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Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni


Le evidenze scientifiche ed empiriche attestano che si può andare oltre la grande intuizione montessoriana. L’educazione deve cominciare in famiglia già durante la gravidanza e nei primi 3 anni di vita del bambino, periodo in cui, soprattutto, si sviluppano i collegamenti tra i neuroni (sinapsi ed assoni), che però si “fissano” soltanto a condizione che essi vengano stimolati dall’ambiente, cioè dall’educazione, altrimenti si atrofizzano.

Io ho fatto applicare tale metodo da mia figlia: funziona!

Posso sinteticamente dire che le azioni sono state:

- lettura alla bimba già durante la gravidanza (è molto importante farlo con voce dolce ed espressiva);

- fissazione, ripetizione ed applicazione del concetto base: "molto amore e disciplina congrua, la cui combinazione costruisce una personalità forte ed equilibrata, che procurerà molto meno problemi alla madre (e al padre) in futuro";

- assistenza effettuata da me telefonicamente per contrastare e battere, solo col dialogo, una leggera "depressione" post parto;

- fondamentale è il rapporto empatico.

Dettagli in: “Il ruolo dell’educazione - in famiglia e a scuola - nella formazione di cittadini pensanti e felici: un approccio innovativo (e, soprattutto, nel ‘post’ in esso linkato)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/09/05/il_ruolo_delleducazione_nella.html 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752886.html

 

Post e articolo collegati:

L’istruzione è alleanza famiglia-scuola
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753849.html

SIAMO SICURI CHE L’ASILO-NIDO FACCIA BENE AI BAMBINI?
UNA RICERCA OSSERVA UN EFFETTO NEGATIVO DELLA SUA FREQUENTAZIONE A 0-2 ANNI SUL QI DELLE BAMBINE CON FAMIGLIE PIÙ AGIATE  – POTREBBE ESSERE CHE NEI PRIMI ANNI DI VITA LE INTERAZIONI “UNO A UNO” CON GLI ADULTI SIANO ESSENZIALI PER LO SVILUPPO COGNITIVO E CHE A QUELL’ETÀ LE BAMBINE SIANO PIÙ IN GRADO DI BENEFICIARNE
http://www.pietroichino.it/?p=41089 
 
Dialogo breve tra il Prof. Andrea Ichino e me sulla dannosità degli asili nido
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2853581.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2017/01/dialogo-breve-tra-il-prof-andrea-ichino.html 


 





PROPOSTA PER MATTEO RENZI

          

 

Alla “Leopolda2”, il regista Fausto Brizzi, come mezzo per migliorare le cose, ha parlato di “buon esempio”. Si dice che l'educazione è l'insegnamento sostenuto, rafforzato dall'esempio. Ne consegue che se si vuole migliorare la situazione italiana, e diffondere il buon esempio, occorre investire nell’educazione. Cominciando dalla famiglia.

Infatti, l'agente educativo principale è la famiglia, in primo luogo la madre, se è vero come è vero (da evidenze scientifiche e quindi obiettive) che il periodo cruciale per la formazione delle basi della personalità del bambino è dalla pancia della mamma a 3 anni, quando il cervello è come una spugna ed assorbe facilmente tutto, di bene e di male. [1]

Anche per esperienza empirica diretta, si comprende che, al netto del carattere, vale a dire del fattore innato, l'educazione svolge un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità e nel determinare l’etica individuale, il senso civico, la propensione al rischio, che è materia prima indispensabile sia per creare un'impresa, sia per scalare una montagna, sia per passeggiare di sera in un quartiere malfamato di Napoli, sia per diventare un condottiero, sia per decidere il proprio portafoglio titoli, sia per scegliere di iscriversi alle facoltà scientifiche, sia per creare e dirigere e contendere la leadership di - persino in Italia - un partito nuovo.

 

Spiego allora il mio progetto, necessario sia in generale, sia per risolvere la Questione meridionale e la Questione femminile. (V. anche, più in esteso, l’allegato post [2], nonché l’articolo di Romano Prodi [3], destinatario di una mia lettera sul tema nel gennaio 2006, citata nel predetto post)

 

PROGETTO EDUCATIVO

La mia proposta è questa: in Italia ogni anno nascono 500.000 bambini, quindi ci sono 500.000 madri in gravidanza, occorre e conviene investire su di loro, attraverso un programma strategico pluriennale di assistenza a domicilio alle mamme in gravidanza e nei primi 3 anni di vita dei figli (e ovviamente ai padri), che poi, su questa solida base, si svilupperà – ma solo dopo – attraverso la scuola e gli altri organismi sociali.
A tale scopo, verrebbe selezionato e formato rigorosamente (con stage anche all’estero), attingendo tra gli psicologi, i pedagoghi, gli assistenti sociali, ecc., un piccolo esercito di 25.000-50.000 Assistenti-educatori a domicilio (sulla falsariga degli Health Visitor finlandesi), diretti secondo standard elevati di efficacia-efficienza-qualità e basandosi sul concetto di prevenzione, più semplice ed efficace e meno costoso degli interventi ex post.
Per la copertura finanziaria (500 mln?), si potrebbero sia utilizzare risorse preesistenti, sia riorientare gli ingenti fondi attualmente spesi in progetti educativi inefficaci, mirati a bambini e bambine dai 6 anni in su (quando è già troppo tardi), gestiti da Regioni, Province, Comuni, organismi terzo settore, laici e religiosi, in tutte le Regioni italiane (!).

Che cosa dovrebbero fare gli Assistenti-educatori? A mio avviso, principalmente, tre cose:
1. EDUCARE CHE E’ L’AMORE INCONDIZIONATO DELLA MADRE E DEL PADRE il “mattone” fondamentale del carattere di un bambino, la materia prima per farne un individuo “forte”. Qualcuno obietterà: ma è necessario farli andare a domicilio? Io rispondo: sì, perché – come ha scritto Michele Serra su la Repubblica e come l’esperienza insegna - “l’amore non è obbligatorio mai, nemmeno tra genitori e figli”. Solo un rapporto diretto, empatico è capace di “sciogliere” le non rare resistenze.
2. EDUCARE AD IMPARTIRE AI FIGLI UNADISCIPLINA CONGRUA: NE’ POCA NE’ TROPPA, a cui va aggiunta la trattazione di temi come: il rispetto delle regole, il senso civico, la propensione al rischio e l'abitudine negativa alla lamentela (la lamentela è peccato!).
3. EDUCARE A DARE UN’INFORMAZIONE SESSUALE , o meglio, secondo Freud, in particolare per le bambine, una NON REPRESSIONE DELLE CURIOSITA’ SESSUALI (ovviamente quando queste saranno esplicitate).

Il resto, lo lascio decidere agli esperti. Aggiungo soltanto l’educazione alla lettura (cominciando da quella delle fiabe, fin dalla gravidanza), che è - non tutti lo sanno - una passione che si prende da piccoli, dopo è molto difficile.

Sono le donne (madri) le artefici del loro destino di cittadine a tutto tondo e di quello dei figli. E dell’Italia.

Su questa solida base, poi potrà essere sviluppato il lavoro della scuola.

 

Si tratta anche, in definitiva, della costruzione delle premesse della maggior "felicità" possibile delle nuove generazioni: quale obiettivo più importante, prioritario di questo?

 

 

[1] Educazione.

Fascia d’età critica. Il periodo fondamentale è dalla gravidanza a 3 anni! E’ in questo lasso di tempo che si formano le sinapsi, che legano i neuroni, ma esse si fissano a condizione che vengano utilizzate/stimolate dall’educazione. Riporto il passo scritto da un mio interlocutore, Valerio_38, che lo spiega bene:

“Le moderne neuroscienze hanno dimostrato che la nostra specie è affetta da una eccezionale neotenia, cosicché il cervello di un bambino appena nato è ancora immaturo. Possiede già l’intero patrimonio di neuroni (circa cento miliardi), ma tutti quei neuroni sono pressoché privi di collegamenti fra di loro. Lo sviluppo dei collegamenti (assoni e sinapsi) avviene gradualmente nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, in parallelo alla vita fuori dall’utero. I collegamenti (in media circa diecimila per ciascun neurone) sembra si sviluppino per caso ma si stabilizzino (si fissino) soltanto se vengono “utilizzati” (gli altri si atrofizzano).

Questa plasticità del cervello infantile e adolescente è la ragione che rende così importante l’istruzione dei giovani fin dalla prima infanzia. L’istruzione determina quali sinapsi si fisseranno e quali no”.

 

ed una mia integrazione:

“Ho letto con interesse il tuo commento del 9.5 23:05 (poi gli altri) e l’ho condiviso interamente tranne in due punti: 1) laddove tu scrivi “Questa plasticità del cervello infantile e adolescente è la ragione che rende così importante l’istruzione dei giovani fin dalla prima infanzia”; e quando affermi: “Ma la distribuzione di queste differenze non dipende dalle latitudini, dipende dalla storia”.

Non dalla storia, ma dall’educazione, appunto, che deve cominciare già durante la gravidanza”.

 

 

[2] Questione femminile, questione meridionale, rivoluzione culturale e progetto educativo

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html

 

[3] “Solo una riscossa etica e politica può salvare il Mezzogiorno. Il peso dell’illegalità”

Una riscossa etica per salvare il Sud

Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 23 ottobre 2011

http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/solo-una-riscossa-etica-e-politica-puo-salvare-il-mezzogiorno_4013.html

 

P.S.:

Matteo Renzi si è chiesto perché quelli di estrema sinistra si comportano in modo autolesionistico. Ho provato a tracciare un profilo psicologico alla buona dei “destri” e dei ”sinistri” in questo ‘post’ del mio blog

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html

 

P.P.S.:

Berlusconi-Renzi: interpretazione psicologica di un incontro scandaloso

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html



IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE/15/MADRE SILVIO

 

Berlusconi, ovvero la mamma degli italiani...
Qual è la vera natura della relazione fra il Cavaliere e i suoi elettori? Nel libro “Madre Silvio” lo psicologo Alessandro Amadori scopre che dietro il machismo quasi compulsivo del premier si nasconde una verità inaspettata. Leggine un estratto

27 marzo, 2011

di Alessandro Amadori

Nel ciclo dell’eroe attuato dal Cavaliere, ossia nel suo percorso narrativo come figura eroica che ha rivoluzionato la politica italiana, tutti gli elementi esteriori convergono verso l’identificazione di un archetipo, e di un collegato codice emozionale (un coinema, come si dice in psicologia dinamica), di tipo maschile (il coinema del Padre). Rigorosamente, quasi patologicamente maschile. Il politico Berlusconi sarebbe semplicemente la trasposizione, in ambito appunto politico, di una specie di ideal-tipo caricaturale di maschio latino ricco, potente, vincente e bisognoso di continue conferme della propria capacità di sedurre (quest’ultimo elemento, tuttavia, farebbe già sospettare che, al di sotto e al di là dell’apparenza, vi sia una realtà differente). 
Ovvero, quanto di più direttamente maschile, e per molti versi anche maschilista, si possa immaginare. Questa è come detto l’apparenza, o meglio questa è una parte della verità. Molto infatti, nel comportamento del Cavaliere, può essere letto come manifestazione di coinemi (codici affettivi) maschili. 
Lui stesso, sinceramente, lo confessa. 

Tuttavia, la vera domanda da porsi non è su come si comporta esteriormente Berlusconi; la domanda cruciale è un’altra, è questa: che tipo di relazione ha instaurato il Cavaliere con il suo elettorato? Qual è l’esatta natura dello scambio affettivo, del contratto emozionale, sottostante? Che cosa chiede, Berlusconi, a chi lo vota, e che cosa dà, sempre Berlusconi, a chi lo vota? 
Bene, se passiamo dal livello del comportamento esteriore a quello della relazione affettiva con l’elettorato, l’immagine che abbiamo del Cavaliere, e dei suoi codici affettivi, cambia completamente. Addirittura, si rovescia nel suo opposto (dal coinema del Padre a quello della Madre). La relazione che Berlusconi ha costantemente attuato con il suo elettorato è infatti una relazione materna di accudimento. È la stessa relazione che una madre benevola instaura nei confronti del proprio figlio piccolo, molto piccolo, che si lamenta. È una relazione di ascolto e di presa in carico. È una relazione basata sul fornire una cura lenitiva al malessere, al disagio che il proprio figlio prova ed esprime. 
Con un piccolo sforzo aggiuntivo, si può addirittura azzardare questa interpretazione psicoanalitica: ossia, che il comportamento archetipicamente maschile che Silvio Berlusconi manifesta nella sua vita personale sia una formazione reattiva (cioè, la trasformazione nell’opposto) rispetto a un bisogno profondo, quasi certamente inconscio, di accudire maternamente e, quindi, in realtà di essere accudito. Accudito dalla propria madre, o da suoi surrogati (e allora non è un caso che, stando a quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche e dalle testimonianze del caso Ruby, negli spettacoli serali che andavano in scena ad Arcore alcune delle sexy-ballerine invitate si esibissero travestite da infermiera, tipico simbolo di figura femminile che accudisce). 
Il maschile, così marcato, che c’è nell’esteriorità del Cavaliere sarebbe allora la copertura appunto esteriore, complementare e compensatoria, di un atteggiamento affettivo dominato dai codici del femminile. Il coinema apparente del Padre costituirebbe perciò la schermatura del vero coinema sottostante, quello della Madre. E attraverso la conferma della propria capacità di sedurre, Berlusconi esorcizzerebbe il timore di non essere amato dalla propria figura materna e, parallelamente, di non essere abbastanza maschile da attrarre la figura femminile in generale. Per mezzo del coinema del Padre, egli cercherebbe rassicurazione rispetto alla paura di perdere l’amore della Madre. 
Dietro il tentativo di sedurre Ruby, ammesso che sia andata così, vi sarebbe la paura di non essere accettato dall’Eterno Femminino. (Giusto per evitare qualsiasi fraintendimento, è bene precisare che stiamo parlando non di orientamento sessuale, che in Berlusconi è fin troppo chiaramente eterosessuale, bensì di dinamiche profonde affettive e relazionali).

È proprio questa inconscia valenza femminile, questo stretto rapporto di Berlusconi con la sua parte femminile, che c’è nella relazione affettiva fra il Cavaliere e il suo elettorato, ad averlo reso per così tanto tempo immune dalle conseguenze negative dei suoi stessi comportamenti esteriori. A lungo infatti noi ricercatori (e tanti giornalisti, fra cui lo stesso Severgnini) ci siamo scervellati su un vero e proprio paradosso demoscopico: nonostante il dibattito politico-mediatico fosse da tempo dominato dal problema della discutibilità dei comportamenti personali del premier, gli indicatori appunto demoscopici sono rimasti a lungo relativamente stabili (Severgnini ne parla a proposito del fattore harem). 
La tesi più utilizzata per spiegare questo fenomeno era quella della dissociazione fra la valutazione del Cavaliere come leader politico e quella di Silvio Berlusconi come individuo, con una sua propria vita personale. Discutibile quanto si vuole, però comunque privata e personale. Era insomma la tesi classica della separazione fra vizi privati e pubbliche virtù. Ma era una tesi debole, che personalmente non mi convinceva pienamente. Però, all’epoca, non avevo un’idea migliore in testa.
È invece molto più efficace, come interpretazione, l’ipotesi secondo cui, semplificando, a Berlusconi si perdona tutto perché dell’interazione con la figura materna, con la Madre, nonostante i difetti che essa può mostrare (e la soggezione o la frustrazione che può evocare o provocare), non si può fare a meno. Volenti o nolenti, siamo costretti a perdonare la nostra Madre, perché ne siamo troppo dipendenti. Il Padre lo vogliamo abbattere, come ci ha insegnato Freud con la sua teoria del complesso di Edipo; la Madre no, la vogliamo salvare (persino quando si comporta contro la morale comune, persino quando si comporta da prostituta). La Madre intesa, in termini di codici affettivi (cioè di coinemi), come colei o colui che si prende cura di noi, che ci accudisce, che ci ascolta, che ci protegge dalle nostre paure più profonde.
© 2011 Mind Edizioni 

Tratto da Madre Silvio, di Alessandro Amadori, Mind Edizioni, pp.188, euro 15

Alessandro Amadori, genovese di nascita, milanese di adozione, è laureato in Psicologia sperimentale, dottore di ricerca in Psicologia dei processi cognitivi superiori e ricercatore di mercato da oltre venti anni. Fondatore e direttore dell'istituto Coesis Research, con il libro 
Mi Consenta (2002), dedicato all'analisi semiotica dei modelli di comunicazione di Silvio Berlusconi, ha contribuito a fondare la psicopolitica, la disciplina che studia i processi psicologici profondi che stanno alla base del comportamento elettorale.
http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/03/22/anticipazione_libro_madre_silvio_alessandro_amadori_berlusconi_mind_edizioni.html
 
 
Commento:
 
1. Da più di 10 anni, uso chiamare Silvio B. “il mammone dal collo taurino” ed ho individuato nella madre, mamma Rosa (v. post/1, 2 e 3) la figura chiave nella formazione della sua personalità.
 
2. Su “Europa”, l’anno scorso scrissi:
da magnagrecia inviato il 7/8/2010 alle 1:22
“Vorrei avvertire la brava Mariantonietta Colimberti che quello di Alfano e sodali non è nervosismo. Lui, Bondi, Frattini, Cicchitto, Capezzone, ecc. fanno solo il loro mestiere: di bravi servi zelanti e vigili mamme vicarie, che hanno tra i loro compiti anche e soprattutto quello di prendere le difese del "mammone dal collo taurino".
In occasione del caso Noemi, su parecchi giornali fu pubblicata la notizia che il premier si era lamentato della scarsa solidarietà ricevuta da parte delle ministre, in particolare la Prestigiacomo e la Meloni (e la prima fu anche poi un pò emarginata).
Fateci caso d'ora in poi: quelli con maggiore attitudine servile, i ministri Bondi, Frattini ed Alfano, non commettono mai questo errore”.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/120417/lappello_del_bersani_costruttore  
 
3. Ho già più volte scritto dell’Italia come di un Paese antico, cinico e mammone ed evidenziato inoltre che sono le donne a tenere in piedi elettoralmente Silvio B. Quando ascoltavo i Soloni dell’analisi politologica discettare sulla natura dei rapporti tra Silvio B. ed il suo elettorato (v. anche post/9) e tra Silvio B. ed i suoi collaboratori mi veniva da sorridere, vedendo che non riuscivano a fare 2+2, a ravvisare l’evidente natura maternale di quei rapporti.
Io non credo però, come fa Alessandro Amadori, che Silvio B. sia “soltanto” la “madre” degli Italiani, ma più verosimilmente che egli sappia principalmente suscitare sapientemente l’istinto materno e continui quindi a svolgere magnificamente soprattutto il suo (quasi, per fortuna *) irresistibile ruolo di figlio-mammone, ma dal collo taurino.
Egli è mamma solo come proiezione e ad imitazione della sua (cfr. post/1), che ha svolto la funzione educativa senza tenere insieme la dimensione affettiva (amore debordante e incondizionato) con la dimensione etico-normativa: la sola educazione positiva, completa e che costituisce un fattore protettivo enorme; la sola capace di formare individui forti ed equilibrati, e non soggetti deboli come lui, malato di narcisismo, che coltiva un senso di onnipotenza che lo fa credere legibus solutus, pronto a punire chiunque (vedi la Magistratura) osi arrecare offese al suo amor proprio ipertrofico e malato, lesioni alla sua autorità, sconfitte al suo orgoglio di unico ed insostituibile.
 
(*) 
Il grande imbroglione
di GIUSEPPE D'AVANZO 
(…) è suggestiva l'interpretazione di chi avvista Berlusconi afflitto da "pseudologia phantastica".
«Una forma di isteria caratterizzata dalla particolare capacità di prestar fede alle proprie bugie. Di solito succede - scrive Carl G. Jung - che simili individui abbiano per qualche tempo uno strepitoso successo e che siano perciò socialmente pericolosi».
http://www.repubblica.it/politica/2011/04/10/news/berlusconi_davanzo-14743742/  
 
Post Scriptum:
Ho inviato lo scorso 9.4 all’1 e 42 la seguente e-mail all’autore del libro, Alessandro Amadori (prima di leggere l’articolo riportato, dove è scritto: orientamento sessuale, che in Berlusconi è fin troppo chiaramente eterosessuale). Non ho ricevuto finora alcuna risposta:
 
“Ho appena finito di ascoltare a "Linea Notte" la Sua acuta analisi psicologica
del Sig. Silvio B.

Mi permetto di inviarLe il profilo psicologico che, da non esperto, ho
tracciato di lui una decina di anni fa e che ho riportato in questa serie di
'post' nel mio blog (profilo nel 'post/1, in calce a questo post/14):
IL SIG. SILVIO B., IL MAMMONE DAL COLLO TAURINO ED IL SUO TALLONE D'ACHILLE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598138.html
Cordialmente,

PS:
Gliela riferisco con beneficio d'inventario. Tempo fa, lessi sul “Fatto” che
dopo l’asportazione della prostata, s’è fatto installare presso il “S.
Raffaele” del suo amico Don Verzé un impianto ad hoc, che aziona a comando per
il bunga bunga.
Può permettersi ora, per soddisfare la sua terribile, incoercibile bulimia ed
esorcizzare lo spettro della vecchiaia, invitare 20 o 30 giovani donne alla
volta – preferibilmente, non a caso, di estrazione sociale bassa, cultura
insufficiente e capacità intellettive mediocri – ed esibirsi in stressanti
performance copulatorie “a tergo” di gruppo, preferibilmente anali e, pare,
rigorosamente senza preservativo, potendo azionare ad libitum il suo
attrezzo.
Dall’alto della Sua esperienza, sarà forse d’accordo con me che la sua
predilezione per i rapporti anali è forse spia di omosessualità latente. Il che
vorrebbe dire che abbiamo un premier... incompetente, matto, impotente ed
omosessuale latente.
E’ probabile che se mamma Rosa avesse potuto usufruire di un’assistenza
adeguata durante il periodo critico, ci avrebbe risparmiato tutto o buona parte
del casino che il figlio primogenito ha provocato e sta provocando”.
 

Post collegato:
Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html


Puntate precedenti:
post/1-Silvio B. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2576326.html
post/2-mamma Rosa http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2577094.html
post/3-padre http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2578158.html
post/4-lettera a S.B. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2587498.html
post/5-figlie http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2588389.html
post/6-léggi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2588710.html
post/7-amor proprio http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589028.html
post/8-Marina http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591169.html
post/9-innamoramento http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592704.html
post/10-sberla http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593988.html
post/11-Ciampi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595766.html
post/12-GallidL. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596988.html
post/13- Ciampi2 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597402.html
post/14- Napolitano http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598138.html
 

CURIOSITA' SESSUALI REPRESSE E SVILUPPO INTELLETTUALE/18

 

In questo lungo articolo si parla poco di sesso, ma molto di musica, della relazione di John con la madre e Yoko Ono e di altro.
 
MAESTRI SPECIALI
Sette regole sul sesso. Parola di John Lennon
Ci ha lasciato “I Am The Walrus”, “Girl”, “In My Life” ,“If I Fell”... Ma a Lennon (che proprio oggi, 9/10/10, compirebbe 70 anni) siamo debitori anche per un altro tipo di educazione. Ugualmente “artistica”
 
Questa è la storia di una bambina che sognava di fondare un gruppo. Sarebbe stato un duo, con il cuginetto, si sarebbero chiamati Sexy Sadie. i loro album si sarebbero intitolati Sexy Sadie (tutti quanti: Sexy Sadie 1, Sexy Sadie 2, Sexy Sadie 3, eccetera) e sui palchi delle fitte tournée dense di date e bisbocce avrebbero suonato sempre una sola hit: “Sexy Sadie”. I Sexy Sadie si sarebbero vestiti normale, non avrebbero indossato né completini beat né stivaletti, tanto meno si sarebbero mai sognati di chiedere «Mi faccia un caschetto alla Paul, presto!», giù da Ricci e Capricci, perché pensavano che si sarebbero resi ridicoli come scimmie, finendo a suonare alle sagre di minuscole frazioni dell’Emilia profonda, come degli Apple Pie qualsiasi. Questa è la storia di una bambina che, anche da grande, non si capacita ancora del fatto che dopo tutto i Sexy Sadie non avrebbero avuto un gran successo. Ma che deve comunque all’autore di quel brano (che tra l’altro non aveva niente di pruriginoso, visto che era dedicato a un furbacchione di ciarla-guru) una grossa fetta della propria formazione (piccola, rispetto all’impatto dei Beatles sulla sua vita): quella sexysadie-sessuale. Non rimaneva che quella, d’altronde. Non essendo una cima con gli strumenti (quella bambina aveva già capito che, da parte sua, non avrebbe dato un gran contributo al trionfo dei Sexy Sadie), il sesso era un settore in cui dipendere dall’insegnamento di qualcuno diventa una faccenda molto più evocativa e prolifica rispetto alla dipendenza artistica. Inoltre l’insegnante in questione non era un Beatle qualsiasi e nella mente di quella bambina trasudava ammonimenti erotici: John Lennon era quello cresciuto in una strada di nome Menlove Avenue, che promuoveva la libertà creativa a tutto tondo, che dal 1966 aveva cominciato a ragionare con le parti basse e che, soprattutto, fu il primo uomo nudo che quella bambina avesse mai visto. Sì, quell’orrida visione dei signori Ono sull’album Two Virgins fu uno shock e anche se, per qualcuno, il vero colpo allo stomaco era stata invece la copertina di Rolling Stone con la foto fetale di Annie Leibovitz (ancora oggi un’amica dall’estetica ferrea si indigna: «Omamma… Il cucchiaione!»), la scoperta furtiva - avvenuta nella camera del fratello maggiore, nello stesso nascondiglio in cui mesi dopo scoprì una spiegazzatissima copia di Playboy - aprì un mondo. Le lezioni di sesso lennoniane stavano lì, disseminate nelle sue canzoni, nei suoi testi, molto più che nella sua condotta di vita, influenzata negli ultimi 15 anni da una che ai suoi vernissage pretendeva di vendere a 200 sterline una mela (definendosi «un’artista concettuale »), o nei suoi Bed-in (un bivacco non può essere eccitante), nei suoi Peace & Love (così scontati), negli oltraggi al pudore per la filosofia bagista (andiamo, è solo un sacchetto!)… Le lezioni di sesso stavano lì, subliminali nella sua musica; scolpite nell’eternità e granitiche; così vere e universali che valevano anche per una bambina che, nel ’68 e ai tempi della rivoluzione sessuale non era nemmeno nei pensieri dei propri genitori. (...).
1 2 3 Successiva
 
http://dweb.repubblica.it/dettaglio/7-regole-sul-sesso-parola-di-lennon/73383
 
 
 
 
Puntate precedenti:
 
post/1-Freud “La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno”
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558195.html
 
post/2-Freud “Aforismi e pensieri”
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2589675.html
 
post/3-De Bernardi “Il diritto all’innocenza”
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2591160.html
 
post/4-Il VdS “La scoperta della sessualità”
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592702.html
 
post/5-card. Scola
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593987.html
 
post/6-Precocità e disinformazione sessuale
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2595765.html
 
post/7-Belardelli “Il sesso migliora con l’età, per le donne il picco a 40anni” 
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2596985.html
 
post/8-Tamburini “Sessualità, aspetti psico-evolutivi”
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2597394.html
 
post/9-La Hunziker e i maschi italiani: «Sono immersi nei tabù»
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598135.html
 
post/10-Il sesso ok? Circa 10 minuti, poi il cervello pensa ad altro
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2614532.html
 
post/11-Sesso all’estero, ma di segno opposto
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2615556.html
 
post/12- Dal bacio rubato all'amore in auto, il 'manuale' del sesso secondo gli 'ermellini'
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2616254.html
 
post/13-Test: Equilibrismi d'amore, misura la parità di coppia
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2617205.html
 
post/14-Salute: emicrania da sesso, come evitare il ‘mal di testa del traditore’
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2618892.html
 
post/15-Quando l’amante è la zia
 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2619722.html
 
post/16-L’ansia da prestazione è rosa
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post/17-Gay ma solo ogni tanto
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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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