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PD, metamorfosi incipiente di un partito

 
Marco Bracconi
28 OTT 2014
Attenti a Silvio
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2014/10/28/attenti-a-silvio/

 
1. Elezioni primarie del PD del 2013
Le elezioni primarie del PD [1] non sono del tutto probanti, poiché ad un Renzi ormai sulla cresta dell’onda, a cui sono andati tantissimi voti degli ex DS, delusi dai vecchi leader (D’Alema, Bersani), a cui si sono aggiunti i veltroniani e i fassiniani, si sono contrapposti due candidati deboli, senza carisma: il pretesco Cuperlo e l’evanescente Civati.
Tuttavia, i risultati tra gli iscritti sono stati molto equilibrati, poiché, su 296.645 votanti, Renzi ha ottenuto il 45,3% e Cuperlo e Civati rispettivamente il 39,4% e il 9,4% (Pittella, escluso col suo 5,8%, ha deciso di dare indicazione di voto per Renzi).
Oltre a Franceschini, i prodiani sono confluiti in maggioranza sulla candidatura di Renzi, mentre Letta, Epifani e Rosy Bindi, ufficialmente, non si sono schierati.
Le primarie aperte hanno visto la partecipazione di 2.814.881 elettori e la vittoria di Matteo Renzi con il 67,6%, contro il 18,2% di Cuperlo e il 14,2% di Civati.
 
2. Prossime primarie del PD (decisive per la PdC [2])
Esse saranno determinate principalmente da tre fattori:
a) la scelta del competitore di Renzi, che deve essere dotato di appeal, pregressa esperienza di governo, capacità comunicativa e congrua cattiveria (v. la candidatura di Zingaretti, segnalata - nei commenti all'articolo di Bracconi - da icsconzero), sperando che sia unica e non multipla;
b) l’evoluzione della crisi economica; trasformatasi ormai in depressione economica, di cui dopo 6 anni non si vede ancora l’uscita (e la Legge di stabilità 2015 la perpetuerà poiché, anche se viene contrabbandata per anti-recessiva, prevede l’aumento dell’avanzo primario e la diminuzione del deficit); e
c) le scelte di Renzi, sia in politica economica, ma, appunto, sembra aver rinunciato ai suoi propositi di sottrarsi alla nefasta ed ossimorica “austerità espansiva” imposta dalla Germania, mentre non potrà contare molto sull’aiuto di Draghi, che per ubbidire alla Germania sta disattendendo da tempo entrambi i suoi obiettivi statutari; sia nella sua comunicazione, ispirata finora, da premier, alla tecnica di vendita diretta manipolatoria [3] (che contempla in maniera consustanziale la bugia), molto adatta ad un elettorato di destra e molto poco ad uno di sinistra; sia nel rapporto con la Commissione europea, controllata per i prossimi 5 anni, per le politiche economiche, dalla Germania e quindi in prevalenza dalla destra tedesca, votata all’austerity.
 
3. Silvio Berlusconi
Il rapporto di Berlusconi con l’elettorato aveva a che fare prevalentemente con l’innamoramento.[4]  Ormai l’incantesimo è in gran parte scemato e l’elettorato (dimezzatosi tra le elezioni politiche 2008 e quelle 2013 [5]) lo ha in gran parte, definitivamente, abbandonato. Io non vedo come possa recuperarlo.
 
4. La tecnica comunicativa di Renzi è di destra
Vorrei porre di nuovo l’accento sulla tecnica comunicativa di Renzi. Io non ho ascoltato il suo discorso alla Leopolda, poiché non riesco più a sopportare le sue troppe bugie. Una delle quali, ascoltata al GR3, riguarda proprio uno degli aspetti fondamentali dell’eliminazione dell’art. 18 e punto debolissimo della riforma – gli ammortizzatori sociali, oltre ai servizi per il reimpiego -, quando ha parlato dello Stato che, come un buon padre di famiglia, si prende cura del lavoratore dipendente licenziato. Evidente bugia (o mezza verità, che equivale sempre a una bugia intera, bugia già anticipata da Filippo Taddei quando lesse il documento sul lavoro poi approvato alla Direzione del PD), poiché la legge di stabilità 2015, [6] all'art. 11, prevede soltanto 1,6 mld, cifra fortemente inadeguata o, come accusa Cesare Damiano, riciclaggio di fondi preesistenti sotto alto nome.
 
5. Metamorfosi del PD
Ma il dato sempre più evidente è che la comunicazione di Renzi, spostatasi nettamente verso la tecnica di vendita diretta manipolatoria[3] è funzionale ad uno snaturamento del PD, come partito di centrosinistra (1/3 di centro e 2/3 di sinistra), solo parzialmente contraddetta dalla scelta iniziale di Renzi dell’iscrizione del PD al PSE, dopo anni che se ne parlava senza mai realizzarla, e da alcune misure del governo (al di là della loro strumentalità elettorale e dei difetti, gli 80€/mese a 11 mln di percettori di redditi relativamente bassi, prendendo i soldi ai ricchi e ai benestanti, sono una misura redistributiva di sinistra). E’ indubbio che la strategia di Renzi sembra cambiata velocemente, sia all’interno, in termini di alleanze (privilegiando in maniera ostentata Marchionne e Confindustria e, per contro, emarginando i Sindacati dei lavoratori), e per il linguaggio di rottura e menzognero non solo della estremista Picierno, ma anche di moderati come Serracchiani, Taddei e Gozi (v. l’ultimo “Ballarò”) [7] o l’opportunista Fioroni; sia all’estero, in cui obtorto collo Renzi si è dovuto piegare ai veti della Merkel ed acconciarsi ad alleanze variabili a seconda della materia (il mediocre Hollande, contro l’austerità, o il filoatlantico Cameron, contro la burocrazia UE). E perciò, assieme al ministro Padoan, è stato costretto a contrabbandare la legge di Stabilità 2015 per espansiva, ma in effetti recessiva (il deficit diminuirà) e perciò del tutto inefficace a portarci fuori dalla depressione economica. E il destino politico di Renzi, sia per i poteri forti che per aliquote prevalenti di elettori di sinistra, refrattari alle balle, si giocherà soprattutto sul versante economico.
 
[1] Elezioni primarie del Partito Democratico del 2013
http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_primarie_del_Partito_Democratico_del_2013
[2] Statuto del Partito Democratico
http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/lo-statuto-del-partito-democratico.htm
[3] La comunicazione di Matteo Renzi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2819792.html
[4] Il Sig. Silvio B. il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/9/Innamoramento
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2592704.html
[5] Il PDL è sceso da 13.629.464 voti nel 2008 a 7.332.972 nel 2013 (-46,2%).
[6] DdL Legge di Stabilità 2015
http://download.repubblica.it/pdf/2014/politica/def2014.pdf
[7] Lettera a Sandro Gozi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821489.html
 
 
Post e articolo collegati:
 
Se il PD non avesse avuto forza attrattiva invincibile
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2752582.html

Renzi, il “complotto” del lavoro e lo snaturamento del PD
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2821878.html  

Debora Serracchiani e la sua metamorfosi: da agitprop a fedelissima
Luisella Costamagna
26 febbraio 2015
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/26/debora-serracchiani-sua-metamorfosi-agitprop-fedelissima/1458153/ 
 

Il pendolo del potere, tra primarie, partitocrazia e domanda di rinnovamento

Riporto tre miei commenti a tre articoli complementari: 

Primo commento

Di nuovo bravo!, ma stavolta 2 volte bravo! La prima, perché – ri-ripeto - è quello che scrivo da 2 mesi (bastava fare 2+2) ed è la scelta più efficace, poiché la “commistione” Bersani-Renzi allarga lo spettro dell’offerta politica e copre, se non tutti i fronti dello spettro politico-elettorale, almeno quelli più delicati, direi nevralgici, ed innovativi, oggi (considerando la rotta della destra - PDL e Lega Nord – ed invece l’offensiva di M5S e l’astensione):
da magnagrecia inviato il 31/8/2012 alle 20:41 
Io sono per il rispetto dello statuto, sia per il segretario=unico candidato a premier (peraltro, la pluralità di candidati del PD favorisce i candidati non-PD), sia per il limite dei mandati parlamentari, poiché occorre, anzi è indispensabile, svecchiare la classe dirigente del PD e dell'Italia.
Franco Monaco è persona intelligente: c'è ancora un abisso tra il competente ed onesto Bersani e il coraggioso e tosto Renzi, al quale il segretario gentiluomo Bersani offre ora una "chance" formidabile. Che bello sarebbe se dalla tenzone scaturisse una fortunata commistione di obiettivi, tematiche,programmi, spirito giusto. 
Il PD è più forte sia del peccato d'origine (unire un po' il diavolo e l'acquasanta), sia dei conservatorismi strumentali dei vari capi e capetti, sia delle beghe interne frutto di personalismi, sia delle promesse non mantenute, sia delle carenze organizzative (v. in particolare circoli territoriali e on-line),sia dello scetticismo più o meno latente e giustificato dei sostenitori. 
Se si riuscisse a mettere insieme - diciamo così, quantificando a spanne - 2/3 di Bersani e 1/3 di Renzi, il PD forse avrebbe davvero le carte per diventare un solido partito a vocazione maggioritaria. 
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136851/arturo_non_voterai_renzi

La seconda, perché le elezioni primarie hanno lo scopo di designare il candidato premier, e non si può scherzare, vista la situazione da affrontare in Italia e in Europa: come scrivo sopra, ma credo oggettivamente, “c'è ancora un abisso tra il competente ed onesto Bersani e il coraggioso e tosto Renzi”.

Ps: Siccome nel marketing la presentazione del prodotto/servizio (che include la cosiddetta “qualità apparente”) è una fase fondamentale, che può pregiudicare tutto, anche se il prodotto è buono, mi permetto di risollecitare un intervento di “Europa” sul problema della capacità comunicativa di Bersani, il quale purtroppo sconta, non nelle manifestazioni pubbliche di partito ma in tv, ancora un deficit specifico da colmare (v. "Carteggio tra il Prof. Massimo Arcangeli e me sulla capacità comunicativa di Pierluigi Bersani" http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2759360.html ).
 

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138130/che_cose_e_chi_e_lanti_grillo

  

Secondo commento

Dopo aver letto la prima parte, m'ero predisposto a dare una valutazione positiva di questo commento del bravo eurodeputato Gianni Pittella. Poi, continuandone la lettura, ho cambiato nettamente giudizio, per i seguenti tre motivi, che a me sembrano dirimenti:
1) il problema della "rottamazione" è grandemente e impropriamente ridimensionato a un fatto di eliminazione e sostituzione, ““mandando a casa” e demonizzando qualche decina di uomini politici di esperienza", ragionamento giusto di per sé, ma più adatto ad un Paese normale e non ad un Paese come il nostro, bloccato in tutti i settori (non soltanto in politica) e a tutti i livelli da un tappo gerontocratico da decenni (si badi che anche io anagraficamente sarei un "rottamando");
2) il predetto tappo gerontocratico, in aderenza al detto che "il pesce puzza dalla testa", va tolto prioritariamente dall'ambito politico, il che - contrariamente a ciò che viene scritto in questo giornale, ad esempio da Federico Orlando, ed altrove - presumibilmente, anzi oserei dire ineluttabilmente, non sarà circoscritto al PD, ma si estenderà, come già si vede, a tutti gli altri partiti e poi agli altri ambiti; [1]
3) tra le proposte, buone e condivisibili, tranne la n. 10, poiché il luogo deputato all’educazione civica primaria e non solo – ed è un errore grave d’impostazione che commettono praticamente tutti e non soltanto l’on. Pittella – deve essere la famiglia, [2] non viene neppure menzionata la più importante, che deve fare da premessa alle altre, cioè la piena attuazione dell'art. 49 riguardante la regolamentazione per legge dei partiti, che devono funzionare "con metodo democratico", [3] cosa che francamente non è, probabilmente non è mai stata, né oserei dire, paradossalmente, forse – almeno allo stato attuale delle cose prevedibili - può essere (si veda anche il M5S, che della democraticità fa la sua bandiera).

[1] Il probabile effetto-valanga della ‘rottamazione’ renziana
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2758409.html
[2] Educazione dei figli, in famiglia, dalla gravidanza a tre anni
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2753847.html
[3] Art. 49 Cost.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

http://www.governo.it/governo/costituzione/1_titolo4.html
 

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138148/rimedi_allantipolitica

 

Terzo commento

Che vuol dire "anti-politica dei partiti"? E' un eufemistico modo di nobilitarla. Io userei soltanto i termini furto, malversazione, scialo, privilegi abnormi, inefficienza, corruzione, sordità corporativa, che la terribile crisi economica (che sarà lunga) ha reso letteralmente insopportabili e inalimentabili finanziariamente, rispedendo indietro - come successe per un decennio dopo Tangentopoli - il pendolo del potere dai partiti e dai politici alla società dei cittadini.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138147/cosa_dice_la_sicilia

 

 

 

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