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Lettera al Prof. Sergio Fabbrini sulle sue notizie false sul Governo Monti in un suo articolo su Il Sole 24 ore





Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa al Prof. Sergio Fabbrini, editorialista del Sole 24 ore, sulle sue notizie false sul Governo Monti, che egli prende a base per spiegare il successo elettorale dei “sovranisti” Lega Nord e M5S. Ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.


Lettera al Prof. Sergio Fabbrini sulle sue notizie false in un articolo su "Il Sole 24 ore".

Da:  v

25/3/2019  14:50


ALLA C.A. DEL PROF. SERGIO FABBRINI

P.C. DIRETTORE DE IL SOLE 24 ORE E ALTRI MEDIA


Egr. Prof. Fabbrini,

Traggo da:

Tra promesse e realtà un anno dopo il cambiamento

–di Sergio Fabbrini - 04 marzo 2019

«Le elezioni del 4 marzo 2018 sono state l’equivalente di un sommovimento sociale. Esse hanno registrato il successo delle due forze politiche (Cinque Stelle e Lega) che avevano dato voce al malessere diffuso nel Paese. Un malessere cresciuto costantemente dal novembre 2011, quando il governo politico in carica (il governo Berlusconi) fu sostituito da un governo tecnico (il governo Monti). È in quel passaggio storico che vanno cercate le ragioni della convergenza tra le due forze politiche che sono oggi al governo. Esse furono le uniche ad opporsi al governo Monti (da dentro e da fuori il Parlamento) e all’idea che l’Italia doveva sottostare alle regole di bilancio che tengono insieme l’Eurozona. Dietro la rivoluzione del 4 marzo c’è una contrastata (e finora irrisolta) relazione tra l’Italia e l’Europa integrata. Se non si capisce questo problema strutturale, non si potrà venire a capo del malessere italiano. Vediamo meglio.

Il governo Monti fu necessario per salvare l’Italia da un possibile default finanziario. 

Quel governo si impose perché la discrasia tra la struttura del bilancio pubblico italiano e la struttura della regolamentazione dell’Eurozona non era più gestibile.

Occorreva introdurre (in gran fretta) riforme strutturali (a cominciare da quella del sistema pensionistico) che riportassero l’andamento della spesa pubblica entro un orizzonte di compatibilità con le regole dell’Eurozona.

Tuttavia, le riforme strutturali producono benefici nel medio periodo, mentre i costi sociali da esse generati sono immediatamente percepiti. Di qui l’ascesa elettorale dei Cinque Stelle e della Lega. Nel marzo scorso, esse hanno dato rappresentanza proprio a coloro che avevano sostenuto quei costi (o che temevano che li avrebbero sostenuti). Una rappresentanza legittimata dal fatto che esse avevano di già contrastato il ritorno, con il governo Monti, alla politica del sentiero stretto.»


Deduco da ciò che ha scritto nel Suo editoriale del 4 marzo 2019 che anche Lei è vittima – come quasi 60 milioni di Italiani, ivi incluso l’ex direttore de Il Sole 24 ore Roberto Napoletano (v. il suo ultimo libro “Il cigno nero e il cavaliere bianco ), talvolta Il Sole 24 ore, ministri, parlamentari, nonché quasi tutti i docenti universitari di Economia o di Lavoro e Previdenza – della Prima e della Seconda Più Grande Bufala del XXI Secolo.

Infatti, da sette anni, per colpa anche dei media - fuorviati da informazioni spesso errate o, in piccola parte (coloro che conoscono i dati sono pochissimi), volutamente false – è stato completamente obliterato il nome del governo Berlusconi, alimentando la BUFALA sesquipedale che il mastodontico consolidamento fiscale e la conseguente recessione li abbia deciso o causato Monti; analogamente succede da cinque anni per la riforma delle pensioni Fornero, alla quale vengono erroneamente attribuite misure importanti della ben più severa riforma Sacconi. Vediamo nell’ordine.


Prima Più Grande Bufala

Riporto le CIFRE relative alle manovre della XVI legislatura:


Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Le cifre. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld,  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-07/oggi-garantiti-formalmente-miliardi-063705_PRN.shtml) che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, cosa che ha poi dovuto fare Monti aumentando l’IVA, piuttosto che confermare il taglio delle agevolazioni fiscali-assistenziali, e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.

Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: Il Sole 24 ore), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.

Vale a dire, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, Berlusconi ha battuto Monti 4 a 1. Per l’iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine, scandali e cattivo rapporto con i partner europei, che incisero sul rating dell’Italia, al di là dei fondamentali macroeconomici), è stato anche peggio.


Le fonti da me utilizzate sono state:

Il Sole 24 ore Quattro anni di manovre: fisco pigliatutto Gianni Trovati 15 luglio 2012

Servizio Studi della Camera dei Deputati.

Sulla base dei dati di quest’ultimo, ho elaborato questa tabella relativa alle principali cinque manovre correttive, molte delle cui misure sono strutturali e quindi permanenti.[1]

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL 78/2010

          36

12.131

25.068

25.033

 -

62.268

22,8

DL98/201 1

 -

  2.108

  5.577

24.406

49.973

82.064

30,1

DL138/2011

 -

     732

22.698

29.859

11.822

65.111

23,8

Tot.Gov.B.

         36

14.971

53.343

79.298

61.795

  209.443

76,7

DL201/2011

 -

 -

20.243

21.319

21.432

62.994

23,1

DL95/2012*

 -

 -

     603

       16

      27

     646

  0,2

Tot.Gov.M.

 -

 -

20.846

21.335

21.459

63.640

23,3

TOTALE

        36

14.971

74.189

100.633

83.254

  273.083

100,0

  %

 -

  5,5

  27,2

  36,9

  30,5

100,0

 *Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680. 

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Da essa, si evince che:

(i) gli importi e i tempi di attuazione furono imposti dai veri e propri diktat dell’UE e della lettera del 5/8/2011 della BCE al governo Berlusconi, costretto poi a dimettersi[1]), sostituito da Monti, che subentra a Berlusconi all’esito di un complotto sui generis orchestrato su input iniziale di Sarkozy-Merkel;[1]

(ii) nel quadriennio 2011-14 (nonché successivamente), impattarono sia le due manovre del governo Monti, sia le tre varate in precedenza dal governo Berlusconi, per un totale (esclusa la legge di stabilità 2011, che nel 2012 impatta per 2,8 mld[2]) di 273.083 milioni, di cui Berlusconi 209.443 mln (76,7%) e Monti 63.640 mln (23,3%).[1]


Seconda Più Grande Bufala

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, rinvio all’analisi dettagliata che ho fatto nel mio libro.[1] Qui mi limito a tre aspetti.

Il primo: è importante osservare che l’aumento dell’età di pensionamento sia di vecchiaia (da 65 a 66 anni) che di anzianità (da 40 a 41 anni e 3 mesi) – oltre all’adeguamento all’aspettativa di vita - viene di solito erroneamente attribuito alla riforma Fornero e non alla riforma Sacconi, come lamenta la stessa professoressa Fornero nel suo ultimo libro. Ma la colpa è della formulazione insufficiente e poco chiara della legge Fornero, che ha abolito la “finestra” mobile (con il comma 5) e contestualmente aumentato l’età base (rispettivamente, con il comma 6, lettere c e d, e con il comma 10 dell’art. 24 della L. 214/2011), senza però evidenziarne il legame, il che ha tratto in inganno tutti, perfino il Servizio Studi della Camera nell’immediatezza del varo della riforma Fornero (cfr. dossier L. 214/2011), RGS (cfr. NADEF 2018, pag. 61) e professori di Lavoro e Previdenza.

Il secondoil metodo contributivo è stato deciso dalla riforma Dini (Legge 8.8.1995, n. 335): (i) interamente retributivo per coloro che al 31.12.1995 avevano almeno 18 anni di contributi; (ii) misto per coloro che erano sotto questo limite; e (iii) interamente contributivo per coloro che hanno iniziato l’attività lavorativa dall’1.1.1996.

La riforma Fornero (Legge 22.12.2011, n. 214) lo ha soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, a coloro che, al 31.12.1995, avevano almeno 18 anni di contributi, tutti relativamente anziani e ormai quasi tutti già in pensione.

Il terzo: dei 1.000 mld di risparmi pensionistici stimati da RGS al 2060 dalle 4 riforme dal 2004 (Maroni, 2004, la cui misura principale, lo ‘scalone’, fu abrogato da Damiano prima che andasse in vigore; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), al lordo dell’errata attribuzione delle norme (come conferma la professoressa Elsa Fornero nel suo ultimo libro), soltanto 350 (poi calati a 280 dopo i vari interventi legislativi) vengono ascritti alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045. Secondo Lei a chi vanno ascritti i residui 700 mld?[1]

Dall’analisi di RGS, risulta anche che il «pro-rata» contributivo introdotto dalla riforma Fornero fa risparmiare, a regime (2018), appena 200 milioni circa all’anno (su una quindicina di miliardi annui), che poi si riducono in breve fino a sparire.

Questo è il dato forse più clamoroso, poiché la vulgata è che la riforma Fornero abbia salvato i conti pensionistici sostituendo il metodo retributivo col contributivo.


Conclusione

Se ne deduce che la propaganda vittoriosa di Salvini della Lega Nord (che faceva parte del Governo Berlusconi ed ha approvato le pesanti e scandalosamente inique manovre correttive e la severa riforma Sacconi) e di Di Maio di M5S poggia su due BUFALE ormai mondiali. Con la differenza che il primo – al quale ho scritto due volte e contestatogli in diretta Radio1 - lo fa in malafede.

Spero di esserLe stato utile e che voglia contribuire in futuro a contrastare la DISINFORMAZIONE generale sulle tre BUFALE mondiali (la terza è sulla BCE).

Cordiali saluti,

V.

__________________________


Note

[1] LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO https://www.amazon.it/dp/B07PBXVWRS



Destinatari:


MEDIAv

22/1/2019 16:38

(n. 50)v

(n. 50)

(n. 50)v


SITI ECONOMICI E PREVIDENZAv

(n. 50)v


PROFESSORI VARIv



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Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni



Pubblico la lettera che ho inviato a Davide Colombo de Il Sole 24 ore di critica ad un suo articolo, nel quale ha esagerato gli effetti della riforma delle pensioni Fornero e obliterato completamente la riforma delle pensioni Sacconi.


Pensioni: riforma Sacconi e riforma Fornero

Da: v

10/01/2018 23:08


ALLA C.A. DEL DOTT. DAVIDE COLOMBO

P.C. DIRETTORE E CAPOREDATTORE


Egr. Dott. Colombo,

Sorprende che Il Sole 24 ore contribuisca alla DISINFORMAZIONE sulle pensioni e alla damnatio mamoriae della riforma SACCONI. Neppure nel citare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita (introdotto dalla L. 122/2010, art. 12, comma 12bis), viene menzionata la riforma SACCONI. E’ già successo in passato.


Premessa. Ricavo dalla relazione tecnica della legge: Sul piano metodologico si precisa che la valutazione degli effetti delle diverse disposizioni di cui ai commi da 1 a 20 non può che essere complessiva attesa la interazione tra i diversi istituti afferenti sia i requisiti di accesso sia il sistema di calcolo. 

Ardisco ipotizzare che questo avvenga anche tra le varie riforme (vedi appresso).


Citazione1. “Il contributo della riforma Fornero alla sostenibilità del sistema pensionistico […] Da sola questa riforma vale un terzo dei risparmi cumulati fino al 2060”.

No, meno di un terzo, poiché vi è compreso il DL 98/2011, riforma SACCONI.


Citazione2: “Se guardiamo dentro il famoso articolo 24 del Dl 201/2011 incontriamo sei voci principali di interventi cui corrispondono, in relazione tecnica, i risparmi anno per anno. Quest’anno le nuove regole sui pensionamenti anticipati (che superano il precedente schema di quote) valgono 10,9 miliardi, la nuova vecchiaia delle donne e il nuovo anticipo per gli autonomi 2,8 miliardi, il “pro-rata” contributivo 200 milioni, dalla perequazione vengono 4,7 miliardi e dalle nuove aliquote per autonomi e fondi speciali arrivano altri 1,5 miliardi. Totale 19,9 miliardi di minor spesa. Risparmi che l’anno prossimo salgono per arrivare attorno ai 22 miliardi nel 2020. Poi la curva scende, con risparmi attorno allo 0,8% del Pil nel 2030, per azzerarsi nel 2045, quando ai minori pensionamenti corrispondono assegni più pesanti”.

(a) Ok per le “quote”, abolite dalla riforma Fornero, ma “la nuova vecchiaia” riguarda soltanto le donne del settore privato ed è solo un’accelerazione dell’adeguamento a tutti gli altri deciso dalla riforma SACCONI (DL 98/2011) entro il 2026 (2023, considerando l’adeguamento automatico) http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf;

(b) il blocco della perequazione recato dalla L. 214/2011, art. 24 (Fornero), che riguardava le pensioni superiori a 3 volte il minimo (i) è stato giudicato incostituzionale con la sentenza n. 70/2015; e (ii) aveva abrogato un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca [1 o 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI.


Citazione3: “il “pro-rata” contributivo 200 milioni”.

Ecco, questo è il dato forse più clamoroso, poiché la vulgata, che ha fatto anch’essa quasi 60 milioni di vittime, è che la riforma Fornero abbia sostituito il contributivo al retributivo per tutti, mentre in realtà ha solo esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo, introdotto dalla riforma Dini  nel 1995, a coloro che ne erano esclusi, vale a dire coloro che al 31.12.1995 avevano almeno 18 anni di anzianità contributiva.


Citazione4: “Poi la curva scende, con risparmi attorno allo 0,8% del Pil nel 2030, per azzerarsi nel 2045, quando ai minori pensionamenti corrispondono assegni più pesanti”.

Invece la curva (duplice) della riforma SACCONI – mai citata da nessuno - è bella gagliarda fino al 2060.


Citazione5: “Da sola questa riforma vale un terzo dei risparmi cumulati fino al 2060, ovvero 60 punti di prodotto se si considerano anche gli effetti delle riforme varate dal 2004 in poi”.

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo – tanto strombazzato dai media anche in questi giorni, è ascrivibile alla riforma Fornero, il che significa che gli altri 2/3 sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI, di cui però nessuno parla. Non sembra anche a Lei che ci troviamo di fronte a un caso di DISINFORMAZIONE generale tra i più macroscopici della storia italiana, analoghi - aggiungo - a quelli coevi delle manovre correttive della scorsa legislatura (l’81% dei 330 mld cumulati delle manovre finanziarie è stato deciso dal governo Berlusconi, distribuito in maniera scandalosamente iniqua, ma tutto viene imputato al 19% del governo Monti, più equo, cfr. il mio post duplice già allegato [1 o 2]) e degli obiettivi statutari e dei poteri/doveri della BCE, per colpa soprattutto dei media e di Voi giornalisti?

Cordiali saluti

V.


PS: Ho in corso un dialogo con Stefano Scarpetta, direttore Impiego, Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE, dopo una sua intervista all'AGI. Sicuro di farLe cosa gradita, ché la può tenere come utile promemoria, riporto l'ultima parte della mia replica alla sua risposta:

[...] E che tenga conto in futuro – almeno come conoscenza della normativa pensionistica sottostante - della attuale, seguente situazione relativamente all’età di pensionamento vigente e ai suoi autori.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-5-31;78~art12!vig=, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero;

- delle donne, è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 10 mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto a SACCONI.

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti a SACCONI e soltanto 1 anno a Fornero [rectius1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi];

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata di botto di 6 anni e finora da 60 a 66 anni e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano);

- delle donne del settore privato, è aumentata da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026, è stato accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI.

Ne consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI.


PPS: Allego:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

Pensioni, dopo una mia lettera Repubblica rettifica una notizia falsa che circola sui media da sei anni

Lettera a Marcello Sorgi su numero esodati e notizie false sulle pensioni

Lettera a Il Messaggero su chi è l’autore dell’adeguamento automatico dell’età di pensionamento



Pensioni: riforma Sacconi e riforma Fornero

Lettere al Sole (letterealsole@ilsole24ore.com)

11/1/2018 16:37

A:  v  


Risposta dal nostro giornalista Davide Colombo

Grazie della mail e soprattutto del tono ultimativo che utilizza. Fortunatamente  tra gli esperti di welfare (sono molti e variamente autorevoli) circolano più dubbi che certezze.



Re: Pensioni: riforma Sacconi e riforma Fornero

Da: v

11/1/2018 18:03


Grazie della cortese risposta. La piccola dose - mi pare - di tono "ultimativo" - in parte giustificata dalla terribile fatica di Sisifo alla quale mi sto volontariamente sobborcando da 6 anni per chiarire chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, di manovre correttive e di obiettivi statutari BCE - era voluta e strumentale a provocare ed ottenere da un esperto come Lei risposte che colmassero i numerosi dubbi che laicamente coltivo in materia previdenziale, ambito in cui 6 anni fa ero del tutto ignorante.

Al di là di questo, se ha letto il mio primo articolo nel poscritto, lì ci sono prove documentali inoppugnabili sulla evidenza della DISINFORMAZIONE sistematica sulle riforme delle pensioni SACCONI e Fornero. 

Per i giornalisti, invece, a parte forse quelli facenti parte del potente sistema (dis)informativo berlusconiano, in generale propendo per l'ignoranza (dolo o ignoranza, l'effetto è il medesimo). Però, ho notato che, dopo aver saputo (un campione in questo è Massimo Giannini), sono quasi tutti inclini a farsi "ricatturare" dalla vulgata e continuare a dare voce a bugiardi e incompetenti come Salvini, che addirittura si candida a premier. Spero che Lei - che conta molto più di me - sia un'eccezione ed eventualmente convinca anche i Suoi colleghi.

In conclusione, visto che Le piace approfondire e verificare, Le regalo questo documento di 18 pagine in cui (sviluppando il post già allegato) ho ricostruito la vicenda politico-economica della scorsa legislatura, dove forse troverà notizie e nessi sorprendenti:

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

Cordialmente,

V.



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Fuoco incrociato, Grilli fucilato

 
3 ottobre 2012   Fuoco incrociato, Grilli fucilato   Francesco Lo Sardo 
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/137532/fuoco_incrociato_grilli_fucilato
 
A me non piace maramaldeggiare, odio chi lo fa, ma sono stato il primo a prendere di mira Grilli, prima sia de Il Fatto Quotidiano [1] che de Il Sole 24 ore [2]. Lo tengo d’occhio dal 2010, quando il ministero dell’Economia, retto da Giulio Tremonti, partorì l’obbrobrio del DL 78 del 31/5/2010, convertito dalla L. 122/2010, [3] la prima manovra correttiva – la più iniqua - dopo la crisi della Grecia.
Ipotizzo che l’imprenditore Diego Della Valle si riferisse a lui quando a “Ballarò” ha parlato di ministri “politici” del governo Monti, precisando che non si riferiva a Passera.
Ricavo dal mio ‘post’ del 27-08-2012 "Il governo Monti al capolinea"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html questo stralcio e la nota n. 2 in calce:
“Dato a Cesare quel che è di Cesare, il CdM inconcludente di venerdì 24 agosto è la dimostrazione plastica del fatto che l’attuale governo Monti – sostenuto dalla troppo eterogenea maggioranza Csx-Cdx - è arrivato al capolinea. Per decisione di Monti e di Grilli, [2] contrari a reperire le indispensabili risorse per la crescita attraverso il varo – accanto alla “spending revuew” ed all’alienazione di parte del patrimonio pubblico – dell’imposta patrimoniale sui patrimoni superiori ad una certa soglia (oltre ad un prestito forzoso per la diminuzione celere del debito). [3] [4] Unica misura oggi possibile – ed equa – poiché i quasi 330 mld cumulati delle manovre correttive varate finora hanno colpito soprattutto il ceto medio-basso (solo le pensioni stanno procurando un risparmio di oltre 22 mld l’anno [5]; io, detto per inciso, ho "contribuito" con 20 mila € in un solo anno) e persino i poveri (taglio del 90% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni)”.
[2] Vittorio Grilli è stato, fino al novembre 2011 (cioè quando è diventato prima viceministro e poi ministro all’Economia del governo Monti), direttore generale dello stesso ministero, perciò strettissimo collaboratore dell’ex ministro Tremonti, l’autore delle manovre correttive pesanti e molto inique succedutesi dal maggio 2010 (dopo la crisi greca) fino alla caduta del governo Berlusconi.
[1] La  relazione  pericolosa  Grilli-Ponzellini  nella  corsa  alla  guida  di  Bankitalia 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/29/relazione-pericolosa-grilli-ponzellini-nella-corsa-alla-guida-di-bankitalia/367787/
[2] La necessità di fare chiarezza 
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-02/necessita-fare-chiarezza-063612.shtml
[3] http://www.dps.tesoro.it/documentazione/uval/DL_78_2010.pdf

Aggiornamento:
«Perché sono solo false insinuazioni»                                                                   di Vittorio Grilli   03 ottobre 2012                                                                       http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-10-03/perche-sono-solo-false-083024.shtml
Finmeccanica, la lettera di Grilli al Sole 24 Ore: mai chiesti favori
19 febbraio 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-19/finmeccanica-lettera-grilli-sole-195343.shtml

Post e articoli collegati:

Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html 
La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756061.html
Ma l'Italia affonda per «er Batman» o per Monti «il Salvatore»?
di Leonardo Mazzei   02 ottobre 2012
[…] Bene, in un precedente articolo ci siamo divertiti a dimostrare l'inattendibilità dei cosiddetti «tecnici», anche sul terreno che gli dovrebbe essere più congeniale. Costoro hanno rivisto in 5 mesi (cinque) il debito atteso al 2015 di una quisquilia pari a 142,8 miliardi di euro.
La cosa ha interessato qualche organo di stampa, o almeno qualche singolo giornalista? Ovviamente no, dando ragione, almeno su questo, a Beppe Grillo.[…]
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2313:leonardo-mazzei-ma-litalia-affonda-per-ler-batmanr-o-per-monti-lil-salvatorer&catid=82:politica-italiana&Itemid=58

L’austerità sta uccidendo l’Italia
di Sergio Cesaratto   02 ottobre 2012
Pubblichiamo l’introduzione di Sergio Cesaratto al seminario tenutosi ieri 1° ottobre presso la Biblioteca del Senato per la presentazione dell’e-book “Oltre l’austerità”. L’audio dell’intero evento è disponibile grazie a Radio Radicale a questo link
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2314:sergio-cesaratto-lausterita-sta-uccidendo-litalia&catid=84:politica-economica&Itemid=64 

Imu-Chiesa, il governo: "Entro dicembre modifiche chieste dal Consiglio di Stato"                   
Il gettito previsto è di 300-500 milioni. Polillo: rilievi giusti. Cgia: con Monti 5,5 miliardi di
tasse in più    di Valentina Conte   7 ottobre 2012                                                                    
[…] Di "oltraggio agli italiani vessati e svenati dalle tasse" parla Felice Belisario, senatore  Idv, che definisce i rilievi del Consiglio di Stato "una bocciatura al supertecnico Grilli, un  errore molto grave frutto di pressappochismo". […] 
http://www.repubblica.it/economia/2012/10/07/news/imu_chiesa-44023266/
Corretto il tiro sull’IMU della Chiesa                                                                               
Pubblicato in Gazzetta il DL 174/2012, contenente i tagli dei costi per gli enti locali, che proroga il termine della dichiarazione IMU                                                                          
Arianna ZENI  / Giovedì 11 ottobre 2012       
http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_396839.aspx

La legge di stabilità 2013, appena varata dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, risparmia sulla scuola (però il PD ha detto che è contrario e il governo è disposto a parlarne), ma intanto lo stesso Vittorio Grilli, all’epoca, come ho già detto, direttore generale del predetto ministero e principale collaboratore dell’ex ministro Giulio Tremonti, fu co-autore del DL 78/2010, una delle cui misure (il contributo sui redditi dei dipendenti pubblici maggiori di 90 mila €) – come fu ampiamente previsto all’epoca - è stata ora cassata dalla Corte Costituzionale, con un danno per lo Stato di 50 mln, pari al 27,8% del risparmio atteso dalla scuola (pari complessivamente a 180 mln).
I tagli ai maxi-stipendi (sopra i 90mila euro) dei dirigenti pubblici sono incostituzionali. Illegittima anche la scure sulle retribuzioni dei magistrati                                              
di Davide Colombo   11 ottobre 2012                                                                                          
«Nel caso in esame, dunque, l'irragionevolezza - spiega la Consulta - non risiede nell'entità del prelievo denunciato, ma nella ingiustificata limitazione della platea dei soggetti passivi. La sostanziale identità di ratio dei differenti interventi di solidarietà, poi, prelude essa stessa ad un giudizio di irragionevolezza ed arbitrarietà del diverso trattamento riservato ai pubblici dipendenti” http://24o.it/JmMiJ 

Visco: «Governo scarica su prossimo esecutivo»                                                                
Intervista a l'Unità dell'ex ministro: "Monti è stato utile e ha fatto un buon lavoro ma mi preoccupa il 'tremontismo' del ministro Grilli che non risolve i nodi ma li rinvia lasciandoli in eredità al prossimo esecutivo".                                                                                              
di Bianca Di Giovanni      17 ottobre 2012                            
http://www.unita.it/economia/denuncia-di-visco-scaricano-tutto-sul-prossimo-governo-1.456123



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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
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"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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