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Due strafalcioni del 9 giugno 2020: edilizia sociale e plexiglass


Segnalo due strafalcioni di oggi. Uno l’ha commesso il consulente del Governo, Vittorio Colao (o chi per lui), nel suo Piano di sviluppo economico, che dovrebbe tirar fuori in maniera innovativa l’Italia dalla grave crisi post-pandemia, consegnato ieri al PdC Giuseppe Conte. L’altro l’ha commesso la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, sul termine plexiglass. A mio parere, è molto più grave il primo, anche perché anche io pensavo si scrivesse plexiglass, perché in inglese glass vuol dire vetro, ma plexiglas, che è una plastica trasparente, è un nome e i nomi - si sa - non sottostanno alle regole linguistiche.



Traggo dal Piano Colao1

• Infrastrutture sociali. La crisi in atto ha messo in ulteriore evidenza l’inadeguatezza delle infrastrutture sociali, sia abitative che relative ai servizi socio-sanitari, oggi spesso qualitativamente carenti. È dunque necessario che le infrastrutture sociali rientrino nel più ampio piano di rilancio infrastrutturale, anche attraverso modalità di investimento pubblico-privato.


41. Edilizia sociale. Investire nell’ammodernamento dell’edilizia sociale, con particolare attenzione alle infrastrutture scolastiche e socio-sanitarie, anche ricorrendo all’emissione di social impact bond come forma di finanziamento misto pubblico-privato (ad es. fondi ex Voluntary Disclosure).


“Edilizia sociale”, dott. Colao, sono innanzitutto le CASE POPOLARI DI QUALITA’, non le “infrastrutture scolastiche e socio-sanitarie”! Lo sostiene anche l’Alto Comitato costituito dalla Commissione Europea.2 Lei non lo sa?

E la copertura finanziaria strutturale deve essere il ripristino dell’ICI-IMU-TASI sulla casa principale (4 mld), non un condono una tantum.



Secondo strafalcione

Botta e risposta tra la ministra dell’Istruzione Azzolina e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini sul termine plexiglass.

Lui ne critica l’operato, lei lo corregge: “Non sai neanche scrivere plexiglass”, ma il vocabolario Treccani la smentisce.

Ho fatto una breve ricerca. Come il Treccani,3 citato dai giornali, anche il dizionario di Cambridge,4 a differenza di altri, dice “plexiglas”, con una sola ‘s’.

Dice anche che in Gran Bretagna è commercializzato con il marchio commerciale “perspex”.

Ovviamente, Salvini l’ha scritto giusto per caso…


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Note


[1] Iniziative per il rilancio “Italia 2020-2022”


[2] Lettera al PdC Giuseppe Conte: proposta di un Piano Pluriennale di Case Popolari di Qualità


[3] plexiglas


[4] Plexiglas

noun U ]

 US trademark

UK 

 /'plek.si.gl??s/ US 

 /'plek.si.glæs/

(UK trademark Perspex)

brand name for a strongtransparent plastic that is sometimes used instead of glass





Aggiornamento


Riporto un commento letto nel web:

Il polimetilmetacrilato è stato scoperto dal tedesco Röhm.
In tedesco vetro si scrive glas. Da cui il nome commerciale del plimetimetacrilato: Plexiglas.



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MES, diverbio Conte vs Salvini-Meloni: analisi dei fatti




Per me i fatti non hanno colore politico: sono veri o falsi.

È un criterio che ho seguito nel caso di Conte come negoziatore: io penso, sulla base dei fatti, che è una schiappa, perfino un autolesionista.[1]

O delle scelte Conte-Gualtieri sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) - il Fondo salva-Stati -, che non mi sono piaciute.[2] 

Anche nel diverbio in corso Conte vs Salvini-Meloni sul MES, io ho esaminato i fatti, che sono rinvenibili nei documenti UE e parlamentari e nelle scelte concrete che se ne desumono.

E ne ho dedotto che Salvini e Meloni sono due bugiardi. Perché anche le mezze verità sono bugie intere.

Analizziamo i fatti.

Il PdC Giuseppe Conte ha accusato Matteo Salvini (Lega Nord) e Giorgia Meloni (FdI) di diffondere notizie false su chi abbia approvato il MES, che essi ritengono uno strumento troppo oneroso date le sue pesanti condizionalità, che includono l’attivazione della cosiddetta troika (Commissione, BCE e FMI) e l’adozione di misure severe di riduzione del deficit e del debito pubblico, oltre alle cosiddette riforme strutturali.

Le gestazioni dei trattati richiedono anni. La trattativa sul MES è cominciata nel 2010, dopo la crisi del debito greco. La decisione di istituire il MES risale all’ECOFIN del 9-10 maggio 2010. Rappresentante per l’Italia fu il ministro dell’Economia del governo Berlusconi-Bossi-Fini-Meloni: Giulio Tremonti.

Traggo dal mio saggio LE MENZOGNE SUI GOVERNI BERLUSCONI E MONTI (nota 127):

[127] Fiscal compact e MES

Il Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN) del 9-10 maggio 2010, a seguito della crisi del debito sovrano greco, deliberò di istituire due fondi temporanei di assistenza per gli Stati membri dell’Eurozona in condizioni finanziarie critiche: il Meccanismo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (MESF), volume di risorse fino a 60 miliardi, finanziati dal bilancio dell’UE, e il Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria (FESF), volume di risorse fino a 440 miliardi, integrati da 220 miliardi del Fondo Monetario Internazionale: «In terzo luogo abbiamo deciso di stabilire un meccanismo europeo di stabilizzazione, che si fonda sull'articolo 122, paragrafo 2 del trattato e su un accordo intergovernativo degli Stati membri della zona euro; la sua attivazione è subordinata a una forte condizionalità, nel contesto di un sostegno congiunto UE/FMI, e a condizioni analoghe a quelle dell'FMI. L'FMI parteciperà alle disposizioni finanziarie e si prevede che fornisca un contributo pari almeno alla metà del contributo dell'UE»; a rappresentare l’Italia fu il ministro dell’Economia e delle Finanze del IV Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ecofin/121115.pdf.

Il Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011 decise di istituire un Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), in sostituzione sia del MESF che del FESF, ma non dei prestiti bilaterali (tra cui quello di 10 miliardi dell’Italia alla Grecia), vi confermò le severe condizionalità dei due fondi temporanei MESF e FESF modificò allo scopo l’art. 136 del TFUE: «Art. 136 3. Gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità».

L’11 luglio 2011 i ministri delle Finanze dei 17 Paesi dell’area euro (per l’Italia Giulio Tremonti) firmarono il Trattato che istituisce il MES.


Quello che nessuno evidenzia, poi, è che il MES è un complemento, in un certo senso positivo, del famigerato FISCAL COMPACT, che fu deciso dal Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011. In quella sede fu anche decisa la modifica dell’art. 136 del TFUE per inserirvi il MES, del quale furono ribadite le pesanti condizionalità. L’Italia era rappresentata dal PdC Silvio Berlusconi. Il quale poi presentò i due DdL per il MES e il FISCAL COMPACT (il secondo fu un DdL costituzionale), entrambi votati, durante il governo Monti, nel 2012.

Questo secondo è stato votato anche da Meloni e dalla Lega Nord (Salvini era europarlamentare).

Riporto la nota [128] del mio saggio citato.

[128] Fiscal Compact. Questo patto, come avviene sempre per accordi di tale importanza, si è sviluppato in più fasi. Le basi giuridiche del Fiscal Compact furono poste nel Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo 2011[a] (pag. 19), con l’accettazione e la firma da parte del PdC Berlusconi, assieme alla modifica del Trattato (art. 136 TFUE), approvato il 23 marzo dal Parlamento Europeo, per inserirvi il MES,[b] nel quale furono confermate le severe condizionalità dei due fondi temporanei MESF e FESF. Il Fiscal Compact fu firmato il 2 marzo 2012.[c] Poi il patto venne ratificato da 25 Paesi su 27.[d] Quindi, com’era stato raccomandato, fu necessario inserirlo nella legislazione dei singoli Paesi in una norma di rango costituzionale o equivalente. Il relativo DdL costituzionale fu presentato dal governo Berlusconi nel mese di settembre 2011. Poi votato e introdotto in Costituzione nel 2012 durante il governo Monti, col voto favorevole di PDL, PD, Scelta Civica e Lega Nord.[e]

Lo stesso Monti ha rammentato più volte che il Fiscal Compact fu accettato da Berlusconi, che infatti diede inizio all'iter di approvazione parlamentare.

[a] Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo 2011 - Conclusioni

§ Regole di bilancio nazionali Gli Stati membri partecipanti si impegnano a recepire nella legislazione nazionale le regole di bilancio dell'UE fissate nel patto di stabilità e crescita. Gli Stati membri manterranno la facoltà di scegliere lo specifico strumento giuridico nazionale cui ricorrere ma faranno sì che abbia una natura vincolante e sostenibile sufficientemente forte (ad esempio costituzione o normativa quadro). Anche l'esatta forma della regola sarà decisa da ciascun paese (ad esempio potrebbe assumere la forma di "freno all'indebitamento", regola collegata al saldo primario o regola di spesa), ma dovrebbe garantire la disciplina di bilancio a livello sia nazionale che subnazionale. La Commissione avrà la possibilità, nel pieno rispetto delle prerogative dei parlamenti nazionali, di essere consultata in merito alla precisa regola di bilancio prima dell'adozione in modo da assicurare che sia compatibile e sinergica con le regole dell'UE. https://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/120304.pdf

[b] TRATTATO SULL’UNIONE EUROPEA (VERSIONE CONSOLIDATA)


Conclusione. L’accettazione del MES fu sicuramente una decisione del IV Governo Berlusconi, che avviò anche l’iter legislativo parlamentare. Né Matteo Salvini, all’epoca parlamentare europeo, né tanto meno Giorgia Meloni, all’epoca ministra della Gioventù, si pronunciarono contro il MES o ne presero le distanze in alcun modo durante il periodo che intercorre tra la decisione di istituirlo (9-10 maggio 2010 come FESF; 24-25 marzo 2011 come MES), prevedendo fin dall’inizio pesanti condizioni, e la caduta del Governo Berlusconi (16 novembre 2011).

Col Governo Monti, subentrato al Governo Berlusconi, i Gruppi parlamentari di appartenenza di Salvini e Meloni appoggiarono o non appoggiarono i vari provvedimenti valutando di volta in volta. Nel caso del MES, la Lega Nord votò contro, mentre il PDL votò a favore, ma Giorgia Meloni risultò assente. Nel caso del Fiscal Compact, entrambi votarono a favore.


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Note

[1] Vedi la modifica del regolamento di Dublino nel 2018, in cui ha rinunciato all’obbligatorietà della ripartizione degli immigrati (sancita anche da una decisione del Parlamento Europeo), faticosamente costruita dalla Commissione Europea, dicendo che avrebbe convinto lui i partner europei. Si è visto come è andata: non ha convinto nessuno.

Poi ha sabotato la candidatura del socialista Timmermans a favore di una tedesca della CDU, che come tutti i Tedeschi aborre i Paesi con alto debito.


[2] Riporto questo mio commento del 26 giugno 2019.

Il lupo Germania - inidonea come paese leader dell’UE - ha il solito vizio: mantenere il potere agli Stati, dove essa detta legge. Segnalo questo articolo di Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore sulla bozza del trattato relativo alla revisione del MES, che contempla una minoranza di blocco. Chissà se anche il governo gialloverde, come hanno fatto i precedenti,[*] firmerà questo trattato che penalizza l’Italia (ma non solo, poiché i nuovi criteri di “accesso alle linee precauzionali di emergenza dell’Esm”, secondo una simulazione di Marcello Minenna sulla base dei dati macro-economici della Commissione Europea, escluderebbero 10 dei 19 Paesi dell’Eurozona, inclusa la Francia).

[*] Come ex iscritto PD, dico che questi PD-dc sono o degli ignoranti o degli autolesionisti che non difendono l’interesse del Paese che rappresentano. Non c’entra nulla la credibilità dell’Italia, è soltanto il solito appello a sottoscrivere accordi svantaggiosi. Negli altri accordi svantaggiosi per l’Italia: Fiscal Compact e MES (Berlusconi-Tremonti) o Unione bancaria (priva del cosiddetto terzo pilastro, cioè l’assicurazione dei depositi) e Bail-in, cioè il salvataggio “interno” con i soldi degli azionisti e dei correntisti sopra i 100.000€, delle banche in difficoltà, applicato in maniera retroattiva e senza gradualità[i] (Letta-Saccomanni e Renzi-Padoan) sono stati ricattati (lo hanno scritto millanta per quanto riguarda l’azzoppatissimo Berlusconi, lo ha detto Tria l'anno scorso, su confidenze di Saccomanni, nel secondo caso. Non dobbiamo ripetere gli stessi errori. La riforma del MES - che è una tecnostruttura, frutto di un trattato intergovernativo, controllata dalla Germania e priva di responsabilità - serve ai Paesi del Nord per continuare a tenere sotto schiaffo l’Italia, poiché si sono resi conto che la Commissione Europea non è abbastanza severa. È questo il nocciolo della questione, non la sbandierata ad arte credibilità dell’Italia, che è quella che rispetta di più la regola del deficit/Pil da 27 anni (che equivale ad una politica economica restrittiva, che deprime il Pil). Atteso che il debito pubblico cresce ESCLUSIVAMENTE a causa della spesa per interessi passivi, che è elevata soprattutto a cagione del livello troppo alto e ingiustificato del tasso d’interesse.

[i] Salvataggio banche italiane, il Tribunale UE dà torto alla Commissione Europea

https://vincesko.blogspot.com/2019/03/salvataggio-banche-italiane-il.html   


La partita vera sul Fondo Salva-Stati

di Sergio Fabbrini - 23 Giugno 2019

Anche se la Commissione è coinvolta nel processo di valutazione della richiesta di aiuto (insieme alla direzione del Fondo, alla Banca centrale europea e all’Fmi), appare evidente che il Fondo finirà per dare vita ad una supervisione delle condizioni finanziarie dei Paesi membri dell’Eurozona che si sovrapporrà a quella già stabilita dal Patto di stabilità e crescita (e dai suoi sviluppi successivi). Ma tra le due procedure c’è una differenza significativa. Nel Patto, la Commissione ha acquisito un ruolo autonomo nella valutazione delle condizioni finanziarie di un Paese, anche se le sue raccomandazioni (ad esempio, di avviare una procedura d’infrazione) possono essere poi neutralizzate da una maggioranza qualificata contraria del Consiglio dei ministri finanziari. Nel Fondo, invece, l’autonomia della Commissione viene fortemente ridimensionata da una governance costituita esclusivamente dai rappresentanti dei governi nazionali (i membri del Board of Governors, del Board of Directors, e il Managing Director sono tutti nominati dai governi nazionali).

Questi ultimi dovranno prendere decisioni generalmente all’unanimità (mutual agreement), oppure a maggioranza qualificata (in casi specifici) o a maggioranza semplice (in casi molto limitati). Ogni Paese dell’Eurozona che partecipa al Fondo ha un numero di voti correlato al suo contributo finanziario. Secondo l’Appendice II del Fondo, la Germania ha quasi il 27 per cento, la Francia poco più del 20 per cento e l’Italia poco più del 17 per cento dei voti. Naturalmente, ciò è giustificato dal contributo finanziario di quei Paesi. Si faccia attenzione, però. Recita l’articolo 4.4 (Capitolo 2 della bozza), «l’adozione di una decisione attraverso il mutual agreement (da parte dei due Board), nel contesto della procedura d’emergenza, richiede una maggioranza qualificata dell’85 per cento dei voti». Ciò significa, dunque, che nessuna decisione potrà essere presa, in condizioni di emergenza, senza l’autorizzazione della Germania, in quanto dotata (molto più che la Francia e l’Italia) di un pesante voto di blocco. Ecco come i governi nazionali (o alcuni di essi) contrastano la Commissione europea nella sua richiesta ad avere un ruolo nella politica finanziaria.

Insomma, dietro la confusione di Bruxelles c’è in realtà un conflitto tra governi nazionali e istituzioni sovranazionali. I primi vogliono trasformare l’Ue in un’associazione di Stati gestita dal Consiglio europeo, le seconde in un’unione parlamentare governata dalla Commissione. Più il Parlamento europeo e la Commissione hanno rivendicato nuovi poteri, più gli organismi intergovernativi hanno controbattuto con nuovi meccanismi (come il Fondo) da essi controllati. La logica intergovernativa richiederebbe di essere contrastata dal suo interno, non solo dall’esterno. Almeno da quei governi che la subiscono. Eppure, il governo italiano non dice niente. A Roma sono in campagna elettorale, mentre a Bruxelles stanno cambiando l’Europa contro i nostri interessi.


Allego il testo della bozza del trattato sulla revisione del MES (attualmente disponibile solo in inglese).


Questi sono gli allegati al trattato.



Post collegati:


Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero


Lettera all'On. Giorgia Meloni sulle pensioni: propaganda o truffa politico-elettorale?



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La scheggia impazzita Salvini, ma c'è una logica





La ventilata rimozione della scorta a Roberto Saviano è un segno di debolezza del contaballe Salvini. Ma farà marcia indietro.

Il suo comportamento conferma ciò che ho letto recentemente: i dirigenti anziani della Lega Nord l’hanno sempre giudicato una scheggia impazzita.

Ma c'è una logica: rinviare il redde rationem sulle sue mirabolanti promesse elettorali, irrealizzabili perché finanziariamente insostenibili, in particolare (i) la flat tax, ora già diventata dual tax, 60 mld, che si tradurrebbe in un enorme regalo ai ricchi, aumentando la disuguaglianza;[1] (ii) l'espulsione di 600.000 immigrati irregolari; e (iii) l'abolizione della Riforma delle pensioni Fornero.

Mi limito a quest’ultima. Ora Salvini, non a caso, parla di revisione o di graduale smontaggio, e fa riferimento alla “quota 100”.

Osservo: (i) prima della riforma Fornero (2011) si era a quota 97 e nel 2013 a quota 98 e 3 mesi; se non ci fosse stata la riforma Fornero (che ha abolito le quote, somma di età anagrafica e anzianità contributiva), nel 2019 si sarebbe a quota 99, per effetto dell'adeguamento automatico SACCONI all'aspettativa di vita introdotto dalla L.102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art.12, comma 12bis (che peraltro il furbo e bugiardo Salvini, come gli ho contestato in diretta a Radio1-Zapping, nonché i parlamentari della Lega Nord in un DdL (sic!), come ho contestato loro per lettera, e quasi tutti, inclusi - da ultimo, di nuovo, Il Sole 24 ore e gli altri media, oltre a famosi esperti previdenziali e notissimi Organismi interni e internazionali (negli ultimi mesi ho scritto 45 lettere circolari, le trovate nel mio blog) - attribuiscono alla riforma Fornero(!)); cioè un anno in meno della, tanto decantata, mirabolante “quota 100” salvinian-dimaiana.

Inoltre, (ii) l’età anagrafica minima, nell’ipotesi prospettata da Alberto Brambilla, consigliere previdenziale della Lega Nord, è di 64 anni, mentre, senza la riforma Fornero, includendo l’adeguamento automatico alla speranza di vita, essa sarebbe stata inferiore a 63.

Infine (iii), come spiega anche l’articolo del Sole 24 ore linkato sopra, si aggiungono due ulteriori peggioramenti (a) il calcolo dell’assegno pensionistico verrebbe fatto col metodo contributivo dall’1.1.1996 (quando fu introdotto dalla riforma Dini (L. 335/1995), ma escludendo coloro che al 31.12.1995 avevano già almeno 18 anni di contributi); e (b) verrebbe abolita l’APE sociale, riservata a categorie svantaggiate, cioè quelle più povere (sic!).[2]

In definitiva, quello che da Salvini (e Di Maio) viene contrabbandato come abolizione della riforma Fornero è in realtà un netto peggioramento della situazione pensionistica come si sarebbe evoluta se non ci fosse stata la riforma Fornero.


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Note:


[1] Con la flat tax metà dei risparmi sull’Irpef vanno alla fascia più ricca

Sino a 20 mila euro di reddito nessun vantaggio: le famiglie dovranno invocare la clausola di salvaguardia. Da 35 mila euro in su iniziano i vantaggi

PAOLO BARONI - 19/05/2018


"La flat tax? Farebbe tornare l'Italia indietro di 100 anni"

L'analisi di due ricercatori, Salvatore Morelli e Giacomo Gabbuti. Con la "tassa piatta" l'aliquota tornerebbe a livelli del 1918

di BARBARA ARDU'  -  19 Giugno 2018


[2] Per la Lega Nord non è una novità. In questo documento di 18 pagine, narro ciò che combinò assieme a Berlusconi nella XVI legislatura.

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione



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Immigrazione, i falsi scopi degli intelligentoni benaltristi di estrema sinistra che favoriscono la destra




I giornali e i blog di estrema sinistra sostengono a spada tratta l’immigrazione, e a proposito delle azioni giudiziarie contro le ONG che soccorrono gli immigrati in mare, dicono che l’Italia abbia inventato il reato di solidarietà.

Io penso che la materia sia estremamente delicata e vada affrontata in maniera non ideologica ma pragmatica, anche – e soprattutto - per non fare un assist ai partiti di destra come la Lega Nord, che finora hanno lucrato elettoralmente dal sentimento montante anti-immigrazione. Ora possiamo vedere all’opera il neo-ministro dell’Interno del governo Conte, il leghista Matteo Salvini, il cui successo elettorale si fonda anche su promesse mirabolanti e bugie (flat tax, che è un regalo di alcune decine di miliardi ai ricchi, forse a spese dei poveri, visto che tra le ipotesi di copertura, molto parziale, smentita poi dal ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, si ventila l’aumento dell’IVA facendo scattare, il prossimo primo gennaio, la clausola di salvaguardia, che risale al governo Berlusconi-Tremonti nel 2011, con il DL 138 del 13.8.2011, convertito dalla Legge 148/2011, di 60 mld cumulati, la seconda delle due pesantissime manovre correttive estive chieste, o sarebbe meglio dire imposte, dall’Unione Europea al periclitante governo[1]), che è una misura regressiva poiché colpisce nella stessa misura i ricchi e i poveri; l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero, ma ora parlano di revisione, con la mirabolante “quota 100”, che è di 12 mesi maggiore di quella che ci sarebbe stata se non avessimo avuto la riforma Fornero, e con età minima di 64 anni, mentre senza la riforma Fornero l’età di pensionamento, agganciata alla speranza di vita, sarebbe stata di 63 anni circa; e, appunto, il blocco dell’immigrazione e l'espulsione dei 600 mila immigrati clandestini, che suscita lo scetticismo del leghista ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni), e vedremo che cosa riuscirà a fare in concreto, al di là della propaganda, condita di vere e proprie bugie, in cui è bravissimo.[2]  

Io ho già scritto in passato sul tema immigrazione,[3] quando il fenomeno ha cominciato a diventare macroscopico per l’Italia a causa della caduta di Muammar Gheddafi, dittatore della Libia.[4] Ed ho scritto che il problema va affrontato con una visione pragmatica. Ho conservato, come scrivevo all'inizio, tale visione, che ora dovrebbe includere nel novero delle variabili da considerare anche la riforma della cornice normativa (Convenzione di Dublino) e la sostanziale incapacità dell’Unione Europea di gestire il problema in un’ottica di solidarietà e condivisione effettive.

Riporto il breve dialogo tra me e uno degli organi di stampa di estrema sinistra, in calce ad un articolo del marzo scorso, che a mio avviso hanno invece un approccio troppo ideologico, che è un riflesso condizionato della tipica struttura psicologica degli intelligentoni di estrema sinistra, incuranti del sentire diffuso, che sta portando milioni di voti alla destra.


***


Io

Un esperto su Radio1 ha spiegato che, studiando il tracciato della rotta, emerge che la nave spagnola, di stanza abitualmente a Malta, è andata all'appuntamento con la barca dei profughi, li ha presi a bordo e poi, dopo aver rifiutato di ottemperare all'ordine della Guardia Costiera libica di riconsegnarli, anziché portarli a Malta, porto più vicino, li ha portati in Italia.

Ci sono delle norme generali e delle disposizioni particolari che hanno carattere cogente per TUTTI e quindi anche per la nave spagnola.

Dallo stesso servizio di Radio1, risulta che a Malta le bellissime strutture d'accoglienza dei profughi sono completamente vuote.

Dunque, ricapitolando, la Libia ha giurisdizione esclusiva nel suo territorio e nelle sue acque territoriali, sull'ambito delle quali - come dovrebbe essere noto - dà un'interpretazione estensiva, sub iudice, ma tant'è. Malta ha giurisdizione nel proprio territorio, e rifiuta i profughi. La nave spagnola se ne è fottuta delle norme generali, delle disposizioni particolari e degli accordi, a giudicare dalla rotta, è andata all'appuntamento, non è che li ha incrociati per caso, il che integra un'ipotesi di dolo, e anziché portarli a Malta li ha portati come al solito in Italia. Peraltro, perché non li porta in Spagna? L'Italia, anche per il tramite della sua Magistratura, ha giurisdizione esclusiva sul proprio territorio, e deve far rispettare le norme generali e le disposizioni particolari, checché diciate voi intelligentoni di estrema sinistra, refrattari alle norme del vostro Stato, perché non avete risolto il rapporto edipico, che non è materia politica ma da psicanalisti. Peraltro, storicamente, quando gli intelligentoni sono andati al potere sono diventati tutti autoritari e guerrafondai...


Lui

Le 281 persone sono state soccorse in acque internazionali. Inoltre per farsi un'idea più corrispondente al vero le suggeriamo di guardare il video girato a bordo della Proactiva in cui si vede in che modo la guardia costiera libica abbia "invitato" a consegnare i profughi. Non occorre essere intelligentoni per prendere la decisione giusta anche a costo di rischiare la propria vita. A questo dovrebbe arrivarci anche lei. Certo, occorre essere di sinistra per restare umani e qui le cose si fanno più difficili...


Io

Mi dispiace, io sono da vari decenni un riformista razionale e pragmatico, non mi lascio soverchiare dal complesso edipico come gli intelligentoni di estrema sinistra, intrisi di ideologia benaltristica. Che aborrono le regole, perché rifiutano l'autorità paterna o materna. E se la prendono con sostituti e falsi scopi, come la TAV (che è un buco in una montagna, che servirà per i prossimi secoli), i gassificatori (che riducono il ricatto dei produttori di petrolio e gas), le trivelle (lasciando il gas agli adriatici dirimpettai, che inquinano lo stesso anche noi). Roba, ripeto, da psicoanalisti. Non c'entra niente la pietà, in un discorso politico. Voi, siete spietati - concretamente - perché, ostinatamente irrazionali, state portando alla maggioranza di governo uno sfaticato bugiardo e furbo come SALVINI.

Siamo in uno Stato di diritto, i 3 spagnoli dell'ONG sono indagati per complicità nel reato di immigrazione clandestina e per associazione a delinquere (oltre che per violazione del Codice di condotta Minniti). Il 31 marzo prossimo ci sarà la decisione del Gip.


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Note:


[1] L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


[2] Immigrazione nel mare di Lampedusa


[3] Salvini è un contaballe furbo (il prof. Sapelli, di cui è stato uno studente universitario, forse per gratitudine per averlo Salvini indicato come candidato alla presidenza del Consiglio, lo considera molto intelligente) e sfaticato. Raccontando balle, essendo campione di assenteismo sul lavoro e di presenzialismo sui media, e muovendosi prima con furbizia e poi con spietatezza tra i maggiorenti della Lega Nord, è riuscito a diventare prima segretario del suo partito (cambiandogli il nome e la missione) e ora addirittura vice presidente del Consiglio e ministro dell'Interno. Perché dovrebbe ora cambiare e andare in ufficio a faticare? Delegherà il più possibile, occuperà stabilmente i media e i “social”, si venderà quel poco di buono che eventualmente riuscirà ad ottenere, e per il resto sopperirà con le balle, in cui eccelle.

Tre cose vale forse la pena di aggiungere: la prima, che oltre ai bar ha un filo diretto con i suoi "amici" di Facebook, le cui critiche severe lo hanno convinto alla fine a fare il governo con M5S; la seconda, che (a differenza di Berlusconi, lui sì bugiardo sincero, poiché - come diceva Montanelli - era il primo a credere alle sue menzogne) Salvini è un bugiardo sciente, in funzione del ritorno elettorale; la terza, che ho letto che i senatori (nel senso di anziani preminenti) della Lega Nord lo considerano una scheggia impazzita, il che rende il tutto, se possibile, ancora più preoccupante.


[4] La cricca libica


[5] Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’


*** 

Appendice 

Attività Sar nelMediterraneo Centrale connesse al Fenomeno Migratorio
1991 = 20.000
1992= 31
1993= 218
1994= 1.602
1995= 872
1996= 1.655
1997= 5.464
1998= 6.620
1999= 12.215
2000= 8.115
2001= 7.349
2002= 11.781
2003= 9.262
2004= 12.485
2005= 20.687
2006= 12.016
2007= 19.858
2008= 34.827
2009= 9.249
2010= 3.342
2011= 61.767
2012= 12.897
2013= 42.925
2014= 170.011
2015= 154.018
2016= 181.337
http://www.guardiacostiera.gov.it/attivita/Documents/attivita-sar-immigrazione-2016/rapporto-sull-attivita-sar-nel-mediterraneo-centrale-anno-2016.pdf  



Post e articoli collegati:


Analisi quali-quantitative/13/TAV


Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero


Su cosa si basano le accuse alla nave di soccorso Open Arms

22 marzo 2018 - MARINA PETRILLO, LORENZO BAGNOLI E CLAUDIA TORRISI


Caso Open Arms parte seconda: le nuove carte e Malta

4 aprile 2018 - MARINA PETRILLO E LORENZO BAGNOLI


Dissequestrata la nave Proactiva Open Arms: "La Libia non è in grado di accogliere migranti"

L'imbarcazione è ormeggiata a Pozzallo dal 18 marzo dopo il salvataggio di 218 persone. Secondo il gip di Ragusa l'equipaggio ha agito in "stato di necessità"

di ALESSANDRA ZINITI  -  16 aprile 2018


Migranti, la Cassazione conferma il sequestro: la nave Iuventa resta bloccata a Trapani

Il 2 agosto la decisione del gip. Intanto l'indagine catanese su Open Arms prosegue nonostante la competenza sia stata trasferita a Ragusa

di ALESSANDRA ZINITI  -  24 aprile 2018


Migranti, Salvini a Malta: "Accolga la nave Aquarius, porti italiani chiusi". La replica: "Non è nostra competenza"

Messaggio alle autorità maltesi: "Il porto più sicuro è il vostro". La risposta è negativa: "Il soccorso è stato coordinato da Roma". Il premier Conte: "Inviamo motovedette con medici". Alle 22.50 arrivano nuove istruzioni: fermarsi in mezzo al mare a 35 miglia dalla Sicilia

di CARMELO LOPAPA  -  10 giugno 2018


Aquarius, il premier di Malta: "Il governo italiano non rispetta le regole e crea una situazione pericolosa"

Joseph Muscat conferma che non farà attraccare la nave ong con 629 persone a bordo. I consulenti della Difesa de La Valletta: "Roma sta cercando l'incidente"

di GIULIANO FOSCHINI  -  11 giugno 2018


Contributo dell’UE all’Italia per i migranti

In sintesi, poco rispetto alla spesa complessiva, ma ci ha autorizzati a sforare il deficit (aumentando il debito pubblico).


Quanto spendono Italia ed Europa per l’immigrazione

Pubblicato: 09.08.2017

Il verdetto

Luigi Di Maio ha dichiarato che le spese per gestire l’attuale aumento dei flussi migratori sono di 4,5 miliardi di euro. Si tratta di una stima contenuta nel DEF per il 2017, che oscilla tra i 4,2 e i 4,6 miliardi a seconda dell’aumento o meno degli arrivi rispetto allo scorso anno (al momento, il totale è leggermente in calo). Non è dunque una cifra sicura. Di Maio ha aggiunto che l’Unione Europea vi contribuisce solo per 100 milioni di euro. In effetti, la partecipazione alle spese italiane è di 91 milioni per il 2017, anche se bisogna precisare che quei soldi non sono il totale dell’impegno finanziario UE per gestire la situazione migratoria. “C’eri quasi” per il vicepresidente della Camera.


Profughi: 7 miliardi di fondi Ue, ma all'Italia solo pochi milioni

di Cristiana Mangani  -  20 Marzo 2018

Poiché l’articolo del Messaggero è riservato agli abbonati, allego quest’altro del Giornale che ne cita i dati.


Quanto spende davvero l'Italia per l'accoglienza dei migranti?

E qual è il reale contributo dell'Unione Europea? Abbiamo verificato le ultime affermazioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini

di PAGELLA POLITICA DI AGI 

05 giugno 2018


Aggiornamento


Segnalo volentieri questa puntata di Radio1-Zapping di ieri, con gli interventi di Juan Fernando Lopez Aguilar, che rileva le inadempienze dell’UE sia rispetto all’art. 80 del Trattato europeo (TFUE)*, sul principio di solidarietà (vedi anche il fondamentale art. 3 del TUE), sia rispetto alla legge sull’asilo emanata dal Parlamento Europeo; e di Francesco Cancellato, che osserva che sia la Convenzione di Dublino, sia gli altri accordi e la legge Bossi-Fini   (approfondimento), che costringe alla clandestinità, sono stati sottoscritti o emanati dal governo Berlusconi-Bossi.

__________________________

* Articolo 80 Le politiche dell'Unione di cui al presente capo e la loro attuazione sono governate dal principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario. Ogniqualvolta necessario, gli atti dell'Unione adottati in virtù del presente capo contengono misure appropriate ai fini dell'applicazione di tale principio.

Crisi migranti, la Spagna accoglierà l'Aquarius. Ne discutiamo con Marco Bertotto, responsabile advocacy di Medici senza Frontiere, Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta e Juan Fernando Lopez Aguilar, professore di diritto costituzionale, eurodeputato del gruppo "Alleanza progressista di Socialisti e Democratici " al Parlamento europeo. È stato deputato socialista e ministro della Giustizia tra il 2004 e il 2007 del governo Zapatero. 


Aggiornamento


«Lifeline» : la France accueillera une partie des migrants, mais Macron critique l’ONG

Le navire humanitaire bloqué en mer avec 233 migrants devrait finalement accoster à Malte. Le président français accuse l’ONG allemande de « faire le jeu des passeurs ».

Le Monde.fr avec AFP |  • Mis à jour le 

Pour Macron, l’ONG « a agi contre toutes les règles »

Emmanuel Macron a adressé de vives critiques à l’ONG allemande Lifeline, lui reprochant de « faire le jeu des passeurs »Pour lui, l’ONG « a coupé le signal et elle est intervenue en contravention de toutes les règles et des garde-côtes libyens » ; elle « fait le jeu des passeurs », un reproche selon lui « indicible dans l’émotion collective ».

Le président français rejoint ainsi certaines des critiques du gouvernement italien sur le rôle des ONG en Méditerranée. Et de poursuivre :

« On ne peut pas accepter durablement cette situation car au nom de l’humanitaire cela veut dire qu’il n’y plus aucun contrôle. A la fin on fait le jeu des passeurs en réduisant le coût du passage pour les passeurs. C’est d’un cynisme terrible »

Il a aussi rappelé que l’Europe veut « renforcer sa coopération avec les garde-côtes » libyens pour « limiter les mouvements » de migrants car, selon lui, « la capacité à fermer cette route est la plus efficace et aussi la plus humaine ».

« L’Europe peut prendre sa part mais elle ne peut pas prendre plus que sa part », a-t-il poursuivi. « Cette jeunesse part car elle n’a plus d’espoir »« Nous serons là pour être à la hauteur de nos principes mais sans dire que tout est possible et que l’Europe est un nouvel eldorado ».


Aggiornamento


Perché senza migranti l’Ue diventa rapidamente più vecchia e più povera

ECONOMIAENINDUSTRY - LENA PAVESE

5 luglio 2018



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Lettera a Ugo Magri: le bufale elettorali di Salvini e Di Maio continuano, la mirabolante ‘quota 100’



Dopo le reboanti e in gran parte menzognere promesse elettorali sia della Lega Nord che di M5S, anche sulle pensioni con la preannunciata abolizione della odiata riforma Fornero, alla quale vengono attribuite erroneamente ed essi stessi attribuivano scientemente misure severe della ben più severa riforma SACCONI,[*] è necessario che l’inganno continui e i nodi non arrivino al pettine. Pubblico la lettera che ho inviato ieri a Ugo Magri de La Stampa, dopo aver letto un suo articolo con una bufala sulle pensioni; e, di seguito, la sua risposta.


[*] Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero

Lettera all’On. Carla Ruocco di M5S sulle sue fake news sulla riforma Fornero e sul Governo Monti



Le bufale elettorali di Salvini e Di Maio continuano: la mirabolante quota 100.

Da: v

15/5/2018  14:37

A:  ugo.magri@lastampa.it   Copia  maria.alberticasellati@senato.it   e altri 47+95


Egr. Dott. Magri,

Traggo dal Suo articolo di oggi «Il Colle non dà alibi a chi cerca pretesti: “Altre 48 ore purché sia la volta buona”» la seguente frase: “c’è un intero paese che attende «quota 100» per le pensioni”.

Lei è da sei mesi uno dei destinatari di alcune delle mie numerose lettere circolari volte a contrastare la generale DISINFORMAZIONE sulle pensioni, operata da sei anni dal centrodestra, col contributo di alcuni noti esperti previdenziali, inclusa la millantatrice professoressa Fornero, e di tutti i media.

Le bufale elettorali dei due candidati Salvini e Di Maio, a beneficio di milioni di allocchi, ovviamente continuano. Cerchi di non alimentarle, anche se - presumo - inconsapevolmente. Le segnalo che prima della riforma Fornero si era a quota 98. Se non ci fosse stata la riforma Fornero (che ha abolito le quote, somma di età anagrafica e anzianità contributiva), nel 2019 si sarebbe a quota 99, per effetto dell'adeguamento automatico SACCONI all'aspettativa di vita, cioè un anno in meno della, da Lei tanto decantata, mirabolante quota 100 salvinian-dimaiana.[1]

[1] La Normativa in Materia di Pensioni Pubbliche dopo le Manovre Economiche del 2011

Cordiali saluti,

V.


***


Riporto la risposta di Ugo Magri.


Re: Le bufale elettorali di Salvini e Di Maio continuano: la mirabolante quota 100.

Da:  Magri Ugo<ugo.magri@lastampa.it>(Ugo.MAGRI@lastampa.it)

15/5/2018  15:26

A: v  


Gentile V., “quota 100” in verità è ciò che stanno ipotizzando Di Maio e Salvini. Io mi limito a riferire quanto loro vanno promettendo, senza ovviamente la competenza che ha lei.

Grazie della lettera. Cordialmente

Ugo Magri 

Inviato da iPhone



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Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero




[Ieri sera, ascoltavo Radio1-Zapping, che ha lanciato la notizia che avrebbe avuto come ospite Matteo Salvini. Ho allora inviato questo sms: “L’ossessione di Salvini contro la riforma è finta, gli serve a nascondere la ben più severa riforma SACCONI, della quale attribuisce furbescamente misure severe alla Fornero, in particolare l’adeguamento automatico che in realtà è stato introdotto dalla L. 122/2010 (riforma SACCONI)”. Dopo poco, mentre Salvini parlava come al solito della Fornero, alla quale aggiungeva quella che è stata la notizia del giorno, cioè la sua intenzione di abolire l’obbligatorietà delle vaccinazioni, ho ricevuto una telefonata dalla redazione di Zapping, che mi ha chiesto se volevo intervenire in trasmissione. Ho risposto di sì. Dopo pochissimo, il conduttore ha annunciato il mio intervento. Ho premesso che avevo già espresso le medesime obiezioni in una lettera inviata a Salvini nel 2015, ho ripetuto più o meno il contenuto dell’sms, aggiungendo soltanto che la Fornero era una millantatrice e che Sacconi era stato molto più severo. Salvini, al quale nell’ultimo mese – assieme a tutti gli altri parlamentari europei - ho inviato per conoscenza alcune email inviate ai giornali sulle pensioni, m’è parso in difficoltà, ed ha risposto che era vero che c’erano state anche le riforme Maroni e Sacconi, ma lui ha incontrato tutti i giorni migliaia di persone alle quali il pensionamento era stato di botto rinviato fino a 6 anni. Il che è una balla, frutto della DISINFORMAZIONE, se riferito alla Fornero, poiché il problema di molti esodati, che ha riguardato complessivamente 153.000 soggetti (di cui 10 mila sono di Sacconi, ma vengono anch'essi imputati a Fornero), è stato aggravato dalle misure decise dalla riforma Sacconi, in particolare dall’adeguamento automatico.]


Sue notizie false, fake news, bufale sulla riforma delle pensioni Fornero.

Da:  v

11/01/2018 19:50

A  matteo.salvini@europarl.europa.eu   CC pietro.grasso@senato.it   e altri 48


Egr. On. Salvini,

Ricavo dai media che Lei, dopo aver chiesto per anni l’abolizione della riforma delle pensioni Fornero, ora ha fatto un mezzo passo indietro e si accontenta di eliminarne gli “effetti perversi”.  

Alla trasmissione Zapping di ieri sera, Lei ha detto che tutti gli aspetti della riforma Fornero sono perversi. Io sono intervenuto in diretta alla medesima trasmissione per rammentarLe ciò che Le scrissi 3 anni fa: che la Sua ossessione contro la riforma Fornero è finta, è solo una cortina fumogena per nascondere la ben più severa riforma SACCONI che Lei votò nel 2010 e 2011 [rectius: in effetti, nel 2010 Salvini non era più parlamentare italiano, avendo optato nel 2009 per il Parlamento europeo, ndr], della quale attribuisce misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita.

Inganno

Io penso che Lei non ce li dirà mai, questi effetti perversi, perché se ce li dicesse certamente si riscoprirebbe (cfr. la mia precedente Lettera[1 2]) il Suo inganno: che per lo più si tratta di misure recate dalla ben più severa riforma delle pensioni SACCONI, che Lei votò nel 2010 e 2011, assieme a Berlusconi e Meloni, in particolare l’infernale meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita introdotto dalla riforma SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, legge che, per soprammercato, prescrive crudelmente e strampalatamente all’ISTAT, al comma 12ter che Lei votò, di considerare nel calcolo soltanto gli aumenti dell’aspettativa di vita e non anche le diminuzioni, e che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 e poi via via a 70 anni e oltre; e che Lei da allora tenta pervicacemente e vergognosamente di obliterare e rimuovere dalla Sua coscienza, incolpando ossessivamente la professoressa Fornero, e minacciandole perfino l’esilio.

Complicità

Lei riceve, purtroppo, l’aiuto disinformativo di tutti i media, che la intervistano e le consentono da anni di diffondere indefessamente le sue notizie false o fake news bufale sulle pensioni, di noti esperti di previdenza, di Sindacati inclusa la CGIL (!), e di enti terzi, supposti imparziali e attendibili, quali: l’ISTAT, EUROSTAT (che secondo il Prof. Alberto Brambilla riprende pari pari i dati dell’ISTAT), l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), che a sua volta riprende i dati errati di EUROSTAT, Bankpedia, ma non Wikipedia che in questo caso dà informazioni corrette [poiché sono stato io a modificare la relativa voce, ndr], e, talora, lo stesso INPS, i quali hanno in parte o completamente obliterato la molto severa riforma SACCONI, semplicemente chiamandola Fornero (sic!). Un vero caso di scuola.

Trova tutte le prove documentali in questo mio lungo articolo, già inviato a centinaia di destinatari, inclusi Lei e gli interessati:

Pensioni, la congiura del silenzio di sette noti esperti di previdenza contro Elsa Fornero[1 2]


Età di pensionamento

Lei ora cambia di nuovo versione e dice che 41 anni debbono bastare per andare in pensione, imputando evidentemente il di più alla riforma Fornero. Per smentire gli ignoranti in buona fede delle norme o sbugiardare quanti disinformano scientemente, è sufficiente esaminare la situazione (norme e dati) relativamente all’età di pensionamento per dedurne che anche Lei è o un ignorante o un bugiardo.

PENSIONI ANTICIPATE (ex anzianità)

L’età delle pensioni anticipate (ex anzianità):

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 2 anni e 10 mesi (da 40 anni a 42 anni e 10 mesi) e, di questi, 1 anno e 10 mesi sono ascrivibili alla riforma SACCONI (da 40 a 41 anni + 1 mese se i requisiti maturano nel 2012 o 2 mesi se i requisiti maturano nel 2013 o 3 mesi se i requisiti maturano nel 2014 http://tuttoprevidenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Numero-30-settembre-2011.pdf) + 10 [rectius: 7] mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI col comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010, da Lei votato, e soltanto 1 anno alla riforma Fornero [rectius: in effetti, è stata la riforma Fornero ad estenderlo alle pensioni anticipate, legate soltanto all'anzianità contributiva];

- delle donne è aumentata di 1 anno e 10 mesi, da 40 a 41 anni nel 2010 (SACCONI) + 3 mesi + 10 [rectius: 7] mesi a causa dell’adeguamento automatico introdotto da SACCONI, da Lei votato, quindi l'incremento di 1 anno e 10 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI 2010 e 2011, da Lei votata [rectius: in effetti, è stata la riforma Fornero ad estendere l'adeguamento automatico alle pensioni anticipate, legate soltanto all'anzianità contributiva, ma ha anche ridotto la “finestra” per gli autonomi da 18 a 12 mesi].

Dal 2019:

- l'età di pensionamento degli uomini aumenterà a 43 anni e 3 mesi, e, di questi 3 anni e 3 mesi in più, 2 anni e 3 mesi sono pertinenti alla riforma SACCONI, da Lei votata, e soltanto 1 anno a Fornero [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 2 anni sono di Fornero o 1 anno e 6 mesi relativamente agli autonomi];

- l'età di pensionamento delle donne aumenterà a 42 anni e 3 mesi, e l’incremento di 2 anni e 3 mesi è interamente dovuto alla riforma SACCONI, da Lei votata [rectius: 1 anno e 3 mesi, o 1 anno e 9 mesi relativamente agli autonomi, sono di Sacconi (di cui 4 mesi in media di Damiano) e 1 anno o 6 mesi sono di Fornero].

PENSIONI DI VECCHIAIA

L’età delle pensioni di vecchiaia:

- degli uomini, è aumentata dal 2010 finora di 1 anno e 7 mesi (da 65 a 66 anni e 7 mesi) e questo anno e 7 mesi in più sono dovuti quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (4 mesi in media alla riforma Damiano, L.247/07, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore pubblico, è aumentata finora da 60 a 66 anni (di botto, senza gradualità) e 7 mesi, e i 6 anni e 7 mesi in più sono ascrivibili quasi interamente alla riforma SACCONI, da Lei votata (tranne 4 mesi in media alla riforma Damiano, quindi la riforma Fornero non c’entra);

- delle donne del settore privato, da 60 a 66 anni e 7 mesi, e l’allineamento a tutti gli altri, previsto dalla riforma SACCONI entro il 2026 (2023, considerando l’adeguamento automatico) col DL 98/2011, da Lei votato, è stato solo accelerato dalla riforma Fornero entro il 2018;

- degli uomini e delle donne autonomi, la riforma Fornero ha eliminato il disallineamento di 6 mesi in più rispetto agli altri, che era contemplato dalla riforma SACCONI, quindi l’ha diminuita di 6 mesi.

Dal 2019:

- l’età di pensionamento di tutti aumenterà a 67 anni, e questo ulteriore incremento di 5 mesi è dovuto interamente all’adeguamento automatico previsto dalla riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12, comma 12bis), da Lei votata.


Esodati

Premesso che anche la riforma SACCONI, da Lei votata, ebbe i suoi esodati (gli eccedenti i 10.000 soggetti in mobilità che venivano esclusi dall’applicazione della nuova riforma e tutti gli altri inattivi a reddito zero, che furono decine o forse centinaia di migliaia, ma a causa del potente apparato (dis)informativo berlusconiano e del centrodestra fecero molto meno rumore), lo stesso problema degli esodati: (i) che fu causato da un'errata stima della burocrazia INPS e RGS; (ii) ed il cui numero, nell’arco di 6 anni e su 8 salvaguardie, ascende a 153.389 soggetti, contro una stima iniziale di 389.200, cioè a meno della metà della stima iniziale; (iii) fu aggravato dalle misure della riforma SACCONI, da Lei votata, in particolare dall’adeguamento automatico, cosa che anche gli stessi esodati ignorano (veda i commenti).

Blocco perequazione

La sentenza n. 70/2015 della Corte Cost. ha dichiarato incostituzionale il blocco della contingenza per le pensioni superiori a 3 volte il minimo deciso dal DL 201/2011 Salva-Italia (Governo Monti-Fornero), ma lo stesso DL abrogò un analogo provvedimento di blocco della perequazione recato dal DL 98/2011 (L. 111/2011) del governo Berlusconi-Sacconi, meno severo, poiché il blocco riguardava le pensioni superiori a 5 volte il minimo, che forse avrebbe superato il vaglio della Corte Cost., com’era successo in passato per provvedimenti analoghi. Come dire? chi troppo vuole nulla stringe, ma se non fosse stato deciso il blocco dal Governo Monti-Fornero per fare cassa (come chiedevano insistentemente l'UE e la BCE per evitare il default, che era una balla, smentita dalle cifre, per tacitare la loro coscienza sporca[1 2]), poi giudicato incostituzionale e quindi abrogato con conseguente restituzione (parziale) di quanto non erogato, sarebbe stato vigente ed efficace quello SACCONI, da Lei votato.


Risparmio al 2060

Infine, evidenzio che dei ben 900 mld [rectius: 1.000 mld] di risparmio stimato dall’RGS che le ultime quattro riforme, delle ben 7 (sette) riforme delle pensioni dal 1992, produrranno al 2060, soltanto meno di un terzo - tanto strombazzato dai media anche in questi giorni - è ascrivibile alla riforma Fornero, i cui effetti, se legge il report e guarda il grafico della RGS, si esauriranno nel 2045, mentre la curva (duplice: DL 78 e DL 98) SACCONI è bella gagliarda fino al 2060; il che significa che gli altri 2/3 e più sono attribuibili alle altre 3 riforme (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, che introdusse le cosiddette “quote”, abolite da Fornero; e SACCONI, 2010 e 2011), quindi il grosso dei 2/3 e più, molto maggiore del meno di un terzo della riforma Fornero, è ascrivibile alla ben più severa riforma SACCONI, che Lei votò, della quale però Lei (né nessun altro) parla mai, anzi nasconde accuratamente, come se fosse un reato di furto, che poi per giunta attribuisce slealmente alla professoressa Fornero.


Conclusione

In conclusione, dai dati e dalle norme consegue, senza ombra di dubbio, (i) che – in barba ai millanta disinformatori che anche in questi giorni impazzano (è proprio il caso di dirlo) su tutti i media italiani, tra cui spicca Lei - l’età di pensionamento è stata allungata molto più dalla riforma SACCONI che dalla riforma Fornero; (ii) che la professoressa Fornero è una coraggiosa millantatrice e non merita l’esilio; (iii) che quasi 60 milioni di Italiani sono da anni disinformati dagli ignoranti delle norme pensionistiche e ingannati colpevolmente da Lei, che non può non conoscere ciò che votò, e dagli esperti previdenziali bugiardi che ascrivono tutto alla riforma Fornero, obliterando la ben più severa riforma SACCONI; e (iv) che, se fosse coerente e consequenziale, in esilio ci dovrebbe andare Lei.

Distinti saluti,

V.



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Salvini, la politica degli insulti


LA POLITICA DEGLI INSULTI

26 luglio 2016


L'on. Matteo Salvini è un inadeguato al suo ruolo oltre la limitata cerchia della maggioranza dei leghisti a lui consentanea, un fustigatore esagerato delle magagne altrui (sicuro indizio di coda di paglia), un chiagne e fotte, degno erede del suo mentore Maroni, persona intelligente e capace, che per fare carriera politica alla corte del re dei chiagne e fotte, Bossi, che seppe inventarsi, propagandare ed imporre un'inesistente questione settentrionale, talvolta si abbassa anche lui all'eloquio e a mezzucci da troglodita.

Salvini, soprattutto, è un contaballe (altro indizio infallibile di coda di paglia), la maggiore delle quali è che la riforma Fornero delle pensioni (2011) abbia portato l'età di pensionamento a 67 anni, e la sua autrice merita per questo la gogna e il dileggio, facendo finta di dimenticarsi che è invece stata la riforma Sacconi (2010), votata anche dalla Lega Nord, ad averlo deciso.[1] Da questo punto di vista è un degno competitore del contaballe Renzi.

Uno dei segni del declino italiano (e talvolta europeo) è che politici contaballe di terza o quarta fila come Salvini e Renzi (o Hollande in Francia e la Merkel in Germania) sono assurti a ruoli di leader nazionali.


[1] Lettera all’On. Matteo Salvini



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Sud, false opinioni, alcuni dati e proposte


Eurodeputati scrivono a Schulz: “Sanzioni Salvini dopo gli insulti alla Boldrini”

La lettera di tre parlamentari: «Il paragone con una bambola gonfiabile offende tutti i cittadini». Condanna del presidente Ue: ma non si possono prendere provvedimenti

29/07/2016


Salvini, naturalmente, ha emulatori nel suo partito.

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Frase choc scritta dalla capogruppo leghista di Musile contro la presidente della Camera dei deputati. Il Pd: "Frase che va al di là di ogni forma di libertà d'espressione. È istigazione alla violenza".

di Giovanni Monforte

30 luglio 2016



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Lettera ad Alessandro De Angelis di Huffington Post sulle pensioni

 

Pensioni, Sacconi vs Fornero

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Da:

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08 feb 2016 - 21:50 http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iol.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

<alessandro.de.angelis@huffingtonpost.it>

 

 

Egr. Dott. De Angelis,

Sorprende che anche Lei faccia passare la DISINFORMAZIONE sulle pensioni, non contrastando il bugiardo e finto smemorato Matteo Salvini. Spero faccia buon uso in futuro delle seguenti note.

 

Sacconi, non Fornero.

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010) - che infatti, da bravo furbacchione, fa lo gnorri - che da Fornero (DL 201/2011):

- sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021;

- sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero - l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che dal 2018, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020.

Anche il sistema contributivo l'ha introdotto Dini nel 1995, non la Fornero nel 2011; ella ha solo incluso col calcolo pro quota quelli, esclusi dalla legge Dini, che all'epoca avevano già 18 anni di lavoro, quindi nel 2012 TUTTI relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

 

La riforma Sacconi è stata votata anche dall’on. Salvini e dal suo partito, la Lega Nord.

 

PS: Le argomentazioni complete e le prove documentali qui:

Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure (se in avaria)

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html

 


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http://vincesko.blogspot.com/2016/03/lettera-ad-alessandro-de-angelis-di.html
  



Lettera all'On. Matteo Salvini

 

Pubblico la lettera che ho inviato il 07/04/2015 all’On. Matteo Salvini, [1] Segretario della Lega Nord ed europarlamentare, assurto agli onori della cronaca ormai a cadenza quasi quotidiana per aver portato il suo partito al terzo posto nella graduatoria dei sondaggi,[2] guadagnato anche – o soprattutto – per il suo populismo,[3] vedasi – oltre alle soluzioni semplicistiche, miracolistiche e talora feroci al problema difficile e complesso dell’immigrazione ed alle bugie sulle pensioni, delle quali tratto in questa lettera – la proposta dell’aliquota fiscale unica del 15% sul reddito, che sarebbe un enorme regalo ai contribuenti ricchi, oltre che una bomba posta sotto il bilancio dello Stato. Ad oggi, non ho ricevuto nessuna risposta.

 

Oggetto:

Le pensioni, le manovre finanziarie, l'equità e la vergogna

Da:

v

A:

<matteo.salvini@europarl.europa.eu>

Data:

07/04/2015 11:31

Egr. On. Salvini,

Qualche tempo fa, esattamente il 17/3 scorso, L’ho ascoltata a “8 e ½” su La7 accusare con toni severissimi l'ex ministra Fornero di aver allungato di 5 anni l'età di pensionamento, e chiedere per questo le sue scuse agli Italiani; e Mario Monti, ancor più sprezzantemente, di aver impoverito gli Italiani, e chiedergli perciò di avere la dignità di dimettersi da senatore a vita.

Io sono "anti-montiano” ed ho pubblicato ben 8 post nel mio blog di critica severa contro di lui (questo è l’ottavo, in calce ad esso trova gli altri sette: “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/06/tre-misfatti-quasi-sconosciuti-del-fu.html) cominciando quando era sulla cresta dell’onda, ma mi permetto di osservare che queste affermazioni, anche se ripetute da Lei (e supposti esperti e sindacati e milioni di Italiani) quasi quotidianamente e, persino, per quanto riguarda le pensioni, da giornalisti economici de Il Sole 24 ore, sono in gran parte infondate e per dimostrarglielo mi premuro di allegare qui di seguito le prove documentali che La smentiscono.

In primo luogo, per quanto riguarda le pensioni, la legge Monti-Fornero (DL 201/2011, convertito dalla legge 214/2011) ha effettivamente allungato l'età di pensionamento per vecchiaia di 5 anni, ma limitatamente alle lavoratrici dipendenti del settore privato e gradualmente entro il 2018; a tutti gli altri aveva già provveduto, ma senza gradualità, (col DL 78/2010 convertito dalla legge 122/2010) Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi. Traggo dal post allegato:

Le riforme di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano,2007) sono più corpose, immediate e recessive (finestra di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi, allungamento di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararli a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private, adeguamento triennale all’aspettativa di vita), di quella Fornero (2011) (metodo contributivo pro-rata per tutti, aumento di 1 anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”) e allungamento graduale dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri), i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.

(cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828986.html oppure  http://vincesko.blogspot.com/2015/05/sacconi-vs-fornero-qual-e-stato-il.html).

Le riforme Sacconi, come Lei sicuramente rammenta, sono state ovviamente approvate anche col voto favorevole della Lega Nord. Quindi, a stretto rigore, è Lei che dovrebbe chiedere scusa agli Italiani.

In secondo luogo, per quanto attiene a chi ha impoverito gli Italiani, osservo che, nella scorsa legislatura, sono state varate (in gran parte dopo la crisi della Grecia) manovre correttive per un ammontare cumulato (cioè sommando gli effetti anno per anno) pari a 330 (trecentotrenta) mld: ben 4/5, pari a 267 mld cumulati, sono ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti-Bossi-Sacconi, molto iniquamente addossati, in grandissima parte, sul ceto medio-basso e sui poveri (pensionandi, in particolare pensionandi disoccupati a reddito zero, precari del settore pubblico licenziati nella proporzione del 50%, dipendenti pubblici, spesa sociale delle Regioni e dei Comuni tagliata del 90%, ad alta propensione al consumo e quindi con effetti recessivi, risparmiando quasi i ricchi ed i redditi privati (tranne i farmacisti e i produttori e distributori di farmaci, in quanto fornitori del SSN); solo 1/5, pari a 63 mld cumulati, sono attribuibili al governo Monti, distribuiti in maniera molto più equa (cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html ).

Io, ad esempio, fermo per causa di forza maggiore, per effetto della vostra Legge 122/2010, ho subìto in un solo anno un mancato introito pensionistico di 20 mila €; la stessa legge scandalosamente non faceva pagare - letteralmente - neppure un centesimo ai tre uomini più ricchi d’Italia: Ferrero, Del Vecchio e Berlusconi.

Le manovre molto inique e recessive del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi (le cui misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti) sono state ovviamente votate anche dalla Lega Nord. Quindi, a stretto rigore, è Lei che dovrebbe dimettersi da deputato.

Egr. Onorevole, se non avrà la dignità di farlo, almeno abbia il pudore di smetterla con le bugie ripetute quasi quotidianamente e di scaricare sugli altri le vostre gravi responsabilità sulle concause determinanti del peggioramento e del permanere dell’attuale, grave crisi economica o mi confermerò nel giudizio che Voi del centrodestra siete, oltre che degli incapaci al soldo dei ricchi, senza vergogna.

Distinti saluti

V.

 

PS: Pubblicherò questa mia lettera, e la Sua eventuale risposta, nel mio blog (l’avverto che la piattaforma IlCannocchiale, su cui ho il blog, è spesso in avaria, in tal caso, provi ogni tanto).

 

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Salvini

[2] http://www.corriere.it/politica/15_aprile_05/sondaggi-m5s-cresce-b78d0208-db5d-11e4-8de4-f58326795c90.shtml

[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Populismo

 

 

Post e video collegati:
 
Lettera a Oscar Giannino
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829755.html
oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/lettera-oscar-giannino.html
 
Lettera a Lilli Gruber (tramite il sito de La7)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2830430.html
oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-lilli-gruber-tramite-il-sito-de.html
 
Lettera all’On. Gianluca Buonanno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2789085.html

Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html

 
Si parla della legge Fornero dal minuto 16 e 20” con un servizio di Paolo Pagliaro e poi il commento di Paolo Mieli e la filippica mendace e fuorviante di Matteo Salvini, senza alcun accenno alle riforme Sacconi:
La7 - Otto e mezzo 17/03/2015
http://www.youtube.com/watch?v=RijdTRDKzLQ
 
Salvini parla della legge Fornero al minuto 17 e 45”, senza che Lilli Gruber osservi nulla:
La7 - Otto e mezzo 08/04/2015
http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/radere-al-suolo-i-campi-rom-08-04-2015-151794
 
 
**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/lettera-allon-matteo-salvini.html

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