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Dialogo sulla crisi economica, i PIL che si inseguono ed altro - Appendice

 
Dopo la prima parte pubblicata ieri http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783599.html, riporto sulla crisi economica una serie di altri commenti ed articoli, che possono costituire un utile sguardo all’indietro.
 
Appendice (commenti ed articoli vari)
 
OMSA: chiude stabilimento a Faenza e apre in Serbia. Licenziati 350 dipendenti
http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=14350
(27-07-10)
 
·  Descrizione: http://www.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=http%3A%2F%2Fwww.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D48&r=G
Vincesko 1 novembre 2010 alle 00:13 (cliccare sulla data per aprire il commento originale)
Ecco un esempio emblematico della situazione italiana, della delocalizzazione e dell’ingordigia degli imprenditori: le scelte di delocalizzazione non sono dettate dall’assottigliamento o azzeramento delle vendite, della produttività e dei margini, ma: a) dalla propensione dell’imprenditore a massimizzare il suo profitto (e gli utili degli azionisti), fregandosene degli effetti sociali; b) dall’assenza del soggetto pubblico come calmieratore delle pulsioni egoistiche dell’imprenditore; c) dalla possibilità di vendere in Italia i prodotti fatti all’estero, con lo stesso marchio e presumibilmente agli stessi prezzi di prima, incamerando tutto l’extramargine.
Conclusione: a) lavoratori italiani a spasso, a spese della collettività e poi forse alla fame; b) lavoratori dei Paesi in via di sviluppo sottopagati, senza tutele sindacali e ad orari di lavoro settecenteschi, ma contenti; c) extraprofitti nelle tasche di pochi ricchi. Ad alimentare la loro età dell’oro.
“Manifatture tabacco. La Bat lascia Lecce, le Ms in Romania
La British American Tobacco chiude l’ultimo sito italiano nonostante gli alti margini di guadagno. 500 posti a rischio”
http://cesaredamiano.files.wordpress.com/2010/10/damianoi_bellanova.pdf
 
Manovra: CGIL, domani presidio a Montecitorio
Continua la mobilitazione del sindacato contro un provvedimento 'ingiusto, iniquo e depressivo' e per rappresentare e sostenere le sue proposte. Domani in piazza dalle ore 10.00
(27-07-10)
 
Europa, invece, si chiede [“Europa”, approfittando della recente ristrutturazione del suo sito, ha pensato ‘bene’ di cancellare i commenti dei lettori; per trovare l’articolo, utilizzare la funzione “cerca” nel sito stesso o, forse, con Google]:
 
29 luglio 2010
Bonanni fa ancora il sindacalista?
Giovanni Cocconi
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/120224/bonanni_fa_ancora_il_sindacalista
 
In calce all'articolo, c'è questo mio commento, perché mi è parso opportuno allargare la critica a Luigi Angeletti.
da magnagrecia inviato il 29/7/2010 alle 20:53 
Luigi Angeletti ha fatto anche peggio. Intervistato da Radio3, per commentare la notizia appena uscita del trasferimento in Serbia di parte della produzione di Mirafiori, in sostanza si dichiarò meravigliato della sfiducia di Marchionne nella disponibilità della UIL di ridefinire un patto per Fiat Torino sulla falsariga di quello di Pomigliano. Quello che più m'impressionò fu il tono (si può recuperare sul sito di Radio3).
D'altra parte, è sufficiente vedere la maniera vergognosa ed inaccettabile in cui Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si sono comportati in merito alla manovra correttiva, vera macelleria sociale, la più iniqua probabilmente della storia repubblicana, se addossa l'onere del risanamento dei conti pubblici su categorie deboli o debolissime: invalidi, poi almeno parzialmente emendato, precari, pensionandi, in particolare quelli inattivi e quindi a reddito zero che perderanno in un solo anno migliaia o decine di migliaia di €, insegnanti, altri dipendenti pubblici; e risparmia invece, tranne i farmacisti, tutto il settore privato; e miliardari come Berlusconi, milionari come Tremonti o abbienti come Sacconi, che l'hanno progettata e pervicacemente attuata, non pagheranno - letteralmente - neanche un centesimo.
Ho già scritto qui su “Europa” che Luigi Angeletti aveva dichiarato che la riforma delle pensioni – l'ennesima in pochi anni! – avrebbe comportato un rinvio del pensionamento di soli 2-3 mesi ed espresse perciò un giudizio positivo sul testo del DL uscito dal Consiglio dei Ministri, che poi ha incredibilmente confermato dopo che tale rinvio si è addirittura triplicato. 
Mi chiedo anche come possa un sindacalista degno di questo nome accettare che il rinvio non si applichi ai lavoratori in mobilità, ma solo fino al limite di 10.000 persone (!!), che presumo debba essere perfino incostituzionale o che, con l'alibi della decisione della Corte di Giustizia UE (che prescriveva solo l'equiparazione uomini-donne) si sia aumentata l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche in pratica anche di 7 anni.
(29-07-10)
 
Ecco, invece, il punto di vista di un amministratore d'impresa innovativo, con propensione al rischio ed al cambiamento ed anche colto, e che, pur consapevole delle terribili disuguaglianze ed ingiustizie, esprime un'ottica comunque coerente col difficile ruolo svolto.
La storia dirà se avrà saputo trovare un giusto punto di equilibrio – la dico così per semplificare - tra il rispetto dei diritti e l'esigenza dell'osservanza dei doveri.
 
26/8/2010 (12:20) - DOCUMENTO
L'intervento integrale di Marchionne al Meeting Cl di Rimini
(…). Avrei voluto condividere con voi le questioni più spinose con le quali l’umanità si deve confrontare: - come sia possibile restare indifferenti di fronte allo scandalo della distribuzione della ricchezza mondiale; - come sia possibile parlare di sviluppo e benessere se gran parte della nostra società non ha nulla da mettere in gioco al di fuori della propria vita. (…).
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201008articoli/57964girata.asp
 
Cesare Romiti non mi è stato mai molto simpatico; questa antipatia è notevolmente cresciuta a seguito della vicenda dell'inceneritore di Acerra, non perché ero contrario all'inceneritore, ma perché la sua azienda, l'Impregilo, ha tentato di rifilare un  modello d'impianto obsoleto. Quando penso a lui, per associazione mi viene in mente – e la stessa cosa mi succede per De Mita - il termine albagìa. [*]
Quando era amministratore delegato della FIAT, ricordo che, forte dell'appoggio del potentissimo patron di Mediobanca, Enrico Cuccia, guardava dall'alto in basso perfino Gianni Agnelli, che dipendeva dai prestiti della banca capeggiata da Cuccia (poi infatti, appena la situazione della FIAT migliorò, Agnelli ruppe sia con Romiti che con Cuccia). Però una cosa bisogna ammettere: è uno che ha le idee chiare (of course) e le cose non le manda a dire.
 [*] Albagìa, boria (Treccani)
http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/parole/albagia.html
Ecco la sua intervista al Corriere.
 
L'intervista - L'ex amministratore delegato: bisogna imparare dal passato. L'Italia ha visto situazioni tragiche ed è riuscita a superarle
«A Marchionne dico: i sindacati? Li puoi battere, non dividere»
Romiti: durante le vertenze anche le tensioni vanno governate Operai e azienda? La contrapposizione di interessi ci sarà sempre
http://www.corriere.it/economia/10_agosto_28/intervista-marchionne-cazzullo_1aa4cfac-b272-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml
(28-08-10)
 
In questo suo editoriale, Eugenio Scalfari critica Marchionne, Tremonti, la Marcegaglia e CL perché hanno omesso al Meeting di Rimini il tema oggi centrale delle disuguaglianze sociali interne.
Tema cruciale anche per un partito riformista come il PD.
Tema che andrebbe tenuto presente anche quando si parla di cogestione, partecipazione (anche azionaria), cooperazione tra lavoratori ed imprese, mutuando ciò che avviene in Germania e in alcuni  Paesi scandinavi (una volta, al tempo di Tito, per la cogestione si faceva l'esempio della Jugoslavia). Do un link: http://www.sapere.it/enciclopedia/cogesti%C3%B3ne.htm  
 
Tema interessante, la partecipazione, che mi ha sempre intrigato, fin da quando, frequentando a fine anni '60 il biennio della SAA (Scuola di Amministrazione Aziendale) dell'Università di Torino (la prima business school creata in Italia http://www.unito.it/unitoWAR/page/scuole1/Z003/Z003_saa3  ), Sezione di Salerno, feci un figurone tenendo io la lezione (non era ancora disponibile il testo di studio) proprio sul tema della partecipazione proposto dal giovane docente di Organica (figlio del preside della facoltà), che veniva apposta da Torino 3 giorni consecutivi al mese, e ogni volta faceva disporre i banchi in quadrilatero e si sedeva in un banco qualsiasi, mai in cattedra (e che a fine anno mi propose di diventare suo assistente, ma preferii accettare l'offerta di un'azienda di Milano).
In Italia, uno dei pochi a favore della partecipazione era Pierre Carniti, segretario generale della CISL.
 
Do tre elementi meramente indicativi:
1. Una ventina di anni fa, ci fu un dibattito tv tra Gianni Agnelli, Luciano Lama, comunista riformista, ed il cancelliere tedesco Helmut Schmidt, socialdemocratico, e venne fuori anche il tema della partecipazione. L'unico favorevole, ovviamente, fu quest'ultimo, ma quello che mi colpì fu l'espressione di Agnelli, tra l'irritato (con classe, of course) e chi compatisce.
2. Durante la seconda guerra mondiale, nei sottomarini italiani, famosi per le dimensioni mediocri e gli spazi angusti, c'erano addirittura due mense: una per gli ufficiali ed una per la truppa. Ho ricavato questa informazione da un libro tedesco sulla guerra, che la riferiva come un fatto bizzarro e quasi incomprensibile.
3. All'inizio degli anni '80, ho lavorato per la mia azienda del Gruppo IRI (di mentalità un po' fascista) per un anno e mezzo in Africa settentrionale: nel campo centrale, c'erano per gli Italiani ben 5 livelli di sistemazione logistica.
 
In Italia, per ragioni storiche e culturali, esistono ancora le classi; che si contrappongono ancora secondo gli schemi dell''800 e del '900; quella italiana (tranne pochissime eccezioni: ad esempio Adriano Olivetti o, in parte, Leopoldo Pirelli) non è (mai stata) una borghesia illuminata;  l'invidia sociale,alimentata da una cultura cattolica che non premia il merito e le capacità, acuisce il conflitto tra le classi ed impedisce o rende molto difficile un dialogo leale per ridurre le differenze sociali. La conseguenza è che il pendolo oscilla da un estremo all'altro, senza mai potersi fermare in una posizione mediana, l'unica utile per poter trovare un compromesso fruttuoso per tutti. Ora il pendolo è nettamente dalla parte dei ricchi e i Tremonti e i Sacconi, come si dice a Milano, ciurlano nel manico.
 
COMMENTI
Le regole di Marchionne e l'etica di Berlinguer
di EUGENIO SCALFARI
29 agosto 2010
(…). Se si deve attuare una vasta modernizzazione istituzionale e un trasferimento di benessere sociale dalle economie opulente verso quelle emergenti; se un così gigantesco riassetto non può essere disgiunto da un riassetto analogo all'interno delle aree opulente; è evidente che i più deboli debbono partecipare in primissima fila a questa operazione. I ceti medi e medio-bassi non possono essere oggetto del riassetto sociale senza esserne al tempo stesso il principale soggetto.
Questo è il punto che manca all'analisi di Tremonti e che Marchionne ha vistosamente omesso come l'ha omesso la Marcegaglia. L'intero meeting di Rimini su questo punto ha taciuto. (…).
http://www.repubblica.it/economia/2010/08/29/news/scalfari-6586986
(29-08-10)
 
Costume
29/08/2010 - SOLO IN GRAN BRETAGNA 3 MILIONI DI CONSUMATORI ALL'ANNO
"Le merci contraffatte vanno bene"
Parola di Unione Europea
Louis Vuitton, Yves Saint Laurent, Burberry e Gucci potrebbero trarre vantaggio dalla vendita di prodotti falsi
http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/310322/
(01-09-10)
 
Questa interessante analisi dei bilanci Fininvest da parte di sbilanciamoci.info forse spiega anche l'iperattivismo di Silvio Berlusconi sul versante russo e libico.
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 90 – 1 settembre 2010
Viaggio nei bilanci di Fininvest e delle controllate: Mediaset, Mondadori, Mediolanum e Milan. Dai debiti degli anni '90 alla ristrutturazione finanziaria, con ricca distribuzione degli utili alla famiglia padrona. Adesso i numeri volgono al peggio: siamo agli anni del declino. In quest'articolo si spiega perché
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-Fininvest-sta-peggio-del-capo-6100
(01-09-10)
 
Che ingenuo, Scalfari, per superare la crisi economica, chiede al ministro milionario Tremonti, il Robin Hood all'incontrario, quello che toglie sadicamente ai poveri per dare ai ricchi (come lui), un trasferimento del peso fiscale dai poveri ai ricchi.
 
L'EDITORIALE
Il fisco classista che blocca il Paese
C'è una crisi dell'occupazione con 200 mila precari della scuola e 500 mila lavoratori a rischio. Serve una manovra che punti ad un trasferimento tributario dalle fasce deboli a quelle opulenti
di EUGENIO SCALFARI
05 agosto 2010
http://www.repubblica.it/economia/2010/09/05/news/fisco_class-scalfari-6769634
(05-09-10)
 
Sulla crisi economica, due editoriali del Corriere della Sera, il primo di Francesco Giavazzi ed il secondo di Mario Monti.
 
LE MANCATE RIFORME CHE CI TENGONO FERMI
L'emergenza non è finita
Francesco Giavazzi
05 settembre 2010
http://www.corriere.it/editoriali/10_settembre_05/l-emergenza-non-e-finita-francesco-giavazzi_8d15b544-b8ba-11df-aec9-00144f02aabe.shtml
 
Un tema chiave di cui non si parla
Il silenzio sulla crescita
Mario Monti
04 settembre 2010
http://www.corriere.it/editoriali/10_settembre_04/monti_72d478cc-b7e4-11df-927f-00144f02aabe.shtml
(05-09-10)
 
Ecco la seconda parte dell'analisi dei bilanci Fininvest e sue controllate.
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 91 – 8 settembre 2010
Le grandi imprese/7 di Pitagora
Mediaset & co., conti a pezzi
08/09/2010
Se Fini fa paura, Fininvest fa tremare. Mediaset perde colpi, Mondadori avrebbe bisogno di un robusto aumento di capitale per riportare le voci dell’attivo di bilancio a valori reali, il Milan deve reintegrare le perdite degli ultimi anni. Su tutto pesa il maxi-risarcimento Cir. Ma è sul piano strategico che emergono le maggiori difficoltà
 
Nel precedente articolo abbiamo analizzato l'andamento del gruppo Fininvest basandoci sui dati consolidati. Qui approfondiamo le novità che emergono dall’esame dei bilanci di Mediaset, Mondadori, Mediolanun e Milan.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Mediaset-co.-conti-a-pezzi-6232
(08-09-10)
 
Riporto questo articolo molto tecnico ma comprensibile sul modo di uscire dall'attuale crisi economica.
 
Proposte per il Sud dell'Unione Monetaria
Alberto Alonso*, Jorge Uxó** e Antonio Cuerpo*** - 07 Settembre 2010
http://www.economiaepolitica.it/index.php/europa-e-mondo/proposte-per-il-sud-dellunione-monetaria/
(08-09-10)
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 92 – 15 settembre 2010
Le grandi imprese/8 di Vincenzo Comito
Il segreto della Nutella
14/09/2010
Michele Ferrero ha superato persino Berlusconi nella top ten di Forbes sugli uomini più ricchi d'Italia [è al 28esimo posto del ranking mondiale con 17 miliardi, mentre Berlusconi è al 74esimo con 9 miliardi, cfr. thread “Statistiche ed analisi quali-quantitative  Classifica 2010 dei ricchissimi" http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2609397.html]. Viaggio nei conti della sua società, multinazionale di famiglia con sede in Lussemburgo, produttrice di cioccolato e dolci e distributrice di ricchissimi dividendi. Una storia per molti aspetti misteriosa e piena di paradisi fiscali

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-segreto-della-Nutella-6325
 
Soluzione argentina per i Pigs europei?
di Andrea Baranes
15/09/2010  
Lo stato dei paesi della periferia europea in un'analisi dell'Rmf: gli interventi degli stati hanno placato i mercati ma non hanno certo risolto la crisi del debito
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Soluzione-argentina-per-i-Pigs-europei-6331
 
Lo specchietto di Marchionne
Guido Viale
15/9/2010
http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2010/mese/09/articolo/3384/
(15-09-10)
 
(…). “Altrimenti c'è il rischio che all'annus horribilis della finanza, il 2008, e quello dell'economia, il 2009, seguano quello del lavoro, il 2010, e della coesione sociale, il 2011”, ha commentato il commissario europeo, Laszlo Andor. (…).
«Non c'è altra soluzione che mettere al centro delle politiche economiche la creazione di occupazione», ha detto il direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia. Il sostegno alla domanda aggregata attraverso la politica monetaria e fiscale (senza gli incentivi altri 23 milioni di persone avrebbero perso il lavoro nella crisi, stima l'Fmi), tuttavia, non è sufficiente, è stata la conclusione di Oslo, senza istituzioni del mercato del lavoro che nel breve periodo forniscano sussidi alla disoccupazione e riqualificazione della manodopera.
 
Il reddito minimo garantito non è mai stato attuato dallo Stato italiano. Per prima, fu introdotto dalla Regione Campania (“Reddito di cittadinanza”). L'attuale governo non l'ha rifinanziato. Ma, unica, la Regione Lazio ha quest'anno stanziato a questo scopo 20 milioni.
Ecco un'analisi di Ugo Colombino de Lavoce.info:
 
Introdurre un reddito minimo garantito per redistribuire il benessere ma senza creare sprechi
di Ugo Colombino
http://notizie.tiscali.it/articoli/collaboratori/lavoce/10/06/reddito-minimo-universale.html
 
Un argomento che fu già trattato in passato da Lavoce.info:
 
Un Reddito minimo garantito per l'Italia
di Tito Boeri 17.01.2006
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1948-351.html
(16-09-10)
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 93 – 23 settembre 2010
Le grandi imprese/9 di Vincenzo Comito
Una banca per il sovrano
E' il primo gruppo bancario in Italia, il secondo in Germania. Ricacciato in poco tempo dalle stelle della finanza globale alle stalle dei feudi partitici. Ecco come, dopo le dimissioni di Profumo, procede una mostruosa concentrazione di potere politico-economico-finanziario. Prossima tappa: Mediobanca-Generali
23/09/2010
 
Conclusioni
Con la cacciata di Profumo, si pongono ora le premesse per la creazione di una mostruosa concentrazione di potere economico-finanziario nel nostro paese, concentrazione che potrà comprendere gran parte del sistema finanziario nazionale e una parte consistente del sistema delle grandi imprese. Il prossimo passo di questo progetto sarà quasi ovviamente quello della fusione tra Mediobanca e Assicurazioni Generali, sotto la guida del presidente di Generali, Cesare Geronzi (Giannini, 2010), progetto osteggiato sino a ieri dallo stesso Profumo e sostanzialmente anche dal management di Mediobanca e forse delle stesse Generali. Con tale fusione, tra l’altro, quella che era sino a ieri la società controllata, la stessa Generali, diventerà la controllante. La possibile opposizione al progetto che potrà venire eventualmente dal management delle due società sarebbe facilmente tolta di mezzo. A questo punto si registrerà una situazione che non ha riscontro in nessun paese occidentale e che ricorda invece abbastanza da vicino, tra l’altro, la situazione dei paesi dell’allora blocco sovietico. Ci troveremo con delle solide fondamenta economico-finanziarie per un regime di stampo autoritario.
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Una-banca-per-il-sovrano-6407   
 
Banche, crisi, finanza di Andrea Baranes
Basilea III. Ovvero: continuiamo così
Le nuove regole per le banche a regime nel 2019: tempi biblici, per una finanza che si muove invece velocissima. Mentre nessun passo in avanti si fa sulla separazione tra banche e speculazione, e su una nuova concezione del "rischio"
23/09/2010
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Basilea-III.-Ovvero-continuiamo-cosi-6420
(23-09-10)
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 94 - 30 settembre 2010
I feudatari del casello
Nonostante la crisi Autostrade per l'Italia continua a produrre utili, grazie all'aumento delle tariffe e ai sistemi telematici di pagamento. Ma che non mantiene le promesse sugli investimenti fatte al momento della privatizzazione. Radiografia di un gruppo privato molto vicino al potere politico
di Anna Donati
C'è un dinosauro nel salotto
Mediobanca da Mattioli a Geronzi. L'ex salotto buono del potere economico italiano è adesso un groviglio spaventoso di azioni, dove i controllati controllano i controllanti e viceversa. Un jurassic park del capitalismo nostrano, che rischia di peggiorare con una ancora maggiore concentrazione con Generali
di Vincenzo Comito
Millennium goal tra tasse e promesse
A dieci anni dal lancio della Campagna del millennio, finalmente entra in discussione la tassa sulle transazioni finanziarie. Ma le risorse latitano
di Antonio Tricarico
Le generazioni dei diritti
Alcune riflessioni sull'evoluzione del diritto tra democrazia, lavoro e consumo. L'attacco ai diritti conquistati, la sfida di quelli da conquistare
di Roberto Romano Massimiliano Lepratti
(08-10-10)
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 95 - 8 ottobre 2010
La società ancella dell'economia
L'effetto lungo del liberismo sulla cultura e sull'economia, analizzato attraverso due parole-simbolo: flessibilità e globalizzazione. Usate e abusate per negare un'autonomia della società rispetto a presunte leggi economiche
di Roberto Schiattarella
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-societa-ancella-dell-economia-6518
Nostra signora instabilità
Stralci da un saggio su "Kindleberger e l'instabilità", pubblicato su Moneta e Credito, n. 69 del 2010
di Pierluigi Ciocca
http://www.sbilanciamoci.info/Rubriche/Nostra-signora-instabilita-6524
Il dinosauro e il leone di Trieste
Nella puntata precedente, dedicata a "un dinosauro nel salotto", abbiamo parlato dell'effetto domino provocato dal ribaltone in Unicredit in Mediobanca. Qui passiamo al caso Generali, gigante assicurativo, e del suo rapporto con il "nuovo" asse di potere
di Vincenzo Comito
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Il-dinosauro-e-il-leone-di-Trieste-6506
Rockefeller di Genova. Storia di Gaslini
Imprenditore spregiudicato, filantropo generoso. In una biografia di Gerolamo Gaslini, una illuminante storia italiana. Con giallo finale
di Lia Fubini
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Rockefeller-di-Genova.-Storia-di-Gaslini-6507
Come costruire i lavori verdi
L'economia sostenibile cambia il lavoro vecchio e introduce mestieri nuovi: i risultati di uno studio Ires sulla formazione di nuove figure professionali 
di Serena Rugiero
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Come-costruire-i-lavori-verdi-6509
(08-10-10)
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 96 - 14 ottobre 2010
Fare scooter a 40 cent all'ora
Nello stabilimento di Zonghsen del gruppo Piaggio gli operai cinesi fabbricano scooter a 160 euro al mese, 235 con gli straordinari. I risultati di un'inchiesta Fim-Cisl e Iscos
di Gianni Alioti
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Fare-scooter-a-40-cent-all-ora-6588
Benetton: dal mercato alle rendite
Dall'abbigliamento alle autostrade e autogrill. La parabola di un gruppo che ha vissuto una mutazione genetica, partendo da un un business di successo per poi legarsi progressivamente al carro pubblico. E portandosi dietro grossi problemi di indebitamento
di Vincenzo Comito
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Benetton-dal-mercato-alle-rendite-6596
Quando il microcredito incontra le corporation
Dalla microfinanza per includere i poveri al business sociale. Il premio Nobel Yunus spiega come "si può fare". Alleandosi con le multinazionali
di Guglielmo Ragozzino
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Quando-il-microcredito-incontra-le-corporation-6595
Da Wall Street a Pechino
Un'anticipazione da Capitalismo e (dis)ordine mondiale, raccolta degli scritti di Giovanni Arrighi a cura di Giorgio Cesarale e Mario Pianta, in uscita presso Manifesto libri 
di * * *
http://www.sbilanciamoci.info/Rubriche/Da-Wall-Street-a-Pechino-6602
(14-10-10)
 
Visioni “minimaliste” della disoccupazione1
Il Nobel 2010 per l’Economia a Diamond, Mortensen e Pissarides per i loro studi sui
mercati caratterizzati da “frizioni” e in particolare sul problema del mancato “incontro” tra domanda e offerta di lavoro
di Emiliano Brancaccio
http://www.emilianobrancaccio.it/wp-content/uploads/2010/10/brancaccio-sui-nobel-2010-eep-121010.pdf
(14-10-10)
 
La Banca d'Italia, sui dati della disoccupazione, dà ragione alla CGIL e torto al governo, perché vi include i lavoratori in cassa integrazione, e sul dato delle entrate smentisce il governo.
I due ministri-sedicenti-socialisti, Tremonti e Sacconi, gli autori della manovra finanziaria correttiva più scandalosamente iniqua della storia repubblicana, tenaci costruttori di una campagna paramafiosa di disinformazione, tesa a propalare dati edulcorati o falsi, si arrabbiano.
 
15/10/2010 (20:46)
Bankitalia, allarme su entrate e lavoro
Il Tesoro: "Dati ansiogeni e non reali"
Palazzo Koch: disoccupazione reale all'11%, spese ed entrate sono inferiori a quelle stimate. L'ira di Sacconi: "Dati esoterici"
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201010articoli/59475girata.asp
 
BANCA D'ITALIA - Bollettino Economico n. 62, ottobre 2010
Sintesi
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2010/bolleco62
Bollettino
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2010/bolleco62/bollec62/boleco_62.pdf
Appendice statistica
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2010/bolleco62/bollec62/be62_appendice.pdf
(15-10-10)
 
Contro una politica recessiva, in Italia, del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e, in Europa, del Paese leader, la Germania, ma non per sé bensì imposta ai Paesi poco virtuosi, gli Stati Uniti continuano la loro politica di forte sostegno alla ripresa.
 
16/10/2010 (8:18) - IL CASO
La Fed: finanzieremo la ripresa degli Usa
Al via l’acquisto di Tbond. Per gli analisti: un piano da 500 miliardi
Francesco Semprini
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201010articoli/59495girata.asp
(16-10-10)
 
Lunga analisi economica a tutto campo di un preoccupato Eugenio Scalfari.
Ieri, nella mia e-mail di replica al noto economista Mario Deaglio, [cfr. la lettera allegata nella prima parte di questo post pubblicata ieri 28/5/2013] cui avevo scritto criticandolo perché aveva mentito su Tremonti (“Tremonti effettivamente non ha messo le mani nelle tasche degli italiani”, cfr. l'articolo de La Stampa dell'11-10 che ho riportato nel '3d' “Il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti”), terminavo scrivendogli: “In conclusione, io non Le ho scritto perché, “per una volta, non sono d'accordo con Lei” (né tanto meno l'ho apostrofata bugiardo e venduto: questo lo lascio dedurre a Lei), ma perché sto facendo una piccola battaglia personale contro l'evidente, sistematica, interessata, paramafiosa DISINFORMAZIONE, attuata dal governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Sacconi, e mi sono meravigliato e dispiaciuto nel doverLa annoverare, assieme a tanti, tra i propalatori di dati e informazioni edulcorate o false. La crisi economica non sarà breve e si aggraverà, perché è l'effetto del riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere a livello planetario; il suo costo – lo attesta anche l'ultima classifica “Forbes” 2010 - viene fatto pagare solo ai più poveri, risparmiando i ricchi, come ha fatto anche la manovra correttiva 2010: questo è un dato oggettivo, inconfutabile per qualunque persona onesta intellettualmente. Spero, semplicemente, di vederLa, in futuro, dalla parte di chi racconta la verità”.
 
L'EDITORIALE
Le promesse bugiarde del ministro senza soldi
di EUGENIO SCALFARI
17 ottobre 2010
(…). Il presidente del Consiglio pensa ai suoi problemi personali e aziendali, il ministro dell'Economia non ritiene di tassare i ricchi per alleviare il ceto medio. Perciò andremo a sbattere di brutto nei prossimi mesi. Non vorrei essere anch'io ansiogeno come Draghi, mi limito come Draghi a dire semplicemente la verità.
http://www.repubblica.it/politica/2010/10/17/news/ministro_senza_soldi-8141047
(17-10-10)
 
CRISI
Bersani scrive a Tremonti "La riforma del fisco è urgente"
18 ottobre 2010
(…). Le proposte dei democratici. E' nella formula '20-20-20' il cuore della riforma fiscale targata Pd, allegata alla lettera che Pier Luigi Bersani ha inviato a Giulio Tremonti. Questi i punti principali della piattaforma.  
Irpef. Il Pd chiede la riduzione della prima aliquota dal 23 al 20 per cento; la riduzione delle aliquote intermedie per sostenere i redditi bassi e medi; una revisione delle detrazioni a vantaggio dei giovani sotto i 35 anni e degli ultra-settantacinquenni. Inoltre si propone un aumento delle detrazione e il recupero fiscal drag per i dipendenti.
Bonus figli. Si chiede l'introduzione di un "bonus per i figli" per dipendenti, parasubordinati e indipendenti.
Lavoro femminile. Proposta una consistente detrazione fiscale ad hoc per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori.
Lavoro autonomo. Si propone una tassazione del lavoro autonomo, professionale e di impresa al 20 per cento.
Utili reinvestiti. Si chiede di azzerare l'Irpef o l'Ires sulla parte di capitale re-investita in attività o impresa.
Irap. Chiesta l'eliminazione graduale dell'Irap sul costo del lavoro.
Redditi da capitale. Tassazione dei redditi di capitale al 20 per cento, esclusi i titoli di Stato
Ambiente. Il Pd chiede di spostare il carico fiscale dal lavoro alle risorse ambientali utilizzate nei processi produttivi e dai consumi nocivi ai consumi sostenibili - LOTTA ALL'EVASIONE E ALL'ELUSIONE: Per il Pd si possono recuperare 40-50 miliardi di euro l'anno, attraverso controlli a posteriori e l'innalzamento della fedeltà fiscale.
http://www.repubblica.it/economia/2010/10/18/news/bersani_scrive_a_tremonti_la_riforma_del_fisco_urgente-8193662
(18-10-10)
 
Le cinque autoillusioni della politica nell´era globale
Fonte: ULRICH BECK - la Repubblica | 26 Ottobre 2010
http://www.dirittiglobali.it/component/content/article/17-globalizzazionesviluppo-multinazionali/5890-le-cinque-autoillusioni-della-politica-nellaera-globale-.html
(26-10-10)
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 97 - 27 ottobre 2010
La tassa sulla finanza arriva in parlamento
Mentre la finanza ha ripreso il suo gioco globale, fa molti passi avanti la proposta di tassare le transazioni finanziarie. Ma il governo italiano non se ne accorge
di Andrea Baranes
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-tassa-sulla-finanza-arriva-in-parlamento-6725
La (ri)volta del cibo
Concentrazione, accaparramento, speculazione. Le cause che erano alla base della crisi alimentare del 2007 sono tuttora presenti. E non possono essere risolte con una modernizzazione forzata
di Luca Colombo
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-ri-volta-del-cibo-6698
Ligresti campione d'Italia
Il gruppo che fa capo all'imprenditore di Paternò riassume il modello italiano di business nella sua forma più pura: scarsi rischi e alti utili, profitti privati e perdite pubbliche. Dagli esordi immobiliari alla profonda crisi attuale - ignorata dalla Consob dormiente - i numeri di una storia tutta italiana
di Vincenzo Comito
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Ligresti-campione-d-Italia-6693
La parabola dell'interesse generale
Se la dimensione economica esclude tutte le altre, l'idea di "interesse generale" si perde e quest'ultimo esce di scena. Svuotando il ruolo della politica
di Roberto Schiattarella
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-parabola-dell-interesse-generale-6679
Economisti tra sogno e realtà
Un'anticipazione dal libro “L’economia come scienza sociale e politica” (Aracne, 2010)
http://www.sbilanciamoci.info/Rubriche/Economisti-tra-sogno-e-realta-6692
 
ISTAO – Facoltà di Economia “G. Fuà”
Associazione degli Economisti di Lingua Neolatina
Convegno in ricordo di Giorgio Fuà
“Sviluppo economico e benessere”
Crescita, benessere e compiti dell’economia politica
Lezione Magistrale del Governatore della Banca d’Italia
Mario Draghi
Ancona, 5 novembre 2010
http://www.lastampa.it/_web/download/pdf/draghi_51110_ancona.pdf
 
Creato lo spin-off serve l'imprenditore
10 novembre 2010
In Italia il mondo accademico è in stallo, la ricerca – soprattutto quella pubblica – langue. Ciononostante gli spin-off, che dell'uno e dell'altra rappresentano la progenie naturale, continuano a nascere: con tutti i suoi limiti, la ricerca che si fa in università oggi è in grado di generare un centinaio d'imprese tecnologiche l'anno, e l'ultima fotografia scattata dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa ne ha censite 802, per un volume d'affari che oggi tocca i 600 milioni l'anno. Dato il contesto, è bene non lamentarsi.

Ma ora, fatte le imprese, è probabilmente giunto il momento di fare anche gli imprenditori: nel 55% dei casi, invece, chi fonda uno spin-off al momento preferisce non abbandonare il proprio posto da professore o ricercatore. Una scelta comprensibile, dati i chiari di luna del momento, che però genera ambiguità, tiene lontani gli investitori e spesso priva la stessa impresa di prospettive certe (e rapide) di crescita. Chi trova la forza di buttarsi dovrebbe avere anche il coraggio di mettere da parte il salvagente: in fondo, meglio correre il rischio di annegare in mare aperto che sbattere i piedi nelbagnasciuga.
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-11-10/creato-spinoff-serve-imprenditore-063914.shtml
 
CRISI
Papa: "Dopo il G20 urge serietà globale"
E' necessario "rilanciare l'agricoltura"
Nel breve discorso che ha preceduto l'Angelus Papa Benedetto XVI, ricordando la giornata del Ringraziamento promossa dalla Cei, ha toccato temi attuali come la disoccupazione, gli eccessi della "industrializzazione" e il futuro: "Adesso bisogna prendere sul serio la crisi economica"
14 novembre 2010
http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/14/news/papa_g20_crisi-9091923
 
SBILANCIAMOCI.INFO
Newsletter n. 100 - 1 dicembre 2010
Le dieci proposte per l'ecologia al governo
Dalle energie rinnovabili alla mobilità sostenibile, dalla lotta ai cambiamenti climatici alla fiscalità ambientale, dall'altra economia al disarmo i leader del centro sinistra sono chiamati da Sbilanciamoci! a pronunciarsi sui concreti impegni che intendono prendere per portare “l'ecologia al governo”. Forum a Roma il 10 dicembre
di Giulio Marcon
Cina e crisi: chi ha paura dell’agnello cattivo?
Crisi e guerra delle valute: tutta colpa della Cina? Contestazione di alcuni luoghi comuni sui cattivi cinesi che spendono poco e risparmiano troppo
di Alberto Bagnai
STMicroelectronics, miracoli in fuga
E’ almeno per metà italiana la più grande impresa europea operante nel settore dei semiconduttori, una delle punte avanzate dell’innovazione tecnologica del nostro continente. Ma da noi quasi nessuno lo sa e nessuno se ne cura troppo; rischiamo così di perderne del tutto il controllo a favore degli altri soci, i francesi. 
di Vincenzo Comito
Abbiamo fatto cento
I numero di Sbilinfo, giunto alla centesima newsletter
di Roberta Carlini
 
In vetrina:
>> Finmeccanica in cattedra, accordo con Gelmini di Stefano Ferrario da it.peacereporter.net
>> La crisi del capitalismo a cartoni animati di David Harvey da www.youtube.com
>> Attenzione ai fondamentalisti della trasparenza di John Feffer da www.ips-dc.org
>> Wikileaks: quando trapela la notizia di Arturo Di Corinto da www.dicorinto.it
>> Clima, Cancun tra attese e speranze di Alberto Zoratti da www.altreconomia.it
>> La mappa della disoccupazione Usa di da www.america2012.it
 
IL COMMENTO
Le esequie scomposte di un potere defunto
di EUGENIO SCALFARI
05 dicembre 2010
http://www.repubblica.it/politica/2010/12/05/news/le_esequie_scomposte_di_un_potere_defunto-9850384/index.html
 
IL COMMENTO
Nove banche vogliono dividere l'euro in due
di EUGENIO SCALFARI
19 dicembre 2010
“(…). È vero, gli "hedge funds" sono un'ingente massa di manovra ma non rappresentano il cervello della speculazione. Il cervello sta al vertice del sistema bancario internazionale e vede insieme sia le grandi banche di credito sia le grandi banche d'affari americane, inglesi, svizzere, tedesche. Le piazze dalle quali si irradiano gli impulsi speculativi sono quelle di New York, Londra, Parigi, Francoforte, Tokyo, Hong Kong. Il New York Times ha descritto pochi giorni fa il funzionamento di questa "Cupola" ed ha anche indicato le banche che la compongono: J. P. Morgan, Bank of America, Goldman Sachs, Ubs, Credit Suisse, Barclays, Citigroup ed altre per un totale di nove. Ma ciascuna di esse possiede una quantità di partecipazioni e diramazioni in tutto il mondo e capitali immensi a disposizione.
In un giorno fisso della settimana i capi delle nove banche principali si riuniscono in un club riservato, esaminano gli ultimi dati sull'occupazione, sui mutui immobiliari, sulla produzione manifatturiera, sui tassi di cambio delle principali valute (dollaro, euro, yen, yuan), sugli "spread" tra i principali debiti sovrani, sulle materie prime. L'esame dura un'ora o poco più. Poi tirano le somme e decidono come muoversi sui mercati oppure non muoversi e restare in attesa”.
http://www.repubblica.it/politica/2010/12/19/news/nove_banche_vogliono_dividere_l_euro_in_due-10377795/index.html
 
ILCOMMENTO
Il sindacato americano padrone di Marchionne
di Eugenio Scalfari
02 gennaio 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/01/02/news/scalfari_2_gennaio-10773802
 
L'EDITORIALE
La crescita è possibile ma Tremonti non la vuole
di EUGENIO SCALFARI
06 marzo 2011
http://www.repubblica.it/politica/2011/03/06/news/scalfari_6_marzo-13245985
 
Diamond, Mortensen e Pissarides 
Ecco i Nobel per l’economia
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/11/diamond-mortensen-e-pissarides-ecco-i-nobel-per-leconomia/71007/
 
IL COMMENTO
Il boomerang finale dell'Aldo longobardo
di EUGENIO SCALFARI
27 giugno 2010
http://www.repubblica.it/politica/2010/06/27/news/scalfari_27_giugno-5186278
 
 

Il pendolo del potere economico mondiale e lo 'stigma' di Marchionne e Landini

1 novembre 2012 - Licenziamenti FIAT - Crudelia Marchionne - Mario Lavia

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138172/crudelia_marchionne

 

"L’ipotesi è per forza di carattere psicanalitico"

Giusto, ma non è sempre così per tutti?
Metti, da una parte, un manager figlio di un maresciallo dei Carabinieri, per giunta abruzzese come Marchionne (con un evidente “stigma” del culto dell'autorità paterna), [1] e, dall'altra, un sindacalista
ottuso” (= intelligentone) di estrema sinistra come Landini (con un evidente “stigma” del rifiuto dell'autorità paterna [2]), che cosa vuoi che ne venga fuori?

Ed invece, la trasformazione epocale in atto (globalizzazione [3] e oscillazione, dopo un lungo periodo di predominio (spesso oggettivamente predatorio) dell’Occidente durato 2 secoli e mezzo, di nuovo del pendolo verso Est [4]) richiederebbe nuovi paradigmi culturali, prima di tutto, e poi organizzativi (v. Mitbestimmung (partecipazione) tedesca). [4] 
Se la crisi obbliga tutti su un percorso virtuoso ed a mantenervisi (perché essa durerà a lungo, almeno 15 anni), perché questo non viene fatto anche nella politica industriale e nella distribuzione del potere in azienda? Come rammenta spesso Bersani, nessuno si salverà da solo, occorre perciò far fronte comune ad una situazione eccezionale. [5] 

E in una situazione così, per mutare i paradigmi, è essenziale il ruolo del governo, ma Monti sembra, per ragioni ideologiche, contrario ad intervenire. Anche nel caso del “Made in”, il governo è, ancor più, assente ingiustificato. [6] Due ragioni serissime in più per considerare il governo Monti al capolinea. [7]

[1] Sergio Marchionne  http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Marchionne
[2] Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2585732.html
[3] Manovra correttiva, crescita economica e globalizzazione
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2664137.html 
[4] FIAT, Marchionne, cogestione e produttività
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2754319.html
[5] Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
[6] http://www.niccolorinaldi.it/archivio/europee/1467-europea-40.html 
[7] Il governo Monti al capolinea
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html
 

Articolo collegato:

LA PRESENTAZIONE A DETROIT
Fiat, ecco il piano industriale
Investimenti per 50 miliardi
L’impegno in Italia :«Non lasceremo nessuno a casa»
Elkann: « Marchionne resterà, la successione non è un tema attuale»
di Daniele Sparisci
06 maggio 2014
http://www.corriere.it/economia/14_maggio_06/fiat-nuovo-piano-industriale-ae62c056-d51d-11e3-b55e-35440997414c.shtml
 
 

FIAT, Marchionne, cogestione e produttività

PRIMA PARTE: UN UTILE SGUARDO ALL’INDIETRO.

Preliminarmente, a titolo informativo e per un utile ripasso, riporto da una mia vecchia discussione in un forum di politica stralci di miei commenti sul caso FIAT e su Marchionne. In fine, auspicavo la sostituzione del governo Berlusconi, ma il governo Monti non vuole e, soprattutto, non può intervenire per mancanza di soldi.

Suggerisco a tutti di leggere interamente questa lunga intervista, senza il prosciutto ideologico sugli occhi:
INTERVISTA 
La mia sfida per la nuova Fiat: salari tedeschi e azioni agli operai 
Marchionne: ma l'intesa Mirafiori non si tocca e verrà estesa. "Nessun diritto intaccato, ma non si può beneficiare di un contratto se non si è contraenti" 
di EZIO MAURO
18 gennaio 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/01/18/news/intervista_marchionne-11347690


[…] da quello che capisco io, Marchionne dev’essere stato educato (dal padre abruzzese: ho visto solo ora in Wikipedia che era maresciallo dei CC) alla serietà, al rigore, all’impegno serio sul lavoro, al culto del dovere e degli impegni assunti; e, dagli studi di filosofia, al rispetto della logica (come si desume facilmente dall’intervista a Ezio Mauro).
http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Marchionne

Andando al nocciolo della questione, a mio avviso, la situazione, in buona – buona – sostanza, può essere sinteticamente descritta così: a) ilproblema non è se la FIAT ha ragione, ma prendere atto che le condizioni sono radicalmente mutate per effetto della globalizzazione; b) c‘è asimmetria, e le imprese hanno ora il coltello dalla parte del manico, perché sono libere di ubicare le aziende dove hanno maggiori vantaggi, i lavoratori no; c) è normale ed anche giusto che il sindacato dei lavoratori si batta per conservare i diritti e le condizioni salariali; d) è invece sciocco, inefficace, perdente limitarsi a questo livello e non invece articolare una strategia composita basata sul confronto-cooperazione tra i soggetti coinvolti ai vari livelli: in primo luogo il livello istituzionale (governo e UE), poi le imprese ed i sindacati dei lavoratori (al massimo livello). Nell’interesse del Paese, degli imprenditori e dei lavoratori. Anche il “carabiniere” Marchionne, nell’intervista a Ezio Mauro, sembra adombrare un’ipotesi del genere. Conviene a tutti metterlo alla prova. 
Senza darsi, come dici tu, un termine, perché è inutile: ho – da alcuni mesi - già scritto più volte (anche nella Lettera alla Segr. Naz.) che “l'attuale crisi economica ed occupazionale è grave, di sistema e sarà lunga (forse almeno 15 anni, perché riflette il riequilibrio della produzione, della ricchezza e del benessere in ambito planetario”). La settimana scorsa, il Servizio Studi della Confindustria ha scritto che occorreranno almeno 10 anni: "non si ritornerà sui valori prerecessivi che nella primavera del 2015. Per riagguantare entro la fine del 2020 il livello del trend, peraltro modesto, registrato tra 2000 e 2007, l'Italia dovrebbe procedere d'ora in poi ad almeno il 2% annuo". Un obiettivo "raggiungibile in un arco di tempo ragionevole, come insegna la lezione tedesca, entro il 2012 secondo gli stessi documenti governativi". Ma "per coglierlo gli strumenti messi in campo appaiono insufficienti". http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/01/17/ripresa-solo-tra-10-anni/ .
E' superfluo aggiungere che un'impostazione del genere presuppone un governo ed un ministro dell'Economia all’altezza del compito; quindi anche per questo io mi auguro la caduta dell’attuale governo e la sostituzione degli incompetenti Berlusconi, Tremonti, Sacconi e Romani.


SECONDA PARTE: RISORSE, RIFORME, “MITBESTIMMUNG” (COGESTIONE) E PRODUTTIVITA’.

La Germania, la riforma (deflattiva, cioè diminuendo i costi) del settore produttivo, agendo sul welfare e sul fisco, l’ha già fatta sotto il socialdemocratico Gerhard Schroeder, nonostante l’opposizione dei sindacati, [1] ma partendo da salari e produttività più alti dei nostri (ad esempio i salari Volkswagen sono doppi rispetto a quelli FIAT (cfr. analisi linkata in [3]).
La Francia, nonostante i salvataggi bancari, ha un debito pubblico inferiore al nostro e l’obiettivo del pareggio di bilancio si è impegnata a raggiungerlo nel 2017.
Sia la Germania che la Francia non subiscono il vero e proprio salasso dell’evasione fiscale altissima (120-140 mld l’anno), della corruzione (60 mld) e inefficienza (50 mld) della PA (vero tallone d’Achille italiano [2]), mali che invece sopporta l’Italia.
L'Italia è in un "cul de sac": senza soldi, con un debito pubblico enorme e col vincolo del pareggio di bilancio (ora scritto in Costituzione) da raggiungere nel 2013.
Certo, se in Italia ci fosse la “mitbestimmung” (partecipazione dei lavoratori alla gestione straordinaria delle aziende sopra i 500 dipendenti, che include le delocalizzazioni) almeno il problema informativo sulle scelte FIAT sarebbe risolto alla radice. [3] 
Per trovare i soldi, occorrerà aspettare il prossimo governo di centrosinistra. [4]
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Gerhard_Schr%C3%B6der
la voce francese di Wikipedia è molto più dettagliata http://fr.wikipedia.org/wiki/G%C3%A9rard_Schr%C3%B6der 
[2] "Ancora sulla Pubblica Amministrazione, una delle chiavi di volta dello sviluppo del Paese"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2741372.html
[3] “Partecipazione dei lavoratori alla proprietà ed al controllo delle aziende”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2586257.html
[4] “Il governo Monti al capolinea”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2751835.html


TERZA E ULTIMA PARTE: PRODUTTIVITA’.

Il senatore Enrico Morando, nel suo intervento in Parlamento sul DEF, ha menzionato la “produttività totale dei fattori” quale elemento fondamentale per la crescita. Questo interessante e riccamente documentato articolo cade a fagiolo:
Economia e Politica
Perché la riforma Fornero va contro produttività e crescita
Domenico Moro - 30 Aprile 2012

1. Produttività e crescita economica
In Italia e in Europa si ripete come un mantra la necessità di accompagnare la crescita al risanamento dei conti pubblici. La crescita economica è riconducibile a molte e complesse fonti. Secondo molti economisti, una delle più importanti è l’aumento della produttività globale, sebbene i meccanismi che legano questa alla crescita siano diversi a seconda della prospettiva di analisi adottata.[1] Proprio con lo scopo dichiarato di innalzare la produttività italiana e, in questo modo, di spingere la crescita, da tempo entrambe stagnanti, è stata presentata dal ministro Fornero una proposta di riforma del mercato del lavoro. La logica sottostante a tale riforma, in accordo con il senso comune del mainstream economico e politico, è che il declino della produttività in Italia dipende da un mercato del lavoro troppo poco deregolamentato. A nostro avviso si tratta di una logica non solo errata ma anche controproducente. […]
http://www.economiaepolitica.it/index.php/lavoro-e-sindacato/perche-la-riforma-fornero-va-contro-produttivita-e-crescita/ 

A mia volta, ripropongo:
Produttività. [*]
Provo a fare qualche notazione:  a) “La produttività è il rapporto tra la quantità o il valore del prodotto ottenuto e la quantità di uno o più fattori, richiesti per la sua produzione”.Quello più oggettivo – diciamo così - è il rapporto tra quantità, perché prescinde dal prezzo-ricavo: ad esempio, il rapporto tra quantità di autovetture o frigoriferi o libri o computer prodotti ed il numero di unità lavorative (o meglio, le ore lavorate) impiegate nella produzione (prescindendo dalla cause, non tutte addebitabili ai lavoratori dipendenti, segnalo ad esempio che lo stabilimento polacco della FIAT produce da solo un numero di autovetture pari a quelle globalmente prodotte da tutti gli stabilimenti italiani della stessa FIAT).
b) E’ importante notare che, almeno teoricamente, dal livello di produttività e dal suo incremento nel tempo dipendono sia il livello dei salari che il loro aumento.
c) E’ quasi superfluo altresì rilevare che il livello del prezzo-ricavo (cioè di vendita) o del valore aggiunto, che è la “differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e di quelli consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive”) [2] di norma, in un mercato concorrenziale, rispecchia anche sia il livello qualitativo che il contenuto tecnologico dei prodotti, frutto, da un lato, della politica industriale di un Paese; dall’altro, della Ricerca&Sviluppo (R&S) sia privata che pubblica (v. al riguardo differenze tra Italia e Germania, entrambi Paesi a forte vocazione manifatturiera).
[*] ISTAT - Produttività http://www.istat.it/dati/catalogo/20110523_00/grafici/1_3.html 
[**] ISTAT – Valore aggiunto http://www.istat.it/dati/catalogo/20110523_00/grafici/1_1.html 

Sempre a proposito di produttività.
Nei miei corsi di formazione aziendali rivolti a figure di vario livello e persino laureati e capi d’azienda (piccola), quasi all’inizio del corso, non mancavo mai, qualunque fossero i destinatari, di chiarire il significato dei termini efficacia ed efficienza (e qualità ed economicità).
Ma prima lo chiedevo: quasi nessuno sapeva rispondere con precisione.
Efficacia ed efficienza sono (o dovrebbero essere) due concetti molto noti nel mondo del lavoro. Etimologicamente, per efficacia si intende la capacità di produrre un effetto, di raggiungere un determinato obiettivo, mentre per efficienza la capacità di raggiungerlo con la minima allogazione possibile di risorse (anche il termine economicità, non tutti lo sanno, ha un significato analogo).

Università Partenope
Efficienza, efficacia, economicità (riferite alla mamma e alle pizze)
http://www.economia.uniparthenope.it/modifica_docente/scaletti/ECONOMIA_AZIENDALE_-_9_CFU_-_A.A._2008-2009_LEZ_03.PDF 

Ed infine allego questo mio vecchio commento con un articolo di Sbilanciamoci.info, che sostiene la stessa tesi dell’articolo di Domenico Moro linkato più sopra:
Qual è la causa e quale l’effetto? Qual è la relazione del sottoutilizzo in Italia del capitale umano qualificato e/o della sua bassa remunerazione – in assoluto e comparativamente agli altri Paesi - con l’evoluzione del PIL? 
Da questa interessante ed acuta analisi di Sbilanciamoci.info, “La Lombardia che si allontana dall'Europa”, ricavo:
“la correlazione tra produzione e occupazione, come investimenti e pil, mostra come le riforme del mercato del lavoro degli anni ’90 e quelle di “mercato” realizzate in Italia sono state efficaci solo a margine del sistema economico e del lavoro, cioè le misure adottate dai governi nazionali dell’Italia hanno consolidato la debolezza di struttura del paese, e paradossalmente inibito le necessarie azioni di cambiamento di struttura necessari per una regione importante come la Lombardia”. 
E poi: “Infatti, i provvedimenti legati al mercato del lavoro per“flessibilizzare” lo stesso lavoro dal lato dell’offerta si è tradotto in un allargamento del tasso di occupazione per le figure che intrinsecamente producono meno valore aggiunto. Se il pil cresce poco all’aumentare dell’occupazione vuol dire che si producono beni e servizi a basso valore aggiunto, oppure che i redditi di ingresso dei nuovi occupati sono molto bassi. Forse la riflessione non è nuova per gli economisti, ma la profondità e drammaticità dell’attuale situazione ha caratteristiche abbastanza inedite”. 
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-Lombardia-che-si-allontana-dall-Europa-8154 

Ps:
Economia in 100 parole: CLUP
http://facileconomia.altervista.org/Dizionario-Economia-Significato/15-clup.html

Confindustria
IL "CLUP" E LA VERA COMPETITIVITA' DEL PAESE
Roma, 21 Ottobre 1999
http://www.confindustria.it/AreeAtt/DocUfPub.nsf/0/4B9B797603B6B08CC1256ACB00500149?openDocument&MenuID=A6AD7AB9EF265258C1256EFB00358600

  

Riporto, sul caso FIAT, il commento - come al solito concreto, fondato sui dati di fatto, a 360 gradi, senza indulgenze per gli attori in gioco e corredato di una proposta finale - di Massimo Mucchetti:

"Il futuro sostenibile (o no) dell'auto"
16 settembre 2012
http://www.corriere.it/economia/12_settembre_16/futuro-sostenibile-auto-fiat_6cb4b4a2-ffc7-11e1-8b0a-fcb4af5c52c7.shtml


Aggiornamento:

La produttività, il tempo e la confusione di Squinzi
di Sergio Bruno   14 ottobre 2012
L’incultura dominante insiste sul fatto che dalla crisi si esce lavorando di più. Ma in questo modo si ignora che cosa sia la produttività, che cosa la possa migliorare, gli orizzonti temporali degli investimenti. e il ruolo delle politiche
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/La-produttivita-il-tempo-e-la-confusione-di-Squinzi-15133 

Fumus productivitatis
Il dibattito sulla produttività va avanti da molto tempo, ma sempre nella confusione e avvolto dalle mistificazioni. Il problema deriva da un complesso insieme di fattori, tra i quali la flessibilità del lavoro non è certo quello prevalente. Nell’ultimo anno, per esempio, il costo del lavoro per unità di prodotto è aumentato, ma la causa è nelle dinamiche provocate dalla crisi
Rosita Donnini e Valerio Selan
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1558


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Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html



 

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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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