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L’irascibile, turpiloquente prof. Michele Boldrin, lo smemorato di NoisefromAmerika


1. ARTICOLO DEL 25.06.2009 DEL PROF. MICHELE BOLDRIN SULLA COMPARAZIONE TRA DATI NON OMOGENEI DELLA SPESA PENSIONISTICA E DISCUSSIONE CON CARLO CLERICETTI.

2. ARTICOLO DEL 06.04.2015 DEL PROF. MICHELE BOLDRIN SULLA COMPARAZIONE TRA DATI NON OMOGENEI DELLA SPESA PENSIONISTICA E DISCUSSIONE CON ME.


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Facendo oggi, 5.9.2016, una ricerca in Google, ho per caso incrociato questo articolo del 2009 del prof. Michele Boldrin sul tema delle pensioni, in NoisefromAmerika,[1] ed ho scoperto – incredibile ma vera o la sua cattiva memoria o, più probabilmente, la sua malafede, per cui il calcio in culo metaforico che gli affibbiai al termine della nostra discussione fu meritatissimo – che la discussione tra lui e Carlo Clericetti che ne scaturì è praticamente la stessa che ho avuto io con lui 6 anni dopo sulla medesima comparazione tra valori non omogenei della spesa pensionistica. Da lui infarcite entrambe di argomentazioni deboli, scorrette dal punto di vista tecnico-contabile (confrontare le pere con le mele) e talvolta perfino strampalate (vedi la partita di giro delle imposte, che secondo lui riguarda i percettori delle pensioni e gli erogatori dei contributi sociali (sic!), anziché ricondurle – come effettivamente avviene, poiché l’INPS paga gli assegni pensionistici netti e gira il resto allo Stato, di cui esso fa parte integrante - nell’ambito dello Stato);[2] talvolta di frasi infantilmente bugiarde, aggressive e turpiloquenti; e di giudizi selettivi a senso unico.[3]

La differenza sostanziale è che, nel lasso di tempo intercorso tra i due articoli, a) l’OCSE ha deciso di confrontare opportunamente la spesa pensionistica non solo al lordo ma anche al netto delle imposte, riconoscendole perciò almeno implicitamente come voce spuria, o almeno come elemento che inficia il confronto, data la differente tassazione delle pensioni esistente tra i vari Paesi; e b) soprattutto, sono intervenute in Italia due severe riforme delle pensioni: quella Sacconi (DL 78/2010, art. 12) e quella Fornero (DL 201/2011, art. 24), che hanno risolto alla radice il disallineamento dell’incidenza della spesa pensionistica sul Pil tra l’Italia e gli altri Paesi.

Nonostante questo, c’è ancora chi (ad esempio Carlo Cottarelli) giudicava l’anno scorso la Spesa pensionistica italiana la più elevata del mondo rispetto al Pil.[4] Oltre naturalmente al neo-liberista prof. Boldrin, uomo dalle idee fisse, radicate, tetragono a qualunque prova contraria; e a tantissimi altri. Una balla assoluta, se si depura la spesa pensionistica italiana dalle voci spurie.[5]


[1] Pensioni: Repubblica dà i numeri OECD

25 giugno 2009 • michele boldrin


[2] Come è confermato dall’ammontare dell’importo effettivamente erogato annualmente dall’INPS, pari nel 2014 a 192,6 mld, contro i circa 280 della spesa lorda, che poi va a formare il numeratore del rapporto spesa/Pil.

Osservatorio sulle pensioni

L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali.


[3] Dialogo n. 2 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni


[4] Lettera a Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del FMI, sua risposta e mia replica


[5] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


Post scriptum:

Al termine della discussione n. 5 sul sito NoisefromAmerika, dopo la settimana di Ferragosto cancellata dalla redazione, mi sono cancellato dalla loro newsletter, dandone le motivazioni negli ultimi miei 2 commenti intitolati “Boccaloni e incontinenti verbali” e “Il frate assassino de “Il nome della rosa”. Ho riportato la discussione completa qui:

Dialogo n. 5 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: Isis

Ho esagerato apposta, ma il sedicente liberale, irascibile e permaloso prof. Michele Boldrin meritava anche peggio.



Post collegati:


Dialogo nel blog neo-liberista NoisefromAmerika su Keynes e dintorni


Dialogo n. 3 nel blog neo-liberista NoisefromAmerika: pensioni


Dialoghi sull’INPS che ha un buco e può fallire



Dialoghi sull’INPS che ha un buco e può fallire


Alzi la mano chi non crede che l’INPS abbia un buco di bilancio o che possa fallire o che sono a rischio le pensioni in un futuro più o meno remoto. Lascio da parte quest’ultima eventualità, visto che il futuro lontano è soltanto nella mente di Giove, ma almeno posso rassicurare chi legge sul fatto che il sistema pensionistico italiano, dopo le numerose riforme varate, di cui quella Fornero è soltanto l’ultima in ordine di tempo e, contrariamente alla vulgata generale, neppure la più severa (le vengono attribuite anche le misure sia della riforma Dini, 1995, sia, soprattutto, anche da parte dell’INPS[1] – v. anche la Presentazione del XV Rapporto annuale di Tito Boeri, al minuto 12.20 e al minuto 38.10[2] - della più severa riforma Sacconi, 2010), è considerato dalla Commissione europea tra i più sostenibili nel lungo termine.[1] Mi limito dunque alle prime due. Mi è successo di leggere sui media e nel web affermazioni del genere di quelle indicate sopra quasi ogni volta che si parla di previdenza. Ed essendomi assegnato il compito ingrato – praticamente una fatica di Sisifo – di CONTROINFORMARE sul tema, negli ultimi mesi mi è capitato di discutere spesso sul supposto buco dell’INPS e sul suo paventato, possibile default (fallimento), in particolare in tre occasioni: la prima, nel sito del giornale on-line Gli Stati Generali[3]; la seconda, nel sito neo-liberista NoisefromAmerika;[4] e, la terza, nel sito Goofynomics.[5] Ce n’è una quarta, avvenuta con il titolare del sito The walking debt,[6] ma la ometto perché ripetitiva, anche se è anch’essa un esempio significativo di fatica di Sisifo, poiché segue ad una discussione approfondita sullo stesso tema avvenuta nello stesso sito un anno prima.

Per inciso, segnalo che il presidente dell’INPS, Tito Boeri, nella presentazione dell’ultimo Rapporto annuale dell’INPS,[2] al minuto 40.30, ha dichiarato: “Si danno molte notizie allarmistiche sul bilancio dell’INPS, bene dunque mettere alcuni puntini sulle i. Primo, l’INPS opera per conto dello stato, quello che conta per lavoratori, pensionati e imprese è il bilancio consolidato dello Stato, non il bilancio dell’INPS”.

Riporto i dialoghi nell’ordine indicato, avvertendo che nel primo caso si è trattato di un monologo – diciamo così - per forfait dell’interlocutore, che – ho visto solo dopo – è un docente universitario.



Gli Stati Generali


“La cosa sconvolgente è che stavolta l’iceberg non l’ha visto neppure Crozza, che ha assalito Di Maio con gli stessi argomenti di un qualsiasi politico del PD. Invece l’icerberg l’ha visto Carlo Scarpa in un recente pezzo su lavoce.info.[7] Noi qui ci mettiamo tra Crozza e Scarpa e proviamo a rendere ancora più paradossale il caso Nogarin. Come? Trasformando Nogarin in Boeri.

Qual è l’icerberg? E cosa hanno in comune Nogarin e Boeri? Per i lettori impazienti, l’iceberg è il default del sistema pubblico italiano.

Il parallelo con la battaglia di Boeri è evidente: se Boeri portasse in tribunale i libri dell’INPS e poi pagasse solo le pensioni fino a millecinquecento euro, riceverebbe anche lui dal tribunale un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta.


1.     vincesko • 2 mesi fa

INPS? Vale la pena forse di segnalare che la gestione dell'INPS, al netto dei 45 mld di imposte e dei 45 mld di voci spurie (TFR e Assistenza) è in notevole attivo. Senza voler considerare che l'INPS ha dovuto incorporare gestioni deficitarie, in particolare l'INPDAP, il cui deficit è dovuto alla decisione dello Stato di non versare i contributi a se stesso (http://www.corriere.it/economia/12_ottobre_01/cassa-statali-inps_27b702b4-0b8a-11e2-a626-17c468fbd3dd.shtml). PS: Per un'analisi delle pensioni, cfr. "Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli" http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html.


2.     icecreamit • 2 mesi fa

Tra l’INPS e L’Azienda Autonoma dei Rifiuti di Livorno c’è però una differenza: il primo è un ente pubblico non economico, e non è previsto che possa fallire, un suo eventuale default è gestito direttamente dal Tesoro e non dal giudice fallimentare. La seconda è invece una SpA e quindi quando ne ricorrono le condizioni gli amministratori devono portare i libri in tribunale e se non lo fanno loro dovrebbero farlo i sindaci. Il problema a monte però, è che nel nostro paese gli enti pubblici, che dovevano produrre servizi ai cittadini, sono stati man mano ingabbiati nelle stesse regole (amministrative, gestionali, contrattuali, del personale, ecc.) delle amministrazioni centrali, fino al punto da bloccarne di fatto l’operatività. Allora, per risolvere il problema, invece di semplificare le norme o disegnare un modello nuovo e originale di azienda pubblica, si è preferita la scorciatoia di dare agli enti pubblici la forma della società per azioni. Si tratta però di una forzatura e di una finzione, perché le regole pensate per una SpA non necessariamente funzionano per un’azienda che fa un servizio pubblico, e tra quelle che non possono funzionare ci sono sicuramente quelle relative allo stato di insolvenza (basti pensare all’assurdo di un giudice che dovrebbe decidere la liquidazione di una società costituita con una legge…)


3.     umberto.cherubini • 2 mesi fa

La ringrazio del commento, ma giuristi mi hanno detto e argomentato che l'INPS può fallire. Se ha interpretazioni diverse e fonti la prego di indicarmele perché sto lavorando, sul fronte economico, ovviamente, sulla questione. Grazie.


4.     icecreamit • 2 mesi fa

Non mi ritengo un giurista, ma ho lavorato a lungo in un ente pubblico, anche come direttore amministrativo. Per quanto ne so, la legge fallimentare si applica alle imprese che svolgono attività commerciale (art. 1). L'INPS è un ente pubblico non economico che non svolge attività commerciale, quindi ad esso non si può applicare la legge fallimentare, né le norme relative ai reati connessi. Del resto l'INPS adotta il sistema di contabilità pubblica e non quello civilistico, per cui anche sotto questo profilo sarebbe problematico utilizzare molte delle categorie legate alle norme fallimentari. (ad esempio, manca la nozione di capitale sociale). Per un ente di questo tipo si può quindi parlare di default in senso generico, ma non di fallimento in senso tecnico. Altra cosa, ovviamente, sono i c.d. enti pubblici economici e le società ad azionariato pubblico. Non so che tipo di ragionamenti abbiano fatto i giuristi cui lei si riferisce.


5.     vincesko • 2 mesi fa

Risulta da studi fatti in materia che ciascuno di noi è “catturato” dalle proprie tesi precostituite, che quasi sempre resistono a qualunque prova contraria. Io lo verifico da 5 anni in tema di a) governo Monti; e b) pensioni e spesa pensionistica. Nel primo caso, quasi TUTTI ignorano che, nella scorsa legislatura, il governo Monti ha varato, in un tempo equivalente, soltanto 1/5 delle manovre correttive rispetto ai 4/5 del governo Berlusconi e sono state molto più eque; ma la recessione viene da TUTTI attribuita a Monti e non a BERLUSCONI; nel secondo caso, che la tanto vituperata riforma Fornero (DL 201/2011) è molto meno severa della riforma SACCONI (DL 78/2010), ma l'allungamento eccessivo dell'età di pensionamento, oltre a tutte le misure di Sacconi, viene ascritta alla Fornero; e che la spesa pensionistica (pari a quasi 280 mld lordi) contiene 45 mld di imposte, che per l’INPS è una partita di giro poiché esso paga il netto, e 45 mld di voci spurie, suddivise più o meno a metà tra TFR (che esiste solo in Italia e può essere riscosso anche decenni prima del pensionamento) e Assistenza, che nulla ha a che vedere con la previdenza e che infatti viene pagata dallo Stato con i trasferimenti (fiscalità generale); per cui al netto di questi 90 mld l’INPS è in “attivo” e “creditore” verso lo Stato. Eppure, ogni volta che mi capita di intavolare una discussione su questi 2 temi, anche con docenti universitari di Economia, che si suppone siano esseri razionali a adusi a maneggiare i numeri, incontro resistenze terribili. Come è in parte il caso anche dell’Autore dell’articolo, che a) ha evitato di replicare al mio commento; e b) continua a preoccuparsi del fallimento (sic!) dell’INPS, per cui escluderei che non l’ha fatto perché “chi tace acconsente”. PS: La voce di Wikipedia dell’INPS è carente dal punto di vista dell’analisi economica della spesa pensionistica, ma, per quel che vale, sotto l’aspetto giuridico afferma questo, che per me è condivisibile: “L'INPS non è un ente con fini di lucro ma è un ente dello Stato predisposto per erogare dei servizi, come lo sono i Comuni, le Provincie o le scuole. Pertanto nel bilancio dell'INPS non vi sono utili o perdite ma avanzi o disavanzi di esercizio, che derivano dalla differenza tra le risorse finanziarie assegnate dallo Stato e i costi per i servizi che deve erogare in base alle leggi vigenti. Se in base alla legislazione vigente, vi è un disavanzo, o viene coperto da ulteriori trasferimenti dello Stato, magari nell'esercizio successivo o c'è il default previdenziale ossia lo Stato fa una riforma previdenziale per ristabilire l'equilibrio dei conti. In caso contrario si andrebbe al default dello Stato, non dell'INPS che è un organo dello Stato che attua le leggi dello Stato e che non ha autonomia negoziale in quanto il diritto della previdenza sociale è una branca del diritto pubblico”.  https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_nazionale_della_previdenza_sociale  


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NoisefromAmerika


l'INPS ha un buco pauroso, facciamo di 100 miliardi di Euro all'anno”.


 Vincesko 21/5/2016 - 21:58

Mi spiace venire qui a parlare ancora di pensioni, scrivo anche di molte altre cose, ma come sapete mi arrogo il compito arduo e ingrato ma doveroso di CONTROINFORMARE e “bastonare” (passatemi il termine, ormai sapete che ha una funzione essenzialmente "terapeutica") volentieri coloro che fanno – per malafede o ignoranza - il solito catastrofismo infondato sull’INPS e sulla spesa previdenziale.

Le metto insieme poiché ho un solo commento disponibile.

1. Domanda all’autore dell’articolo: la spesa previdenziale riportata nelle tabelle ed assunta a base delle valutazioni critiche è al lordo o al netto delle imposte? (Vedi anche appresso).

2. Vale la pena forse di segnalare al commentatore Alessandro Riolo, che ha scritto: “l'INPS ha un buco pauroso, facciamo di 100 miliardi di Euro all'anno”, che si sbaglia di grosso: la gestione dell'INPS (la gestione è unitaria, le singole gestioni hanno solo una valenza amministrativa), con una spesa complessiva pari a quasi 280 mld lordi, al netto dei 45 mld di imposte e dei 45 mld di voci spurie (suddivisi più o meno a metà tra TFR, che esiste solo in Italia e può essere riscosso anche decenni prima del pensionamento, e Assistenza, che nulla ha a che vedere con la previdenza e che infatti viene pagata dallo Stato con i trasferimenti dalla fiscalità generale) è in notevole attivo (20 mld), per cui al netto di questi 90 mld l’INPS è “creditore” verso lo Stato . Senza voler considerare che l'INPS ha dovuto incorporare gestioni deficitarie, in particolare l'INPDAP, il cui deficit è dovuto alla decisione dello Stato di non versare i contributi a se stesso (http://www.corriere.it/economia/12_ottobre_01/cassa-statali-inps_27b702b4-0b8a-11e2-a626-17c468fbd3dd.shtml) o l’INPDAI dei dirigenti d’azienda, il cui deficit era dovuto ad eccessiva generosità (cfr. pagg. 33-34 dell’allegato di ManagerItalia
“L’avventurosa storia dell’istituto di previdenza dei dirigenti industriali, fino all’ultimo colpo di scena: il passaggio sotto le ali dell’Inps” 
http://www.manageritalia.it/content/download/Informazione/Giornale/Dicembre2002/pag28.pdf).

Infine, la spesa pensionistica, dopo le ben 8 riforme delle pensioni dal 1992 (di cui quella Fornero, DL 201/2011, è soltanto l'ultima, neppure la più severa e produrrà i suoi effetti soprattutto nel lungo periodo!), è giudicata dalla Commissione europea e dagli esperti (anche finanziari!) tra le meno preoccupanti e più sostenibili nel lungo termine.[*]


[*] Per un'analisi dettagliata delle pensioni, cfr.:

"Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli"

oppure (se in avaria)


PS: Strano, ma non tanto conoscendo la struttura mentale dei neo-liberisti, che nessuno della Redazione Suprema (famigerata per la consuetudine di applicare le sanzioni regolamentari alla rovescia) abbia segnalato l’erroneità delle affermazioni, essendosi svolta qui in passato un’ampia, documentata e accesa discussione (cfr.


 Alessandro Riolo 21/5/2016 - 22:21

2. Vale la pena forse di segnalare al commentatore Alessandro Riolo, che ha scritto: “l'INPS ha un buco pauroso, facciamo di 100 miliardi di Euro all'anno”, che si sbaglia di grosso:

Ringraziando Marco Esposito:

Il differenziale di cassa previsto per il 2013 è pari a 110.478 mln (105.649 mln nella terza nota di variazione al bilancio di previsione 2012) ed è rappresentato dalla differenza tra le riscossioni, al netto dei trasferimenti dallo Stato e delle anticipazioni di Tesoreria, per 275.038 mln ed i pagamenti per 385.516 mln. Il suddetto differenziale, insieme ad incremento delle disponibilità liquide per 224 milioni, risulta coperto da:

- 92.428 mln relativi a trasferimenti dello Stato per il finanziamento delle prestazioni assistenziali ex art. 37 legge 88/89(74.928 mln) e per le prestazioni e spese degli invalidi civili (17.500 mln);

- 18.274 mln relativi alle anticipazioni dello Stato per le gestioni previdenziali; (prestiti, NdA).

Ad ogni modo, il discorso fatto in questa discussione verteva sulle poste come classificate dai CPT, che mostrano chiaramente un forte disavanzo tra entrate e spese previdenziali, ben maggiore di 18 miliardi di Euro.


 Francesco Forti 22/5/2016 - 08:28

Ad ogni modo, il discorso fatto in questa discussione verteva sulle poste come classificate dai CPT, che mostrano chiaramente un forte disavanzo tra entrate e spese previdenziali, ben maggiore di 18 miliardi di Euro.

A monte l'errore principale è iniziare a parlare di tasse (da "trattenere") e finire a parlare di previdenza, da gestire (localmente?). La discussione poteva essere interessante se si focalizzava sul federalismo fiscale vs il concetto di "trattenere". Che sono due cose ben diverse, come già premesso fin dall'inizio dall'autore. Purtroppo si finisce per commentare le richieste populiste di qualche governatore dandogli pure la sponda di un improbabile "gestione" locale della spesa previdenziale.


 Vincesko 23/5/2016 - 09:03

@Alessandro Riolo

Chiedo scusa ma io mi limito all’oggetto del mio commento precedente, essendo per nulla interessato al resto della vostra discussione sull’articolo che ci “ospita”, e non solo perché francamente mi sembra un po’ lunare discutere di una proposta del governatore leghista Zaia del Veneto, Regione a statuto ordinario che è la quinta per popolazione e la terza per Pil, di essere trattato come il Trentino Alto Adige, Regione autonoma di 1 mln di abitanti e 13° per Pil. Catalano potrebbe dare, se fosse ancora vivo, la risposta più appropriata.

1. Con tutto il rispetto, a) non mi pare che Marco Esposito sia una fonte del tutto attendibile e soprattutto imparziale. Poi non si accorge che:

differenziale
"d. Nel linguaggio economico e sindacale, il termine è talora usato impropriam. con il sign. di differenza, divario: ridurre i d.salariali o retributiv (per es., tra gruppi analoghi di dipendenti in diversi settori produttivi); eliminare il d. inflazionistico rispetto ad altri paesi". 
http://www.treccani.it/vocabolario/differenziale/;

b) ho controllato la data del suo articolo da cui è tratta la citazione: è di un anno antecedente alla discussione “ampia, documentata e accesa” che ho allegato.

c) Il link al Bilancio INPS 2013 ch’egli ha preso a base della sua analisi non è più attivo, perché hanno modificato la metodologia di classificazione delle pensioni INPDAP. Le riforme pensionistiche per loro natura producono i loro effetti nel lungo periodo, così è anche sia per la molto severa riforma SACCONI (DL 78/2010, art. 12, con decorrenza 1.1.2011), sia per quella Fornero (DL 201/2011, art. 24, a valere da 1.1.2012), il 2013 è solo, rispettivamente, il terzo e secondo anno di loro applicazione. Ricavo dal Rapporto annuale INPS- 2013-Sommario (http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=;0;00;6793;6800;49...): “Il flusso finanziario complessivo annuo nel 2013 è risultato pari a 803,5 miliardi di euro (somma tra entrate pari a 396,8 miliardi e uscite pari a 406,7 miliardi), valore che supera la metà del PIL italiano. La gestione finanziaria di competenza evidenzia un saldo negativo di 9,9 miliardi di euro, da ascrivere in larga parte alla gestione dei lavoratori pubblici ex Inpdap. La situazione patrimoniale alla fine dell’esercizio 2013 rileva (dato di preconsuntivo) un patrimonio netto di 7,5 miliardi di euro. Tale valore migliora nettamente se si tiene conto della legge di stabilità 2014, la quale prevede che le anticipazioni di bilancio negli esercizi pregressi al 2012, per il pagamento delle prestazioni ai dipendenti dell’amministrazione pubblica, si intendano effettuate a titolo definitivo. L’effetto di questa disposizione normativa comporta un miglioramento del patrimonio netto dell’Istituto pari a 21,7 miliardi di euro, portando il patrimonio netto all’1.1.2014 a 29,2 miliardi di euro complessivi. Il deficit patrimoniale e lo squilibrio strutturale dell’ex Inpdap non mettono, quindi, a rischio la sostenibilità del sistema pensionistico. Si aggiunga, inoltre, che nei prossimi anni le riforme degli anni scorsi, e soprattutto la riforma RAPPORTO ANNUALE 2013 (SOMMARIO) 5 varata con la Legge n. 214/2011, andranno a regime con conseguenti risparmi significativi e crescenti nel tempo. Il disavanzo dell’Istituto è quindi temporaneo e destinato ad essere riassorbito, mettendo definitivamente in sicurezza i conti della previdenza italiana”.

2. La tua risposta è insoddisfacente, per 2 motivi: a) perché non si dovrebbero dare giudizi roboanti sulla base di una conoscenza insufficiente, “de relato” dei dati, elaborati da una singola fonte; e b) anche perché, soprattutto, rivedendo la discussione linkata, che è dell’anno successivo, ho riscontrato che vi hai partecipato.

3. Al netto di questo, restano in ogni caso le domande fondamentali che, in parte, ho rivolto all’autore dell’articolo: gli importi, da chiunque elaborati, su cui basate i vostri giudizi a) distinguono tra Previdenza e Assistenza? E b) Sono al lordo o al netto delle imposte? Perché, nel primo caso, la voce Assistenza è gestita dall’INPS ma è a carico della fiscalità generale. Nel secondo caso, c’è una differenza sostanziale tra l’esborso “lordo” effettuato da un’azienda, che ovviamente va assunto come costo integralmente, e l’esborso “lordo” dell’INPS, la cui componente fiscale è una mera partita di giro, poiché l’INPS, che è parte integrante dello Stato, eroga gli assegni pensionistici “al netto” e gira la differenza allo Stato, alle Regioni e ai Comuni, pur contabilizzando il “lordo”. L’INPS espone, ad esempio, nel suo Osservatorio sulle pensioni 2014 l’importo “in pagamento”, che presumo sia il netto o non so che, che è molto distante dal totale della spesa pensionistica che va nel calcolo del rapporto col Pil e che è di quasi 280 mld, cfr. anche il mio ultimo commento in calce al 1° dei due articoli linkati nel mio commento precedente:

[L’importo complessivo annuo risulta pari a 192,6 miliardi di euro, di cui 173 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali. Il 66% dell’importo è erogato dalle gestioni lavoratori dipendenti, il 23,8% da quelle dei lavoratori autonomi, il 10,1% da quelle assistenziali.]

Peraltro, ho letto recentemente (ma ora non ricordo dove) che anche la Ragioneria dello Stato redige le sue analisi considerando il costo della spesa pensionistica al netto delle imposte.

In definitiva, quindi, e l’INPS e la spesa pensionistica in senso stretto stanno molto meglio di quanto voi disinformati e/o in malafede e/o catastrofisti vi dilettate a raccontare, anche dopo che conoscete le prove documentali contrarie. O è tigna o sono problemi con il principio di realtà.


 Guido Cacciari 23/5/2016 - 12:12

Però, mi sembra documentatissimo. Sarà la specializzazione nel controllo di gestione. E la disponibilità di tempo ...
Riuscirebbe a trovarlo anche per chiarire il mio quesito, posto un poco più sopra?


 Alessandro Riolo 23/5/2016 - 23:40

2. La tua risposta è insoddisfacente, per 2 motivi: a) perché non si dovrebbero dare giudizi roboanti sulla base di una conoscenza insufficiente, “de relato” dei dati, elaborati da una singola fonte; e b) anche perché, soprattutto, rivedendo la discussione linkata, che è dell’anno successivo, ho riscontrato che vi hai partecipato.

Leggo da molti anni a questa parte tutti i rapporti annuali, dove risulta chiaramente che negli ultimi anni il buco dell'INPS ha raggiunto poco meno di 100 miliardi di Euro annui, rattoppato con trasferimenti statali. Il brano citato da Marco Esposito, suggerisce che si tratti per la gran parte di spesa assistenziale, ma c'è anche una consistente quota previdenziale.

Leggo anche i rendiconti generali e la relazione della corte dei conti, ma generalmente mi concentro sul FSTA.

Al netto di questo, restano in ogni caso le domande fondamentali che, in parte, ho rivolto all’autore dell’articolo: gli importi, da chiunque elaborati, su cui basate i vostri giudizi a) distinguono tra Previdenza e Assistenza?

Nei CPT si distingue tra previdenza ed assistenza, o meglio tra spese teoricamente pagate da contributi oppure dalla fiscalità generale. Vedi ad esempio la risposta data a Guido Cacciari in questa conversazione il 19/5/2016 alle 16:23.

Ad ogni modo, nel contesto delle risposte ai temi dell'articolo, e tenendo ben presente l'obiezione di Francesco Forti, e cioè che bisogna tenere a mente che "gestire localmente entrate e spese significa avere il controllo delle legislazione in merito alle entrate ed alle spese di competenza", obiezione la cui logica conseguenza è  a mio parere che il federalismo all'italiana in tutte le sue salse sia e sia sempre stato generalmente una presa in giro, quello che personalmente mi interessava far notare all'autore, e mi par di capire che potrei esserci riuscito, è che se prendiamo per buoni i CPT, quale che sia la causa del buco previdenziale, questo è osservabile nei conti pubblici, ed ha come effetto da un lato di amplificare la misura del residuo fiscale di alcune regioni, cioé quanto complessivamente i contribuenti di questi regioni sono chiamati a contribuire al riequilibrio dei conti dello stato, ma dall'altro lato, magari controintuitivamente, attenua sensibilmente il residuo fiscale negativo di quasi tutti le regioni meno sviluppate del paese. Regioni tra le meno economicamente sviluppate del paese come la Puglia o la Campania secondo i CPT non solo si pagano tutte le proprie spese pubbliche da sole, comprese le quote a loro allocate delle spese di difesa o di rappresentanza all'estero, ma contribuiscono anche a coprire parte del disavanzo contributivo. E addirittura la stessa Sicilia è a poca distanza dal riuscire a fare altrettanto. La necessaria conseguenza, sempre se i CPT sono affidabili, è che in Italia da alcuni anni non esiste una vera perequazione non previdenziale. Se i Campani, i Pugliesi od i Siciliani necessitano di una infrastruttura, o un qualsiasi investimento in conto capitale, se lo pagano da soli, né più né meno di Veneti, Toscani o Lombardi.

Derivando per un attimo nuovamente sui conti INPS, sai se le previsioni sono fatte usando lo scenario centrale di previsione per la popolazione dell'ISTAT? Se così fosse, come si tiene conto che quello scenario prevede un saldo migratorio netto di 16 milioni e mezzo di immigrati dal 2014 al 2040? E se non arrivassero?


 Vincesko 24/5/2016 - 22:40

@Alessandro Riolo 

1. Vedo che tieni in non cale le mie obiezioni, fondate sui documenti ufficiali, e continui a basarti fideisticamente (è un vizio di voi neo-liberisti) su ciò che scrisse 2 anni fa Marco Esposito, ma comunque ci sei arrivato anche tu che la cifra di 100 mld, ammesso e non concesso che sia esatta, è fatta in gran parte di Assistenza.

2. Per il resto, la risposta alla tua reiterata preoccupazione sul supposto buco dell’INPS è nella tua omissione (intenzionale?) della mia seconda domanda: “b) gli importi sono al lordo o al netto delle imposte?” Se fai, allora, un altro piccolo sforzo, vincendo la tua “resistenza”, puoi arrivare a capire anche tu che, applicando una rettifica in meno dei costi pari all’ammontare complessivo della componente fiscale (45 mld), che è una partita di giro per l’INPS e i conti pubblici, si ottiene un saldo positivo di una ventina di mld, che è l’avanzo dell’INPS di 20 mld che ho indicato più sopra.

3. Il 70-80% (!) residuo della tua replica non è pertinente con la mia risposta, potevi farne a meno, ma evidentemente – intenzionalmente o inconsciamente – hai sentito il bisogno di fare fumo e rifugiarti in territorio “amico”.

PS: Le previsioni a lungo termine sono esercitazioni accademiche e altamente aleatorie, segui il suggerimento implicito del neo-classico Michele Boldrin: evita di farne o di chiederne.


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Goofynomics


http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif

Ciao Prof. Io provo a parlare con mi è vicino, il mio titolare ed amico, se.pre votato a sinistra il mio amico consulente, altro a sinistra il suo collega di ufficio con agenzia immobiliare che ha votato tutti ed adesso vota 5S...ma la risposta è sempre quella..se so magnati tutto e il buco dell'INPS ..io ci provo ma la vedo dura!..


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@Giuseppe Grandi
Citazione: “il buco dell'INPS”.
Ti segnalo che, ad un’analisi non superficiale, l’INPS, in quanto Istituto per la previdenza sociale, non ha nessun buco, ma un avanzo.


Note


[1] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli


[2] XV Rapporto annuale


07 LUG 2016

INPS Istituto Nazionale della Previdenza Sociale - Presentazione del XV Rapporto annuale

MANIFESTAZIONE UFFICIALE | Roma - 11:04. Durata: 1 ora 14 min


[3] IL CASO NOGARIN È IL PROBLEMA DI BOERI: MANCANO REGOLE PER UN DEFAULT PUBBLICO

12 maggio 2016

http://www.glistatigenerali.com/nlclick/6145/1979 


[4] Autonomia del Veneto entro il 2018

16 maggio 2016  lodovico pizzati


[5] Dialogo nel blog Goofynomics su Monti-Fornero e le pensioni. Censura finale ad opera di Bagnai


[6] Maurizio Sgroi  -  04/07/2016

Tesoretto da 30 miliardi per l’Italia grazie al QE

Citazione: " Insomma: pensioni e sanità si confermano essere il buco nero del bilancio dello stato e soprattutto inarrestabili nella loro crescita di costi".

Non so per la sanità, ma per le pensioni l'allarme, per il medio-lungo periodo, è del tutto ingiustificato. Il sistema pensionistico italiano, dopo le 8 riforme dal 1992, è tra i più severi e sostenibili nel lungo periodo. […]


10.05.16



Post collegati:


Il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua


Analisi quali-quantitativa/24 - Spesa pensionistica



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Dialogo nel blog neo-liberista NoisefromAmerika su Keynes e dintorni

 

Sono iscritto al noto blog NoisefromAmerika da un paio d’anni, ma non lo leggevo più da parecchio, poiché aborro le sette fanatiche: non solo quel blog, neo-liberista, ma anche quello di Alberto Bagnai, neo-keynesiano, per cui anche se vi sono dei post interessanti cerco di tenermene il più possibile alla larga.

Vigendo in esso una sorta di criterio meritocratico dei commenti, dopo un po’ che non ricevevo la relativa newsletter pensavo di essere stato cancellato dall'elenco dei destinatari. Ma giorni fa ho ricevuto l’avviso della pubblicazione di un nuovo post, questo:

L’illusione keynesiana - 26 marzo 2015 • david k. levine
Un breve saggio che illustra perché la teoria economica di J.M. Keynes assomigli all'illusorio mulino a moto perpetuo di M.C. Escher
http://noisefromamerika.org/articolo/illusione-keynesiana

Ho letto sia l’articolo che i commenti e, dopo aver letto la risposta del titolare del blog Michele Boldrin a quello di Rainbow, non ho resistito alla tentazione di tornare a commentare per “bastonare” volentieri Michele Boldrin.

Riporto una parte della discussione relativa ai primi due e a quelli che mi coinvolgono. Preavverto che non essendo in grado di farlo direttamente sul lato tecnico-economico l’ho fatto attaccandolo sui suoi a me evidenti punti deboli psicologici, che caratterizzano a mio avviso tutti i neo-liberisti. Non mi ha risposto direttamente, ma ha cominciato a blaterare di troll grillini e di interventi della redazione. Per dare un aiuto a chi legge, rilevo che tra le poche cose che ho letto scritte da Bagnai rammento quella sull’esame del curriculum di Boldrin, dal quale risultava che questi – che si atteggia a economista tuttologo - non è affatto un esperto di economia monetaria, ma di Intellectual Property Rights (diritti di proprietà intellettuale), Market Structure and Pricing: Monopoly, Educational Finance e simili (cfr. http://goofynomics.blogspot.com/2013/02/la-prevalenza-del-declino.html).

 

Se il keynesismo e' una religione, figuratevi il liberismo!

 • Rainbow26/3/2015- 23:09

Poi ci dicono che viviamo nell'epoca della fine delle ideologie,e dei dogmi in ambito politico,economico,etc! Questo articolo,e questa analisi, comprovano il contrario,almeno nell'ambito economico!Parafrasando il grande Toto',risponderei a questo dogmatico antikeynesiano:"Ma mi faccia il piacere,se ne vada!".Nel senso che,dogmaticamente,appunto,si sostiene che keynes ed il keynesismo,sono inconsistenti sul piano economico-scientifico,ed il liberismo sia'l'unico modo di leggere, interpretare,spiegare,sviscerare,il fenomeno economico! Sul piano scientifico ci sono almeno 50 anni di letteratura che contraddicono tutti questi assunti,e vari Nobel,tra cui Krugmann,Stiglitz,che continuano a produrre copiosa letteratura in senso contrario a quello qui esposto! Derubricare Paul Krugmann a un santone,e'assurdo!L'ultimo arrivato e'l'Economista francese Thomas Piketty ( non e'ascrivibile in senso keynesiano,ma sicuramente non e'neanche liberista!) che,nel suo volume di quasi 1000 pagine "il Capitale nel XXI secolo", frutto di un lavoro di analisi e ricerca durato 15 anni,pone questioni cruciali sulla diseguaglianza dei redditi e dei patrimoni indotta dalla deregulation Economica,Finanziaria,Fiscale,che dovrebbero interrogare qualunque libero pensatore non dogmaticamente orientato! 

Al netto di dotte disquisizioni dottrinali  ed economiche,da libero pensatore,e da curioso di cose economiche,osservo i seguenti fatti. Le crisi più grandi che l'economia abbia mai avuto,denominate in Letteratura "grandi depressioni", quella del 1929/45, e quella attuale,sono intervenute in ambiente prevalentemente liberista! Quella attuale,iniziata nel 2007/2008, e'intervenuta in un contesto di totale deregulation dei mercati,sopratutto finanziari,conseguente alla deregulation iindotta dalla rivoluzione liberal-liberista"del mitico duo Tatcher,Reagan,e proseguita,dopo il crollo dell'Ursss,dai governanti dei principali paesi occidentali,persino quelli di matrice labourista: Clinton,Blair,john major,Mitterand,bush junior/senior,etc! Mi pare sia pacifico in dottrina che gli USA siano usciti dalla crisi grazie a politiche sostanzialmente neo-keynesiane,o comunque di stampo interventista,altro che liberismo! Obama,e lo Stato Americano sono intervenuti direttamente iniettando liquidita'nel sistema economico ( Crhrysler,Bank of America,FreddyMae,FreddyMac,etc), il deficit nei primi anni della crisi e'arrivato al 10% del Pil,facendo aumentare il debito considerevolmente! Le Federal Reserve e'stata interventista come non mai espandendo il bilancio fino a 5000$, ed ha impedito il fallimento ed il crollo del sistema finanziario Americano,lehmann brothers a parte! Il bello e'che queste politiche sono state sostenute anche dal governatore della Fed Americano di estrazione Repubblicana,tendenzialmente liberista,non certo Keynesiano! Se gli USA,E i governatori della Fed,avessero dato ascolto al Tea-party,e ai fondamentalisti del liberismo,la disoccupazione sarebbe ancora al 11%, e la crisi mondiale sarebbe stata ancora più grave negli Usa e nel mondo! Questo perche'gli Americani non sono dogmatici come gli europei,e non stanno a questionare se occorrono politiche interventiste,o liberiste,neo-keynesiane,liberiste,monetariste, x uscire da una grave crisi:non importa il colore dei gatti,l'importante e'che acchiappino i topi! Gli Americani sono pragmatici,non dogmatici,sanno che le politiche da mettere in campo variano a seconda del contesto,quindi adottano quelle più opportune scaturite da 70 anni di letteratura economica! Prendiamo esempio da loro! Se l'Europa,i singoli Stati,le sue istituzioni, fossero più pragmatici come gliUsa,saremmo usciti dalla crisi da un bel pezzo!

 

Un altro deficiente

 • michele boldrin 26/3/2015- 23:58

Nel senso che hai un deficit, sostanziale.

Di capacita' di lettura (da nessuna parte nel testo la parola liberismo viene menzionata e/o si sostiene una qualche visione"liberista", whatever that means, dell'economia) e comprensione (non hai proprio capito cosa DKL dica e sostenga, davvero).

Di conoscenza dei fatti (il tuo "sommario"della crisi fa ridere i polli)

Di conoscenza della "dottrina" (no, non e'pacifico un beato cazzo in dottrina, credimi)

eccetera.

Deficit gravi, credimi. Molto gravi. 

 

***

 

Condivido

 • michele boldrin 27/3/2015- 18:39

Oramai siamo ai malati mentali.

JMK, tra l'altro, non era per nulla omo. Era, beato lui, capace d'estrarre piacere dal full set of available humans, XX or XY.

O ben siamo diventati popolari o l'imbecillita' in Italia sta crescendo a dismisura. 

 

La seconda,

 • lucianopontiroli (già luponti) 27/3/2015 - 19:08

purtroppo, Michele.

 

Tertium datur

 • Silvio 27/3/2015- 23:05

Prenda anche in considerazione l'ipotesi di essere particolarmente popolare fra gli imbecilli, caro professore.

 

Ha ragione

 • michele boldrin 28/3/2015- 00:31

E mi rendo conto che, grazie all'ausilio dell'introspezione, lei sia potuto arrivare a tale inferenza prima di me. 

La ringrazio quindi per la cortese osservazione e le assicuro che faro' il possibile perche' in redazione si prendano gli adeguati provvedimenti ... 

 

Introspezione

 • Vincesko 28/3/2015- 18:50

@Michele Boldrin, Lei ha messo il dito sulla piaga. 1) Perché Lei e i Suoi adepti state dalla parte dei ricchi? Qualcuno più sopra scriveva di "sindrome di Stoccolma", evidente esempio di proiezione, meccanismo difensivo attivato da sensi di colpa inconsci. 2) Le reazioni esagerate sono sempre indizio di coda di paglia: non si scopra troppo. 3) Non sono all'altezza, ma per commentare la qualità dell'articolo (che ad occhio anche a me sembra una boiata pazzesca, talmente esagerata da giustificare ampiamente l'ipotesi  - come alcuni riferimenti dell'autore segnalano - che sia motivata dal complesso edipico) a me basta constatare che l'unico periodo in cui c'è stata una redistribuzione di reddito e di ricchezza dai ricchi agli altri e l'introduzione del welfare state (anche per altre ragioni, come la presenza dello spauracchio del comunismo sovietico) è stato grosso modo nel cinquantennio dagli anni '30 del '900 alla fine degli anni '80, per impulso di borghesi come il massone Keynes o i coniugi massoni progressisti Roosevelt, massoni laburisti come Attlee e Beveridge o massoni conservatori illuminati (poi virerà a destra) come Churchill o massoni liberal come Marshall o paramassoni di destra moderata come Eisenhower (che porta l'aliquota marginale dell'imposta sul reddito al 92%). Poi, a sentire il massone Gioele Magaldi (io sono miscredente, in tutti i sensi) l'hanno avuta vinta i massoni reazionari (tutti) neo-liberisti; e il plurimiliardario Warren Buffett lamenta che egli, in proporzione, paga meno della sua segretaria. Ma i ricchi sono 4 gatti: come farebbero a spadroneggiare e a decidere per tutti se non avessero al loro servizio - retribuito e non – una nutrita schiera di agit-prop e – fattore che incuriosì persino Einstein, che chiese lumi a Freud - il sostegno e l’ammuina di milioni, ormai miliardi, di “poveri”?

 

Il modello

 • giulio zanella 29/3/2015- 00:15

Mi scuso per la pignoleria ma la chiusura del modello richiede che anche Einstein e Freud fossero, rispettivamente, fotomassone e psicomassone (se no, conosceremmo la risposta).

 

Grande Giulio

 • michele boldrin 29/3/2015- 06:26

ma temo che Vincesko non l'abbia capita.

Dev'essere la costosa "acqua pubblica" che bevono ogni giorno.  

 

Diversione

 • Vincesko 30/3/2015- 13:50

@michele boldrin: Mi spiace deluderLa, Lei è troppo scarso e vulnerabile per me. Ho invece capito che, causa coda di paglia (non lo conosco affatto, ma debbo presumere che @giulio zanella si sia riconosciuto nel ruolo di agit-prop), serve a deviare il discorso... PS: Non sono molto pratico, l'anteprima non funziona?

 

Massoni

 • Vincesko 30/3/2015- 14:08

@giulio zanella: Ha ragione, mi scuso, infatti (ho controllato ora) anche Einstein e Freud erano massoni (ho una cattiva memoria, sono talmente tanti che non li rammento tutti, ogni volta - quando mi serve - vado a controllare). Per il resto, legga più sopra: la Sua pignoleria è solo uno schermo.

 

Demagogia e delirio

 • PaoloPiergentili 28/3/2015 - 21:36

La prima prte del suo commento, Silvio, è pura demagogia. La chiusa è delirio. Ma si può?

 

Grazie

 • Silvio 28/3/2015- 23:59

La ringrazio, perché è stato il primo ad esprimere una riflessione su quanto ho scritto senza insultare. Sono perfettamente d’accordo con lei sul fatto che l’ultima parte del mio intervento sia delirante, perché così ho voluto che fosse: in fondo gli insulti li cercavo, e l’ho dichiarato.Cionondimeno, se prova a googlare  le parole “Keynes” ed “omosessuale”  qualcosa di interessante salta fuori . Bollare il resto come demagogia mi sembra invece profondamente riduttivo. Risponda a questa domanda: è vero o non è vero che in Europa stiamo vivendo una fase storica in cui i diritti dei lavoratori sono sotto attacco? A lei tutto ciò può piacere, a me no. Sono lieto di vivere in un mondo in cui io e lei siamo liberi di avere opinioni discordanti, ma bollare per demagogia la critica ad una riforma del mercato del lavoro realizzata dal capo del personale della Volkswagen mi sembra un po’ sbrigativo. Potremmo anche far elaborare  il nuovo diritto di famiglia al Cardinal Bagnasco, chiedere lumi su cosa sia il comune senso del pudore a Cicciolina e far scrivere il contratto dei metalmeccanici a Marchionne. Mi sta bene tutto, ma se qualcuno poi alza la manina e dice che si poteva fare qualcosa di meno squilibrato,  per cortesia, non dategli del demagogo.

Non ho mai nutrito alcuna particolare simpatia per Keynes, ma avverto in questi attacchi al suo pensiero (questi sì, stupidamente demagogici) il corollario ideologico all’attuale fase di controffensiva del capitale. Per carità, nulla di nuovo: gli stessi diritti dei lavoratori che oggi sono sotto attacco sono stati conquistati in un periodo storico altrettanto sbilanciato culturalmente.

Si goda quindi questi professorini che le dicono che i loro modelli sono potentissimi, ma, visto che c’è dentro tanta matematica, si deve  fidare e non rompere troppo i coglioni. Tante formule, logaritmi,derivate, integrali e chissà cos’altro: una gigantesca cortina fumogena per nascondere il fatto che di ciò che accade loro intorno non sono in grado di spiegare una beneamata sega.

Il povero Keynes, che per inciso la matematica la conosceva molto meglio di loro, invece non aveva capito niente e le moderate istanze di equità sociale che scaturiscono dal suo pensiero vanno buttate nel cesso.

 

temo che lei non abbia capito

 • giovanni federico 29/3/2015- 00:25

le perdite di diritti dei lavoratori (occidentali)  non dipendono dallo scontro politico in Occidente e quindi non sono reversibili con decisioni politiche o politiche espansive ma dai cambiamenti dell'economia mondiale. La fine dell'isolamento economico della Cina ha cambiato il rapporto capitale/lavoro nel mondo per  un periodo probabilmente molto lungo (per sempre non esiste nella storia) Se vuole, sta realizzando l'utopia terzo-mondista degli anni Sessanta - la distribuzione mondiale del reddito sta diventando più eguale, anche se la diseguaglianza aumenta in quasi tutti i paesi, perchè i divari di reddito medio fra paesi si stanno riducendo.

  Gli economisti (in media) possono benissimo spiegare quello che è successo e quello che sta succedendo, anche se non sanno prevedere esattamente quello che succederà. E, almeno a grandi linee, sanno anche cosa bisognerebbe fare, Solo che la gggente non vuole sentirlo e preferisce  ignoranti che li illudono spacciando  rimedi miracolosi (più spesa pubblica per investimenti, usciamo dall'euro, mandiamo in galera i politici corrotti).

 

Dimenticanza

 • Vincesko 30/3/2015- 15:11

Nessuna dimenticanza, direbbe Freud, è casuale. Ha dimenticato di aggiungere che, nonostante la globalizzazione e la crisi economica e la redistribuzione planetaria, negli ultimi 20 anni l'1% più ricco è sempre più ricco, anche - e soprattutto - perché condiziona i decisori politici e la produzione normativa; gli altri (occidentali) sempre più poveri. Ha mai sentito parlare di redistribuzione all'interno? Di grazia, almeno dei pesi del risanamento del bilancio pubblico, addossato finora molto iniquamente in grandissima parte sulle spalle dei non ricchi e dei poveri?

 

appunto

 • dragonfly 30/3/2015- 15:38

lei  si è dimenticato di leggere (cosa ne pensa freud,anche  alla luce della fede massonica? :-) )

 rimedio io, citando  giovanni federico:

la distribuzione mondiale del reddito sta diventando più eguale, anche se la diseguaglianza aumenta in quasi tutti i paesi, perchè i divari di reddito medio fra paesi si stanno riducendo. 

 

***

 

Ricchezza e Pil

 • Vincesko 28/3/2015- 17:19

@Rainbow: Segnalo, per la precisione: 1. Alla fine del 2013, la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a 8.728 miliardi, di cui la ricchezza abitativa era pari a 4.900 miliardi e quella finanziaria alla parte restante. https://www.bancaditalia.it/media/notizia/la-ricchezza-delle-famiglie-italiane-nel-2013-supplemento-al-bollettino-statistico-n-69-2014. 2. A fine 2013, il Pil è stato pari a 1.560 mld. 3. La ricchezza netta era dunque pari a 5,6 volte il Pil.

 

***

 

Mi premeva

 • Andrea Grenti 31/3/2015 - 21:00

Mi premeva una spiegazione esauriente, perché se intendi che il capitale depositato significa non usato allora non mi torna la questione.

 

E dove stascritto che il

 • Guido Iodice 31/3/2015 - 22:04

E dove sta scritto che il capitale depositato viene *necessariamente* prestato? Sono anni che le banche centrali si lamentano che nonostante le banche commerciali siano piene di liquidità essa non viene prestata e rimane sotto forma di riserve in eccesso presso le stesse banche centrali. Ad esempio: http://research.stlouisfed.org/fred2/series/EXCRESNS

Peraltro è discutibile anche l'idea che i depositi vengano prestati.

 

Impara la contabilita' nazionale

 • michele boldrin 31/3/2015 - 23:37

Davvero Iodice, sei penoso. Ma hai una laurea? Dove cazzo l'hai presa, in Italia?

Hai presente cosa siano i RISPARMI delle famiglie e cosa le RISERVE (in eccesso o meno) delle banche commerciali in banca centrale?

Ma come fai ad essere COSI' TANTO IGNORANTE? Come cazzo fai! 

 

keynesblog

 • axel bisignano 1/4/2015 - 16:40

la risposta la trovi nel link che ha messo per descrivere la sua persona :-).

anyway.

Attendiamo fiduciosi che i fedeli keynesiani ci spieghino perchè le politiche in questione hanno fallito come nell'esempio di Nixon e del Giappone.

Scommentto 1000 delle vecchie lirette che non arriverà nessuna spiegazione (nemmeno dal blog in questione) 

 

Nessuno è perfetto

 • Vincesko 1/4/2015 - 18:36

Io non sono all’altezza, lo spiega Gustavo Piga. Che dà la spiegazione più sensata: nessuno è perfetto. Ancor meno, aggiungo io, visti il disastro attuale e l’arricchimento dei ricchi appetto all’impoverimento di tutti gli altri, il neo-liberismo: ci vuole una bella dose di masochismo a sostenere un’ideologia siffatta.

“L’azzardo greco e il pendolo della storia”

http://www.gustavopiga.it/2015/lazzardo-greco-e-il-pendolo-della-storia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=lazzardo-greco-e-il-pendolo-della-storia

 

Lascia perdere: tanto per

 • Guido Iodice 1/4/2015- 19:52

Lascia perdere: tanto per loro pure Piga è uno che non capisce un cavolo, no? 

 

Domande dell'articolo

 • Vincenzo Pinto 2/4/2015- 10:24

Grazie per l'articolo, che inizia con una serie di domande

"Perché esiste il Fiscal Compact? Perché esiste questa macchina infernale senza pause, che obbliga lo Stato a dimagrire, senza se e senza ma, con pochissima attenzione da parte del decisore Europa a se questa consunzione sia all’interno di un processo di sana spending review o invece di recessivi tagli lineari, di cessione per mere esigenze di cassa di controllo pubblico o di intelligenti e mirate liberalizzazioni?"

Con risposte che tirano in ballo i dogmi del pensiero economico mainstream (ovvero il fiscal compact e' figlio di una ideologia dominante dagli anni '80).  A me la tesi pare deboluccia: prima di tutto l'UE e' lo stesso spazio in cui il debito pubblico dall'inizio della crisi e'aumentato - includendo anche i paesi considerati "virtuosi" come la Germania e la Francia. Non si capisce quindi perche' l'ideologia funzionerebbe solo per alcuni paesi. Mi sembra piu' sensata la spiegazione per cui alcune delle economie piu' colpite dalla crisi erano drogate da una bolla immobiliare (Spagna, Irlanda) o avevano situazioni di finanza pubblica (Italia, Grecia) squilibrate che hanno richiesto un interventi in alcuni casi piuttosto estremi. La domanda che pero' mi stupisce di piu' e' la seconda parte, quella sulla sovranita': a me pare che le istituzioni internazionali possano al massimo dare raccomandazioni. Anche quando sembrano avere il coltello dalla parte del manico (vedi Grecia) le implicazioni sistemiche di un paese le obbligano ad accettare dichiarazioni di principio su riforme future piuttosto che una roadmap dettagliata a cui siano condizionati i finanziamenti da ricevere. E non mi pare che in Europa ci siano molti fan di una ulteriore cessione di poteri a Bruxelles! Quindi di che si lamenta Piga? Che l'Europa non fa quello che in base ai trattati non puo' fare?

Ultimo punto sullo strawman dell'ideologia"neoliberista": si parla di Reagan e Thatcher, e accettiamo l'ipotesi che abbiano entrambi implementato una agenda "meno Stato piu' mercato" senza se e senza ma (per dire, facciamo finta che Reagan non abbia difeso le produzioni americane con dazi). Non mi pare questo implichi che lo stesso sia successo negli altri paesi europei: non mi ricordo una Thatcher in Italia, o in Spagna, o in Francia. Quindi non ho capito questo pendolo ideologico come si sta muovendo. A me pare che i cittadini di alcuni paesi hanno un pendolo che li minaccia, nel senso che rischiano di trovarselo nel posteriore.

 

Ingenuità

 • Vincesko 3/4/2015- 21:58

@Vincenzo Pinto: Mi limito a tre punti:

Citazione n. 1: “A me la tesi pare deboluccia”. Ma no… Comunque mi permetto di precisare che per spiegazione sensata mi riferivo alla risposta congrua alla crisi, che non sempre è Keynes o il neo-liberismo (perciò ho intitolato il mio commento “nessuno è perfetto”). Dipende.

Citazione n. 2: “i paesi considerati "virtuosi" come la Germania e la Francia”. Quali virtuosi? Hanno pecche serie entrambi. Il loro debito pubblico è aumentato relativamente di più, anche per salvare le banche (quello che non sono riusciti a scaricare su tutti gli altri). In Germania, per perseguire il pareggio di bilancio e sostenere la politica mercantilista si sacrifica l’equità e il benessere non soltanto degli altri Europei ma anche quello dei Tedeschi. In Francia, il deficit sarà superiore al 4% per il 3° anno consecutivo; le pensioni sono ancora da riformare; la spesa pubblica è alta.

Citazione n. 3: “le istituzioni internazionali possano al massimo dare raccomandazioni”. Che ingenuo: questo vale per la Germania (ad es. sul surplus commerciale eccessivo, già di per sé sovradimensionato e fatto a misura della Germania dalla prona Commissione Europea, gestione Barroso) e la Francia (ad esempio su deficit e pensioni), non certamente per gli altri, in particolare l’Italia (e la Grecia). In Italia, in forza di queste asserite “raccomandazioni”, sono state varate nella scorsa legislatura (in grandissima parte dopo la crisi greca del 2010) manovre correttive per 330 (trecentotrenta) mld cumulati (cfr. Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti ), le cui misure permanenti dispiegano tuttora i loro effetti, e ben 3 (tre) riforme delle pensioni (Sacconi 2010 e 2011 e Fornero 2011), che hanno reso il sistema pensionistico italiano il benchmark in UE28 per severità e sostenibilità nel lungo periodo (cfr. Sacconi vs Fornero, qual è stato il ministro che ha riformato di più le pensioni .Nel trattato (e nei regolamenti) UE è tutto previsto (anche gli obblighi statutari della BCE, in gran parte disattesi), ma la sua applicazione è politica. E decisa a Berlino (e Parigi, per salvare la faccia).

 

Certo che l'ho presente.  Ma

 • Guido Iodice 1/4/2015- 19:11

@Michele Boldrin (31/323:37): Certo che l'ho presente.  Ma che c'entra? Ho riportato un esempio di preferenza per la liquidità, il questo caso delle banche. Poi se a lei non convince il concetto di preferenza per la liquidità posso capirlo. Del resto il suo collega Levine lo ha capito al contrario...

 

Tu sei proprio thick ragazzo

 • michele boldrin 1/4/2015- 20:57

Non so perche' perdo tempo a cercare, a volte, di farti capire che non ci arrivi e non hai capito un cazzo. 

Non hai riportato nessun esempio di nulla, hai solo detto una cazzata confondendo risparmio con liquidita' bancaria e riserve. Una cosa da primo anno di corso di laurea, persino a tor vergata.

Davvero, non capisci nulla, lascia stare. Il micro-modellino di David e' gia' tropppo difficile per te. Davvero, davvero,davvero: lasciate stare! Confermate solo d'essere profondamente ignoranti,tonti ed arroganti volendo discettare con tanta sicurezza su cose che non avete nemmeno compreso! 

 

Io non confondo proprio

 • Guido Iodice 1/4/2015- 21:09

Io non confondo proprio nulla, stia tranquillo. 

 

Proiezione

 • Vincesko 2/4/2015- 16:40

@Guido Iodice: Hai ovviamente ragione (mi vergogno persino per l’ovvietà…). Che le banche non prestino i soldi alle aziende, anche perché temono di non averli più indietro, poiché sanno bene che non c'è sufficiente domanda di beni e servizi, a causa delle mastodontiche manovre correttive molto inique e recessive e della nefasta, ossimorica austerità espansiva (quello lessicale è soltanto uno dei vari stravolgimenti recati dalla destra economica reazionaria), e preferiscano depositarli presso la BCE (tant'è che questa per disincentivare tali depositi applica un tasso negativo  https://www.ecb.europa.eu/home/html/faqinterestrates.it.html) ormai lo sanno pure i sassi. Presumo che questo lo sappia benissimo anche un campione (masochista) del neo-liberismo come Michele Boldrin, ma evidentemente ha fatto una scelta talmente fanatica che è costretto a rimuoverlo (in senso psicanalitico). Che cosa poi c'entri la contabilità nazionale lo sa solo lui. Ma è una plastica conferma della predetta rimozione. Porta pazienza, gliel'ho pure detto, uno che reagisce - sistematicamente - come fa lui non può che "proiettare". D'altronde, la proiezione è un meccanismo potente. Deve aver subìto parecchi cazziatoni da piccolo. Ora si sfoga. Capita a (quasi) tutti, in particolare agli adepti non ricchi dell’ideologia neo-liberista, a causa dei sensi di colpa per l’evidente, masochistico… conflitto d’interesse.

 

S=I

 • Guido Iodice 2/4/2015- 18:50

Non sono un esegeta del prof. Boldrin, ma immagino che citando la contabilità nazionale intendesse che il sottoscritto aveva negato che S=I. Ovviamernte no! Come farei? JMK risorgerebbe e verrebbe a strangolarmi nella notte! :)

 

JMK

 • marco esposito 30/3/2015- 16:56

Come ho già detto più volte io ho studiato Economia Politica sui testi di due professori americani che appartenevano all'ala radicale post-sessantotto (Hunt e Sherman, per i curiosi). 
Ebbene, anche costoro criticavano la teoria genrale di Keynes con gli stessi argomenti di Levine, aggiungendone altri, per così dire, più di sinistra (ebbene sì: parlavano anche della diseguale divisione della ricchezza, argomento assente in JMK, e che, secondo loro era fondamentale: cosa succede se il venditore di cellulari vuole 18 panini per il celulare ?).
Non divagando troppo su cose oramai lontane nel tempo devo appunto fare quello che dovrebbe fare qualsiasi persona dotata di buon senso: contestualizzare.
Giusta o sbagliata la Teoria generale è stata scritta nel 1933, in un contesto economico completamente diverso, trarne una qualsiasi logica oggi è impossibile, come è impossibile farlo per tante altre teorie, che rispondevano ai tempi (c'è qualche Colbertista ?).

La verità è politica e fideistica, siccome certa gente si sente "de senistra" cerca di dare corpo ai propri istinti religiosi attaccandosi a una qualsiasi teoria che dica che "lo Stato è bello e i ricchi fanno schifo", teoria tra l'altro valida fino a quando non gli toccano la robba, stile Gino Paoli, Keynes con la sua teoria (tutt'altro che generale, visto che si occupava di un momento in cui l'altra teoria imperante, quella neoclassica, non era in grado di spiegare la Grande Depressione) della domanda aggregata soddisfa alcuni requisiti "de senistra" e quindi è difesa più del Vangelo da parte di un Gesuita.

Ovviamente appena gli tocchi la fede arrivano, non mi stupisce quindi il numero di commenti incongrui, ignoranti (nel senso che ignorano o deficitari), non li ritengo nemmeno dei troll, fanno parte della sociologia di questo paese.

 

Struttura psicologica fideistica

 • Vincesko 31/3/2015- 16:43

@marco esposito: Mi spiace, lei parte da un assunto errato: che quelli di sinistra siano più inclini di quelli di destra a restare vittime di fedi, nel caso di specie economiche. Mi permetto di osservare che, a mio avviso, è esattamente il contrario. Capisco che qui impera un dialogo tra sordi e si rischia un rimpallo di accuse degno di “Per chi suona la campana”(non Hemingway ma John Donne), però ci provo lo stesso. Io penso che, al netto della grossolanità insita nelle generalizzazioni, sia la scelta politica che quella di aderire ad una "fede" economica è frutto della struttura psicologica, determinata prevalentemente dell'educazione. I laici di sinistra moderata acquisiscono una maggiore propensione al dubbio ed allo scetticismo,che si riflette sulla capacità critica; tendenzialmente, sono persone logiche, pragmatiche, mosse dal dubbio, spinte da ideali, alla perenne ricerca di soluzioni concrete ai problemi, e che, pur patendo ancora il complesso edipico (altrimenti non sarebbero di sinistra), non se ne lasciano dominare. Discorso diverso per quelli della sinistra massimalista, a-logici, a-pragmatici,“benaltristi”, obnubilati dall’ideologia, i quali, non avendo risolto il complesso edipico, se ne lasciano dominare e non gli va mai bene nessuna soluzione e perdono tempo ad "ammazzare" tutti i giorni il proprio padre. Mi pare almeno intuitivo che quelli educati secondo i canoni tipici di destra - a maggior caratura autoritaria - siano, invece, in generale più portati ad assumere atteggiamenti fideistici sia in politica che in economia. Il luogo del misfatto è soprattutto in famiglia, nei primi anni, dove spesso non si inculcano le basi dell'analisi critica, da parte di genitori che, per la loro struttura psicologica, determinata fortemente dall’educazione autoritaria ricevuta, non coltivano dubbi, ma certezze; non consentono, ma reprimono; non tollerano, ma vietano. Faccia una riprova: tutti i figli di genitori “fascisti” hanno sempre un alto concetto del loro padre - perché sono usciti sconfitti dal conflitto edipico - e conservano questa loro propensione a seguire un “capo”, da cui farsi dirigere ed in cui immedesimarsi. E immancabilmente si schierano con i ricchi e i potenti. E, poiché hanno la coda di paglia, diventano talvolta campioni e (quasi) sempre vittime della triade menzogna- negazione freudiana-proiezione. Come nel suo caso. Se riesce a vincere la censura interna, si faccia un bell’esame di coscienza. Così forse diventerà meno seguace fideistico dell’ideologia economica dei ricchi potenti: come indubitabilmente è il neo-liberismo.

 

Struttura psicologica alcolica

 • Gieffe 31/3/2015- 16:56

Non metterti alla guida in queste condizioni.

 

Fischio

 • Vincesko 31/3/2015- 17:09

@Gieffe: Sento da qui (un migliaio di Km?) l'eco di un assordante fischio nelle orecchie...
PS: Non guido l'auto da 7 anni, vado a piedi. E rischio solo di essere investito (come è già successo) da persone strampalate e spietate come i neo-liberisti...

 

Socrate...

 • marco esposito 1/4/2015- 10:39

... dovrebbe essere il maestro. Semplicemente dubitava di tutto e tutti, specialmente quelli con le certezze, divertendosi a distruggergliele, tanto da essere odiato da molti ateniesi, etc., etc.

Hai scritto un post di certezze assolute, fai tu.

 

Cum grano salis

 • Vincesko 1/4/2015- 19:18

Mi spiace contraddirti, sono un miscredente, non ho certezze. Io, come ho scritto (“a mio avviso”, “mi pare”) ho semplicemente espresso il mio punto di vista, che è frutto di osservazione empirica (piuttosto lunga), corroborata da qualche buona lettura. Ed ho fatto affermazioni ovvie, quasi banali. Come quella che un’educazione autoritaria, vale a dire, in sostanza, repressiva, da piccoli, tarpa le ali dell’intelletto e qualcos’altro e rende vulnerabili all’indottrinamento e alla manipolazione psicologica. La tua “resistenza” ad accoglierle – e questo vale per tutti, anche per me, beninteso – io lo interpreto “per forza” dovuto – detto icasticamente - a coda di paglia. Ti sei riconosciuto, ma la tua censura interna ti impedisce di accettarlo perché lo giudichi insopportabile. Guarda che anche genitori supposti di sinistra possono impartire un’educazione repressiva, ad esempio in campo sessuale; e anche questo incide molto – sostiene Freud, che, si sa, era un po’ fissato con la sessualità - sullo sviluppo intellettivo e della capacità critica. Dopo averci riflettuto e fatto 2+2, mi sono trovato del tutto d’accordo con Freud… Ho tratto quanto ho scritto da un vecchio post del mio blog (“Differenza tra ‘destri’ e ‘sinistri’”); dopo un po’ che lo pubblicai, dopo aver ricevuto commenti come il tuo, aggiunsi il seguente poscritto: “PS: l’analisi va presa cum grano salis”. Ecco, se proprio non ti va, prendila cum grano salis.

 

talk about feeding the trolls

 • andrea moro 31/3/2015 - 09:43

talk about feeding the trolls:-)

seriously, i commenti contengono enough bullshit che stavamo pensando di chiudere le discussioni, ma lascieremo scemare on its own ...

 

?!

 • Matteo2 31/3/2015- 16:04

Voglio credere che sia il giudizio di chi ha certamente molte cose molto più importanti da fare e non ha tempo da perdere.

Il mio intervento di sopra è il frutto di una giornata intensa di riflessione, sforzo di sintesi e di spiegazione della sintesi, pensato al solo scopo di contribuire costruttivamente, come tutti i miei precedenti interventi ispirati a riflessioni consolidate, che dà completamente, totalmente ragione a Levine e esorta semmai coloro che girano il mondo con l'idea malinconica della lotta di classe ad evitare di usare il sospetto come criterio utile nelle discussioni. È ispirato solo dal desiderio, forse folle,di mettere pace all'interno del pensiero liberale. Io stesso sono entrato con diffidenza in questo blog, ma dopo una sola parola del prof. Boldrin ho capito che la diffidenza era infondata e ho iniziato a leggere fin dai primi articoli,come mi era stato consigliato. Ma so di essere in casa d'altri e sono stato educato a rispettarne ogni eventuale obliquità, per cui non si dia pena, se ha trovato devianti i miei interventi aspetterò qui, proprio qui e solo qui, in questo preciso punto della rete www, un suo eventuale ulteriore commento, anche critico, figurarsi, non ho il dono della verità, mancando qui questo, suo, io eviterò qualsiasi, mio, ulteriore intervento in questo blog. Mi eviterò così almeno l'orrore di constatare che spesso mi sfuggono gli accenti con questa maledetta tastiera inglese e sgrammaticature varie. Così dunque è facile sbarazzarsi definitivamente di me.

Per ultimo, come ultima frase, mi lasci allora però almeno riequilibrare il giudizio, stavolta a vantaggio dei lottatori di classe:il sospetto è sempre un cattivo consigliere, il mito certamente non aiuta a riscattarlo ma, è vero, neanche qualche storto numero e secco come un ramo può servire da scudo; come è possibile pensare e parteggiare?, un tempo … tifavo per una squadra di calcio, il torino.

 

Sospetto

 • Vincesko 31/3/2015- 17:00

@Matteo2: Non ti autoflagellare, non c'è motivo. Detto in generale, il sospetto, se è declinazione del dubbio, non è affatto cosa cattiva, anzi è indizio di capacità critica e di intelligenza. Se è, invece,una delle forme in cui si manifesta la coda di paglia, è segno di debolezza e indizio certo - e perciò indiretta ammissione - di "colpevolezza".

 

Matteo, sono d'accordo con

 • andrea moro 1/4/2015- 16:51

Matteo, sono d'accordo con Vincesko: non autoflagellarti. Capisco tutto quello che hai scritto, e scusa il mio commento tranchantm, ma purtroppo frasi come:

“... the class war will find me on the side of the educated bourgeoise” JMK

 Domanda: Chi qui non si sente appartenere per costituzione alla stessa collocazione scelta da Keynes?

non possono che far partire una discussione che inutile, su cosa sia la borghesia, su da quale parte stiamo, etc... che non porta da nessuna parte. Meglio parlare di modelli e discutere su questi. 

 

Ok.

 • Matteo2 3/4/2015- 00:29

Giornata angustiata a riflettere sulla necessità di una pacificazione. Se questo pare eccessivo tuttavia possiamo chiamarla:composizione temporanea. Finalmente era appunto questo quanto dicevo: passare su un piano condiviso del discorso dove non si faccia uso della dialettica selvaggia derivante dell'uso non mediato dell'immaturo linguaggio della rete.Vincesko coglie nel segno quando rileva che l'immediatezza di questa espressione selvaggia può essere significativa solo di strutture istintive ancestrali, materiale per analisi psicologica, ma non dobbiamo dare troppo peso a queste nostre comuni debolezze, né presupporre malafede, assolutamente non dedurre malafede.

Siamo invece condannati a usare idee e strumenti che nel passato, glorioso passato, erano assenti, senza poter ascrivere questo a colpa, poiché trattasi di incommensurabilità di esperienze e risorse che si sono accumulate sempre più freneticamente, e che a volte siamo noi ad usare male. Ma, oso dire che anche le reazioni di Krugman e De Long sono schermaglia sopra una sostanziale condivisione di fondo. Del resto il primo parla bene solo di “shock” monetario e il secondo parla bene solo dell'intervento che riporta la “serenità” locale, cioè interventi limitati nel tempo e nello spazio, come intendeva Keynes dopotutto. Anche Rowe in fondo pensa solo che eventualmente potrebbe darsi il caso di poter ridurre i costi di transazione producendo qualche free lunch per superare un equilibrio di Nash, parole grosse ma il senso è sempre quello. Nessuno, immagino, può condividere il persistere sulla strada dell'allegro sperpero di denaro pubblico col solito fine di comprarsi l'elettore, tradizione, questa si, ignobile del passato e tentazione ricorrente del presente. Quella di Levine ha tutto l'aspetto d'una provocazione tuttavia,a quanto pare, anche le “controanalisi” si sono volute mantenere su questo piano divertito.

P.S. La domanda era retorica, concedeva solo presa d'atto, non autorizzava discussioni.

 

***

 

Ai redattori:

 • lucianopontiroli (già luponti) 31/3/2015 - 21:37

per favore, chiudete i commenti! non se ne può piu, davvero!

 

DFTT

 • floris 31/3/2015- 22:15

Non so cosa abbiano in mente di fare, ma per me non è la strada giusta.
Per ora, DFTT.

 

Club Virtuale

 • [utente 1955] 1/4/2015- 13:08

Allora come ho gia' commentato in un altro punto chiudete il blog e trasformatelo in un Club virtuale dove possono accedere solo i Soci !!

Ma per favore cancellate dalla vostra presentazione come blog

 " Per il resto, libertà di parola più assoluta" 

altrimenti siete poco credibili !!

 

Per il resto...

 • Gieffe 1/4/2015- 14:59

"Limiteremo, a nostra discrezione, la capacità di commentare di chi invia commenti inutili, off-topic, eccessivamente polemici, o scarsamente argomentati."

http://noisefromamerika.org/policy-sui-commenti

Lei pensa di aver ben argomentato il suo intervento?

 

Commenti Polemici

 • [utente 1955] 1/4/2015- 17:31

Questo le sembra un commento ben argomentato ??

"Il mondo delle bettole pentastellato/leghiste deve aver scoperto il blog e deciso di venire a scaricare qui il letame che i vari grillo/bagnai/salvini/borghi/napoleoni/rinaldi/casaleggio hanno accumulato fra le loro orecchie. "

A me sembra arroganza pura !

Avevo chiesto in altri commenti su Euro, Grecia, Area monetaria ottimale di confutare le affermazioni del Prof. Bagnai ma nessuno lo ha fatto !

Qui Bagnai viena definito "letame" dal Prof.Boldrin senza nessuna motivazione !

Chi ha dato al prof. Boldrin l'autorita' di definire un altro economista che la pensa diversamente da lui "letame" ??

 Ognuno puo' dire le "cazzate" che vuole ma per favore non vendetele come opinioni intelligenti !

Penso proprio che smettero' dopo anni di leggere NFA cosi' sarete contenti e felici !!

 

Un po' di bibliografia

 • Vincenzo Pinto 1/4/2015- 18:27

http://noisefromamerika.org/articolo/niip-ovvero-professor-bagnai-contab...

noisefromamerika.org/articolo/euro-domanda-produttivita-viaggio-nel-mito-parte-1

http://noisefromamerika.org/articolo/euro-domanda-produttivita-viaggio-n...

http://noisefromamerika.org/articolo/negazionisti-euro

http://noisefromamerika.org/articolo/sassolini-economici

http://noisefromamerika.org/articolo/problemi-credibilita-teoria-aree-mo...

 

La porta e'aperta

 • michele boldrin 1/4/2015- 20:45

anzi, te la tengo spalancata io.

E, come commiato, lascia che te lo dica: o ben sei un deficiente che non sa l'italiano o sei in mala fede. O entrambe le cose.

Non solo perche', se fosse vero che leggi nFA da anni, sapresti benissimo come le puttanate dei tuoi eroi siano state qui regolarmente e sistematicamente smontate. Infatti, la volta che il loro capo ha voluto dibattere pubblicamente con me ed un altro economista vero ha fatto la figura che ha fatto ed ha persino cercato di non scendere nel merito dei suoi argomenti! Perche'? Perche' sa perfettamente che sul piano tecnico le fantasie che vi vende e sulle quali ha costruito la sua carrierina di guru tali sono: chiacchiere buone solo per i gonzi o per gli avventurieri della politica come Salvini e la sua banda di accoliti. Dopodiche', sul suo blog puo' lanciarsi in tutti i comizi pseudo-dotti che vuole ma lui SA che quanto dice non reggerebbe mai ad un confronto serio con qualsiasi economista minimamente preparato. PUNTO ED A CAPO.

Lo sei anche perche', fra le mille prove di deficienza che i tuoi commenti spandono, questa frase 

"Qui Bagnai viena definito"letame"  dal Prof. Boldrin senza nessuna motivazione !"

mi ha particolarmente infastidito. Perche', vedi, io ho scritto che Bagnai&Co vi hanno riempito la testa di letame NON che Bagnai&Co sono, qua persone, letame!

Questo e' palese a chiunque sappia l'italiano e non sia platealmente deficiente o in grande mala fede. Non devo nemmeno riprodurre la mia frase, l'hai fatto tu stesso nel tuo commento, per poi avere la faccia tosta di affermare, 4 righe piu' sotto, una tale bestialita'.

Vergognati e, per quanto mi riguarda, se ti togli di mezzo per sempre mi fai solo un favore. Con persone come te io non ho alcun piacere di discutere e, quando escono da casa mia, apro le finestre per far entrare aria e disinfettare l'ambiente.

Fine delle comunicazioni.

Il Vate sa?

 • Guido Iodice 2/4/2015- 19:13

"Dopodiche', sul suo blog puo' lanciarsi in tutti i comizi pseudo-dotti che vuole ma lui SA che quanto dice non reggerebbe mai ad un confronto serio con qualsiasi economista minimamente preparato. PUNTO ED A CAPO."

Se lo sapesse non avrebbe invitato lei e altri al suo convegno. Oppure lo sa, in fondo, ma si è autoconvinto delle proprie (nuove) tesi. Ecco, forse propenderei per questa ipotesi.



Post collegati:
 
Come ‘bastonare’ volentieri due iperliberisti sul cuneo fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795971.html
 
Dialogo-diverbio tra Alessandro De Nicola e me sulla censura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821388.html 



**********

AVVISO: Avarie frequentissime della piattaforma il.cannocchiale.it
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829460.html 
  

 


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