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Istanza n. 2 alla Commissione PETI contro la nuova decisione di archiviare la petizione 2401-2014





Alla fine dello scorso luglio, prima delle ferie, il Segretariato della Commissione PETI ha provato di nuovo ad archiviare la mia petizione 2401/2014 contro la BCE, presumo senza che ci siano state novità rispetto alla mia prima istanza (che trovate in calce). Per fortuna, ho fatto appena in tempo a leggerla per caso prima di partire per una vacanza all’estero, ed ho provveduto ad inoltrare subito una seconda istanza, che pubblico di seguito, che è stata esaminata dai Coordinatori alla ripresa dei lavori della Commissione, decidendo di mantenerla aperta (questo è il video della riunione del 3 settembre 2018 della Commissione PETI. A seguire, pubblico la risposta del Segretariato PETI, che ho ricevuto oggi 7 settembre.


Istanza n. 2 relativa alla Vostra nuova richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

Da:  v

6/8/2018  15:29


Spett. Segretariato Commissione PETI,

Dalla recente newsletter del Parlamento europeo, che ricevo periodicamente, ho ricavato la seguente informazione:

Petitions which it is proposed to close in the light of the Commission's written reply or other documents received

21.

Petition 2401/2014 by Vincenzo Battipaglia (Italian) on the European Central Bank

CM-PE 610,830/REV FdR 1144867


Ribadendo quanto ho scritto nella istanza precedente del 14.12.2017, che richiamo integralmente, io credo che risulti documentalmente che la BCE abbia violato il proprio statuto, sia per avere impartito ad alcuni Stati dell’Eurozona (tra cui l’Italia, si veda la lettera del 5/8/2011 al Governo italiano   http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml) prescrizioni dettagliate di politica economica, come contropartita di acquisti di titoli pubblici, in palese violazione dell’art. 7-Indipendenza, Statuto BCE, che ovviamente deve essere reciproca, sia per aver ritardato il varo di una politica monetaria espansiva, facendo cadere l’Eurozona in deflazione, sia per aver implementato tale politica monetaria espansiva nel 2015, con un ritardo di ben 6 anni rispetto ad altre banche centrali, in palese violazione dell'art. 2-Obiettivi, Statuto BCE, con effetti drammatici sulla vita e il benessere di gran parte del popolo dell’Eurozona. Aggiungo, come già evidenziato, che tale implementazione a) da un lato, non esime da censura la BCE per il ritardo e l’insufficienza delle misure; e b) dall’altro, conferma e corrobora le argomentazioni critiche esposte nella mia petizione del 3.11.2014.

Di fronte a violazioni così patenti del proprio statuto, derivato dai Trattati, da parte della BCE, io credo che il Parlamento Europeo, unico organo direttamente eletto dell’Unione, abbia il diritto-dovere di esprimere il proprio giudizio.

Quindi, mi auguro che la mia petizione – cosa che non era ancora avvenuta fino a dicembre 2017 - sia stata portata all’esame della Commissione PETI e chiedo che lo sia nel caso questo non sia ancora avvenuto.

Vi ringrazio e resto in attesa di essere informato per iscritto al mio indirizzo e-mail dell'esito di questa mia istanza e di ogni altra decisione concernente la petizione 2401/2014.

Distinti saluti,

V.

PS: Segnalo che la petizione 2401/2014 ha 112 cofirmatari.


***


Buongiorno,

Vi inoltro, per Vostra opportuna conoscenza, l'istanza di cui all'oggetto, che ho inviato poco fa al Segretariato della Commissione PETI.

Cordiali saluti,

V.


11/04/2018  15:24 

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu, marco.affronte@europarl.europa.eu, laura.agea@europarl.europa.eu, daniela.aiuto@europarl.europa.eu, tiziana.beghin@europarl.europa.eu, brando.benifei@europarl.europa.eu, goffredo.bettini@europarl.europa.eu, mara.bizzotto@europarl.europa.eu, simona.bonafe@europarl.europa.eu, mario.borghezio@europarl.europa.eu, david.borrelli@europarl.europa.eu, mercedes.bresso@europarl.europa.eu, renata.briano@europarl.europa.eu, nicola.caputo@europarl.europa.eu, fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu, lorenzo.cesa@europarl.europa.eu, caterina.chinnici@europarl.europa.eu, salvatore.cicu@europarl.europa.eu,  angelo.ciocca@europarl.europa.eu, alberto.cirio@europarl.europa.eu, sergio.cofferati@europarl.europa.eu, lara.comi@europarl.europa.eu, ignazio.corrao@europarl.europa.eu, silvia.costa@europarl.europa.eu, andrea.cozzolino@europarl.europa.eurosa.damato@europarl.europa.eu, nicola.danti@europarl.europa.eu, paolo.decastro@europarl.europa.eu, isabella.demonte@europarl.europa.eu, herbert.dorfmann@europarl.europa.eu, eleonora.evi@europarl.europa.eu,  laura.ferrara@europarl.europa.eu, raffaele.fitto@europarl.europa.eu, eleonora.forenza@europarl.europa.eu,  elisabetta.gardini@europarl.europa.eu, enrico.gasbarra@europarl.europa.eu, elena.gentile@europarl.europa.eu, michela.giuffrida@europarl.europa.eu, roberto.gualtieri@europarl.europa.eu, kashetu.kyenge@europarl.europa.eu, giovanni.lavia@europarl.europa.eu, curzio.maltese@europarl.europa.eu, fulvio.martusciello@europarl.europa.eu, barbara.matera@europarl.europa.eu, giulia.moi@europarl.europa.eu, luigi.morgano@europarl.europa.eu, alessia.mosca@europarl.europa.eu, alessandra.mussolini@europarl.europa.eupierantonio.panzeri@europarl.europa.eu,  

(50)

aldo.patriciello@europarl.europa.eu, piernicola.pedicini@europarl.europa.eu, giuseppina.picierno@europarl.europa.eu, gianni.pittella@europarl.europa.eu, salvatoredomenico.pogliese@europarl.europa.eu, massimiliano.salini@europarl.europa.eu, david.sassoli@europarl.europa.eu, elly.schlein@europarl.europa.eu, remo.sernagiotto@europarl.europa.eu, renato.soru@europarl.europa.eu, barbara.spinelli@europarl.europa.eu, antonio.tajani@europarl.europa.eu, dario.tamburrano@europarl.europa.eu, patrizia.toia@europarl.europa.eu, marco.valli@europarl.europa.eu, daniele.viotti@europarl.europa.eu, marco.zanni@europarl.europa.eu, flavio.zanonato@europarl.europa.eu, marco.zullo@europarl.europa.eu



Ricevo e pubblico volentieri la risposta di oggi del Segretariato della Commissione PETI.


RE: Istanza n. 2 relativa alla Vostra nuova richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

PETI Secretariat<peti-secretariat@europarl.europa.eu>(peti-secretariat@europarl.europa.eu)

7/9/2018 15:41

A  v


Egregio signor V.,

 La informiamo che in data 3 settembre i coordinatori hanno deciso di mantenere aperta la sua petizione. La terremo informata del seguito.

 Cordiali saluti,

La segreteria Commissione per le petizioni



Post collegato:


Istanza al Segretariato della Commissione PETI relativa alla proposta di archiviazione della petizione sulla BCE



**********





Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE




Dopo la mia istanza al Segretariato della Commissione PETI,[1 o 2] pubblico la mia replica alla seconda risposta della BCE, la cui brevità giustifica – come sanno i giuristi – una replica ampia.


Spett. Segretariato Commissione PETI,

Vi ringrazio della Vostra cortese risposta,[1] alla quale mi permetto di osservare quanto segue, scusandomi della lunghezza.

1. Mi scuso dell’imprecisione, ma quel che volevo scrivere è riportato nell’oggetto: “Istanza relativa alla Vostra richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014”. Poiché la decisione era preannunciata per il 28.11 u.s., ho presunto che la proposta fosse già stata trasformata in decisione. Mi fa piacere, ovviamente, che questo non sia avvenuto.

2. Non ho trovato in allegato la risposta della Commissione Europea, che comunque è marginale nel contesto della petizione 2401/2014, e le cui carenze informative trovano comunque una conferma documentale nella descrizione attuale gravemente errata della missione della Banca Centrale Europea presente nel sito della Commissione Europea e che ho riportato nella mia e-mail iniziale.

3. Per quanto riguarda, invece, la BCE, preliminarmente osservo (i) che sarebbe stato molto strano se la BCE avesse dato una risposta positiva alle contestazioni mossele nella mia petizione; e (ii) che in un caso similgiudiziario come questo, non rileva affatto che l’imputato si dichiari innocente: emettere la sentenza non tocca all’imputato ma al giudice, cioè, nel caso di specie, a Voi Commissione PETI del Parlamento Europeo, unico Organo democratico direttamente elettivo dell’Unione Europea e col potere di mettere in stato d’accusa la BCE, per il giudizio affidato alla Corte di Giustizia Europea, unico Organo ad essa sovraordinato (art. 35 Statuto BCE).

Inoltre, attenendoci ad un criterio similgiurisdizionale, ciò che rileva non sono le autoassoluzioni o le affermazioni apodittiche dei rappresentanti della BCE, organo strumentale al benessere del popolo europeo, segnatamente del popolo dell’Eurozona, ma la fondatezza e l’oggettività delle prove: testimoniali, documentali e logiche.

Sotto questo riguardo, anche la seconda risposta della BCE presta il fianco a numerose critiche, le principali delle quali sono le seguenti.

(a) - In primo luogo, di ordine quantitativo: non si può sostenere di aver risposto esaurientemente ad una replica di 4 (quattro) pagine, contenente contestazioni puntuali, argomentate e suffragate da prove, se ci si limita – come ha fatto l’esponente della BCE – a richiamare, in una mezza paginetta, per l'esattezza 10 (dieci) righe, le affermazioni fatte nella precedente risposta, ritenendole soggettivamente fondate ed esaustive. E per di più se si spendono quasi 4 (quattro) delle dieci righe per rispondere - ed in maniera minimizzatrice - sulla contestazione meno importante. E’ offensivo per il Parlamento Europeo e indizio di arroganza e/o di debolezza argomentativa e fattuale. 

(b) - In secondo luogo, di ordine qualitativo: in sintesi, le affermazioni contenute nella prima risposta della BCE sono – ripeto ciò che ho scritto e dimostrato puntualmente nella mia replica – pleonastiche su aspetti non contestati (la prevalenza gerarchica dell’obiettivo della stabilità dei prezzi), elusive ed omissive, invece, sul punto dirimente: l’obliterazione e l’inosservanza del secondo obiettivo statutario, subordinato al primo (“fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi”; “without prejudice”, nella versione inglese), ma che in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%) ha la stessa dignità e cogenza del primo, poiché non lo pregiudica ma anzi è concordante, convergente e complementare (come è dimostrato dal periodo post Quantitative Easing).

Le regole statutarie della BCE sono mutuate dai Trattati (ad esempio, gli obiettivi, art. 2, dagli artt. 127 e 282 del TFUE), perciò hanno valore cogente sia per la BCE che per tutti gli altri membri e organi dell’UE. Esse sono, storicamente, il frutto di un compromesso sull’adozione della moneta unica, prima politico tra la Francia e la Germania, e poi tecnico, impostato abilmente dalla Commissione Europea Delors, gestito dal Comitato dei governatori delle banche centrali, che suggerirono di adottare le regole più severe, quelle della Bundesbank (vedi l’interessante ricostruzione fatta dal politico ed economista Giorgio La Malfa “Deficit – Il punto sull’Europa tra sogno e realtà” - Seconda parte) [Attenzione: il video comincia a 52’51”, portare il cursore all’inizio del video].

L’obliterazione risale a quel peccato originale. Bisogna, però, anche dire che per fortuna non riuscirono del tutto a copiare il testo dello statuto della Bundesbank e a incollarlo su quello della BCEAncor meno ciò avvenne nei Trattati se la stabilità dei prezzi – con buona pace degli esponenti della BCE - vi entra soltanto con il Trattato di Lisbona, finalizzato grazie al forte impegno e sotto la presidenza tedesca del Consiglio Europeo (2007, con decorrenza dicembre 2009).

Obliterazione della quale Freud rinvenirebbe una prova indiretta nella stessa striminzita e ripetitiva seconda risposta della BCE laddove l’estensore scrive: “Permettetemi inoltre di sottolineare che, nell'ultimo anno, il Presidente della BCE, così come altri membri del Comitato esecutivo, hanno avuto l'opportunità di spiegare dettagliatamente al Parlamento europeo in che modo le misure di politica monetaria adottate dalla BCE sono state progettate e attuate per soddisfare l'obiettivo statutario della BCE”: al singolare.

Ma questo lapsus freudiano di un funzionario della BCE è ben poca cosa di fronte alla prova regina, fornita – come già specificato nella mia replica, rilevandone la contraddittorietà (peccato grave) con un’affermazione precedente fatta dall’estensore della prima risposta, citando una risposta data da Mario Draghi proprio in occasione di un’audizione al Parlamento Europeo - dal presidente Draghi in persona; in effetti, egli in precedenza, per quanto mi consta, non ha mai menzionato il secondo obiettivo statutario e quindi l’obliterazione l’ha fatta per omissione, ma in un’occasione solenne, se non altro per il luogo, l’ha fatta per commissione, esplicitamente, ossia in occasione della sua audizione al Parlamento italiano in data 26.3.2015. Il relativo video e un resoconto sintetico degli interventi sono riportati in questo post (Tasso di cambio: a 1h 37’ 35” fa la dichiarazione su obiettivi differenti BCE e FED: “Quindi, nel nostro caso, a raggiungere un certo tasso di inflazione, nel caso degli Stati Uniti a raggiungere un certo tasso di inflazione e di disoccupazione”): Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto[1 o 2]

Obiettivi. In realtà, lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all’Euro, si veda il punto b), però, in ogni caso, secondo alcuni studiosi tale rapporto non andrebbe applicato meccanicamente ma distinguendo tra target inflazionistico nel breve o nel lungo periodo. Il primo è la stabilità dei prezzi, “sotto, ma vicino, al 2%”. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: “Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi”, la Bce “sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea”. Tra questi, i principali sono una “crescita economica equilibrata” e la “piena occupazione” (cfr. Allegato alla petizione[1 o 2]).

(c) - In terzo luogo, di ordine logico: le spiegazioni dell’esponente della BCE (già sentite o lette, immutabili, decine di volte dalla bocca o dalla penna del presidente e dei dirigenti della BCE) rivelano anch’esse la stessa illogicità (peccato grave) della prima risposta, poiché esse si riferiscono al periodo successivo alla presentazione della petizione 2401/2014, avvenuta il 3.11.2014. Il periodo che, invece, rileva ai fini del presente giudizio è ovviamente quello ante QE (deciso nel gennaio 2015 e varato nel marzo successivo); e che, anzi, portare a discarico della BCE la politica monetaria fortemente espansiva da essa attuata dal 2015 – come scrivevo nella mia replica – equivale a portare una prova a carico poiché conferma le contestazioni contenute nella petizione 2401/2014.

Qui la spiegazione diventa molto tecnica, e per chi fosse interessato rinvio a questo link, che comprende anche una istruttiva e impietosa analisi comparativa tra le rispettive politiche monetarie della BCE e della FED contro la crisi economica:

Essa è riassumibile così: la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (aumento duplice del tasso di sconto in piena crisi economica, per paura della fantomatica inflazione, unica banca centrale a farlo!) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMPGli acquisti sono stati effettuati tra il maggio 2010 e il marzo 2011 [Grecia, Irlanda e Portogallo, ndr] e tra l’agosto 2011 e il febbraio 2012 [Spagna e Italia, ndr]) e sbagliata (contestuale sterilizzazione, cioè una riduzione, per un ammontare uguale, della massa monetaria) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, si veda la sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE,[1 o 2], aggiornamenti). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della Bank of England: “Promoting the good of the people”), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi Governo Berlusconi, citato nella mia email iniziale, che ha dovuto adempiere prescrizioni dettagliate della Commissione Europea (sic!) e della BCE (sic!!) in contropartita del suo aiuto (sic!!!), per giunta insufficiente (lo spread BTP-Bund raggiunse in novembre 2011 un picco di 574 punti base), e varare manovre finanziarie correttive, recessive e procicliche, per ben 267 mld cumulati, da esso distribuiti in maniera molto iniqua, seguito dal Governo Monti con “appena” 63 mld cumulati, ripartiti in modo molto più equo, per un totale di 330 mld, cfr. [1 o 2]), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

(d) - In quarto luogo, ho con piacere riconosciuto nella email iniziale che il sito della BCE ora dà informazioni corrette, molto più del sito della Commissione Europea, ma i rilievi sulle vecchie disfunzioni del sito della BCE sono più gravi di semplici inconvenienti tecnici, se rendono difficile la fruizione conoscitiva di un documento fondamentale come lo statuto della BCE alle centinaia di milioni di cittadini dell’Eurozona e non solo, tra i quali coloro che hanno letto la versione del protocollo 4 dello statuto BCE, inclusi i docenti universitari e perfino premi Nobel, si contano forse in poche centinaia (ma forse esagero…), con le conseguenze descritte nell’Allegato alla petizione. [1 o 2]

(e) - In quinto luogo, infine, tale ignoranza annovera un’altra vittima: lo stesso esponente della BCE che ha redatto la seconda risposta, laddove scrive che “garantire la stabilità dei prezzi è il contributo più importante che la politica monetaria può dare per ottenere un ambiente economico favorevole e un alto livello di occupazione”, che era la vecchia locuzione – presente anche nel sito della BCE (cfr. Allegato alla petizione) – dell’art. 2-Obiettivi dello statuto BCE, protocollo 2, desunto dal fondamentale art. 2 del TUE, poi sostituito dall’altrettanto fondamentale art. 3 del TUE dopo il Trattato di Lisbona, che definisce ed esplicita la missione dell’Unione Europea e che parla invece di “piena occupazione” (cfr., ancora, l’Allegato alla petizione); obiettivo, assieme al “progresso sociale”, al quale tutti i sub-obiettivi, inclusa la stabilità dei prezzi, sono subordinati “3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente”. Ma è un obiettivo, purtroppo, che la tardiva, insufficiente e prociclica politica monetaria della BCE ha contribuito ad allontanare anziché avvicinare, se dall’inizio della crisi e fino al 2014, come scrive la CGIA di Mestre, che non è un covo di estremisti, la disoccupazione nell’Eurozona è aumentata enormemente (tranne, guarda caso, in Germania) UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più.

Conclusione. Da più parti si alzano voci che è necessaria una riforma dei Trattati in senso più rispondente ai bisogni dei cittadini europei, ma se li si legge e li si confronta con le decisioni concrete della Commissione Europea e della BCE ci si accorge che è in parte, più o meno grande a seconda della materia, anche un problema di interpretazione e di applicazione delle norme e delle regole, in cui l’influenza della Germania, portatrice dell’ideologia neo-liberista in salsa ordoliberista, è diventata via via oggettivamente abnorme (si veda, da ultimo, la soluzione data alla questione dell'inserimento del nefasto fiscal compact, con annessa formula di calcolo del Pil strutturale giudicata inaffidabile sia dalla stessa Commissione Europea, che però continua ad applicarla, che dalla BCE, nei Trattati). Dispiace affermarlo, ma io penso da tempo – come conferma il Prof. Daniele Ciravegna dell’Università di Torino - che siano la Commissione Europea e la BCE a non rispettare i Trattati. La speranza di tanti è in un accrescimento ulteriore del peso del Parlamento Europeo, che però già adesso ha in parte gli strumenti per affermare la sua primazìa. Anche rispetto alla BCE.

Spero di essere stato congruamente comprensibile, obiettivo, circostanziato, utile ed esauriente. Chiedo ora a Voi Commissione PETI di valutare obiettivamente le prove (testimoniali, documentali e logiche) e di emettere un giudizio esclusivamente ispirato all’equanimità. Vi auguro buon lavoro.

Distinti saluti,

V.


[1] RE: Istanza relativa alla Vostra richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

PETI Secretariat (peti-secretariat@europarl.europa.eu)

14/12/2017 17:07

A  v  

Egregio signor V.,

 Ringraziandola per il suo messaggio di posta elettronica in cui le rileva un'apparente vizio della procedura di trattazione della sua petizione, teniamo a rassicurarla che alcuna decisione è stata adottata finora dalla commissione PETI in merito a un'eventuale chiusura della stessa. La notizia riportata sull'ultima newsletter è corretta nel senso che il segretariato haproposto, e non deciso la conclusione del esame sulla base sia della risposta della Commissione europea in data del 22.09.2017 sia della risposta della Banca centrale europea pervenuta al segretariato nel corso del estate per porta elettronica (e purtroppo di contenuto negativo). Troverà in allegato la relativa corrispondenza.

 Per quanto riguarda l'iter della procedura relativa alla sua petizione, tuttora pendente, la informiamo che l'ufficio dei coordinatori dei Membri della commissione PETI, dovrà prendere una decisione nel corso di una delle prossime riunioni se dar seguito alla proposta del segretariato o invece tenere aperta la petizione come da lei sollecitato.

 Cordiali saluti

 La segreteria

Commissione per le petizioni


Allegati:

1.      email della Commissione PETI alla BCE

2.      seconda risposta della BCE (in inglese, che ho provveduto a tradurre).


1. Email della Commissione PETI alla BCE

From: PETI Secretariat [peti-secretariat@europarl.europa.eu]
Sent: 30 June 2017 16:36
To: Noblet, Gilles
Subject: Petition 2401/2014

 Dear Mr Noblet,

 We contact you again on behalf of Mr V., author of the petition 2401/2014.

On 6 June 2016, we sent you Mr Battipaglia's observations about your reply of 13.04.2016 on his original petition.

Recently Mr V. has addressed us a new e-mail by asking us for an update of your reply about the list of his observations.

 We would be grateful if you could let us know your comments in order to be able to possibly close the petition.

 Yours sincerely,

 The Secretariat

Commission on petitions


2. Seconda risposta della BCE:

Dear Madame/Sir,

Thanks for your email to Mr Noblet.

We believe that the ECB’s stance on the issues raised in the petition was clarified to your Committee and to the petitioner in our letter dated 14 March 2016 (which I attach to this email for your convenience).  Our reply extensively discussed the effects of the ECB monetary policy measures, their rationale, and the consistency with the ECB's statutory objective. Moreover, it elaborated on the Treaty provisions on the ECB’s objectives, which establish a clear hierarchy of objectives, making clear that ensuring price stability is the most important contribution that monetary policy can make to achieve a favourable economic environment and a high level of employment.

Let me also emphasise that over the past year, the ECB President, as well as other members of the Executive Board, have had the opportunity to explain in detail before the European Parliament how the monetary policy measures adopted by the ECB were designed and implemented in order to meet the ECB's statutory objective. In these occasion they also answered to direct questions by Members of the European Parliament on the ECB’s actions, some of which discussed the points raised by the petitioner.

In relation to the petitioner’s comments on the ECB’s website, I cannot exclude that in the past sporadical technical incidents may have caused the malfunctioning of some website links. Nevertheless, I can assure you that our website correctly reports all the information on the ECB’s Statute, the Treaty and other relevant information on the legal framework of the ECB – and that these are also available in Italian. We stand ready to continue our fruitful cooperation with the European Parliament and to react in case of further specific request from your side.

Best regards,

Johannes Lindner – on behalf of Gilles Noblet

Head of Division, EU Institutions and Fora

Directorate General International & European Relations


(traduzione

Cara signora / signore,

Grazie per la sua email a Mr Noblet.

Crediamo che la posizione della BCE sulle questioni sollevate nella petizione sia stata chiarita alla vostra commissione e al firmatario nella nostra lettera del 14 marzo 2016 (che allego a questa email per vostra comodità). La nostra risposta ha ampiamente discusso gli effetti delle misure di politica monetaria della BCE, la loro motivazione e la coerenza con l'obiettivo statutario della BCE. Inoltre, ha elaborato le disposizioni del trattato sugli obiettivi della BCE, che stabiliscono una chiara gerarchia di obiettivi, chiarendo che garantire la stabilità dei prezzi è il contributo più importante che la politica monetaria può dare per ottenere un ambiente economico favorevole e un alto livello di occupazione.

Permettetemi inoltre di sottolineare che, nell'ultimo anno, il Presidente della BCE, così come altri membri del Comitato esecutivo, hanno avuto l'opportunità di spiegare dettagliatamente al Parlamento europeo in che modo le misure di politica monetaria adottate dalla BCE sono state progettate e attuate per soddisfare l'obiettivo statutario della BCE. In questa occasione hanno anche risposto alle domande dirette dei membri del Parlamento europeo sulle azioni della BCE, alcune delle quali hanno discusso i punti sollevati dal firmatario.

In relazione ai commenti del firmatario sul sito Internet della BCE, non posso escludere che in passato incidenti tecnici sporadici possano aver causato il malfunzionamento di alcuni collegamenti a siti Web. Tuttavia, posso assicurarvi che il nostro sito web riporta correttamente tutte le informazioni sullo statuto della BCE, il trattato e altre informazioni pertinenti sul quadro giuridico della BCE - e che queste sono disponibili anche in italiano. Siamo pronti a continuare la fruttuosa cooperazione con il Parlamento europeo e a reagire in caso di ulteriori richieste specifiche da parte vostra.

I migliori saluti,

Johannes Lindner - per conto di Gilles Noblet

Capo divisione, istituzioni dell'UE e Fora

Direzione generale internazionale e relazioni europee).



**********




Istanza al Segretariato della Commissione PETI relativa alla proposta di archiviazione della petizione sulla BCE


Cecilia WIKSTRÖM                            Presidente




















Poiché ricevo periodicamente la newsletter dal Parlamento Europeo, ho scoperto che il Segretariato della Commissione PETI aveva proposto l’archiviazione  “aumm aumm” (espressione napoletana che sta per fare di nascosto un qualcosa di poco corretto) la mia petizione del 3/11/2014 contro la BCE, dopo aver ricevuto la seconda risposta della BCE – appena dieci righe, che in sostanza richiamava la sua precedente risposta - alla mia replica argomentata di quattro pagine alla loro prima risposta, illogica perché si riferiva alla politica monetaria attuata dalla BCE dal 2015, quindi posteriormente alla mia petizione, e contraddittoria, poiché prima afferma più volte che l’obiettivo della BCE è la stabilità dei prezzi, poi cita un intervento – peraltro del tutto isolato - di Draghi al Parlamento Europeo, il quale, a domanda, risponde che egli tiene presente anche il problema della disoccupazione; che è però in contrasto con ciò che lo stesso Draghi ha affermato in un'audizione al Parlamento italiano, spiegando la differenza tra FED e BCE, che la BCE ha un unico obiettivo: la stabilità dei prezzi.

Dopo averne chiesto notizie all’unica parlamentare europea, membro della Commissione PETI, che aveva riscontrata la mia email quando inviai, nel 2014, la petizione a tutti i parlamentari europei italiani, e saputo che il Segretariato non aveva mai trasmesso la documentazione ai Membri della Commissione, ho inviato al Segretariato, e p.c. ai Membri italiani effettivi e supplenti della Commissione PETI e ai presidenti Tajani e Pittella, un’istanza con la quale ho chiesto di trasmettere i documenti e di affidare la decisione ai Membri della Commissione.

Dopodiché, il Segretariato mi ha assicurato che la sua era solo una proposta e che la decisione sarebbe stata presa dalla Commissione. Mi ha anche trasmesso la seconda risposta della BCE, come dicevo di appena 10 righe, che nella mia seconda replica, inviata p.c. a tutti i parlamentari europei italiani, ho definito per la brevità e il contenuto un’offesa al Parlamento Europeo.

Comincio col pubblicare la mia istanza, poi in un successivo post pubblicherò la mia replica.


Istanza relativa alla Vostra richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

Da:  v

Data:  14/12/2017  00:30


Spett. Segretariato Commissione PETI,

Dalla newsletter del Parlamento europeo, che ricevo periodicamente, ho ricavato la seguente informazione:

Petitions which it is proposed to close in the light of the Commission's written reply or other documents received

 24.

Petition 2401/2014 by V. (Italian) on the European Central Bank

CM-PE 610,830 FdR 1135287

LT ECB

In effetti, io ero rimasto alla Vostra comunicazione del 30 giugno 2017, nella quale mi informavate che, dopo la mia replica alla risposta della BCE (a mio avviso molto insoddisfacente, si vedano le motivazioni dettagliate nella mia replica), avevate inoltrato un'ulteriore richiesta di chiarimenti alla BCE (ed alla Commissione Europea).

Trovate tutto qui:

Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

Ora, da quel che ho capito, la decisione di archiviazione è stata presa direttamente dal Segretariato della Commissione PETI, senza aver coinvolto finora i Membri della Commissione PETI e dopo aver ricevuto ulteriori documenti non dalla BCE ma soltanto dalla Commissione Europea, che è coinvolta esclusivamente per quanto concerne carenze informative circa le funzioni della BCE (cfr. ad esempio questa vecchia descrizione, dove viene menzionato erroneamente un obiettivo unico, il che contrasta già con la semplice denominazione dell’art. 2-Obiettivi (al plurale) dello Statuto della BCE ); carenze gravi, peraltro, che sono presenti tuttora, poiché nel sito della Commissione Europea attualmente viene attribuita alla BCE addirittura la missione di definire ed attuare la politica economica (sic!), che invece - come dovrebbe essere noto - le è assolutamente vietata dai Trattati (cfr. “La Banca centrale europea (BCE) gestisce l'euro e definisce e attua la politica economica e monetaria dell'UE”. Unione Europea - Banca centrale europea (BCE) https://europa.eu/european-union/about-eu/institutions-bodies/european-central-bank_it), in contrasto, peraltro, con ciò che è riportato nel link alla BCE presente nel sito della Commissione Europea, dove è invece scritto correttamente: “definire e attuare la politica monetaria per l’area dell’euro”.

Vi chiedo, pertanto, vagliando esclusivamente il merito della questione da me posta con la petizione 2401/2014, antecedente alle decisioni non convenzionali di politica monetaria adottate dalla BCE dal 2015, di valutare l'opportunità di:

1.      riconsiderare la decisione presa di archiviare la mia petizione 2401/2014;

2.     trasmettere ai Membri della Commissione PETI l’intera documentazione relativa alla petizione 2401/2014, in modo che

3.     sia demandata ai Membri della Commissione PETI ogni ulteriore decisione.


Aggiungo una notazione che ritengo importante e che non ho inserito nell'Allegato alla petizione.

Secondo l'art. 130 del Trattato, travasato nell'art. 7-Indipendenza, Statuto BCE, le istituzioni e gli organi dell’UE nonché i governi degli Stati membri sono tenuti a rispettare l'indipendenza della BCE e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE, ma questo è reciproco.

Senza voler citare il caso eclatante della Grecia e per restare all'Italia, la BCE - come è accennato nell'Allegato alla petizione - ha sconfinato spesso nel terreno propriamente politico che le dovrebbe in teoria essere proibito, ma ha fatto anche peggio: oltre a chiedere le cosiddette riforme strutturali (che poi riguardano soprattutto la riduzione dei salari, dei diritti del lavoro e del welfare), ha anche condizionato il suo aiuto alla loro implementazione, vedasi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano, con una serie di prescrizioni dettagliate, come contropartita del suo aiuto, che si tradusse, nell’ambito del programma SMP, per cercare di raffreddare lo spread, [Gli acquisti sono stati effettuati tra il maggio 2010 e il marzo 2011 e tra l’agosto 2011 e il febbraio 2012”, già attivo, in acquisti di titoli di Stato italiani (circa 100 mld complessivamente), che ebbero inizio il 22 agosto 2011,  a distanza di soli 9 giorni dall’approvazione della seconda, mastodontica manovra finanziaria estiva da parte del governo Berlusconi, il DL 138 del 13/8/2011, di 60 mld cumulati, che faceva seguito al DL 98 del 6/7/2011 (cioè di appena 38 giorni prima), di 80 mld cumulati, nonché al DL 78 del 31/5/2010, di 62 mld cumulati (il primo dopo la crisi della Grecia), che però non bastarono, per vari motivi, in parte reali e in buona parte insussistenti, alla severa UE e soprattutto alla bulimica speculazione finanziaria internazionale, che aveva scommesso sulla rottura dell’Euro ed aveva fatto risalire lo spread BTP-Bund, agevolata dalla quasi latitanza della BCE fino al famoso “whatever it takes” del 26 luglio 2012, che stoppò “miracolosamente” la speculazione, come da più parti era stato previsto.

Vi ringrazio dell'attenzione e resto in attesa di ricevere, se possibile, la risposta della Commissione Europea di cui sopra e di essere informato per iscritto al mio indirizzo e-mail dell'esito di questa mia istanza e di ogni altra decisione concernente la petizione 2401/2014.

Distinti saluti,

V.


PS: Segnalo che la petizione 2401/2014 ha 87 cofirmatari.


*** 


Il giorno dopo, ho inviato l’istanza, per conoscenza, a tutti i parlamentari europei italiani.


Buongiorno,

Vi inoltro, per opportuna conoscenza, l'istanza di cui all'oggetto, che ho inviato ieri al Segretariato della Commissione PETI.

Cordiali saluti,

V.

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu, marco.affronte@europarl.europa.eu, laura.agea@europarl.europa.eu, daniela.aiuto@europarl.europa.eu, tiziana.beghin@europarl.europa.eu, brando.benifei@europarl.europa.eu, goffredo.bettini@europarl.europa.eu, mara.bizzotto@europarl.europa.eu, simona.bonafe@europarl.europa.eu, mario.borghezio@europarl.europa.eu, david.borrelli@europarl.europa.eu, mercedes.bresso@europarl.europa.eu, renata.briano@europarl.europa.eu, nicola.caputo@europarl.europa.eu, fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu, lorenzo.cesa@europarl.europa.eu, caterina.chinnici@europarl.europa.eu, salvatore.cicu@europarl.europa.eu,  angelo.ciocca@europarl.europa.eu, alberto.cirio@europarl.europa.eu, sergio.cofferati@europarl.europa.eu, lara.comi@europarl.europa.eu, ignazio.corrao@europarl.europa.eu, silvia.costa@europarl.europa.eu, andrea.cozzolino@europarl.europa.eurosa.damato@europarl.europa.eu,  nicola.danti@europarl.europa.eu,  paolo.decastro@europarl.europa.eu,  isabella.demonte@europarl.europa.eu, herbert.dorfmann@europarl.europa.eu, eleonora.evi@europarl.europa.eu,  laura.ferrara@europarl.europa.eu,  raffaele.fitto@europarl.europa.eu, lorenzo.fontana@europarl.europa.eu, eleonora.forenza@europarl.europa.eu,  elisabetta.gardini@europarl.europa.eu, enrico.gasbarra@europarl.europa.eu, elena.gentile@europarl.europa.eu, michela.giuffrida@europarl.europa.eu, roberto.gualtieri@europarl.europa.eu, kashetu.kyenge@europarl.europa.eu, giovanni.lavia@europarl.europa.eu, curzio.maltese@europarl.europa.eu, fulvio.martusciello@europarl.europa.eu, barbara.matera@europarl.europa.eu, giulia.moi@europarl.europa.eu, alessandra.moretti@europarl.europa.eu, luigi.morgano@europarl.europa.eu, alessia.mosca@europarl.europa.eu, alessandra.mussolini@europarl.europa.eupierantonio.panzeri@europarl.europa.eu, massimo.paolucci@europarl.europa.eu, aldo.patriciello@europarl.europa.eu, piernicola.pedicini@europarl.europa.eu, giuseppina.picierno@europarl.europa.eu, gianni.pittella@europarl.europa.eu, salvatoredomenico.pogliese@europarl.europa.eu, massimiliano.salini@europarl.europa.eu, matteo.salvini@europarl.europa.eu, david.sassoli@europarl.europa.eu, elly.schlein@europarl.europa.eu, remo.sernagiotto@europarl.europa.eu, renato.soru@europarl.europa.eu, barbara.spinelli@europarl.europa.eu, antonio.tajani@europarl.europa.eu, dario.tamburrano@europarl.europa.eu, patrizia.toia@europarl.europa.eu, giovanni.toti@europarl.europa.eu, marco.valli@europarl.europa.eu, daniele.viotti@europarl.europa.eu, marco.zanni@europarl.europa.eu, flavio.zanonato@europarl.europa.eu, marco.zullo@europarl.europa.eu



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Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE



Due giorni fa ho pubblicato la risposta della Banca Centrale Europea [1 oppure 2alla mia petizione sulla BCE presentata in data 3 novembre 2014 al Parlamento Europeo; pubblico ora la mia replica alla lettera della BCE.

 

 

Spett.

Commissione Petizioni

del Parlamento Europeo

c.a. Pres.ssa Cecilia Wikström


Oggetto: Risposta alla lettera della BCE sulla petizione N. 2401/2014

In primo luogo, osservo che a) la mia petizione è stata presentata il 3 novembre 2014; e b) ovviamente, prendendo in esame le azioni e le omissioni della BCE fino a quella data.

Appare, perciò, invero strano che nella lettera, anziché rispondere puntualmente alle osservazioni evidenziate nell’Allegato alla petizione1 (al quale rinvio2), esclusi gli aggiornamenti successivi alla data di presentazione, vengano addotti dichiarazioni o atti successivi a tale data, che peraltro – a ben vedere - possono costituire, per contro, in buona parte conferma delle contestazioni degli atti o, soprattutto, delle omissioni della BCE rilevati alla data del 3/11/2014.

In secondo luogo, l’intento – o la vera e propria preoccupazione – della lettera sembra quello di riaffermare la sussistenza o la prevalenza dell’obiettivo primario della BCE – il mantenimento della stabilità dei prezzi –, ma questo non è affatto in discussione; mentre è invece in discussione la vera e propria obliterazione da parte della BCE che, come recita chiarissimamente fin dal titolo al plurale, “Obiettivi”, l’art. 2 dello Statuto della BCE, esiste un secondo obiettivo – sostenere le politiche economiche dell’UE – ancorché esso sia “condizionato” al raggiungimento del primo, com’è attualmente e da ben prima del 3/11/2014.

In terzo luogo, la lettera – come dicevo – non risponde, né puntualmente né ad una soltanto, alle osservazioni contenute nell’Allegato alla stessa, formulate il 3/11/2014, e che riepilogo sotto forma di domanda:

- è vero o non è vero che “Il presidente Mario Draghi omette puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, di citare l’obiettivo subordinato della crescita economica e dell’occupazione e menziona soltanto quello principale del controllo dei prezzi”?;

- è vero o non è vero che “nel sito della BCE, c’è stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e, per contro, posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE, anzi gerarchicamente sovraordinato (!)”?;

- è vero o non è vero che “sul sito dell’Unione Europea, al link trasmessoci recentemente, su nostra richiesta, dal Centro di contatto EUROPE DIRECT (http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm), è menzionato - al singolare! – soltanto l’obiettivo principale? [nel 2015, con la nuova Commissione Juncker, il contenuto - che comunque ci pare sconti il condizionamento dell'ideologia economica neoliberista, non corroborata dalle evidenze empiriche - è stato modificato, ma abbiamo riportato il vecchio testo più sotto nell’Appendice]”;

- è vero o non è vero che “se si va nel sito della BCE e si clicca su Informazioni correlate “Statuto del SEBC e della BCE”, si riceve il seguente messaggio:

Ops, this is embarassing...”?;

- è vero o non è vero che “se si clicca, nella prima colonna di sinistra della pagina, su “Statuto del SEBC e della BCE” e poi, pazientemente, si aprono i vari link, solo alla sesta e ultima voce, “Protocollo (n. 4) sullo Statuto del sistema europeo di banche centrali e della BCE GU C326 del 26.10.2012, pag. 230, si trova il testo dello statuto”?;

- è vero o non è vero che “stesse difficoltà, anzi peggio, si incontrano per trovare il testo del Trattato di Maastricht (vedi, più sotto, la voce n. 6)”?;

- per cui ribadiamo che la conclusione che noi ne traiamo è che è in atto da tempo, da parte della Commissione Europea e della BCE, un’opera metodica ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea - di cui sono vittime quasi tutti e, incredibilmente, anche un presidente di banca centrale statale ed un premio Nobel di Economia, audito recentemente dal Parlamento italiano, statunitensi; numerosi professori universitari di Economia (anche famosi); economisti, giornalisti economici e maitre à penser (abbiamo le prove documentali: Chi non conosce lo statuto della BCE (elenco in divenire) http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2825230.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/chi-non-conosce-lo-statuto-della-bce.html) -, allo scopo, da un lato, di giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, di obliterare scientemente le prove evidenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE); inoltre, ritenere che la BCE abbia un solo obiettivo – quello del controllo dei prezzi - condiziona inevitabilmente il sistema informativo, il dibattito nazionale ed europeo, le analisi, le iniziative e le richieste in ambito accademico e fuori da questo ambito” (si vedano al riguardo, ad esempio, le dichiarazioni illuminanti del prof. Mario Monti - che è uno di coloro che non conoscono bene lo statuto della BCE - riportate nel post citato qui sopra).

L’inazione prolungata della BCE (al netto, beninteso, dell’obiezione che la politica monetaria possa da sola – come sostiene una ben nota corrente economica predominante nell’ambito accademico e politico - combattere la deflazione e/o sostenere la crescita economica e dell’occupazione) ha sia pregiudicato il mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo, obiettivo statutario principale, sia co-determinato il prolungamento della recessione economica e del calo dell’occupazione nell’Eurozona, contravvenendo all’obiettivo statutario secondario, sia causato – come temeva l’ex governatore della Banca di Cipro e professore al MIT, Athanasios Orphanides, v. Allegato alla petizione, secondo aggiornamento – essendo stato tardivo e insufficiente, una quasi inefficacia, con successivo potenziamento e prolungamento, del Quantitative easing (QE).

A me personalmente sembra perfino superfluo aggiungere che, a legislazione UE invariata, ciò che, unicamente per sottostare alla volontà interessata della Germania, era ritenuto contrario ai Trattati UE – il QE -, poi sia stato giudicato conforme ad essi e implementato nel marzo 2015, con un ritardo di ben 6 (sei) anni rispetto alla BoJ, alla FED, alla BoE, il che ha comportato sia enormi sacrifici per gran parte del popolo europeo dell’Eurozona (in Italia, ad esempio, sono state varate nella scorsa legislatura manovre finanziarie correttive per un importo cumulato di 330 mld), addossati in grandissima parte sui poveri cristi, per far fronte in gran parte agli – accresciuti - oneri di finanziamento del debito pubblico, i cui beneficiari sono le banche, i ricchi e i benestanti, sia la distruzione di aliquote significative di imprese e di relativa capacità produttiva (in Italia, -25%), di Pil (-10%) e di milioni di posti di lavoro, oltre che di diverse centinaia di vite umane, in quasi tutti i Paesi dell’Eurozona (Germania e suoi satelliti esclusi!). Quando forse sarebbe bastato – come richiesto ripetutamente da tanti - un “whatever it takes” pronunciato dal presidente pro tempore della BCE molto prima, almeno per ridurre sia i gravi danni della crisi economica (regalataci gentilmente dagli USA, che però attuando le politiche monetaria ed economica giuste ne sono usciti velocemente), sia i durissimi sacrifici imposti alla stragrande maggioranza del popolo dell’Eurozona.

Per quanto riguarda, poi, la questione dell’obliterazione da parte della BCE del secondo obiettivo statutario, mi limito a segnalare come prova documentale definitiva l’ammissione esplicita del presidente della BCE nel corso della sua audizione al Parlamento italiano del 26 marzo 2015 (v. Allegato alla petizione, terzo aggiornamento, post linkato: “10. Tasso di cambio: a 1h 37’ 35” [Draghi] fa la dichiarazione su obiettivi differenti BCE [solo stabilità dei prezzi] e FED [stabilità dei prezzi e occupazione]”, in palese violazione dello statuto della BCE in situazioni di deflazione o molto sotto target 2%, quando i due obiettivi statutari sono assolutamente concordanti, ed anche in evidente contraddizione con quanto viene affermato nella lettera: “quando il Consiglio direttivo della BCE prende decisioni di politica monetaria, tiene presenti "i cittadini europei e io tengo presente l'obiettivo che abbiamo di mantenere la stabilità dei prezzi, e di aumentare il tasso di inflazione vicino ma sotto il 2%. Teniamo presenti la crescita e l'occupazione e teniamo presente, in particolare, la disoccupazione".). Se mi posso permettere una digressione di ordine psicologico, aggiungo che le affermazioni contraddittorie, inevitabile conseguenza delle “ambiguità” della impostazione e soprattutto della interpretazione maistream dei Trattati UE, sono una costante dell’attuale presidente della BCE, combattuto tra un côté “buono” e un côté “cattivo”.

Infine, per quel che concerne le affermazioni contenute nella lettera della BCE sulla gerarchia degli obiettivi della BCE anche per i Trattati UE, riporto ciò che è scritto quasi in fine dell’Allegato alla petizione (nell’appendice): “E’ agevole notare che, a dispetto dell'impronta ideologicamente connotata in senso ordoliberista dei Trattati UE e contrariamente alla loro interpretazione maistream neo-liberista ostinatamente propalata stravolgendo spesso la lettera e lo spirito delle norme, la lingua, la matematica, la logica e perfino i fatti, la deduzione è arbitraria, non avvalorata da una semplice lettura dell’intero testo del Trattato, in particolare l’art. 3 del TUE, che, in aderenza ai "valori" contenuti nel preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, ribadisce i principi fondamentali del governo dell'Unione Europea, finalizzandolo a due obiettivi prioritari: la piena occupazione e il progresso sociale, essendo la stabilità dei prezzi un mero sub-obiettivo [Art. 3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.]; smentita dalle evidenze empiriche dell’ultimo quinquennio; contraddetta dai dati macroeconomici relativi al tasso d’inflazione e al tasso di disoccupazione dell’Eurozona; formalmente corretta per l’Eurosistema ma sostanzialmente fuorviante, poiché è in discussione non la prevalenza e la cogenza dell’obiettivo principale – la stabilità dei prezzi - ma l’obliterazione sistematica da parte della BCE del secondo obiettivo statutario – sostenere le politiche economiche dell’UE - che in deflazione o con inflazione inferiore (sensibilmente) al target, quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti e complementari, ha le stesse dignità e cogenza del primo”.

Sulla base delle suesposte considerazioni, ritengo personalmente molto insoddisfacente la risposta della BCE: in sintesi, essa è pleonastica su aspetti non contestati, reticente ed elusiva invece sulle questioni fondamentali poste dalla petizione; inoltre, essa, a ben vedere, avvalora sotto alcuni aspetti i rilievi critici e le contestazioni contenuti nella petizione; pertanto, ritengo onestamente di poter confermare le richieste rivolte a Codesto Spettabilissimo Parlamento Europeo nella Petizione N. 2401/2014 del 3 novembre 2014, e cioè:
1. di accertare e di dichiarare se quanto da noi denunciato risponde al vero;
2. di accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria e perciò anche passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello statuto BCE).
Distinti saluti,
V.

***


Aggiornamento

Ho chiesto notizie alla Commissione PETI del Parlamento europeo sulla mia petizione: “Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto”.

Ecco che cosa mi ha risposto:


http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

Da:

PETI Secretariat (peti-secretariat@europarl.europa.eu) http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

30 giu 2017 - 17:01 http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

http://webmail-static.iolly.it/cp/images/default/en/uikit/img_transparent.gif

A:

"'v”

Egregio Signore,

Nel riscontrare il suo e-mail, la informiamo che abbiamo sollecitato la risposta della Banca centrale europea in merito alle sue osservazioni. Abbiamo anche contattato la Commissione europea per un eventuale parere in risposta alle sue argomentazioni che riguardano l'Esecutivo europeo. Non appena riceveremo una risposta sarà nostra cura informarla per il seguito dell'esame della petizione.

Cordiali saluti

La Segreteria

Commissione per le petizioni 


 
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http://vincesko.blogspot.com/2016/04/replica-alla-risposta-della-bce-alla.html
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/4/2016 alle 16:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Risposta della BCE alla Petizione sulla BCE


In data 3 novembre 2014, presentai una petizione al Parlamento europeo sulla BCE.[*] Pubblico la risposta della Banca Centrale Europea (BCE) a questa mia petizione, che ho ricevuto tramite la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo.

[*] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html 


EUROPEAN CENTRAL BANK

EUROSYSTEM

ECB-PUBLIC

DIRECTORATE GENERAL INTERNATIONAL AND EUROPEAN RELATIONS

Cecilia Wikström Chairwoman Committee on Petitions European Parliament 60, rue Wiertz B-1047 Brussels

Frankfurt, 14 March 2016  

Re: Petition No. 2401/2014 by V. (Italian) on the European Central Bank

Honourable Member of the European Parliament, dear Ms Wikström,

Thank you for your letter informing the European Central Bank about the Petition No. 2401/2014.

The ECB’s President regularly reports on the ECB's monetary policy and its other tasks at his hearings before the European Parliament’s Committee on Economic and Monetary Affairs (ECON), which take place quarterly. On these occasions he had the opportunity to explain in detail how the monetary policy measures adopted by the ECB were designed and implemented in order to meet the ECB's statutory objective and to answer to direct questions by Members of the European Parliament (MEPs) on the ECB’s actions. In addition, the ECB’s Annual Report is presented each year in the European Parliament by the Vice-President of the ECB in a dedicated session of the ECON Committee and by the ECB President on the occasion of a Plenary debate. For instance, the ECB President attended the EP Plenary on 1 February 2016 to discuss with all MEPs the Annual Report of the ECB for 2014 and the EP Resolution on it.[1] On this occasion the ECB President also answered MEPs’ questions on the ECB's monetary policy.[2]

Let me also add that in 2015, the ECB President answered in published replies to a significant number of written questions from MEPs on the ECB’s monetary policy measures, discussing their effects, their rationale, and the consistency with the ECB's statutory objective.[3] These topics were also widely discussed during the ECON meetings at the European Parliament, for instance on 15 February 2016. On this occasion, the ECB President clarified that all the ECB’s monetary policy measures, standard as well as non-standard, have been taken to serve the ECB’s primary objective of maintaining price stability, i.e. keeping inflation rates below, but close to, 2% over the medium term.

More specifically, on this occasion the ECB President explained that the horizon over which the ECB's primary objective can be reached “has gradually lengthened over the last two years", recently also as result of developments in the rest of the world outside the ECB's control.[4] While heacknowledged that “the same situation exists in the United States and almost the same situation in Japan”, he stressed that the fact that this represents a common challenge is not a good reason to abandon the ECB’s monetary policy strategy. In this respect, he stressed that the ECB is not "giving up” on its mandate, echoing what he said previously in the press conference following the January 2016 ECB Governing Council meeting on monetary policy.[5] This point was also reiterated by the ECB President in his latest press conference on 10 March 2016, when he said "we don't give up in our fight to bring inflation back to our objective''.[6]

Also on previous occasions, the ECB President had the opportunity to discuss in detail these issues with MEPs. For instance, on 12 November 2015 the ECB President answered a question by your colleague MEP Werner Langen, and clarified that “monetary policy has been very effective, and what we haveseen today is in a sense the outcome of the monetary policy decisions that have been taken all through this period of time and which intensified in June last year (...) So we have to continue, and our objective of an inflation rate which will go back to our objective, to the level of less than but close to 2%, is predicated on full implementation of our monetary policy".[7] On the same occasion, answering to another question by MEP Barbara Kappel, the ECB President further clarified that the ECB’s primary mandate is - I quote again - “price stability. Price stability for us means having an inflation rate below and close to 2%.That is why we use all these monetary policy Instruments. That is why we have the asset purchase programme in place. That is why we monitor closely all developments in the world economy that might postpone the achievement of our inflation target. ”

The ECB President had the opportunity to discuss with your MEP colleagues also the other issues raised by the Petitioner. For instance, on 22 September 2014, answering to a specific question by your colleague MEP Marco Valli, the President clarified that when the Governing Council of the ECB in taking monetary policy decisions, it considers “the citizens of Europe and I consider the objective we have of maintaining price stability, and of raising the inflation rate to dose to but below 2%. We consider growth and employment and we consider, especially, unemployment."

With respect to the ‘hierarchical order’ in the ECB’s objectives, on 15 June 2015, answering to a question by MEP Esther de Lange, the ECB President clarified that price stability is "a more all-encompassing objective than one might assume prima facie - in pursuing price stability we also know that our accommodative monetary policy affects unemployment positively, helps to narrow the output gap and supports economic recovery. So, in this sense, the pursuit of price stability comes together with objectives more closely related to the reai side of the economy".

Let me also add that the Treaty, which establishes a clear hierarchy of objectives for the Eurosystem, makes clear that ensuring price stability is the most important contribution that monetary policy can make to achieve a favourable economic environment and a high level of employment.[8] Article 127(1) of the Treaty on the Functioning of the European Union clearly defines price stability as the primary objective of the Eurosystem and of the single monetary policy for which it is responsible. While the Eurosystem shall also "support the general economic policies in the Union with a view to contributing to the achievement of the objectives of the Union" (including inter alia "full employment" and "balanced economic growth"), the Treaties clarify that this is "without prejudice to the objective of price stability".

Treaty provisions reflect the broad consensus that (i) the benefits of price stability are substantial, as maintaining stable prices on a sustained basis is a crucial pre-condition for increasing economic welfare and the growth potential of an economy, and (ii) the natural role of monetary policy in the economy is to maintain price stability, as monetary policy can affect real activity only in the shorter term, but, ultimately, it can only influence the price level in the economy.

Finally, Treaty provisions also imply that, in the actual implementation of monetary policy decisions aimed at maintaining price stability, the Eurosystem should also take into account the broader economic goals of the Union. In particular, given that monetary policy can affect real activity in the shorter term, the ECB typically should avoid generating excessive fluctuations in output and employment if this is in line with the pursuit of its primary objective.

I hope the above developments have highlighted enough the extent to which the ECB has already presented its views on the fulfilment of its mandate before the European Parliament and the MEPs.

Yours sincerely,
Gilles Noblet
Deputy Director General



[1]The text of the Resolution asadopted by the EP Plenary is available at http://www.europarl.europa.eu/sides/qetDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P8-TA-2016-0063+0+DQC+PDF+V0//EN

[2] The ECB's accountability is however not the only source for the public to understand the ECB’s decisions. The ECB communicates to the public through a wide range of channels, which include regular press conferences after each monetary policy meeting of the Governing Council; the publication of the accounts of theGoveming Council’s monetary policy discussions; the publication of the Economic Bulletin every six weeks and of the Consolidated Financial Statement of the Eurosystem on a weekly basis. Finally, the members of the Executive Board regularly communicate with the public in the form of articles, interviews and speeches.

[3] In 2015 the ECB President replied to 179 written questions from MEPs. All the answers are available on the ECB’s website at

http://www.ecb.europa.eu/pub/pub/intco/html/index.en.html

[4]  See the full transcript of the 2016 meeting that is available on the European Parliament's website at: http://www.europarl.europa.eu/committees/en/econ/monetarv-dialoaue.html?tab=2016

[5] The text of the introductory statement to the press conference with Q&A is available on the ECB's website at: http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2016/html/is160121.en.html

[6] The text of the introductory statement to the press conference with Q&A is available on the ECB’s website at:

http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2016/html/is160310.en.html

[7] See thefull transcript of the 2014 meetings that is available on the European Parliament’s website at: http://www.europarl.europa.eu/committees/en/econ/monetarv-dialoaue.html?tab=2015


[8]                          See the section of the ECB’s website “Objective of monetary policy“ available at https://www.ecb.europa.eu/mopo/intro/objective/html/index.en.html 


 

***

 

(Traduzione:

Onorevole Membro del Parlamento europeo, cara signora Wikström,

Grazie per la sua lettera che informa la Banca centrale europea circa la Petizione n. 2401/2014.

Il presidente della BCE riferisce regolarmente sulla politica monetaria della BCE e gli altri suoi compiti nelle sue audizioni dinanzi alla Commissione del Parlamento europeo sugli Affari Economici e monetari (ECON), che si svolgono ogni tre mesi. In queste occasioni ha avuto modo di spiegare in dettaglio come le misure di politica monetaria adottate dalla BCE siano state progettate e realizzate in modo da soddisfare l'obiettivo statutario della BCE e di rispondere alle domande poste dai Membri del Parlamento europeo (MEP) sulle azioni della BCE. Inoltre, la relazione annuale della BCE è presentata ogni anno al Parlamento europeo dal Vice-Presidente della BCE in una sessione dedicata della commissione ECON e dal presidente della BCE in occasione di un dibattito plenario. Per esempio, il presidente della BCE ha partecipato alla EP plenaria il 1° febbraio 2016 per discutere con tutti i deputati la relazione annuale della BCE per il 2014 e la risoluzione del PE su di essa. In questa occasione il presidente della Bce ha anche risposto alle domande dei deputati in materia di politica monetaria della BCE.

Vorrei inoltre aggiungere che, nel 2015, il presidente della BCE ha risposto per iscritto a un numero significativo di quesiti scritti da deputati sulle misure di politica monetaria della BCE, discutendo i loro effetti, la loro logica, e la coerenza con l'obiettivo statutario della BCE. Questi temi sono stati ampiamente discussi nel corso delle riunioni ECON presso il Parlamento europeo, per esempio il 15 febbraio 2016. In questa occasione, il presidente della BCE ha chiarito che tutte le misure di politica monetaria della BCE, standard e non standard, sono state adottate per adempiere l'obiettivo primario della BCE di mantenere la stabilità dei prezzi, vale a dire mantenere l'inflazione su livelli inferiori ma vicino al 2% nel medio periodo.

Più specificamente, in questa occasione il presidente della Bce ha spiegato che l'orizzonte sul quale l'obiettivo primario della BCE può essere raggiunto "si è progressivamente allungato nel corso degli ultimi due anni", di recente anche in conseguenza degli sviluppi nel resto del mondo al di fuori del controllo della BCE. Mentre ha riconosciuto che "la stessa situazione esiste negli Stati Uniti e quasi la stessa situazione in Giappone", ha sottolineato che il fatto che questo rappresenta una sfida comune non è una buona ragione per abbandonare la strategia di politica monetaria della BCE. A questo proposito, egli ha sottolineato che la BCE non sta"rinunciando" al suo mandato, facendo eco a quanto ha detto in precedenza nella conferenza stampa dopo la riunione del gennaio 2016 del Consiglio direttivo della BCE in materia di politica monetaria. Questo punto è stato ribadito dal presidente della BCE anche nella sua ultima conferenza stampa del 10 marzo 2016, quando ha detto "noi non rinunciamo alla nostra lotta per riportare l'inflazione al nostro obiettivo”.

Anche in altre occasioni, il presidente della BCE ha avuto l'opportunità di discutere in dettaglio questi problemi con gli eurodeputati. Per esempio, il 12 novembre 2015 il presidente della BCE ha risposto ad una domanda del vostro collega deputato europeo Werner Langen, e ha chiarito che "la politica monetaria è stata molto efficace, e quello che abbiamo visto oggi è in un certo senso il risultato delle decisioni di politica monetaria che sono state prese per tutto questo periodo di tempo, e che intensificammo nel giugno dello scorso anno (...) Quindi, dobbiamo continuare, e il nostro obiettivo di un tasso di inflazione che torni al nostro obiettivo, al livello inferiore, ma vicino al 2%, si basa sulla piena attuazione della nostra politica monetaria". Nella stessa occasione, rispondendo a un'altra domanda dell'europarlamentare Barbara Kappel, il presidente della BCE ha ulteriormente chiarito che il mandato principale della BCE è - cito ancora- "la stabilità dei prezzi. La stabilità dei prezzi per noi significa avere un tasso di inflazione al di sotto e vicino al 2%. E' per questo che usiamo tutti questi strumenti di politica monetaria. Questo è il motivo per cui abbiamo il programma di acquisto di asset in corso. E' per questo che seguiamo da vicino tutti gli sviluppi nell'economia mondiale che potrebbero posticipare il raggiungimento del nostro obiettivo di inflazione."

Il Presidente della BCE ha avuto l'opportunità di discutere con i vostri colleghi MEP anche le altre questioni sollevate dal firmatario della petizione. Per esempio, il 22 settembre 2014, rispondendo ad una domanda specifica del vostro collega eurodeputato Marco Valli, il presidente ha chiarito che, quando il Consiglio direttivo della BCE prende decisioni di politica monetaria, tiene presenti "i cittadini europei e io tengo presente l'obiettivo che abbiamo di mantenere la stabilità dei prezzi, e di aumentare il tasso di inflazione vicino ma sotto il 2%. Teniamo presenti la crescita e l'occupazione e teniamo presente, in particolare, la disoccupazione".

Per quanto riguarda l''ordine gerarchico' negli obiettivi della BCE, il 15 giugno 2015, rispondendo ad una domanda dal deputato Esther de Lange, il presidente della BCE ha chiarito che la stabilità dei prezzi è "un obiettivo più onnicomprensivo di quanto si possa pensare a prima vista - nel perseguire la stabilità dei prezzi sappiamo anche che la nostra politica monetaria accomodante colpisce la disoccupazione positivamente, aiuta a ridurre il divario dell'output gap e sostiene la ripresa economica. Quindi,in questo senso, il perseguimento della stabilità dei prezzi viene insieme con obiettivi più strettamente legati all'economia reale".

Vorrei inoltre aggiungere che il Trattato, che stabilisce una chiara gerarchia di obiettivi per l'Eurosistema, rende chiaro che garantire la stabilità dei prezzi è il contributo più importante che la politica monetaria può dare per ottenere un ambiente economico favorevole e un elevato livello di occupazione. L'articolo127 (1) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea definisce chiaramente la stabilità  dei prezzi come obiettivo primario dell'Eurosistema e della politica monetaria unica di cui è responsabile. Inoltre, l'Eurosistema "sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione" (comprese tra l'altro, "la piena occupazione" e "una crescita economica equilibrata"), i trattati chiariscono che questo è "fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi".

Le disposizioni del Trattato riflettono l'ampio consenso che (i) i benefici della stabilità dei prezzi sono sostanziali, come il mantenimento di prezzi stabili in maniera prolungata è una cruciale pre-condizione per aumentare il benessere economico e il potenziale di crescita di un'economia, e (ii) il naturale ruolo della politica monetaria per l'economia è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, la politica monetaria può influenzare l'attività reale solo nel breve termine, ma, in ultima analisi, può influenzare solo il livello dei prezzi nell'economia.

Infine, le disposizioni del trattato implicano anche che, nella concreta attuazione delle decisioni di politica monetaria volte a mantenere la stabilità dei prezzi, l'Eurosistema deve anche tener conto dei più ampi obiettivi economici dell'Unione. In particolare, dato che la politica monetaria può influenzare l'attività reale a breve termine, la BCE tipicamente dovrebbe evitare di generare fluttuazioni eccessive del prodotto e dell'occupazione se questo è in linea con il perseguimento del suo obiettivo primario.

Spero che le considerazioni sopra svolte abbiano messo in sufficiente evidenza la misura in cui la BCE ha già presentato il suo punto di vista sulla realizzazione del suo mandato al Parlamento europeo e agli eurodeputati.

Cordiali saluti,

Gilles Noblet

Deputy Director General)

 

 

**********

 

http://vincesko.blogspot.com/2016/04/risposta-della-bce-alla-petizione-sulla.html

 

 


 


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permalink | inviato da magnagrecia il 18/4/2016 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Per far cambiare rotta all’UE la speranza è necessaria ma non sufficiente

 
di Vincenzo Comito
Le quattro variabili per cambiare rotta
19/12/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Le-quattro-variabili-per-cambiare-rotta-27664
 
 
Citazione: Un cambiamento della politica tedesca, una coalizione di forze tra i paesi del sud Europa, la vittoria delle sinistre in Grecia e Spagna, misure forti della Bce”
 
1. Cambiamento della politica tedesca
I Tedeschi sono, psicologicamente, talmente arroganti da rasentare l’ottusità. Temo che non cambieranno la loro politica neppure se questa – come sta già avvenendo – danneggerà anche loro.
 
2. Coalizione di forze tra i paesi del sud Europa
E’quella che sarebbe necessaria per far cambiare a brutto muso agli arroganti Tedeschi la loro politica, che finora li ha avvantaggiati, ma purtroppo gli unici due Paesi che lo potrebbero fare – la Francia e l’Italia – sono retti da due mediocri: Hollande e l’ex tosto Renzi.
 
3. Vittoria delle sinistre in Grecia e Spagna
Effettivamente è la variabile più promettente di un cambio di rotta dell’UE, speriamo – se vinceranno - abbiano la forza di “convincere” la Francia e l’Italia, senza le quali l’aggiustamento ci sarà, ma sarà parziale e di basso profilo.
 
4. Misure forti della Bce
E’ la variabile determinante, poiché la BCE è l’unica, stante l’ostracismo dei poteri forti all’imposta patrimoniale sui ricchi e alla TTF rafforzata, ad avere i soldi che servono: almeno 3.000 mld, per acquistare una parte consistente del debito pubblico e, riducendo di conseguenza sensibilmente la spesa degli interessi passivi, rendere possibile un’adeguata politica fiscale degli Stati (taglio di tasse e aumento di spesa).
 
Conclusione
Citazione: “A fine 2014, il quadro europeo non appare confortante. Ma forse ci sono altre forze all’opera che non riusciamo a vedere e le novità che potrebbero manifestarsi su questi quattro fronti potrebbero essere più importanti. Speriamo”.
 
La speranza è necessaria ma non sufficiente. Le novità hanno bisogno di una spinta dal basso, visto che al vertice comandano “bottegaie” (Merkel), ostinate cani da guardia degli interessi dell’establishment teutonico, e mediocri e molli (Hollande e Renzi). La probabilità è di una su un miliardo di miliardi, ma chissà che la novità importante non possa scaturire da una deliberazione dell’organo più democratico dell’UE – il Parlamento Europeo – in ordine alla… mia petizione contro la BCE, che ne sancisca le violazioni statutarie e la induca finalmente ad affrancarsi dal veto tedesco (che rappresenta 1/24 del Consiglio direttivo della BCE) e a fare quel che serve nell’interesse dei popoli dell’Eurozona. J
 
 
Post collegati:
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html
 
Struttura UE, assenza di democrazia o di legalità?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2823865.html
 
N. 16 post sulla Germania, lo spread ed altro:
 
(1) Le promesse da marinaio della “bottegaia” Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2739381.html 
(2) Il solito Olli Rehn, l’amico del giaguaro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2744430.html
(3) L’Europa riparte da qui
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2745490.html
(4) Le determinanti dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html
(5) Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747517.html
(6) I facitori dello spread
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748019.html
(7) Lo spread e gli ‘amici del giaguaro’
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2748385.html
(8) Lo ‘schiaffo’ benvenuto di Draghi alla cancelliera Merkel
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753007.html
(9) L’egoismo e l’arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781980.html
(10) Dialogo sulle pensioni d’oro, gli ammortizzatori sociali e il caso tedesco
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2790913.html
(11) Dialogo su crisi economica, deflazione e arroganza della Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2795390.html
(12) Dialogo sulla furbizia degli Italiani e dei Tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2804796.html
(13) L’arroganza della Corte Costituzionale tedesca
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2805065.html
(14) Eliminare l’Euro o ridurre lo strapotere della Germania?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810032.html
(15) Dialogo sull’Euro, la Lira e la sovranità monetaria
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811768.html
(16) False opinioni sull’Italia e la Germania
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824672.html
 

Draghi e l'obiettivo dell'inflazione

 

L'altro ieri, alla sua audizione al Parlamento Europeo,[1] quindi in una sede istituzionale, Draghi, ad una domanda di un parlamentare, aveva detto che la BCE, con l’inflazione prossima allo zero %, stava rispettando l’obiettivo statutario del controllo dei prezzi. Oggi, invece,[2] all’emittente radiofonica francese Europe1, dice che l’obiettivo è riportare l’inflazione al 2 per cento.

Apparentemente, sorvolando sulla contraddizione, le due dichiarazioni sembrano equivalersi. Invece c’è una differenza sostanziale. Il primo obiettivo favorisce i creditori (Germania e satelliti), il secondo obiettivo favorisce i debitori (Italia ed altri Piigs).

Ciò che, però, Draghi non ha ancora detto e riconosciuto è che la BCE – come ho già segnalato [3] -, raggiunto il primo obiettivo statutario, che non è quello di tenere l’inflazione prossima allo zero, ma poco sotto il 2%, deve – deve! – adempiere il secondo obiettivo, di sostenere la crescita economica e dell’occupazione.

 
[1] Draghi: la ripresa è debole, rischi di peggioramento
con un'analisi di Beda Romano 22 settembre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-22/draghi-144933.shtml
Botta e risposta Grillo-Draghi
http://economia.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20140922_320018
[2] Draghi: «L’obiettivo è riportare l’inflazione al 2 per cento»
http://www.corriere.it/economia/14_settembre_24/draghi-l-obiettivo-riportare-l-inflazione-2-cento-9977ccfe-43c7-11e4-bbc2-282fa2f68a02.shtml
[3] Dialogo tra il prof. Paolo Pini e me sui poteri della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2818189.html
 

Allegati (link nel post in nota 3)::

 
1) PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCACENTRALE EUROPEA.
Articolo 2 - Obiettivi
Conformemente all'articolo 105, paragrafo 1, del trattato, l'obiettivo principale del SEBC è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato.[*] Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all'articolo 4 del trattato.
 
[*] Secondo l'articolo 105, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea, oltre all'obiettivo principale del mantenimento della stabilità dei prezzi il SEBC "sostiene le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità" (tra cui un elevato livello dell’occupazione).
 
2) STATUTO FED. Per un’utile comparazione, traggo da Wikipedia gli obiettivi della FED USA,  Un ruolo analogo di contenimento dell'inflazione è svolto in America dalla Federal Reserve; quest'ultima però, a differenza della Bce, deve contemporaneamente perseguire l'obiettivo politico del pieno impiego[3]
Mission: The Federal Reserve System is the central bank of the United States. It was founded by Congress in 1913 to provide the nation with a safer, more flexible, and more stable monetary and financial system. Over the years, its role in banking and the economy has expanded.
Today, the Federal Reserve's duties fall into four general areas:
• conducting the nation's monetary policy by influencing the monetary and credit conditions in the economy in pursuit of maximum employment, stable prices, and moderate long-term interest rates […]


Articoli collegati:

UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più
8 ottobre 2014
Bortolussi: “Le politiche di austerità e di rigore hanno fallito”
http://c0103197m2.promo.it/mailing-manager/url/?l=1s1X1h1c0z1m0j0o0m0o0x1r1X1h1c0z0o0u0s0t0x1g1s1s1o0w0l0l1a1h1s0k1k1x0l1c1h1r1n1b1b1t1o1Z1s1h1X1t1d

Lagarde: serio rischio recessione nell’area euro, la Bce compri titoli di Stato
9 ottobre 2014
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-09/lagarde-serio-rischio-recessione-nell-area-euro-bce-compri-titoli-stato-170734.shtml

 

Made in Italy, bello e ben fatto

 

Dopo la prima buona notizia (AnalisiQQ/28-Entrate tributarie gennaio-marzo 2014 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2810779.html ), pubblico volentieri qui la seconda buona notizia.

Nel post Promemoria delle misure anti-crisi http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html , al punto C), ho indicato:

"C) Applicazione UE di norme severe e controlli stringenti e costanti sulle merci importate, incentivi alla non delocalizzazione e tracciabilità per la tutela dei prodotti (Made in)".

Recentemente, il Parlamento Europeo, a larga maggioranza, ha approvato il regolamento di etichettatura obbligatoria dei prodotti, misura voluta ed appoggiata fortemente dall’Italia, che ha dovuto vincere le resistenze di Paesi come la Svezia, la Gran Bretagna e la Germania e di quelli nordici in generale.

 
L’Ue dice sì al Made in (Italy)
16/04/2014
Il Parlamento europeo con 485 voti a favore ha dato il suo ok al progetto di etichettatura obbligatoria. Soddisfatte le istituzioni italiane
Il Made in è una legge europea. Il Parlamento di Strasburgo, con 485 voti a favore, 130 contrari e 27 astenuti, ha dato il via libera al Regolamento per la Sicurezza dei prodotti al consumo, incluso il suo capitolo 7 sull’obbligatorietà di indicazione d’origine per le merci circolanti in Europa. Soddisfatta la manifattura italiana, con Claudio Marenzi di Sistema moda Italia che parla di «risultato fantastico» e Cleto Sagripanti di Assocalzaturifici che sottolinea come nonostante «resti ancora molto da fare», l’Italia ha «ora la certezza di aver raggiunto un momento significativo della battaglia che se si concluderà positivamente darà ai consumatori la possibilità di acquistare in maniera trasparente in Europa». Molto soddisfatta anche Cristiana Muscardini, eurodeputato italiano da sempre pro etichettatura, secondo la quale «il voto boccia il Consiglio che da anni ha cercato di bloccare l’attuazione di norme e di regole a garanzia della sicurezza dei consumatori europei e della corretta concorrenza sul mercato». La Muscardini si affida quindi «alla Presidenza italiana che nel suo semestre di presidenza dovrà finalmente portare ad un voto favorevole in Consiglio perché i diritti dei consumatori e dei produttori siano riconosciuti e possa finalmente ripartire la produzione e perciò la crescita».
http://www.businesspeople.it/Lifestyle/Fashion/L-Ue-dice-si-al-Made-in-Italy-_61816

Questa è indubbiamente un’ottima notizia per l’Italia, in considerazione soprattutto dei seguenti 3 fattori:

1)   il made in può essere un formidabile volano della crescita del PIL e dell’occupazione italiani;

2)   la notevole entità delle falsificazioni che danneggiano il made in Italy e che, secondo la Coldiretti, assommano a 60 mld di €,[*] cioè il doppio del valore totale del made in Italy e che tolgono PIL ed occupazione al nostro Paese; e

____________________

[*] Made in Italy: da pandoro a Valpolicella, il falso vale 60 miliardi
http://www.coldiretti.it/News/Pagine/94---7-Febbraio-2014.aspx

____________________

3)   il trend previsionale molto positivo della domanda futura dei prodotti made in Italy, sia nei Paesi sviluppati, sia, soprattutto, nei Paesi emergenti, come risulta da questo articolo:

 
I nuovi mercati affamati del “bello e ben fatto” italiano
06/05/2014
Cresce l’export del made in Italy nei Paesi emergenti. Nel 2019 varrà 16,6 miliardi di euro con Cina, India, Brasile e Russia top buyer

Cresce, anche nei Paesi emergenti, la richiesta di prodotti che si contraddistinguono per il design, la cura, la qualità dei materiali e delle lavorazioni, il cosiddetto “bello e ben fatto”, soprattutto italiano. Un mercato che nel 2019 varrà 212 miliardi di euro,con una crescita di 66 miliardi rispetto al 2013, in aumento quindi del 45% nei prossimi sei anni. Oltre un terzo della domanda aggiuntiva verrà da Russia, Emirati e Cina, mentre l’Asia sarà l’area più dinamica in termini percentuali (+57%).

Importazioni che proverranno anche dal nostro Paese con il volume di vendite dall’Italia che potrà raggiungere i 16,6 miliardi di euro nel 2019, con una crescita di 4,8 miliardi rispetto al 2013, in aumento del 40% in sei anni e oltre 23 punti in più rispetto alla dinamica delle importazioni nei mercati maturi.

Questi i principali risultati della quinta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita”, realizzata da Centro Studi Confindustria e Prometeia.

Dei 16,6 miliardi di euro di export italiano di beni dell’alto di gamma l’alimentare toccherà 2,6 miliardi con la Russia che assorbirà un import pari a quello di tutta l’area asiatica; l’arredo salirà a 3,8 miliardi di euro e l’abbigliamento a 4,7 miliardi, con il 38% della domanda incrementale proveniente dalla Russia; le calzature arriveranno a 2,1 miliardi; l’occhialeria aumenterà a 800 milioni di euro, in questo caso sarà l’America Latina a richiederne la parte più elevata; mentre oreficeria-gioielleria salirà fino a 3 miliardi di euro, con una quota rilevante in più verso gli Emirati.

A trainare la domanda l’ampliamento della classe benestante. Si stima, infatti, che nel 2019, in tutto il mondo, ci saranno 202 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2013. La metà di essi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Brasile, anche se la classe benestante si sta ampliando in paesi più vicini all’Italia, come la Russia, oggi il mercato emergente più importante per gli esportatori italiani.
http://www.businesspeople.it/Business/Economia/I-nuovi-mercati-affamati-del-bello-e-ben-fatto-italiano_62503

 

Aggiornamento:

09 DICEMBRE 2014 ORE 11:48
Misure anti contraffazione nell’UE: “MADE IN” rinviato al 2015
http://www.ipsoa.it/documents/impresa/marchi-e-brevetti/quotidiano/2014/12/09/misure-anti-contraffazione-nell-ue-made-in-rinviato-al-2015


 
Post e articoli collegati:

La globalizzazione non è un gioco equo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html

Quanto piace il made in Italy, ma non ditelo all'Europa
Francesco Perugini 
16/07/2014 
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/31ea2667742721b83fa9efb98030a6f1/96122

Il vero made in Italy: sfatati in un video i luoghi comuni sugli italiani
Redazione 
23/01/2015
In tre minuti il Mise ribalta la visione che gli stranieri attribuiscono al nostro Paese, raccontando una realtà di eccellenza che, spesso, non viene valorizzata
http://www.businesspeople.it/newsletter/read/36b6d80bd49b08e76d7cc542404b76c1/110507 

VOLA IL MADE IN ITALY NEL MONDO
07 maggio 2016
http://www.cgiamestre.com/articoli/24253




Il trattato commerciale transatlantico. Un uragano minaccia gli europei

 
Il trattato transatlantico. Un uragano minaccia gli europei
di Lori Wallach
Venerdì 24 Gennaio 2014
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3361:lori-wallach-il-trattato-transatlantico&catid=83:politica-estera&Itemid=63
 

Articolo bello, interessante e istruttivo! Che fare?

Un argine allo strapotere dei veri padroni del mondo - le grandi banche e le multinazionali - sono la trasparenza, la diffusione dell'informazione, la denuncia nominativa delle responsabilità, oltre alla partecipazione consapevole, attiva e assidua dei cittadini.

Soltanto il controllo dei media e l’ammuina dei non ricchi rendono possibile il dominio di un’infima minoranza di straricchi potenti, egoisti, bulimici e spietati sul resto dell’umanità. [1]

E, soprattutto, la connivenza o almeno la corrività dei rappresentanti politici.

Ad esempio, qual è il ruolo in questa vicendadei negoziati sull’accordo di libero scambio tra Canada e Unione europea già terminati e di quelli in corso col governo statunitense, che spera di concludere con il Vecchio continente una partnership di questo tipo”, del presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, [1] che è forse il peggiore presidente della Commissione Europea sia per l'asservimento sostanziale al Consiglio Europeo (leggi: Germania), venendo meno al suo compito istituzionale di equilibrare lo strapotere del Consiglio, sia per i risultati?

Il compito istituzionale del presidente della Commissione UE [3] è fare l’interesse e perseguire il benessere di tutti i 450 milioni di cittadini UE, non soltanto degli straricchi, controbilanciando il potere del Consiglio UE, i cui esponenti, anche quelli di sinistra, subiscono maggiormente le pressioni delle lobby nazionali: vedasi, ad esempio, da ultimo, il caso della regolazione dell’attività delle banche [4], in cui alle conclusioni del rapporto Liikanen si sono a suo tempo opposte non solo molte banche, ciò che era del resto prevedibile, ma anche la Germania e la Francia. Va sottolineato come, in generale, sin dall’inizio la presidenza Hollande si sia caratterizzata come molto sensibile ai desideri del mondo della finanza”.

E' necessario ampliare i poteri del Parlamento Europeo. [5]

 
[1] L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
[2] Barroso, il peggiore presidente della Commissione Europea
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2797427.html
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_europea
http://it.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Commissione_europea
http://ec.europa.eu/about/index_it.htm
[4] banche, crisi, Ue, Usa di Vincenzo Comito
Tutto quel che (non) ci ha insegnato la crisi
16/01/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/capitali/Tutto-quel-che-non-ci-ha-insegnato-la-crisi-21712
[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo 

 
Post e articoli collegati:
 
Trasformazione epocale da governare al meglio
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753469.html
La globalizzazione non è un gioco equo
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760049.html
Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
Dialogo sulla globalizzazione ed altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2784949.html

TtipUeUsa di Monica Frassoni
Ttip, tutto quello che non sappiamo
01/04/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ttip-tutto-quello-che-non-sappiamo-23491

ambienteOgmTtip di Dario Guarascio
Tutti i rischi del Trattato transatlantico
08/04/2014
Diritto del lavoro, ogm, sanità, ambiente, proprietà intellettuale e energia: tutte le conseguenze del trattato di libero scambio che Usa e Ue vogliono approvare
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Tutti-i-rischi-del-Trattato-transatlantico-23709

democraziaTtipUeUsa di Alessandra Algostino
Ttip, l'oligarchia diretta dei mercati finanziari
15/04/2014
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Ttip-l-oligarchia-diretta-dei-mercati-finanziari-23884

TtipUeUsa di Thomas Fazi
Ttip, tutte le bugie sul trattato segreto
23/04/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Ttip-tutte-le-bugie-sul-trattato-segreto-24057

commercioEuropaTtipUsa di Monica Di Sisto
Stop Ttip, mobilitazione a Bruxelles
27/06/2014
http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Stop-Ttip-mobilitazione-a-Bruxelles-25180  

 
Newsletter n. 365 - 17 ottobre 2014

Ttip, il modello neomercantilista
Bis-trattati/ Il Ttip altera ulteriormente l'equilibrio di potere tra le forze sociali e le grandi imprese, a favore di queste ultime, e istituzionalizza definitivamente le riforme neoliberiste introdotte negli ultimi vent'anni. Intervista a Werner Raza (Ofse): «C’e` un chiaro legame tra il Ttip e lo smantellamento dello Stato sociale a cui abbiamo assistito in questi anni» 
di Thomas Fazi

«Ttip e Tpp sono soprattutto strumenti geopolitici»
Bis-trattati/Intervista a Walden Bello: «Oggi ci troviamo in una situazione in cui la globalizzazione corporativa e il neoliberismo hanno perso molta credibilità e sono dunque sulla difensiva»
di Thomas Fazi

Opporsi alla schiavitù economica
Bis-trattati/Ttip, il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. E` il patto che gli Usa impongono ai paesi Ue. Ma la partita e` ancora in corso: accanto al potere filoamericano sempre e comunque, vi sono partiti, sindacati, movimenti che si oppongono e rifiutano la schiavitu` economica
di Guglielmo Ragozzino

Liberalizzarla di più, se possibile
Bis-trattati/Tra gli ambiti del Ttip, uno di particolare rilevanza dovrebbe riguardare i servizi finanziari. Questa almeno è l'idea della Commissione europea, mentre la controparte statunitense ha più volte dichiarato di volere escludere la finanza dal negoziato. 
di Andrea Baranes

Il successo della giornata di mobilitazione europea contro il Ttip
Bis-trattati/Oltre mille eventi in 22 paesi, centinaia di attivisti nelle piazze delle principali capitali, sono l'imponente risultato di mobilitazione ottenuto dalla prima Giornata di azione europea contro Ttip, Ceta e Tisa, convocata per l'11 ottobre scorso dalle piattaforme nazionali contro il Ttip
di Monica Di Sisto

Cause per 3 miliardi
Bis-trattati/Isds (Investor-State Dispute Settlement) è l'acronimo utilizzato per definire gli organismi chiamati ad esprimersi, qualora questo sia previsto da specifici accordi sovranazionali, sulle dispute fra stati ed imprese multinazionali. 
di Dario Guarascio

I negoziati sul Trattato
Bis-trattati/Un ostacolo dopo l'altro, e questo è potuto accadere soprattutto grazie all'opposizione della sinistra e della società civile
di Paul-Emile Dupret

Lavoro, sanità, i rischi del Ttip
Bis-trattati/Grazie al Ttip nascerebbe la possibilità per le multinazionali, qualora volessero contestare una regolamentazione statale o comunitaria stringente, di rivolgersi ad un organismo arbitrale terzo dotandosi così di un potente mezzo per il contrasto di politiche e leggi divergenti dalle loro strategie aziendali
di Dario Guarascio

Ttip e “cooperazione normativa”
Bis-trattati/La cooperazione normativa è uno dei pilastri del Ttip, e ad esso sono imputati la maggior parte dei benefici economici dell'accordo. Dato che le barriere tariffarie tra Ue ed Usa sono già molto basse, l'ostacolo maggiore al commercio e agli investimenti è oggi rappresentato dalla diverse norme regolatorie presenti nei vari paesi. 
di Ronan O'Brien

Il commercio immorale
Bis-trattati/La scuola liberista ha adottato come sua espressione favorita il detto "laissez faire, laissez passer", un'espressione che suona gradita ai predoni, ai truffatori e ai ladri non meno che ai mercanti, il che dovrebbe metterci in guardia da tale massima 
di Friedrich List

Il semestre italiano e gli incontri a tarallucci e vino
Bis-trattati/Frasi a effetto e sostanza zero: ecco come il governo sta affrontando il negoziato
di Monica Di Sisto
 
http://www.sbilanciamoci.info/Newsletter/Newsletter-n.365-17-ottobre-2014
  


TTF, una buona notizia per i milioni di povericristi

 
Commissione europeaTTF   di Andrea Baranes
TTF: un passo in avanti in Europa
15/02/2013
La proposta di Direttiva della Commissione europea accoglie le istanze delle reti della società civile su uno strumento utile a frenare la speculazione e che può generare un gettito di decine di miliardi di euro l'anno
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/globi/TTF-un-passo-in-avanti-in-Europa-16872
 
Rendere operativa l'imposta sulle transazioni finanziarie - 14/02/2013
http://ec.europa.eu/news/economy/130214_it.htm
 

Segnalo molto volentieri questa buona notizia (per i milioni di povericristi). Anche io (come ho raccontato nel post riportato in fondo [1]) ho partecipato alla campagna a favore dell’introduzione della TTF, osteggiata da portatori di interessi potentissimi, incluso l’ex premier italiano, il miliardario Silvio Berlusconi, che è stato in seno al G20 ed in ambito UE un fiero, inverecondo, ostinato oppositore di tale misura.

Essa serve sia come misura di equità, poiché fa pagare ai responsabili dell’attuale grave crisi una parte del suo costo, sia come fonte di finanziamento per la crescita ed il welfare, sia, infine, come deterrente ai movimenti finanziari speculativi.

Avevo persino scritto al Vice presidente UE Olli Rehn, [2] severo censore dei conti pubblici italiani, sollecitandone un maggiore impegno per l’adozione di questa e delle altre misure necessarie per la regolazione dei mercati finanziari. [3]

La Commissione UE, finalmente, interviene ad adottarla, con una direttiva vincolante per ora soltanto per 11 Paesi, a distanza di quasi 2 anni dalla prima risoluzione favorevole del Parlamento europeo (marzo 2011), in una formulazione fortunatamente più severa ed efficace di quella varata dal governo Monti, condizionato dal PDL di Berlusconi.

Essa quantifica l’introito derivante dalla TTF in 30-35 mld l’anno, contro una previsione iniziale, da parte di alcuni, di 10 volte tanto, se essa fosse stata adottata in tutto il mondo e nella versione ancora più severa.

 
[1] Appunto sulla Tassa sulle transazioni finanziarie
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758893.html
[2] Lettera al Vice Presidente UE Olli Rehn
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697319.html
[3] Promemoria delle misure anti-crisi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html
 
 

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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
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Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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