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Lettera ai Senatori Mario Monti e Matteo Renzi sulle loro notizie false sulle misure varate e la colpa della recessione





Pubblico la lettera che ho inviato quattro giorni fa ai Senatori Mario Monti e Matteo Renzi dopo aver letto le notizie di stampa sulla loro diatriba sulle misure varate e la colpa della recessione. Ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.


Lettera ai Senatori Mario Monti e Matteo Renzi sulle loro notizie false su chi ha causato la recessione

Da:  v

18/6/2019 15:15


ALLA C.A. DEI SENATORI MARIO MONTI E MATTEO RENZI

CC: PARLAMENTARI, MEDIA, UNIVERSITA’, ALTRI


Egr. Sen. Monti, Egr. Sen. Renzi,

Apprendo dalle notizie di stampa le Vostre accuse reciproche su chi abbia varato le misure peggiori e causato la recessione.

Francamente, permettetemi di osservare che la Vostra mi sembra una bella gara di ignoranza dei dati e delle correlazioni.

Infatti, anche Voi, come quasi tutti, ignorate che la depressione economica italiana è stata (in buona parte) causata dal governo Berlusconi-Bossi-Tremonti-Fini e di conseguenza non potete capire appieno né le responsabilità né i nessi causali.


Traggo dal capitolo 1 del mio libro “LE TRE PIU’ GRANDI BUFALE DEL XXI SECOLO, le cui fonti sono Il Sole 24 ore, la CGIA di Mestre, l’ISTAT e i dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati (o del Senato) e dove sono riportati un centinaio di esempi davvero clamorosi di vittime della Prima o della Seconda o della Terza Più Grande Bufala:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld (80,8%);

- governo Monti 63,2 mld (19,2%);

Totale 329,5 mld (100,0%).

Come potete facilmente dedurre, detto sinteticamente in linguaggio calcistico, Berlusconi ha battuto Monti per 4 a 1 (ancor di più in termini di iniquità).

E, come risulta dalla tabella n. 3, il grosso si concentrò dal maggio 2010 (dopo la crisi del debito greco, secondo Romano Prodi gestita malissimo, per colpa soprattutto della Germania) al dicembre 2011.

Tabella n. 3 - Valori delle cinque manovre correttive varate dal 2010 al 2012

Governo Berlusconi: DL 78/2010, DL 98/2011 e DL 138/2011; Governo Monti: DL 201/2011 e DL 95/2012 (milioni di euro)

DL

2010

2011

2012

2013

2014

TOTALE

%

DL78/2010

36

12.131

25.068

  25.033

-

  62.268

22,8

DL98/2011

-

  2.108

  5.577

  24.406

49.973

  82.064

30,1

DL138/2011

-

732

22.698

  29.859

11.822

  65.111

23,8

Tot.Gov.B.

36

14.971

53.343

  79.298

61.795

 209.443

76,7

DL201/2011

-

-

20.243

  21.319

21.432

  62.994

23,1

DL95/2012*

-

-

     603

        16

       27

       646

  0,2

Tot.Gov.M.

-

-

20.846

  21.335

21.459

  63.640

23,3

TOTALE

36

14.971

74.189

    100.633

83.254

  273.083

100,0

  %

-

5,5

      27,2

      36,9

      30,5

100,0


*Minori spese per 20.326 milioni nel triennio 2012-14 sono compensate da minori entrate per 19.680.

(Fonte: elaborazione mia su dati del Servizio Studi della Camera o del Senato)

Tali manovre furono in buona parte imposte dalla Commissione Europea e dalla BCE (v. la famosa, irrituale, abnorme lettera del 5.8.2011, con prescrizioni dettagliate in contropartita dell’acquisto di titoli di Stato nell’ambito del programma SMP per raffreddare lo spread, ma del tutto insufficienti). Dai dati dei Servizi Studi del Parlamento si ricava che il Governo Berlusconi ha dovuto varare in poco più di un anno manovre per ben 209 mld cumulati per il triennio o quadriennio successivo (ma le misure strutturali vigono tuttora), mentre il Governo Monti ne ha varato per “appena” 63 mld cumulati.


A questo, aggiungo che quasi nessuno sa che la riforma delle pensioni SACCONI, votata dal centrodestra nel 2010 e 2011, inclusa la Lega Nord, è molto più severa della riforma Fornero.

In particolare, sono ascrivibili alla riforma Sacconi (anche se vengono attribuiti erroneamente alla riforma Fornero praticamente da tutti, inclusi gli esperti, docenti universitari e, talvolta, Istituzioni come RGS, INPS e UPB) il pensionamento di vecchiaia a 67 anni e l’adeguamento dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita, nonché il doppio del risparmio al 2060 rispetto alla riforma Fornero.


Poi la potentissima propaganda berlusconiana e del centrodestra ha addossato tutta la colpa sui cattivissimi Monti e Fornero - che hanno contribuito con le loro oggettive millanterie - e alimentato due BUFALE che hanno fatto in Italia 60 milioni di vittime, oltre all’estero.

Il Governo Monti fu molto più equo del Governo Berlusconi (v. IMU, patrimonialina sui depositi, TTF, oltre alla modifica della clausola di salvaguardia tremontiana recata dal DL 98/2011, mentre il Governo Berlusconi addirittura tagliò, anche, dell’87% la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni destinata ai poveri). Uno dei meriti maggiori del Governo Monti fu la reintroduzione dell’IMU sulla casa principale (4 mld), che per due terzi fu pagata dai ricchi e dai benestanti ed il cui costo consuntivo pro capite smentì il piagnisteo generale  (secondo il MEF, 225€ il gravame medio annuo e l’85% dei contribuenti ha pagato meno di 400€).

Gli esodati, frutto soprattutto di un errore di stima della burocrazia (RGS e INPS) e di carenze nella rilevazione degli accordi di uscita dal lavoro, dopo l’ottava salvaguardia (le maglie sono state man mano ampliate), sono stati 153.389, di cui 10.000 sono di SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 6), ma vengono anch’essi attribuiti a Fornero.

Anche l’accettazione del fiscal compact, contrariamente a ciò che generalmente si sostiene, non è opera di Monti ma di Berlusconi, che lo negoziò e lo sottoscrisse nel Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011. Infatti, il relativo DdL costituzionale fu presentato dal governo Berlusconi nel mese di settembre 2011. Poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD, Scelta Civica e Lega Nord.

Una delle colpe maggiori del Governo Renzi fu la completa abolizione dell’IMU sulla casa principale (le c.d. case di lusso, sempre sbandierate dagli abolizionisti come esempio di equità, in una prima versione della legge anch’esse esenti!, erano appena 74.430 su un totale di 34.435.196), che causò un buco di bilancio coperto dalla fiscalità generale e quindi anche dagli affittuari a basso reddito. Esempio preclaro di come dare ai ricchi togliendo ai poveri, in barba al principio contenuto nell’art. 53 della Costituzione. E’ importante anche rilevare che le famiglie in casa di proprietà non sono né il 90 né l’80% - come in generale si sostiene - ma il 73% ed in alcune Regioni (come la Campania) intorno al 60%; e che gli alloggi pubblici popolari e ultrapopolari censiti dall’Agenzia delle Entrate, spesso fatiscenti, sono appena 589.969, pari all’1,7 per cento del totale degli immobili residenziali, contro il 10, 20, 30 per cento di altri Paesi UE; tale numero si è dimezzato rispetto a dieci anni fa, a seguito della loro vendita. Poi ci si scandalizza della guerra tra poveri dell’occupazione abusiva delle case popolari, mentre bisognerebbe scandalizzarsi per l’estrema penuria di alloggi pubblici e sollecitare vigorosamente un corposo piano pluriennale di case popolari di qualità, da finanziare in parte con la reintroduzione dell’imposta sulla casa principale, in particolare dei ricchi e dei benestanti (2,7 miliardi).


Il Governo Renzi ha potuto beneficiare del mastodontico risanamento dei conti pubblici operato nella XVI legislatura (anche grazie alle due severe riforme delle pensioni SACCONI e Fornero), che ha anche contribuito a rendere possibile una politica monetaria finalmente espansiva da parte della BCE (che per anni aveva violato il proprio statuto), con un effetto positivo sui tassi d’interesse e la correlata spesa per interessi, scesa in media di 15 mld annui rispetto al picco di 86 mld del 2012.

Spero di esserVi stato utile.

Cordiali saluti,

V.



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Ritorno parziale della razionalità e del buonsenso. Censura di un mio commento da parte de LaVoce.info



Com’è noto ai lettori del mio blog, ho scritto qua più volte che, dopo la crisi della Grecia, sottovalutata e quindi ingigantita dalla Germania (all'inizio sarebbero bastati 30 mld, invece ce ne sono voluti 300),[1] a differenza degli USA (dove la crisi è nata), c’è stato: in tutta l'Eurozona, una politica monetaria restrittiva della BCE e una politica economica altrettanto restrittiva della Commissione Europea, in particolare in alcuni Paesi tra cui l'Italia, dove è stato implementato (in grandissima parte dal 2010) un consolidamento fiscale sesquipedale recessivo pari a 330 mld cumulati, per 4/5 e 267 mld ascrivibile al governo Berlusconi, ripartito in modo molto iniquo e quindi recessivo al massimo grado, e 1/5 e 63 mld ascrivibile al governo Monti, ripartito in modo più equo.[2]

Soltanto nel marzo 2015, cioè esattamente con 6 anni di ritardo rispetto alla FED, la BCE, finalmente affrancatasi dal “nein” tedesco", ha varato il QE.[3]

Mentre la Commissione Europea ha concesso all'Italia, discriminata rispetto alla Spagna e alla Francia (come dimostrano i dati EUROSTAT[4]), una misera flessibilità, per lo più sprecata in mance elettorali. 

Ne consegue che i governi Letta, Renzi e Gentiloni non hanno molti meriti, poiché campano di rendita su ciò che hanno fatto, nella scorsa legislatura, i governi Berlusconi (in maniera scandalosamente iniqua) e Monti; e hanno potuto distribuire, soprattutto agli imprenditori, ciò che prima andava obbligatoriamente a risanare i conti pubblici. Gli imprenditori hanno ripreso a investire una parte del regalo e ad assumere (ma, com’è noto, per avere un incremento strutturale dell’occupazione, occorre che ci sia un aumento del Pil di almeno il 2%); gli Italiani, sia quelli che i soldi li avevano e li hanno (i depositi bancari e postali, che già superavano i 1.000 mld, si sono incrementati di 100 mld), sia quelli alleggeriti dal peso iniquo del consolidamento, hanno ripreso un po’ a spendere.

Ora, secondo le anticipazioni che si leggono sui giornali on-line, da una parte, il governo Gentiloni intenderebbe continuare con la politica dei sussidi agli imprenditori, indicati come portatori di interessi fondamentali alla ripresa economica e dell'occupazione; dall’altra, si continuano a sprecare elogi alla politica monetaria espansiva della BCE, indicata come fattore esclusivo o preponderante della ripresa economica, e i timori su Paesi come l’Italia, oberati da un enorme debito pubblico, che possono rivenire dalla cessazione o ridimensionamento del QE.

Osservo che si esagera sia nell’un caso – gli imprenditori, che per loro natura sono essenzialmente egoisti e badano solo alla sopravvivenza e allo sviluppo delle loro aziende – che nell’altro - la BCE -. Neppure Adam Smith, economista e filosofo morale, padre del liberismo, aveva molta fiducia nell’altruismo disinteressato degli imprenditori (“un ordine di uomini il cui interesse non è mai esattamente uguale a quello del pubblico e che, generalmente, ha interesse a ingannare e anche a opprimere il pubblico, come in effetti ha fatto in numerose occasioni”, Ricchezza delle nazioni, conclusione del Libro I); mentre, sul simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, segnalo questo articolo del prof. Andrea Terzi su LaVoce.info, che evidenzia le novità lì emerse; e il mio commento, che purtroppo è stato censurato. Poiché la censura dei commentatori ritenuti eterodossi è un “vizietto” della liberista e liberale LaVoce.info, mi sono cancellato dalla sua newsletter.


29.08.17


Bell’articolo, chiaro e semplice. Dopo che la crisi economica – gestita in UE ideologicamente - ha distrutto quasi il 25% del tessuto produttivo italiano, 9 punti di PIL, centinaia di migliaia di posti di lavoro, letteralmente centinaia di vite umane, è il ritorno della razionalità e del buonsenso. Almeno per la politica monetaria della BCE (dal 2015).[5] Aggiungo due avvertenze. La prima avvertenza: il Draghi che parla a Jackson Hole è quello “buono”.[6] La seconda avvertenza, indicata già dall’articolo del prof. Terzi (“tanto più se le politiche fiscali continueranno a non essere all’altezza della fase congiunturale”), è l’inadeguatezza della politica economica Eurozona. In particolare per l’Italia, discriminata per ben 7 anni (cfr. i dati Eurostat che ho riportato in calce all’articolo “In Italia una lunga e lenta ripresa che non basta” http://www.lavoce.info/archives/48308/italia-lunga-lenta-ripresa-non-basta/) rispetto ad altri Paesi, proprio a causa, esclusivamente, dell’elevatissimo debito pubblico, che finora si doveva curare con dosi massicce di austerità ed ora invece – si sostiene anche a Jackson Hole – con una politica economica espansiva.


(Nota: Non lo vedo subito pubblicato, come di solito succede; ma, se lo reinvio, il server mi dice che è un doppione; forse il blocco è dipeso dall’aver indicato, come richiesto da loro, l’URL del mio blog http://vincesko.ilcannocchiale.it, cosa che però, strampalatamente, è ritenuta un tentativo di pubblicità: un altro esempio della strana “logica” degli adepti del neo-liberismo).[7]


[1] «Se la Germania fosse intervenuta all’inizio della crisi, ce la saremmo cavata con 30-40 miliardi; oggi i costi sono dieci volte di più».

L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE


[2] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti


[3] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] La Commissione Europea, durante la crisi, ha applicato le regole con 2 pesi e 2 misure (come attestato dalla Corte dei Conti UE, cfr. Commissione UE, due pesi e due misure http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843442.html  oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/02/commissione-ue-due-pesi-e-due-misure.html ), concedendo all'Italia una misera flessibilità, peraltro sprecata in mance elettorali, e pretende di applicare all’Italia – attraverso formule cervellotiche (vedi il Pil strutturale) - lo stupido e nefasto fiscal compact, che va oltre il limite del 3% e prescrive l’equilibrio strutturale di bilancio, e che a fine 2017 si dovrà decidere (all’unanimità) se inserire o non nei trattati UE.

EUROSTAT – Deficit/Pil

...................2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

Italia...........-1,5..-2,7...-5,3..-4,2…-3,5..-2,9...-2,9...-3,0..-2,6...-2,4

Francia…...-2,5..-3,2...-7,2...-6,8...-5,1..-4,8...-4,0...-4,0..-3,5...-3,4

Spagna…...+2,0..-4,4.-11,0..-9.4…-9,6.-10,4..-6,9...-5,9..-5,1...-4,5

Gran Br…...-3,0..-5,0.-10,7..-9,6...-7,7...-8,3...-5,6...-5,6..-4,4..-3,0

Germania...+0,2..-0,2..-3,2...-4,2...-1,0...-0,1...-0,1...+0,3.+0,7.+0,8

Olanda …..+0,2..+0,2..-5,4..-5.0...-4,3…-3,9..-2,4...-2,3..-2,1..+0,4

http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&plugin=1&language=en&pcode=teina200   


[5] Dialogo sulla politica economica del Governo e la politica monetaria della BCE


[6] Mario Draghi, Dottor Jekyll e Signor Hyde


[7] La religione neo-liberista

L’illogicità del neo-liberismo ha assunto dignità costituzionale



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Il pendolo asimmetrico della severità




Lo sgombero dei rifugiati a Roma si poteva evitare?

Come siamo arrivati agli scontri di ieri, fra le soluzioni alternative proposte dal Comune e la decisione di usare gli idranti da parte della polizia

VENERDÌ 25 AGOSTO 2017

(ANSA/ANGELO CARCONI)

http://www.ilpost.it/2017/08/25/sgombero-roma-alternative/  


Uno Stato forte fa rispettare le regole, in primis dagli autoctoni e poi – naturale conseguenza – da tutti gli altri.

In Italia è casuale: nel senso che un certo giorno (un giorno al mese o un giorno all’anno o un giorno ogni 4 anni…) l’Autorità costituita decide di essere severa, e guai a chi ci capita, perché, avendo i sensi di colpa per coda di paglia (prima fa incancrenire le situazioni e poi interviene[1]), di solito usa la mano pesante.

Si oscilla dal lassismo – protratto nel tempo (nel caso del palazzo di Roma occupato, quattro anni) - al rispetto delle regole imposto col manganello.[2] E’ un festival dell’illogicità, al massimo grado nelle materie in cui è implicata la Chiesa cattolica, forse la fucina principale che col suo lavorio millenario ci ha resi quasi estranei alla logica greca e alla concretezza e severità romana, intendo di Roma antica, non a caso caput mundi per 1.239 anni.

Quando ri-avremo una cultura basata sulla pianificazione, l’analisi razionale dei problemi, l’individuazione delle soluzioni (tecniche e finanziarie), ed una burocrazia, motivata soltanto dal senso del dovere e dall’etica della responsabilità, capace di attuarle in maniera efficace, efficiente e secondo standard qualitativi adeguati?

[1] Che, com’è noto, è la maniera meno efficiente e più diseducativa, essendo quella più efficiente “pedagogica” la cosiddetta teoria delle finestre rotte.

[2] Ho notato che con i governi di Centrosinistra, fin da quando è stato ministro dell’Interno Giorgio Napolitano, la musica è la stessa e lo strumento è il manganello, spesso usato in modo incongruo.

Napolitano, da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone


***


PIANO CORPOSO DI EDILIZIA PUBBLICA DI QUALITA’

Quello della casa è uno dei problemi più grossi, che dovrebbe costituire un obiettivo prioritario della politica.
Nel famoso programma di quasi 300 pagine, che fu elaborato dal Cantiere dell'Unione, il problema casa vi fu inserito per forte sollecitazione della base (La casa: un diritto di tutti, pagg. 178-180).
Il governo Berlusconi, non appena insediato, varò il “Piano casa”, che si è rivelato un bluff, perché è tale solo nel nome, essendo un piano di aumento delle... volumetrie; in più tagliò, per il 2009, 550 milioni già stanziati allo scopo dal governo Prodi nel 2007.

Occorre riprendere quelle proposte. In particolare: a) investire molto di più in edilizia pubblica; b) utilizzare la leva fiscale per scoraggiare il nero; c) ridurre il carico fiscale sugli affitti; d) disincentivare il numero di case tenute sfitte. 
In Italia, negli ultimi 10 anni, dopo i vari piani di alienazione, anziché crescere, il loro numero si è dimezzato e a fine 2016 ci sono – pare - circa 500.000 alloggi popolari pubblici (454.000 della cat. A/4-Abitazioni di tipo popolare e 85.000 della cat. A/5-
 Abitazioni di tipo ultrapopolare)

Dalla fine degli anni '80, anche se i lavoratori pagavano per l'edilizia pubblica i contributi GESCAL (fino al 1994), se ne costruiscono pochissimi: in media 2.000 all'anno, contro 10 o 15 o 20 volte tanto in altri Paesi europei, come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi (in Danimarca, ho letto che 1/3 delle case sono alloggi pubblici).
Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.

Occorre implementare un Piano Casa simile a quello Fanfani (https://it.wikipedia.org/wiki/INA-Casa), adattato alla situazione attuale, cioè che comprenda la rottamazione delle case non a norma (http://www.lavocedinewyork.com/lifestyles/scienza-e-salute/2013/07/11/rottamare-le-citta-per-salvarsi-dai-terremoti-lutopia-di-aldo-loris-rossi/) e l’acquisizione di immobili nuovi invenduti con caratteristiche idonee.

La proprietà della casa, a ben vedere, o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio delle banche, degli immobiliaristi e dei costruttori, meno di 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti;

Dal rapporto 2011-2012 della CIES (“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale” 2011-2012 http://impiego.formez.it/sites/all/files/Rapporto2011_2012.pdf, tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è stata, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!

(dal dossier La casa è un diritto essenziale

L’Italia è un Paese governato dagli immobiliaristi e dai costruttori edili. E dalle banche.


Se il destrorso Renzi volesse far seguire alle promesse i fatti, dovrebbe:

- come minimo, rimangiarsi l’improvvida, similberlusconiana abolizione della TASI sulla casa principale, 3,7 mld all’anno

Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi

- come medio, dovrebbe, in più, varare un’imposta patrimoniale di scopo sui ricchi (10% delle famiglie): almeno 6 mld all’anno (che fu proposta dalle associazioni degli imprenditori nel 2011, quando Casa Italia bruciava, come contropartita delle cosiddette riforme strutturali, poi se ne sono dimenticati... http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf);

- come massimo, dovrebbe, in più, fregarsene del limite del 3% ed aumentare il deficit di 10 mld all’anno.

Con le risorse già disponibili e questi 20 mld annui addizionali, dovrebbe lanciare un piano keynesiano pluriennale, impiegandoli in: (a) investimenti mirati, in base al moltiplicatore, all’innovatività e al livello di sostituzione di importazioni; (b) sussidi ai poveri, ad altissima propensione al consumo; e (c) PROGETTO DI GESTIONE DEL TERRITORIO. Negli ultimi decenni, tra la destra e la sinistra, non è emersa, in particolare a livello locale, una marcata differenza nel modo di governare il territorio italiano, elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.

Occorre agire su tre direttrici:

1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;

2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica di qualità (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita);

3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. Rottamare le città per salvarsi dai terremoti. L’“utopia” di Aldo Loris Rossi  http://www.lavocedinewyork.com/lifestyles/scienza-e-salute/2013/07/11/rottamare-le-citta-per-salvarsi-dai-terremoti-lutopia-di-aldo-loris-rossi/).



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Referendum costituzionale, il NO vince col 59% contro il 41% del SI’ e riapre i giochi politici


  

Dalle elezioni europee[1] non voto più PD. Io ho sostenuto il NO nel Referendum,[2] non solo per difendere la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza dalle grinfie dei miliardari, dei ricchi, dei media controllati dai predetti, dei conservatori potenti alla Juncker, dei reazionari potenti alla Schaeuble, nonché dei loro milioni di UTILI IDIOTI, come Renzi; ma anche per cacciare il contaballe seriale sleale e traditore del mandato elettorale Renzi, per sostituirlo con uno di sinistra riformista del PD (inclusi gli ex), tenendo conto del voto e del programma del 2013 (della sinistra riformista, fanno parte o facevano parte, ad esempio, Pier Luigi Bersani, Enrico Rossi, Alfredo D'Attorre).

Rammento un fatto che sembra essere dimenticato da quasi tutti: tutti i parlamentari del PD (maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato), inclusi i renziani, alcuni dei quali inseriti addirittura nel listino bloccato di Bersani (Bonafè, Boschi, Bonifazi e Lotti),[3] sono stati eletti con Bersani segretario e candidato informale a PdC, in coalizione con SEL, PSI e Centro Democratico, col programma di Csx “Italia bene comune”. Renzi non era neppure candidato. 

Ora Renzi ha perso e si dimette; Napolitano, che rifiutò il mandato pieno a Bersani, non c'è più; nulla impedisce di rispettare il mandato elettorale, anzi sarebbe doveroso. 

Bersani rifiutò, per coerenza, l'alleanza col pregiudicato Berlusconi, non c'era ancora NCD, quindi anche nel Cdx il quadro è mutato. 

La non disponibilità di M5S era obbligata, determinata dal divieto statutario di allearsi con chicchessia; Grillo era eterodiretto da Casaleggio - contrario a qualunque alleanza -, che ora è morto; nulla dovrebbe impedire, tranne lo statuto, di mutare la strategia.

Premesso questo, dunque si riaprono i giochi, che possono sfociare in uno dei seguenti esiti (i nomi sono meramente indicativi): 

1. Nuovo PdC del PD diverso da Renzi che tenga anche conto dell'esito del referendum, stessa alleanza PD-NCD fino alla fine della legislatura. 

2. Nuovo PdC del PD diverso da Renzi (ad esempio, Enrico Rossi o D'Attorre, che ha espresso recentemente una critica ragionata severa verso gli squilibri strutturali dell'Euro[4]) e alleanza con M5S. 

3. Governo tecnico per approvare la legge elettorale ed elezioni politiche nel 2017.


Elemento importante da considerare è se Renzi rimane segretario del PD,[5] partito che conserva la maggioranza parlamentare. Io mi auguro che si dimetta anche da segretario.

Altro elemento da valutare è che M5S dovrebbe cercare un leader, anche esterno, un poco meglio del buffone ignorante Grillo. E, se non lo hanno ancora fatto, provvedere urgentemente a modificare il loro statuto, che vieta alleanze.

La politica è un mestiere nobile e difficile, bisogna esserci portati. E fare il PdC è come la Formula1, alla portata di pochissimi, capaci anche di fare una buona squadra.

I politici mediocri - vedete Berlusconi o Renzi - si scelgono immancabilmente collaboratori mediocri. La situazione dell'Italia è ancora difficile, non ce lo possiamo permettere.

In un’ipotesi ideale, essendo il galantuomo Bersani usurato, io tifo, come prima scelta, per Alfredo D’Attorre, anche per la sua consapevolezza della necessità di ridefinire i vincoli europei;[6] in subordine, in un’ipotesi più concreta, per Enrico Rossi.


[1] Analisi quali-quantitative/29 - Elezioni Europee 2014


[2] Referendum, vince il No con il 59%. Sì al 41%. Renzi si dimette. Affluenza al 68%

Domenica 4 Dicembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2016 07:41


[3] VERSO LE URNE. Liste Pd, Bersani fa la parte del leone

Roberta D'Angelo sabato 5 gennaio 2013


[4] Noi di sinistra dobbiamo chiedere scusa per l’euro

Alfredo D'Attorre

Il Fatto Quotidiano 26.10.'16


[5] PD, metamorfosi incipiente di un partito


[6] Unione Europea: rischio di disintegrazione, ma va salvata su nuove basi



Articoli collegati:


Risultati Referendum Costituzionale 2016

Riepilogo (Italia + estero)

Abitanti / Elettori: 65.138.790 / 50.773.284

63.169 sezioni su 63.169 (100%)

Ultimo aggiornamento: 05 dicembre 2016 ore 07:26

Sì 40,9%

13.432.208 voti

No 59,1%

19.419.507 voti


Schede bianche: 83.417

Schede nulle: 209.025

Schede contestate: 1.761

Affluenza: 65,5%

(a chiusura delle operazioni)


Analisi del voto
http://www.lastampa.it/2016/12/06/italia/speciali/referendum-2016/fuga-dai-partiti-i-pi-leali-sono-gli-elettori-ms-oCjo487rh17LysCUISmQAO/pagina.html 


**********

 
http://vincesko.blogspot.com/2016/12/referendum-costituzionale-il-no-vince.html  


Martin Schulz, il sedicente socialista

 
Renzi incontra Schulz: "Vogliamo che Ue si muova"
Il presidente del Consiglio rilancia su meno austerità e più crescita. Il presidente dell'Europarlamento: "Serve un vento nuovo"
12 febbraio 2016
http://www.repubblica.it/politica/2016/02/12/news/renzi_spread_draghi_schulz-133241498/

 

Martin Schulz: mi spiace dirlo, ma ecco un alto rappresentante dei sedicenti socialisti complici della destra reazionaria che sta affossando l'UE e condannando l’Italia ad un inarrestabile declino. Uno dei maggiori responsabili della débacle del PSE nella formazione (composizione e programma) della Commissione europea.[1]

Vergognoso fu il suo atteggiamento lo scorso anno durante la vicenda greca,[2] in cui si allineò alla posizione della destra reazionaria PPE tedesca, ennesima conferma che, quando si tratta di difendere gli interessi del complesso industriale-finanziario-commerciale tedesco e lisciare il pelo ai loro elettori bottegai, i popolari e i socialdemocratici tedeschi fanno blocco unico.

Ora che ha bisogno di appoggi per ricollocarsi in qualche posizione di vertice, fa mostra di criticare l’austerità.

Renzi è un contaballe, ma è tosto, coraggioso e spietato, l’unico che può, se lo vuole, tener testa agli arroganti, ottusi ed egoisti Tedeschi.[3] Inclusi i sedicenti socialisti alla Schulz.

 

 
[1] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
UE, Euroconvintio Euroscettici?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843564.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/02/ue-euroconvinti-o-euroscettici.html
 
[2] Il giornalista indica in Schulz uno dei responsabili perché tedesco, ma Schulz è socialdemocratico, non popolare.
 
Anche Juncker diventa ostaggio dei tedeschi
Il commissario Ue: da Atene segni positivi, si va verso un ragionevole compromesso. Poi il gelo di Berlino Occupazione record in Germania: 43 milioni di lavoratori
di Luigi Offeddu
20 febbraio 2015
http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_20/anche-juncker-diventa-ostaggio-tedeschi-2f5d56c0-b8ea-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml
 
Referendum Grecia. Ue scatenata per il sì contro Tsipras. Duro anche Martin Schulz, che spacca i socialisti europei
Angela Mauro
Pubblicato: 03/07/201520:32 CEST Aggiornato: 03/07/2015 20:32 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2015/07/03/referendum-grecia-ue_n_7722976.html
 
Referendum Grecia, Europarlamento si schiera per il “sì”, Schulz pronto a volare ad Atene
POLITICA - MATTEO MIGLIETTA
29 giugno 2015
http://www.eunews.it/2015/06/29/referendum-grecia-europarlamento-si-schiera-per-il-si-schulz-pronto-volare-ad-atene/38176
 
[3] Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2841843.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
Dialogo sull’attacco del PdC Renzi alla Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2842182.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/12/dialogo-sullattacco-del-pdc-renzi-alla.html

 
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http://vincesko.blogspot.com/2016/02/martin-schulz-il-sedicente-socialista.html  
 



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permalink | inviato da magnagrecia il 14/2/2016 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Ignazio Marino vs Matteo Renzi

 
Il ritorno di IgnazioMarino: "Roma sta peggio che con Alemanno Per colpa di Renzi "
L'ex sindaco attacca il premier e lo accusa di aver bloccato tutto: "La città muore. E non solo per lo smog"
27/12/2015
http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/12/27/il-ritorno-di-ignazio-marino-roma-sta-peggio-che-con-alemanno-per-colpa-di-renzi-1.1492695
 
Ignazio Marino, come ho scritto in passato “ha qualche debolezza – diciamo così - per l’appropriazione indebita, ma mai in grande, soltanto di piccole cifre. Chissà che gli è successo da piccolo, per indurlo poi a questi comportamenti – come dire? – da ricco cleptomane”. Che di solito, in persone così, cioè fondamentalmente oneste, producono sensi di colpa che scavano delle insicurezze profonde.
 
Non ha curato la manutenzione di Roma, forse per mancanza di soldi o più probabilmente per colpa della sua burocrazia infedele e corrotta che remava contro e sperperava pure i pochi che c’erano, e questo gli ha procurato molte critiche da parte dei cittadini romani e gli attacchi dei giornali controllati dalla borghesia e dai poteri forti.
 
Ma sulle questioni grandi, a mio avviso, stava lavorando bene. Ha toccato troppi interessi, in una città di burocrati e di cittadini in gran parte cinici, indisciplinati e menefreghisti, dominata da Entità potenti e quasi intoccabili: il Vaticano (Papa Francesco a me miscredente è simpatico, ma ha fatto una sciocchezza quando in aereo precisò che non aveva invitato lui Marino, sia perché ha ingenerato il sospetto che “dimissionava” il sindaco laico che aveva voluto i registri delle unioni civili, sia perché a me non risulta che Marino l’avesse mai detto) e i palazzinari. Per giunta, pensava di poter operare in quasi totale autonomia dal volere di Edipo-Renzi.
 
Purtroppo, torno a dire, “Marino ha però commesso un errore: nel momento in cui s’è messo contro tutti, doveva essere cristallino, senza macchia, perché, come s’è visto, gliel’avrebbero fatta pagare cara. Soprattutto da parte di chi ha una lunga coda di paglia (la severità eccessiva è sempre indizio di coda di paglia). Come – lo scrivo da ben prima che succedesse lo scandalo Volkswagen - la hanno i Tedeschi. O come – pare – l’ha Renzi. O Bonanni. O Mastrapasqua”. O i preti. O i palazzinari alla Caltagirone.
 
 
Post collegato:
 
L’errore del sindaco Ignazio Marino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2839636.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/10/lerrore-del-sindaco-ignazio-marino.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/ignazio-marino-vs-matteo-renzi.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 28/12/2015 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

La vera nobilitade del tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi

 
Il disegno schizoide della rottamazione
di AOMAME
Martedì 21 gennaio 2014
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3355:aomame-il-disegno-schizoide-della-rottamazione&catid=82:politica-italiana&Itemid=58
 
Analisi intelligente, equilibrata e condivisibile, con una sola pecca (tradita in parte già dal titolo): laddove mostra scetticismo rispetto a: 1) l'avversione di Renzi al consociativismo e 2) la sua volontà di modificare i vincoli di Maastricht.
Il primo, smentito, casualmente a stretto giro, dall'Italicum e, fondamentalmente, avendo riguardo, cioè, alla natura profonda, autentica e spietata di “rottamatore” di Renzi, (iniziata “rottamando” il padre, consigliere comunale), che non ammette né padri, né rivali-concorrenti, né pietà, né ipocrisie.
Il secondo, dal pragmatismo di Renzi, refrattario necessariamente ai vincoli stupidi, come sono quelli di Maastricht in periodi di recessione economica, soprattutto per un candidato alla premiership, a cui si voterà interamente dopo aver sistemato le questioni istituzionali interne e fatta una congrua esperienza di leadership nazionale.
Entrambi, dalla sincerità e lealtà di Renzi, che dice quello che fa e soprattutto fa quel che dice.
 
Venendo al merito delle posizioni via via elencate nell’articolo, in particolare di quella di Yoram Gutgeld, rilevo, a proposito delle misure anti-crisi e per la crescita, che (come scrivevo anche qui http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Finanziaria-alcune-proposte-per-cambiarla-20808 link sostituito da  http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Finanziaria-alcune-proposte-per-cambiarla-20808.html), “Poiché questa in corso è una crisi di domanda, in luogo della riduzione del cuneo fiscale, sarebbe più efficace - come raccomanda il Prof. Paolo Leon da almeno 6 mesi - una riduzione delle imposte sulle famiglie con redditi bassi, ad alta propensione al consumo”; e b) invece, dati i vincoli europei, occorre NON demordere dal perseguimento dell’obiettivo di attingere dalla ricchezza nazionale, ancora tra le più alte al mondo: cfr. Piano taglia-debito per la crescita  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html:

“[…] 4. per finanziare una crescita congrua ed occuparsi dei disoccupati e dei pensionati (con pensioni basse) ad alta propensione al consumo occorrono risorse, da prendere agli unici che ora le hanno: i potentissimi ricchi, tutelati dal miliardario SB, che controllano i media e fanno terrorismo informativo, perciò si tergiversa e finché ci sarà SB non lo si farà mai (anzi si danno soldi ai ricchi con l'abolizione dell'IMU per tutti); 5. infatti,è evidente che delle due l’una: o si adottano - per realismo, per carità, dato l’assetto politico attuale – misure di basso profilo, per giunta in contraddizione tra loro (vedi la restituzione dell’IMU ai ricchi ed ai proprietari di case – gravame medio annuo pari a 225 € e l’85% ha pagato meno di 400 €), [6] anziché, più correttamente dal punto di vista tecnico-economico e dell’equità, utilizzare i 4 mld per finanziare la riduzione delle imposte sui redditi bassi o un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici o misure di welfare come i sussidi all’affitto); o si varano misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per permettere all’Italia, in crisi grave, di agganciare la ripresa economica; tertium non datur; […]”.
 
E’ su questo, anche e in particolare, che si parrà la vera nobilitade di Renzi e che occorrerà fare, non ammuina ideologica, ma concreto fronte comune, appoggiando ed eventualmente stanando, se necessario, il tosto, concreto, coraggioso e leale Renzi ed i suoi supporter capitalisti più o meno illuminati.
 
 
Post e articoli collegati:

Berlusconi-Renzi, interpretazione psicologica di un incontro scandaloso
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2684132.html
Bersani vs Renzi, il competente e onesto segretario gentiluomo e lo sfidante coraggioso e tosto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753331.html
Il tappo gerontocratico al naturale, fisiologico, salutare ricambio generazionale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2757820.html
I 700+1 conservatori dello status quo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758010.html
Se vince Renzi…
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758117.html
Il probabile effetto-valanga della ‘rottamazione’ renziana
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758409.html  
Bersani vs Renzi: economia mista o liberismo?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758537.html 
Tra Bersani e Renzi il gioco si fa duro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758539.html 
Delusione
Sono molto deluso per la slealtà del finora leale Renzi.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804686.html 


Gli 85 paperoni della terra sono ricchi come i 3,5 miliardi più poveri
Enrico Franceschini
20 gennaio 2014
http://www.repubblica.it/economia/2014/01/20/news/oxfam_davos_divario_ricchi_poveri-76466100/ 
Quelli che… E poi parlano pure
Fausto Tortora e Maurizio Benetti
23/01/2014
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1700
Renzi: io a Palazzo Chigi? Faccio un altro mestiere
23 gennaio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/01/23/news/legge_elettorale_in_aula_il_29_gennaio_si_vota_tra_il_30_e_31-76719450/
 
Aggiornamento:
 
Segnalo che, secondo l'OCSE, la flessibilità del lavoro in Italia, di cui Ricolfi chiede il potenziamento, è al di sopra della media.

26/01/2014
Con Renzi la nebbia è finita
Luca Ricolfi
http://www.lastampa.it/2014/01/26/cultura/opinioni/editoriali/con-renzi-la-nebbia-finita-6ZQwoRX6TsptZPfoTuwWYM/pagina.html

 

 

 

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4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
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3/27/2018 1:23:13 PM
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"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
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