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Come ‘bastonare’ volentieri due iperliberisti sul cuneo fiscale

 
Descrizione: Carlo Stagnaro
Descrizione: Alberto Saravalle
CarloStagnaro e Alberto Saravalle
Diatribe in famiglia tra Renzi e Fassina: come tagliare il cuneo e vivere felici
Pubblicato:28/10/2013 17:19
http://www.huffingtonpost.it/carlo-stagnaro/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238.html
 
 
Vincesko
36 Fan
00:50 su 29/10/2013
1) “Stanti i vincoli di finanza pubblica, questi 20 miliardi di euro devono essere trovati attraverso equivalenti tagli di spesa (o aumenti di altre imposte, ma per ovvie ragioni non prendiamo in considerazione questa ipotesi)”.

Che delicatezza. Quali sarebbero queste ovvie ragioni? Meglio esplicitarle e motivarle bene, perché uno può subito pensar male e ritenere che lo facciate perché pagati dai ricchi (vedi appresso).

2) “La spesa pubblica italiana valeva nel 2011 (ultimo anno disponibile su Eurostat) il 49,9% del Pil, contro una media Ue27 pari al 49% e un livello pari al 45% in Germania (il paese con cui appare più ovvio confrontarci)”.

Errore doppio (voluto?). Perché la Germania e non la Francia o la media UE27? Stante, poi, l’enorme debito pubblico e i correlati, ingentissimi interessi passivi (86 mld nel 2012, pari al 5,5% del PIL), è più utile (per non dire necessario), per confrontare dati il più possibile ‘omogenei’, comparare la spesa primaria (al netto degli interessi passivi, che, secondo la Banca d’Italia, sono da 20 anni la causa della crescita del debito pubblico). 

(continua/1)
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935378.html
 
Vincesko
36 Fan
00:50 su 29/10/2013
(segue/2)

Fatto questo, si ricava che la spesa pubblica primaria italiana: a) non è elevata; b) è in linea con UE27, anzi inferiore alla media; e c) va riqualificata (ad es. introducendo l'RMG e destinando fondi congrui all'edilizia sociale, enormemente inferiori alla media UE27, entrambe misure anti-crisi indispensabili).
Infine, riporto un passo dell’analisi RGS linkata sotto: “D’altro canto, considerando la spesa primaria (vedi figura II), pari al 45,9% del PIL nel 2010 e al 45,1% del PIL nel 2011 (sedicesimo posto nella graduatoria crescente per entrambi gli anni), si osserva un miglioramento relativo della situazione italiana in ragione dell’elevato peso rappresentato dagli interessi passivi”.

(continua/2)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935233.html
 
Vincesko
36 Fan
00:49 su 29/10/2013
(segue/3)

Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
UE27 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,2 +5,0
Tavola 10 – Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
UE27 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf

(continua/3)
Permalink  
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295935093.html
 
Vincesko
36 Fan
00:48) su 29/10/2013
(segue/4)

3) “Quindi, lo spazio per una riduzione della spesa c'è, eccome”.

Falso per la spesa primaria (che, ripeto, va rimodulata); vero per gli interessi passivi (v. appresso).

4) “La cosa più ragionevole è partire da quei capitoli di spesa nei quali l'Italia si discosta maggiormente dai paesi partner: pensioni e interessi”.

Falso per la prima voce; vero per la seconda. In dettaglio per le pensioni: Il nostro sistema pensionistico, dopo le 8 riforme dal 1992, valutato al 2060: a) è in equilibrio; b) le riforme varate produrranno risparmi pensionistici crescenti (soprattutto a partire dal 2020) per centinaia di mld (300 mld secondo la RGS) e c) per la severità è (quasi) benchmark in UE27.
L'equilibrio del sistema pensionistico, la severità (arriveremo ai 67 anni della pensione ordinaria prima della Germania) e gli ingenti risparmi di centinaia di mld sono dovuti alle ultime 4 riforme: Prodi-Damiano, 2007 (con effetti soprattutto dal 2011); Berlusconi-Sacconi, 2010 (con effetti dal 2011); Berlusconi-Sacconi, 2011, con effetti dal 2012; e Monti-Fornero, 2011 (che ha esteso il metodo contributivo a tutti), con effetti dal 2012, ma segnatamente dal 2020.

(continua/4)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934951.html
 
Vincesko
36 Fan
00:47 su 29/10/2013
5) “Il servizio al debito porta via 4,4 punti di Pil (2,6 in Germania)”.

Falso, l’incidenza percentuale degli interessi passivi sul PIL è pari al 5% nel 2011 e al 5,5% nel 2012.

6) “Sul fronte pensionistico, dunque, occorre mettere nel mirino le pensioni di importo relativamente elevato e ricalcolarle secondo il metodo contributivo. Gli ottimisti dicono che si possono ricuperare 1-2 punti di Pil; i pessimisti circa 1 miliardo di euro. Sembra verosimile una stima conservativa di 5 miliardi di euro (senza negare le difficoltà legali dell'operazione, date le precedenti decisioni della Corte costituzionale su questioni analoghe)”.

Vero ed: a) ci sono i modi per farlo (sono state già presentate proposte di legge formulate in modo da evitare la mannaia della Corte Cost.); e b) i 5 mld sono sottostimati. 
AQQ/24 - Spesa pensionistica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html

(continua/5)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934746.html
 
Vincesko
36 Fan
00:47) su 29/10/2013
(segue/6)

7) “Per quanto riguarda il servizio al debito, ci sono poche alternative all'apertura di un'ampia stagione di privatizzazioni in mano al Tesoro”.

Falso a metà. Perché voi iperliberisti indicate soltanto le privatizzazioni? Sarebbe necessario pensare ad un mix di misure.
In recessione, la riduzione del debito non è una priorità, anzi è esiziale, salvo che a) non sia finalizzato alla riduzione consistente degli interessi passivi, per liberare risorse congrue da destinare alla crescita; e b) non ricada esclusivamente sui ricchi, gli unici che hanno ora i soldi.
In ogni caso, le opzioni per ridurlo sono essenzialmente 3:
1. come decisero Prodi e Padoa-Schioppa, gradualmente contenendo l’aumento di spesa entro, poniamo, il 50% della variazione del PIL o dell’inflazione, ma occorrono molti anni;

(continua/6)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934540.html
 
Vincesko
36 Fan
00:45) su 29/10/2013
(segue/7)

2. vendendo asset pubblici oppure, in alternativa, conferendoli ad un fondo che si finanzi sul mercato, a tassi più vantaggiosi, per una cifra importante (almeno 150 mld), ma i beni pubblici: a) sono di tutti; b) sono a garanzia del debito pubblico; e c) in passato, la loro vendita spesso si è risolta in una svendita;
3. varando (come hanno proposto alcuni, anche ricchi) un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso su una platea selezionata (la meta del decile più ricco, che possiede una ricchezza di circa 2.000 mld), per un ammontare di 150-200 mld.
La maggioranza delle proposte dei ricchi (e dei loro utili idioti ben retribuiti e non) è per l’opzione 2; io sono per la terza opzione, la più equa ed efficace dopo ben 330 mld di manovre correttive della scorsa legislatura molto iniquamente distribuite, ma non bisognerebbe dividersi tra i “poveri” e fare ammuina.
“Piano taglia-debito per la crescita”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html

(Fine/7)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_295934264.html
 
*** 
Vincesko
36 Fan
11:42 su 29/10/2013
Promemoria per reperire risorse:

Fabrizio Saccomanni: "Tasseremo i capitali in Svizzera. Un saldo per chiudere il passato"
L'Huffington Post | Pubblicato: 28/07/2013 11:20 CEST | Aggiornato: 28/07/2013 12:31 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/07/28/fabrizio-saccomanni-tasseremo-capitali_n_3666016.html?utm_hp_ref=italy

Riporto il mio commento in calce all’articolo:
“Per ragguagliare sugli ammontari in gioco, traggo dal mio post “Pro-memoria delle misure anticrisi”, nota 5:
“[…] Nel caso italiano, l'una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezioni di stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. Un bel colpo. Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l'Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all'anno. Insomma non proprio noccioline. Vale la pena pensarci e verificare se non valga la pena di seguire le orme tedesche e ora austriache. Alle casse statali non farebbe che bene”. di Vittorio Da Rold - http://24o.it/Hywx4
“Promemoria delle misure anti-crisi”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2761788.html

(continua/1)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_296006081.html
 
Vincesko
36 Fan
11:37 su 29/10/2013
(segue/2)

Inoltre, rammento che, oltre ai capitali esportati illegalmente in Svizzera, rimane da affrontare anche quello del recupero dell’IVA sui capitali “scudati”.
Traggo dal mio post “Tre misfatti quasi sconosciuti del fu governo dei tecnici”
IVA sui capitali “scudati”.
Il terzo misfatto riguarda i capitali “scudati”, che, per volere del governo Berlusconi-Tremonti, poterono rientrare in Italia pagando appena il 5%. Il governo Monti, facendo un grazioso regalo ai ricchi evasori, ha varato una norma apposita per impedire il recupero dell’IVA su tali capitali.
Ho ricavato questa notizia, che anche io ignoravo del tutto, dall’ultima newsletter (la n. 47 del maggio 2013) dell’europarlamentare dell’IDV Niccolò Rinaldi (la sottolineatura è mia): 
2. La vera battaglia dell'Europa: contro la grande evasione […]”.
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783861.html

(Fine/2)
Permalink
http://www.huffingtonpost.it/social/Vincesko/diatribe-in-famiglia-tra-renzi-e-fassina-come-tagliare-il-cuneo-e-vivere-felici_b_4170238_296005716.html
 
 
 

E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani?


Descrizione: Nicola Tasco
Nicola Tasco
Avvocato
Un'intera generazione di giovani rischia il naufragio. Ma la politica guarda altrove
Pubblicato: 22/10/2013 06:00
http://www.huffingtonpost.it/nicola-tasco/unintera-generazione-di-giovani-rischia-il-naufragio-ma-la-politica-guarda-altrove_b_4135087.html?utm_hp_ref=italy
 

E’ giusto preoccuparsi soltanto dei giovani? Provo a fissare alcuni punti dello scenario italiano.

1. Secondo la Banca d’Italia, [1] il gap principale italiano rispetto ai Paesi di confronto è il tasso di attività femminile, in particolare al Sud, dove è pari soltanto ad 1/3 delle donne tra 15 e 64 anni; in nessun altro Paese esiste un divario così elevato tra Nord e Sud (27 punti). L'Italia presenta il maggior tasso di disoccupazione femminile dopo Malta in UE27. 
2. Il tasso di disoccupazione dei giovani 15-24 anni raggiunge ormai il 40%, ma esso è calcolato, come avverte l’ISTAT, non sul totale dei giovani, bensì sul numero dei giovani occupati.
3. Gli over 40 rimasti senza lavoro sono stimati in un milione.
4. I lavoratori precari in senso stretto sono tra i 3 e i 4 milioni, ma se si includono le partite IVA più o meno false, essi raggiungono forse i 7 milioni, senza tutele di welfare (RMG, sussidio all’affitto o casa popolare).
5. Anche in Germania, nostro Paese concorrente e punto di riferimento, i cosiddetti lavori minori (mini job) [2] sono arrivati a 7 milioni, con un salario di 400€ mensili, però compatibile col RMG (circa 370€) e il sussidio all’affitto o la concessione di una casa popolare (c’è un patrimonio notevole di case popolari).
6. In Italia, invece, l’RMG non esiste (come in Grecia e Ungheria) e, per il niet degli immobiliaristi e dei costruttori edili, nonché la miopia e l’egoismo dei proprietari che temono la svalutazione delle loro case, in alloggi pubblici investiamo da 25 anni 1/30 della Germania, 1/40 della Francia e persino 1/10 della Spagna, l’unico Paese che ci batte per numero di case di proprietà.
7. Studi seri ravvisano ormai una correlazione tra l’incidenza elevata di lavoro precario e il declino del tessuto industriale, con scarsa innovazione di prodotto e di processo e inevitabile enfasi della competitività basata sulla riduzione dei costi.

CONCLUSIONE. La crisi economica dura da 5 anni e perdurerà a lungo; in una situazione siffatta, il nostro Paese rischia di andare a fondo (stanno chiudendo o delocalizzando migliaia di imprese) e c'è bisogno, non di pannicelli caldi, ma di misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per evitarlo dell'ordine di 150-200 mld, che, dopo manovre correttive della scorsa legislatura per un ammontare di ben 330 mld, distribuite in maniera molto iniqua (ceti medio e basso ad alta propensione al consumo, e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale), con pesanti effetti recessivi, vanno presi ai ricchi (gli unici che ora hanno i soldi), mediante un’imposta patrimoniale ed un prestito forzoso sul decile o sulla metà del decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo e perciò con scarsi effetti recessivi (come anche qualche sparuto borghese illuminato propone). [3] Risorse che vanno utilizzate per ridurre l’enorme debito pubblico e soprattutto i correlati, ingenti interessi passivi (89 mld nel 2012) e per co-finanziare, assieme ad una revisione intelligente della spesa pubblica, la crescita (riducendo le imposte sui redditi bassi per far ripartire la domanda) e indispensabili misure di welfare anticrisi, quali l’RMG e l’edilizia sociale, particolarmente e gravemente disallineati rispetto a UE27.

[1] Banca d'Italia - Mezzogiorno e politiche regionali
“Il dualismo economico italiano, che vede una quota rilevante della popolazione risiedere in un’area molto povera rispetto alla media nazionale, si presenta assai più grave rispetto agli altri paesi con livelli di sviluppo similari e si avvicina invece alle condizioni di disparità che caratterizzano i paesi economicamente meno avanzati” (pag. 430).
“I maggiori divari di reddito che il nostro paese mostra nel confronto internazionale sembrano quindi dipendere per intero dall’anomala dimensione della distanza fra regioni nelle diverse componenti del tasso di occupazione: la quota di forza lavoro occupata e, soprattutto, il tasso di attività della popolazione in età da lavoro. Quest’ultima variabile, in particolare, mostra un divario tra Mezzogiorno e Centro Nord di quasi 27 punti percentuali (Tavola 11), mentre nei paesi di confronto esso è mediamente inferiore a 5 punti” (pag. 435).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/mezzogiorno/2_volume_mezzogiorno.pdf
[2] “Il ruolo del diritto del lavoro e della sicurezza sociale nella crisi economica. L’esperienza tedesca” di Maximilian Fuchs
http://www.aidlass.it/convegni/archivio/2013/2013/Fuchs_Aidlass_2013.doc
se il link non è attivo, cliccare qui sotto:
http://www.aidlass.it/documenti-1/Fuchs_Aidlass_2013.doc
[3] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html


La spesa pubblica non va tagliata


Descrizione: Stefano Fassina

Stefano Fassina
Viceministro dell'economia
La spesa pubblica non va tagliata
Pubblicato: 16/10/2013 17:08
http://www.huffingtonpost.it/stefano-fassina/la-spesa-pubblica-non-va-tagliata_b_4108643.html?utm_hp_ref=italy
 
 
DEDICATO AI DISINFORMATI/DISINFORMATORI ED AGLI SCETTICI. 
Facciamo parlare LE CIFRE.

Sono d’accordo, questa volta, col Sottosegretario Stefano Fassina (sull’abolizione dell’IMU, invece, hanno calato le brache, ed ora si vedono le conseguenze, ampiamente previste). 
1. La spesa pubblica primaria: a) non è aumentata affatto; b) essa è in linea con UE27, anzi inferiore alla media; e c) va riqualificata (ad es. introducendo l'RMG e destinando fondi congrui all'edilizia sociale, enormemente inferiori alla media UE27, entrambe misure anti-crisi indispensabili).
2. Sono cresciuti gli interessi passivi, che, secondo la Banca d’Italia, alimentano da 20 anni la crescita del debito pubblico.
3. La spesa pubblica primaria non va ridotta in un periodo di recessione, sarebbe esiziale, ma semmai aumentata, finanziandola con un prelievo fiscale ordinario/straordinario sul decile più ricco delle famiglie, a bassa propensione al consumo (imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota per co-finanziare misure di welfare, e prestito forzoso di 150-200 mld su una platea selezionata, per la riduzione celere del debito pubblico e dei correlati, ingenti interessi passivi, v. proposte già sul tavolo).

Spesa pubblica primaria.
Traggo dalle tabelle comparative UE27 della spesa pubblica primaria (e, tanto per parlare di spesa pensionistica, della Spesa primaria per Protezione sociale) elaborate dalla RGS.
Noto che la spesa pubblica italiana è allineata a quella degli altri Paesi (è sotto la media UE27); così pure la spesa sociale, ma non quella pensionistica, ma – attenzione! – prima delle riforme Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011). Poiché i cospicui risparmi della spesa pensionistica intervenuti dal 2011 per effetto delle riforme Damiano (2007) e Sacconi, ai quali si stanno ora aggiungendo quelli dovuti alla riforma Fornero, non sono rimasti nel capitolo della spesa sociale, presumo ci sarà in futuro un disallineamento (in meno) rispetto agli altri Paesi.

Ragioneria Generale dello Stato
LA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: ANNI 2000-2011
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Tavola II – Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL – anni 2000-2011
Italia 39,6 41,4 41,5 43,0 42,7 43,2 43,9 42,7 43,5 47,3 45,9 45,1 +5,5
Germania 41,9 44,5 44,9 45,5 44,2 44,1 42,4 40,7 41,3 45,5 45,2 42,8 +0,9
Spagna 36,0 35,6 36,2 36,0 36,9 36,6 36,8 37,6 39,9 44,5 44,4 42,7 +6,7
Francia 48,8 48,7 49,9 50,6 50,5 50,9 50,4 49,9 50,4 54,4 54,2 53,4 +4,6
Unione Europea (27) 41,2 42,7 43,4 44,2 44,0 44,0 43,6 42,9 44,3 48,5 47,9 46,25,0
Tavola 10 – Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sulPIL
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
link sostituito da:
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Analisi_e_valutazione_della_Spesa/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf

CONCLUSIONE
Premessa: dalla notte dei tempi, esiste una lotta tra forti (pochi) e deboli (molti), tra ricchi (pochi) e poveri (molti). Anche quella in corso s’inscrive in questo solco, aggravata dal fatto che viviamo una trasformazione epocale, che ha causato e causerà molte vittime. I forti/ricchi sono un’esigua minoranza, ma riescono a dettare legge, perché a) dispongono di enormi risorse finanziarie; b) controllano i media; c) influenzano i facitori delle leggi; d) hanno al loro servizio utili idioti ben retribuiti; e) non fanno mai l’errore di dividersi contro i “poveri”; ed f) possono contare su milioni di UTILIIDIOTI poveri che si dividono tra loro, fanno AMMUINA o li appoggiano gratuitamente.


Detto questo, tralasciando l’ambito UE, dov’è la soluzione della crisi, veniamo al caso italiano, fissando solo alcuni punti: a) nella scorsa legislatura, per sanare i conti pubblici, sono state varate manovre correttive per ben 330 mld (4/5 da Berlusconi e 1/5 da Monti); [1] b) gran parte di questi miliardi sono stati addossati in modo iniquo – in particolare da Berlusconi - sui “poveri”;c) ora i conti pubblici sono quasi a posto e l’Italia presenta il miglior dato sia di avanzo primario che di rapporto defict/PIL; [2] d) il debito pubblico, invece, è ulteriormente cresciuto, per varie ragioni, ma soprattutto per il peso degli interessi passivi (come succede da 20 anni); [2] e) la spesa pubblica primaria è in linea con UE27, essa non va quindi ridotta (sarebbe esiziale in recessione), ma riqualificata, eliminando i disallineamenti con UE27; f) come, appunto, spendendo di più per gli ammortizzatori sociali (in particolare, RMG ed edilizia sociale, che non sono una carità, ma la quintessenza di uno Stato solidaristico), che devono essere finalmente universali; g) il sistema pensionistico, dopo le varie riforme, è tra i migliori per l’equilibrio finanziario per i prossimi decenni in UE27; [2] 

h) ciò che manca ora è far ripartire i consumi interni e quindi la crescita economica e quindi l’occupazione, attraverso una redistribuzione di reddito dai ricchi, con bassa propensione al consumo, ai poveri, con alta propensione al consumo; i) quindi, sia per equità, sia perché ora sono i soli ad avere i soldi, le risorse vanno prese ai ricchi (il decile o la metà del decile più ricco delle famiglie); [2] e l) vanno intraprese e/o continuate azioni forti ed efficaci per realizzare 2 riforme strutturali: 1) quella nevralgica della PA (aumentandone l’efficienza e diminuendo la corruzione); [3] e 2) in questo ambito, in particolare quella della giustizia civile.

[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] Piano taglia-debito per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
[3] Sei misure da adottare contro la crisi e per la crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2767761.html
 
 
Post e articoli collegati:

AQQ/24 - Spesa pensionistica
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
Dialogo su Grillo, i dipendenti pubblici, la spesa pensionistica, il PD ed altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2785739.html

Tagli alla spesa pubblica? Una vecchia ricetta
Stefano Perri, Riccardo Realfonzo - 01 Aprile 2014
http://www.economiaepolitica.it/index.php/universita-e-ricerca/tagli-alla-spesa-pubblica-una-vecchia-ricetta/

 

Piano taglia-debito per la crescita

 
Piano taglia debito: Montezemolo lo rilancia, ma nessuno ascolta
Guido Salerno, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 24/09/2013 16:51 CEST  |  Aggiornato: 24/09/2013 16:51 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/09/24/taglia-debito-montezemolo_n_3982036.html  
 
 
Osservo:

1. Secondo la Banca d’Italia, negli ultimi 15-20 anni, l’aumento del debito pubblico è dovuto agli interessi passivi, non alla spesa primaria; [1] agli interessi passivi si sono aggiunti ora i conferimenti al MES (aiuti ai Paesi in difficoltà [2]);

2. infatti, da anni esiste un avanzo primario (cioè il saldo tra la spesa pubblica e gli interessi passivi): cospicuo durante il breve 2° governo Prodi, quasi azzerato dal precedente e dal successivo governo Berlusconi-Tremonti; avanzo poi ricostituito negli ultimi 3 anni ed ora il più alto in UE27, [3] al prezzo di manovre correttive per oltre 300 (trecento) mld, addossate in gran parte sui ceti medio e basso; [4]

3. alcune riforme strutturali – le pensioni - sono state fatte e stanno portando e porteranno risparmi per centinaia di mld entro il 2060 (resta inevasa unicamente la questione delle cosiddette pensioni d’oro); [5] 

4. per finanziare una crescita congrua ed occuparsi dei disoccupati e dei pensionati (con pensioni basse) ad alta propensione al consumo occorrono risorse, da prendere agli unici che ora le hanno: i potentissimi ricchi, tutelati dal miliardario SB, che controllano i media e fanno terrorismo informativo, perciò si tergiversa e finché ci sarà SB non lo si farà mai (anzi si danno soldi ai ricchi con l'abolizione dell'IMU per tutti);

5. infatti, è evidente che delle due l’una: o si adottano - per realismo, per carità, dato l’assetto politico attuale – misure di basso profilo, per giunta in contraddizione tra loro (vedi la restituzione dell’IMU ai ricchi ed ai proprietari di case – gravame medio annuo pari a 225 € e l’85% ha pagato meno di 400 €), [6] anziché, più correttamente dal punto di vista tecnico-economico e dell’equità, utilizzare i 4 mld per finanziare la riduzione delle imposte sui redditi bassi o un piano corposo pluriennale di alloggi pubblici o misure di welfare come i sussidi all’affitto); o si varano misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per permettere all’Italia, in crisi grave, di agganciare la ripresa economica; tertium non datur;

6. ci sono già sul tavolo varie proposte sia di imposta patrimoniale che di abbattimento congruo (150-200 mld) del debito pubblico, per ridurre celermente i gravosi interessi passivi, variamente modulate, una persino di Alfano, [7] per lo più basate, non su un contributo doverosissimo dei superricchi, ma sulla vendita di asset pubblici (cioè di noi tutti) o sul conferimento di asset pubblici ad un fondo apposito, come auspicato dall’autore di questo articolo;

In termini strutturali, il deficit è già prossimo allo zero, tra i migliori in UE27 (cfr. Le stime del governo sui conti pubblici  http://www.repubblica.it/economia/2013/09/20/news/le_stime_del_governo_sui_conti_pubblici-66975551/ ).
In recessione, la riduzione del debito non è una priorità, anzi è esiziale, salvo che a) non sia finalizzato alla riduzione consistente degli interessi passivi, per liberare risorse congrue da destinare alla crescita; b) non ricada esclusivamente sui ricchi.
In ogni caso, le opzioni per ridurlo sono essenzialmente 3:
1. come decisero Prodi e Padoa-Schioppa, gradualmente contenendo l’aumento di spesa entro, poniamo, il 50% della variazione del PIL o dell’inflazione, ma occorrono molti anni;
2. vendendo asset pubblici oppure, in alternativa, conferendoli ad un fondo che si finanzi sul mercato, a tassi più vantaggiosi, per una cifra importante (almeno 150 mld), ma i beni pubblici: a) sono di tutti, ricchi e poveri; b) sono a garanzia del debito pubblico; e c) in passato, la loro vendita spesso si è risolta in una svendita;
3. varando (come hanno proposto alcuni, anche ricchi) un’imposta patrimoniale e/o un prestito forzoso su una platea selezionata (la metà del decile più ricco, che possiede una ricchezza di circa 2.000 mld), per un ammontare di 150-200 mld.
La maggioranza delle proposte dei ricchi è per l’opzione 2; io sono per la terza opzione; non bisognerebbe dividersi, noi non ricchi, e fare ammuina.
 
7. vista l’ignoranza dei più, vale la pena di guardare meglio il colossale aggiustamento dei conti pubblici avvenuto nella scorsa legislatura, soprattutto a partire dal maggio 2010 (DL 78, convertito dalla legge 122), dopo lo scoppio della crisi greca: esso, ripeto, è ammontato alla stratosferica cifra di 330 mld: 4/5 ascrivibili al governo Berlusconi-Tremonti; 1/5 attribuibile al governo Monti:
riepilogo delle manovre correttive (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
totale 329,5 mld. [4]
addossati in grandissima parte sui ceti con maggiore propensione al consumo: medio e basso e persino sui poveri col taglio feroce della spesa sociale; perché meravigliarsi ora degli effetti recessivi?

8. Riepilogando, la crisi economica dura da 5 anni e perdurerà a lungo; in una situazione siffatta, il nostro Paese rischia di andare a fondo (stanno chiudendo o delocalizzando migliaia di imprese) e c'è bisogno, non di pannicelli caldi, ma di misure incisive e ‘rivoluzionarie’ per evitarlo dell'ordine di 150-200 mld, da prendere ai ricchi (gli unici che ora hanno i soldi) mediante un’imposta patrimoniale ed un prestito forzoso sulla metà del decile più ricco delle famiglie, [8] a bassa propensione al consumo e perciò con scarsi effetti recessivi (come anche qualche sparuto borghese illuminato propone). 

[1] AQQ21-Dossier Debito pubblico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html
[2] Meccanismo europeo di stabilità
http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_europeo_di_stabilit%C3%A0
Conferimenti dell’Italia al MES: 45 mld nel 2012(fonte: Intervista del governatore Ignazio Visco al Corriere del 07-07-2012  http://www.corriere.it/economia/12_luglio_07/intervista-visco-governatore-bankitalia-de-bortoli_e779b78c-c87c-11e1-9d90-c5d49ff3a387.shtml).
Nei prossimi cinque anni il contributo italiano ai meccanismi di supporto finanziario varati dalla Ue raggiungerà i 303,7 miliardi (55,06 nel 2013; 61,71 nel 2014; 62,07 nel 2015; 62,33 nel 2016 e 62,51 nel 2017). [Passata la crisi, essi saranno di 125 mld, pari al 17,9137% del totale del fondo di 700 mld, e che è pari alla quota dell'Italia nel capitale della BCE].
http://www.businesspeople.it/Business/Economia/Aiuti-Ue-l-Italia-contribuira-con-300-miliardi-in-cinque-anni_47435
[3] Grafico del Giorno: Saldo Primario nei 27 paesi UE. Italia e Germania le piu’ virtuose
http://www.scenarieconomici.it/grafico-del-giorno-saldo-primario-nei-27-paesi-ue-italia-e-germania-le-piu-virtuose/
[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[5] AQQ/24 - Spesa pensionistica  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2783015.html
[6] 12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781756.html
[7] Dossier Imposta Patrimoniale (all’interno, l’elenco ulteriore nell’articolo della CGIL)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
Cessioni, rientro di capitali e Btp più lunghi. Sei ipotesi per tagliare il debito pubblico
http://www.corriere.it/economia/12_agosto_08/cessioni-rientro-di-capitali-e-btp-piu-lunghi-le-sei-mosse-per-tagliare-il-debito-pubblico-massimo-mucchetti_fccef4e6-e11b-11e1-9040-4b74873c03cd.shtml
Attaccare il debito (ma di brutto)
http://www.ilfoglio.it/soloqui/12287
[8] La ricchezza delle famiglie italiane - anno 2011, n. 65 - 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
link sostituito da:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricchezza-famiglie-italiane/2012-ricchezza-famiglie/suppl_65_12.pdf  



Aggiornamento
 
Fondo Monetario Internazionale, la proposta: prelievo del 10% sulla ricchezza per ridurre il debito
L'Huffington Post  | Pubblicato: 16/10/2013 
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/16/fmi-prelievo-famiglie_n_4107293.html

Piketty: "L'economia è soffocata dal denaro. Come ai tempi di Marx"
Lo studioso francese analizza tre secoli di evoluzione dei paesi occidentali: "La rendita cresce più del Pil, per questo aumenta la disuguaglianza"
di Fabio Gambaro
06 marzo 2014
http://www.repubblica.it/cultura/2014/03/06/news/piketty_l_economia_soffocata_dal_denaro_come_ai_tempi_di_marx-80333829/

 

Appendice
 
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Daniele De Pedis
2 Fan
11:53 su 25/09/2013
Altra soluzione, che io preferisco perche' piu' chiara ma equivalente a quella proposta da Montezemolo, e' una patrimoniale secca su depositi bancari e azioni, da valutare nella consistenza ma diciamo dell'ordine del 0.5%.
Questa fu la "cura" Amato nel 1992. Mi sembra che nessuno mori' e quella soluzione permise all'Italia di uscire dal tunnel in cui si era cacciata con le politiche di Craxi e compagni.
In diversa forma, ma con uguale sostanza, la cosa fu ripetuta nel 1998 con Prodi per entrare nell'euro. Di nuovo nessuno mori' !!
 
Vincesko
28 Fan
22:44 su 25/09/2013
E che cosa risolveresti? Alla fine del 2011, secondo la Banca d'Italia, [*] le attività finanziarie ammontavano a 3.500 miliardi di euro, di cui i depositi ammontavano a circa 1.000 mld e obbligazioni private, titoli esteri, prestiti alle cooperative, azioni e altre partecipazioni e quote di fondi comuni di investimento a circa 1.500 mld, per un totale di 2.500 mld. Applicando lo 0,5%, si ricaverebbero 12,5 mld, pari a 1/12 degli almeno 150 mld che servirebbero.
Lo 0,6% deciso da Amato fu soltanto una delle varie misure della sua famosa legge finanziaria di 90.000 mld di Lire.

[*] La ricchezza delle famiglie italiane - anno 2011, n. 65 - 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
  
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Daniele De Pedis
2 Fan
14:09 su 26/09/2013
Grazie per i riferimenti che dai in quest'ultima pagina.
Mi trovi d'accordo su tutto il tuo scritto.
Pero' ti faccio notare che le tue proposte al punto 4 e al punto 8 sono del tutto simili alla mia proposta di patrimoniale alla quale mi hai risposto ieri (per inciso lo 0.5% farebbe 17.5 mld e non 12.5 come quotavi tu. Probabilmente un errore di battitura!).
Leggendo la tua risposta, in un primo momento, ho creduto che tu non fossi d'accordo sulla patrimoniale in se, ora leggendo questo tuo esauriente post mi sono tranquillizzato!
 
Vincesko
28 Fan
15:26 su 26/09/2013
Faccio alcune precisazioni: 
a) l'imposta patrimoniale (mio cavallo di battaglia da 3 anni) può essere o ordinaria a bassa aliquota prevedendo una franchigia (come in Francia) o straordinaria ad aliquota elevata (vedi dossier); 
b) in alternativa a quest'ultima, alcuni (ad es. Fitoussi) propongono un prestito forzoso su una platea selezionata, a basso interesse. Il prestito può essere redimibile o irredimibile (nella storia italiana, ci sono già stati prestiti irredimibili);
c) in alternativa ancora, alcuni propongono o la vendita di asset pubblici o il loro conferimento in un fondo apposito;
d) nella base di calcolo, vanno incluse anche - e soprattutto - le attività reali (fabbricati, ecc.) che valgono, al netto dei debiti, circa 5 mila mld; 
e) lo 0,5% non va applicato sull'intero ammontare della ricchezza finanziaria di 3.500 mld, poiché vi sono inclusi i titoli di Stato (sicuramente esenti) ed altre voci che prudenzialmente ho escluso dalla base di calcolo (v. report della Banca d'Italia); in ogni caso, è un calcolo estimativo approssimativo e poi occorre ben altro importo.
E la scelta più razionale ed opportuna sarebbe un mix di misure: l'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota per co-finanziare misure di welfare; il prestito forzoso di 150-200 mld, per ridurre celermente il debito e gli interessi passivi e liberare risorse congrue per la crescita.

Ho riportato tutto, con ulteriori osservazioni, in questo mio 'post':

"Piano taglia-debito per la crescita"
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2792930.html
 
  

Dialogo sul paradosso di Berlusconi Keynesiano

 
Il paradosso di Berlusconi “keynesiano”
Posted by guiodic on 11 febbraio 2013 in EconomiaItalia
Negli anni la sinistra, abbandonando progressivamente i propri punti di riferimento nella teoria economica, è diventata la paladina del “rigore”, fino ad approvare il pareggio di bilancio in Costituzione. Così ha concesso a Berlusconi ampio margine per conquistare un terreno politico lasciato incustodito. Il paradosso di un Cavaliere “keynesiano”, avversario dell’austerità imposta dalla Merkel e critico dell’euro, altro non è che il risultato di una sinistra che ha fatto proprio il “punto di vista del Tesoro“.
di Luigi Cavallaro*
http://keynesblog.com/2013/02/11/il-paradosso-di-berlusconi-keynesiano/  

 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 11 febbraio 2013 alle 12:09
Interessante e fa riflettere ma ingenuamente direi allora che bisogna votare Berlusconi anche questa volta. E’ vero che una identità di sinistra è difficile da definire e verificare ma Keynes non era propriamente un comunista rivoluzionario. Eleganti confondenze!
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 11 febbraio 2013 alle 19:15
@Raimondo
Sei un po’ distratto, ti rammento che: 1) negli ultimi quasi 12 anni il Csx ha governato soltanto per appena 22 mesi; 2) per i vincoli UE, liberamente assunti, ha sempre dovuto rimediare (v. il mio commento più sotto) al malgoverno del Cdx, che ha aumentato le tasse e fatto cattiva spesa pubblica, cresciuta, in barba agli sbandierati tagli lineari, in media del 4,6% all’anno; 3) il Csx (peraltro minoritario nel Paese anche quando ha vinto), lo dice la parola stessa, è costituito, anche ora, anche il PD, da una Sinistra e da un Centro.
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013 alle 10:14
Temo che i miei interventi non siano stati chiari, soprattutto non si capisca l’ironia se chi legge non conosce già chi scrive. Non sono distratto e sono consapevole di ciò che mi rammenti e credo che la pensiamo allo stesso modo.
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/12a4443da31088320ef8a3947a01b343?s=48&d=identicon&r=GVincesko 11 febbraio 2013 alle 13:23
“Ma dire la verità presuppone una scelta partigiana: la verità, infatti, è sempre situata da una parte”.
Troppo comodo: con una premessa così, uno può dire quello che vuole. Infatti… Osservo, sui punti salienti:
1. Il vero deus ex machina della politica economica di Berlusconi, per almeno 6 anni su 8, come si sa, non è stato Berlusconi, ma Tremonti, il turlupinatore dalla lingua biforcuta, che declamando il risanamento ha sempre scassato i conti pubblici, che poi i governi di Csx hanno dovuto, per i noti vincoli UE, risanare, ed il risanamento non può che avvenire riducendo le spese o aumentando le imposte.
Do il riepilogo delle cifre delle manovre finanziarie dei governi Berlusconi-Tremonti e Monti, che sono ignote ai più (fonte: “Il Sole 24 ore”):
Riepilogo (importi cumulati da inizio legislatura):
- governo Berlusconi-Tremonti 266,3 mld;
- governo Monti 63,2 mld;
Totale 329,5 mld. [1]
2. “Sulla base del valore aggiunto dell’economia sommersa stimato dall’Istat otteniamo, per gli anni 2000-2011, un valore del sommerso pari in media a 238 miliardi di euro all’anno”. [2] Che fanno ascendere il valore dell’economia sommersa non al 30%, ma al 18%.
3. Il 2° governo Prodi (2006) ha ereditato un deficit del 4,5% ed ha scelto, anche per le pressioni della Commissione UE, la strada di un risanamento rapido attuando una strategia dei due tempi, prima il risanamento celere e poi la crescita e la redistribuzione. [3] Quindi, a) rientro rapido entro il 3% di deficit, attraverso una legge finanziaria 2007 ingente (33,8 mld) e la lotta all’evasione fiscale, ma – pochi lo sanno o lo ammettono – allentando i cordoni della borsa già nella finanziaria 2008, restituendo ciò che aveva preso (fonte Banca d’Italia [4]). Strategia che avrebbe dovuto avere uno sviluppo ulteriore, se non fosse intervenuta la caduta del governo Prodi, durato appena 20 mesi. Che ha lasciato un debito pubblico del 103,6%, portato poi dal governo Berlusconi-Tremonti al 120,1% a fine 2011, nonostante manovre correttive molto, molto inique per 267 mld, fatte in prevalenza di maggiori tasse!
[1] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[2] “L’economia sommersa e il pareggio di bilancio”
http://sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/L-economia-sommersa-e-il-pareggio-di-bilancio-15772
[3] “La politica fiscale di Prodi: quali gli elementi positivi? e quelli  negativi? Come dovrà comportarsi il prossimo Governo?”
di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra
http://www.businessonline.it/3/LavoroeFisco/2062/pro-e-contro-della-politica-fiscale-del-governo-prodi.html
[4] “Ma sul fisco Prodi batte il Cavaliere: sgravi più consistenti dal centrosinistra”. Gli aiuti dati da centrosinistra e centrodestra secondo i Bollettini della Banca d’Italia
di Adriano Bonafe
http://www.repubblica.it/economia/2010/02/07/news/sgravi_prodi_berlusconi-2216166/
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013 alle 10:17
infatti sono del tutto d’accordo con la tua ricostruzione.
 
Descrizione: http://0.gravatar.com/avatar/fb67e65e0e115ba0f74a20b182caf868?s=48&d=identicon&r=Gwalter 11 febbraio 2013 alle 20:04
Mica è tanto paradossale. Se si accetta l’idea che la spesa pubblica in eccesso rispetto alle necessità del welfare ( e in italia, vi ricordo, che più di metà della spesa pubblica NON è welfare, ma “altro”, non è così in Svezia, non è bello usare le percentuali che convengono per promuovere la propria visione del mondo economico) allora la cosa ha senso. Berlusconi (i partiti di centrodestra) campano di spesa pubblica inutile e non sono per nulla disposti a rinunciarvi.
Anzi, se li andate a dire: facciamo più spesa pubblica? sarebbero d’accordissimo, soprattutto se a debito. Inoltre, vi ricordo che come i neocartalisti rampanti alla Barnard anche Berlusconi ritiene lo spread un imbroglio. Su questo come la mettiamo ?
Bisognerebbe invece interrogarsi sull’unico spunto interessante dell’articolo (piuttosto complicato da capire, per la verità): conviene in un paese con una percentuale di sommerso del 18% o più insistere sulla crescita a deficit, sapendo che se ne avvantaggiano anche quelli che col sommerso ci lavorano? Non sarebbe meglio risolvere sia questa anomalia, sia i motivi che la originano?
Si pensa davvero che tutti quelli che evadono lo fanno per costruirsi ville sul lago di Garda o alle Cayman? Esiste un modo per distinguere ? Vanno puniti allo stesso modo? E a cosa dovremmo destinare quello che entrerebbe da una lotta dura all’evasione (che naturalmente si può fare, ma se non la fanno ne cdx nè cds evidentemente è perchè in questo paese molte aziende chiuderebbero nel giro di un mese dopo una guerra ad ogni “nero” tipo quella proposta da Ingroia, con questo livello di pressione fiscale).
Spero di avviare una proficua riflessione su questo punto.
E per inciso manco io lo voglio Berlusconi al governo, ma proprio perchè più keynesiano e simpatizzante della MMT, di altri competitor elettorali. Voi dovreste appoggiarlo, semmai…
 
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l’intervento di Walter, se l’ho capito bene, riporta il discorso sulla complessità di qualsiasi manovra di voglia attuare per uscire da questa crisi. Non sono un economista, ma solo un pensionato sfaccendato che segue con interesse questo blog cercando di capire e di imparare. Se non ricordo male Keynes parla anche della tassa di successione come una possibile leva. Non ne sta parlando nessuno. Mi sono divertito qualche tempo fa a scrivere un pezzo sul mio blog di pensionato sfaccendato: http://rbolletta.wordpress.com/2012/11/16/la-patrimoniale-2/
 
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@Raimondo
Ho letto il tuo interessante ‘post’ sull’imposta di successione, in alternativa all’imposta patrimoniale. Su quest’ultima, che, a mio avviso, dovrebbe affiancarsi, in via ordinaria, a bassa aliquota progressiva con una franchigia di almeno 800 mila € colpendo circa la metà del decile più ricco (secondo l aBanca d’Italia, patrimonio >500 mila €), all’imposta di successione e/o ad un prestito forzoso, allego il mio vecchio dossier, che è molto più ricco di quello di “Repubblica” (con articoli pro e contro):
Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html
PS: Segnalo che l’imposta patrimoniale francese è ordinaria a bassa aliquota progressiva, come prevede (contrariamente a quanto afferma Dario Di Vico) anche la proposta della CGIL.
PPS: Invece, l’ipotesi del prestito forzoso, in alternativa alla patrimoniale, è stata avanzata, tra gli altri, da Fitoussi e da Giannino: riporto lo stralcio di un mio recente commento su “Europa”:
“Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni”
Fonte: JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA – Corriere della Sera
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:43 -
[...] Tuttavia crediamo che il prestito [di 150 miliardi] debba essere effettivamente forzoso e che non basti ipotizzare sottoscrizioni volontarie. Non si potrà evitare che l’emissione sia per alcuni aspetti atipica. Molti problemi rimangono aperti, come per una patrimoniale pura. Riguardano soprattutto la fattibilità e le modalità giuridiche del prestito e la garanzia dell’equità nella determinazione e nell’identificazione dei soggetti e dei patrimoni imponibili. Se l’equità è rispettata e le risorse deriveranno principalmente dagli strati più favoriti, il prestito forzoso non avrà un effetto restrittivo sulla domanda, né diverrà un vincolo alla crescita.
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/20225-un-prestito-forzoso-decennale-e-migliore-della-tassa-sui-patrimoni.html
Oscar Giannino – figlio di proletari, come egli ama presentarsi talvolta – è un utile idiota dei ricchi, ben retribuito. Rammento la sua proposta recente di debito forzoso per ridurre il debito pubblico, ottima proposta, se fatta su una platea selezionata e purché non sia alternativa alla doverosissima imposta patrimoniale sui ricchi, gli unici ad aver pagato poco per il risanamento del bilancio pubblico e, dopo 330 mld di manovre correttive iniquamente distribuite, ad avere i soldi. Ma ora pare essersene dimenticato.
“Oscar Giannino a LA7: ‘Suicidio per debiti’”
http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270284
 
Descrizione: http://1.gravatar.com/avatar/de65910be9ae67c88e8d0921e89a7c59?s=48&d=identicon&r=GRaimondo 12 febbraio 2013 alle 17:46
Grazie
 
 

ANALISI QUALI-QUANTITATIVE/24 - Spesa pensionistica

 
Come si vede dal dialogo tra Pietro Reichlin e Sergio Cesaratto, [1] non soltanto "tagliatori" compulsivi di destra, ma anche economisti di sinistra come Reichlin, pur al netto della sinteticità e dell’approssimazione inevitabili in un semplice dialogo, menzionano colpevolmente ancora l’esigenza di rimodulare la spesa sociale (quota parte della spesa pubblica) riducendo la spesa pensionistica, ripetendo una sorta di mantra che da anni inonda i media. Colpevolmente, poiché ignorano o trascurano il fatto che, soprattutto a partire dal 2010, dopo la crisi della Grecia, si sono succeduti ulteriori interventi strutturali (cioè permanenti) pesanti sulla materia delle pensioni, che, da un lato, hanno reso quello italiano il sistema pensionistico più solido in UE; [2] dall’altro, hanno già prodotto, continuano a produrre e produrranno in futuro risparmi di spesa per decine di miliardi all’anno (recati finora dalle riforme Damiano del 2007 e Sacconi del 2010, mentre la riforma Fornero produrrà i suoi effetti nel corso del 2013 e nei prossimi anni). [3]
La terribile crisi economica in corso richiede ulteriori interventi incisivi in tema di reperimento delle risorse: il sistema pensionistico ha già dato, eccetto le cosiddette pensioni d’oro (vedi appresso), occorre rivolgersi ad altri capitoli, sia dal lato delle entrate (evasione fiscale [4] e imposta patrimoniale [5] e/o prestito forzoso [6]), sia dal lato delle uscite (capitolo "beni e servizi", oltre 130 mld all'anno, che include la corruzione e il funzionamento efficiente della PA). [7]
 
ATTENDIBILITA’ DELLE CIFRE.
Quasi tutte le statistiche menzionate su Spesa sociale e Spesa pensionistica  - EUROSTAT, OCSE, ISTAT - sono datate e non tengono ancora conto delle ultime riforme varate tra il 2010 e il 2011.
 
PENSIONI. Dal 1992, sono state varate 8 riforme pensionistiche (Amato, 1992; Dini, 1995; Prodi, 1997; Berlusconi/Maroni, 2004; Prodi/Damiano, 2007; Berlusconi/Sacconi, 2010; Berlusconi/Sacconi, 2011; Monti-Fornero, 2011). Le ultime 4 riforme: Damiano (2007), Sacconi (2010 e 2011) e Fornero (2011) stanno dando e daranno risparmi nei prossimi decenni per centinaia di mld.
 
IMPOSTE. Il 90% circa di Irpef, contributi e imposte indirette è pagato dai dipendenti e dai pensionati, i cui redditi sono pari solo al 60% del totale. [4]
 
EVASIONE. L'evasione annua è di 120 mld. [4]
 
MISURE. I 330 mld di manovre correttive della scorsa legislatura (fonte "Sole-24 ore" [8]) sono stati addossati in gran parte sul ceto medio-basso e sui poveri (taglio spesa sociale), ora tocca ai ricchi (il 10% delle famiglie che possiede il 45,9% della ricchezza totale) sia a mezzo di un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota con  franchigia di almeno 800 mila € (ipotesi CGIL), [5] sia con un prestito forzoso, [6] per ridurre celermente l'enorme debito pubblico e gli ingenti interessi passivi.
PS: Segnalo che tra la Banca d’Italia e l’Agenzia del Territorio c’è una differenza di 1.535 mld sulla stima del valore immobiliare (nel 2010, 4.800 mld contro 6.335, dovuto al n. degli immobili).  
 
Chi assorbe la maggior parte della spesa pensionistica.

3.3 Distribuzione per classe di importo mensile
La distribuzione delle pensioni per classe di importo mensile delle prestazioni (Prospetto
3.7) presenta frequenze maggiori in prossimità delle classi di importo meno elevate. Infatti, la
maggior parte delle pensioni ha importi mensili inferiori a 500 euro (38,8 per cento nel 2010 e
39,1 per cento del totale nel 2009). Seguono le pensioni con importi mensili compresi tra 500 e
1.000 euro (30,8 per cento nel 2010 e 31,4 per cento nel 2009). Un ulteriore 13,6 per cento di
pensioni vigenti al 31 dicembre 2010 (13,4 per cento nel 2009) ha importi compresi tra 1.000 e
1.500 euro mensili e il restante 16,9 per cento del totale (16,1 per cento nel 2009) ha importi
mensili superiori a 1.500 euro.
Passando dall’esame della distribuzione del numero delle pensioni a quello del relativo
importo complessivo annuo risulta che il 37,4 per cento del totale è associato a pensioni con
importi inferiori a mille euro che, in termini numerici, rappresentano il 69,6 percento delle
pensioni complessivamente erogate. Il 33,1 per cento dell’importo complessivo annuo è riferito
invece a prestazioni con importi mensili compresi fra mille e duemila euro, cui corrisponde il
21,3 per cento delle pensioni. È chiaro, quindi, che nonostante il maggiore numero di pensioni
nelle fasce meno elevate della distribuzione degli importi mensili, oltre un terzo dell’importo
complessivo annuo dei trasferimenti pensionistici è collegato a prestazioni che si collocano nella
parte medio-alta della distribuzione (Figura 3.4). In particolare nella classe di importo più
elevata, relativa agli importi mensili superiori ai tremila euro, si concentra solo il 2,5 per cento
dei trattamenti, per una quota dell’importo complessivo annuo pari però al 12 per cento.

La tabella che segue è ricavata dai dati diffusi dall’INPS sulla distribuzione delle pensioni per fasce di importo.

(Dati ISTAT 2010)
La distribuzione percentuale della spesa pensionistica è la seguente (un terzo dei pensionati percepisce 2 o più pensioni [*]):
………………….….N.Pensionati……...% spesa
Meno di 500€…..…..….14,4%.................4,65%
500-1.000€……...……..31,0%................18,01%
1.000-1.500€………..…23,5%................23,40%
1.500-2.000€………..…14,5%................20,45%
Sopra 2.000€……….…16,5%................33,49%

[*] La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni evidenzia una prevalenza del genere femminile crescente all’aumentare del numero di trattamenti percepiti (Figura 3). Tra i percettori di una sola pensione (che rappresentano il 67,3% del totale) la quota femminile è leggermente più bassa della maschile (48,3% sono donne e il 51,7% uomini); tra i titolari di due pensioni le donne sono il 59,8%, la quota sale al 70,9% tra i percettori di tre pensioni e arriva al 74,1% tra i titolari di quattro o più trattamenti.

Rispetto alla spesa totale, che ammonta (al lordo di oltre 40 mld di imposte, che è una mera partita di giro) a 258,5 miliardi di €, per un totale di 16 milioni e 500mila pensionati:
1) Il 45,4% (7 milioni e 425mila pensionati) che sta sotto i 1000 € assorbe solamente il 22,66% (58.558.500.000€) della spesa totale. 2) Per contro, i pensionati sopra i 2000 €, pari al 16,5 % del totale, per una spesa di 86.578.250.000€, assorbono il 33,49% della spesa totale.
Tale distribuzione sperequata è ancora più marcata se si scorpora il dato relativo alle donne. “Analizzando le differenze di genere in funzione delle classi di reddito pensionistico mensile emerge – in linea con quanto finora osservato – la maggiore concentrazione degli uomini nelle classi di reddito più elevate. Il 24,1% dei pensionati percepisce, infatti, un reddito mensile superiore ai 2.000 euro, assorbendo il 47,7% della spesa pensionistica destinata agli uomini; solo il 9,9% delle donne percepisce tali livelli di reddito, per una spesa complessiva pari al 24,8% (Tavola 2). Nella classe di reddito più elevata, che raccoglie i beneficiari di trattamenti superiori ai 3.000 euro mensili, le differenze sono ancora più marcate: le donne sono solo il 2% del totale, pari a una spesa complessiva del 7,6%, contro il 7,6% osservato tra gli uomini, pari al 22,1% di spesa”.

http://www.istat.it/it/files/2012/08/istat_inps_pensioni_analisi_per_genere.pdf?title=Trattamenti+pensionistici+e+beneficiari+-+02%2Fago%2F2012+-+Testo+integrale.pdf

Dai dati INPS risulta che le pensioni sopra gli 8.000 € - le cosiddette pensioni d'oro - sono circa 109.000. Tra queste vi sono anche numerose pensioni che superano di parecchio i 10.000 €, perciò si può ipotizzare una media sui 9.000 €, che fa ascendere la spesa annua per queste pensioni di importo alto a non meno di 12 miliardi e 700 milioni.
http://www.istat.it/it/files/2013/03/Ann_13_20_Stat_prev_e_assist_soc_II_trattamenti_pensionistici_2010.pdf
 
[1] Eguaglianza? Dipende*
Dialogo fra Sergio Cesaratto e Pietro Reichlin
Martedì 14 Maggio 2013
http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2785:scesaratto-preichlin-eguaglianza-dipende&catid=84:politica-economica&Itemid=64

[2] Appunto dopo le lettere della BCE al governo e del governo all’UE 
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2695770.html 

[3] “Abbiamo voluto fare alcuni conti basandoci sulle stime della Ragioneria generale dello Stato. Se soltanto con l’ultima riforma si risparmieranno ogni anno, dal 2020, 22 miliardi di euro, ciò significa che nel periodo 2020-2050 si produrrà una colossale redistribuzione di risorse da Stato sociale a debito di quasi 650 miliardi di euro. Se a questa cifra dovessimo sommare gli interventi fatti dai diversi governi dal 2004 al 2011 sul sistema pensionistico andremmo al raddoppio” (C. Damiano).
http://www.manuelaghizzoni.it/?p=31627 

Pensioni: risparmi vadano a esodati
http://cesaredamiano.wordpress.com/2012/10/21/pensioni-risparmi-vadano-a-esodati/

[4] AQQ/22-Le cifre di ricchezza, imposte, contributi sociali ed evasione fiscale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2013/01/14/analisi_qualiquantitative22_co.html

[5] Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/10/analisi_qualiquantitative_14_i.html

[6] Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
Fonte: JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA - Corriere della Sera
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:43 -
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
prestitoforzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/20225-un-prestito-forzoso-decennale-e-migliore-della-tassa-sui-patrimoni.html
L’ipotesi del prestito forzoso è stata illustrata, da ultimo, alla trasmissione di La7 “Ottoemezzo” del 14 giugno 2012 “Suicidio per debiti” da Oscar Giannino http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270284

[7] AnalisiQQ/19 - Spesa pubblica e revisione della spesa in rapporto alla crescita
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2737476.html

[8] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_lavoro_sporco_del_governo_b.html
 

 
Post, analisi e articoli collegati:

Contributo sulle pensioni, eccellente analisi-proposta de LaVoce.info
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2802017.html
 

La spesa pubblica in Europa
anni 2000-2011
Tavola10 - Spesa primaria per Protezione sociale: incidenza percentuale sul PIL
Paesi 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Belgio 17,0 17,2 17,7 18,0 18,1 18,0 17,8 17,5 18,0 19,8 19,4 19,5
Bulgaria 13,2 13,5 12,8 12,4 12,0 11,0 10,9 10,7 11,2 13,6 13,5 12,9
Repubblica Ceca 13,0 12,9 14,0 13,8 12,5 12,3 12,3 12,5 12,5 13,7 13,6 13,6
Danimarca 22,5 22,9 23,2 24,1 24,0 23,2 22,5 22,0 22,2 25,1 25,3 25,2
Germania 21,0 21,0 21,2 21,7 21,3 21,3 20,5 19,4 19,3 21,2 20,5 19,6
Estonia 10,7 10,2 9,9 9,9 10,2 9,8 9,4 9,3 11,6 15,8 14,6 13,1
Irlanda 8,3 8,8 9,4 9,5 9,9 10,7 10,8 11,7 13,9 16,9 17,3 17,3
Grecia 17,0 16,6 16,9 15,1 14,4 15,3 15,1 16,0 17,0 18,4 18,9 20,4
Spagna 13,1 12,8 13,0 13,0 13,0 12,9 12,9 13,1 14,1 16,3 17,0 16,9
Francia 20,5 20,4 20,8 21,4 21,4 21,5 21,9 21,7 22,1 23,9 23,9 23,9
Italia 17,4 17,2 17,6 17,9 17,9 18,0 18,0 18,1 18,7 20,4 20,4 20,5
Cipro 7,9 7,9 8,7 9,4 10,0 10,6 10,3 9,5 9,8 11,0 11,7 12,0
Lettonia 13,1 11,9 11,5 10,8 10,5 9,9 9,6 8,5 9,6 14,1 13,7 12,1
Lituania 12,5 11,6 10,7 10,3 10,2 9,9 9,8 10,9 12,3 16,8 14,5 12,7
Lussemburgo 15,7 16,5 17,2 17,7 17,7 17,4 16,4 15,3 16,8 19,4 18,5 18,1
Ungheria 14,9 14,6 15,5 16,1 16,1 17,0 17,7 17,6 17,8 18,6 17,7 17,1
Malta 12,2 13,2 13,4 13,5 13,7 13,7 13,7 13,9 13,7 14,6 14,3 14,4
Paesi Bassi 15,6 15,6 15,9 16,2 16,0 15,5 15,2 14,9 15,3 17,1 17,2 17,2
Austria 21,1 20,9 21,2 21,3 20,9 20,6 20,2 19,8 20,0 21,8 21,7 21,0
Polonia 0,0 0,0 18,3 18,8 17,6 17,0 16,9 15,6 15,6 16,4 16,9 15,9
Portogallo 12,0 12,5 13,1 14,2 14,6 15,2 15,4 15,3 15,7 17,9 18,0 18,1
Romania 10,9 11,1 10,1 10,0 11,0 11,1 11,0 11,2 12,4 14,6 14,9 14,1
Slovenia 17,2 17,1 17,0 17,0 16,9 16,9 16,4 15,5 15,9 18,0 18,6 18,9
Slovacchia 14,5 14,6 14,9 12,8 12,1 13,2 12,3 10,6 10,2 12,3 12,2 11,9
Finlandia 20,3 20,1 20,8 21,4 21,3 21,2 20,7 20,0 20,4 24,0 24,0 23,7
Svezia 23,2 22,9 23,0 23,9 23,5 23,0 22,3 21,1 21,1 22,9 21,6 20,8
Regno Unito 14,8 15,2 15,4 15,6 15,7 15,6 15,3 15,3 15,9 17,9 18,0 17,9
Unione Europea (27) 0,0 0,0 18,2 18,5 18,3 18,2 17,9 17,6 18,0 20,0 19,9 19,6
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Servizio-s/Studi-per-1/La-spesa-pubblica-in-Europa/La_spesa_pubblica_in_Europa2000-2011.pdf
 

Maurizio Benetti
Radiografia della spesa pensionistica
28/03/2012   
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1490     
Età di pensione, nell’UE ora non ci batte nessuno
25/02/2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1471
Dalle pensioni 15 miliardi in 3 anni
13/02/2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1466
Spesa per pensioni, così è se vi pare
20/02/2010
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1218
 
Pensioni d’oro, il PD non ha colpe
Carlo Clericetti
07/05/2012
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1516    
 

Aggiornamenti:
 
Pensioni, spesa sotto controllo ma gli assegni futuri saranno più leggeri:
di Davide Colombo 3 giugno 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-03%2Fpensioni-spesa-sotto-controllo-175720.shtml
 
Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario   
Rapporto n. 14, anno 2013    
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivit--d/2013/
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivit--d/2013/Le-tendenze-di-m_l-periodo-del-s_p_e-s_s-Rapporto_n14.pdf 
[i 2 link di RGS sono stati sostituiti da questi altri:
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2013
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2013/Nota_Aggiornamento_Rapporto_n_14.pdf].

Dopo aver bocciato l’analogo intervento di cui all’art. 9, comma 2 del decreto-legge n. 78 del 2010 (sentenza n. 223 del 2012) e la stessa norma oggi impugnata, con la sentenza n. 241 del 2012, la Corte Costituzionale ha decretato anche l’illegittimità costituzionale del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro:

Bocciato il prelievo fiscale sulle pensioni d’oro: irragionevole
Corte costituzionale - Sentenza 5 maggio 2013 n. 116
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/civile/civile/sentenzeDelGiorno/2013/06/bocciato-il-prelievo-fiscale-sulle-pensioni-doro-irragionevole.html

Non per cassa, ma per equità
30.05.13
Tito Boeri e Tommaso Nannicini
Una proposta per realizzare un prelievo sulle pensioni “più generose”, vuoi perché l’assegno è alto, vuoi perché il loro rendimento implicito è molto elevato. Servirebbe a tutelare l’equità attuariale e intergenerazionale. Quanto si potrebbe ricavarne e come andrebbero impiegate queste risorse.
http://t.contactlab.it/c/1000009/3463/43382123/31426

Poco più di 652mila i titolari di assegni al di sopra di 3mila euro
29.08.2013
 
Arriva l’autorevole conferma del Sottosegretario Dell'Aringa sul numero di pensioni d'oro:

MELONI (FLI):«FISSARE UN TETTO»
Pensioni d'oro, una sorpresa da 90mila euro al mese
Sono oltre centomila e costano allo Stato più di 13 miliardi l'anno: primo Sentinelli, ex manager Telecom, inventore della "ricaricabile"
8 agosto 2013
http://www.corriere.it/economia/13_agosto_08/pensioni-oro-90mila-euro-mese-baccaro_ec49b994-ffec-11e2-b484-e2fa3432c794.shtml
 
Vitalizi d'oro alla Regione Lombardia: ecco gli ex consiglieri con il privilegio
31 ottobre 2013
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/31/news/vitalizi_d_oro_alla_regione_lombardia_ecco_gli_ex_consiglieri_con_il_privilegio-69873305/
 
Tagli alle pensioni, o inutili o da esproprio
Ipotesi e conti degli interventi ipotizzati prima sulle “pensioni d’oro”, poi su quasi tutte: a meno di colpi pesantissimi il gettito non sarebbe mai molto alto. E semmai dovrebbe essere usato a vantaggio dei pensionati futuri, per i quali si prospettano assegni assai più miseri di ora
Maurizio Benetti
(03/11/2013)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1675
 
Pensioni, quelle d’oro a volte non luccicano
Il rendimento dei contributi è in molti casi molto più elevato per le pensioni basse che per quelle molto alte: il fattore più rilevante è l’età di pensionamento. Chi parla di tagli spesso fa confusione, pensando che tutti i vitalizi alti contengano un “regalo”. Un ricalcolo (cosa mai fatta in nessun paese) dovrebbe comunque riguardare tutti gli assegni pena l’incostituzionalità
Ruggero Paladini
(25/11/2013)
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1682
  

L’egoismo e l'arroganza dei Tedeschi ed i compiti a casa nostra

 
I tedeschi contro Draghi, vuole usare la Bce per comprare i 70 miliardi di crediti delle imprese verso lo Stato Italiano
Pubblicato: 11/05/2013 16:44 CEST  |  Aggiornato: 11/05/2013 16:46 CEST
Andrea Bassi
http://www.huffingtonpost.it/2013/05/11/i-tedeschi-contro-draghi-vuole-usare-la-bce-per-comprare-i-70-miliardi-di-crediti-delle-imprese-verso-lo-stato-italiano_n_3259182.html?1368283580&utm_hp_ref=italy
 
Qui si sommano tre elementi: 1) congiunturalmente, la vicinanza delle elezioni tedesche; 2) strutturalmente, l'egoismo e l'arroganza dei Tedeschi; e 3) per contro, il completamento da parte dell'Italia dei compiti a casa. Tra questi ultimi - dato ben noto ai Tedeschi e a Der Spiegel, che periodicamente ce lo rammentano [1] - c'è la possibilità di attingere dalla ricchezza degli Italiani, superiore a quella dei Tedeschi. [2]
Le manovre finanziarie della scorsa legislatura ammontano alla cifra stratosferica di 329,5 mld (266,3 mld il governo Berlusconi e 63,2 mld il governo Monti), [3] producendo gli effetti recessivi che vediamo adesso, anzi da un bel po'.
Ora, sarebbe il momento della crescita o almeno dell'uscita dalla recessione, ma servono risorse. Esse possono venire o dall'esterno (UE), ma la Germania non vuole, o dall'interno, chiedendole agli unici che ora le hanno, il 10% delle famiglie più ricche, che possiede il 45% dell'intera ricchezza nazionale, attraverso il varo di un'imposta patrimoniale sulla ricchezza maggiore di 1 mln e/o di un prestito forzoso di almeno 150 mld, [4] ma Berlusconi certamente non lo consentirà. Anzi, anziché preoccuparsi di reperire risorse, sta imponendo demagogicamente l'abolizione e la restituzione integrale e a tutti (anche ai ricchi) dell'IMU sulla prima casa, che è una mini-patrimoniale, rinunciando a 4+4 mld. [5]
 
[1] Il chiagne e fotte dei furbi “bottegai” tedeschi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_chiagne_e_fotte_dei_furbi_b.html
[2] Banca d’Italia, “La ricchezza delle famiglie italiane”, 2012
http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2012/suppl_65_12.pdf
[3] Il lavoro sporco del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2012/07/17/il_lavoro_sporco_del_governo_b.html
[4] Dossier Imposta Patrimoniale
http://vincesko.ilcannocchiale.it/2011/08/10/analisi_qualiquantitative_14_i.html
Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
Fonte: JEAN-PAUL FITOUSSI e GABRIELE GALATERI DI GENOLA - Corriere della Sera
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:43 -
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf
prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni
http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/20225-un-prestito-forzoso-decennale-e-migliore-della-tassa-sui-patrimoni.html
[5] 12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2781756.html
 
 
Articoli collegati:
 
L’Italia dovrebbe promuovere un’alleanza dei paesi “poveri” contro quelli “ricchi”
Pubblicato da keynesblog il 10 maggio 2013
Intervista all’economista Paolo Leon
http://keynesblog.com/2013/05/10/litalia-dovrebbe-promuovere-unalleanza-dei-paesi-poveri-contro-quelli-ricchi/
 
 

Anche un professore può sbagliare i calcoli

 

Il precipizio economico dell’Agenda Monti
di Luciano Gallino 
Posted by keynesblog on 9 gennaio 2013 in Economia, Italia
http://keynesblog.com/2013/01/09/il-precipizio-economico-dellagenda-monti/
  
Eccepisco, limitandomi all'interno: 1) dal punto di vista algebrico, il pareggio di bilancio nel 2013 vuol dire che vi è incluso un avanzo primario pari all'ammontare degli interessi passivi sul debito, per cui in costanza di avanzo primario (invarianza di spese ed entrate) non ci sarebbe nessun aumento del debito; 2) paradossalmente (ed ovviamente), poiché l'obbligo del pareggio di bilancio è al netto delle misure anti-cicliche, l'aumento del debito, coeteris paribus, si avrebbe soltanto se si adottassero misure anti-cicliche; 3) Bersani ha già dichiarato che chiederà, assieme al presidente Hollande, un'attenuazione del fiscal compact; 4) politicamente, finanziariamente e per equità (finora i ben 330 mld di manovre correttive sono stati addossati in gran parte sul ceto medio-basso e persino sui poveri (col taglio della spesa sociale, per cui i soldi ora li hanno solo i ricchi), si dovranno adottare misure fiscali straordinarie di riduzione celere del debito (come proposto anche da liberisti e conservatori), quali un'imposta patrimoniale ordinaria a bassa aliquota, prevedendo una franchigia di almeno 800 mila € (ipotesi CGIL) ed un prestito forzoso di almeno 150 mld su una platea selezionata; 5) infine, va da sé che una parte dei soldi necessari va presa dalla spending revuew (che vuol dire una riduzione/qualificazione della spesa pubblica): solo la voce "beni e servizi" vale quasi 140 mld e presenta - data l'incidenza del menefreghismo e della corruzione della PA - una potenziale, significativa latitudine di risparmio.
 

Le proposte del Partito Democratico/3 - Fisco


LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO/3 

FISCO


 Il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Una sostanziale riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale e` condizione necessaria per realizzare le riforme proposte. Non possiamo avere livelli di imposizione europei e livelli di evasione sudamericani, dato il nostro debito pubblico. L’obiettivo di medio periodo, ossia la durata ordinaria di una legislatura, dovrebbe essere portare l’evasione italiana ai livelli medi dell’area euro. In termini quantitativi vorrebbe dire dimezzarla e arrivare al recupero di 40-50 miliardi di euro l’anno. Per realizzare tale ambizioso, ma non impossibile obiettivo, si dovrebbe procedere lungo due strade:

·        i controlli a posteriori attraverso l’uso efficiente e sinergico delle informazioni gia` a disposizione delle amministrazioni pubbliche;

·        l’innalzamento della fedelta`nel pagamento delle tasse attraverso un’azione preventiva.

Il governo Berlusconi ha prima eliminato i provvedimenti per combattere l’evasione fiscale, poi ha fatto i condoni per i grandi evasori (lo scudo) e infine, costretto dalla realta`, ha reintrodotto qualche pezzo di intervento contenuto nei provvedimenti di contrasto all’evasione che erano stati cancellati. La ricetta del governo ha fallito.

 

Irpef 20 per cento.

Vogliamo tagliare la prima aliquota dal 23 al 20% per fare in modo che vi sia un vantaggio per i giovani e per gli ultra-settantacinquenni

 

Aumento della detrazione e recupero fiscal drag per i dipendenti.

La cancellazione del recupero del fiscal drag da parte del governo di centrodestra ha penalizzato i lavoratori dipendenti. Oltre a prevedere il miglioramento delle detrazioni per i dipendenti, vogliamo reintrodurre il meccanismo che evita un aumento della pressione fiscale dovuto all’inflazione.

 

Bonus Figli

Per il sostegno alla famiglia vogliamo introdurre il “bonus per i figli”, per dipendenti, parasubordinati, indipendenti (autonomi, professionisti, imprenditori).

 

Lavoro femminile.

Per incentivare il lavoro femminile e sostenere la famiglia, vogliamo introdurre una consistente detrazione fiscale ad hoc, per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori.

 

Rendite finanziarie.

La tassazione delle rendite finanziarie va portata al 20 per cento.

 

Lavoro autonomo, professionale ed impresa al 20%.

Vogliamo eliminare gradualmente l’Irap sul costo del lavoro. E premiare chi scommette sulle sue capacita` imprenditoriali e sulla propria azienda: la parte di reddito reinvestita nella propria azienda, nella propria attivita` professionale o nella propria societa` non viene tassata. Il reddito ordinario percepito dal lavoratore autonomo, dall’imprenditore individuale, dalla societa` di persone viene tassato al 20%. Soltanto la parte eccedente va in Irpef. Per le societa` di capitale, la parte di profitti ordinari reinvestiti nell’azienda non viene tassata.
La vigente aliquota Ires viene applicata solo agli extra-profitti.

 

Studi di settore.

Proponiamo una profonda riforma degli Studi di settore per evitare che continuino ad essere una sorta di minimum tax, iniqua nei confronti dei contribuenti di dimensioni minori e, al tempo stesso, inefficace contro l’evasione. La riforma prevede, tra l’altro, la riduzione del numero degli Studi (oggi oltre 200), la revisione delle modalita` di calcolo e un piano straordinario di formazione degli operatori dell’Agenzia delle entrate sul corretto funzionamento degli Studi e la modifica dei criteri di attribuzione della retribuzione di risultato.

 

L’ambiente in primo piano.

Negli ultimi anni, grazie ai governi del centrosinistra, si sono fatti importanti passi avanti in termini di fiscalita`ambientale. Il governo Berlusconi ha bloccato il cammino. Vogliamo riprendere il cammino seguendo il principio della “responsabilita` condivisa” e del “chi inquina paga”. L’obiettivo e` comprendere nel conto il costo di risorse naturali scarse e non rinnovabili e le emissioni di agenti inquinanti, spostare il carico fiscale dal lavoro alle risorse ambientali utilizzate nei processi produttivi e dai consumi nocivi ai consumi sostenibili.

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Fisco 20, 20, 20: la road map per liberare i produttori, la progressività, il federalismo.

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http://beta.partitodemocratico.it/speciale/italiadidomani/home.htm

 

 

1) ISTAT - Dossier
L’economia sommersa: stime nazionali e regionali
Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Enrico Giovannini
presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria
Roma, 22 luglio 2010
L’economiasommersa: stime nazionali e regionali 
 

2) Il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.
Evasione fiscale - Wikipedia 
 

3) Legge“Manette agli evasori”
Il testo del Dlgs n. 74 del 10-03-2000 (che sostituisce la L. 516/82)
Legge “Manette agli evasori” 
Prassi:
Circolare n. 9 del 24-03-2000 Min. Finanze 
Circolare n.114000 del 14-04-2000 Guardia Finanza 
Circolare n.154E del 04-08-2000 Min. Finanze 

La Repubblica
I COMMERCIALISTI CONDANNANO LA LEGGE 'MANETTE AGLI EVASORI'
08 luglio 1989 — pagina 41 sezione: ECONOMIA
di SERGIO LUCIANO
I COMMERCIALISTIbCONDANNANO LA LEGGE 'MANETTE AGLI EVASORI' 

VISCO: FINALMENTE UNA NORMA CON UN VERO POTERE DETERRENTE. MARZANO (FI): MA LETASSE CONTINUANO AD AUMENTARE
Finisce l' era delle manette agli evasori Addio a una legge poco applicata. I processi caleranno dell' 80%: non punibili i piccoli reati
Solo i fenomeni più gravi, come la dichiarazione fraudolenta, avranno ancora rilevanza penale
Gallo Giuliano
(6 gennaio 2000) - Corriere della Sera
Finisce l' era delle manette agli evasori Addio a una legge poco applicata. I processicaleranno dell' 80%: non punibili i piccoli reati 
 

4) DOCUMENTAZIONE DEPOSITATA DAL DOTT. VIERI CERIANI - Gruppo di lavoro sull’erosione fiscale 

5) Aumento della detrazione e recupero fiscal drag per i dipendenti.
(dalla Lettera di PDnetwork  
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2593370.html   

[11] OCSE: Salari in Italia tra i più bassi. Fisco da record al 46,5%
Ma Sacconi non ci sta e bolla i dati come ''tecnicalita' senza riscontro'' -11-05-2010
http://www.asca.it/copertina-OCSE__SALARI_IN_ITALIA_TRA_I_PIU__BASSI__FISCO_DA_RECORD_AL46_5_PERCENTO_-2863.html
Il Rapporto Ocse: Italia maglia nera dei salari -16,5% rispetto alla media
Il nostro Paese è al 23esimo posto sui 30 membri dell'Organizzazione
Il cuneo fiscale è del 46,5%. Peso di tasse e contributi invariato dal 2008
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/retribuzioni/dossier-salari/dossier-salari.html  
OECD: Taxing Wages 2009 http://www.oecd.org/ctp/taxingwages
Salari: IRES CGIL, potere d'acquisto perde 5.500 euro in dieci anni
Presentato V rapporto sui redditi dei lavoratori dipendenti. Epifani, necessario un intervento urgente, che sposti la tassazione dai salari dei lavoratori dipendenti e dalle pensioni alle grandi ricchezze e ai grandi patrimoni »
http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=14627
La crisi dei salari - Crescita, Occupazione e Redditi perduti negli anni Duemila
V RAPPORTO IRES-CGIL 2000-2010 - 27 settembre 2010
Sintesi del rapporto:
http://www.cgil.it/Archivio/Ricerche%20IRES/IRES_Salari%20in%20Italia_sintesi.pdf
Slides:
http://www.cgil.it/Archivio/Ricerche%20IRES/IRES_Salari%20in%20Italia_slides.PPT

Lettera di PDnetwork, nota [12] Restituzione del fiscal drag (drenaggio fiscale).
Fiscal drag: chi l'ha visto? - 13/09/2010
“C'è un grande assente nel dibattito sulle tasse: il drenaggio fiscale. Che dal '90 ha colpito i redditi più bassi: chi guadagna solo 15mila euro oggi paga il 28% in più in termini reali, mentre chi sta sopra 1 milione di euro paga quasi il 10% in meno”.
Fiscal drag: chi l'ha visto? 
 

6) Bonus Figli
Un futuro alle famiglie. Bonus di 3000 euro l'anno per ogni figlio - la campagna 
Bonus figli di 3.000 € 
 

7) Lavoro femminile.
InGenere
Dossier: Il quoziente familiare
Il quoziente familiare 
 

8) AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI PRESSO LA VI COMMISSIONE FINANZE CAMERA DEI DEPUTATI
Elementi per l’audizione sull’A.C. 4566
“Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”

(VI Commissione Finanze Camera dei deputati)
11 ottobre 2011
Elementi per l’audizione sull’A.C. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale” 

IL COMMENTO
“Il paese dei Robin Hood al contrario” di MARCO RUFFOLO 
 

9) L'INTERVISTA - IL DIRETTORE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE E PRESIDENTE DI EQUITALIA
«Basta segreti su conti e patrimoni. Ora possiamo battere i furbi»
Befera: ci sono gli strumenti per farcela. Solo la Grecia peggio di noi
Massimo Mucchetti
11 dicembre 2011

«Basta segreti su conti e patrimoni. Ora possiamo battere i furbi» 
 

10) I 42mila poveri con la super-barca. Tra chi dichiara meno di 20mila euro in 518 hanno anche l'aereo
di Marco Mobili 10 dicembre 2011 

I 42mila poveri con la super-barca. Tra chi dichiara meno di 20mla euro in 518 hanno anche l'aereo
 

11) COMUNICATO STAMPA 8.1.2012.FISCO/CONTRIBUENTI.IT: CRESCE L'EVASIONE DELLE BIG COMPANY + 14,2% NEL 2011. 

12) Il Riciclaggio da evasione fiscale 

13) Cassazione: da sei mesi a due anni a chi omette di versare l’Iva oltre il 27 dicembre dell’anno successivo
È punibile con la reclusione il comportamento del contribuente che non versa l’Iva e che prolunga tale comportamento oltre il 27 dicembre dell’anno successivo a quello a cui ci si riferisce. È questo il principio di diritto che emerge dalla sentenza n. 38619 depositata il 3 novembre scorso. La Corte ha infatti spiegato che “il comportamento del soggetto che non versa l’Iva dichiarata a debito in sede di dichiarazione annuale è equiparato a quello del sostituto che non versa le ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, e sanzionato con la reclusione da sei mesi a due anni. Per la consumazione del reato – ha chiarito la Corte - non è sufficiente un qualsiasi ritardo, ma occorre che l’omissione del versamento dell’imposta dovuta si protragga fino al 27 dicembre dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento”. 
(Data: 21/11/2010 10.00.00 - Autore: Luisa Foti)
Cassazione: da sei mesi a due anni a chi omette di versare l’Iva oltre il 27 dicembre dell’anno successivo 
 

14) Italia nel super patto antievasione, conti all’estero senza segreti
redazioneweb
Anche Francia, Germania, Regno Unito e Spagna faranno parte dell’intesa con gliStati Uniti, in vigore da gennaio 2013. Scarica i punti dell’accordo 
09/02/2012 11:10

Italia nel superpatto antievasione, conti all’estero senza segreti 
 

15) Fisco, populismo e lotta di classe in Italia
di Vladimiro Giacchè
Pubblichiamo un interessante saggio di Vladimiro Giacchè uscito sull'ultimo numero di Democrazia e Diritto sulla questione strategica del rapporto tra il sistema fiscale e il conflitto tra le classi.
 
Fisco, populismo e lotta di classe in Italia 
 

16) ESENZIONE DELLA CHIESA DALL’ICI - Discussione con Piergiorgio Odifreddi  

17) Per farsi dire bravo dall'Europa, il nostro ineffabile ministro incompetente dell'Economia, Giulio Tremonti, progettò ed attuò la manovra correttiva più ferocemente iniqua d'Europa, vera macelleria sociale, che addossa sulle spalle dei ceti medio-bassi l'onere del risanamento, in buona parte reso necessario – non come negli altri Paesi dal salvataggio costosissimo delle banche – ma dalla sua pessima gestione della Cosa pubblica: salvataggio Alitalia (3,1+2 miliardi), abolizione dell'ICI per i più abbienti (2,5 mld), spesa fuori controllo della voce “beni e servizi” delle Amministrazioni pubbliche (tra i 9 e i 12 mld), calo delle entrate tributarie maggiore del calo del PIL (fonte Banca d'Italia: nel 2009, le imposte dirette sono diminuite del 7,1% pari a 17,1 miliardi, quelle indirette del 4,2% pari a 9,1 miliardi di euro, riconducibili al consistente calo dell'Iva e dell'Irap, parzialmente compensato dall'aumento delle entrate in conto capitale, vedasi i circa 5 mld dallo scudo fiscale a prezzi di saldo!), anche per effetto dell'abrogazione di misure adottate dal precedente governo di centrosinistra.

Da un'interpellanza presentata alla Camera dei deputati il 12-5-2009 - Allegato B - Seduta n. 175 del 12/5/2009
ECONOMIA E FINANZE
Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

(…) con la Finanziaria 2007 il Governo Prodi aveva provato a mettere in campo un primo pacchetto di misure per contrastare l'evasione:
riorganizzazione dell'anagrafe tributaria;
«tracciabilità» dei compensi dei professionisti;
obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi;
tenuta dell'elenco clienti-fornitori;
anagrafe dei conti correnti bancari;
lotta alle frodi IVA;
contabilità semplificata e agevolata per 950.000 imprese minori, il cosiddetto «forfettone» per i contribuenti minimi con reddito inferiore a 30 mila euro;
furono così incassati 23 miliardi in più c nel contempo le entrate da ruoli e riscossioni coattive sono cresciute del 20 per cento;
il Governo Berlusconi-Tremonti con la manovra triennale 2009-2011(decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133del 2008) ha
provveduto all'eliminazione dell'elenco clienti-fornitori, della «tracciabilità» dei compensi e dell'anagrafe dei conti correnti bancari. Questi e altri provvedimenti hanno rilanciato l'evasione fiscale in grande stile.Diminuiscono, in particolare, le entrate dell'Iva. Anche per la consapevolezza che l'evasione è un'attività sempre meno rischiosa; si è proceduto a un sistematico smantellamento, presentato come «semplificazione», di un insieme di strumenti, in parte non ancora operativi, introdotti nella legislatura precedente, che potevano permettere all'amministrazione finanziaria di ottenere, per via telematica, informazioni utili ai fini del contrasto all'evasione:
è stato soppresso l'obbligo di allegare alla dichiarazione Iva gli elenchi clienti/fornitori;
sono state abolite le limitazioni nell'uso di contanti e di assegni;
sono state abolite la tracciabilità dei pagamenti e la tenuta da parte deiprofessionisti di conti correnti dedicati;
è stato soppresso l'obbligo di comunicazione preventiva per compensare crediti di imposta superiori ai 10mila euro;
è stata significativamente ridimensionata la solidarietà in materia di versamento di contributi e ritenute tra committente, appaltatore e subappaltatore;
sul fronte degli studi di settore: è stato previsto l'obbligo della loro pubblicazione entro il 30 settembre dell'anno a cui devono applicarsi, invece che entro il 31 marzo dell'anno successivo. In questo modo, il contribuente è sempre in grado di conoscere in corso d'opera quali sono le aspettative del fisco nei suoi confronti e di adeguarvisi;
alle imprese dei distretti industriali viene consentita la possibilità di effettuare un concordato preventivo triennale (cioè di concordare, in anticipo, per tre anni, le imposte dovute) anche per i tributi locali, specificando che «in caso di osservanza del concordato i controlli sono eseguiti unicamente a scopo di monitoraggio»;
sono state dimezzate le sanzioni;
ed i «risultati», come è stato documentato in precedenza, non sono mancati; a questo si aggiungano i danni che derivano dal cosiddetto fiscal drag: infatti, in un'imposta progressiva, come l'Irpef, l'aumento di tassazione indotto dall'inflazione discende da due fattori:
una quota sempre più ampia del reddito è assoggettata ad aliquote (marginali) più elevate;
il valore delle detrazioni e deduzioni di imposta per tipologie di redditi, per carichi familiari, ed altro, non è indicizzato all'aumentare dei prezzi equindi diminuisce, in termini di potere d'acquisto;
da anni, non viene restituito, neanche parzialmente, il drenaggio fiscale, mentre è stato calcolato (dal Prof. Massimo Baldini) che nel 2008, la differenza, tra quanto il contribuente paga e quanto pagherebbe senza l'aumento dell'aliquota media indotto dall'inflazione, è stata pari a 3,7 miliardi di euro;
il mancato recupero del fiscal drag ha pesato, secondo Bankitalia, per 2/3 sulla perdita del potere d'acquisto degli ultimi 5 anni. In altre parole i lavoratori hanno perso 1.182 euro dal 2002 al 2008 (dati IresCgil);
nel frattempo le rendite finanziarie sono tassate con un'imposta sostitutiva dell'Irpef e con un'aliquota pari al 12,5 per cento, mentre l'aliquota Irpef più bassa è pari al 23 per cento, il mondo del lavoro autonomo, a prescindere dal fenomeno dell'evasione, dispone della revisione degli studi di settore e di ampie possibilità di deduzione e detrazione, mentre più del 50 per cento delle imprese denuncia un reddito nullo o negativo, ed è stata abolita l'Ici sulle prime abitazioni di lusso;
non è un caso se il nostro Paese, a causa della politica fiscale e della precarizzazione
crescente delle tipologie contrattuali presenti nel mondo del lavoro, ha un livello di disuguaglianza dei redditi fra i più elevati tra i paesi sviluppati, un livello di povertà ben superiore alla media dei paesi Ocse ed è uno dei Paesi in cui la disuguaglianza è cresciuta maggiormente negli ultimi venti anni;

cifre alla mano, la Banca d'Italia (rappresentata da Andrea Brandolini, dirigente del Servizio studi, in un'audizione alla Commissione Lavoro del Senato il 21 aprile 2009) afferma che oggi operai ed impiegati sono piú poveri: c'è stato un travaso di reddito «orizzontale» fra categorie sociali autonomi e dirigenti hanno visto salire i loro redditi e invece fra operai e impiegati è cresciuto il numero di chi è povero;
tra il 1993 e il 2006 il reddito disponibile equivalente (espresso in termini reali con il deflattore dei consumi delle famiglie) è cresciuto dell'1,2 per cento l'anno, ma per le famiglie degli autonomi la crescita è stata del 2,6 per cento, per i dirigenti (pubblici e privati) dell'1,5 per cento e per i pensionati dell'1,6 per cento. Aumenti molto più contenuti si sono verificati invece per operai (+0,6 per cento) e soprattutto impiegati (+0,3 per cento);
come risultato la percentuale dei poveri (coloro che percepiscono un reddito inferiore al 60 per cento di quello medio) appartenenti a queste due classi sociali è salita dal 27 al 31 per cento fra gli operai e dal 7 all'8 per cento fra gli impiegati mentre è scesa fra gli autonomi;
questa politica fiscale, oltre a produrre un incremento della pressione fiscale ed una generale e continua tensione nella gestione dei conti pubblici, per la quale risulta sempre più inefficace la finanza ad avviso degli interpellanti creativa dell'attuale Ministro dell'economia, produce, dunque, anche una marcata sperequazione sociale.
Interpellanzaurgente (ex articolo 138-bis del regolamento) 
 

18) Gruppo di lavoro 
“Economia non osservata e flussi finanziari” 

RAPPORTO FINALE SULL’ATTIVITÀ
Roma, 14 luglio 2011
“Economia nonosservata e flussi finanziari” 
 

19) Resoconti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria 

20) I ricchi cominciano a pagare anche loro (v. imposta di bollo e sulle transazioni e bollo speciale per le attività finanziarie scudate); era ora, ma deve essere solo l’inizio.

“Le entrate tributarie crescono (+3,8%) nonostante la crisi”  -  5 novembre 2012  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-05/entrate-tributarie-crescono-nonostante-202027.shtml 

21) ADDIZIONALI REGIONALE E COMUNALE

Addizionale Regionale e Comunale Irpef: cosa sono e perché aumentano nel 2012

http://www.tasse-fisco.com/dichiarazione-dei-redditi-730-o-unico/addizionale-regionale-comunale-irpef-aumenti-2012/10098/

Come si calcolano e come si pagano le addizionali regionale e comunale all’Irpef ?

http://www.lineaamica.gov.it/risposte/risposta/1072/Addizionali-regionale-e-comunale-all-Irpef.html

Tavola: Irpef addizionale regionale in vigore per l'anno 2012

http://www.globallaboratory.it/pit/tb_addreg_2012.htm 

Indagine conoscitiva sull’Evasione fiscale
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017bis/001/d000r.htm   


22) FISCALITÀ INTERNAZIONALE

Tassazione dei capitali, accordi con la Svizzera conformi al diritto comunitario

http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_399407.aspx

La Grecia batte l'Italia: lunedì l'accordo con la Svizzera per tassare i capitali
http://24o.it/Hywx4

 

23) IMMOBILI

IMU, ecco come pagarla

http://www.corriere.it/economia/12_maggio_19/imu-scadenze-e-conteggi-ecco-le-regole-per-pagarla-lorenzo-salvia_5816908e-a17a-11e1-8681-fb83092733eb.shtml

 

24) IMPOSIZIONE PATRIMONIALE

Esperienze di altri Paesi
http://www.ssef.it/sites/ssef/files/Documenti/Rivista%20Tributi/Supplemento%201-%20Libro%20Bianco/Imposizione%20patrimoniale_dallera.pdf

Patrimoniale, prestito forzoso e super Imu, tutte le tentazioni per consolidare il debito

http://www.repubblica.it/economia/2012/07/27/news/patrimoniale_prestito_forzoso_e_super_imu_tutte_le_tentazioni_per_consolidare_il_debito-39803059/

Dossier Imposta patrimoniale

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2670796.html

Un prestito forzoso decennale è migliore della tassa sui patrimoni

http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/13Z3/13Z3QG.pdf

Suicidio per debiti  (con Oscar Giannino)

http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50270284

 

25) TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (TTF)

Il Parlamento Europeo ha approvato l’introduzione della TTF!

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2606972

TTF, l'Italia dice sì. La tassa presto istituita in 11 Paesi Ue

http://www.borsaforextradingfinanza.net/article-ttf-l-italia-dice-si-la-tassa-presto-istituita-in-11-paesi-ue-111091640.html

Appunto sulla Tassa sulletransazioni finanziarie  http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758893.html


26) NORME DELLA RISCOSSIONE

Le norme iugulatorie di Equitalia

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2738891.html

 

 

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Le proposte del Partito Democratico/1 - Lavoro

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760256.html

Le proposte del Partito Democratico/2 – Famiglia e Politiche sociali

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2760566.html

  

 

 

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ultimi commenti
4/10/2018 1:30:06 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Draghi ha detto che nel 2045 la spesa pensionistica sara' al 20%/PIL e non al 16%/PIL come previsto ..."
4/10/2018 1:00:55 PM
Gior in Lettera al Prof. Alberto Brambilla su un suo articolo con fake news sulla riforma Fornero
"Cosa ne dici di questo articolo? Fanno il confronto al ribasso sfruttando lo squilibrio ..."
3/27/2018 1:23:13 PM
Gior in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Sei evocato su Iceberg Finanza ..."
3/24/2018 4:20:09 PM
da magnagrecia in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
3/23/2018 10:30:25 PM
Pietro in Dialogo con Paolo Zani di Tuttoprevidenza sulle sue fake news sulle pensioni
"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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