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Petizione al Parlamento sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza




Pubblico la petizione che ho inviato oggi, via lettera pec, sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Nel primo caso, l’ho indirizzata a camera_protcentrale@certcamera.it, fico@camera.it; nel secondo, a petizioni@senato.it, segreteriagabinettopresidente@pec.senato.it, maria.alberticasellati@senato.it.

Due giorni dopo, a seguito di richiesta telefonica dellUfficio Petizioni del Senato, ho provveduto a modificarla.



Petizione (art. 50 Cost.) al Parlamento sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche da parte del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza


Petizione (art. 50 Cost.) al Sig. Presidente della Camera dei Deputati sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche da parte del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza

lunedì 22 giugno 2020 - 15:25


Petizione (art. 50 Cost.) al Sig. Presidente del Senato della Repubblica sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche da parte del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza

lunedì 22 giugno 2020 - 16:25


Illustrissimo Signor Presidente,

La Riforma delle pensioni Sacconi, con la L. 102/2009, art. 22-ter, comma 2, ha introdotto l’adeguamento, con cadenza quinquennale, dell’età di pensionamento alla speranza di vita. Poi lo ha modificato sostanzialmente con la Legge 30.7.2010, n.122, art. 12, comma 12-bister, ecc. rendendolo a cadenza triennale. Con la stessa L. 122/2010, art. 12, comma 12-bis, ha attribuito al “Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali”, il compito di emanare un decreto direttoriale almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento e che, come stabilito dal successivo comma ter, “aggiorna con cadenza triennale i requisiti di età e di anzianità contributiva in misura pari all’incremento della predetta speranza di vita accertato dall’ISTAT in relazione al triennio di riferimento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale.”.

La Riforma delle pensioni Fornero, con la L. 214/2011, art. 24, ha esteso l’adeguamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita alle pensioni anticipate (comma 12) e ha modificato la periodicità dell’aggiornamento da triennale a biennale sia dell’età di pensionamento (comma 13), sia dei coefficienti di trasformazione[*] (comma 16).

[*] L’importo pensionistico contributivo si calcola moltiplicando il montante contributivo individuale per il coefficiente di trasformazione (il montante contributivo individuale si determina sommando l’ammontare dei contributi di ciascun anno, rivalutato annualmente sulla base del tasso annuo di capitalizzazione risultante dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo nominale (PIL), appositamente calcolata dall’ISTAT con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare).

In entrambi i casi (ma scambiandosi i ruoli), i soggetti che materialmente firmano il decreto direttoriale, a pena di sanzione erariale, sono il Ragioniere Generale dello Stato (MEF) e la Direttrice Generale Previdenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Ho scritto loro due volte,[1] per evidenziare che sbagliano ad interpretare le norme pensionistiche, adducendo come prova documentale anche la stessa relazione tecnica della L. 214/2011 (co-elaborata da MinLav ed RGS), che al di là di ogni ragionevole dubbio attesta più volte che l’adeguamento del 2019 è triennale, per cui il successivo adeguamento biennale dovrà decorrere dal 2022, e non dal 2021, come erroneamente interpretano il Ragioniere Generale e la Direttrice Generale Previdenza (e tutti gli altri, incluso il Parlamento (sic!), si vedano, ad esempio, le Leggi di Bilancio 2017 e 2018, che si sono allineati).

L’errata interpretazione viene esposta nella tabella a pag. 42 (l’evidenziazione in colore giallo dell’anno 2021 è nell’originale), la quale fa scattare l’adeguamento biennale dal 2019, che determina lo scatto a decorrere dal 2021 anziché dal 2022.

Per contro, la stessa relazione tecnica, contraddicendo quanto riportato dalla sua tabella a pag. 42, attesta nel commento (presumibilmente l’estensore è persona diversa da chi ha elaborato la tabella e probabilmente di grado gerarchico superiore) che l’adeguamento dell’età di pensionamento e dei coefficienti di trasformazione del 2019 è triennale, e lo attesta sia a pag. 38, riproducendo fedelmente e correttamente la norma di legge (art. 24, comma 13):

«- il passaggio da una periodicità triennale ad una biennale sia dell’adeguamento dei requisiti agli incrementi della speranza di vita sia dell’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione con riferimento agli adeguamenti e agli aggiornamenti aventi decorrenza successiva a quelli decorrenti dal 1° gennaio 2019

sia, ancora più chiaramente scrivendo l’aggettivo «triennali» due volte nella stessa frase, a pag. 49 (dove, di tutta evidenza, manca nel periodo da me riportato un segno di interpunzione dopo le parole «4 mesi»):

«per i successivi adeguamenti triennali del 2016 e del 2019 la stima di tali adeguamenti incrementativi triennali è pari a 4 mesi[; N.d.A.] per gli adeguamenti successivi [dal 2022, N.d.A.] opera la nuova periodicità biennale.»

Come extrema ratio e poiché queste loro errate interpretazioni sono presenti anche in leggi, ho inviato per conoscenza le lettere anche al Presidente della Repubblica.

Il Segretariato Generale del Quirinale, avendo evidentemente trovato fondate le mie osservazioni, mi ha comunicato il 4 marzo 2019 di aver trasformato la mia lettera del 23 febbraio 2018 in un esposto e di averlo trasmesso al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “per l’esame di competenza”.

Ma i due Alti DirigentiBiagio Mazzotta e Concetta Ferrari, non se ne sono dati per intesi ed Uffici (RGS e DG Previdenza) hanno ripetuto l’errata interpretazione nel Decreto direttoriale del 5 novembre 2019.

Ho allora riscritto loro[2] e poi contattato telefonicamente prima la Ragioneria Generale dello Stato (senza risultato), la Segreteria della Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo (il centralinista ha disposizione di non passarle nessun cittadino semplice) e poi la Segreteria della Direzione Generale Previdenza (nel suo sito c’è il numero telefonico diretto), con la quale ho avuto un’interlocuzione, ma - pur avendo il funzionario che forse ha commesso lo strafalcione, delegato per la risposta (Francesco Saverio Longo), riconosciuto che non avevo torto e poi l’aveva già redatta (tre mesi dopo) -, mi ha comunicato che non potevano trasmettermela per decisione – mi ha detto – del Capo Divisione III Stefano Listanti; esito negativo del quale ho informato il Segretariato Generale del Quirinale.[3]

È solo un’impressione e la manifesto come tale, eppure soltanto alla prima telefonata la segretaria della Direttrice Generale Ferrari fu gentile, solerte e preoccupata del fatto che fosse coinvolta la Presidenza della Repubblica, mentre già dalla seconda ci fu un decrescendo. E si sa che le segretarie per solito riflettono l’“atmosfera”, se non la volontà esplicita o adombrata del superiore gerarchico.


In ogni caso, parlano i fatti.

I due Alti Dirigenti Uffici (RGS e DG Previdenza) hanno ora emanato un altro decreto direttoriale del 1 giugno 2020, relativamente all’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione (che la Riforma Dini aveva stabilito decennale, modificato poi dalla Riforma Damiano in triennale e dalla Riforma Fornero in biennale), ed anche per questo hanno erroneamente fissato la decorrenza biennale dall’1.01.2021.

Anche in questo decreto essi riportano la chiarissima norma pensionistica della Riforma Fornero:

“e ogni due anni per le rideterminazioni successive a quella decorrente dal 1° gennaio 2019”,

non avvertendo – come rilevai nella lettera precedente – neppure questa volta l’evidente illogicità della loro interpretazione, dal momento che, se la periodicità biennale vale per “le rideterminazioni successive a quella decorrente dal 1° gennaio 2019”, significa necessariamente, dal punto di vita logico, che quella del 2019 NON può essere anch’essa biennale, ma triennale.

Evidenzio che le varie interpretazioni errate di RGS e DG Previdenza (decorrenza della periodicità degli aggiornamenti dell’età di pensionamento e dei coefficienti di trasformazione ed esclusione, dal calcolo, delle diminuzioni della speranza di vita) si tradurranno in un danno economico per tutti i futuri pensionati (io sono già in pensione).

Tali errate interpretazioni, infatti, impattano negativamente su tre fattori: (i) decorrenza della periodicità biennale dell’adeguamento (a) dell’età di pensionamento alla speranza di vita e (b) dei coefficienti di trasformazione; e (ii) esclusione, dal calcolo, delle diminuzioni della speranza di vita.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, reitero ciò che scrissi nella prima lettera a RGS[1]:

Seconda errata interpretazione

L’adeguamento non avviene in caso di calo della speranza di vita

Com’è noto, l’interpretazione ufficiale è che la riduzione dell’aspettativa di vita non abbassa l’età pensionabilecriterio, peraltro, criticabile sia sotto il profilo dell'equità che della logica. Ma vediamo, anche in questo caso, che cosa dice la norma (L. 122/2010, art. 12, comma 12terriforma Sacconi):

In sede di prima applicazione tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre mesi e lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita”.

Anche qui, a me pare non possano sussistere dubbi interpretativi: l’unica volta in cui la norma cita il divieto di aggiornamento in caso di diminuzione della speranza di vita lo limita alla sua “prima applicazione” (2013). Infatti, interpretando la norma facendone l’analisi del periodo, si può constatare l’assenza assoluta di segni di interpunzione tra la subordinata iniziale e le due principali, e tra le due principali, unite dalla congiunzione “e”, e dedurne che soltanto “in sede di prima applicazione ... lo stesso aggiornamento non viene effettuato nel caso di diminuzione della predetta speranza di vita”.


A seguito dell’emanazione di questo ultimo decreto direttoriale del 1 giugno 2020, tutti i media hanno segnalato il calo delle future pensioni dal 1° gennaio 2021.

Né i Sindacati, né i Media, né la professoressa Elsa Fornero, da me informati, mi hanno aiutato in questa specifica impresa che porto avanti da solo da oltre due anni o, più in generale, sulla disinformazione prima nazionale e poi mondiale, che coinvolge anche gli esperti, i docenti universitari, ministri, parlamentari ed Enti terzi, inclusi l’INPS e l’UPB, sulle Riforme delle pensioni Sacconi e Fornero, con una erronea attribuzione alla seconda di norme importanti della prima, disinformazione che contrasto da solo da una decina d’anni e sulla quale – unitamente a quella ancor più grave che riguarda le manovre finanziarie correttive della XVI legislatura - andrebbe fatta una indagine approfondita (vi ho scritto su un saggio di 300 pagine, utilizzando come fonte anche gli ottimi dossier del Servizio Studi della Camera o del Senato).

Chiedo (i) che i due Alti Dirigenti – il Ragioniere Generale Mazzotta e la Direttrice Generale Ferrari - la Ragioneria Generale dello Stato e la Direzione Generale Previdenza – se possibile - diano conto delle loro evidenti errate interpretazioni, perché essi sono del tutto autonomi, per deliberazione legislativa (Riforma delle pensioni Sacconi), nell’emanazione dei decreti direttoriali, ma non nell’interpretazione delle norme; (ii) che il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali spieghi la sua (apparente) inerzia dopo la trasmissione dell’esposto del Quirinale; e, soprattutto, (iii) che la competente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati/ del Senato della Repubblica (i cui Membri sono già stati da me informati più volte della questione), dia un’interpretazione autentica delle norme violate, vincolante per il Ragioniere Generale dello Stato e la Direttrice Generale Previdenza tutti, in tempo per evitarne la non corretta applicazione dal 1° gennaio 2021.

Distinti saluti,

V.


Napoli, 22 24 giugno 2020

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Note

[1] Lettera al Ragioniere Generale dello Stato sulle sue errate interpretazioni di norme pensionistiche

Lettera n. 2 alla Ragioneria Generale dello Stato sulle sue errate interpretazioni di norme pensionistiche

[2] Lettera n. 3 al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza sulla loro errata interpretazione della norma che adegua l’età di pensionamento alla speranza di vita

[3] Lettera n. 2 all’Ufficio Affari Giuridici del Quirinale sull’errata interpretazione di RGS e DG Previdenza di norme delle Riforme Fornero e Sacconi: comunicazione dell’esito negativo


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Dati anagrafici


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Aggiornamento


In data 24 giugno, a seguito della richiesta telefonica di un funzionario dellUfficio Petizioni del Senato, ho tolto i nomi e cognomi da me citati, incompatibili - mi ha detto - con una petizione. Ne ho approfittato per togliere anche il passo sullimpressione circa il comportamento della segretaria della DG Previdenza e aggiungere la spiegazione della seconda errata interpretazione. Ho proceduto nello stesso modo per la petizione presentata alla Camera dei Deputati. Che ha anchessa un Ufficio Petizioni, al quale era già stata subito trasmessa dalla Segreteria di Presidenza (alla quale avevo spiegato che la questione era di interesse generale di tutti i lavoratori e futuri pensionati, che subiranno un danno) la prima versione. 


Aggiornamento


Pubblico la comunicazione del 10.07 scorso dell’Ufficio petizioni del Senato:


Rif: Petizione modificata.

petizioni@senato.it

10/7/2020 13:37

A  v  

Gentile Signore,

        La informo che la petizione da Lei inviata è stata annunciata all’Assemblea del Senato nella seduta n. 238 del 9 luglio 2020.
La predetta petizione reca il numero 630 ed è stata assegnata alla 11a Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale), che ne curerà i seguiti secondo quanto previsto dall'articolo 141 del Regolamento del Senato.       


Con i migliori saluti.
Ufficio Atti non legislativi Senato



Post collegato:

Lettera ai Media sulle errate interpretazioni di norme pensionistiche e lo scarso rispetto del Ragioniere Generale dello Stato e della Direttrice Generale Previdenza per la Presidenza della Repubblica e la logica



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https://vincesko.blogspot.com/2020/06/petizione-al-parlamento-sulle-errate.html




Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE




Dopo la mia istanza al Segretariato della Commissione PETI,[1 o 2] pubblico la mia replica alla seconda risposta della BCE, la cui brevità giustifica – come sanno i giuristi – una replica ampia.


Spett. Segretariato Commissione PETI,

Vi ringrazio della Vostra cortese risposta,[1] alla quale mi permetto di osservare quanto segue, scusandomi della lunghezza.

1. Mi scuso dell’imprecisione, ma quel che volevo scrivere è riportato nell’oggetto: “Istanza relativa alla Vostra richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014”. Poiché la decisione era preannunciata per il 28.11 u.s., ho presunto che la proposta fosse già stata trasformata in decisione. Mi fa piacere, ovviamente, che questo non sia avvenuto.

2. Non ho trovato in allegato la risposta della Commissione Europea, che comunque è marginale nel contesto della petizione 2401/2014, e le cui carenze informative trovano comunque una conferma documentale nella descrizione attuale gravemente errata della missione della Banca Centrale Europea presente nel sito della Commissione Europea e che ho riportato nella mia e-mail iniziale.

3. Per quanto riguarda, invece, la BCE, preliminarmente osservo (i) che sarebbe stato molto strano se la BCE avesse dato una risposta positiva alle contestazioni mossele nella mia petizione; e (ii) che in un caso similgiudiziario come questo, non rileva affatto che l’imputato si dichiari innocente: emettere la sentenza non tocca all’imputato ma al giudice, cioè, nel caso di specie, a Voi Commissione PETI del Parlamento Europeo, unico Organo democratico direttamente elettivo dell’Unione Europea e col potere di mettere in stato d’accusa la BCE, per il giudizio affidato alla Corte di Giustizia Europea, unico Organo ad essa sovraordinato (art. 35 Statuto BCE).

Inoltre, attenendoci ad un criterio similgiurisdizionale, ciò che rileva non sono le autoassoluzioni o le affermazioni apodittiche dei rappresentanti della BCE, organo strumentale al benessere del popolo europeo, segnatamente del popolo dell’Eurozona, ma la fondatezza e l’oggettività delle prove: testimoniali, documentali e logiche.

Sotto questo riguardo, anche la seconda risposta della BCE presta il fianco a numerose critiche, le principali delle quali sono le seguenti.

(a) - In primo luogo, di ordine quantitativo: non si può sostenere di aver risposto esaurientemente ad una replica di 4 (quattro) pagine, contenente contestazioni puntuali, argomentate e suffragate da prove, se ci si limita – come ha fatto l’esponente della BCE – a richiamare, in una mezza paginetta, per l'esattezza 10 (dieci) righe, le affermazioni fatte nella precedente risposta, ritenendole soggettivamente fondate ed esaustive. E per di più se si spendono quasi 4 (quattro) delle dieci righe per rispondere - ed in maniera minimizzatrice - sulla contestazione meno importante. E’ offensivo per il Parlamento Europeo e indizio di arroganza e/o di debolezza argomentativa e fattuale. 

(b) - In secondo luogo, di ordine qualitativo: in sintesi, le affermazioni contenute nella prima risposta della BCE sono – ripeto ciò che ho scritto e dimostrato puntualmente nella mia replica – pleonastiche su aspetti non contestati (la prevalenza gerarchica dell’obiettivo della stabilità dei prezzi), elusive ed omissive, invece, sul punto dirimente: l’obliterazione e l’inosservanza del secondo obiettivo statutario, subordinato al primo (“fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi”; “without prejudice”, nella versione inglese), ma che in deflazione o con tasso d’inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%) ha la stessa dignità e cogenza del primo, poiché non lo pregiudica ma anzi è concordante, convergente e complementare (come è dimostrato dal periodo post Quantitative Easing).

Le regole statutarie della BCE sono mutuate dai Trattati (ad esempio, gli obiettivi, art. 2, dagli artt. 127 e 282 del TFUE), perciò hanno valore cogente sia per la BCE che per tutti gli altri membri e organi dell’UE. Esse sono, storicamente, il frutto di un compromesso sull’adozione della moneta unica, prima politico tra la Francia e la Germania, e poi tecnico, impostato abilmente dalla Commissione Europea Delors, gestito dal Comitato dei governatori delle banche centrali, che suggerirono di adottare le regole più severe, quelle della Bundesbank (vedi l’interessante ricostruzione fatta dal politico ed economista Giorgio La Malfa “Deficit – Il punto sull’Europa tra sogno e realtà” - Seconda parte) [Attenzione: il video comincia a 52’51”, portare il cursore all’inizio del video].

L’obliterazione risale a quel peccato originale. Bisogna, però, anche dire che per fortuna non riuscirono del tutto a copiare il testo dello statuto della Bundesbank e a incollarlo su quello della BCEAncor meno ciò avvenne nei Trattati se la stabilità dei prezzi – con buona pace degli esponenti della BCE - vi entra soltanto con il Trattato di Lisbona, finalizzato grazie al forte impegno e sotto la presidenza tedesca del Consiglio Europeo (2007, con decorrenza dicembre 2009).

Obliterazione della quale Freud rinvenirebbe una prova indiretta nella stessa striminzita e ripetitiva seconda risposta della BCE laddove l’estensore scrive: “Permettetemi inoltre di sottolineare che, nell'ultimo anno, il Presidente della BCE, così come altri membri del Comitato esecutivo, hanno avuto l'opportunità di spiegare dettagliatamente al Parlamento europeo in che modo le misure di politica monetaria adottate dalla BCE sono state progettate e attuate per soddisfare l'obiettivo statutario della BCE”: al singolare.

Ma questo lapsus freudiano di un funzionario della BCE è ben poca cosa di fronte alla prova regina, fornita – come già specificato nella mia replica, rilevandone la contraddittorietà (peccato grave) con un’affermazione precedente fatta dall’estensore della prima risposta, citando una risposta data da Mario Draghi proprio in occasione di un’audizione al Parlamento Europeo - dal presidente Draghi in persona; in effetti, egli in precedenza, per quanto mi consta, non ha mai menzionato il secondo obiettivo statutario e quindi l’obliterazione l’ha fatta per omissione, ma in un’occasione solenne, se non altro per il luogo, l’ha fatta per commissione, esplicitamente, ossia in occasione della sua audizione al Parlamento italiano in data 26.3.2015. Il relativo video e un resoconto sintetico degli interventi sono riportati in questo post (Tasso di cambio: a 1h 37’ 35” fa la dichiarazione su obiettivi differenti BCE e FED: “Quindi, nel nostro caso, a raggiungere un certo tasso di inflazione, nel caso degli Stati Uniti a raggiungere un certo tasso di inflazione e di disoccupazione”): Mario Draghi confessa che la BCE vìola il suo statuto[1 o 2]

Obiettivi. In realtà, lo statuto della Bce stabilisce due obiettivi, non uno soltanto, ma, a differenza della FED, essi sono in rapporto duale-gerarchico tra loro (tale clausola fu imposta dalla Germania come condizione per aderire all’Euro, si veda il punto b), però, in ogni caso, secondo alcuni studiosi tale rapporto non andrebbe applicato meccanicamente ma distinguendo tra target inflazionistico nel breve o nel lungo periodo. Il primo è la stabilità dei prezzi, “sotto, ma vicino, al 2%”. Il secondo obiettivo è stabilito nello stesso articolo 2 dello statuto: “Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi”, la Bce “sostiene le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea”. Tra questi, i principali sono una “crescita economica equilibrata” e la “piena occupazione” (cfr. Allegato alla petizione[1 o 2]).

(c) - In terzo luogo, di ordine logico: le spiegazioni dell’esponente della BCE (già sentite o lette, immutabili, decine di volte dalla bocca o dalla penna del presidente e dei dirigenti della BCE) rivelano anch’esse la stessa illogicità (peccato grave) della prima risposta, poiché esse si riferiscono al periodo successivo alla presentazione della petizione 2401/2014, avvenuta il 3.11.2014. Il periodo che, invece, rileva ai fini del presente giudizio è ovviamente quello ante QE (deciso nel gennaio 2015 e varato nel marzo successivo); e che, anzi, portare a discarico della BCE la politica monetaria fortemente espansiva da essa attuata dal 2015 – come scrivevo nella mia replica – equivale a portare una prova a carico poiché conferma le contestazioni contenute nella petizione 2401/2014.

Qui la spiegazione diventa molto tecnica, e per chi fosse interessato rinvio a questo link, che comprende anche una istruttiva e impietosa analisi comparativa tra le rispettive politiche monetarie della BCE e della FED contro la crisi economica:

Essa è riassumibile così: la BCE o è intervenuta nel modo sbagliato (aumento duplice del tasso di sconto in piena crisi economica, per paura della fantomatica inflazione, unica banca centrale a farlo!) o è intervenuta in maniera insufficiente (SMPGli acquisti sono stati effettuati tra il maggio 2010 e il marzo 2011 [Grecia, Irlanda e Portogallo, ndr] e tra l’agosto 2011 e il febbraio 2012 [Spagna e Italia, ndr]) e sbagliata (contestuale sterilizzazione, cioè una riduzione, per un ammontare uguale, della massa monetaria) o è intervenuta tardi (“whatever it takes”) o troppo tardi (QE) e, dato il ritardo, in maniera insufficiente (Athanasios Orphanides, 2015, si veda la sua intervista nell’Allegato alla Petizione contro la BCE,[1 o 2], aggiornamenti). Ed ha influenzato i decisori politici in senso recessivo, aggravando e prolungando la crisi. Mentre una banca centrale, anche al di là della lettera dello statuto, deve avere come stella polare il benessere del popolo (come è scritto nel sito della Bank of England: “Promoting the good of the people”), che include in primo luogo la difesa dei titoli sovrani dagli attacchi della speculazione finanziaria, che perciò non è una gentile concessione o peggio ancora una moneta di scambio o ancor peggio un’arma di ricatto (vedi Governo Berlusconi, citato nella mia email iniziale, che ha dovuto adempiere prescrizioni dettagliate della Commissione Europea (sic!) e della BCE (sic!!) in contropartita del suo aiuto (sic!!!), per giunta insufficiente (lo spread BTP-Bund raggiunse in novembre 2011 un picco di 574 punti base), e varare manovre finanziarie correttive, recessive e procicliche, per ben 267 mld cumulati, da esso distribuiti in maniera molto iniqua, seguito dal Governo Monti con “appena” 63 mld cumulati, ripartiti in modo molto più equo, per un totale di 330 mld, cfr. [1 o 2]), ma un obbligo consustanziale al suo ruolo.

(d) - In quarto luogo, ho con piacere riconosciuto nella email iniziale che il sito della BCE ora dà informazioni corrette, molto più del sito della Commissione Europea, ma i rilievi sulle vecchie disfunzioni del sito della BCE sono più gravi di semplici inconvenienti tecnici, se rendono difficile la fruizione conoscitiva di un documento fondamentale come lo statuto della BCE alle centinaia di milioni di cittadini dell’Eurozona e non solo, tra i quali coloro che hanno letto la versione del protocollo 4 dello statuto BCE, inclusi i docenti universitari e perfino premi Nobel, si contano forse in poche centinaia (ma forse esagero…), con le conseguenze descritte nell’Allegato alla petizione. [1 o 2]

(e) - In quinto luogo, infine, tale ignoranza annovera un’altra vittima: lo stesso esponente della BCE che ha redatto la seconda risposta, laddove scrive che “garantire la stabilità dei prezzi è il contributo più importante che la politica monetaria può dare per ottenere un ambiente economico favorevole e un alto livello di occupazione”, che era la vecchia locuzione – presente anche nel sito della BCE (cfr. Allegato alla petizione) – dell’art. 2-Obiettivi dello statuto BCE, protocollo 2, desunto dal fondamentale art. 2 del TUE, poi sostituito dall’altrettanto fondamentale art. 3 del TUE dopo il Trattato di Lisbona, che definisce ed esplicita la missione dell’Unione Europea e che parla invece di “piena occupazione” (cfr., ancora, l’Allegato alla petizione); obiettivo, assieme al “progresso sociale”, al quale tutti i sub-obiettivi, inclusa la stabilità dei prezzi, sono subordinati “3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente”. Ma è un obiettivo, purtroppo, che la tardiva, insufficiente e prociclica politica monetaria della BCE ha contribuito ad allontanare anziché avvicinare, se dall’inizio della crisi e fino al 2014, come scrive la CGIA di Mestre, che non è un covo di estremisti, la disoccupazione nell’Eurozona è aumentata enormemente (tranne, guarda caso, in Germania) UE. Dall’inizio della crisi ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più.

Conclusione. Da più parti si alzano voci che è necessaria una riforma dei Trattati in senso più rispondente ai bisogni dei cittadini europei, ma se li si legge e li si confronta con le decisioni concrete della Commissione Europea e della BCE ci si accorge che è in parte, più o meno grande a seconda della materia, anche un problema di interpretazione e di applicazione delle norme e delle regole, in cui l’influenza della Germania, portatrice dell’ideologia neo-liberista in salsa ordoliberista, è diventata via via oggettivamente abnorme (si veda, da ultimo, la soluzione data alla questione dell'inserimento del nefasto fiscal compact, con annessa formula di calcolo del Pil strutturale giudicata inaffidabile sia dalla stessa Commissione Europea, che però continua ad applicarla, che dalla BCE, nei Trattati). Dispiace affermarlo, ma io penso da tempo – come conferma il Prof. Daniele Ciravegna dell’Università di Torino - che siano la Commissione Europea e la BCE a non rispettare i Trattati. La speranza di tanti è in un accrescimento ulteriore del peso del Parlamento Europeo, che però già adesso ha in parte gli strumenti per affermare la sua primazìa. Anche rispetto alla BCE.

Spero di essere stato congruamente comprensibile, obiettivo, circostanziato, utile ed esauriente. Chiedo ora a Voi Commissione PETI di valutare obiettivamente le prove (testimoniali, documentali e logiche) e di emettere un giudizio esclusivamente ispirato all’equanimità. Vi auguro buon lavoro.

Distinti saluti,

V.


[1] RE: Istanza relativa alla Vostra richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

PETI Secretariat (peti-secretariat@europarl.europa.eu)

14/12/2017 17:07

A  v  

Egregio signor V.,

 Ringraziandola per il suo messaggio di posta elettronica in cui le rileva un'apparente vizio della procedura di trattazione della sua petizione, teniamo a rassicurarla che alcuna decisione è stata adottata finora dalla commissione PETI in merito a un'eventuale chiusura della stessa. La notizia riportata sull'ultima newsletter è corretta nel senso che il segretariato haproposto, e non deciso la conclusione del esame sulla base sia della risposta della Commissione europea in data del 22.09.2017 sia della risposta della Banca centrale europea pervenuta al segretariato nel corso del estate per porta elettronica (e purtroppo di contenuto negativo). Troverà in allegato la relativa corrispondenza.

 Per quanto riguarda l'iter della procedura relativa alla sua petizione, tuttora pendente, la informiamo che l'ufficio dei coordinatori dei Membri della commissione PETI, dovrà prendere una decisione nel corso di una delle prossime riunioni se dar seguito alla proposta del segretariato o invece tenere aperta la petizione come da lei sollecitato.

 Cordiali saluti

 La segreteria

Commissione per le petizioni


Allegati:

1.      email della Commissione PETI alla BCE

2.      seconda risposta della BCE (in inglese, che ho provveduto a tradurre).


1. Email della Commissione PETI alla BCE

From: PETI Secretariat [peti-secretariat@europarl.europa.eu]
Sent: 30 June 2017 16:36
To: Noblet, Gilles
Subject: Petition 2401/2014

 Dear Mr Noblet,

 We contact you again on behalf of Mr V., author of the petition 2401/2014.

On 6 June 2016, we sent you Mr Battipaglia's observations about your reply of 13.04.2016 on his original petition.

Recently Mr V. has addressed us a new e-mail by asking us for an update of your reply about the list of his observations.

 We would be grateful if you could let us know your comments in order to be able to possibly close the petition.

 Yours sincerely,

 The Secretariat

Commission on petitions


2. Seconda risposta della BCE:

Dear Madame/Sir,

Thanks for your email to Mr Noblet.

We believe that the ECB’s stance on the issues raised in the petition was clarified to your Committee and to the petitioner in our letter dated 14 March 2016 (which I attach to this email for your convenience).  Our reply extensively discussed the effects of the ECB monetary policy measures, their rationale, and the consistency with the ECB's statutory objective. Moreover, it elaborated on the Treaty provisions on the ECB’s objectives, which establish a clear hierarchy of objectives, making clear that ensuring price stability is the most important contribution that monetary policy can make to achieve a favourable economic environment and a high level of employment.

Let me also emphasise that over the past year, the ECB President, as well as other members of the Executive Board, have had the opportunity to explain in detail before the European Parliament how the monetary policy measures adopted by the ECB were designed and implemented in order to meet the ECB's statutory objective. In these occasion they also answered to direct questions by Members of the European Parliament on the ECB’s actions, some of which discussed the points raised by the petitioner.

In relation to the petitioner’s comments on the ECB’s website, I cannot exclude that in the past sporadical technical incidents may have caused the malfunctioning of some website links. Nevertheless, I can assure you that our website correctly reports all the information on the ECB’s Statute, the Treaty and other relevant information on the legal framework of the ECB – and that these are also available in Italian. We stand ready to continue our fruitful cooperation with the European Parliament and to react in case of further specific request from your side.

Best regards,

Johannes Lindner – on behalf of Gilles Noblet

Head of Division, EU Institutions and Fora

Directorate General International & European Relations


(traduzione

Cara signora / signore,

Grazie per la sua email a Mr Noblet.

Crediamo che la posizione della BCE sulle questioni sollevate nella petizione sia stata chiarita alla vostra commissione e al firmatario nella nostra lettera del 14 marzo 2016 (che allego a questa email per vostra comodità). La nostra risposta ha ampiamente discusso gli effetti delle misure di politica monetaria della BCE, la loro motivazione e la coerenza con l'obiettivo statutario della BCE. Inoltre, ha elaborato le disposizioni del trattato sugli obiettivi della BCE, che stabiliscono una chiara gerarchia di obiettivi, chiarendo che garantire la stabilità dei prezzi è il contributo più importante che la politica monetaria può dare per ottenere un ambiente economico favorevole e un alto livello di occupazione.

Permettetemi inoltre di sottolineare che, nell'ultimo anno, il Presidente della BCE, così come altri membri del Comitato esecutivo, hanno avuto l'opportunità di spiegare dettagliatamente al Parlamento europeo in che modo le misure di politica monetaria adottate dalla BCE sono state progettate e attuate per soddisfare l'obiettivo statutario della BCE. In questa occasione hanno anche risposto alle domande dirette dei membri del Parlamento europeo sulle azioni della BCE, alcune delle quali hanno discusso i punti sollevati dal firmatario.

In relazione ai commenti del firmatario sul sito Internet della BCE, non posso escludere che in passato incidenti tecnici sporadici possano aver causato il malfunzionamento di alcuni collegamenti a siti Web. Tuttavia, posso assicurarvi che il nostro sito web riporta correttamente tutte le informazioni sullo statuto della BCE, il trattato e altre informazioni pertinenti sul quadro giuridico della BCE - e che queste sono disponibili anche in italiano. Siamo pronti a continuare la fruttuosa cooperazione con il Parlamento europeo e a reagire in caso di ulteriori richieste specifiche da parte vostra.

I migliori saluti,

Johannes Lindner - per conto di Gilles Noblet

Capo divisione, istituzioni dell'UE e Fora

Direzione generale internazionale e relazioni europee).



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Istanza al Segretariato della Commissione PETI relativa alla proposta di archiviazione della petizione sulla BCE


Cecilia WIKSTRÖM                            Presidente




















Poiché ricevo periodicamente la newsletter dal Parlamento Europeo, ho scoperto che il Segretariato della Commissione PETI aveva proposto l’archiviazione  “aumm aumm” (espressione napoletana che sta per fare di nascosto un qualcosa di poco corretto) la mia petizione del 3/11/2014 contro la BCE, dopo aver ricevuto la seconda risposta della BCE – appena dieci righe, che in sostanza richiamava la sua precedente risposta - alla mia replica argomentata di quattro pagine alla loro prima risposta, illogica perché si riferiva alla politica monetaria attuata dalla BCE dal 2015, quindi posteriormente alla mia petizione, e contraddittoria, poiché prima afferma più volte che l’obiettivo della BCE è la stabilità dei prezzi, poi cita un intervento – peraltro del tutto isolato - di Draghi al Parlamento Europeo, il quale, a domanda, risponde che egli tiene presente anche il problema della disoccupazione; che è però in contrasto con ciò che lo stesso Draghi ha affermato in un'audizione al Parlamento italiano, spiegando la differenza tra FED e BCE, che la BCE ha un unico obiettivo: la stabilità dei prezzi.

Dopo averne chiesto notizie all’unica parlamentare europea, membro della Commissione PETI, che aveva riscontrata la mia email quando inviai, nel 2014, la petizione a tutti i parlamentari europei italiani, e saputo che il Segretariato non aveva mai trasmesso la documentazione ai Membri della Commissione, ho inviato al Segretariato, e p.c. ai Membri italiani effettivi e supplenti della Commissione PETI e ai presidenti Tajani e Pittella, un’istanza con la quale ho chiesto di trasmettere i documenti e di affidare la decisione ai Membri della Commissione.

Dopodiché, il Segretariato mi ha assicurato che la sua era solo una proposta e che la decisione sarebbe stata presa dalla Commissione. Mi ha anche trasmesso la seconda risposta della BCE, come dicevo di appena 10 righe, che nella mia seconda replica, inviata p.c. a tutti i parlamentari europei italiani, ho definito per la brevità e il contenuto un’offesa al Parlamento Europeo.

Comincio col pubblicare la mia istanza, poi in un successivo post pubblicherò la mia replica.


Istanza relativa alla Vostra richiesta di archiviazione della petizione 2401/2014.

Da:  v

Data:  14/12/2017  00:30

A  peti-secretariat@europarl.europa.eu   CC alberto.cirio@europarl.europa.eu,    andrea.cozzolino@europarl.europa.eu,    eleonora.evi@europarl.europa.eu,    laura.agea@europarl.europa.eu,    mara.bizzotto@europarl.europa.eu,    elisabetta.gardini@europarl.europa.eu,    michela.giuffrida@europarl.europa.eu   CCN antonio.tajani@europarl.europa.eu,    gianni.pittella@europarl.europa.eu  


Spett. Segretariato Commissione PETI,

Dalla newsletter del Parlamento europeo, che ricevo periodicamente, ho ricavato la seguente informazione:

Petitions which it is proposed to close in the light of the Commission's written reply or other documents received

 24.

Petition 2401/2014 by V. (Italian) on the European Central Bank

CM-PE 610,830 FdR 1135287

LT ECB

In effetti, io ero rimasto alla Vostra comunicazione del 30 giugno 2017, nella quale mi informavate che, dopo la mia replica alla risposta della BCE (a mio avviso molto insoddisfacente, si vedano le motivazioni dettagliate nella mia replica), avevate inoltrato un'ulteriore richiesta di chiarimenti alla BCE (ed alla Commissione Europea).

Trovate tutto qui:

Replica alla risposta della BCE alla petizione sulla BCE

Ora, da quel che ho capito, la decisione di archiviazione è stata presa direttamente dal Segretariato della Commissione PETI, senza aver coinvolto finora i Membri della Commissione PETI e dopo aver ricevuto ulteriori documenti non dalla BCE ma soltanto dalla Commissione Europea, che è coinvolta esclusivamente per quanto concerne carenze informative circa le funzioni della BCE (cfr. ad esempio questa vecchia descrizione, dove viene menzionato erroneamente un obiettivo unico, il che contrasta già con la semplice denominazione dell’art. 2-Obiettivi (al plurale) dello Statuto della BCE ); carenze gravi, peraltro, che sono presenti tuttora, poiché nel sito della Commissione Europea attualmente viene attribuita alla BCE addirittura la missione di definire ed attuare la politica economica (sic!), che invece - come dovrebbe essere noto - le è assolutamente vietata dai Trattati (cfr. “La Banca centrale europea (BCE) gestisce l'euro e definisce e attua la politica economica e monetaria dell'UE”. Unione Europea - Banca centrale europea (BCE) https://europa.eu/european-union/about-eu/institutions-bodies/european-central-bank_it), in contrasto, peraltro, con ciò che è riportato nel link alla BCE presente nel sito della Commissione Europea, dove è invece scritto correttamente: “definire e attuare la politica monetaria per l’area dell’euro”.

Vi chiedo, pertanto, vagliando esclusivamente il merito della questione da me posta con la petizione 2401/2014, antecedente alle decisioni non convenzionali di politica monetaria adottate dalla BCE dal 2015, di valutare l'opportunità di:

1.      riconsiderare la decisione presa di archiviare la mia petizione 2401/2014;

2.     trasmettere ai Membri della Commissione PETI l’intera documentazione relativa alla petizione 2401/2014, in modo che

3.     sia demandata ai Membri della Commissione PETI ogni ulteriore decisione.


Aggiungo una notazione che ritengo importante e che non ho inserito nell'Allegato alla petizione.

Secondo l'art. 130 del Trattato, travasato nell'art. 7-Indipendenza, Statuto BCE, le istituzioni e gli organi dell’UE nonché i governi degli Stati membri sono tenuti a rispettare l'indipendenza della BCE e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE, ma questo è reciproco.

Senza voler citare il caso eclatante della Grecia e per restare all'Italia, la BCE - come è accennato nell'Allegato alla petizione - ha sconfinato spesso nel terreno propriamente politico che le dovrebbe in teoria essere proibito, ma ha fatto anche peggio: oltre a chiedere le cosiddette riforme strutturali (che poi riguardano soprattutto la riduzione dei salari, dei diritti del lavoro e del welfare), ha anche condizionato il suo aiuto alla loro implementazione, vedasi la sua lettera del 5/8/2011 al Governo italiano, con una serie di prescrizioni dettagliate, come contropartita del suo aiuto, che si tradusse, nell’ambito del programma SMP, per cercare di raffreddare lo spread, [Gli acquisti sono stati effettuati tra il maggio 2010 e il marzo 2011 e tra l’agosto 2011 e il febbraio 2012”, già attivo, in acquisti di titoli di Stato italiani (circa 100 mld complessivamente), che ebbero inizio il 22 agosto 2011,  a distanza di soli 9 giorni dall’approvazione della seconda, mastodontica manovra finanziaria estiva da parte del governo Berlusconi, il DL 138 del 13/8/2011, di 60 mld cumulati, che faceva seguito al DL 98 del 6/7/2011 (cioè di appena 38 giorni prima), di 80 mld cumulati, nonché al DL 78 del 31/5/2010, di 62 mld cumulati (il primo dopo la crisi della Grecia), che però non bastarono, per vari motivi, in parte reali e in buona parte insussistenti, alla severa UE e soprattutto alla bulimica speculazione finanziaria internazionale, che aveva scommesso sulla rottura dell’Euro ed aveva fatto risalire lo spread BTP-Bund, agevolata dalla quasi latitanza della BCE fino al famoso “whatever it takes” del 26 luglio 2012, che stoppò “miracolosamente” la speculazione, come da più parti era stato previsto.

Vi ringrazio dell'attenzione e resto in attesa di ricevere, se possibile, la risposta della Commissione Europea di cui sopra e di essere informato per iscritto al mio indirizzo e-mail dell'esito di questa mia istanza e di ogni altra decisione concernente la petizione 2401/2014.

Distinti saluti,

V.


PS: Segnalo che la petizione 2401/2014 ha 87 cofirmatari.


*** 


Il giorno dopo, ho inviato l’istanza, per conoscenza, a tutti i parlamentari europei italiani.


Buongiorno,

Vi inoltro, per opportuna conoscenza, l'istanza di cui all'oggetto, che ho inviato ieri al Segretariato della Commissione PETI.

Cordiali saluti,

V.

isabella.adinolfi@europarl.europa.eu, marco.affronte@europarl.europa.eu, laura.agea@europarl.europa.eu, daniela.aiuto@europarl.europa.eu, tiziana.beghin@europarl.europa.eu, brando.benifei@europarl.europa.eu, goffredo.bettini@europarl.europa.eu, mara.bizzotto@europarl.europa.eu, simona.bonafe@europarl.europa.eu, mario.borghezio@europarl.europa.eu, david.borrelli@europarl.europa.eu, mercedes.bresso@europarl.europa.eu, renata.briano@europarl.europa.eu, nicola.caputo@europarl.europa.eu, fabiomassimo.castaldo@europarl.europa.eu, lorenzo.cesa@europarl.europa.eu, caterina.chinnici@europarl.europa.eu, salvatore.cicu@europarl.europa.eu,  angelo.ciocca@europarl.europa.eu, alberto.cirio@europarl.europa.eu, sergio.cofferati@europarl.europa.eu, lara.comi@europarl.europa.eu, ignazio.corrao@europarl.europa.eu, silvia.costa@europarl.europa.eu, andrea.cozzolino@europarl.europa.eurosa.damato@europarl.europa.eu,  nicola.danti@europarl.europa.eu,  paolo.decastro@europarl.europa.eu,  isabella.demonte@europarl.europa.eu, herbert.dorfmann@europarl.europa.eu, eleonora.evi@europarl.europa.eu,  laura.ferrara@europarl.europa.eu,  raffaele.fitto@europarl.europa.eu, lorenzo.fontana@europarl.europa.eu, eleonora.forenza@europarl.europa.eu,  elisabetta.gardini@europarl.europa.eu, enrico.gasbarra@europarl.europa.eu, elena.gentile@europarl.europa.eu, michela.giuffrida@europarl.europa.eu, roberto.gualtieri@europarl.europa.eu, kashetu.kyenge@europarl.europa.eu, giovanni.lavia@europarl.europa.eu, curzio.maltese@europarl.europa.eu, fulvio.martusciello@europarl.europa.eu, barbara.matera@europarl.europa.eu, giulia.moi@europarl.europa.eu, alessandra.moretti@europarl.europa.eu, luigi.morgano@europarl.europa.eu, alessia.mosca@europarl.europa.eu, alessandra.mussolini@europarl.europa.eupierantonio.panzeri@europarl.europa.eu, massimo.paolucci@europarl.europa.eu, aldo.patriciello@europarl.europa.eu, piernicola.pedicini@europarl.europa.eu, giuseppina.picierno@europarl.europa.eu, gianni.pittella@europarl.europa.eu, salvatoredomenico.pogliese@europarl.europa.eu, massimiliano.salini@europarl.europa.eu, matteo.salvini@europarl.europa.eu, david.sassoli@europarl.europa.eu, elly.schlein@europarl.europa.eu, remo.sernagiotto@europarl.europa.eu, renato.soru@europarl.europa.eu, barbara.spinelli@europarl.europa.eu, antonio.tajani@europarl.europa.eu, dario.tamburrano@europarl.europa.eu, patrizia.toia@europarl.europa.eu, giovanni.toti@europarl.europa.eu, marco.valli@europarl.europa.eu, daniele.viotti@europarl.europa.eu, marco.zanni@europarl.europa.eu, flavio.zanonato@europarl.europa.eu, marco.zullo@europarl.europa.eu



**********





Risposta della BCE alla Petizione sulla BCE


In data 3 novembre 2014, presentai una petizione al Parlamento europeo sulla BCE.[*] Pubblico la risposta della Banca Centrale Europea (BCE) a questa mia petizione, che ho ricevuto tramite la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo.

[*] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html  oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html 


EUROPEAN CENTRAL BANK

EUROSYSTEM

ECB-PUBLIC

DIRECTORATE GENERAL INTERNATIONAL AND EUROPEAN RELATIONS

Cecilia Wikström Chairwoman Committee on Petitions European Parliament 60, rue Wiertz B-1047 Brussels

Frankfurt, 14 March 2016  

Re: Petition No. 2401/2014 by V. (Italian) on the European Central Bank

Honourable Member of the European Parliament, dear Ms Wikström,

Thank you for your letter informing the European Central Bank about the Petition No. 2401/2014.

The ECB’s President regularly reports on the ECB's monetary policy and its other tasks at his hearings before the European Parliament’s Committee on Economic and Monetary Affairs (ECON), which take place quarterly. On these occasions he had the opportunity to explain in detail how the monetary policy measures adopted by the ECB were designed and implemented in order to meet the ECB's statutory objective and to answer to direct questions by Members of the European Parliament (MEPs) on the ECB’s actions. In addition, the ECB’s Annual Report is presented each year in the European Parliament by the Vice-President of the ECB in a dedicated session of the ECON Committee and by the ECB President on the occasion of a Plenary debate. For instance, the ECB President attended the EP Plenary on 1 February 2016 to discuss with all MEPs the Annual Report of the ECB for 2014 and the EP Resolution on it.[1] On this occasion the ECB President also answered MEPs’ questions on the ECB's monetary policy.[2]

Let me also add that in 2015, the ECB President answered in published replies to a significant number of written questions from MEPs on the ECB’s monetary policy measures, discussing their effects, their rationale, and the consistency with the ECB's statutory objective.[3] These topics were also widely discussed during the ECON meetings at the European Parliament, for instance on 15 February 2016. On this occasion, the ECB President clarified that all the ECB’s monetary policy measures, standard as well as non-standard, have been taken to serve the ECB’s primary objective of maintaining price stability, i.e. keeping inflation rates below, but close to, 2% over the medium term.

More specifically, on this occasion the ECB President explained that the horizon over which the ECB's primary objective can be reached “has gradually lengthened over the last two years", recently also as result of developments in the rest of the world outside the ECB's control.[4] While heacknowledged that “the same situation exists in the United States and almost the same situation in Japan”, he stressed that the fact that this represents a common challenge is not a good reason to abandon the ECB’s monetary policy strategy. In this respect, he stressed that the ECB is not "giving up” on its mandate, echoing what he said previously in the press conference following the January 2016 ECB Governing Council meeting on monetary policy.[5] This point was also reiterated by the ECB President in his latest press conference on 10 March 2016, when he said "we don't give up in our fight to bring inflation back to our objective''.[6]

Also on previous occasions, the ECB President had the opportunity to discuss in detail these issues with MEPs. For instance, on 12 November 2015 the ECB President answered a question by your colleague MEP Werner Langen, and clarified that “monetary policy has been very effective, and what we haveseen today is in a sense the outcome of the monetary policy decisions that have been taken all through this period of time and which intensified in June last year (...) So we have to continue, and our objective of an inflation rate which will go back to our objective, to the level of less than but close to 2%, is predicated on full implementation of our monetary policy".[7] On the same occasion, answering to another question by MEP Barbara Kappel, the ECB President further clarified that the ECB’s primary mandate is - I quote again - “price stability. Price stability for us means having an inflation rate below and close to 2%.That is why we use all these monetary policy Instruments. That is why we have the asset purchase programme in place. That is why we monitor closely all developments in the world economy that might postpone the achievement of our inflation target. ”

The ECB President had the opportunity to discuss with your MEP colleagues also the other issues raised by the Petitioner. For instance, on 22 September 2014, answering to a specific question by your colleague MEP Marco Valli, the President clarified that when the Governing Council of the ECB in taking monetary policy decisions, it considers “the citizens of Europe and I consider the objective we have of maintaining price stability, and of raising the inflation rate to dose to but below 2%. We consider growth and employment and we consider, especially, unemployment."

With respect to the ‘hierarchical order’ in the ECB’s objectives, on 15 June 2015, answering to a question by MEP Esther de Lange, the ECB President clarified that price stability is "a more all-encompassing objective than one might assume prima facie - in pursuing price stability we also know that our accommodative monetary policy affects unemployment positively, helps to narrow the output gap and supports economic recovery. So, in this sense, the pursuit of price stability comes together with objectives more closely related to the reai side of the economy".

Let me also add that the Treaty, which establishes a clear hierarchy of objectives for the Eurosystem, makes clear that ensuring price stability is the most important contribution that monetary policy can make to achieve a favourable economic environment and a high level of employment.[8] Article 127(1) of the Treaty on the Functioning of the European Union clearly defines price stability as the primary objective of the Eurosystem and of the single monetary policy for which it is responsible. While the Eurosystem shall also "support the general economic policies in the Union with a view to contributing to the achievement of the objectives of the Union" (including inter alia "full employment" and "balanced economic growth"), the Treaties clarify that this is "without prejudice to the objective of price stability".

Treaty provisions reflect the broad consensus that (i) the benefits of price stability are substantial, as maintaining stable prices on a sustained basis is a crucial pre-condition for increasing economic welfare and the growth potential of an economy, and (ii) the natural role of monetary policy in the economy is to maintain price stability, as monetary policy can affect real activity only in the shorter term, but, ultimately, it can only influence the price level in the economy.

Finally, Treaty provisions also imply that, in the actual implementation of monetary policy decisions aimed at maintaining price stability, the Eurosystem should also take into account the broader economic goals of the Union. In particular, given that monetary policy can affect real activity in the shorter term, the ECB typically should avoid generating excessive fluctuations in output and employment if this is in line with the pursuit of its primary objective.

I hope the above developments have highlighted enough the extent to which the ECB has already presented its views on the fulfilment of its mandate before the European Parliament and the MEPs.

Yours sincerely,
Gilles Noblet
Deputy Director General



[1]The text of the Resolution asadopted by the EP Plenary is available at http://www.europarl.europa.eu/sides/qetDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P8-TA-2016-0063+0+DQC+PDF+V0//EN

[2] The ECB's accountability is however not the only source for the public to understand the ECB’s decisions. The ECB communicates to the public through a wide range of channels, which include regular press conferences after each monetary policy meeting of the Governing Council; the publication of the accounts of theGoveming Council’s monetary policy discussions; the publication of the Economic Bulletin every six weeks and of the Consolidated Financial Statement of the Eurosystem on a weekly basis. Finally, the members of the Executive Board regularly communicate with the public in the form of articles, interviews and speeches.

[3] In 2015 the ECB President replied to 179 written questions from MEPs. All the answers are available on the ECB’s website at

http://www.ecb.europa.eu/pub/pub/intco/html/index.en.html

[4]  See the full transcript of the 2016 meeting that is available on the European Parliament's website at: http://www.europarl.europa.eu/committees/en/econ/monetarv-dialoaue.html?tab=2016

[5] The text of the introductory statement to the press conference with Q&A is available on the ECB's website at: http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2016/html/is160121.en.html

[6] The text of the introductory statement to the press conference with Q&A is available on the ECB’s website at:

http://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2016/html/is160310.en.html

[7] See thefull transcript of the 2014 meetings that is available on the European Parliament’s website at: http://www.europarl.europa.eu/committees/en/econ/monetarv-dialoaue.html?tab=2015


[8]                          See the section of the ECB’s website “Objective of monetary policy“ available at https://www.ecb.europa.eu/mopo/intro/objective/html/index.en.html 


 

***

 

(Traduzione:

Onorevole Membro del Parlamento europeo, cara signora Wikström,

Grazie per la sua lettera che informa la Banca centrale europea circa la Petizione n. 2401/2014.

Il presidente della BCE riferisce regolarmente sulla politica monetaria della BCE e gli altri suoi compiti nelle sue audizioni dinanzi alla Commissione del Parlamento europeo sugli Affari Economici e monetari (ECON), che si svolgono ogni tre mesi. In queste occasioni ha avuto modo di spiegare in dettaglio come le misure di politica monetaria adottate dalla BCE siano state progettate e realizzate in modo da soddisfare l'obiettivo statutario della BCE e di rispondere alle domande poste dai Membri del Parlamento europeo (MEP) sulle azioni della BCE. Inoltre, la relazione annuale della BCE è presentata ogni anno al Parlamento europeo dal Vice-Presidente della BCE in una sessione dedicata della commissione ECON e dal presidente della BCE in occasione di un dibattito plenario. Per esempio, il presidente della BCE ha partecipato alla EP plenaria il 1° febbraio 2016 per discutere con tutti i deputati la relazione annuale della BCE per il 2014 e la risoluzione del PE su di essa. In questa occasione il presidente della Bce ha anche risposto alle domande dei deputati in materia di politica monetaria della BCE.

Vorrei inoltre aggiungere che, nel 2015, il presidente della BCE ha risposto per iscritto a un numero significativo di quesiti scritti da deputati sulle misure di politica monetaria della BCE, discutendo i loro effetti, la loro logica, e la coerenza con l'obiettivo statutario della BCE. Questi temi sono stati ampiamente discussi nel corso delle riunioni ECON presso il Parlamento europeo, per esempio il 15 febbraio 2016. In questa occasione, il presidente della BCE ha chiarito che tutte le misure di politica monetaria della BCE, standard e non standard, sono state adottate per adempiere l'obiettivo primario della BCE di mantenere la stabilità dei prezzi, vale a dire mantenere l'inflazione su livelli inferiori ma vicino al 2% nel medio periodo.

Più specificamente, in questa occasione il presidente della Bce ha spiegato che l'orizzonte sul quale l'obiettivo primario della BCE può essere raggiunto "si è progressivamente allungato nel corso degli ultimi due anni", di recente anche in conseguenza degli sviluppi nel resto del mondo al di fuori del controllo della BCE. Mentre ha riconosciuto che "la stessa situazione esiste negli Stati Uniti e quasi la stessa situazione in Giappone", ha sottolineato che il fatto che questo rappresenta una sfida comune non è una buona ragione per abbandonare la strategia di politica monetaria della BCE. A questo proposito, egli ha sottolineato che la BCE non sta"rinunciando" al suo mandato, facendo eco a quanto ha detto in precedenza nella conferenza stampa dopo la riunione del gennaio 2016 del Consiglio direttivo della BCE in materia di politica monetaria. Questo punto è stato ribadito dal presidente della BCE anche nella sua ultima conferenza stampa del 10 marzo 2016, quando ha detto "noi non rinunciamo alla nostra lotta per riportare l'inflazione al nostro obiettivo”.

Anche in altre occasioni, il presidente della BCE ha avuto l'opportunità di discutere in dettaglio questi problemi con gli eurodeputati. Per esempio, il 12 novembre 2015 il presidente della BCE ha risposto ad una domanda del vostro collega deputato europeo Werner Langen, e ha chiarito che "la politica monetaria è stata molto efficace, e quello che abbiamo visto oggi è in un certo senso il risultato delle decisioni di politica monetaria che sono state prese per tutto questo periodo di tempo, e che intensificammo nel giugno dello scorso anno (...) Quindi, dobbiamo continuare, e il nostro obiettivo di un tasso di inflazione che torni al nostro obiettivo, al livello inferiore, ma vicino al 2%, si basa sulla piena attuazione della nostra politica monetaria". Nella stessa occasione, rispondendo a un'altra domanda dell'europarlamentare Barbara Kappel, il presidente della BCE ha ulteriormente chiarito che il mandato principale della BCE è - cito ancora- "la stabilità dei prezzi. La stabilità dei prezzi per noi significa avere un tasso di inflazione al di sotto e vicino al 2%. E' per questo che usiamo tutti questi strumenti di politica monetaria. Questo è il motivo per cui abbiamo il programma di acquisto di asset in corso. E' per questo che seguiamo da vicino tutti gli sviluppi nell'economia mondiale che potrebbero posticipare il raggiungimento del nostro obiettivo di inflazione."

Il Presidente della BCE ha avuto l'opportunità di discutere con i vostri colleghi MEP anche le altre questioni sollevate dal firmatario della petizione. Per esempio, il 22 settembre 2014, rispondendo ad una domanda specifica del vostro collega eurodeputato Marco Valli, il presidente ha chiarito che, quando il Consiglio direttivo della BCE prende decisioni di politica monetaria, tiene presenti "i cittadini europei e io tengo presente l'obiettivo che abbiamo di mantenere la stabilità dei prezzi, e di aumentare il tasso di inflazione vicino ma sotto il 2%. Teniamo presenti la crescita e l'occupazione e teniamo presente, in particolare, la disoccupazione".

Per quanto riguarda l''ordine gerarchico' negli obiettivi della BCE, il 15 giugno 2015, rispondendo ad una domanda dal deputato Esther de Lange, il presidente della BCE ha chiarito che la stabilità dei prezzi è "un obiettivo più onnicomprensivo di quanto si possa pensare a prima vista - nel perseguire la stabilità dei prezzi sappiamo anche che la nostra politica monetaria accomodante colpisce la disoccupazione positivamente, aiuta a ridurre il divario dell'output gap e sostiene la ripresa economica. Quindi,in questo senso, il perseguimento della stabilità dei prezzi viene insieme con obiettivi più strettamente legati all'economia reale".

Vorrei inoltre aggiungere che il Trattato, che stabilisce una chiara gerarchia di obiettivi per l'Eurosistema, rende chiaro che garantire la stabilità dei prezzi è il contributo più importante che la politica monetaria può dare per ottenere un ambiente economico favorevole e un elevato livello di occupazione. L'articolo127 (1) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea definisce chiaramente la stabilità  dei prezzi come obiettivo primario dell'Eurosistema e della politica monetaria unica di cui è responsabile. Inoltre, l'Eurosistema "sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione" (comprese tra l'altro, "la piena occupazione" e "una crescita economica equilibrata"), i trattati chiariscono che questo è "fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi".

Le disposizioni del Trattato riflettono l'ampio consenso che (i) i benefici della stabilità dei prezzi sono sostanziali, come il mantenimento di prezzi stabili in maniera prolungata è una cruciale pre-condizione per aumentare il benessere economico e il potenziale di crescita di un'economia, e (ii) il naturale ruolo della politica monetaria per l'economia è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, la politica monetaria può influenzare l'attività reale solo nel breve termine, ma, in ultima analisi, può influenzare solo il livello dei prezzi nell'economia.

Infine, le disposizioni del trattato implicano anche che, nella concreta attuazione delle decisioni di politica monetaria volte a mantenere la stabilità dei prezzi, l'Eurosistema deve anche tener conto dei più ampi obiettivi economici dell'Unione. In particolare, dato che la politica monetaria può influenzare l'attività reale a breve termine, la BCE tipicamente dovrebbe evitare di generare fluttuazioni eccessive del prodotto e dell'occupazione se questo è in linea con il perseguimento del suo obiettivo primario.

Spero che le considerazioni sopra svolte abbiano messo in sufficiente evidenza la misura in cui la BCE ha già presentato il suo punto di vista sulla realizzazione del suo mandato al Parlamento europeo e agli eurodeputati.

Cordiali saluti,

Gilles Noblet

Deputy Director General)

 

 

**********

 

http://vincesko.blogspot.com/2016/04/risposta-della-bce-alla-petizione-sulla.html

 

 


 


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