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Dialogo acceso sulla paranoia verso Romano Prodi e su altro

 
Riporto un ampio stralcio della accesa discussione sulla paranoia verso Romano Prodi, frutto in gran parte della propaganda forsennata della destra e dei media berlusconiani, ma che accomuna destri ed estremi sinistri, sul neo-liberismo, la globalizzazione e su altro, svoltasi dal 7 al 13 febbraio 2015, in calce a questo articolo del blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it.
 
Carlo Clericetti - 7 FEB 2015
La partita greca tra ipotesi e sospetti
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/02/07/la-partita-greca-tra-ipotesi-e-sospetti/
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 01:52
Dal 1800 al 2008 la Germania ha avuto ben 8 default o ristrutturazioni del suo debito!
Traggo da: SOCIAL EUROPE JOURNAL 23 Ottobre 2013 - ROBERT SKIDELSKI "Opinioni sbagliate sull’austerità britannica"
[…] Si consideri la Germania che secondo lo storico economico Albrecht Ritschlè "il più grande trasgressore debito del XX secolo". Nella tabella a pagina 99 del loro libro “This Time is Different”, Rogoff e il suo co-autore,Carmen Reinhart , mostrano che la Germania ha subito otto default del debitoe/o ristrutturazioni tra il 1800 e il 2008 . C'erano anche due default causati dall'inflazione nel 1920 e 1923. Eppure oggi la Germania è l’egemone economico d’Europa che stabilisce le regole per “furfanti” come la Grecia.

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Vincesko
 
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rramella 7 febbraio 2015 alle 10:55
I tedeschi vogliono comandare sulla Grecia e sul testo dell'Europa come se avessero vinta la guerra; stupidi noi che glielo permettiamo
 
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sergionero 7 febbraio 2015 alle 11:15
Caro Clericetti se si parla di "esiti drammatici" e “situazione fuori controllo” si parla anche e soprattutto del macro quadro finanziario internazionale caratterizzato da una supervalutazione che, l’ultima volta rilevata , era 10 volte il PIL mondiale.
E puzza che dal 2012 il dato non venga aggiornato !
Ma il fatto che fosse emersa dal nulla nel 2008 come 5 volte il pil mondiale e 4 anni dopo fosse raddoppiata non lascia molti dubbi sul suo andamento,ancorché tenuto celato per permettere ai Draghi e ai loro complici le ultime festicciole nei bunker.
Certo che si teme la Grecia, bisogna sempre temerla quando porta doni , e in questo caso il dono sarebbe l’esempio, esempio contagioso, incendiario.
Non solo per Spagna , Portogallo, Italia , non sono solo per gli stati (Germania inclusa) incastrati nella trappola mortale dell’aborto denominato Unione Europea.
Ben di più dell’esempio di uno Stato della UE che reclama un po’ di conio , si tratterebbe invece dell’esempio dei un ritorno delle giuste politiche monetarie sovrane , del ripudio della finanza come strumento di elusione e ribaltamento delle veri legge economiche, quelle del mercato e della produzione.
La soluzione sovrana del debito greco rischia di rivelare la vera natura della crisi, la fraudolenta e criminale tutela di interessi apicali a discapito dei diritti fondamentali di chi, almeno sulla carta , é sovrano assoluto e fonte della legittimità del potere, il cittadino.
L’uso eversivo e anti costituzionale del deficit pubblico come “vincolo esterno” , e quindi extra e contra legem , fu l’Alto Tradimento intrapreso come forma di governo sociale dalla feccia dirigente occidentale dalla seconda metà del scolo scorso. L’operazione si svolse assumendo il controllo degli organismi tecnici e politici mediante infiltramento, corruzione , intimidazione ,mediante campagne stampa sorrette da economisti a libro paga dei centri studi liberali o in vario modo comprati.
Anche l’intimidazione ovviamente giocò un ruolo, non dimentichiamo che l’anno prima dello SME col quale da noi tutto principiò ci fu l’omicidio Moro.
Per questo mi discosto un poco dalla caratterizzazione , anche pittoresca ,della vicenda come uno scontro tra Germania e Grecia, con l’inestricabile massa delle aneddotiche evocabili, storiche, culturali, antropologiche, etc.
No, questa è la morte del progetto Trilaterale, dell’eversione della Scuola di Vienna e dei centri studi liberali, di quella compagnia di ventura che ha messo a repentaglio la Democrazia più dei fascismi della prima metà del secolo scorso in quanto, con cinismo infinitamente superiore, mentre il fascismo cercava un progetto per un programma imperialista a favore di centri decisionali che comunque si identificavano in entità politiche, gli Stati sovrani , i liberali hanno sviluppato un’impostazione basata sull’esaltazione dei tratti degenerativi derivanti dalla complessità sociale .
L’hanno fatto per portare avanti una distopia non solo capitalista e antidemocratica ma persino anti statale , neo anarchica , che disconosce il ruolo dello Stato fino alla radice, e disconoscendo il suo dovere verso i diritti fondamentali dell’uomo non solo lo nega come tutore ma nega i diritti stessi.
Per questo, senza esagerazione, considero i liberali ad un livello più basso de fascisti , massimamente degni della bolla di “Hostis humani generis” , nemici del genere umano.
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 12:23
Segnalo questo articolo che reca un’intervista a Friedrich von Hayek, padre del neo-liberismo: Dalla schiavitù alla libertà - di Lucia Santa Cruz, da lui rilasciata nel Cile di Pinochet, della quale riporto l’ultima risposta:
"Bene, direi che come istituzione a lungo termine, io sono totalmente contro le dittature. Ma può essere un sistema necessario in un periodo di transizione. A volte è necessario che in un paese si abbia, per un po' di tempo, una qualche forma di potere dittatoriale. Come capirete, è possibile che una dittatore governi in modo liberale. Ed è anche possibile che una democrazia governi con una totale mancanza di liberalismo. Ed io, personalmente, preferisco un dittatore liberale, che non un governo democratico carente di liberalismo. La mia impressione è - e questo è vero per il Sud America – che in Cile, ad esempio, ci sarà una transizione tra un governo dittatoriale e un governo liberale. E, in questa transizione, può essere necessario per mantenere alcuni poteri dittatoriali, non come permanenti, ma come una disposizione transitoria.”
http://sollevazione.blogspot.it/2015/01/quantitative-easing-sempre-di.html
Vincesko

PS:
Friedrich von Hayek (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_von_Hayek
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 15:42
La decisione del Consiglio direttivo della BCE è stata presa ad ampia maggioranza, ma non è possibile sapere quali membri sono stati contrari, poiché, a differenza della FED, le regole di trasparenza codificate non contemplano tale tipo di informazione per non pregiudicare l’indipendenza dei membri.
BCE 04/02/2015
Eligibility of Greek bonds used as collateral in Eurosystem monetary policy operations
[…] This decision does not bear consequences for the counterparty status of Greek financial institutions in monetary policy operations. Liquidity needs of Eurosystem counterparties, for counterparties that do not have sufficient alternative collateral, can be satisfied by the relevant national central bank, by means of emergency liquidity assistance (ELA) within the existing Eurosystem rules. […]

https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2015/html/pr150204.en.html
Vincesko
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 15:52
Com’è noto, la Germania – dopo essersi rifiutata di aiutare la Grecia allo scoppio della crisi, quando sarebbe costato 30 mld, e lo ha fatto quando ne è costato il decuplo - ha imposto attraverso il fondo salva-Stati (a cui l'Italia contribuisce nella misura del 17,9%) di erogare i prestiti alla Grecia per salvare le banche tedesche e francesi. Ma non sapevo che:
Bruegel: "banche Italia le piu' esposte a debito pubblico greco"
30 GEN 2015
http://www.agi.it/economia/notizie/bruegel_banche_italia_le_piu_esposte_a_debito_pubblico_greco-201501301500-eco-rt10145
Vincesko
 
PS:
La troika ha salvato le banche, non la Grecia. Per questo il debito va rinegoziato
ONEURO - REDAZIONE
14 gennaio 2015
Il “salvataggio” della Grecia da parte della troika non è servito a risanare il bilancio dello stato ma a ripagare i creditori della Grecia. In gran parte banche tedesche e francesi.
http://www.eunews.it/2015/01/14/la-troika-ha-salvato-le-banche-non-la-grecia-ecco-perche-ora-il-paese-deve-ripudiare-il-debito/28422
 
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magnagrecia7 7 febbraio 2015 alle 19:11
Che il costo della crisi sia decuplicato per colpa della Germania (del trio Merkel-Sarkozy-Barroso, contro i quali ho proposto più volte di intentare un’azione collettiva di responsabilità, essendo stato una delle “vittime”) è cosa nota. In questo blog ne ha scritto anche Carlo Clericetti. D’altra parte, basta pensare che solo in Italia – come ho più volte rilevato - sono state varate nella scorsa legislatura, soprattutto a partire dalla crisi greca (2010), manovre correttive per un valore cumulato di 330 mld.
Ora cito Romano Prodi, che se ne intende (a proposito, mi ha risposto sulla BCE, dichiarandosi sostanzialmente d’accordo con le mie osservazioni)
“Quando è arrivata la crisi ci siamo accorti che non avevamo preparato gli strumenti per combatterla. La crisi nata negli Stati Uniti ha portato le sue ferite più gravi e devastanti in Europa perché mentre il governo americano ha preso decisioni adeguate e tempestive, in Europa si è esitato per mesi e mesi prima di intervenire e quando gli interventi sono stati decisi era già troppo tardi e la loro dimensione troppo limitata per avere effetto.
I governi europei, sfibrati dalla paura, hanno smesso di pensare ad una soluzione comune dei problemi e si sono concentrati solo sugli interessi elettorali immediati.
Quando è scoppiata la crisi greca si trattava di un problema certamente grave ma limitato a poche decine di miliardi di Euro, una dimensione facilmente affrontabile da un economia come quella europea che, pur con i suoi tanti problemi, rimane la più grande realtà economica mondiale.
L’imminenza delle elezioni nella regione tedesca del Nordrhein-Westfalen e il timore che un operazione di conveniente solidarietà potesse essere interpretata dagli elettori come un cedimento ai “pigri meridionali” ha spinto a rinviare ogni intervento fino a che le decine di miliardi si sono trasformate in centinaia e un piccolo problema in una catena di errori che ha provocato la caduta più grave e lunga degli ultimi decenni: una disoccupazione senza precedenti e un distacco crescente fra la Germania e gli altri paesi dell’Unione. E da allora si naviga a vista, con decisioni parziali e progressi lenti.
Non c’è alternativa all’Europa, ma abbiamo bisogno di leader capaci e coraggiosi
Articolo di Romano Prodi sul numero speciale de Il Messaggero del 29 novembre 2013
http://www.romanoprodi.it/articoli/non-ce-alternativa-alleuropa-ma-abbiamo-bisogno-di-leader-capaci-e-coraggiosi_7824.html
Vincesko
 
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domenicobasile 8 febbraio 2015 alle 18:05
[…] Nessun complotto, come sempre, nessuna manipolazione oscura dei destini del mondo ad opera di incappucciati votati al culto del dio-denaro, solo il congiungersi di fattori tecnici e il dispiegarsi di un pensiero politico reazionario che in assenza di regolazione cogente e vincolante ha lasciato il campo libero agli attori più creativi e spregiudicati della finanza internazionale. […]
 
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magnagrecia7 9 febbraio 2015 alle 20:15
Domenico,
“Nessun complotto, come sempre, nessuna manipolazione oscura dei destini del mondo ad opera di incappucciati votati al culto del dio-denaro”
Esageri per darti ragione da solo? Che i novelli Ottimati si riuniscano periodicamente e ci provino a “regolare” il resto dell’umanità, questa mi sembra addirittura un’ovvietà. O che i capi della Cupola delle grandi banche – come usano fare gli oligopolisti - abbiano l’abitudine di riunirsi periodicamente, se non in cartelli, almeno per coordinare la loro azione, questo lo dice il New York Times ed io non ho elementi per metterlo in dubbio. Tu?
Bisognerebbe, poi, che la tua parte destra si armonizzasse con quella sinistra. Mi addebitasti un’ingenuità nello sperare in Obama - l'uomo più potente del mondo - per la regolazione dei mercati finanziari (ma poi, in un altro post, ne ho criticato l'inerzia, poiché io mi attengo ai fatti). Ora tu ti affidi all’opera salvifica del Financial Stability Board (FSB). Purtroppo, dopo Draghi, Carney, ma la musica non è cambiata. E questo lo dice la Lagarde, non io.
In compenso, è proprio come dici tu, questi (i politici) hanno aperto il vaso di Pandora e non sanno più come richiuderlo. O, meglio, non glielo fanno fare.

Carney del Financial Stability Board ai leader del G20 “I problemi del sistema finanziario sono stati risolti”
ONEURO - REDAZIONE
19 novembre 2014
In una lettera indirizzata ai leader del G20 il governatore della Banca d’Inghilterra e presidente del Financial Stability Board dichiara che l’elaborazione delle misure necessarie per colmare le lacune regolatorie che hanno causato la crisi finanziaria del 2008 è “sostanzialmente concluso”.
[…] La visione di Carney è senz’altro condivisibile. Ma una cosa è dire come dovrebbe essere il sistema finanziario in futuro; un’altra è dire che buona parte dei problemi sono già stati risolti qui e ora, come sembra sottintendere il banchiere. Solo qualche mese fa Christine Lagarde dichiarava: “A sei anni dalla crisi, il comportamento del settore finanziario sotto molti aspetti è rimasto sostanzialmente invariato. Qualche miglioramento c’è stato, ma le banche oggi continuano a privilegiare attività ad alto rischio, e il profitto a breve termine rispetto alla prudenza di lungo termine”. E Martin Wolf, capo economista del Financial Times, ha recentemente pubblicato un libro in cui spiega come “un’altra crisi finanziaria – molto peggiore di quella del 2008 – è pressoché inevitabile”. Secondo Wolf, la colpa è da imputare in parte al fatto che non è stato fatto quasi nulla per riformare il sistema finanziario in seguito alla crisi del 2008, e in parte all’enorme liquidità immessa dalle banche centrali e dai governi – tanto in Europa quanto negli Stati Uniti – proprio per salvare le banche e il sistema finanziario dopo la crisi del 2007-8, che non ha beneficiato quasi per nulla l’economia reale mentre ha spinto al rialzo il valore di azioni e obbligazioni oltre qualsivoglia fondamentale e logica economica.
http://www.eunews.it/2014/11/19/carney-del-financial-stability-board-ai-leader-del-g20-i-problemi-del-sistema-finanziario-sono-stati-risolti/25473
Vincesko
 
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magnagrecia7 9 febbraio 2015 alle 20:15
PS:
Scriviamo, faremo…
Comunicato ufficiale G20 Brisbane
Annex
Agreed documents
The following documents agreed by the G20 support our communiqué:
• Financial Reforms: Completing the Job and Looking Ahead, Financial Stability Board Chairman’s Letter to G20 Leaders, November 2014
• Adequacy of loss-absorbing capacity of global systemically important banks in resolution, Financial Stability Board, November, 2014
• Cross-Border Recognition of Resolution Action, Financial Stability Board, September 2014
• Updated G20 Roadmap towards Strengthened Oversight and Regulation of Shadow Banking in 2015, Financial Stability Board, November 2014 Brisbane G20 Leaders’ Summit, 15-16 November 2014 | 5
• Report to the G20 Brisbane Summit on the FSB’s review of the structure of its representation, Financial Stability Board, November 2014
• The FSB proposal for an internationally agreed standard requiring global systemically important banks (G-SIBs) to hold additional loss absorbing capacity in resolution will be subject to public consultation, a rigorous quantitative impact assessment and further refinement before any final measure is agreed by the 2015 Summit. The impact analyses will include consideration of the consequences of this requirement on banks in emerging markets, G-SIBs headquartered in EMEs, and state-owned banks.
http://www.ilpost.it/2014/11/16/cosa-ha-deciso-g20/
 
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domenicobasile 9 febbraio 2015 alle 21:41
Ciao Vincesko
Grazie come sempre della pertinenza della tua documentazione?
È fuor di dubbio che il percorso normativo messo in atto è appena agli inizi e non possiamo ragionevolmente pretendere che costituisca una barriera invalicabile a tutti i comportamenti speculativi.
Le presidenza rotante è un limite strutturale all'efficacia dell'istituzione ma posso garantirti che il lavoro degli ispettori operativi non guarda in faccia nessuno.
È ovvio che nelle direzioni delle grandi banche d'affari, come nelle società di "asset management" un quarto del tempo è dedicato a trovare delle brecce nelle maglie del dispositivo regolamentare.
Il gioco del FSB, se vogliamo chiamarlo così, consiste a delimitare dal più grande al piu "piccolo", i soggetti a rischio sistemico.
Nell'ordine, le banche commerciali, che gestiscono i risparmi dei cittadini, le BFI (banche di finanziamento e investimento), filiali delle prime o in conto proprio (le più pericolose), le società di asset management, le società di bancassicurazione che fanno capo alle banche.
La strategia dei regolatori consiste a spingere i fattori di rischi dall'alto verso il basso della piramide e i risultati ad oggi raggiunti sono incoraggianti.
I fattori di rischio sono ancora enormi e si concentrano in attività che via via scendono lungo la piramide ed impattano porzioni d'attività potenzialmente meno sistemiche.
I peggiori nemici di questo approccio sono.... non i tedeschi (hanno altri grossi difetti come ben sai) ma gli inglesi.
Da Carney l'"iconoclasta"...fino a Wolf (di cui ti invito a diffidare) hanno una sola ossessione, affossare al più presto la zona euro (simpatico e disinteressato il loro sostegno a Varoufakis) per ristabilire il primato mondiale della piazza finanziaria londinese.
Se non sbaglio abbiamo avuto una crisi finanziaria nel 1997, un'altra nel 2007 (da cui non siamo ancora usciti), speriamo che la legge dei 10 anni per una volta non sia rispettata!
Domenico
 
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sergionero 9 febbraio 2015 alle 23:32
Caro Domenicobasile io non mi richiamo ad astruse teorie ma alla storia economica del nostro a pese che ha visto sorgere le più grandi imprese sotto l'egida pubblica, come ENI e Finmeccanica , a più riprese insidiate dagli advisro di banca e dei governo, da Prodi e Draghi fino a Monti.
Contro i cosiddetti "carrozzoni" ( che curiosamente dalla crociera sul Britannia in poi la finanza angloamericana dimostra di ambire ) si é scatenata un campagna di stampa, principalmente di casa Agnelli , sul finire degli anni 70 , propedeutica agli scippi di Prodi.
Campagna che prometteva i miracoli delle gestioni private, e abbiamo visto cosa ne é stato delle aziende privatizzate.
Il conio pubblico, la Sovranità non sono utopie ma la pratica costante che ha accompagnato lo sviluppo occidentale dal Rinascimento fino agli anni 80 del secolo scorso , sono la premessa della consolidata teoria economica.
Poi io non penso ad un'Italia fuori dall'Europa ma ad un Europa fuori dalla UE, balorda entità costruita a tavolino, questa sì totalmente ideologica e fallita in partenza.
Pensare che i cittadini europei debbano seguire col fiato sospeso le alchimie, i giochetti e i regolamenti di conti delle logge bancarie é senza senso, solo un'occupazione militare giustificherebbe una simile remissività .
 
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magnagrecia7 10 febbraio 2015 alle 01:18
“Scippi di Prodi”
Accuse da propaganda di destra, quelle su Prodi. Per quanto riguarda le “colpe” di Prodi sulle privatizzazioni, in qualità di presidente dell’IRI, tanto sbandierate da anni, mi limito ad osservare che egli allora non aveva responsabilità politiche e le privatizzazioni furono fatte in esecuzione e di direttive UE e di leggi emanate dal Parlamento italiano e sotto lo stretto controllo del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Partecipazioni Statali. Certo, nessuno è perfetto, e neppure le privatizzazioni lo furono, ma non sono mai emersi profili penali e le valutazioni d’azienda ed il “capital budgeting” [*] sono un problema complesso (v. ad es. il caso SME), non da Bar Sport; esse venivano fatte da consulenti di rango sotto il controllo degli advisor. Sul tema, allego:
a) questa ottima e dettagliata ricostruzione:
Privatizzazioni 
b) le voci di Wikipedia sull’IRI e sulla SME (con alcune note critiche attendibili, che pur all’epoca e successivamente ci sono state)
IRI
SME
[*] In generale: la valutazione d’azienda ed il “capital budgeting” rappresentano una problematica molto complessa, roba da esperti, da società specializzate.

Valutazione d’azienda
Compito del commercialista o comunque, del perito in genere, è, dunque, quello di attribuire un valore economico al complesso organizzato dall’imprenditore. Tale processo, è bene ribadirlo, viene condizionato da molteplici fattori, quali la tipologia d’attività svolta, il luogo, il tempo, i dati disponibili e naturalmente, lo scopo che s’intende perseguire e di conseguenza, il metodo valutativo prescelto.
Circa quest’ultimo aspetto la dottrina ha elaborato dei criteri di stima che, sostanzialmente e con le loro ulteriori specificazioni, possono essere così sinteticamente elencati:
a) Metodo patrimoniale (semplice e complesso)
b) Metodo reddituale
c) Metodo finanziario
d) Metodi misti

Valutazione d’azienda

Capital Budgeting
Definizione: Analisi volta a valutare il tasso di remunerazione di un investimento e il costo per sostenerlo. Il capital budgeting, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti analitici (metodo del valore attuale netto, metodo del tasso di rendimento interno, pay-back period, residual income), consente di confrontare e successivamente scegliere le migliori forme d’investimento.

Finanza d’impresa

IRI-ALFA ROMEO
Io ero dipendente IRI e non mi risulta che Prodi l’abbia distrutto, come si dice, anzi. I media di centrodestra, e gli agit-prop e milioni di allocchi che ripetono a pappagallo, sostengono che Ford voleva strapagare l’Alfa Romeo e Prodi ha regalato l'Alfa Romeo agli Agnelli. E’ una balla sesquipedale, che resta tale anche se è ripetuta ossessivamente dalla propaganda di centrodestra. L’Alfa Romeo perdeva centinaia di miliardi ogni anno, finanziati attingendo dai fondi di dotazione alimentati dallo Stato, quindi pagati in definitiva dai contribuenti italiani. Persino sul Giornale, il 20 agosto 2003, fu pubblicato un articolo che raccontava abbastanza fedelmente la vicenda. La vendita dovette passare anche al vaglio della Commissione europea, che eccepì soltanto sugli aiuti di Stato e non sulla congruità dell’offerta. Certo, tutto è opinabile, ma le valutazioni d’azienda sono un problema complesso e sofisticato che di solito coinvolge advisor di rango, l’importo complessivo era congruo, le altre condizioni dell’offerta Fiat erano complessivamente migliori, altro discorso fu il vantaggio per la Fiat del pagamento rateale. Nulla in Italia avviene senza l’intromissione della politica, e questo valeva ancor più per l’IRI (di cui l’Alfa Romeo e la Cirio facevano parte), che era di proprietà dello Stato e controllata politicamente dal Ministero delle Partecipazioni Statali. L’intervento dei politici sul caso Alfa Romeo (e più tardi sul caso SME , che era la finanziaria del settore alimentare) fu pesante. La proposta Ford prevedeva un taglio ai due stabilimenti Alfa Romeo, anche per questo fu preferita la proposta Fiat.

Vincesko

 
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sergionero 10 febbraio 2015 alle 10:39
Vincesko e dell’azienda di famiglia, Nomisma(sulla quale transitarono laute remunerazione Goldman Sachs ) costituita con soldi IRI e usucapita da Prodi che mi dici ?
E il tentativo di vendere la SME a De Benedetti a meno della metà del valore ?
E la sottovalutazione del Credito Italiano ?
Il prezzo di vendita valutato da fatta da Merrill Lynch, all'epoca del predecessore Nobili era 8/9000 miliardi , poi Nobili venne arrestato (e molto dopo prosciolto) spianando la strada a Prodi che chiamò la sua adorata Goldman Sachs che stabilì il valore di 2.075 lire per azione , corrispondente a una stima di 2.700 miliardi.
Meno di un terzo !
Cero che Prodi non agì da solo, ma sarebbe petizione di principio scagionarlo con le direttive europee in quanto della collocazione europeista e delle scelte economiche connesse egli è stato un fautore fervente ed un attore intransigente.
Egli può essere considerato il maggiore e il più subdolo responsabile delle decisioni di politica economica e generale in Italia, persino più del suo maestro Andreatta, solo forse la Banda d’Italia tutta intera gli sta alla pari.
Già il fatto che la sua corrente di proclamasse “sinistra democristiana” era un’impostura.
Anche Almirante era in materia economica più a sinistra di lui, e se c’era una corrente scudocrociata che poteva dirsi di sinistra questa era quella di Carlo Donat Cattin .
Prodi era ed è un arnese utilizzato dalla finanza angloamericana per torcere gli orientamenti popolari e socialdemocratici nella sua direzione, persino nelle martoriate terre africane porta le sue demenziali ricette , la rinuncia al conio e l’”apertura” alle scorrerie dei capitali esteri, senza mai ricordare l’ovvietà che i capitali esteri sono una partita di bilancio negativa e che esige pesante remunerazione, in termini spesso politici e indiretti ma ancora più onerosi , fino al limite del letale.
Recentemente assieme ai degni compari Blair e Schroeder è stato associato ad un “board “ kazako dove , si dice , le remunerazioni raggiungono anche gli 11 milioni di euro l’anno.
Rinnovo le mie domande.
Cosa fanno gli “advisor” per giustificare i loro compensi ?
Come giustificano le loro collaborazioni coi vincoli di riservatezza che dovrebbero appartenere ai dirigenti politici e istituzionali apicali ?
E perché le loro remunerazioni non sono visionabili per legge ?
I cittadini dovrebbero sapere se un presidente del consiglio che magari ha aiutato per fini “generali” un’ azienda poi casualmente viene ingaggiato da essa, o un suo parente diretto.
Tenuto presente che il loro livello scientifico (misurabile in pubblicazioni) è nullo o miserabile e che neanche ai premi Nobel vengono offerte remunerazioni simili c’è più che da sospettare.
 
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magnagrecia7 10 febbraio 2015 alle 17:41
Sergionero,
Se tu non fossi vittima dei tuoi pregiudizi vagamente paranoici, riusciresti a leggere (cfr. voci da me linkate sopra):

Privatizzazioni
Leggi varate:
L. 218/1990 Trasformazione banche pubbliche in Società per azioni
L. 359/1992 Trasformazione di ENI, IRI, INA e ENEL in SpA (azioni attribuite al Ministero del Tesoro)
L. 33/1993 Soppressione dell’EFIM
L. 174/1993 Soppressione del Ministero Partecipazioni Statali
L. 474/194 Regole cessione partecipazioni statali e introduzione golden share
L. 481/1995 Nasce Autorità Telecomunicazioni, Energia e Gas.
Francamente, soltanto un intelligentone affetto da paranoia può pensare che il Governo del CAF (Craxi, Andreotti e Forlani) ed il Parlamento abbiano legiferato per anni sotto “dettatura” del prof. Prodi.

SME
L'orientamento a privatizzare
Nel 1985 il governo italiano, di cui era presidente del consiglio Bettino Craxi, decise la privatizzazione del comparto agro-alimentare dell'IRI, nel quadro della privatizzazione di alcune partecipazioni statali definite non strategiche. In particolare le aziende del comparto agro-alimentare presentavano bilanci non positivi, solo nel 1984 la SME era giunta all'attivo, la SIDALM sempre negativa. Il consiglio di amministrazione dell'IRI fu incaricato della attuazione della decisione, attuando trattative e accordi preliminari in tal senso, da presentare al governo al quale permaneva la decisione finale.

Accuse a Prodi sulla determinazione del prezzo
Le accuse che sono state rivolte a Prodi riguardano il prezzo stabilito nel 1985 per la vendita dell'intero complesso alimentare dell'IRI, SME-SIDALM. I detrattori hanno sempre sostenuto che fosse troppo basso. L'offerta era di 437 miliardi di lire da pagare entro la fine dell'anno successivo; tale dilazione al tasso del 14% semplice portava il valore della transazione a 497 miliardi. Questo corrispondeva ad un prezzo di lire 1.107 per azione; la quotazione di borsa era di lire 1.275 per azione.
Prima di decidere la vendita, fu eseguita una perizia commissionata dall'IRI ai professori dell'Università Bocconi di Milano, Roberto Poli e Luigi Guatri, due dei maggiori esperti di asset aziendali. I due periti valutarono l'intero valore della SME circa 700 miliardi. Il 64,3%, cioè la quota in vendita, corrispondeva a 448 miliardi, valutati 497 miliardi in quanto quota di controllo.
Gli stessi azionisti della IAR conclusero una perizia interna: Ferrero valutò 735 miliardi il 100% della SME, la Barilla 765 miliardi. Quindi la quota ingioco del 64,3% ammontava a 492 miliardi per la Barilla e 472,6 per la Ferrero, perfettamente in linea con le decisioni dei periti della Bocconi.

Verifiche e congruità del prezzo
Le trattative furono condotte dall'IRI con la consulenza di Mediobanca, alla quale andava, assieme all'IMI, il 13,36% della SME, e la diretta partecipazione di Enrico Cuccia, Silvio Salteri e Vincenzo Maranghi che siglarono l'accordo. La valutazione del prezzo di vendita pari a 1.106,9 lire per azione, fu effettuata da Roberto Poli, professore di ragioneria generale alla Cattolica di Milano. Venne chiesto un ulteriore parere anche al rettore della Bocconi, Luigi Guatri, che "confermò la congruità del prezzo pattuito per la cessione". Lo stesso imprenditore Silvio Berlusconi aveva espresso in data 3 aprile a Giuseppe Rasero, amministratore delegato della SME, la sua convinzione che la valutazione complessiva di 500 miliardi per la SME fosse troppo cara e al di fuori delle sue possibilità.
Tuttavia le polemiche si trascinarono a lungo ed in seguito ad esse le privatizzazioni successive vennero effettuate con Offerta Pubblica di Vendita.

Conclusione
Io reputai un errore la dimensione e le modalità in cui furono realizzate le privatizzazioni (anche rispetto a come le fecero la Germania e soprattutto la Francia), di cui peraltro fui una delle migliaia di vittime (indirette), apprezzai anche le critiche che mosse il prof. Giuseppe Guarino, allora Ministro dell’Industria [*], non apprezzavo affatto l'Agnelli industriale, ma francamente reputo ridicola, infondata, mendace e diffamatoria la forsennata propaganda che la destra berlusconiana, neo-fascista ed analfabeta e l’estrema sinistra benaltrista e ignorante vi hanno imbastito sopra per colpire il galantuomo Prodi.

[*] Il Sig. Giulio T ed il principio di Peter/9/IRI http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623162.html

Vincesko

PS: Onde evitare il sospetto di pregiudizio diffamatorio e paranoico, sarebbe buona norma allegare prove valide e terze quando si lanciano accuse.

 
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sergionero 10 febbraio 2015 alle 18:12
Magnagrecia al netto degli insulti che immagino siano per te un bisogno ineludibile il tuo intervento non replica sulla cessione del Credito Italiano “piatto principale” delle cessioni sull’onda della crisi del 92 .
Sul prezzo della SME non solo questo era inferiore alle valutazioni di borsa 1275 contro 1107 ma restava il fatto che l’azienda producesse utili sonori ,non era certo un peso morto.
Quindi a prima vista la decisione di venderla doveva esser puramente ideologica, e mi interessa poco se si trattasse di un’ideologia nella testa di Prodi o il portato di qualche abbietto trattato europeo, era una decisione che danneggiava la collettività .
Ma anche come privatizzazione non fu per nulla onesta in quanto venne rifiutata un’offerta superiore da parte di una cordata della quale faceva parte Berlusconi .
Se si voleva vendere perché non farlo al prezzo più alto ?
Poi l’accusa mossami di sopravvalutare i poteri di Prodi è oltre che falsa anche miserella dato che avevo posto in premessa che Prodi é un sicario e un gregario di forze ben più grandi dalle quali riceve robuste mandorle, però dopo il coccolone di Andreatta è rimasto l’emblema vivente delle scelte orride che ci hanno portato a questo punto.
http://www.loccidentale.it/node/2657
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 00:17
Sergionero,
Dove sarebbero gli insulti? Dare del sicario a un galantuomo e una schiena dritta come Prodi, è un insulto! E un pregiudizio paranoico! Che poi tu non ne sia consapevole, questo semmai depone per la gravità del tuo problema. Non fai altro che inondare questo blog con le tue accuse fuori misura su tutto e su tutti. Sii più sobrio…
Te lo dissi già all’inizio: tu fai uso della proiezione, che non è un bell’indizio.
Sospetto anche che t’abbia urtato inconsciamente l’esserti improvvisamente riconosciuto – dopo decenni - nella definizione di allocco che ripete a pappagallo la propaganda diffamatoria di destra.
E invece di ammettere intelligentemente che i dati e i fatti smentiscono sostanzialmente le tue accuse ridicole e paranoiche, ora ci ammannisci ancora il tuo bla bla bla sulla SME facendo addirittura la difesa della ridicola e strumentale offerta di Berlusconi, costrettovi dal suo protettore politico ch’egli lautamente corrompeva, il che la dice lunga sul livello della tua moralità e intelligenza e malafede e… debolezza. E sei anche ignorante recidivo, visto che la decisione finale – negativa, anche sulle altre offerte - fu del governo Craxi.
Per il Credito it., visto che non l’hai capito (!), e che la tua affidabilità è prossima allo zero, aspetto prove valide e terze (documenti, numeri e fatti), non essendo sufficienti le tue elucubrazioni paranoiche.
Vincesko

PS: Anche per esperienza personale e diretta, nelle aziende dell’IRI c’era corruzione, spicciola e ad alto livello, e anche tangenti alla criminalità organizzata. L’AD della mia azienda fu arrestato per tangentopoli. Ogni top manager della mia azienda aveva i “suoi” fornitori di riferimento. L’articolo che hai allegato contro Prodi è una prova ridicola, degna del tuo spessore paranoico.


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sergionero 11 febbraio 2015 alle 08:56
Domenicobasile al netto degli insulti, ovvero per circa il 5 % del tuo intervento , poni alcune questioni sulle fonti.
Sullo iato tra le stime di Merryl Linch effettuate sotto Nobili e quelle della Goldman Sachs quando l’IRI era guidato dal suo advisor questa gir su tutto il blog eccone un’altra da una testata che non mi apre aderisca alla Terza Internazionale
http://www.wallstreetitalia.com/comment/38769/page.aspx
Ad accusa di Prodi sulle mazzette ricevute in cambio delle aste truccate posso portare la sua stesa difesa, che rintracci si Wikipedia alla voce “Romano Prodi” dove si narra :
« Il Sig. Prodi non ebbe ruolo decisionale nell'assegnazione dei contratti a Nomisma. Inoltre, il Sig. Prodi non aveva alcun interesse, finanziario o altro, in Nomisma. Non era azionista e non copriva alcun ruolo operativo o decisionale nella compagnia. Era semplicemente il presidente del comitato scientifico della compagnia. »
Quindi il sig. Prodi come dirigente pubblico ingaggia la Goldman Sachs in veste di consulente e poi questa paga una consulenza a Nomisma dove egli è dipendente ?
Ma sull’omicidio Moro Prodi ebbe un parte ancora più ambigua e grottesca, individuò la prigione del leader democristiano grazie all’intervento degli spiriti !
Le entità astratte espressero un nome “Gradoli”.
Peccato che questa soprannaturale assistenza venne vanificata dall’imperizia dell’altro Goldman Sachs che dirigeva il ministero dell’interno, tale Cossiga, il cui dicastero non si accorse di via Gradoli a Roma e concluse che detto riferimento era inesistente nella toponomastica capitolina.
Va ricordato che qualche tempo prima del rapimento Moro era stato minacciato (e noi con lui) dal trilatero Kissinger dell’arrivo di “salsa cilena sugli spaghetti della democrazia italiana” , e non si parlava di mero condimento piccante, il riferimento era al regime di Pinochet , apripista e vetrina dei liberali nel mondo.
E un anno dopo il suo omicidio l’Italia entrò nello SME (perdendo per sempre la partita con la Germania in termini di CLUP ) iniziando crescendo di virtù di bilancio e privatizzazioni e demonizzando il lassismo precedente , che ci aveva portato ad essere la settima potenza mondiale.
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle 09:00
E questa è la fonte originale riportata dall’articolo de l’Occidentale, che non sarà magari ritenuto “autorevole” da tutti ma è un’entità con sede legale e patrimoniale sociale, quindi difficile immaginare che scriva di fantasia.
http://www.telegraph.co.uk/finance/markets/2809685/Italians-claim-country-run-by-Goldman-Sachs.html
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle11:10
Sergionero,
Io sono Vincesko, non Domenicobasile (sic!!!).
Fai un uso industriale della proiezione e naturalmente ti vesti pure da vittima. Il vittimismo è parente della paranoia. I tuoi commenti, forse, sono al 95% insulti.
Prescindendo dal fatto che è uno ed uno soltanto, il britannico Telegraph (tutti i giornali britannici ne hanno scritto di tutti i colori contro Prodi) è al di sotto di qualunque sospetto. Cerca di meglio. Ad esempio qualche sentenza della magistratura o almeno un'indagine seria corredata di prove valide. Quella della seduta spiritica è un'accusa molto divertente ma di infimo livello, di solito rappresentativa di chi la muove...
Vincesko
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle11:31
Stavolta ho veramente da scusarmi col povero Domenicobasile, invece a e su magnagrecia che insiste a definire di infimo livello fatti notori (che può rintracciare anche su Wikipedia) sui quali ha indagato anche la magistratura non ho niente da dire , tranne che il suo abuso di professione medica (diagnosi costanti di patologie a mio carico ) richiederebbe dal Moderatore un intervento , possibilmente non salomonico e a lui dedicato .
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 13:43
Sergionero,
Le accuse a Prodi, sono di infimo livello, anche se putacaso sono fatti. Non tutti i fatti sono reati... La Magistratura ha indagato, ma naturalmente hai omesso ad arte la conclusione: che erano appunto accuse di infimo livello. Smettila di insultare ossessivamente il galantuomo Prodi, e mezzo mondo, producendo "prove" risibili, solo così forse avrai tutto il diritto di ritenere insultante la mia... amichevole e generosa "terapia".
Vincesko
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle 14:24
"Le accuse a Prodi, sono di infimo livello, anche se putacaso sono fatti"
Magnagrecia potresti partire dall'analisi (logica, non psichiatrica) di questa tua asserzione per provare a renderti conto che rappresenta un'assoluzione a priori di Prodi , stabilendo che, nel suo caso ,neanche i fatti potrebbero corroborare la accuse .
Perché che la sua Nomisma ricevette prestazioni per "consulenze" dalla Goldman Sachs é , un fatto, che lui fosse "advisor" GDS prima e dopo, anche se non durante , la (s)vendita del Credito Italiano é un fatto,come che fu sotto la sua presidenza che la valutazione delle azioni venne tolta a Merryl Lynch e affidata a GDS che la divise per 3.
Come pure é interessante , anche per l'elegante simmetria implicata, che durante il rapimento Moro un advisor GDS , Prodi, fosse a conoscenza di una nozione (ll luogo della prigione del leader DC ) che non avrebbe dovuto possedere mentre l'altro, Cossiga, non possedesse una nozione (la toponomastica di Roma ) che come Ministro dell'Interno e capo del gabinetto di crisi (ma anche babbeo qualsiasi) avrebbe dovuto facilmente ricavare.
Questi sono i fatti, ognuno tragga le conclusioni che vuole.
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 15:55
Sergionero,
Ipse dixit. Tu non sei Aristotele, sei ri-ri-pregato di linkare prove valide e terze (e non mi riferisco, beninteso, alla seduta spiritica).
Vincesko

PS: Troll di destra. All'inizio della mia frequentazione di Internet (2009), frequentai per 6 mesi un forum di politica in Libero Community, frequentato da "destri" e "sinistri", dopo avervi letto affermazioni infondate, positive su Berlusconi e Tremonti, e negative su Prodi. Lanciai 3 "discussioni": una su Berlusconi, una su Tremonti e una su Prodi per confutarle e mi misi come mia abitudine ad argomentare e allegare prove, ma fui oggetto di attacchi virulenti gratuiti da parte dei "destri", inclusi 2 o 3 terribili troll, che lo frequentavano (non c'era più alcuna moderazione, poi all'inizio del 2010 Libero li ha chiusi). La mia fatica di controinformazione era del tutto inefficace, ma almeno mi "divertii" a "bastonarli". Così è cominciata la mia abitudine, durata 3 anni, di "curare" gli interlocutori refrattari alle argomentazioni razionali e sorrette da prove attendibili, mettendo alla prova la mia capacità "diagnostica" connaturata alla mia attività professionale durante la quale ho selezionato centinaia di candidati. Poi ho smesso, perché oltre a tenermi sempre troppo "carico" mi annoiavo.

Premesso questo, per me è incomprensibile (si fa per dire...) che una persona normale possa rivolgere i suoi strali polemici e persino accuse infamanti contro un galantuomo come Prodi, e non contro un "matto" delinquente come Berlusconi o un "matto" incompetente come Tremonti.

PPS: Seduta spiritica.Una sola volta ho partecipato ad una seduta spiritica. Le mie colleghe (azienda dell'IRI, 1973, Milano) avevano l'abitudine, nell'intervallo di mensa, di organizzarle talvolta. Incuriosito, partecipai ad una. Ci si sedeva attorno ad un tavolo sul quale erano disposte in cerchio le 21 lettere dell'alfabeto. Al centro, veniva posto un bicchiere di plastica capovolto, sul quale le persone appoggiavano una mano. Ci si doveva concentrare, liberando la mente dallo scetticismo, e invocare uno "spirito" scelto dagli astanti. Veniva formulata la domanda, di genere vario. Il bicchiere (con le mani sovrapposte) veniva spinto, ma a fatica, poi a un certo punto davvero sembrava "animarsi", diventava leggero e dirigendosi verso le lettere componeva la risposta data dallo "spirito". Da alcuni elementi di una risposta, io ricavai che le risposte non le dava lo spirito, ma una delle presenti, la cui mano poggiava sul bicchiere...

[Aggiungo ora che il mio racconto di questo aneddoto era un intenzionale assist a sergionero. Poiché a me interessa soprattutto la verità, volevo far capire a lui e a chi legge che, secondo me, basandomi su quella mia unica esperienza, uno dei presenti alla seduta spiritica sapeva sicuramente dell'indirizzo di via Gradoli].

 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle 16:42
Magnagrecia gli allegati li ho già portati , di Wallstreetitalia per le valutazioni del Credito Italiano e il resto lo trovi su Wikipedia alla voce "Prodi", come avevo già scritto.
Se me li contesti spetta a te l’onere della prova , di dimostrare che l’avvicendamento Merril lynch/GdS non ci fu , ci fu in tempi e modi diversi e con altre stime .
Vedo che sul porre assiomaticamente Prodi un galantuomo sei anche qualche riga sopra Aristotele, magari ricordi un certo Javè .
Comunque io vado oltre ad Aristotele e mi spingo fino ad Occam, mi é molto ma molto più facile immaginare che un gruppo di pezzi grossi utilizzi una seduta spiritica per mandare messaggi cifrati all'esterno che per una reale aspettativa di assistenza sovrannaturale.
L’assurdità a sua volta era un mezzo , venne ostentata per comunicare che era in corso una macro operazione che si poteva permettere di tutto e di più , eventuali oppositori erano avvisati .
 
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magnagrecia7 11 febbraio 2015 alle 19:14
Sergionero,
Le chiami prove? Ci vuole una bella faccia tosta ad arrischiarsi a definirle tali. Ho chiesto prove valide e terze. Wall Street Italia è un giornaletto che non vale niente e che rimastica notizie altrui con criteri e scopi da intelligentoni di estrema sinistra; tanto per sgombrare il campo da equivoci, non ha niente a che spartire con il Wall Street Journal, ed il solo fatto che abbia adottato questo nome la dice lunga sulla sua serietà. E la dichiarazione di Prodi è più che sufficiente a smentire le tue elucubrazioni. Salvo prova contraria. Se tu ti arrischiassi a presentare una denuncia formale contro Prodi allegando queste "prove", ti beccheresti senza fallo una querela per calunnia. Lascia perdere il galantuomo Prodi, nessuno è perfetto, ma è sicuramente uno dei migliori del bigoncio nazionale. C'è di molto peggio, se proprio ti senti in... astinenza, dedica la tua paranoia a loro.
Vincesko
 
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sergionero 11 febbraio 2015 alle22:54
Magnagrecia le leggi sulla diffamazione rendono qualsiasi testata "attendibile"almeno nei fatti che riporta .
Sulla dichiarazione di Prodi "sufficiente a smentire" non spieghi quale, gli argomenti erano molteplici e dichiarazione é singolare, ma l'interlocuzione non pare essere il tuo forte quindi la pianto qua, con un certo rammarico per l'assenza di Clericetti che ti ha permesso una serie di insulti reiterati nei miei confronti che abbassano il livello del blog .
 
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sergionero 12 febbraio 2015 alle08:34
Caro Clericetti se oltre a sperare nell'accoglienza dell'invito andasse a verificarla scoprirebbe che , di seguito ad esso , quasi ogni intervento di magnagrecia nei miei confronti é stato accompagnato da "diagnosi" nei miei confronti di paranoia e altri disturbi , mi chiedevo se non si sentisse in dovere di andare oltre l'intervento salomonico dato che qua la vicenda avviene tra due interlocutori uno dei quali, io, non insulta assolutamente l'altro .
 
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magnagrecia7 12 febbraio 2015 alle 15:12
Ho dovuto perderci un po' di tempo, ma ecco una selezione di affermazioni, ricavate tutte soltanto da questo post (ma riscontrabili in quasi tutti), scritte dall’ineffabile sergionero, che si veste da vittima e chiede l’intervento del titolare del blog:
7 febbraio 2015 alle 11:15: “la fraudolenta e criminale tutela di interessi apicali”, “L’uso eversivo e anti costituzionale del deficit pubblico come “vincolo esterno” , e quindi extra e contra legem”,“l’Alto Tradimento intrapreso come forma di governo sociale dalla feccia dirigente occidentale”, “L’operazione si svolse assumendo il controllo degli organismi tecnici e politici mediante infiltramento, corruzione , intimidazione, mediante campagne stampa sorrette da economisti a libro paga dei centri studi liberali o in vario modo comprati”, “Anche l’intimidazione ovviamente giocò un ruolo, non dimentichiamo che l’anno prima dello SME col quale da noi tutto principiò ci fu l’omicidio Moro”.

7 febbraio 2015 alle 13:13: “con buona pace di SEL e buffoni simili”.

7 febbraio 2015 alle 18:09: “Su Scalfari non mi pronuncio dato che è il “padrone di casa” , e non vorrei abusare della ospitalità di Clericetti [sic!] che permette i commenti senza aspettativa, poi quello che direi sull’aedo della Banca d’Italia e del PD mi verrebbe censurato anche sul sito di Charles Manson”; “come dimostra il fatto che il Bildberg ospiti tanto Soros che Draghi, oltre che Monti e diversi altri figuri”.

8 febbraio 2015 alle 10:39: “ovvero le direttive criminali contro i diritti dei lavoratori”; “il sistema bancario italiano veniva massacrato da Amato”; “I ciarlatani alla Schioppa”.

8 febbraio 2015 alle 19:09: “Che poi in Italia si possa rubare, beh, magari ti confondi coi tuoi diletti del PD”.

8 febbraio 2015 alle 19:55: “Sapresti spiegarmi l’appetibilità scientifica e/o manageriale di uno Schroeder, di un Prodi o di un Cossiga, tanto per restare in ambito Goldman Sachs ?” [Prodi, a differenza di Schroeder, ha rifiutato la lauta offerta di Putin di consulente per l'energia].

8 febbraio 2015 alle 21:04: “Comunque aspetto fiducioso la querela di Mussari, se sarai così cortese da girargli questo intervento mi farai un piacere…”.

8 febbraio 2015 alle 22:15: “(visti i riscontri nulli dei banchier e del loro capobanda Draghi)”

9 febbraio 2015 alle 08:52: “questi verminai monumenti del conflitto d’interessi”

9 febbraio 2015 alle 23:32 “propedeutica agli scippi di Prodi”. [solo a questo punto sono intervenuto col mio commento argomentato del 10 febbraio 2015 alle 01:18].

10 febbraio 2015 alle 10:39: “Vincenzo e dell’azienda di famiglia, Nomisma(sulla quale transitarono laute remunerazione Goldman Sachs) costituita con soldi IRI e usucapita da Prodi che mi dici ?”; “E il tentativo di vendere la SME a De Benedetti a meno della metà del valore ?”; “E la sottovalutazione del Credito Italiano ?”; “Egli [Prodi] può essere considerato il maggiore e il più subdolo responsabile delle decisioni di politica economica e generale in Italia, persino più del suo maestro Andreatta, solo forse la Banda d’Italia tutta intera gli sta alla pari”; “Prodi era ed è un arnese utilizzato dalla finanza angloamericana per torcere gli orientamenti popolari e socialdemocratici nella sua direzione, persino nelle martoriate terre africane porta le sue demenziali ricette , la rinuncia al conio e l’”apertura” alle scorrerie dei capitali esteri, senza mai ricordare l’ovvietà che i capitali esteri sono una partita di bilancio negativa e che esige pesante remunerazione, in termini spesso politici e indiretti ma ancora più onerosi , fino al limite del letale”; “Recentemente assieme ai degni compari Blair e Schroeder è stato associato ad un “board “kazako dove , si dice , le remunerazioni raggiungono anche gli 11 milioni di euro l’anno”; “I cittadini dovrebbero sapere se un presidente del consiglio che magari ha aiutato per fini “generali” un’ azienda poi casualmente viene ingaggiato da essa, o un suo parente diretto”; “Tenuto presente che il loro livello scientifico (misurabile in pubblicazioni) è nullo o miserabile e che neanche ai premi Nobel vengono offerte remunerazioni simili c’è più che da sospettare” [a cui ho replicato col mio commento argomentato e sorretto da prove del 10 febbraio 2015 alle 17:41].

10 febbraio 2015 alle 18:12: “Magnagrecia [in luogo di Vincesko] al netto degli insulti che immagino siano per te un bisogno ineludibile” (sic!!!); “Quindi a prima vista la decisione di venderla doveva esser puramente ideologica, e mi interessa poco se si trattasse di un’ideologia nella testa di Prodi” [E allora perché accusa Prodi?]. “Ma anche come privatizzazione non fu per nulla onesta in quanto venne rifiutata un’offerta superiore da parte di una cordata della quale faceva parte Berlusconi” [BALLA]; “Poi l’accusa mossami di sopravvalutare i poteri di Prodi è oltre che falsa anche miserella dato che avevo posto in premessa che Prodi é un sicario e un gregario di forze ben più grandi dalle quali riceve robuste mandorle, però dopo il coccolone di Andreatta è rimasto l’emblema vivente delle scelte orride che ci hanno portato a questo punto”.

11 febbraio 2015 alle 08:56: “Domenicobasile [lapsus calami] al netto degli insulti, ovvero per circa il 5 % del tuo intervento” [il termine paranoico, cioè una parola su alcune decine, per lui diventa il 95%], poni alcune questioni sulle fonti”. “Sullo iato tra le stime di Merryl Linch effettuate sotto Nobili e quelle della Goldman Sachs quando l’IRI era guidato dal suo advisor questa gir su tutto il blog eccone un’altra da una testata che non mi apre aderisca alla Terza Internazionale”[cioè Wall Street Italia, che è un sito insignificante, che rimastica ad arte notizie altrui, sarebbe una FONTE valida per le gravissime accuse di sergionero!]; “Ad accusa di Prodi sulle mazzette ricevute in cambio delle aste truccate posso portare la sua stesa difesa, che rintracci si Wikipedia alla voce “Romano Prodi” dove si narra :
« Il Sig. Prodi non ebbe ruolo decisionale nell'assegnazione dei contratti a Nomisma. Inoltre, il Sig. Prodi non aveva alcun interesse, finanziario o altro, in Nomisma. Non era azionista e non copriva alcun ruolo operativo o decisionale nella compagnia. Era semplicemente il presidente del comitato scientifico della compagnia. » [cioè l’ineffabile sergionero ritiene una prova contro Prodi la smentita di Prodi]; “Ma sull’omicidio Moro Prodi ebbe un parte ancora più ambigua e grottesca, individuò la prigione del leader democristiano grazie all’intervento degli spiriti !”.
[Da Wikipedia si ricava: “Così riferì Prodi nel corso della testimonianza:
«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno sapeva qualcosa, e, visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stata Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto è che il nome era sconosciuto e allora ho riferito.» (Stralcio della testimonianza di Romano Prodi davanti alla Commissione Moro, il 10 giugno 1981
)”, cioè Prodi va a riferire il fatto e l’ineffabile sergionero l’assume come prova a carico di Prodi nell’ambito dell’omicidio Moro. Ma se po’?]

Poi, dopo quello del Wall Street Italia (che, beninteso, non ha nulla a che vedere col Wall Street Journal) l’ineffabile sergionero allega un articolo del Telegraph, ma in questo stesso articolo, che per sergionero sarebbe la fonte di prova, la prova regina, diciamo così, è scritto: “La procura di Bolzano ha detto che il Presidente Prodi non è un obiettivo della loro indagine anche se stanno esaminando le sue commissioni da Goldman Sachs”. Infatti, non ci fu nessun esito giudiziario a carico di Prodi, ma l’ineffabile sergionero lo tiene in non cale, lui ritiene più affidabili della magistratura fonti come il Wall Street Italia, che per giunta con grande faccia tosta o peggio... mi accusa di tenere in non cale...

Mi fermo qui, penso che basti, anche se a mia volta, in conclusione, imitando l’ineffabile sergionero che si veste da vittima e chiede di censurare i miei motivati “insulti” [a scopo"terapeutico"...], lui che ne inonda il blog di ben peggiori e gratuiti e diffamatori, potrei esternare la mia meraviglia che il titolare di un blog possa lasciar pubblicare le elucubrazioni diffamatorie di sergionero, ma, conoscendo la liberalità di Carlo Clericetti e condividendola, non gli chiedo affatto di censurarle.

Vincesko

 
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sergionero 12 febbraio 2015 alle 16:41
Vincensko hai veramente perso tempo dato che quelli che tu chiami insulti sono giudizi politici che non riguardano i destinatari al di là del loro operato, per esempio parlo di furto quando Mussari paga 18 miliardi (coi soldi del MPS)una banca che ne vale due.
E sopratutto non sono rivolti a te , quindi non hai titolo nel sentirti insultato e ritenerti autorizzato ad insulti “di risposta”.
Non dico sic et simpliciter “Tizio è un ladro” , non lo dico nemmeno a conclusione logica dell’affermazione che abbia commesso un furto perché l’espressione esplicita sarebbe già un giudizio calunnioso (per quanto potrebbe essere veritiero) che solo l’autorità giudiziario può definire .
Però definire furto quell’operazione è un mio diritto di cittadino , così come chiedere di sapere come mai Prodi sapeva di “Gradoli”
Per quanto duri i miei giudizi sono motivati da primarie preoccupazioni per il paese e quello che reputo il suo valore sommo, l’indipendenza nazionale ( che include la preservazione del sistema produttivo) , e rientrano nel mio diritto d’opinione , sono giudizi per altro espressi nel dibattito nazionale in forme analoghe e nei medesimi contesti , sono legittimati dall’appartenenza al dibattito democratico .
Invece frasi come “se proprio ti senti in... astinenza, dedica la tua paranoia a loro.” o “Fai un uso industriale della proiezione e naturalmente ti vesti pure da vittima. Il vittimismo è parente della paranoia.” potrebbero facilmente portarti alla sbarra , se rivolte a qualcuno che non ha di meglio da fare, quindi rinnovo l’invito a Clericetti almeno a dire la sua .
 
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magnagrecia7 12 febbraio 2015 alle 19:46
Sergionero,
Insisti? Lo trovo preoccupante (per te). Di fronte all’evidenza, una persona normale si arrende e, se ha sbagliato, anche se le sue convinzioni dimostratesi errate e smentite dalle stesse prove da essa addotte sono vecchie di decenni e perciò consolidate nella testa e nell’animo, chiede scusa e, se ha coscienza elevata, si cosparge il capo di cenere.
Ora, non nasconderti dietro Mussari, che io non conosco quasi per niente, peraltro - se non sbaglio - non è stato ancora condannato, e di cui m'importa poco. Tu ingiuri e talvolta diffami mezzo mondo. E la diffamazione è un reato penale e, secondo me, un atto moralmente abietto.
Checché tu ne dica, io ho perciò tutto il diritto di offendermi, in particolare se tu diffami un galantuomo come Prodi, adducendo prove ridicole, e per giunta insistendo sebbene ti abbia dimostrato che sono tali, e addirittura implorando a più riprese l’intervento del titolare del blog perché ti senti ingiustamente offeso nel tuo amor proprio (non sai che soltanto la verità fa davvero male?). Preoccupante (per te). Pensa, mi sentirei un po’ offeso anche se tu diffamassi il mio peggior nemico. Figuriamoci un galantuomo come Prodi, persona che io stimo.
Impara ad attenerti ai fatti, ad essere più sobrio nel linguaggio di accusa e soprattutto a rispettare la verità. Altrimenti fai soltanto la figura di un ostinato diffamatore, che approfitta della liberalità del titolare del blog per dare sfogo alla tua – og-get-ti-va - paranoia.[*]

[*] Per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni, principalmente a tema persecutorio, non corrispondenti alla realtà. Questo sistema di convinzioni si manifesta sovente nel contesto di capacità cognitive e razionali altrimenti integre. La paranoia non è un disturbo d'ansia, ma una psicosi. Si tratta in sostanza, non di una sensazione di ansia o di paura, ma di disturbi di pensiero (giudizio distorto, sbagliato) di cui il paziente ha raramente coscienza.   http://it.wikipedia.org/wiki/Paranoia

Vincesko


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sergionero 12 febbraio 2015 alle 19:59
Caro Clericetti come vede gli insulti continuano , ignorarlo mi riesce difficile, scendere al suo livello pure , quindi se lei non interviene penso che devo salutarla qui.

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domenicobasile 12 febbraio 2015 alle 20:27
Vincesko e Sergionero
Il risentimento morale di entrambi mi sembra stia raggiungendo un limite che deve essere per noi invalicabile anche e soprattutto per il rispetto che tutti portiamo all'ospite che accoglie con benevolenza e merito le nostre esternazioni.
Nel momento in cui le rispettive posizioni si rivelano inconciliabili, vi invito amichevolmente (e questo vale anche per me) ad abbassare i toni ed a rimettere l'energia e l'impeto delle vostre dimostrazioni su altri temi che certo non mancheranno di infiammare presto questo blog.
Cordialmente,
Domenico.
 
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magnagrecia7 12 febbraio 2015 alle 23:08
Domenico,
Apprezzo la tua intenzione, ma non condivido affatto il contenuto del tuo commento. Altrimenti non abbiamo più il diritto di trinciare giudizi contro i politici e i potenti e i corrotti e i Tedeschi e i banchieri, ecc.
Non complichiamo le cose semplici. Mi spiego: la diffamazione di sergionero nei riguardi del galantuomo Prodi è dimostrata, sulla base anche delle "prove" da lui prodotte. Quindi qui si confrontano un diffamatore - lui - ed uno che reagisce contro un diffamatore, cioè io, che aborro la diffamazione, in generale e in particolare verso persone che stimo. Ora, poiché a me piace capire le motivazioni sottostanti degli atti, si tratta di stabilire perché sergionero lo faccia: o lo fa scientemente sapendo che le sue accuse sono false, e allora è un diffamatore, e quindi colpevole, o lo fa in buonafede, presumendo che, contro ogni evidenza, le sue prove siano vere, tant'è che si offende se uno glielo dice e addirittura chiama il titolare del blog a sua difesa, e allora è un paranoico (o patologia equivalente), e quindi "incolpevole". Tertium non datur.
Vincesko

PS: Qui in Internet, per me, siamo tutti dei nickname, io critico gli atti, non le persone che li hanno adottati: perciò quando inizio un duello dialettico (dal 2009 ne ho avuti centinaia) non mi fermo finché non ottengo la resa dell'interlocutore, e, sempre con metodi rigorosamente leali, riesco a diventare persino spietato.
 
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sergionero 13 febbraio 2015 alle 00:03
magnagrecia sei spietato solamente contro il buon gusto .
Su Prodi non hai potuto smontare la mia fonte sulla diminuzione i un fattore 3 della offerta del Credito Italiano né della inverosimile conoscenza del luogo della prigionia di Moro emersa durante la"seduta spiritica".
La frase che riporti "«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. " é un ammissione ma non una spiegazione .
Poi vedo che rivendichi all'ottimo Domenicobasile , il cui consiglio faresti e ben a seguire , il diritto a tranciare giudizi contro i Tedeschi, il che é razzismo .
Faccio notare che dare del diffamatore a chi non diffama é diffamazione.
 
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magnagrecia7 13 febbraio 2015 alle 00:37
Sergionero,
Ancora qui? Non è dignitoso né diffamare (e tu hai diffamato al di là di ogni ragionevole dubbio il galantuomo Prodi), a te poi scegliere se lo hai fatto con dolo o perché sei paranoico, né minacciare (si fa per dire) di abbandonare il blog ("quindi se lei non interviene penso che devo salutarla qui") il 12 febbraio 2015 alle 19:59 e poi rimangiarsi la parola il 13 febbraio 2015 alle 00:03. Ti capisco, dove trovi un altro blog dove puoi impunemente diffamare, dando libero sfogo alla tua cattiveria meschinella (prendo a prestito un tuo aggettivo) o alla tua paranoia?
Vincesko

PS: Capisco che non hai il senso del ridicolo, oltre che quello della vergogna, ma perché non lasci perdere la seduta spiritica, ché fai ridere i polli? Ti sfido, invece, per la terza o quarta volta, a produrre la prova valida e terza (Commissione parlamentare o Corte dei Conti o Magistratura o Banca d'Italia o equipollenti) della valutazione manipolata ad arte del Credito it. e della da te asserita connessa responsabilità personale di Prodi, penale o amministrativa.

 
 
Articoli collegati:
 
Allego soltanto due degli articoli su Prodi, uno del Corriere della Sera ed un altro di Sollevazione, pieni di commenti paranoici su Prodi. Riporto il mio commento censurato sul Corriere:
 
A leggere i commenti qui sotto, si capisce l'opera nefasta della diuturna propaganda forsennata anti-prodiana portata avanti per anni dai tromboni ben retribuiti berlusconiani, alla Paolo Guzzanti. Certo però va aggiunto che questa propaganda manipolatoria e strumentale ha potuto attecchire perché ha trovato un terreno fertilissimo. Colpa della tv, della scuola e soprattutto della famiglia.
(censurato)
 
Sul tavolo la carta Prodi: potrebbe affiancare il mediatore dell’Onu
Dopo il mancato appoggio dell’anno scorso, adesso Renzi sembra essersi persuaso che proprio Prodi possa essere il game-changer della vicenda libica
di Paolo Valentino
17 febbraio 2015
http://www.corriere.it/esteri/15_febbraio_17/sul-tavolo-carta-prodi-potrebbe-affiancare-mediatore-dell-onu-dc155f68-b668-11e4-a17f-176fb2d476c2.shtml

SENTITE E GUARDATE CHE DICEVA IL "MORTADELLA"....
29 gennaio
http://sollevazione.blogspot.it/2015/01/sentite-e-guardate-che-diceva-il.html
 
 

Mario Draghi e Jens Weidmann

 
IL DOPO NAPOLITANO
Quirinale: Draghi, non voglio essere un politico. Alla Bce fino al 2019
Intervista al presidente della Bce da parte del quotidiano economico tedesco Handelsblatt. Nessun interesse ad essere nella rosa dei nomi per la presidenza
di Redazione Online
02 gennaio 2015
http://www.corriere.it/politica/15_gennaio_02/quirinale-draghi-non-voglio-essere-politico-bce-fino-2019-d8495074-925f-11e4-aaf8-f7f9176948ef.shtml
 
Interview with Handelsblatt
Interview with Mario Draghi, President of the ECB
Published on 2 January 2015
https://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2015/html/sp150102_1.en.html
 
 
Anche se la domanda è posta per ultima e la breve risposta sembra di circostanza, viste le gravi inadempienze statutarie di Draghi come presidente della BCE, la reputo una notizia ottima per i cittadini “sudditi” italiani, pessima per i cittadini disoccupati italiani. Sfortunatamente per i disoccupati europei, l’Eurozona è a trazione esclusivamente tedesca, con la connivenza di Draghi e del presidente della Commissione europea, prima – per 10 anni – il servo Barroso, ed ora – per altri 5 anni – il prono Juncker.

Affermare, come fanno in tanti, ed anche la rivista Forbes, che Draghi sia l'uomo più potente d'Europa o che meriti, secondo molti, di diventare PdR italiana, visto che in concreto ubbidisce alla Germania e di fatto ne ha tutelato finora gli interessi, che vanno a detrimento dell’Italia come di tutti gli altri Paesi con un debito pubblico elevato e/o che sono in recessione o stagnazione, è una contraddizione al buon senso prima ancora che alla logica.

In ogni caso, segnalo che i fatti (non le opinioni) attestano che di Draghi non ce n'è uno soltanto ma "due":  uno buono - Dottor Jekyll -, che, a parole, denuncia le disuguaglianze o la scarsa mobilità sociale (discorso ad Ancona per commemorare Giorgio Fuà, 2010), critica l'austerità imposta dalla Germania (discorso a Jackson Hole, 2014) e le formule astruse della Commissione europea (idem e paper BCE, 2014); e uno cattivo - Signor Hyde -, che, nei fatti, fa il consulente per fare arricchire i ricchi italiani e soprattutto stranieri (privatizzazioni italiane o acquisto dei derivati), o telefona alla cancelliera tedesca Merkel per "spiegarle" le sue dichiarazioni eterodosse di Jackson Hole o viola il proprio statuto (art. 2-Obiettivi e art 7-Indipendenza) per ubbidire ai "veti" della Germania.

Nella conferenza stampa del 4 dicembre scorso, “Rispondendo alle domande di giornalisti, Draghi ha detto che il direttorio "ha discusso dell'acquisto di titoli di Stato", che "ricade nel mandato" della Bce. Nell'ambito di un ‘quantitative easing’, d'altra parte, possono rientrare"tutti gli asset tranne l'oro" (È scontro,  filotedeschi contro gli acquisti. Ma Draghi da gennaio andrà avanti di Federico Fubini http://www.repubblica.it/economia/2014/12/04/news/bce_tassi_quantitative_easing_draghi-102109933/).

Mario Draghi ha anche affermato che «sarebbe illegale non perseguire il nostro mandato». Naturalmente si riferiva all’obiettivo della stabilità dei prezzi, visto che, dacché è presidente, egli ha completamente obliterato nei suoi discorsi il secondo mandato, cioè quello di “sostenere la crescita economica e dell’occupazione”. In ogni caso, essa costituisce un’ammissione indiretta dell’illegalità del non perseguimento del secondo obiettivo statutario.

La Bce è stata creata nel 1998 per garantire la stabilità dei prezzi, non per permettere che questi si avvitino fino ad aumentare sempre di più il peso degli interessi sui debitori. «Non perseguire il nostro mandato sarebbe illegale», ha tagliato corto ieri Draghi nella conferenza stampa seguita al consiglio. Non tutti concordano sul come riuscirci. Nella riunione di ieri, hanno preso le distanze da Draghi sei o sette banchieri centrali sui ventiquattro dell’organismo decisionale di Francoforte. Attorno a Weidmann sono schierati con ogni probabilità Sabine Lautenschlaeger, esponente tedesco nell’esecutivo della Bce, il governatore olandese Klaas Knot, i governatori di Lussemburgo, Estonia e Lettonia e il lussemburghese dell’esecutivo di Francoforte, Yves Mersch. Meno chiusa sarebbe la posizione del governatore austriaco Ewald Nowotny, mentre il finlandese Erkki Liikanen è ormai pronto a votare con Draghi e con la gran parte dei 24 componenti del vertice della Bce”.

Il Sole 24 ore (Board sempre più diviso verso il finale di partita                                     http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-05/board-sempre-piu-diviso-il-finale-partita-063736.shtml ) ha scritto che “Ora, però, ci si avvicina al finale di partita. Fra Draghi, che nel giorni scorsi aveva parlato di agire «senza indugi», ma ora ha scelto di pazientare ancora, e gli oppositori della linea di intraprendere acquisti di titoli su larga scala, il cosiddetto quantitative easing, o Qe. «Prendiamo in considerazione tutto, meno l’oro», ha detto il presidente della Bce, ma è chiaro che la vera chiave, e il vero scoglio, sono gli acquisti di titoli di debito pubblico. Un’ipotesi che il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha definito di dubbia legalità. E ieri è arrivata la risposta di Draghi. «Non perseguire il nostro mandato sarebbe illegale», ha concluso, dopo aver spiegato che un programma di Qe che includa titoli sovrani ricade all’interno del mandato, o meglio, è uno strumento che ha i requisiti per poter essere usato nel perseguimento del mandato”.


***


Ricavo dalla recente intervista di Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank e membro (troppo) influente del Consiglio direttivo della BCE, a Repubblica  (http://www.repubblica.it/economia/2014/12/13/news/jens_weidmann_caro_draghi_sbagliato_acquistare_titoli_di_stato_un_invito_a_indebitarsi_l_italia_sia_responsabile-102771498/):
Ma la Bce non sembra unita: va verso decisioni a maggioranza contro la Germania?
"Noi tutti nel Consiglio Bce - il Presidente, e tutti gli altri membri - abbiamo interesse a prendere decisioni con il consenso più ampio possibile. Ma naturalmente l'unanimità non è condizione vincolante. Ci siamo comunque trovati uniti nell'ultimo Consiglio di dicembre, nella scelta di attendere e valutare gli effetti delle nostre decisioni".

Dal combinato disposto - diciamo così - delle due dichiarazioni di Draghi e Weidmann, si ricava la conferma che il Consiglio direttivo è già orientato a varare il QE, ma lo ha procrastinato per venire incontro alla richiesta di Weidmann.

Ricavo ancora dall’intervista a Weidmann:

Non le sembra che il tempo stringa?
"Non vedo questa urgenza, e la politica monetaria fa sempre bene a non lasciarsi mettere sotto pressione. Secondo le nostre prognosi, il tasso d'inflazione, ora molto basso nell'eurozona, nel breve periodo scenderà ancora per poi risalire ma lentamente: a fine 2016 sarà di appena l'1,4%. Il Consiglio punta a che l'aumento dei prezzi a medio termine sia meno del 2%. Ma la bassa inflazione è da ricondurre al forte calo dei prezzi energetici. Situazione ben diversa da una spirale negativa salari-prezzi. Il calo dei prezzi energetici è come un piccolo programma di aiuti per la congiuntura: rafforza il potere d'acquisto dei consumatori, accresce gli utili delle aziende. Quindi non c'è necessità vincolante di reagire".

Ricavo da:

Obiettivo “inflazione sotto 2%, ma vicino”
Stabilità dei prezzi: definizione
Pur indicando chiaramente che l’obiettivo principale della BCE è il mantenimento della stabilità dei prezzi, il Trattato di Maastricht non ne ha precisato il significato. Nell’ottobre 1998 il Consiglio direttivo della BCE ha quindi annunciato una definizione quantitativa di stabilità dei prezzi: “un aumento sui 12 mesi dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per l’area dell’euro inferiore al 2%”, specificando inoltre che essa deve essere preservata “su un orizzonte di medio termine”. Pertanto, il Consiglio direttivo cerca di mantenere l’inflazione su un livello inferiore ma prossimo al 2% nel medio periodo.
Con l’adozione del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Trattato di Lisbona, 2009) la stabilità dei prezzi diventa un obiettivo dell’UE.

https://www.ecb.europa.eu/ecb/educational/facts/monpol/html/mp_002.it.html

Confrontando i due scritti, emerge – mi pare – che Weidmann dà un’interpretazione pro domo sua: in generale, il significato di breve, medio o lungo è un concetto relativo al tipo di fenomeno osservato; nel caso in esame, per obiettivo “medio periodo” si può presumibilmente intendere un triennio, ma questo riguarda la stabilità dei prezzi da preservare, non una deflazione o un tasso d’inflazione effettivo che segnerà uno scarto sensibile con l’obiettivo statutario per un periodo complessivo, tra quello già trascorso e la previsione, di almeno 3 anni. In più, Weidmann, da bravo tedesco, si preoccupa soltanto della stabilità dei prezzi, ma omette che lo statuto assegna alla BCE anche il secondo obiettivo “subordinato”, mutuato anch’esso dai trattati, che peraltro non lo considerava subordinato ma principale, almeno fino all’ultima modifica, operata col trattato di Lisbona, in cui evidentemente si è fatta già sentire l’influenza “abnorme” della Germania e la stabilità dei prezzi è diventata un obiettivo anche dell’UE, ma certamente non prevalente (vedi, al riguardo, anche la strana modifica del testo delle Funzioni nel sito della BCE, che ho segnalato in alcuni post tra cui l'Allegato alla Petizione al Parlamento Europeo). L’art. 2 dello statuto della BCE parla chiaro: fatto salvo il primo obiettivo, la BCE deve “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”. ATTUALMENTE, poiché il primo obiettivo (tasso d’inflazione prossimo allo zero, anziché poco sotto il 2%) è più che soddisfatto, i due obiettivi sono concordanti e convergenti e quindi su un piano paritario; esattamente come per la FED, il cui statuto assegna 3 obiettivi su un piano paritario, ed al 1° posto, comunque, c’è la piena occupazione (“maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates”).
Ri-ri-ripeto: la BCE, presieduta dall'italiano Draghi, per colpa del “veto” del tedesco Weidmann (e di pochi altri membri del Consiglio direttivo), che è uno dei cani da guardia degli interessi dell'establishment politico-industriale-finanziario tedesco (anche se quello industriale vorrebbe ora smarcarsi), sta violando entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze per i popoli europei della periferia, tra cui l'Italia, anche al cui servizio teoricamente essa opera.

Concludo con Weidmann:

in Europa accanto alla politica monetaria comune abbiamo 18 Stati con politiche finanziarie indipendenti e rating e situazioni di debito ben diversi. Ciò crea tentazioni di indebitarsi di più e scaricare le conseguenze sugli altri”.

Weidmann dice balle evidenti, grave per un presidente della Deutsche Bundesbank, 1) visto che c’è il fiscal compact; 2) visto che gli Stati hanno l’obbligo di trasmettere preventivamente alla Commissione le rispettive Leggi di Stabilità e sono tenuti a rispettarne le correzioni, a pena di sanzioni; e 3) visto che le conseguenze sugli altri le scarica anche – ora soprattutto, visto che c’è il fiscal compact - la politica miope ed egoistica della Germania.

 

***

 
Appartenenza alla Massoneria
 
Draghi e Weidmann risultano iniziati presso la stessa loggia massonica della corrente reazionaria, che ha come attuale Maestro Venerabile Wolfgang Schauble?
 
LE RECITE DI JENS WEIDMANN E MARIO DRAGHI, ENTRAMBI AFFILIATI PRESSO LA UR-LODGES “DER RING”
Giusto per fornire al lettore qualche strumento in più per demistificare le pantomime messe abilmente in scena dalla colomba Draghi e dal falco Weidmann, è bene che sappiate che entrambi risultano iniziati presso la stessa Ur-Lodges di ispirazione vagamente neonazista, la “Der Ring”, officina latomistica che esprime come attuale Maestro Venerabile un altro “galantuomo” del calibro di Wolfang Schauble, famigerato ministro delle finanze nel governo Merkel (leggi “Massoni”, pagina 452).
Francesco Maria Toscano
15/12/2014
http://www.ilmoralista.it/2014/12/15/le-recite-di-jens-weidmann-e-mario-draghi-entrambi-affiliati-presso-la-ur-lodges-der-ring/
 
E la Merkel è massone?
 
MASSONI5/ MERKEL E PUTIN SONO STATI ENTRAMBI INIZIATI PRESSO LA UR-LODGE GOLDEN EURASIA
Francesco Maria Toscano
30/12/2014
http://www.ilmoralista.it/2014/12/30/massoni-5-merkel-e-putin-sono-stati-entrambi-iniziati-presso-la-ur-lodge-golden-eurasia/

Intervista di Gioele Magaldi by Fabrizio D’Esposito per Il Fatto Quotidiano
6 febbraio 2013
http://www.grandeoriente-democratico.com/Intervista_di_Gioele_Magaldi_by_Fabrizio_D_Esposito_per_il_Fatto_Quotidiano_del_6_febbraio_2013.html
 
Massoneria, libro shock del gran maestro Magaldi: “Ecco i potenti nelle logge”
Centinaia di nomi, tra cui Napolitano, Obama, Draghi, Bin Laden e Papa Giovanni XXIII. Tutti "fratelli" secondo l'autore del volume presentato domani a Roma. Che però dice: "Le prove le esibiscono soltanto se me le chiede il giudice"
di Gianni Barbacetto e Fabrizio DEsposito | 19 novembre 2014
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/19/massoneria-libro-shock-gran-maestro-magaldi-i-potenti-nelle-logge/1220062/


***
 

Il Consiglio direttivo della BCE, il prossimo 22 gennaio, cioè tre giorni prima delle elezioni in Grecia, consapevole della posta in gioco spazzerà via il "veto" di Weidmann e deciderà finalmente di varare il QE?
Atteso che un QE da solo non è sufficiente a far ripartire la crescita, ma deve essere integrato da un'adeguata politica fiscale, si possono fare due ipotesi:
- la prima è che la BCE - come si ventila - vari un QE di appena 500 mld (se anche fosse di 1.000, il risultato sarebbe sostanzialmente lo stesso) e compri titoli pubblici esclusivamente dei Paesi dell'Eurozona in ragione soltanto delle rispettive quote nel capitale della BCE; riproporzionando al totale versato finora pari al 69% circa del capitale BCE (esclusa la neoentrata Lituania), vale a dire - in sostanza - applicando le quote nel MES, alla Germania andrebbe il 27,1464%, alla Francia il 20,3859%, all'Italia il 17,9137%, alla Spagna l'11,9037%, all'Olanda il 5,717%, alla Grecia il 2,8167%, ecc., pari rispettivamente a 136 mld, 105 mld, 90 mld, 59 mld, 28 mld, 14 mld, ecc.; il valore dei titoli aumenterebbe e i rendimenti calerebbero, ma, se l'Italia li riacquistasse, l'effetto in termini di risparmio di interessi sarebbe estremamente esiguo e quindi si tratterebbe di un'ipotesi di sostanziale fallimento del QE che si... autorealizzerebbe;
- la seconda è che la BCE vari un QE di 3.000 mld, senza sterilizzazione, ripartiti su base multipla (ad esempio, metà in base al Pil e metà in base al debordo rispetto al 60% del rapporto debito/Pil, o modulando opportunamente per tener conto maggiormente del peso del debito e soddisfare meglio le necessità della Grecia, stornandole dalla quota della Germania... tanto per farle un dispetto), all'Italia spetterebbe il 20-25% del totale, pari ad una cifra di 600-750 mld; l'acquisto da parte della BCE dei titoli sul mercato secondario (su quello primario le è vietato dallo statuto, art. 21) viene "pilotato" e riguarda titoli a lunghissima scadenza o illimitata e a tasso zero o prossimo allo zero sostitutivi di titoli vecchi molto più onerosi e/o girando gli interessi interamente dalla BCE agli Stati (cosa che la BCE già fa ora alle rispettive banche centrali, però dopo aver trattenuta la quota di sua spettanza, che è al massimo del 20%, art. 33), che li utilizzerebbero per varare un'adeguata politica fiscale (taglio di tasse e aumento di spese) per accrescere la domanda aggregata. E' più o meno ciò che ha fatto la FED, per la quale, contrariamente all'opinione imperante, vige lo stesso divieto di acquisto diretto di titoli del Tesoro. Considerando un tasso di interesse del 3% medio sui titoli "sterilizzati", l'Italia avrebbe a disposizione una cifra aggiuntiva tra i 18 e i 22 mld l'anno, da destinare a taglio di tasse e aumento di spese (modulandole in base ad un piano industriale). In vigenza del fiscal compact, l'Eurozona avrebbe le risorse per uscire dalla crisi; i conti pubblici beneficerebbero della salvaguardia della soglia del deficit, dell'aumento del Pil e - anche per effetto dell'aumento dell'inflazione correlato all'aumento della domanda - del miglioramento del rapporto debito/Pil; verrebbe scongiurato qualunque rischio di default, temuto dalla Germania e satelliti per la sostanziale parziale mutualizzazione del debito incorporato dalla BCE. Non male. Ma - visti l'ottusità e l'egoismo della Germania - è un'ipotesi troppo bella per diventare realtà.

 
Appendice
 
Per quanto riguarda le “colpe” di Prodi sulle privatizzazioni (di cui tratto negli articoli collegati in riferimento al ruolo che vi svolse Draghi), in qualità di presidente dell’IRI, tanto sbandierate da anni, mi limito ad osservare che egli allora non aveva responsabilità politiche e le privatizzazioni furono fatte in esecuzione e di direttive UE e di leggi emanate dal Parlamento italiano e sotto lo stretto controllo del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Partecipazioni Statali. Certo, nessuno è perfetto, e neppure le privatizzazioni lo furono, ma non sono mai emersi profili penali e le valutazioni – il “capital budgeting” è problema complesso (v. ad es. il caso SME), non da Bar Sport - venivano fatte da consulenti di rango sotto il controllo degli advisor. Sul tema, allego:
a) questa ottima e dettagliata ricostruzione:
“Privatizzazioni” http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3847
b) le voci di Wikipedia sull’IRI e sulla SME (con alcune note critiche attendibili, che pur all’epoca e successivamente ci sono state)
http://it.wikipedia.org/wiki/IRI
http://it.wikipedia.org/wiki/Vicenda_SME
 
_______________

In generale: la valutazione d’azienda ed il “capital budgeting” rappresentano una problematica molto complessa, roba da esperti, da società specializzate.

Valutazione d’azienda
Compito del commercialista o comunque, del perito in genere, è, dunque, quello di attribuire un valore economico al complesso organizzato dall’imprenditore. Tale processo, è bene ribadirlo, viene condizionato da molteplici fattori, quali la tipologia d’attività svolta, il luogo, il tempo, i dati disponibili e, naturalmente, lo scopo che s’intende perseguire e di conseguenza, il metodo valutativo prescelto.
Circa quest’ultimo aspetto la dottrina ha elaborato dei criteri di stima che, sostanzialmente e con le loro ulteriori specificazioni, possono essere così sinteticamente elencati:
a) Metodo patrimoniale (semplice e complesso)
b) Metodo reddituale
c) Metodo finanziario
d) Metodi misti
http://www.blustring.it/articolipdf/valutazione_azienda1.pdf
Capital Budgeting
Definizione: Analisi volta a valutare il tasso di remunerazione di un investimento e il costo per sostenerlo. Il capital budgeting, attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti analitici (metodo del valore attuale netto, metodo del tasso di rendimento interno, pay-back period, residual income), consente di confrontare e successivamente scegliere le migliori forme d’investimento.
http://it.wikipedia.org/wiki/Finanza_d'impresa
_______________
 
IRI-ALFA ROMEO. Io ero dipendente IRI e non mi risulta che Prodi l’abbia distrutto, come si dice, anzi. I media di centrodestra, e gli agit-prop e milioni di allocchi che ripetono a pappagallo, sostengono che Ford voleva strapagare l’Alfa Romeo e Prodi ha regalato l'Alfa Romeo agli Agnelli. E’ una balla sesquipedale, che resta tale anche se è ripetuta ossessivamente dalla propaganda di centrodestra. L’Alfa Romeo perdeva centinaia di miliardi ogni anno, finanziati attingendo dai fondi di dotazione alimentati dallo Stato, quindi pagati in definitiva dai contribuenti italiani. Persino su Il Giornale, il 20 agosto 2003, fu pubblicato un articolo che raccontava abbastanza fedelmente la vicenda. La vendita dovette passare anche al vaglio della Commissione europea, che eccepì soltanto sugli aiuti di Stato e non sulla congruità dell’offerta. Certo, tutto è opinabile, ma le valutazioni d’azienda sono un problema complesso e sofisticato che di solito coinvolge advisor di rango, l’importo complessivo era congruo, le altre condizioni dell’offerta Fiat erano complessivamente migliori, altro discorso fu il vantaggio per la Fiat del pagamento rateale. Nulla in Italia avviene senza l’intromissione della politica, e questo valeva ancor più per l’IRI (di cui l’Alfa Romeo e la Cirio facevano parte), che era di proprietà dello Stato e controllata politicamente dal Ministero delle Partecipazioni Statali. L’intervento dei politici sul caso Alfa Romeo (e più tardi sul caso SME, che era la finanziaria del settore alimentare) fu pesante. La proposta Ford prevedeva un taglio ai due stabilimenti Alfa Romeo, anche per questo fu preferita la proposta Fiat.
 
 
Post e articoli collegati:

Mario Draghi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823764.html
 
Mario Draghi (da Wikipedia)
http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Draghi
 
Jens Weidmann (from Wikipedia)
http://en.wikipedia.org/wiki/Jens_Weidmann

 
CONVEGNO SULLE PRIVATIZZAZIONI
Convegno sul Britannia, sponsor la Regina
manager ed economisti invitati a un dibattito sul Mediterraneo, a bordo dello yacht della famiglia reale inglese
http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/02/convegno_sul_Britannia_sponsor_Regina_co_0_92060218751.shtml
 
LA SCOMMESSA DEL BRITANNIA
Gaggi Massimo
(26 ottobre 1997) 
http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/26/SCOMMESSA_DEL_BRITANNIA_co_0_9710261233.shtml
 
Il complotto del Britannia.
26/10/2009 - di John B
Cosa avvenne a bordo del panfilo di Sua Maestà nel 1992? Capita frequentemente che personaggi più o meno in vista esternino visioni complottiste di determinati avvenimenti, veri o presunti. Tra i casi più eclatanti c’è certamente quello dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga
http://www.giornalettismo.com/archives/40416/il-complotto-del-britannia/
 
Il Sole24Ore sdogana il Britannia.
Scritto da: petrolio - giovedì15 settembre 2011
http://crisis.blogosfere.it/post/329203/sole24ore-sdoganato-il-britannia
 
Il Sole 24 ore
Tremonti vara il piano “Britannia2”
Isabella Bufacchi e Carlo Marroni
13-09-2011
http://www.cnel.it/Cnel/view_groups/download?file_path=/shadow_rassegna_stampa/attachments/000/477/698/036-147GJ8.pdf  
 
DOSSIER: Ecco quando è iniziata la crisi dell'Italia; era il 1992 sul panfilo Britannia
giovedì 9 febbraio 2012
http://www.nocensura.com/2012/02/dossier-ecco-quando-e-iniziata-la-crisi.html
 
Dal Britannia alla Goldman Sachs: Draghi svelato in Germania
13 dicembre 2012 (MoviSol)
http://www.movisol.org/12news238.htm
 
Lo stato delle privatizzazioni [già allegato sopra]
Rita Martufi
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=20
 
LE PRIVATIZZAZIONI IN ITALIA - IL CASO ENEL
http://dipeco.economia.unimib.it/persone/Marzi/didatticaPolEconB/Le%20privatizzazioni%20In%20Italia.pdf
 
Telecom e le storie d’Italia
Michele Altomeni - 6 Ottobre 2006
http://www.disinformazione.it/telecom_e_le_storie.htm
 
Contro il Qe di Draghi il nuovo «muro» tedesco
Alessandro Merli 27 dicembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-27/contro-qe-draghi-nuovo-muro-tedesco-081250.shtml
 

Il ‘change over’ Lira-Euro e le responsabilità di Berlusconi

 
Romano Prodi al Quirinale, le risposte di Rodotà e Monti: "Non fummo noi i responsabili della mancata elezione"
L'Huffington Post  |  Pubblicato: 08/10/2013 08:59 CEST  |  Aggiornato: 08/10/201309:06 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/08/prodi-monti-rodota_n_4061467.html?utm_hp_ref=italy

Ecco sul tema del rapporto di cambio Lira/Euro una discussione paradigmatica.


[...] Confermo il maleducato: “duro di comprendonio”, che cos’è, un complimento? Per giunta gratuito.
Però, rettifico in parte: non sei furbo, ma uno sprovveduto (bastava leggere i miei commenti…), oltre che – ripeto - una vittima della propaganda berlusconiana. E mi è agevole dimostrarlo (ma cerca di seguirmi con attenzione, poiché ti mancano proprio le basi tecniche per la questione del rapporto di cambio Euro/Lira; in Europa, per esprimere il rapporto di cambio, si adotta il metodo “certo” per “incerto” [1]). Sarò quindi didascalico.

1) L’elemento da cui partire è il rapporto di cambio Marco/Lira.

2) Al momento di determinare il tasso di cambio, il Marco tedesco oscillava tra 900 e 1.000 Lire. E' vero che furono seguiti - ovviamente - dei criteri tecnici, ma ci furono margini di negoziazione e la decisione finale NON fu esclusivamente tecnica ma anche politica.

3) Per favorire le esportazioni italiane, aumentandone la competitività (e, simmetricamente, sfavorire le importazioni), l’impegno del governo italiano ed in particolare del ministro del Tesoro di allora, Ciampi, fu di negoziare un rapporto lira/marco il più vicino possibile a 1.000 (una sorta di svalutazione competitiva preventiva), mentre la Germania, per i motivi opposti, lo voleva il più vicino possibile a 900. Ciampi, dopo un tira e molla, ottenne, con l’appoggio del potente governatore della Bundesbank, Hans Tietmeyer, suo amico, che forse anche per quello si è poi meritato la più alta onorificenza italiana dal presidente Ciampi, [2] un tasso di cambio a 990, che di conseguenza determinò un rapporto Lira/Euro di 1.936,27. Quando tornò in Italia, gli incontentabili industriali, anziché complimentarsi con lui, lo criticarono perché il cambio L/€ era troppo basso.[3]

4) Altro discorso è l’aumento dei prezzi interni. Com’è noto, in tutti i Paesi il “change over” ha provocato un aumento dei prezzi, ma non come in Italia (e in Grecia), presumibilmente per specifiche carenze del governo in carica.

5) Com’è altrettanto noto, il “change over” avvenne nel 2002, sotto il governo Berlusconi, che – non si sa perché... – non attuò i provvedimenti programmati dal precedente governo Prodi: né decise il mantenimento per almeno 6 mesi del doppio prezzo Euro-Lira, né effettuò i controlli sulla distribuzione, ecc., né soprattutto attivò i previsti Comitati provinciali Euro.[4]

Le conseguenze furono un aumento generalizzato dei prezzi che causò un colossale trasferimento di soldi dalle tasche di quasi tutti a quelle di una parte degli Italiani, quelli che possono determinare i prezzi: industriali, commercianti, professionisti, artigiani, alcuni Enti pubblici che dettero subito il cattivo esempio aumentando il prezzo del biglietto dell’autobus (a Napoli, ad esempio, da 1.500 Lire a 1 Euro, misura poi ritirata per le proteste, ma ormai il danno era stato già irreparabilmente fatto).[5]


[1] In poche parole: I Tassi di Cambio
http://vocidallestero.blogspot.com/p/in-poche-parole-i-tassi-di-cambio.html 

[2] http://www.quirinale.it/qrnw/statico/ex-presidenti/ciampi/dinamico/discorso.asp?id=9760
link nonpiù attivo, sostituito da:
http://presidenti.quirinale.it/Ciampi/dinamico/ContinuaCiampi.aspx?tipo=discorso&key=9760
 
[3] Romiti: La Lira è troppo forte
di ANGELO LUPOLI  
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/05/19/romiti-la-lira-troppo-forte.html
  

[4] Comitati Provinciali Euro (CEP), previsto dal decreto del Ministro del Tesoro 6 agosto 1997, G.U. n. 207 del 05/09/1997, attivi da 1.1.98
http://www1.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/servizi/old_servizi/legislazione/unione_europea/legislazione_245.html
I Comitati Provinciali per l'Euro
http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/europa/notizia_16006.html 
COMITATO EURO
Nome abbreviato del Comitato di indirizzo e coordinamento per l’attuazione dell’euro. L’istituzione di struttura nazionale di orientamento (pilotage in fr.; for supervising in ingl.) che riunisca tutti gli operatori coinvolti (governo, banca centrale, settore privato, consumatori) per concertare e coordinare le innovazioni procedurali e tecniche per il passaggio alla moneta unica era raccomandata già dal Libro Verde sulle misure pratiche per l’introduzione della moneta unica pubblicato dalla Commissione europea nel maggio 1995.
http://www.bankpedia.org/index.php/it/90-italian/c/19221-comitato-euro
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 luglio 1998, n. 268
Regolamento recante norme per l'organizzazione e il funzionamento del Comitato di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'EURO, a norma dell'articolo 14, comma 3, della legge 17 dicembre 1997, n. 433. (GU Serie Generale n.183 del 7-8-1998)
note: Entrata in vigore del decreto: 22-8-1998
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1998/08/07/098G0320/sg

[5] IL PRIMO GENNAIO DEL 2002, CON IL «CHANGEOVER», LA NUOVA VALUTA IN TASCA AGLI ITALIANI
C'era una volta la vecchia lira. Euro, i prezzi dieci anni dopo
http://www.corriere.it/economia/13_aprile_14/decennio-rincari-luce-gas-consumatori_525ccdaa-a4cd-11e2-9ee4-532c6d76e49d.shtml 


Articoli collegati:
 
Il cambio lira-euro sbagliato? A chi dice una panzana simile, raccontate il capolavoro di Carlo Azeglio Ciampi, 24 novembre 1996

24 Novembre 2011
Il punto chiave del rientro nello SME era il tasso di cambio ritenuto corretto dagli altri partner europei. Nella riunione di sabato mattina a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio Prodi e Ciampi appresero dal Governatore della Banca d’Italia Fazio che la video-consultazione del venerdì aveva prospettato la posizione tedesco-olandese, che sostenevano che il cambio giusto per la lira sarebbe stato 925 per un marco. Prodi e Ciampi dissero che non se ne parlava neppure. Gli industriali italiani fantasticavano tassi di cambio ben superiori a quota 1.000, tipo 1.030/1.040. Il Governo sapeva che l’unica speranza era aggrapparsi alla cifra tonda: quota 1.000. Per ottenere 1.000, si decise si dare a Draghi e Ciocca il mandato di chiedere 1.010, con la facoltà di scendere a 1.000. Il tasso di cambio sui mercati in quei giorni viaggiava intorno a 985 lire per marco.
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2011/11/24/il-cambio-lira-euro-sbagliato-a-chi-dice-una-panzana-simile-raccontate/3022/
 
Il Sole 24 ore
Quel serpente padre dell’Euro
di Luca Paolazzi
13 gennaio 2006
[…] Il 24 novembre 1996, domenica, la delegazione italiana cercò di tutelare gli interessi competitivi del Paese: le imprese invocavano una parità lira/marco a 1.050. Ma a Bruxelles i rappresentanti degli altri Paesi dicevano 950 o anche meno […].
http://loveboat.forumcommunity.net/?t=2484168
 
La storia del cambio tra lira ed euro
http://forum.corriere.it/i_nostri_soldi/03-04-2006/primo.html

Quelli che ‘l’euro era giusto, ma il cambio era sbagliato’
di  | 18 gennaio 2016
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/18/quelli-che-leuro-era-giusto-ma-il-cambio-era-sbagliato/2385235/ 


 
Appendice

Prima discussione (su Huffington Post)


gilberto coppa
3 Fan
10:31 su 08/10/2013
Che c'entra Rodotà; di certo Prodi è stato boicottato da D'Alema, al quale si sono aggiunti vari personaggi del PD. I voti di Scelta Civica non erano comunque determinanti. Ma Prodi, con lo scherzetto del cambio euro/lira non era degno di essere eletto! Non parliamo poi delle consulenze a Nazarbayev.
 
Descrizione: foto
Maurizio Donadoni
0 Fan
12:11 su 08/10/2013
Un ripassino sulle addizioni ?
 
gilberto coppa
3 Fan
13:52 su 08/10/2013
Cos'è che non ti torna? Prova a fare due conti.
 
Vincesko
31 Fan
12:51 su 08/10/2013
Cambio Euro/Lira? Persino il demagogo ignorante Berlusconi ha capito che era una sesquipedale sciocchezza... Informati meglio.
 
gilberto coppa
3 Fan
13:53 su 08/10/2013
Se non hai capito il senso vuol dire che sei duro di comprendonio.
 
Vincesko
31 Fan
16:36 su 08/10/2013
Non fare il maleducato e il furbo, non sta bene lanciare il sasso e nascondere la mano. Di solito, io“non” capisco le affermazioni insensate o infondate, come la tua. Perché non la spieghi, la questione cambio Euro/Lira, riferita a Prodi? Altrimenti, chi legge può pensare, anzi trarre la conferma, che sei stato manipolato dalla propaganda dell’ignorante Berlusconi e lo ripeti senza manco sapere di che cosa si tratta.
 
gilberto coppa
3 Fan
17:11 su 08/10/2013
Non mi risulta di essere stato maleducato nè tanto meno furbetto. Forse sei troppo giovane per ricordare. E vabbè, santa pazienza, te lo spiego. Quotando l'euro a 1936,qualcosa senza contemporaneamente attivare controlli sul mercato, ci ritrovammo piano piano a pagare 1 Euro quello che prima costava 1000 Lire, cioè 1936,qualcosa. Quindi il potere di acquisto degli italiani si dimezzò. Questo avvenne sotto l'egida di Prodi Romano da Bologna. E' chiaro ora. Ti sembrano rilievi da poco o, come dici, "insensati o infondati"?
 
Vincesko
31 Fan
19:29 su 08/10/2013
Confermo il maleducato: “duro di comprendonio”, che cos’è, un complimento? Per giunta gratuito.
Però, rettifico in parte: non sei furbo, ma uno sprovveduto (bastava leggere i miei commenti…), oltre che – ripeto - una vittima della propaganda berlusconiana. E mi è agevole dimostrarlo (ma cerca di seguirmi con attenzione,poiché ti mancano proprio le basi tecniche per la questione del rapporto di cambio Euro/Lira; in Europa, per esprimere il rapporto di cambio, si adotta il metodo “certo” per “incerto” [1]). Sarò quindi didascalico.

1) L’elemento da cui partire è il rapporto di cambio Marco/Lira.
2) Al momento di determinare il tasso di cambio, il Marco tedesco oscillava tra 900 e 1.000 Lire.
3) Per favorire le esportazioni italiane, aumentandone la competitività (e, simmetricamente, sfavorire le importazioni), l’impegno del governo italiano ed in particolare del ministro del tesoro di allora, Ciampi, fu di negoziare un rapporto lira/marco il più vicino possibile a 1.000 (una sorta di svalutazione competitiva preventiva), mentre la Germania, per i motivi opposti, lo voleva il più vicino possibile a 900. Ciampi, dopo un tira e molla, ottenne, con l’appoggio del potente governatore della Bundesbank, Hans Tietmeyer, suo amico, che forse anche per quello si è poi meritato la più alta onorificenza italiana dal presidente Ciampi, [2] un tasso di cambio intorno a 960, che di conseguenza determinò un rapporto Lira/Euro di 1.936,27.

(continua)
 
Vincesko
31 Fan
19:32 su 08/10/2013
(segue)

4) Com’è noto, in tutti i Paesi il “change over” ha provocato un aumento dei prezzi, ma non come in Italia (e in Grecia), presumibilmente per specifiche carenze del governo in carica.
5) Com’è altrettanto noto, il “change over” avvenne nel 2002, sotto il governo Berlusconi, che – non si sa perché – non attuò i provvedimenti programmati dal precedente governo Prodi: né decise il mantenimento per almeno 6 mesi del doppio prezzo Euro-Lira, né effettuò i controlli sulla distribuzione, ecc., né soprattutto attivò i previsti Comitati provinciali prezzi.
Le conseguenze furono un aumento generalizzato dei prezzi che causò un colossale trasferimento di soldi dalle tasche di quasi tutti a quelle di una parte degli Italiani. [3]

[1] In poche parole: I Tassi di Cambio
http://vocidallestero.blogspot.com/p/in-poche-parole-i-tassi-di-cambio.html 
[2] http://www.quirinale.it/qrnw/statico/ex-presidenti/ciampi/dinamico/discorso.asp?id=9760 
[3] IL PRIMO GENNAIO DEL 2002, CON IL «CHANGEOVER», LA NUOVA VALUTA IN TASCA AGLI ITALIANI
C'era una volta la vecchia lira. Euro, i prezzi dieci anni dopo
http://www.corriere.it/economia/13_aprile_14/decennio-rincari-luce-gas-consumatori_525ccdaa-a4cd-11e2-9ee4-532c6d76e49d.shtml
 
Descrizione: foto
Antonio Groppi
20 Fan
22:10 su 08/10/2013
Quoto al 100% la sua ricostruzione della vicenda euro....non avrei potuto fare di meglio.
Non si crucci troppo...alcuni sono ancora irretiti dalla propaganda tremontian-berlusconiana.
 
Descrizione: foto
Antonio Groppi
20 Fan
22:12 su 08/10/2013
@gilberto coppa
Ricostruzione risibile, in malafede e infondata economicamente....
P.S. il change-over lo gestì il governo del pregiudicato di Arcore...
 
Descrizione: foto
Gatto Mannaro
60 Fan
22:30 su 08/10/2013
@gilberto coppa
sei un po'pirlotto vero?
circa il cambio, vai a studiare cos'era l'ECU ed il suo cambio.
Circa i "controlli" vedi un po' chi era al governo quando entro 'l'euro... non hai piu' l'euroconvertitore? non ti e' arrivato?
 
gilberto coppa
3 Fan
08:52 su 09/10/2013
Se vi informaste un pò di più prima di scrivere stupidate sarebbe meglio per tutti. Mi sembrate o in malafede o degli ingenui. Però non voglio continuare su questa falsariga, non è utile per nessuno e io non ho tempo da perdere con voi. Vi lascio due indicazioni: 1° guardatevi il video youtube-1992-2002 Guerra Finanziaria all'Italia (guarda caso le prime privatizzazioni di Prodi di alcune branche dell'IRI sono del 1993!) e la 2° "L'Ungheria caccia l' FMI e batte moneta propria rimetendo in sesto l'economia, restituendo i 2 bilioni di debito 1 anno prima della scadenza" nonchè, notizia non trascurabile, il Procuratore della Repubblica Ungherese mette sotto accusa gli ultimi tre primi ministri per "alto tradimento". Di notizie ce ne sarebbero a bizzeffe ma come si fa a dirle tutte.
 
Vincesko
31 Fan
13:24 su 09/10/2013
@Gilberto Coppa
Anziché scusarti e andarti a nascondere per la figuraccia fatta sulle responsabilità del "change over", insisti adducendo altre elucubrazioni?
Lascia perdere, fai solo la figura dell’ignorante manipolato, poiché quelle su Prodi sono solo delle grandi balle paranoiche, che restano tali anche se sono ripetute ossessivamente dalla quasi ventennale, forsennata propaganda anti-prodiana del centrodestra.

Per quanto riguarda le “colpe” di Prodi sulle privatizzazioni, in qualità di presidente dell’IRI, tanto sbandierate da anni, mi limito ad osservare che egli allora non aveva responsabilità politiche e le privatizzazioni furono fatte in esecuzione e di direttive UE e di leggi emanate dal Parlamento italiano e sotto lo stretto controllo del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Partecipazioni Statali. Certo, nessuno è perfetto, e neppure le privatizzazioni lo furono, ma non sono mai emersi profili penali e le valutazioni – il “capital budgeting” è problema complesso (v. ad es. il caso SME), non da Bar Sport - venivano fatte da consulenti di rango sotto il controllo degli advisors. Sul tema, allego:
a) questa ottima e dettagliata ricostruzione:
“Privatizzazioni” http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3847
b) le voci di Wikipedia sull’IRI e sulla SME (con alcune note critiche attendibili, che pur all’epoca e successivamente ci sono state)
http://it.wikipedia.org/wiki/IRI
http://it.wikipedia.org/wiki/Vicenda_SME
 
Vincesko
31 Fan
14:44 su 09/10/2013
Rettifico: non 960, ma 990 Lire.

Il cambio lira-euro sbagliato? A chi dice una panzana simile, raccontate il capolavoro di Carlo Azeglio Ciampi, 24 novembre 1996
Beniamino Andrea Piccone
24 November 2011
http://www.linkiesta.it/blogs/faust-e-governatore/il-cambio-lira-euro-sbagliato-chi-dice-una-panzana-simile-raccontate-il-ca#ixzz2hE9Sj4HE
Il cambio lira-euro a 1.500 è una fandonia
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/19/il-cambio-lira-euro-500-una-fandonia.html 


Seconda discussione (su Il Corriere della Sera)



http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpolpy46 15 luglio 2014 | 16:15

Prodi é colui che ci ha fatto entrare nell'Euro con un cambio di 1.936,27 quando é ormai assodato che il rapporto corretto sarebbe stato 1.450 circa. Complimenti! In quanto agli altri 2, beh... no comment!

Risposta a: avonlo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgXANADU 15 luglio 2014 | 16:49

Non so dove Lei trovi che era assodato un cambio di 1450 lire visto che l'ECU (unità di conto europea esistente prima della moneta €) il giorno prima del cambio era scambiata a circa 1975 lire. Il cambio lira/ecu era 1483 lire per ECU il 15 luglio del 1988. Il cambio €/lira scaturisce dalla parità €/$ (1x1) e dal cambio che la valuta di ogni paese aveva nei confronti del dollaro al momento della conversione. Quindi Prodi non c'entra nulla.

Risposta a: polpy46


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 15 luglio 2014 | 16:55

RAPPORTO DI CAMBIO LIRA/EURO A 1936,27. Non mi pare tu (come milioni di altri Italiani, dal condottiero SB in giù, poi persino lui ha capito che era una sesquipedale sciocchezza) abbia le idee molto chiare sul tema da te sollevato. L’elemento da cui partire è il rapporto di cambio Marco/Lira. Al momento di determinare il tasso di cambio, il Marco tedesco oscillava tra 900 e 1.000 Lire. Per favorire le esportazioni italiane, aumentandone la competitività (e, simmetricamente, sfavorire le importazioni), l’impegno del governo italiano ed in particolare del ministro del Tesoro di allora, Ciampi, fu di negoziare un rapporto lira/marco il più vicino possibile a 1.000 (una sorta di svalutazione competitiva preventiva), mentre la Germania, per i motivi opposti, lo voleva il più vicino possibile a 900. Ciampi, dopo un tira e molla, ottenne, con l’appoggio del potente governatore della Bundesbank, Hans Tietmeyer, suo amico, che forse anche per quello si è poi meritato la più alta onorificenza italiana dal presidente Ciampi, un tasso di cambio intorno a 990, che di conseguenza determinò un rapporto Lira/Euro di 1.936,27. Quando tornò in Italia, gli incontentabili industriali, anziché complimentarsi con lui, lo criticarono perché il cambio L/€ era troppo basso.

Risposta a: polpy46


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 15 luglio 2014 | 17:05

giustissimo quel che scrivi......anche perche' i concambi non furono oggetto (E NON POTEVA ESSERE CHE COSI') di particolari negoziazioni....E' da sfatare l'idea che uno andava a Bruxelles dava un pugno sul tavolo ed otteneva......fu un calcolo prodotto congiuntamente da tutti su basi assolutamente MATEMATICO-RAZIONALI dove la negoziazione gioco' pochissimo ruolo.....

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpolpy46 15 luglio 2014 | 17:20

Spiacente, non sapete quello che scrivete. I rapporti reali fra le monete sono regolati da valori assoluti rapportati al potere di acquisto. I rapporti di cambio sono regolati dai mercati, e il più delle volte sono artificiali o meglio "pilotati". O vi pare corretto il rapporto attuale fra €/$? La differenza - in questo caso è dovuta la fatto che gli USA fanno una politica monetaria e "regolano" il valore della Loro moneta in base agli interesse della Loro economia e della Loro industria. Questo é elementare, il resto sono speculazioni cervellotiche. In quanto a dare dell'ignorante a chi non è d'accordo con voi, bella prova di apertura mentale! .... e poi basta con Berlusconi! Vi manca?

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfilidoro 15 luglio 2014 | 17:33

ripropongo un giochino dimenticato...ma sempre valido lit 1936,27 = 1 EURO...........Germania 1 marco = 1 Euro.....valore del marco al tempo della truffa Lit 990...........chi decise sara anche stato un illuminato economista e statista......ma stava in cantina allo scuro....

Risposta a: EnricoSanJust


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgaqmazz 15 luglio 2014 | 17:35

Ho letto sull'Euro,chi ancora da la colpa a Prodi del Cambio Euro a 1936,27 ancora non ragiona con la sua testa o quantomeno non sa di cosa parla,la Germania non c'entra nulla,il Marco in quel periodo,valeva attorno a 950/975 Lire,ma comunque il valore dato è un calcolo complicato da fare,in ogni caso la base di partenza era ed è stato l'ECU che il valore in quel momento viaggiava attorno a 1500 Lire,Smettiamola di ascoltare ciarlatani che parlano per ottenere vantaggi elettorali sfruttando la difficoltà economica.Chi andava in svizzera prima dell'euro,quando ci davano il resto,ci sembravano pochi soldi,ma era solo un'illusione,ed è quello che capita con l'Euro,i Venditori e commercianti hanno giocato sul numero,1000/lire 1 Euro,questo è stato il gioco sporco lasciato fare,il Governo non è intervenuto ne PRIMA ne DOPO,per loro interesse.SE avessero,prima dell'entrata in vigore dell'Euro,preteso di far depositare i listini prezzi,obbligare il doppio prezzo con Lire in grande e fra parentesi il valore in Euro,chi aumentava più dell'ISTAT sarebbe stato controllato dalla GdF per verificare se era dovuto,SE AVESSERO FATTO SOLO QUESTO,la SPECULAZIONE non ci sarebbe stata,COME NON C'è stata per gli STIPENDI,"COME MAI GLI STIPENDI NON SONO RADDOPPIATI Come il resto dei Prodotti?,basta questo per dire che l'Euro non ha colpa,ma altre ne hanno sulla coscienza,BISOGNA RITORNARE AL1999 e Fissare le regole sopra,vedrete che i prezzi di oggi calano della Metà,MINIMO!.


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpolpy46 15 luglio 2014 | 17:45

spiacente, non ha capito nulla. Si rilegga il mio commento in proposito. A scanso di polemiche inutili, preciso che ho fatto l'Università, abitato e lavorato in Germania.

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_7832811 15 luglio 2014 | 17:46

Ineccepibile

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgEnricoSanJust 15 luglio 2014 | 17:49

gioca pure come vuoi.......ma all'epoca..i concambi furono fatti CON RAGIONEVOLEZZA....quello che fu fatto poco o male per non dire che non fu fatto fu vigilare SU AUMENTI INDSCRIMINATI DI PREZZO....UN ESEMPIO PER TUTTI: al ristorante un piatto di pasta che costava 5.000 lire in pocchissimo tempo passo' a 5 euro....QUESTO PASSAGGIO FU FATTO MALE anche se qualcuno dice che i prezzi medi calcolati nei 10 anni successivi all'euro dimostrebbero prezzi MEDIAMENTE CORRETTI e senza situazioni poco chiare....IO dico la mia su queste pseudostatistiche : NON CI CREDO...perche' c'ero nel 2001 e nel 2002 ed a seguire e per alcune situazioni GLI AUMENTI CON PASSAGGIO PARITETICO FRA 1000 lire ed un euro ci furono alla grandissima....

Risposta a: filidoro


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgfilidoro 15 luglio 2014 | 17:52

MA COME ERA POSSIBILE fare consegnare a tutti i fruttivendoli i loro prezzi PRE..per vedere cosa combinavano dopo...............il punto Egregio sig.re è che con l Euro siamo stati americanizzati mantenendo lo stipendiuccio italiano.........sono stato per lavoro 4 volte negli usa recentemente e il loro costo vita cibo benzina vestiario ecc ecc e di molto inferiore al nostro oltre al fatto che chi vuole lavorare trova lavoro....si intende anche a luglio agosto inclusi i week end........ c e un altro particolare chi sgarra paga..........

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 18:08

L'ho già chiesto l'altro giorno a tutti quelli che sostengono la sua tesi, senza ottenere nessuna risposta, e lo chiedo quindi ora a lei. Ma se fosse vero quanto dite, ovvero che Pro di ha f atto le cos e per b e n e (non sono errori di stampa, ho proprio difficoltà a scriverlo) e che la colpa è di chi non ha vigilato sui prezzi, permettendo addirittura il cambio 1 € = 1000 Lire, allora: 1) Come mai l'inflazione in quel primo anno fu del 2,6%, addirittura più bassa dell'1,8% avuto l'anno precedente? 2) Come mai a lamentarsi dell'aumento dei prezzi furono e sono anche i tedeschi, i belgi, i francesi, i greci, insomma, qualsiasi popolo abbia ora l'euro, nonostante in quei Paesi non governasse SB? 3) Come mai i Paesi in cui si fece un referendum sull'Euro, l'Euro perse? In Danimarca guardavano cosa succedeva nella lontanissima Italia o nelle ben più vicine Svezia e Finlandia? 4) Considerando che viviamo in un libero mercato e chiunque può applicare i prezzi che vuole, salvo poi avere problemi di clientela, cosa avrebbe potuto fare un Governo, qualsiasi Governo? Le ricordo che i doppi prezzi c'erano e che addirittura milioni di persone di una certa età ricevettero un convertitore in omaggio. E a chi dice che Prodi aveva previsto tutto, 5) in quale suo decreto attuativo è scritto nero su bianco cosa aveva previsto? E ancora, 6) In quale decreto di SB sono state cancellate le direttive imposte da Prodi che avrebbero limitato quell'incredibile inflazione al 2,6%...?

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 18:14

Errata corrige: Come mai l'inflazione in quel primo anno fu del 2,6%, addirittura più bassa del 2,8% avuto l'anno precedente. 2,8% non 1,8% come avevo erroneamente scritto.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 15 luglio 2014 | 19:14

CHANGE-OVER LIRA/EURO E REFERENDUM. 1) Lei ha le idee errate sul “change-over” e chiede riferimenti normativi che può cercarsi benissimo da solo, visto che frequenta Internet. Com’è noto, in tutti i Paesi il “change over” ha provocato un aumento dei prezzi, ma non come in Italia (e in Grecia), presumibilmente per specifiche carenze del governo in carica e per la furbizia elevata degli Italiani, oltre alla dabbenaggine di amministratori pubblici, che quasi il giorno dopo aumentarono il prezzo del biglietto del tram (a Napoli, ad es. da 1.500 Lire a 1 €) , dando il cattivo esempio. Com’è altrettanto noto, il “change over” avvenne nel 2002, sotto il governo Berlusconi, che – non si sa perché – non attuò i provvedimenti programmati dal precedente governo Prodi: né decise il mantenimento per almeno 6 mesi del doppio prezzo Euro-Lira, né effettuò i controlli sulla distribuzione, ecc., né soprattutto attivò i previsti Comitati provinciali prezzi. Le conseguenze furono un aumento generalizzato dei prezzi che causò un colossale trasferimento di soldi dalle tasche di quasi tutti a quelle di una parte degli Italiani. 2) Lei si sbaglia anche sul referendum. Il referendum negli altri Paesi non ha riguardato l’Euro, ma la Costituzione europea, ed è stato bocciato solo in Francia (Paese sciovinista) ed in Olanda. 3) A parte che non è vero che i prezzi raddoppiarono subito, l'inflazione dipende dal paniere ISTAT e vanno analizzate le voci disaggregate..

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpublius48 15 luglio 2014 | 19:32

Bravissimo stavo rispondendogli , ma lei mi ha anticipato in modo preciso e dettagliato. Oltretutto non ho mai sentito che un inflazione al 2.6% sia più bassa di un inflazione al 1.8% che era quella dell'anno prima di quella vergognosa truffa ma lui esprime concetti abbastanza strani. Mi permetto di risponderle sul perchè berlusconi nonostante l'opposizione lo chiedesse ad alta voce, non uso' mai gli strumenti di controllo di Prodi: le categorie che approfittarono brutalmente di quella situazione per arricchirsi furono negozianti, piccoli artigiani, grossisti, ristorazione, liberi professionisti che come sappiamo bene sono bacino di voti elettorali di berlusconi con percentuali bulgare. Buona serata

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 15 luglio 2014 | 20:09

Grazie. Certo, l'avverbio "presumibilmente" e l'inciso "non si sa perché" erano ironici. C'è un'altra persona che ha colpe ben maggiori di Berlusconi nella incredibile, colpevole, mancata attivazione degli strumenti di controllo e deterrenza dei prezzi: l'ineffabile ministro dell'Economia, il sedicente socialista, docente e titolare di studio affermato di tributarista Giulio Tremonti, se non altro perché - stante le prerogative dei ministri rispetto al PdC, che è un "primus inter pares"- ne aveva lui l'obbligo istituzionale. Il ministro Tremonti è stato l'amico del giaguaro dei pochi milioni di Italiani (commercianti, professionisti, lavoratori autonomi) che possono decidere il prezzo dei beni e servizi venduti, arricchitisi a danno di tutti gli altri.

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgaqmazz 15 luglio 2014 | 20:36

Lei guarda i risultati,non come dovevano essere. Comunque,Prodi,è uno dei MIGLIORI e ONESTI economisti,oltre che ce lo invidiano in Molti nel Mondo+eletto in Europa,Punto,Berlusconi,possono votarlo solo in Italia,da gente poco attenta ai FATTI,perchè?,Perchè non è sapere che una persona è piena di denaro che lo rende credibile,non è così,SONO I FATTI che dimostrano chi è capace e onesto,non l'Apparenza,Punto Basta perdere tempo con questa nullità DIMOSTRATA. 1)L'Inflazione ISTAT non è reale,in Italia,non corrisponde alla realtà,calcolata su tutto,auto e prodotti vitali,quando prodotti non necessari calano e quelli di VITALE importanza aumentano e di molto,l'Istat andrebbe fatto considerando i prodotti tenendo separati quelli di: di VITALE Importanza,Di servizi essenziali per vivere,Di prodotti non necessari per vivere,Di prodotti di Lusso,solo dopo l'inflazione potrà essere quasi reale. 2) Si Lamentavano anche altre Nazioni,perchè chi Governava erano della stessa pasta,cioè hanno chiuso gli occhi perchè gli faceva comodo. 3)Dove hanno fatto i Referendum contro l'euro,l'Euro perse perchè chi raccontava balle fu creduto,ma hanno perso per il resto,il tempo lo dirà,.e se si potesse tornare indietro,lo saprebbero da subito, 4)Infatti il mercato è libero,ma dato che gli stipendi non possono essere aumentati più dell'ISTAT,questo deve valere anche per altri,comunque possono aumentare,sono liberi di farlo,ma saranno controllati dalla GdF,il resto è solo Propaganda e poco seria.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_9831851 15 luglio 2014 | 20:49

Per i professinionisti la formazione dei prezzi relativi agli onorari è un aspetto più complesso, considerando il ruolo degli ordini professionali.

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 21:19

1) Prendo atto che mi elenca una serie di "provvedimenti" che avrebbe preso Prodi, ma non mi sa dire dove sono scritti nero su bianco, nè sa dirmi con quale provvedimento Berlusconi li avrebbe cancellati 2) Io ho citato la Danimarca, che il referendum l'ha fatto sull'Euro, non sulla Costituzione europea 3) Tutti i prodotti nel paniere concorrono a formare il paniere ed hanno pesi studiati per evitare che un auto, ad esempio, entri in concorrenza con uno zucchino. Ergo, per valutare l'inflazione, concorrono diversi prodotti, e se come si racconta in giro una quantità sterminata di prodotti addirittura raddoppiarono, l'inflazione avrebbe dovuto essere ben più alta di quel 2,6%, in linea con l'anno precedente. Ora lei mi dice che in realtà non aumentarono subito, ma così facendo si smentisce da solo, visto che poco prima mi aveva raccontato che una grande colpa del Governo Berlusconi fu quella di non aver provveduto a lasciare i doppi prezzi... PER I PRIMI SEI MESI!!!

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 15 luglio 2014 | 21:23

A parte il fatto che già dopo pochi minuti era uscito con una errata corrige, precisando che l'inflazione dell'anno precedente era del 2,8% e non dell'1,8% come avevo erroneamente scritto; a parte questo, come dicevo, vedo che fingi di rispondere ma al solito non rispondi. Quei provvedimenti di cui parli, che secondo te Prodi aveva rpevisto, dove sono messi nero su bianco? E con quale decreto Berlusconi li avrebbe cancellati? Basta demagogia ed invenzioni propagandistiche, Publius!

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3499202 15 luglio 2014 | 21:31

La storia dell'aumento dei prezzi con l'euro e talmente falsa che non trova nessuna giustificazione tranne quella di poter attaccare Berlusconi, e questa la dice lunga su l'onestà intellettuale di una certa "sinistra".

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsophomore 15 luglio 2014 | 22:10

Ricordo un'intervista televisiva a una sottosegretario del Governo Berlusconi (non ricordo se Economia o Finanze) pochi mesi prima dell'entrata in vigore dell'Euro al quale fu chiesto quali misure avrebbe preso il Governo per evitare che quel cambio venisse interpretato come cambio 1 euro a 2000 lire (quindi inflazionistico) e il sottosegretario rispose che il Governo non avrebbe potuto farci nulla, ma che era convinto che i commercianti non avrebbero aumentato i prezzi. Naturalmente l'idea sottostante era quella di favorire il lavoro autonomo (leggi 'elettori Berlusconiani') contro quello dipendente . Come sono andate le cose lo abbiamo visto tutti. Altro che falsità anti-berlusconiane.

Risposta a: Lettore_3499202


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 0:15

Certo che guardo i risultati, il "come doveva essere" è lo spot elettorale di Prodi e la sua eterna giustificazione per il mostro da lui creato, ma se così non è stato DA NESSUNA PARTE un motivo ci sarà, e va trovato nel mostro, non in chi se l'è ritrovato. Francamente non so chi ci invidi Prodi, ma sono d'accordo sul fatto che Berlusconi,possono votarlo solo in Italia. Non però per i motivi detti da lei, ma per un altro: SB ha fatto sempre gli interessi dell'Italia ed è per questo che all'estero lo hanno avversato, facendo passare solo una parte dell'informazione e non quella che qui, pure se in minoranza, ha comunque una voce. Per fare un esempio, all'estero arriva solo della condanna di SB, dei giri che hanno fatto certi pm per arrivarci 1)L'Inflazione è un dato comunque oggettivo. Per quanti aggregamenti lei faccia, rimane il dato che nel 2002 fu più bassa che nel 2001 2) Si lamentavano TUTTE le altre Nazioni, perchè gli aumenti dei prezzi erano inevitabili. 3) I danesi si stanno ancora complimentando per la scelta fatta, in Inghilterra non si sono neanche mai posti il problema, che si stanno ponendo invece quelli che ci devono entrare. 4) Quest'ultimo punto è così confuso che per commentarlo potrei parlare tranquillamente delle reti neurali, sarebbe la stessa cosa. Chiarisca e ne riparliamo.

Risposta a: aqmazz


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 0:27

Certo, certo. E infatti in quei giorni file di dipendenti pubblici, anzichè andare al mercato, andavano alle COOP, che i prezzi senz'altro non li avevano aumentati. Ciò portò al fallimento di migliaia di piccoli commercianti, tanto che le COOP in breve tempo divennero un monopolio che perdura ai giorni nostri. O meglio, questo è quello che sarebbe successo se ci fosse una parola di vero in quanto scrive lei, visto che queste sono le leggi del libero mercato, che evidentemente non conosce.

Risposta a: sophomore


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpublius48 16 luglio 2014 | 9:55

"C’erano due strumenti che Ciampi aveva elaborato: le commissioni provinciali di controllo che erano state istituite ma non sono state fatte lavorare, e il doppio prezzo in lire e in euro per sei mesi in modo che la gente si sarebbe potuta difendere da sola. Non ho mai capito perché questi due semplici provvedimenti che Ciampi aveva raccomandato, non siano stati usati dal governo Berlusconi». Queste iniziative erano state concordate da Prodi e da Ciampi. Con te oggi non aggiungo altro in quanto ho una giornata complessa e non voglio perdere tempo con chi come al solito denigra senza essere informato. saluti

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgtinauser 16 luglio 2014 | 10:35

Non ti affaticare, l´utente Chiarissimo vive in un mondo parallelo

Risposta a: Lettore_9263061


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_9263061 16 luglio 2014 | 10:44

risposta a tinauser Lei scrive "Non ti affaticare, l´utente Chiarissimo vive in un mondo parallelo temo che Lei abbia ragione seguendo la politica dal 1983 ho imparato a rispettare le opinioni di tutti dal PCI al MSI e quindi rispetto anche le idee di chiarissimo e mi batterò affinché chiarissimo possa votare Forza Italia per sempre, ma questo non significa che avere le proprie opinioni dia il diritto di negare la realà e i dati di fatto Che con Berlusconi stavamo fallendo è un dato di fatto che Berlusconi abbia spesso mentito (sulla crisi su Ruby nipote di Mubarak ecc) è un dato di fatto . Nelle altre nazioni europee (esempio Germania) un politico del genere (non importa se di destra sinitra o centro) dopo essersi comportato così ammesso che riesca a ricandidarsi non prende neppure un voto, perché in primis a non votarlo sono i suoi ex elettori vorrei che in Italia fosse lo stesso .. cordialità e grazie

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 12:23

A parte che la disinformazione (o la propaganda)l'hai domsotrata tu più volte, la mia domanda era ben diversa, e non ti salvi di certo riportando il virgolettato di un altro lettore. La mia domanda era: in quale decreto attuativo erano presenti quegli strumenti di controllo di cui parli? E con quale emendamento o decreto SB li avrebbe cancellati? Perchè è chiaro che, condizione 1, se davvero c'erano e condizione 2, se non sono stati cancellati, allora è perchè non funzionavano. Nel ripetere poi che con SB non ci sarebbe stato "il doppio prezzo in lire e in euro per sei mesi" ripeti poi l'errore del lettore di cui riporti il virgolettato. A precisa domanda, su perchè allora l'inflazione fosse stata in linea con l'anno precedente, anzi addirittura più bassa (2,6% nel 2002, 2,8% nel 2001), il lettore mi ha risposto che i prezzi non sono aumentati subito. Ma come è possibile allora che abbia avuto qualche influenza il fatto che, secondo voi (che ricordate solo quello che volete ricordare, non quello che è successo veramente) nei primi sei mesi non fossero riportati i doppi prezzi? Povero Publius, non ti bastavano i tuoi boomerang, ora ti prendi anche quelli degli altri...

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 12:26

Verissimo. Vivo in un mondo in cui i fatti e i dati hanno importanza, parallelo a quello della propaganda antiberlusconiana in cui vive lei.

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 13:57

Il berlusconismo ha fatto peggio: ha fatto crescere la subcultura già diffusissima in Italia: 1 - dell'egoismo particolaristico, 2 - dello scarso senso civico, 3 - del familismo amorale (includendo nel concetto la "famiglia" piduista o mafiosa o politica), 4 - del nepotismo che premia i meno capaci (come quasi tutti i collaboratori politici di SB), 5 - del chiagne e fotte, 6 - dell'insofferenza alle regole, 7 - dell'idiosincrasia ai controlli, 8 - dell'apparenza e non della sostanza effettuale, 9 - della triade menzogna-negazione freudiana-proiezione psicologica, 10 - della negazione del principio di realtà, 11 - del racconto mendace di una realtà parallela avulsa dai fatti e dai dati, 12 - del pessimismo cosmico venato di paranoia (alimentato ad arte dalle terribili tv*), 13 - della lamentela infinita e sterile, che è lo sport nazionale più diffuso...

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgpublius48 16 luglio 2014 | 13:59

Brutta cosa essere del tutto disinformato e denigrare, doppia figura ma oramai ci sei abituato. Quel virgolettato si riferisce ad una famosa intervista di Prodi nella quale accennava a fatti oramai risaputi e cioè di due strumenti messi a punto da lui e Ciampi per impedire che gli italiani venissero tuffati dalle categorie che ho illustrato, note fucine di elettori del pregiudicato con percentuali bulgare. Cosa che invece avvenne con la complicità del pluri condannato con esplosione dei prezzi dall'autunno 2001 alla primavera 2002. Anche questo facilmente rintracciabile on line. Ti risaluto

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 14:15

Se c’era, c'è, una costante della propaganda berlusconiana - consustanziale alla sua struttura psicologica di mammone "bambino" narcisista e con problemi seri col principio di realtà (che caratterizza, appunto, i bambini fino a 5 anni di età), che è conseguenza dell’educazione ricevuta da una mamma autoritaria (la mitica mamma Rosa, la vera responsabile) e da un padre severo, che ne ha fatto un campione nell’uso della triade menzogna-negazione freudiana-proiezione psicologica, è la costruzione di una realtà parallela. Infatti, la stragrande maggioranza di questi individui - fateci caso - vota e milita a destra, e non per un fatto di geni, ma perché la scelta politica è conseguenza della struttura psicologica, e quelli di destra - quasi tutti - lo sono, di destra, perché hanno ricevuto una educazione troppo severa, autoritaria, talvolta addirittura castrante, che poi provoca in loro problemi col principio di realtà, per cui sono costretti a crearsi una realtà parallela che impedisce loro di valutare i fatti, i dati e i... 'post' che perturbano la loro visione a senso unico ed il loro giudizio preconcetto. E, spesso, mentono e "proiettano" i loro difetti e li criticano ferocemente negli altri.

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgNinanina68 16 luglio 2014 | 14:36

Vabbè che siamo il 16 luglio e fa molto caldo... ma questo non si uò leggere

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 16 luglio 2014 | 16:40

Caspita, avevo letto la tua stessa frase riportata da un altro lettore, che però aveva aggiunto il nome di Prodi, avevo ritenuto che quindi quella fosse una sua frase e non avevo riconosciuto che era una dichiarazione di Prodi di qualche anno fa! Ma allora sono veramente disinformato! Suvvia, Publius, questi tuoi tentativi di denigrazione sono veramente ridicoli, quasi più dei boomerang che lanci continuamente e della tua nuova tattica per non rispondere alle domande che ti faccio: intervenire a metà conversazione, uscirtene con un tuo pensiero e poi dire che mi saluti perchè è inutile parlare con me. E anche stavolta, nel lanciarti un nuovo boomerang (l'euro nell'autunno del 2001 non c'era!) non rispondi a una domanda molto semplice: ma se i prezzi come dici si impennarono, come mai l'inflazione nel 2002 calò rispetto al 2001?

Risposta a: publius48


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 16:44

CHANGE-OVER. A parte che non ho letto nessuna replica di chiarissimo al mio commento, 1) segnalo: Comitati Provinciali Euro (CEP), previsto dal decreto del Ministro del Tesoro 6 agosto 1997, G.U. n. 207 del 05/09/1997, attivi da 1.1.98; non credo ci sia un decreto ministeriale che li abbia aboliti, ovviamente, ma che non siano stati fatti funzionare come avrebbero dovuto e potuto, viste le conseguenze. 2) Non ho scritto che i prezzi non sono aumentati subito, ma che non sono raddoppiati subito, come milioni di Italiani dicono o scrivono, secondo me sbagliando. 3) Per quanto riguarda il dato dell’inflazione (ed è una critica annosa e abituale che prescinde dal change-over), all’epoca ci fu una diatriba accesissima tra le associazioni dei consumatori e l’Istat sui criteri di composizione del paniere e di rilevazione dei prezzi. In ogni caso, cito a memoria, da studi risultò che i prezzi dei prodotti non tecnologici (che erano addirittura diminuiti in ragione della concorrenza accesa) e che costituivano i consumi tipici dei ceti popolari erano aumentati dell’8% circa. A causa della furbizia delle categorie (elettrici Cdx) e dell’inefficienza della PA forse gli aumenti abnormi (che ci furono) ci sarebbero stati lo stesso anche con i controlli programmati; quel che è certo, però, è che il ministro dell’Economia e Finanze Tremonti non li attuò bene, né fece molto quando si palesarono gli abusi.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 16:50

Io, che me ne intendo un po', la considero una replica rivelatrice.

Risposta a: Ninanina68


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 16 luglio 2014 | 16:57

So bene che è (quasi) inutile dire al 95% degli Italiani: controlla i numeri o usa la logica; ma ciononostante, per combattere i pifferai magici, è quello che faccio da sempre e da 5 anni in Internet, proponendo analisi quali-quantitative e progetti di educazione, poiché solo in questa c'è la soluzione (a lungo termine). Perché ritengo che serva mettere dei punti fermi sui dati di realtà, per contrastare l'affermarsi della solita tattica del Cdx di raccontare una realtà parallela, propagandata ad arte dal loro sistema di DISINFORMAZIONE, che fa molte vittime anche nel Csx, agevolato da 2 fattori: a) il controllo e l'uso spregiudicato dei media; e b) la cultura controriformistica italiana sedimentatasi nei secoli, che fa odiare i numeri, la logica ed i fatti. A questo, io oppongo il mio piccolo sistema di CONTROINFORMAZIONE, basato rigorosamente sui dati, sui fatti e sulle argomentazioni logiche, che ha anche una funzione pedagogica, chiaramente insufficiente poiché occorrerebbe una rivoluzione culturale, partendo non dalla scuola (che viene dopo), ma dalla famiglia. In attesa che s’inizi quest’opera di educazione, occorrerà sobbarcarsi alla fatica di Sisifo di discutere con i vari “chiarissimi” e “svegli” (già dal nickname io riesco ad individuarli), e bisognerà farlo, prima che come polemica politica, come dovere civico.

Risposta a: tinauser


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgNinanina68 16 luglio 2014 | 17:03

Si capisce chiaramente che a lei non si può nascondere nulla!

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgVincesko 17 luglio 2014 | 12:48

Insisti? Ripeto: metti i piedi a terra e prova a fare i conti con la realtà effettuale, non con quella immaginaria. E’ molto doloroso per te, lo so, ma prima o poi bisogna pure uscire dalla “età del piacere” della prima infanzia (è lì l’eziologia del tuo problema) e provare a diventare adulti. Con questo mio dialogo, ti sto solo dando una mano.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgLettore_3499202 17 luglio 2014 | 14:31

<< ...a parte non è vero che i prezzi raddoppiarono subito...>>quindi confermi che comunque i prezzi raddoppiarono...dopo.

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsvegliaitalia 17 luglio 2014 | 17:41

Sembri avere qualche problema... L'eristica non è mai esercizio di capacità, ma vuoto pneumatico riversato sugli altri.

Risposta a: Vincesko


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsvegliaitalia 17 luglio 2014 | 21:58

L'Educatore ha preso un abbaglio grosso come l'enfasi un po' stupida che mette nelle sue parole. Vito Tanzi "Sono stato presidente del Comitato € da sett 2001 allo scioglimento (6 mesi dopo la cessazione del corso legale della lira, come fissato dall’art. 2, c. 10, DPR 268/98). Durante questo periodo, il Comitato, che aveva ampia rappresentanza di istituzioni pubbliche e private, si riunì spesso per affrontare problemi logistici o giuridici connessi con l'avvio dell'€ e contribuì alla soluzione di molti problemi...Si ignora che l'Italia ha un’ECONOMIA DI MERCATO e in quella..un venditore (di scarpe, cipolle, triglie) può stabilire QUALUNQUE PREZZO per ciò che vende. Se lo fissa più alto di altri, perderà clienti e sarà costretto ad abbassarlo. Quindi…in ogni momento il venditore chiederà il prezzo più alto che può ottenere senza aspettare € o altre scuse...In un'economia di mercato, non è la GdF che impedisce l'aumento dei prezzi, ma libera concorrenza e politica monetaria. Ovvio, più prezzi politici (es. tariffe), prezzi amministrati (i taxi) o di monopolio ci sono, minore è l'effetto di concorrenza nel contenere l'aumento dei prezzi. Date ste premesse, è ovvio che il Comitato € non aveva nessuna responsabilità rispetto al controllo dei prezzi. Il DPR 268/98, che ne specificava le competenze, NON faceva nessun RIFERIMENTO al CONTROLLO dei PREZZI. E infatti, nessuno ha precisato cosa si dovesse controllare in un sistema di libertà dei prezzi" La Voce.info del 18.3.2004.

Risposta a: Chiarissimo


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgsvegliaitalia 17 luglio 2014 | 22:12

Quello che dice Vito Tanzi, letto attentamente, in merito ai prezzi politici, amministrati o di monopolio, per paradosso disvela casomai (e le raddoppia) le immense responsabilità della sx, di quel disastro degli anni 90: le 'finte' privatizzazioni vennero fatte con prezzi garantiti (penso a Telecom, Infostrada, Autostrade, alle banche!), addirittura con tariffe stabilite dal parlamento. E quindi, secondo Tanzi, quanto più ci sono queste distorsioni del mercato, tanto meno il mercato risponde a certe sollecitazioni. Sarebbe da sondare quella via, altrochè Mr Prezzi!! Guarda caso, in UE quando cominciano a temere la distruzione del giochino (vedi voto anti UE, alle ultime elezioni. Ovvio, Italia a parte, ove la propaganda ha una violenza smisurata!!), arriva la disinformacjia a rimettere tutti in riga!! Perfino l'Educator Veruska!!

Risposta a: svegliaitalia


http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgChiarissimo 18 luglio 2014 | 0:27

Che ci vuoi fare: era già scritto nero su bianco nel decreto stesso che mi aveva detto di guardare... sono fatti così, purtroppo.



***


INCONTRO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
CON IL PROF. HANS TIETMEYER
EX PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK

Palazzo del Quirinale, in occasione del conferimento "motu proprio" dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'OMRI - 21 febbraio 2000


Sono lieto di avere qui il Presidente Tietmeyer per potergli conferire personalmente la "Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana". E vorrei anche, non dico spiegare perché tutti credo che già lo sappiano, ma anche ricordare a noi tutti i motivi per i quali ho ritenuto che il Presidente Tietmeyer meriti altamente questa onorificenza.

Ci siamo conosciuti molti anni fa, proprio in quel Comitato di Politica Economica, di cui qui abbiamo presente il primo Presidente, il Prof. Malinvaud; qualche anno dopo Hans Tietmeyer fu nominato Presidente di quel Comitato. E lavorammo insieme in quegli anni e nei successivi.

Allora Hans Tietmeyer era - se ben ricordo - Sottosegretario alle Finanze; egli ha passato tutta la vita nella pubblica amministrazione: venti anni nel Ministero dell'Economia, dal 1962 al 1982; e poi dal 1982 fino al 1989. Era, quindi, nel Comitato di Politica Economica, come Sottosegretario alle Finanze.

Successivamente entrò, all'inizio degli anni '90, nel Direttorio della Bundesbank, e nel 1993 fu nominato Presidente; carica che ha tenuto fino allo scorso anno.

Credo che in tutta questa attività Hans Tietmeyer abbia dimostrato quattro meriti. In primo luogo l'essere stato il più deciso sostenitore di quella che io chiamo la "cultura della stabilità" e con questo di avere confermato la forza e la funzione del "Deutsch-Mark".

Il secondo merito nel suo Paese è quello di essere stato anche un grande protagonista dell'unificazione tedesca. Non a caso, era da poco entrato nel Direttorio della Bundesbank, quando nel 1989 il Cancelliere Kohl chiese al Presidente della Bundesbank Pöhl di potere riavere temporaneamente Hans Tietmeyer per dedicarlo all'unificazione tedesca per tutto quello che riguardava gli aspetti monetari.

Il terzo merito, a mio avviso ancora maggiore, è quello di essere stato un protagonista e, direi anche uno degli anticipatori della unificazione monetaria europea. E non a caso egli già fece parte del Comitato Werner, nel 1970. Tutte le vicende successive, tutti i negoziati che hanno portato, alla fine del 1978, alla creazione dello SME e poi tutti gli avvenimenti che si sono succeduti hanno visto Hans Tietmeyer, sia come rappresentante del Governo tedesco, sia come Governatore, una figura di primo piano in questa creazione dell'Euro.

Il prestigio che ha acquisito in tutti questi anni è dimostrato anche da uno dei più recenti, uno degli ultimi incarichi che ebbe come Presidente della Bundesbank, cioè quello di essere incaricato dal G7 di presiedere il "Financial Stability Forum".

Tutta questa sua attività ha avuto delle "guide lines" ben chiare, che si possono ritrovare nella recente opera editoriale da lui pubblicata, con il volume che va sotto il titolo di "Social market economy and monetary stability".

Il titolo del libro risponde alla sua visione di collegare l'attività monetaria, nella quale si è particolarmente impegnato, con l'andamento generale dell'economia in un quadro di grande attenzione alla realtà sociale.

A Lui l'Italia deve molto. Prima di tutto, perché è stato il Presidente della Bundesbank con una più profonda e sicura visione europeista.

Ricordo ancora - e qui entro nelle memorie personali - uno dei nostri ultimi incontri, nel febbraio del 1998 - quando in Germania - dopo avere avuto vari contatti politici a Bonn, andai a Francoforte alla Bundesbank: le preoccupazioni che allora Hans mi espose erano quelle di un vero europeista. Egli aveva chiaramente in mente la consapevolezza che creare l'Euro era un passo di non ritorno verso l'integrazione europea. Per questo era preoccupato dell'ingresso della lira.

Egli mi diceva con tutta franchezza che entrare in una moneta unica senza possibilità di ritorno - e ancor più in vista di una crescente integrazione europea - implica avere economie con la flessibilità necessaria a vivere in una condizione del genere. E l'Italia la flessibilità era stata costretta a cercarla per troppe volte nella svalutazione della lira. Questa era la grossa preoccupazione di Tietmeyer

Ci eravamo già trovati a vivere momenti drammatici già nel novembre del 1992, quando avvenne la crisi non solo della lira ma di tutto il sistema monetario europeo. Hans sicuramente ricorderà quella riunione di un sabato pomeriggio negli uffici del Ministero del Tesoro - insieme a Kohler, il Ministro Barucci, Dini ed io - a cercare una soluzione, che giustamente vedevamo nella necessità di una svalutazione ampia, non solamente dell'Italia, ma anche di altri Paesi, nei confronti del marco e di una riduzione dei tassi di interesse nella Germania. Presidente del Consiglio era l'attuale Ministro del Tesoro, on. Amato, che ci seguiva per via telefonica.

E poi ci siamo ritrovati in altri incontri non facili, nel novembre 1996, per la riammissione della lira nella banda stretta, e poi nel 1998 per la finale decisione delle valute che dovevano far parte dell'Euro. Ma tutte queste nostre discussioni ci hanno sempre visto operare in spirito di grande lealtà ed amicizia.

Hans temeva, quando sostenevo la candidatura dell'Italia all'ingresso nell'Euro, che mi sbagliassi per eccesso di europeismo e per eccesso di amore di Patria. E al termine del nostro incontro, mi permetterò di dargli, con il permesso del Ministro del Tesoro, un grafico dei conti pubblici italiani negli ultimi venti anni. Questo grafico dimostra che egli aveva ragione di dubitare, ma che anche noi avevamo ragione di essere fiduciosi nell'Italia.

Oggi l'Italia può ben dire di avere non solo sradicato l'inflazione ma di avere condotto all'equilibrio i propri conti pubblici e di avere iniziato una riduzione anche di quell'altro importante rapporto che è quello tra il debito e il prodotto interno lordo. Certo c'è ancora molto da fare in Europa e, non meno che negli altri Paesi, in Italia per rafforzare questa nostra Unione Europea, per rafforzare questa nostra valuta comune.

Quello che posso dirti, caro Hans, è che la fiducia che mi esprimesti a York, in occasione dell'Ecofin nella primavera del 1998, quando mi facesti capire indirettamente che anche la Bundesbank era d'accordo per l'ingresso dell'Italia nell'Euro, non è stata una fiducia mal riposta. E al tempo stesso voglio ringraziarti, a nome dell'Italia e mio personale, perché senza il tuo pungolo, senza la tua costanza non si sarebbero realizzate tante cose né in Europa, né in Italia.

Per questo desidero consegnarti questa Onorificenza che intende dimostrarti la stima, l'amicizia e il ringraziamento del mio Paese.

 

RISPOSTA DEL PROF. HANS TIETMEYER

 

Signor Presidente, Signore e Signori,

prima di tutto vorrei dire quanto mi senta onorato e quanto questo incontro mi riempie di emozione.

Sono felice di avere potuto ricevere da Lei, dalle sue mani, questa Onorificenza. E mi fa molto piacere rivedere tanti vecchi amici con i quali ho potuto collaborare per tanto tempo. E per me è stato anche un onore poter lavorare con loro.

Vorrei prendere uno dei pensieri che Lei ha menzionato, Signor Presidente: l'Italia è stato ed è uno degli elementi centrali dell'Europa. E l'amicizia tra la Germania e l'Italia ha potuto funzionare anche in situazioni di crisi e nei momenti difficili.

Ho sempre cercato di lavorare a favore dell'Europa. Già nel 1951; uno dei miei professori mi ha scritto sotto un tema che riguardava l'unione del carbone e dell'acciaio: "Auguro ogni bene a un europeista convinto".

Sono convinto che l'Europa possa esistere soltanto se da un lato abbiamo dei valori in comune e dall'altro dobbiamo anche trovare altri aspetti in comune che devono rispecchiare la realtà. E penso, che senza riferirci alla realtà in cui viviamo non potremmo mai avere una integrazione duratura. E se questo non ci dovesse riuscire avremo una evoluzione in Europa che può portare a dei conflitti.

Quello che ho detto vale anche per l'Euro. L'Euro di per sé è stato un notevole progresso, ma l'Euro è anche una grandissima sfida per tutti. Sono felice che abbiamo potuto affrontare insieme momenti non facili durante questo processo. Ci sono stati infatti delle situazioni critiche, ma non li abbiamo affrontati soltanto pensando alla nostra amicizia, ma abbiamo sempre avuto presente anche la realtà. E sono convinto che abbiamo bisogno di un Euro veramente durevole e stabile; questo è necessario soprattutto se vogliamo rimanere competitivi nei confronti del dollaro.

So che ci sono state persone che mi hanno criticato, anche nel mio stesso Paese, poiché si riteneva che fossi contrario all'Euro. Qui in Italia si credeva, addirittura, che fossi contrario all'ingresso della lira nell'Euro: tutto questo non è esatto. Sono convinto che sia veramente un bene che sia stato istituito l'Euro e credo che sia anche un bene che l'Italia faccia parte dell'Euro.

E devo dire che ciò è merito di tante persone che sono qui presenti in questa sala. Vorrei aggiungere che Lei, Signor Presidente, ha contribuito a tutto questo, nei suoi vari incarichi istituzionali ricoperti, ma anche nella sua politica monetaria. Lo stesso vale per il Presidente Amato, quando era Presidente del Consiglio dei Ministri e nelle sue vari funzioni come Ministro e per il Ministro degli Esteri Dini, che proveniva dalla Banca d'Italia, con il quale abbiamo lavorato nei vari Comitati di giorno e di notte, senza sosta. E vorrei anche ricordare l'attuale Governatore della Banca d'Italia, Fazio. Tutti costoro hanno contribuito in modo decisivo alla partecipazione dell'Italia all'Euro.

Devo dire che molte persone mi criticano, anche nel mio Paese sono stato criticato, però oggi sono abbastanza soddisfatti di quello che ho detto allora, perché a volte bisogna anche correre il rischio di dire delle cose un po' spiacevoli, ma che rispecchiano la realtà.

Vorrei ancora ribadire quanto mi senta onorato e rinnovare il mio ringraziamento per l'alta onorificenza che mi è stata conferita. Spero e auspico che l'Euro abbia il suo successo, come spero ed auspico che l'amicizia tra l'Italia e la Germania possa ulteriormente progredire. E naturalmente spero anche che l'integrazione europea possa svilupparsi ulteriormente.

E con questo vi ho espresso tutte le speranze di una persona che ormai ritiratasi in pensione.




 

Dialogo su Prodi e dintorni

 
Compravendita di senatori: ascoltato Prodi come testimone
ANSA  |  Pubblicato: 08/03/2013 14:35 CET  |  Aggiornato: 08/03/2013 14:35 CET
http://www.huffingtonpost.it/2013/03/08/compravendita-di-senatori_n_2836184.html?utm_hp_ref=italy
 
mghiri
1 Fan
15:25 su 08/03/2013
certo che ascoltare Prodi come testimone è come chiedere a Bertinotti un giudizio sulla Fiat.
 
Vincesko
13 Fan
16:14 su 08/03/2013
Osservo che:
1) Prodi è un galantuomo. 
2) Abc della testimonianza valida ai fini giudiziari è che si adducano prove e fatti riscontrabili, non giudizi.
3) Piccola notazione conclusiva: curioso e illuminante sulla psicologia invero stortignaccola dell'autore (comune, purtroppo, a milioni di Italiani: presumibilmente riflesso pavloviano di una cultura diffusa di un popolo incline all'imbroglio), che, anziché esprimere un giudizio sul (supposto e indagato per dichiarazioni rese dal senatore "compravenduto", De Gregorio) reo di un reato gravissimo (Berlusconi), si giudichi - incongruamente - soltanto l'attendibilità della vittima del predetto reato (Prodi).
 
mghiri
1 Fan
16:28 su 08/03/2013
che Prodi sia un galantuomo è pura menzogna,basti ricordare il blocco dello scalone relativo alle pensioni, considerato non necessario, mentre era necessario abolirlo per necessità di consenso popolare; tralasciamo i fatti di Telekom Serbia, svenduta e poi ricomprata, taciamo poi sull'IRI carrozzone alla cui grappia si è cibato, e tralasciamo le promozioni elargite a gògò fino alla scadenza del suo mandato; galantuomo, sì quando dorme.
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Rodolfo Varagnolo
8 Fan
16:56 su 08/03/2013
Guardi che forse si è sbagliato, in questo articolo si parla della compravendita dei voti da parte di Berlusconi con la conseguenza di far cadere il governo Prodi. E poi perchè vuole tralasciare i fatti di telekom Serbia? se desidera ne parli....

 
mghiri
1 Fan
17:32 su 08/03/2013
nell'affare Prodi perse circa 600 miliardi, tanto per il popolo della sinistra sono noccioline come per il MdP perdere 6Mil per l'affare Antonveneta, ma i giudici fingono di indagare, sappiamo come andrà a finire la mancanza di giustificazione, saranno mica soldi riciclati?noooo???ma va là.
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Superutente di HuffPost
60gano
uffa !!!
218 Fan 
17:10 su 08/03/2013
mghiri.... sei confuso.... confondi quelle che sono decisioni giuste o sbagliate (e sei libero di giudicarle come preferisci...ma vanno sempre contestualizzate nel momento in cui vengono prese).. con reati...
 
mghiri
1 Fan
17:28 su 08/03/2013
non è reato perdere, vado a memoria, 600 miliardi delle vecchie lire!!!!???solo perchè i giudici salvano il centro sinistra e condannano il CD?
Non è reato il meccanismo di nomina dei vertici del MdP con scambio di poltrone e favori tra politica e finanza!!!??? vanno contestualizzati? ma usa questi paroloni con altri
 
Vincesko
13 Fan
17:33 su 08/03/2013
Non mi pare che le “accuse” addotte inficino l’appellativo di galantuomo dato a Prodi, comprovato peraltro – anche e soprattutto - dalla sua fedina penale immacolata (e senza… prescrizioni), mentre confermano il mio giudizio di psicologia stortignaccola, terreno fertile perché attecchisca (ancora oggi?!) la manipolazione dei media berlusconiani, la cui campagna di stampa forsennata assecondò, ma in fondo, a ben vedere, determinò, la caduta dell’ottimo (sulla base dei dati!) 2° governo Prodi, rimasto in carica per appena 22 mesi con una maggioranza al Senato risicatissima e condizionante.
1) Nei Paesi normali, la riforma delle pensioni non prevede “scaloni”; averlo introdotto ("comodamente" con decorrenza posticipata) dal governo Berlusconi-Maroni fu perciò una ingiustizia ed una emerita sciocchezza, averlo abolito, quindi, è un titolo non di demerito, ma di merito. Per pudore, sarebbe meglio non parlare di misura strumentale a fini di consenso popolare, visto che le promesse mirabolanti dell’imbonitore Berlusconi (abolizione improvvida dell’ICI sui ricchi e benestanti, altri provvedimenti fiscali, ecc.) ed il rifiuto del galantuomo Prodi di farne di analoghe, insostenibili e/o dannose per i conti pubblici già scassati dal precedente governo Berlusconi, ridussero di ben 5 punti il vantaggio dell’Unione fin quasi ad azzerarlo.
2) Telekom Serbia. Vedasi la sentenza della magistratura; qui la ricostruzione della vicenda http://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Telekom_Serbia.
3) IRI. Prodi fu presidente dell’IRI, con discreti risultati, non mi pare sia disdicevole o addirittura un reato, almeno per una persona di comprendonio normale e non facilmente manipolabile.
 
mghiri
1 Fan
18:41 su 08/03/2013
va beh, se la metti così, tieniti la ragione, è inutile parlare;
 
mghiri
1 Fan
07:47 su 09/03/2013
un altro deficiente che protegge i manager boiardi di stato, nonchè professori nelle università più prestigiose italiane, lui e i suoi fratelli, parenti e amici ma non così prestigiose a livello mondiale tanto che non ce ne è una tra le prime 100 al mondo.
 
Vincesko
13 Fan
01:30 su 10/03/2013
@Redazione
Per anni mi sono "dilettato" a fare l'acchiappamatti, il web come si vede ne è pieno, ma adesso non mi diverte più. Tanto per sapere: ho sventolato la bandierina rossa, ma inutilmente. Poi, avete censurato la mia replica. Perché? Capisco che è difficile, ma anche per moderare, in fondo, basta avere comprendonio...
 
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Superutente di HuffPost
Salvatore Sotgiu
Diciamo la nostra e ascoltiamo quella degli altri
101 Fan
17:52 su 08/03/2013
@Vincesko
Condivido pienamente ma, come vede dalla replica, sta sprecando il suo tempo.
Ho da tempo imparato a riconoscere subito il vero Berlusconiano doc. 
E un personaggio che non ha mai il coraggio di dire che é soddisfatto di come Silvio ha gestito la cosa pubblica, né tantomeno di commentare la sua moralità, ma è sempre pronto a trovare tutti i difetti ai suoi avversari politici, veri o presunti. 
Per Prodi tira fuori lo scandalo Telekom Serbia, che è stato dimostrato è stata una patacca costruita da Berlusconi per infangarlo, con testimoni pagati da lui.

Con questa gente non ci può essere un terreno di incontro e non vale la pena di discutere.
 
Vincesko
13 Fan
19:37 su 08/03/2013
Sono da una ventina d'anni, dopo che Scalfari, in occasione della trattativa sulla spartizione consensuale del Gruppo Mondadori, lo appellò il "grande bugiardo", uno - diciamo così - "studioso" di S.B. e di conseguenza dei berlusconiani e delle loro motivazioni di voto. Ne ho scritto dappertutto (a "Repubblica" nel 2003 ed anche a Prodi nel 2006), da 4 anni nel web e poi nel mio blog 16 'post' (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html ). Uno di questi (v. post/9) riguarda il rapporto tra SB ed i suoi elettori; un altro, la contestazione della tesi contenuta nel libro dello psicologo Alessandro Amadori "Madre Silvio" (v. post/15).
Ho una notevole esperienza di… berlusconiani. Come può verificare, al 3° punto della mia prima risposta (16:14), ho scritto apposta di “psicologia stortignaccola”. Perché la scelta politica è conseguenza della nostra struttura psicologica, non viceversa.
NB: Purtroppo, la piattaforma ilcannocchiale.it è in avaria, provare ad aprire i link mediante il browse (se si dice così). [Poi è stata riparata]
 
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Rodolfo Varagnolo
8 Fan
16:59 su 08/03/2013
...oppure chiedere a Berlusconi un giudizio sulla moralità della Minetti.
 
mghiri
1 Fan
17:29 su 08/03/2013
visto da bacchettoni, si certo
 
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anchio
62 Fan
17:06 su 08/03/2013
@mghiri
Dovrebbe essere sentito come parte lesa.
 
 

IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/9/IRI

 

Lo vedete (cfr. gli articoli allegati) il Ministro incompetente dell’Economia, Giulio Tremonti, come procede imperterrito per la sua strada di inadeguato facitore della politica economica e di sviluppo, da una parte, e di bulimico tessitore di manovre di accaparramento, insieme alla Lega Nord – suo alleato e protettore – dei veri centri nevralgici del potere economico-finanziario, dall’altra?
Nel post/1, ho scritto della sua “pulsione bulimica (potente quasi come quella del suo Capo S.B.) - che nel caso di Tremonti è forse riconducibile al c.d. istinto di proprietà... che caratterizza i bambini fino a 5 anni di età” e concludevo così: “Speriamo di evitare che al "matto" S.B. possa eventualmente subentrare un altro "matto" (beninteso: "Sarà pazzia, ma non manca di logica", Amleto), fors'ancora più incompetente e dannoso”.
Quanto tempo deve ancora passare e quanti danni deve ancora arrecare quest’incompetente al popolo italiano ed alle classi medio-basse (lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, inattivi, invalidi, altre categorie a rischio, poveri) prima che riusciamo a mandarlo via, assieme al suo sodale, ancor più incompetente e bulimico, S.B.? 

Una sonora bocciatura della legge di stabilità 2011 di Giulio Tremonti.
 
L'EDITORIALE
L'insostenibile leggerezza della manovra di Tremonti
di EUGENIO SCALFARI
21 novembre 2010
http://www.repubblica.it/politica/2010/11/21/news/scalfari-9333957
 
L'EDITORIALE
La crescita è possibile ma Tremonti non la vuole
di EUGENIO SCALFARI
06 marzo 2011
http://www.repubblica.it/politica/2011/03/06/news/scalfari_6_marzo-13245985
 
IL COMMENTO
Un governo fantasma e un paese allo sfascio
di EUGENIO SCALFARI
03 aprile 2011
 
* * *
Le vicende della Libia, dell'immigrazione, della lunga e sempre più agitata paralisi del Parlamento, dell'intervento ammonitorio del Capo dello Stato, hanno messo in ombra un altro tema che deve invece essere affrontato per quello che è: una sterzata estremamente grave della politica economica verso un intervento sistemico dello Stato nell'economia e nel mercato, in palese contrasto con la legislazione dell'Unione europea. Parlo del decreto promulgato giovedì scorso dal consiglio dei Ministri e voluto da Giulio Tremonti per impedire che un'impresa alimentare francese assuma il controllo della Parmalat.
Se fosse questo il solo obiettivo di Tremonti, potrebbe anche essere accettato sebbene si concili assai poco con l'auspicio più volte ripetuto di un aumento di investimenti esteri nel nostro paese. Siamo il fanale di coda nella classifica degli investimenti esteri rispetto agli altri paesi europei. Ce ne lamentiamo, se ne lamenta il governo, la Confindustria e gli operatori finanziari e imprenditoriali, ma quando finalmente qualcuno arriva dall'estero per investire i suoi capitali in iniziative italiane viene preso a calci e rimandato indietro dimenticando che oltre di essere cittadini italiani siamo anche cittadini europei. Il mercato comune non è nato per abolire frontiere e consentire il libero movimento delle merci, delle persone e dei capitali?
Ma Tremonti ricorda  -  ed ha ragione di farlo  -  che la Francia protegge la nazionalità delle imprese ritenute strategiche e quindi  -  sostiene il ministro  -  se lo fa la Francia perché non può farlo l'Italia? Difficile dargli torto. Bisognerebbe sollevare il tema nelle sedi europee e speriamo che venga fatto, per ripristinare il funzionamento del libero movimento degli investimenti contro ogni protezionismo. Comunque, su questo tema, Tremonti per ora ha ragione. Senonché...

Senonché la questione Parmalat è soltanto un pretesto o perlomeno un caso singolo dentro un quadro assai più ricco di possibilità. Infatti il testo del decreto non dice affatto che l'obiettivo è la difesa dell'italianità delle aziende nazionali. Dice un'altra cosa: autorizza la Cassa depositi e prestiti (di proprietà del Tesoro al 70 per cento) ad intervenire in caso di necessità per finanziare aziende ritenute strategiche per fatturato o per importanza del settore in cui operano o per eventuali ricadute sul sistema economico nazionale. Il caso Parmalat rientra in questo elenco ma non lo esaurisce perché il decreto va molto più in là. Praticamente resuscita l'Iri di antica memoria rendendo possibile che lo Stato prenda il controllo delle imprese che abbiano requisiti ritenuti strategici dal governo (da Tremonti) nella sua amplissima discrezionalità.
Tutto ciò avviene per decreto. Dovrà essere convertito in legge ma intanto produrrà effetti immediati sul mercato. Ma se il decreto non fosse convertito in legge? è realistico pensare che il governo, per evitare che quest'ipotesi si avveri, chieda per l'ennesima volta l'ennesima fiducia. Ma se in sede europea quella legge fosse bocciata in quanto aiuto indebito dello Stato ad un'impresa, vietato dalla legislazione comunitaria?

Ho detto prima che la Parmalat è un pretesto. Infatti il vero obiettivo di Tremonti è di far entrare lo Stato non soltanto nelle aziende che hanno necessità di finanziamento ma direttamente nel sistema bancario. In particolare nelle cosiddette banche territoriali: le banche popolari, le banche cooperative, le Casse di risparmio. Quelle più a corto di capitali, quelle alle quali la Lega guarda con occhi avidi, quelle che procurano voti, organizzano interessi e clientele. Una rete immensa di sportelli, di prestiti, di mutui. Di fatto la politicizzazione del credito.
È una delle più gravi malattie la politicizzazione del credito. Il decreto di giovedì scorso ne segna l'inizio. Che cosa ne pensano i partiti d'opposizione? Che cosa ne pensa il governatore della Banca d'Italia? Che cosa ne pensa il Quirinale?
La politicizzazione del credito è un altro modo per deformare la democrazia, forse il più insidioso insieme al monopolio dell'informazione. Chi può manipolare le notizie e il danaro è il padrone, il raìs, il Capo assoluto, circondato da una clientela enorme e solida. Inamovibile. O ci si arruola o se ne è esclusi. La clientela vota. Chi spera di entrarci se ancora non ne fa parte, vota nello stesso modo.
La chiamano democrazia ma in realtà è soltanto un grandissimo schifo
. 
http://www.repubblica.it/politica/2011/04/03/news/scalfari_3_aprile-14432573
 
AL FORUM AMBROSETTI
Tremonti a Cernobbio: «Ci vorrebbero la vecchia Iri e la grande Mediobanca»
«Competizione fra giganti e noi facciamo spezzatini»
02 aprile 2011
http://www.corriere.it/economia/11_aprile_02/tremonti-cernobbio-iri_62913d50-5d4e-11e0-ae5b-9965e363da95.shtml
 
Finanza&Potere di Giuseppe Oddo
3 aprile 2011 - 14:21
Parmalat, purché non diventi un altro Iri
http://feeds.ilsole24ore.com/c/32276/f/438678/s/2e1a555/l/0Loddo0Bblog0Bilsole24ore0N0Cfinanza0Ie0Ipotere0C20A110C0A40Cparmalat0Epurch0JC30JA90Enon0Ediventi0Eun0Ealtro0Eiri0Bhtml/story01.htm
 
 
Infine, ho cercato questo vecchio articolo che lessi all’epoca sulla privatizzazione dell’IRI e sull’unica voce importante, a parte gli alti dirigenti dell’IRI, che vi si oppose (ho sostituito il nome con un omissis):
 
(omissis) RIFA' IL LIBRO VERDE
19 febbraio 1993 —   pagina 45   sezione: ECONOMIA
ROMA - Accusato di capeggiare il partito di quanti frenano il processo di privatizzazioni, il ministro dell' industria (omissis) ha inviato ieri al presidente del Consiglio Amato il documento contenente "le linee-guida per il rilancio ed il rafforzamento del sistema produttivo italiano". E' in pratica un nuovo Libro verde, nel quale il ministro dell' Industria - a conferma di una sua visione assai personale delle vicende dell' economia - propone e rilancia idee in buona parte diverse da quelle del governo. Si tratta di 115 cartelle, con dati ed analisi che dicono sostanzialmente tre cose: 1) saranno rispettati tempi e modalità del piano di dismissioni; 2) il processo sarà un fatto radicale e risolutivo con immissione sul mercato di aziende robuste e risanate finanziariamente; ovvero, per restare alle parole del ministro, la privatizzazione sarà "globale, immediata ed effettiva"; "nessuna operazione gattopardesca" spiega (omissis): "il sistema futuro non potrà che essere privato, interamente privato, ma nazionale e forte...". 3) dalla vendita dei suoi gioielli lo Stato potrà introitare, entro i prossimi quattro anni, novantamila miliardi. Cosa sarà ceduto? Finmeccanica, Stet, Comit, il 33% della Banca di Roma, Iritecna, Fincantieri, Finmare, e Alitalia possedute dall' Iri. Enichem, Enirisorse e tutte le società che operano nel settore degli idrocarburi, possedute dall' Eni. Bnl, Imi e Ina controllate Tesoro. Prima di essere vendute alcune di queste società dovranno però essere rimesse in sesto. Le società malate E (omissis) fa un primo elenco di società "malate" che "richiedono assistenza": Ilva, Italtecna, Fincantieri e Finmare del gruppo Iri; Enirisorse e alcuni comparti della chimica del gruppo Eni. Con quali soldi intervenire? "Le risorse - avverte (omissis) - dovranno essere trovate all' interno dello stesso processo di privatizzazione". C' è poi un secondo elenco e riguarda le imprese che per le dimensioni raggiunte necessitano di un sostegno che non solo salvaguardi la loro esistenza, ma le ponga in grado di affermarsi e rafforzare, previa ricapitalizzazione, la quota di mercato detenuta. Per queste ultime le prospettive sono due: rafforzamento obbligatorio o "inesorabile declino". Ed ecco l' elenco delle società a rischio di estinzione: Enichem, "giunta ormai ad un punto critico", Finmeccanica, Italtel. Per quanto riguarda Enichem il ministro spiega nel documento che la soluzione ideale sarebbe quella di una "fusione con Himont e Snia". Non avendo però l' Eni i soldi per acquistare gli altri due gruppi, dovranno essere questi ultimi a fare l' offerta per arrivare alla creazione del vero "polo chimico nazionale". Così com'è l' Enichem probabilmente non la comprerebbe nessuno, dice il ministro, il quale spiega che per essere "accettata e acquistata dal mercato" la società dell' Eni "dovrà ricapitalizzarsi per almeno diecimila miliardi". Come? "La soluzione va ricercata - dice (omissis) - dotando la società, in aggiunta ai mezzi liquidi di sua competenza, di una quota di partecipazione in Eni" che opportunamente venduta garantirebbe appunto la necessaria ricapitalizzazione. Finmeccanica e Italtel. "La prognosi non può che essere molto preoccupata" avverte (omissis). E anche per Fabiani e Randi "la soluzione corre sui binari analoghi a quelli già indicati per la chimica". Ovvero servirebbero altri diecimila miliardi ma soprattutto un nuovo e più robusto "contenitore" che dovrebbe vedere insieme imprese manifatturiere, banche e assicurazioni le cui potenzialità finanziarie costituirebbero "l' efficace polmone in grado di assicurare la valorizzazione e lo sviluppo delle attività manifatturiere". Insomma, (omissis) continua ad essere affezionato alle super-holding. Alla Stet invece riserva una sorte più nobile. Essendo forte in quanto beneficiaria di un regime di monopolio che la premia, la holding di Agnes dovrà scegliere una propria autonoma strategia puntando su eventuali accordi internazionali. In alternativa finirà anch' essa nel "contenitore". Ed eccoci alle banche, il piatto più ricco ed interessante per il mercato. "Rilevanti nel contesto italiano" - dice (omissis) - Imi, Ina, Bnl Comit e Banca di Roma nel quadro internazionale diventano ben poca cosa. Collocarle individualmente sul mercato a giudizio del ministro dell' industria sarebbe un "errore madornale"; meglio perciò un megacontenitore in compagnia di Stet-Italtel, Finmeccanica e Alitalia. Sulla holding-culla il ministro dunque insiste e rilancia. (omissis) non intende abbandonare la vecchia strada delle sinergie tra banche e imprese. E cosa si offrirebbe ad eventuali acquirenti? "Un gruppo con un netto patrimoniale di 35 mila miliardi il cui valore di mercato sarebbe sensibilmente superiore" dice (omissis). Sarebbero inoltre quattro, gli obiettivi dichiarati di questa operazione: "1) provvedere alla costituzione di un gruppo bancario nazionale che si collochi ad un adeguato livello di competizione mondiale; 2) valorizzare la trasformazione di Ina in società di diritto privato operante in concorrenza sui mercati nazionali ed esteri; 3) assumere la responsabilità dello sviluppo dei comparti manifatturieri di Finmeccanica e Italtel; 4) costituire infine un centro finanziario in grado di dare adeguato supporto a settori industriali rilevanti per il sistema a cominciare dalla chimica". Le scatole cinesi Ma questa mega-conglomerata sarebbe accettata dalla Borsa, da sempre contraria alle scatole cinesi? (omissis) si pone l' interrogativo e risponde: "Il mercato vuol vedere se con una società di guadagna o si perde". Il nodo obiettivamente esiste - dice il ministro - ma non sono mancate attestazioni circa la fattibilità dell' operazione e segnali di interesse a collaborarvi da parte di circoli finanziari internazionali di primaria importanza". In Francia ed in Inghilterra, dopo accordi per la costituzione di "nuclei duri" di controllo (magari con il ricorso a patti di sindacato garantiti dallo Stato che conserverebbe comunque il 25%) hanno fatto così, spiega il ministro dell' industria, lasciando ovviamente intendere che l' Italia potrebbe adottare soluzioni analoghe. Dopo la vendita e la ristrutturazione delle aziende di Stato quale scenario di riferimento resterebbe in piedi? "L' Iri nella soluzione che si propone - spiega (omissis) - è nella sostanza destinato a sparire". Del tutto opposta la sorte dell' Eni che abbandonata la chimica e le miniere resterebbe come "il principale gruppo industriale italiano dove lo Stato attraverso il Tesoro potrebbe mantenere un 20-25% della quota di controllo azionario". Sistemate le vecchie holding pubbliche, "a regime", conclude il documento di (omissis) l' Italia farà i conti con tre gruppi "vigorosi, conformati in modo da potersi confrontare con la concorrenza internazionale": il Bam, ovvero il gruppo bancario assicurativo manufatturiero; il gruppo chimico e l' Eni. "Tre colonne portanti" dice il ministro che potrebbero diventare un poker d' assi non appena l' Enel, "una volta chiariti i problemi tariffari e organizzativi interni" costituirà un investimento tra i più appetibili". - di ENZO CIRILLO
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/19/guarino-rifa-il-libro-verde.html
 
Indovinate chi si nasconde al posto degli omissis. Si potrebbe pensare, vista la sua ultima esternazione, che si tratti del ministro Tremonti, invece si tratta del Prof. Giuseppe Guarino. Che io ricordi, non mi risulta che il sedicente socialista e Reviglio-boy Tremonti allora si sia espresso contro. A ulteriore dimostrazione che Giulio Tremonti, come al solito, arriva in questo caso 17 anni dopo, ma col suo tono professorale intriso di disprezzantropia dà sempre l’impressione che l’abbia detto o fatto per primo, e tutto allo scopo - da abile giocatore delle 3 carte - di fare ammuina e stornare l’attenzione dai suoi veri obiettivi. Che poi è uno soltanto: fagocitare potere, che poi è incapace di gestire.
Faccio una proposta: perché non gli rivolgiamo tutti insieme un “pensierino”?
 
PS:
 
LO STATO DELLE PRIVATIZZAZIONI
Data: Sabato, 13 ottobre @ 19:00:00 CDT
Argomento: Economia   di RITA MARTUFI - Proteo
 
Iri: «Privatizzazione in Europa» (con Tremonti, Prodi, Megginson)
11 ottobre 2002
 
5 aprile 2011
La partita solitaria di Tremonti
Il ministro dell’economia gioca le sue carte con grande discrezione
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/125709/la_partita_solitaria_di_tremonti
 
 
PPS:

Lettera al Ministro Giulio Tremonti

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2607838
 
 
 
Puntate precedenti:
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