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Lettera ai Professori Brancaccio e Cottarelli sulle loro fake news su Monti e la riforma Fornero




Pubblico la lettera che ho inviato il 26 gennaio scorso a Emiliano Brancaccio e Carlo Cottarelli, dopo avere ascoltato i loro interventi alla trasmissione radiofonica di Radio1 Radio anch’io, nel corso della quale (all'inizio, il conduttore Giorgio Zanchini legge un mio sms, anche se lo arricchisce di una premessa inesistente), tenendo bellamente in non cale le mie molteplici segnalazioni, hanno dato la stura alle loro tesi erronee che a provocare la recessione sia stato Monti e ad allungare l’età di pensionamento sia stata la riforma Fornero. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta da Emiliano Brancaccio; mentre Carlo Cottarelli, come al solito, mi ha risposto subito, ma per carità di patria – visto che era influenzato – vi risparmio ciò che mi ha brevemente scritto.


Grande recessione: non Monti ma Berlusconi. Pensioni: non Fornero ma Sacconi

Da:  v

26/1/2018  15:15


Egregi Professori Brancaccio e Cottarelli,

Alla trasmissione di Radio Anch’io di stamane, nonostante le mie varie e-mail, avete di nuovo incolpato Monti della recessione, come fanno (quasi) tutti da sei anni, inclusi – pare – tutti i docenti di Economia. Dimostrando che siete ancora vittime della potentissima propaganda berlusconiana e del Cdx. Nulla di più falso, a causare la grande recessione è stato Berlusconi!

Manovre correttive

Basta riportare le cifre riepilogative, infatti, per poter dedurre che il Governo Monti, in un quasi equivalente lasso di tempo (1 anno e mezzo), ha varato solo il 19% dei 330 mld cumulati delle manovre correttive decise nella scorsa legislatura, contro l’81% del Governo Berlusconi, ed è stato molto più equo (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF). Potete ri-trovare l’analisi completa e le prove documentali nel documento di 18 pagine in cui ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura, con notizie e nessi forse sorprendenti.[1]

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Come si vede facilmente, Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1. Se si considera anche l'iniquità delle misure (che amplifica gli effetti recessivi, poiché si colpiscono di più i percettori di reddito ad alta propensione al consumo: ad esempio, Berlusconi ha tagliato la spesa sociale, destinata ai poveri, del 90%[1]), anche di più. E' importante considerare, infine, che tutte le misure strutturali (tagli miliardari alla previdenza, alla sanità, alla scuola, ecc.) valgono tuttora.

Pensioni

Avete anche citato, come fan tutti, soltanto la riforma delle pensioni Fornero. Permettetemi, allora di ri-ri-ri-osservare.

Dal 1992, le riforme delle pensioni, considerando un'unica riforma le norme emanate da Sacconi nel 2010 e 2011 (oltre che nel 2009, col DL 78/2009), sono state 7 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010 e 2011; Monti-Fornero, 2011).

La riforma delle pensioni Fornero è solo l’ultima delle sette riforme e non la più severa, sia dal punto di vista delle norme e dei conseguenti effetti sull’allungamento dell’età di pensionamento, sia sotto il profilo del risparmio cumulato al 2060 dalle quattro riforme dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abolito da Damiano; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; SACCONI, 2010 e 2011; e Fornero, 2011), stimato dalla Ragioneria Generale dello Stato (RGS) in 1.000 mld (60% del Pil), di cui meno di un terzo attribuito alla riforma Fornero, chissà perché l’unica citata (anche dalla Corte dei Conti), il che significa che la quota prevalente dei residui 2/3, ben maggiore del meno di un terzo, è ascrivibile alla riforma SACCONI (della quale peraltro RGS omette la L. 148/2011 - la terza sulle pensioni, dopo la L. 122/2010 e la L. 111/2011 -, che estese la “finestra” di 12 mesi al comparto della scuola http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf), mai citata da nessuno, neppure dalla Corte dei Conti e da RGS.[2]

Ad essa vengono attribuite erroneamente o furbescamente (ad esempio dall’On. Matteo Salvini,[3] che votò la severissima legge SACCONI nel 2010 e 2011, e, per ignoranza o malafede, decidano loro, da sette noti esperti di previdenza - Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano, Sacconi -, oltre ISTAT, EUROSTAT, UPB e INPS[4]) misure severe della riforma SACCONI, in particolare l’incisivo meccanismo dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, in realtà introdotto dal comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, che al comma 12ter ha prescritto all’ISTAT di considerare nel calcolo dell’aspettativa di vita soltanto gli aumenti e non anche le diminuzioni.

La stessa professoressa Fornero ha alimentato coraggiosamente e autolesionisticamente la sua nomea di cattiva, (i) sia appropriandosi di misure decise da altri: formalmente, dell'aumento dell'età base di pensionamento di vecchiaia a 66 anni, deciso già da Damiano (4 mesi in media) e SACCONI (8 mesi) con la cosiddetta “finestra” (i.e. differimento dell'erogazione), che, di fatto, di provvedimenti già implementati dal ministro SACCONI, in particolare l'adeguamento automatico, o da Dini, il metodo contributivo; (ii) sia non rinviando tutti gli intervistatori ai veri autori.

Specularmente, ha influito sulla vulgata il senatore Sacconi, col suo lungo silenzio, rotto solo recentemente con la sua conferenza stampa congiunta con l'onorevole Damiano, presso una sala del Parlamento, dove per iscritto ha attestato che l'adeguamento automatico all'aspettativa di vita era stato deciso dalla riforma Fornero, mentre verbalmente ha dichiarato di esserne lui l'autore.[4]

Com’è noto, l’On. Salvini della Lega Nord e Luigi Di Maio di M5S stanno proponendo l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero per ridurre l’età di pensionamento (anticipato) a 41 anni, proposta rilanciata con grande enfasi da tutti i media.

Ma, se si togliesse la riforma Fornero, rimarrebbe la riforma SACCONI (oltre alle altre cinque precedenti, in particolare la Dini), che nel 2019 porterà l'età della pensione anticipata (uno dei due modi ordinari di pensionamento) per gli uomini a 43 anni e 3 mesi e per le donne a 42 anni e 3 mesi, e dell’incremento dai 40 anni del 2010, soltanto 1 anno per gli uomini – da 41 a 42 - è dovuto alla riforma Fornero.[2] [3] [4] [5]

Stessa cosa per le pensioni di vecchiaia: 67 anni per tutti nel 2019 e poi via via a 70 e oltre.

Per le pensioni di vecchiaia, infatti, la riforma Fornero ha solo (i) accelerato l’allineamento graduale delle donne del settore privato a tutti gli altri (già regolati dalla riforma SACCONI) entro il 2018, già previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, includendo l’adeguamento automatico); e (ii) reso biennale l’adeguamento triennale automatico SACCONI, a decorrere - come recita la norma - non dal 2019 o dal 2021, come sostengono quasi tutti, ma da quello successivo a quello (triennale) del 2019, cioè dal 2022 (DL 214/2011, art. 24, comma 13 http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201~art24!vig=); oltre ad aver (iii) soltanto esteso, pro rata dall’1.1.2012, il metodo contributivo a coloro che erano esclusi dalla riforma Dini del 1995, che l’ha introdotto, cioè coloro che al 31.12.1995 avevano già 18 anni di contributi, quindi tutti relativamente anziani.

Infine, va notato che anche l’OCSE – i cui rapporti hanno una risonanza mondiale - diffonde da anni qualche fake news sulle pensioni italiane, fuorviato – come conferma il Prof. Alberto Brambilla - da enti autoctoni (in particolare l’ISTAT).[5]

Egregi Professori Brancaccio e Cottarelli,

Spero di esserVi stato utile e che vogliate contribuire in futuro a contrastare severamente la vulgata imperante, che ha fatto quasi 60 milioni di vittime, sia sulle pensioni che sulle manovre finanziarie della scorsa legislatura e sulle cause della grande recessione.

Cordiali saluti

V.

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Note:

[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[2] Questo articolo mi è stato chiesto da un sito, dopo una mia segnalazione rettificativa.

Pensioni: l’estremismo di Bankitalia e Corte dei Conti

di Vincesko - 27 October 2017

Qui sotto, c’è anche il grafico della RGS e altre mie osservazioni critiche:

Lettera a Davide Colombo del Sole 24 ore su un suo articolo con qualche fake news sulle pensioni

[3] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[4] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero

[5] Lettera a Stefano Scarpetta dell’OCSE sulla sua fake news sulla spesa pensionistica italiana, sua risposta e mia replica



Post collegati:

Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli



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Lettera al Sen. Alessandro Malan sul suo articolo “Diario della ‘lunga legislatura’” pieno di fake news




Pubblico la lettera che ho inviata pochi giorni fa al senatore del PD Alessandro Malan, con osservazioni critiche su un suo articolo. Chi legge questo mio blog sa che uso scrivere che quasi 60 milioni di Italiani sono stati vittima del potente sistema disinformativo berlusconiano e del centrodestra; come vedete, anche un parlamentare come Malan è anch’egli vittima di tale DISINFORMAZIONE. Ad oggi, non ho ricevuto risposta.


Osservazioni al Suo articolo "Diario della 'lunga legislatura'".

Da:  v

15/1/2018 15:30


Egr. Sen. Maran,

Ho appena letto il Suo articolo sul Foglio, rilanciato dal sito del Sen. Pietro Ichino DIARIO DELLA “LUNGA LEGISLATURA”, che a mio avviso contiene parecchie inesattezze, sorprendenti (ma non tanto per me, visto che accomunano da sei anni quasi 60 milioni di Italiani, inclusi i docenti universitari) in un parlamentare.

Scusandomi per non avere inviato anche a Lei le mie varie e-mail, che forse Le avrebbero evitato di scrivere tante affermazioni imprecise, faccio un esame puntuale delle affermazioni per me salienti e vi allego le prove documentali (inclusi i post accennati).

Citazione1: “Quel che accadde allora è tutto nelle cronache dei giornali dell’epoca”.

Sì, forse, ma le persone, inclusi i parlamentari (vedi appresso), sono di memoria corta oppure “catturati” dai loro pregiudizi o condizionati e fuorviati dalla loro malafede.

Citazione2: “dalla celebre lettera della Ue che impose al Paese la cura da cavallo anticrisi”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei). La cura da cavallo è cominciata un anno e mezzo prima, nel 2010, col DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla L. 122 del 30.7.2010, di ben 62 mld cumulati, la più scandalosamente iniqua, quella che all’art. 12 reca la severissima riforma delle pensioni SACCONI (vedi appresso), e poi si è sviluppata con una seconda manovra finanziaria correttiva pesantissima (oltre la legge finanziaria o di stabilità), vale a dire il DL 98 del 6.7.2011 convertito dalla L. 111/2011, di 80 mld cumulati, che riscosse l’apprezzamento sia del Consiglio Europeo, che della cancelliera Merkel. Dopo appena pochi giorni, invece, arrivò la lettera della BCE (Trichet e Draghi), con varie prescrizioni dettagliate e la richiesta di anticipare il pareggio di bilancio al 2013 (in contrasto con l'apprezzamento della Banca d'Italia, nel maggio precedente, del pareggio di bilancio nel 2014), che portò al varo di una seconda manovra estiva pesante, il DL 138 del 13.8.2011, convertito dalla L. 148/2011, di 60 mld cumulati. Ma neppure bastarono a salvare il governo Berlusconi-Tremonti, che a furor di popolo e dell’Europa (cioè del duo Merkel Sarkozy, dopo l’accordo di Deauville, citato non a caso come spartiacque dal governatore Ignazio Visco nel corso della sua lunghissima audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche[1]) fu sostituito dal governo d’emergenza Monti, un’emergenza creata ad arte e smentita dai fondamentali.

E’ sufficiente riportare le cifre per dedurlo:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Trova tutte le prove documentali nel documento di 18 pagine linkato alla nota1, in cui ho ricostruito le vicende politico-economiche della scorsa legislatura e dove forse troverà notizie e nessi sorprendenti.[1]

Citazione3: “perché i partiti preferiranno lasciare ai «tecnici» la responsabilità delle misure impopolari”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei), veda il punto precedente e appresso.

Citazione4: “Di più: da allora, riforme strutturali e riforme istituzionali tracciano il campo da gioco. Fin dall’inizio, si stabilisce che il governo Monti avrebbe cercato di mettere il bilancio pubblico su una dinamica sostenibile e di rianimare la capacità di crescita attraverso incisive riforme strutturali”.

Inesattezza al quadrato, smentita dai dati, che invece attestano che il Sen. Prof. Mario Monti è, in gran parte, un millantatore di fatto.[1] [2]

Citazione5: “dei firmatari verranno ricandidati solo Gentiloni, grazie a Renzi, e Tonini”.

Io sono stato per tre anni un assiduo lettore e commentatore degli articoli di “Europa”, organo della Margherita, e ho potuto constatare con mia grande sorpresa la doppiezza dei cosiddetti “montiani” alla Tonini, esigua minoranza spietata e sleale che, per veder affermato nel PD il proprio punto di vista minoritario, sosteneva l’estraneo Monti contro il Segretario del proprio partito Bersani.[3]

Citazione6: “Poi vengono gli errori. Aumentano gli screzi con l’Europa”.

Frase sgradevole che rivela la solita inclinazione autolesionistica, che talvolta arriva alla fellonìa, di tantissimi Italiani. Nella fase iniziale, il tosto Renzi cercò solo di far valere giustamente anche gli interessi dell’Italia, gravemente discriminata in materia di rispetto del rapporto deficit/Pil (veda [1], nota 6) e perfino oggetto di manovre “golpiste”, anche se sui generis e quasi alla luce del sole.[1] Poi Renzi si scontra col muro tedesco per le risorse e fa una virata destrorsa di 180 gradi, alleandosi con gli Squinzi e i Marchionne e tradendo e il proprio elettorato e il programma elettorale “Italia Bene Comune”.

Citazione7: “In altre parole: senza le leggi Fornero e il Jobs Act oggi non potrebbe esserci il Quantitative Easing di Draghi”.

Inesattezza al cubo, frutto di ignoranza o di malafede (decida Lei): (i) la legge Fornero è molto meno severa della legge SACCONI, 2010 e 2011,[4] della quale (per colpa della stessa millantatrice Fornero, di politici bugiardi come Matteo Salvini,[5] che votò la severa riforma SACCONI, di noti esperti di previdenza, quali Cazzola, Giannino, Boeri, Garibaldi, Ichino, Damiano, Sacconi, e poi a cascata ISTAT, EUROSTAT, UPB, INPS e, dal 2013, tutti i media, dimentichi di ciò che scrivevano nel 2012)[6] vengono attribuite misure severe alla legge Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che nel 2019 porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni, e poi via via a 70 e oltre, e l’età di pensionamento anticipato a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e a 42 anni e 3 mesi per le donne. Altro che la millantatrice Fornero!; (ii) peraltro, nella lettera BCE è stato solo chiesto, relativamente alle pensioni, un'ulteriore revisione delle pensioni di anzianità e l'allineamento delle donne del settore privato a tutti gli altri, già regolati dalla riforma SACCONI: “È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012.”) e impediti dal veto del Ministro Bossi,[1] solo l’eccessivo zelo e soprattutto il pianto della professoressa Fornero, assieme alle millanterie sue e del Prof. Monti, che volevano passare come i salvatori dell’Italia dal default, hanno confuso enormemente le acque; (iii) il QE è stato colpevolmente varato dalla BCE a trazione tedesca con 6 anni di ritardo rispetto agli USA e alla GB, per non parlare del Giappone, violando il proprio statuto (art. 2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza, che deve essere reciproca tra la BCE e gli organi politici, violata patentemente e scandalosamente dalla famigerata lettera del 5.8.2011) e costringendo i governi a mastodontiche manovre finanziarie correttive per far fronte alla speculazione finanziaria megagalattica, lasciata quasi libera di scorrazzare dalla colpevole quasi inerzia della BCE, fino al famoso e risolutivo “whatever it takes” del 26.7.2012 di Draghi; (iv) perfino la BCE afferma che le cosiddette riforme strutturali (ammesso e non concesso che siano benefiche) lo sono nel lungo periodo; (v) quelle del lavoro e del welfare a scapito dei salari e dei diritti, imposte dalla Germania ordoliberista, sono obbligate dal ristabilimento del riequilibrio infra UE tra economie strutturalmente eterogenee, che la moneta unica esclude possa avvenire operando sul cambio; e (vi) stante questa imposizione, pare ci sia stato un accordo tra Draghi e Renzi per uno scambio riforme strutturali-allentamento finanziario, che era osteggiato dalla Bundesbank e da Schaeuble.[7]

Citazione8: “Il 7 marzo 2015 con l’entrata in vigore dei primi due decreti attuativi del Jobs Act, il nostro diritto del lavoro ha compiuto una svolta di portata probabilmente più grande di quella compiuta nel 1970 con l’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori”.

Fesseria esagerata, il prof. Pietro Ichino confonde il suo sogno con la realtà (gli capita talvolta…): (i) gli effetti sono drogati dai sussidi miliardari agli imprenditori; e (ii) manca la terza gamba, quella del welfare europeo: reddito minimo garantito, alloggio pubblico (in Italia, sono in totale 500.000 e ne servirebbero 10 volte tante per allinearci a Paesi come GB, Danimarca, Olanda, ecc.); e congrui servizi efficaci/efficienti/di qualità per il ricollocamento. Perché – come al solito - non si è fatto tutto insieme, buttando nei guai milioni di persone?

Citazione9: “(produttività, ha ricordato Francesco Giavazzi…)”.

Francesco Giavazzi è come il prezzemolo quando si devono fregare i poveri cristi e salvaguardare i ricchi. Dopo le fesserie che ha scritte sull’ossimorica “austerità espansiva” e i moltiplicatori, avrebbe dovuto ritirarsi in un salutare silenzio almeno per un secolo.

Citazione10: “Ma a modo suo, Renzi ricorda un pò il Napoleone che porta in tutta Europa, con le sue incessanti guerre, le grandi idee della Rivoluzione”.

Ecco il solito stravolgimento lessicale da parte degli agit-prop dei ricchi. Paradigmatico l’abuso da parte dei reazionari e dei ricchi del termine “riforma”, che una volta voleva dire il miglioramento delle condizioni della maggioranza del popolo; oggi l’opposto. D’altronde, si sa che i ricchi egoisti-bulimici-spietati, che sono 4 gatti, stravincono e dettano legge perché, oltre a risorse enormi, al controllo dei media e da 20 anni anche delle università, all’influenza potente sui decisori politici, possono contare sull’ausilio di agit-prop ben retribuiti e un 20% di popolazione che viene fatto partecipare alla spartizione disuguale della torta.[8] Buon appetito.

Egr. Sen. Maran,

Spero di esserLe stato utile e che voglia in futuro contribuire a chiarire chi ha fatto che cosa in materia di pensioni, di manovre finanziarie e di BCE (sulla quale ho in preparazione un altro documento, che Le invierò).

Distinti saluti,

V.

PS: La informo che pubblicherò questa lettera - e l'eventuale Sua risposta - nel mio blog e la inoltrerò a vari destinatari oltre quelli compresi nella presente e-mail.

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Note:

[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione

[2] Il Prof. Mario Monti, il millantatore

Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’

[4] Pensioni: notizie false (fake news)

[5] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

[6] Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero



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Lettera al Prof. Francesco Daveri su Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura, sua risposta e mia replica


Riporto la lettera che, continuando la mia diuturna opera di CONTROINFORMAZIONE, che nel caso di specie svolgo da 5 anni, ho inviato in data 10 agosto 2017 al Prof. Francesco Daveri,[*] uno dei più famosi economisti italiani, dopo una sua intervista al giornale on-line HUFFINGTON POST, la sua risposta e la mia replica, su Monti e le manovre correttive varate nella scorsa legislatura. Anche lui, come 60 milioni di Italiani, era convinto che fosse stato il governo Monti ad aver risanato i conti pubblici e fatto una politica restrittiva aumentando le tasse e tagliando la spesa pubblica (e così provocato o prolungato la recessione).


Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da¨  v   10/8/2017 17:20

A:   francesco.daveri@unicatt.it


Egr. Prof. Daveri,

Le scrivo in riferimento alle Sue dichiarazioni rilasciate ieri a HUFFINGTON POST. In particolare, a quella in cui Lei afferma: “E' chiaro che il governo Renzi ha potuto fare politiche fiscali più espansive ma ha anche capitalizzato sulle politiche restrittive dei governi passati. E' stato grazie al fatto che erano salite le tasse così tanto che ha potuto ridurle senza mandare il deficit di nuovo sopra al 3% quindi una quota parte va riconosciuta al governo Monti”.

Mi spiace, non concordo affatto con Lei su Monti, sul quale Lei continua a scrivere da anni (cfr., ad esempio, il Suo articolo sul Corriere della Sera Perché fatichiamo a imparare la lezione greca di Francesco Daveri - 30 dicembre 2014  http://www.corriere.it/opinioni/14_dicembre_30/perche-fatichiamo-imparare-lezione-greca-8a8d85b0-9004-11e4-a207-f362e6729675.shtml, in calce al quale c’è un mio commento con le cifre delle manovre correttive della scorsa legislatura, che Lei evidentemente o non ha letto o ha tenuto in non cale) alcune inesattezze macroscopiche, frutto – debbo presumere - di scarsa conoscenza dei dati e delle leggi.

Sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana ed anche agevolata dalle millanterie del Prof. Monti (e della Prof.ssa Fornero), a cominciare già dal titolo del suo primo DL: “Salva-Italia”. Mi creda, è una fatica di Sisifo!

Premesso che io sono “antimontiano” (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il “millantatore” Monti (che peraltro io considero una persona molto sincera), cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),

1. Berlusconi, non Monti.

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (quasi -10%), la moria di imprese (quasi il -25% della capacità produttiva) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.

Per completezza di informazione, aggiungo, relativamente alle riforme delle pensioni, oggetto anch’esse di una generale DISINFORMAZIONE:

2. Sacconi, non Fornero.

Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 (o forse prima).

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, viste le maledizioni di cui è oggetto) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma Sacconi nel 2010 e integrate nel 2011, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Spero di essere stato utile e che in futuro vorrà contribuire a fare chiarezza su chi ha fatto che cosa durante la lunga crisi economica.

Cordiali saluti,

V.


PS: In calce all'articolo di HP, trova tre miei lunghi commenti, con le cifre delle manovre correttive e alcune informazioni che troverà sicuramente “eterodosse”, ma del tutto rispondenti al vero e facilmente riscontrabili, sulla politica monetaria della BCE durante la crisi economica.



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Daveri Francesco (Francesco.Daveri@unicatt.it)

11/8/2017 09:28

A  v  

Gentile V.

grazie del messaggio.

il punto da lei sollevato è interessante e merita certamente sforzi approfonditi di analisi e quantificazione.

il fatto che gli aggiustamenti di bilancio di berlusconi-tremonti siano stati più consistenti di quanto gli interessati vogliano far sapere non mi sorprende. in particolare, i veri tagli alla spesa per dipendenti pubblici li ha fatti certamente tremonti congelando gli aumenti e i rinnovi contrattuali dal 2010. misura temporanea e iniqua ma efficace nel controllo della spesa nei redditi da lavoro. anche i risultati relativi alla spesa pensionistica mi sembrano plausibili, ma non sono un esperto di pensioni quindi su questo non so bene cosa dire di più preciso.

in generale mi chiedo se i suoi risultati dipendano almeno in parte dalla metodologia di calcolo che prende per buoni i numeri riportati nelle relazioni tecniche dei vari DL. tali numeri spesso rimangono sulla carta. specie nei tagli ai ministeri e agli enti locali. inoltre per quello che ricordavo i tagli di tremonti - compreso quelli dell'estate 2011 - rinviavano al futuro la vera copertura delle misure implicate con il trucco delle clausole di salvaguardia. non ho ben capito come lei contabilizzi questo gioco di rinvii delle coperture da un governo all'altro.

cordiali saluti e buona estate

francesco daveri



Re: Monti e le manovre correttive della scorsa legislatura

Da:   v   12/8/2017 17:42

A   Daveri Francesco  

Egr. Prof. Daveri,

1. Introduzione

La ringrazio doppiamente, sia per la Sua cortese risposta, sia per la Sua pronta sensibilità e manifestata consapevolezza che la questione da me sollevata merita di essere adeguatamente approfondita.

Io ritengo da anni, infatti, che ci troviamo di fronte ad uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre rigorosamente in maiuscolo) della storia patria, sia sull’ammontare complessivo delle manovre finanziarie correttive varate nella scorsa legislatura, costituite, secondo Il Sole 24 ore, per il 55% da maggiori tasse e per il 45% da minore spesa pubblica, sia per la quasi generalità delle vittime di tale DISINFORMAZIONE (quasi 60 milioni di Italiani, inclusi – pare - tutti i docenti di Economia), sia per la loro ripartizione tra il governo Berlusconi (80%) e il governo Monti (20%), ma attribuendo tutto a Monti, o, almeno, non citando mai Berlusconi.

Assieme ai casi coevi della riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie responsabilità dei soggetti coinvolti, tra i quali sono inclusi – con un grado diverso di malafede - la stessa professoressa Fornero,[1] il prof. Monti[2] ed esperti di previdenza, come ad esempio Giuliano Cazzola, che essendo stato uno dei protagonisti (durante il governo Berlusconi era vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera) conosce benissimo la situazione,[3] vengono attribuite anche tutte le misure della ben più severa riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011[4]); e, in ambito UE, per corresponsabilità anche della stessa BCE e della Commissione Europea, degli obiettivi statutari della BCE (che non è uno soltanto, come quasi tutti pensano), oggetto, oltre che di numerosi miei post e commenti, di una mia petizione al Parlamento Europeo, in corso di esame e attualmente in attesa della risposta della BCE (e della Commissione Europea) alla mia replica.[5]

Questa mia e-mail di replica, della cui lunghezza mi scuso, vuole essere un ulteriore, personale contributo all’opera di chiarificazione che spero Lei vorrà intraprendere, al Suo ben più importante livello di autorevolezza, di influenza e di diffusione.

2. Fonti

No, non ho ricavato le cifre dalle relazioni tecniche, ma (a) essendo io uno dei destinatari delle misure recate dal DL 78/2010 (mi riferisco in particolare all’art. 12/Pensioni), seguivo molto attentamente gli sviluppi normativi, ho promosso e partecipato a iniziative sul web (tra cui una lettera al presidente della Repubblica e una serie di email molto critiche ai segretari della CISL, Raffaele Bonanni, e della UIL, Luigi Angeletti, coautori e “complici” di Tremonti, Sacconi e Marcegaglia nella stesura delle scandalosamente inique misure recate dal DL; peraltro, recentemente è venuta fuori la notizia di stampa che Angeletti vi meditasse con i suoi collaboratori in una crociera apposita, a spese della UIL), ed ho fatto semplicemente la somma degli ammontari delle manovre (24,9 mld – valore non cumulato ricavato dagli organi di stampa - per il DL 78/2010 + 80 mld per il DL 98/2011 + 60 mld per il DL 138/2011: questi ultimi due dati li ascoltai direttamente dalla voce di Tremonti in tv, il quale, alla domanda di un giornalista, dopo il Consiglio dei Ministri, che gli chiedeva se i 60 mld della seconda manovra estiva 2011 (decisa e varata – rammento - pochissimi giorni dopo la famosa o famigerata lettera della BCE del 5.8.2011) appena approvata fossero un di cui della manovra di 80 mld decisa 40 giorni prima o si aggiungessero ad essa, rispose che si aggiungevano); poi, come è scritto nella mia prima email, ho letto e utilizzato come fonte l’articolo del Sole 24 ore del 2012 riportato in dettaglio nel post che ho già allegato Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, con i valori cumulati, tra cui i ben 62 mld del DL 78/2010 (con, all’art. 12, la riforma delle pensioni Sacconi e, al comma 12bis, l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita). Solo successivamente, ho trovato l’analisi della CGIA di Mestre riportata in calce al post, che conferma (ma forse lo precede) l’articolo del Sole 24 ore.

3. DISINFORMAZIONE della potentissima propaganda berlusconiana

La DISINFORMAZIONE attuata dalla potentissima propaganda berlusconiana-tremontiana-sacconiana fu scandalosa e rappresenta – ripeto – un caso di scuola, che andrebbe analizzato e sviscerato approfonditamente in sede prima di tutto accademica, ma ciononostante le cose talvolta venivano dette, anche se in maniera effettualmente debole (vedi, ad esempio, questa dichiarazione eclatante di Bersani «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?»[6], il quale Bersani, però, pure lui non si rese conto – vedi, ad esempio, il suo intervento ad Annozero su RAI3 – che la perdita subita dai dipendenti pubblici a causa del mancato rinnovo del contratto, circa 1.000€ all’anno, tanto sbandierata da tutti i media, è notevolmente inferiore alla perdita subita dalle decine o forse centinaia di migliaia di pensionandi inattivi (in senso lato) a causa dell’allungamento di 12 mesi (13 mensilità) della cosiddetta “finestra” di erogazione della pensione o dell’allungamento senza gradualità fino a ben 6 anni (inclusa la “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia (escluse le dipendenti private), decisi dal medesimo DL 78/2010; o coltivò per qualche mese l’insana idea – per sostituire Berlusconi - di appoggiare la candidatura a PdC dell’incompetente, sleale e inaffidabile Tremonti[7]); o, sull’altro versante politico, in maniera strumentale, quando era necessario: vedi la polemica con il Commissario all’Economia Olli Rehn, che aveva riaccusato il governo Berlusconi di aver fatto poco contro la crisi,[8] ricevendo la replica piccata dell’on. Renato Brunetta (il quale, badi bene, aveva provveduto a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE - quella che Tremonti si rifiutò di firmare -, commettendo un errore di comunicazione che a mio avviso si rivelò esiziale, cfr. il mio post Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn riportato nella nota 8 e la voce Wikipedia, par. 4.3, riportata alla nota 4), che gli oppose proprio i dati dei 330 mld dell’articolo del Sole 24 ore, ma poi, contraddittoriamente, in una lettera di replica all’ex presidente Napolitano ad Huffington Post sul complotto contro Berlusconi, lo stesso Brunetta raccontò la grande balla impunita che Berlusconi non aveva soggiaciuto ai diktat dell’UE e della BCE.[9]

4. Scopertura e clausola di salvaguardia

Vi ho accennato nella mia prima e-mail ed è riportato nel post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti. A me risulta che furono 15 mld, poi coperti dal governo Monti aumentando l’IVA. Rileggendo ieri un altro mio post del 2012, ho trovato che all’epoca scrissi che il problema della scopertura Tremonti se lo era creato da solo anticipando dal 2014 al 2013 il pareggio di bilancio, che nessuno gli aveva chiesto (all’epoca – 2011 -, cercava di crearsi benemerenze in ambito UE a trazione tedesca per poter costituire come candidato PdC un’alternativa al periclitante Berlusconi, col quale era ai ferri corti).

5. Pensioni

Per quanto riguarda le pensioni (per le voci spurie nella spesa pensionistica e il confronto internazionale La invito a leggere la mia Lettera a Carlo Cottarelli…, allegata nelle mia Lettera ai media…, riportata nella mia prima email), i risparmi di spesa dopo le varie riforme dal 2004 sono stati dalla RGS (a) quantificati in centinaia di mld fino al 2060 (cfr. il comunicato dell’on. Cesare Damiano nel mio post Lettera alla Professoressa Elsa Fornero…), e (b) ascritti solo per un terzo del totale delle riforme dal 2011 alla riforma Fornero.[10]

6. Prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia (DL 78/2010)

Fu una manovra scandalosamente iniqua che, da un lato, segnò un cambio di fase (la “osabilità” delle misure, fino a poco prima ritenute dal governo impossibili, agevolata – unico Paese in Europa - dalla quasi assenza di reazioni dei sindacati, tranne pochissime iniziative della CGIL, e del popolo italiano in generale, cosa di cui Tremonti menava vanto), sia a livello interno che europeo; dall’altro, fu l’inizio di una serie di tagli miliardari sia della spesa sanitaria che della spesa scolastica, controbilanciati dal taglio dell’ICI (ai più abbienti, 2,2 mld) o da sprechi come il “salvataggio” dell’ALITALIA (almeno 5 mld), o il doppio G8 (almeno 0,5 mld) o il Trattato di amicizia Italia-Libia (su iniziativa di Prodi, che però alla fine rifiutò di firmarlo perché troppo oneroso per l’Italia: 250 mln $ all’anno per 20 anni) o non ottimali perché basati su tagli lineari e non selettivi.

Per quanto attiene alle misure decise da Tremonti nel 2010 (DL 78 del 31.05.2010, convertito dalla legge 122/2010), accennate nel mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti, riporto il poscritto di uno dei tre commenti in calce all’articolo citato di HP:

PS:

I mutati rapporti di forza tra le classi si sono fatti sentire anche sulla gestione della crisi economica. In Italia, la distribuzione dei pesi del sesquipedale consolidamento fiscale fu fortemente iniqua, segnatamente per le manovre correttive del governo Berlusconi, mentre molto più eque furono quelle varate dal governo Monti (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF).

Ad esempio, il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122/2010, il più scandalosamente iniquo, contemplò, tra l’altro, non soltanto il blocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ma anche il licenziamento del 50% dei lavoratori precari pubblici, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (cioè i poveri), poi tagliata di un ulteriore 15% col DL 98/2011, mentre ai percettori di redditi privati (ad eccezione dei produttori e distributori di farmaci e dei farmacisti in quanto fornitori del SSN), anche miliardari o milionari, non venne chiesto letteralmente neppure un centesimo (il contributo di solidarietà, varato in 2 DL separati prima sulle retribuzioni elevate pubbliche e poi su quelle private e sulle pensioni, fu presumibilmente congegnato apposta male – infatti, sarebbe bastato metterli insieme - per farlo cassare, come poi avvenne). Così successe per la tassazione delle stock option, per le quali fu prevista una soglia troppo alta.

7. BCE

Infine, per quanto riguarda la BCE, ed il giudizio a mio avviso in grandissima parte immeritato sul “salvatore” Draghi, trascrivo qui di seguito il mio secondo commento in calce all’articolo di HP che ha riportato le Sue dichiarazioni (dei tre commenti che Le chiedevo di leggere nella mia prima e-mail).

CONTROINFORMAZIONE/2

2. POLITICA MONETARIA DELLA BCE

BCE e deflazione
Il compito statutario principale della BCE è la stabilità dei prezzi ( = tasso d’inflazione poco sotto il 2% nel medio periodo). Un tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (diff.%) attesta che la BCE non ha saputo svolgere il suo compito statutario. Ancor più se si sconfina in deflazione, cioè in territorio negativo, che – come afferma la BCE - esige necessariamente un’opera di prevenzione. Nell’indagarne le cause, direi che occorre accertare se la BCE ha attivato le sue leve monetarie per evitare la deflazione o è stata troppo attendista o perfino inerte.

Cave peiora
Prescindendo dalla considerazione che ci poteva andare peggio con un altro al posto di Draghi, dall’analisi delle decisioni durante la crisi, risulta oggettivamente (aumento del tasso di riferimento in piena crisi economica – Trichet -, interventi non convenzionali insufficienti e/o tardivi) che la politica monetaria della BCE è stata inadeguata o inesistente.

Sostegno alla politica economica
A questo va aggiunta la sua influenza negativa (vedi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano e i vari interventi pubblici con valenza politica) sulle scelte di politica economica degli Stati, che per obbligo statutario deve sostenere: consolidamento fiscale, taglio degli organici e blocco dei salari pubblici, riforme strutturali (lavoro e pensioni, in particolare) con effetti recessivi-deflattivi.

Conclusione
Quindi, la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (tasso d’interesse) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMP) e sbagliata (contestuale sterilizzazione) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, v. sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE, aggiornamenti  
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della BoE), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi governo Berlusconi), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

Anche per la BCE ho provveduto a redigere una modifica alla relativa voce di Wikipedia, molto carente, inserendo il capitolo 8, ma mi è stata integralmente eliminata per i motivi anzidetti. La riporto, desumendola dalla Cronologia della voce (scorrere la pagina fino all’indice e poi cliccare sul cap. 8).[11]


[1] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive

[2] Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

[3] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

[4] Ho provveduto a modificare la voce Wikipedia Riforma delle pensioni Fornero introducendo il capitolo 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero, ma tale modifica è stata in buona parte eliminata da un volontario-amministratore, poiché, a suo avviso, i paragrafi Analisi comparativa riforma Sacconi vs riforma Fornero e Comunicazioni tra il Governo italiano e l'Unione europea non erano conformi alle “strane” regole di Wikipedia (che non ammette né contributi originali, ma soltanto di seconda o, ancor meglio, di terza mano, né verità se condivise da una minoranza, ed invece – incredibile ma vero - bugie se condivise dalla maggioranza).

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

[5] Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

[6] La capacità comunicativa ed empatica di Pierluigi Bersani

[7] Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/8/Lettera

[8] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn

[9] Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

[10] LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO Previsioni elaborate con i modelli della Ragioneria Generale dello Stato aggiornati al 2017 – Rapporto n. 18

Box 2.3 - Effetti finanziari del complessivo ciclo di riforme adottate dal 2004 (pag. 76)

Considerando l’insieme degli interventi di riforma approvati a partire dal 2004 (L 243/2004), si evidenzia che, complessivamente, essi hanno generato una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL pari a circa 60 punti percentuali di PIL, cumulati al 2060. Di questi, circa due terzi sono dovuti agli interventi adottati prima del DL 201/2011 (convertito con L 214/2011) e circa un terzo agli interventi successivi, con particolare riguardo al pacchetto di misure previste con la riforma del 2011 (art. 24 della L 214/2011).

[11] 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica 

https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061

Cordiali saluti e buona estate,

V.


PS: Se non ha niente in contrario, riporterò queste e-mail nel mio blog.



Post collegati:


Analisi quali-quantitativa/1 - Piano Fenice – Salvataggio Alitalia


Analisi quali-quantitativa/2 - Abolizione dell‘ICI


Analisi quali-quantitativa/3 – Spese G8



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Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE



Mario Monti nella sua rappresentazione di se stesso con l'aureola di santo europeo



Silvio Berlusconi sotto le sembianze di Mario Monti travestito da Dracula italiano


Pubblico la lettera che ho inviato in data 02 febbraio 2017 al Prof. Sen. Mario Monti, dopo una sua intervista a Massimo Giannini su Repubblica Tv, nella quale, santificando se stesso, ha ripetuto il solito mantra oggettivamente masochista - vista la nomea di vampiro e bugiardo, a mio avviso altrettanto oggettivamente ingiusta, che gli ha fatto guadagnare - ma in buona parte infondato di avere salvato l'Italia dal fallimento, cosa smentita dai numeri. Si tratta, in tutta evidenza, di un caso macroscopico di DISINFORMAZIONE generale, creato, dolosamente, ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana, e poi alimentato, colpevolmente perché sciattamente, dall'intero sistema mediatico nazionale, e in buona parte, incredibilmente, dal mondo accademico. Un vero e proprio caso di scuola della applicazione della massima di Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista: Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

Purtroppo, gli indirizzi e-mail del Prof. Monti sia presso il Senato che presso l'Università Bocconi risultano errati, ma ho provveduto in due altri modi a trasmettergli la lettera, e non appena tornerò in Italia gliela invierò via posta prioritaria al Senato (cosa che ho fatto in data 27.07.2017).


   Manovre correttive, pensioni e statuto BCE

   Da:   v   02 feb 2017 - 17:34

   A:     mario.monti@senato.it

   CC:   m.giannini@repubblica.it


Egr. Prof. Sen. Monti,

Le scrivo (lo devo fare qui perché non conosco il suo indirizzo e-mail), dopo aver ascoltato la Sua recente intervista a Massimo Giannini su Repubblica Tv  (http://video.repubblica.it/videoforum/viddeoforum-monti-integrale/266573?video), in cui Lei ha riaffermato che il Suo Governo ha salvato l’Italia dal default ed ha messo in sicurezza i conti pensionistici poiché i Governi precedenti non vi avevano provveduto. GiudicandoLa un persona molto sincera, debbo ritenere che Lei lo faccia in buonafede.

Tuttavia, sono 5 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana, ed anche – purtroppo - dalle dichiarazioni Sue e della Prof.ssa Fornero, a cominciare già dal titolo del primo DL del Suo Governo: “Salva-Italia”. Ma, mi creda, è una fatica di Sisifo, poiché è stata fatta propria da quasi tutti gli Italiani, inclusi i docenti di Economia, nonché i giornalisti, tra cui lo stesso intervistatore Massimo Giannini, in particolare sulle pensioni.

Pertanto, mi permetto di fare alcune osservazioni, scusandomi preventivamente della loro lunghezza e per la franchezza.

Prima di tutto, faccio una premessa: politicamente, io sono antiberlusconiano e “antimontiano” (le virgolette sono motivate e dalla Sua sincerità e lealtà, che apprezzo molto, e da alcune misure da Lei varate – ad esempio l’IMU sulla casa principale – o contenute nel Suo programma, ad esempio, l’imposta patrimoniale o la valorizzazione culturale ed economica del ruolo fondamentale delle donne, punto debole dell'Italia), ed ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa su di Lei, cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),


Vengo alle osservazioni.


1. Governo Berlusconi, non Governo Monti.

In primo luogo, osservo che le manovre correttive decise dal governo Berlusconi, il grosso in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle varate dal governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’iniquità), che è del tutto infondato attribuire al Governo Monti gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private).

Invece, sicuramente, i dati economici negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, più eque (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse il Governo Monti.


2. Sacconi, non Fornero.

In secondo luogo, osservo che il discorso è più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento (eccessivo) dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente, visti gli insulti, le minacce e le maledizioni, perfino da parte del bugiardo e impunito On. Matteo Salvini, che, con tutta la Lega Nord, votò la riforma Sacconi) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dal DL Sacconi nel 2010, allego (ivi le prove documentali):

Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni


3. Statuto BCE

In terzo luogo, infine, osservo (ma potrebbe essere una notizia priva di fondamento) che Lei, secondo il Corriere della Sera si dice «non favorevole all' inserimento dell' obiettivo di crescita nella Banca centrale europea perché sarebbe un alibi per gli Stati membri per attribuirle le responsabilità»”.

Il che attesta (o attesterebbe, il condizionale è d’obbligo) che, poiché tale obiettivo è contemplato dallo statuto, anche se in via subordinata, Lei o non conosce bene lo statuto della BCE (come forse il 99,9% del popolo europeo) – il che è preoccupante - o ha mentito all’opinione pubblica – il che è grave, ma vista la Sua sincerità escluderei questa seconda ipotesi.

Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto

La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti,

V.


Post scriptum

Egr. Professore, capisco la Sua affezione per l'ideologia economica neo-liberista (ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, come l’economia sociale di mercato, citata nell'art. 3 del TUE, a Lei altrettanto cara, che - La prego di verificare - al di là del nominalismo le assomiglia, salvo le “deviazioni” concrete in Germania ad opera della socialdemocrazia tedesca) e in buona parte la Sua severità, proporzionale ai difetti – secolari - degli Italiani, ma non ritiene che è stupido implementare politiche economiche pro cicliche? Il che, beninteso, vale anche per gli eccessi del keynesismo a prescindere? La Sua (famigerata nella vulgata) intervista alla CNN, nella quale ammetteva che con l’austerità avevate distrutto la domanda interna e chiedeva una speculare politica espansiva dell’Europa, confidando ingenuamente – e perciò colpevolmente - nella generosità degli ottusi ed egoisti Tedeschi, a me sembra una chiara risposta affermativa. Ma Lei lo sa che da anni mi tocca, come per le Sue supposte colpe in tema di manovre recessive e di pensioni, difenderLa dall’accusa generale infondata di avere intenzionalmente distrutto la domanda interna, che è suffragata da quella altrettanto infondata circa l'entità e l'iniquità delle manovre correttive e le riforme delle pensioni? Non sarebbe il caso che Lei, edotto di queste errate, universali imputazioni, facesse su tutto finalmente un’opera assidua di verità?


***


N.B. per il Dott. Giannini:

Non sono sicuro dell'indirizzo e-mail del Prof. Sen. Monti (l'ho creato io in base a quello di altri senatori), pertanto prego vivamente il Dott. Massimo Giannini di inoltrare questa e-mail al Prof. Monti. Grazie. V.



Post collegati:


Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive



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Un mio commento critico è stato considerato un regalo di Natale


Da 5 anni, ormai, tento di contrastare la vulgata che è stato il Governo Monti a causare la recessione economica, e lo faccio opponendo le nude cifre, le quali attestano che, nella scorsa legislatura, in un quasi equivalente lasso di tempo, cioè un anno e mezzo, il Governo Berlusconi ha varato manovre correttive (maggiori tasse e minori spese, su più anni o permanenti) per un ammontare quadruplo di quelle di Monti. E’ come dire, tradotto in termini calcistici, che Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1, ma la vittoria viene assegnata a Monti!

Da 5 anni, faccio lo stesso con le riforme delle pensioni, dimostrando attraverso un esame puntuale delle norme e dei documenti, inclusi articoli di giornale pubblicati nel corso degli anni, che la più severa riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011) è stata via via completamente obliterata, fino ad arrivare al punto che non solo i giornali, ma anche i siti dei sindacati e perfino l’INPS parlano soltanto della supposta severissima riforma delle pensioni Fornero, alla quale, per varie ragioni, inclusa una stesura fuorviante del testo della legge, il DL 201/2011, art. 24, da parte della sua promotrice, vengono attribuite erroneamente anche misure recate dalle riforme precedenti (Dini, 1995; Damiano, 2007; Sacconi, 2010 e 2011).

Da quasi 4 anni, svolgo un’analoga opera di divulgazione controcorrente sull’attività della BCE durante la crisi economica, evidenziando sia una quasi universale ignoranza dei suoi compiti, sia la violazione del suo statuto, sia la natura restrittiva della sua politica monetaria nel corso dei primi 6 anni della crisi.

Su questi tre argomenti, mi è capitato di scrivere un commento critico anche in calce ad un articolo del quotidiano on-line Gli Stati Generali, che il suo autore, con mia piacevole sorpresa poiché di solito debbo registrare reazioni negative, ha addirittura giudicato un regalo di Natale, dedicandogli un intero articolo.


REGALO DI NATALE

GIOVANNI PASTORE  -  26 dicembre 2016

Voglio con questo articolo ringraziare Vincesko un, a me, ignoto lettore degli Stati Generali che 18 ore fa, il giorno di Natale ha postato un commento al mio articolo del 24 dicembre: http://www.glistatigenerali.com/banche/un-new-deal-nei-rapporti-fra-banche-imprese-famiglie/.

Non si tratta da parte mia di un episodio di narcisismo “commentano un mio articolo, sono importante” ma di cogliere finalmente un piccolo segnale, la speranza che ritorni un minimo di approfondimento nel dibattito sulle questioni economiche ed in generale nel dibattito culturale. […]

ECCO PERCHÉ IL COMMENTO DI VINCESKO È STATO PER ME UN REGALO DI NATALE. A prescindere dal condividerne o meno i contenuti che mi costringono, prima di ogni risposta, ad un approfondimento.


Riporto il mio commento in calce.


La ringrazio, faccio del mio meglio. In effetti, cerco di fare CONTROINFORMAZIONE da 8 anni (da quando frequento Internet), basandomi rigorosamente sui dati e sui fatti, che è davvero difficile se si è intellettualmente onesti non condividere. In temi economici, da 5 anni, cerco di combattere – ma è una vera fatica di Sisifo - la DISINFORMAZIONE imperante, quasi universale, che include anche docenti universitari, in particolare su 3 temi importanti, dallo scoppio nella crisi economica:

1. CHI HA MESSO DI PIU’ LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI E TAGLIATO DI PIU’ LA SPESA PUBBLICA, CAUSANDO L’AUSTERITA’;

2. CHI HA RIFORMATO DI PIU’ LE PENSIONI; e

3. LE RESPONSABILITA’ DELLA BCE, della quale il 99% almeno degli Italiani (e forse Europei e mondiali), inclusi professori di Economia famosi, ignorano o non conoscono bene lo statuto.

Le rispettive risposte, in breve, sono: 1. Di gran lunga, Berlusconi; poi SB, coi suoi potentissimi megafoni, ha addossato tutta la colpa sul cattivissimo Monti, e 60 milioni di Italiani allocchi – che in stragrande maggioranza odiano i numeri e tengono in non cale i fatti e la logica - gli hanno creduto: Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura): - governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%) - governo Monti 63,2 mld (19,2%); Totale 329,5 mld (100,0%), cfr., per il dettaglio, “Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html; 2. Di gran lunga, Sacconi (non Fornero!), cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html; e 3. La BCE ha disatteso per anni i suoi obiettivi statutari (che sono 2, non uno soltanto!) e aggravata e prolungata la crisi economica con la sua politica monetaria restrittiva: cfr. Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2845674.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html, con, all’interno, l’“Allegato alla petizione contro la BCE” (con il testo dello statuto BCE) e “Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)”. Per un’analisi complessiva della politica monetaria della BCE durante la crisi, corredata dalle prove, allego la modifica da me elaborata della relativa voce di Wikipedia (poi annullata da un volontario-amministratore per ragioni strampalate): (scorrere la lunga pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 8) 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061.


PS: E’ curioso osservare che ad alimentare la DISINFORMAZIONE sul cosiddetto consolidamento fiscale (manovre correttive con più tasse e minore spesa pubblica) e sulle pensioni abbiano contribuito e contribuiscano tuttora lo stesso Prof. Monti (vedi post n. 243 del 04-12-12 “Il Prof. Mario Monti, il millantatore”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764086.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-prof-mario-monti-il-millantatore.html) e la stessa Professoressa Fornero (v. post n. 669 del 10-11-16 “Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html). Entrambi, evidentemente, pur di passare alla storia come i salvatori dell’Italia (fin dal nome del loro primo DL 201/2011-“Salva-Italia”), hanno la debolezza di millantare meriti esagerati, pagando il prezzo salato delle critiche feroci e delle maledizioni da parte di tanti Italiani.




Governo, staffetta Renzi-Gentiloni



Il Governo Renzi (come quello Letta) non ha avuto quasi nessun merito, ha campato di rendita sul risanamento mastodontico effettuato nella scorsa legislatura (330 mld cumulati)[1] per 4/5 dal Governo Berlusconi (267 mld cumulati), in maniera scandalosamente iniqua, e per 1/5 dal Governo Monti (63 mld cumulati), in maniera più equa (vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF). E le cui misure strutturali valgono tuttora (vedi, in particolare, la severissima riforma delle pensioni Sacconi, 2010 e 2011, e la riforma delle pensioni Fornero, 2011[2]), che procurano risparmi di una ventina di miliardi l'anno e che hanno reso possibile la politica monetaria espansiva della BCE,[3] che procura anch’essa un risparmio di circa 20 mld annui di interessi passivi. 

Renzi è tosto, non c'è dubbio, ma si è opposto all'UE solo a chiacchiere, ha fatto solo scena: l'Italia è il Paese che rispetta di più il parametro deficit/Pil[4] (durante la crisi, gli altri Paesi se ne sono altamente fregati delle richieste dell'UE; come ora nella ripartizione dei migranti); ha l'avanzo primario più alto, che toglie risorse all'economia reale e perpetua la recessione-stagnazione. Renzi è stato solo interessato ad ottenere dall'UE una miserevole flessibilità, da distribuire e sprecare in mance elettorali o in regali costosi ed inefficaci agli imprenditori (22 mld) e non in provvedimenti più idonei (vedi l'ultimo rapporto OCSE, che suggerisce di investire in opere pubbliche in settori mirati[5]), tesi alla crescita economica, che intervengano congruamente sul denominatore del rapporto debito/Pil, che è l'unico che conta per la valutazione della sostenibilità del debito pubblico, che ovviamente finché c’è un deficit non può che crescere in valore assoluto. Va aggiunto che Renzi ci ha messo del suo per meritarsi la benevolenza dell'UE e della BCE: ha varato la riforma del lavoro, giudicata severa perfino dalla Professoressa Fornero.[6]

Infine, last but not least, l'anno prossimo è prevista l'approvazione dell'inserimento dello stupido (copyright Prodi, riferito già al 3%) fiscal compact nei trattati UE, che come si vede impedisce politiche economiche anticicliche: l'Italia dovrà dire NO! Però, intanto, Renzi l'aveva confermato nell'art. 81 della "sua" Costituzione, bocciata sonoramente dal popolo italiano.[7]

Ecco, il Governo Gentiloni non dovrà ripetere gli stessi errori e, soprattutto, dovrà, assieme a Renzi, che rimane segretario del PD ed ha i numeri al Parlamento europeo per far cadere la Commissione Juncker,[8] affrontare la questione fondamentale delle regole europee, sapendo, come conferma purtroppo il lavoro fatto dai parlamentari europei Mercedes Bresso e Elmar Brok nell’ambito della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo che ha approvato il loro rapporto[9], che va fatto un duro lavoro perché esse, dall’approvazione del Trattato di Lisbona, vadano finalmente interpretate ed applicate NON in senso ordoliberista, secondo l'ottica e nell'interesse della Germania e dei suoi satelliti, ma mirate alla piena occupazione e al progresso sociale dell'intero popolo dell'Unione europea (vedi Preambolo e art. 3 del TUE).

Infine, il nuovo Governo ha ripristinato il Ministero per il Mezzogiorno, decisione sicuramente molto positiva che riporta sul tavolo l’annosa e dirimente per l’Italia questione meridionale, in parte “sporcata” dall’affidamento del CIPE al nuovo Ministero dello Sport, retto dal renziano Lotti, perché è di tutta evidenza che la chiave di volta per cominciare a risolverla è anche, ma non soltanto, l’entità delle risorse e la qualità del loro utilizzo.[10]


[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


[3] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] EUROSTAT – Deficit/Pil

.................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

Italia........ -1,5...-2,7..-5,3..-4,2...-3,5..-2,9...-2,9…-3,0..-2,6

Francia.....-2,5...-3,2...-7,2..-6,8..-5,1..-4,8...-4,0…-4,0...-3,5

Spagna.....+2,0..-4,4..-11,0..-9.4..-9,6.-10,4..-6,9…-5,9..-5,1

Gran Br.... -3,0..-5,0..-10,7..-9,6..-7,7...-8,3..-5,6…-5,6..-4,4

Germania +0,2..-0,2....-3,2..-4,2..-1,0...-0,1..-0,1...+0,3..+0,7


[5] Ocse: “Più investimenti pubblici per evitare trappola della bassa crescita. Il pil dell’Italia aumenterebbe fino al 2%”

L'organizzazione parigina ha calcolato di quanto salirebbe il prodotto interno dei diversi Paesi se abbandonassero l'austerity e aumentassero la spesa pubblica produttiva dello 0,5% del pil. Nell'Ue sarebbe la Germania a guadagnare più di tutti: +2,5% nel lungo periodo. Roma dovrebbe partire da interventi per la sicurezza anti-sismica, "la promozione di un’economia a basse emissioni" e spese per scuola e famiglie

di F. Q. | 28 novembre 2016


[6] Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  
http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html  


[7] Referendum costituzionale, il NO vince col 59% contro il 41% del SI’ e riapre i giochi politici


[8] Il premier ribatte a Juncker: “È il ruggito di un debole, l’Italia merita rispetto”

FEDERICO GEREMICCA

16/01/2016

Sia come sia - e vista la decisione di Juncker di rispondere colpo su colpo - la scontro rischia di finire davvero fuori controllo: in un momento, per altro, tra i più difficili nella storia dell’Unione europea. Matteo Renzi, però, non sembra spaventato dalla prospettiva, e dopo l’affondo anti-Juncker prodotto mercoledì da Gianni Pitella a Strasburgo, la mette così, a chi gli chiede cosa accadrà: «Non credo nello scontro. E non credo, soprattutto, che convenga a Juncker. Abbiamo i numeri per far saltare la sua maggioranza», dice. Poi sorride e aggiunge: «Ma siamo saggi, e non lo faremo».


[9] 30.10.2015 DOCUMENTO DI LAVORO sul tema Migliorare il funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del Trattato di Lisbona Commissione per gli affari costituzionali Correlatori: Mercedes Bresso, Elmar Brok

http://www.mercedesbresso.it/wp-content/uploads/2015/11/Bresso-Brok.pdf  

C’è al par. 29 e al par. 45 la conferma di tutto l'armamentario attuale, incluso lo stupido e nefasto fiscal compact.

29. Abbiamo bisogno di ulteriori riforme dell'UEM che la dotino di una governance economica efficace e democratica (per i settori in cui la Commissione può fungere da organo esecutivo e il Parlamento europeo e il Consiglio possono agire in qualità di colegislatori). Qualsiasi ulteriore sviluppo dell'UEM dovrebbe essere basato e sulla normativa in vigore (come il Six pack, il Two pack e l'Unione bancaria) e sulla sua attuazione. Per essere efficace e legittimo, tale governo dovrebbe essere pienamente collocato all'interno del quadro istituzionale dell'Unione (cfr. il punto H di seguito) e dovrebbe rafforzare le sue capacità in sette ambiti (cfr. i punti da A a G):

45. Si dovrebbe garantire la piena attuazione dell'attuale quadro basato sul Six pack e sul Two pack e del semestre europeo. Gli squilibri macroeconomici dovrebbero essere affrontati in modo specifico, e il controllo di lungo periodo sul disavanzo e sui livelli ancora estremamente elevati del debito dovrebbe essere garantito migliorando l'efficienza della spesa, dando la PE569.777v02-00 8/15 DT\1077428IT.doc IT priorità agli investimenti produttivi, offrendo incentivi alle riforme strutturali e tenendo conto delle condizioni del ciclo economico.


C'è una sola menzione dell'art. 3 del TUE e parla di "rafforzare l'economia sociale di mercato", che è una presa in giro, uno specchietto per le allodole, poiché il titolo altisonante è ingannevole e smentito sia dal vero contenuto teorico che dalla realtà (v. Dialogo con Carlo Clericetti sulla solidarietà tra gli Stati dell’UE e sull’economia sociale di mercato  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2848095.html  oppure  

31. Dovrebbe essere individuato e stabilito per legge un numero limitato di ambiti chiave per le riforme strutturali che consentano di incrementare la competitività, la convergenza dell'economia reale e la coesione sociale nell'arco di un periodo di 5 anni, con l'obiettivo di rafforzare l'economia sociale di mercato europea (come previsto dall'articolo 3, paragrafo 3, del TUE).


Non c'è, invece, nessuna menzione dei veri obiettivi contenuti nella missione dell'Unione Europea, sanciti nel Preambolo e nell'art. 3 del TUE: la piena occupazione e il progresso sociale (v. Sono l’Ue e la Bce a non rispettare i trattati europei   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837437.html  oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/09/sono-lue-e-la-bce-non-rispettare-i.html).


[10] Sud, false opinioni, alcuni dati e proposte



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L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale



  

Chi ha paura del governo tecnico?

Carlo Clericetti  -  28 NOV 2016


Citazione: “non sarebbe però male ogni tanto notare che la scienza economica non si limita ad un unico paradigma e che la complessità dei tempi che viviamo non sopporta risposte univoche”.


Prendo spunto dalla frase di Domenico, per fare, anzi ri-ripetere, alcune considerazioni.


Neo-liberismo

La frase di Domenico è un esempio preclaro di proiezione. Come se non avessero fatto già abbastanza danni col neo-liberismo, dopo 30 anni di sfracelli pagati dai poveri cristi per colpa di questa ideologia fallimentare (che suppongo il padre del liberismo, l’economista e filosofo morale Adam Smith, aborrirebbe), gli utili idioti al soldo dei ricchi non sono mai paghi, devono guadagnarsi la pagnotta. D’altronde, come farebbero i ricchi, che sono 4 gatti, a spadroneggiare se non potessero contare su risorse enormi, il controllo dei media, ormai da 30 anni anche quello accademico, e l’ausilio di utili idioti ben retribuiti e non? La loro presunta terapia, più che rasentare, anzi oltrepassare, la solita spietatezza degli adepti del neo-liberismo, come per solito capita a chi ha subìto un’educazione autoritaria e repressiva e diventa facile strumento della manipolazione psicologica, sfocia ormai nel ridicolo. Esilarante, se non fosse tragico per le vite di miliardi di persone.


Spread 2011


(a) Manovre correttive.

Come ho già rilevato più volte, il risanamento dei conti pubblici è iniziato nel 2010 (la prima manovra correttiva dopo la crisi della Grecia è stata il DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla Legge 122/2010, di 62 mld cumulati) ed è stato mastodontico (nella scorsa legislatura, sono state varate manovre correttive per 330 mld cumulati, ¾ dal governo Berlusconi, pari a 267 mld cumulati, distribuiti in maniera molto iniqua, e ¼ dal governo Monti, pari a 63 mld cumulati, ripartiti in modo più equo, vedi IMU, patrimonialina sui depositi, TTF), per far fronte soprattutto agli accresciuti oneri per interessi passivi.

Le misure strutturali (cioè permanenti) delle manovre correttive, tra cui, ad esempio, la riforma delle pensioni Sacconi (2010 e 2011), ben più severa e incisiva della tanto vituperata riforma delle pensioni Fornero, valgono tuttora.

E’ ovvio, tranne per i neo-liberisti, che queste misure pro cicliche hanno avuto l’effetto di aggravare e prolungare la crisi economica.


(b) Latitanza della BCE

Gli interventi si resero necessari, e in quella dimensione, proprio a causa della latitanza della BCE, i cui interventi a favore degli Stati in crisi, assieme alla decisione assurda di aumentare, unica banca centrale ad averlo fatto, il tasso di riferimento in piena crisi economica (Gavronski, Graf.8 http://www.fulm.org/articoli/economia/progetto-euro-andato-storto-riforma-necessaria-dell-eurozona-1), chiedendo in cambio “riforme”, si sono limitati agli SMP per 209 mld, di cui 99 all’Italia (tra il maggio 2010 e il marzo 2011, la BCE ha acquistato titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi; da agosto 2011 a gennaio 2012, titoli italiani e spagnoli), al famoso e decisivo “whatever it takes” di Draghi del luglio del 2012, che non è costato 1 solo € alla BCE, e agli OMT, mai implementati finora.

In più, a differenza della FED (i cui interventi sono stati, invece, massicci), sterilizzando ogni volta gli importi, cioè riducendo di pari importo la massa monetaria, per paura della (fantomatica) inflazione.


(c) Riforme strutturali

Al posto dell’azione di politica monetaria, la BCE si è dedicata, travalicando il suo ruolo, alla declamazione-imposizione delle cosiddette riforme strutturali, che, se sono utili, lo sono soltanto nel medio-lungo periodo, oltre al “consolidamento” dei conti pubblici nel breve-medio periodo.

Infatti, nell’ambito del programma SMP, gli acquisti da parte della BCE di titoli di Stato italiani cominciarono il 22 agosto 2011, cioè 17 giorni dopo l’invio della famosa (o famigerata) lettera del 5.8.2011 della BCE, firmata da Trichet e Draghi, e 9 giorni dopo il varo da parte del governo Berlusconi-Tremonti del DL 138 del 13.8.2011, di 60 mld cumulati, contenente una buona parte delle misure chieste nella predetta lettera, e che faceva seguito, a distanza di neppure 40 giorni, al DL 98 del 6.7.2011, di 80 mld cumulati.


Politica economica keynesiana

Naturalmente, col solito meccanismo della proiezione, gli adepti del neo-liberismo imputano alla teoria keynesiana l’ostinazione di applicare in ogni congiuntura, sia quelle favorevoli che quelle negative, la stessa terapia economica. Ma questo non è affermato da Keynes. La deroga a questa regola, pur verificatasi in varie occasioni da parte dei governi in carica, non fa venir meno l’assunto principale della teoria keynesiana che, in congiunture economiche negative, è necessario l’intervento pubblico, aumentando la spesa pubblica e finanziandola a deficit accrescendo il debito pubblico. Provvedendo poi a ridurre la spesa ed aumentare le imposte, ove necessario, quando la crisi economica sia superata.

Purtroppo, con l’adozione della norma del pareggio strutturale di bilancio in Costituzione, sia nel vecchio che nel nuovo, eventuale, testo dell’art. 81, interpretata in maniera restrittiva dall’oligarchia europea, ci siamo preclusi “strutturalmente” la possibilità di attuare politiche economiche anticicliche. 

L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale. 



Post collegati:


Analisi parziale del complotto contro Berlusconi


La religione neo-liberista

Spread, tornano la strumentalizzazione e la paura


Per un’analisi complessiva della politica monetaria della BCE durante la crisi, corredata dalle prove (100 note), allego la modifica da me elaborata della relativa voce di Wikipedia (poi annullata da un volontario-amministratore per ragioni strampalate).

8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica



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Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive



Pubblico la lettera che ho inviato alla professoressa Elsa Fornero, lo scorso 3 novembre, a seguito della sua intervista al quotidiano on-line LINKIESTA, nella quale ha decantato, come ha l’abitudine di fare da 5 anni, gli effetti severi ma quasi taumaturgici sui conti previdenziali della sua riforma delle pensioni. Volevo farlo da parecchio tempo, ma francamente avevo soprasseduto perché, alle tantissime critiche e spesso vere e proprie maledizioni, condite talvolta con qualche minaccia, che le sono piovute addosso in tutti questi anni per averla varata, non volevo aggiungere il dispiacere di metterla di fronte alla constatazione che era, in parte, analogamente al Prof. Mario Monti per il risanamento dei conti pubblici,[1] una millantatrice. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

[1] Il Prof. Mario Monti, il millantatore (4/12/2012)



Pensioni e manovre correttive

Da:

v

03 nov 2016 - 16:30                  

A:

<elsa.fornero@unito.it> 

CC:

<redazione@linkiesta.it>


Gentile Professoressa Fornero,

In riferimento all’intervista da Lei rilasciata ad Alessandro Franzi “Elsa Fornero: «Ora Renzi non ricominci a caricare i giovani di debiti»”, del 2 novembre 2016, che ho appena letto su LINKIESTA (http://www.linkiesta.it/it/article/2016/11/02/elsa-fornero-ora-renzi-non-ricominci-a-caricare-i-giovani-di-debiti/32254/), mi permetto di osservare (lo volevo fare da parecchio tempo), scusandomi in anticipo della necessaria lunghezza:


PENSIONI

Sacconi (e Dini), non Fornero.

Mi spiace rilevare, anche per Sua responsabilità, una DISINFORMAZIONE (io lo scrivo sempre in maiuscolo) generale sulla legislazione pensionistica e sulla falsificazione e sopravvalutazione degli effetti della riforma delle pensioni Fornero.

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011). 

L’allungamento (eccessivo) dell’età di pensionamento è stato deciso molto più dalla riforma Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – il cui autore, infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che dalla riforma Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto la riforma Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; questa ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, coloro che erano esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 TUTTI relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

Come scrive da anni l'on. Cesare Damiano, attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, da ultimo una settimana fa, i risparmi pensionistici dal 2012 al 2050 sono ascrivibili alle riforme varate dal 2004 ed ammonteranno a varie centinaia di mld (io però aggiungerei la riforma Dini del 1995): “le riforme, dal 2004 ad oggi, come ha certificato il Governo lo scorso aprile, produrranno un risparmio previdenziale di 900 miliardi di euro nel periodo 2004-2050” http://www.cesaredamiano.org/2016/10/28/inps-damiano-boeri-irrituale-da-cifre-personali-o-ufficiali/.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include espertoni, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla coraggiosa millantatrice Fornero, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Vedi anche, infine, la modifica/integrazione, aggiungendo il cap. 4, alla voce di Wikipedia “Riforma delle pensioni Fornero”, da me elaborata (versione completa, in parte censurata - vedi cronologia - da un volontario-amministratore ignorante e strampalato di Wikipedia, Ignis Delavega: ce ne sono diversi, che stanno lì anche da 10 anni, si sono in un certo senso impadroniti di Wikipedia e, applicando ottusamente e con 2 pesi e 2 misure le regole, mantengono basso - come riteneva Umberto Eco -  il livello qualitativo e di affidabilità di Wikipedia italiana, segnatamente di Economia, incluse le pensioni; vedi anche la mia modifica/integrazione della voce “Banca centrale europea”, aggiungendo il cap. 8 e 100 note, anch’essa integralmente cancellata, che mi permetto di suggerirLe di leggere attentamente, così forse cambierà leggermente il Suo giudizio positivo sul presidente Draghi (scorrere la lunga pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 8) 8. Attività della BCE dopo il trattato di Lisbona: analisi critica https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Banca_centrale_europea&diff=83520825&oldid=835061):

Cap. 4 Legislazione pensionistica dal 2010: Riforme Sacconi e Fornero

(scorrere la pagina fino all'indice e cliccare sul cap. 4, oppure continuare a scorrere).

In esso, può trovare le prove, anche di articoli di giornali che ora pare se ne siano completamente dimenticati, sia del fatto che la riduzione immediata e nel breve periodo del numero delle pensioni non è ascrivibile alla Sua riforma ma a quella Sacconi (+ Damiano), sia le prove dei probabili motivi dell’errata attribuzione alla riforma delle pensioni Fornero, da parte di tutti, anche delle misure della riforma Dini e soprattutto della riforma Sacconi.


MANOVRE CORRETTIVE

Berlusconi, non Monti.

Come ho scritto, da ultimo, tre giorni fa al Prof. Giulio Sapelli, dopo la sua intervista a LINKIESTA [1 oppure 2] (è un’opera di Sisifo che faccio da 4 anni), le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr., per le prove documentali di dettaglio, Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure (se in avaria)  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html).

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’equità), che è del tutto infondato attribuire a Monti il risanamento dei conti pubblici, gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, Le rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private, a cui poi provvide Lei.

Invece, sicuramente, sia il risanamento dei conti che i dati economici negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.


Cordialmente,

V.


PS: Concordo con Lei sul complotto contro Berlusconi. Qui sotto può trovare qualche utile notazione e una selezione di articoli dell’epoca con le prove dei pessimi rapporti tra Berlusconi e i suoi ministri.

Analisi parziale del complotto contro Berlusconi



Post e articolo collegati:


Lettera al Prof. Mario Deaglio dopo un suo articolo su Tremonti, la sua risposta e la mia replica


Lettera al Prof. Sen. Mario Monti sulle manovre correttive, le pensioni e lo statuto della BCE

http://vincesko.blogspot.com/2017/02/lettera-al-prof-sen-mario-monti-sulle.html 


Elsa Fornero dice finalmente la verità, la sua riforma doveva essere temporanea

http://www.pensioniblog.it/2016/02/19/elsa-fornero-dice-finalmente-la-verita-la-sua-riforma-doveva-essere-temporanea/


Mentre la Prof.ssa Fornero dice la verità, Pensioni blog censura il mio commento che ristabilisce la verità.


Pubblico la lettera che ho inviato alla professoressa Elsa Fornero, lo scorso 3 novembre, a seguito della sua intervista al quotidiano on-line LINKIESTA, nella quale ha decantato, come ha l’abitudine di fare da 5 anni, gli effetti severi ma quasi taumaturgici sui conti previdenziali della sua riforma delle pensioni.
Volevo farlo da parecchio tempo, ma francamente avevo soprasseduto perché, alle tantissime critiche e spesso vere e proprie maledizioni, condite talvolta con qualche minaccia, che le sono piovute addosso in tutti questi anni per averla varata, non volevo aggiungere il dispiacere di metterla di fronte alla constatazione che era, in parte, analogamente al Prof. Mario Monti per il risanamento dei conti pubblici,[1] una millantatrice. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2851776.html  oppure  (se in avaria)  



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Lettera al Prof. Giulio Sapelli su Monti, le manovre correttive e le pensioni


Riporto la lettera che, continuando la mia opera di CONTROINFORMAZIONE diuturna, ho inviato in data 30 ottobre 2016 al Prof. Giulio Sapelli,[1] dopo una sua intervista al giornale on-line LINCHIESTA.[2] Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.


   Oggetto: Manovre correttive e pensioni: Berlusconi-Sacconi vs Monti-Fornero

    Da:   v     30 ott 2016 - 22:06

    A:    giulio.sapelli@unimi.it

    


Egr. Prof. Sapelli,

Le scrivo in riferimento alla Sua intervista a L’INKIESTA (“L'Italia è un paese governato dall'esterno. È ora che si torni a votare”).

Mi spiace, non concordo affatto con Lei, poiché, assieme a qualche verità (defenestrazione di Berlusconi su pressioni soprattutto franco-tedesche) ha detto alcune inesattezze macroscopiche, frutto di scarsa conoscenza dei dati e delle leggi. 

Sono 4 anni che mi tocca contrastare tale vulgata, alimentata ad arte dalla propaganda berlusconiana ed anche dalle millanterie del Prof. Monti (e della Prof.ssa Fornero), a cominciare già dal titolo del suo primo DL: “Salva-Italia”. Mi creda, è una fatica di Sisifo!

Premesso che io sono “antimontiano” (oltre che antiberlusconiano) e ho scritto nel mio blog ben 8 post di critica severa contro il "millantatore" Monti, cominciando quando era sulla cresta dell’onda (qui l’ultimo, in calce gli altri 7: Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici [1 oppure 2]),

1. Berlusconi, non Monti.

Segnalo che le manovre correttive del governo Berlusconi, in un quasi equivalente lasso di tempo (circa un anno e mezzo), sono state ben il quadruplo di quelle del governo Monti.

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld.

Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè, per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

(Cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

E’ tale la dimensione del rapporto quali-quantitativo tra i governi Berlusconi e Monti (267 mld cumulati contro 63, cioè 4 a 1, 80% contro 20%, anche per l’equità), che è del tutto infondato attribuire a Monti gli effetti recessivi, il calo del Pil (-10%), la moria di imprese (quasi il -25% dell'apparato produttivo) ed il calo dell'occupazione, oltre ad alcune centinaia di morti, obliterando completamente Berlusconi, che, rammento, ha eseguito quasi tutte le imposizioni di UE e lettera BCE del 5.8.2011, tranne, per l'opposizione di Bossi, l'eliminazione delle pensioni di anzianità (concentrate soprattutto al Nord) e l'adeguamento a TUTTI gli altri delle lavoratrici dipendenti private.

Invece, sicuramente, i dati negativi sono in gran parte gli effetti delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti, fatte in gran parte di misure strutturali ( =permanenti, quindi che valgono tuttora), almeno in un rapporto di 4 a 1 rispetto al governo Monti, e che cominciarono a dispiegare i loro effetti dall’1.1.2011, ben prima che arrivasse Monti.


2. Sacconi, non Fornero.

Discorso più o meno analogo per le pensioni: Sacconi batte Fornero 3 a 1.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) – che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri – che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo il 2019, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 tutti relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

A riprova della DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che include esperti, sindacati, tutti i media e perfino l’INPS, oltre alla millantatrice Fornero, la quale – se controlla il testo dell’art. 24 del DL 201/2011 -, anziché limitarsi a riportare nel suo DL le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dal DL Sacconi nel 2010, allego (ivi le prove documentali):

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Cordiali saluti,

V.


Note:



[2] Giulio Sapelli: "L'Italia è un paese governato dall'esterno. È ora che si torni a votare"

Secondo l'economista, nel 2011, Berlusconi fu al centro di forti pressioni tedesche e francesi e Napolitano non seppe far di meglio che chiamare Monti, autore di politiche scellerate che hanno distrutto l'industria

22 Ottobre 2016

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/10/22/giulio-sapelli-litalia-e-un-paese-governato-dallesterno-e-ora-che-si-t/32137/



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Dialogo ‘terapeutico’ tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale


Riporto il dialogo “terapeutico” tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale, svoltosi nello scorso mese di aprile in calce a questo articolo di Carlo Clericetti su Repubblica:


Carlo Clericetti  -  27 APR 2016

La malafede del banchiere anti-euro



Le banche tedesche e francesi hanno stampato moneta (virtuale) a tonnellate, inondando di soldi finti che non avevano (--> leva finanziaria) l'Europa intera, in particolare Grecia, Spagna, Irlanda e altri. L'Italia no, perché ai tempi Fazio (guarda chi mi tocca difendere!) impedì alle banche tedesche e francesi di mettere piede in Italia (purtroppo la classe dirigente italiana, non solo bancaria, era/è quella che era/è... Fiorani & co. compresi). Con questa massa di soldi finti a costo zero o quasi (almeno rispetto a quello che costava il denaro fino a pochi anni prima) hanno creato una bolla gigantesca nei paesi suddetti. In Germania no: Schroeder aveva già ucciso la domanda interna (e infatti a livello di infrastrutture e non solo oggi la Germania sta letteralmente cadendo a pezzi: spesa pubblica zero, milioni di persone sotto i piani Hartz e così via... La Germania produce, esporta, ha una bilancia commerciale fortemente in attivo ma non è il paese di Bengodi). In Francia meno che in Germania, la Francia era più debole.
Poi al momento dello scoppio della bolla le banche tedesche e francesi hanno rivoluto indietro soldi veri in cambio dei soldi finti. E li hanno rivoluti indietro subito. Risultato finale: i debiti privati sono diventati debiti pubblici, la spesa pubblica è stata compressa ovunque, laddove la troika è potuta arrivare ha fatto salsicce (e solo per questo dovremmo fare una statua a Monti in ogni piazza: ci ha quasi ammazzati lui, ma se fosse arrivata la troika sarebbe stato molto peggio) e oggi le banche tedesche vanno in giro a dire agli altri cosa dovrebbero fare. Mentre sono ancora piene di titoli tossici fino al collo che non sanno come e dove piazzare.
La vera bomba a orologeria sono ancora oggi le banche tedesche.
In tutto questo l'Italia è un paese in buone condizioni:
- ha un debito pubblico alto ma siede su un tesoro (es. artistico) che ha un valore decine di volte superiore al debito pubblico stesso
- ha sempre ripagato i propri debiti con puntualità, anche quando i tassi erano stratosferici: da questo punto di vista è il debitore ideale per eccellenza
- è un paese produttivo, che produce ed esporta a rotta di collo, nonostante tutti i suoi problemi interni (corruzione e ridistribuzione del reddito)
- ha un sistema bancario che nonostante di vari Fiorani, Verdini & co è abbastanza solido, anche grazie alla lungimiranza dei risparmiatori italiani nel corso dei decenni precedenti
I problemi dell'Italia sono quasi esclusivamente interni. Ma ci piace e ci fa comodo pensare il contrario. Siamo talmente tanto ricchi di tutto che, nonostante da decenni la nostra classe dirigente stia depredando tutte le risorse su cui riesce a mettere le mani (grazie alla nostra complicità), siamo ancora in piedi.


  vmvinceskij 28 aprile 2016 alle 18:34

@fb0172 ( 28 aprile 2016 alle 15:33)
Citazione: (e solo per questo dovremmo fare una statua a Monti in ogni piazza: ci ha quasi ammazzati lui, ma se fosse arrivata la troika sarebbe stato molto peggio)”.

Fesseria al quadrato:
1. Riepilogo delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura, le cui misure strutturali valgono tuttora (importi cumulati):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld.
Berlusconi batte Monti 4 a 1.
2. Come si vede dalle cifre qui sopra, la troika ha operato – da lontano – prima che arrivasse Monti, che ha soltanto completato l’opera nella misura del 20% ed in maniera molto più equa di Berlusconi (anche sulle pensioni).

Vincesko


@vmvinceskij 28 aprile 2016 alle 18:34

Non è (solo) una questione di numeri assoluti ma anche di tempi: Berlusconi in 4 anni, Monti in poco più di un mese!
La secchiata di acqua gelata di Monti mirava a distruggere la domanda interna per fare in modo di eliminare l'emorragia di soldi data dall'import e spingere sull'export, per quelli che fossero sopravvissuti. Insomma a farci diventare più "tedeschi", arrivando quasi 10 anni dopo, a livello "filosofico", a quanto fatto da Schroeder in Germania.
Ma come tutti i tecnici ha completamente trascurato (volontariamente o involontariamente?) l'aspetto psicologico che le sue misure avrebbero avuto. Ovvero uccidere la domanda tout court perché oggi stai male ma domani starai sicuramente peggio e dopodomani ancora peggio!
E un modo per rendere il futuro più incerto è quello di intervenire sui tempi delle pensioni con un bello scalone (risparmi nell'immediato ma la paghi cara con un crollo della fiducia), spazzare via sanità e scuola (il futuro), raddoppiare le tasse sull'unico investimento effettuato dai cittadini nel tempo (la casa) il tutto lasciando inalterati i diritti acquisiti, lasciando esenzioni dalle tasse di cui sopra per i soliti noti (Vaticano per immobili commerciali, costruttori, ...) e in generale dando il messaggio che tutto ciò è solo per tamponare, che domani arriverà di peggio e che tu cittadino sei solo, sei destinato a essere solamente "umiliato e offeso". Non che i governi successivi abbiano fatto di meglio in quanto a messaggi dirompenti (una sola voce, per quanto finanziariamente irrilevante per le tasche dei cittadini: la mini-IMU retroattiva! Poche decine di euro, ma tanti tanti danni!).
Se io cittadino ho la certezza che domani starò peggio, che la sanità verrà tagliata, che la scuola dei miei figli/nipoti verrà tagliata, che le pensioni verranno tagliate (nonostante i contributi salati che pago), che le tasse verranno sicuramente aumentate e soprattutto che verranno aumentate in corso d'anno senza che io possa sapere il primo di gennaio quante tasse pagherò nel corso dell'anno, ma peggio ancora mi arriveranno le tasse retroattive l'anno successivo, che fiducia posso avere? Se calo tutto questo in mezzo a una crisi di domanda epocale, dove la produzione è praticamente a costo zero, dove i "magazzini" sono pieni di "merce" che non si vende, dove tutto è merce (dalle case agli alimentari, dalla sanità alla scuola, dai detersivi all'abbigliamento, dal lavoro alla pensione...), poi non ci si può lamentare che ci sia una crisi di fiducia epocale e che in tutto ciò abbiano buon gioco i populisti e quelli che cash alla mano fanno affari comprando a prezzo di saldo. Perché da che mondo è mondo i soldi non si fanno nei momenti di boom ma nei momenti di crisi, dove chi è liquido arriva e compra tutto a prezzi scontati, per poi vedere le quotazioni risalire nei momenti di boom, quando invece la ricchezza viene redistribuita (ma chi ha acquistato a prezzi bassi si ritrova con rendimenti a 2-3 zeri...).


  vmvinceskij 29 aprile 2016 alle 15:08

@fb0172 (29 aprile 2016 alle 10:33)
Citazione “Non è (solo) una questione di numeri assoluti ma anche di tempi: Berlusconi in 4 anni, Monti in poco più di un mese!

Avviso preliminare: sono 5 anni che a) a me antimontiano, tocca difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni; b) segnalando che le manovre di Berlusconi sono state il quadruplo di quelle di Monti e molto più inique, incluse le riforme delle pensioni; e c) sono dati che pare ignorino tutti, proprio tutti.

Oltre a ignorare del tutto i dati e a ripetere le solite accuse a Monti in gran parte infondate (effetto della DISINFORMAZIONE berlusconiana e della pigrizia mentale degli Italiani, che per questo cadono facilmente vittime dei manipolatori), sei anche… maleducato: mi sottovaluti troppo (!), vuoi che io abbia fatto un errore così marchiano e non abbia tenuto conto del rispettivo periodo a cui si riferiscono?
Il tempo è sostanzialmente equivalente: un anno e mezzo, perché il grosso delle manovre correttive di Berlusconi è stato varato dopo la crisi della Grecia, cioè a partire dal 2010.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Per il resto (IMU, distruzione della domanda, ecc.), ripeto, si tratta di accuse in gran parte radicalmente infondate, frutto o di pregiudizio o/e di pigrizia mentale o/e di manipolazione disinformativa. Ho avuto decine di discussioni su questo argomento, una delle ultime, abbastanza articolata, si è svolta in questo blog, in calce a:http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/, che ti invito a leggere con attenzione, poiché non ho voglia ora di ripetermi.

Vincesko


  vmvinceskij 29 aprile 2016 alle 15:22

PS:
Per agevolare la ricerca, do il link al 1° commento della discussione:
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/#comment-3153


@vmvinceskij (varii ed eventuali in ordine di tempo)

Delle politiche fiscali dei governi Berlusconi penso tutto il male possibile, comprese varie manovre finanziarie "posticipate" al 2013 tanto per lasciare un bel paletto pronto per l'eventuale governo successivo.
L'introduzione/anticipo dell'IMU il governo Monti l'ha fatta partire con la manovra 2011, ovvero in meno di un mese dall'insediamento (novembre 2011). Lo stesso per la "riforma Fornero", arrivata prima della fine del 2011.
I due principali provvedimenti che hanno "ucciso psicologicamente" la domanda interna in Italia. Le cose andavano male da prima? Eccome! Le cose sono migliorate dopo? No di certo, anche se nell'emergenza il governo Monti ci ha probabilmente salvato il fondoschiena, vista come è andata alla Grecia con l'arrivo della troika (i.e. della Germania) che ha finito di spolpare un paese allo sbando.
L'Italia si è salvata grazie al governo Monti? Si, probabilmente si. I governi Berlusconi hanno fatto più danni e in maniera più "classista"? Certamente si. E quindi? Vogliamo negare la secchiata di acqua gelata arrivata con i provvedimenti del governo Monti nel giro di un mese? E questo a prescindere dai numeri assoluti in miliardi di euro.
Per un miliardario l'aumento dell'ICI/IMU del 60% da un giorno all'altro e l'eliminazione di alcune esenzioni ha avuto probabilmente l'effetto di un solletico sotto i piedi. Per un cittadino che aveva una sola proprietà, magari mezza casa ereditata nella quale nemmeno abitava, si è trattato spesso di tirare fuori dall'oggi al domani l'equivalente dello stipendio di un mese. Il che sommato all'incertezza sul futuro con il messaggio arrivato nel giro di un mese (pensioni, scuola, sanità, imposte locali... Il "ieri stavate malino, oggi state male, domani starete peggio, dopodomani ancora peggio") ha fatto il resto. Tremonti era stato più abile e il controllo sulla stampa aveva fatto il resto? Possibile, ma non si può far finta di non vedere che in quel momento preciso chi ha potuto ha tenuto il borsello bel chiuso, con un effetto di controreazione, di feedback, pesantissimo. Più psicologico che reale? Forse, anche se l'IMU per parecchi è stata una bella botta (esempio: mezza casa ereditata; per chi non ci vive dentro conta "seconda casa", anche se non ha altre proprietà e vive in affitto, con relativo esborso di più di 1000 euro l'anno anche se dentro ci vive il genitore superstite... Costruttori con decine di appartamenti in vendita a prezzi artificialmente alti non pagavano l'IMU...).
Ho rivisto il video dell'intervista a Monti da lei linkato: Monti ha ammesso candidamente che "noi" (Europa?) "stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale". La Germania l'aveva fatto prima (governi Schroeder), facendo sostanzialmente dumping nei confronti del resto dell'Europa. GLi altri, messi alle strette per ripianare i debiti delle banche tedesche, hanno dovuto fare lo stesso, accodandosi. Monti ha fatto capire chiaramente che in quel modo stava tirando addosso alla Germania, sfidandola a creare domanda interna perché con il consolidamento fiscale gli italiani avrebbero comprato meno prodotti tedeschi. Cosa che la classe dirigente tedesca, avendo spinto l'export in area extra-UE, si è ben guardata dal fare visto che sta lucrando ampiamente dalla situazione attuale. I nodi verranno al pettine anche per la Germania, ma per ora ha le spalle coperte, grazie alla capacità della classe dirigente tedesca di "infiltrare" le istituzioni europee di funzionari tedeschi a tutti i livelli (v. lo scandalo WV: magicamente i limiti alle emissioni sono stati raddoppiati nel giro di poche settimane dallo scoppio dello scandalo. Se lo scandalo fosse scoppiato a causa della Fiat avremmo avuto funzionari "europei" in tutte le fabbriche italiane...).
P.S. Per cortesia la prossima volta si tenga gli insulti. Stiamo discutendo pacificamente su fatti accaduti anni fa. Il "maleducato" nei miei confronti mi sembra quanto meno ingeneroso. Posso avere idee diverse dalle sue, posso vedere le cose, interpretare gli avvenimenti in maniera diversa da quello che fa lei, ma non mi ritengo né maleducato né intellettualmente disonesto. E non mi arrogo di certo l'aura di "portatore di verità assolute".


  vmvinceskij 30 aprile 2016 alle 22:59

fb0172 (30 aprile 2016 alle 19:31)

Maleducato
Il maleducato è preceduto da puntini sospensivi, che stanno per tono scherzoso, ironico (cfr. diz. Treccani online).

Ammuina
Non fare ammuina, qui non è questione di “verità assolute”, ma di cercarsi e analizzare i numeri, prima di sparare frasi ridicole come “nel giro di un mese” o “Monti ci ha salvato il fondoschiena” o a “prescindere dai numeri assoluti in miliardi di euro” (sic!). Tu, oltre a non cercarti i numeri, rifiuti maleducatamente e irrazionalmente di prenderne atto quando ti vengono generosamente serviti su un piatto d’argento. Perché? Datti una risposta da solo.
Te l’ho detto, sono 5 anni che mi tocca difendere Monti e, nella stragrande maggioranza dei casi, ho incontrato delle resistenze terribili, anche in docenti universitari di Economia che si suppone siano persone razionali e adusi a maneggiare numeri, a prendere atto delle cifre e dell’enorme sproporzione tra le manovre di Berlusconi e quelle di Monti (4 a 1). Probabile effetto non soltanto di un enorme pregiudizio ma anche di tigna (dispiace ammettere di essere stati manipolati e per tanto tempo). Quindi la tua reazione non mi meraviglia, né mi meravigliano le spiegazioni strampalate che adduci. La più grossa delle quali, finora mai oppostami, è che Monti abbia fatto tutto “nel giro di un mese”, perfino la riforma Fornero (sic!), che secondo gli esperti produrrà i suoi effetti soprattutto dopo il 2020!

IMU
Dopo, per ridicolaggine, viene quanto scrivi sull’IMU: decisa da Berlusconi, Monti l’ha – meritoriamente, per equità e perché in nessun altro Paese la prima casa è esente - soltanto reintrodotta sulla prima casa e aumentata. Non si può ragionare sui casi singoli. Traggo dal mio post “I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo sull’IMU:
- il valore medio dell’IMU prima casa è stato pari a 225 €;
- l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’introito complessivo dell’IMU (fabbricati, terreni, aree edificabili e fabbricati rurali) è stato pari a23,7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni di contribuenti.
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313 €;
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209, 680 e 217 €.
Vanno sottolineati, inoltre, due ulteriori dati:
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU.
Infine, tu lamenti di aver pagato, per colpa di Monti, 1.000€ in un anno (suddivisi in 2 rate semestrali posticipate), mentre centinaia di migliaia di persone, semmai in affitto, per colpa di Berlusconi, hanno dovuto “pagare”, in un solo anno, 10, 20 o 30 volte tanto!

Pensioni: Sacconi vs Fornero
Traggo dal mio post Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html):
Le riforme di Sacconi (2010 e 2011) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:
• “finestra” ( = differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;
• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e
• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 entro il 2021, che è benchmark in UE28, cioè prima della Germania e molto prima della Francia (dopo il 2018, in forza della legge Fornero, l’adeguamento anziché triennale sarà biennale).
La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:
• metodo contributivo pro-rata per tutti (vale a dire solo per quelli che erano precedentemente esclusi, cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall'1.1.2012;
• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e
• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,
i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.
NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età baseed equiparando i lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

Distruzione della domanda
Anche qui, avevi scritto - come tanti altri - una sciocchezza, mi aspettavo che l’avresti ammesso e che ti saresti scusato.

Conclusione
In conclusione (sulla base dei dati e al netto degli effetti psicologici molto difficilmente quantificabili), sia per l’enorme sproporzione tra i rispettivi ammontari delle manovre di Berlusconi e Monti, sia per il fatto che tra il varo di una manovra correttiva corposa, ricca di provvedimenti sia dal lato della spesa che da quello delle entrate, e la riscossione passano almeno 6 mesi (è successo anche per l’IMU, divisa in 2 tranche semestrali posticipate), per non parlare delle pensioni, i cui provvedimenti, in particolare l’estensione del metodo contributivo, hanno sempre un’efficacia nel lungo periodo, gli effetti recessivi prodottisi nel 2012, ecc. sono figli delle manovre di Berlusconi o totalmente o almeno in un rapporto di 4 a 1, vale a dire in ragione almeno dell’80%.

Vincesko


@vmvinceskij 30 aprile 2016 alle 22:59

Lei continua a sciorinare numeri e numeri.
Grazie.
Io continuo a essere persuaso che l'impatto "psicologico" del Governo Monti sia stato maggiore di quello dei numeri. Sugli effetti di quelle manovre mi dispiace ma rimango della mia idea. Le manovre dei governi Berlusconi non hanno avuto il tempo di dispiegare i loro effetti: buona parte sarebbero entrate in vigore "dopo", dopo la fine della legislatura, lasciando un bel paletto in mezzo ai piedi (eufemismo) del governo successivo. E per l'italiano abituato a rimandare, a vivere nel futuro, quello bastava in quel momento. Le manovre del governo Monti hanno avuto un effetto immediato e sono state attuate in brevissimo tempo. Parte di quelle erano anticipi di provvedimenti già presi per il futuro? Parte. E parte no: li entra il gioco la politica, che non è solo numeri (anche se poi senza numeri non può andare molto lontano). Monti è un politico molto più raffinato e lucido della maggior parte dei politici presenti in Parlamento. E' un politico di lungo corso e non è necessario essere politici di cariche elettive a suffragio universale per esserlo. Monti sapeva perfettamente quali sarebbero stati gli effetti delle sue manovre e quale sarebbe stato l'effetto di manovre analoghe in tutta Europa ("l'intervista alla CNN"). E sapeva che l'unico modo per far ripartire il sistema è "europeo". E per farlo è necessario che l'Europa si dia una mossa politicamente (v. "Why Nations Fail: The Origins of Power, Prosperity, and Poverty" di Daron Acemoglu et al). Esattamente quello che la classe dirigente tedesca del dopo Kohl non vuole (banche e industrie tedesche in primis: mercato comune senza pagare dazio politicamente), esattamente quello che la classe dirigente francese del dopo Mitterand non vuole, esattamente quello che la classe dirigente dei vari staterelli inutili del centro-nord Europa non vuole. Per non parlare della classe dirigente italiana. Come pure buona parte delle potenze "disinteressate" che abbiamo attorno.
I governi Berlusconi hanno fatto "danni"? Hanno attuato una politica pesantemente classista ("il figlio dell'operaio vs. il figlio del professionista" che in realtà voleva solo dire "il figlio del ricco vs. il figlio del povero", ché ci sono anche professionisti che non sono ricchi)? Ma certamente, non sarò io a metterlo in dubbio. Le politiche dei governi di tutta Europa hanno fatto altrettanto? Ma certamente: ovunque sono stati tagliati stato sociale, scuole, sanità. Uccidendo la domanda di futuro.
Ma Berlusconi è stato anche un abile piazzista (aiutato in questo dal controllo quasi totale dei mezzi di informazione), uno che "sa", "annusa" quale sia la potenza della psicologia per vendere, soprattutto per vendere quello che non c'è: il futuro. E senza l'effetto psicologico purtroppo non ci sarà MAI alcuna ripresa: fin quando non avremo fiducia nel futuro non ci saranno investimenti. Di oggi su questo giornale:

Il sistema è fermo perché è stata uccisa la domanda interna. Anche politica, non solo economica. Viviamo di numeri ma non siamo solo numeri (v. le critiche all'homo economicus espresse a più riprese nei suoi libri dal prof Gallino). E in questo il governo Monti ha avuto un ruolo importante, inversamente proporzionale alla durata del suo governo, che realmente è stata di pochi mesi, diciamo il primo quarto della durata complessiva, fino alla primavera del 2012. Il resto è stata una lunga agonia proseguita poi con i governi Letta e Renzi. E senza riforme realmente inclusive, che riportino il Parlamento al centro, con una selezione reale della classe dirigente (il contrario della riforma Boschi-Renzi che mette al centro di tutto il capo del partito di maggioranza relativa), per il futuro non andrà meglio. Almeno a livello locale. Lo stesso andrebbe fatto a livello europeo: includendo i cittadini europei in un progetto comune dal quale possano pretendere e ricevere risposte. Gli americani 250 anni fa dicevano "no taxation without representation". Ecco, noi abbiamo solo la prima. Sia a livello locale che a livello europeo. E questo è il motivo per cui sia la prima che la seconda sono destinate a fallire.


  vmvinceskij 1 maggio 2016 alle 20:58

Calcio tra i denti e pane e acqua

Citazione: “Le manovre dei governi Berlusconi non hanno avuto il tempo di dispiegare i loro effetti: buona parte sarebbero entrate in vigore "dopo", dopo la fine della legislatura, lasciando un bel paletto in mezzo ai piedi (eufemismo) del governo successivo”.

Fesseria sesquipedale e patetica. Anzi pazzesca: tu, forse, sei matto (ci mancavano qua…) ed hai – come Berlusconi e Weidmann – problemi col principio di realtà. Quel che è certo, invece, è che non hai mai letto i testi delle 3 (tre) manovre correttive, oltre alla legge di stabilità 2011, varate dal governo Berlusconi nel periodo maggio 2010-agosto 2011 e le relative relazioni tecniche. Non hai neppure letto – della discussione precedente che ti ho indicato - il mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti e soprattutto, al suo interno, l’articolo (col dettaglio di tutte le manovre sia di Berlusconi che di Monti) del “Sole 24 ore” su cui è basato (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml).
Ti suggerisco caldamente – perché potrebbe essere pericoloso… - di non farti sentire dai milioni di persone che, ad opera del governo Berlusconi, da un giorno all’altro, o si videro bloccato il rinnovo del contratto nazionale (i quasi 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici) o non rinnovato il contratto di lavoro individuale (il 50% di tutti i lavoratori precari pubblici) o procrastinato il pensionamento di almeno 1 (un) anno, perdendo almeno 13 mensilità di pensione, pari a 10 o 20 o 30 mila € o più di mancato introito (decine, forse centinaia di migliaia di pensionandi disoccupati o inattivi) o tagliata, prima del 75% (DL 78 del 31.5.2010) e poi di un ulteriore 15% (DL 98 del 6.07.2011), la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (milioni di poveri: LSU, ragazze-madri, ex carcerati, sussidiati costo affitto, ex drogati, ecc.) o tagliata di alcuni miliardi la spesa sanitaria e scolastica; ecc. ecc.
Ma tu - vedo -, oltre a non informarti ed essere inutilmente logorroico, sei del tutto incapace di ammettere che sei un ignorante, ti sei sbagliato e scusarti. Non mi meraviglia, voi che odiate i numeri (almeno il 95% degli Italiani), siete tutti così, fatti con lo stampo. E mammoni permalosi e piagnucolosi. Perciò odiate l’ICI/IMU/TASI, la casa viene subito dopo la mammina. E’ inutile opporvi dei numeri e dei fatti. E’ un problema di educazione, perciò – lo confesso… - ho introdotto fin dall’inizio il termine “maleducato”. Che si può risolvere soltanto con un’adeguata… ri-educazione: un calcio tra i denti e pane e acqua finché non ammettete che 4 è il quadruplo di 1, per cui il cattivone che ha messo davvero le mani nelle tasche degli Italiani e ha distrutto la domanda interna è stato, di gran lunga, soprattutto Berlusconi e non Monti, e che l’ICI/IMU/TASI, che serve a finanziare i servizi locali, è cosa buona e giusta. E Monti ha fatto benissimo a reintrodurla sulla prima casa e ad aumentarla. Peccato non sia riuscito a introdurre anche un’imposta patrimoniale sui ricchi, usciti quasi esenti dalla macelleria sociale perpetrata, in particolar modo da Berlusconi, sui non ricchi.

Vincesko


@vmvinceskij 1 maggio 2016 alle 20:58

La invito ancora una volta alla calma e a un maggiore contegno. Evidentemente è abituato insultare le persone, ma per questo non posso farci nulla: ognuno ha l'educazione che ha. E non ho intenzione di seguirla su questa china.

Le piacciono i numeri? Anche a me, molto (anche se quasi 30 anni fa all'economia ho preferito la matematica e la fisica: un modo diverso di giocare con i numeri).
Per quanto riguarda ad esempio la manovra 08/2011 del governo Berlusconi, su questo link può trovare uno specchietto riassuntivo degli effetti negli anni:

Come può vedere i numeri dicono che per il 2012 (28 miliardi) la manovra sarebbe stata circa la metà rispetto agli anni 2013 (54 miliardi) e 2014 (59 miliardi, quasi 60). L'anno 2013 avrebbe comunque visto le elezioni prima della metà dell'anno, per cui il "paletto" tra i piedi del successivo governo sarebbe stato di 114 miliardi sui 142 miliardi totali della manovra spalmati in 3 anni.
La manovra 2010 era fatta per l'80% delle maggiori entrate di recupero dall'evasione fiscale, ovvero ancora una volta in sostanza un procrastinare in attesa di tempi migliori (8 miliardi dall'evasione fiscale non li avrebbe trovati alcun governo, di qui la quasi certezza di una manovra successiva... Un procrastinare appunto). Il resto erano tagli.

Ho cercato di portare la discussione sugli effetti psicologici della manovra Monti, che ha anticipato e inasprito quanto previsto dalle manovre Berlusconi, aggiungendoci del suo. Vuole parlare di numeri? Parliamo di numeri. Possibilmente senza dare di matto.


  vmvinceskij 2 maggio 2016 alle 16:09

@fb0172 (2 maggio 2016 alle 12:50)
Hai fatto un passo in avanti; come vedi i miei "insulti" sono terapeutici. Ma troppo poco, sei un po’ inguaiato, hai bisogno di una lunga terapia...
Continui a raccontar balle, per autoconvincerti, dandoti anche maldestramente la zappa sui piedi.
Primo, come risulta dalla tabella che hai allegato, l’effetto per il solo 2012 delle manovre 2011 di Berlusconi, pari a ben 28 mld, né equivale a un rinvio a dopo la legislatura, come finora l’hai raccontata, né è una bazzecola, come cerchi di contrabbandarla, ma copre quasi interamente l’effetto globale della prima manovra di Monti, i cui effetti, vedi in particolare le pensioni, sono diluiti – non so in che misura - nei lustri successivi.
Secondo, la manovra 2010 non è come tu la racconti, glissando bellamente su ciò che ho scritto sulle categorie colpite, con effetto dal 1.1.2011, dal governo Berlusconi-Tremonti (milioni di Italiani, parecchi privi di reddito, quindi ad altissima propensione al consumo). Essa non è una bazzecola ma supera i 60 mld cumulati (ma in effetti molto di più, poiché le sue misure strutturali, cioè permanenti, valgono tuttora).
DL 78/2010 di 62,2 mld [secondo Il Sole 24 ore]
Arriva il blocco della contrattazione e degli stipendi per i dipendenti pubblici, il taglio delle retribuzioni più alte, l'azzeramento dei gettoni nei cda e la lotta a società di comodo e imprese in «perdita sistemica» [più il procrastinamento di 12 mesi (c.d. finestra mobile, ma in effetti 4 mesi in media erano stati già decisi dalla L. 247/07) dell’erogazione delle pensioni e l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, poi tagliata di un ulteriore 15% dal DL 98/2011, il congelamento del rinnovo del contratto dei quasi 3,5 mln di dipendenti pubblici e il dimezzamento del numero dei lavoratori precari pubblici].
Non sei Aristotele, per smentirmi non bastano le tue affermazioni assiomatiche, devi trovare la stessa tabella degli effetti anche per il 2010. Per non parlare di quelle precedenti, in particolare il DL 112/2008 57,9 mld.
Nella prima grande manovra campeggiano i tagli agli enti territoriali e ai ministeri, la progressiva riduzione degli organici della Pa e della scuola e le imposte su energia, banche e assicurazioni.

Terzo, soprattutto, devi fare la stessa cosa anche per le 2 manovre di Monti, la prima del dicembre 2011 (DL 201/2011 43,3 mld) e la seconda del luglio 2012 (DL 95/2012 19,9 mld), così forse - forse - anche tu ti renderai conto che è privo di senso cronologico, logico, matematico e fattuale affermare, come fai tu, che "Monti ha anticipato (sic!) e inasprito quanto previsto dalle manovre Berlusconi".

Quindi, mi spiace, ti tocca fare ancora uno sforzo, vincendo la tua terribile resistenza.

Vincesko


*


Nota conclusiva: a questo punto fb0172 è sparito: o non è riuscito a vincere la sua terribile resistenza o, vintala e divenuto finalmente consapevole dell’evidenza del suo macroscopico errore di giudizio, si è vergognato ed ha avuto paura di… arrossire davanti a tutti.



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