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Fedele e Silvio, lo Squalo e il Caimano

 
Fedele Confalonieri, la stoccata al Cav: "Doveva essere più cattivo, non ha fatto la rivoluzione liberale"
L'Huffingtonpost  |  Pubblicato: 19/10/2013 13:23 CEST  |  Aggiornato: 19/10/2013 13:25 CEST
http://www.huffingtonpost.it/2013/10/19/fedele-confalonieri-mediaset-marina-politica-no-calvario-come-padre_n_4127413.html
 

Fedele e Silvio, il campo nobile della politica e quello inquietante della patologia mentale 

Anche a voler prescindere da qualunque considerazione circa la salute mentale di SB, esplicitate anche dalla sua ex moglie Veronica (ma che io avevo "diagnosticato" e anticipato da molto prima), mi permetto di ribadire che, sulla base dei dati ufficiali, [1] Silvio Berlusconi come politico è un'autentica schiappa.
Il che, detto incidentalmente a beneficio del suo amico e sodale Confalonieri, che so che si diletta ad esercitarsi in inglese ascoltando le opere di Shakespeare in lingua originale, conferma peraltro il giudizio del padre del liberismo, Adam Smith, il quale riteneva che gli imprenditori, per le loro caratteristiche, fossero inadatti alla politica. Purtroppo, non solo per i suoi milioni di "alloccus" superstiti, ma per tutti gli Italiani, SB non è stato un'eccezione a questa "regola".
 
Il mammone Silvio Berlusconi, promosso al ruolo di PdC, ha raggiunto palesemente il suo livello di incompetenza [2] ed ha fatto quello che fanno tutti gli incompetenti: a) per paura di sbagliare, intervallato da tentativi di decisionismo manageriale senza però una visione, un disegno strategico coerente ed una continuità operativa, restare immobile o andare al traino, anziché di persone competenti (basti ricordare gli attriti col ministro degli Esteri Renato Ruggiero [3] o l'emarginazione del gruppo dei professori) di qualche 'consigliere' "matto" (Tremonti per la gestione dell'Economia; Bondi per quella della Cultura; Bossi per le riforme istituzionali ed il federalismo; Calderoli per la semplificazione e la legge elettorale; ecc.); e b) contornarsi di yes-men e mediocri che non gli facessero troppo ombra.
 
Ostinarsi a pensarla diversamente, come fanno ancora milioni di "alloccus berlusconianensis" (e non fa invece Fedele Confalonieri, che comunque si sorprende o fa finta di sorprendersi dell'esito) non può che costituire un indizio di qualche problema serio col principio di realtà, ma qui evidentemente esuliamo dal campo nobile della politica per inoltrarci in quello inquietante della patologia mentale.
 
[1] Dati macroeconomici italiani
http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_italiani
[2] Il principio di Peter
http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter
[3]http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Ruggiero
 
PS: Comunque, per me Fedele Confalonieri, dietro i modi gentili e l’aria sorniona, [*] è uno squalo; ed SB non è né liberale, né liberista, né moderato, ma un mammone narcisista, bulimico e schizoide incline all'assolutismo (ad imitazione della madre autoritaria, la mitica mamma Rosa, la vera responsabile della cattiva educazione del figlio ed il suo potente propellente nella vita).
[*] http://www.treccani.it/vocabolario/sornione/
 
 
Post collegati:
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
Il dilemma del prigioniero Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2793826.html 
 

Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/10/Lettera

 
Poiché PDnetwork non è più attivo, la ripubblico nel mio blog.
(http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2607838)
 
   Pubblico la lettera che ho inviato il giorno 5 marzo scorso [2011] al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Avevo già in programma di pubblicarla oggi ed è solo una fortuita coincidenza che segua all’apparizione del ministro Tremonti ad Annozero. Non ho ricevuto finora risposta, né so nemmeno se egli l’abbia letta. Un solo indizio – un lapsus linguae - però me lo lascia pensare: quando egli ha affermato: “Non mi riconosco nella serie storica prospettata da Scalfari”. Ma Scalfari non aveva prospettato nessuna serie storica, aveva soltanto fatto, come premessa, un excursus storico-economico.
   Infine, sottolineo molto volentieri l’intervento del giovane che, al termine della trasmissione, rivolto al ministro, ha detto: “Insomma stasera abbiamo capito che lei non capisce niente di economia”. Io lo affermo da una decina d’anni e ne scrivo da tre (da quando frequento il web); e mi sono sempre augurato che questo divenisse senso comune.
 
   Egr. Sig. Ministro Tremonti,
   Ci deve essere un motivo se una persona sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di destra, e questo motivo deve avere a che fare per forza con il suo retroterra educativo.
   Ascoltando la Sua intervista al "GR3" di stamane (ma lo stesso discorso vale per tutte le più o meno recenti Sue dichiarazioni), sembra di essere davanti alla solita "diagnosi": non tanto – come scrisse tempo fa Massimo Giannini – di sdoppiamento della personalità alla Dottor Jekill e Mister Hyde, ma di un Suo irresistibile, quasi compulsivo, invero un po‘ schizoide bisogno di scaricarsi la coscienza delle conseguenze negative causate dalle Sue scelte – passate, presenti e future - di governo, riferendole ad altri, situandole in un tempo (ecco allora le Sue onnipresenti divagazioni storico-filosofiche) o in una realtà (ecco allora l’allusione ai Paesi arabi) lontani da quelli sotto il Suo controllo e la Sua responsabilità.
   Lei ha affermato al “GR3” che le rivolte dei popoli arabi sono dovute alle disuguaglianze sociali. Ma dovrebbe sapere – anzi, Lei certamente saprà - che “Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.
http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/
http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf  
   Allora, che cosa teme, Sig. Ministro; quale rischio vuole esorcizzare; quale colpa vuole allontanare da sé, dalle Sue spalle e dalla Sua coscienza? Che il popolo italiano, la parte meno ricca e più  “disuguale” di esso, Le presenti il conto della sottrazione al Sud dei fondi FAS o del mancato appoggio al G20 – contraddicendo se stesso - all’introduzione della TTF o del varo della manovra correttiva 2010?
   Una manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana e che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anti-crisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti! – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri,  matti, ex drogati, LSU, ecc.).
E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti, in quanto fornitori del SSN) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi: i primi tre italiani nella classifica “Forbes“ 2010), o milionari (come Lei, Passera, Profumo, Montezemolo), o  abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti), o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici (come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari - Lei lo sa - ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
   Lei ha un alto concetto di sé (apparentemente, perché è smentito nei fatti dalla Sua permalosità e vulnerabilità alle critiche ed ai giudizi negativi e dal Suo incomprimibile bisogno di vendicarsi con chi Glieli rivolge). Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti, cioè Lei:
   1) PIL. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi e Lei o siete due incompetenti o portate iella o entrambe le cose.
   2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi Berlusconi-Tremonti. E’ di pochi giorni fa la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
   Il debito pubblico è cresciuto durante i Vostri governi di centrodestra non per gli investimenti, ma come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate correnti e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai Suoi proclami,ai Suoi tagli ed ai Suoi patti di stabilità, è cresciuta in media di oltre il 4,6 %.
   In conclusione, Sig. Ministro, il Segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo il varo della manovra correttiva 2010, affermò a  “l’Unità“: «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?». Egli si riferiva evidentemente a Berlusconi, facendo finta di non sapere che il vero autore della manovra correttiva è Lei (con l’aiuto di Sacconi, Bonanni, Angeletti e Marcegaglia). Rammenta? Lei, dopo, ebbe anche l’impudenza di affermare: “Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale" (cfr.   http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276  ).
   Io non credo – essendo agnostico – nella punizione divina, né – essendo razionale - in quella che Freud chiama “l’onnipotenza del pensiero“, riferendosi al potere iettatorio, ma è indubbio che sia io (che ho dovuto chiudere, due anni fa, a causa della terribile crisi economica e di altro problema di forza maggiore, il mio studio di consulenza alle imprese e perderò 20 mila € in un solo anno di mancato introito pensionistico), sia le centinaia di migliaia, forse milioni, di altre analoghe vittime delle Sue crudeli e molto inique decisioni, quasi sicuramente non possiamo far sentire la nostra voce di protesta, ma un “pensierino“, stia sicuro, Glielo rivolgiamo.
Distinti saluti
 
 
Post, Articoli e Scritti collegati:

Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter/9
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623162.html
AQQ21-Piccolo Dossier Debito pubblico
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2765477.html  

Dati macroeconomici italiani
http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_italiani
 
Riuscirà il camaleontico ministro e fantasioso prestigiatore dalla lingua biforcuta Giulio Tremonti ad imbrogliare, dopo la maggioranza degli Italiani, le Autorità UE?
 
CRISI
Il "sollecito" Ue: "Tremonti chiarisca su passi concreti e tempi delle riforme"
Il caso-Italia sarà il tema principale della riunione odierna dell'Eurogruppo. In settimana la prima missione di monitoraggio dell'Unione a Roma: "Si farà anche in caso di dimissioni del governo"
07 novembre 2011
http://www.repubblica.it/economia/2011/11/07/news/ue_all_italia_chiarimenti_su_riforme-24581684/

Sulla pazzia di Tremonti (cfr. post/1): dopo Crosetto, Casini. Dopo Casini, Vendola:
 
Crosetto (Pdl): “La manovra di Tremonti è da psichiatra”
26 giugno 2011
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/crosetto-tremonti-psichiatra-manovra-governo-900511/
 
Guido Crosetto: "Tremonti? Un orologio rotto"
20 ottobre 2011
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/guido-crosetto-tremonti-un-orologio-rotto-991035/
 
Parole di... conferma dell'on. Pierferdinando Casini:

Insulti con Casini. Particolarmente duro poi lo scontro con Casini. Il leader dell'Udc durante il suo intervento alla Camera si è lamentato della vaghezza di Tremonti, spiegando che il contenuto della manovra è stato spiegato meglio dai giornali. Una frecciata alla quale durante la replica il ministro ha risposto in maniera acida, mandando su tutte le furie Casini. "Questo è scemo, da ricoverare", è sbottato il leader dell'Udc rivolgendosi a un collega mentre lasciava la Sala Mappamondo. 
http://www.repubblica.it/economia/2011/08/11/news/tremonti_camera-20304673/
 
Vendola: «Dobbiamo ribellarci per difendere gli italiani»
di Andrea Carugati
14 agosto 2011
Crede che Tremonti resterà ministro? 
«Ormai è un personaggio da letteratura, o da psicanalisi. Un ministro che si comporta come un intellettuale No Global, con giudizi sprezzanti sulla finanziarizzazione dell’economia globale. Dimenticando che lui è da 10 anni il padrone dell’economia italiana, e non può fare l’analista distaccato del fallimento di un ciclo economico. Lui è il fallimento dell’Italia, è la malattia, non la medicina».
http://www.unita.it/italia/vendola-dobbiamo-ribellarci-br-per-salvare-l-italia-1.323037
 
L’acme, però, la si raggiunge nello scambio di “complimenti” tra i due matti [*]:
 
Berlusconi-Tremonti, ormai è rottura. “Sei pazzo”. “Il problema sei tu”
06/10/2011
http://www.siwikinews.it/index.php?title=Berlusconi-Tremonti,_ormai_%C3%A8_rottura._%E2%80%9CSei_pazzo%E2%80%9D._%E2%80%9CIl_problema_sei_tu%E2%80%9D 

 
Geronzi: "Tremonti dietro la congiura per cacciarmi dalle Generali"
L'ex banchiere racconta le sue verità e attacca tutti, tranne D'Alema, Berlusconi e Scaroni."Ma al Cavaliere dissi no su Ermolli presidente di Mediobanca". E dice: "Monti non tocca i veri poteri, è Draghi il salvatore"
di ALBERTO STATERA
27 novembre 2012
http://www.repubblica.it/economia/2012/11/27/news/geronzi_tremonti_dietro_la_congiura_per_cacciarmi_dalle_generali-47519044/ 

18 gennaio 2013  Lo smemorato di Sondrio
Colpo di spugna di Tremonti sull’estate dello spread. Bce: niente sconti
Raffaella Cascioli
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139579/colpo_di_spugna_di_tremonti_sullestate_dello_spread_bce_niente_sconti
 
Fassina incalza Tremonti «Faccia tosta e vigliacco»
23 gennaio 2013
http://www.unita.it/italia/fassina-incalza-tremonti-br-faccia-tosta-e-vigliacco-1.480118
 
Chi toglie soldi al sud
di Gianni Pittella e Stefano Fassina
10 luglio 2010
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/119766/chi_toglie_soldi_al_sud
 
Parola di ex magistrato.
 
Le omissioni di Tremonti
di Luigi De Magistris
04 luglio 2010
Il ministro dell’Economia Tremonti ha elaborato una manovra economica di classe che colpisce dipendenti pubblici, pensionati, precari, enti locali, cultura, preservando le rendite finanziarie, tutelando i ceti dominanti e gli “incriccati”. Ora rilancia l’avversione verso il Sud con un’operazione subdola e maliziosa. Afferma circostanze vere, omettendo fatti decisivi per una ricostruzione analitica. Sostiene che il Mezzogiorno è in deficit di sviluppo economico per incapacità dei politici meridionali di utilizzare i fondi europei. Qui termina la sua analisi. E’ vero che la classe dirigente del Sud -salvo eccezioni - non è stata in grado di utilizzare in modo efficace immani risorse pubbliche che avrebbero realizzato sviluppo e riduzione della disoccupazione. Vi sono responsabilità trasversali, del centro-destra e del centro-sinistra. Il ministro sa però che la responsabilità dell’utilizzo dei fondi europei - anche se erogati dalle Regioni - è del Governo nei confronti della Commissione europea. Il ministro dovrebbe sapere che al Sud la questione morale è divenuta questione criminale. Dovrebbe sapere - visto che appartiene ad un esecutivo che millanta il contrasto al crimine mentre, in realtà, lo favorisce - che al Sud si è creato un legame tra spesa pubblica e criminalità organizzata e che questo intreccio si consuma anche nella gestione di fondi di responsabilità diretta del Governo, come l’emergenza ambientale e grandi opere pubbliche. In questo ambito si consolidano forme di commistione tra controllori e controllati e si realizzano conflitti di interesse. La corruzione politico-imprenditoriale e forme di finanziamento illecito alla politica si consolidano proprio nella gestione illegale del denaro pubblico. Il laboratorio criminale creato da politici, prenditori di soldi pubblici e criminalità organizzata dei colletti bianchi è servente ai referenti politici nazionali. Dovrebbe conoscere - in quanto fondatore degli “scudati” - quali sono i canali di riciclaggio del denaro sporco che proviene dalla gestione illegale dei fondi pubblici. Si analizzi il ruolo che, in questo sistema criminale, hanno ricoperto sottosegretari alle Attività produttive (oggi Sviluppo economico) con delega al CIPE: da Galati a Cosentino passando per Miccichè (Calabria, Campania e Sicilia). Tanti prenditori di soldi pubblici che operano al Sud sono “padani” ed alcuni di loro hanno anche contribuito al massacro del territorio con il traffico dei rifiuti tossico-nocivi. Il blocco economico e sociale che una certa politica - intrisa di mafiosità - ha realizzato con l’utilizzo dei fondi pubblici è servente ad interessi corruttivi e mafiosi nazionali, per controllare la complessiva catena dei finanziamenti pubblici, i progetti, le opere, le consulenze; per decidere chi lavora creandosi vincoli di appartenenza prodromici anche al controllo del voto. Tremonti è solo un giocatore delle tre carte funzionale a spostare l’azione di un Governo “Lega-dipendente” verso il Nord.
http://www.unita.it/news/100781/le_omissioni_di_tremonti
 
[*] L’uomo che ha fregato un intero Paese
Lo ripropongo  (v. http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2646634) “Governeremo per tutti, al servizio del Paese e dei cittadini) e lo integro.
(http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2659188).

Pericolosità ed urgenza
Bisogna però sbrigarsi, perché il nostro Paese è, letteralmente, nelle mani di due persone fuori di testa: Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il primo dei due è molto più grave.
A mezza strada tra i due, naturalmente, si colloca GiulioTremonti, il ministro incompetente dell'Economia: il più dannoso.
Il quarto fuori di testa, infine, quello più subdolo, è il filo-confindustriale e nemico dei lavoratori precari ministro del Lavoro, sedicente socialista

Maurizio Sacconi.
Se c’è un elemento che più di tutti accomuna il trio Berlusconi-Tremonti-Sacconi e li distingue dal quarto, Bossi, è il rifiuto infantile del principio di realtà: “Il principio di realtà, in psicoanalisi, è il principio dominante nella vita psichica dell'adulto, successivo e sostitutivo, nello sviluppo psichico dell'individuo, del ridotto principio di piacere, che domina invece la vita psichica del lattante.
Nell'ultimo Freud (successivamente alla pubblicazione di “Al di là del principio di piacere”, 1920) il principio di realtà è attribuito all'Io e scaturisce dalla contrapposizione tra l'Es e la realtà esterna”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_realt%C3%A0
Berlusconi e le frasi a Obama su giustizia
"In Italia dittatura dei giudici. Mio dovere spiegare la situazione a tutti"
http://www.repubblica.it/politica/2011/05/27/news/frattini_su_frasi_di_berlusconi_a_obama-16829764
Confindustria, fine di un equivoco
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/126928/confindustria_fine_di_un_equivoco
Nessuna critica di Confindustria al Governo
(ASCA) - Treviso, 27mag - Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non e' arrivata nessuna critica al Governo dall'Assemblea Confindustria di ieri.
http://www.asca.it/news-GOVERNO__SACCONI__CONFINDUSTRIA_HA_DETTO_CHE_OPPOSIZIONE_E__INADEGUATA-1021277-ORA-.html 

Scontro Berlusconi-Tremonti.
Lo scontro in corso Berlusconi-Tremonti è tra due uomini apparentemente diversi, ma invece molto simili.
Silvio Berlusconi (suo profilo in post/1, in calce a questo Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2629072.html) e Giulio Tremonti (suo profilo in post/1 in calce a questo Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2623162.html), hanno molte caratteristiche in comune.
- Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza, ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese.
- Entrambi sono profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi e possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge.
- Entrambi sono “bambini” bisognosi di protezione: Berlusconi, avendo molti mezzi, si è contornato di molte mamme vicarie (Letta, Bondi, Alfano, Cicchitto, Frattini, Capezzone, ecc.); Tremonti, che è sleale, di Bossi (basta e avanza, come si vede).
- Entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune "oniriche", altre reali. 
- Entrambi sono contrassegnati dal rifiuto infantile del principio di realtà, principio dominante nella vita psichica dell'adulto, successivo e sostitutivo, nello sviluppo psichico dell'individuo, del ridotto principio di piacere, che domina invece la vita psichica del lattante.
- Infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. 
Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati" (cfr anche il mio commento qui http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/02/15/pil-il-problema-non-e-la-crisi/.

Menefreghismo o incompetenza?
“La verità è una sola, ben evidenziata dal giornalista: “quello che di peggiore Berlusconi si lascerà dietro, non è né il processo per prostituzione minorile né quelli per corruzione. Peggio di tutte queste cose, c’è un terzo fallimento: il suo completo menefreghismo per le condizioni economiche del suo paese”.  

Non è menefreghismo, ma incompetenza. Come ho più volte scritto (anche a Silvio B., nella lettera dell'aprile 2008, dopo la sua vittoria elettorale, v. post/4), Adam Smith, il padre del liberismo , non Karl Marx, scriveva ne “La ricchezza delle Nazioni” che gli imprenditori, per le loro caratteristiche, sono inadatti alla politica. Berlusconi non è un’eccezione. Lo si vede anche – e forse soprattutto – dal livello dei collaboratori politici che si sceglie (si veda l’incompetente superministro dell’Economia Giulio Tremonti), che non equivale affatto a quello dei suoi collaboratori in campo aziendale.
Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per 8 anni; e per 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti […].
Il ministro Tremonti, similmente ad un orologio rotto che - fermo – segna l’ora esatta due volte al giorno, finora se l’è cavata stando immobile - comportamento tipico degli incompetenti - e pretende anche gli elogi (e parecchi, anche di centrosinistra,  glieli fanno pure, visto che ora è primo per gradimento col 60%!).
Ora, oltre ai disoccupati, agli inattivi, alle aziende in crisi, ai precari, ai poveri, anche i mercati (v. S&P’s) e ora l’Economist chiedono che finalmente egli (con Berlusconi) si dia una mossa. Sarà durissima, perché sono due incompetenti (fuori di testa).
 
IL NUOVO RAPPORTO SULL'ITALIA
L' Economist: «Berlusconi, l'uomo che ha fregato un intero Paese»
Per il settimanale britannico «serve un cambio di governo per la crescita». Otto anni fa «l'inadatto a governare»
http://www.corriere.it/economia/11_giugno_09/economist-rapporto-berlusconi_efdd0980-928e-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml
 
Da "Il Corriere della Sera" di venerdì 10 giugno 2011, un’intervista (delirante) a Maurizio Sacconi:
Intervista a Maurizio Sacconi
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=62247431

Lo scontro Berlusconi-Tremonti continua.
Lo sleale ed incompetente ministro dell’Economia si esibisce in uno dei suoi innumerevoli travestimenti schizoidi e si schiera con i lavoratori precari. Non gli credete, finché il suo collega filo-confindustriale non smetterà di prendere ordini da Marcegaglia ed accetterà di esaminare ed approvare uno dei DdL sul lavoro già presentati dal PD. Intanto, per far capire da che parte sta, questi, da bravo utile idiota, ha dichiarato che intende riformare la disciplina dei contratti, come auspicata dai padroni.
Maroni invita Tremonti ad avere coraggio: è più facile che il famoso cammello passi per la cruna di un ago che un incompetente...
 
CRISI
Da Tremonti stop a Berlusconi "Nessuna riforma fiscale in deficit"
Il ministro dell'Economia dal palco dell'assemblea dei giovani di Confindustria:"Dobbiamo trovare i soldi senza scassare i conti. Possibile solo con il recupero dell'evasione". E sui contratti a tempo determinato: "Servirebbe un limite, un conto è la flessibilità e un altro è l'abuso". Marcegaglia:"No a indeterminato di massa". Maroni: "Più che prudenza ora serve coraggio"
http://www.repubblica.it/economia/2011/06/11/news/tremonti_11_giugno-17538405
 
LAVORO
Prevalenza dei contratti aziendali, Sacconi pronto a varare una legge
Il ministro annuncia norme per dare maggior valore agli accordi all'interno dell'impresa su quelli nazionali. Rivolta di Cgil e Pd: dichiarazioni gravi e inopportune
di PAOLO GRISERI
http://www.repubblica.it/economia/2011/06/11/news/contratti_prevalenza-17527788
   
 
Piccola appendice sull'onnipotenza del pensiero:

RILEGGENDO FREUD - IX VOLUME DELLE OPERE  Il perturbante
(…). Una delle forme più perturbanti e più diffuse di superstizione è la paura del "malocchio" di cui un oculista di Amburgo, Seligmann, ha fornito una trattazione approfondita. Sulla provenienza di questa paura non sembra vi siano mai stati dubbi. Chi possiede qualcosa di prezioso e al tempo stesso di perituro teme l’invidia del prossimo, in quanto proietta sugli altri l’invidia che egli proverebbe se si trovasse al loro posto.
in-videre è guardare malamente, non vedere.
Questi moti dell’animo si tradiscono con lo sguardo anche quando ci si vieta di esprimerli a parole, e, se vi è chi spicca tra gli altri per caratteristiche ben evidenti, specie se indesiderate, subito sorge il sospetto che la sua invidia raggiungerà un’intensità particolare e che questa intensità verrà poi anche mandata ad effetto. Si teme perciò un’intenzione segreta di nuocere e si suppone, basandosi su determinati indizi, che questa intenzione disponga anche della forza per attuarsi.
Gli esempi di perturbante che ho citati per ultimi dipendono da un principio che, accogliendo un suggerimento di un paziente, ho chiamato la "onnipotenza dei pensieri".
Cosa è l’onnipotenza del pensiero? è quel fenomeno immaginato, per cui il pensiero di per se ha la capacità di modificare la realtà senza passare attraverso le istanze comportamentali che il pensiero muove. Onnipotenza è "se io desidero che quella cosa venga qui, il mio pensiero può agire attraverso i movimenti". In altre parole se io penso che soltanto pensando possa far avvenire qualcosa, questa è l’onnipotenza del pensiero. E ancora, se voglio parlare con una persona devo in qualche modo lanciare un messaggio, scrivere un biglietto, parlare con lui, passare al comportamento. Ma se io pensando immagino che lui recepisca il mio messaggio senza nessun segno, è onnipotenza del pensiero, cosa che è propria delle religioni. Io prego con Dio in silenzio: uno dei due deve essere onnipotente, o io che prego o lui che ascolta. Se nessuno dei due è onnipotente non si può comunicare in silenzio.
Il concetto di onnipotenza è il modo tipico di ragionare del mondo infantile, ma anche dei popoli primitivi o dei popoli non primitivi, e negli adulti quando entrano nella dimensione religiosa.  (…). 
http://www.psychiatryonline.it/ital/rileggendofreud/lezione21.htm
 
S. Freud e la psicoanalisi applicata
(…).Con il terzo saggio, “Animismo, magia e onnipotenza del pensiero” Freud, pur accettando la tradizionale divisione degli stadi di sviluppo umano in animistico, religioso e scientifico, condividerà con Marett l’esistenza di uno stadio precedente o “pre-animistico” definito “animatismo”, dove il mondo viene percepito come animato da diverse intenzioni che conducono al benessere o alla rovina dell’umanità. Il passaggio all’animismo, il cui il mondo é vissuto come popolato da anime e demoni, è secondo Freud da considerarsi un progresso,poiché l’uomo affida i propri desideri agli spiriti attraverso una proiezione. Per quel che attiene la magia Freud metterà in rapporto questo atteggiamento primitivo con l’onnipotenza dei pensieri riscontrabile sia nelle fantasie nevrotiche che nella vita psichica dei bambini.
Nella quarta parte, ”Il ritorno del totemismo nell’infanzia”, si soffermerà sull’origine dei totem, spiegando ad esempio come al clan che discendeva da una particolare specie (per eredità materna) fosse severamente proibito uccidere animali di quella specie. Era anzi obbligatorio proteggerli, affinché essi, a loro volta, proteggessero il loro clan.
Il libro, come lo stesso Freud anticipò, non ricevette il consenso dovuto poiché incontrò aspre resistenze anche al di fuori dei circoli psicoanalitici.(…).
http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/Freud/articoli/freud17.html
 
 

Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.

           

Recuperando (solo in parte, purtroppo) i dati, persi a seguito della rottura del disco fisso del mio notebook, ho ritrovato questo mio vecchio commento sul blog “Percentualmente”, che volentieri ripropongo ora sul mio blog, in occasione del ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B., il quale, oggi, da bravo bulimico ed in crisi di astinenza da troppo tempo, ci ha fatto sapere, attraverso un lapsus linguae del suo pupazzo per ventriloquo e fedele mamma vicaria, il segretario del PDL Alfano, che egli aspira di nuovo - nientemeno - che alla presidenza della Repubblica.

 

Vincesko 16febbraio 2011 alle 17:46

Nella conferenza stampa di stamattina tenuta dal premier e dal ministro dell’Economia, Berlusconi ha dichiarato che, se il PIL cresce poco, ciò è colpa dei governi precedenti: di quelli degli anni ’80, che hanno creato un debito pubblico enorme, il cui servizio costa 75 mld all’anno; degli ambientalisti, che hanno bloccato la costruzione delle infrastrutture: strade e centrali nucleari, per cui il nostro costo dell’energia è maggiore del 50% a quello della Francia; della Pubblica Amministrazione, pletorica e costosa e difesa dai sindacati. Vorrei osservare che:

1) PIL. Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = +0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi (e Tremonti) o è un incompetente o porta iella o entrambe le cose.

2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi di Berlusconi-Tremonti. E’ dell’altro ieri la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
Il debito pubblico è cresciuto durante i governi di centrodestra, come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai proclami ed ai patti di stabilità del ministro Tremonti, è cresciuta in media del 4%.

3) PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. La PA, a parere degli economisti, è uno dei principali tappi alla crescita economica italiana. Il governo di centrodestra ha varato col ministro Brunetta la riforma (L. 15/2009), mutuandola da idee e proposte del PD (DdL 1223/2006 e DdL 746/2008): trasparenza, valutazione indipendente e benchmarking. Ma ne ha via via annacquato l’attuazione, contraddicendo nei fatti i principi, le regole e gli strumenti affermati nella legge: a) lasciando la CIVIT (l’ente di coordinamento e valutazione) senza risorse e senza poteri, provocando per questo le dimissioni dell’unico membro davvero esperto (Pietro Micheli), che se ne è tornato in Gran Bretagna; b) affiancandole non un’Agenzia autonoma, ma una “Commissione indipendente (sic) per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, priva di autonomia organizzativa e finanziaria e di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione; c) è scomparso, nel decreto presentato dal Governo alle Camere, l’azione collettiva contro la PA; d) esenta totalmente l’amministrazione della Presidenza del Consiglio, quella dell’Economia e quella della Funzione Pubblica dall’intera nuova disciplina (!); e) inserisce un sistema di premialità in tre fasce (25%, 50%, 25%), stabilendo ex ante che il 25% del personale non lavora e, quindi, non ha diritto al trattamento accessorio (!); f) stipulando, il ministro Brunetta, un’Intesa (4 febbraio) con CISL, UIL e UGL, che attribuisce a comitati paritetici dirigenza/sindacati lo stesso compito che il d.lgs. n.150/2009 aveva affidato agli Organismi Indipendenti di Valutazione, coordinati e orientati dalla Civit (!).

CONCLUSIONI. Il Dott. Silvio Berlusconi e il Prof. Avv. Giulio Tremonti hanno molte caratteristiche in comune. Entrambi, nei rispettivi ruoli, hanno raggiunto palesemente il loro livello di incompetenza (v. principio di Peter http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter), ma lo sanno nascondere bene, almeno ai tantissimi gonzi che popolano il nostro Paese; entrambi sono del tutto incapaci di addossarsi colpe e profondamente insofferenti alle critiche ed ai giudizi negativi; possono diventare cattivi, persino spietati e vendicativi verso chi glieli rivolge; entrambi sono affetti da sindrome schizoide, anche se di grado diverso, e, con disinvolta incoerenza, riescono a recitare più parti in commedia, anche opposte: alcune “oniriche”, altre reali; infine, soprattutto, entrambi sono succubi della loro terribile bulimia, che li costringe a fagocitare senza sosta poteri e competenze, che poi sono incapaci di gestire adeguatamente. Per dirla con Eugenio Scalfari: “Ma da quale cielo ci sono piovuti addosso personaggi così calamitosi? Debbono aver colpe assai grandi gli italiani per esserseli meritati”.

  

amato 16febbraio 2011 alle 17:55

Sì, forse il dato più scandaloso tra quelli che lei cita è quello sul debito. Anni di tagli, nelle scuole non ci sono più supplenti, quasi non si fanno più le pulizie, la spesa sociale è arrivata sottoterra, tanto per citare solo un paio delle conseguenze dei cosiddetti ‘risparmi’, e poi scopriamo che non s’è risparmiato un bel niente, che il debito continua a crescere a tasso sostenuto. Ed è sempre colpa di qualcun altro, non c’è dubbio

  

Vincesko 18febbraio 2011 alle 20:31

Che il Sig. Silvio B. sia un incompetente lo testimonia l’ex ambasciatore statunitense Ronald Spogli, che così descrive al dipartimento di Stato il presidente del Consiglio italiano:

“Berlusconi è un incapace, agisce solo nel suo interesse”
http://racconta.espresso.repubblica.it/espresso-wikileaks-database-italia/index.php

 

http://amato.blogautore.repubblica.it/2011/02/15/pil-il-problema-non-e-la-crisi/

 

Allego: 

Il Sig. SilvioB. ed il suo tallone d’Achille/15

http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2629072.html


Articolo collegato:
12 dicembre 2012   Candidature & sondaggi
Il Cavaliere e il professore, uno scontro tra perdenti
Paolo Natale
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139050/il_cavaliere_e_il_professore_uno_scontro_tra_perdenti
dal quale traggo il breve scambio di commenti con l’autore dell’articolo:
da magnagrecia inviato il 12/12/2012 alle 2:26 
"Berlusconi prima e Monti poi sono entrambi scesi in campo per salvare l’Italia, il primo dalla deriva “comunista”, il secondo dalla deriva degli “anticomunisti”.".
Non mi va di commentare direttamente: col professorone Natale, mi sembra ormai di sparare sulla Croce Rossa. Lo faccio allora indirettamente, allegando un articolo di un esperto delle vicende berlusconiane, linkato in calce al mio 'post':
Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
[...] "Salvare la roba"
Concetto Vecchio
08 novembre 2011
http://vecchio.blogautore.repubblica.it/2011/11/08/salvare-la-roba/
 
da pn inviato il 12/12/2012 alle 10:11 
Gentile MagnaGrecia, lei sa dove sta di casa l'ironia? o siamo diventati tutti grillini?
Con rispetto...
 
da magnagrecia inviato il 12/12/2012 alle 14:21 
Egregio professor Natale, naturalmente l'ho messa in conto, l’ironia, ma francamente non traspare quasi per niente. Se lo rilegge, come ho fatto io stanotte per essere - relativamente – sicuro, anche se la mia intelligenza intuitiva (quasi) infallibile mi aveva già detto di procedere alla pubblicazione…) con spirito autocritico, anche in relazione al parallelo con il serio prof. Monti, messo sullo stesso – proprio lo stesso - piano: quindi a rigore di logica, l'ironia è estesa anche a lui, oso pensare che Lei lo riconoscerà. 
Ma io l’ho fatto, il commento, soprattutto perché, con i milioni di allocchi masochisti che popolano l'Italia (lo attesta il residuo 25% che Lei accredita al PDL), manipolati da un ventennio, oltre che dalla tv, da un bel gruppo di colti e sapienti utili idioti ben retribuiti, abbiamo tutti il diritto-dovere di essere netti, chiari e severi. Sia con loro, forse ancora più colpevoli di lui, sia con il Sig. Silvio B., (talmente sensibile, lui sì, all’ironia, da costituire, questa vulnerabilità, il suo vero tallone d’Achille, cfr. il titolo dei miei 16 ‘post’ del mio blog a lui dedicati), al quale Lei, “stranamente" accredita ancora un incredibile 25% (quando altri gli danno il 13,8% e persino l’11,8%) e (indizio per me, allievo di Auguste Dupin…, importante), accreditava ancora – mi chiesi su quali basi - possibilità addirittura di vittoria non più tardi del luglio scorso, per cui - con ironia e severità- commentai così:
da magnagrecia inviato il 14/7/2012 alle 23:59 
"Ma, insomma, il Cavaliere qualche possibilità di tornare vincente per la quarta volta ancora ce l’ha".
'Sti professoroni, ne sanno una più del diavolo...
Io però sono convinto che neppure Gesù Cristo riuscirebbe a resuscitare un cadavere ambulante come il famigerato mammone amorale incompetente bulimico SB.
“Il ritorno sulla scena politica del famigerato Sig. Silvio B.”
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2740761.html
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136025/attenti_al_cavaliere 
Cordialmente,
VB 


 
 





IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/9/IRI

 

Lo vedete (cfr. gli articoli allegati) il Ministro incompetente dell’Economia, Giulio Tremonti, come procede imperterrito per la sua strada di inadeguato facitore della politica economica e di sviluppo, da una parte, e di bulimico tessitore di manovre di accaparramento, insieme alla Lega Nord – suo alleato e protettore – dei veri centri nevralgici del potere economico-finanziario, dall’altra?
Nel post/1, ho scritto della sua “pulsione bulimica (potente quasi come quella del suo Capo S.B.) - che nel caso di Tremonti è forse riconducibile al c.d. istinto di proprietà... che caratterizza i bambini fino a 5 anni di età” e concludevo così: “Speriamo di evitare che al "matto" S.B. possa eventualmente subentrare un altro "matto" (beninteso: "Sarà pazzia, ma non manca di logica", Amleto), fors'ancora più incompetente e dannoso”.
Quanto tempo deve ancora passare e quanti danni deve ancora arrecare quest’incompetente al popolo italiano ed alle classi medio-basse (lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, inattivi, invalidi, altre categorie a rischio, poveri) prima che riusciamo a mandarlo via, assieme al suo sodale, ancor più incompetente e bulimico, S.B.? 

Una sonora bocciatura della legge di stabilità 2011 di Giulio Tremonti.
 
L'EDITORIALE
L'insostenibile leggerezza della manovra di Tremonti
di EUGENIO SCALFARI
21 novembre 2010
http://www.repubblica.it/politica/2010/11/21/news/scalfari-9333957
 
L'EDITORIALE
La crescita è possibile ma Tremonti non la vuole
di EUGENIO SCALFARI
06 marzo 2011
http://www.repubblica.it/politica/2011/03/06/news/scalfari_6_marzo-13245985
 
IL COMMENTO
Un governo fantasma e un paese allo sfascio
di EUGENIO SCALFARI
03 aprile 2011
 
* * *
Le vicende della Libia, dell'immigrazione, della lunga e sempre più agitata paralisi del Parlamento, dell'intervento ammonitorio del Capo dello Stato, hanno messo in ombra un altro tema che deve invece essere affrontato per quello che è: una sterzata estremamente grave della politica economica verso un intervento sistemico dello Stato nell'economia e nel mercato, in palese contrasto con la legislazione dell'Unione europea. Parlo del decreto promulgato giovedì scorso dal consiglio dei Ministri e voluto da Giulio Tremonti per impedire che un'impresa alimentare francese assuma il controllo della Parmalat.
Se fosse questo il solo obiettivo di Tremonti, potrebbe anche essere accettato sebbene si concili assai poco con l'auspicio più volte ripetuto di un aumento di investimenti esteri nel nostro paese. Siamo il fanale di coda nella classifica degli investimenti esteri rispetto agli altri paesi europei. Ce ne lamentiamo, se ne lamenta il governo, la Confindustria e gli operatori finanziari e imprenditoriali, ma quando finalmente qualcuno arriva dall'estero per investire i suoi capitali in iniziative italiane viene preso a calci e rimandato indietro dimenticando che oltre di essere cittadini italiani siamo anche cittadini europei. Il mercato comune non è nato per abolire frontiere e consentire il libero movimento delle merci, delle persone e dei capitali?
Ma Tremonti ricorda  -  ed ha ragione di farlo  -  che la Francia protegge la nazionalità delle imprese ritenute strategiche e quindi  -  sostiene il ministro  -  se lo fa la Francia perché non può farlo l'Italia? Difficile dargli torto. Bisognerebbe sollevare il tema nelle sedi europee e speriamo che venga fatto, per ripristinare il funzionamento del libero movimento degli investimenti contro ogni protezionismo. Comunque, su questo tema, Tremonti per ora ha ragione. Senonché...

Senonché la questione Parmalat è soltanto un pretesto o perlomeno un caso singolo dentro un quadro assai più ricco di possibilità. Infatti il testo del decreto non dice affatto che l'obiettivo è la difesa dell'italianità delle aziende nazionali. Dice un'altra cosa: autorizza la Cassa depositi e prestiti (di proprietà del Tesoro al 70 per cento) ad intervenire in caso di necessità per finanziare aziende ritenute strategiche per fatturato o per importanza del settore in cui operano o per eventuali ricadute sul sistema economico nazionale. Il caso Parmalat rientra in questo elenco ma non lo esaurisce perché il decreto va molto più in là. Praticamente resuscita l'Iri di antica memoria rendendo possibile che lo Stato prenda il controllo delle imprese che abbiano requisiti ritenuti strategici dal governo (da Tremonti) nella sua amplissima discrezionalità.
Tutto ciò avviene per decreto. Dovrà essere convertito in legge ma intanto produrrà effetti immediati sul mercato. Ma se il decreto non fosse convertito in legge? è realistico pensare che il governo, per evitare che quest'ipotesi si avveri, chieda per l'ennesima volta l'ennesima fiducia. Ma se in sede europea quella legge fosse bocciata in quanto aiuto indebito dello Stato ad un'impresa, vietato dalla legislazione comunitaria?

Ho detto prima che la Parmalat è un pretesto. Infatti il vero obiettivo di Tremonti è di far entrare lo Stato non soltanto nelle aziende che hanno necessità di finanziamento ma direttamente nel sistema bancario. In particolare nelle cosiddette banche territoriali: le banche popolari, le banche cooperative, le Casse di risparmio. Quelle più a corto di capitali, quelle alle quali la Lega guarda con occhi avidi, quelle che procurano voti, organizzano interessi e clientele. Una rete immensa di sportelli, di prestiti, di mutui. Di fatto la politicizzazione del credito.
È una delle più gravi malattie la politicizzazione del credito. Il decreto di giovedì scorso ne segna l'inizio. Che cosa ne pensano i partiti d'opposizione? Che cosa ne pensa il governatore della Banca d'Italia? Che cosa ne pensa il Quirinale?
La politicizzazione del credito è un altro modo per deformare la democrazia, forse il più insidioso insieme al monopolio dell'informazione. Chi può manipolare le notizie e il danaro è il padrone, il raìs, il Capo assoluto, circondato da una clientela enorme e solida. Inamovibile. O ci si arruola o se ne è esclusi. La clientela vota. Chi spera di entrarci se ancora non ne fa parte, vota nello stesso modo.
La chiamano democrazia ma in realtà è soltanto un grandissimo schifo
. 
http://www.repubblica.it/politica/2011/04/03/news/scalfari_3_aprile-14432573
 
AL FORUM AMBROSETTI
Tremonti a Cernobbio: «Ci vorrebbero la vecchia Iri e la grande Mediobanca»
«Competizione fra giganti e noi facciamo spezzatini»
02 aprile 2011
http://www.corriere.it/economia/11_aprile_02/tremonti-cernobbio-iri_62913d50-5d4e-11e0-ae5b-9965e363da95.shtml
 
Finanza&Potere di Giuseppe Oddo
3 aprile 2011 - 14:21
Parmalat, purché non diventi un altro Iri
http://feeds.ilsole24ore.com/c/32276/f/438678/s/2e1a555/l/0Loddo0Bblog0Bilsole24ore0N0Cfinanza0Ie0Ipotere0C20A110C0A40Cparmalat0Epurch0JC30JA90Enon0Ediventi0Eun0Ealtro0Eiri0Bhtml/story01.htm
 
 
Infine, ho cercato questo vecchio articolo che lessi all’epoca sulla privatizzazione dell’IRI e sull’unica voce importante, a parte gli alti dirigenti dell’IRI, che vi si oppose (ho sostituito il nome con un omissis):
 
(omissis) RIFA' IL LIBRO VERDE
19 febbraio 1993 —   pagina 45   sezione: ECONOMIA
ROMA - Accusato di capeggiare il partito di quanti frenano il processo di privatizzazioni, il ministro dell' industria (omissis) ha inviato ieri al presidente del Consiglio Amato il documento contenente "le linee-guida per il rilancio ed il rafforzamento del sistema produttivo italiano". E' in pratica un nuovo Libro verde, nel quale il ministro dell' Industria - a conferma di una sua visione assai personale delle vicende dell' economia - propone e rilancia idee in buona parte diverse da quelle del governo. Si tratta di 115 cartelle, con dati ed analisi che dicono sostanzialmente tre cose: 1) saranno rispettati tempi e modalità del piano di dismissioni; 2) il processo sarà un fatto radicale e risolutivo con immissione sul mercato di aziende robuste e risanate finanziariamente; ovvero, per restare alle parole del ministro, la privatizzazione sarà "globale, immediata ed effettiva"; "nessuna operazione gattopardesca" spiega (omissis): "il sistema futuro non potrà che essere privato, interamente privato, ma nazionale e forte...". 3) dalla vendita dei suoi gioielli lo Stato potrà introitare, entro i prossimi quattro anni, novantamila miliardi. Cosa sarà ceduto? Finmeccanica, Stet, Comit, il 33% della Banca di Roma, Iritecna, Fincantieri, Finmare, e Alitalia possedute dall' Iri. Enichem, Enirisorse e tutte le società che operano nel settore degli idrocarburi, possedute dall' Eni. Bnl, Imi e Ina controllate Tesoro. Prima di essere vendute alcune di queste società dovranno però essere rimesse in sesto. Le società malate E (omissis) fa un primo elenco di società "malate" che "richiedono assistenza": Ilva, Italtecna, Fincantieri e Finmare del gruppo Iri; Enirisorse e alcuni comparti della chimica del gruppo Eni. Con quali soldi intervenire? "Le risorse - avverte (omissis) - dovranno essere trovate all' interno dello stesso processo di privatizzazione". C' è poi un secondo elenco e riguarda le imprese che per le dimensioni raggiunte necessitano di un sostegno che non solo salvaguardi la loro esistenza, ma le ponga in grado di affermarsi e rafforzare, previa ricapitalizzazione, la quota di mercato detenuta. Per queste ultime le prospettive sono due: rafforzamento obbligatorio o "inesorabile declino". Ed ecco l' elenco delle società a rischio di estinzione: Enichem, "giunta ormai ad un punto critico", Finmeccanica, Italtel. Per quanto riguarda Enichem il ministro spiega nel documento che la soluzione ideale sarebbe quella di una "fusione con Himont e Snia". Non avendo però l' Eni i soldi per acquistare gli altri due gruppi, dovranno essere questi ultimi a fare l' offerta per arrivare alla creazione del vero "polo chimico nazionale". Così com'è l' Enichem probabilmente non la comprerebbe nessuno, dice il ministro, il quale spiega che per essere "accettata e acquistata dal mercato" la società dell' Eni "dovrà ricapitalizzarsi per almeno diecimila miliardi". Come? "La soluzione va ricercata - dice (omissis) - dotando la società, in aggiunta ai mezzi liquidi di sua competenza, di una quota di partecipazione in Eni" che opportunamente venduta garantirebbe appunto la necessaria ricapitalizzazione. Finmeccanica e Italtel. "La prognosi non può che essere molto preoccupata" avverte (omissis). E anche per Fabiani e Randi "la soluzione corre sui binari analoghi a quelli già indicati per la chimica". Ovvero servirebbero altri diecimila miliardi ma soprattutto un nuovo e più robusto "contenitore" che dovrebbe vedere insieme imprese manifatturiere, banche e assicurazioni le cui potenzialità finanziarie costituirebbero "l' efficace polmone in grado di assicurare la valorizzazione e lo sviluppo delle attività manifatturiere". Insomma, (omissis) continua ad essere affezionato alle super-holding. Alla Stet invece riserva una sorte più nobile. Essendo forte in quanto beneficiaria di un regime di monopolio che la premia, la holding di Agnes dovrà scegliere una propria autonoma strategia puntando su eventuali accordi internazionali. In alternativa finirà anch' essa nel "contenitore". Ed eccoci alle banche, il piatto più ricco ed interessante per il mercato. "Rilevanti nel contesto italiano" - dice (omissis) - Imi, Ina, Bnl Comit e Banca di Roma nel quadro internazionale diventano ben poca cosa. Collocarle individualmente sul mercato a giudizio del ministro dell' industria sarebbe un "errore madornale"; meglio perciò un megacontenitore in compagnia di Stet-Italtel, Finmeccanica e Alitalia. Sulla holding-culla il ministro dunque insiste e rilancia. (omissis) non intende abbandonare la vecchia strada delle sinergie tra banche e imprese. E cosa si offrirebbe ad eventuali acquirenti? "Un gruppo con un netto patrimoniale di 35 mila miliardi il cui valore di mercato sarebbe sensibilmente superiore" dice (omissis). Sarebbero inoltre quattro, gli obiettivi dichiarati di questa operazione: "1) provvedere alla costituzione di un gruppo bancario nazionale che si collochi ad un adeguato livello di competizione mondiale; 2) valorizzare la trasformazione di Ina in società di diritto privato operante in concorrenza sui mercati nazionali ed esteri; 3) assumere la responsabilità dello sviluppo dei comparti manifatturieri di Finmeccanica e Italtel; 4) costituire infine un centro finanziario in grado di dare adeguato supporto a settori industriali rilevanti per il sistema a cominciare dalla chimica". Le scatole cinesi Ma questa mega-conglomerata sarebbe accettata dalla Borsa, da sempre contraria alle scatole cinesi? (omissis) si pone l' interrogativo e risponde: "Il mercato vuol vedere se con una società di guadagna o si perde". Il nodo obiettivamente esiste - dice il ministro - ma non sono mancate attestazioni circa la fattibilità dell' operazione e segnali di interesse a collaborarvi da parte di circoli finanziari internazionali di primaria importanza". In Francia ed in Inghilterra, dopo accordi per la costituzione di "nuclei duri" di controllo (magari con il ricorso a patti di sindacato garantiti dallo Stato che conserverebbe comunque il 25%) hanno fatto così, spiega il ministro dell' industria, lasciando ovviamente intendere che l' Italia potrebbe adottare soluzioni analoghe. Dopo la vendita e la ristrutturazione delle aziende di Stato quale scenario di riferimento resterebbe in piedi? "L' Iri nella soluzione che si propone - spiega (omissis) - è nella sostanza destinato a sparire". Del tutto opposta la sorte dell' Eni che abbandonata la chimica e le miniere resterebbe come "il principale gruppo industriale italiano dove lo Stato attraverso il Tesoro potrebbe mantenere un 20-25% della quota di controllo azionario". Sistemate le vecchie holding pubbliche, "a regime", conclude il documento di (omissis) l' Italia farà i conti con tre gruppi "vigorosi, conformati in modo da potersi confrontare con la concorrenza internazionale": il Bam, ovvero il gruppo bancario assicurativo manufatturiero; il gruppo chimico e l' Eni. "Tre colonne portanti" dice il ministro che potrebbero diventare un poker d' assi non appena l' Enel, "una volta chiariti i problemi tariffari e organizzativi interni" costituirà un investimento tra i più appetibili". - di ENZO CIRILLO
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/19/guarino-rifa-il-libro-verde.html
 
Indovinate chi si nasconde al posto degli omissis. Si potrebbe pensare, vista la sua ultima esternazione, che si tratti del ministro Tremonti, invece si tratta del Prof. Giuseppe Guarino. Che io ricordi, non mi risulta che il sedicente socialista e Reviglio-boy Tremonti allora si sia espresso contro. A ulteriore dimostrazione che Giulio Tremonti, come al solito, arriva in questo caso 17 anni dopo, ma col suo tono professorale intriso di disprezzantropia dà sempre l’impressione che l’abbia detto o fatto per primo, e tutto allo scopo - da abile giocatore delle 3 carte - di fare ammuina e stornare l’attenzione dai suoi veri obiettivi. Che poi è uno soltanto: fagocitare potere, che poi è incapace di gestire.
Faccio una proposta: perché non gli rivolgiamo tutti insieme un “pensierino”?
 
PS:
 
LO STATO DELLE PRIVATIZZAZIONI
Data: Sabato, 13 ottobre @ 19:00:00 CDT
Argomento: Economia   di RITA MARTUFI - Proteo
 
Iri: «Privatizzazione in Europa» (con Tremonti, Prodi, Megginson)
11 ottobre 2002
 
5 aprile 2011
La partita solitaria di Tremonti
Il ministro dell’economia gioca le sue carte con grande discrezione
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/125709/la_partita_solitaria_di_tremonti
 
 
PPS:

Lettera al Ministro Giulio Tremonti

http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2607838
 
 
 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html
post/2 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html
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IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/8

 

Pubblico la lettera che ho inviato il giorno 5 marzo scorso al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
 
Avevo già in programma di pubblicarla oggi ed è solo una fortuita coincidenza che segua all’apparizione del ministro Tremonti ad Annozero. Non ho ricevuto finora risposta, né so nemmeno se egli l’abbia letta. Un solo indizio – un lapsus linguae - però me lo lascia pensare: quando egli ha affermato: “Non mi riconosco nella serie storica prospettata da Scalfari”. Ma Scalfari non aveva prospettato nessuna serie storica, aveva soltanto fatto, come premessa, un excursus storico-economico.
 
Infine, sottolineo molto volentieri l’intervento del giovane che, al termine della trasmissione, rivolto al ministro, ha detto: “Insomma stasera abbiamo capito che lei non capisce niente di economia”. Io lo affermo da una decina d’anni e ne scrivo da tre (da quando frequento il web); e mi sono sempre augurato che questo divenisse senso comune.      
 
 
Egr. Sig. Ministro Tremonti,
 
Ci deve essere un motivo se una persona sedicente socialista come Lei si mette a fare politica in un partito di destra, e questo motivo deve avere a che fare per forza con il suo retroterra educativo.
 
Ascoltando la Sua intervista al "GR3" di stamane (ma lo stesso discorso vale per tutte le più o meno recenti Sue dichiarazioni), sembra di essere davanti alla solita "diagnosi": non tanto – come scrisse tempo fa Massimo Giannini – di sdoppiamento della personalità alla Dottor Jekill e Mister Hyde, ma di un Suo irresistibile, quasi compulsivo, invero un po‘ schizoide bisogno di scaricarsi la coscienza delle conseguenze negative causate dalle Sue scelte – passate, presenti e future - di governo, riferendole ad altri, situandole in un tempo (ecco allora le Sue onnipresenti divagazioni storico-filosofiche) o in una realtà (ecco allora l’allusione ai Paesi arabi) lontani da quelli sotto il Suo controllo e la Sua responsabilità.
 
Lei ha affermato al “GR3” che le rivolte dei popoli arabi sono dovute alle disuguaglianze sociali. Ma dovrebbe sapere – anzi, Lei certamente saprà - che “Dal rapporto Growing Unequal dell’Ocse emerge che tra i 30 paesi Ocse oggi l’Italia ha il sesto più grande gap tra ricchi e poveri. Non è solo colpa della crisi, anche se la crisi certo ha accentuato questa tendenza: redditi da lavoro, capitale e risparmi sono diventati il 33% più diseguali a partire dalla metà degli anni ottanta. Si tratta del più elevato aumento nei paesi Ocse, dove l’aumento medio é stato del 12%”.
http://amato.blogautore.repubblica.it/2010/11/19/la-crisi-non-e-uguale-per-tutti/
http://www.oecd.org/dataoecd/44/45/41524655.pdf  
 
Allora, che cosa teme, Sig. Ministro; quale rischio vuole esorcizzare; quale colpa vuole allontanare da sé, dalle Sue spalle e dalla Sua coscienza? Che il popolo italiano, la parte meno ricca e più “disuguale” di esso, Le presenti il conto della sottrazione al Sud dei fondi FAS o del mancato appoggio al G20 – contraddicendo se stesso - all’introduzione della TTF o del varo della manovra correttiva 2010?
 
Una manovra di 24,9 miliardi per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana e che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anti-crisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti! – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni (disoccupati, anziani, minorenni a rischio, ragazze-madri, matti, ex drogati, LSU, ecc.).
 
E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i produttori di farmaci ed i farmacisti, in quanto fornitori del SSN) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi: i primi tre italiani nella classifica “Forbes“ 2010), o milionari (come Lei, Passera, Profumo, Montezemolo), o abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti), o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici (come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari - Lei lo sa - ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
 
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.
 
Lei ha un alto concetto di sé (apparentemente, perché è smentito nei fatti dalla Sua permalosità e vulnerabilità alle critiche ed ai giudizi negativi e dal Suo incomprimibile bisogno di vendicarsi con chi Glieli rivolge). Negli ultimi 10 anni il centrodestra (cioè Berlusconi) ha governato per quasi 8 anni; e per quasi 6 anni ministro dell’Economia è stato Giulio Tremonti, cioè Lei:
 
1) PIL. E’ sufficiente riportare la serie storica 1999-2010: 1999 = +1,7%; 2000 = +3,6%; 2001 = +1,8%; 2002 = + 0,3%; 2003 = +0,0%; 2004 = +1,1%; 2005 = +0,0%; 2006 = +1,9%; 2007 = +1,9%; 2008 = -1,0%; 2009 = -5,0%; 2010 = +1,3%, per ricavarne che Berlusconi e Lei o siete due incompetenti o portate iella o entrambe le cose.
 
2) DEBITO. E’ facilmente verificabile che il debito pubblico è sempre calato con i governi di centrosinistra e sempre cresciuto con i governi Berlusconi-Tremonti. E’ di pochi giorni fa la notizia (fonte Bankitalia) che esso nel 2010 è cresciuto del 4,5%, arrivando al 118% del PIL.
http://www.repubblica.it/economia/2011/02/14/news/bankitalia_nel_2010_debito_4_3_-12441402
http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2011/sb08_11/suppl_08_11.pdf
 
Il debito pubblico è cresciuto durante i Vostri governi di centrodestra non per gli investimenti, ma come conseguenza dello squilibrio tra le uscite e le entrate correnti e conseguente diminuzione e quasi azzeramento del c.d. “avanzo primario”, cioè la differenza tra le entrate e le uscite prima degli interessi; la spesa, in barba ai Suoi proclami, ai Suoi tagli ed ai Suoi patti di stabilità, è cresciuta in media di oltre il 4,6 %.
 
In conclusione, Sig. Ministro, il Segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo il varo della manovra correttiva 2010, affermò a “l’Unità“: «Ma con una manovra che non chiede nulla ai ricchi come lui, non ha paura che qualche Dio lo fulmini?». Egli si riferiva evidentemente a Berlusconi, facendo finta di non sapere che il vero autore della manovra correttiva è Lei (con l’aiuto di Sacconi, Bonanni, Angeletti e Marcegaglia). Rammenta? Lei, dopo, ebbe anche l’impudenza di affermare: “Nell'insieme la manovra è stata fatta su una vastissima base di consenso sociale" (cfr.   http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/tremonti_no_a_governi_tecnici-5654276  ).
 
Io non credo – essendo agnostico – nella punizione divina, né – essendo razionale - in quella che Freud chiama “l’onnipotenza del pensiero“, riferendosi al potere iettatorio, ma è indubbio che sia io (che ho dovuto chiudere, due anni fa, a causa della terribile crisi economica e di altro problema di forza maggiore, il mio studio di consulenza alle imprese e perderò quasi 20 mila € in un solo anno di mancato introito pensionistico), sia le centinaia di migliaia, forse milioni, di altre analoghe vittime delle Sue crudeli e molto inique decisioni, quasi sicuramente non possiamo far sentire la nostra voce di protesta, ma un “pensierino“, stia sicuro, Glielo rivolgiamo.
 
 Distinti saluti

 

 

 

 

 

Puntate precedenti:
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post/5-Europa http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2606545.html 
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post/7-Report, Scalfari http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2607390.html 

IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/7

 

Completo la pubblicazione della serie di articoli dedicati al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: il primo riguarda la mezz'ora di trasmissione di “Report”, che fu molto critica sulla manovra correttiva 2010, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana, suscitando ovviamente la reazione indispettita del ministro, del tutto insofferente alle critiche; gli altri due sono di Eugenio Scalfari, anch’egli come al solito critico delle scelte fatte e soprattutto di quelle non fatte dal ministro, ed anche lui, dopo un "corteggiamento" iniziale del ministro al fondatore di Repubblica (gli inviava in privato i documenti in corso di elaborazione), è "punito" ora col silenzio ai suoi inviti espliciti e ripetuti a fornire spiegazioni sulla politica economica del governo. 
Non c‘è da meravigliarsi, l’incompetente - che non sia del tutto matto - è incline alla reticenza ed all’inazione, o perché non sa bene che cosa fare o perché teme di sbagliare.
 
 
 
25/10/2010 (7:17)
Gabanelli all’attacco dell’ascesa di Tremonti
La manovra finanziaria e i tagli passati al setaccio da «Report»
PAOLO FESTUCCIA
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201010articoli/59778girata.asp
 
 
 
Una sonora bocciatura della legge di stabilità 2011 varata da Giulio Tremonti.
 
L'EDITORIALE
L'insostenibile leggerezza della manovra di Tremonti
di EUGENIO SCALFARI
21 novembre 2010
http://www.repubblica.it/politica/2010/11/21/news/scalfari-9333957
 
 
 
L'EDITORIALE
La crescita è possibile ma Tremonti non la vuole
di EUGENIO SCALFARI
06 marzo 2011
http://www.repubblica.it/politica/2011/03/06/news/scalfari_6_marzo-13245985
 
 
 
 
 
Puntate precedenti:
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IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/6

 

Riporto una serie di articoli di Massimo Giannini, di Repubblica, e Sergio D’Antoni, Responsabile del PD per il Mezzogiorno, tra i più assidui commentatori delle gesta dell’incompetente e sleale Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
 
Come si vede, entrambi concordano sulla “diagnosi” di schizofrenia e di incompetenza.
 
Se si leggono gli articoli, ci si rende anche conto delle innumerevoli malefatte del Ministro - quello che, per dimostrare il suo filomeridionalismo, ipocritamente disse (cfr. post/1): "Ho zie calabresi" - ai danni del Sud.  
 
 
 
ECONOMIA
IL COMMENTO
Quanto costa fare cassa
di MASSIMO GIANNINI
Come l'eroe di Stevenson, Giulio Tremonti vive due esistenze parallele. Di giorno il Dottor Jekill annuncia "mai più condoni" e scrive le 12 tavole della legge morale che deve dominare la finanza planetaria. Di notte Mister Hyde prepara uno scudo che consente agli evasori di rimpatriare capitali con un gigantesco salvacondotto tributario, penale e amministrativo.
13 luglio 2009
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/scudo-fiscale/giannini-costi-cassa/giannini-costi-cassa.html
 

6 novembre 2009

La schizofrenia di Tremonti sul Fas

di Sergio D'Antoni

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16 settembre 2009

Tremonti o Pilato?

di Sergio D'Antoni

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7 agosto 2009

Sud, non serve un piano Marshall

di Sergio D'Antoni

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18 luglio 2009

Il sud scippato

di Sergio D'Antoni

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1 luglio 2009

Sud, il delitto perfetto

di Sergio D'Antoni

link sostituito da:


11 giugno 2009

Il governo piccona il Sud

di Sergio D'Antoni

link sostituito da:


2 giugno 2009

Sud, le bugie di Tremonti

di Sergio D'Antoni

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27 maggio 2009

Solo il Sud paga la crisi

di Sergio D'Antoni

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IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/5

 

Voi pensate la mia soddisfazione nel leggere (dopo l'articolo di Franco Monaco, che ho riportato nel  post/4) questo editoriale di Europa.
Fu tale, che non resistetti a 'postare' il seguente commento:
 
“Era necessario leggere l'intervista di Tremonti - l'incompetente, opportunista e sleale ministro dell'Economia - a Repubblica per “provare i brividi al pensiero di doverlo sostenere politicamente”?
Modestamente, io ch'egli sia un persona inaffidabile lo penso da una decina d'anni (da quando lo vidi all'opera alla trasmissione di Gad Lerner “Milano, Italia”); e da uno lo scrivo anche qui, nei miei commenti ad Europa. Anzi, credo di ricordare che ho inaugurato la mia serie dedicando al “Sig. Giulio T. ed il principio di Peter” proprio il primo, proponendo un suo profilo psico-politico, che - vista la pericolosità del personaggio e la sordità dei... media [anche della stessa Europa] - ho reiterato più volte, da ultimo due giorni fa, in calce all'articolo di Enrico Letta "Se non ce la fanno".
Non so se posso dire missione compiuta, comunque, benvenuta, Europa".
 
 
Editoriale
20 luglio 2010
Tremonti il sospetto antropomorfo
Le vie della politica sono infinite, dunque può anche darsi che al centrosinistra prima o poi si ponga davvero il dilemma se appoggiare o no un governo Tremonti, dovendosi liberare di Berlusconi. Prospettiva improbabile ma possibile. Però anche, diciamolo, prospettiva infelice.
Perché dopo aver letto l’intervista del ministro dell’economia a Repubblica, il pensiero di doverlo sostenere politicamente provoca i brividi. (…).
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/119989/tremontibril_sospettobrantropomorfo
link sostituito da:
http://europa.118.aws.dol.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=119989 
 
 
 

Postcollegato:
 
Se non ce la fanno
Enrico Letta  -  17 luglio 2010
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/119957/se_non_ce_la_fanno 
link sostituito da:
http://europa.118.aws.dol.it/dettaglio/119957/se_non_ce_la_fanno 
 
 
Puntate precedenti:
post/1/Profilohttp://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html
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post/2/Stato disossato http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html
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oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/03/il-sig-giulio-t-ed-il-principio-di_40.html
 



IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/4

 

Continuo il discorso sul Ministro incompetente dell’Economia, Giulio Tremonti, ripubblicando un mio post del giugno scorso (in un altro forum), appena appena aggiornato.
 
Dopo aver letto questo durissimo, acuto ed esauriente articolo di Franco Monaco sul ministro dell'Economia, che si chiude con "Non è sorprendente che, magari solo per fare dispetto a Berlusconi, si dia credito a uno così?", cioè con un giudizio pesantemente negativo, ho ripubblicato in calce all'articolo, volentieri ed anche - chiedo scusa per la debolezza - con un certo, comprensibile compiacimento, il mio profilo psico-politico di Giulio Tremonti (ripubblicato qui nel post/1) non a caso col titolo "Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter", e, prima, quasi un anno e mezzo fa, nell’agosto 2009, su Europa (ma ancora prima in un altro forum di politica, e son cose che penso da una decina d'anni), che ne anticipava gran parte del contenuto.
 
Nell’articolo, si cita anche lo sperpero di denaro del salvataggio dell’Alitalia e dell’abolizione dell’ICI; e si bolla come propagandistica la misura sull’art. 41 della Costituzione, poi riproposta quest’anno (2011) dal duo Berlusconi-Tremonti.  
Noto anche con piacere che anche Franco Monaco esprime un giudizio positivo sull'efficacia e la durezza degli ultimi interventi (2010) di Pierluigi Bersani.
 
 
23 giugno 2010
SuperGiulio o solo Zelig?
Franco Monaco
Con piacere ho riscontrato, in qualche confronto televisivo recente, un Bersani tosto, che le cantava chiare a Tremonti, non facendosi intimidire dal suo saccente pierinismo. Mi è sembrata pertinente ed efficace la tesi più volte ribadita dal segretario Pd.
 
E cioè siamo pronti a discutere di tutto, ma a una condizione: che finalmente si pronuncino parole di verità e soprattutto (traduco e chiedo scusa) che la si finisca di prenderci per i fondelli. Mi chiedo spesso perché mai, a sinistra, politici di primo piano diano credito a Tremonti. Forse – mi rispondo – perché, dentro un governo che di sicuro non brilla per competenze e per cultura, egli rappresenta la rara eccezione di persona che ha fatto qualche buona lettura e che non si risparmia nell’esibirla con sussiego. Dunque, possiamo tradurre così, la cosa si spiega con il proverbiale elitarismo della sinistra e, rispettivamente, con il deficit culturale di una destra nella quale Tremonti farebbe eccezione.
 
Tuttavia, come qualcuno ha osservato di recente, il ministro dell’economia va misurato sul piano dell’azione e non delle teorie o dell’ostentata erudizione, sulla politica economica e non sulla filosofia della storia. Ed è su tale più appropriato terreno che si impone un giudizio decisamente severo. In primo luogo sul bilancio della sua azione. Come per Berlusconi, anche per Tremonti, vale il principio secondo il quale è tempo di chiedere conto di lunghi anni nei quali egli è stato il dominus della politica economica. Quale il consuntivo: su crescita, liberalizzazioni, debito, deficit, mezzogiorno, lotta all’evasione, equità sociale? Quali le riforme legate al suo nome? Un bilancio reso difficile soprattutto dal suo funambolismo: egli davvero ha recitato tutte le parti in commedia. Dapprima ostile all’euro e ai vincoli comunitari e ora arcigno guardiano di essi; campione della finanza creativa e delle cartolarizzazioni e poi cantore dell’economia produttiva; rigorista oggi ma autore ieri di una sequela di condoni e di scudi fiscali che premiano e incoraggiano i grandi evasori; prima liberale, poi colbertista censore del mercatismo e infine di nuovo convertito a una costituzione economica di stampo radicalmente liberista al punto da proporre la riscrittura dell’articolo 41 ove la libertà economica è coniugata con l’utilità sociale. Palesemente un diversivo a giustificazione delle liberalizzazioni mancate o addirittura revocate.
 
Non più tardi del novembre scorso, all’università Cattolica che imprudentemente gli aveva affidato la prolusione dell’anno accademico su un tema di scienza economica (Tremonti non è un economista e non ci sono precedenti di una prolusione affidata dalla Cattolica a un ministro in carica) accreditandolo come teorico dell’economia sociale di mercato, egli tesseva l’elogio della dottrina sociale della Chiesa e, segnatamente, dell’enciclica sociale Caritas in veritate. Segnalo che, indiscutibilmente, uno degli articoli della Costituzione della repubblica più conformi alla dottrina sociale cristiana, è appunto quello che oggi Tremonti e Berlusconi vorrebbero riscrivere. Se è vero che, per l’etica sociale cristiana, l’economia va concepita come attività etica da inscrivere nel quadro del bene comune e il diritto naturale alla proprietà privata è a sua volta da armonizzare con la destinazione universale dei beni. In questa nuova recita tremontiana si inscrive la sua bizzarra uscita recente in sede Cisl sulla dura vertenza Fiat di Pomigliano ove l’accordo è stato da lui rappresentato come modello per chi si ispira all’economia sociale di mercato. Che c’entra? Anche io penso che sia ragionevole e responsabile che i sindacati diano l’assenso alle pur pesanti e ultimative condizioni poste da Marchionne. Ma è questione pratica, un compromesso obbligato. Il cuore dell’economia sociale di mercato non è la rinuncia unilaterale al conflitto ma appunto la finalizzazione etico-sociale della stessa iniziativa economica. Proprio ciò che si vorrebbe cambiare in Costituzione. Di questa babele, alimentata dal fumo ideologico e propagandistico di Tremonti, è sintomatica la circostanza che quella sua uscita sull’articolo 41 non abbia suscitato reazioni in sede Cisl, un sindacato che affonda le sue radici in quel pensiero sociale cristiano di cui quell’articolo è impregnato.
 
Ancora: Tremonti sferza gli economisti perché, a differenza di lui, non avrebbero previsto la crisi internazionale ma per lungo tempo ha fatto da spalla al querulo ottimismo del premier, dissipando risorse (Alitalia, Ici) che sarebbero venute utili oggi dentro una crisi che si è fatta drammatica.
 
La disinvoltura, la spregiudicatezza dell’uomo, vero e proprio zelig della politica italiana, si rinviene anche sul piano più strettamente politico. Solo per memoria: in origine uomo di area socialista è ora tra gli esponenti di punta della destra italiana; candidatosi per la prima volta nel 1994 nelle liste centriste di Segni e Martinazzoli il giorno dopo le elezioni passò con Berlusconi assumendo direttamente la responsabilità di ministro; sta formalmente nel PDL ma il suo effettivo riferimento politico e il partito che più lo sostiene è semmai la Lega; intestatario di un potere esorbitante nei confronti degli attori economici industriali e finanziari, ama recitare la parte dell’uomo del popolo, del censore dei potenti, specie quando, con sovrano snobismo, si esibisce quale comiziante nella assemblee leghiste, ove mena vanto di non leggere libri. Non è sorprendente che, magari solo per fare dispetto a Berlusconi, si dia credito a uno così?
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/119383/supergiulio_o_solo_zelig

link sostituito da:

http://www.europaquotidiano.it/2010/06/22/supergiulio-o-solo-zelig/ 
 

 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html
post/2 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html
post/3 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2600829.html

IL SIG. GIULIO T. ED IL PRINCIPIO DI PETER/2

 

Riprendo, dopo aver 'postato' il suo “profilo” (V. post/1), la pubblicazione di una serie di articoli e commenti sul Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dominus economico in più di metà dell’ultimo decennio.
  
Propongo un mio commento pubblicato oltre un anno fa in un altro forum, per spiegare e corroborare quel che ho scritto nel 'profilo' che ho tracciato di Giulio Tremonti, utile ora per vagliarne e seguirne il comportamento e le scelte politiche e cercare di interpretarne anche le motivazioni “sottostanti”. Al riguardo va aggiunto che c'è stato un suo – come dire? - “riposizionamento” ideologico, a dimostrazione della sua notevole duttilità, ancorché credo nessuno – neanche lui - possa dissimulare a lungo le sue caratteristiche di fondo, correlate alla struttura psicologica e caratteriale. 
 
Nel post/1, avevo scritto un po' di tempo fa, tracciandone il profilo, che Giulio Tremonti è “costretto da una pulsione bulimica (potente quasi come quella del suo Capo S.B.) - che nel caso di Tremonti è forse riconducibile al c.d. istinto di proprietà... che caratterizza i bambini fino a 5 anni di età - (…) a fagocitare poteri e competenze”.
Ecco, qui sotto, un articolo interessante di Eugenio Scalfari, che illustra il disegno che stavano portando avanti Silvio B. e Giulio T. - i nostri due cari, formidabili bulimici, idiosincratici ai controlli - di impadronirsi dello Stato, sottraendo le leve decisionali e di controllo agli organi deputati.
[Com'è noto, il disegno fu sventato dallo scandalo che investì la Protezione Civile e la famigerata cricca. Poi vedremo se ci riprovano, sotto altre forme: ad esempio, manovra legge finanziaria (vedi secondo articolo) o federalismo demaniale].
 
IL COMMENTO
Lo Stato disossato e i pasticci elettorali
di EUGENIO SCALFARI
Negli scorsi giorni, nella disattenzione generale, è stata approvata la creazione della "Difesa Spa" che centralizzerà gli acquisti e gli approvvigionamenti necessari al funzionamento di tutte le Forze armate in una società per azioni. Analoga operazione verrà discussa e probabilmente approvata in Senato mercoledì prossimo per la creazione della "Protezione Spa", responsabile di tutte le operazioni di qualsivoglia tipo effettuate dalla Protezione civile. Immaginiamo che altre società sorgeranno nei vari settori della Pubblica amministrazione. (…).
Le somme in gioco sono enormi. (…).
C'è dunque un mutamento vistoso in questo modo di gestione: rapidità nel decidere, impressionante rafforzamento del potere esecutivo. (…). Bertolaso è la sua protesi e così saranno i capi delle future Spa pubbliche. La prova generale (auspice Tremonti) fu fatta qualche anno fa con la Cassa Depositi e Prestiti. Perché - bisogna ricordarlo - i flussi finanziari che alimentano il sistema "esternalizzato" sfuggono a tutti salvo che al superministro dell'Economia. Giulio e Guido, un'accoppiata perfetta, con la differenza che Guido è una protesi di B., mentre Giulio lavora per sé.
Lo Stato di diritto è a pezzi.
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/31/news/commento_scalfari-2137633


***

 
L'Imperatore dei marziani
L'angolo dei marziani/3
di E.I. Zamjatin , pubblicato il 31 maggio 2010
Questa mattina, proseguendo il censimento di coloro che dopo decenni di politica sembrano essere appena sbarcati da un altro pianeta, Zamjatin ha letto con attenzione l’intervista che il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha concesso ad uno dei principali quotidiani italiani. D’altra parte è un giorno particolare per l’Italia e per gli italiani, che dopo un’intera settimana di annunci e dietrofont attendono ancora di conoscere i dettagli di una manovra che avrà serie ripercussioni sul presente e sulle prospettive della loro vita.

Eppure Zamjatin si è chiesto se l’intervistato fosse proprio il ministro dell’economia, o se invece si trattasse di un filosofo della storia che in questo difficile giorno voleva distrarre i lettori con considerazioni sui tempi lunghi dell’umanità e sul valore profetico che le sue visioni hanno mostrato nel corso degli anni. Sì, perché dall’intervista si apprende che il filosofo Tremonti già nel 2008 aveva scritto il copione della crisi nel suo libro “La paura e la speranza”; già nel 1997 aveva rinverdito le basi “dell’illuminismo giuridico” nel suo libro “Lo Stato criminogeno”; già nel 1994 aveva denunciato il “drammatico errore politico” della globalizzazione nel suo libro “Il fantasma della povertà”. Così come Zamjatin vi ha trovato poche notizie sulla manovra economica ma certamente molti spunti per dottissime conversazioni estive, tra cui la notizia che “non siamo dentro una di quelle solite congiunture negative, che tante volte abbiamo visto nei secoli e nei decenni passati, ma ad un tornante della storia”; o ancora che “questa è la fine dell’utopia della globalizzazione come nuova età dell’oro”; o infine che così “come il Medioevo era bloccato e fu superato d’un colpo dalla semplicità dei grandi codici borghesi” oggi si propone il contratto di produttività. (…).
http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani
 
 
Il ministro della Pubblica Amministrazione obietta al collega dell'Economia
"Nel rigore si può fare sviluppo, ci sono riforme che non costano niente"
Brunetta attacca di nuovo Tremonti "Io sono un economista, lui no"
Ma poi una nota del ministero precisa: "Nessuna polemica, il ministro dell'Economia è un giurista"
Critico Frattini: "Polemica legittima, ma nella sede del partito. Non è un bel vedere"
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/maggioranza/brunetta-vs-tremonti/brunetta-vs-tremonti.html
 
 
 
 
Puntate precedenti:
post/1 http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2554804.html
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"Salve,A Di Maio ho inviato più volte le mie e-mail p.c. Poi, visto che continuava a straparlare ..."
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"buonasera sig. V.scopro solo ora i suoi articoli sulle Pensioni e la sua battaglia per la verità ..."


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