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Lettera all’On. Cesare Damiano e al Sen. Fabrizio Sacconi


In un post precedente, ho dato conto di una conferenza stampa surreale di una strana coppia: Damiano e Sacconi (cfr. Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2856676.html  oppure 

Naturalmente, mi sono preso la briga di scrivere anche ai due protagonisti della conferenza stampa, con questa lettera che riporto qui. Avverto che soltanto dopo ho scoperto che, non solo quello della presidentessa Boldrini, ma anche gli indirizzi degli altri tre destinatari sono stati disattivati; con la differenza che a Cesare Damiano, Pietro Grasso e Laura Boldrini è possibile scrivere tramite il sito Parlamento.it, mentre ho dovuto pregare lo staff del presidente Pietro Grasso di trasmettere la lettera a Maurizio Sacconi.


p.c. Presidente Pietro Grasso (pietro.grasso@senato.it) e Presidentessa Laura Boldrini (tramite suo sito)

Disinformazione sulle riforme delle pensioni e l'adeguamento all'aspettativa di vita

Da  V  12/7/2017 17:38

Egregi On. Damiano/Sen. Sacconi,

In riferimento alla Vostra conferenza stampa (http://www.cesaredamiano.org/2017/07/11/pensioni-appello-damiano-e-sacconi-stop-innalzamento-eta/), mi permetto rammentare che l’adeguamento all’aspettativa di vita è stato introdotto dal DL 78 del 31 maggio 2010, art. 12, co. 12bis

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Sorprende che anche Voi, presidenti di Commissione parlamentare, contribuiate alla DISINFORMAZIONE generale sulle pensioni, che coinvolge tutti i media, immemori di ciò che scrivevano nel 2012 (vedi il post linkato più sotto[1]), e perfino l’INPS, oltre a quasi 60 milioni di Italiani.

Per riparare in piccola parte, faccio un riepilogo sintetico di cose che negli ultimi sei anni ho già dovuto scrivere decine di volte (vedi, ad esempio, Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html).

Riforme delle pensioni

Dal 1992, le riforme delle pensioni sono state 8 (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011).

Sacconi, non Fornero

L’allungamento eccessivo dell’età di pensionamento è stato deciso molto più da Sacconi (DL 78/2010, art. 12, + integrazioni con DL 98/2011 e DL 138/2011) che da Fornero (DL 201/2011, art. 24):

– sia portando l’età di pensionamento per vecchiaia, senza gradualità, a 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e a 66 anni e 6 mesi per tutti i lavoratori autonomi, tranne le lavoratrici dipendenti del settore privato, per le quali ha poi provveduto Fornero nel 2011, ma gradualmente entro il 2021 (poi, 2018);

– sia introducendo – sempre Sacconi e non Fornero – l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita (che dopo l’adeguamento del 2019, cioè dal 2021, in forza della riforma Fornero, diverrà biennale), che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 nel 2020 e poi oltre.

Anche il sistema contributivo l’ha introdotto la riforma Dini nel 1995, non la riforma Fornero nel 2011; ella ha solo incluso, col calcolo pro rata dal 1.1.2012, quelli esclusi dalla legge Dini, che all’epoca avevano già 18 anni di contributi, quindi nel 2012 TUTTI relativamente anziani, equiparando così i giovani e tutti gli altri.

[1] Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità (Goebbels)

Come è potuto succedere un caso così eclatante di DISINFORMAZIONE sulle pensioni, analogo a quelli coevi sul risanamento iniquo e recessivo dei conti pubblici nella scorsa legislatura, che sarebbe ascrivibile a Monti, quando invece Berlusconi lo ha battuto per 4 a 1 (267 mld cumulati contro 62), o sugli obiettivi statutari della BCE (art. 2/Obiettivi Statuto BCE)? I circa 60 milioni di Italiani sono stati vittime della vulgata diffusa ad arte dalla potentissima propaganda berlusconiana-leghista e simile; coadiuvata dalla stessa coraggiosa millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente Lettera alla Professoressa Elsa Fornero su pensioni e manovre correttive  http://vincesko.blogspot.com/2016/11/lettera-alla-professoressa-elsa-fornero.html), la quale, nella sua legge di riforma (DL 201/2011, art. 24), anziché limitarsi a modificare ed integrare la legislazione preesistente, ha ripetuto le misure della severissima riforma SACCONI (che, dal suo canto, non rivendica la paternità e smaschera il plagio ma lo asseconda) - è facile verificarlo confrontando i testi delle due leggi -, e poi l’ha menata per anni, per vantarsi di aver salvato l’Italia dal default (cosa smentita nettamente dai numeri; peraltro, gli stessi risparmi derivanti dalla riforma Fornero ci saranno soprattutto dal 2020), prendendosi masochisticamente insulti e maledizioni, perfino dall’on. Matteo Salvini, il finto smemorato che votò assieme al suo partito - la Lega Nord -  la severissima riforma delle pensioni Sacconi (la quale – essa sì – ha portato e porterà l’età di pensionamento a 67 anni e oltre) e promette, una volta al governo, di mandare in esilio la professoressa Fornero perché costringerebbe gli Italiani a lavorare fino a 70 anni.

Spero di essere stato utile a ristabilire, in una materia così importante, delicata e d'interesse generale, la verità dei fatti.

Egregi On. Damiano e Sen. Sacconi, Vi prego di fare altrettanto.

Cordiali saluti,

V.

PS: Poiché la casella di posta del Sen. Maurizio Sacconi (sacconi.m@posta.senato.it) ‘stranamente’ non è più disponibile, prego l'On. Cesare Damiano e lo staff del Presidente Pietro Grasso di volergli trasmettere questa e-mail.

***


Cesare Damiano ha continuato a scrivere che era stata la riforma Fornero ed ho dovuto riscrivergli:


Egr. On. Damiano,

Lei continua ad affermare, nella Sua newsletter, una cosa non vera: che l'adeguamento all'aspettativa di vita sia stato deciso dalla riforma delle pensioni Fornero. E Lei lo sa benissimo. Anche perché alla conferenza stampa da Lei tenuta assieme al senatore Sacconi, secondo il resoconto che ne ha fatto Rosaria Amato su Repubblica (ma non nel relativo titolo), lo stesso Sacconi ha ammesso di esserne lui l'autore.

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Mi auguro che Lei non contribuisca ulteriormente alla generale DISINFORMAZIONE sulle pensioni, della quale è vittima anche il ministro Poletti (v. la sua intervista a Repubblica tv).

Cordiali saluti

V.


Ed invece ha continuato. E gli ho riscritto.


Egr. On. Damiano,

Lei ha scritto, nella Sua newsletter di oggi 30.7.2017  http://www.cesaredamiano.org/2017/07/30/contributo-di-solidarieta-si-ricalcolo-no/ un’altra cosa non vera: “Ho approvato nel 2011 l'introduzione del contributivo pro rata per i parlamentari (che è stato successivamente esteso a tutti i lavoratori dalla legge Fornero)”.

Lei evidentemente ce l’ha con la professoressa Fornero, Sua vecchia compagna di scuola, che ha già la colpa di millantare la maternità di provvedimenti emessi dalla riforma delle pensioni SACCONI.

Come Lei sa benissimo, la riforma Fornero delle pensioni ha solo esteso, col calcolo pro rata a decorrere dall’1.1.2012, il metodo contributivo a tutti… quelli esclusi dalla legge Dini del 1995, vale a dire soltanto a coloro che avevano già 18 anni di contributi.

Vabbé che Lei è rimasto nello stesso partito del contaballe seriale Renzi, che evidentemente Le ha trasmesso lo stesso “virus”, ma faccia uno sforzo, non continui a DISINFORMARE anche Lei sulle pensioni, “alleandosi” addirittura col filoconfindustriale e sedicente socialista Sacconi, ché la situazione è già tragica.

Distinti saluti,

V.


Già due anni fa avevo dovuto scrivere all’On. Cesare Damiano:


damiano_c@camera.it

Egr. On. Damiano,

Leggo quotidianamente i Suoi comunicati stampa e mi sono reso conto che anche Lei è DISINFORMATO sulle pensioni oppure, più probabilmente, fa finta di esserlo, poiché attribuisce tutto alla riforma Fornero.

Le chiedo, perciò, di voler spendere qualche minuto per leggere la mia:

Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html oppure, se la piattaforma IlCannocchiale è in avaria  http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html.

Cordiali saluti

V.



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Lettera a Rosaria Amato di Repubblica sull’adeguamento all’aspettativa di vita, sue risposte e mie repliche


Dopo una lunga vacanza dal blog, causata soprattutto dalla lunga avaria della piattaforma IlCannocchiale, dove ho il mio primo blog (quest’altro l’ho aperto quando le avarie della piattaforma IlCannocchiale divennero quotidiane), riprendo il mio impegno saltuario di blogger, riportando la lettera che ho inviato il 12 luglio scorso a Rosaria Amato, giornalista economica di Repubblica, sulla conferenza stampa tenuta dai presidenti delle Commissioni Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, e del Senato della Repubblica, Maurizio Sacconi, sull’adeguamento all’aspettativa di vita, le sue risposte e le mie repliche.



Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

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12 lug 2017 - 14:51

A

  <r.amato@repubblica.it>

Salve,

Ho appena letto il Suo articolo “Pensioni, Damiano e Sacconi contro gli adeguamenti automatici: "Serve gradualità"”  http://www.repubblica.it/economia/2017/07/11/news/pensioni_damiano_e_sacconi_contro_gli_adeguamenti_automatici_serve_gradualita_-170550410/.

Anche Lei vittima – come quasi il 100% degli Italiani - della DISINFORMAZIONE berlusconian-sacconian-forneriana?

Come ho già scritto forse un centinaio di volte da 5 anni sulle riforme delle pensioni (inclusi Roberto Petrini e Roberto Mania di Repubblica, oltre ai due direttori), l'adeguamento all'aspettativa di vita è stato introdotto dalla riforma severissima delle pensioni SACCONI, e non da quella molto meno severa della millantatrice professoressa Fornero (gliel’ho anche scritto recentemente), la quale, anziché limitarsi a riportare nel suo DL 201/2011, art. 24, le modifiche ed integrazioni alla legislazione pensionistica precedente, ha pleonasticamente (e “furbescamente”, ma masochisticamente visti gli esiti, però insiste tuttora…) anche confermato quelle, molto severe, già approvate dalla riforma delle pensioni SACCONI con l’art. 12 del DL 78/2010 e in vigore dall’1.1.2011, poi rese ancor più severe con i DL 98 e 138 del 2011, oltre che (quasi) intestarsi la conversione dal sistema retributivo al contributivo, già introdotto da Dini nel 1995. Creando uno dei casi più macroscopici di DISINFORMAZIONE generale verificatosi in Italia negli ultimi 70 anni (assieme a chi ha “salvato” l’Italia dal default nella scorsa legislatura, e provocato la recessione, ed agli obiettivi statutari della BCE).

DL 78 del 31.5.2010, convertito dalla legge 122 del 30.7.2010, art. 12, comma 12bis:

(( 12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma 12-ter, con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento e' effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

Mi astengo, perché sarei censurabile, dal commentare ciò che afferma l’ineffabile, filoconfindustriale, sedicente socialista Sacconi.

Mi auguro di esserLe stato utile e che Lei voglia fare una comunicazione di rettifica/precisazione, almeno nel Suo blog o, chessò, come fece Petrini, un articolo sotto forma di dialogo sul tema pensioni (lo trova negli articoli collegati qui Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli

Cordialmente,

V.

PS: Per non ripetermi a lungo, allego la discussione sul tema “chi ha fatto che cosa in materia pensionistica” , svoltasi, da ultimo, nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.it, ricca di vari link con le prove documentali.

Carlo Clericetti  -  1 LUG 2017

Chi ruba il lavoro ai giovani



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

Rosaria Amato (r.amato@repubblica.it) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 17:35 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

<v>

Gentile signor V.,

mi fa piacere avere di nuovo sue notizie. Nella conferenza stampa di ieri lo stesso Sacconi si è intestato la paternità dell’aggancio dell’età della pensione con l’aspettativa di vita (lo trova nel penultimo paragrafo del mio pezzo, Non voglio negare di essere stato il padre del collegamento tra l'età pensionabile e l'aspettativa di vita, ma lo immaginavo in un contesto diverso dalla riforma Fornero)

Solo che Sacconi afferma che questa norma, unita alle altre della riforma Fornero, risulta indigeribile. Naturalmente questo è contabile, può trattarsi di un pentimento opportunista, come suggerisce lei. Però Sacconi non nega nulla, e nel mio pezzo questa sua affermazione è riportata

              Cordialmente

                        Rosaria Amato



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

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12 lug 2017 - 19:02 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

"Rosaria Amato"<r.amato@repubblica.it>

Gentile Dott.ssa Amato,

Ha ragione e naturalmente l’avevo letto. Ma non ce n’è traccia né nel titolo, né nel lungo sottotitolo (o catenaccio), anzi, e quanti si fermano a quello?

I presidenti della commissione Lavoro della Camera e del Senato hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per lanciare un appello al governo e al Parlamento. Chiedono una norma nella prossima legge di Bilancio che sospenda o posticipi il prossimo passaggio automatico ai 67 anni, reso obbligatorio dalla riforma Fornero che aggancia l'età all'aspettativa di vita

Sottotitolo falso e fuorviante, poiché è stata la riforma Sacconi (perché non lo segnala al caporedattore o non so a chi che sta disinformando gravemente?). Guardi che ormai TUTTI, incluso l’INPS e Tito Boeri, al quale ho scritto, affermano che ha fatto tutto Fornero (che non ha né introdotto l'adeguamento né toccato affatto le pensioni di vecchiaia, se non per le lavoratrici private!), anche quelli che nel 2012 lodavano gli effetti della riforma Sacconi (le prove documentali, ripeto, sono nel mio post linkato).

Poi, siccome sono iscritto alla newsletter di Cesare Damiano, oggi ho letto questo  http://www.cesaredamiano.org/2017/07/11/pensioni-appello-damiano-e-sacconi-stop-innalzamento-eta/ e non c’è traccia della rivendicazione di paternità da parte di Sacconi, anzi:

In base alla normativa attuale, risalente al governo Monti e alla ministra del Lavoro Fornero (sic!) – hanno spiegato i due parlamentari – a partire dal primo gennaio 2019 si dovrà andare in pensione a 67 anni, nel 2021 a 67 anni e 3 mesi, nel 2031 a 68 e 1 mese, nel 2041 a 68 anni e 11 mesi e nel 2051 a 69 e 9 mesi. L’innalzamento dell’età avviene in modo automatico in base alle aspettative di vita rilasciate dall’Istat, ed è sufficiente una nota congiunta dei direttori dei ministeri dell’Economia e del Lavoro [questo lo ha deciso Sacconi, vedi art. 12, comma 12bis]. In Europa, hanno sottolineato, non ci sono situazioni similari: in Austria l’età per la pensione è di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; in Belgio e in Danimarca è 65 anni per tutti; nei Paesi Bassi 65 anni e 2 mesi; nel Regno Unito 65 anni per gli uomini e per le donne (ma a partire da novembre 2018); in Germania si arriverà a 67 anni solo nel 2029: una gradualità assente nella riforma Fornero [balle, nella riforma SACCONI!].

E l’ineffabile e bugiardo Sacconi (perché non gli chiede quali sarebbero in dettaglio queste norme della riforma Fornero che rendono indigeribile l’adeguamento all’aspettativa di vita? Nel mio post citato ho linkato un Suo articolo del 2010, che tenevo in archivio, sulla famosa sentenza della Corte di giustizia europea, alibi per Sacconi per aumentare di botto l'età di pensionamento di vecchiaia per le dipendenti pubbliche di ben 6 anni, a 66 anni!):

Ma “percorsi lavorativi discontinui saranno caratteristica di tutti, non solo delle donne – ha fatto notare Sacconi – e quindi l’anzianità contributiva sarà sempre meno praticabile”. Le soluzioni sono diverse, ha spiegato l’ex ministro del Lavoro: l’adeguamento potrebbe avvenire a 5 anni, “oppure si può decidere che si salta un giro e si riprende più avanti”. In ogni caso, l’innalzamento in questo momento non appare “accettabile”. Oggi pomeriggio, ha concluso Sacconi, governo e sindacati “rifletteranno di questo e altri aspetti”; “occorrono regole per tutti che devono essere rimesse alla logica umana, la logica tecnocratica ci ha portato oltre: ripeto, quando è troppo è troppo [affermazione incongrua, tipico indizio di coda di paglia]. Bisogna porre un paletto e aprire una discussione ampia”.

Purtroppo, Damiano ha tolto la possibilità di commentare nel suo blog (per anni gli esodati lo hanno riempito di parolacce; personalmente, io lo difendevo, ma una sola volta, quando ha provato ad attribuire a Sacconi l'intera responsabilità dell'allungamento della cosiddetta finestra a 12 mesi, facendo finta di non ricordarsi che 4 mesi in media li aveva già decisi lui con la L.247/07, glielo scrissi e provvide subito a correggersi).

E allora ho inviato una lunga e dettagliata lettera e-mail a Cesare Damiano e Maurizio Sacconi (la cui casella postale del Senato non è più disponibile, pregando Damiano di trasmettergliela, poi ho scoperto che anche la sua è disattivata, ma almeno gli si può scrivere) e p.c. ai presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini, chiedendo loro di ristabilire la verità dei fatti. Facciamolo tutti.

Cordiali saluti

V.



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

Rosaria Amato (r.amato@repubblica.it) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

12 lug 2017 - 19:06 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

<v>

Sì ha ragione. Sempre il problema dei titoli. Nella mia email precedente volevo scrivere “opinabile”, non so perché è venuto fuori “contabile”



R: Riforme delle pensioni e adeguamento alla speranza di vita

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Da

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12 lug 2017 - 19:15 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

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A

"Rosaria Amato"<r.amato@repubblica.it>

Me n'ero accorto. Naturalmente, è un lapsus freudiano... (probabilmente ha a che fare con la partita doppia, il dare e l'avere, soprattutto il bilancio, che è 'parente stretto' della bilancia... [qui avrei continuato con “giustizia”, “equanimità”, “censura” strampalata di un mio commento nel dialogo con un altro frequentatore, che mi attaccava di brutto quando proponevo l’imposta patrimoniale sugli immobili (dei ricchi), nel blog di Rosaria Amato, quando lo frequentavo assiduamente e che decisi di abbandonare dopo la censura http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/07/20/a-volte-ritornano-riecco-lici-sulla-prima-casa/]). Segnali la grave DISINFORMAZIONE al caporedattore.

Cordialità,

VB



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Dialogo ‘terapeutico’ tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale


Riporto il dialogo “terapeutico” tra un antimontiano preconcetto e me, antimontiano razionale, svoltosi nello scorso mese di aprile in calce a questo articolo di Carlo Clericetti su Repubblica:


Carlo Clericetti  -  27 APR 2016

La malafede del banchiere anti-euro



Le banche tedesche e francesi hanno stampato moneta (virtuale) a tonnellate, inondando di soldi finti che non avevano (--> leva finanziaria) l'Europa intera, in particolare Grecia, Spagna, Irlanda e altri. L'Italia no, perché ai tempi Fazio (guarda chi mi tocca difendere!) impedì alle banche tedesche e francesi di mettere piede in Italia (purtroppo la classe dirigente italiana, non solo bancaria, era/è quella che era/è... Fiorani & co. compresi). Con questa massa di soldi finti a costo zero o quasi (almeno rispetto a quello che costava il denaro fino a pochi anni prima) hanno creato una bolla gigantesca nei paesi suddetti. In Germania no: Schroeder aveva già ucciso la domanda interna (e infatti a livello di infrastrutture e non solo oggi la Germania sta letteralmente cadendo a pezzi: spesa pubblica zero, milioni di persone sotto i piani Hartz e così via... La Germania produce, esporta, ha una bilancia commerciale fortemente in attivo ma non è il paese di Bengodi). In Francia meno che in Germania, la Francia era più debole.
Poi al momento dello scoppio della bolla le banche tedesche e francesi hanno rivoluto indietro soldi veri in cambio dei soldi finti. E li hanno rivoluti indietro subito. Risultato finale: i debiti privati sono diventati debiti pubblici, la spesa pubblica è stata compressa ovunque, laddove la troika è potuta arrivare ha fatto salsicce (e solo per questo dovremmo fare una statua a Monti in ogni piazza: ci ha quasi ammazzati lui, ma se fosse arrivata la troika sarebbe stato molto peggio) e oggi le banche tedesche vanno in giro a dire agli altri cosa dovrebbero fare. Mentre sono ancora piene di titoli tossici fino al collo che non sanno come e dove piazzare.
La vera bomba a orologeria sono ancora oggi le banche tedesche.
In tutto questo l'Italia è un paese in buone condizioni:
- ha un debito pubblico alto ma siede su un tesoro (es. artistico) che ha un valore decine di volte superiore al debito pubblico stesso
- ha sempre ripagato i propri debiti con puntualità, anche quando i tassi erano stratosferici: da questo punto di vista è il debitore ideale per eccellenza
- è un paese produttivo, che produce ed esporta a rotta di collo, nonostante tutti i suoi problemi interni (corruzione e ridistribuzione del reddito)
- ha un sistema bancario che nonostante di vari Fiorani, Verdini & co è abbastanza solido, anche grazie alla lungimiranza dei risparmiatori italiani nel corso dei decenni precedenti
I problemi dell'Italia sono quasi esclusivamente interni. Ma ci piace e ci fa comodo pensare il contrario. Siamo talmente tanto ricchi di tutto che, nonostante da decenni la nostra classe dirigente stia depredando tutte le risorse su cui riesce a mettere le mani (grazie alla nostra complicità), siamo ancora in piedi.


  vmvinceskij 28 aprile 2016 alle 18:34

@fb0172 ( 28 aprile 2016 alle 15:33)
Citazione: (e solo per questo dovremmo fare una statua a Monti in ogni piazza: ci ha quasi ammazzati lui, ma se fosse arrivata la troika sarebbe stato molto peggio)”.

Fesseria al quadrato:
1. Riepilogo delle manovre correttive varate nella scorsa legislatura, le cui misure strutturali valgono tuttora (importi cumulati):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld.
Berlusconi batte Monti 4 a 1.
2. Come si vede dalle cifre qui sopra, la troika ha operato – da lontano – prima che arrivasse Monti, che ha soltanto completato l’opera nella misura del 20% ed in maniera molto più equa di Berlusconi (anche sulle pensioni).

Vincesko


@vmvinceskij 28 aprile 2016 alle 18:34

Non è (solo) una questione di numeri assoluti ma anche di tempi: Berlusconi in 4 anni, Monti in poco più di un mese!
La secchiata di acqua gelata di Monti mirava a distruggere la domanda interna per fare in modo di eliminare l'emorragia di soldi data dall'import e spingere sull'export, per quelli che fossero sopravvissuti. Insomma a farci diventare più "tedeschi", arrivando quasi 10 anni dopo, a livello "filosofico", a quanto fatto da Schroeder in Germania.
Ma come tutti i tecnici ha completamente trascurato (volontariamente o involontariamente?) l'aspetto psicologico che le sue misure avrebbero avuto. Ovvero uccidere la domanda tout court perché oggi stai male ma domani starai sicuramente peggio e dopodomani ancora peggio!
E un modo per rendere il futuro più incerto è quello di intervenire sui tempi delle pensioni con un bello scalone (risparmi nell'immediato ma la paghi cara con un crollo della fiducia), spazzare via sanità e scuola (il futuro), raddoppiare le tasse sull'unico investimento effettuato dai cittadini nel tempo (la casa) il tutto lasciando inalterati i diritti acquisiti, lasciando esenzioni dalle tasse di cui sopra per i soliti noti (Vaticano per immobili commerciali, costruttori, ...) e in generale dando il messaggio che tutto ciò è solo per tamponare, che domani arriverà di peggio e che tu cittadino sei solo, sei destinato a essere solamente "umiliato e offeso". Non che i governi successivi abbiano fatto di meglio in quanto a messaggi dirompenti (una sola voce, per quanto finanziariamente irrilevante per le tasche dei cittadini: la mini-IMU retroattiva! Poche decine di euro, ma tanti tanti danni!).
Se io cittadino ho la certezza che domani starò peggio, che la sanità verrà tagliata, che la scuola dei miei figli/nipoti verrà tagliata, che le pensioni verranno tagliate (nonostante i contributi salati che pago), che le tasse verranno sicuramente aumentate e soprattutto che verranno aumentate in corso d'anno senza che io possa sapere il primo di gennaio quante tasse pagherò nel corso dell'anno, ma peggio ancora mi arriveranno le tasse retroattive l'anno successivo, che fiducia posso avere? Se calo tutto questo in mezzo a una crisi di domanda epocale, dove la produzione è praticamente a costo zero, dove i "magazzini" sono pieni di "merce" che non si vende, dove tutto è merce (dalle case agli alimentari, dalla sanità alla scuola, dai detersivi all'abbigliamento, dal lavoro alla pensione...), poi non ci si può lamentare che ci sia una crisi di fiducia epocale e che in tutto ciò abbiano buon gioco i populisti e quelli che cash alla mano fanno affari comprando a prezzo di saldo. Perché da che mondo è mondo i soldi non si fanno nei momenti di boom ma nei momenti di crisi, dove chi è liquido arriva e compra tutto a prezzi scontati, per poi vedere le quotazioni risalire nei momenti di boom, quando invece la ricchezza viene redistribuita (ma chi ha acquistato a prezzi bassi si ritrova con rendimenti a 2-3 zeri...).


  vmvinceskij 29 aprile 2016 alle 15:08

@fb0172 (29 aprile 2016 alle 10:33)
Citazione “Non è (solo) una questione di numeri assoluti ma anche di tempi: Berlusconi in 4 anni, Monti in poco più di un mese!

Avviso preliminare: sono 5 anni che a) a me antimontiano, tocca difendere Monti sulle manovre finanziarie correttive e sulle pensioni; b) segnalando che le manovre di Berlusconi sono state il quadruplo di quelle di Monti e molto più inique, incluse le riforme delle pensioni; e c) sono dati che pare ignorino tutti, proprio tutti.

Oltre a ignorare del tutto i dati e a ripetere le solite accuse a Monti in gran parte infondate (effetto della DISINFORMAZIONE berlusconiana e della pigrizia mentale degli Italiani, che per questo cadono facilmente vittime dei manipolatori), sei anche… maleducato: mi sottovaluti troppo (!), vuoi che io abbia fatto un errore così marchiano e non abbia tenuto conto del rispettivo periodo a cui si riferiscono?
Il tempo è sostanzialmente equivalente: un anno e mezzo, perché il grosso delle manovre correttive di Berlusconi è stato varato dopo la crisi della Grecia, cioè a partire dal 2010.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: - Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; - Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld. Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono: - Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld; - Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld. Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.

Per il resto (IMU, distruzione della domanda, ecc.), ripeto, si tratta di accuse in gran parte radicalmente infondate, frutto o di pregiudizio o/e di pigrizia mentale o/e di manipolazione disinformativa. Ho avuto decine di discussioni su questo argomento, una delle ultime, abbastanza articolata, si è svolta in questo blog, in calce a:http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/, che ti invito a leggere con attenzione, poiché non ho voglia ora di ripetermi.

Vincesko


  vmvinceskij 29 aprile 2016 alle 15:22

PS:
Per agevolare la ricerca, do il link al 1° commento della discussione:
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/#comment-3153


@vmvinceskij (varii ed eventuali in ordine di tempo)

Delle politiche fiscali dei governi Berlusconi penso tutto il male possibile, comprese varie manovre finanziarie "posticipate" al 2013 tanto per lasciare un bel paletto pronto per l'eventuale governo successivo.
L'introduzione/anticipo dell'IMU il governo Monti l'ha fatta partire con la manovra 2011, ovvero in meno di un mese dall'insediamento (novembre 2011). Lo stesso per la "riforma Fornero", arrivata prima della fine del 2011.
I due principali provvedimenti che hanno "ucciso psicologicamente" la domanda interna in Italia. Le cose andavano male da prima? Eccome! Le cose sono migliorate dopo? No di certo, anche se nell'emergenza il governo Monti ci ha probabilmente salvato il fondoschiena, vista come è andata alla Grecia con l'arrivo della troika (i.e. della Germania) che ha finito di spolpare un paese allo sbando.
L'Italia si è salvata grazie al governo Monti? Si, probabilmente si. I governi Berlusconi hanno fatto più danni e in maniera più "classista"? Certamente si. E quindi? Vogliamo negare la secchiata di acqua gelata arrivata con i provvedimenti del governo Monti nel giro di un mese? E questo a prescindere dai numeri assoluti in miliardi di euro.
Per un miliardario l'aumento dell'ICI/IMU del 60% da un giorno all'altro e l'eliminazione di alcune esenzioni ha avuto probabilmente l'effetto di un solletico sotto i piedi. Per un cittadino che aveva una sola proprietà, magari mezza casa ereditata nella quale nemmeno abitava, si è trattato spesso di tirare fuori dall'oggi al domani l'equivalente dello stipendio di un mese. Il che sommato all'incertezza sul futuro con il messaggio arrivato nel giro di un mese (pensioni, scuola, sanità, imposte locali... Il "ieri stavate malino, oggi state male, domani starete peggio, dopodomani ancora peggio") ha fatto il resto. Tremonti era stato più abile e il controllo sulla stampa aveva fatto il resto? Possibile, ma non si può far finta di non vedere che in quel momento preciso chi ha potuto ha tenuto il borsello bel chiuso, con un effetto di controreazione, di feedback, pesantissimo. Più psicologico che reale? Forse, anche se l'IMU per parecchi è stata una bella botta (esempio: mezza casa ereditata; per chi non ci vive dentro conta "seconda casa", anche se non ha altre proprietà e vive in affitto, con relativo esborso di più di 1000 euro l'anno anche se dentro ci vive il genitore superstite... Costruttori con decine di appartamenti in vendita a prezzi artificialmente alti non pagavano l'IMU...).
Ho rivisto il video dell'intervista a Monti da lei linkato: Monti ha ammesso candidamente che "noi" (Europa?) "stiamo distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale". La Germania l'aveva fatto prima (governi Schroeder), facendo sostanzialmente dumping nei confronti del resto dell'Europa. GLi altri, messi alle strette per ripianare i debiti delle banche tedesche, hanno dovuto fare lo stesso, accodandosi. Monti ha fatto capire chiaramente che in quel modo stava tirando addosso alla Germania, sfidandola a creare domanda interna perché con il consolidamento fiscale gli italiani avrebbero comprato meno prodotti tedeschi. Cosa che la classe dirigente tedesca, avendo spinto l'export in area extra-UE, si è ben guardata dal fare visto che sta lucrando ampiamente dalla situazione attuale. I nodi verranno al pettine anche per la Germania, ma per ora ha le spalle coperte, grazie alla capacità della classe dirigente tedesca di "infiltrare" le istituzioni europee di funzionari tedeschi a tutti i livelli (v. lo scandalo WV: magicamente i limiti alle emissioni sono stati raddoppiati nel giro di poche settimane dallo scoppio dello scandalo. Se lo scandalo fosse scoppiato a causa della Fiat avremmo avuto funzionari "europei" in tutte le fabbriche italiane...).
P.S. Per cortesia la prossima volta si tenga gli insulti. Stiamo discutendo pacificamente su fatti accaduti anni fa. Il "maleducato" nei miei confronti mi sembra quanto meno ingeneroso. Posso avere idee diverse dalle sue, posso vedere le cose, interpretare gli avvenimenti in maniera diversa da quello che fa lei, ma non mi ritengo né maleducato né intellettualmente disonesto. E non mi arrogo di certo l'aura di "portatore di verità assolute".


  vmvinceskij 30 aprile 2016 alle 22:59

fb0172 (30 aprile 2016 alle 19:31)

Maleducato
Il maleducato è preceduto da puntini sospensivi, che stanno per tono scherzoso, ironico (cfr. diz. Treccani online).

Ammuina
Non fare ammuina, qui non è questione di “verità assolute”, ma di cercarsi e analizzare i numeri, prima di sparare frasi ridicole come “nel giro di un mese” o “Monti ci ha salvato il fondoschiena” o a “prescindere dai numeri assoluti in miliardi di euro” (sic!). Tu, oltre a non cercarti i numeri, rifiuti maleducatamente e irrazionalmente di prenderne atto quando ti vengono generosamente serviti su un piatto d’argento. Perché? Datti una risposta da solo.
Te l’ho detto, sono 5 anni che mi tocca difendere Monti e, nella stragrande maggioranza dei casi, ho incontrato delle resistenze terribili, anche in docenti universitari di Economia che si suppone siano persone razionali e adusi a maneggiare numeri, a prendere atto delle cifre e dell’enorme sproporzione tra le manovre di Berlusconi e quelle di Monti (4 a 1). Probabile effetto non soltanto di un enorme pregiudizio ma anche di tigna (dispiace ammettere di essere stati manipolati e per tanto tempo). Quindi la tua reazione non mi meraviglia, né mi meravigliano le spiegazioni strampalate che adduci. La più grossa delle quali, finora mai oppostami, è che Monti abbia fatto tutto “nel giro di un mese”, perfino la riforma Fornero (sic!), che secondo gli esperti produrrà i suoi effetti soprattutto dopo il 2020!

IMU
Dopo, per ridicolaggine, viene quanto scrivi sull’IMU: decisa da Berlusconi, Monti l’ha – meritoriamente, per equità e perché in nessun altro Paese la prima casa è esente - soltanto reintrodotta sulla prima casa e aumentata. Non si può ragionare sui casi singoli. Traggo dal mio post “I dati consuntivi del MEF confermano il piagnisteo sull’IMU:
- il valore medio dell’IMU prima casa è stato pari a 225 €;
- l’85% dei contribuenti ha versato fino a 400 €; l’8% circa da 400 a 600 €; e il 6,8% oltre 600 €;
- l’introito complessivo dell’IMU (fabbricati, terreni, aree edificabili e fabbricati rurali) è stato pari a23,7 mld;
- di cui circa 4 mld relativi all’abitazione principale; hanno effettuato versamenti circa 17,8 milioni di contribuenti.
- l’IMU sui fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i terreni, le aree edificabili ed i fabbricati rurali) è stata pari a 17,9 mld €;
- in questo caso, i contribuenti sono stati 16 milioni, di cui 15,3 di persone fisiche, per un importo medio di 736 €, e 700 mila altri, per un importo medio di 9.313 €;
- infine, l’IMU sui terreni, sulle aree edificabili e sui fabbricati rurali è stata di 1,7 mld, per un valore medio pari rispettivamente a 209, 680 e 217 €.
Vanno sottolineati, inoltre, due ulteriori dati:
- nel 2011, l’Italia era il paese con la più bassa tassazione della proprietà immobiliare tra i principali paesi OCSE;
- lo scostamento tra rendite e valori di mercato, pari in media a 3,7 volte prima dell’introduzione dell’IMU, si è ridotto, per effetto della rivalutazione del 60% delle rendite catastali, a circa 2,3 volte dopo l’introduzione dell’IMU.
Infine, tu lamenti di aver pagato, per colpa di Monti, 1.000€ in un anno (suddivisi in 2 rate semestrali posticipate), mentre centinaia di migliaia di persone, semmai in affitto, per colpa di Berlusconi, hanno dovuto “pagare”, in un solo anno, 10, 20 o 30 volte tanto!

Pensioni: Sacconi vs Fornero
Traggo dal mio post Lettera ai media, al governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli (http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure

http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html):
Le riforme di Sacconi (2010 e 2011) sono più corpose, immediate e recessive di quella Fornero; in sintesi, esse hanno introdotto:
• “finestra” ( = differimento dell’erogazione) di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati o 18 mesi per tutti quelli autonomi;
• allungamento, senza gradualità, di 5 anni (+ “finestra”) dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti pubbliche per equipararle a tutti gli altri a 65 anni (più finestra), tranne le lavoratrici private; e
• adeguamento triennale all’aspettativa di vita, che ha portato finora l’età di pensionamento di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi e la porterà a 67 entro il 2021, che è benchmark in UE28, cioè prima della Germania e molto prima della Francia (dopo il 2018, in forza della legge Fornero, l’adeguamento anziché triennale sarà biennale).
La riforma Fornero (2011) ha stabilito, principalmente:
• metodo contributivo pro-rata per tutti (vale a dire solo per quelli che erano precedentemente esclusi, cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall'1.1.2012;
• aumento di un anno delle pensioni di anzianità (ridenominate “anticipate”); e
• allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle dipendenti private da 60 anni a 65 (più finestra), per allinearle a tutti gli altri,
i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.
NB: La legge Fornero ha opportunamente eliminato la “finestra” di 12 o 18 mesi sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età baseed equiparando i lavoratori autonomi ai lavoratori dipendenti, ma l’allungamento (già recato dalla riforma Sacconi) è solo formale.

Distruzione della domanda
Anche qui, avevi scritto - come tanti altri - una sciocchezza, mi aspettavo che l’avresti ammesso e che ti saresti scusato.

Conclusione
In conclusione (sulla base dei dati e al netto degli effetti psicologici molto difficilmente quantificabili), sia per l’enorme sproporzione tra i rispettivi ammontari delle manovre di Berlusconi e Monti, sia per il fatto che tra il varo di una manovra correttiva corposa, ricca di provvedimenti sia dal lato della spesa che da quello delle entrate, e la riscossione passano almeno 6 mesi (è successo anche per l’IMU, divisa in 2 tranche semestrali posticipate), per non parlare delle pensioni, i cui provvedimenti, in particolare l’estensione del metodo contributivo, hanno sempre un’efficacia nel lungo periodo, gli effetti recessivi prodottisi nel 2012, ecc. sono figli delle manovre di Berlusconi o totalmente o almeno in un rapporto di 4 a 1, vale a dire in ragione almeno dell’80%.

Vincesko


@vmvinceskij 30 aprile 2016 alle 22:59

Lei continua a sciorinare numeri e numeri.
Grazie.
Io continuo a essere persuaso che l'impatto "psicologico" del Governo Monti sia stato maggiore di quello dei numeri. Sugli effetti di quelle manovre mi dispiace ma rimango della mia idea. Le manovre dei governi Berlusconi non hanno avuto il tempo di dispiegare i loro effetti: buona parte sarebbero entrate in vigore "dopo", dopo la fine della legislatura, lasciando un bel paletto in mezzo ai piedi (eufemismo) del governo successivo. E per l'italiano abituato a rimandare, a vivere nel futuro, quello bastava in quel momento. Le manovre del governo Monti hanno avuto un effetto immediato e sono state attuate in brevissimo tempo. Parte di quelle erano anticipi di provvedimenti già presi per il futuro? Parte. E parte no: li entra il gioco la politica, che non è solo numeri (anche se poi senza numeri non può andare molto lontano). Monti è un politico molto più raffinato e lucido della maggior parte dei politici presenti in Parlamento. E' un politico di lungo corso e non è necessario essere politici di cariche elettive a suffragio universale per esserlo. Monti sapeva perfettamente quali sarebbero stati gli effetti delle sue manovre e quale sarebbe stato l'effetto di manovre analoghe in tutta Europa ("l'intervista alla CNN"). E sapeva che l'unico modo per far ripartire il sistema è "europeo". E per farlo è necessario che l'Europa si dia una mossa politicamente (v. "Why Nations Fail: The Origins of Power, Prosperity, and Poverty" di Daron Acemoglu et al). Esattamente quello che la classe dirigente tedesca del dopo Kohl non vuole (banche e industrie tedesche in primis: mercato comune senza pagare dazio politicamente), esattamente quello che la classe dirigente francese del dopo Mitterand non vuole, esattamente quello che la classe dirigente dei vari staterelli inutili del centro-nord Europa non vuole. Per non parlare della classe dirigente italiana. Come pure buona parte delle potenze "disinteressate" che abbiamo attorno.
I governi Berlusconi hanno fatto "danni"? Hanno attuato una politica pesantemente classista ("il figlio dell'operaio vs. il figlio del professionista" che in realtà voleva solo dire "il figlio del ricco vs. il figlio del povero", ché ci sono anche professionisti che non sono ricchi)? Ma certamente, non sarò io a metterlo in dubbio. Le politiche dei governi di tutta Europa hanno fatto altrettanto? Ma certamente: ovunque sono stati tagliati stato sociale, scuole, sanità. Uccidendo la domanda di futuro.
Ma Berlusconi è stato anche un abile piazzista (aiutato in questo dal controllo quasi totale dei mezzi di informazione), uno che "sa", "annusa" quale sia la potenza della psicologia per vendere, soprattutto per vendere quello che non c'è: il futuro. E senza l'effetto psicologico purtroppo non ci sarà MAI alcuna ripresa: fin quando non avremo fiducia nel futuro non ci saranno investimenti. Di oggi su questo giornale:

Il sistema è fermo perché è stata uccisa la domanda interna. Anche politica, non solo economica. Viviamo di numeri ma non siamo solo numeri (v. le critiche all'homo economicus espresse a più riprese nei suoi libri dal prof Gallino). E in questo il governo Monti ha avuto un ruolo importante, inversamente proporzionale alla durata del suo governo, che realmente è stata di pochi mesi, diciamo il primo quarto della durata complessiva, fino alla primavera del 2012. Il resto è stata una lunga agonia proseguita poi con i governi Letta e Renzi. E senza riforme realmente inclusive, che riportino il Parlamento al centro, con una selezione reale della classe dirigente (il contrario della riforma Boschi-Renzi che mette al centro di tutto il capo del partito di maggioranza relativa), per il futuro non andrà meglio. Almeno a livello locale. Lo stesso andrebbe fatto a livello europeo: includendo i cittadini europei in un progetto comune dal quale possano pretendere e ricevere risposte. Gli americani 250 anni fa dicevano "no taxation without representation". Ecco, noi abbiamo solo la prima. Sia a livello locale che a livello europeo. E questo è il motivo per cui sia la prima che la seconda sono destinate a fallire.


  vmvinceskij 1 maggio 2016 alle 20:58

Calcio tra i denti e pane e acqua

Citazione: “Le manovre dei governi Berlusconi non hanno avuto il tempo di dispiegare i loro effetti: buona parte sarebbero entrate in vigore "dopo", dopo la fine della legislatura, lasciando un bel paletto in mezzo ai piedi (eufemismo) del governo successivo”.

Fesseria sesquipedale e patetica. Anzi pazzesca: tu, forse, sei matto (ci mancavano qua…) ed hai – come Berlusconi e Weidmann – problemi col principio di realtà. Quel che è certo, invece, è che non hai mai letto i testi delle 3 (tre) manovre correttive, oltre alla legge di stabilità 2011, varate dal governo Berlusconi nel periodo maggio 2010-agosto 2011 e le relative relazioni tecniche. Non hai neppure letto – della discussione precedente che ti ho indicato - il mio post Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti e soprattutto, al suo interno, l’articolo (col dettaglio di tutte le manovre sia di Berlusconi che di Monti) del “Sole 24 ore” su cui è basato (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-16/quattro-anni-manovre-fisco-063630.shtml).
Ti suggerisco caldamente – perché potrebbe essere pericoloso… - di non farti sentire dai milioni di persone che, ad opera del governo Berlusconi, da un giorno all’altro, o si videro bloccato il rinnovo del contratto nazionale (i quasi 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici) o non rinnovato il contratto di lavoro individuale (il 50% di tutti i lavoratori precari pubblici) o procrastinato il pensionamento di almeno 1 (un) anno, perdendo almeno 13 mensilità di pensione, pari a 10 o 20 o 30 mila € o più di mancato introito (decine, forse centinaia di migliaia di pensionandi disoccupati o inattivi) o tagliata, prima del 75% (DL 78 del 31.5.2010) e poi di un ulteriore 15% (DL 98 del 6.07.2011), la spesa sociale dei Comuni e delle Regioni (milioni di poveri: LSU, ragazze-madri, ex carcerati, sussidiati costo affitto, ex drogati, ecc.) o tagliata di alcuni miliardi la spesa sanitaria e scolastica; ecc. ecc.
Ma tu - vedo -, oltre a non informarti ed essere inutilmente logorroico, sei del tutto incapace di ammettere che sei un ignorante, ti sei sbagliato e scusarti. Non mi meraviglia, voi che odiate i numeri (almeno il 95% degli Italiani), siete tutti così, fatti con lo stampo. E mammoni permalosi e piagnucolosi. Perciò odiate l’ICI/IMU/TASI, la casa viene subito dopo la mammina. E’ inutile opporvi dei numeri e dei fatti. E’ un problema di educazione, perciò – lo confesso… - ho introdotto fin dall’inizio il termine “maleducato”. Che si può risolvere soltanto con un’adeguata… ri-educazione: un calcio tra i denti e pane e acqua finché non ammettete che 4 è il quadruplo di 1, per cui il cattivone che ha messo davvero le mani nelle tasche degli Italiani e ha distrutto la domanda interna è stato, di gran lunga, soprattutto Berlusconi e non Monti, e che l’ICI/IMU/TASI, che serve a finanziare i servizi locali, è cosa buona e giusta. E Monti ha fatto benissimo a reintrodurla sulla prima casa e ad aumentarla. Peccato non sia riuscito a introdurre anche un’imposta patrimoniale sui ricchi, usciti quasi esenti dalla macelleria sociale perpetrata, in particolar modo da Berlusconi, sui non ricchi.

Vincesko


@vmvinceskij 1 maggio 2016 alle 20:58

La invito ancora una volta alla calma e a un maggiore contegno. Evidentemente è abituato insultare le persone, ma per questo non posso farci nulla: ognuno ha l'educazione che ha. E non ho intenzione di seguirla su questa china.

Le piacciono i numeri? Anche a me, molto (anche se quasi 30 anni fa all'economia ho preferito la matematica e la fisica: un modo diverso di giocare con i numeri).
Per quanto riguarda ad esempio la manovra 08/2011 del governo Berlusconi, su questo link può trovare uno specchietto riassuntivo degli effetti negli anni:

Come può vedere i numeri dicono che per il 2012 (28 miliardi) la manovra sarebbe stata circa la metà rispetto agli anni 2013 (54 miliardi) e 2014 (59 miliardi, quasi 60). L'anno 2013 avrebbe comunque visto le elezioni prima della metà dell'anno, per cui il "paletto" tra i piedi del successivo governo sarebbe stato di 114 miliardi sui 142 miliardi totali della manovra spalmati in 3 anni.
La manovra 2010 era fatta per l'80% delle maggiori entrate di recupero dall'evasione fiscale, ovvero ancora una volta in sostanza un procrastinare in attesa di tempi migliori (8 miliardi dall'evasione fiscale non li avrebbe trovati alcun governo, di qui la quasi certezza di una manovra successiva... Un procrastinare appunto). Il resto erano tagli.

Ho cercato di portare la discussione sugli effetti psicologici della manovra Monti, che ha anticipato e inasprito quanto previsto dalle manovre Berlusconi, aggiungendoci del suo. Vuole parlare di numeri? Parliamo di numeri. Possibilmente senza dare di matto.


  vmvinceskij 2 maggio 2016 alle 16:09

@fb0172 (2 maggio 2016 alle 12:50)
Hai fatto un passo in avanti; come vedi i miei "insulti" sono terapeutici. Ma troppo poco, sei un po’ inguaiato, hai bisogno di una lunga terapia...
Continui a raccontar balle, per autoconvincerti, dandoti anche maldestramente la zappa sui piedi.
Primo, come risulta dalla tabella che hai allegato, l’effetto per il solo 2012 delle manovre 2011 di Berlusconi, pari a ben 28 mld, né equivale a un rinvio a dopo la legislatura, come finora l’hai raccontata, né è una bazzecola, come cerchi di contrabbandarla, ma copre quasi interamente l’effetto globale della prima manovra di Monti, i cui effetti, vedi in particolare le pensioni, sono diluiti – non so in che misura - nei lustri successivi.
Secondo, la manovra 2010 non è come tu la racconti, glissando bellamente su ciò che ho scritto sulle categorie colpite, con effetto dal 1.1.2011, dal governo Berlusconi-Tremonti (milioni di Italiani, parecchi privi di reddito, quindi ad altissima propensione al consumo). Essa non è una bazzecola ma supera i 60 mld cumulati (ma in effetti molto di più, poiché le sue misure strutturali, cioè permanenti, valgono tuttora).
DL 78/2010 di 62,2 mld [secondo Il Sole 24 ore]
Arriva il blocco della contrattazione e degli stipendi per i dipendenti pubblici, il taglio delle retribuzioni più alte, l'azzeramento dei gettoni nei cda e la lotta a società di comodo e imprese in «perdita sistemica» [più il procrastinamento di 12 mesi (c.d. finestra mobile, ma in effetti 4 mesi in media erano stati già decisi dalla L. 247/07) dell’erogazione delle pensioni e l’introduzione dell’adeguamento triennale all’aspettativa di vita, nonché il taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, poi tagliata di un ulteriore 15% dal DL 98/2011, il congelamento del rinnovo del contratto dei quasi 3,5 mln di dipendenti pubblici e il dimezzamento del numero dei lavoratori precari pubblici].
Non sei Aristotele, per smentirmi non bastano le tue affermazioni assiomatiche, devi trovare la stessa tabella degli effetti anche per il 2010. Per non parlare di quelle precedenti, in particolare il DL 112/2008 57,9 mld.
Nella prima grande manovra campeggiano i tagli agli enti territoriali e ai ministeri, la progressiva riduzione degli organici della Pa e della scuola e le imposte su energia, banche e assicurazioni.

Terzo, soprattutto, devi fare la stessa cosa anche per le 2 manovre di Monti, la prima del dicembre 2011 (DL 201/2011 43,3 mld) e la seconda del luglio 2012 (DL 95/2012 19,9 mld), così forse - forse - anche tu ti renderai conto che è privo di senso cronologico, logico, matematico e fattuale affermare, come fai tu, che "Monti ha anticipato (sic!) e inasprito quanto previsto dalle manovre Berlusconi".

Quindi, mi spiace, ti tocca fare ancora uno sforzo, vincendo la tua terribile resistenza.

Vincesko


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Nota conclusiva: a questo punto fb0172 è sparito: o non è riuscito a vincere la sua terribile resistenza o, vintala e divenuto finalmente consapevole dell’evidenza del suo macroscopico errore di giudizio, si è vergognato ed ha avuto paura di… arrossire davanti a tutti.



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