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QE (OMT), la Corte di Giustizia Europea dà torto alla Corte Costituzionale tedesca

 
Il tribunale Ue salva la Bce: il piano anti spread non viola la legge
La Corte accoglie la linea dell'avvocato generale: "Il programma di acquisto di titoli di Stato è compatibile con il diritto dell'Unione, non eccede le attribuzioni Bce di politica monetaria e non viola il divieto di finanziamento degli Stati membri"
16 giugno 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/06/16/news/omt_bce-116958638/

 

Segnalo volentieri questa buona notizia, ma con un fondo di rammarico.

La Corte di Giustizia Europea ha giudicato il programma Omt (Outright monetary transactions) deciso nel settembre 2012 dalla Bce contro gli attacchi alla moneta unica ma mai implementato, conforme al trattato UE.

SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)

16 giugno 2015

Io, profano, ne ho discusso negli ultimi 12 mesi con vari esperti, anche professoroni.[1] Io sostenevo che, come l’OMT, il QE non vìola il trattato UE, e che la BCE aveva già acquistato più volte in passato titoli sovrani; essi, invece, che lo violava, e che perciò la BCE non avrebbe potuto vararlo. Perché così aveva deciso la Corte Costituzionale tedesca. Che – ribattevo - invece, oltre al suo carattere non monetario ma economico-fiscale, aveva eccepito soltanto sull’illimitatezza degli acquisti di titoli pubblici, e ovviamente comanda soltanto in Germania.[2]

Io non so se la decisione di oggi della Corte di Giustizia Europea è anche “politica”, ma avevo ragione io. Magra consolazione, però. Perché il QE (tardivo e neppure di ammontare congruo)[3] è stato varato dopo un quinquennio di sacrifici esagerati imposti a centinaia di milioni di cittadini europei. Tra cui, in Italia, il sottoscritto.[4]

 

[1] Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

Dialogo con Vincenzo Comito sulla BCE, Draghi, Weidmann e il QE

Dialogo acceso tra Quarantotto (Luciano Barra Caracciolo) e me sui poteri della BCE


[2] Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire)[pos. 15]

L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca


[3] Quantitative easing e uscita dalla crisi economica


[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti

http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html

 

Alcuni stralci della sentenza

Sulla scorta di tali circostanze, il Bundesverfassungsgericht ha deciso di sospendere i procedimenti e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

«

1)a) Se la decisione del Consiglio direttivo della BCE del 6 settembre 2012 in materia di Caratteristiche tecniche delle Operazioni definitive monetarie sia incompatibile con gli articoli 119 TFUE e 127, paragrafi 1 e 2, TFUE, nonché con gli articoli da 17 a 24 del Protocollo sul SEBC e sulla BCE, per il fatto che essa travalica il mandato conferito dalle norme suddette alla BCE ai fini della politica monetaria e invade la sfera di competenza degli Stati membri.

Se si configuri un travalicamento del mandato conferito alla BCE a motivo del fatto, in particolare, che la decisione del Consiglio direttivo di quest’ultima del 6 settembre 2012:


i) istituisce un collegamento con programmi di assistenza in materia politico-economica del FESF o del MES (condizionalità);



ii) prevede l’acquisto di titoli di Stato soltanto di singoli Stati membri (selettività);



iii) prevede l’acquisto di titoli di Stato dei paesi beneficiari di un programma di intervento in aggiunta ai programmi di assistenza del FESF o del MES (parallelismo);



iv) potrebbe aggirare i limiti e le condizioni dei programmi di assistenza del FESF o del MES (aggiramento).


b) Se la decisione del Consiglio direttivo della BCE del 6 settembre 2012 in materia di Caratteristiche tecniche delle Operazioni definitive monetarie sia incompatibile con il divieto di finanziamento monetario dei bilanci pubblici sancito dall’articolo 123 TFUE.

Se alla compatibilità con l’articolo 123 TFUE osti in particolare il fatto che la decisione del Consiglio direttivo della BCE del 6 settembre 2012:


i) non prevede un limite quantitativo per l’acquisto di titoli di Stato (volume);



ii) non prevede uno stacco temporale tra l’emissione di titoli di Stato sul mercato primario e il loro acquisto sul mercato secondario ad opera del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) (formazione del prezzo di mercato);


iii) consente che tutti i titoli di Stato acquistati vengano tenuti fino alla scadenza (interferenza nelle logiche di mercato);



iv) non prevede requisiti specifici quanto all’affidabilità dei titoli di Stato da acquistare (rischio di perdite);



v) prevede una parità di trattamento del SEBC rispetto ai titolari privati e ad altri titolari di titoli di Stato (taglio del debito).


Nel merito


– Sulle attribuzioni del SEBC

36 In forza dell’articolo 282, paragrafo 1, TFUE, la BCE e le banche centrali degli Stati membri la cui moneta è l’euro, le quali costituiscono l’Eurosistema, conducono la politica monetaria dell’Unione (sentenza Pringle, C-370/12, EU:C:2012:756, punto 49). Ai sensi dell’articolo 282, paragrafo 4, TFUE, la BCE adotta le misure necessarie all’assolvimento dei suoi compiti in conformità degli articoli da 127 TFUE a 133 TFUE e dell’articolo 138 TFUE, nonché delle condizioni stabilite dallo Statuto del SEBC e della BCE.

37 In tale contesto, spetta al SEBC, in applicazione dell’articolo 127, paragrafo 2, TFUE, definire e attuare tale politica.

39 Risulta inoltre dall’articolo 12, paragrafo 1, terzo comma, del suddetto protocollo che, per quanto possibile ed opportuno, la BCE si avvale delle banche centrali nazionali per eseguire operazioni che rientrano nei compiti del SEBC, là dove in questo contesto tali banche sono tenute, in forza dell’articolo 14, paragrafo 3, del medesimo protocollo, ad agire secondo gli indirizzi e le istruzioni della BCE.

43 Infatti, in virtù degli articoli 127, paragrafo 1, TFUE e 282, paragrafo 2, TFUE, l’obiettivo principale della politica monetaria dell’Unione è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Queste stesse disposizioni stabiliscono inoltre che, fatto salvo tale obiettivo, il SEBC sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi di quest’ultima, come definiti all’articolo 3 TUE (v., in tal senso, sentenza Pringle, C-370/12, EU:C:2012:756, punto 54).


– Sulla delimitazione della politica monetaria

54 Orbene, risulta chiaramente dall’articolo 18, paragrafo 1, del Protocollo sul SEBC e sulla BCE, contenuto nel capo IV di quest’ultimo, che, al fine di perseguire gli obiettivi del SEBC e di assolvere i suoi compiti, quali risultanti dal diritto primario, la BCE e le banche centrali nazionali possono, in linea di principio, operare sui mercati finanziari comprando e vendendo a titolo definitivo strumenti negoziabili espressi in euro. Ne consegue che le operazioni evocate dal Consiglio direttivo nel comunicato stampa utilizzano uno degli strumenti della politica monetaria previsti dal diritto primario.

55 Per quanto riguarda il carattere selettivo del programma annunciato nel comunicato stampa, occorre ricordare che tale programma ha come obiettivo di rimediare alle perturbazioni del meccanismo di trasmissione della politica monetaria generate dalla situazione specifica dei titoli del debito pubblico emessi da alcuni Stati membri. Pertanto, date tali circostanze, il semplice fatto che il programma suddetto si limiti specificamente a questi titoli di Stato non può implicare, di per sé, che gli strumenti utilizzati dal SEBC non rientrino nella politica monetaria. Inoltre, nessuna disposizione del Trattato FUE impone al SEBC di intervenire sui mercati finanziari con misure generali che si applichino necessariamente all’insieme degli Stati della zona euro.

56 Sulla scorta di tali elementi, risulta che, tenuto conto degli obiettivi di un programma quale quello annunciato nel comunicato stampa e dei mezzi previsti per raggiungerli, un programma siffatto rientra nell’ambito della politica monetaria.



Aggiornamento


Via libera dei giudici tedeschi allo scudo anti-spread della Bce

La Corte costituzionale approva il programma lanciato al culmine della crisi. Una condizione alla Bce: niente annunci in anticipo sui titoli che vuole acquistare. Draghi al Parlamento Ue: "Crescita moderata. Pronti a tutto su Brexit"

21 giugno 2016

 
Post e articoli collegati:
 
Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/lo-schiaffo-benvenuto-di-draghi-alla.html
 
QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2822739.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/qe-gli-obiettivi-ed-i-poteri-della-bce.html

Qui la sentenza della CGUE del dicembre 2018 relativa al ricorso della Corte Cost. tedesca contro il QE, e il mio commento:


di Jacopo Rosatelli
«Il potere di Draghi si ferma a Karlsruhe»
05/12/2014
Euromanovre/Intervista al giurista Agustìn José Menéndez: per i giudici tedeschi e la Bundesbank il valore fondamentale è la stabilità monetaria
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Il-potere-di-Draghi-si-ferma-a-Karlsruhe-27447.html 

Bce, Fed, finanza di Agenor
Un “dual mandate” per la Bce
14/02/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Un-dual-mandate-per-la-Bce-22358
link sostituito da:
http://old.sbilanciamoci.info/Ultimi-articoli/Un-dual-mandate-per-la-Bce-22383.html
 


**********
 
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/qe-omt-la-corte-di-giustizia-europea-da.html
  

Ancora sugli errori dei professori di Economia circa i poteri della BCE

 
di Domenico Mario Nuti
Tutti gli errori dell'Unione
19/12/2014
Fine semestre/ L'unica soluzione sarebbe un piano di investimenti vero. Ma i soldi di Juncker sono una finta: disponibili solo pochi miliardi. Così l'Ue rischia di disgregarsi, non rimpianta da nessuno
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27667
link sostituito da (commento cancellato):
http://old.sbilanciamoci.info/Rubriche/Tutti-gli-errori-dell-Unione-27688.html 


Come ho già dimostrato qui,[1] molti professori di Economia non conoscono bene gli obiettivi e i poteri della BCE. L’ultimo, in ordine di tempo, è il prof. Mario Nuti, che in questo articolo su Sbilanciamoci, dopo il nostro scambio di email (v. appendice), corregge il tiro, rispetto alla sua relazione al convegno sul prof. Federico Caffè,[2] aggiungendo “illimitato” al potere della BCE di acquistare titoli pubblici, ma… non abbastanza.
Come ho già evidenziato nell’allegato alla mia petizione al Parlamento europeo, l’errata conoscenza dei poteri della BCE, secondo me, falsa alla radice il dibattito italiano (e forse europeo) sulle soluzioni alla crisi economica, che devono avere al centro il ruolo cruciale della BCE, la quale ha già tutti i poteri che servono alla bisogna e semmai va aiutata a scrollarsi di dosso l’influenza nefasta della Germania. Nella conclusione di un precedente post[3], ho scritto:
“I veri nemici da combattere sono i ricchi (finanza e multinazionali). Tuttavia, i Tedeschi sono talmente arroganti da rasentare l’ottusità e perciò pericolosi per tutti. Come insegna il caso Tsipras (pare che la Merkel abbia detto che è disposta a trattare con lui se vincerà le prossime elezioni greche), il modo peggiore per contrastare gli arroganti è l’acquiescenza. Draghi è colpevolmente acquiescente. Padoan è colpevolmente acquiescente. L’ex tosto Renzi è colpevolmente acquiescente. Oggi i rapporti di forza sono favorevoli alla Germania, perché la Spagna retta dal popolare Rajoy è aggiogata per interesse al carro tedesco e la Francia di Hollande è debole e starà al gioco finché viene trattata con un occhio di riguardo, mentre i Paesi che prima si appoggiavano alla Gran Bretagna ora si stanno anch’essi avvicinando alla Germania. Questa situazione potrebbe cambiare sostanzialmente se, alle prossime elezioni, in Spagna vincesse Podemos e in Grecia Siryza. Nel frattempo, occorre seguire la via dell’affermazione della legalità, in primis contro la BCE, come ha fatto perfino l’arrogante Corte Cost. tedesca nel caso degli OMT”.
 
Citazione (dall’articolo di Mario Nuti): “la BCE è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza – che è comune alle maggiori banche centrali del mondo – ma perché, modellata sulla Bundesbank, era ancor più di quest’ultima del tutto separata dalla politica fiscale, priva del potere illimitato di acquistare titoli di stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti”.
 
1. La BCE è formalmente indipendente, ma sostanzialmente ubbidisce ad un solo Stato: la Germania (violando l’art. 7 del suo Statuto), della quale di fatto protegge gli interessi, a detrimento degli altri Stati dell’Eurozona.
 
2. In nessun articolo del suo statuto (che mutua letteralmente le disposizioni dei trattati), è contemplato il divieto di acquisto illimitato dei titoli di Stato, purché (analogamente a quanto è prescritto dal proprio statuto per la FED) sia effettuato sul mercato secondario. L’equivoco nasce dal fatto che si confonde la Corte Cost. tedesca, che ha appunto ritenuto illegittimo l’acquisto illimitato di titoli pubblici da parte della BCE (OMT) e che ha giurisdizione soltanto in Germania, con la Corte di Giustizia Europea (CGUE),[4] che è l’unica Autorità sovraordinata giurisdizionalmente alla BCE (art. 35 Statuto BCE), alla quale infatti ha dovuto presentare ricorso la stessa Corte Cost. tedesca.[5]
 
3. Attualmente, in deflazione o quasi, e cioè lontani dall’obiettivo statutario del “sotto, ma vicino, al 2%”, la BCE ha, in concreto, gli stessi poteri della FED e delle altre banche centrali, poiché l’obiettivo principale della stabilità dei prezzi è concordante e convergente con quello subordinato di “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”.
 

Tutti i dettagli e i documenti qui: “Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html .


[1] Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE

[2] Carlo Clericetti - 13 DIC 2014

[3] Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?

[4] Corte di giustizia europea

[5] QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED

 
 
Appendice
 
Pubblico, sul tema dei poteri della BCE e della FED sull’acquisto di titoli pubblici, la mia e-mail-quesito a Mario Nuti e la sua risposta, precedenti all'articolo:
 
15 dic 2014 - 17:31
Egr. Prof. Nuti,
Carlo Clericetti, nel suo blog (http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/12/13/la-bestemmia-del-neo-keynesiano/ ), ha riportato le sue parole al convegno per celebrare il centenario della nascita di Federico Caffè:
“la Bce è nata incompleta, per non dire mutilata, non tanto per la sua indipendenza che è comune alle maggiori banche centrali del mondo, ma perché, modellata sulla Bundesbank, è ancor più di quest’ultima separata dalla politica fiscale, priva del potere di acquistare titoli di Stato come invece fanno altre banche centrali pure indipendenti (come la Fed e le banche centrali del Giappone o dell’Inghilterra)”.
Ho eccepito che non fosse vero, almeno per quanto riguarda il mercato secondario, esattamente come per la FED (allegando le prove, v. anche Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html).
Carlo Clericetti ha chiarito che lei intendesse riferirsi al mercato primario. Ma ho controbattuto che allora lei non sapesse che tale divieto vige anche per la FED.
Può dirimere con sincerità questo dubbio sulle sue dichiarazioni?
Cordiali saluti,
V.
PS: Ho dimenticato di aggiungere che avrei intenzione di pubblicare la sua eventuale risposta sul blog di Carlo Clericetti.
 
18 dic 2014 - 10:59
Grazie della precisazione. Certo che l'acquisto di titoli di stato sul mercato primario sarebbe piu' efficace che sul mercato secondario, dove la liquidita' iniettata nel sistema puo' rimanere inattiva anziche' direttamente finanziare una spesa. 
Ma ogni acquisto di titoli anche sul mercato secondario fa aumentare il prezzo dei titoli e quindi riduce il tasso d'interesse. Certo che anche la BCE puo' farlo, e se e' per quello lo ha fatto anche la Bundesbank almeno nel 1993 se ricordo bene. Ma rimane il fatto che la Fed puo' acquistare quantita' virtualmente illimitate di titoli di stato senza doversi sottoporre ad un voto dei pochi stati suoi azionisti, a maggioranza o preferibilmente all'unanimita'; senza rischiare il deferimento a una Corte Costituzionale come quella di Karlsruhe, o a intimidazioni come quelle subite da Draghi, nonche' altri bastoni fra le ruote. E quindi non si puo' fare finta che questi ostacoli non contino o non esistano, e che i poteri della Fed e della ECB siano equivalenti.
Pertanto, rispetto a quanto ho detto al Convegno su Caffe' sono unrepentant. Anzi, rincarerei la dose. Vedasi http://dmarionuti.blogspot.it/2014/12/europe-is-cow_23.html.
Ho cercato di registrarmi sul sito di Clericetti per appendere questo commento ma come al solito il sistema mi rifiuta. La ringrazio se lo vorra' fare lei. Con molte cordialita' e auguri (di stagione e non), Mario Nuti.
 
***
 
Traggo da QE, gli obiettivi ed i poteri della BCE e della FED (allegato sopra):
 
@Thomas Fazi
 
1) Premesso che l’arrogante Corte Cost. tedesca - ancorché non si sia limitata a presentare il ricorso alla Corte di Giustizia, ma abbia, in ben 40 pagine, indicate anche le soluzioni - non ha nessun potere di interpretazione dei trattati UE, traggo da:Karlsruhe: doppia sfida all’Europa” - 18.02.14 - di PietroManzini http://www.lavoce.info/karlsruhe-europa-bce-euro/  
“Lo scorso gennaio, la Corte costituzionale tedesca ha posto alla Corte di giustizia UE due questioni relative alla legittimità della decisione della Bce sul programma cosiddetto Omt (Outright Monetary Transaction), che prevede la possibilità da parte del sistema delle banche centrali europee di acquisto illimitato di titoli di debito pubblico nel mercato secondario a favore di quegli Stati che aderiscano alle politiche di condizionalità fissate dall’European stability mechanism. Con la prima questione, la Suprema Corte tedesca vuole sapere se la decisione rientra nella politica monetaria, ovvero se deve ritenersi di politica economica; con la seconda, invece, vuole che gli eurogiudici di Lussemburgo stabiliscano se il programma Omt è compatibile con il divieto di facilitazione finanziaria previsto dall’articolo 123 del Trattato sul funzionamento della UE”.
 
Da cui emerge che le contestazioni della Corte non riguardano il potere della BCE – sancito dal dettato chiarissimo dell’art. 18 e dell’art. 21 – di acquistare titoli sovrani sul mercato secondario, ma soltanto se questi possano essere illimitati e se rispondano al mandato della BCE di gestire la politica monetaria.
 
2) Segnalo, sul tema, questo commento che mi sembra interessante e forse dirimente (peraltro esso è in linea con le motivazioni addotte dalla stessa BCE):

nextville  
L'atto della BCE in questione è l'OMT, che non è un trasferimento di liquidità alle banche (come gli LTRO, che nessuno ha impugnato) ma un programma (per ora solo annunciato) di acquisto di titoli di stato sul mercato secondario. Dal punto di vista giuridico, la BCE non può fare acquisti sul mercato primario e in generale agire con lo scopo di finanziare gli stati (ex art.123 TFEU), ma può (ex art.18 ESCB Statute) fare acquisti di titoli di stato (e altri titoli) sul mercato secondario (cioè non direttamente alle aste pubbliche, ma sul mercato privato dei titoli già emessi) per ragioni di politica monetaria - es. per fare Quantitative easing. Ad es. può, per scongiurare un rischio deflazione, non solo abbassare i tassi ma anche aumentare la liquidità tramite acquisti sul mercato. 
L'OMT è quindi legittimo se gli acquisti di titoli di stato dei paesi membri sono fatti sul secondario e giustificati da ragioni monetarie. La ragione portata dalla BCE a giustificazione dell'OMT non è un generico "to preserve the euro", ma è più precisamente l'esigenza (fortissima nell'estate 2012) di "riparare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria" che aveva cessato di funzionare per l'interferenza del rischio di ridenominazione, cioè perché i mercati temevano che alcuni paesi deboli (tra cui Italia e Spagna) fossero costretti a uscire dall'euro e quindi fossero costretti al default sul loro debito (non essendo più in grado di pagarlo con una moneta destinata a rapida e pesante svalutazione). Questo genere di rischi crea un "bad equilibrium", cioè una situazione che si autoalimenta portando al disastro (= l'aspettativa che un paese sia costretto a uscire fa salire a tal punto i suoi tassi da generare l'evento). Per poter ripristinare la sua capacità di controllo sulla moneta tramite le tradizionali manovre sui tassi -- quindi per ragioni di politica monetaria (e non fiscale) -- la BCE ha minacciato di usare un potere che certamente ha (ex art.18 ESCB Statute) di fare acquisti sul mercato secondario di titoli di stato. Tale minaccia da sola è bastata a eliminare il bad equilibrium e a far tornare progressivamente i mercati alla normalità. E' proprio questo successo che dimostra che era in atto un bad equilibrium e che la BCE doveva sventarlo, perchè senza sventarlo non sarebbe più stata in grado di ottemperare al suo mandato primario, che è mantenere la stabilità dei prezzi.
http://studiocataldi.mailupnet.it/f/tr.aspx/?:5Um8d=wstwsu5:5h.=t2yyof-=bhfj/nvkiq3eni5cc40h2f709:fvb6qgma:gl:5c69&x=pv&o2mdnh8imo8cidc70:4mwuo_u10gbNCLM
 
3) Gli articoli riportati sopra, infine, fotografavano la situazione di quasi un anno fa; nel frattempo i dati della deflazione e della crisi economica permangono negativi, se non aggravati, anche e soprattutto in termini prospettici. Il che giustifica – come preannunciato da Draghi – l’adozione di “misure non convenzionali” (per la BCE, poiché per tutte le altre banche centrali sono del tutto ordinarie in periodi di crisi), anche per NON disattendere ulteriormente entrambi i suoi obiettivi statutari (art. 2).
 
Cordiali saluti.
 
 
Draghi ammette che il QE per l'acquisto dei titoli di debito pubblico rientra nei poteri della BCE. Tuttavia, neanche oggi la BCE ha deciso di adempiere finalmente i suoi doveri statutari fissati dall'art. 2:
 
“Rispondendo alle domande di giornalisti, Draghi ha detto che il direttorio "ha discusso dell'acquisto di titoli di Stato", che "ricade nel mandato" della Bce. Nell'ambito di un ‘quantitative easing’, d'altra parte, possono rientrare "tutti gli asset tranne l'oro".
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/04/news/bce_tassi_quantitative_easing_draghi-102109933/
 
***
 
Traggo da “La “bestemmia” del neo-keynesiano (linkato sopra):
 
[*] Allego l’articolo con la dichiarazione di Trichet (che ho già linkato in “Le incongruenze di Draghi”):
Trichet: la Bce può comprare titoli di Stato
«Francoforte ha tutti gli strumenti, non c’è bisogno di ampliarne i poteri» 
di Giuliana Ferraino
26 novembre 2014
«Comprare i titoli di Stato dei Paesi dell’eurozona è totalmente in linea con il mandato della Bce. Lo ha già fatto quando io ero presidente, prima comprando i titoli pubblici greci e irlandesi nel 2010, poi i titoli di Stato italiani e spagnoli nell’agosto del 2011».
http://www.corriere.it/economia/14_novembre_26/trichet-bce-puo-comprare-titoli-stato-217f3cfa-7595-11e4-b534-c767e84e1e19.shtml
 
Peraltro, anche Weidmann nell’intervista a Repubblica ammette (dopo Trichet, che 10 giorni fa ha “stanato” sia lui che Draghi) che la BCE può acquistarli. Se Draghi non lo fa, è perché preferisce ubbidire al veto di Weidmann, che è solo 1 su 24 ed, anche aggiungendo i satelliti della Germania, ha la maggioranza.
 

Aggiornamento
 
La Corte Ue con Draghi: "Gli acquisti Bce rispettano i trattati"
Il giudizio della Corte di giustizia europea in un parere consultivo sollecitato dalla Germania. Per l'avvocato generale all'Eurotower serve "ampia discrezionalità". La decisione definitiva nel giro di qualche mese. Draghi a Die Zeit: "I tedeschi capiscano che la Bce ha mandato pan-europeo"
14 gennaio 2015
http://www.repubblica.it/economia/2015/01/14/news/la_corte_ue_con_draghi_gli_acquisti_bce_rispettano_i_trattati-104903053/

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