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Quante remore... filosofiche quando c'è da far pagare ai ricchi

 
reddito minimo di Corrado Del Bò
Ragioni morali
25/06/2013
Il reddito minimo costituisce una misura per attenuare gli effetti della povertà, perciò a buon diritto potrebbe essere incorporato nei nostri sistemi di welfare. Perchè non possono essere le condizioni di nascita, naturali o sociali che siano, a dettare quelle che saranno le condizioni di vita individuali di ciascuno di noi
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/Ragioni-morali-19100
 
Osservo:
1. Voi studiosi dovreste evitare la proliferazione/confusione di termini ed usare tutti “Reddito minimo garantito” (RMG).
2. Oltre all’Italia e alla Grecia, il reddito minimo garantito non esiste neppure in Ungheria.
3. La crisi epocale in atto ha richiesto, nella scorsa legislatura, il varo di manovre finanziarie correttive per un ammontare cumulato colossale pari a 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi, 63,2 mld il governo Monti, cfr.  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html), addossati in gran parte sui ceti medio e basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale), senza che questi abbiano protestato – come ebbe a dire l’ineffabile ministro dell’Economia Tremonti - neanche tanto; va bene che l’opinione pubblica è governata dai ricchi e dai loro UTILI IDIOTI ben retribuiti, ma – permettetemi - fa impressione notare che, per varare il Reddito minimo garantito (RMG), che esiste da molti anni in quasi tutta la UE27, ci si pongano tante remore… filosofiche.
4. La crisi sarà dura e lunga almeno 15 anni, occorre che il tema lavoro diventi obiettivo prioritario e strategico ed occorrono misure incisive e radicali di welfare, quali appunto il Reddito minimo garantito (RMG), opportunamente disciplinato.
5. Ma, come sto scrivendo da 4 anni, da quando frequento Internet, per sottrarre i poveri (attuali e potenziali) alla povertà, occorre la casa ad affitto sociale (100-150€ al mese), che rende congruo anche un “reddito minimo garantito” (Rmg) di poche centinaia di € al mese (l’Rmg non potrà essere di 600-700 €/mese, anche se l’UE lo indica pari al 60% del salario, occorre essere realistici perché come si sa i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi sono ora 14 milioni, in massima parte concentrati al Sud, e negli altri Paesi di norma è inferiore a 500€/mese [*]); pertanto all’Rmg va abbinato in-di-spen-sa-bil-men-te un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici di qualità (sovvenzionato, convenzionato e autocostruito, nonché recuperando edilizia da rottamare) per dare anche un alloggio ad affitto sociale, che è l’elemento imprescindibile che rende congruo un reddito di ammontare minimo; ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila € per 25.000-50.000 appartamenti all’anno, vanno reperiti altri 2,5-5 mld.
 
PS: Alloggi pubblici.
[*] Dal rapporto della CIES (Tab. 3.4, pag. 101), si ricava che, nel 2009, la spesa per l’housing sociale (case popolari) è, in Italia, appena dello 0,02% sul PIL, contro lo 0,57% della UE27, lo 0,75% della Danimarca, lo 0,65% della Germania, lo 0,20% della Spagna, lo 0,85% della Francia e l’1,47% della Gran Bretagna, con un rapporto tra questi altri Paesi UE e l’Italia, rispettivamente, di 28,5, 37,5, 32,5, 10, 42,5 e 73,5 volte: sono dati che parlano da soli e costituiscono un vero scandalo!
 
Tabella 3.6 Ammontare del contributo erogato alla singola persona (€) in alcuni paesi europei.
Anni 2006 e 2010.
Contributo per persona (€)
Paese Misura
………………………………………………………………..2006…..2011
Germania Sozialhilfe (assistenza sociale)
Arbeitlosengeld II (suss. disocc.) ………………………345 ..…364
Francia Revenu de solidarité active ……………….……441 …..475
Spagna Renta minima ………………………………….349,5….412,7
Regno Unito Income support …………………………..306,8 …742
Employment and Support Allowance ……………..…...328,8 …385,4
Means-Tested Jobseekers Allowance ……………..…..306,8 ....742
Pension Credit-Guarantee Credit …………………...…654,4….785,4
Danimarca Kontanthjælp (assistenza sociale) .…….....1.201 .…1.389
Alcune misure sono, inoltre, integrabili con altre, in funzione delle esigenze di vita del richiedente. Nel Regno Unito, l’Income Support può essere integrato con l’aggiunta dei servizi sanitari gratuiti (compreso il dentista), di voucher per l’acquisto di occhiali, di sostegni alla gravidanza e ai costi della mensa scolastica. In Germania, l’integrazione è prevista per i nuclei monogenitoriali, per gravidanze e, una tantum, per nuclei familiari di recente costituzione. In Danimarca, il cui livello di generosità dipende dal grado di copertura dell’erogazione, il contributo comprende, infatti, non solo i mezzi necessari al sostentamento, ma anche quanto è necessario per l’abitazione e per l’attività lavorativa.
Per quanto concerne la tassazione, ci sono paesi nei quali il reddito minimo non è soggetto a tassazione (Francia, Germania e Regno Unito) e quelli nei quali lo è (Spagna e Danimarca). Con alcune differenze: in Spagna il contributo è soggetto a tassazione normale, in Danimarca, invece, sono previste apposite deduzioni (1,74 euro all’ora, per un massimo di 160 ore).
Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale 2011-2012
http://www.lavoro.gov.it/Documents/Resources/Lavoro/CIES/RAPPORTO_2011_2012_Fabbris.pdf


 
Post e articoli collegati:
 
La casa è un diritto essenziale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761640.html
 
Nel post del 22/6 u.s. Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.htmlho scritto:
Ma è [il reddito minimo garantito] un problema di risorse (i disoccupati sono quasi 3 milioni e gli inattivi ben 14 milioni, per la più parte al Sud e donne), per il cui reperimento (è lì il difficile) occorrerebbe:
- chiederle agli unici che ora ce le hanno: il 10% delle famiglie più ricche, soprattutto attraverso un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso di almeno 150 mld;
- riqualificare la spesa pubblica, riducendo la corruzione e le inefficienze.
Ecco un – l'ennesimo - caso emblematico di mala spesa pubblica:
 
LA CONFERENZA STAMPA
Messineo: "La corruzione, un cancro troppo esteso"
Mercoledì 19 Giugno 2013 - 14:00 di MonicaPanzica
Un quadro desolante quello che il procuratore capo di Palermo ha fornito al margine della conferenza stampa sui 17 arresti. "Il sistema Giacchetto ha divorato milioni di euro dei fondi dell'Unione Europea".
PALERMO - "Si tratta di una lunga serie di episodi, tristemente e gravemente monotoni, all'insegna dello sperpero della spesa pubblica. Questo ente di formazione, destinatario di ingenti somme di finanziamenti europei per una somma complessiva di circa novanta milioni, non ha utilizzato queste somme per promuovere sviluppo e occupazione in Sicilia creando un raccordo tra le aziende e il mercato del lavoro, anzi". E' il quadro generale, alquanto desolante, delineato dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, a margine della conferenza stampa sui diciassette arresti per i fondi della formazione professionale e gli appalti legati ai grandi eventi della Regione Siciliana.
Le indagini hanno dimostrato che i fondi non sono stati mai destinati alla scopo: basti pensare che non è mai stato rilevato un aumento dell'occupazione grazie al Capi, questo ente non ha mai trovato lavoro a nessuno, nemmeno ad una persona. L'unico utilizzo "legale" di quei soldi è quello che riguarda le duecento persone assunte dal Ciapi".
"Per molta parte - ha proseguito Messineo - i fondi sono stati sperperati da parte del soggetto centrale della vicenda, Faustino Giacchetto, che con una serie di espedienti, false fatturazioni, finte negoziazioni immobiliari e fatture gonfiate, ha incassato i fondi che erano stati spesi - solo apparentemente - ma che tornavano al Giacchetto stesso e utilizzate per le proprie spese".
Due le indagini che, nel corso di un biennio, hanno camminato sulla stessa strada per poi intrecciarsi: il project manager Giacchetto è considerato l'uomo chiave. Secondo l'accusa, riusciva a monopolizzare i grandi eventi perché aveva una sorta di "appalto esclusivo all'assessorato al Turismo per l'organizzazione degli eventi", ha affermato Messineo, che ha proseguito: "C'e' stata una cospicua partecipazione di politici e nei confronti di questi soggetti abbiamo individuato forme improprie di finanziamento.
Un vero e proprio cancro - ha precisato il procuratore - che riguarda purtroppo diversi aspetti della politica. In questo caso erano stati messi in segno sistemi molto sofisticati, che si sono snodati tra fatturazioni false, compravendite immobiliari che si fermavano al versamento della caparra da parte dell'ipotetico acquirente e giri di bustarelle. Meccanismi diversi tra loro - ha proseguito Messineo - che permettevano comunque di ottenere affari d'oro.
Il risultato delle indagini è frutto anche della collaborazione dell'Organismo Antifrode di Bruxelles, come ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti: "Un lavoro coordinato, che ci ha permesso di andare fino in fondo. Siamo riusciti a fare luce su una serie di aspetti che erano tutti direttamente collegati, che rendono necessari, ora come mai, i controllo sulla spesa pubblica, un settore importantissimo, almeno quanto quello dell'evasione fiscale.
http://livesicilia.it/2013/06/19/la-corruzione-un-cancro-troppo-esteso_336218/
 
 

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