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Il Pil dell'Italia frena a fine 2015: + 0,7%

 
Il Pil frena a fine 2015. Ma Renzi, Italia in crescita
Padoan, importante è direzione. Opposizioni attaccano. Rallenta Ue
Silvia Gasparetto
13 febbraio 2016
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/12/pil-prima-stima-crescita-italia-2015-a-07_73992afb-a49a-4306-87cc-ec21e0135113.html
 
Non c'è da meravigliarsi.

La previsione era di 0,8-0,7%; si è avuta la più bassa tra le due, ma cambia poco.

Ho letto i commenti in giro e constatato che c'è poca consapevolezza di quello che è successo in Italia negli ultimi 8 anni e, soprattutto, di ciò che occorrerebbe fare.

Dopo la cura da cavallo imposta all'Italia dall'insensata élite UE negli ultimi 8 anni (solo nella scorsa legislatura sono state varate manovre correttive per 330 mld cumulati, le cui misure strutturali dispiegano i loro effetti tuttora, addossati sui ceti medio-bassi ad alta propensione al consumo),[1] che ha causato la distruzione del 25% dell'apparato produttivo, un calo notevole della occupazione e la riduzione della domanda, occorrerebbe una terapia d'urto dell'ordine di vari punti di Pil (ogni punto di Pil vale 16 mld).

Di fronte ad una crisi economica di tali dimensioni e durata, infatti, è errato da parte dell’Unione europea continuare a imporre un avanzo primario crescente (il più alto in UE28), che equivale a sottrarre altrettante risorse all'economia reale.

Come pure è sbagliato, da parte del Governo italiano, visto che la determinante del perdurare della crisi è il calo della domanda, attaccarla dal lato dell'offerta (IRAP e Jobs act), come sostengono i nostri imprenditori e l’ideologia mainstream neo-liberista; o dare i soldi, anziché ai poveri ad alta propensione al consumo, ai ricchi a bassa propensione al consumo, con l'abolizione per tutti della TASI sull'abitazione principale.[2]

Per quanto riguarda la condotta specifica del PdC Renzi nell’ultimo periodo, certo, occorrerebbe ben altro che la misera flessibilità da lui invocata a gran voce, che è solo un palliativo. Ma, dati gli attuali vincoli UE, egli si attacca giocoforza ai decimali e, dati gli attuali rapporti di forza e il controllo occhiuto sull'Italia (che è dal 2011 sorvegliata speciale) da parte della Commissione europea (per conto della concorrente Germania), non ha il potere né di sforare il limite del 3% del deficit, né tanto meno di ottenere ciò che servirebbe: uno shock di alcuni punti di Pil.[3]

Ma fa benissimo ad aver posto con forza il problema. Purché insista e, con l'appoggio di altri Paesi, miri molto più in alto.

Aggiungo che, per reperire le cospicue risorse necessarie al taglio celere del debito pubblico e alla crescita economica e dell'occupazione, le alternative - l’ho già scritto da molto tempo[4] - sono:

- all'interno, varare una corposa imposta patrimoniale (300-400 mld), caldeggiata anche dalla Germania e dall'FMI, ma solo sul decile o la metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo (il 90-95% delle famiglie sarebbe esente); però so bene che Renzi non lo farà, se non costretto;

- all'esterno, implementare, in luogo del risibile piano Juncker, la vecchia proposta degli EuroUnionBond di Prodi e Quadrio-Curzio: 3.000 mld per tutta l’Eurozona, da destinare al taglio del debito pubblico e alla crescita, conferendo in garanzia, per rassicurare la riottosa Germania, l'oro delle banche centrali e quote di aziende pubbliche.

Queste cose il prof. Padoan le sa bene, ma il ministro-burocrate-prudente Padoan fa finta di non saperle e attacca l'asino dove chiede il padrone.[5]


[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[2] Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2839241.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/10/abolizione-imu-tasi-lallievo-renzi-ha.html
 
[3] La frase di Renzi è una negazione freudiana
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2843723.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2016/02/la-frase-di-renzi-e-una-negazione.html
 
[4] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/piano-taglia-debito-per-la-crescita.html
 
[5] IL PROFESSOR PADOAN HA CONFESSATO CHE IL MINISTRO NON CAPISCE NIENTE
POSTED BY REDAZIONE -11 FEBBRAIO 2016
http://www.asimmetrie.org/op-ed/il-professor-padoan-ha-confessato-che-il-ministro-non-capisce-niente/ 
 


Risegnalo questi articoli:

 
MOSLER: SALVI COL DEFICIT ALL’8% MA BERLINO VI VUOLE MORTI
Pubblicato in POLITICA&PALAZZO da L'Euroscettico il 10 giugno, 2015
http://www.euroscettico.com/mosler-salvi-col-deficit-all8-berlino-vi-vuole-morti/
 
Morire per Bruxelles
Carlo Clericetti 21 GEN 2016
La tempesta che si sta abbattendo sulle banche italiane è la conseguenza della politica criminale dell'Unione europea a cui si sono sommati i gravissimi errori della politica italiana.
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2016/01/21/morire-per-bruxelles/
 
EURO CRISIS gennaio 22, 2016 posted by Mitt Dolcino
La strategia EU-tedesca nella “crisi” delle nostre banche: attaccare gli altri paesi per impossessarsi dei loro attivi al fine di coprire i buchi del proprio sistema. Come chiudere il cerchio
http://scenarieconomici.it/la-strategia-eu-tedesca-nella-crisi-delle-nostre-banche-attaccare-gli-altri-paesi-per-impossessarsi-dei-loro-attivi-al-fine-di-coprire-i-buchi-del-proprio-sistema-come-chiudere-il-cerchio/
 
Una Ue che non ha più certezze
di Vincenzo Visco 29 Gennaio 2016
[…] All’origine di questo disastro vi sono due fattori principali: la crisi economica e il fenomeno dell’immigrazione. La crisi del 2007 ha avuto dimensioni epocali e, come quella del 1929, rischia di avre conseguenze politiche devastanti in Europa dove la leadership tedesca ha imposto una terapia insensata, ispirata agli interessi di breve periodo della Germania, ma assolutamente iatrogena per tutti gli altri, che ha spinto le economie del continente a divergere sempri di più e a scaricare sui ceti più deboli tutto il costo dell’aggiustamento, creando insicurezza, paura e risentimento, e anche mettendo a rischio la ripresa mondiale affidata solo agli sforzi degli Stati Uniti. La pervicacia con cui il ministero delle Finanze tedesco e la Bundesbank continuano a portare avanti la loro linea incuranti delle macerie materiali e morali che essa ha provocato fa temere che in verità i gruppi dirigenti tedeschi (o una loro parte) abbiano già deciso di considerare chiusa l’esperienza dell’euro se non della stessa Unione. […]
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-01-29/una-ue-che-non-ha-piu-certezze-104258.shtml  
 
E questa vecchia proposta (in luogo del ridicolo piano Juncker):
 
EuroUnionBond per la nuova Europa
di Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio
23 agosto 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml
 
 
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permalink | inviato da magnagrecia il 22/2/2016 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Pil +0,2 per cento nel secondo trimestre 2015

 
PIL

La performance mediocre del Pil italiano nel II trimestre 2015,[1] che si inscrive in un trend negativo che, tranne il rimbalzo del 2010 e la quasi stazionarietà del 2011, dura da 7 anni (2008=-1,0; 2009=-5,0; 2010 =+1,3; 2011=+0,4 2012=-2,4; 2013=-1,8; 2014=-0,4), non è un fenomeno naturale, ma l’inevitabile conseguenza della politica economica prociclica (anziché anticiclica) imposta dall’ideologia neo-liberista - sub specie ordoliberista tedesca per renderla terminologicamente digeribile agli Europei di fede socialista -, che permea di sé sia i trattati costitutivi dell’UE, sia le altre regole adottate successivamente (ad esempio il fiscal compact). Sopperisce solo in parte l’andamento positivo della domanda estera, essendo preclusa all’Italia per volere dell’UE (lèggi: Germania) qualunque flessibilità sostanziale del parametro deficit/Pil (o, in alternativa, prendendo i soldi al 5% più ricco con un’imposta patrimoniale, come propose la Confindustria nel 2011 e Squinzi nel 2012, ma se ne sono dimenticati[2]) per stimolare la domanda interna.

La Spagna del popolare Rajoy ha una discreta performance perché è uno dei pochissimi Paesi dell’Eurozona (l’altro è la Francia) che faccia, in parte, una politica anticiclica e a cui venga permesso, per il 3° anno consecutivo, di sforare abbondantemente il limite del 3% del rapporto deficit/Pil, come premio per aver implementato la riforma del lavoro che piace alla Germania (e come pretese la Germania stessa per 3 anni tra il 2002 e il 2005).

Come si vede, alla Francia non basta neppure avere un deficit del 4%. Mentre la Germania, a causa del pareggio di bilancio e della crisi dei partner commerciali EUZ, sconta anch’essa l’effetto negativo della sua politica economica prociclica.

 

Occupazione

Com'è noto, perché si abbia un incremento dell’occupazione occorre che il Pil aumenti almeno del 2% su base annua. Quindi, jobs act o non, i disoccupati, per i prossimi 2 anni almeno, difficilmente troveranno un’occupazione.

 

Aggiustamenti degli squilibri infra Eurozona

L’Eurozona è un insieme di Paesi strutturalmente eterogenei; non sono previsti dai trattati (influenzati dall'ordoliberismo germanico) meccanismi di aggiustamento degli squilibri equamente distribuiti tra Paesi forti (sanzione dei surplus commerciali) e Paesi deboli, ma soltanto a carico dei Paesi deboli (deflazione dei salari e dei diritti), e non con trasferimenti fiscali ma attraverso i prestiti del circuito bancario privato (Target2), con le storture che abbiamo visto nel caso della Grecia. La Germania (e l’Olanda) sfora da anni la soglia del 6% (già di per sé sovradimensionata e fatta a sua misura), ma non viene sanzionata, né può esserla.[3]

 

BCE

L’ideologia ordoliberista tedesca ha influenzato anche – forse soprattutto – lo statuto della BCE,[4] che è soltanto un po’ meno rigido di quello della Bundesbank, ma prevede anch’esso che l’obiettivo principale sia la stabilità dei prezzi (“sotto, ma vicino, al 2%”). Fatto salvo questo, essa ha, però, anche l’obiettivo di sostenere le politiche economiche dell’UE fissate dall’art. 3 del TUE, tra cui “una crescita equilibrata” e “la piena occupazione”. Sotto questo aspetto, con la deflazione o l’inflazione molto sotto target e la crisi economica ed occupazionale che perdura da 7 anni (tranne in Germania e satelliti), la BCE ha mancato e sta mancando entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze sui popoli europei e sui Paesi debitori (tra cui l’Italia). Il QE è tardivo e insufficiente sia qualitativamente che quantitativamente, e di per sé, se non è accompagnato da una politica fiscale espansiva anticiclica (taglio di tasse e aumento di spesa) che accresca la domanda aggregata (consumi, investimenti, spesa pubblica ed esportazioni nette), non sarà in grado di debellare da solo la deflazione (come, ovviamente, ammette la stessa BCE).[5]

 

[1] CRESCITA ECONOMICA
Pil II trimestre 2015, Italia a +0,2% Confindustria: «Non c’è ripresa vera» Mef: «Risultato come da attese»
Squinzi: «Si devono creare le condizioni favorevoli all’impresa». Berlino cresce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre Parigi fa registrare un risultato invariato
14 agosto 2015
http://www.corriere.it/economia/15_agosto_14/pil-secondo-trimestre-2015-germania-francia-peggio-previsto-aa37ee12-4258-11e5-ab47-312038e9e7e2.shtml
 
[2] Analisi quali-quantitativa/14/Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html oppure
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/analisi-quali-quantitativa14imposta.html
 
[3] Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828411.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-sul-surplus-commerciale.html
 
[4] Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html
 
[5] La BCE a trazione tedesca le spara grosse
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2829649.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/la-bce-trazione-tedesca-le-spara-grosse.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/08/pil-02-per-cento-nel-secondo-trimestre.html
 

Dialogo sulla spesa pubblica

 
Deficit pubblico eccessivo? No, è troppo basso
Pubblicato da keynesblog il 30 maggio 2013 in EuropaGlobalibt
di Andrea Terzi* per Keynesblog
http://keynesblog.com/2013/05/30/non-tutti-i-debiti-pubblici-sono-nati-uguali/
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 13:01
Mi limito ad osservare:
1) il tasso di disoccupazione italiano (cfr. dati ISTAT) è influenzato (notevolmente) dal trasferimento da “inattivi” (che non hanno un lavoro e non lo cercano; la SVIMEZ li definisce “disoccupati impliciti”) a “disoccupati” (che non hanno un lavoro ma lo cercano); ciò è dipeso presumibilmente dalla diminuzione del reddito disponibile delle famiglie.
2) La spesa pubblica, nel periodo 2000-2010, è cresciuta del 4,6% in media sotto la gestione di Tremonti e del centrodestra: tra gli altri, Romano Prodi ha scritto nel suo sito: “le spese correnti (esclusi cioè gli investimenti sempre stagnanti) sono passate da 444 miliardi di euro nel 2000 a 670 miliardi nel 2010"; ed anche nel 2011 (cioè i famigerati “tagli lineari” di Tremonti, nell’ipotesi migliore, come ha osservato tra gli altri il sen. Baldassarri, presidente della Commissione Finanze, consistevano in realtà in un mero taglio degli aumenti).
3) Vista l’ignoranza dei più, vale la pena di quantificarlo: il “monumentale aggiustamento” dei conti pubblici avvenuto nella scorsa legislatura,soprattutto a partire dal maggio 2010 (DL 78), dopo lo scoppio della crisi greca, è ammontato alla stratosferica cifra di 330 mld: 4/5, pari a 267 mld, ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti; 1/5, pari a 63 mld, attribuibile al governo Monti.
 
Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/01679bd8b32a65fd2faf1e87682be106?s=48&d=identicon&r=Gf. spirito 30 maggio 2013 alle 19:15
e questo aggiustamento, sbaglio o è stato praticamente solo dal lato entrate?
mi sembra che questo abbia qualcosa da dire sui moltiplicatori di spesa e tasse. l’aumento della spesa 2000-2011 NON ha portato a maggior crescita, mentre l’aumento delle tasse successivo HA distrutto l’economia.
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/4a6a24b6512fccd5308526ca4ea558e8?s=48&d=identicon&r=Grocky 30 maggio 2013 alle 19:29
a me sembra più che altro che la spesa primaria italiana sia rimasta in linea con l’andamento europeo, registrando un aumento significativo nel 2008 per effetto della crisi finanziaria globale…punti di vista…
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 20:15
Secondo “Il Sole 24 ore”, quasi metà e metà. Io avevo sommato mano mano gli importi delle manovre correttive a partire dal 2010.
LE CIFRE. Le manovre correttive, dopo la crisi greca, sono state: • 2010, DL 78/2010 di 24,9 mld; • 2011 (a parte la legge di stabilità 2011), due del governo Berlusconi-Tremonti (DL 98/2011 e DL 138/2011, 80+60 mld), (con la scopertura di 15 mld, che Tremonti si riprometteva di coprire, la cosiddetta clausola di salvaguardia, con la delega fiscale, – cosa che ha poi dovuto fare Monti – aumentando l’IVA), e una del governo Monti (DL 201/2011, c.d. decreto salva-Italia), che cifra 32 mld “lordi” (10 sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi); • 2012, DL 95/2012 di circa 20 mld. Quindi in totale esse assommano, rispettivamente: – Governo Berlusconi: 25+80+60 = tot. 165 mld; – Governo Monti: 22+20 = tot. 42 mld.
Se si considerano gli effetti cumulati da inizio legislatura (fonte: “Il Sole 24 ore”), sono:
- Governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- Governo Monti 63,2 mld. Totale 329,5 mld.
“Quattro anni, dieci manovre, e richieste per 329 miliardi e 520 milioni di euro, per il 55% (cioè 178 miliardi) rappresentato da aumenti di entrate vale a dire, quasi sempre, di nuove tasse.[…]”.
Cioè (ed è un calcolo che sa fare anche un bambino), per i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l’equità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio.
Tutti i dati in questo mio ‘post’ già riportato qui più volte (con all’interno l’articolo del “Sole 24 ore”):
“Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 30 maggio 2013 alle 21:35
@ rocky
Punti di vista? Facciamo parlare… LE CIFRE.
PIL: serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 =-1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%.
Spesa pubblica primaria.
Traggo dalle tabelle comparative UE27 della spesa pubblica primaria (e, tanto per parlare di spesa pensionistica, della Spesa primaria per Protezione sociale) elaborate dalla RGS.
Noto che la spesa pubblica italiana è allineata a quella degli altri Paesi (è sotto la media UE27); così pure la spesa sociale, ma non quella pensionistica, ma – attenzione! – prima delle riforme Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011). Poiché i cospicui risparmi della spesa pensionistica intervenuti dal 2011 per effetto delle riforme Damiano (2007) e Sacconi, ai quali si stanno ora aggiungendo quelli dovuti alla riforma Fornero, non sono rimasti nel capitolo della spesa sociale, presumo ci sarà in futuro un disallineamento (in meno) rispetto agli altri Paesi.
Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
Unione Europea (27) 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,25,0
Tavola 10 –Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
Tutti i dati qui:
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
 
Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/f8707226d615abd00e5749a370d04605?s=48&d=identicon&r=Gguiodic31 maggio 2013 alle 02:28
@f.spirito
ma chi ti ha detto che la spesa prima è aumentata? 
Descrizione: http://2.bp.blogspot.com/-sFzwBR1eFKk/UIkyQpTDShI/AAAAAAAAHXQ/dQRCAr6hJME/s1600/Eurozone-Government-Expenditure_Levy-Institute-Interim-Report.png
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/4a6a24b6512fccd5308526ca4ea558e8?s=48&d=identicon&r=Grocky 31 maggio 2013 alle 10:36
@Vincesko, rileggi bene il mio commento:
“a me sembra più che altro che la spesa primaria italiana sia rimasta in linea con l’andamento europeo, registrando un aumento significativo nel 2008" – ituoi dati, sui quali ho basato il mio primo commento, sembrano darmi ragione:
Italia: +5.5
UE (27): +5.
come dicevo,sono punti di vista…
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 11:49
@ rocky
Forse è meglio che rileggi tu: ovviamente, io eccepivo NON sul fatto che la spesa pubblica italiana sia stata in linea con UE27 (l’ho appunto scritto), ma:
1) che siano “punti di vista”, locuzione – spero lo riconoscerai – oggettivamente impropria ed ambigua sia per quale sia l’oggetto, sia per chi sia il destinatario, sia perché – almeno in teoria – è incongruo dirlo trattandosi di CIFRE facilmente reperibili e NON – chessò – della diatriba, spesso esageratamente ideologica e alimentata ad arte dai disinformatori di professione ed utili idioti dei ricchi, ben retribuiti e non [*], tra neo-liberisti e keynesiani;
2) sul dato del 2008 (scusa, da dove l’hai desunto?), smentito dai… dati della RGS, nonché da Prodi, di cui riporto la frase successiva a quelle già riportate: “Fatta eccezione per il biennio 2007-2008, la spesa pubblica è sempre cresciuta in maniera sensibilmente più elevata rispetto al Prodotto nazionale lordo”; e infine
3) che questo, perciò, sia un “effetto della crisi finanziaria globale”, che, come si vede dai dati del PIL, dispiega i suoi effetti peggiori nel 2009, co-determinando l’aumento dell’incidenza percentuale della spesa pubblica sul PIL dal 43,5% del 2008 al 47,3% del 2009.
]*] “L’ammuina dei poveri e l’egoismo dei ricchi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2671843.html
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/4a6a24b6512fccd5308526ca4ea558e8?s=48&d=identicon&r=Grocky 31 maggio 2013 alle 12:50
1) dai tuoi dati pare proprio che nel 2004 sia diminuita anche se di poco, ma forse il problema è che c’era B, per cui non giocava molto a favore del buon Prodi…o forse tu la vedi da un altro punto di vista?
2) errore mio, avrei dovuto scrivere dal 2008. Comunque se vuoi far parlare le cifre, noterai che nel 2008 PIL -1% e Spesa +0.8%…chissà cosa avrà voluto dire il buon Prodi con quel “sensibilmente” … punti di vista? chissà…
3) ritengo, da quel che ho letto nel corso del tempo, che la crisi finanziaria abbia creato uno shock all’interno dell’UE e dell’EZ, e che direttamente o indirettamente (anche attraverso i nostri partner europei) ne abbiamo risentito…ma forse dovrei vedere le cose da un altro punto di vista. :)
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:27
I dati non sono… miei, ma della RGS e, purtroppo, danno non i valori assoluti, ma l’incidenza della spesa sul PIL, quindi sono influenzati anche dal PIL (denominatore del rapporto).
Io mi sforzo di non avere punti di vista – non sarebbero consentiti, ma in Italia purtroppo abbondano – slegati dalla realtà e dai dati “oggettivi” che la rappresentano, anche se si tratti di Prodi. Anzi, spesso sono più severo con gli amici che con i nemici. Se si facesse altrettanto, i pifferai magici ed i buffoni con velleità politiche non avrebbero alcuna ‘chance’, e con loro i disinformatori ben retribuiti e non, e le cose forse andrebbero meglio.
Sulla base dei dati (i principali indicatori), il 2° governo Prodi, a parte l’immagine litigiosa e (per colpa degli “intelligentoni” Pecoraro Scanio e Sodano) la pessima gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, secondo me è stato uno dei migliori governi degli ultimi 30 anni. I 4 governi Berlusconi, forse i peggiori della storia repubblicana italiana.
Come ho scritto in calce al post “Il paradosso di Berlusconi ‘keynesiano’”,
1) il vero ‘deus ex machina’ della politica economica di Berlusconi, per almeno 6 anni su 8, come si sa, non è stato Berlusconi, ma Tremonti, il turlupinatore dalla lingua biforcuta, che declamando il risanamento ha sempre scassato i conti pubblici, che poi i governi di Csx hanno dovuto, per i noti vincoli UE, risanare, ed il risanamento non può che avvenire riducendo le spese o aumentando le imposte. […]
3) Il secondo governo Prodi (2006) ha ereditato un deficit del 4,5% ed ha scelto, anche per le pressioni della Commissione UE, la strada di un risanamento rapido attuando una strategia dei due tempi, prima il risanamento celere e poi la crescita e la redistribuzione. [3] Quindi, a) rientro rapido entro il 3% di deficit, attraverso una legge finanziaria 2007 ingente (33,8 mld) e la lotta all’evasione fiscale, ma – pochi lo sanno o lo ammettono – b) allentando i cordoni della borsa già nella finanziaria 2008, restituendo ciò che aveva preso (fonte Banca d’Italia [4]). Strategia che avrebbe dovuto avere uno sviluppo ulteriore, se non fosse intervenuta la caduta del governo Prodi, durato appena 22 mesi. Che ha lasciato un debito pubblico del 103,6%, portato poi dal governo Berlusconi-Tremonti al 120,1% a fine 2011, nonostante manovre correttive molto, molto inique per 267 mld, fatte in prevalenza di maggiori tasse e di aumento della spesa pubblica cattiva!
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2772117.html
Rivediamo i dati e le mie fonti. Secondo il sen. Morando (apprezzato anche a destra per il rigore e la competenza), tra il 2000 e il 2011, la spesa pubblica sotto i governi Berlusconi è cresciuta in media del 4,6%. Dato confermato – nella forma – da Prodi (Csx) e – nella sostanza – da Baldassarri (Cdx).
Ho rilevato ora i dati Istat (espressi in mln), ma includono gli interessi passivi (tra parentesi, ho calcolato la variazione assoluta e % rispetto all’anno precedente): al netto dell’ovvia considerazione che la spesa risente delle decisioni di spesa assunte anche anni prima, ognuno può trarre con intelligenza le sue conclusioni ed eventualmente arricchire la messe di dati.
:
2000 549.825
2001 600.586 +50.761 +9,2%
2002 615.049 +14.463 +2,4%
2003 648.804 +33.755 +5,5%
2004 668.543 +19.739 +3,0%
2005 694.020 +25.477 +3,8%
2006 730.942 +36.922 +5,3%
2007 748.395 +17.453 +2,3%
2008 774.612 +26.217 +3,5%
2009 798.085 +23.473 +3,0%
2010 793.485 + 4.600 +0,6%
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:29
PS.
Spesa totale consolidata delle amministrazioni pubbliche per funzioni di spesa.Anni 1990-2010
http://www.istat.it/it/archivio/51721
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 31 maggio 2013 alle 17:55
PPS. Errata corrige: il valore della variazione 2010 è negativo.
 
 
 

ANALISI QUALI-QUANTITATIVE/21/Dossier Debito pubblico

 

DOSSIER “DEBITO PUBBLICO ITALIANO”
 
n. 31 - Il debito pubblico italiano dall’Unità a oggi. Una ricostruzione della serie storica (Italian Public debt since national unification. A reconstruction of the time series)
Maura Francese, Angelo Pace, ottobre 2008
Questo lavoro presenta i risultati di una ricostruzione del debito pubblico italiano dall'unità del paese a oggi. Le elaborazioni sono effettuate utilizzando una metodologia in linea con le regole statistiche attuali al fine di ottenere una base dati omogenea e più coerente con le statistiche di contabilità nazionale. Il settore di riferimento, a differenza di molti studi precedenti che prendevano in esame il solo Settore statale, è quello delle Amministrazioni pubbliche e l'aggregato è il debito lordo al valore nominale e consolidato tra e nei sottosettori. La base dati ricostruita include le serie storiche mensili per il debito e per le sue scomposizioni per sottosettori e strumenti. Per la loro frequenza e il lungo periodo considerato, questi dati possono rappresentare un utile strumento di analisi per gli studiosi di storia economica e economia pubblica. 
Il lavoro presenta una sintesi degli aspetti metodologici e una breve descrizione dell'andamento del debito negli ultimi 150 anni. Se confrontata coni dati precedenti, la nuova ricostruzione storica evidenzia un valore del passivo in media superiore. Il progetto è completato da un fascicolo di Note metodologiche in cui si approfondiscono gli aspetti connessi ai metodi e alle fonti utilizzate, e da una base dati con le serie storiche mensili del debito, quelle relative alla scomposizione per strumenti e sottosettori e agli elementi di consolidamento. Tutti e tre questi componenti sono disponibili sul sito web della Banca d'Italia; per il futuro le serie storiche verranno aggiornate mensilmente e saranno reperibili on-line nella sezione statistica del sito.
·        Descrizione: http://www.bancaditalia.it/wavemaster.internal/bdi/images/template/ico_pdf.gifTesto pdf 615 kB
·        Descrizione: http://www.bancaditalia.it/wavemaster.internal/bdi/images/template/ico_pdf.gifNote metodologiche pdf 56 kB
·        Descrizione: http://www.bancaditalia.it/wavemaster.internal/bdi/images/template/ico_zip.gifDebito delle Amministrazionipubbliche - Serie storiche mensili zip 334 kB
 
 
Riporto la serie storica del debito di tutte le Amministrazioni pubbliche elaborata dalla Banca d’Italia (c’è un’incidenza dell’alta inflazione che caratterizzò quegli anni che gonfia gli importi, ma la progressione è impressionante: in 7 anni dal 1980 al 1987 è quadruplicato, in 12 anni dal 1980 al 1992 è ottuplicato; nei successivi 15 anni è aumentato di ulteriori 7 volte, per un totale di 14 volte; ho calcolato ed aggiunto io i numeri indice):
……………………….N.indice
1980…  114.066,0…….100,0
1981…  142.427,1….…124,8
1982…  181.567,8.……159,2
1983…  232.385,5….…203,7
1984…  286.744,4….....251,4
1985…  347.592,6….…304,7
1986…  404.335,9…….354,5
1987…  463.083,4….…406,0
1988…  524.528,4…….459,8
1989…  591.618,7…….518,7
1990…  667.847,7…….585,5
1991…  755.010,9…….661,9
1992…  849.920,5…….745,1
1993…  959.713,5
1994.  1.069.415,1
1995.  1.151.488,8
1996.  1.213.508,3
1997.  1.238.169,6
1998.  1.254.386,0
1999.  1.282.061,5
2000.  1.300.340,7…...1.140,0
2001.  1.358.333,2
2002.  1.368.511,7
2003.  1.393.495,3
2004.  1.444.603,6
2005.  1.512.779,1
2006.  1.582.008,6
2007.  1.598.971,2……1.401,8
Il debito pubblico italiano dall’Unità ad oggi. Una ricostruzione della serie storica
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf  
link sostituito da:
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2008-0031/QEF_31.pdf

…………Debito………PIL…….Debito/PIL
2007.....1.598.971.....1.543.408.....103,60%
2008.....1.666.603.....1.567.761.....106,30%
2009.....1.763.864.....1.519.702.....116,10%
2010.....1.843.015.....1.548.816.....119,00%
2011….1.897.900….1.580.220….120,10%
Nota: Di fronte alla speculazione che faceva cadere il cambio della lira, il Governatore Ciampi non poté far altro che alzare il tasso di interesse. Il Tesoro, spinto dalle scadenze medie molto corte dei titoli di Stato, non poté far altro, a sua volta, che aumentarne la remunerazione. Il debito passò dal 98 al 121.5% nei tre anni che vanno dal 1992 al 1994 [35] a causa di un disavanzo interamente dovuto alle spese per interessi.
http://www.umanista.info/spip.php?article1

 
Con i governi guidati da Berlusconi il debito pubblico corre a velocità doppia
Con gli esecutivi di centro destra l'esposizione è cresciuta del 13,5% contro una media del 5,1%. Dal 1982 lo stock è passato dal 63,1% al 121,8% del Prodotto interno lordo
di Giovanni Salzano e Lorenzo Totaro     11 ottobre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/10/11/news/con_i_governi_guidati_da_berlusconi_il_debito_pubblico_corre_a_velocit_doppia-23051032/
 
DAL PASSATO UN DEBITO PUBBLICO INSOSTENIBILE
di Monica Montella,e Franco Mostacci, Categoria Conti Pubblici, Data 06.09.2012
http://t.contactlab.it/c/1000009/3255/38854951/27794
link sostituito da:
http://www.lavoce.info/archives/2265/dal-passato-un-debito-pubblico-insostenibile/
 
 
Grafico: Berlusconi Italian debt Contribution vs Rivals
http://www.bloomberg.com/chart/iAlThQSpLh1A/
 
Debito pubblico
http://it.wikipedia.org/wiki/Debito_pubblico
 
Debito pubblico: Italia
http://www.google.com/publicdata?ds=jnhjj7mtl7cmt_&met=gd_pc_gdp&idim=eu_country:IT&dl=it&hl=it&q=debito+pubblico
 
Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano#ixzz2FG8SgVUR
http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano
 
Chi ha fatto il debito pubblico? Oscar Giannino smonta la teoria della "Prima Repubblica"
# Governo Berlusconi I: 330 milioni al giorno di debito
# Governo Berlusconi IV: 207 milioni al giorno
# Governo Prodi: 96 milioni al giorno
# Governo D'Alema: 76 milioni al giorno
Quindi il serial killer dell'economia italiana ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi.
http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2011/12/chi-ha-fatto-il-debito-pubblico-oscar-giannino-smonta-la-teoria-della-prima-repubblica-ma-noi-smonti.html
 
Il debito pubblico italiano
di Tommaso Gennari
http://italiapiu20.wordpress.com/2010/11/28/il-debito-pubblico-italiano/
 
Le vere cause del debito pubblico italiano
di Domenico Moro
Pubblicato da keynesblog il 31 agosto 2012
http://keynesblog.com/2012/08/31/le-vere-cause-del-debito-pubblico-italiano/

 

Allegato

Il Debito Pubblico cumulato nella 2° Repubblica supera quello della 1° Repubblica.
Recentemente il ministro Romani ha dichiarato : “La speculazione ha preso di mira l’unico nostro punto di debolezza, quello del debito pubblico pari al 120% del Pil, che però negli ultimi venti anni è rimasto più o meno lo stesso mentre abbiamo assistito a un incremento dei debiti pubblici di 10-20-30 punti negli altri Paesi.” Romani non è che uno dei tanti ministri di questo governo che somma incompetenza, impudenza e improntitudine : semplicemente non sa di che parla. Chi volesse avere una visione corretta e completa della dinamica del Debito Pubblico italiano può visitare il sito della Banca d’Italia/Base Informativa Pubblica/FinanzaPubblica/Debito Amministrazioni Pubbliche/Analisi per strumenti.
L’ultimo dato consolidato di debito pubblico disponibile è quello al 30.06.2011, pari a 1.901,9 miliardi di euro.
Se si riorganizzano opportunamente i dati storici di debito pubblico di Bankitalia in un semplicissimo foglio excel si scoprono alcune cose interessanti, che riepilogo nella tabella riportata alla fine del testo.
1. il 28 giugno 1992, alla caduta del 7° governo Andreotti – cinquantesimo governo della prima repubblica – il debito pubblico italiano ammontava, in euro, a 799,5 miliardi di euro.
Nei 46 anni trascorsi dal 15 luglio 1946 , data del primo governo Degasperi , la prima repubblica aveva accumulato questo debito con una crescita media giornaliera di 47.593.865 euro/giorno di nuovo debito. (si può ricordare che la crescita del debito subì enormemente l’inflazione intorno al 20 % degli anni settanta e ottanta ( con tassi nominali che stavano tra il 22 ed il 24% annuo) e fu decisamente peggiorata negli anni 80 dai governi del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani), che in pochi anni portarono il debito pubblico dal 70% del pil a oltre il 100% del pil.
2.Dal 28.6.92 al 10.05.1994 si succedettero due governi di transizione a guida Amato e Ciampi, che, politicamente, possono essere considerati governi di emergenza e di transizione tra la prima e la seconda repubblica.
Amato e Ciampi gestirono e, in qualche modo, superarono, una crisi della lira profondissima, l’uscita dal serpente monetario ed una pesantissima manovra di salvataggio propedeutica al rientro nello Sme e successivamente nell’euro.
In presenza di tassi altissimi e svalutazione selvaggia, il debito pubblico complessivo peggiorò da 799,5 miliardi di euro a 994,7 miliardi di euro, appesantendosi ogni giorno di una media di circa 285.000 euro al giorno.
3. il 10.05.1994 con il primo governo Berlusconi nasce ufficialmente una, soi-disant, seconda repubblica : quel giorno il debito pubblico ammontava a 994, 7 miliardi di euro.
Se il 30.06.2011 (data a cui abbiamo l’ultimo dato consolidato del debito pubblico) la seconda repubblica fosse fortunatamente finita, con un debito pubblico di 1.901,9 miliardi di euro potremmo dire che in soli 17 anni i governi della Seconda Repubblica hanno saputo cumulare nuovo debito per 907,2 miliardi di euro, oltre 100 miliardi di euro in più rispetto al debito cumulato dalla prima repubblica in 47 anni e praticamente raddoppiando il debito ereditato al momento della sua nascita.
4. Si deve ricordare che i governi della prima repubblica cumularono un enorme debito pubblico, ma sostenibile rispetto ad un economia in crescita, partendo un paese distrutto dalla guerra, estremamente arretrato grazie al precedente ventennio fascista, investendo in opere pubbliche, sviluppando una economia mista con forti investimenti pubblici e con partecipazioni statali colossali, quasi sempre gestite in modo scandaloso, mafioso e criminale. Ma – obbiettivamente – costruirono un paese che alla fine della guerra era inesistente.
5. I governi della seconda repubblica in soli 17 anni accumulano tanto nuovo Debito Pubblico quanto quelli della prima repubblica, godendo dei tassi più bassi che si siano mai visti dalla fine della seconda guerra mondiale, godendo della copertura e della protezione dell’euro, della pressione al risanamento imposta dalla Comunità Europea , il tutto sopportato senza fiatare da un popolo disciplinato e rassegnato, quasi ebete e comunque intento, laddove possibile a sottrarre gettito.
I governi della 2° repubblica hanno di fatto tagliato quasi tutti gli investimenti pubblici infrastrutturali (cioè gli unici che giustificherebbero un incremento del Debito Pubblico) e quello straccio di welfare state che una classe politica incompetente e stracciona aveva costruito durante la prima repubblica, accoppiando pressione fiscale da paesi scandinavi con prestazioni ed efficienza sudamericana ( con tutto il rispetto per il sudamerica che nel frattempo ci ha di gran lunga superato) .
6. Eppure durante i governi della seconda repubblica – al 30.06.2011 – il debito pubblico è aumentato ogni giorno di euro 144.918.765 ( cioè il triplo dell’incremento giornaliero del debito pubblico durante i 46 anni di prima repubblica).
Poiché non è vero che tutti i gatti sono bigi, nemmeno di notte, dobbiamo dedicare un minimo di tempo a vedere le performances di crescita del debito pubblico nella seconda repubblica, giusto per capire chi è stato più cialtrone tra i cialtroni : la mia particolare classifica prende in considerazione la crescita pro-die del debito pubblico durante il mandato di governo, misurato alla fine mese del mese di competenza, in modo da poter usare in maniera semplice ed intuitiva i dati banca Italia.
La performance media di crescita giornaliera del debito pubblico nella 2°repubblica è la seguente:
nei 252 giorni del 1° gov Berlusconi il debito pubblico aumenta di 330,1 milioni di euro al giorno;
nei 484 giorni del 1° gov Dini il debito pubblico aumenta di 207,3 milioni di euro al giorno;
nei 887 giorni del 1° gov Prodi il debito pubblico aumenta di 96,.2 milioni di euro al giorno;
nei 552 giorni del 1° gov D’Alema il debito pubblico aumenta di 76,3 milioni euro al giorno;
nei 412 giorni del 2° gov Amato il debito pubblico aumenta di 124,5 milioni euro al giorno;
nei 1.800 giorni del 2° e 3° gov Berlusconi il debito pubblico aumenta di 124,3 milioni di euro/giorno;
nei 723 giorni del 2° gov Prodi il debito pubblico aumenta di 97,5 milioni euro al giorno;
nei 1148 giorni del 4°gov Berlusconi il debito pubblico aumenta di 217,8 milioni di euro al giorno, ma solo fino al 30.06.2011, in questi ultimi mesi la situazione sta largamente peggiorando.
Si può tranquillamente leggere nella tabella precedente che i governi di sinistra della seconda repubblica hanno tentato di governare la crescita del debito pubblico con maggiore efficacia ed efficienza rispetto ai governi del centro destra.
E’ comunque una performance largamente insoddisfacente ma rispetto ai governi dello Stavisky di Arcore non c’è confronto : la coppia Berlusconi –Tremonti è la responsabile del peggiore andamento storico del debito pubblico italiano dal 1946, peggiorando di gran lunga ciò che avevano ereditato dalla nefasta prima repubblica.
In particolare Tremonti, sulla base della performance del debito pubblico, è di gran lunga il peggiore ministro dell’economia : il commercialista di Sondrio e lo statista di Arcore, rappresentano insieme alla ridicola Lega di Bossi , in sintesi, la giusta e terribile pestilenza che ha colpito un paese di sprovveduti; passeranno alla storia per lo scudo fiscale, non certo per la loro capacità di gestire i conti pubblici.
E’ giusto criterio giudicare un ministro dell’economia ed un primo ministro dalla performance del debito pubblico? a fronte di governi che si sono caratterizzati per zero investimenti e zero soluzione a problemi strutturali ed infrastrutturali credo proprio che l’unico criterio di valutazione rimanga la loro efficienza nel contenere il debito pubblico; in ogni caso se qualcuno ha un criterio migliore lo segnali.
Si può forse cominciare a capire quindi che l’unica politica “liberale”, “di destra”, non dico di risanamento, ma sicuramente di contenimento dei conti l’abbia fatto il centro-sinistra e questo è il motivo per cui la sinistra radicale e cattolica ha sempre abbandonato e tradito i governi riformisti di risanamento del partito democratico (eh si, proprio il pds-ulivo-unione-pd, il più ridicolo partito della storia della sinistra italiana è l’unico che abbia governato con un minimo di sapienza).
La destra berlusconiana , cialtrona nella migliore tradizione fascista, leghista, cattolica, ciellina e mafiosa ha sfasciato i conti tutte le volte che ne ha avuto occasione, prolungando oltre il dovuto la tradizione democristiana-socialista della 1° repubblica che aveva già provveduto a sfasciare i conti pubblici della prima repubblica.
Ma possiamo chiederci per quale motivo la seconda repubblica pur godendo di condizioni straordinarie dovute all’euro non ha saputo bloccare l’espansione del debito pubblico ? pur con continui tagli annunciati e qualche volta fatti, sempre ai danni dei più deboli ?
La risposta più lampante o la coincidenza più inquietante sembra essere rappresentata dalla entrata in funzione a pieno regime e a pieni costi delle Regioni, che pur nate nel 75, erano state sapientemente tenute quasi congelate fino alla fine degli anni 80.
I vecchi democristiani evidentemente intuivano quale inutile e pericoloso mostro avevano inventato per soddisfare clientele e politici trombati.
Ma grazie alla presa di una insulsa ideologia ridicolmente federalista (in una nazione che non ha alcuna tradizione nè motivo per pensarsi federalista), le Regioni solo nella 2° repubblica sviluppano tutto il loro potenziale distruttivo.
Le Regioni rappresentano il continuo incremento della spesa pubblica in presenza di continui tagli ai servizi : le Regioni a statuto ordinario assumono la logica clientelista e mafiosa che contraddistingue da sempre la gestione delle Regioni a Statuto Speciale : ormai tutti i bilanci regionali sono costruiti sul paradigma della Regione Sicilia, che da oltre mezzo secolo rappresenta, senza tema di smentita, il peggiore e più turpe esempio di pubblica amministrazione a livello mondiale.
Oltre al debito pubblico ufficiale peraltro in questi anni va accumulandosi un enorme debito delle Amministrazioni Locali, su cui nessuno accende i necessari riflettori.
Una eventuale e a questo punto indispensabile Terza Repubblica potrà puntare ad un risanamento solo a partire da una pronta e immediata eliminazione del 4° ed inutile livello di governo , quello regionale. L’abolizione delle Regioni e la cancellazione di tutte le normative pseudo-federaliste sono la precondizione , esclusiva, necessaria ma non ancora sufficiente per il risanamento.
Immagino che qualche economista storcerà il naso di fronte a queste elaborazioni che , volutamente, non hanno voluto prendere in considerazione, deflattori, saldi di spesa pubblica, percentuali di crescita del pil ed altre elaborazioni normalmente inventate per distrarre dal focus dell’andamento del Debito Pubblico (niente è più truffaldino che parlare di debito pubblico in termini di % del pil, come i trattati di Maastricht hanno insegnato a fare).
Allo stesso modo bisogna ribadire come sui conti italiani non hanno avuto alcun effetto particolare le crisi finanziarie, mondiali, il crollo delle torri, fenomeni mondiali che si sono abbattuti su tutte le nazioni industrializzate: l’Italia è quella che ha gestito PEGGIO , non meglio, quello che andava man mano verificandosi : nessuna crescita del pil, nessuna capacità di attrarre investimenti esteri, nessuna riforma fiscale, nessuna rimodulazione della abnorme pressione fiscale sui produttori (lavoratori e aziende), nessuna riduzione della spesa pubblica, nessuna seria riforma, nessuna politica industriale : questo è solo un paese paradiso fiscale per le rendite e gli evasori.
Infine nessuno può più dire che il debito pubblico viene da lontano, ereditato dalla prima repubblica: la seconda repubblica ne ha costruito uno analogo in un terzo degli anni, senza fare alcun investimento.
Carlo Grezio
16.08.11
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/09/03/dicono-di-tremonti/ 

Cucinare, pulire e crescere i figli vale da un quinto alla metà del Pil

Sempre durante il recupero del miei dati dal blog “Percentualmente”, ho ritrovato questo mio commento che ora riporto volentieri nel mio blog.

 

4 apr 2011

 

Vincesko  4 aprile 2011 alle 16:34

Rifletto sul ruolo delle donne da oltre 15 anni. In base all’osservazione empirica, suffragata da qualche buona lettura, sono pervenuto alla conclusione – l’ho già scritto più volte, anche nel mio blog e qui http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/03/08/le-donne-secondo-listat/– che la donna italiana non è la soluzione, ma il problema, in particolare al Sud (sono meridionale), sia nel ruolo di insegnante che, soprattutto, di madre.

Lo scorso 20 ottobre, a “Linea Notte”, discutendo dell’omicidio di Sarah e commentando il titolo del “Riformista” “Povero maschio”, l’intelligente Dacia Maraini arrivò alla conclusione che al Sud forse (!) vige il matriarcato. Avrei voluto farle osservare che nel Sud il matriarcato c’è da secoli e non ha mai smesso. E’ sufficiente fare una riflessione su chi comanda nelle famiglie, osservando il parentado e la cerchia amicale: nell’80% è la donna, anche se questo spesso viene negato. Il matriarcato, auspicato dal Prof. Veronesi nel suo ultimo libro, è invece nel Sud forse il principale freno al cambiamento, costituito in generale dalla donna, soprattutto come madre ed insegnante. Ma, come ho già scritto altrove, non è casuale, ci sono due motivi: il primo, è un problema di modello: il modello delle figlie femmine è la madre, se la madre è educata male, educherà male i propri figli e le figlie tenderanno inevitabilmente ad imitarla; il secondo, le figlie femmine sono trattate peggio in famiglia, vengono represse di più, anche e forse soprattutto sul versante sessuale (cfr. Sigmund Freud “La repressione delle curiosità sessuali e sviluppo intellettuale”, v. post/1 in calce a questo http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2620263.html ), e questo produce inevitabilmente il tramandarsi ed il perpetuarsi di un paradigma educativo repressivo, col corollario (= conseguenza) di “resistenze”: al cambiamento, al miglioramento, individuale e collettivo.

Secondo gli esperti, pare incontestabile il fenomeno che va sotto il nome di FEMMINILIZZAZIONE della società, effetto della perdita di ruolo da parte del padre, a fronte di una prevalenza crescente del ruolo della madre. Questo ribaltamento crescente tra i ruoli padre/madre ha come conseguenza l’affievolirsi del peso della figura paterna nella costruzione della personalità dei maschi, a vantaggio delle femmine. Io, per ragioni di lavoro, ho conosciuto centinaia di femmine meridionali over 22 (ma poche laureate); dalla mia esperienza ho tratto la constatazione di un deficit – talora elevato – del livello medio di autostima.

E’ strano per me che non si riesca a fare 2+2.
1. Da sempre, in Italia, in particolare al Sud, c’è una sorta di tacita divisione del potere: la donna comanda in casa, l’uomo fuori dalla casa.
2. La scarsa partecipazione delle donne – in politica come nel lavoro esterno – rende l’Italia più debole e vulnerabile e condannata ad un più basso tasso di crescita. Succede la stessa cosa, secondo uno studio dell’ONU che ho già ‘postato’ qui, beninteso in più ampia scala, per i paesi arabi e mussulmani in genere.
3. Le quote rosa per iniziare servono, ma sono solo un palliativo; occorre pensare ad un progetto educativo che abbia come soggetto ed oggetto principale le donne-madri (v. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html ).
4. E’ ingenuo ed inefficace (inefficace = improduttivo di effetti concreti, quindi inutile perdita di tempo), lamentarsi (la lamentela è lo sport nazionale più diffuso, sia degli uomini che, in particolare, delle donne) ed affidarsi alla generosità degli altri, soprattutto degli uomini, in particolare degli uomini politici. E’ la donna-madre-educatrice – assieme alle modalità in cui dispiega il suo ruolo nella famiglia – l’artefice non solo del proprio destino, del proprio ruolo e di quello dei figli/figlie, ma del carattere e del destino dell’intero popolo italiano.
5. Qualunque semplice auspicio di una maggiore collaborazione tra l’uomo e la donna – apprezzabile – non serve a niente: occorre agire, aggredendo le cause determinanti: il ruolo della donna-madre-educatrice (delle responsabilità dell’uomo non impedirei a nessuno di parlare, nel senso che gli darei subito ragione e anche una mano).

PS: Io vivo da 16 anni da single, e per necessità e per scelta (tranne brevi periodi) mi faccio tutto – tutto – da me.

http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/04/04/cucinare-pulire-e-crescere-i-figli-vale-da-un-quinto-alla-meta-del-pil/

Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.

           

Recuperando (solo in parte, purtroppo) i dati, persi a seguito della rottura del disco fisso del mio notebook, ho ritrovato questo mio vecchio commento sul blog “Percentualmente”, che volentieri ripropongo ora sul mio blog, in occasione del ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B., il quale, oggi, da bravo bulimico ed in crisi di astinenza da troppo tempo, ci ha fatto sapere, attraverso un lapsus linguae del suo pupazzo per ventriloquo e fedele mamma vicaria, il segretario del PDL Alfano, che egli aspira di nuovo - nientemeno - che alla presidenza della Repubblica.

 

Vincesko 16febbraio 2011 alle 17:46

Nella conferenza stampa di stamattina tenuta dal premier e dal ministro dell’Economia, Berlusconi ha dichiarato che, se il PIL cresce poco, ciò è colpa dei governi precedenti: di quelli degli anni ’80, che hanno creato un debito pubblico enorme, il cui servizio costa 75 mld all’anno; degli ambientalisti, che hanno bloccato la costruzione delle infrastrutture: strade e centrali nucleari, per cui il nostro costo dell’energia è maggiore del 50% a quello della Francia; della Pubblica Amministrazione, pletorica e costosa e difesa dai sindacati. Vorrei osservare che:

1) PIL. Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = +0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi (e Tremonti) o è un incompetente o porta iella o entrambe le cose.

2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi di Berlusconi-Tremonti. E’ dell’altro ieri la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
Il debito pubblico è cresciuto durante i governi di centrodestra, come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai proclami ed ai patti di stabilità del ministro Tremonti, è cresciuta in media del 4%.

3) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n.150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!).

CONCLUSIONI. Il Dott. Silvio Berlusconi e il Prof. Avv. Giulio Tremonti hanno molte caratteristiche in comune. Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza (v. principio di Peter http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter), ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese; entrambi sono del tutto incapaci di addossarsi colpe e profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi; possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge; entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune “oniriche”, altre reali; infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati”.

  

amato 16febbraio 2011 alle 17:55

Sì, forse il dato più scandaloso tra quelli che lei cita è quello sul debito. Anni di tagli, nelle scuole non ci sono più supplenti, quasi non si fanno più le pulizie, la spesa sociale è arrivata sottoterra, tanto per citare solo un paio delle conseguenze dei cosiddetti ‘risparmi’, e poi scopriamo che non s’è risparmiato un bel niente, che il debito continua a crescere a tasso sostenuto. Ed è sempre colpa di qualcun altro, non c’è dubbio

  

Vincesko 18febbraio 2011 alle 20:31

Che il Sig. Silvio B. sia un incompetente lo testimonia l’ex ambasciatore statunitense Ronald Spogli, che così descrive al dipartimento di Stato il presidente del Consiglio italiano:

“Berlusconi è un incapace, agisce solo nel suo interesse”
http://racconta.espresso.repubblica.it/espresso-wikileaks-database-italia/index.php

 

http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/02/15/pil-il-problema-non-e-la-crisi/

 

Allego: 

Il Sig. SilvioB. ed il suo tallone d’Achille/15

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2629072.html


Articolo collegato:
12 dicembre 2012   Candidature & sondaggi
Il Cavaliere e il professore, uno scontro tra perdenti
Paolo Natale
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139050/il_cavaliere_e_il_professore_uno_scontro_tra_perdenti
dal quale traggo il breve scambio di commenti con l’autore dell’articolo:
da magnagrecia inviato il 12/12/2012 alle 2:26 
"Berlusconi prima e Monti poi sono entrambi scesi in campo per salvare l’Italia, il primo dalla deriva “comunista”, il secondo dalla deriva degli “anticomunisti”.".
Non mi va di commentare direttamente: col professorone Natale, mi sembra ormai di sparare sulla Croce Rossa. Lo faccio allora indirettamente, allegando un articolo di un esperto delle vicende berlusconiane, linkato in calce al mio 'post':
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
[...] "Salvare la roba"
Concetto Vecchio
08 novembre 2011
http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/11/08/salvare-la-roba/
 
da pn inviato il 12/12/2012 alle 10:11 
Gentile MagnaGrecia, lei sa dove sta di casa l'ironia? o siamo diventati tutti grillini?
Con rispetto...
 
da magnagrecia inviato il 12/12/2012 alle 14:21 
Egregio professor Natale, naturalmente l'ho messa in conto, l’ironia, ma francamente non traspare quasi per niente. Se lo rilegge, come ho fatto io stanotte per essere - relativamente – sicuro, anche se la mia intelligenza intuitiva (quasi) infallibile mi aveva già detto di procedere alla pubblicazione…) con spirito autocritico, anche in relazione al parallelo con il serio prof. Monti, messo sullo stesso – proprio lo stesso - piano: quindi a rigore di logica, l'ironia è estesa anche a lui, oso pensare che Lei lo riconoscerà. 
Ma io l’ho fatto, il commento, soprattutto perché, con i milioni di allocchi masochisti che popolano l'Italia (lo attesta il residuo 25% che Lei accredita al PDL), manipolati da un ventennio, oltre che dalla tv, da un bel gruppo di colti e sapienti utili idioti ben retribuiti, abbiamo tutti il diritto-dovere di essere netti, chiari e severi. Sia con loro, forse ancora più colpevoli di lui, sia con il Sig. Silvio B., (talmente sensibile, lui sì, all’ironia, da costituire, questa vulnerabilità, il suo vero tallone d’Achille, cfr. il titolo dei miei 16 ‘post’ del mio blog a lui dedicati), al quale Lei, “stranamente" accredita ancora un incredibile 25% (quando altri gli danno il 13,8% e persino l’11,8%) e (indizio per me, allievo di Auguste Dupin…, importante), accreditava ancora – mi chiesi su quali basi - possibilità addirittura di vittoria non più tardi del luglio scorso, per cui - con ironia e severità- commentai così:
da magnagrecia inviato il 14/7/2012 alle 23:59 
"Ma, insomma, il Cavaliere qualche possibilità di tornare vincente per la quarta volta ancora ce l’ha".
'Sti professoroni, ne sanno una più del diavolo...
Io però sono convinto che neppure Gesù Cristo riuscirebbe a resuscitare un cadavere ambulante come il famigerato mammone amorale incompetente bulimico SB.
“Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740761.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136025/attenti_al_cavaliere 
Cordialmente,
VB 


 
 





IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/8

 

Pubblico la lettera che ho inviato il giorno 5 marzo scorso al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
 
Avevo già in programma di pubblicarla oggi ed è solo una fortuita coincidenza che segua all’apparizione del ministro Tremonti ad Annozero. Non ho ricevuto finora risposta, né so nemmeno se egli l’abbia letta. Un solo indizio – un lapsus linguae - però me lo lascia pensare: quando egli ha affermato: “Non mi riconosco nella serie storica prospettata da Scalfari”. Ma Scalfari non aveva prospettato nessuna serie storica, aveva soltanto fatto, come premessa, un excursus storico-economico.
 
Infine, sottolineo molto volentieri l’intervento del giovane che, al termine della trasmissione, rivolto al ministro, ha detto: “Insomma stasera abbiamo capito che lei non capisce niente di economia”. Io lo affermo da una decina d’anni e ne scrivo da tre (da quando frequento il web); e mi sono sempre augurato che questo divenisse senso comune.      
 
 
Egr. Sig. Ministro Tremonti,
 
Ci deve essere un motivo se una persona sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di destra, e questo motivo deve avere a che fare per forza con il suo retroterra educativo.
 
Ascoltando la Sua intervista al "GR3" di stamane (ma lo stesso discorso vale per tutte le più o meno recenti Sue dichiarazioni), sembra di essere davanti alla solita "diagnosi": non tanto – come scrisse tempo fa Massimo Giannini – di sdoppiamento della personalità alla Dottor Jekill e Mister Hyde, ma di un Suo irresistibile, quasi compulsivo, invero un po‘ schizoide bisogno di scaricarsi la coscienza delle conseguenze negative causate dalle Sue scelte – passate, presenti e future - di governo, riferendole ad altri, situandole in un tempo (ecco allora le Sue onnipresenti divagazioni storico-filosofiche) o in una realtà (ecco allora l’allusione ai Paesi arabi) lontani da quelli sotto il Suo controllo e la Sua responsabilità.
 
Lei ha affermato al “GR3” che le rivolte dei popoli arabi sono dovute alle disuguaglianze sociali. Ma dovrebbe sapere – anzi, Lei certamente saprà - che “Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.
http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/
http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf  
 
Allora, che cosa teme, Sig. Ministro; quale rischio vuole esorcizzare; quale colpa vuole allontanare da sé, dalle Sue spalle e dalla Sua coscienza? Che il popolo italiano, la parte meno ricca e più “disuguale” di esso, Le presenti il conto della sottrazione al Sud dei fondi FAS o del mancato appoggio al G20 – contraddicendo se stesso - all’introduzione della TTF o del varo della manovra correttiva 2010?
 
Una manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana e che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anti-crisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti! – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, LSU, ecc.).
 
E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti, in quanto fornitori del SSN) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi: i primi tre italiani nella classifica “Forbes“ 2010), o milionari (come Lei, Passera, Profumo, Montezemolo), o abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti), o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici (come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari - Lei lo sa - ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
 
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
 
Lei ha un alto concetto di sé (apparentemente, perché è smentito nei fatti dalla Sua permalosità e vulnerabilità alle critiche ed ai giudizi negativi e dal Suo incomprimibile bisogno di vendicarsi con chi Glieli rivolge). Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti, cioè Lei:
 
1) PIL. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi e Lei o siete due incompetenti o portate iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi Berlusconi-Tremonti. E’ di pochi giorni fa la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
 
Il debito pubblico è cresciuto durante i Vostri governi di centrodestra non per gli investimenti, ma come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate correnti e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai Suoi proclami, ai Suoi tagli ed ai Suoi patti di stabilità, è cresciuta in media di oltre il 4,6 %.
 
In conclusione, Sig. Ministro, il Segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo il varo della manovra correttiva 2010, affermò a “l’Unità“: «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?». Egli si riferiva evidentemente a Berlusconi, facendo finta di non sapere che il vero autore della manovra correttiva è Lei (con l’aiuto di Sacconi, Bonanni, Angeletti e Marcegaglia). Rammenta? Lei, dopo, ebbe anche l’impudenza di affermare: “Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale" (cfr.   http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276  ).
 
Io non credo – essendo agnostico – nella punizione divina, né – essendo razionale - in quella che Freud chiama “l’onnipotenza del pensiero“, riferendosi al potere iettatorio, ma è indubbio che sia io (che ho dovuto chiudere, due anni fa, a causa della terribile crisi economica e di altro problema di forza maggiore, il mio studio di consulenza alle imprese e perderò quasi 20 mila € in un solo anno di mancato introito pensionistico), sia le centinaia di migliaia, forse milioni, di altre analoghe vittime delle Sue crudeli e molto inique decisioni, quasi sicuramente non possiamo far sentire la nostra voce di protesta, ma un “pensierino“, stia sicuro, Glielo rivolgiamo.
 
 Distinti saluti

 

 

 

 

 

Puntate precedenti:
post/1-Giulio T. http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html 
post/2-marziano http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html 
post/3-Europa http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2600829.html 
post/4-Monaco http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2606019.html 
post/5-Europa http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2606545.html 
post/6-Giannini, D'Antoni http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2606975.html 
post/7-Report, Scalfari http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2607390.html 

PIL, IL PROBLEMA NON E' LA CRISI MA IL GOVERNO BERLUSCONI-TREMONTI

 

Nella conferenza stampa dell'altro ieri mattina tenuta dal premier e dal ministro dell’Economia, Berlusconi ha dichiarato che, se il PIL cresce poco, ciò è colpa dei governi precedenti: di quelli degli anni ’80, che hanno creato un debito pubblico enorme, il cui servizio costa 75 mld all’anno; degli ambientalisti, che hanno bloccato la costruzione delle infrastrutture: strade e centrali nucleari, per cui il nostro costo dell’energia è maggiore del 50% rispetto a quello della Francia; della Pubblica
Amministrazione, pletorica e costosa e difesa dai sindacati.
 
Vorrei osservare che:
 
1) PIL. Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti.
E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010:
1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%,
http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo  
per ricavarne che Berlusconi (e Tremonti) o è un incompetente o porta iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi di Berlusconi-Tremonti. E’ dell’altro ieri la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
Il debito pubblico è cresciuto durante i governi di centrodestra, come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi, ed aumento del deficit; la spesa, in barba ai proclami, ai tagli ed ai patti di stabilità del ministro Tremonti, è cresciuta in media del 4%.
 
3) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio, ed il rimanente sì (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n. 150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!).
 
CONCLUSIONI. Il Dott. Silvio Berlusconi e il Prof. Avv. Giulio Tremonti hanno molte caratteristiche in comune. Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza (V. principio di Peter http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter  ), ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese; entrambi sono del tutto incapaci di addossarsi colpe e profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi; possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge; entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune "oniriche", altre reali; infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati”.
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