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La scheggia impazzita Salvini, ma c'è una logica





La ventilata rimozione della scorta a Roberto Saviano è un segno di debolezza del contaballe Salvini. Ma farà marcia indietro.

Il suo comportamento conferma ciò che ho letto recentemente: i dirigenti anziani della Lega Nord l’hanno sempre giudicato una scheggia impazzita.

Ma c'è una logica: rinviare il redde rationem sulle sue mirabolanti promesse elettorali, irrealizzabili perché finanziariamente insostenibili, in particolare (i) la flat tax, ora già diventata dual tax, 60 mld, che si tradurrebbe in un enorme regalo ai ricchi, aumentando la disuguaglianza;[1] (ii) l'espulsione di 600.000 immigrati irregolari; e (iii) l'abolizione della Riforma delle pensioni Fornero.

Mi limito a quest’ultima. Ora Salvini, non a caso, parla di revisione o di graduale smontaggio, e fa riferimento alla “quota 100”.

Osservo: (i) prima della riforma Fornero (2011) si era a quota 97 e nel 2013 a quota 98 e 3 mesi; se non ci fosse stata la riforma Fornero (che ha abolito le quote, somma di età anagrafica e anzianità contributiva), nel 2019 si sarebbe a quota 99, per effetto dell'adeguamento automatico SACCONI all'aspettativa di vita introdotto dalla L.102/2009, art. 22ter, comma 2, modificato sostanzialmente dalla L. 122/2010, art.12, comma 12bis (che peraltro il furbo e bugiardo Salvini, come gli ho contestato in diretta a Radio1-Zapping, nonché i parlamentari della Lega Nord in un DdL (sic!), come ho contestato loro per lettera, e quasi tutti, inclusi - da ultimo, di nuovo, Il Sole 24 ore e gli altri media, oltre a famosi esperti previdenziali e notissimi Organismi interni e internazionali (negli ultimi mesi ho scritto 45 lettere circolari, le trovate nel mio blog) - attribuiscono alla riforma Fornero(!)); cioè un anno in meno della, tanto decantata, mirabolante “quota 100” salvinian-dimaiana.

Inoltre, (ii) l’età anagrafica minima, nell’ipotesi prospettata da Alberto Brambilla, consigliere previdenziale della Lega Nord, è di 64 anni, mentre, senza la riforma Fornero, includendo l’adeguamento automatico alla speranza di vita, essa sarebbe stata inferiore a 63.

Infine (iii), come spiega anche l’articolo del Sole 24 ore linkato sopra, si aggiungono due ulteriori peggioramenti (a) il calcolo dell’assegno pensionistico verrebbe fatto col metodo contributivo dall’1.1.1996 (quando fu introdotto dalla riforma Dini (L. 335/1995), ma escludendo coloro che al 31.12.1995 avevano già almeno 18 anni di contributi); e (b) verrebbe abolita l’APE sociale, riservata a categorie svantaggiate, cioè quelle più povere (sic!).[2]

In definitiva, quello che da Salvini (e Di Maio) viene contrabbandato come abolizione della riforma Fornero è in realtà un netto peggioramento della situazione pensionistica come si sarebbe evoluta se non ci fosse stata la riforma Fornero.


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Note:


[1] Con la flat tax metà dei risparmi sull’Irpef vanno alla fascia più ricca

Sino a 20 mila euro di reddito nessun vantaggio: le famiglie dovranno invocare la clausola di salvaguardia. Da 35 mila euro in su iniziano i vantaggi

PAOLO BARONI - 19/05/2018


"La flat tax? Farebbe tornare l'Italia indietro di 100 anni"

L'analisi di due ricercatori, Salvatore Morelli e Giacomo Gabbuti. Con la "tassa piatta" l'aliquota tornerebbe a livelli del 1918

di BARBARA ARDU'  -  19 Giugno 2018


[2] Per la Lega Nord non è una novità. In questo documento di 18 pagine, narro ciò che combinò assieme a Berlusconi nella XVI legislatura.

L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione



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Osservazioni al documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU”





Pubblico la lettera che ho inviato tre giorni fa a fiuggi.maggio2018@gmail.com e p.c. a  redazione@eguaglianzaeliberta.it, dopo aver letto un documento di Stefano Fassina, pubblicato dal sito Eguaglianza&Libertà.   


Osservazioni al documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU”

Da:  v

6/6/2018 13:20


Buongiorno,

Ho letto con interesse il documento “Dalla parte del lavoro: il nodo Italia-Ue-Eurozona - contributo in progress alla costruzione di LeU. Non sono un esperto, ma ho letto i Trattati UE e lo Statuto della BCE (credo di essere uno dei pochi ad averlo fatto, su 500 milioni di Europei) e rifletto su di essi da alcuni anni, discutendone anche sui siti con sedicenti esperti. In passato, ho provato anche ad esplicitare osservazioni analoghe in calce al blog di Stefano Fassina su Huffington Post, ma vedo invano (come, peraltro, succede per la normativa pensionistica in cui anche Fassina fa confusione tra la riforma Fornero e la ben più severa riforma Sacconi).

Fatta questa doverosa premessa, mi permetto di formulare alcune brevi osservazioni puntuali sul documento.


1.      Di conseguenza, in relazione a tali principi, la nostra ragione fondativa dovrebbe essere un patriottismo costituzionale come articolazione del nesso nazionale-sovranazionale alternativa sia alla declinazione nazionalista della de-globalizzazione in corso, sia all’europeismo liberista dominante nel consolidato assetto regolativo e di policy dell’Ue e dell’eurozona.

I Trattati ospitano molteplici e mutualmente contraddittori principi, in un apparente sincretismo. Ma i principi prevalenti sono la concorrenza e la stabilità dei prezzi. (pag. 5)


E’ vero che i Trattati dicono tutto e il contrario di tutto, ma la missione dell’UE è definita ed esplicitata, oltre che nel preambolo, nel fondamentale art. 3 del TUE http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf. E’ l’art. 3 del TUE la bussola di qualunque lavoro di interpretazione ed applicazione dei Trattati. Non è vero che la stabilità dei prezzi sia un principio prevalente della politica economica, esso lo è soltanto della politica monetaria (BCE, cfr. art. 2 statuto https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf). Peraltro, la stabilità dei prezzi diventa un obiettivo (sub-obiettivo, vedi appresso) dell’UE soltanto col trattato di Lisbona (2007, in vigore dal 2009).


2.      Domina il principio della concorrenza, non tra imprese, ma tra ordinamenti costituzionali e tra welfare state. (pag. 5)


Interpretazione “stirata”. Il principio della concorrenza attiene alla politica economica. Estenderlo meccanicamente al welfare appare, almeno a me, un modo surrettizio ed aprioristico di rifiutare il principio della sostenibilità finanziaria, dell’equità intergenerazionale e dell’efficacia ed efficienza della spesa.


3.      È un europeismo consapevole del primato della concorrenza e della stabilità dei prezzi scolpito delle normative della UE e nella fisiologia dell'eurozona e il primato del lavoro e della solidarietà sociale affermato nella nostra Carta fondamentale. (pag. 6)


Se non si fa l’errore di estrarre ciò che è coerente soltanto con la tesi che si intende affermare, non c’è dualismo assoluto tra la missione dell’UE definita dall’art. 3 del TUE e la nostra Costituzione. A ben vedere, è in gran parte un problema di interpretazione e di applicazione delle regole, influenzate abnormemente dalla Germania. Occorre accogliere la tesi che spesso sono la Commissione e la BCE a violare i Trattati, come conferma il Prof. Daniele Ciravegna dell’Università di Torino.


4.      i Trattati che prevedono "una moneta unica, l'euro, nonché la definizione e la conduzione di una politica monetaria e del cambio uniche, che abbiano l'obiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi e, fatto salvo questo obiettivo, di sostenere le politiche economiche generali dell'Unione conformemente al principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza" (Tuef, art. 119, comma 2). (pag. 6)


Osservo: (i) l’art. 119 TFUE ha un incipit che fa riferimento agli obiettivi indicati nell’art. 3 del TUE (“Ai fini enunciati all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea,”); (ii) la stabilità dei prezzi – ribadisco - è l’obiettivo principale soltanto della politica monetaria; e (iii) la politica monetaria, di pertinenza esclusiva della BCE, ha, appunto, anche un secondo obiettivo, anche se subordinato al primo, cioè di “sostenere le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea” cfr. art. 2 Statuto BCE   https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf, che, quindi, fa anch’esso riferimento al fondamentale art. 3 del TUE (vedi anche punto 5).


5.      “è difficile accettare con animo leggero il fatto che l'obiettivo della stabilità dei prezzi sia indicato senza alcun riferimento al livello occupazionale e, dunque, al benessere delle comunità che si sono date questa Costituzione monetaria.” (pag. 7)


Il riferimento – ripeto - c’è (cfr. art. 2 statuto BCE, vedi sopra), anche se indiretto e subordinato a quello principale, a meno che non si sia in deflazione o con tasso di inflazione sensibilmente inferiore al target (poco sotto il 2%), quando i due obiettivi sono assolutamente concordanti, convergenti e complementari, e il secondo ha le stesse dignità e cogenza del primo”.


6.      4. Va ampliato il mandato della Bce, in analogia a quanto scritto nello statuto della Federal Reserve degli Stati Uniti, al fine di includere l'obiettivo di un tasso di occupazione qualificato, a pari rilevanza con l'obiettivo di inflazione. Perché? Perché il diritto al lavoro è un diritto fondamentale. Non può essere sotto-ordinato all'inflation target. (pag. 8)


Va bene l'allineamento della BCE allo statuto della FED, ma, per quanto riguarda la missione dell'UE, questo è già scritto nell’art. 3 del TUE. Anzi, in esso è scritto che la stabilità dei prezzi è anch’esso un sub-obiettivo che, assieme agli altri, “mira alla piena occupazione e al progresso sociale”, che è l’obiettivo strategico (missione) dell’UE (cfr. link al punto 3).


7.      senza incorrere in conseguenze “punitive”. (pag. 9)


E’ inutile sperarlo se, privi della difesa da parte della BCE stanti i vincoli dei Trattati, non si affronta con coraggio e determinazione il problema dell’elevato debito pubblico, con un mix di misure che contemplino un’imposta patrimoniale sui ricchi, che si sono arricchiti con la terribile crisi, anche perché hanno contribuito poco al mastodontico risanamento dei conti pubblici (manovre correttive per 330 mld cumulati varate nella XVI legislatura, e le misure strutturali valgono tuttora, l’81% da Berlusconi, scandalosamente inique, e il 19% da Monti, molto più eque (vedi IMU, patrimonialina sui depositi e TTF). Ma, nel caso la si decida, occorrerà essere saggi nel messaggio sulla patrimoniale, perché milioni di poveri appoggiano misure che vanno contro il proprio interesse (cfr. il dialogo tra Einstein e Freud in “Perché la guerra”) o sono istintivamente e pervicacemente contrari a quelle che colpiscono i ricchi.


Cordialmente,

V.


Allego:

-         gli URL del mio blog, dove sono reperibili decine di post sui temi accennati all’inizio (BCE, Trattati e pensioni): http://vincesko.ilcannocchiale.it oppure, se in avaria, http://vincesko.blogspot.it;

-         tra i quali questo, che riguarda la BCE e la sua politica monetaria:      

      Replica alla seconda risposta della BCE alla petizione sulla BCE   http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2859155.html oppure (se in avaria)   http://vincesko.blogspot.com/2017/12/replica-alla-seconda-risposta-della-bce_20.html



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Dialogo sul surplus commerciale eccessivo e il taglio dei salari


I difetti strutturali dell’Euro


L'assassinio della verità, chi ha davvero messo le mani nelle tasche degli Italiani e causato la grande recessione


Crisi di governo, un’imposta patrimoniale sui ricchi per liberare il gioco democratico



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Il pendolo asimmetrico della severità




Lo sgombero dei rifugiati a Roma si poteva evitare?

Come siamo arrivati agli scontri di ieri, fra le soluzioni alternative proposte dal Comune e la decisione di usare gli idranti da parte della polizia

VENERDÌ 25 AGOSTO 2017

(ANSA/ANGELO CARCONI)

http://www.ilpost.it/2017/08/25/sgombero-roma-alternative/  


Uno Stato forte fa rispettare le regole, in primis dagli autoctoni e poi – naturale conseguenza – da tutti gli altri.

In Italia è casuale: nel senso che un certo giorno (un giorno al mese o un giorno all’anno o un giorno ogni 4 anni…) l’Autorità costituita decide di essere severa, e guai a chi ci capita, perché, avendo i sensi di colpa per coda di paglia (prima fa incancrenire le situazioni e poi interviene[1]), di solito usa la mano pesante.

Si oscilla dal lassismo – protratto nel tempo (nel caso del palazzo di Roma occupato, quattro anni) - al rispetto delle regole imposto col manganello.[2] E’ un festival dell’illogicità, al massimo grado nelle materie in cui è implicata la Chiesa cattolica, forse la fucina principale che col suo lavorio millenario ci ha resi quasi estranei alla logica greca e alla concretezza e severità romana, intendo di Roma antica, non a caso caput mundi per 1.239 anni.

Quando ri-avremo una cultura basata sulla pianificazione, l’analisi razionale dei problemi, l’individuazione delle soluzioni (tecniche e finanziarie), ed una burocrazia, motivata soltanto dal senso del dovere e dall’etica della responsabilità, capace di attuarle in maniera efficace, efficiente e secondo standard qualitativi adeguati?

[1] Che, com’è noto, è la maniera meno efficiente e più diseducativa, essendo quella più efficiente “pedagogica” la cosiddetta teoria delle finestre rotte.

[2] Ho notato che con i governi di Centrosinistra, fin da quando è stato ministro dell’Interno Giorgio Napolitano, la musica è la stessa e lo strumento è il manganello, spesso usato in modo incongruo.

Napolitano, da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone


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PIANO CORPOSO DI EDILIZIA PUBBLICA DI QUALITA’

Quello della casa è uno dei problemi più grossi, che dovrebbe costituire un obiettivo prioritario della politica.
Nel famoso programma di quasi 300 pagine, che fu elaborato dal Cantiere dell'Unione, il problema casa vi fu inserito per forte sollecitazione della base (La casa: un diritto di tutti, pagg. 178-180).
Il governo Berlusconi, non appena insediato, varò il “Piano casa”, che si è rivelato un bluff, perché è tale solo nel nome, essendo un piano di aumento delle... volumetrie; in più tagliò, per il 2009, 550 milioni già stanziati allo scopo dal governo Prodi nel 2007.

Occorre riprendere quelle proposte. In particolare: a) investire molto di più in edilizia pubblica; b) utilizzare la leva fiscale per scoraggiare il nero; c) ridurre il carico fiscale sugli affitti; d) disincentivare il numero di case tenute sfitte. 
In Italia, negli ultimi 10 anni, dopo i vari piani di alienazione, anziché crescere, il loro numero si è dimezzato e a fine 2016 ci sono – pare - circa 500.000 alloggi popolari pubblici (454.000 della cat. A/4-Abitazioni di tipo popolare e 85.000 della cat. A/5-
 Abitazioni di tipo ultrapopolare)

Dalla fine degli anni '80, anche se i lavoratori pagavano per l'edilizia pubblica i contributi GESCAL (fino al 1994), se ne costruiscono pochissimi: in media 2.000 all'anno, contro 10 o 15 o 20 volte tanto in altri Paesi europei, come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania o i Paesi scandinavi (in Danimarca, ho letto che 1/3 delle case sono alloggi pubblici).
Negli altri Paesi europei, infatti, vengono costruiti molti più alloggi popolari, per calmierare i prezzi degli affitti e tutelare i ceti più poveri.

Occorre implementare un Piano Casa simile a quello Fanfani (https://it.wikipedia.org/wiki/INA-Casa), adattato alla situazione attuale, cioè che comprenda la rottamazione delle case non a norma (http://www.lavocedinewyork.com/lifestyles/scienza-e-salute/2013/07/11/rottamare-le-citta-per-salvarsi-dai-terremoti-lutopia-di-aldo-loris-rossi/) e l’acquisizione di immobili nuovi invenduti con caratteristiche idonee.

La proprietà della casa, a ben vedere, o un affitto agevolato (affitto sociale) sono spesso per milioni di persone percettrici di redditi bassi (salari o pensioni) ciò che fa o potrebbe fare la differenza tra un'esistenza difficile ma economicamente sostenibile e la povertà.

Negli ultimi 20 anni, si sono costruiti, a causa del predominio delle banche, degli immobiliaristi e dei costruttori, meno di 1/10 di alloggi pubblici rispetto agli altri Paesi europei più evoluti;

Dal rapporto 2011-2012 della CIES (“Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale” 2011-2012 http://impiego.formez.it/sites/all/files/Rapporto2011_2012.pdf, tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è stata, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!

(dal dossier La casa è un diritto essenziale

L’Italia è un Paese governato dagli immobiliaristi e dai costruttori edili. E dalle banche.


Se il destrorso Renzi volesse far seguire alle promesse i fatti, dovrebbe:

- come minimo, rimangiarsi l’improvvida, similberlusconiana abolizione della TASI sulla casa principale, 3,7 mld all’anno

Abolizione IMU-TASI, l’allievo Renzi ha superato il maestro Berlusconi

- come medio, dovrebbe, in più, varare un’imposta patrimoniale di scopo sui ricchi (10% delle famiglie): almeno 6 mld all’anno (che fu proposta dalle associazioni degli imprenditori nel 2011, quando Casa Italia bruciava, come contropartita delle cosiddette riforme strutturali, poi se ne sono dimenticati... http://www.confindustria.it/Conf2004/DbDoc2004.nsf/0/b4cb2e9b9b84e42cc125791e004f26b4/$FILE/ProgettoImprese.pdf);

- come massimo, dovrebbe, in più, fregarsene del limite del 3% ed aumentare il deficit di 10 mld all’anno.

Con le risorse già disponibili e questi 20 mld annui addizionali, dovrebbe lanciare un piano keynesiano pluriennale, impiegandoli in: (a) investimenti mirati, in base al moltiplicatore, all’innovatività e al livello di sostituzione di importazioni; (b) sussidi ai poveri, ad altissima propensione al consumo; e (c) PROGETTO DI GESTIONE DEL TERRITORIO. Negli ultimi decenni, tra la destra e la sinistra, non è emersa, in particolare a livello locale, una marcata differenza nel modo di governare il territorio italiano, elemento fondamentale non soltanto per le sue intrinseche finalità, ma anche per lo sviluppo del turismo e la qualità della vita delle persone, influenzata sia dal controllo del proprio tempo (spostamenti da e per i luoghi di lavoro), sia dalla relazione - sottovalutata – tra il territorio (urbanistica e architettura) e la psicologia delle persone.

Occorre agire su tre direttrici:

1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti al governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei;

2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica di qualità (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita);

3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (v. Rottamare le città per salvarsi dai terremoti. L’“utopia” di Aldo Loris Rossi  http://www.lavocedinewyork.com/lifestyles/scienza-e-salute/2013/07/11/rottamare-le-citta-per-salvarsi-dai-terremoti-lutopia-di-aldo-loris-rossi/).



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M5S, dilettanti allo sbaraglio


Carlo Clericetti  -  18 DIC 2016

5Stelle e un mare di problemi


Come si usa dire, il pesce puzza dalla testa. Nonostante (a) tutte le buone intenzioni di questo mondo palesate dal loro leader, (b) la ventata di aria nuova in un campo appestato per 20 anni dall'incompetente e fuori di testa miliardario narciso e schizoide Berlusconi; e (c) il merito, tutto sommato, di aver irreggimentato nell'ambito politico potabile quote di elettori turpiloquenti e facile preda di imbonitori di destra, non ci voleva Einstein per dedurre che un movimento politico capeggiato da un buffone ignorante eterodiretto da un paranoico avrebbe dato cattiva prova di sé proprio per la drammatica inadeguatezza delle qualità degli stessi leader e - inevitabile corollario - dei criteri di selezione dei vari dirigenti politici di seconda e terza fascia. La politica è un’arte nobile e molto difficile, adatta a relativamente pochi. E tra questi pochi non tutti sono onesti e sono pochissimi quelli in grado di amministrare entità complesse, come le Regioni o grandi Comuni, per la cui bisogna va apprestata e diretta un’intera squadra (assessori e staff di primo livello) all’altezza del compito.

Per questi motivi, avevo visto con favore il parziale defilamento di Grillo, condizione necessaria, alla quale si era poi aggiunta la morte di Casaleggio, per agevolare l’emersione di figure più competenti e la ridefinizione delle regole statutarie, in primis il divieto di allearsi con chicchessia.

Purtroppo, i dirigenti di prima fascia (Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi) mi sembrano drammaticamente inadeguati non soltanto a rivestire ruoli amministrativi diretti, ma, quel che è peggio, anche incapaci di coinvolgere e mantenere stabilmente figure esterne di qualità.

Il pesce, ripeto, puzza dalla testa: una leadership forte per un partito di massa che aspiri a ruoli di governo è fondamentale, la democraticità per un partito politico è una condizione necessaria (ma entro certi limiti formali, ché nella realtà nessun partito è davvero democratico) ed insufficiente, è dunque nella leadership attuale la chiave di volta per l’esito delle sorti di M5S.


PS: Segnalo questo articolo sullo stesso tema, ma molto più severo e drastico:

PERCHÉ VIRGINIA RAGGI DOVREBBE DIMETTERSI E GRILLO DOVREBBE SCIOGLIERE IL M5S

FABIO SALAMIDA  -  17 dicembre 2016


Appendice


... abbiamo letto l'articolo! (plurale maiestatico) ... e con ciò cosa ci svilupperebbe l'articolo!?

... solo un facile rimando a : e quelli prima della raggi cosa minkia avrebbero fatto per non far montare la sfiducia nelle istituzioni con la i maiuscola?

caro vmvinceskij il suo parrebbe un chiaro operar villano, roba da "spanocista"* , senza costrutto atto solo a indicar la busca e non la trave. Ne conviene!? 

Quale alternativa di gioco proporrebbe visto che è universalmente riconosciuto che è molto meglio criticare che fare?

* = raccogliere pannocchie da terra


• vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 14:27

@ thread (19 dicembre 2016 alle 12:12)
Le domande che terminano con un punto esclamativo sono un segno di prepotenza.
Che cos'è la "busca"?
Io sono molto pigro, ma sono concreto e pragmatico e quando devo fare qualcosa che mi intriga, soprattutto quando non è in gioco il denaro (che per me è sempre un elemento perturbatore), divento efficiente come un tedesco. Ma in questo caso io mi dichiaro inadeguato alla bisogna: primo, perché non sono un adepto del buffone ignorante; secondo, perché la questione è fuori dal mio controllo; terzo, perché sono un liberale-libertario e quindi rispettoso della libertà (lecita) altrui.
Sono, però, molto interessato all'evolversi della situazione di M5S, date le implicazioni future in termini di possibili alleanze, a condizione, come dicevo, che il buffone ignorante ed il suo nuovo socio provvedano a modificare il loro statuto, che le vieta.
Nutrendo, in ogni caso, - mi ripeto - qualche dubbio sulla effettiva volontà di M5S di voler perseguire obiettivi riformisti, il che in soldoni significa aumentare le tasse sui ricchi da investire in settori mirati (investimenti e welfare) e fare redistribuzione. E li nutro sulla base di una scelta concreta passata di M5S, cioè di espungere dalle coperture, nella seconda versione della loro proposta di legge sul reddito di cittadinanza, un'imposta patrimoniale, che invece era prevista nella prima versione.[
1 e 2] Ed è proprio sull'imposta patrimoniale sui ricchi (il decile o la metà del decile più ricco) che, secondo me, si parrà la nobilitade di un qualunque partito che si dichiari riformista. Vincendo le terribili resistenze "culturali" che allignano, non tanto nelle file dei ricchi - che è normale -, quanto nella maggioranza del popolo, che normale non è.
Rilevo, infatti, da diversi anni il paradosso (constatato recentemente in un suo articolo da Romano Prodi[*]) che sono i poveri ad opporsi autolesionisticamente ad una politica autenticamente riformista, o a sostenere, come scriveva Einstein nel suo carteggio con Freud, politiche che vanno contro il proprio interesse (cfr. "Perché la guerra?").
Questa renitenza culturale è, a ben vedere, insieme, lo specchio della natura profondamente conservatrice dell'elettorato italiano e il più grosso ostacolo alla sua maturazione in senso socialdemocratico (nella sua accezione europea, in particolare scandinava).
Vincesko

[*] I riformisti possono tornare a vincere solo se ritrovano le loro radici
L’onda anti-sistema – I riformisti ritrovino la bussola (e gli elettori)
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 dicembre 2016
http://www.romanoprodi.it/strillo/i-riformisti-possono-tornare-a-vincere-solo-se-ritrovano-le-loro-radici_13674.html

PS: Attenzione, sia il plurale maiestatico che i punti esclamativi incongrui sono un segno di debolezza...


Ho letto l'articolo, grazie! ... il relatore parla di radici appese al cielo... ... è chiara la sua visione figlia di un baden powell ormai datato.   ... il Professore non considera affatto che sia il singolo albero a immedesimarsi componente della foresta. Lui auspica la foresta coltivata ad arte non consapevole del significato di latitudine, per lui tutto fa brodo. Mi sembra semplifichi un po' troppo la complesità del sistema umano.

 ... per quanto riguarda il PS ... prenda nota di questo filmetto : Il 13° guerriero.

Come sempre devo ringraziare un mio amico... sempre un gallo dobbiamo! 


• vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 19:12

@ thread
Prego. Non bisognerebbe commettere l'errore di sottovalutare l'intelligenza altrui, soprattutto se si tratta di un docente universitario.
1. Ci sono - lo spiegava anche Adam Smith 250 anni fa - essenzialmente tre ideologie economiche: quella liberista, quella statalista e quella intermedia, cosiddetta mista. Tutte le altre sono derivazioni di queste.
2. Romano Prodi, come me, è per la terza, ormai obnubilata, obliterata quasi completamente dal quarantennio di esistenza dell'Unione europea a trazione ordoliberista (non tragga in inganno la dismissione dell'IRI, che fu una decisione politica italiana ed europea susseguente al Trattato di Maastricht, che l'allora tecnico Prodi eseguì[*]).
3. Quando si affronta, si analizza e si descrive un problema complesso, è buona norma "semplificarlo", tenendo beninteso sempre presente la sua complessità.
4. Soprattutto, non bisogna complicare le cose semplici. I ricchi ci sguazzano, nell’AMMUINA fatta dagli UTILI IDIOTI poveri che lo fanno gratis, la alimentano ad arte, ma di solito non ne hanno bisogno, ci pensano indefessamente già i poveri.
5. Ecco, questo è il succo che va estratto dal mio commento e dall’articolo del prof. Prodi, a cui eventualmente replicare: (a) la sinistra deve fare la sinistra, non copiare – come è successo negli ultimi 25 anni - la destra; e (b) i poveri devono smettere l’abitudine masochistica plurimillenaria di difendere l’interesse dei ricchi, e fare il loro, che CON-FLIG-GE con quello dei ricchi.
Il resto è noia intellettualistica ( =AMMUINA).
[*] Un’illustrazione molto critica di Nino Galloni
https://www.youtube.com/watch?v=GMY15_RRX4g
Vincesko


@ vmvinceskij 19 dicembre 2016 alle 19:12

non ho capito perchè m'hai fatto vedere quel video. E questo se puoi me lo devi spiegare.

Dal mio punto di vista, Nino Galloni non ha sbagliato una parola che sia una. 


NB: Ho evitato di replicare al “matto” thread.



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Giannini: "Grillo fa politica, novità eversiva per M5s"



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Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi

 
Riporto un mio commento, inviato ieri a redazione@eguaglianzaeliberta.it, al seguente articolo:
 
Chi complottò contro Berlusconi
La caduta del governo dell'ex Cavaliere fu il frutto di intrighi dei Palazzi in Italia e in Europa? A distanza di quasi cinque anni rileggiamo quegli avvenimenti per ricostruire le mosse dell'esecutivo, dei leader degli altri paesi e della Banca centrale europea
Ruggero Paladini
(29/02/2016)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1878
 
L’analisi è quasi interamente condivisibile; quasi, poiché contiene un’incoerenza logica e fattuale, laddove evidenzia giustamente che i fondamentali macroeconomici dell’Italia erano migliori nel 2011 (per forza: oltre alla legge di stabilità 2011, era stata in precedenza varata una pesante manovra correttiva col DL 78/2010, dopo la crisi della Grecia), ma prima aveva scritto:

Berlusconi può scegliere tra due strade:andare ad un default, con (eventuale) uscita dall’euro, o varare una manovra lacrime e sangue, secondo i precetti dell’austerità made in Berlin. Non volendo optare per nessuna delle due, Napolitano dice a Berlusconi che conviene che si faccia sostituire da Monti; Berlusconi accetta”.

Sulla base dei fatti, questo è lontanissimo dal vero, poiché il governo Berlusconi-Tremonti varò in luglio e agosto 2011, in appena 40 giorni, ben 2 (due) manovre correttive pesantissime [1] (dopo quella del 2010 - DL 78 del 31.5.2010 -, con la riforma Sacconi delle pensioni, molto più severa della successiva, tanto vituperata riforma Fornero[2]). Ma questa non conoscenza generale delle manovre correttive e delle riforme delle pensioni, anche in ambito accademico, (probabilissimo effetto del sistema disinformativo paramafioso berlusconiano-tremontiano-sacconiano) non mi meraviglia più, poiché da ben 4 anni la riscontro e la contrasto (come sto facendo anche ora).

In effetti, se si vuole definirlo complotto, si trattò di uno strano, atipico complotto, poiché: a) fu operato praticamente alla luce del sole; b) rispettando la grammatica costituzionale (poteri del presidente della Repubblica, che in casi eccezionali - come il rischio concreto di default - deve perseguire l'interesse della Nazione); c) che non si sarebbe mai potuto concretizzare, se la vittima del complotto non avesse rassegnato le dimissioni, dopo un voto contrario del Parlamento in una materia fondamentale come l’approvazione del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, come rammenta l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua lettera alla LUISS:

All’indomani della votazione che negò l’approvazione alla Camera dei Deputati del Rendiconto generale del bilancio dello Stato, ricevetti l’allora Presidente del Consiglio che mostrò di comprendere responsabilmente l’inevitabilità delle sue dimissioni, alle quali si giunse alcuni giorni dopo consentendomi di avviare le tradizionali consultazioni di tutti i gruppi politici: e, come ho già detto, da esse fu confermato quel che già mi era chiaro, cioè l’impossibilità di un accordo politico e di governo per la formazione di un nuovo esecutivo data la profondità dei contrasti che avevano fino a quel momento segnato i rapporti tra i due schieramenti antagonisti”. 

L’on. Renato Brunetta, in una sua recente lettera a Huffington Post, in risposta a quella di Giorgio Napolitano, sostiene: “E non c'entra il fatto che Berlusconi si sia dimesso e poi abbia accettato di sostenere un governo non democratico”.

E’ curioso che non c’entri, poiché, a meno di una minaccia grave o di una coartazione manipolatoria frutto di plagio, è davvero bizzarro che la potentissima e ricchissima vittima di un complotto prima si faccia volontariamente da parte e poi addirittura sostenga con i suoi voti parlamentari determinanti il beneficiario del complotto, e non ne denunci tutti gli autori prima al Parlamento e poi alla Corte Cost. 

Brunetta sostiene, inoltre:Conta il fatto che interprete di quelle pressioni estere fu il Quirinale, che si fece parte volonterosa per attuare i desideri e le strategie di forze finanziarie e politiche congiunte tra loro, le quali esigevano la necessità di una prosternazione del governo italiano alle impostazioni tedesche e francesi. Con Berlusconi era impossibile”. 

Balla al cubo! Berlusconi ha obbedito in tutto, tranne, a causa del veto di Bossi, il completamento della severissima riforma Sacconi delle pensioni (eliminazione delle cosiddette pensioni di anzianità, concentrate al Nord, e l'adeguamento delle dipendenti private a tutti gli altri), come peraltro l’on. Brunetta sa benissimo, poiché fu lui, a seguito del rifiuto del ministro dell’Economia Tremonti, ai ferri corti da tempo col PdC Berlusconi, a redigere la prima lettera di chiarimenti all’UE, quella che conteneva ERRORI materiali gravi, amplificati da TUTTI i media italiani, a cominciare dall'ANSA e poi a cascata, che ingenerarono un caos nei rapporti con l’UE/Merkel/Sarkozy (vedi, quindi, le ingiunzioni e i sorrisetti di scherno in seno al Consiglio europeo del duo franco-tedesco, in parte per ignoranza delle misure varate dall'Italia, in parte - Sarkozy - per coda di paglia: la Francia deve ancora farla una riforma severa delle pensioni) e sui mercati.[3]

Come l’on. Brunetta sa altrettanto bene, avendo replicato 3 anni fa alle accuse dell’allora Commissario Olli Rehn esibendo le CIFRE del “Sole 24 ore”, dopo quella pesante dopo la crisi greca del 2010 (DL 78 del 31/5/2010), che include la severissima riforma Sacconi delle pensioni, che porta l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni entro il 2021, benchmark in UE28, nel 2011, in appena un mese e mezzo, ubbidendo alle pressioni di UE/Merkel/Sarkozy, il governo Berlusconi-Tremonti varò altre 2 manovre correttive pesantissime per 80+60 mld (DL 98 del 6/7/2011 e DL 138 del 13/8/2011), che però, per la credibilità prossima allo zero del PdC Berlusconi, furono inefficaci a fermare l’attacco speculativo dei mercati finanziari contro l’Italia. Riporto le CIFRE delle manovre correttive dei due governi, prima e dopo il “complotto”:

Riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):

- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;

- governo Monti 63,2 mld;

Totale 329,5 mld.[1]

Come si vede facilmente, per gli ammontari delle manovre finanziarie, i sacrifici imposti agli Italiani e gli effetti recessivi Berlusconi batte Monti 4 a 1. Per l'iniquità e le variabili extra-tecnico-contabili (immagine e scandali), è anche peggio. 

CONCLUSIONE

In conclusione, aggiungo, però, che il complotto fu sui generis, ma i mercati non è che ce l'avessero particolarmente con l'Italia, che, come abbiamo visto, aveva varato manovre pesantissime e una riforma delle pensioni severissima, ma avevano scommesso sulla rottura dell'Euro e, dopo l'Irlanda, la Grecia, il Portogallo e la Spagna, avevano attaccato l'Italia (poi sarebbe probabilmente toccato alla Francia), lasciati liberi di agire dall'inerzia colpevole della BCE di Draghi, bloccata dalla Germania. Infatti, anche con Monti, lo spread, dopo il calo nel primo periodo, aveva ripreso a salire. Fino al "whatever it takes" di Draghi, che ‘miracolosamente’, senza spendere un solo Euro, stoppò la giostra “impazzita” della speculazione mondiale.

 

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html  oppure (se in avaria)  
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/il-lavoro-sporco-del-governo-berlusconi.html
 
[2] Lettera ai media, al Governo, al PD e ai sindacati: le pensioni e Carlo Cottarelli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2833739.html  oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/06/lettera-ai-media-al-governo-al-pd-e-ai.html
 
[3] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html  oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/analisi-parziale-del-complotto-contro.html
(nel post anche le prove documentali degli ERRORI nella prima lettera di chiarimenti all'UE)
 

Cordiali saluti

Vincesko

 

 

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cclericetti 14 marzo 2016 alle 19:27

@Vincesko
Copio qui la risposta di Ruggero Paladini.
"Non credo che ci sia contraddizione logica, e sono d’accordo con molte affermazioni. Il punto specifico è l’impennata dei tassi a metà 2011, che trascinano in alto anche i tassi spagnoli e, in parte quelli belgi. Perché? Ho avanzato la tesi che non si sia trattato di un ordine della Merkel, o di Obama, e mi pare che Vincesko sia d’accordo. Certo, la situazione è che i mercati avevano appreso che i titoli sovrani erano nudi, mentre per dieci anni dalla nascita dell’euro avevano creduto il contrario (vedi il famoso articolo di De Grauwe sulla fragilità dell’euro). Ma i mercati incominciano ad avere l’impressione che il governo sia in difficoltà, sanno che Berlusconi e Tremonti non si parlano ecc….. Nel momento in cui i tassi a breve superano quelli a lunga la situazione è vicina al punto di rottura.
Potremmo continuare: le misure di Monti hanno un effetto calmante, ma poi di nuovo i tassi si impennano, trascinati questa volta da quelli spagnoli (anche questo si vede nei grafici), fino all’intervento di Draghi, e su questo mi pare che siamo d’accordo".


 
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http://vincesko.blogspot.com/2016/03/lettera-redazioneeguaglianzaelibertait.html  
 



Maria Elena Boschi, analisi di una ministra mezza bugiarda

 
Banca Etruria, Boschi: ‘Mio padre eletto in cda nel 2014'. Si e M5S: ‘Mente, dal 2011'
Polemica per le parole del ministro per le Riforme in occasione della discussione della mozione di sfiducia contro di lei a Montecitorio. Sinistra Italiana e il Movimento 5 Stelle: "Ha mentito spudoratamente, siamo esterrefatti"
di F. Q. | 18 dicembre 2015
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/18/banca-etruria-boschi-mio-padre-eletto-in-cda-nel-2014-si-e-m5s-mente-dal-2011/2317627/

 

Non guardo la tv da anni,[1] tranne qualcosa via computer per tenermi aggiornato sulla politica, per cui non ho mai visto quelle trasmissioni statunitensi seriali che affrontano il tema della menzogna.

A chi obietta sulla validità delle metodiche che esaminano dettagli apparentemente insignificanti, contrappongo le teorie di Freud (per dire una persona intelligente), che ha analizzato i lapsus e le dimenticanze.[2]

In generale, ho notato che le persone intelligenti (in senso etimologico) analizzano soprattutto i dettagli, per capire prima e meglio; gli stupidi manco li guardano, i dettagli.

Della Boschi, mi colpisce soprattutto la voce (non mi riferisco all’accento toscano): è illuminante. Come per tutti, beninteso.[3]

 

Solo per la... verità dei fatti. Premetto che ho constatato da parecchio tempo che la ministra Boschi (ma è un “peccato” che commettono in tanti, in TUTTI i partiti, inclusi M5S e PD[4], massimamente gli ex fascisti, un campione in tal senso è La Russa) è incline a dire mezze verità, che, secondo un saggio proverbio ebraico, equivalgono a bugie intere.

E sto parlando solo di mezze verità e non di bugie intere come, per fare i due nomi più famosi in campo politico, inclinano abitualmente a dire Berlusconi e Renzi, due contaballe compulsivi.

Nella scorsa puntata della trasmissione de La7 "Piazza pulita",[5] il solito esperto, che interviene verso la fine e analizza il comportamento non verbale per dedurne se una persona ha detto o non la verità, ha esaminato una dichiarazione della ministra Boschi, ricavando da un quasi impercettibile movimento della sua faccia che stava mentendo.

Talmente impercettibile, che il conduttore Formigli ha dichiarato che, per la prima volta, non l'aveva convinto. Ed ha chiesto di rivederlo. L'han fatto, ed effettivamente nel proferire le parole riguardanti suo padre la Boschi "stirava" la zona vicino alla bocca; poi l'esperto ha spiegato che, come d'abitudine, aveva impiegato parecchio tempo ad esaminare attentamente e al rallentatore il comportamento non verbale della ministra.

Ciò che però mi ha colpito, e che è sfuggito all'esperto, a Formigli e, credo, a tutti, è che la ministra Boschi ha dichiarato testualmente: "Mio padre è stato membro e Vice Presidente del Consiglio di amministrazione per 8 (otto) mesi, dal maggio al febbraio". Che è un'evidente mezza verità, poiché tra maggio e febbraio intercorrono 10 mesi, o almeno 9, certamente non otto.

 

PS: Non ho preso in esame la dichiarazione della ministra Boschi che suo padre è entrato nel Consiglio di amministrazione della Banca Etruria nel 2014 e non nel 2011, poiché questa è una palese bugia intera. O una dimenticanza, in senso freudiano.[2]

 
[1] La mitridatizzazione televisiva
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2742044.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/04/la-mitridatizzazione-televisiva.html
 
[2] Lapsus e dimenticanze
http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%205/lapsus.htm
 
[3] A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità
Laura Pigozzi (2008)
"La voce - ricorda Lacan - è il vettore dell'esperienza più prossimo all'inconscio" (43). Come possiamo pensare alla soggettività, ossia a ciò che fa nodo nella pratica clinica, senza l'uditivo, senza cioè prestare ascolto alla voce, al suo timbro o alla sua grana? "E' la voce e non solo il linguaggio, ad aprire l'accesso all'inconscio".
http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=343:a-nuda-voce-vocalit-inconscio-sessualit&catid=39&Itemid=608
 
Laura Pigozzi
A NUDA VOCE Vocalità, inconscio, sessualità
Anche un’altra ragione porta la psicanalisi verso una riflessione sulla voce: essa riguarda la relazione profonda che la voce intrattiene con la sfera della sessualità.
http://www.sciacchitano.it/Oggetti/Menu%20oggettuale/introduzione%20a20nuda%20voce.pdf
 
La voce. Uno studio psicoanalitico
Gilda Sabsay Foks
Dimmi con che voce parli e ti dirò chi sei
http://www.psychomedia.it/neuro-amp/98-99-sem/sabsayfoks.htm
 
Aspetti simbolici nell’uso della voce
dott.ssa Francesca Romano
http://www.studiobumbaca.it/2013/01/17/limportanza-della-voce-e-della-risonanza-corporea/
 
LA QUALITÀ DELLA VOCE
Antonio Romano (coord.), Ugo Cesari, Michele Mignano, Oskar Schindler, Irene Vernero
La voce può essere intesa tuttavia non solo come mero strumento di espressione linguistica, ma come fulcro vitale di numerose attività e stati umani; non solo come strumento di comunicazione o di più sofisticata espressione intellettuale e artistica, ma come elemento di caratterizzazione personale e del proprio stato bio-psicologico, come connotato dell’identità individuale, come “simbolo di sé”.
http://www.lfsag.unito.it/ricerca/Fonazione_Qualit%C3%A0_della_Voce_ROMANO_et%20alii_2012AISV.pdf
 
[4] PD, metamorfosi incipiente di un partito
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821607.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/pd-metamorfosi-incipiente-di-un-partito.html
 
Lettera a Sandro Gozi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821489.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lettera-sandro-gozi.html
 
[5] http://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/la-giaguara-18-12-2015-170650
 
 
Appendice
 
Riporto uno stralcio della corrispondenza intercorsa quattro anni fa tra il senatore Pietro Ichino e me, incentrato sulla comunicazione e sul ruolo della voce.
 
3. Che cosa ne ho ricavato: a) leggendoLa ed ascoltandoLa, fui colpito - positivamente – dalla preparazione, competenza, capacità argomentativa, franchezza, coraggio; negativamente, dalla voce: insieme, strumento fondamentale di comunicazione e spia infallibile sia della personalità che dei sentimenti più riposti. Si può dire: dimmi che voce hai e ti dirò chi sei. Mi venne allora, il desiderio di scriverLe al riguardo. Purtroppo, non trovo on-line un ottimo articolo esplicativo su Repubblica Salute “Esercizi di voce”, allora allego questi link appena trovati: http://canali.kataweb.it/salute/2010/03/31/per-la-voce-o-per-le-dita-la-terapia-si-fa-nella-spa/ soprattutto questo:http://www.romolocalandruccio.com/Allegaticoro/Rieducazione_voce_Esercizi.pdf : b) Dallo scambio di e-mail, mi pare emerga la conferma della sua scarsa capacità comunicativa ed empatica nel rapporto diretto (non giustificata dalla modalità usata): vedi la comparazione tra i rispettivi “incipit” (il "caro" l'ho usato apposta) e chiuse; e, soprattutto (Freud docet), il dettaglio che nel Suo ultimo quesito Lei ha “omesso” la parola “empatia”, spia evidente che è su questo aspetto che dovrebbe lavorare, ancorché comprensibilmente scomodo per un giuslavorista… riformista.
4. Suggerimenti conclusivi: è un peccato che il Suo ottimo lavoro e le Sue indubbie capacità debbano scontare poi un deficit di efficacia e di – aggiungo – equità, se non altro percepita, a causa della scarsa capacità comunicativa ed empatica, ed allora: 1. poiché il Placebo di Peter recita: “Un grammo di immagine vale più di un chilo di fatti”, sarebbe utile la frequentazione sia di un breve corso di scienza della comunicazione, adattato alla natura dell'italiano medio, che in stragrande maggioranza si ferma all'apparenza e s'informa alla tv; sia di un buon corso di esercizi della voce, allargati alla struttura corporea e muscolare per sciogliere le rigidità; 2. per accrescere la capacità empatica, dovrebbe risalire alla causa determinante, che è sempre collocabile cronologicamente nell’infanzia ed al rapporto con la figura educativa prevalente (per avere qualche cenno a questo riguardo, potrebbe dare un’occhiata, fino in fondo, al mio lungo ‘post’ riportato nella nota 18 della Lettera, nel quale racconto la mia esperienza http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2580796.html oppure http://vincesko.blogspot.it/2015/03/questione-femminile-questione.html).
Cordiali saluti
PS: più tardi andrò a leggere - se c'è - la voce di Wikipedia che La riguarda.

Da: Carteggio tra il Sen. Pietro Ichino e me
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2762171.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/carteggio-tra-il-sen-pietro-ichino-e-me.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/maria-elena-boschi-analisi-di-una.html
 

Il ridiventato tosto Renzi in ambito UE, nella contrapposizione inevitabile con la Germania per evitare il declino dell’Italia, si disferà dei prudenti Padoan e Pittella?

 
Pochi giorni fa, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato Massimo “Mucchetti si dice non stupito che le banche siano saltate, perché “erano marce. Mi ha colpito, invece, che non siano state ricapitalizzate attraverso il Fondo interbancario di garanzia dei depositi solo perché la Direzione Ue per la Concorrenza ha espresso un orientamento contrario. A suo dire il Fondo avrebbe natura pubblica, e dunque il suo intervento costituirebbe aiuto di Stato, perché istituito per legge e con un esponente della Banca d’Italia in consiglio. Un po’ poco ove si consideri che i quattrini del fondo li mettono le banche”.

Per Mucchetti – aggiunge l’Ansa – l’Italia avrebbe dovuto “tirare diritto, lasciar formalizzare l’orientamento e, ove fosse, impugnarlo. Il Lussemburgo si è difeso sul tax ruling e ha subito impugnato la procedura d’infrazione. E invece, meno coraggiosi del Granducato, abbiamo colpito, oltre agli azionisti com’era nell’ordine delle cose, anche gli obbligazionisti subordinati, che rappresenta la novità, discutibile, delle nuove regole di risoluzione”.[1]

Ora il ministro Delrio ci informa che la colpa della resa all’imposizione dell’UE, anzi alla semplice comunicazione informale di una delle direzioni dell’UE, è del ministro Padoan.[2] Sono mesi che osservo che l’ex tosto Renzi si è fatto “addomesticare” dal burocrate prudente Padoan.[3]

Dall’altro ieri,[4] Renzi sembra aver ripreso il viso dell’armi con l’egemone, egoista ed arrogante Germania,[5] stimolato presumibilmente da poteri forti come le banche e l’ENI. Ed “avrebbe deciso di sostituire in anticipo il rappresentante permanente Sannino, incline al dialogo e alla mediazione, con l’ambasciatore d’Italia a Mosca, pronto a portare in Europa la linea rottamatrice del premier”. Infatti, “Incline al dialogo e a trovare compromessi, l’attuale ambasciatore, grande conoscitore della macchina europea, non rappresenterebbe in pieno la linea muscolare che Renzi vuole portare a Bruxelles: quella di un’Italia pronta a farsi sentire su tutti i dossier e a prendere anche posizioni scomode”.[6]

Ma la cartina di tornasole della sua determinazione ad andare allo scontro con l’UE (e la Germania) sarà il trattamento che riserverà ad altre due figure chiave: il capogruppo PSE al Parlamento Europeo, Gianni Pittella, uno dei responsabili della débacle dei socialisti nella trattativa con il PPE sulla formazione della Commissione europea,[7] e, appunto, il ministro burocrate prudente Padoan, latore degli input austeritari dell’Unione europea.[8] Se ne disferà ritenendoli un freno, una volta deciso che il dado è tratto, o li userà come necessari strumenti per praticare una tattica da stop and go nella contrapposizione inevitabile con la Germania, per evitare il declino irreversibile dell’Italia?

 
[1] Il caso-Boschi scuote il Partito Democratico Mucchetti attacca: “Il padre dovrebbe rispondere”
By Redazione on 14 dicembre 2015
http://www.italiaora.net/il-caso-boschi-scuote-il-partito-democratico-mucchetti-attacca-il-padre-dovrebbe-rispondere/
 
[2] Graziano Delrio: "Sul Salva banche ha trattato Padoan. Il Salva Carrai? Iniziativa parlamentare, il governo non c'entra"
Angela Mauro
Pubblicato: 19/12/2015 12:08 CET Aggiornato: 19/12/2015 12:08 CET
http://www.huffingtonpost.it/2015/12/19/graziano-delrio-salva-banche-trattato-padoan_n_8844378.html
 
[3] UE, classifica (personale) dei mediocri
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/ue-classifica-personale-dei-mediocri.html
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2835140.html
 
[4] Vertice Ue, Renzi attacca Merkel sulle banche: “Non raccontate che donate sangue all’Europa”
Alta tensione sullo schema dei depositi. Il premier: «Cara Angela, perché ti opponi?»
18/12/2015
http://www.lastampa.it/2015/12/18/esteri/vertice-ue-renzi-attacca-la-merkel-non-raccontarci-che-donate-sangue-alleuropa-SlDlQh1cHF5rIIgmncS0jO/pagina.html
 
[5] L’arrogante predominio tedesco, il salvataggio della Grecia e l’abuso delle stupide regole UE  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828301.htmloppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/larrogante-predominio-tedesco-il.html
 
[6] Renzi pronto a sostituire in anticipo l’ambasciatore italiano presso l’Ue
17 dicembre 2015
http://www.eunews.it/2015/12/17/renzi-sannino-ue/47122
 
[7] L’ex marxista Jean-Claude Juncker
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/lex-marxista-jean-claude-juncker.html
 
[8] PD, non paradosso, ma mutazione degli interessi rappresentati
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2832703.html oppure 
http://vincesko.blogspot.com/2015/05/pd-non-paradosso-ma-mutazione-degli.html


Articolo collegato:
 
Guarda la combinazione, oggi su La Stampa, a distanza di tre giorni dallo scontro del PdC Renzi con la cancelliera Merkel e le sue critiche all'UE, c’è questa a dir poco tempestiva intervista, fatta presumibilmente ieri, al ministro-burocrate-prudente Padoan, che, per emulare il suo capo e conservare la cadrega, critica la Germania e l’UE, ma lo fa nel modo suo solito, definendo prudentemente la soluzione strampalata data al salvataggio delle quattro piccole banche che egli stesso ha contrattato e poi eseguito “posizioni discutibili”.
 
“Sulle banche italiane da Ue e Germania posizioni discutibili”
Il ministro: con le nuove regole, Bankitalia potrà vietare i bond rischiosi. A gennaio riforma del credito cooperativo. Incentivi sui prestiti incagliati
ALESSANDRO BARBERA
20/12/2015
http://www.lastampa.it/2015/12/20/economia/sulle-banche-italiane-da-ue-e-germania-posizioni-discutibili-DjMuCJWb6rGp3KwcB23oKJ/pagina.html
 
 
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http://vincesko.blogspot.com/2015/12/il-ridiventato-tosto-renzi-in-ambito-ue.html
 
 

UE malata, governata dalla destra reazionaria, con la complicità dei sedicenti socialisti

 
Carlo Clericetti  -  10 LUG 2015
Grecia, la pagella ai protagonisti

http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2015/07/10/grecia-la-pagella-ai-protagonisti/

 

Io sono stato sempre europeista e pro-Euro, ma da un po’ di tempo con dispiacere noto che c’è qualcosa di malato in questa UE governata dalla destra reazionaria, con la complicità dei sedicenti socialisti (PSE). Una Unione che tutela molto più l’interesse delle banche che l’interesse del popolo europeo, violando i Trattati (TUE e TFUE),[1] in particolare l’art. 3, e lo Statuto della BCE, in particolare l’art. 2-Obiettivi.[2]

Ricavo dal libro “Massoni” del massone democratico Gioele Magaldi:[3]

Jean Monnet [uno dei padri fondatori dell’Unione Europea], ex progressista della “Thomas Paine”, poi approdato alla “Edmund Burke”, alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rosa Ventorum” [superlogge reazionarie]. […]

Così quel Jean Monnet che era stato un sincero massone democratico e liberalprogressista nella prima fase della sua vita, nella maturità si avviava a costruire – insieme ad altri – un edificio istituzionale retoricamente presentato come baluardo per la pace e la cooperazione europea, mentre in realtà si trattava di una sorta di cavallo di Troia per la creazione di un gigantesco apparato neoaristocratico e tecnocratico di dominio sulle popolazioni del Vecchio Continente”.

Che la responsabilità prioritaria della situazione precaria dell’UE sia politica, è un’ovvietà.

Come (quasi) quella di individuare i responsabili in esponenti socialisti come Dijsselbloem e Moscovici. Provo a spiegarmi.

Ho già scritto qui della débacle del PSE nella formazione della Commissione Europea.[4] Il PPE (che è calato rispetto alle elezioni precedenti, mentre il PSE ha sostanzialmente tenuto) ha preso pochi parlamentari più del PSE, ma ha il presidente e 13 commissari contro solo 8 del PSE e quindi il controllo della Commissione europea, che, oltre a gestire il bilancio UE, ecc., detiene in esclusiva l'iniziativa legislativa. In ogni caso, il PPE, senza l'appoggio del PSE, non avrebbe potuto e potrebbe fare NULLA.

Per alcuni, il peccato originale è nell’ispirazione che ha informato tutta la costruzione europea, determinata, non dal Manifesto di Ventotene del massone progressista Altiero Spinelli e altri, ma dal progetto conservatore e neo-oligarchico dei massoni Kalergi, Monnet, Schumann e altri, con un’impostazione liberistica e deregolamentata del mercato, un Parlamento europeo privo di poteri e la prevalenza della burocrazia.

Venendo alle responsabilità più recenti, la principale è quella del massone socialista Hollande, senza l’assenso del quale l’egemone Germania, dominata dai massoni reazionari Schaeuble, MerkelWeidmann per conto dell’establishment industriale-finanziario teutonico, non potrebbe imporre le politiche austeritarie, controriformistiche di deflazione dei salari e dei diritti del lavoro.

Il massone democratico Gioele Magaldi si esprime così nel suo libro “Massoni” su Hollande:

Ma nessuno dei suoi confratelli, in questa temperie globalizzata, le ha chiesto di tenere la bocca chiusa?

«Ho ricevuto sia minacce feroci, prevedibili, sia blandizie carezzevoli e seduttive. Le stesse che hanno imbalsamato, sterilizzato e reso inoffensivo quel massone senza coraggio e senza dignità politica che è François Hollande.»

E che c’entra Hollande, adesso?

«Si è fatto eleggere a furor di popolo con la promessa di cambiare paradigma a una Ue dominata dall’austerità e caratterizzata dalla macelleria sociale. Poi è diventato un innocuo barboncino nei salotti dei vari Merkel, Schäuble, Van Rompuy, Rehn, Draghi eccetera.»

So bene che il Consiglio europeo ha un potere determinante, ma la Germania comanda perché controlla il blocco dei Paesi nordici; è stata avvantaggiata (come ha spiegato Prodi[5]) dalla politica sbagliata della Gran Bretagna, che prima aveva un grosso peso effettivo e l'appoggio di alcuni Paesi dell'Est (Polonia, Repubbliche baltiche, Cechia e Slovacchia, che temono storicamente la Germania), che ora si sono avvicinati alla Germania; "controlla" la Francia del mediocre Hollande (socialista), che le fa da indispensabile schermo e per questo ha le maggiori colpe; e si avvale, infine, del fatto che i Piigs sono sparpagliati e non coesi, per colpa soprattutto del popolare Rajoy e poi di Renzi, a cui Hollande ha fatto mancare la necessaria sponda, ricacciandolo nell'orbita della prepotente ed egoista "bottegaia" Merkel. Se Podemos vincerà in Spagna, forse l'ex tosto Renzi ritroverà coraggio e la situazione potrà riequilibrarsi. Pena la lenta agonia dell'Italia nell'austerità economica.

 

[1] Trattati TUE e TFUE (testo consolidato)  http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st06/st06655-re07.it08.pdf

[2] Statuto BCE https://www.ecb.europa.eu/ecb/legal/pdf/c_32620121026it._protocol_4pdf.pdf

[3] Massoni - Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle ur-lodges
http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/massoni-9788861901599.php

[4] L’ex marxista Jean-Claude Juncker http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2824184.html

[5]Urgente attuare le riforme, ma la Germania deve cessare la politica di austerità
Lo stallo europeo – Gli oneri che Berlino non vuole pagare
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 23 novembre 2014
http://www.romanoprodi.it/articoli/urgente-attuare-le-riforme-ma-la-germania-deve-cessare-la-politica-di-austerita_9930.html

 

 

Appendice

 

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magnagrecia7 10 luglio 2015 alle 19:05

D'accordo su tutti e su tutto, tranne per Varoufakis, che per me merita 8, poiché si è assunto fin dall'inizio il ruolo scomodo ma determinante del bambino che grida che il re è nudo.
Vincesko

 

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vincenzoaversa 11 luglio 2015 alle 09:33

anche io avrei dato un voto più alto a Varoufakis (almeno la sufficienza): soprattutto la scelta di farsi da parte per non essere da intralcio alle trattative penso vada premiata.

 

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magnagrecia7 11 luglio 2015 alle 11:48

@vincenzoaversa (11 luglio 2015 alle 09:33)
Le dimissioni di Varoufakis sono state spintanee. Tsipras, una volta che ha deciso di affidarsi alla “consulenza” di Hollande (fonte: NYT), che, secondo me, ha deciso di svolgerla su richiesta pressante di Obama, che probabilmente ha fatto pressione anche sulla Lagarde (questa volta, ubi maior minor cessat, il cagnolino Hollande ha abbandonato la Merkel a favore di Obama), e accettare quasi interamente la proposta della troika in cambio della ristrutturazione del debito, lo ha dovuto sacrificare.
Vincesko

 

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magnagrecia7 11 luglio 2015 alle 11:50

Segnalo:

L’ultima proposta della Grecia ai creditori punto per punto
ALFONSO BIANCHI
10 luglio 2015
Il governo cede su quasi tutta la linea resistendo in parte sugli sconti alle isole, ma solo le più piccole, e chiedendo più tempo o misure compensative per gli interventi più dolorosi. In cambio però ottiene aperture sullaristrutturazione del debito, forte del risultato del referendum di domenica 

http://www.eunews.it/2015/07/10/lultima-proposta-della-grecia-ai-creditori-punto-per-punto/39159

Vincesko

 

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magnagrecia7 11luglio 2015 alle 11:54

PS: Segnalo:

ESM (MES) European Stability mechanism (Meccanismo europeo di stabilità)
The ESM's mandate is to safeguard financial stability in Europe by providing financial assistance to euro area Member States.
Governance
The Board of Governors is chaired by the President of the Eurogroup, Mr Jeroen Dijsselbloem.
The Board of Directors ensure that the ESM is run in accordance with its Treatyand by-laws. It takes decisions as provided for by the ESM Treaty or decisions delegated to it by the Board of Governors. Decisions are taken by qualified majority, unless otherwise stated by the ESM Treaty.
The Board of Directors meetings are chaired by the ESM Managing Director.
The Managing Director of the ESM is appointed by the Board of Governors for a term of 5 years. The current ESM Managing Director is Klaus Regling.
http://www.esm.europa.eu/ 

MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’ MES (ESM)
di Tempesta Perfetta
Come funziona la dittatura europea
Una rigorosa inchiesta sui meccanismi con cui il capitale finanziario soggioga stati, sovranità nazionali e democrazia.
04/2012 

http://sollevazione.blogspot.it/2012/04/meccanismo-europeo-di-stabilita-mes-esm.html
 

Vincesko

 

 
Post e articoli collegati:
 
UE, dirigenti illuminati o massoni reazionari?
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826862.html
 
Il moloch UE-Germania-BCE e il “bambino” Varoufakis
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828656.html
 
Allegato alla Petizione al Parlamento europeo: la Bce non rispetta il suo statuto
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821720.html oppure
http://vincesko.blogspot.it/2015/03/allegato-alla-petizione-al-parlamento.html

Il difetto principale dell’UE non è tanto la legiferazione in materie minute, quanto: a) nell’assenza di correttivi adeguati alle regole di funzionamento di una Unione tra Paesi disomogenei; b) nella posizione dominante assunta da un solo membro, la Germania, che decide nel suo interesse, senza farsi carico – come Paese leader - dell’interesse generale; e c) nel fatto che addirittura l’interpretazione e l’applicazione delle regole fissate nei Trattati (TUE e TFUE)[1] e di conseguenza nello Statuto della BCE, che ne mutua spesso letteralmente le disposizioni,[2] sono influenzate da questo membro più uguale degli altri, per cui i Trattati (vedi in particolare l’art. 3) e lo Statuto BCE (vedi l’art. 2-Obiettivi) – incredibile ma vero – vengono violati dagli stessi Organi che sono deputati ad applicarli e a farli rispettare. Senza che questo meni scandalo.
 
La guerra di liberazione della politica, a partire dall’Europa
di Stefano Petrucciani
3 luglio 2015
http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-guerra-di-liberazione-della-politica-a-partire-dall%E2%80%99europa/

Ferri (Lumsa): “Vi spiego perché l’Europa dei ragionieri non ha futuro”
11-07–2015  Laura Magna
http://www.formiche.net/2015/07/11/ferri-lumsa-vi-spiego-perche-leuropa-dei-ragionieri-destinata-morire/

Aggiornamento (06-08-2015):
 
La Grecia, la sinistra e la sinistra della sinistra - Parte I
di Jacques Sapir
31 Luglio 2015
Il naufragio della Social-Democrazia Europea
La socialdemocrazia sta venendo messa a confronto con la realtà. Sognava un processo di costruzione europea e oggi si sta svegliando con un mostro. Peggio ancora, scopre che ella stessa è uno dei genitori del mostro. Si può quindi comprendere la sbornia storica, di cui è caduta vittima la socialdemocrazia europea. Ma la socialdemocrazia può negare il risultato di quasi 30 anni di molteplici e ripetuti compromessi sui suoi principi?
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=5529:jacques-sapir-la-grecia-la-sinistra-e-la-sinistra-della-sinistra&catid=44:europa&Itemid=82 


 
**********

 
http://vincesko.blogspot.com/2015/07/ue-malata-governata-dalla-destra.html
 


Dialogo su Renzi in calce ad un editoriale di Eugenio Scalfari

 
Negli ultimi mesi, Eugenio Scalfari dedica, praticamente ogni domenica, il suo editoriale, interamente o in parte, a Matteo Renzi, criticandolo. Questo qui sotto è uno dei tanti. Naturalmente, l’argomento Renzi (vedi anche il Corriere della Sera) attrae i “grilleschi” e i compagni duri e puri come api sul miele.
 
Se il pifferaio stona, il concertone diventerà una gazzarra
di Eugenio Scalfari
27 luglio 2014
http://www.repubblica.it/politica/2014/07/27/news/se_il_pifferaio_stona_il_concertone_diventer_una_gazzarra-92485218/
 
 
caromio
Rispetto a precedenti commenti domenicali , quello odierno di Scalfari mi sembra il meno astioso , evidentemente influenzato dal giudizio positivo che Draghi ha dato su Renzi. Che sia la svolta ? Il segno di un' apertura ? Speriamolo ! 
 
magnagrecia7
La settimana scorsa aveva smesso di attaccare la riforma del Senato, scrivendo: visto che la volete fare, fatela. Ora ha ripreso ad attaccarla.
 
magnagrecia7
Nell'attuale situazione dei conti pubblici e con i vincoli UE, neppure Mandrake ce la potrebbe fare. L'unica soluzione per finanziare la crescita e uscire dal pantano è varare una corposa imposta patrimoniale sui ricchi, cioè la metà del decile più ricco delle famiglie (=5%) che possiede una ricchezza netta di 2.000 mld (su un totale di 8.600), ha contribuito molto poco finora al mastodontico risanamento dei conti pubblici (330 mld nella scorsa legislatura, ma le misure strutturali dispiegano tuttora i loro effetti,4/5 Berlusconi e 1/5 Monti, molto iniquamente distribuiti sui non ricchi ad alta propensione al consumo, con effetti depressivi, soprattutto da Berlusconi) e si è ulteriormente arricchita con la crisi; oppure ottenere dall'UE il varo degli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio) per costituire un fondo di 3.000 mld, garantito dall'oro e altri asset pubblici. Vincesko
 
magnagrecia7
Leggo Scalfari da oltre 40 anni, trovo che è diventato, negli ultimi 4 anni, un insopportabile conservatore. Anche in tema di tassazione dei ricchi, rispetto a suoi editoriali del 2010 in cui protestava, dopo il varo da parte del governo Berlusconi-Tremonti della prima manovra correttiva dopo la crisi greca (DL 78 del 31/5/2010), di 24,9 mld, scandalosamente iniqua, implorava provocatoriamente il ministro Tremonti di far pagare anche a lui e scriveva: “Debbono cioè impostare un piano globale di redistribuzione del reddito da chi più ha a chi meno ha. Lo spostamento può  avvenire in vari modi, manovrando soprattutto il fisco (ma non soltanto);  sgravando il peso fiscale sui redditi di lavoro dipendente e sulle famiglie e  finanziando la redistribuzione con maggior carico tributario sulle rendite, sui patrimoni e sui consumi opulenti”. Vincesko
 
"A Pomigliano comincia l'epoca dopo Cristo" di E. Scalfari - 20-06-2010:
"Qualche cosa si può e si deve fare. Ma occorre molta lucidità e molto coraggio. I Paesi opulenti, al loro interno, non sono affatto livellati per quanto riguarda la diffusione del benessere. Ci sono, nelle zone ricche del mondo, sacche di povertà impressionanti e diseguaglianze mai verificatesi prima con questa intensità. Voglio dire che la legge dei vasi comunicanti deve entrare in funzione dovunque e spetta alla politica rimuovere gli impedimenti che la bloccano. Perciò i sindacati e le forze di opposizione debbono spostare l'obiettivo. [...] Debbono cioè impostare un piano globale di redistribuzione del reddito da chi più ha a chi meno ha. (…)". Vincesko
 
“La vera storia del caso Marchionne” di Eugenio Scalfari - 25 luglio 2010
“C'è un modo per compensare la perdita di benessere che il "dopo Cristo" comporta per i ceti deboli che abitano paesi opulenti? Certo che sì, un modo c'è ed è il seguente: far funzionare il sistema dei vasi comunicanti non solo tra paese e paese, ma anche all'interno dei singoli paesi. L'Italia è certamente un paese ricco. Anzi fa parte dei paesi
opulenti del mondo, che sono in prevalenza in America del nord e nella vecchia Europa. Ma l'Italia è anche un paese dove esistono sacche di povertà evidenti (e non soltanto nel Sud) e dislivelli intollerabili nella scala dei redditi e dei patrimoni individuali”.
“Tra l'Italia dei ceti benestanti e quella dei ceti poveri e miserabili il sistema dei vasi comunicanti è bloccato, non funziona. Il benessere prodotto non viene redistribuito, rifluisce su se stesso e alimenta il circuito perverso e regressivo dell'arricchimento dei più ricchi e dell'impoverimento dei poveri. Una politica che volesse perseguire il bene comune dovrebbe dunque smantellare il circuito perverso e far funzionare il circuito virtuoso. Attraverso una riforma fiscale che sbloccasse il meccanismo e redistribuisse il benessere. […]. Questa delle ingiustizie sociali da combattere è la madre delle riforme. Perciò mi domando: che cosa aspettate? Che la casa vi crolli addosso?”
Vincesko
 
***
 
Gustavo Ulivi
Insomma:sono passati tre anni e tre governi dalle dimissioni di Berlusconi e l'Italia fa piu' schifo di prima.
Chi sosteneva che, fatto fuori Berlusconi, l'Italia sarebbe diventata un"paese normale", ha fatto una figura da pagliaccio.
Eliminato "il Buffone", ci siamo accorti che tutti gli altri erano dei poveri Pagliacci: alcuni fanno politica, altri scrivono.
 
magnagrecia7
@Gustavo Ulivi 
Ti sbagli, 1) i conti pubblici (deficit e avanzo primario) sono migliori del 2011; il debito è aumentato dal 120 al 135%, oltre che per i soliti, gravosi interessi passivi, per poste straordinarie (conferimenti al MES, che sono prestiti ai Paesi in difficoltà e pagamento debiti PA). Anche nel 2011 la disoccupazione effettiva (inclusi i cd disoccupati impliciti, formalmente "inattivi") superava abbondantemente il 12% (18% secondo la CGIL). Gli effetti recessivi di oggi sono causati dalle manovre correttive recessive della scorsa legislatura (330 mld cumulati, 4/5 Berlusconi e 1/5 Monti) iniquamente addossate, soprattutto da Berlusconi, in gran parte sui non ricchi, ad alta propensione al consumo. Occorre perciò varare o una corposa patrimoniale sui ricchi (5% famiglie), a bassa propensione al consumo, o gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio). Vincesko
 
nomoneynohoney
mi ricordo non molto tempo fa
i compagni
quanto si agitavano
e quanto sbraitavano,
quando berlusca diceva:
"sono senza poteri...
bisogna rafforzare i poteri del premier"
adesso chissà perchè...
tutti zitti!
 
magnagrecia7
Forse perché SB era, è, un individuo egotista, incompetente, spregiudicato, bulimico e fuori di testa?
 
nomoneynohoney
mentre Renziè buono, altruista, praticamente santo
 
magnagrecia7
No, affatto, è un individuo dall'ancora carente preparazione, tosto, coraggioso, concreto, leale (tranne nella defenestrazione di Letta), incline al rischio, ottimo comunicatore e venditore e spietato 'rottamatore'. Le doti giuste che fanno un leader. Se sarà un buono statista di Csx, lo vedremo dai fatti, almeno io lo giudicherò da quelli. Vincesko
PS: Io non l'ho mai votato.
 
gnaojones
senti, fatti dire dall'amico Fede chi è berlusconi. Il paragone con renzi proprio non regge...
 
***
 
emma15
Vorrei che il dott. Scalfari " onorasse" con i suoi pungenti epiteti anche i rappresentanti della vecchia nomenklatura del P.D. che , negli ultimi anni, sono riusciti soltanto a mantenere al governo Berlusconi , a perdere le elezioni pur partendo da un notevole vantaggio sull'avversario ,a deludere il proprio elettorato di riferimento ,ad allontanarsi dai veri ideali di una sinistra riformista ed a cadere nelle trappole del potere . Se Renzi è un "pifferaio" , come dovrebbero essere chiamati questi signori ? Nei miei ricordi di bambina c'è sempre stata "La Repubblica" come quotidiano che si leggeva in casa , sono cresciuta leggendo i suoi articoli ma ora , sinceramente , rimango ogni volta sbigottita notando tutta l'acredine che Scalfari riversa nei suoi editoriali quando parla di Renzi . Squallido epilogo di una brillante carriera giornalistica !
 
gusbrand
Le ricordo che il Sig. Bersani, si è dimesso per non fare accordi con quell'individuo.
Renzi invece ha fatto accordi segreti e solo dopo ha informato in parte il PD ed il Paese.
 
emma15
Il sig.Bersani si è dimesso dopo circa 60 giorni di tentativi di formare il Governo e non ha potuto fare le "larghe intese " per il semplice motivo che non era lui a non voler fare accordi , ma nessun altro partito presente in Parlamento voleva farli con lui ! Poi , con Letta si è giunti alle larghe intese che comprendevano anche Berlusconi . Stranamente , però , in quell'occasione Scalfari non si è stracciato le vesti perchè ha ritenuto che il suo pupillo , nipote del più famoso Zio nazionale, non avesse altra alternativa! Un pò di memoria renderebbe tutto più semplice ed aiuterebbe ad elaborare una critica costruttiva e mai sterile !
 
gusbrand
Lei manipola la realtà e questo la qualifica e la squalifica!
 
magnagrecia7
Non è vero che Bersani non abbia potuto, ma che non abbia voluto.
 
emma15
Io non "manipolo" un bel niente ed il suo commento , oltre a dimostrare una completa disinformazione dei fatti , qualifica e squalifica lei !
 
magnagrecia7
Non discuto sul resto, ma, per la precisione, su Bersani ha detto una cosa non vera..
 
***
 
gusbrand
LA STORIA SI RIPETE!
E' sempre più chiaro che la destra usa la sinistra per arrivare alla dittatura. Lo ha fatto Mussolini, infiltratosi nei i socialisti. Ora i socialisti non ci sono più, ma la destra si è infiltrata nel PD e lo usa per lo stesso scopo.
Peccato si dimentichino del sangue che poi bisogna versare per riconquistare la libertà.
 
rick1949
Mussolini era un uomo di Sinistra e quindi... Speriamo la Storia prenda un'altra strada.C'è da dire che il PD come l'abbiamo conosciuto, non esiste più. E' ormai un partito dal pensiero unico.
 
route6644
"Mussolini un uomo di sinistra?!"...un pò di pudore, per favore. O un minimo di cultura storica, ma sembra ormai che sia una merce rara.
   Ha fatto massacrare Matteotti, dicendolo anche apertamente in Parlamento; Ha fatto uccidere, fatto sparire, pestare, esiliato migliaia di oppositori al fascismo.
   Ha fatto alleanza con Hitler, invaso la Libia, mandato un paio di milioni di italiani a morire in guerra, o in battaglia o nel gelo della Russia,con le scarpe di cartone.
   Ed era uno di sinistra? Ma è una domanda retorica, è meglio non rispondere, si fa più bella figura.
 
gusbrand
Appunto,se lei leggeva con attenzione volevo proprio di re quello, come renzi, del resto
 
magnagrecia7
Certo, che Mussolini è nato di sinistra, da un padre socialista: "Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, e direttore del quotidiano socialista Avanti! dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca e in quelli precedenti la prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò radicalmente opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. Trovatosi in netto contrasto con la linea del partito, si dimise dalla direzione dell'Avanti! e fondò Il Popolo d'Italia,[1] schierato su posizioni interventiste,venendo quindi espulso dal PSI".. 
 
route6644
Essere nato di sinistra vuol forse dire qualcosa, ma può anche non voler dire niente.   
   Si è tutti diversi, anche dai genitori. Poi, mi sembra, è normale che nella vita molte persone cambino, magmagrexia7. 
   Ma quello che è passato alla Storia, che caratterizza ormai per sempre la sua figura, non sono i suoi precedenti, ma, io direi, il dopo, ciò che ho riassunto sinteticamente prima.
 
magnagrecia7
Mi spiace, stiamo al punto, ti sei sbagliato (oltre che a scrivere il mio nickname...) a dire che Mussolini non è stato di sinistra, che è invece un fatto inconfutabile. Lo è stato fino a 31 anni, ricoprendo ruoli di vertice del PSI. Che poi abbia cambiato idea politica, è anch'esso un fatto inconfutabile. Sono veri entrambi i fatti.
 
robertognf
Mi chiedo dove ha letto che Mussolini "si infiltrò fra i socialisti".Mussolini fu socialista fra i più massimalisti e pronti alle manifestazioni anche violente. Da pacifista si oppose alla guerra di Libia e alla Grande Guerra. Dalla fine del 1914 cambiò campo e divenne interventista, lasciò la direzione dell'Avanti! e fondò il Popolo d'Italia, pare con denaro francese, e si allontanò rapidamente dalla sinistra. Parlava di deputati e ministri da imprigionare o da fucilare, e di un Parlamento da estirpare, con un linguaggio simile a quello di Grillo oggi. Dopo la guerra, con la violenza e i soldi della destra arrivò al potere: è noto l'uso che ne fece.
 
***
 
rama0
Il commento del Dott. Scalfari di oggi è a mio avviso uno dei migliori che ho letto: molto aderente alla realtà e pieno di buon senso.
 
magnagrecia7
Ho la vaga impressione che tu di editoriali di Scalfari ne abbia letti pochini. Io leggo Scalfari da oltre 40 anni, l'ho sempre apprezzato, ma da 4 anni (gliel'ho anche scritto) è diventato un conservatore insopportabile.
 
***
 
cervino071244
Quando non parla del suo amico N., che io considero, per quel poco che vale il mio parere,uno dei peggiori PdR della storia repubblicana, sono sempre in piena sintonia col Dott.Scalfari. A quei soloni che insistono nel descrivere come indispensabili le riforme farlocche del pifferaio fiorentino, Senato e art.V, suggerirei di leggere il suo editoriale di oggi: di quelle strombazzate riforme ne' ai cittadini italiani ne' tanto meno all'Europa importa piu' di tanto: e, ammesso che riesca a portarle a termine, non modificheranno di una virgola le grandi difficolta' in cui si trova il paese. Altre sarebbero le riforme urgenti su cui lavorare, economia, lavoro, occupazione, corruzione ecc.:Renzi lo  sa benissimo ma se ne tiene prudentemente alla larga. A lui basta avere visibilita', e per raggiungere questo obbiettivo "si vestirebbe da sposa ai matrimoni e da salma ai funerali".
 
magnagrecia7
Commento fazioso. Intanto, riformando il Senato si risparmiano dei soldi, poi c'è da aspettarsi un'accelerazione del processo legislativo, poi si elimina un po' di burocrazia parlamentare, poi si dà l'esempio al moloch burocratico (che asfissia il Paese) tagliandogli le retribuzioni, cosa che in 150 anni solo Renzi ha saputo fare. Per il resto, la modifica del Senato non è l'unica riforma; buone o sbagliate (dipende dai punti di vista) ne sta portando avanti molte altre (tra cui il lavoro, l'economia, la corruzione).
 
***.
 
berni54
Oggi Renzi ha detto "non ci sarà una nuova manovra nel 2014".Se invece ci sarà:visto il calo di produzione costante,su questo giornale come su altri leggerò che è un bugiardo,che non rispetta le promesse come a suo tempo,fù detto per Berlusconi?
 
magnagrecia7
No, SB come bugiardo è inarrivabile. I problemi di oggi (v. più sotto [sopra]) sono in gran parte conseguenza della manovre finanziarie recessive varate nella scorsa legislatura.
 
berni54
Però,in un paese "normale" quando cambia un governo,dopo un paio d'anni si vede una inversione di tendenza.Da novembre 2011 governo Monti poi Letta e ora Renzi,non mi pare che sia stata una inversione di tendenza anzi,ogni anno aumenta il debito pubblico,la pressione fiscale e la disoccupazione.
 
magnagrecia7
Sulle stesse tue obiezioni (errate), ho già risposto ad un altro (Gustavo Ulivi) più sotto [sopra]. Vincesko
 
***
 
utente14058
Egregio Direttore le chiedo ,anche a nome di altri amici di farci un favore,Per qualche Domenica dedichi i suoi editoriali,sempre graditi,ad altre persone.Non credo onestamente che Renzi meriti ogni settimana di sentiré le sue critiche.
Direttore sembra sceso a livello di Antonio Polito del Corriere e sinceramente ci dispiace.
 
magnagrecia7
Sono d'accordo, in particolare su Polito.
 
Enzo Nellomonello
Fino ad oggi, i renziani, sono stati molto viziati, coccolati e protetti dalla grande stampa...prevedo reazione scomposte, qualora dovesse finire quest'infatuazione 
 
utente14058
Credo che lei legga poco.Basta leggere Scalfari su Republica e Polito sul Corriere per capire che e' esttamente il contrario di cio'che lei dice.
 
Enzo Nellomonello
Polito? Anche lui? Non avevo letto l'articolo di oggi. Allora ragazzi..siete nei guai...
 
magnagrecia7
Perché, leggete ancora gli articoli di Polito?
 
freeman68
Infatti mi chiedo come un giornale come il Corriere abbia potuto assumere un giornalista come Polito.
Chi e' messo male mi sembra il corriere...
 
magnagrecia7
De Bortoli ha fatto di peggio, lo scorso febbraio lo ha nominato direttore del Corriere del Mezzogiorno.
 
***
 
berni54
Oggi a Genova,il "pifferaio magico" ha detto che siccome il viaggio della Concordia è andato bene,allora può ripartire l'Italia.Se il giorno 13 l'Italia avesse vinto il mondiale di calcio,avrebbe fatto le medesime considerazioni.Mi ricorda la Iervolino ex sindaco di Napoli che sperava nella aggiudicazione della coppa del mondo della vela per far "ripartire" Napoli.
 
nomoneynohoney
Seppur negandolo,
ha addirittura ammesso
che era lì a fare passerella
 
chedolore
Non ha ancora avuto tempo di unire al proprio successo quello appena sudato da Nibali.Ma c'è ancora tempo per chiudere la giornata. Anche sotto questo aspetto batte di molto Berlusconi che di contro batte tutti nella scelta delle persone che lo servono e lo sostengono. Le persone nascono per incontrarsi.
 
berni54
Pensa che sfortuna che Alonso non ha vinto altrimenti con la vittoria al Tour di Nibali,avrebbe detto che da oggi in avanti,la Germania ci avrebbe temuto perché siamo noi,la locomotiva d'Europa !
 
bellaciaobologna
io pensavo che avesse contribuito a spingere a Nuoto la Concordia per emulare Grillo 
 
magnagrecia7
Dai, detto da napoletano di adozione, c'è un abisso tra la "mamma" Iervolino e il "rottamatore" Renzi (chiedilo a Francesco Nicodemo).
Vincesko
 
***
 
enzospa
Abolizione del Senato e del bicameralismo perfetto per snellire il processo decisionale. Ottimo Ma delle migliaia di leggi che attendono l'emanazione dei decreti attuativi e dei regolamenti per entrare pianamente in funzione se ne parla sempre troppo poco. Forse bisognerebbe pensare anche a questo, Se non altro per onestà intellettuale dote poco presente nei ns politici di qualunque colore essi siano.
 
nomoneynohoney
anche i polli hanno capito
che l'abolizione del senato
serve solo a rafforzare lo strapotere del premier
e non a snellire il processo decisionale, 
che poi si arena comunque nei decreti attuativi
 
magnagrecia7
Ci sono altri vantaggi (li ho elencati più sotto [sopra]).
 
***
 
Richard Lionheart
Tanto il vostro beneamato Renzi fallirá a 360º e per fortuna altrimenti falliscono gli italiani. 
L'economia peggiora ogni giorno sempre più e Renzi non ha alcuna idea o ricetta anzi a lui interessa apparire bello.e brillante ma senza alcun contenuto e tanti italiani amanti della forma più che della sostanza credono ai suoi proclami. 
La veritá verrà presto a galla quando la vostra beneamata assurda europa comandera a Renzi di scatenarsi con nuova austerità e macelleria sociale per accontentare le pretese dei vari junker draghi schulze e della germania egemone. 
L'europa non funzione ed è fallimento al 100% e bene fa il mio UK a volerne uscire e ovviamente a non credere nell'euro.
 
magnagrecia7
Da bravo 'straniero', hai fatto una confusione terribile e sparso - come d'abitudine fate, in stragrande maggioranza, voi Italiani emigrati - una tonnellata di fiele e rancore e catastrofismo e denigrazione sull'Italia (Renzi è solo un falso scopo per te)..
 
***
 
Claudio Vergnani
L'Italia è un paese che per anni e anni si è cullato (ed è stato cullato) nell'illusione di essere il paese più bello del mondo. Molti di noi si sentivano fieri e orgogliosi di essere italiani (è una citazione, non sono parole mie). Come se nascere in un posto piuttosto che in un altro fosse un merito o una colpa. Abbiamo guardato altre nazioni con sufficienza, dall'altro della nostra storia secolare (che peraltro la stragrande maggioranza di noi non conosce). Quindi non stupisce che ci piacciano i vari Berlusconi o Renzi, ossia dei cacciaballe che utilizzano l'evento sportivo o circense (come il recupero della Concordia) per sfoggiare le solite frasi fatte. Da noi per piacere all'elettorato basta fasciarsi con il tricolore (salvo poi calpestarlo) e ridire per l'ennesima volta che siamo un grande paese che riprenderà il posto che gli spetta. Frasi fatte e orgoglio nazionale d'accatto. 
 
magnagrecia7
Dove lo vedi questo complesso di superiorità degli Italiani? Gli Italiani hanno di superiore soltanto il cinismo e l'autodenigrazione, ed il tuo commento ne è un esempio lampante.
 
 
 


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permalink | inviato da magnagrecia il 20/9/2014 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Il Corriere della Sera prima ha censurato poi ha pubblicato poi ha cancellato un mio commento sui pesi del risanamento

 

Ho partecipato tre giorni fa alla animata discussione su questo articolo del Corriere della Sera http://www.corriere.it/politica/14_luglio_29/riforma-senato-mediazione-chiti-minoranza-pd-a1fce54c-16f6-11e4-ad95-f737a6cb8946.shtml . L’altro ieri, prima in mattinata poi nel pomeriggio, ho inviato, in risposta ad una domanda di un mio interlocutore, questo lungo commento riportato più sotto, che ho dovuto dividere in quattro parti per il limite del numero dei caratteri. La mattina, non ne è stata pubblicata nessuna; ho protestato, minacciato di astenermi dal commentare per un anno per protesta dopo aver segnalato la cosa al direttore (minaccia rivelatasi efficace in un caso analogo precedente), al quale avevo già scritto le stesse cose nel novembre 2011,[1] ma invano. Ho riprovato nel pomeriggio, sperando in una sostituzione del moderatore, ed infatti sono stati pubblicati i nn. 1, 2 e 4, da me leggermente modificati e con l’aggiunta del nome di Azzollini. Ho modificato il n. 3, togliendo l’epiteto “cul. inch.” riferito alla Merkel (nel commento inviato la mattina lo avevo scritto per esteso) ed il riferimento ai giornalisti, sostituendolo col più generico “media”, ma non è stato pubblicato lo stesso. Poi, all’improvviso, sono stati cancellati anche gli altri tre. Secondo voi perché?  Secondo me (ovviamente è solo un’ipotesi), non per colpa della citazione né di Berlusconi né di Tremonti, ma forse perché si sono accorti che avevo menzionato anche il potente presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini (ora trasmigrato - è un suo vizio antico - da FI a NCD), ancora oggi presidente della strategica Commissione Bilancio del Senato, il quale è talmente potente che perfino Ballarò, quando diede la notizia di una sua malefatta, omise di citarlo per nome e cognome. [2]

Riporto il commento del mio interlocutore e la mia lunga e dettagliata risposta (censurata).

Ieri, il dialogo è stato pubblicato senza problemi nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica.

 

http://d3e4r6ceupz1gi.cloudfront.net/pub/avatar/avatar_default_medium.jpgrafraf81 29 luglio 2014 | 22:26

Tanto per essere precisi, se si pensa che la crisi sia "scoppiata" solo quando i suoi effetti hanno cominciato a farsi sentire sulle tasche di una significativa parte delle gente allora è vero che è iniziata nel 2009. Però la data "storico-ufficiale" di inizio è il 15/9/2008 (anche se le principali borse avevano "scricchiolato" un po' quasi un anno prima),e gli operatori finanziari (banche, ecc.) di tutto il mondo, Italia compresa, avevano reagito immediatamente, senza aspettare il 2009. Sono d'accordo che il peso delle manovre berluscon-montiane sia ricaduto, in termini generali, maggiormente sui non-ricchi (strana definizione), però mi insospettisce molto quel "alta propensione al consumo". I soldi, dei ricchi o dei non-ricchi, non spariscono mai (se non in pochi e ben definiti casi); si spostano e basta, e vengono pertanto usati in un modo piuttosto che in un altro. Non sto certo dicendo che va bene prenderli ai non-ricchi (per lo meno è iniquo) però la domanda si pone: visto che i ricchi sono meno propensi a spenderli (ragionevolissimo), e visto che non si imbottiscono i materassi con le banconote, dove sono finiti i soldi "non presi ai ricchi" e, dunque,chi ci avrebbe rimesso?

 

@rafraf81 Bella domanda. Non sarò breve. Io avevo un discreto osservatorio (uno studio di consulenza alle imprese ed un call center): in Campania, dove la crisi è endemica, è scoppiata in maniera virulenta a partire dal secondo semestre del 2009. Per i cittadini normali, invece, a partire dal maggio 2010, quando è stata varata dal governo Berlusconi-Tremonti (dopo la crisi del debito greco) la prima manovra lacrime e sangue (DL 78 del 31.5.2010; essendone io uno dei destinatari, ne ho seguito l’iter passo passo), di 24,9 mld, [3] la più iniqua di tutte, poiché colpì quasi esclusivamente il ceto medio-basso e persino i poveri, col taglio del 75% della spesa sociale dei Comuni e delle Regioni, poi tagliata di un ulteriore 15% dal DL 98/2011; decise il procrastinamento di 12 o 18 mesi dell’erogazione delle pensioni (per tutti, anche quelli disoccupati o in mobilità, dopo i primi 10 mila, o inattivi, a reddito zero), elevò di 5 anni l’età di pensionamento delle dipendenti pubbliche e introdusse l’adeguamento triennale all’aspettativa di vita; dimezzò il numero dei lavoratori precari pubblici, congelò i contratti della PA; tentò di risparmiare anche sulla spesa degli invalidi, elevando il livello minimo d'invalidità dal 74% all'85%, il che avrebbe escluso i down (che sono invalidi al 75% e ricevono una pensione d'invalidità di circa 250 € al mese); la misura fu poi ritirata all'ultimo momento solo grazie alle corali proteste. /1.

 

@rafraf81  Lasciò letteralmente indenni (tranne i farmacisti e i produttori di farmaci, in quanto fornitori del SSN) i ricchi e i ricchissimi (inclusi i miliardari), protetti da “santi” potenti. Anche il famoso contributo sui redditi elevati del pubblico impiego fu congegnato apposta male per farlo poi cassare – come era stato previsto - dalla Corte Cost. Per dire l’ipocrisia e la furbizia del ministro Tremonti, sedicente socialista e Robin Hood alla rovescia (e del suo fedele esecutore, il presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini), a mo’ di equità, fu inserita la tassazione delle stock option, ma si pensò bene di aggiungere “limitatamente alla parte eccedente il triplo della retribuzione”, il che ha semplicemente significato che erano TUTTI esenti, persino Passera e Profumo (poi, in un accesso di tardiva resipiscenza, tale limitazione è stata cassata dalla manovra 2011-14).

Ma la stragrande maggioranza del popolo italiano, a causa della sistematica disinformazione berlusconiana-tremontiana-sacconiana, manco si accorse o fece finta di niente dei sacrifici imposti ad una parte degli Italiani, la più debole e la meno protetta da santi in Paradiso.

Anche le 2 manovre correttive varate nel 2011 dal governo Berlusconi-Tremonti (DL 98 e DL 138, di 80+60 mld) furono soltanto un poco meno inique, ma, nonostante il loro ammontare enorme, risultarono inefficaci a calmare i mercati finanziari e le Autorità europee e provocarono la caduta del governo Berlusconi. /2.

 

@rafraf81  A mio avviso essenzialmente per tre motivi: a) la  volontà della potentissima cancelliera Merkel di far pagare a SB [nella versione del mattino il nome era scritto per esteso] l’epiteto volgare rivoltole; b) il rifiuto del potente ministro Bossi – autoproclamatosi santo protettore dei pensionandi di anzianità, che sono in maggioranza nel Nord - di eliminare le pensioni di anzianità e allineare l'età di pensionamento delle lavoratrici del settore privato a tutti gli altri; e c) un errore grave sulle pensioni nella lettera di illustrazione delle misure inviata dal governo Berlusconi alla UE (quella che Tremonti rifiutò di firmare), poi corretto nella successiva lettera di spiegazioni sollecitate dall’UE.[4]

La maggioranza del popolo italiano, o almeno una buona fetta di esso, (inclusi quasi tutti i media e perfino famosi parlamentari, in tema di pensioni, ho pubblicato l’elenco nel blog di un importante quotidiano)[5] si lasciò ancora una volta irretire dalla propaganda governativa, che negava addirittura l’esistenza della crisi, e ancora oggi è convinta che i sacrifici lacrime e sangue (con conseguente salvataggio dell’Italia) siano opera del subentrato governo Monti, il cui decreto salva-Italia ammonta ad appena 30 mld “lordi” (10 mld sono stati “restituiti” in sussidi e incentivi vari), distribuiti in maniera molto più equa (a parte gli esodati), ma che ha avuto il “torto” di colpire 2 tipologie di beni molto sensibili agli occhi ed alle tasche degli Italiani: la prima casa con l’IMU e l’autovettura con l’aumento delle accise sui carburanti (nonché l’aumento dell’IVA, che in realtà era stato già deciso dal governo precedente). /3.

 

@rafraf81  Il valore cumulato (cioè sommando gli effetti anno per anno, considerando che le misure strutturali sono permanenti e quindi dispiegano i loro effetti tuttora) delle manovre correttive della scorsa legislatura ammontò a 330 mld (4/5 Berlusconi e 1/5 Monti), che servirono (assieme ad un aumento del debito stesso) a pagare gli interessi passivi sul debito (75-80 mld in media per 5 anni), a ricostituire in parte l’avanzo primario ricevuto in eredità da Berlusconi e da lui dilapidato e a ridurre il deficit. La depressione economica prolungata italiana è conseguenza di quelle manovre correttive inique e recessive. Il debito pubblico italiano è detenuto per il 10% dalle famiglie e per il 90% dalle banche e da altri soggetti finanziari (il 30-40% è in mani estere). In definitiva, abbiamo fatto (non tutti, però!) enormi sacrifici per migliorare i conti pubblici e, soprattutto, per le banche e i ricchi. /4-Fine

 

[1] Lettera al direttore Ferruccio De Bortoli
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2697282.html
[2] Il miracolo di Molfetta del Sen. Antonio Azzollini
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2801595.html
[3] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[4] Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html
[5] Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn
[*] Ilgrossolano errore riguardante le pensioni di vecchiaia, nella risposta del governo alla lettera dell’UE, poi corretto nelle precisazioni, fu fatto (presumibilmente per colpa dell’ANSA) praticamente da tutti i media italiani (inclusa “Europa”) e persino da alcuni parlamentari; in questo mio commento su “Repubblica” (22 novembre 2011 alle 16:58, nickname Vincesko), l’elenco dei destinatari della mia e-mail di precisazione:
Disinformazione sulle pensioni.
La disinformazione voluta o l’informazione erronea riguarda tutti gli organi d’informazione, sia di destra che di sinistra.
Negli ultimi 20 giorni, ho dovuto scrivere: all’ANSA, a “Repubblica” (Ezio Mauro, Francesco Bei, Marco Ruffolo, Roberto Petrini ed Elena Polidori), al “Corriere della Sera” (De Bortoli, Paolo Mieli, Francesca Basso, Giovanni Stringa ed Enrico Marro), a “Europa”, al TG3 (Bianca Berlinguer), al GR3 (direttore Antonio Preziosi), a “Ballarò” ed ai politici Rocco Buttiglione, Pierferdinando Casini, Mario Baldassarri (che mi ha risposto, chiarendo l’equivoco) e Italo Bocchino, nonché al vice presidente UE Olli Rehn, tutti a favore dell’ennesima riforma delle pensioni e/o diffusori di dati falsi sulle pensioni. […]
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/11/22/la-mina-della-patrimoniale/comment-page-1/
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2770782.html
 
 
Post scriptum
 
Ieri, ho pubblicato il dialogo nel blog di Carlo Clericetti su Repubblica
 
McKinsey ministero ombra
di Carlo Clericetti
31 luglio 2014
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/07/31/mckinsey-ministero-ombra/
 

 
Articolo collegato:
 
Rcs, de Bortoli dà l'addio al Corriere:
"Non ho dato io le dimissioni"
31 luglio 2014
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/07/31/news/rcs_de_bortoli_annuncia_l_addio_al_corriere_dalla_primavera_del_2015-92821725/

 

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