.
Annunci online

Dialogo n. 3 sull'IMU

  
Dopo quello con l’ex Sottosegretario Polillo [1] e quello col titolare ed alcuni frequentatori di Keynesblog, [2] riporto questo terzo dialogo sull’IMU (che, in effetti, è stato il primo in ordine cronologico, anche se in precedenza ce n’era stato un altro, brevissimo, avvenuto in Sbilanciamoci, [3] oltre alle decine di miei commenti sullo stesso tema sui quotidiani on-line, cfr. ad esempio questo [4]), svoltosi nel blog NoisefromAmerika.
Come si vede anche da questo terzo dialogo, l’argomento dell’IMU sulla prima casa fa perdere letteralmente il lume della ragione a parecchi Italiani.
 
Ma perché anche FARE non spinge per l'abolizione dell'IMU?
5 febbraio 2013 • andrea moro
http://noisefromamerika.org/articolo/ma-perche-anche-fare-non-spinge-labolizione-dellimu
 
I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo per l'IMU  • Vincesko•14/2/2013 - 02:01
Ho terminato il mio precedente post sull’IMU [1] con queste parole: “La storia ora si ripete con l’IMU, alimentata colpevolmente dai media, che arrivano a considerare insostenibile un gravame di poche centinaia di € all’anno (va molto, molto peggio ai non proprietari che devono pagare l’affitto, ma nessuno ne parla) e addirittura a definire difficilissimo (sic) il calcolo dell’imposta (qui un sito che lo fa gratuitamente [5]). Che Paese, è l’Italia”.
Nel post, ho anche allegato i dati previsionali del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), che calcolava che “In media, il prelievo IMU sull’abitazione principale sarà pari a 235 euro”.
L’altro ieri, sono usciti sul sito del MEF [2] i dati consuntivi, che confermano tali previsioni, poiché il valore medio dell’IMU è stato pari a 225 €. In dettaglio:
- l’introito complessivo dell’IMU è stato pari a 23.7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale;
- l’importo medio sulla prima casa è stato di 225 €;
- per la prima casa, l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313€;
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209680 e 217 €.
Vanno sottolineati, inoltre, due ulteriori dati:
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU. […]
 
I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo per l’IMU
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772245.html
 
 
cut&paste • Carlo Carminati •14/2/2013 - 13:35
Comincio con una lieve critica alla forma del commento qui sopra: fare taglia-e-incolla da un articolo pubblicato altrove e' indice di sciatteria. Specialmente se poi incolli due volte (all'una di notte sarebbe meglio starsene sotto le coperte a dormire ;)
I dati che riporti son comunque interessanti, e confermano che in fin dei conti l'incidenza dell'IMU- prima-casa sulla tassazione complessiva (diretta ed indiretta) e' del tutto irrisoria. L'effetto della restituzione IMU puo' essere facilmente annullato rimodulando leggermente le aliquote di altre imposte (come abbiam gia' sperimentato con l'abolizione dell'ICI).
Pero' siamo in una situazione in cui la coperta e'gia' molto tirata, e se ci sono spazi di manovra per ridurre la pressione fiscale bisognerebbe cominciare a ridurre la tassazione sul lavoro.
Purtroppo, dal punto di vista elettoral-mediatico, e'molto piu' efficace la sparata "restituiremo l'IMU" piuttosto che "taglieremo il cuneo fiscale". That's all Folks!
 
 
Equità e disinformazione • Vincesko •15/2/2013 - 02:19
1) Sei severo, esageratamente severo (chiaro indizio di… “colpevolezza”, vedi appresso). E’ stato il mio primo commento, non sono esperto, le istruzioni sono incomplete e “Anteprima” non funzionava; dopo volevo modificare (ma non è possibile) ed anche scusarmi, ma il server, pur avendo io ancora 2 commenti a disposizione, non me lo ha permesso; neppure ieri pomeriggio (ho chiesto apposta assistenza tecnica). Ho scoperto adesso che bastava cliccare su “Attiva HTML Editor” per potere scrivere.  
Nel merito: non credo sia sciatteria (sic!), ma esattamente il contrario copiaincollare dal proprio blog, ancor più quando occorre provare con cifre l’attendibilità della propria tesi, su un argomento che tocca la suscettibilità e spesso la malafede di milioni di Italiani, come l’IMU e le tasse in generale.
2) Sei anche distratto (ma nessuna distrazione è casuale…), perché hai ignorato il titolo (“Il piagnisteo per l’IMU”). Il mio assunto è che l’IMU non va restituita (anche tu peraltro lo scrivi più sopra), sia in assoluto per equità (vedi punto 3), sia in rapporto all’entità del gravame, sia comparativamente agli altri Paesi OCSE.
3) Sei anche piuttosto disinformato, perché più sopra ho letto che ti preoccupi dei dipendenti pubblici, per il blocco del loro contratto: ma essi hanno perso circa 1.000 € all’anno per 3 anni (DL 78/2010); mentre quelli trattati peggio, anzi molto peggio, dallo stesso DL 78/2010 e dalle altre manovre finanziarie correttive (330 mld cumulati da inizio legislatura!, - ammontare che tu, presumo, ignoravi -, distribuiti in maniera molto iniqua) sono senza alcun dubbio i pensionandi di vecchiaia (over 65) inoccupati, a reddito zero, subito dopo vengono i pensionandi di anzianità (over 55) inoccupati, a reddito zero; i quali (spesso, senza casa di proprietà) hanno perso, in termini di mancato introito pensionistico, per effetto delle misure sulla previdenza, 5 o 10 o 20 volte tanto o più, vale a dire 50 o 100 o più il valore medio dell’IMU, oppure, il che è lo stesso, 50 o 100 anni o più di IMU (spesso con famiglia a carico e non avendo neppure la casa)!
PS: Dovresti informarti meglio anche sull’ICI (potresti leggere il mio post “AQQ/2-Abolizione dell’ICI” allegato al mio 1° post sull’IMU): Berlusconi la tolse solo ai più abbienti e, soprattutto, il mancato incasso dell’ICI ai Comuni non fu totalmente coperto dal Fondo statale compensativo, perciò essi andarono in crisi e i Sindaci (del Nord, anche della Lega Nord) minacciarono la restituzione della fascia tricolore e si sdraiarono a terra in segno di protesta. Do you remember?
 
 
Relax! • Carlo Carminati •15/2/2013 - 10:33
Cerchiamo di andar con ordine:
1)  la mia era un'obiezione *formale* (e non un pretesto per attaccare qualcuno che ha opinioni diverse dalle mie). La questione del cut&paste e' chiarita, tuttavia continuo a ritenere una cattiva abitudine quella di incollare il testo di un articolo come commento (ma forse e' questione di gusti). Se sono stato troppo sarcastico nel dirlo, me ne scuso.
2) Perche' distratto? non ho mica  detto che stavi sparando cazzate... anzi, ho detto che i dati  riportati mi parevano interessanti. 
3) sul "disinformato" ti do' ragione (in effetti bazzico su nFA per informarmi ;)
Certo: non sono un economista, e il mio punto di vista e' molto parziale. Se sopra citavo il blocco degli stipendi pubblici, e' perche' so bene che il mio stipendio e' stato bloccato. So bene anche che questa non e' l'unica inculata del simpatico Silvio (basti pensare all'aumento dell'IVA, che colpisce in primo luogo chi produce), e certamente ci son state persone piu' penalizzate di me.
ICI: mi sembra di aver gia' detto che considero l'abolizione dell'ICI una gran baggianata (fatta per i gonzi), peraltro anche in contraddizione con le istanze federaliste proclamate dal governo di SB.  
 
 
Chiarimenti • Vincesko •15/2/2013 - 20:02
1) Solo per chiarire: a) a me di solito danno del preciso o, quelli con la coda di paglia, del precisino o del pignolo, ed io vivo – come disse uno - nel “paese del pressappoco” (Sud); b) sciatteria è un termine pesante, almeno secondo me; c) poiché io odio e combatto la sciatteria; d) pensa, uno dei motivi per cui ho deciso di copiaincollare il mio primo commento è stato perché le interlinee del tuo commento (al quale ho deciso di rispondere) erano esagerate ed hanno urtato il mio senso estetico e solleticato la mia avversione agli… sprechi (anche la piattaforma del mio blog –ilcannocchiale.it – usa ampliare le interlinee ed è una lotta faticosa : lo fa talvolta anche se scelgo in Word “nessuna”; per fortuna, recentemente (dopo 3 anni…) ho scoperto che posso gestire il problema cliccando 2 volte sulla icona-funzione “elenchi numerati”).
2) Ho scritto che sei “distratto” per essere gentile. Avrei voluto e dovuto scrivere anche “illogico”. Se rileggi il tuo commento, puoi verificare che hai scritto (in grassetto le frasi incriminate):
"I dati che riporti son comunque interessanti, e confermano che in fin dei conti l'incidenza dell'IMU- prima-casa sulla tassazione complessiva (diretta ed indiretta) e' del tutto irrisoria. L'effetto della restituzione IMU puo' essere facilmente annullato rimodulando leggermente le aliquote di altre imposte (come abbiam gia' sperimentato con l'abolizione dell'ICI)".
Che è una palese incongruenza logica ("peccato" grave per uno come me, dalla struttura mentale tremendamente logica), non solo col mio assunto, ma con la tua stessa tesi ora ribadita, che l’IMU sulla prima casa non vada abolita e restituita.
3) Neppure io sono un economista (anche se per 25 anni ho fatto per mestiere analisi economiche aziendali) [ovviamente, era una semplificazione, dal momento che anche quella aziendale è un’economia, [5] ndr], e mi trovo qui perché la penultima newsletter del Centro Einaudi (liberista) ha linkato un vecchio articolo di questo sito contro l’imposta patrimoniale sul decile più ricco delle famiglie - patrimonio netto > 500 mila € -, anzi, più o meno sulla metà del decile, poiché la proposta più severa (CGIL) prevede una franchigia di 800 mila € (quella degli imprenditori 1,5 mln; quella del ricco Samorì, ascoltata ieri a Radio3, 10 mln), a favore della quale io invece mi batto da 3 anni, scrivendo decine di post e commenti contro la DISINFORMAZIONE degli UTILI IDIOTI dei ricchi (pochi ben retribuiti e milioni gratis) e la logica stortignaccola imperante, che fanno sì che ci si preoccupi alla rovescia: di un proprietario di immobile che paga in media 225 € all’anno e non di un locatario che ne paga chessò 3 o 4 mila l’anno, o di un povero al quale, per compensare l’abolizione dell’ICI (paradossalmente – come scrivo nel relativo post - unica imposta federalista abolita da un partito federalista) ai ricchi ed ai benestanti, il governo Berlusconi-Tremonti ha ANCHE tagliato del 90% (novanta per cento) la spesa sociale dei Comuni, o di un dipendente pubblico che, avendo ancora un lavoro, subisce un minore introito di 1.000 € l’anno e non di un pensionando inattivo over 65, che un lavoro non ce l’ha più, il quale ne subisce uno 10 o 15 o 20 volte tanto o più (scrissi apposta persino a diversi giornalisti e ministri (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2564771.html) e parlamentari e al Presidente della Repubblica, incluso l’ottimo Bersani dopo un suo intervento ad “Annozero”, 3 anni fa). Un po’ di senso della misura, per favore, detto in generale, beninteso.

Il mondo sottosopra, in Italia http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769494.html (a ritroso, trovi il link al mio Dossier Imposta patrimoniale).
PS: L’IVA non è né un costo né un ricavo per chi produce.
 
 
Relaxxx!CarloCarminati •18/2/2013 - 11:02
Prendo atto che abbiamo canoni estetici divergenti, e quindi salto a pie' pari la questione "formale" del cut&paste.
Nella sostanza, mi pare che siamo entrambi d'accordo sul fatto che l'abolizione dell'IMU sia solo una figura retorica, e la storia dell'abolizione dell'ICI dovrebbe essere istruttiva (l'abolizione dell'ICI sostanzialmente favori' i ricchi, ma non contribui' ad un abbassamento della pressione fiscale complessiva).
Non vedo peraltro alcuna contraddizione in quello che ho scritto finora. Infatti ho sempre sostenuto che:
(1) l'eliminazione (o restituzione) dell'IMU e' qualcosa di relativamente piccolo;
(2) qualunque riduzione vera, anche piccola, del prelievo fiscale deve essere compensata da un qualche meccanismo virtuoso (stimolare la crescita, razionalizzare la spesa, riduzione del debito...); altrimenti, come abbiam gia' avuto modo di vedere, la tassa che e' uscita dalla porta ti rientra dalla finestra;
(3) non mi pare che l'eliminazione dell'IMU, cosi'come viene proposta, inneschi alcun meccanismo virtuoso (anzi, son convinto del contrario).
 
 
Ostinazione • Vincesko •19/2/2013- 16:56
Sei anche ostinato, vedo.
1. Che cosa c'entrano i canoni estetici col copiaincolla di un proprio testo preparato in Word? Definire poi questo una"sciatteria" è una sciocchezza (stavo scrivendo forbitamente..."minchiata"); pretendere di scriverlo in replica ad un commento altrui è al minimo ineducato; al massimo, un rinvio a proprie motivazioni "sottostanti". Per il resto ho spiegato la causa del doppione, ma tu sei anche sordo, vero?
2. Di nuovo? E' tigna, questa. Sei tu che hai scritto (anche) di abolizione dell'IMU. Finalmente, dopo due giorni di relax, sei d'accordo con te stesso. Non replicare, rilassati.
 
[1] Dialogo sull’IMU con l’ex Sottosegretario Polillo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785618.html
[2] Dialogo n. 2 sull’IMU
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785086.html
[3] Il mondo sottosopra, in Italia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2769494.html
[4] http://www.huffingtonpost.it/2013/05/18/imu-la-proposta-di-legge-_n_3297986.html?utm_hp_ref=italy
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Economia 

 
Post collegato:
 
Ribaltamento delle priorità per volere di un miliardario
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781004.html
 
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ici equità imu abolizione imu prima casa

permalink | inviato da magnagrecia il 13/7/2013 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il piagnisteo per l’IMU

           

L’affermazione del premier Monti che l’abolizione dell’ICI sulla prima casa fu un errore, segnatamente – aggiungo io - sulla prima casa dei ricchi e dei più abbienti decisa dal governo Berlusconi (-2,5 mld), è stata quasi un’ovvietà (v. Abolizione dell’ICI [1]).

 

Ho detto ‘quasi’, per lisciare un attimo (soltanto un attimo) il pelo anch’io alla particolare avversione degli Italiani (acclarata da sondaggi) verso quell’imposta.

Avversione strumentalizzata dal furbo Berlusconi, che ne fece il suo cavallo di battaglia propagandistico in campagna elettorale.

 

La conseguenza fu – oltre a rendere l’Italia un caso unico al mondo di esenzione dalla fiscalità comunale della prima casa e di abolizione da parte di un partito federalista dell’unica imposta federalista - un buco complessivo annuo di 3,7 mld nelle casse dello Stato, proprio nel periodo critico della terribile crisi economica mondiale. Al quale poi si aggiunsero quelli causati da:

- il cosiddetto salvataggio dell’ALITALIA (3,1 + 2 mld di ammortizzatori sociali) [2];

- l’organizzazione di un doppio G8 (0,5 mld sprecato) [3];

- la firma di un trattato d’amicizia come quello Italia-Libia (voluto da Prodi, che però s’era rifiutato di firmarlo perché troppo oneroso), con un costo di 5 mld $  (250 mln all’anno per 20 anni). [4]

 

La storia ora si ripete con l’IMU, alimentata colpevolmente dai media, che arrivano a considerare insostenibile un gravame di poche centinaia di € all’anno (va molto, molto peggio ai non proprietari che devono pagare l’affitto, ma nessuno ne parla) e addirittura a definire difficilissimo (sic) il calcolo dell’imposta (qui un sito che lo fa gratuitamente [5]). Che Paese, è l’Italia.

 

[1] Analisi QQ - Abolizione dell’ICI  
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/11/04/analisi_qualiquantitative_2_ab.html 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html
[2] Analisi QQ - Piano Fenice - Salvataggio Alitalia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/?TAG=piano%20fenice%20salvataggio%20alitalia
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2555569.html 
[3] Analisi QQ - Spese G8 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2010/11/11/analisi_qualiquantitative_3_sp.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2561165.html 
[4] Trattato di amicizia Italia-Libia http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0017390&stampa=true&mostraP=true&mostraRif=false
[5] http://www.irpef.info


5 maggio 2012

Acqua fredda sull’Imu

Raffaella Cascioli

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/134493/acqua_fredda_sullimu

 

Aggiornamento:

La vera storia del ritorno dell’Ici

02 maggio, 2012 Massimo Calvi

http://ultimoranotizie.it/2012/05/02/la-vera-storia-del-ritorno-dellici/

 

Immobili

In media, il prelievo IMU sull’abitazione principale sarà pari a 235 euro

Nel question time di ieri, il Viceministro all’Economia Grilli ha difeso l’imposta, parlando di gettito di 3,4 miliardi, a fronte dei circa 3 dell’ICI

Michela DAMASCO

Giovedì 10 maggio 2012

http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_380562.aspx

 

N.B.: Il mancato introito dell’ICI sulla prima casa è stato di 3,7 mld all’anno (l'ex ministro Tremonti ha recentemente parlato di 3,5 mld).

 

2° Aggiornamento (13/02/2013):
 
IMU, allo Stato 23,7 miliardi nel 2012
Il MEF diffonde i dati sull’anno scorso. Quattro miliardi arrivano dalla prima casa, su cui i contribuenti hanno pagato in media 225 euro a testa
13 febbraio 2013
http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_409925.aspx
 
IMU - Analisi dei versamenti 2012
IMU - Analisi dei versamenti (PDF, 793.1 Kb)
[…] 2. Analisi dei versamenti relativi all’abitazione principale
Il gettito IMU relativo all’abitazione principale, comprensivo delle manovre comunali, è
risultato di circa 4 miliardi di euro. Hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni
di contribuenti, per un  importo medio di circa 225 euro. L’85 per cento dei contribuenti ha effettuato versamenti compresi entro i 400 euro, per un gettito complessivo pari a circa il 54 per cento del totale. [L’8% circa tra i 400 e i 600 euro.] Il 6,8 per cento dei contribuenti ha versato oltre 600 euro, con un gettito complessivo di poco inferiore al 30 per cento del totale. […]

Box 2. La tassazione degli immobili in Italia e nel confronto internazionale
L'Italia era nel 2011 il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE. Nel 2009 il peso del prelievo sugli immobili (escludendo le imposte sui trasferimenti immobiliari e altre imposte straordinarie) era di circa lo 0,6 per cento del PIL, a fronte di una media OCSE di circa l’1,1 per cento. Valori superiori si rilevano per Francia (2,4%),Regno Unito (3,5%), Canada e Stati Uniti (circa 3%), Giappone (2,1%). 
Nel confronto con i principali Paesi OCSE, l’Italia segnalava la più alta quota di ricchezza investita in abitazioni di residenza (circa il 70% del totale degli investimenti mobiliari e immobiliari). […]. Lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU. La rivalutazione delle rendite catastali ha accentuato le sperequazioni dovute al fatto che il divario tra rendite e valori di mercato è distribuito in modo molto disomogeneo. Da qui la necessità di procedere alla revisione generale del catasto, esigenza sentita da tempo e a cui il governo ha dato priorità nell’ambito della legge delega sul fisco, la cui conversione in legge è stata impedita dalla fine anticipata della legislatura.
ALLEGATO TECNICO - L’IMU e i tributi immobiliari sostituiti (PDF, 302.6 Kb)
http://www.tesoro.it/primo-piano/article_0101.html
 


Esenzione della Chiesa dall’ICI: discussione con Piergiorgio Odifreddi

            

Riporto l’ultima fase di una lunga discussione tra Piergiorgio Odifreddi e chi scrive sul tema dell’esenzione della Chiesa dall'ICI - tema ritornato attualissimo - avvenuta sul suo blog, per ultimo in calce al ‘post’ Porgere l’altro portafoglio (dopo che ne avevamo già discusso in calce a due suoi precedenti ‘post’).

Faccio notare che i dati da me contestati sono stati da lui pubblicati, come è riportato nel suo ‘post’, in un suo noto libro.

 

Traggo, per cominciare, due passi del suo ‘post’ introduttivo:

Avvenire tira in ballo anche me, per la citazione su L’Espresso di quello che viene definito un mio “misterioso libro, nel quale accuso la Chiesa di evasione”. In realtà, il “misterioso libro” non è altro che il ben noto Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), che tante volte il cardinal Ravasi e altri collaboratori del giornale dei vescovi hanno attaccato e criticato: evidentemente, senza mai preoccuparsi di leggerlo. […].

Come se non bastasse, alle esenzioni fiscali statali si aggiungono anche quelle comunali: ad esempio dall’Ici, “Imposta Comunale sugli Immobili”, in quanto gli enti ecclesiastici si autocertificano come “non commerciali”. La Legge n. 248 del 2006, approvata sotto il governo Prodi, garantisce infatti l’esenzione dall’Ici agli enti “non esclusivamente commerciali”.

In tal modo i comuni italiani perdono un gettito valutato intorno ai 2 miliardi e 250 milioni di euro annui. La Santa Sede possiede infatti un enorme patrimonio immobiliare anche fuori della Città del Vaticano, in parte specificato dal Trattato del 1929: dal palazzo del Sant’uffizio a Piazza San Pietro a quello di Propaganda Fide a Piazza di Spagna, dall’Università Gregoriana al Collegio Lombardo, dalla Basilica di San Francesco ad Assisi a quella di Sant’Antonio a Padova, da Villa Barberini a Castelgandolfo all’area di Santa Maria di Galeria che ospita la Radio Vaticana, e che da sola è più estesa del territorio dell’intero Stato (44 ettari).

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/08/28/porgere-laltro-portafoglio/

 

Ecco la terza puntata della discussione.

 

Caro Piergiorgio Odifreddi,

1) Lei scrive, di nuovo: “La Legge n. 248 del 2006, approvata sotto il governo Prodi, garantisce infatti l’esenzione dall’Ici agli enti ‘non esclusivamente commerciali’.”

Ripeto, per la terza volta (cfr. “Sono invalsi i giudizi” [*] e, recentemente, “Evasione fiscale, da che pulpito” [**]): dall’analisi dei testi normativi, risulta che il DL Bersani-Visco 223/2006, L. 248/06, non abbia introdotto, ma invece abbia abrogato (art. 39), a seguito di un emendamento al testo originario, l’esenzione dall’ICI relativa agli immobili della Chiesa strumentali alle attività commerciali, che era stata decisa da Berlusconi con DLgs. 203/2005, ma con una formulazione (sostengono le critiche lette) ambigua, il cavillo del “non esclusivamente”, per non far pagare alla Chiesa l’ICI. E’falso, quindi, che Prodi abbia introdotto l’esenzione della Chiesa dall’ICI, ma viceversa che, per obbligo contratto con i due partiti comunisti prima delle elezioni, ha presentato un testo di abrogazione dell’esenzione decisa da Berlusconi; che poi un emendamento parlamentare (non governativo) al testo originario, approvato da una maggioranza trasversale, ha modificato, introducendo la formulazione ambigua, che comunque ha determinato una esenzione NON totale, ma parziale.

 

2) Lei scrive, di nuovo: “In tal modo i comuni italiani perdono un gettito valutato intorno ai 2 miliardi e 250 milioni di euro annui”.

 

Come utile termine di comparazione: gli immobili ad uso abitativo (trova i dati ufficiali in calce al mio ‘post’ sull’ICI), ripeto, sono 32 milioni; su questi, l’ICI persa a seguito dell’abolizione sulla prima casa ammonta complessivamente, al massimo, a 3,7 mld.
Sia per Wikipedia, sia, soprattutto, secondo l’ANCI, il mancato introito per l’esenzione della Chiesa dall’ICI ammonta a 400 milioni, cifra non trascurabile, ma molto lontana dall’importo da Lei indicato di 2,250 mld.

 

P.S.: sono non credente.

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/08/28/porgere-laltro-portafoglio/comment-page-4/#comment-27867 

 

  Piergiorgio Odifreddi scrive:

30 agosto 2011 alle 20:01

caro vincesko,

non ho ben capito se stiamo giocando a scarica barile, cercando di far passare berlusconi come colui che ha introdotto l’esenzione dell’ici per la chiesa, e prodi colui che l’ha abolita.

in realtà, l’abolizione introdotta da berlusconi era un provvedimento temporaneo, introdotto nella finanziaria per il 2006, e tamponava una sentenza della corte di cassazione, che obbligava un ente religioso dell’aquila a pagare.

è vero che prodi ha dapprima abrogato quel provvedimento, dando grande risalto mediatico alla cosa. e poi l’ha reintrodotto ad agosto, nella miglior tradizione democristiana, col cavillo che conosciamo, anch’esso nella stessa tradizione.

la valutazione del mancato reddito, ovviamente, non era mia, ma derivava dalle fonti che ho citato. non ho problemi a credere che possa essere sbagliata, essendo comunque appunto una valutazione controfattuale.

ps. anch’io sono non credente. e dunque, più che far pagare l’ici alla chiesa, sarei apertamente per l’esproprio delle sue proprietà.

 

Caro Piergiorgio Odifreddi,

Lo scaricabarile (tutto attaccato) non c’entra: io, di solito, non faccio sconti a nessuno, neppure a Prodi. In questo caso, ho semplicemente, sulla base dell’esame dei documenti, ristabilita la verità dei fatti; e, indizio significativo (direbbe Auguste Dupin), debbo anche rilevare che Lei mi ha costretto a farlo per la terza volta. Ci riprovo per la quarta: Prodi l’aveva abolita, l’esenzione introdotta da Berlusconi (per adempiere ad un accordo preelettorale). L’”inghippo” è stato poi il frutto di un’iniziativa parlamentare, non del Governo, che poteva contare, come Lei sa benissimo, su una maggioranza risicatissima e molto indisciplinata (da cui l’accusa ricorrente a Prodi di non avere il controllo della situazione; d’altronde, si sa come andò a finire). (Francamente, non sono in grado di dire se la decisione dispiacque al cattolico Prodi o non).

 

Noto con piacere, intanto, che Lei ora si è finalmente “arreso” di fronte all’evidenza dell’ammontare del mancato introito derivante dall’esenzione. (Anche la scelta e/o l’accettazione acritica delle fonti costituirebbe per Auguste Dupin un indizio significativo…).

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/08/28/porgere-laltro-portafoglio/comment-page-4/#comment-27875

 

  Piergiorgio Odifreddi scrive:

31 agosto 2011 alle 01:04

caro vincesko,

non mi sono “arreso”. ho semplicemente evitato di impelagarmi in una discussione sulle fonti.

ad esempio, l’inchiesta de“il mondo” di qualche anno fa valutava al venti per cento del patrimonio immobiliare italiano le proprietà della chiesa. e al venticinque per cento quelle della città di roma (ovviamente, vaticano escluso). dunque, se anche il mancato introito dell’ici fosse di 3,7 miliardi di euro (ammesso, e non concesso), si potrebbe valutare l’esenzione per la chiesa a un miliardo circa: cioè, al doppio della sua valutazione.

naturalmente, il metodo più scientifico per dirimere la questione sarebbe di reintrodurre l’ici, togliere l’esenzione alla chiesa e vedere gli introiti…

 

Caro Piergiorgio Odifreddi (31.8  01:04),

Vedo che Lei non s’arrende mai ed ama ripetersi, costringendomi a fare altrettanto.

1) La stima di 400 milioni è di Wikipedia e dell’ANCI.

2) Un miliardo, ammesso e non concesso che sia la stima corretta (vedi punto successivo) è, in ogni caso, pari al 45% di 2,250 mld.

3) Sul dato del “Mondo”, Le ho già risposto lo scorso 1 giugno (cfr. “Sono invalsi i giudizi”): “Anche “Il Mondo” scrive di 20.000 tra immobili e terreni a Roma.
Gli immobili ad uso abitativo (trova i dati ufficiali in calce al ‘post’ sull’ICI), ripeto, sono 32 milioni!

 

Se ne ricava facilmente, a spanne, che se a 60 milioni di abitanti corrispondono 32 milioni di immobili residenziali, a 3 milioni di abitanti a Roma corrispondono 1,6 milioni di immobili residenziali. 20.000 equivalgono, quindi, ad appena lo 0,6%, e non arriviamo al 20 o 25% neanche se lo decuplichiamo.

La settimana scorsa, il sindaco Alemanno, in risposta ad un’interrogazione dei Radicali Italiani, ha quantificato in 11 milioni il mancato introito a Roma.

Pertanto, come nel ‘post’ predetto, concludo dicendo: Converrà che forse c’è qualcosa che non torna. Mi sa tanto di leggenda metropolitana, come per le 600.000 auto blu.

Alcuni mesi fa ebbi una discussione su un forum politico sul numero delle auto blu. La fonte dei dati del mio interlocutore era “Il Sole 24 ore”, dati confermati da Vincenzo Borgomeo di “Repubblica”. Feci una ricerca accurata e accertai che i dati del “Sole 24 ore” e di “Repubblica” erano di terza mano e completamente sballati. Le fantomatiche 600.000 auto blu, di cui da anni si ciancia in Italia, sono soltanto 86.000 circa!

Due settimane fa, ho scoperto che anche “Repubblica” ora parla di 90 mila auto blu.

Ecco l’analisi delle auto blu

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2569442

 

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/08/28/porgere-laltro-portafoglio/comment-page-5/#comment-27957

 

------------------------------------

 

Note:

 

[*] http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/05/30/sono-invalsi-i-giudizi/

[**] http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/08/19/evasione-fiscale-da-che-pulpito/

 

Chi ha modificato la norma sull’esenzione della Chiesa dall’ICI

Fermo restando che la disciplina fu introdotta dal DLgs. 504/1992 (governo Amato), si ricava da Wikipedia “Finanziamenti alla Chiesa cattolica in Italia”:

“Il contenuto del decreto, decaduto per mancata conversione in legge nei tempi utili, viene ripreso nel decreto fiscale collegato alla legge finanziaria 2006 [governo Berlusconi], in cui si estende l’esenzione anche alle organizzazioni no-profit e alle Chiese con cui lo Stato ha stretto un’intesa”.

 

Infatti (come ho riportato nella discussione con PGO, in data 30.8 18:55), l’art. 39 del DL Bersani-Visco 223/2006, L. 248/06 (governo Prodi), abroga l’art. 7, comma 2 bis del DL 203/2005 + L. 248/2005 (governo Berlusconi):

Art. 39. Modifica della disciplina di esenzione dall'ICI

1. All'articolo 7 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, il comma 2-bis è sostituito dal seguente: «2-bis. L'esenzione disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale.».

(( 2-bis. L'esenzione disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attivita' indicate nella medesima lettera a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse )).

 

E’ quasi superfluo notare che la discussione tra PGO e chi scrive verteva sul fatto che fosse stata una decisione di Prodi, mentre invece – come ho dovuto scrivere per 4 volte - si trattò di un emendamento parlamentare approvato da una maggioranza trasversale.

 

Oratori

Ricavo dalla voce predetta di Wikipedia:

 Oratori

La "legge sugli oratori" (L. 203/2003) è presentata alla Camera dei deputati nel 2001 da Luca Volonté, Rocco Buttiglione ed altri parlamentari dell’Udc; passa il 19 giugno 2003, e grazie all'intervento del Presidente del Senato Marcello Pera, che ne consente l’esame in Commissione Affari Costituzionali del Senato in sede deliberante, ovvero senza passaggio in aula, è approvata nell'agosto dello stesso anno. […]. Il mancato introito da parte dei comuni derivante dall'esenzione dall'ICI sui locali degli oratori, sancito dalla stessa legge 203 e calcolato in 2,5 milioni di euro annui, viene coperto interamente dallo Stato.

 

Statistiche degli immobili

Le “Statistiche catastali 2008” dell’Agenzia del Territorio sono in calce a questo ‘post’:

Abolizione dell’ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html

 

Avvenire

Dossier: Chiesa e ICI

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Ici.aspx


PDnetwork

Descrizione: http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/glamware/templates/groups/forumpd/immagini/freccia_commenti.jpg commento di magnagrecia inviato il 27 novembre 2010
E' opportuno osservare che il dato del monitoraggio (anche se parzialmente frutto di una stima, perché una parte degli Enti non ha trasmesso i dati), che quantifica in 86.000 le auto blu, è molto distante dalle 600.000 di cui si è letto sugli organi di stampa.
 
Descrizione: http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/glamware/templates/groups/forumpd/immagini/freccia_commenti.jpg commento di magnagrecia inviato il 7 dicembre 2010
Il dato frutto di inventario (con parziale stima in funzione di 2 parametri distinti, ma convergenti come risultato) di 86.000 tra auto “blu-blu” (5.000), “blu” (10.000) e “grigie” (71.000) del monitoraggio non include le scuole e le aziende controllate dallo Stato. Il costo complessivo (incluso il personale) delle 86.000 auto blu ammonta a circa 3 miliardi l'anno.
 
Descrizione: http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/glamware/templates/groups/forumpd/immagini/freccia_commenti.jpg commento di magnagrecia inviato il 7 dicembre 2010
600 MILA AUTO BLU, UNA LEGGENDA METROPOLITANA.
Il Sole 24 ore - 21 dicembre 2008
"Auto blu, record mondiale all'Italia con 600 mila vetture
L'Italia ha conquistato un nuovo record mondiale per il proprio parco di 'autoblù, che ha raggiunto le 607.918 unità. È quanto emerge dallo studio condotto da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani con 'Lo Sportello del Contribuentè che ha analizzato il parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica (...)".  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/12/auto-blu-italia-record.shtml?uuid=08b13a44-cf64-11dd-8a58-2c467fce84b6&DocRulesView=Libero
 
"COMUNICATO STAMPA 11.5.2010. AUTO BLU, CONTRIBUENTI.IT: CORRONO LE AUTO BLU, +0,6%.
ROMA – Aumentano ancora le auto blu in Italia: nel primo trimestre del 2010 sono cresciute dello 0,6% raggiungendo il tetto record di 629.120 unità. E' quanto emerge dalle prime proiezioni effettuate da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it".

Basta leggere congiuntamente l'articolo de “Il Sole 24 ore”, che scrive di “parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica” e la voce Wikipedia: “Si arriva a 624.330 (contro 8 milioni e mezzo in USA), se si conteggiano anche le auto: della polizia, dei carabinieri, dei vigili urbani, dei vigili del fuoco, le auto dell'Enel e dell'Asl e di tutte le aziende statali” http://it.wikipedia.org/wiki/Auto_blu . Cioè chiamano “autoblu” tutto. FINE
  

LETTERA AL DIRETTORE FERRUCCIO DE BORTOLI

           

Egr. Direttore De Bortoli,

 

Lei, anche stasera [8-11] a “Ballarò”, ed il “Corriere” e persino giornali supposti di sinistra non fate altro che parlare di necessità di riformare le pensioni, mentre, come Lei sa bene, finora i ricchi l’hanno fatta quasi franca, e i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente.

 

E’ superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro, si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E’ perciò colpevole, Dott. De Bortoli, contribuire ad alimentare la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi.

 

In conclusione, concretamente, al sottoscritto le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito pensionistico di 20 mila €; ai ricchi, ai loro utili idioti ed a voi giornalisti che chiedete le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, quanto?

 

Mi permetto di inviarLe questo appunto esplicativo.

 

Cordialmente,

 

 

APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE

 

Com’è noto, l’ammontare elevatissimo del debito pubblico e la stentata crescita, in un contesto di grave crisi economica che ha investito, a partire dal 2008, tutti i Paesi occidentali, hanno reso necessario il varo di una serie di manovre correttive severe, che hanno sempre interessato, ogni volta, anche la previdenza e l’assistenza. Ma non è finita. Si preannunciano, per reperire risorse, ulteriori interventi sulle pensioni, sollecitati dagli organismi europei. Provo allora a fare il punto.

 

Vorrei osservare che: a) si sbaglia, almeno per indeterminatezza, non distinguendo opportunamente tra le due tipologie di pensione: vecchiaia e anzianità;  b) il sistema pensionistico italiano, dopo le 7 più o meno importanti riforme varate dal 1992 [1], è per il 3° anno inattivo [2] (nonostante la crisi occupazionale) ed in equilibrio fino al 2050 [3] (l’UE lo sa molto bene, ed anche la BCE, che ha menzionato nella famosa lettera soltanto quelle d’anzianità [4]); c) per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, infatti, è in linea addirittura col “benchmark” europeo [5], poiché è già ora a 66 anni (per effetto dell’eufemistica “finestra” di 12 mesi), dal 2013 a 66 anni e 3 mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita; per crescere fino a 67 nel 2021 ed oltre 68 nel 2032 [6]; d) è vero, invece, che non sono state riformate ulteriormente le pensioni di anzianità anticipate (età + anzianità di lavoro), disallineate rispetto alla media Ocse [7]; ma quelle ordinarie sono già a 41 anni e saliranno anch’esse gradualmente in base all’aspettativa di vita.

 

E’ opportuno puntualizzare, inoltre, che il problema del sistema previdenziale non è soltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso di sostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Dai dati dell’osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps, emerge che al 2009 il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euro mensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva [8] (tra queste quelle dei dirigenti, la cui gestione è dovuta confluire nell’Inps perché andata in difficoltà per troppa generosità [9]).

E tutto questo mentre, dai dati Istat sul rapporto annuale dell’Inps diffuso a maggio scorso, emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera i mille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € al mese [10].

 

In ogni caso, per restare allineati alla media Ocse della spesa sociale complessiva, i risparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile di anzianità (da attuare attraverso il meccanismo di incentivi/disincentivi previsto dalla riforma Dini) dovranno rimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando il reddito minimo garantito universale (l’Italia è l’unico paese,oltre alla Grecia, che non lo prevede), oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’ pensionistico per i lavoratori precari.

 

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovre correttive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri, le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale [11].

Le misure ormai sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond [12] (non a caso caldeggiati anche da Tremonti) e della TTF [13], occorre, in particolare:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente [14], l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi [15].
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimonialeordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € [16];
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di “Liberazione” [11]), per rendersene conto. O il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito il 24-10 scorso [17]. O basta analizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano anche i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

 

[1] Riforme delle Pensioni:Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011.

 

[2] Il Sole 24 Ore Radiocor - Roma, 28 lug

“Inps: Civ approva consuntivo 2010, avanzo finanziario cala a 1,66 mld”

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-961509/inps-civ-approva-consuntivo-2010/

 

[3] Programma Nazionale di Riforma

Bozza* – novembre 2010

http://europa.dol.it/allegatidef/piano%20Tremonti122384.pdf

N.B.: nella proiezione ivi contenuta, non sono comprese le misure 2011 sulle pensioni.

 

[4] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[5] Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

N.B.: I dati sono sintetizzati in questo articolo:

http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723 

 

[6] La Normativa in Materia di Pensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

 

[7] Punti salienti OCSE "Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf 

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse

 

[8] “L’austerità vista da sinistra”

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002251.html

 

[9] “L’avventurosa storia dell’istituto di previdenza dei dirigenti industriali”

http://www.manageritalia.it/content/download/Informazione/Giornale/Dicembre2002/pag28.pdf

 

[10] Dati ISTAT sulla base del Rapporto INPS (v. Fig. 7)

http://www.istat.it/it/files/2011/06/testointegrale20110621.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+21%2Fgiu%2F2011+-+Testo+integrale.pdf

Il rapporto INPS 2010

http://www.pmi.it/file/whitepaper/000560.pdf

 

[11] Distribuzione della ricchezza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html

 

[12] “EuroUnionBond per la nuova Europa”

di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml

 

[13] “Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 marzo 2011 su un finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo”

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0080+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

 

[14] “E Bankitalia rilancia l'Ici. Ripristinarla sulla prima casa ma tagliando le tasse sul lavoro”

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/14/bankitalia-rilancia-ici-ripristinarla-sulla.html

 

[15] “Abolizione dell’ICI”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html)

 

[16] Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html)

 

[17] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

 

P.S.: Per reperire i vari link attivi, do il link al mio 'post'
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html

 

 

APPUNTO DOPO LE LETTERE DELLA BCE AL GOVERNO E DEL GOVERNO ALL’UE

           

Com’è noto, l’ammontareelevatissimo del debito pubblico e la stentata crescita, in un contesto di gravecrisi economica che ha investito, a partire dal 2008, tutti i Paesi occidentali,hanno reso necessario il varo di una serie di manovre correttive severe, che hannosempre interessato, ogni volta, anche la previdenza e l’assistenza. Ma non èfinita. Si preannunciano, per reperire risorse, ulteriori interventi sullepensioni, sollecitati dagli organismi europei. Provo allora a fare il punto.

 

Vorreiosservare che: a) si sbaglia, almeno per indeterminatezza, non distinguendoopportunamente tra le due tipologie di pensione: vecchiaia e anzianità;  b) ilsistema pensionistico italiano, dopo le 7 più o meno importanti riforme varatedal 1992 [1], è per il 3° anno inattivo [2] (nonostante la crisioccupazionale) ed in equilibrio fino al 2050 [3] (l’UE lo sa molto bene, ed anche la BCE, che ha menzionatonella famosa lettera soltanto quelle d’anzianità [4]); c) per quantoriguarda le pensioni di vecchiaia, infatti, è in linea addirittura col“benchmark” europeo [5], poiché ègià ora a 66 anni (per effetto dell’eufemistica “finestra” di 12 mesi), dal2013 a 66 anni e 3 mesi, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita;per crescere fino a 67 nel 2021 ed oltre 68 nel 2032 [6]; d) è vero, invece,che non sono state riformate ulteriormente le pensioni di anzianità anticipate(età + anzianità di lavoro), disallineate rispetto alla media Ocse [7]; ma quelle ordinarie sono già a 41anni e saliranno anch’esse gradualmente in base all’aspettativa di vita.

 

E’ opportunopuntualizzare, inoltre, che il problema del sistema previdenziale non èsoltanto l’età pensionabile di anzianità o non è soltanto il c.d. “tasso disostituzione”, ma anche l’assenza di un limite agli importi pensionistici. Daidati dell’osservatorio statistico sulle pensioni dell’Inps, emerge che al 2009il 2,21 per cento delle pensioni vigenti è di importo superiore ai 2.500 euromensili, che incidono per più del 10,6 per cento della spesa complessiva [8] (tra queste quelle dei dirigenti,la cui gestione è dovuta confluire nell’Inps perché andata in difficoltà pertroppa generosità [9]).

E tutto questomentre, dai dati Istat sul rapporto annuale dell’Inps diffuso a maggio scorso,emerge che il 70,5 per cento dei trattamenti pensionistici erogati non supera imille € al mese e che il 39,1 per cento delle pensioni è inferiore a 500 € almese [10].

 

In ogni caso,per restare allineati alla media Ocse della spesa sociale complessiva, irisparmi rivenienti dall’aumento dell’età pensionabile di anzianità (da attuaremediante il meccanismo di incentivi/disincentivi previsto dalla riforma Dini)dovrannorimanere nel capitolo previdenza (e assistenza), ad esempio finanziando ilreddito minimo garantito universale (l’Italia è l’unico paese, oltre allaGrecia, che non lo prevede), oppure per adeguare il ‘tasso di sostituzione’pensionistico per i lavoratori precari.

 

Dopo aver addossatol’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovrecorrettive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in granparte sul ceto medio-basso e sui poveri, lerisorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce lihanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale [11].

Le misure ormai sonocondivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. eGiulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond [12] (non acaso caldeggiati anche da Tremonti) e della TTF [13], occorre, in particolare:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italiarecentemente [14], l’ICI sulla prima casa dei più abbienti,abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decisedal 2° governo Prodi [15].
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioniimprenditoriali, un’imposta patrimonialeordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certasoglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € [16];
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppiostipendio ai magistrati fuori ruolo.

La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalosee crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Bancad’Italia, non di Liberazione [11]), per rendersene conto. O ildocumento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito il24-10 scorso [17]. O bastaanalizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varatedall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che èpiù equo se la crisi la pagano anchei ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbientied i poveri.

 

 

[1] Riforme delle Pensioni: Amato, 1992; Dini, 1995;Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi,2010; Berlusconi/Sacconi, 2011.

 

[2] Il Sole 24 Ore Radiocor - Roma, 28 lug

“Inps: Civ approva consuntivo2010, avanzo finanziario cala a 1,66 mld”

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-961509/inps-civ-approva-consuntivo-2010/

“Pensioni.Perché è giusto indignarsi”

diFelice Roberto Pizzuti

Il sistema previdenziale è strutturalmente inequilibrio. Il saldo tra le entrate e le prestazioni pensionistiche al nettodelle ritenute fiscali è attivo per un ammontare di 27,6 miliardi

http://www.sinistrainrete.info/component/content/article/73-spesa-pubblica/1665-felice-roberto-pizzuti-pensioni-perche-e-giusto-indignarsi.html

[3] Programma Nazionale diRiforma

Bozza* – novembre 2010

http://europa.dol.it/allegatidef/piano%20Tremonti122384.pdf

N.B.: nella proiezione ivicontenuta, non sono comprese le misure 2011 sulle pensioni.

 

[4] Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[5] Joint Report of Pensions2010 della Commissione europea - News

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

N.B.: I dati sono sintetizzatiin questo articolo:

http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723 

 

[6] La Normativa in Materia diPensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

 

[7] Punti salienti OCSE"Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf 

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse

 

[8] “L’austeritàvista da sinistra”

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002251.html

 

[9] “L’avventurosastoria dell’istituto di previdenza dei dirigenti industriali”

http://www.manageritalia.it/content/download/Informazione/Giornale/Dicembre2002/pag28.pdf

 

[10] Dati ISTAT sulla base del Rapporto INPS (v. Fig. 7)

http://www.istat.it/it/files/2011/06/testointegrale20110621.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+21%2Fgiu%2F2011+-+Testo+integrale.pdf

Il rapporto INPS 2010

http://www.pmi.it/file/whitepaper/000560.pdf

 

[11] Distribuzione della ricchezza

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2563890.html

 

[12] “EuroUnionBond per la nuova Europa”

di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml

 

[13] “Risoluzione del Parlamento europeo dell’8 marzo 2011 suun finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo”

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0080+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

 

[14] “E Bankitalia rilancia l'Ici. Ripristinarla sulla prima casa ma tagliandole tasse sul lavoro”

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/14/bankitalia-rilancia-ici-ripristinarla-sulla.html

 

[15] “Abolizione dell’ICI”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html)

 

[16] Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html)

 

[17] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionalenella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

link sostituito da:




 

LETTERA AL DIRETTORE DI "REPUBBLICA" EZIO MAURO

 

Lettera dell’Italia alla UE.

http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_26/lettera-italia-ue_07594f00-fffa-11e0-9c44-5417ae399559.shtml           

 

Egr. Direttore Mauro,

 

Anche questa volta i ricchi la fanno franca, e Repubblica (di cui sono lettore dal gennaio 1976) ed altri giornali supposti di sinistra non fate altro che parlare di riforma delle pensioni.

Intanto, non mi sembra che, come ha scritto Marco Ruffolo, ci sia un arretramento in tema di pensioni di vecchiaia, poiché (cfr. tabella nel “report” della CGIL allegato) si conferma al 2013 l’inizio dell’adeguamento all’aspettativa di vita.

Inoltre, è vero che le pensioni di anzianità non sono state toccate, pur essendo il peso della spesa pensionistica sul PIL sopra la media OCSE (cfr. Punti salienti OCSE "Pensions at a Glance 2011"

http://www.oecd.org/dataoecd/16/60/47368940.pdf

Sintesi in italiano

http://www.oecdbookshop.org/oecd/get-it.asp?REF=8111016e5.pdf&TYPE=browse ).

ma i risparmi rivenienti dalla loro riforma devono rimanere nel capitolo “previdenza ed assistenza”, poiché la spesa sociale complessiva italiana è in linea con la media OCSE.

 

Dal 1992, sono state varate 7 più o meno importanti riforme delle pensioni, che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050, per cui esso è ora tra i più solidi, (e la UE lo sa molto bene!). Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi (cfr. tabella CGIL citata).
L’accordo intervenuto uniformerà il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato a quello degli uomini, e delle donne del settore pubblico (come chiesto dalla BCE, vedi sotto).

Ecco i dati pensionistici elaborati dalla CGIL:
LA NORMATIVA IN MATERIA DI PENSIONI PUBBLICHE DOPO LE MANOVRE ECONOMICHE DEL 2011
http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc

Ed il punto di vista dei padroni:
“Pensioni, cosa ci differenzia dall’Europa”
redazioneweb
25/10/2011 14:56
La riforma della previdenza sembra bloccare il decreto sviluppo del governo. È possibile portare le pensioni a 67 anni? Ecco cosa fanno gli altri Paesi europei. […]. Che differenze ci sono tra il sistema previdenziale italiano e quello degli altri Paesi dell’area euro? Secondo l’agenzia Adnkronos, che ha riassunto i dati del Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea, le principali differenze sono di genere, con età di pensionamento diverse per uomini e donne, e la pensione di anzianità. In molti Paesi europei, dove l'accesso alla sola pensione di vecchiaia è previsto a 65 anni sia per gli uomini che per le donne, è già previsto un aumento graduale fino a 67/68 anni. Ecco un quadro europeo delle pensioni:
http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Pensioni-cosa-ci-differenzia-dall-Europa_25723
ITALIA: 60 anni per le donne e 65 gli uomini nel settore privato, mentre nel pubblico 61 anni per le donne ma con innalzamento a 65 anni nel 2012. Si deve poi aggiungere un anno ulteriore previsto dalla finestra mobile inserita nella manovra correttiva del 2010. C'è comunque la possibilità di uscire con la pensione di anzianità a 60 anni con 36 di contributi (61 gli autonomi), età alla quale va comunque aggiunta la finestra mobile.
FRANCIA: attualmente l'età di pensionamento prevista per uomini e donne è d 62 anni. È previsto un aumento progressivo di quattro mesi all'anno dal 1 luglio 2011 (a regime nel 2018) a cominciare dai nati dopo il 1 luglio 1951.
GERMANIA: 65 anni per gli uomini e donne, nati prima del 1 gennaio 1947. L'obiettivo da raggiungere sono i 67 anni per gli uomini e le donne con aumento graduale dal 2012 al 2019 a partire dai nati nel 1947.
REGNO UNITO: l'età per gli uomini è a 65 anni; per le donne è previsto un graduale aumento fino a 65 anni dal 2010 al 2020. È previsto un aumento a 68 anni per tutti tra il 2024 e il 2046.
SPAGNA: per uomini e donne a 65 anni. Aumento graduale fino a 67 anni dal 2018 al 2027.
BELGIO: 65 anni per uomini e donne.
DANIMARCA: 65 anni per uomini e donne. Previsto l'innalzamento a 67 tra il 2024 e il 2027 e dal 2025 l'adeguamento all'incremento della speranza di vita media dei sessantenni.
FINLANDIA: 65 anni per la pensione di base; da 62 a 68 anni per la pensione legata alla retribuzione.
SVEZIA: età flessibile fra i 61 e i 67 anni.
Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2010/pdf
Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea - News
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=958&furtherNews

CONCLUSIONI.

Della famosa lettera della BCE, * scritta da Draghi e Trichet, resa pubblica dal Corriere, riporto il passo relativo alle pensioni:
“È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”.

La lettera della BCE, però, va considerata integralmente, anche per quanto riguarda il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, poiché – s’informi - ci sono milioni di cittadini, parecchi di loro over 45, ed anche over 60, anche con famiglia a carico, senza lavoro e completamente privi di tutele:
“c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi”.

Dopo aver addossato l’onere del risanamento (140 mld nell’ultimo anno e mezzo soltanto come manovre correttive, escludendo quindi le leggi di stabilità, ex finanziaria) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (mentre i giornalisti, capitanati da direttori ed editorialisti di giornale di destra, Belpietro, Sechi, Bechis, Porro, ecc., cui si sono aggregati anche alcuni di sinistra, come Mineo e Menichini, hanno montato una vera e propria canea contro il contributo di solidarietà, che li colpiva direttamente), le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10% di Italiani che detiene il 45% della ricchezza nazionale. Le misure ormai sono condivise dalla stragrande maggioranza degli Italiani (tranne Silvio B. e Giulio T. ed i loro utili idioti).
In attesa degli eurobond (non a caso caldeggiati da Tremonti) e della TTF, occorre:
a) reintrodurre, come ha suggerito anche la Banca d’Italia recentemente, l’ICI sulla prima casa dei più abbienti, abolita dal governo Berlusconi (2,5 mld circa), lasciando le franchigie decise dal 2° governo Prodi (v. “Abolizione ICI

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html )
b) introdurre, come hanno suggerito, da ultimo, anche le associazioni imprenditoriali, un’imposta patrimoniale ordinaria ad aliquota bassa sulla ricchezza netta al di sopra di una certa soglia, cioè prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € (v. Dossier “Imposta patrimoniale”

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html );
c) ritassare, come suggerito da Pierluigi Bersani, i capitali scudati;
d) eliminare lo scandaloso doppio stipendio ai magistrati fuori ruolo.

E’ superfluo notare che troppo spesso, in un Paese stortignaccolo come il nostro (e come ha rammentato Eugenio Scalfari nel suo editoriale di domenica scorsa, citando Enrico Berlinguer), si appronta un tavolo con le solite 3 gambe che riguardano i ceti meno abbienti, “dimenticando” o riducendo le dimensioni della quarta, che riguarda i più abbienti.

E perciò non contribuiamo ad alimentare, Dott. Mauro,  la solita disinformazione ed ammuina da “utili idioti” dei ricchi. La concentrazione della ricchezza e le disuguaglianze sono scandalose e crescenti; basta leggere le statistiche (dell’ONU, dell’OCSE, della Banca d’Italia, non di Liberazione **) per rendersene conto. O il documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, uscito lunedì scorso ***. O basta analizzare sulle spalle di chi, ripeto, sta gravando e graverà l’onere dei 140 miliardi di € (pari a 270.000 mld di Lire) delle manovre correttive varate dall’attuale governo nell’ultimo anno e mezzo. Anche… Catalano direbbe che è più equo se la crisi la pagano ANCHE i ricchi (soprattutto quelli che l'hanno provocata), non solo i meno abbienti ed i poveri.

 

(*) Lettera BCE
http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

 

[**] Ricchezza dei ricchissimi.

Nel 2006, secondo il World Institute for Development Economics Research of the United Nations, riportato dal "Guardian", il 10% della popolazione adulta del mondo detiene l'85% della ricchezza mondiale; la metà più povera della popolazione adulta se ne spartisce solo l'1 per cento

 http://money.guardian.co.uk/news_/story/0,,1965033,00.html

Nel 2008 (dati Bankitalia), il 10% della popolazione italiana possiede il 45% della ricchezza nazionale.

http://www.bancaditalia.it/statistiche/indcamp/bilfait/boll_stat/suppl_08_10_corr.pdf

http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf

Classifica 2009 dei ricchissimi

http://www.repubblica.it/persone/2010/03/11/news/forbes_ricchi-2588296

http://www.forbes.com/lists/2010/10/billionaires-2010_The-Worlds-Billionaires_Rank.html

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2553957

Disuguaglianze sociali

“Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/

http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf

 

[***] “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”

http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf

 

In conclusione, concretamente, al sottoscritto le manovre correttive per il risanamento dei conti pubblici (non dell’INPS, i cui conti sono in attivo ed in equilibrio fino al 2050) stanno comportando quest’anno un mancato introito pensionistico di quasi 20 mila €; ai ricchi, ai loro utili idioti ed a voi giornalisti che chiedete le riforme per gli altri ad ogni piè sospinto, quanto?

 

Cordialmente,

 

27 ottobre 2011  15:48

 

 

Pubblico, di seguito, la risposta di Ezio Mauro e la mia replica:

 

legga prima la pagina di petrini, oggi”. [****]

Data:

27/10/2011 16:19

 

Non ho bisogno di leggere Petrini per sapere la situazione. Anzi, è proprio per questo che mi sono permesso di scrivere a Lei, dopo avere scritto a F. Bei (3 giorni fa) e M. Ruffolo (oggi).

Il problema è che, per attaccare - giustamente - Berlusconi, state colpevolmente alimentando anche voi di "Repubblica" (come fanno i contaballe giornali di destra) la solita ammuina che favorisce i ricchi, attaccando le pensioni di vecchiaia, già riformate ed in equilibrio rispetto al benchmark UE (non si dovevano proprio inserire nella lettera all'UE!).

Sulle pensioni di anzianità, legga la mia e-mail precedente (o ciò che ho scritto a F. Bei). Alla quale posso aggiungere (come ho scritto a Francesco Bei) che c'è anche il problema di un limite agli importi pensionistici, visto che le pensioni superiori a 2.500 € (incluse quelle dei dirigenti, dovute confluire nell'INPS per difficoltà derivate da troppa generosità) incidono per oltre il 10,4 per cento della spesa pensionistica complessiva, mentre il 39,1 per cento di esse è inferiore a 500 € ed il 70,5 per cento non supera i mille €.

Esprimo la speranza che, invece delle pensioni, facciate ora una forte campagna a favore del "contributo di solidarietà" sui redditi privati, (caldeggiato da Eugenio Scalfari), prima versione,  l'imposta patrimoniale (proposta per primo da Carlo De Benedetti), l'ICI sui ricchi (suggerita dalla Banca d'Italia), i capitali scudati, ecc.

27 ottobre 2011  17:28

 

[****] La previdenza

Pensioni, ecco la riforma fantasma, i 67 anni nel 2026 erano già previsti

Nella lettera inviata all'Europa, vincoli anche meno severi di quelli in vigore. In base alla legge, quell'anno uomini e donne lasceranno per vecchiaia solo a 67 anni e 7 mesi. Il vero terreno di riforma chiesto dalla Bce era l'anzianità, dove non cambia nulla di ROBERTO PETRINI

27 ottobre 2011

http://www.repubblica.it/economia/2011/10/27/news/pensioni_riforma_fantasma-23945702/

 

P.S.:

Riporto il mio commento in calce all’articolo di Roberto Petrini, rimasto in grande evidenza, assieme a quello di Marco Ruffolo, nella home page di Repubblica.it per tutto il giorno; poi, sarà stato sicuramente un caso, tolti da lì dopo la mia replica a Ezio Mauro.

1.     LA SOLITA AMMUINA A FAVORE DEI RICCHI. Anche questa volta i ricchi la fanno franca, e voi di Repubblica non fate altro che parlare di pensioni. Dal 1992, sono state varate 7 riforme delle pensioni, che hanno messo in equilibrio il sistema pensionistico italiano fino al 2050, per cui esso è ora tra i più solidi. Dopo le manovre economiche del 2011, nel 2026 gli uomini riscuoteranno la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi, nel 2032 a 68 anni e 2 mesi. Laccordo intervenuto uniformerà il trattamento pensionistico per vecchiaia delle donne del settore privato. Dopo aver addossato lonere del risanamento (almeno 140 mld) in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri, le risorse indispensabili alla crescita vanno prese da quelli che i soldi ce li hanno: il 10 per cento di Italiani che detiene il 45 per cento della ricchezza nazionale (ICI sulla prima casa dei ricchi, imposta patrimoniale, ritassazione capitali scudati, eliminazione doppio stipendio magistrati fuori ruolo).

Inviato da magnagrecia7 il 27 ottobre 2011 alle 14:25

 

 

Sfoglia giugno        agosto
temi della settimana

economia renzi governo monti bersani debito pubblico draghi banca d'italia curiosita' sessuali fake news bce germania ue sessualità sviluppo intellettuale crisi economica imposta patrimoniale berlusconi pd pensioni riforma delle pensioni fornero



ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


links


archivio

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0