, che alimentiate la diffusione di notizie false o fake news o BUFALE sul governo Monti, che (come sulla riforma delle pensioni Fornero) in Italia hanno fatto (quasi) 60 milioni di vittime, oltre all’estero. Per cui, in conclusione, mi permetto di invitarVi - e di reiterare il mio invito al professor Cottarelli - di dedicare finalmente la Vostra/sua analisi al governo Berlusconi, che ha varato il quadruplo delle manovre correttive del governo Monti, ed a pubblicizzarlo adeguatamente, tenendo conto della superficialità dei media, irretiti dalla DISINFORMAZIONE propalata da sette anni dal centrodestra e da millanta sedicenti esperti, inclusi – pare – tutti i professori di Economia, nonché dalle oggettive millanterie del professor Monti, lasciando stare per un po’ il povero, sopravvalutato, ‘diffamato’ governo Monti-Fornero.

Cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Per un utile e (spero) risolutivo promemoria, riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mldhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

(cifre analoghe sono riportate da altre fonti, in linea con quelle di RGS e Servizio Studi della Camera dei Deputati).

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


PPS:

E-mail collegata:

Lettera sulla spesa pensionistica all’Osservatorio sui conti pubblici (Università Cattolica), diretto da Carlo Cottarelli



Destinatari:


19/09/2018  17:52

(n. 50)


19/09/2018  19:02

(n. 50) 


19/9/2018 19:11

(n. 47)


19/9/2018 19:12

(n. 50)


19/09/2018 19:14

(n. 50)


19/09/2018 19:17

Commissione Bilancio del Senato

(n. 25)

Commissione Finanze e Tesoro del Senato

(n. 25)


19/09/2018 19:18

Commissione Bilancio della Camera

(n. 47)


19/09/2018 19:19

Commissione Finanze della Camera

(n. 45)


19/09/2018  19:21

angelo.baglioni@unicatt.itandrea.boitani@unicatt.itmassimo.bordignon@unicatt.itlorenzo.cappellari@unicatt.itlucava.colombo@unicatt.itrosario.crino@unicatt.itdomenico.delligatti@unicatt.itgianluca.femminis@unicatt.itpiero.giarda@unicatt.itmichele.grillo@unicatt.itmarco.lossani@unicatt.itclaudio.lucifora@unicatt.itmaurizio.motolese@unicatt.itpiero.tedeschi@unicatt.itsimona.beretta@unicatt.itfloriana.cerniglia@unicatt.itemilio.colombo@unicatt.itmario.maggioni@unicatt.itguido.merzoni@unicatt.itfausta.pellizzari@unicatt.itantonio.albanese@unicatt.itantonio.cetra@unicatt.italessandro.dadda@unicatt.itfrancesco.dalessandro@unicatt.itmaurizio.logozzo@unicatt.itmcmalaguti@hotmail.com, stefano.baraldi@unicatt.itandrea.lionzo@unicatt.itpaolo.russo@unicatt.itmario.anolli@unicatt.italberto.banfi@unicatt.itelena.beccalli@unicatt.itmassimo.belcredi@unicatt.itlorenzo.caprio@unicatt.itpaolo.gualtieri@unicatt.itgiuliano.iannotta@unicatt.itmarco.oriani@unicatt.itgiovanni.petrella@unicatt.iteugenio.anessi@unicatt.italessandro.baroncelli@unicatt.itdonatella.depperu@unicatt.itcerif@unicatt.itmanuela.macinati@unicatt.itmario.molteni@unicatt.itrenato.fiocca@unicatt.itannalisa.tunisini@unicatt.itdomenico.bodega@unicatt.itamerico.cicchetti@unicatt.itluigi.manzolini@unicatt.itfederico.rajola@unicatt.it

(n. 50)


19/09/2018  19:22 

(n. 50)




*** 


Riporto, qui di seguito, il successivo scambio di email con Carlo Cottarelli.


Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

19/9/2018  17:56

A:  v


Caro V.

conosco bene la sua posizione e come lei dice anche io ho indicato che metà delle misure erano già state introdotte dal governo precedente. Non credo che quello fosse il punto della nostra nota In ogni caso in futuro sottolineerò più chiaramente che parte del misure erano già state introdotte. Noti comunque che un governo può sempre disfare le misure fatte da un governo precedente Quando entra in carica. Quindi aver accettato le misure introdotte da Berlusconi voleva dire fondamentalmente e sottoscrivere quelle misure. Cordialmente. 

Carlo Cottarelli



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  v

19/9/2018 22:08


Caro professor Cottarelli,

Ritengo utile premettere, ove avesse qualche dubbio, che io non ho niente contro di Lei; ieri, ad esempio, ho inviato una lettera alla Segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, che ha dato una notizia falsa sulla riforma delle pensioni Fornero, se va nel mio blog la trova e ne trova decine di altre dello stesso tenore inviate alle persone più disparate quando propalano bufale.

La “mia” posizione è solo quella della corretta informazione. La Sua qual è? A giudicare dalla Sua terribile “resistenza” a fornire i dati corretti, dopo aver riscontrato quest’ultima prova, io - detto molto francamente - ne ho tratto un giudizio severo.

Lei ha fatto soltanto una dichiarazione verbale, che peraltro tutti hanno travisato: si è chiesto perché? Ha fatto una rettifica? Nel Suo ruolo di depositario della verità sui conti pubblici, che ormai Le hanno attribuito, è il minimo che dovrebbe fare, anche perché rischia che un modesto censore come me, sulla base dei dati, la smentisca inviando una lettera di CONTROINFORMAZIONE a 500 destinatari (ne troverà l'elenco nel mio blog quando pubblicherò la lettera).

L’analisi scritta dell’Osservatorio CPI non fa nessuna menzione di Berlusconi, che ha deciso almeno i 2/3 della manovra di competenza del 2012, ma cita soltanto Monti, che ne ha deciso al massimo 1/3. Io vi ho dimostrato che questi sono i dati corretti: adesso, a mio avviso, Lei non dovrebbe rinviare la precisazione al futuro, ma pubblicare in calce al vostro articolo la mia lettera (come peraltro invitavate a fare, ma stranamente non trovo più l'invito...) o almeno una rettifica. E poi dedicare un po’ del vostro tempo ad analizzare quanto – tantissimo: l’81%! altro che una parte, come Lei insiste a scrivere - fatto dal governo Berlusconi, lasciando perdere Monti, che ha fatto soltanto il residuo 19% e che - Lei dimentica il mio post - ha sostituito Berlusconi, fatto fuori da un complotto sui generis, proprio per COMPLETARE quanto prescritto dalla lettera del 5/8/2011 della BCE, senza cancellare una virgola di quanto già fatto da Berlusconi, atteso che giuridicamente le leggi di Berlusconi non avevano bisogno di nessun avallo o conferma da parte di Monti, come Lei adombra, e come strampalatamente afferma il professor Cazzola per la riforma Sacconi da parte della Fornero, per tacitare la sua lunga coda di paglia (sto provando a scrivere su tutto ciò un libro, inclusa la DISINFORMAZIONE da parte degli esperti).

Non ho affrontato apposta il resto della vostra analisi. Se vuole sapere che cosa ne penso, a mio avviso essa ha un’evidente impostazione ideologica e perciò un epilogo preconfezionato, al quale tutto viene subordinato. Peraltro, sui moltiplicatori gli esponenti passati del FMI hanno fatto una magra figura: errare è umano, perseverare diabolico.

Cordiali saluti,

V.

PS: La informo che pubblicherò queste email nel mio blog.



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

19/9/2018 22:54

A:  v


Mi scuso ma Io no la capisco bene. Cosa centra l'impostazione ideologica e la storia dei moltiplicatori con l'attribuire a Monti o Berlusconi la stretta del 2012?

In ogni caso , Come le ho detto, se Monti fosse stato in disaccordo con quanto fatto da Berlusconi lo avrebbe disfatto. Invece ha proseguito sulla stessa strada Non avendo peraltro alternative. 

Buonanotte

CC (Ottieni Outlook per Android)



Re: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

20/9/2018 17:55


Infatti, ha ragione, se nota io apposta non ne ho parlato per niente nella mia prima email, ho solo dovuto rispondere ora alla Sua osservazione che non era quello il punto della vostra nota.

Scusi, ma a mia volta le chiedo: "Che c'entra che Monti non ha cancellato quanto fatto da Berlusconi?". La risposta è semplice: non poteva e non doveva farlo. Guardi che è solo un'ulteriore prova che Lei ignora(va) che Berlusconi ha ubbidito in tutto alle imposizioni dell'UE (Commissione, Consiglio e BCE), tranne, a causa del veto di Bossi (che si preparava già a nuove elezioni dopo la prevedibile caduta di Berlusconi), per le pensioni di anzianità (concentrate al Nord) e l'accelerazione dell'allineamento delle donne private a tutti gli altri. Cosa che poi ha fatto Fornero, con un sovrappiù di zelo, come ho scritto alla stessa professoressa Fornero, lo trova nel mio blog nella Lettera n. 2 alla professoressa Elsa Fornero, anzi gliela linko perché mi ha anche risposto: http://vincesko.blogspot.com/2018/06/lettera-n-2-alla-professoressa-elsa.html.

Confesso, però, che la mia è una domanda retorica: essa conferma la mia deduzione iniziale di parecchie email fa che Lei è stato una dei quasi 60 milioni di vittime della potente DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra, sia sulle manovre correttive della XVI legislatura che sulla riforma Fornero, ed ora fa resistenza ad ammetterlo con me e soprattutto con se stesso (ovviamente salvo prova contraria).

Ed anche per questo elude le mie richieste di fare una rettifica e un'analisi accurata - da par Suo - sui molto corposi e molto iniqui provvedimenti del governo Berlusconi.

Cordiali saluti,

V.


PS: Per inciso, segnalo che per scrivere il mio libro ho letto, oltre all'ultimo libro della Fornero, il libro di Brunetta del 2014 sul complotto contro Berlusconi e quello di Roberto Napoletano sul periodo della crisi. Brunetta, essendo stato uno dei protagonisti, conosce bene le norme, i fatti e le cifre, ma li interpreta a seconda della convenienza e furbescamente attribuisce la recessione all'inviso Monti; Napoletano ha scritto parecchie imprecisioni, è anche lui una vittima della disinformazione. Ho dato un'occhiata anche al Suo sul debito. Li cito e commento tutti e quattro nel mio libro. 



R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

20/9/2018  19:26

A:  v  


Mah, non so….

Lei continua a usare un tono un po’ offensivo e non capisco perché (“da par suo” eccetera)

Non è che aiuta molto il dialogo

Comunque le auguro una buona serata

CC



Re: R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  v

20/9/2018 21:45


No, perché offensivo? Il "da par suo" era sinceramente elogiativo. In fatto di competenza tecnica, io avrei solo da imparare da Lei. Ma forse si riferisce al resto, alla mia voluta severità quando qualcuno "resiste" all'evidenza dei dati, ed allora ha ragione, ma essa è strumentale al raggiungimento dello scopo di diffondere un'informazione corretta. Mi spiace, io sono fatto così, ognuno ha i suoi difetti... Io aborro le informazioni false. E sulle manovre finanziarie della XVI legislatura, di un'evidenza assoluta (i 267 mld di Berlusconi sono più del quadruplo dei 63 di Monti), mi farebbe piacere vederLa dalla parte della verità dei dati, e delle responsabilità che da essi si possono razionalmente inferire. Poi, naturalmente, faccia come crede.

Buona serata,

V.



Re: R: Lettera n. 2 all’Osservatorio sui conti pubblici sulle sue notizie false sulla stretta fiscale 2012

Da:  Cottarelli Carlo<carlo.cottarelli@unicatt.it>(carlo.cottarelli@unicatt.it)

20/9/2018  21:54

A:  v  


Mah. Certo che non avrei mai pensato che qualcuno mi prendesse per un difensore di Berlusca....

Buonanotte

CC



**********





Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero




Pubblico la lettera che ho inviato ieri alla Professoressa Elsa Fornero, dopo aver ascoltato e letto due sue interviste, rispettivamente alla trasmissione di Radio1 Zapping e al giornale LINKIESTA, sul suo ultimo libro “Chi ha paura delle riforme. Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni”. E’ la seconda lettera che scrivo alla professoressa Fornero, autrice di una riforma delle pensioni che è oggetto da sette anni di una DISINFORMAZIONE generale, che ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime e che ha superato i confini nazionali. E che io, nel mio piccolo, contrasto fin quasi dalla nascita della legge, praticamente da solo, poiché tra le vittime ci sono tutti, Enti importanti nazionali e internazionali, docenti universitari, sindacati, noti esperti, tutti i media. La mia tesi è che, tra i maggiori responsabili di tale generale DISINFORMAZIONE, ci siano Maurizio Sacconi, autore della riforma precedente, le cui misure severe vengono erroneamente attribuite alla riforma Fornero, per il suo silenzio (anzi peggio, cfr. nota 9), e la stessa professoressa Fornero, la quale, forse per l’ambizione di passare alla storia come salvatrice dell’Italia dal default, tenendo in non cale i dati ufficiali (fa la stessa cosa Mario Monti per le manovre finanziarie), ha pervicacemente mancato di chiarire, in ben sette anni, pur avendo avuto una presenza costante nei media, la paternità delle norme pensionistiche. Ad oggi, non ha mai risposto alle decine di lettere che le ho inviato o direttamente (due) o per conoscenza.

PS: No, dopo avere scritto questa mia introduzione, questa volta la professoressa Fornero mi ha risposto, riporto la sua risposta in calce e la mia replica.


Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero

Da:  v

26/6/2018  19:16



Egr. Professoressa Fornero,

In riferimento all’intervista da Lei rilasciata a Francesco Cancellato de LINKIESTA, “Un’aliena a Palazzo: così hanno incastrato Elsa Fornero”, in cui ha parlato del Suo nuovo libro,  mi permetto ribadire ciò che Le scrissi  il 3 novembre 2016, dopo la Sua intervista ad Alessandro Franzi sempre de LINKIESTA.[1]


PENSIONI: Sacconi (e Dini), non Fornero

La riforma delle pensioni Fornero è soltanto la settima riforma delle pensioni dal 1992, e non la più severa. Dal 1992, infatti, le riforme delle pensioni, considerando un’unica riforma i severi e incisivi provvedimenti 2010 e 2011 di SACCONI, sono state sette (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

L’allungamento (eccessivo) dell’età di pensionamento è stato deciso molto più dalla riforma SACCONI (L.122/2010, art. 12, più integrazioni con L. 111/2011 e L. 148/2011) – il cui autore fa lo gnorri, alimentando la vulgata – che dalla riforma Fornero (L. 214/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, tramite la “finestra” mobile ( = differimento dell’erogazione) di 12 mesi o 18 mesi, da 65 a 66 anni per i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per i lavoratori e le lavoratrici autonomi;

- sia portando l’età di pensionamento di vecchiaia, quasi senza gradualità, da 60 a 66 anni per le lavoratrici dipendenti pubbliche, a seguito della Sentenza del 13 novembre 2008 della Corte di giustizia dell’Unione europeama che poteva avvenire a qualunque età tra 60 e 65 anni, più “finestra” di 12 mesi;

- sia allineando gradualmente, entro il 2026 (2023 includendo l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita), a 66 anni, le lavoratrici del settore privato, accelerato poi dalla riforma Fornero gradualmente entro il 2018;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – con la L. 102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis, l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che, relativamente agli adeguamenti successivi a quello [triennale, 2019-2021, ndr] effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019, e cioè dal 2022, quantunque il Ragioniere Generale dello Stato affermi sorprendentemente 2021[2] - glielo spieghi Lei, dandogli l’interpretazione autentica, ché l’errore nasce dalla relazione tecnica del decreto salva-Italia, DL 201/2011 -, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2019, e poi via via a 70 e oltre.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995 (L. 335/1995),  non la riforma Fornero nel 2011; questa ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli che erano esclusi dalla legge Dini, cioè coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani.


Esodati

Pochi lo sanno, ma gli esodati ci furono pure con la riforma SACCONI, presumibilmente alcune decine di migliaia di persone,[3] poiché, con una decisione crudele e iniqua (che fu la cifra di quellintera legge) - e probabilmente incostituzionale - del ministro SACCONI, furono scientemente salvaguardate soltanto le prime diecimila (cfr. DL 78/2010, convertito dalla L. 122/2010, art. 12, comma 6 6. L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 5 che intendono avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del regime delle decorrenze dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 10.000 domande di pensione, il predetto Istituto non prendera' in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 5.”), ma a causa della sordina imposta dal potentissimo apparato disinformativo berlusconiano, fecero molto meno rumore e, poi, come Lei ha lamentato a Zapping, sono stati anch'essi imputati alla riforma Fornero. 

A me risulta che gli esodati, dopo l’ottava salvaguardia, siano non 170.000 - come afferma Lei nell'intervista - ma 153.000. Riporto la nota[4] di un mio documento di 18 pagine, con la ricostruzione delle vicende politico-economiche della XVI legislatura, che ho già trasmesso anche a Lei:

A parte gli esodati, il cui numero, come dichiarò la professoressa Elsa Fornero a “In mezz’ora”, fu prima sottostimato (la prima salvaguardia riguardò 65.000 persone) e poi, come riportato da varie fonti (tra cui i Deputati PD e l'On. Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera), sovrastimato dalla burocrazia di RGS e INPS, che, nell'arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, «ridetermina il numero massimo degli esodati a 153.389 soggetti», contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale.[4]


Risparmi dalle riforme delle pensioni

Anche sulla base dei risparmi rivenienti dalle quattro riforme dal 2004 (Maroni, 2004; Damiano, 2007; SACCONI, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), stimati dalla Ragioneria Generale dello Stato in 60 punti di Pil cumulati al 2060,[5] pari 1.000 mld, emerge un rilevante maggiore impatto della riforma SACCONI rispetto alla riforma Fornero, poiché soltanto un terzo viene ascritto a quest’ultima, cioè 350 mld (poi scesi a 280 mld dopo i successivi interventi legislativi); il che, poiché lo “scalone” di Maroni fu abolito da Damiano (che RGS non menziona) e le “quote” di Damiano furono abolite da Fornero, significa che l’RGS ascrive la grandissima parte dei residui 700 mld, cioè il doppio di 350 mld, alla riforma SACCONI, ma di cui quasi nessuno parla (anche l’RGS alla fine cita solo la riforma Fornero! E la stessa cosa la fa la Corte dei Conti![5a]), mentre TUTTI, in Italia, inclusi ISTAT e UPB,[6] e all’estero, inclusi EUROSTAT (che ripete pari pari i dati forniti dall’ISTAT), OCSE,[7] che usa dati vecchi e in parte errati, ma almeno è l’unico Ente che propone i dati pensionistici al lordo e al netto delle imposte (il peso fiscale sulle pensioni in Italia è il più alto), e FMI,[8] che usa dati vecchi e in parte errati, ma molto pubblicizzati a livello mondiale, ascrivono tutto alla riforma Fornero, decretando un'impropria damnatio memoriae della riforma SACCONI.


Cause della DISINFORMAZIONE generale

Questo delle riforme Fornero e SACCONI rappresenta uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE generale della storia italiana, analogo a quelli delle manovre finanziarie dei Governi Berlusconi e Monti e dello Statuto della BCE. Lei come lo spiega? Io, se permette, lo spiego così: Lei, donna, con il Suo pianto, efficacissimo in un Paese melodrammatico come l’Italia mitridatizzato dalla terribile tv, e la Sua sovraesposizione mediatica, senza (quasi) MAI rinviare ai veri autori delle norme e dei dati che Le venivano erroneamente attribuiti, aiutata in questo dal disinformato professor Monti, da famosi esperti previdenziali (Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano e Sacconi),[9] oltre che da tutti i media a partire dal 2013, dimentichi di ciò che avevano scritto un anno prima sugli effetti portentosi della riforma SACCONI (cfr. [9], nota 1), e, soprattutto, la potentissima DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra avete creato e alimentato una vulgata che ha fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime, oltre all’estero.


Conclusione

In conclusione, gentile Professoressa, io sono antiberlusconiano (per le misure molto inique che ha varato), ma il “golpe” contro di lui, sui generis, quasi alla luce del sole, in parte anche giustificato dal comportamento e dalle condizioni psicologiche del Presidente del Consiglio, che in definitiva rassegnò lui le dimissioni dopo aver perso la maggioranza parlamentare, è un fatto inoppugnabile, confermato nella sostanza dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel corso della sua audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, per le condizioni capestro che l'UE, a trazione franco-tedesca, continuava ad imporgli, nonostante le manovre finanziarie draconiane già varate.[4]

Come è altrettanto inoppugnabile, sulla base dei dati (il governo Berlusconi ha varato manovre correttive per un importo quadruplo di quelle del governo Monti), che non sia stato il governo Monti ad aver salvato l’Italia dall’artefatto default, anche se è stato molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), o, come pensano tutti, ad aver causato la recessione.[4]

Lei si vanta ogni volta di ricevere, e di rispondere loro, tutti quelli che Le chiedono di parlare sulla Sua riforma delle pensioni, allora mi permetto di chiederLe: perché non ha mai risposto a me (e alle mie decine di lettere circolari che Le ho inviato per conoscenza), che Le ho contestato l’appropriazione (cfr. il testo della L. 214/2011, art. 24) di fatto di alcune delle norme di SACCONI, che, per quanto mi consta, raramente e solo recentemente (vedi la Sua intervista di qualche mese fa a Radio Montecarlo, della quale ho tratto notizia da un articolo disinformativo e ingiustamente critico verso di Lei de Il Giornale[10] e, da ultimo, nella Sua intervista di pochi giorni fa a Radio1-Zapping del 22 giugno u.s.) lamenta che Le vengono attribuite? Peraltro, in tale trasmissione Lei ha negato che abbia eseguito imposizioni esterne, mentre in passato ha detto che ha seguito come bussola le vere e proprie prescrizioni contenute nella lettera del 5.8.2011 della BCE, tra cui il completamento della riforma delle pensioni, che era stata una delle poche richieste della lettera non adempiute dal governo Berlusconi, a causa del veto di Bossi, poiché le pensioni di anzianità sono in netta prevalenza al Nord (“È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”).[4] Che Lei, però, ha attuato con un eccesso di zelo, forse perché pressata – come ha confermato nell'ultima intervista a LINKIESTA - e fuorviata dalle richieste di fare cassa per evitare il default. Spauracchio oggettivamente ingiustificato dai fondamentali macroeconomici, dopo le tre mastodontiche manovre correttive berlusconiane per oltre 220 mld cumulati, e provocato ad arte dalla speculazione finanziaria mondiale che aveva scommesso sulla rottura dell’Euro, contrastata in maniera affatto insufficiente dalla Banca Centrale Europea (col vostro Governo, dopo un calo iniziale, lo spread era ritornato sopra i 500 p.b.), fino al famoso e decisivo “whatever it takes” pronunciato dal Presidente Mario Draghi nel luglio 2012.[4]

Io non so che cosa Lei abbia scritto nel Suo ultimo libro, ma se vuole fare un’opera di verità, come è riportato nel titolo, e che è anche il mio unico intento nello scrivere queste mie decine di lettere, e ribaltare la vulgata mondiale sulla riforma delle pensioni Fornero, se non l’ha fatto chiaramente in questo, scriva un altro libro e dia a SACCONI (e Dini) quel che è di SACCONI (e Dini), e poi lo gridi ai quattro venti, come non ha fatto in questi sette anni.

Cordiali saluti,

V.


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Note:


[1] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive


[2] Lettera al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza (p.c. al Presidente della Repubblica e al Parlamento): errori interpretativi della norma sull'adeguamento dell'età pensionabile


[3] Esodati 2010: proroga 2018

di Barbara Weisz

scritto il 10 aprile 2018

Gli ultimi esodati Sacconi vengono tutelati con il sostegno al reddito fino alla decorrenza della pensione. Il relativo decreto di salvaguardia del ministero del Lavoro del 15 febbraio 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile. Si tratta di lavoratori che erano rimasti senza stipendio e senza pensione dopo l’introduzione delle finestre mobili del 2010 (decreto legge 78/2010). Nel corso degli anni si sono succeduti diversi interventi per tutelarne il reddito fino alla maturazione della pensione.

Il decreto tutela gli ultimi lavoratori che ancora non rientrano nel contingente dei 10mila salvaguardati della Riforma Sacconi. […]


[4] Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


[5] a. Questo articolo mi è stato chiesto da un sito, dopo una mia segnalazione rettificativa (il titolo e alcune piccole modifiche sono redazionali). Vi analizzo anche il risparmio stimato dalla RGS.

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko - 27 October 2017

b. Qui sotto, c’è anche (migliorato qualitativamente) il grafico della RGS e altre mie osservazioni critiche sul risparmio calcolato dalla RGS.

Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni


[6] Lettera all’ISTAT di richiesta di informazione sulla fonte di dati pensionistici errati


[7] Segnalo alcuni errori contenuti nel rapporto “Pensions at a Glancenella parte relativa all’Italia, e ripresi pari pari da tutti i media italiani (li ho già segnalati a Stefano Scarpetta dell’OCSE, che fu intervistato dall’AGI). Gli errori sono colorati in rosso.

Panoramica - Riforme recenti e pensionamento flessibile.

Dal 2011 [la legge non è la riforma Fornero ma la riforma SACCONI, la 122 del 30.7.2010/Sacconi, la decorrenza è dal 2013/Sacconi, ndr] esiste un collegamento automatico tra l'età pensionabile e l'aspettativa di vita. Dall'attuale [2016, ndr] livello di 66,6 [66 anni e 7 mesi, ndr] anni per gli uomini [e le donne del settore pubblico, ndr] e 65,6 [65 anni e 7 mesi, ndr] anni per le donne [del settore privato, ndr], l'età pensionabile legale dovrebbe aumentare ad almeno 67 e 66,6 [67, ndr] anni nel 2019, rispettivamente, e poi raggiungere 71,2 anni per la generazione nata nel 1996 basato su proiezioni di aspettativa di vita. Nell'OCSE solo Danimarca e Paesi Bassi avranno un'età pensionabile sopra 70 per la stessa coorte di nascita del 1996, contro una media OCSE di 65,8 per gli uomini e 65,5 per le donne.

I futuri tassi di sostituzione in Italia saranno alti per quelli a lungo permanenza in carica; quelli con carriere irregolari o che non lavorano affatto probabilmente dovranno affrontare un alto rischio di povertà di vecchiaia. Lo schema pensionistico a Contributo nozionale definito (CND) darà una pensione netta uguale al 93% degli ultimi guadagni per un lavoratore con salario medio con una carriera piena dall'età di 20 anni. I tassi di sostituzione sono più alti solo in Olanda, Portogallo e Turchia.


by Michal Andrle, Shafik Hebous, Alvar Kangur, and Mehdi Raissi

“ages are set to increase further over time as part of the ‘Fornero’ reform (L. 214/2011)”. (pag. 12)

[le età sono destinate ad aumentare ulteriormente nel tempo per la riforma "Fornero" (L. 214/2011)]

Come si vede, anche l’FMI attribuisce erroneamente alla riforma Fornero l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, in realtà deciso dalla riforma Sacconi due anni prima che arrivasse il governo Monti-Fornero.


[9] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero


[10] Lettera ad Antonio Signorini e Gian Maria De Francesco de Il Giornale sulle loro fake news sulle pensioni



***


Pubblico la risposta della professoressa Elsa Fornero e la mia replica.


Re: Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero

Da: Elsa Maria Fornero<elsa.fornero@unito.it>(elsa.fornero@unito.it)

27/6/2018  09:52

A:  v


Gentile signor V., 

Non ho mai risposto alle sue mail perché non ne ho mai ricevute di indirizzate a me. Ho sempre soltanto letto (o visto) quelle da lei inviate ad altre persone, e a me solo per conoscenza. 

In ogni caso, amo poco le mail collettive e quindi rispondo (brevemente, e ne né scuso) soltanto a lei. 

Lei è molto informato sulle pensioni e questo le fa onore, in un paese in cui la maggior parte di coloro che ne scrivono ne sanno veramente poco e spesso in modo confuso. 

Ciò detto, non credo di essermi mai attribuita meriti/demeriti che non mi spettano. Ho sempre parlato dei 10.000 esodati di Sacconi, dell’indicizzazione da lui deliberata e da me soltanto modificata, ecc ecc. 

Ma lei crede veramente che la voce di una singola persona, senza partito o sindacato o gruppo di potere alle spalle avrebbe potuto smuovere qualcosa della rappresentazione mediatica ricorrente? Anche sugli esodati? 

Mi pare che lei stesso sia una prova di quanto sia difficile smuovere il moloch della disinformazione! 

In ogni caso, invece di leggere le mie dichiarazioni come “riportate” da altri giornali (dei quali non credo sia per lei difficile immaginare l'assenza di obiettività!), legga il mio libro e, la prego, mi segnali eventuali errori. Gliene sarò grata. 

Un saluto cordiale,

Elsa Fornero 



Re: Lettera n. 2 alla Professoressa Elsa Fornero sulla disinformazione mondiale sulla riforma Fornero

Da:  v

27/6/2018  12:15


Gentile Professoressa Fornero,

Come ho scritto e si evince dall’oggetto di questa seconda lettera, Le ho inviato una prima lettera in data 3/11/2016, forse Le è sfuggita.

Pensioni e manovre correttive

Da:  v    03 nov 2016 – 16:30

A:  <elsa.fornero@unito.it>

CC  <redazione@linkiesta.it>

Anche se una “primissima” lettera gliela inviai in data 3/12/2011 18:47, quando in qualità di ministra stava elaborando la Sua legge.

Lei ha ragione, cambiare per un semplice lettore come me la vulgata sulle pensioni è un’impresa impossibile e una fatica di Sisifo, oltre che un piccolo rischio quando, come faccio talvolta, mi metto a difenderLa – raccontando semplicemente la verità - sui vari forum, in particolare quelli degli esodati e simili. Proprio per questo, negli ultimi mesi, anziché limitarmi a inviare le mie lettere ai direttori, che forse neanche le leggono, scrivo direttamente agli autori (51 negli ultimi sette mesi), con qualche piccolo risultato, ma pochissimi rispondono (Enrico Marro del Corriere è uno dei più preparati e gentili). Forse è un po’ meno difficile per Lei, data la Sua presenza costante sui media, nonché per il professor Monti, che scrive sul Corriere della Sera e viene intervistato periodicamente, una volta che venga edotto da Lei sulla situazione. Se mi posso permettere un suggerimento, basterebbe, in piccola parte, organizzare o sollecitare una conferenza stampa congiunta con Lei, il professor Mario Monti e l’ex senatore Maurizio Sacconi, che fa lo gnorri da 7 anni, anzi peggio (cfr. nota 9), più eventualmente l’ex senatore Dini. Certo, questo richiederebbe sia a Leigentile Professoressa, che al prof. Monti (al quale ho scritto) lo sforzo di vincere la vostra – comprensibile - resistenza ad approfondire e prendere atto dei dati ufficiali, facilmente reperibili trattandosi di leggi e rifacendosi a fonti attendibili (che io ho utilizzato per elaborare il lungo documento riportato nella nota 4), che smentiscono le vulgate e a divulgarli assiduamente, relativi sia alle pensioni che alle manovre finanziarie della XVI legislatura.

La ringrazio per la risposta.

Cordiali saluti,

V.

PS: Ho il dovere di informarLa che, come faccio sempre, riporterò queste lettere nel mio blog.



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Destinatari:


26/6/2018 19:16

(n. 50)


26/6/2018 19:25

(n. 50)


26/6/2018 19:27

(n. 50)


26/6/2018 19:32

Commissione Lavoro Camera